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mercoledì, marzo 22, 2017

XYLELLA. I produttori di olio verso la Spagna

di FRANCESCO GRECO - Destinazione Spagna. I loghi vecchi e nuovi dell’olio sono in stand-by: dal Salento alla Spagna. Tutta colpa della xylella, la pandemia che ha colpito le piante dal 2010 a oggi. E che continua ad avanzare sul territorio, a nord e a sud.

Un’altra tegola sta dunque per abbattersi su una terra già desertificata: vanno via i “cervelli” e anche i comuni mortali. Terre abbandonate, paesi vuoti, case e terre in vendita. Desertificazione materiale e umana. Quella annunciata potrebbe essere quella definitiva, nel senso che resteranno solo i vecchi e i bambini.

Gli industriali dell’oro giallo stanno quindi saggiando l’opzione delocalizzazione. In considerazione anche del divieto dell’Ue di reimpiantare la qualità di olivo più colpita dal morbo, il leccino. Potrebbero trasferirsi in Spagna per impiantare nuovi uliveti.

Non solo, ma porterebbero via anche i macchinari delle linee di produzione e di imbottigliamento del prodotto. Una tragedia che, non c’è bisogno di dirlo, significherebbe perdita di posti di lavoro nel settore, disoccupazione, impoverimento per tutta la filiera e l’intero indotto nel territorio: rimondatori, raccoglitori, venditori di concimi, officine di macchine agricole, negozi di attrezzature agricole, ecc.

Resterebbero solo i piccoli frantoi a conduzione famigliare, sempre che i costi di gestione aziendale siano sopportabili.

La xylella dunque ha vinto. Da Gallipoli che batteva il prezzo dell’olio in tutta Europa nel Cinquecento/ Seicento al deserto. Mentre i politici di destra, centro e sinistra sono avvolti nel perfido peplo delle chiacchiere e della propaganda e la scienza non riesce a dare risposte nel contrasto: delle infinite sperimentazioni annunciate (ultima il cultivar “Favolosa”) infatti poco si sa.

Ma tra i coltivatori e i produttori aleggia il sospetto che in un’epoca in cui la chimica è sovrana, qualcosa non quadra: possibile che non si riesca a sconfiggere il batterio-killer? E se da qualche parte si tenesse nascosta la formula? Sembra una spy-story con risvolti pulp…

lunedì, marzo 20, 2017

Lazio, Toscana e Spagna sul podio Biol 2017 VIDEO

OSTUNI (BR) – Sono le eccellenze olivicole di Lazio, Toscana e Spagna a salire sul podio del XXII Premio Biol, il concorso internazionale per gli extravergini biologici che ha emesso i suoi verdetti stamattina a Ostuni. Dunque ai vertici dell’annata olivicola bio, sul gradino più alto il laziale “Olivastro” dell’azienda Quattrociocchi di Alatri (Frosinone); secondo, il “Francibio” prodotto da Franci a Montenero d’Orcia (Grosseto); terzo, il biodinamico andaluso “Finca La Torre - Hojblanca”.

A un passo dal podio, al quarto posto, il “Mimì Coratina” prodotto a Modugno (Bari) da Donato Conserva (che si aggiudica dunque anche il BiolPuglia). Se questi sono risultati i migliori assoluti dell’ultima annata tra i 350 oli in gara da 15 Paesi, ad aggiudicarsi il Premio BiolPack (miglior accoppiata etichetta-packaging assegnato da una specifica giuria di esperti in comunicazione e marketing) il total white del sivigliano “Egregio” - giudicato “Puro, semplice, efficace” - con menzione speciale al barese De Palma e al greco Arbor Beato.

La proclamazione dei vincitori è avvenuta oggi nella Cittadella dell’olio bio allestita nell’ex macello comunale, in una spettacolare cornice formata dai bambini della Giuria BiolKids: progetto che con percorsi formativi e laboratori d’assaggio di oli bio ha coinvolto in sei regioni (Puglia, Calabria, Basilicata, Sardegna, Emilia Romagna e Liguria) oltre 1.800 ragazzi di quarte e quinte classi di 20 scuole primarie. E 60 di loro hanno formato il baby panel che stamattina ha affiancato i giurati senior per assegnare il BiolKids all’olio preferito dai ragazzi: il pugliese “Picholine” della fasanese Profumi di Castro - Adriatica Vivai (l’elenco completo di tutti i riconoscimenti sarà presto online su www.premiobiol.it). A proclamare i vincitori, anche il sindaco di Ostuni e presidente del Gal Alto Salento Gianfranco Coppola - “orgoglioso di aver ospitato un evento internazionale di tale portata, che ha saputo coinvolgere anche le nuove generazioni attraverso il lavoro con le scuole” -  con l’assessora comunale alle Attività produttive Maristella Andriola, il direttore del Parco Dune Costiere, Gianfranco Ciola, e il direttore del Gal Alto Salento, Carmelo Greco.

“Nonostante la difficile annata olivicola – ha sottolineato il coordinatore del Biol Nino Paparella – abbiamo avuto oltre 350 iscritti e un numero cospicuo di new entry, sintomo di una sempre crescente riconoscibilità del premio a livello internazionale. Confermata dalle sale strapiene per il convegno sulla Xylella e la sezione Biolinnova”. Sui risultati, il commento del capopanel Alfredo Marasciulo: “Abbiamo avuto oli straordinari, sia nel Mediterraneo (e nella Top ten spicca anche un olio sloveno) sia in Italia, a riprova che chi sa coltivare vince anche sulle avversità climatiche. Ottimo il livello anche dei pugliesi, ‘padroni di casa’, pur in lotta con la Xylella: a un passo dal podio la coratina, che si conferma non più da taglio, ma eccellenza in purezza”. Vincitori e premiati con Medaglie Extragold saranno pubblicati nella tradizionale Guida annuale degli oli Biol, poi presentata nelle principali fiere internazionali, dal BioFach di Norimberga al Sana di Bologna.

Americo Quattrociocchi
Si chiude dunque la kermesse organizzata dal CIBi e promossa da Camera di Commercio di Bari, Regione Puglia - Assessorato all'Agricoltura e Comune di Ostuni, che tra sessioni della Giuria internazionale (30 giurati da vari continenti) e mostra degli oli in concorso, momenti tecnici, una sezione sulle innovazioni, corsi di assaggio, laboratori, degustazioni e itinerari, per tre giorni ha reso la Città Bianca epicentro internazionale del movimento olivicolo biologico.

Il Premio Biol è patrocinato da Ministero delle Politiche agricole, Ifoam e AgribioMediterraneo. Partner: Ente Parco delle Dune Costiere, Gal Alto Salento, Università di Bari e di Foggia, Associazione Dialoghi Fluidi, Fondazione Dieta Mediterranea, Itas Pantanelli-Monnet di Ostuni, Chemiservice, Consorzio Puglia Natura, Biolitalia, Agap, Rete Utile Buono e Bio.

domenica, marzo 19, 2017

Biol, a Ostuni in tanti alla scoperta dell’olio biologico. Domani Biolkids e vincitori

OSTUNI (BR) – Da un lato, i lavori della Giuria internazionale, che stanno selezionando i finalisti fra i 350 oli biologici in concorso da vari continenti. Dall’altro, una Cittadella in fermento, fra laboratori, corsi, mostre, degustazioni, itinerari per operatori, consumatori e famiglie. Questi i due binari su cui sta viaggiando a Ostuni il XXII Premio Biol, il concorso internazionale che pone a confronto le eccellenze olivicole mondiali. Epicentro la Cittadella dell’olio allestita nell’ex macello comunale (Centro Gal Alto Salento - SS 16, km 876, C.da Li Cuti, 4) e aperta dalle 10 alle 19, con ingresso gratuito.

Qui domani – lunedì 20 – l’evento organizzato dal CiBi e promosso dall’assessorato all’Agricoltura delle Regione Puglia, Camera di Commercio di Bari e Comune di Ostuni chiuderà i battenti con la proclamazione dei vincitori. Vari i riconoscimenti: il Premio Biol al miglior olio dell’annata; il BiolPack - assegnato da una specifica giuria di comunicatori, consumatori ed esperti tra cui quest’anno anche Nick Difino, foodhacker e Global Ambassador Future Food Institute - al miglior packaging, ossia il confezionamento di prodotto con il migliore design e l’etichettatura più chiara; più vari premi territoriali e tematici, come il BiolKids, riservato ai giovani palati delle scuole elementari. E proprio Il BiolKids prenderà il via alle 10, quando la Giuria dei bambini affiancherà i giurati senior per assegnare il premio omonimo all’olio più gradevole per i giovani palati; alle 12 la proclamazione di tutti i vincitori, a cui interverranno tra gli altri l’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Di Gioia, il sindaco di Ostuni Gianfranco Coppola, il direttore del Parco Dune Costiere Gianfranco Ciola e il coordinatore del Biol Nino Paparella.

