Oncologico Bari: "Tumore polmonare sotto processo"

BARI - Il cancro al polmone, volto noto sul banco degli imputati, potrebbe fare meno paura. Messo fuori dal giro dei “cattivi” dalla prevenzione primaria e insieme, seppur apparentemente in antitesi, dalla terapia della malattia avanzata. Parte dalla necessità di unire questi due opposti, la prima conferenza nazionale sui tumori polmonari in programma lunedì 13 e martedì 14 novembre, con l’obiettivo di far leva sul progressivo “avvicinamento” dei due estremi per giungere alla migliore strategia di cura possibile, così da condannare definitivamente l’insidioso nemico.

Del resto, per una delle malattie più temute sono stati fatti passi da gigante. Non mancheranno di metterlo in evidenza gli oltre 50 relatori protagonisti del convegno dal titolo “Dalla prevenzione alla terapia della malattia avanzata”, tra i maggiori esperti sul piano nazionale e internazionale della materia, intenzionati a sfruttare questa prima occasione di incontro per incoraggiare, da un lato, la prevenzione al fine di ridurre l’impatto della malattia avanzata e, dall’altro, migliorare le condizioni dei pazienti con malattia avanzata con l’obiettivo di affinare le tecniche di prevenzione del tumore polmonare. «Si è passati dall’epoca in cui il tumore polmonare veniva racchiuso in un unico contenitore con poche e sterili prospettive di terapia- spiega il dottore Domenico Galetta,  dirigente responsabile dell’unità operativa di Oncologia medica per la patologia toracica, nonché coordinatore della conferenza- ad un’epoca, quella attuale, in cui parole come “oncogene addiction”, malattia wild type, target therapies, immunoterapia, terapia antiangiogenetica, qualità di vita e miglioramento della sopravvivenza sono oramai divenuti termini familiari».

Nota la causa principale della malattia: il fumo di sigaretta non ha smesso di essere il principale alleato del tumore al polmone. Solo in Italia in un anno si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco 80mila decessi pari al 14,2% di tutte le morti. In Puglia si registrano oltre 2000 morti/anno per neoplasia polmonare, ma il territorio regionale è inoltre ben noto per le possibili correlazioni e/o sovrapposizioni da cancerogeni ambientali. «Purtroppo solo un quarto dei pazienti con tumore polmonare, al momento della diagnosi è candidato a un intervento effettuato con finalità curative e ne consegue che la maggior parte dei pazienti riceve la diagnosi quando la malattia non è più “curabile”- continua il dottor Galetta- In tali casi il trattamento è da intendersi “palliativo” racchiudendo comunque in questo inadeguato termine anche quegli stadi di malattia nei quali il trattamento palliativo determina un miglioramento della sopravvivenza e della qualità di vita dei pazienti pur senza poter eradicare la malattia. Considerata la strettissima correlazione tra fumo e malattia, il rapporto costo-benefici dovrebbe consigliare di potenziare la prevenzione, in funzione di una riduzione dei casi di malattia, e quindi di minori spese di trattamento». Su questa linea strategica, peraltro, si stanno muovendo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con il “Piano d’azione globale per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili 2013/2020”, e l’International Society for the Study of LungCancer (IASLC).

Per tali ragioni, l’opportunità dell’incontro-confronto organizzato in territorio barese per fare il punto sulle iniziative messe in campo, è quanto mai di attualità.

La prima giornata in programma a partire dalle 14 di lunedì presso la sala conferenze dell’IRCCS di via Orazio Flacco, dedicata alla prevenzione primaria, sarà impreziosita da una speciale tavola rotonda “Pillole di prevenzione” condotta da Michele Mirabella con il contributo di diverse espressioni dell’informazione scientifica. La giornata del 14 novembre, con avvio alle 9 presso l’hotel “Villa Romanazzi Carducci”, focalizzata sul trattamento della malattia già in fase avanzata (la maggior parte dei casi di tumore polmonare) sarà anche occasione per allietare i presenti con tre letture magistrali affidate al professor Luis Paz-Ares di Madrid, che parlerà delle certezze e dei dubbi della immunoterapia, al professor Umberto Ricardi, ordinario di Radioterapia all’Università di Torino e dal prof Giovanni Rosti, già Primario di Oncologia a Treviso, che si svilupperà in un originale confronto con due giovani oncologi.

La conferenza, oltre al patrocinio dell’Istituto Tumori guidato dal Direttore Antonio Delvino, ha ricevuto anche l’endorsement dell’International Association for the Study of LungCancer (IASLC) il cui 18° Congresso Mondiale si è svolto tre settimane fa a Yokohama in Giappone.

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