'Veglia', un libro per le vittime del terremoto del Centro Italia

di MARIO CONTINO - Alcuni eventi ci segnano nel profondo, pur non colpendoci in prima persona è come se lo facciano, perchè in fin dei conti siamo tutti esseri umani. Il terribile sisma che qualche mese fa ha colpito il Centro Italia, seminando morte e distruzione, cancellando improvvisamente una parte di storia della nostra nazione, insieme a tante anime di adulti e bambini, ha fatto sì che un gruppo di donne appartenenti al gruppo facebook "Letteratura al Femminile" creasse il progetto "Veglia: 24 agosto 2016".

Un libro? Si, ma un libro è molto più che carta ed inchiostro, è un insieme di sentimenti forti e sinceri, gli stessi che a volte sono promotori di veri e propri "miracoli". L'intero ricavato sulla vendita dell'antologia sarà donato ai centri di raccolta (Croce Rossa Italiana), non importa se la somma risulterà essere consistente o esigua, poichè il gesto è forse ciò che più avvalora l'iniziativa.

Per una volta, autori di tutta italia superano le false diversità che spesso si creano nella nostra strana nazione, tra nord e sud, tra ricchi e poveri, tra alti e bassi, forme di pregiudizio ridicole che in questa occasione sembrano essere dimenticate, perchè ciò che è banale cessa improvvisamente di avere voce in capitolo d'innanzi a tragedie reali come quella del terremoto in questione.

Abbiamo deciso di intervistare un'autrice pugliese che ha aderito all'iniziativa, la scrittrice Antonia Depalma, che gentilmente ha accettato.

Cosa vi ha spinti a creare il progetto Veglia?

La ragione per la quale ci siamo uniti per progettare l'antologia "Veglia: 24 agosto 2016" è stata fondamentalmente quella di donare alla nostra penna un potere solidale. Siamo all'indomani del tragico evento del sisma che ha colpito le popolazioni del Centro Italia; i telegiornali ci bombardavano di notizie strazianti riguardanti lutto, dolori, gravose perdite e paura che, in quei giorni,  abitavano le mura delle "cittadelle fantasma" e noi, di "Scrittura al Femminile", ci siamo sentite in dovere di unirci intorno a queste persone spogliate di ogni avere dalla natura "matrigna"

Cosa rappresenta per voi, in prima persona, questa antologia?

Veglia è un modo, immateriale di confortare le vittime del terremoto. Il suo nome, infatti, richiama il componimento ungarettiano, appunto "Veglia", compresa nella raccolta "L'allegria".
La sua struttura "a bolla", seppure inversa rispetto al modello proposto da Ungaretti, si suddivide in altre due sezioni, "Speranze naufraghe" e "Speranze" : si parte da uno stato di sofferenza e angoscia per giungere al ritrovamento della quiete e della pace interiore.

Quali speranze riponete nella letteratura italiana?

"La letteratura è l'immortalità del discorso" diceva Von Schlegel, ed io credo che sia in questa "immortalitá" che risiedano le aspettative di noi scrittori. Si scrive per tantissime ragioni: vocazione, desiderio di fama, sfogo e, soprattutto, condivisione.
Il panorama letterario è vasto, sia per quel che concerne il numero degli autori che per ciò che riguarda il genere ma, per quel che riguarda Veglia, le aspettative sono diverse: vorremmo che nel tempo non si dimentichi quanto accaduto e che tra i momenti vi sia la nostra raccolta, avvertita come un conforto sempre presente e costante per quelle persone che dovranno, pietra su pietra, ricostruire quella vita spezzata alle 3.36 am del 24 agosto 2016

La cultura è ben divulgata nella nostra nazione?

La cultura, nel nostro Paese, non penso sia effettivamente ben divulgata. C'è una forte restrizione, probabilmente dovuta anche all'editoria a pagamento, che non tiene sempre conto del valore dello scrittore in quanto tale e tende, talvolta, a crogiolarsi nell'aspetto particolarmente economico.

Moltissime e lodevoli sono le iniziative culturali che in Italia vengono promosse ma non è raro che la bellezza degli eventi venga limitata da fattori imprenditoriali.
Penso che questa "chiusura" e limitazione, se corretta, renda il nostro Paese - che ha dato i natali alle più grandi personalità nel campo della scienza, letteratura, arte e musica- uno dei più aperti alla cultura in ogni sua forma.

Cosa esprimono le sue tre poesie pubblicate?

Le mie tre poesie, Paesello Natìo, Sera Povera e Terraemotus esprimono tutto quell'aspro sentimento di dolore dovuto alla perdita degli affetti, delle certezze e dei posti cari, distrutti e portati via dall'inaspettato sisma.
Nei miei versi faccio emergere la tristezza ed il dolore che si contrappongono ai bei ricordi che restano immortali nel tempo, quasi infiniti ed inconsumabili, rispetto alla temporaneità e limitatezza delle cose materiali, lasciando così al lettore la possibilità di un'analisi introspettiva

Ringraziamo l'autrice per la cortesia dimostrataci. Ricordiamo che l'antologia "Veglia" è disponibile sia in formato elettronico che cartaceo e che il suo acquisto rappresenta una mano tesa a quanti, in pochi minuti, hanno perso tutto, beni, familiari, sogni, speranze.



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