Il BiolKids, in particolare, è un progetto avviato con successo negli ultimi anni che mira a educare le giovani generazioni a riconoscere l’olio di qualità, l’agricoltura bio e la corretta alimentazione. Quest’anno ha coinvolto, in sei regioni, oltre 1.800 ragazzi di quarte e quinte classi di 20 scuole primarie italiane: 10 in Puglia (4 a Bari, 3 a Brindisi, una ad Andria, Lecce e Foggia), il resto dislocate in Emilia Romagna, Basilicata, Calabria, Sardegna e Liguria. Dopo un percorso formativo sull’assaggio rivolto a tutti gli alunni, e seminari per genitori e insegnanti, una selezione di una sessantina di ragazzi domani formerà, appunto, il minipanel.

A far da cornice le tante attività della Cittadella. Qui grande interesse per la nuova sezione Biolinnova sulle innovazioni in olivicoltura bio, in collaborazione con Università ed enti di ricerca: 5 best practices presentano i loro progetti all’avanguardia per tecniche produttive, di prodotto e di filiera, e salvaguardia ambientale.

Infine le tante attività: la tradizionale mostra degli oli in concorso; corsi gratuiti di analisi sensoriale di miele (ore 10.30), pane (11.30, a cura di Inap) e olio bio (ore 16); open bar con assaggi guidati di olio e miele; bistrot con ristorazione bio; laboratori di produzione di sapone ed estratti naturali (10 e 15.30, a cura di Labo Naturae) e di stampe naturali su carta e stoffa con i colori delle piante del Parco delle Dune Costiere (11 e 16.30, a cura del Gran Teatro del Click); analisi gratuita degli extravergini portati da casa, in collaborazione con Itas Pantanelli; corner espositivi tematici; itinerari guidati, oggi gli ultimi: a piedi per il centro storico ostunese (a cura di Ats Bi-Hortus e Gaia E. Tours) o in bici attraverso le bellezze del Parco delle Dune Costiere (a cura di Madera Bike).

Il Premio Biol - premiobiol.it; fb: 22° Premio Biol - è patrocinato da Ministero delle Politiche agricole, Ifoam e AgribioMediterraneo. Partner: Ente Parco delle Dune Costiere, Gal Alto Salento, Università di Bari e di Foggia, Associazione Dialoghi Fluidi, Fondazione Dieta Mediterranea, Itas Pantanelli di Ostuni, Chemiservice, Consorzio Puglia Natura, Biolitalia, Agap, Rete Utile Buono e Bio.

sabato, marzo 18, 2017

Ostuni, al via il Biol 2017

OSTUNI (BR) – “Qualità dell’olio bio e salvaguardia ambientale: i due cardini del prezioso lavoro del Biol per operatori e consumatori sono un patrimonio di sapere costruito negli anni a livello internazionale, in simbiosi con la scrittura della Carta europea dell’agricoltura sostenibile che prende il via in questi giorni”. Così il presidente del Parco Dune Costiere Enzo Lavarra, ex parlamentare europeo- Commissione agricoltura,ha inaugurato stamattina a Ostuni il XXII Premio Biol, il concorso internazionale per i migliori extravergini biologici al mondo,e la sua Cittadella dell’olio allestita nell’ex macello comunale.Al taglio del nastro anche la dirigente regionale dell’assessorato all’Agricoltura Angelica Anglani, il direttore del Parco Gianfranco Ciola e il direttore del Gal Alto Salento Carmelo Greco, unanimi nel sottolineare l’importanza per il territorio di un evento che, col suo format, valorizza il metodo biologico e le sue eccellenze a livello mondiale.

Presentata dunque la giuria internazionale formata da 30 esperti di tutto il mondo - molti componenti  anche operatori e stakeholder – che ha subito iniziato a valutare i 350 oli in concorso da 15 Paesi. Di particolare interesse l’area sulle innovazioni in olivicoltura bio, in collaborazione con Università ed enti di ricerca: best practices che guidano la crescita delle tecniche produttive di prodotto e di filiera, abbinate alla salvaguardia ambientale. Tema in qualche modo legato alla tavola rotonda del pomeriggio “La difesa dell’olivo biologico e la Xylella”, un aggiornamento per produttori e operatori sulle ultime novità in materia, declinate in chiave biologica.

Molto apprezzati gli spazi e le varie attività della Cittadella (Centro Gal Alto Salento, SS 16, km 876, C.da Li Cuti, 4; ogni giorno dalle 10 alle 19, ingresso gratuito)che sta attirando operatori del settore ma anche consumatori e famiglie. Fino a lunedì, giorno di chiusura e di proclamazione dei vincitori, il programma dell’evento - organizzato dal CiBi, e promosso dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, Camera di Commercio di Bari e Comune di Ostuni – offre dalla tradizionale mostra degli oli in concorso. Poi corsi gratuiti di analisi sensoriale di miele (ore 10.30), pane (11.30, a cura di Inap) e olio bio (ore 16); open bar con assaggi guidati di olio e miele; bistrot con ristorazione bio; laboratori di produzione di sapone ed estratti naturali (10 e 15.30, a cura di LaboNaturae) e di stampe naturali su carta e stoffa con i colori delle piante del Parco delle Dune Costiere (11 e 16.30, a cura del Gran Teatro del Click); analisi gratuita degli extravergini portati da casa, in collaborazione con Itas Pantanelli; corner espositivi tematici. Infine, gli itinerari guidati: a piedi per il centro storico ostunese (ore 10.15 e 15.45, a cura di Ats Bi-Hortus e Gaia E. Tours) o in bici attraverso le bellezze del Parco delle Dune Costiere (da Albergabici, stesse ore, a cura di Madera Bike).

Il Premio Biol– tutti i dettagli su www.premiobiol.it; fb: 22° Premio Biol - è patrocinato da Ministero delle Politiche agricole, Ifoam e AgribioMediterraneo. Partner: Ente Parco delle Dune Costiere, Gal Alto Salento, Università di Bari e di Foggia, Associazione Dialoghi Fluidi, Fondazione Dieta Mediterranea, Itas Pantanelli di Ostuni, Chemiservice, Consorzio Puglia Natura, Biolitalia, Agap, Rete Utile Buono e Bio.

lunedì, febbraio 20, 2017

Agritravel, successo per le Pro loco tra tradizioni e contaminazioni culturali

BERGAMO - La presa di contatto con importanti realtà internazionali; gli incontri bilaterali con consolidati referenti del sistema turistico nazionale. È saldamente positivo il bilancio della partecipazione delle Pro Loco d’Italia alla terza edizione di “Agri Travel & Slow Travel Expo”: il primo salone internazionale dedicato alla promozione del turismo rurale e slow, che si è concluso ieri sera a Bergamo.

Successo pieno anche per il percorso all’insegna del gusto e delle tradizioni realizzato grazie alla contemporanea presenza di ben 15 comitati regionali. “La piazza dei sapori delle Pro Loco d’Italia attraverso gli oltre centocinquanta prodotti tipici offerti in degustazione ha raccontato un’importante aspetto dei territori: storia, usanze e tradizioni che costituiscono le radici delle nostre comunità” afferma il presidente delle Pro Loco d’Italia, Antonino La Spina.

L’area è stata letteralmente presa d’assalto dai visitatori che hanno assaporato, fra le tante eccellenze enogastronomiche, mozzarelle di bufala, olio bio rigorosamente spremuto a freddo, crema al pistacchio, raspadüra, vini doc, salumi e formaggi nelle varie declinazioni regionali

“Nella Piazza dei sapori delle Pro Loco - conclude La Spina - abbiamo anche potuto vivere dei momenti di vera e propria contaminazione culturale con l’esibizione combinata dei gruppi folcloristici regionali, provenienti da Marche, Lombardia e Puglia, ed internazionali, originari di Marocco, Bolivia e Cina”.

La terza giornata di “Agri Travel & Slow Travel Expo” è stata scandita anche dalla presentazione, in anteprima del volume in fase di realizzazione, “La cultura gastronomica delle province della Lombardia orientale” realizzato da Unpli Lombardia (che a breve si tramuterà in libro); nel corso della mattinata è stato illustrato anche il ricettario “La cucina dei nonni” ideato e realizzato dalla rete delle Pro Loco venete, in collaborazione con la Regione Veneto e l’associazione dei consumatori.

Sono seguiti gli odori e i sapori dello show cooking con “Risotto alla villimpentese”, “Tortello amaro” e “Bresaola conservata 12 mesi nella cera d’api”, a cura delle Pro Loco lombarde. La tre giorni è stata arricchita anche dalle spettacolari esibizioni delle campionesse italiane del gruppo Majorettes “Written in the stars” di Cividate al Piano.

Ad “Agri Travel & Slow Travel Expo 2017” hanno partecipato i comitati regionali UNPLI Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Trentino, Umbria, Veneto oltre ai "padroni di casa" della Lombardia.

