VACANZE DA CANI/3. Le patologie estive

di Michele Tedesco
L’ estate è una stagione dalle tante facce, più o meno “romantiche”. Da una parte il sole, le feste in spiaggia, la vacanza. Dall’ altra la calura e l’ umidità che nuocciono direttamente o indirettamente, sia all’ uomo, sia ai nostri piccoli amici. Proprio la stagione corrente può essere considerata come un periodo “insidioso” per la salute del cane. La leishmaniosi è un’ antropozoonosi, una malattia parassitaria che colpisce sia l’ uomo sia il cane, sostenuta dal protozoo Leishmania Infantum. È una patologia endemica in tutta l’ area costiera mediterranea. In Italia le regioni più colpite sono: Puglia, Calabria, Sardegna, Lazio, Toscana e Liguria. La trasmissione non avviene per contatto diretto con un cane malato, ma attraverso la puntura di flebotomi, ospiti “intermedi” della leishmania, più comunemente noti come “pappataci”. Simili a moscerini di pochi millimetri di lunghezza, nella stagione calda, si trovano in zone asciutte e riparate dal vento e volano nelle ore crepuscolari attirati dalle secrezioni ( oculari e nasali ). Le femmine, dopo aver compiuto il “pasto di sangue”, si dirigono in zone umide, ma non acquitrinose a deporre le uova, che potranno schiudersi anche a distanza di un anno. Con la suzione del sangue, i flebotomi ingeriscono le leishmanie, per poi poterle inoculare in un altro ospite mediante un successivo “pasto di sangue”. Proprio questo è la peculiarità della trasmissione della zoonosi. Dopo un’ incubazione che può andare da pochi giorni a un anno, la malattia può presentare un decorso acuto o cronico, sintomatico o asintomatico. Più di frequente si sviluppano, nell’ animale colpito: problemi cutanei ( dermatite furfuracea, rarefazione del pelo, alopecia localizzata alle zone periorbitali, auricolari e perilabiali ), linfoadenomegalia sistemica, splenomegalia, epistassi, onicogrifosi ( accrescimento abnorme delle ughie ), cheratocongiuntivite e uveite, zoppia, dimagrimento, pallore delle mucose e insufficienza renale. La presenza di un animale malato in casa, non deve far temere per la salute dell’ uomo o di altri animali che vivono a stretto contatto con lui, purchè venga attuata una seria di misure preventive e terapeutiche, volta alla cura dell’ animale infetto e alla prevenzione di ulteriori punture del flebotomo. Le accortezze principali sono quelle che impongono di tenere tutti i cani in casa, all’ alba e al tramonto, di utilizzare zanzariere a maglia stretta e soprattutto di impiegare, oltre ai trattamenti antiparassitari convenzionali ( che devono essere continuativi, per tutto l’ anno ), l’ impiego di appositi collari a base di piretroidi ( Scalibor e congeneri ), che assicurano la protezione all’ animale per tutta la stagione calda. Non essendo commercializzato, in Italia, nessun vaccino, è lecito parlare di prevenzione, solo attraverso l’ attuazione delle misure terapeutiche volte alla cura degli animali malati, all’ eliminazione dei flebotomi e alla diagnosi precoce. Infatti la diagnosi di leishmaniosi si attua solo attraverso un attento esame clinico, unito a una serie di esami collaterali combinati. Per questo si consiglia, anche in assenza di sintomi, di eseguire una volta all’ anno, preferibilmente alla fine dell’ estate, una visita clinica e esami di laboratorio. La diagnosi precoce, aumenterà esponenzialmente le possibilità di successo della terapia farmacologica.

Si ringraziano, per la gentile collaborazione, i Dottori Alessandro Frate e Clementina Aloè della Clinica Veterinaria “Città di Bari” ( www.clinicaveterinariacittadibari.it )

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