INTERVISTA. Modà: "In Passione maledetta 2.0 raccontiamo il gioco d’azzardo e il dramma degli incidenti stradali"

di NICOLA RICCHITELLI - Dal dramma del gioco d’azzardo – L’ultima mano – a quello degli incidenti stradali: questi i due temi che più di tutti spiccano nel nuovo lavoro dei Modà, “Passione maledetta 2.0, anche se come lo stesso front man – o Il Capitano che dir si voglia – della band Kekko Silvestre tiene a sottolineare che sarà sempre l’amore ad occupare un posto importante anche in questo nuovo lavoro: «… l’amore è un elemento sempre presente nelle canzoni dei Modà, ma questa volta abbiamo voluto ampliare il raggio e affrontare anche temi come il gioco d’azzardo in ‘L’ultima mano’ e gli incidenti stradali in ‘Mamma dice sempre’».

D: Partiamo da quanto accaduto il 2 dicembre con l’uscita di "Passione Maledetta 2.0": dieci brani inediti e due dvd testimonianza di quanto accaduto a San Siro a giugno. Possiamo dire che come sempre l'amore farà da filo conduttore anche in questo nuovo lavoro?
R: «Sì, il 2 dicembre è uscito “Passione Maledetta 2.0” che, oltre a “Passione Maledetta” contiene anche “Passione Maledetta 2.0”, un disco con 10 nuovi brani. L’amore è un elemento sempre presente nelle canzoni dei Modà, ma questa volta abbiamo voluto ampliare il raggio e affrontare anche  temi  come il gioco d’azzardo in ‘L’ultima mano’ e gli incidenti stradali in ‘Mamma dice sempre’».

D: Il titolo "Passione maledetta 2.0" dà quasi l'idea di un proseguimento del cammino intrapreso con la pubblicazione dell'album di un anno fa...
R: «Sì, è praticamente un’altra faccia di un solo progetto, e questo si vede anche nelle grafiche».

D: Kekko, da dove è nata l'esigenza di raccontarti in un brano così intimo quale è "Francesco"?
R: «Diventando padre mi sono reso davvero conto delle cose che mi dicevano i miei genitori quando ero ragazzo, del fatto che le dicevano per me, e mi hanno aiutato molto a crescere. E’un brano dedicato a loro e a mia figlia Gioia».

D: Ci sarà un momento simile anche nel nuovo album?
R: «Il disco nuovo sarà un po’ una sorpresa, abbastanza diverso da quello che un fan dei Modà potrebbe aspettarsi, ma alla fine siamo sempre noi».

D: Come si preparano e quanto lavoro c'è dietro nella preparazione di un evento particolare come San Siro?
R: «Un tour è sempre una cosa bellissima ma impegnativa, figurarsi un evento come quelli allo stadio San Siro. Ci sono tante prove in studio ma anche una preparazione atletica, inizio da mesi prima ad allenarmi con un personal trailer, facendo corsa, palestra e nuoto».

D: Da San Siro ai palazzetti possiamo benissimo dire che il vostro tour sta assumendo tappa dopo tappa contorni sempre più trionfalistici. Quanto è difficile confermarsi dopo tanti anni?
R: «E’ sempre difficile, non bisogna mai dare nulla per scontato e affrontare tutto con impegno e umiltà. La nostra forza sta nel fatto di non aver fatto ‘il botto’, ma di aver fatto dei piccoli passi, ma tutti in avanti, e questa è una cosa che ti aiuta tantissimo per gestire impegni del genere».

D: Nei prossimi concerti i fans possono aspettarsi delle sorprese circa le nuove canzoni o rimarrete fedeli alla scaletta?
R: «Per queste date la scaletta rimane più o meno invariata ma c’è spazio per il nuovo singolo che è attualmente in radio, Piove Ormai da Tre Giorni».

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