Gran finale per la Puglia a Agri Travel Expo 2017 di Bergamo

BARI - La fabbrica del buono e del salubre può diventare la fabbrica del futuro, in grado di produrre anche buona economia. I frutti della terra e dell’allevamento si trasformano in alimenti gustosi e sani: olio, vino, formaggi, salumi, prodotti del grano, frutta, verdure. Eccellenze del "made in Puglia", sempre più ricercate sui mercati nazionali ed esteri che, grazie ai diffusi e consolidati processi di qualità certificata, oggi rappresentano gli ambasciatori mondiali della dieta mediterranea, riconosciuta dall’Unesco patrimonio immateriale dell’umanità e considerata dalla comunità scientifica l’antidoto più efficace alle malattie più diffuse del nostro tempo. Non solo gusto e salute: il settore agroalimentare può contribuire notevolmente alla crescita del Pil regionale anche dal punto di vista turistico: la buona tavola, i percorsi enogastronomici, l'ospitalità diffusa, un ambiente accogliente, diventano il veicolo per la valorizzazione dei nostri paesaggi e dunque per la promozione del territorio.

Non è un caso, dunque, che la Puglia risulti sempre più interessante e corteggiata negli appuntamenti di maggiore rilievo europeo che riguardano la ruralità e il turismo, come l' Agri Travel Expo 2017 di Bergamo. Nei tre giorni di rassegna (dal 17 al 19 febbraio) si è sviluppato un ricco programma (workshop, presentazioni e incontri B2B) nel quale le tematiche legate al turismo, all’agricoltura, alla sana alimentazione sono state approfondite grazie alla larga partecipazione istituzionale e commerciale da tutta Italia, dall’Europa e dal resto del mondo.

La presenza pugliese è stata caratterizzata da 22 espositori: 11 masserie didattiche e 11 produttori (dall'olio extravergine al vino, dal caciocavallo podolico alle mandorle, dai sott'oli alle confetture) in rappresentanza degli oltre 40 marchi che in etichetta esibiscono il bollino di qualità certificato dalla Regione "Prodotti di Puglia".

E proprio grazie al sostegno della Regione Puglia, attraverso l’Assessorato alle Risorse Agroalimentari, il pubblico di Agri Travel Expo ha potuto scoprire le masserie didattiche con i loro prodotti e le loro attività; letteralmente prese d'assalto anche da decine di scolaresche.
"Le masserie sono le miniere dei saperi e dei sapori della nostra terra - afferma l'assessore regionale all'Agricoltura Leonardo di Gioia - In queste strutture dotate di laboratori i ragazzi possono giocare con acqua e farina, sentire sotto le dita la pasta elastica e fare il pane, le focacce. Hanno la possibilità di assistere alla mungitura, di partecipare alla preparazione del formaggio, seguiti da personale competente, e di mangiare ricotta calda. Sono luogo di produzione, ma anche di formazione e di educazione alimentare, sia per gli operatori che per i consumatori di domani".

"La presenza della Puglia nelle grandi fiere internazionali - prosegue l'assessore - è utile anche per promuovere alcuni elementi fondamentali che hanno ispirato il nuovo PSR: la diversificazione del reddito agricolo e l'impulso a alla qualità dei nostri prodotti, oltre che alla quantità. Nei prossimi giorni - annuncia di Gioia - partiranno i bandi per la nuova misura 6.4 destinata essenzialmente all'agriturismo e al turismo rurale".

Gran finale alla fiera di Bergamo con le degustazioni nell'affollato padiglione della Puglia, a cura del consorzio TasteandTour in Masseria: particolarmente apprezzati i "ceci, patate, rape e ciecamariti (pezzetti di pane raffermo fritto)". Decisamente senza rivali le polpette di vacca podolica fritte e al sugo.

sabato, febbraio 18, 2017

Norimberga stregata dal biologico 'made in Puglia'

NORIMBERGA - Al dente, gustosi, vegani e soprattutto biologici: i fusilli prodotti con la farina di piselli sono una delle innovazioni agroalimentari "made in Puglia" proposte al Biofach di Norimberga, la più importante fiera europea dedicata ai prodotti biologici. La pasta di legumi, piuttosto che di grano duro, è solo una delle tante novità messe in vetrina dai circa 100 operatori pugliesi presenti in Germania, a beneficio dei 50mila visitatori professionali provenienti da 130 paesi che hanno affollato gli stand e che hanno potuto apprezzare le nostre eccellenze, tutte rigorosamente biologiche: olio extravergine, vino, prodotti del grano, latticini, ortofrutta, conserve.

Le degustazioni a base di nostri prodotti tipici, sono state letteralmente prese d'assalto durante il "Blue night", il grande evento organizzato nell'ambito della rassegna fieristica tedesca: compratori e produttori hanno potuto consolidare vecchie relazioni e stringerne di nuove, tra un piatto di orecchiette e un calice di primitivo, tra tartine di topinambur sottolio e dessert di agrumi, concludendo con un buon caffè, bio ovviamente.

"Sono rimasto sorpreso dalla qualità dei prodotti presentati e dall'attenzione che gli operatori internazionali hanno riservato", commenta Gianluca Nardone, direttore del dipartimento Agricoltura della Regione Puglia che ha accompagnato una delegazione di imprese pugliesi, in collaborazione con l'associazione Biol Italia. Gli organizzatori del Biofach hanno anche premiato uno stand dedicato all'olio extravergine pugliese tra i migliori della manifestazione.

"La Puglia è la terza regione italiana nel biologico e sta mostrando una incredibile vitalità anche all'estero - afferma Nardone - presentando un intelligente mix fra tradizione e innovazione. Rispetto agli anni precedenti, c'è entusiasmo e anche maggiore interesse: alcuni produttori hanno già chiuso buoni contratti. Tutto ciò è incoraggiante e dimostra che siamo sulla strada giusta".

La Regione punta molto sul biologico, a breve saranno pubblicate le nuove graduatorie per l'ammissione agli incentivi previsti dal PSR. Per i prossimi 5 anni sono disponibili oltre 210 milioni di euro complessivi. L’obiettivo di raddoppiare la platea di imprese agroalimentari pugliesi che si affidano a metodi naturali ed ecosostenibili. "In Puglia - spiega l'assessore all'agricoltura Di Gioia - ci sono già quattromila aziende che lavorano con il vecchio regime del biologico, altre quattromila ambiscono ad entrare nel nuovo. È un’occasione intelligente – continua l’assessore – per spostare i fondi comunitari su misure che tengono assieme l’agricoltura, lo stile di vita legato alla natura e la sostenibilità ambientale, vale a dire gli elementi fondamentali che mettiamo in campo nelle nostre politiche agricole”.

giovedì, febbraio 16, 2017

Puglia al Biofach 2017 in Germania, raddoppio sul biologico

BARI - La Regione investirà nuovi fondi nel biologico, con l’obiettivo di raddoppiare la platea di imprese agroalimentari pugliesi che si affidano a metodi naturali ed ecosostenibili. Ad annunciarlo è l'assessore regionale all'agricoltura Leonardo di Gioia in occasione del Biofach 2017 di Norimberga, la più importante fiera europea dedicata ai prodotti biologici, in cui la Puglia è presente con oltre 100 aziende e svolge un ruolo da protagonista con le sue ricercatissime eccellenze: olio extravergine, vino, prodotti del grano, latticini, ortofrutta, conserve. "La Regione - afferma Di Gioia - non solo sostiene il sistema produttivo pugliese che ha puntato sul biologico con i 208 milioni di euro che il PSR ha stanziato nella sola misura 11, ma intende ulteriormente valorizzarlo e incrementarlo. Nei prossimi giorni amplieremo questa dotazione finanziaria per consentire ad almeno altre 1500 aziende di entrare nel settore. In Puglia ci sono già quattromila aziende che lavorano con il vecchio regime del biologico, altre quattromila ambiscono ad entrare nel nuovo. È un’occasione intelligente – continua l’assessore – per spostare i fondi comunitari su misure che tengono assieme l’agricoltura, lo stile di vita legato alla natura e la sostenibilità ambientale, vale a dire gli elementi fondamentali che mettiamo in campo nelle nostre politiche agricole”.

La presenza pugliese alla rassegna tedesca che si concluderà il 18 febbraio (1200 espositori e circa 50mila visitatori professionali provenienti da 130 paesi) si articola anche attraverso una partecipazione istituzionale in sinergia con l’associazione Biol Italia. Il successo internazionale dei prodotti pugliesi è misurato dall'affluenza crescente negli stand e dalle richieste di partecipazione in costante aumento: gli organizzatori hanno previsto, già dal prossimo anno, di ampliare lo spazio espositivo. Il settore biologico in Puglia è uno dei più vitali, con un giro d’affari stimato in 500 milioni di euro l’anno.

“Sui mercati del Nord Europa – commenta di Gioia – il biologico è un elemento di grande attrattività per i nostri produttori. Del resto, c’è una rinnovata vocazione della Regione a costruire un sistema produttivo in sintonia con l’ambiente e non solo per quanto riguarda l’agricoltura. Molte delle politiche che mettiamo in campo e molto del lavoro svolto dal presidente Emiliano sono orientate proprio verso questo orizzonte”.

mercoledì, febbraio 15, 2017

Successo per il biologico pugliese in Germania

BARI - Antipasti di verdure condite con olio extravergine, un piatto di pasta al sugo, gustose mozzarelle come secondo, e per concludere un buon caffè. È il menù pugliese, completamente biologico, servito al Biofach 2017 di Norimberga, la più importante fiera europea dedicata ai prodotti biologici, con oltre 1200 espositori e circa 50mila visitatori professionali provenienti da 130 paesi.

