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sabato, settembre 23, 2017

Caso Pfas: trovate tracce nel sangue degli adolescenti. Zaia: "Abbasserò i limiti"

di ANTONIO GAZZILLO - In Veneto è riesploso il caso Pfas. Sono stati eseguiti dei controlli su 1342 adolescenti, nati tra il 1997 e il 2001, di Brendola, Lonigo, Sarego e Alonte, paesi che si trovano a nord-ovest di Vicenza vicini alla fabbrica svizzera Miteni, che produce Pfas.
I risultati delle analisi hanno mostrato che i perfluoroalchilici, sostanze prodotte dalla fabbrica sopra citata e usati nel nostro quotidiano per esempio nel cartone della pizza, scorrono nel sangue dei ragazzi della provincia di Vicenza.

Il Pfas si è diffuso tramite i rubinetti e l’acqua potabile mentre si è scoperto che nel sangue di un operaio che ha lavorato per undici anni alla Miteni si sono depositati 91.000 nanogrammi di solfuro di carbonio e acido fluoridrico.

Infatti nel reparto di produzione dell’azienda dal 1965 sono morte ventuno persone su sessantanove.

Per questo non è difficile trovare nella provincia di Vicenza le cause del cancro al rene per le donne e del cancro ai testicoli per gli uomini.

In merito alla vicenda è intervenuto il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, che ha affermato di voler abbassare ai livelli della Svezia i livelli di Pfas nell’acqua.

Il ministro dell’Ambiente, Luca Galletti, invece, ha accusato Zaia di aver speso solo 8 dei 90 milioni stanziati nel 2005 dallo Stato per far fronte a tale emergenza.

Intanto i controlli proseguono nelle quattro province colpite: Vicenza, Verona, Rovigo e Padova.

Sì alle trivelle da Polignano a Brindisi. Loizzo: "Governo cinico, parlamentari rassegnati"

BARI - Northern Petroleum autorizzata dal Ministero dell'ambiente a cercare petrolio in mare da Polignano a Brindisi, davanti ad alcune delle coste più belle delle due province, compresi i litorali di Monopoli, Fasano ed Ostuni: il presidente del Consiglio regionale della Puglia Mario Loizzo si associa alle preoccupazioni di chi vede seriamente minacciate le attrattive turistiche, le bellezze paesaggistiche, le qualità ambientali, le iniziative economiche e la natura marina nel complesso.

“Siamo di fronte a un atteggiamento cinico del Governo nazionale: nonostante le mobilitazioni di istituzioni, movimenti ambientalisti e cittadini, nonostante l'opposizione della Regione ribadita in atti e ricorsi univoci, il Ministero continua imperterrito a dare autorizzazioni che producono solo danni al nostro mare straordinario e mettono a rischio le nostre bellezze marine e le spiagge. Mi auguro che i nostri parlamentari non vogliano continuare ad assistere rassegnati e si decidano a porre un qualche argine a questa offensiva contro la Puglia”, conclude il presidente Loizzo.

Lecce, in aumento le minidiscariche a due passi dello Stadio di via del Mare

LECCE - La raccolta differenziata “porta a porta” a Lecce ormai a pieno regime, era una necessità indifferibile per arginare il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, ma ha determinato la nascita di mini discariche a cielo aperto a causa di quegli incivili che si ostinano ancora a non differenziare e che si trovano costretti ad abbondare i propri scarti sulle strade.

La prova è data dalle numerose segnalazioni che sono giunte allo “Sportello dei Diritti” nel corso del tempo e che sono state oggetto di nostri interventi, che almeno in passato, non hanno trovato la pronta reazione della precedente amministrazione, tanto che le aree in questione sono aumentate per numero ed estensione.

L'ultima nell’ordine è la zona tra via Enrico Ameri e via Luigi Scrimieri a due passi dallo Stadio, dove per svariate centinaia di metri è possibile verificare visivamente ai margini delle due strade la presenza di cumuli di rifiuti di ogni tipo, dall’immondizia “residenziale”, alle gomme, mobilio in disuso, frigoriferi e chi più ne ha più ne metta, che nel corso del tempo sono stati oggetto di incendi che hanno reso l’aria irrespirabile per centinaia di metri.

