'Big Christmas', Sergio Sylvestre canta i classici natalizi e ci confessa: "Trascorrerò il Natale nella mia Lecce"


di MAYRA SOSA - Un anno pieno di emozioni e traguardi importanti per il ‘’ Big Boy’’ Sergio Sylvestre. Dopo la partecipazione al Festival di Sanremo con il brano Con te e le 30 date sold out quest’estate del suo tour, l’ex alunno della scuola di ‘Amici’ torna alla carica con un fantastico album prodotto da Diego Calvetti «Big Christmas» (Sony Music), composto da 11 brani che raccoglie le hit natalizie come «Let It Snow», «White Christmas», «Santa Claus Is Coming To Town», «Have Yourself a Merry Little Christmas», e un ineditoo medley di «Jingle Bells» e «Jingle Bell Rock».

In questo album, oltre ai classici, troverete anche le versioni gospel di «I Will Follow Him» (resa popolare dal film Sister Act) e «Oh Happy Day», una versione struggente di «Hallelujah», la sua interpretazione di «The Christmas Son» e una canzone che le ricorda molto il suo natale «Over The rainbow».

Sergio Sylvestre è un ragazzo di 26 anni, nato e vissuto a Los Angeles, ma italiano d’adozione.

L’Italia è un paese che gli è entrato nel cuore e quest’anno, finalmente, trascorrerà il suo primo Natale a Lecce, insieme a tutta la sua famiglia che arriverà da Los Angeles. Sergio è un ragazzo che non ha paura di mettere a nudo le sue emozioni; per lui il Natale è stare tutti insieme in famiglia, cantando i cori natalizi; quest’anno, però, con un tocco magico. Adesso conosciamo meglio il “Big Boy” che ha voluto dare una sua interpretazione e un tocco magio ai classici natalizi.

Quanti Natali hai fatto in Italia?
Ho fatto un natale a Taranto, uno a Roma e quest’anno a Lecce insieme a tutta la mia famiglia che viene da Los Angeles. Voglio portarli a conoscere un po’ l’Italia.

Qual è il ricordo più bello che hai legato al natale?
Ci sono tanti, ma uno che mi ha segnato particolarmente è quello legato a mio padre che è mancato a maggio di quest’anno. Una volta, da piccolo, avevo preparato dei biscotti per Babbo Natale e li avevo messi sotto l’albero, ma alla mattina dopo erano ancora lì e mi sono messo a piangere. Allora mio padre è corso nel supermercato, ha comprato un costume di Babbo natale e fingendosi lui li ha mangiati con piacere dimostrandomi il suo amore infinito. In quel momento ho pensato di essere il bambino più fortunato del mondo. Ecco perché nell’album ho inserito Over the rainbow, che non è una canzone natalizia ma mi ricorda molto il mio Natale, perché mio padre me la cantava sempre.

Adesso come tutti i divi americani hai anche tu il tuo Christmas album...
Sono felicissimo (ride, ndr), di aver realizzato questo disco. In America il Christmas album è molto richiesto. Ho fatto questa scelta di 11 brani fantastici, che non sono le solite canzoni natalizie ma che mi appartengono molto. Volevo regalare a coloro che mi seguono qualcosa di divertente ed emozionante per queste festività.

Oltre l’album è uscito anche un tuo libro «Big Boy».
Dopo che è mancato mio padre lo scorso maggio, essendo un ragazzo molto sensibile, avevo bisogno di sfogarmi e in questo libro ho potuto farlo, raccontando le mie esperienze belle e brutte. Il libro parla del bullismo, del razzismo che ho subito da piccolo.

Sui social come rispondi alle critiche hai haters?
Credo che ognuno abbia i propri gusti musicali e quando le critiche sono negative possono anche essere costruttive e si può imparare. Ma quando leggo o sento delle cattiverie, mi sento di rispondere con amore, mai attaccando. Non cado mai nella loro trappola.  E certe volte credo che bisogna proprio lasciar perdere le cattiverie che scrivono.

Invece la frase più bella che hai letto?
Ricevo tanti messaggi di affetto. Ma più che una frase, ricordo un gesto che mi è rimasto impresso: dopo la scomparsa di mio padre, avevo in programma un concerto a Roma e mentre cantavo una canzone che per me era molto personale, stavo quasi per crollare e a un certo punto ho visto tra il pubblico, dei ragazzi che hanno alzato uno striscione con un cuore e delle scritte. Loro, in quel momento, mi hanno dato una forza che non mi aspettavo. Io ero lì per cantare per loro e loro invece mi hanno aiutato a continuare l’esibizione trasmettendomi forza e affetto. Che bel momento!

Nel 2018 ti vedremo nuovamente a Sanremo?
L’esperienza di Sanremo è stata bellissima, mi sono divertito tantissimo. Ho fatto una sfida con me stesso. Era la prima volta che cantavo in italiano, in un palco così importante come l’Ariston. Ero molto emozionato prima di uscire sul palco a cantare e alla fine sono contento del risultato. Però, dopo quest’ultimo disco, voglio staccare un attimo e stare con la mia famiglia. E magari per primavera ripartire alla carica.

Ti piacerebbe fare un duetto con qualcuno?
Sì, perché no. Per un mio gusto personale, ti direi Giorgia, con cui ho già collaborato in passato. Mi piacciono anche Alessandra Amoroso, Francesca Michelin, Tiziano Ferro.

Avendo origini messicane, in futuro farai qualche brano in spagnolo?
Lo spagnolo è la mia seconda lingua. A casa mia ascoltiamo non solo musica in inglese, ma anche in italiano, in spagnolo. E proprio per questo magari in futuro mi piacerebbe fare qualcosa in spagnolo, a mia madre farebbe molto piacere.

Se di quest’anno dovessi tenere un ricordo e gettarne un altro cosa terresti e cosa getteresti?
Terrei la foto del mio primo concerto. Dietro le quinte avevo tanta paura, ero molto emozionato, però il momento in cui sono salito sul palco è stato fantastico perché potevo fare quello che amo, cantare ed emozionare le persone. Ho fatto 30 date quest’estate. Invece un ricordo brutto è stato la perdita di mio papà. Lui mi diceva sempre “Se qualcosa mi succede devi sempre andare avanti”. E posso dirti che in questo album “Big Christmas” ci ho messo la mia anima, c’è Sergio Sylvestre a nudo.

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