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venerdì, luglio 21, 2017

"Ogni anno 4 anni Puglia consuma suolo pari a estensione città di Bari"


BARI – Il suolo consumato ad oggi in Puglia si attesta tra l’8 e il 9% del suo territorio. Il dato nazionale medio è tra il 7-8%. Mediamente, nell’ultimo decennio, ogni anno, 1700 ettari circa del territorio pugliese si trasformano in infrastrutture, industrie, nuove abitazioni. Ciò significa che la Puglia ogni 4 anni consuma un suolo pari alla estensione di una città come Bari.

Per la prima volta una regione italiana, la Puglia, ha prodotto, grazie agli studi condotti presso il Politecnico di Bari, un rapporto regionale dedicato al suo territorio e al consumo di suolo. Tale studio, di rilevanza nazionale, ha suscitato vivo interesse in occasione della manifestazione di Milano, “Sol Day 2017”, tenutasi nei giorni scorsi, presso il Politecnico lombardo.

Nell’occasione sono stati presentati il rapporto 2017 sul consumo di suolo del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, il rapporto del Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo e il rapporto sulla Puglia curato dal Politecnico di Bari.

L’edizione 2017 del Rapporto sul consumo di suolo in Italia, ha fornito il quadro aggiornato dei processi di trasformazione del nostro territorio, grazie alla cartografia aggiornata del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), che vede ISPRA insieme alle Agenzie per la protezione dell’ambiente delle Regioni e delle Province Autonome, in un lavoro congiunto di monitoraggio svolto anche utilizzando le migliori informazioni che le nuove tecnologie sono in grado di offrire.

“Nella nostra regione – dice il prof. Carmelo Maria Torre, docente del Politecnico di Bari e coordinatore della ricerca presentata in anteprima nazionale a Milano - le cause del consumo di suolo sono fondamentalmente dovute a tre elementi di pressione diversa: l'infrastrutturazione, l'espansione residenziale, soprattutto dispersa, il fotovoltaico. Il consumo di suolo è comunque rallentato nel tempo, in linea con il dato nazionale, anche se il suolo consumato in Puglia (8,5% del totale) è leggermente al di sopra della media nazionale (7,5% del totale)”.

Lo studio sul consumo di suolo ha suddiviso la Puglia in 11 contesti territoriali, da nord a sud: sub appenino Dauno, Gargano, Tavoliere, Valle dell’Ofanto, Terra di Bari, Alta Murgia, Area vasta Tarantina, Valle d’Itria e Costa degli ulivi monumentali, Area vasta di Brindisi, Piana salentina, Serre salentine.

Ogni contesto, e a volte anche i singoli comuni, mostrano loro specifiche peculiarità. In generale un maggior consumo di suolo si registra sulle aree costiere e nel contesto territoriale delle principali città. Contemporaneamente si assiste all'abbandono di edifici nei centri minori della daunia e al consumo di suolo dovuto alle innumerevoli case per vacanza disseminate lungo la costa pugliese, dove, nel caso del comune di Porto Cesareo (Lecce), le seconde case rappresentano ben l’85% del costruito!

Dal secondo dopoguerra all’inizio del XXI secolo in Puglia la crescita per dispersione (caratterizzata cioè dalla comparsa di nuovi nuclei edificati) avrebbe interessato tre quarti del territorio regionale (più che in qualsiasi altra regione), rappresentando peraltro l’unica forma di crescita urbana – ad eccezione di una minima espansione dei nuclei esistenti e a fronte dell’assenza di fenomeni di saldatura, laddove nel resto della regione non si sarebbe registrato alcun cambiamento. Ciò ha costituito forme di urbanizzazione marcatamente dispersa. In ciò, sono riconoscibili almeno due sistemi territoriali in cui il fenomeno è più evidente: una vasta area fra la Puglia centrale e il Salento, che comprende l’intera Valle d’Itria e la parte della piana costiera fra Bari e Brindisi più prossima al capoluogo regionale e la fascia centro-occidentale del Salento.

Lo studio del Politecnico di Bari presenta la prima descrizione sistematica condotta nel territorio regionale sulle trasformazioni e sulle cause, le necessità e le criticità che hanno generato perdita o degrado dei suoli agricoli o naturali a cavallo tra il primo e il secondo decennio del nuovo millennio.

“Il Rapporto sul Consumo di suolo in Puglia, nato dalla collaborazione del Politecnico di Bari con Il CRCS (il Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo costituito dal Politecnico di Milano, dall’Istituto Nazionale di Urbanistica-INU e da Legambiente) – dice il Rettore del Poliba, Eugenio Di Sciascio - è un esempio dell’attenzione del nostro ateneo ai temi innovativi ed emergenti oltre che della sensibilità rivolta ai temi della valutazione della sostenibilità ambientale dei processi di sviluppo urbano. Nel contempo, questo studio è anche frutto della capacità di cooperazione e della convergenza verso temi di interesse comune di istituzioni che a vario titolo sono state coinvolte nelle attività di elaborazione – insieme al Politecnico di Bari: la Regione Puglia, InnovaPuglia, il Politecnico di Milano ed enti di Ricerca e di alta cultura quali sono INU e ISPRA”.

La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto europeo “MITO”, coordinato per il Politecnico di Bari dal prof. Carmelo Maria Torre, con il supporto del ricercatore Alessandro Bonifazi. Il Rapporto sul consumo di suolo in Puglia del Politecnico di Bari è nato nell'ambito di un Progetto di Potenziamento finanziato con 1.250.000 euro dai fondi europei del Piano di Adesione e Coesione, per il rafforzamento delle strutture di ricerca. Il Progetto ha portato alla costituzione del MITO-Lab, un laboratorio dedicato al rilascio di Open data, e il Rapporto sul consumo di Suolo è il primo importante prodotto di ricerca del Laboratorio.