Una situazione di degrado non più tollerabile per il decoro pubblico e per l’igiene urbana, che per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, dev’essere prontamente risolta da parte del Comune di Lecce con un intervento immediato di rimozione dei rifiuti e l’installazione di fototrappole per identificare prontamente e sanzionare coloro che gettano i rifiuti.

Bari e la pulizia delle strade tra realtà e curiosità

di VITTORIO POLITO - La città di Bari, nonostante gli sforzi degli amministratori, è ormai una discarica a cielo aperto. Centinaia di cassonetti sono sistematicamente lasciati aperti e spostati qua e là, secondo le “necessità” dei vari automobilisti, mobili e materassi gettati qua e là. Per non parlare di quello che succede dopo il passaggio dei vari “cercatori” identificati negli extracomunitari e negli zingari, che ripetutamente effettuano la “visita” dei cassonetti, lasciando spesso per terra rifiuti di ogni genere.

È appena il caso di ricordare ai signori amministratori che l’igiene è un ramo della medicina che mira alla salvaguardia dello stato di salute ed al miglioramento delle condizioni fisiche e psichiche della popolazione e al suggerimento delle misure di protezione sanitaria. Ma prima dell’igiene viene la pulizia, cioè la mancanza di ogni sorta di sudiciume e di sporcizia, che per l’inciviltà di certi abitanti e per l’inadeguato servizio di nettezza urbana e di controllo, la città di Bari lascia molto a desiderare.

Basti pensare ai nostri mercati, ove gli esercenti gettano per strada quintali di rifiuti: dalle verdure, alla frutta, ai residui di prodotti ittici, ecc., il cui odore nauseabondo, specie in estate, è insopportabile, ma è altrettanto appetibile per scarafaggi, topi, cani e gatti. In altre città gli esercenti sono obbligati a gettare ogni sorta di rifiuti in appositi contenitori sistemati anche nei mercati. A Bari è normale lasciare le strade piene di luridume e di rifiuti di ogni genere o portare i cani a spasso senza eliminare le deiezioni, ecc. I controlli? Scarsissimi o inesistenti. Numeri verdi che lasciano il tempo che trovano.

Molti negozianti scopano il marciapiedi antistanti gli esercizi e gettano sotto i marciapiedi i rifiuti. Raccolta differenziata? Non esiste per certi esercizi come bar, ristoranti, pizzerie, pescherie: buttano tutto nel cassonetto comune, dai cartoni, al vetro, alla plastica, ecc. Per non palare delle centinaia di bottiglie e lattine abbandonate sui marciapiedi. Se queste sono le tecniche per far elevare le quantità di raccolta differenziata, allora stiamo perdendo solo tempo e quattrini.

Che la pulizia delle strade a Bari sia stato da sempre un problema è storia vecchia e lo ricorda Vito Antonio Melchiorre nei suoi libri “Il diario del Sindaco Carlo Tanzi” e “Storie di Bari” (Adda Editore).

Durante il sindacato di Carlo Tanzi (1789-1791), Melchiorre, ricorda, tra l’altro, i “Patti che si devono apporre nell’offerta della pulizia delle strade”. I “Patti” prevedevano, tra l’altro, di «far pulire le immondizie, e adunarle in montoni…; di “destinare tante persone corrispondenti al fabbisogno giornaliero della pulizia delle strade, cosicché tutta la città intieramente in ogni giorno dovrà essere polita; che per ogni mese si devono eleggere i Deputati a’ quali distribuirsi tutte le strade, e dovranno questi badare che venghi in ogni giorno pulito il proprio Rione…, ecc.”.

Nel 1816, re Ferdinando IV di Borbone, promulgò la legge che conteneva tutte le disposizioni utili e necessarie in relazione alle esperienze, ai progressi e al benessere del popolo per l’amministrazione civile. Un testo unico delle leggi apparse durante il periodo di occupazione del decennio francese (1806-1815). In base all’articolo 4 della stessa legge, il Comune di Bari adottò nel 1817, un regolamento di polizia urbana, primo nella storia della città, di ben 102 articoli, nel quale, tra l’altro, regolamentava la “conservazione e nettezza urbana delle strade, salute pubblica, ecc.”.

