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  • Tagli università, Cgil chiede incontro con rettori baresi

    BARI. Continua ad oltranza la mobilitazione dalla FLC Cgil dopo lo sciopero di venerdì scorso ed il corteo degli studenti, in concomitanza con la protesta dei ricercatori accademici, contro le politiche pseudo riformiste del Ministro Gelmini. Lo rende noto in un comunicato la Cgil Bari.
    Questo Governo, infatti, dopo la scuola pubblica - prosegue la nota - ha ormai deciso di portare a compimento l’opera di demolizione del sistema pubblico dell’istruzione e della formazione portando direttamente l’attacco al mondo universitario in un momento, peraltro, politicamente molto confuso e dagli incerti contorni.
    La FLC Cgil E Cgil hanno deciso così di scrivere direttamente ai Rettori delle due Università di Bari chiedendo un incontro urgente per comprendere come essi intendano procedere, perdurando la legittima protesta dei ricercatori, per garantire un avvio di anno accademico seriamente a rischio. In particolare servono risposte urgenti per comprendere:
    1. con quali risorse professionali essi intendano colmare il fabbisogno di docenti; 2. con quali risorse economiche intendano coprire il relativo fabbisogno economico qualora, malauguratamente, anche a Bari, si volesse ricorrere a professionalità esterne a pagamento. Nel qual caso: 3. quali saranno i criteri di assunzione e quale qualità dell’offerta formativa sarà assicurata agli studenti.
    Per la FLC e la Cgil di Bari, infatti, non è accettabile che a pagare le spese dei guasti della Gelmini siano i ricercatori, né tanto meno gli studenti. Occorre ricercare - precisa la Cgil Bari - punti di equilibrio nel rispetto del diritto allo studio, ma anche della libertà di protesta e di lotta.
    Nel frattempo la richiesta di incontro avanzata dalla Cgil ha già sortito i primi effetti: il rettore del Politecnico di Bari prof. Nicola Costantino che ha già provveduto a convocare i segretari per lunedì 11 ottobre, mentre il rettore dell’Università di Bari prof. Corrado Petrocelli, ha indetto per il giorno successivo, assemblee pubbliche in ogni facoltà dell’Ateneo Barese.
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