Il Laboratorio MITO-Lab del Poliba è uno dei laboratori della rete MITO-labs, che prevede analoghe strutture dedicate all’analisi territoriale (MITO è l’acronimo di Multimedia Information for Territorial Objects) in quattro università della Campania (Federico II, Suor Orsola Benincasa, Università Vanvitelli e Università di Salerno), nell’Università di Palermo, e nella sede Siciliana di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), per una spesa totale di 10 milioni di Euro. Dopo Milano, lo studio completo sarà illustrato a Bari nel prossimo settembre.

Bari, raccolta porta a porta a Palese: oggi i primi adesivi sui cassonetti

BARI - L’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli ricorda che venerdì prossimo, 28 luglio, partirà la raccolta porta a porta a Palese, nel territorio compreso tra via Titolo/via Capitaneo e Lama Balice e tra i binari e il mare. Da oggi, quindi, le squadre dell’Amiu hanno incominciato ad applicare sui cassonetti stradali presenti degli adesivi che ricordano la loro imminente rimozione, prevista nella notte di giovedì 27 luglio.

Pertanto, si invitano le utenze domestiche e non, che non siano ancora in possesso dei kit dei contenitori per il porta a porta, a rivolgersi presso il punto di distribuzione di Amiu Puglia in via Fiume 8/B, a Santo Spirito per il ritiro di tutto il materiale.

“Nella giornata di venerdì saranno raccolti i rifiuti indifferenziati e carta e cartone - commenta Pietro Petruzzelli - per questo chiediamo ai cittadini di esporre dalla sera del giovedì le due pattumelle dedicate. Nelle prime tre settimane di raccolta porta a porta a Santo Spirito è stato superato il 75%, e sono convinto che con la collaborazione dei residenti di Palese riusciremo a raggiungere gli stessi straordinari risultati”.

mercoledì, luglio 19, 2017

Parte da Bari 'Ri-ciclo in tour', l'iniziativa per sensibilizzare i cittadini alla raccolta plastica anche in estate

BARI - Si è svolta a Bari, sul lungomare Palese in via Tenente Nicola Massaro, la conferenza stampa di lancio dell’iniziativa “RI-ciclo in TOUR” promossa da Corepla, Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica, con il patrocinio della Regione Puglia e di AGER Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il Servizio di Gestione Dei Rifiuti. Lo scopo dell’iniziativa, rivolta a residenti e turisti di 12 località della riviera adriatica pugliese, è quello di incentivare la raccolta degli imballaggi in plastica e ricordare che la raccolta differenziata non si ferma mai, neppure in estate. Le buone abitudini vanno mantenute anche quando si è in vacanza, adeguandosi alle modalità di raccolta che si trovano sul territorio.

Dal 19 luglio al 1° agosto Ri-ciclo in TOUR attraverserà i comuni di Bari, Margherita di Savoia, Giovinazzo, Barletta, Molfetta, Trani, Bisceglie, Polignano a Mare, Monopoli, Ostuni, Mola di Bari e Melendugno.

Già questa mattina, dalle 9.30 alle 13.30, due informatori ambientali, a bordo di speciali biciclette cargo-bike a tre ruote, hanno attraversato i mercati, le piazze e il lungomare della città: lungo il percorso, forniranno ai passanti informazioni sulla corretta raccolta differenziata degli imballaggi in plastica e distribuiranno gadget Corepla. In serata, dalle 21 alle 24, un gazebo posizionato sul lungomare o in altri luoghi ad alta frequentazione diventerà il punto di riferimento con musica e animazione sul tema della raccolta differenziata: in particolare, turisti e residenti di ogni età saranno coinvolti in giochi a premi e potranno scattare divertenti foto che verranno pubblicate sull’evento Facebook “Ri-ciclo in TOUR Puglia Estate 2017”. Tutti i contributi saranno condivisibili sui social con #riciclointour

Presenti alla conferenza stampa Gianfranco Grandaliano - Commissario ad acta di AGER, Agenzia Territoriale della Regione Puglia per il Servizio di Gestione dei Rifiuti, Sabino Persichella - Presidente di Amiu Puglia spa e Pietro Petruzzelli - Assessore Ambiente e Sport del Comune di Bari, oltre a Corepla e a una rappresentanza dei Comuni che ospiteranno il tour nelle prossime settimane. «La terra di Puglia, riconosciuta eccellenza del nostro Bel Paese per ricchezze artistiche, monumentali e culturali, può e deve arricchire la sua offerta turistica valorizzando sempre più la tutela dell’ambiente e del proprio territorio - sottolinea Antonello Ciotti, Presidente del consorzio Corepla - .“RI-ciclo in TOUR” è l’iniziativa itinerante per estate 2017, rivolta a turisti e residenti di 12 località della costa pugliese volta a sollecitare, anche in vacanza, l’attenzione alle buone abitudini come la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica. Un mare e un territorio privi di rifiuti, infatti, aggiungeranno fascino e qualità alla già eccellente accoglienza pugliese». «La plastica è una frazione molto importante per una corretta raccolta differenziata - dichiara Gianfranco Grandaliano, Commissario ad acta di AGER - che può vantare dati in costante crescita in quasi tutti i Comuni pugliesi. Ben vengano, dunque, iniziative come quella proposta da Corepla, il cui apporto è fondamentale per fornire ai cittadini un'informazione più capillare e competente possibile. “RI-ciclo in TOUR”, tra l'altro, si propone di coniugare la raccolta differenziata con la mobilità sostenibile, due obiettivi che la Regione Puglia sta perseguendo con determinazione per tutelare al meglio la sostenibilità ambientale di un territorio sempre più attrattivo e in ascesa come quello pugliese».

«Iniziative come quella di Corepla - dice Sabino Persichella, Presidente di AMIU Puglia - consentono di richiamare l'attenzione su una frazione strategica per la raccolta differenziata, come la plastica. Già in passato eventi come “Casa Corepla” e “Un Sacco in Comune” hanno contribuito a informare tanti cittadini e sono certo che anche il “RI-ciclo in TOUR” aiuterà a sensibilizzare ulteriormente i baresi sulla necessità di aumentare e migliorare qualitativamente la raccolta della plastica. Il trend è già positivo e puntiamo a crescere ancora grazie all'impegno dell'azienda e dell'amministrazione comunale per un incremento dei turni di raccolta o per l'introduzione di nuove metodologie come il porta a porta a Santo Spirito e a Palese».