Il "made in Puglia", presente con numerose aziende alla rassegna annuale tedesca, con il sostegno dell'assessorato regionale all'Agricoltura, conferma l'interesse degli operatori internazionali con le sue eccellenze: olio, vino, prodotti del grano, latticini, ortofrutta, conserve. Nei tre giorni di fiera, dal 15 al 18 febbraio, gli espositori mettono in vetrina le proprie tipicità anche attraverso degustazioni, incontrano compratori di tutto il mondo, consolidano i contatti commerciali e ne acquisiscono di nuovi.  Il successo internazionale dei prodotti pugliesi è misurato dall'affluenza crescente negli stand e dalle richieste di partecipazione in costante aumento: gli organizzatori hanno previsto, già dal prossimo anno, di ampliare lo spazio espositivo.

La Puglia è uno dei principali fornitori per la Germania, che rappresenta il principale mercato europeo in questo settore: nel 2015 la cifra spesa dai nuclei familiari tedeschi per gli alimenti biologici è salita all’incirca di un 11% rispetto all’anno precedente, per un fatturato che ha superato gli 8 miliardi di euro.

La Puglia è anche una delle regioni italiane più importanti nel settore biologico: il volume di fatturato stimato si attesta sui 500 milioni di euro (oltre il 20 per cento dell’intera produzione lorda vendibile agricola). I circa 8mila operatori e gli oltre 200mila ettari di superficie coltivata, testimoniano il consolidarsi di un trend positivo che posiziona il biologico come prodotto ad alto valore aggiunto rispetto alle produzioni tradizionali. L'olio extravergine svolge un ruolo da protagonista: la Puglia è seconda regione olivicola bio in Italia (dopo la Calabria) con una superfice bio-olivicola di 177mila ettari che produce 20mila tonnellate di olio biologico, per 80 milioni di euro in valore commerciale.

La Regione, oltre a sostenere la partecipazione della Puglia al Biofach, ha dato un importante impulso alla produzione biologica dell'agroalimentare: il nuovo PSR (il Piano di Sviluppo Rurale) prevede incentivi per complessivi 208 milioni di euro fino al 2020.

venerdì, febbraio 10, 2017

Fruit Logistica, a Berlino Puglia sempre più protagonista

BERLINO - La Puglia si conferma protagonista nel mercato mondiale dell’ortofrutta, con rinnovate prospettive di crescita. È dunque positivo il bilancio della partecipazione al Fruit Logistica 2017 di Berlino, il più importante appuntamento europeo annuale del settore ortofrutticolo con circa tremila  espositori provenienti da oltre 83 paesi. Nei tre giorni di fiera, dall’8 al 10 febbraio, 70mila visitatori professionali provenienti da più di 138 paesi (il 20% da America e Asia) hanno affollato i coloratissimi stand su un'area di 117mila metri quadri (l'equivalente di 14 campi di calcio).

Particolarmente soddisfatti gli operatori pugliesi presenti nella capitale tedesca in rappresentanza di circa 200 imprese esportatrici. I produttori e i gruppi di produttori ospitati nel padiglione istituzionale gestito da Regione e Unioncamere Puglia hanno rimarcato una maggiore affluenza e un maggior numero di contatti rispetto alla passata edizione: circa duecento incontri giornalieri, che hanno consentito di consolidare precedenti rapporti commerciali con compratori esteri e instaurarne di nuovi.

La Germania è il più grande mercato europeo per frutta e verdura fresca. Contando anche le patate, sono quasi otto milioni le tonnellate di prodotti freschi che vengono acquistate dalle famiglie tedesche. In aggiunta sono da considerare anche circa due milioni di tonnellate di prodotti freschi per la ristorazione. Anche per i consumi di frutta e verdura fresca, la Germania è leader in Europa: si tratta di un mercato che vale 14,4 miliardi di euro. Gli ortaggi vengono importati in Germania prevalentemente dai Paesi europei confinanti. L’Italia è uno dei partner privilegiati. E la Puglia esprime gran parte delle esportazioni in Germania, come in tutto il resto del mondo. È una delle prime tre regioni italiane nell’export di prodotti ortofrutticoli.

Le proiezioni di Unioncamere Puglia rese note al Fruit Logistica di Berlino (in attesa del dato finale certificato) indicano una tendenza alla crescita anche per il 2016: si prevede che possano attestarsi sui 750 milioni di euro. Una quota leggermente inferiore al 2015 (quando si toccò la cifra record di 820 milioni circa), a causa delle calamità che hanno afflitto le coltivazioni di uva da tavola.

Il settore ortofrutticolo pugliese possiede potenzialità di crescita anche dal punto di vista occupazionale: le 21mila imprese che operano in questo settore danno lavoro direttamente a 45mila addetti, oltre 50mila considerando l’indotto. Ed è il motivo per cui la Regione accompagna e sostiene il mondo dell’agricoltura, non solo quello pugliese. Nell’ambito di Fruit Logistica, l’assessore regionale all’agricoltura Leonardo di Gioia, in qualità di coordinatore delle politiche agricole della Conferenza delle Regioni, ha concluso l’incontro convocato dall’ambasciatore italiano a Berlino Pietro Benassi, alla presenza di numerosi assessori, consiglieri economici, operatori di rilievo nazionale e internazionale, annunciando una nuova sfida: la riscrittura delle regole per le associazioni dei produttori che consentiranno al “Made in Italy” di contare commercialmente di più sui mercati esteri.

venerdì, gennaio 27, 2017

Bari, inaugurato il Buona Puglia Food Festival

BARI - Ha preso il via oggi, 27 gennaio, il Buona Puglia Food Festival 2017, evento che per quattro giorni, fino a lunedì 30 gennaio, racchiuderà in un unico contenitore cibi, vini, birre e tutti gli operatori del settore food&beverage di qualità pugliesi presso Eataly Bari.

Anche le autorità hanno voluto prendere parte al convegno inaugurale “Il ristorante di qualità raccontato dai protagonisti”, che ha dato inizio questa mattina alle ore 11 al ricco programma della kermesse volta a diffondere la cultura enogastronomica pugliese e presentarne le eccellenze. A portare il saluto istituzionale del presidente dalla Regione Puglia è stato Felice Ungaro, direttore Agenzia Regionale Sanitaria AReS – Puglia. Mentre a conclusione del convegno è intervenuta Loredana Capone, assessore regionale a Industria Turistica e Culturale, Gestione e Valorizzazione dei Beni Culturali, Sviluppo Economico, che ha colto l’occasione per parlare dell’importante associazione tra gastronomia e turismo partendo dalla testimonianza e dalle recensioni dei tanti turisti provenienti dall’estero o anche dal nostro Paese che visitano la Puglia: “I nostri piatti tipici dovrebbero rientrare nel novero dei beni culturali. I turisti dicono che abbiamo una cucina eccezionale. La nostra cucina tradizionale è apprezzata dai turisti italiani e da quelli del resto del mondo, ma la criticità e che non sempre vengono proposti o ben presentati. I turisti chiedono spiegazioni perché è attraverso il piatto che si conosce e si capisce il luogo e la comunità che lo propone, tutto questo va raccontato e illustrato e sono proprio i turisti che ci chiedono di farlo. Dobbiamo puntare sui piatti della nostra tradizione, ma anche alla qualità della nostra accoglienza, che deve essere migliorata anche attraverso la professionalizzazione dei tanti che stanno facendo del turismo un'industria”.

Parola agli esperti, invece, per svelare caratteristiche di sala, cucina, formazione, comunicazione e design di un ristorante di eccellenza. A parlare di cucina tra innovazione e tradizione sono stati gli chef pugliesi Francesco Nacci, presidente dell’associazione Buona Puglia, Stefano D’Onghia di Botteghe Antiche (Putignano) e Antonio Scalera di La Bul (Bari). Attenzione puntata anche all’eccellenza del servizio in sala con Giuseppe Cupertino, presidente FIS e maître di Borgo Egnazia (Savelletri), e alle caratteristiche del ristorante ideale tra arredi e comfort con l’architetto e gastronomo Danilo Giaffreda. Il convegno moderato da Giuseppe Barretta, food&beverage expert, ha toccato anche l’attualissimo tema della comunicazione digital e social in ambito ristorativo con gli interventi di Manila Benedetto, consulente di marketing food&beverage (Buono Factory), e Domingo Iudice (Pescaria - Polignano a Mare). Mentre lo spazio al giornalismo di settore ha visto protagonista Luciano Pignataro, giornalista de Il Mattino e creatore di www.lucianopignataro.it. A chiudere il convegno Nicola Chielli, direttore dell’Istituto Eccelsa (Alberobello), e Carlo Sinisi, consigliere EURES Puglia, che hanno illustrato le opportunità estere e di formazione in campo enogastronomico.

