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  • Rosatellum: Camera lo approva con 375 si e 215 no

    ROMA - La Camera ha approvato il Rosatellum 2.0 con 375 sì 215 no. La legge elettorale va ora in Senato.

    Dopo tre votazioni di fiducia, il testo viene approvato con voto segreto superando la barriera dei franchi tiratori. Lo attende il vaglio del Senato, con una possibile nuova fiducia.

    di ANTONIO GAZZILLO - Sulla legge elettorale si sta abbattendo la paura dei franchi tiratori. “Io sono tranquillo e non temo il voto segreto finale” ha spiegato Ettore Rosato che ha poi proseguito dicendo di non poter prevedere però eventuali sorprese.

    Per far saltare la riforma servirebbero 127 franchi tiratori e a Montecitorio sembrano essere davvero in pochi a credere a questa soluzione.

    “E’difficile”, ha sentenziato Arturo Scotto immaginando scherzosamente telecamere al di sopra dei banchi per evitare sorprese mentre trapela ottimismo dalle parole di Emanuele Fiano: “Penso che tutti si rendano conto di quanto sia grave affossare la riforma nel voto finale ma comunque questo non porterebbe ad una crisi di governo. “E se non dovessimo farcela, Gentiloni non avrebbe l’obbligo di dimettersi” ha infine tuonato Matteo Orfini.

    Ieri, intanto, sono state votate le prime due fiducie da parte della Camera, totalizzando prima 307 si e poi 308. I numeri sono bassi ma non preoccupano il Pd che conta anche sul voto dei sessanta leghisti sparsi e su quello di molti deputati di Mdp e Campo Progressista, i quali vogliono sfruttare il voto segreto per non affossare una legge in grado di garantire un’alleanza con Renzi.

    Come Forza Italia, anche il Pd però è spaccato: infatti Marco Meloni, Franco Monaco e Gianni Cuperlo non voteranno la fiducia. Anche Rosy Bindi ha dichiarato apertamente la sua contrarietà alla legge mentre i deputati vicini a Michele Emiliano garantiranno il loro voto positivo.
    Ma l’opposizione più rumorosa alla legge è quella che proviene dal presidente emerito Giorgio Napolitano.

    Per questo Renzi auspica di concludere tutto entro ottobre per non accavallare la legge elettorale con le regionali siciliane e la legge di bilancio e ritrovarsi poi a gestire un quadro politico infuocato nel Pd.
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