Infine, Pietro Petruzzelli, che ha accompagnato i volontari di RI-ciclo in TOUR sulla spiaggia di Palese ha commentato: “Abbiamo ospitato riciclo in tour dei Corepla in una spiaggia di Palese, non solo perché dal 28 luglio partiamo in questo quartiere con il nuovo servizio di raccolta porta a porta ma anche perché essendo il quartiere più vicino a Santo Spirito, dove abbiamo raggiunto risultati importanti con il nuovo servizio, contiamo di esportare questo modello virtuoso. Proprio sulla raccolta della plastica a santo Spirito abbiamo raggiunto dati importanti nel 2017, passando dal 3,5 del 2016 al 12,5%. Migliorando anche la qualità dei rifiuti raccolti. Abbiamo inoltre scelto di incontrare i cittadini sulla spiaggia perché volevamo utilizzare questa iniziativa per continuare a sensibilizzare tutti a non abbandonare rifiuti sulla nostra costa, a partire proprio dai contenitori di plastica o metallo che sono un grave danno all’ambiente e al mare”.

mercoledì, luglio 12, 2017

Unesco: Boschi vetusti patrimonio dell'umanità

di DONATO FORENZA - In Italia, tra i nuovi riconoscimenti da parte dell’UNESCO, vi sono i “Boschi vetusti”. Per essi, si valuta  una superficie di circa 0,9% rispetto a quella forestale nazionale complessiva; i boschi vetusti sono ubicati, prevalentemente, all’interno di aree protette nazionali. Per «boschi vetusti» s’intendono alcune parti di foresta che presentano peculiarità caratteristiche di elevata naturalità grazie a particolari fattori ecologici e condizioni ambientali (localizzazione remota, tipicità di situazioni amministrative, ecc.), che li hanno preservati dall’uso intensivo, almeno negli ultimi decenni.

I nuovi riconoscimenti da parte dell’UNESCO, sono stati effettuati: - per la Foresta  Umbra, nel Parco nazionale naturale del Gargano; - il Parco nazionale naturale di Abruzzo, Lazio e Molise; - le Foreste Casentinesi, tra Emilia Romagna e Toscana; - i boschi di Cozzo Ferriero nel Parco nazionale naturale del Pollino in Calabria; - le faggete di Monte Cimino nel Lazio; - le foreste di Monte Raschio nel Parco regionale naturale di Bracciano.

  Particolare rilevanza va data al riconoscimento per la faggeta vetusta di Cozzo Ferriero del Comune di Rotonda, ubicata nel Parco nazionale naturale del Pollino, che entra a far parte della rete europea dei boschi vetusti di faggio, riconosciuta dalla Commissione World Heritage «Patrimonio mondiale dell'Umanità dell'Unesco»; la candidatura transnazionale, e la sottoscrizione dell'Accordo di Candidatura, si è conclusa in seguito a studi iniziati nel 2012, con l’equipe scientifica che ha effettuato la segnalazione per il Pollino, nel Progetto «Beech Forest-Joint Natural Heritage of Europe». Nel 2012 fu presentato in sinergia con l'Università degli Studi della Tuscia (Viterbo), una designazione ben accolta da molti ricercatori europei.

L'Italia, dotata di circa 300000 kmq di territorio, presenta uno straordinario paesaggio e bellezze naturali; in virtù  del prezioso riconoscimento UNESCO, siamo decisamente al primo posto nel mondo, con ben 52 siti che evidenziano le bellezze naturalistiche, artistiche ed i beni culturali unici del Pianeta.

martedì, luglio 11, 2017

Ilva: Arcelor, pronti a investire 1,1 mld per l'ambiente

ROMA - "Am Investco Italy investirà circa 1,1 miliardi per realizzare il Piano ambientale previsto dal suo Piano Industriale". Ad annunciarlo Enrico Laghi, commissario straordinario dell'Ilva, in audizione in Commissione Industria alla Camera. Andrà ad aggiungersi a questa cifra un altro "miliardo e 83 milioni di euro" provenienti dall'accordo intervenuto con i Riva.

Quest'ultima cifra sarà utilizzata per bonificare e decontaminare le zone esterne a quelle trasferite a Am Investco, ha spiegato. "In totale - ha continuato Laghi - per risanare Taranto" riportandola a una situazione precedente ai danni ambientali causati dalla precedente gestione dell'Ilva "saranno investiti piu' di 2 miliardi di euro provenienti da privati".

I fondi dei Riva saranno utilizzati per bonificare tutte le aree del capoluogo jonico estranee al sito acquisito. Dei fondi provenienti dal patteggiamento Riva, 1,083 mld "sono attualmente - ha detto Laghi - sul conto corrente di Tesoreria".

Mentre altri 150 milioni sono sui conti dell'Amministrazione Straordinaria.

domenica, luglio 09, 2017

G20: confermato impegno sul clima senza Usa

(ANSA/AP)
AMBURGO - Il G20 conferma l'impegno sul clima senza gli Usa, che si sono sganciati dall'intesa. "Sul clima ci siamo resi conto che dove non c'è un consenso bisogna esprimere il dissenso nel comunicato - ha detto Angela Merkel alla fine del G20 -. Sappiamo che gli Usa hanno detto che vogliono uscire dall'accordo sul clima, ma io sono lieta di dire che tutti gli altri sono concordi sul fatto che non si possa tornare indietro". Intanto il presidente francese Emmanuel Macron, a margine del G20 di Amburgo, ha annunciato un summit sul clima il 12 dicembre a Parigi.

INTESA SUL COMMERCIO - Il G20 si riconosce nella battaglia contro il protezionismo, ma questa posizione nel comunicato sarà comunque condizionata, con la citazione esplicita del legittimo ricorso a strumenti di difesa nazionali. Nel comunicato si riconosce il commercio aperto come motore della crescita, della produttività, dell'innovazione e della creazione di posti di lavoro.