Lo spazio dedicato agli approfondimenti culturali proseguirà domani 28 gennaio a partire dalle ore 11 con il convegno “Il cibo buono che fa bene”, storie di salute, agricoltori, allevatori e cibo naturale. Interverranno: Monica Caradonna (giornalista e food blogger di “Annichelita ma figa”), Michele Peragine (giornalista RAI 3 Puglia – AGA Puglia), Felice Ungaro (direttore area Governo Clinico e responsabile Progetto Salute Puglia, Regione Puglia) e Francesco Nacci (presidente di Buona Puglia, presidente del consorzio di valorizzazione e tutela del biscotto di Ceglie Messapica presidio Slow Food). Inoltre, durante il convegno porteranno la loro testimonianza gli agricoltori e produttori etici di Puglia: Raffaele Piano (agricoltore, produttore di farine e olio EVO: dalle farine industriali trattate chimicamente alle farine pugliesi naturali con germe di grano), Varvara Fratelli di carne (macellai: la secolare tradizione di macelleria in quel di Altamura ci svelano i segreti delle carni locali agnelli, pecore, maiali neri e vacche podoliche), Mario di Latte (pomodorino fiaschetto di Torre Guaceto: bellezza e difficoltà di produrre eccellenze bio in una riserva naturale) e Antonio Calò (agricoltore, coltivatore e produttore di legumi: il pisello nano di Zollino, Lecce). Modererà Giuseppe Barretta, food&beverage expert.

Sempre domani prenderanno il via i Laboratori di gusto, workshop organizzati da Buona Puglia per diffondere la cultura enogastronomica pugliese, presentando le eccellenze in ogni ambito. Dal pane alla birra, dai formaggi ai vini, tanti appuntamenti con gli esperti del settore per conoscere e degustare la Buona Puglia. L’appuntamento con i laboratori di degustazione è previsto per sabato 28 a partire dalle ore 15.30 e domenica 29 a partire dalle 12.

Tre i momenti dedicati agli assaggi che si svilupperanno nel corso di tutte le giornate del Buona Puglia Food Festival: il Mercatino dei produttori (una vera e propria piazza con i produttori tipici di eccellenza, dove poter degustare e anche comprare i prodotti pugliesi selezionati da Buona Puglia - venerdì 27 dalle ore 14 alle 24, sabato 28 e domenica 29 dalle 11 alle 24 e lunedì 30 dalle 16 alle 23.), Assaggi di Puglia: lo street food di eccellenza (degustazione di piatti della tradizione pugliese reinterpretata dagli chef di Buona Puglia, con olio, vino e birra del territorio. Il tutto nello spirito e secondo gli obiettivi che Buona Puglia si propone - ogni giorno dalle 19.30) e la Cena Gourmet “Gli amici della Buona Puglia” (possibilità di gustare i piatti di grandi chef d’Italia in un esclusivo menu in abbinamento a vini e oli di eccellenza - lunedì 30 gennaio alle ore 20.30).

L’intero evento è organizzato da Buona Puglia presso Eataly Bari – Fiera del Levante Lungomare Starita, 4. Il Buona Puglia Food Festival e i convegni sono ad ingresso libero, mentre è prevista la prenotazione per i Laboratori di Gusto (www.metooo.io/e/laboratori-di-gusto) e la Cena Gourmet (www.metooo.io/e/cena-gourmet-gli-amici-della-buona-puglia). Maggiori informazioni sul festival, sulla prenotazione per la cena di gala e le iscrizioni ai workshop sono disponibili sul sito www.buonapugliafestival.it, telefonando al 3923728359 e sulla pagina Facebook Buona Puglia.


BUONA PUGLIA

Buona Puglia è il laboratorio diffuso che mette insieme le cose buone di Puglia, l’orto sinergico dove cuochi, ristoratori, albergatori e produttori mettono ciascuno il suo per conservare e moltiplicare la qualità, per fare la differenza a partire dal lavoro di ogni giorno. È il laboratorio sempre attivo dove tradizione vuol dire caccia al tesoro delle materie prime, frutta, verdura e ortaggi che maturano al calore del sole del Sud, agricoltura a zero impatto, allevamenti non intensivi. Perché la Puglia è spiagge mare e scogliere da togliere il fiato, ma è anche pescato fresco e mare pulito. Buona Puglia è la ricerca ostinata di quei talenti secondo cui la lezione antica di mamme e nonne è il punto di partenza privilegiato per lanciare la cucina regionale dritta verso il futuro, raccontando un’altra storia intavola. Buona Puglia vuol dire architetture etiche, perché vacanza è dove c’è un tetto – magari il cono rovesciato di un trullo – che dialoga in perfetta armonia con il paesaggio. Buona Puglia è la mappa della Puglia migliore, che qualcuno ha già esplorato e tracciato per te


PROGRAMMA

VENERDì 27 GENNAIO

ORE 11.00 CONVEGNO
“IL RISTORANTE DI QUALITA’  RACCONTATO DAI PROTAGONISTI”
Sala, cucina, formazione, comunicazione, design per un ristorante di eccellenza raccontata da esperti e protagonisti.

ORE 14.00 - 24.00
IL MERCATINO DEI PRODUTTORI
Una vera e propria piazza con i produttori tipici di eccellenza dove poter degustare e anche
comprare i prodotti pugliesi selezionati da Buona Puglia

ORE 19.30 - 24.00
ASSAGGI DI PUGLIA: LO STREET FOOD DI ECCELLENZA
Degustazione di piatti di terra e di mare della tradizione Pugliese reinterpretata dagli chef di Buona Puglia, con olio, vino e birra del territorio.
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SABATO 28 GENNAIO

ORE 11.00  CONVEGNO
“IL CIBO BUONO CHE FA BENE’”
Qualità, sostenibilità e tipicità.

ORE 11.00 - 24.00
IL MERCATINO DEI PRODUTTORI
Una vera e propria piazza con i produttori tipici di eccellenza dove poter degustare e anche
comprare i prodotti pugliesi.

ORE 15.30 - 24.00
LABORATORI DI GUSTO
workshop di cultura alimentare con degustazione

15.30 I dolci tradizionali pugliesi
17.00 Salumi di Puglia
18.30 Vini biologici, biodinamici e naturali. Le nuove strade dell'enologia pugliese: storia e tecnica di una nuova agricoltura

ORE 19.30 - 24.00
ASSAGGI DI PUGLIA: LO STREET FOOD DI ECCELLENZA
Degustazione di piatti di terra e di mare della tradizione Pugliese reinterpretata dagli chef di Buona Puglia, con olio, vino e birra del territorio.
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DOMENICA 29 GENNAIO

ORE 11.00 - 24.00
IL MERCATINO DEI PRODUTTORI
Una vera e propria piazza con i produttori tipici di eccellenza dove poter degustare e anche
comprare i prodotti pugliesi.

12.00-23.00
LABORATORI DI GUSTO
workshop di cultura alimentare con degustazione

12.00 La grande arte della panificazione: lievito madre, farine e tecniche di produzione
14.00 I formaggi pugliesi freschi e stagionati
16.00 Gli oli extravergine di oliva DOP di Puglia in abbinamento ai pani e prodotti da forno
salati
18.00 Salumi di Puglia
20.00 Birre artigianali: il nuovo made in Puglia
22.00 Vini biologici, biodinamici e naturali. Le nuove strade dell'enologia pugliese: storia e tecnica di una nuova agricoltura

ORE 19.30 - 24.00
ASSAGGI DI PUGLIA: LO STREET FOOD DI ECCELLENZA
Degustazione di piatti di terra e di mare della tradizione Pugliese reinterpretata dagli chef di Buona Puglia, con olio, vino e birra del territorio.
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LUNEDI 30 GENNAIO 2017

ORE 16.00 - 23.00
IL MERCATINO DEI PRODUTTORI
Una vera e propria piazza con i produttori tipici di eccellenza dove poter degustare e anche
comprare i prodotti pugliesi.

ORE 17.00  ASSEMBLEA GENERALE DEI SOCI
“LA BUONA PUGLIA: QUANDO LA QUALITA’ E L’ECCELLENZA SONO MOTORE DI SVILUPPO ECONOMICO DEL TERRITORIO”
Durante il convegno saranno assegnati i premi Buona Puglia 2017 e presentati i nuovi soci.

ORE 21.00
LA Buona Puglia FA FESTA

CENA GOURMET “Gli amici della Buona Puglia”
I grandi chef d’Italia (pugliesi e non) cucinano un esclusivo menu in abbinamento a vini e oli di eccellenza. Cena su prenotazione, posti limitati.

Ore 19.00 - 23.00
ASSAGGI DI PUGLIA: LO STREET FOOD DI ECCELLENZA
50 chef e produttori tipici da assaggiare Tutto il buono della Puglia in una sola notte.