Ciò che rende interessante il regolamento, che alla luce della moderna attualità certe norme appaiono curiose, era, ad esempio, la proibizione di suonare le campane nella imminenza di temporali per non attirare fulmini sull’abitato o, nel secondo caso, per non spaventare gli ammalati.

In relazione alla pulizia delle strade il regolamento prevedeva, per coloro che abitavano al piano terra, la pulizia del tratto di strada davanti alla propria abitazione e se non c’erano abitazioni al piano terra l’obbligo incombeva agli inquilini dei piani superiori, anche se si trattava di religiosi.

Pertanto il Comune di Bari, l’AMIU e la Polizia Municipale sono vivamente invitati ad interessarsi maggiormente di tali problematiche e di istituire severi controlli e seri servizi di “tolleranza zero”, non solo per i cittadini che non si attengono alle regole, ma anche per gli operatori che non fanno il loro dovere per il quale sono pagati.

giovedì, settembre 21, 2017

Settimana Europea della Mobilità Sostenibile: anche a Lecce tutti al lavoro in bicicletta

LECCE - Al lavoro in bicicletta: sarà questa la nuova sperimentazione in cui si cimenterà la città di Lecce nell'ambito della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile.

Domani, venerdì 22 settembre, il "Bike to work" coinvolgerà dipendenti di aziende, liberi professionisti e dipendenti comunali che decideranno singolarmente o in gruppo di raggiungere il proprio posto di lavoro pedalando.

Due i punti informativi, coordinati dalle associazioni "Avvocati in Bicicletta" e "FIAB Cicloamici Lecce", per ottenere informazioni sulla mobilità casa-lavoro e per promuovere l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto per raggiungere il posto di lavoro.

L'Associazione "Avvocati in Bicicletta" allestirà il proprio banchetto informativo presso il tribunale di Via Brenta dalle ore 8,30 alle ore 11,00. In occasione dell'iniziativa, l'Associazione avvierà una raccolta firme per l'istituzione di una zona a traffico limitato dalle ore 8.00 alle 14.00 in Via Brenta e offrirà un ticket-colazione a tutti coloro (avvocati, magistrati, dipendenti del Ministero della giustizia, periti) che si recheranno presso gli uffici giudiziari in bicicletta.

Attivo dalle ore 8,00 in Piazza Sant'Oronzo il punto informativo coordinato dall'Associazione "FIAB Cicloamici Lecce" che incoraggerà i dipendenti comunali ad utilizzare una forma più sostenibile di pendolarismo nel tragitto casa-lavoro, fornendo loro tutte le informazioni utili. L'Associazione distribuirà inoltre dei gadget e un ticket-colazione a tutti i dipendenti comunali che si recheranno a Palazzo Carafa in bici.

Sul blog biketoworklecce.wordpress.com è possibile creare delle squadre di alunni o di colleghi di lavoro e competere sul numero di chilometri percorsi per raggiungere la scuola o il lavoro durante la settimana della mobilità.

domenica, settembre 17, 2017

Clima: Stati Uniti potrebbero restare negli accordi di Parigi

WASHINGTON - Gli Stati Uniti potrebbero rimanere nell'accordo di Parigi sul clima alle giuste condizioni. A dichiararlo il segretario di Stato Rex Tillerson alla Cbs. "Il presidente ha detto che è aperto a trovare le condizioni in cui noi possiamo restare impegnati con altri, quello su cui tutti concordiamo è ancora una questione difficile", ha detto, proseguendo che a sovrintendere al dossier è il consigliere economico Gary Cohn, che dovrà "considerare altre vie in cui noi possiamo lavorare con i partner nell'accordo".