MIGRANTI - "I Paesi impegnati a salvare e accogliere i migranti non vanno lasciati soli. L'Italia rivendica il lavoro fatto in questi anni, ma questo impegno o è una sfida globale o alla lunga è difficile da sostenere". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni, nel suo intervento alla sessione di apertura del G20, dedicata all'immigrazione. Poi Gentiloni in conferenza stampa al termine del G20 ha definito il risultato raggiunto sull'immigrazione "un compromesso onorevole". "L'Italia è dalla parte della ragione" a prescindere dai "passi avanti, del tutto insufficienti": "Non mi aspetto conversioni improvvise" da parte di vicini e alleati ma "l'attenzione di tutti sul fatto che l'Italia sta facendo uno sforzo importantissimo, che rivendico a testa alta sul terreno del salvataggio e dell'accoglienza. Ma contemporaneamente i nostri vicini sanno che questo sforzo non può essere illimitato e fatto solo da noi".

giovedì, luglio 06, 2017

Biodiversità: LifeWatch-ERIC, l’infrastruttura europea di ricerca ha il suo cuore in Puglia

BARI - L’Assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, i Magnifici Rettori di Politecnico di Bari e dell’Università del Salento, i Direttori del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Bari e del Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente del CNR, i Direttori Generali di ARPA Puglia e CIHEAM IAM Bari ed il Direttore della Sezione INFN Bari presenteranno al territorio, mediante una apposita conferenza stampa, il nodo pugliese di LifeWatch-ERIC, il quattordicesimo consorzio internazionale di infrastruttura di ricerca istituito dall’Unione Europea ed il primo a fornire risorse e strumenti ICT per la ricerca su biodiversità ed ecosistemi.

Ricerca su biodiversità ed ecosistemi, cambiamenti climatici, big data, nuove tecnologie sono alcuni degli ingredienti che rendono LifeWatch una infrastruttura di ricerca prioritaria e unica. LifeWatch è una risorsa strategica non solo globale, per affrontare le sfide che si pongono su grande scala alle società contemporanee, ma anche locale, intesa come opportunità di innovazione e crescita economica (blue e green economy) e strumento a disposizione delle amministrazioni per la salvaguardia dei territori.

Basti pensare alle possibilità che offrono gli ambienti virtuali di ricerca di LifeWatch per creare modelli e scenari sulla vulnerabilità degli ecosistemi all’introduzione di specie aliene o ai mutamenti del clima, permettendo così di studiare strategie per mitigarne gli impatti attraverso opportuni piani di gestione.

LifeWatch è quindi una risorsa fondamentale per un territorio che fa delle sue ricchezze paesaggistiche e naturali il proprio motore economico, ma che allo stesso tempo si trova sempre più frequentemente ad affrontare emergenze ambientali che minacciano l’integrità dei nostri ecosistemi e la salute della popolazione. Grazie al sostegno della Regione e di tutti gli attori coinvolti possiamo oggi affermare che la Puglia è il cuore pulsante di questa infrastruttura.

Le istituzioni ed il mondo della ricerca pugliese hanno lavorato in questi anni per costruire un nodo regionale di eccellenza capace di rafforzare connessioni e sinergia tra gli attori locali, coniugando così conoscenze e capacità nel campo delle nuove tecnologie e dell’informatica, della gestione del rischio ambientale e costiero, conservazione degli ecosistemi e della biodiversità agraria, della genomica e del monitoraggio ambientale. Un processo che si deve alla realizzazione del Centro Servizi, ovvero il punto di accesso agli strumenti e alle risorse dell’infrastruttura, nonché l’interfaccia con le comunità di utenti e portatori di interesse, presso l’Università del Salento, che garantisce alla Puglia un ruolo da protagonista nel panorama della ricerca internazionale nel settore.

Intervengono
Loredana Capone, Assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia
Eugenio Di Sciascio, Magnifico Rettore Politecnico di Bari
Vincenzo Zara, Magnifico Rettore Università del Salento
Vito Bruno, Direttore Generale ARPA Puglia
Maurizio Raeli, Direttore CIHEAM Bari
Fabio Trincardi, Direttore Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente del CNR (tbc)
Mauro de Palma, Direttore della Sezione INFN di Bari
Giuseppe Corriero, Direttore del Dipartimento di Biologia dell’Università di Studi di Bari Aldo Moro.

La conferenza stampa è in programma al Politecnico di Bari, lunedì, 10 luglio, ore 11:00, (Aula Multimediale, via Amendola, 126/b).

mercoledì, luglio 05, 2017

Taranto, "Nuovo inceneritore un insopportabile schiaffo alla città"

TARANTO - “Un nuovo inceneritore, il terzo, sarebbe un insopportabile schiaffo alla città. Massafra non ha ancora compreso le ragioni per cui sarebbe stato autorizzato il secondo inceneritore, che politici servili e bugiardi sono già pronti ad autorizzare il terzo”. A dichiararlo è il presidente del gruppo regionale del Pd, Michele Mazzarano, dopo la conferenza dei servizi per la procedura Via-Aia per il progetto presentato dalla Stf srl per la realizzazione dell'impianto di essiccamento e risparmio energetico di fanghi nella zona Pip di Massafra.

“La conferenza dei servizi di ieri ha svelato le menzogne del presidente della provincia di Taranto - prosegue - perché, contrariamente a quanto aveva dichiarato in un recente convegno sul tema, il Comune di Massafra, sulla base del sacrosanto principio di precauzione, ha dato parere sfavorevole e la Regione Puglia, con una nota di chiarimento, ha reso il suo parere contrario alla compatibilità di tale impianto con il Piano di gestione dei rifiuti speciali. Ma soprattutto l'Arpa, offrendo il suo parere di contrarietà in presenza di emissioni che graverebbero su un territorio antropizzato e compromesso dal punto di vista ambientale, ha messo una pietra tombale sull'autorizzazione”.
“Non esistono sotterfugi, giochi di parole, scaricabarili, evocazioni di procedure tecniche - sottolinea Mazzarano - per far passare la tesi che le autorizzazioni sono ineluttabili. Le autorizzazioni sono scelte politiche e la politica, in un'area ad alto rischio ambientale, deve far valere il sacrosanto principio di precauzione”.