INFO: prenotazione cena di gala ed iscrizioni ai workshop:  www.buonapugliafestival.it | 3923728359 | FB: Buona Puglia

giovedì, gennaio 19, 2017

‘Dall’Assaggio al Paesaggio’, bambini pugliesi a lezione di olio a scuola

BARI - Un prodotto, molteplici dimensioni. È l’olio extravergine d’oliva, uno dei simboli della Puglia e dell’intero bacino del Mediterraneo, alimento sano e frutto di un paesaggio unico al mondo, un vero e proprio patrimonio museale a cielo aperto che racchiude storia collettiva ed esperienza individuale, antropologia e conoscenza del territorio. Un patrimonio di cui spesso non siamo sufficientemente consapevoli, se non nei momenti di emergenza, quando forse è troppo tardi.

Per questi motivi, l’Associazione Culturale Passione Extravergine, che in Puglia si occupa  da diversi anni di cultura olearia (gruppo Fb – Passione Extravergine), promuove (in collaborazione con i Comuni di Lecce, San Severo e il Parco delle Dune Costiere) il progetto ‘Dall’Assaggio al Paesaggio’, destinato a 450 bambini delle classi terza e quarta elementare di sei scuole primarie su tutto il territorio regionale, finalizzato a coinvolgerli nella scoperta di un alimento antico e salutare e a far comprendere emotivamente la bellezza e il valore di un paesaggio prezioso come quello olivetato.

Il percorso viene costantemente monitorato e valutato dalla prof.ssa Gabriella Falcicchio, docente di Pedagogia Interculturale e della Comunicazione presso l’Università di Bari Aldo Moro, che sta raccogliendo ed elaborando i dati raccolti: i risultati saranno presentati nel corso dell’evento finale, aperto alla cittadinanza, il prossimo 6 marzo a Bari, nell’Ex Palazzo delle Poste dell’Università, e messi a disposizione delle amministrazioni locali che ne facciano richiesta; si parlerà, inoltre, dei due elementi che contraddistinguono il percorso, ovvero olio extravergine e paesaggio, in un’ottica di sviluppo territoriale e valorizzazione multifunzionale, con insigni personalità della stampa nazionale e istituzionali ed esperti del settore.

Il progetto è partito lo scorso novembre con una prima fase in aula, con assaggiatori ufficiali, attenti alle dinamiche di gioco e di apprendimento individuale e di gruppo, conclusasi in questi giorni; a breve comincerà la fase laboratoriale nella campagna olivetata di alcune aziende agricole, dove i bambini avranno modo di sperimentare in prima persona quanto appreso in precedenza, attraverso un’attività di animazione ambientale; alla fine del percorso, i piccoli dovranno produrre un elaborato artistico che interpreti e definisca le emozioni provate; gli elaborati parteciperanno a una competizione in cui risulterà vincitrice l’intera classe del bambino premiato.

“Questo progetto è un percorso di economia circolare – spiega la presidente di Passione Extravergine, Elisabetta De Blasi - ci sono i produttori che con l'Associazione  hanno scelto di fare un esperimento di crescita collettiva, dal punto di vista culturale, anche verso il multifunzionalismo agricolo; ci sono gli assaggiatori, tecnici di prodotto che hanno competenze sensoriali e che possono sperimentare la didattica con i bimbi; ci sono le amministrazioni locali (alcune, però, non hanno risposto all’appello, ad esempio il Comune di Bari), tra cui anche il Parco delle Dune Costiere, che hanno accolto l'ispirazione che ci muove, e anche il Club Unesco di San Severo ha concesso il patrocinio gratuito. La forza di questo progetto è ben spiegata dal nome Dall'Assaggio al Paesaggio -  sottolinea De Blasi - una sorta di evoluzione, perché vogliamo ragionare su un patrimonio decisamente, solamente, assolutamente nostro e di nessun altro. Sessanta milioni di ulivi sono i primi abitanti della Puglia, che hanno visto la storia e che la contengono. Questo è ciò che abbiamo voluto raccontare ai bambini, li vogliamo emozionare con un'esperienza sensoriale articolata che permetta loro di riflettere su un ingrediente quotidiano e su una visuale solita, con occhi nuovi e soprattutto con emozione. Il paesaggio è un patrimonio collettivo, e nel caso dell'olivo anche comunitario. Con questo progetto - conclude De Blasi - vogliamo prima di tutto parlare ai più piccoli, ma anche raccontare al territorio che se non apprezziamo prima di tutto noi stessi questo patrimonio ambientale, creando una comunità sensibile e consapevole, non saremo mai in grado di valorizzarlo anche all'interno di un prodotto”. 

sabato, dicembre 24, 2016

Olio Bio Tour sul Gargano con l'Ogliarola elisir di giovinezza

FOGGIA – "Entreremo nelle scuole per far conoscere i nostri prodotti, le tipicità, i nostri territori, la qualità certificata del Made in Puglia": è una delle sfide di CIA Agricoltori Italiani Puglia riassunta nell'intervento del presidente CIA Foggia Michele Ferrandino in occasione del terzo appuntamento del progetto Olio Bio “L’eccellenza della filiera dell’olivicoltura biologica pugliese" promosso da APO Foggia, l'Associazione Provinciale degli Olivicoltori aderente al Consorzio Nazionale Olivicoltori, e finanziato nell’ambito del PSR Puglia 2014/2020 - Misura 3, sottomisura 3.2 “Sostegno alle attività di informazione e promozione svolte da associazioni di produttori nel mercato interno".

L'evento, incentrato sul tema "L'olio biologico del Gargano: qualità e salute certificata", è stato ospitato a Vieste nell'Oleificio San Luca, in località Spacco San Luca.

"Dobbiamo avere la capacità di cambiare atteggiamento, di crederci, di lavorare in rete  - ha proseguito Michele Ferrandino nei suoi saluti a nome di tutta la Confederazione - L'obiettivo primario è promuovere le nostre produzioni: chiudere la filiera ed entrare in un circuito genera reddito, e questo contribuisce ad attrarre i giovani. CIA Puglia, nello stesso solco dell'APO, da anni ha avviato un percorso per consentire agli agricoltori di emergere, di commercializzare i prodotti anche all'estero. Stiamo lavorando alacremente, in costante contatto con le istituzioni".

Protagonista della tappa del tour è stata l'Ogliarola garganica, con abbinamenti olio e cucina a cura dell'azienda San Luca. Questa cultivar autoctona di piante secolari è la varietà di olive più diffusa sul Gargano; dalle olive dell'Ogliarola garganica si ottiene un olio dal sapore delicato, leggermente fruttato, con basse percezioni di amaro e di piccante, il cui aroma incanta per le leggere note di mandorla e i sentori erbacei, freschi e puliti della macchia mediterranea.

L'olio di varietà Ogliarola garganica ha un gusto morbido, vellutato e dolce ma subito dopo si avvertono sfumature più intense dell'amaro e piccante. Quest'olio ha un'altissima concentrazione di polifenoli, potentissimi antiossidanti che ritardano l'invecchiamento. È un alimento così salutare da dover essere presente nell'alimentazione di tutti e può considerarsi un vero e proprio elisir di giovinezza.

A Vieste l'agronomo APO Antonio Giuffreda ha relazionato sull'importanza della certificazione di qualità, ulteriore garanzia per i consumatori. Numerose, nel corso della mattinata, le testimonianze di imprenditori agricoli che hanno tratto una serie di benefici entrando nel circuito, soprattutto nella fase di commercializzazione. Di qui l'ulteriore incoraggiamento del Presidente CIA Puglia Raffaele Carrabba: "Possiamo vantare eccellenze invidiate in tutto il mondo, dobbiamo convincercene prima di tutto noi produttori per rivendicarlo con forza. Per spingere il nostro Made in Puglia dobbiamo partire dall'orgoglio della terra e poi lavorare tutti insieme allo stesso obiettivo".

Tra i consumatori cresce la voglia di biologico e sulle tavole imbandite a festa come nei cesti natalizi, in questi giorni, sono sempre più presenti i prodotti a marchio certificato. "Il tour di APO Foggia è un tassello importante per la promozione e valorizzazione delle nostre produzioni a partire dal mercato interno - ha aggiunto il direttore regionale CIA Puglia Danilo Lolatte - Prendiamo proprio l'Ogliarola garganica: pochi conoscono le straordinarie proprietà di questa varietà, accattivanti per tanti consumatori che hanno riscoperto il valore della dieta mediterranea. E noi vogliamo raggiungerli tutti, anche i consumatori di domani, per incoraggiare acquisti consapevoli e garantire il giusto reddito ai nostri agricoltori".

Il viaggio di Olio Bio si concluderà il 28 dicembre, alle 11, a Foggia, nella sede dell'ITS Apulia Digital Maker in Via San Severo. "L'eccellenza della filiera" sarà il tema dell'ultima tappa di quest'anno. Introdurrà i lavori il vice presidente APO Foggia Leonardo Leonetti. Seguirà la proiezione dei video con le testimonianze delle aziende olivicole biologiche. Parteciperà all'evento l'assessore all'Agricoltura della Regione Puglia Leonardo Di Gioia. 

giovedì, dicembre 22, 2016

Puglia, l’agroalimentare resiste alla crisi

BARI – L’agroalimentare resiste alla crisi ed il numero delle imprese dell’artigianato alimentare rimane pressoché inviato. In occasione delle festività natalizie, aumentano i volumi di fatturato.