venerdì, settembre 15, 2017

Rifiuti: firmato accordo Regione-forze dell'ordine per controllo territorio


BARI - "È già molto difficile inquinare oggi in Puglia, ma d'ora in avanti chi vorrà farlo non avrà più scampo". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, firmando il rinnovo dell'accordo quadro con le forze dell'Ordine per il contrasto ai reati ambientali. L'intesa è stata siglata in Fiera del Levante, in occasione del convegno sul 'Nuovo piano regionale dei rifiuti verso l’economia circolare. Industria, riqualificazione ecologica e sviluppo delle aree produttive pugliesi'. Sono intervenuti, tra gli altri, l'assessore regionale all'Ambiente, Filippo Caracciolo; il comandante della Legione Carabinieri di Puglia, Giovanni Cataldo; il Capo di Stato maggiore, Comando regionale della Puglia della GdF, gen. Salvatore Refolo; il colonnello Giovanni Misceo, comandante del gruppo Forestale dei carabinieri di Bari, e il colonnello Fernando Maisto, del NOE.

L’Accordo, che coinvolge anche Cnr Irsa e Arpa Puglia, parte dalla necessità di fronteggiare il fenomeno delle attività illecite in materia di gestione di rifiuti.

"Siamo tra le regioni - ha sottolineato Emiliano - che scoprono il maggior numero di reati ambientali in Italia, il che significa che siamo tra quelle che più si stanno disinquinando". Il governatore ha ringraziato le forze dell'ordine per aver deciso di rinnovare questo accordo "di supporto alla polizia giudiziaria" per una "attività davvero complessa che ha bisogno di mezzi - ha evidenziato Emiliano - che le regioni assicurano agli enti statali". "Questa attività - ha aggiunto-  si sposa con quella di altri pezzi della pubblica amministrazione perché laddove si dovesse rilevare una insufficienza nel ciclo dei rifiuti scatterebbero immediatamente il ruolo del commissario dell'Agenzia dei rifiuti, il ruolo del dipartimento Ambiente, il rapporto con i Comuni. In questa maniera la pubblica amministrazione può intervenire con la propria attività secondo un sistema che raramente funziona nel nostro paese".

"Noi - ha aggiunto - non ci accontentiamo di trovare i responsabili dei reati ma intendiamo trarre da ogni evento negativo delittuoso quell'insegnamento che serve a prevenire i reati, e a meglio gestire la depurazione delle acque, la raccolta dei rifiuti, le lavorazioni pericolose, le fabbriche a rischio inquinamento. Serve una continua osmosi tra coloro che si occupano della repressione dei reati e coloro che devono gestire la pubblica amministrazione per evitare che i reati vengano commessi. E grazie a questa collaborazione con la polizia giudiziaria abbiamo chiuso tantissime infrazioni europee”.

Emiliano ha annunciato che "l'Arpa Puglia sta aprendo una sezione di tutela del mare e con la Guardia di finanza, che è dotata quasi in esclusiva delle funzioni aero-navali di polizia giudiziaria, con cui si potrà collaborare in maniera importante. Inoltre, si possono stimolare i pescatori a non ributtare in mare i rifiuti che prendono con le loro reti ma a conferirli normalmente a terra, in cambio di una adeguata retribuzione”.

"La missione della Puglia è proprio questa - ha concluso - preparare il tessuto economico creando le condizioni per la legalità”.

"L’ambizione dell’Assessorato alla Qualità dell'Ambiente è di porsi come interlocutore e punto di riferimento degli assessorati all’Ambiente del territorio al fine di promuovere le buone pratiche mirate alla sensibilizzazione ambientale creando un sistema virtuoso che possa dar vita a progetti che coinvolgano sinergicamente ambiti e attori interessati, sia pubblici e sia privati. Siamo altresì convinti – dichiara l’Assessore alle Politiche Ambientali Filippo Caracciolo – che la preziosa collaborazione delle Forze dell’Ordine nel contrasto alle attività che danneggiano l’Ambiente, il territorio ed il paesaggio sia indispensabile per il qualificato supporto di cui l’intera Regione potrà presto beneficiare. La Puglia ha dimostrato di poter essere leader nel Mezzogiorno per ciò che concerne i comportamenti virtuosi in tema di raccolta dei rifiuti. A dimostrarlo sono i numeri sulla raccolta differenziata. Grazie al lavoro dell’Agenzia regionale abbiamo dato un’accelerata sul tema dell’impiantistica con l'obiettivo di mettere in campo una programmazione che intercetti e vada nella direzione delle reali esigenze dei territori. Una programmazione che punti al raggiungimento, nel medio periodo, degli obiettivi strategici, a cominciare da una sempre maggiore autonomia gestionale che non potrà prescindere da un'impiantistica prevalentemente pubblica. Si tratta dell’unica soluzione percorribile per conseguire un concreto contenimento delle tariffe consentendo un risparmio ai Comuni e ai cittadini”.