“Questo principio - denuncia Mazzarano - non fa parte del vocabolario del presidente della Provincia, il quale mente quando attribuisce le responsabilità sulla Regione perché tali procedimenti autorizzativi fanno capo esclusivamente alla Provincia”.

“Mi auguro che il presidente Tamburrano partecipi - aggiunge ancora Mazzarano - all'audizione convocata, su mia richiesta, dal presidente della commissione regionale per l’Ambiente. Sottrarsi al confronto, per non vedere ammesse le proprie pesanti responsabilità, non è dignitoso”.
“Spero che abbia un sussulto di dignità - conclude Mazzarano - sapendo che amministrare la cosa pubblica significa fare la volontà dei cittadini e non favorire interessi privati”.

venerdì, giugno 30, 2017

'Trasformazioni del paesaggio e verde urbano', evento a Lucca

di DONATO FORENZA - Notevole rilevanza ha riscosso il Convegno interdisciplinare sulle tematiche della sostenibilità urbana e territoriale, “Trasformazioni del paesaggio e Verde urbano” svoltosi recentemente a Lucca presso la Sala Conferenze di Palazzo Pretorio. E’ stata affermata l’importanza strategica delle funzioni ecosistemiche del verde urbano. In molte città la salute dei cittadini è notevolmente resa vulnerabile da una cospicua presenza di sostanze inquinanti.

Per combattere l’inquinamento e per implementare il miglioramento della qualità della vita e del paesaggio urbano, occorre la Pianificazione ambientale del verde urbano e periurbano. Dai lavori, è emerso che tale metodo sistematico è un utile strumento di mitigazione dell’inquinamento da polveri sottili, che da anni colpisce l’atmosfera ed il suolo di molte città italiane.

Alla manifestazione, organizzata dall’Accademia Lucchese di Scienze, Lettere e Arti, dall’Osservatorio del Paesaggio, e dall’Ordine degli Architetti di Lucca, nell’ambito della XXVIII edizione della Mostra Antiche Camelie, hanno aderito relatori e cultori delle materie di rilevanza internazionale tra i quali Paolo Emilio Tomei, Docente di Botanica Ambientale e Applicata (Università di Pisa, Accademico Ordinario dell’Accademia Lucchese), Davide Micheli (Dottore di Medicina Generale, Piana di Lucca), Francesco Ferrini (Docente di Arboricoltura, Università di Firenze), Giuseppe Lunardini (Architetto paesaggista), Raffaello Nardi (Docente e Presidente dell’Accademia Lucchese).

I temi fondamentali hanno, in sintesi, riguardato vari aspetti tra i quali: - metodologie di lotta contro l’inquinamento da polveri sottili, - salute e relazioni con la pianificazione ecologica; - sistemi dell’architettura del verde per contrastare le malattie dei cittadini; - previsioni per il futuro del verde pubblico. Professionisti di differenti aree scientifiche e culturali hanno espresso positivi consensi. 

mercoledì, giugno 28, 2017

Bari, 29 giugno: "Acqua e democrazia, verso un acquedotto davvero pubblico"


di REDAZIONE - Da anni ci battiamo perché il diritto all’acqua sia rispettato ed il servizio idrico sia sottratto alle logiche e agli appetiti privati. In Puglia ci battiamo perché l’Acquedotto Pugliese, il più grande d’Europa, sia finalmente messo al riparo da imminenti possibili svendite e smembramenti.

Il 17 maggio 2017 si è tenuto l'ultimo incontro del tavolo tecnico paritetico con la Regione Puglia, frutto della lotta del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune e di tutte le soggettività che hanno aderito alla campagna "Acqua e Democrazia".

Abbiamo presentato una proposta di delibera di effettiva ripubblicizzazione del nostro acquedotto, risultato del lavoro approfondito dei Professori Alberto Lucarelli (già estensore dei quesiti referendari del 2011 e assessore della giunta De Magistris che ha curato la ripubblicizzazione del servizio idrico napoletano) e Bruno De Maria, a dimostrazione che trasformare AqP da società per azioni in azienda speciale è possibile. Anzi, è doveroso.

Ora tocca alla Giunta Regionale scegliere quale futuro dare al servizio idrico integrato assumendosi la responsabilità di una scelta politica non più rinviabile: se far tornare l'acqua nell'alveo dei beni comuni, garantendone il diritto all'accesso a di tutti e tutte, o continuare ad affidarne la gestione ad una forma privatistica quale la società per azioni, che per sua natura deve tendere a conseguire e massimizzare i profitti, a scapito dei diritti, della trasparenza, della partecipazione, come dimostrano i distacchi per morosità incolpevole, i tagli ai servizi e agli organici ed i depuratori sotto procedimento penale e mal funzionanti.

L'obiettivo del convegno è quello di presentare e spiegare la delibera presentata nel tavolo tecnico.

Ore 17.00; Aula "Aldo Moro", Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi di Bari.

Introduzione
  • Loretta Moramarco - Comitato Pugliese Acqua Bene Comune
Relazioni
  • Prof. Gaetano Bucci: "Il bene comune acqua nella Costituzione"
  • Prof Alberto Lucarelli: "Trasformazione di Aqp in azienda speciale"

È invitato il Presidente della Giunta Regionale, Michele Emiliano.

martedì, giugno 27, 2017

Polvere rossa a Soleto, centralina Arpa analizzerà i campioni

LECCE - Sarà presto svelato il “mistero” della dispersione in aria di polverino di colore rossastro nella zona di Soleto. Stando al servizio messo in onda in questi giorni da Tr News, la denuncia era stata fatta da un cittadino residente nella periferia di Soleto, il quale ha esternato più volte al sindaco e ai carabinieri, le preoccupazioni per la presenza della terra rossa di origine sconosciuta.