In Puglia, il settore dell’artigianato alimentare conta 6.510 imprese tra pasticcerie, panifici, pastifici, distillerie, laboratori per la lavorazione di prodotti lattiero-caseari, carni, frutta, ortaggi, pesce, oli, grassi vegetali ed animali. E’ quanto emerge da un’indagine del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia.

In particolare, il comparto più consistente è quello che raggruppa pasticcerie, panifici e gelaterie con 3.185 imprese, pari al 48,9 per cento del totale. Seguono i locali che vendono cibi da asporto. Ce ne sono 2.236. Rappresentano il 34,3 per cento del dato complessivo.
Le ditte che lavorano prodotti lattiero-caseari sono 373, cioè il 5,7 per cento del totale. I pastifici sono 314 e rappresentano il 4,8 per cento.

Le aziende che producono oli, grassi vegetali e animali sono 89, mentre quelle che fanno tè, caffè, cacao, condimenti e spezie 62.

Sono 50 le distillerie e le birrerie, 45 le imprese che trasformano le granaglie, 59 quelle che lavorano frutta, ortaggi e pesce. Appena 20 quelle che si occupano della prima fase di macellazione delle carni. Ci sono, poi, altri 77 produttori alimentari.

Cene e pranzi natalizi, dunque, saranno ancora all’insegna dei prodotti made in Puglia.

«I dati elaborati dal nostro Centro studi regionale – spiega Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – confermano la solidità del settore agroalimentare pugliese, in grado di resistere brillantemente alla prolungata crisi economica ed alla stagnazione dei consumi interni. Ciò è soprattutto merito di tanti piccoli imprenditori ed artigiani che sono riusciti a coniugare tradizione ed innovazione, legame con il territorio e apertura i nuovi mercati. Il periodo natalizio, poi, rappresenta per i pugliesi un appuntamento irrinunciabile con le nostre eccellenze culinarie».

Secondo Sgherza, «sono moltissimi i consumatori, non solo nella nostra regione, ma in tutta Italia e nel mondo, che premiano il “Made in Puglia” alimentare, forte di ben 251 dei suoi prodotti annoverati all’interno del patrimonio culturale nazionale. Un vero e proprio tesoro che, come Confartigianato, siamo impegnati a difendere da contraffazioni, frodi e violazioni di legge: pericoli che crescono esponenzialmente in prossimità delle feste. Eppure – aggiunge – si può fare ancora di più. È sempre maggiore l’attenzione alla genuinità degli alimenti ed alle loro caratteristiche: gli artigiani dell’alimentazione non possono cullarsi sugli allori, ma devono continuare ad investire al fine di conservare e migliorare questo primato.

Proprio in questi giorni – sottolinea il presidente – sono entrate in vigore le disposizioni comunitarie in materia di etichettatura nutrizionale. Al di là degli obblighi, il fatto di garantire ai propri clienti un’informazione approfondita e completa sul contenuto dei prodotti anche sotto il profilo nutrizionale è sintomo di un’attenzione e di una cura che qualificano ulteriormente l’eccellenza del proprio lavoro».

La Puglia conta 251 prodotti agroalimentari tradizionali, pari al 5,1 per cento del totale nazionale (4.965). Quelli di qualità sono 18 sul totale italiano. In Italia si contano 288 prodotti agroalimentari di qualità a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall’Unione europea ed il nostro paese è al primo posto tra i 27 paesi europei che hanno ottenuto tali riconoscimenti, davanti a Francia (237 prodotti di qualità), Spagna (193), Portogallo (137) e Grecia (104) e vantiamo oltre un quinto (21,3 per cento) del totale dei prodotti di qualità europei censiti al 9 novembre 2016.

mercoledì, novembre 30, 2016

Agroalimentare: M5S, origine delle materie prime obbligatorie in etichetta

BARI - Il M5S ribadisce, in un convegno, la propria posizione e chiede al Governo di imporsi in Ue per gli altri prodotti oltre il latte, iniziando dal grano, le uova e la carne per ottenere una etichetta trasparente e con informazioni che avvantaggino consumatori e imprese

Rendere obbligatoria l’indicazione d’origine delle materie prime nell’etichetta alimentare, specificando non solo il luogo dove viene trasformato e confezionato il prodotto ma anche il Paese di provenienza dei singoli ingredienti, in modo da fornire al consumatore la massima trasparenza  e consentire di fare una scelta consapevole. È la richiesta che i parlamentari del Movimento 5 Stelle della Commissione Agricoltura porgono al Governo a margine del convegno “Etichetta alimentare: istruzioni per l’uso contro gli inganni della pubblicità”.

“Visto che la partita sulla normativa che definisce l’etichetta alimentare si gioca quasi tutta in ambito europeo, fin quando l’Italia non riuscirà a farsi valere in Europa, dovremo battere i pugni su tutti i tavoli delle sedi comunitarie per far sentire la nostra voce. Un esempio positivo, in questo senso, è rappresentato dall’indicazione d’origine del latte usato nei prodotti lattiero caseari chiesta da tempo dal M5S e che finalmente partirà anche in Italia dal prossimo 1° gennaio – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura a Montecitorio – Per scardinare l’attuale sistema occorre fare un lavoro di fino a livello nazionale prodotto per prodotto, come ci auguriamo avvenga davvero  per indicazione dell’origine del grano usato nella pasta italiana, proposta da un ordine del giorno del M5S e per la quale attendiamo ancora che il Ministero delle Politiche Agricole faccia ufficialmente richiesta all’Ue per applicarla in Italia in via sperimentale. Oppure estendere l’indicazione obbligatoria dell’origine delle uova anche a tutti i prodotti trasformati che le usano come ingrediente o, ancora, introdurre per le carni il tipo di allevamento di provenienza, se è ad esempio estensivo o intensivo".

"Tutte queste – conclude L’Abbate (M5S) – a nostro modo di vedere rappresentano informazioni utili sia per il consumatore, educato a compiere scelte sempre più consapevoli, sia per le imprese che possono differenziarsi sul libero mercato”.

lunedì, novembre 28, 2016

Agricoltura, testo unico del vino è legge

ROMA - Approvazione definitiva alla Camera dei Deputati per il cosiddetto “Testo Unico del Vino”, il disegno di legge sulla “Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e commercio del vino” suddiviso in otto Titoli e in 90 articoli. Risultato di un lavoro parlamentare condiviso tra le varie forze politiche e che, dopo l’approvazione a fine settembre a Montecitorio, è stato modificato al Senato per le parti relative alle sanzioni previste dall’articolo 74. Inoltre, sono stati inseriti: una sanzione da 30.000 a 100.000 euro per le contraffazioni o alterazioni dei contrassegni, il richiamo ai regolamenti della Commissione europea e una correzione formale che riguarda la salvaguardia dei vigneti eroici o storici.

“Insomma, questa approvazione rappresenta l’apoteosi della perfezione del bicameralismo perfetto – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – In appena due mesi di lavoro, nonostante il Governo umili il lavoro parlamentare inondandolo di decreti, il Senato ha sollevato questioni formali, sviste ed errori parziali commessi erroneamente nella prima stesura della legge e Montecitorio ha approvato immediatamente comprendendone le motivazioni. Nei fatti è stato dimostrato, ancora una volta, come non è l’attuale impianto con le due camere a rallentare i lavori parlamentari bensì, come una doppia lettura, è possibile correggere imperfezioni. L’Italia, infatti – continua L’Abbate (M5S) – non ha bisogno di nuove leggi ma di buone leggi, di normative scritte bene che devono essere facilmente applicabili e dare risultati oggettivamente positivi”.

Si tratta di un passo storico per l’Italia che, dopo aver superato con 48 milioni di ettolitri di vino la Francia in testa alle classifiche internazionali, sarà il primo Stato al mondo ad essersi dotato di una disciplina organica per il settore vitivinicolo. I vantaggi saranno incentrati soprattutto sulla burocrazia: si prevede, infatti, che con la nuova normativa verranno dimezzate le 100 giornate di lavoro sinora spese ogni anno dietro ai cavilli di legge a cui erano sinora costretti gli operatori del settore, oltre le 70 pratiche da sbrigare ed i 20 enti con cui avere a che fare prima di mettere in commercio una propria bottiglia di vino. Un grande risultato per il Made in Italy agroalimentare garantendo elevati standard di qualità contro le falsificazioni e le frodi.