Il Comandante Cataldo ha sottolineato che si tratta di un "accordo importante con una regione molto sensibile sull'ambiente. Le numerose inosservanze rilevate sono l'effetto di questa collaborazione grazie alla quale accediamo a fondi ad hoc messi a disposizione dalla regione".

Il Generale Refolo ha sottolineato che "metteremo in campo anche nuove strategie tra cui il telerilevamento e la nostra flotta aero-navale, utilizzando anche strumentazioni tecnologiche che abbiamo potuto acquistare per il pilotaggio da remoto. Inoltre, ci avvarremo del gruppo Oscar e delle loro cartografie innovative".

Per il Colonnello Maisto "è una strategia vincente, un valido supporto per consentire alla Puglia di tenere ancora la maglia rosa nella lotta contro il crimine ambientale".

"Come forestali - ha concluso Misceo - riteniamo essenziale questo accordo che ci permette di intervenire dell'abbandono dei rifiuti ai reati più eclatanti che sono meno visibili".

Al workshop dal titolo ‘il nuovo piano regionale dei rifiuti verso l’economia circolare. Industria, riqualificazione ecologica e sviluppo delle aree produttive pugliesi’ hanno invece preso parte numerosi esperti e rappresentanti del campo ambientale tra i quali Barbara Valenzano Direttore del Dipartimento Mobilità Qualità Urbana Opere Pubbliche Ecologia e Paesaggio della Regione, Caterina Dibitonto del Servizio pianificazione strategica ambiente regionale, Gianfranco Grandaliano per l’Agenzia territoriale per il servizio di gestione dei rifiuti (AGER), Domenico De Bartolomeo per Confindustria, Elio Sannicandro per l’Agenzia regionale per la Mobilità, Emanuele Martinelli per il Consorzio ASI Bari, Ivan Stomeo delegato nazionale ANCI e Fabio Costarella del CONAI. Invitate anche le associazioni ambientaliste.

Bari, M5S: "ripristinare subito verde in città"

BARI - Secondo i dati Istat Bari è tra gli ultimi posti nella classifica delle città più "green" d'Italia insieme a Taranto e Genova. "In questi mesi, durante diversi sopralluoghi e grazie anche alla sensibilità di molti cittadini, ho raccolto un elenco di luoghi dove sarebbe opportuno ripristinare alberi e piante". Così in una nota Alessandra Simone, portavoce Consigliera M5S al Municipio 2 di Bari.

"Successivamente, - prosegue Simone - l'elenco è stato inviato agli uffici competenti al fine di aiutare gli stessi a monitorare lo stato della vegetazione. In particolare, abbiamo rilevato che su molti spartitraffico e marciapiedi sono presenti alvaretti e aiuole vuote che sono diventate nel tempo ricettacolo di rifiuti e vegetazione infestante e che anche in alcune piazzette e giardini non si è provveduto al ripristino della vegetazione e al suo incremento, creando negli anni un impoverimento della quantità di verde".

"Ciò - spiega - ha determinato non solo l’attuale rapporto verde/abitante tra i più bassi d'Italia, ma anche un peggioramento dell'estetica e del decoro dei luoghi, dove sovente sono allocati i ceppi degli alberi rimossi, che contribuiscono a rendere tristemente vuoti i viali e alcune aree dei giardini".