Finora, dopo una serie di denunce da parte di questo signore ai carabinieri, al Noe e perfino alla Procura della Repubblica, inspiegabilmente non era mai pervenuta al Dipartimento di Lecce di Arpa Puglia alcuna richiesta di sopralluogo e di verifica, relativa alla presenza di polvere rossastra (documentata – ndr.) nelle abitazioni dei residenti della zona.Dopo il servizio di Telerama, pare che qualcosa finalmente si stia muovendo.

Salute Salento ha sentito il responsabile della sezione leccese di Arpa, l’ ingegnere Roberto Bucci. «Venerdì scorso (23 giugno – ndr.) mi ha telefonato il comandante dei carabinieri di Soleto – riferisce Bucci – e mi ha parlato della denuncia di un cittadino relativa alla presenza di terriccio rossastro che si depositerebbe nella sua abitazione nel periodo da maggio a settembre. A questo punto –  aggiunge l’ingegnere Bucci -  ho invitato il maresciallo a voler far pervenire ad Arpa una richiesta di intervento, in modo da  organizzare un sopralluogo ufficiale».

Stando alle assicurazioni dell’ingegnere Bucci, in questa settimana, al massimo agli inizi di luglio, una delle due centraline mobili dell’Arpa che attualmente rilevano la qualità dell’aria nei comuni di Zollino ed Aradeo, verrà spostata nella zona di Soleto.

«Intanto – spiega ancora Bucci – ho già parlato con i colleghi del “Centro Regionale Aria”, attualmente impegnati con i rilevamenti delle emissioni dai camini. Appena possibile, penso in settimana, i colleghi saranno pronti per intervenire a Soleto».

Nella zona insistono diversi insediamenti industriali. Quindi le indagini per caratterizzare i composti del polverino e cercare di individuare la sorgente di emissione, non trascureranno nessuna attività dell’uomo.

venerdì, giugno 23, 2017

AQP, avviata petizione online per ripubblicizzazione. Obiettivo: 1500 firme



di REDAZIONE - Il 17 maggio 2017 si è tenuto l'ultimo incontro del tavolo tecnico paritetico con la Regione Puglia, frutto della lotta del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune e delle soggettività che hanno aderito alla campagna "Acqua e Democrazia".

Abbiamo presentato una proposta di delibera di effettiva ripubblicizzazione del nostro acquedotto, . risultato del lavoro approfondito dei Professori Alberto Lucarelli e Bruno De Maria, a dimostrazione che trasformare da società per azioni in azienda speciale è possibile. Anzi, è doveroso.

Ora tocca alla Giunta Regionale scegliere quale futuro dare al servizio idrico integrato, assumendosi la responsabilità di una scelta POLITICA non più rinviabile: se far tornare l'acqua nell'alveo dei beni comuni, garantendone il diritto all'accesso di tutti e tutte, o continuare ad affidarne la gestione ad una forma privatistica quale la società per azioni, che per sua natura deve tendere a conseguire e massimizzare i profitti, a scapito dei diritti, della trasparenza, della partecipazione, come dimostrano i distacchi per morosità incolpevole, i tagli ai servizi e agli organici i depuratori sotto procedimento penale e mal funzionanti .

Chiediamo al Presidente della Regione Puglia e a tutta la Giunta di non tradire le istanze che la comunità pugliese ha avanzato già dal referendum del 2011, facendo propria la delibera presentata dai Professori Lucarelli e De Maria, e quindi avviando definitivamente la trasformazione della forma giuridica di Aqp da società per azioni ad azienda speciale.

Per firmare la petizione clicca qui.

Comitato Pugliese "Acqua Bene Comune"

giovedì, giugno 22, 2017

Giornata Mondiale dell’Ambiente 2017, le iniziative in Puglia

di DONATO FORENZA - La Giornata Mondiale dell’Ambiente, che viene festeggiata ogni anno in giugno, fu proclamata nel 1972, durante la “United Nations Conference on the Human Environment” che si tenne a Stoccolma, in Svezia, ed esiste dal 1974, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. La Giornata Mondiale dell’Ambiente è stata ampiamente valorizzata anche in Puglia quale straordinaria ricorrenza per analizzare la complessità dei temi ambientali, concernenti il clima, la protezione delle foreste, l’inquinamento, la sovrappopolazione,  il surriscaldamento globale, il verde urbano e le numerose misure per il miglioramento della qualità della vita. Non va confusa con la Giornata della Terra che si celebra in aprile dagli anni Settanta (iniziativa di Gaylord Nelson, Senatore USA).

Il tema è pensato per portare nuova consapevolezza; quest’anno, riguarda il rapporto tra Uomo e Natura:  “Connecting People to Nature”. Nel Pianeta, nel 2015 fu l’Italia ad ospitare la Giornata Mondiale dell’Ambiente, mentre quest’anno è il Canada. La Puglia è stata molto sensibile alle tematiche della protezione dell’Ambiente e si sono registrate numerose importanti manifestazioni in sedi scientifiche, nelle scuole, nel mondo del Volontariato e dell’associazionismo. Tra i consigli raccomandati: l’utilizzo di lampadine a basso consumo e delle nuove lampadine LED; - impiegare la raccolta differenziata; - ridurre i costi della tassa per i rifiuti; - aria condizionata e riscaldamento devono essere tenuti entro un intervallo di 5 °C rispetto alla temperatura esterna; - usare mezzi pubblici, biciclette o i piedi, quali sostituti dell’automobile; - più attenzione da parte delle amministrazioni cittadine; - l’acqua non è una risorsa infinita; - non lasciare il rubinetto aperto mentre ci si lavano i denti;  - utilizzare elettrodomestici solo a pieno carico; - cambio di elettrodomestici con quelli di categoria A; - i rifiuti speciali devono essere portati nei centri di raccolta.