“Un testo che rappresenta, quindi, un buon mix tra semplificazione e sicurezza – conclude L’Abbate (M5S) esprimendo soddisfazione – risponde alle esigenze di un settore virtuoso e pregiato, che vede nella Puglia la seconda regione d’Italia nel 2016 nella produzione vitivinicola, stando alle previsioni, con 8,7 milioni di ettolitri dopo il Veneto (9,3 milioni) e prima dell’Emilia Romagna (8,1 milioni)”.

mercoledì, novembre 09, 2016

Loizzo, a difesa dell'olio pugliese contro le frodi e per la trasparenza

BARI - "Difendiamo il nostro olio da sofisticazioni ed etichette ingannevoli, l'extravergine di qualità è solo pugliese e nelle bottiglie va garantita la presenza di un prodotto al 100% delle nostre campagne". Nella foto linkata qui sotto il presidente del Consiglio regionale della Puglia riceve dal direttore Coldiretti Puglia Angelo Corsetti una bottiglia di EVO da olive della territorio di Sannicandro di Bari.

martedì, novembre 08, 2016

"Mobilitazione di tutta la Puglia per difendere la tipicità dell’extravergine"

BARI - Cresce l'allarme per le frodi sull'olio extravergine d'oliva di Puglia. Lo lancia Coldiretti che punta l'indice sul flusso ininterrotto di olio proveniente da Grecia, Spagna e Tunisia, che viene commercializzato come "made in Italy" dopo essere stato miscelato con olio pugliese. Così in una nota il consigliere regionale Cera.

Occorre, quindi, - prosegue - stringere le maglie dei controlli per difendere un prodotto tipico della Puglia, regione più olivicola d'Europa. Ma occorre anche tutelare i numerosi piccoli produttori che fanno della qualità un presidio fondamentale per l'economia locale e per la tutela della tipicità di un territorio.

L'ulivo è nel simbolo della nostra Regione. È un simbolo identificativo della nostra terra e non può essere lasciato alla speculazione agroalimentare, per questo l'assessore regionale all'agricoltura promuova una mobilitazione di tutti i produttori olivicoli per difendere la tipicità del prodotto, conclude Cera.

giovedì, ottobre 27, 2016

VINO DiVINO. Parliamo del Curtefranca, un rosso prodotto in Franciacorta che vi sorprenderà per eleganza e persistenza

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Torniamo in Lombardia nella bellissima provincia di Brescia e sorvoliamo idealmente le colline della Franciacorta, per scoprire un vino non molto noto al grande pubblico, offuscato dalla produzione degli ottimi spumanti metodo classico, Franciacorta. Il vino in questione appartiene alla doc Curtefranca che comprende vini bianchi e rossi, nello specifico andiamo ad analizzare un rosso prodotto da una piccola e premiata casa vinicola, Bredasole. Come sempre lasciamo parlare il vino e le emozioni da esso suscitate durante una degustazione ufficiale.

NOME: Curtefranca Bredasole doc
AZIENDA PRODUTTRICE: Bredasole Franciacorta
VITIGNO:  Cabernet Franc e Sauvignon, Merlot, Nebbiolo e Barbera.
GRADAZIONE ALCOLICA: 13%
ANNATA: Vendemmia 2013
CATEGORIA DI PREZZO:8-15€
VISTA: Rosso intenso con riflessi granati.
NOTE OLFATTIVE: Corposi ed intensi sentori vegetali ci ricordano il peperone Crusco, la paprica, sentori di grafite, tabacco, confettura di more ed in chiusura sfumature dolci di cioccolata fondente al peperoncino.
GUSTO: Sorprende l'ottima acidità che denota la longevità di questo fantastico vino, i frutti in bocca sono intensi e rimandano alle more ed alle ciliegie mature, di ottimo peso, il tannino è morbido elegante e avvolgente. Stupendi aromi retro nasali esatta corrispondenza aromatica con l'esame olfattivo persistenza squisitamente lunga.

ABBINAMENTI: Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un piatto che vi sorprenderà per non contenere neanche un ingrediente di origine animale.

Crema veg di patate dolci e menta con sale di Maldon affumicato con pepe di Timut, liquirizia e semi di finocchio ideato dalla bravissima Veronica Scarpa un'esperta di moda prestata al mondo della cucina, avremo modo di intervistarla e parlare a quattrocchi con lei dei suoi preziosi sali aromatizzati che non sono soltanto un condimento ma diventano un vero e proprio ingrediente di grande aiuto in cucina rivolto non solo all'alta ristorazione ma anche a quelle persone che amano sorprendere i propri commensali a cena.

Ingredienti per 4 persone:

500 ml di latte di soia
500 ml di brodo vegetale
350 g di patate dolci pelate
60 g di olio evo
1 cipolla rossa
Un mazzetto aromatico composto da: erba cipollina, menta, origano fresco, rosmarino.
Sale di Maldon della nostra Veronica q.b.

Preparazione:
La ricetta, molto semplice è ideale nelle fredde sere autunnali quando c'è bisogno di scaldarsi senza assumere troppe calorie. Pelate le patate, tagliatele a cubetti di circa 1 cm lavatele con cura successivamente, poneteli in una casseruola antiaderente con coperchio, tritate finemente la cipolla rossa unitela alle patate e rosolate a fuoco lento con olio evo per circa 8 minuti. Aggiungete il sale aromatizzato di Maldon e il mazzetto aromatico, continuate a rosolare il tutto per due minuti, aggiungete il brodo vegetale ancora caldo, il latte di soia e lasciate cuocere, eventualmente schiumando, per circa 40 minuti, quando le patate saranno cotte, frullate con un frullatore ad immersione e lasciate cuocere per altri 10 minuti, quando la crema sarà densa, servite aggiungendo a piacere foglie di menta e Sale di Maldon per rendere squisitamente fresca la vostra crema. Buon appetito!

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su Facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

Biol Kids, al via decima edizione

ANDRIA - Al via ladecima edizione di BIOL KIDS, il progetto del Consorzio Puglia Natura che avvicina il mondo dell’ infanzia a quello dell’olio extravergine d’oliva biologico. Dopo la preview presso l’istituto comprensivo Oberdan di Andria (Ba), inizia l’educational tour che da sabato 29 ottobre e fino a fine dicembre vedrà i giovanissimi studenti delle scuole primarie pugliesi alle prese con degustazioni, valutazioni ed esperimenti sensoriali sull’olio extravergine d’oliva bio.

Il format BIOL KIDS, tra i primi in Italia a creare percorsi di avvicinamento sensoriale all’ EVO per i giovanissimi, forma gli alunni delle scuole primarieanche sui temi della sana alimentazione e della sostenibilità ambientale con un approccio esperienziale e di approfondimento che, in un decennio di edizioni, ha formato un corposo network a livello nazionale. Nell’anno scolastico 2015-16 BIOL KIDS ha visto protagonisticirca1000 alunnie 1300 adulti tra genitori e docenti di 22 scuole primarie italiane: 12 nelle 6 province pugliesi, 5 in Calabria e altre dislocate in Campania, Lazio, Liguria, Sardegna ed Emilia Romagna. Per quest’anno scolastico, nella sola Puglia, BIOL KIDS ha già coinvolto 10 istituti dal Salento al Foggiano, per un totale di 40 classi delle scuole primarie: un numero destinato ad aumentare con le adesioni delle scuole che vanno ad aggiungersi nel corso dei mesi a venire.

Novità di questa edizione è la collaborazione con Cooperativa Agricola Il Progresso di Terlizzi (Bari) che con il suo frantoio mobile, porterà l’esperienza della produzione dell’olio a scuola: un esperimento unico nel suo genere che permetterà agli alunni di realizzare il proprio olio extravergine,a partire dalle olive del proprio territorio. L’ offerta didattica viene così ottimizzata approfondendo i processi di trasformazione delle olive e portando bambini e adulti a comprendere empiricamente i concetti di genuinità, sicurezza alimentare e tracciabilità di prodotto.

Anche quest’anno BIOL KIDS parte e si conclude proprio in Puglia, terra dell’olio e dei suoi ideatori che attraverso il Consorzio Puglia Natura, promuovono da oltre 15 anni la cultura del biologico pugliese a livello nazionale e internazionale.BIOL KIDS è un percorso di avvicinamento e coinvolgimento degli alunni che, con il supporto di assaggiatori esperti, sviluppano le competenze necessarie per valutare in modo imparziale gli oli d’oliva extravergini bio. I bambini, opportunamente accompagnati, imparano ad usare gli stessi strumenti di valutazione utilizzatidagli esperti della giuria internazionale del PREMIO BIOL: una scheda che affianca elementi olfattivi, gustativi e porta il valutatore ad esprimere un giudizio globale sull’olio. Coronamento del percorso didattico è la Giuria Biol Kids composta da un alunno per ogni classe che aderisce al progetto e che affianca i lavori della giuria internazionale del PREMIO BIOL, il concorso che da 22 anni premia i migliori extravergini d’oliva biologici al mondo. Per i baby giurati l’evento del Premio Biol rappresenta un’occasione unica di conoscenza e scambio con esperti provenienti da tutto il mondo. Il premio BIOL KIDS 2016 è stato assegnato dalla giuria dei bambini, al greco OLVIA GREEN.