"In più occasioni questa Amministrazione ha dimostrato di preferire il cemento o i giardini cementati al verde e a tutti i benefici ad esso connessi, infatti, nonostante le numerose sollecitazioni ricevute, il Comune non ha ancora censito gli alberi presenti in città, compresi quelli monumentali.

Infine,  non ha ancora recepito la proposta della Consulta per l'Ambiente che ha lavorato alacremente alla elaborazione del "Regolamento del verde pubblico e privato", conclude Simone.

martedì, settembre 12, 2017

Ilva, 'Genitori tarantini' scrivono a Ministro De Vincenti: "Offensivo su piano Arcelor Mittal, si dimetta"

TARANTO - Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta dei 'Genitori tarantini' indirizzata al Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti.

Dottor Claudio De Vincenti, Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno,
le sue affermazioni sul piano ambientale presentato dalla cordata Arcelor Mittal Marcegaglia per l’Ilva (“… è il più avanzato al mondo.”) non solo offende ancora una volta la comunità tarantina, ma sembra voler deridere, ridimensionare, addirittura annullare le osservazioni del tutto negative di Enti civici, Arpa Puglia, Ordini professionali, Sindacati, Associazioni, Rappresentanze politiche.
Lei, noto in tempi non così lontani per la sua “sensibilità”, per la sua “attenzione alla salute pubblica”, sembra affannosamente impegnato, alla pari dei suoi predecessori, a garantire il funzionamento di un’industria altamente nociva per la stessa salute pubblica, conducendo i tarantini tutti verso il baratro, pronto ad assestare il definitivo spintone che li faccia precipitare, risolvendo i problemi più grossi di questa nazione.
Non le interessa la conta dei malati, dei morti; non le interessano le percentuali di disoccupazione galoppanti, no. Come Ministro del Mezzogiorno vuole forse interessarsi del Mezzogiorno? Non esiste! Non in Italia.
“Il piano ambientale presentato dalla cordata Arcelor Mittal Marcegaglia per l’Ilva è il più avanzato al mondo.” Crediamo sia un nostro diritto ascoltare le sue argomentazioni. Venga, quindi, a Taranto, venga a spiegare ai tarantini, punto per punto, perché ritiene tale questo piano ambientale. Venga a farlo all’aperto, nel quartiere Tamburi, magari durante un Wind day. La ascolteremo con le orecchie aperte e le mascherine per proteggere le vie respiratorie. Oppure, venga a parlarne nel Cimitero monumentale “San Brunone”, tra i marmi una volta bianchi ed ora rossi di polvere di ferro, tra i campi contaminati dalla diossina, nell’assoluto disprezzo dei nostri morti da parte di una fabbrica e uno Stato indifferenti alle sofferenze di un’intera provincia.
Il suo curriculum parla di pubblicazioni tutte mirate all’economia. Economia. Economia. Economia. Una parola che sembra racchiudere tutto, a che non dice niente. Per esempio, quale economia si regge su malattie e morti?
Tuttavia, vorremmo prendere il buono che intravvediamo nella sua affermazione.
Se il piano presentato dalla cordata Arcelor Mittal Marcegaglia (“… il più avanzato al mondo.”) è così aspramente criticato da tutti gli attori chiamati a valutarlo, due sono le strade che lei può percorrere.
Come buon ministro, può definitivamente affermare che la strada giusta porta alla chiusura dell’industria e al ricollocamento del personale impiegato, ricevendo il plauso del popolo sovrano; al contrario, può infischiarsene e continuare sulla strada della strage di connazionali, dell’impoverimento di parte del territorio italiano, del futuro negato. In questo caso, parafrasando le sue parole, lei potrebbe apparire come il peggior ministro del mondo e per questa ragione pretenderemmo le sue scuse e le sue dimissioni.