La Giornata Mondiale dell’Ambiente ha trattato temi importanti sui metodi per contrastare il riscaldamento globale e per ridurre le emissioni di anidride carbonica, pericoloso gas serra che condiziona i parametri climatici della Terra.

martedì, giugno 20, 2017

Bari, abbattuti i primi muri degli edifici della ex Fibronit, Decaro: "Ogni pietra caduta è simbolo di vita"


BARI - Questa mattina il sindaco Antonio Decaro si è recato sul cantiere per la bonifica definitiva della ex Fibronit per assistere alle operazioni di demolizione dei primi muri degli edifici contenenti amianto (negli intonaci e nelle malte) confinati all’interno delle tensostrutture realizzate per eseguire i lavori in totale sicurezza.

A seguito della realizzazione e collaudo del confinamento statico e dinamico delle tensostrutture, dopo la “prova fumi” eseguita in presenza di tecnici ASL, infatti, hanno preso  avvio oggi le operazioni di demolizione delle strutture che del cosiddetto blocco “D”.

“È stata un’emozione indescrivibile vedere cadere i muri di quella che per oltre 50 anni è stata per Bari la fabbrica della morte – ha commentato il sindaco Antonio Decaro -. Questa fabbrica oggi davvero non ci fa più paura. Ogni pietra che viene giù rappresenta la vittoria della vita sulla morte. Per ognuna di queste pietre cadute pianteremo un albero o un fiore nel parco che sorgerà in questo luogo al termine della bonifica.

Nessuno restituirà la vita alle famiglie delle persone che hanno perso i propri cari a causa dell’amianto della Fibronit. Ma il dovere della politica è restituire almeno un orizzonte di speranza, quella che vorrei vedere negli occhi dei ragazzi di Bari.

Alle mie figlie, a chi mi chiederà un giorno a cosa sarà servito fare politica, io risponderò “ad abbattere i muri della Fibronit, una fabbrica di morte, e a sostituirla con un parco, che è un inno alla vita”.

Tecnicamente quella realizzata oggi è una demolizione “controllata”, che è stata eseguita utilizzando pinze e cesoie idrauliche montate su escavatori, così da garantire l’assenza di vibrazioni al suolo e sull’edificio, la riduzione dei rumori e delle polveri e la possibilità di raggiungere altezze superiori ai 20 metri.

Per la demolizione di questo primo blocco di edifici si stima che saranno necessari circa 40 giorni; a seguire si procederà ad analoga demolizione degli edifici del blocco “C”.

I lavori della bonifica totale termineranno negli ultimi mesi del 2018. Queste operazioni avvengono oggi, venerdì 20 giugno 2017, a 10 anni esatti di distanza dal primo concerto, “Dal veleno al sereno”, organizzato dall’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Michele Emiliano e dall’assessora all’ambiente Maria Maugeri nell’area della Fibronit al termine delle operazioni dell’intervento di messa in sicurezza che restituì l’area alla città. 

San Severo entra a far parte del Club di comuni 'EcoCampioni'

SAN SEVERO(FG) - Il Comune di San Severo è entrato a far parte del Club di comuni “EcoCampioni”, creato da COMIECO, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli imballaggi a base cellulosica, e Regione Puglia. Si tratta di un gruppo di comuni che, sulla base di specifici parametri di raccolta (procapite carta CER 200101 ≥ 20 kg/ab; livello raccolta differenziata ≥ 45%; convenzione con Comieco), si sono distinti per una efficace gestione della raccolta della carta e del cartone.

L’obiettivo del Club è dare visibilità ai Comuni del Club e diffondere le buone pratiche di raccolta, promuovendo l’esperienza dei Comuni che vantano risultati di eccellenza, e che quindi rappresentano l’esempio da seguire, attivando con loro un percorso comune finalizzato ad un ulteriore miglioramento delle performance di raccolta grazie al supporto garantito da Comieco.

martedì, giugno 13, 2017

Eccezionale avvistamento di una foca monaca nelle acque del Salento

LECCE - Un evento inaspettato, ma che in un certo senso avevamo previsto già circa cinque anni fa quando fummo i primi a segnalare la presenza della foca monaca nelle acque territoriali albanesi proprio a sole 35 miglia nautiche da quelle salentine. Ieri invece abbiamo avuto la conferma, perchè un gruppo di diportisti ha avuto la fortuna di vedere e filmare (questo è uno dei link https://youtu.be/EqDR8gJHZTA) qualcosa di veramente eccezionale, naturalisticamente parlando: la foca monaca ritorna nelle acque territoriali italiane dell'Adriatico, a poche decine di metri dalla costa frastagliata del Basso Salento, nei pressi di Tricase Porto.

Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, una grande emozione poter rivedere il mammifero marino a distanza di oltre quarant'anni dagli ultimi avvistamenti e che dimostra come la natura, ove rispettata possa riprendere i suoi spazi originari se e solo se decidiamo collettivamente di salvaguardarla. Sembra quasi un segno del destino ed un monito per quanti, come il consorzio TAP del megagasdotto che vorrebbe sorgere solo un po' più a nord dell'avvistamento, ritengono di potersi fare beffe di territori che meritano soltanto cura parsimoniosa e silenziosa delle bellezze che la rendono unica. Basti ricordare che del pinnipede, secondo una stima dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura sopravvive una popolazione di appena 600-700 esemplari: circa 200 concentrati nell'Egeo e nel Mediterraneo sudorientale, 20-30 nel Mar Ionio, 10-20 nel Mare Adriatico, una decina nel Mediterraneo centrale, dai 10 ai 20 nel Mediterraneo occidentale e meno di 300 in Atlantico.

La specie è pertanto da considerarsi a serio rischio di estinzione. La Società Zoologica di Londra, in base a criteri di unicità evolutiva e di esiguità della popolazione, considera la Monachus monachus (questo il nome scientifico) una delle 100 specie di mammiferi a maggiore rischio di estinzione. Non ci resta che sperare, quindi, in un intervento immediato delle autorità nazionali, in particolare del Ministero dell'Ambiente per avviare tutte le azioni necessarie per la salvaguardia dell'habitat della foca monaca anche nell'amena terra del Salento.

sabato, giugno 10, 2017

Un tavolo per la gestione ambientale

di NICOLA ZUCCARO - "E' un'occasione ghiotta per l'imprenditoria, l'università, gli enti locali e per gli organi di controllo competenti, affinchè si possa, in un futuro non molto lontano, costituire un tavolo tecnico-istituzionale dove poter elaborare una strategia comune per la raccolta, la gestione e per il trasporto dei rifiuti speciali e non.

Nel 'senno di poi', Natale Mariella ha commentato così, e a caldo, l'esito positivo della 2 giorni di lavori dell'Assemblea generale dell'Albo nazionale dei gestori ambientali conclusasi nella mattinata di venerdì 9 giugno nella sede della Camera di Commercio di Bari.

Il Presidente della Sezione Regionale dell'organo costituitosi presso il Ministero dell'Ambiente aggiunge al notes del Gdp che "la strada da percorrere in questo delicato settore della vita pubblica resta ancora lunga, poichè bisogna insistere ancora su concetti quali legalità, trasparenza, recupero e tracciabilità "e che consentano, con la relativa applicazione - sottolinea Mariella - la realizzazione di un'economia circolare coniugata al ciclo dei rifiuti.

venerdì, giugno 09, 2017

Amiu Puglia, Persichella nuovo presidente

BARI - Questa mattina l'avvocato Sabino Persichella ha firmato l’accettazione dell'incarico di Presidente dell'AMIU Puglia. La firma è avvenuta alla presenza del sindaco Antonio Decaro e del presidente uscente Gianfranco Grandaliano.

Il sindaco Decaro ha ringraziato l’avvocato Grandaliano per il lavoro svolto fino ad oggi: “Ringrazio Gianfranco per l’impegno e la dedizione con cui fino ad oggi ha guidato l’azienda che gestisce un servizio molto delicato per l'igiene e il decoro urbano. In questi anni ha dedicato tempo ed energie, senza mai sottrarsi o desistere davanti a mille difficoltà, per gestire una azienda complessa ormai diventata leader in Puglia. Infatti va a lui il merito di averla trasformata in AMIU Puglia, con una prospettiva importante nel panorama delle società di servizi comunali. Insieme abbiamo raggiunto notevoli risultati sul fronte della raccolta differenziata. Sono certo che da amministratore della nuova Agenzia regionale per la gestione dei rifiuti non solo farà tesoro dell'esperienza maturata in AMIU ma consentirà ai Comuni di raggiungere obiettivi di efficacia ed efficienza in un settore da sempre in emergenza”.

“Ringrazio il sindaco Decaro e l'amministrazione comunale per la fiducia accordatami in questi anni, in cui mi è stato sempre permesso di lavorare con la massima serenità e in un contesto di grande condivisione degli obiettivi - ha dichiarato Grandaliano -. L'Amiu che lascio, per intraprendere un nuovo e stimolante percorso come commissario dell'AGER (agenzia regionale per la gestione dei rifiuti), è un'azienda sana, in grado di produrre utili, di programmare nuovi servizi e di guardare al futuro con ambizione e che, ne sono certo, sarà interlocutore importante della struttura regionale”.

“Sono onorato dell’incarico che mi è stato affidato, consapevole che la sfida che abbiamo davanti è impegnativa e non priva di difficoltà - ha commentato il nuovo presidente Persichella -. Il testimone che raccolgo è quello di un’azienda solida che sta affrontando un passaggio importante sul fronte del servizio di raccolta che coinvolgerà l’intera città in un cambiamento radicale”.

lunedì, giugno 05, 2017

Ripubblicizzazione AQP: prosegue la campagna del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune


di Redazione - Con tanta fatica, il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune e le realtà e le persone che hanno aderito alla campagna "Acqua e democrazia" sono riusciti ad ottenere un tavolo tecnico paritetico tra Comitato e Regione Puglia per individuare i criteri della futura gestione dell'acquedotto pugliese. Il nostro obiettivo non può che essere la trasformazione di Aqp Spa in una società di diritto pubblico.

Nel tavolo tecnico abbiamo presentato in tal senso una proposta di delibera messa a punto dai professori Alberto Lucarelli (che da assessore ai Beni Comuni di Napoli ha già curato la ripubblicizzazione dell'acquedotto di Napoli) e Bruno De Maria.
Adesso tocca alla giunta regionale decidere se affidare il servizio idrico integrato di nuovo ad una Società per azioni, continuando quindi a piegare il diritto all'acqua alle logiche del mercato e del profitto o invece ripubblicizzarlo e rispettare finalmente il risultato referendario del 2011.
Ma tocca anche a noi. Dobbiamo impegnarci in una campagna politica e di informazione capillare. Per fare questo è necessario formarci, e conoscere dettagliamente la proposta di ripubblicizzazione presentata nel tavolo tecnico ed il contesto nel quale dobbiamo operare.
Per questo vi invitiamo Giovedì 8 giugno alle 17 c/o Via Borrelli 32 (Bari, nei pressi dell'ex Caserma Rossani) ad un momento di autoformazione con Loretta Moramarco e Federico Cuscito del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune.

martedì, maggio 30, 2017

Ri-pubblicizzazione Aqp: "E' una scelta politica"

('L’acquedotto raggiunge Bari', D.Cambellotti)

di REDAZIONE - Consegnati in Consiglio Regionale i documenti prodotti dal Comitato pugliese Acqua Bene Comune in favore della ri-pubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese. Alla chiusura del tavolo tecnico con la Regione Puglia è stata infatti depositata la versione definitiva della delibera elaborata dal prof. Lucarelli, docente di diritto costituzionale presso l'Università degli Studi di Napoli. All'interno del documento si prova come sia possibile trasformare, lecitamente e giuridicamente, AQP S.p.A. in azienda speciale, ponendola al riparo da future privatizzazioni.

"Non ci sono problemi tecnici, non ci sono difficoltà procedurali. A questo punto, la Regione Puglia deve decidere cosa fare dell'Acquedotto, con una scelta politica. O ri-pubblicizza AQP, come da noi richiesto e come votato dalla maggioranza assoluta dei Pugliesi nel referendum del 2011, o decidere di proseguire nella gestione privatistica".