Genitori tarantini

venerdì, settembre 08, 2017

Amianto a Lecce, "l'immensa tettoia di eternit del deposito delle Sud Est"

LECCE - Lo “Sportello dei Diritti” è intervenuto più volte anche a livello nazionale continuando a segnalare il persistere del problema “amianto” in ogni angolo del Paese. Il fatto più grave è che il fenomeno non continua a riguardare solo strutture private e che per natura sono più difficili d’individuazione e quindi anche ai fini dell’obbligatoria bonifica, ma pure quelle pubbliche o che appartengono ad enti che hanno rilevanza pubblicistica. Questa volta alcuni utenti ci hanno segnalato l’enorme tettoia collocata al di là dei binari della “Stazione centrale” di Lecce e che dovrebbe essere a copertura di una porzione di un deposito delle Ferrovie del Sud Est che incombe con la sua maestosità, ma anche con la sua struttura in eternit, proprio sull’area densamente trafficata dai passeggeri.

Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, oltre a costituire un poco edificante biglietto da visita per la città perché posta ad uno dei suoi ingressi principali per gli afflussi turistici, denota comunque una sua pericolosità intrinseca per il materiale da cui è composta. È evidente, quindi, che in assenza d’interventi da parte della proprietà, debbano essere l’ASL ed il Comune di Lecce ad effettuare le verifiche e se del caso ordinarne la bonifica.

mercoledì, settembre 06, 2017

"No alle trivelle nei mari pugliesi: la Regione impugni subito le due autorizzazioni ministeriali"

BARI - Una nota del consigliere Mino Borraccino, presidente della II Commissione. "La notizia dei due nuovi provvedimenti con i quali il Ministero dell’Ambiente, di concerto con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ha sancito, pochi giorni fa, - dichiara Borraccino - la compatibilità ambientale di due distinti progetti presentati dalla Global Petroleum Limited e dalla Global MED LLC per la prospezione dei fondali marini al largo delle coste pugliesi, al fine di ricercare idrocarburi liquidi e gassosi, rappresenta un nuovo sonoro ceffone che il Governo nazionale infligge al nostro territorio".

"Condividiamo - prosegue Borraccino - la netta presa di posizione assunta, sul punto, dal Governo regionale e sollecitiamo il Presidente Michele Emiliano (che già si è dimostrato, in passato, molto sensibile su questo tema) affinchè la Regione Puglia impugni quanto prima, in tutte le sedi opportune, questi decreti al fine di ottenerne l’annullamento.

Appare evidente che le autorizzazioni ministeriali alle indagini geofisiche rappresentano solo il preludio alle possibili trivellazioni per la coltivazione e l’estrazione di idrocarburi dai nostri fondali in due aree molto vaste, nel Mar Ionio settentrionale e nel Mar Adriatico meridionale: la prima che insiste dinnanzi alle coste del Salento (interessando i Comuni di Tricase, Gagliano del Capo, Ugento, Racale, Alessano, Castrignano del Capo, Taviano, Andrano, Diso, Otranto, Morciano di Leuca, Patù, Tiggiano, Gallipoli, Alliste, Salve, Santa Cesarea Terme, Castro e Corsano) e la seconda dinnanzi alle coste del barese e del brindisino (interessando i Comuni di Giovinazzo, Bari, Fasano, Mola di Bari, Monopoli, Brindisi, Ostuni, Molfetta, Carovigno, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Polignano a Mare).

Crediamo che tutte le istituzioni del territorio, dalla Provincia alla Città Metropolitana di Bari, passando per le Province di Lecce e Brindisi, fino ad arrivare a tutti i Comuni interessati, debbano mobilitarsi e assumere tutte le iniziative del caso, anche giurisdizionali, per contrapporsi a queste scellerate decisioni, rispetto alle quali, è bene precisarlo, la Regione Puglia ha espresso (con delibere di giunta regionale del 2014 e del 2015) pareri sfavorevoli sulla compatibilità ambientale che sono stati semplicemente ignorati dal Ministero e dal Governo centrale.

Crediamo sia necessario opporsi a queste decisioni assunte a Roma sulla testa dei pugliesi e a danno del nostro territorio, rimarcando un messaggio politico chiaro, emerso anche dal referendum sulle trivellazioni dello scorso anno: è nostro dovere difendere con tutti i mezzi e in ogni sede il nostro mare che è una risorsa preziosissima da tutelare e da rilanciare, perché rappresenta una leva imprescindibile per il nostro sviluppo e, soprattutto, per il nostro turismo, come è stato dimostrato anche dai risultati della stagione estiva appena conclusasi.

Come abbiamo ripetuto tante volte, "il petrolio" più prezioso della nostra regione è proprio la bellezza del nostro mare e dei nostri paesaggi, e pensare di deturparlo con lo scempio delle trivelle è inammissibile", conclude Borraccino.

Legambiente Taranto: "Ci siamo rotti i polmoni"

TARANTO - Legambiente Taranto ha presentato nella serata del 4 settembre le proprie Osservazioni alla proposta di Piano ambientale per l’Ilva di Taranto depositata da AM InvestCo Italy srl, trasmettendone copia ai rappresentanti istituzionali del Comune di Taranto e della Regione Puglia.

Il complesso delle Osservazioni, di cui nei giorni scorsi sono stati anticipati alcuni contenuti, costituisce un documento articolato, che sarà illustrato in Conferenza stampa venerdì 8 settembre. Al suo interno, accanto a indicazioni di carattere più generale, trovano spazio precise notazioni e richieste suddivise per argomenti e relative a Innovazione di processo, Valutazione del danno sanitario, Tempi di attuazione, Parchi minerali, Fog cannon, Comparto aria, Wind days, Cokeria, Altiforni, Agglomerato, Acciaierie, Utilizzo acque di raffreddamento e di processo, applicazione Direttiva Seveso, Comparto acque e scarichi a mare, Discariche e bonifiche.

In generale il piano ambientale di AM InvestCo si inserisce in una logica di continuità con il processo produttivo attualmente in essere nello stabilimento senza  presentare proposte di innovazione tecnologica. Si prospetta una sorta di manutenzione straordinaria dello stabilimento lasciando inalterati  processi produttivi e tecnologie di vecchio stampo seguendo una logica  che non offre prospettive né per il futuro produttivo dello stabilimento né per un miglioramento decisivo del rapporto tra produzione, salute e inquinamento. Peraltro una serie di richieste, a partire dalla generalizzata dilatazione delle tempistiche di attuazione e dalla previsione di interventi “alternativi” alla copertura di alcuni Parchi Ilva, costituiscono un grave arretramento anche rispetto al Piano ambientale del 2014: chiediamo pertanto che siano respinte.

La proposta di piano ambientale presentata da AM InvestCo costituisce in buona sostanza un annacquamento dell’AIA in vigore  che, anche se pienamente attuata, avrebbe comunque comportato la persistenza di rischi sanitari per una popolazione di circa 12.000 residenti a Taranto in base alla Valutazione del Danno Sanitario effettuata da ARPA Puglia, ASL Taranto e Ares, che crediamo non possa in alcun modo essere ignorata ed alle cui risultanze vanno tassativamente uniformati sia il Piano Ambientale che il Piano industriale.

Riteniamo pertanto che la capacità produttiva complessiva autorizzata di 8 milioni di tonnellate/anno di acciaio non possa che essere fortemente ridotta in assenza di innovazioni tecnologiche nel processo produttivo capaci, anche con profonde modifiche impiantistiche, di eliminare o ridurre drasticamente l'impatto ambientale e sanitario dello stabilimento.

Le criticità ambientali e sanitarie del territorio tarantino impongono l’adozione di interventi  volti  a ridurre drasticamente e nei tempi più celeri i flussi di massa e le concentrazioni dei vari inquinanti immessi nell'ambiente. A queste indicazioni  pensiamo occorra attenersi se si vuole evitare che il futuro ripercorra le strade del passato e ne riproduca i drammi. Così in una nota Legambiente Taranto.

martedì, settembre 05, 2017

Bari, sottoposta a sequestro una discarica abusiva


BARI - Nell’ambito dei servizi di vigilanza e controllo del territorio da parte della Polizia municipale, nella giornata di ieri è stata individuata un’area incolta, utilizzata come discarica abusiva di rifiuti speciali non pericolosi.

Sul terreno di circa 2000 metri quadri, che si trova a Carbonara in località Lamacchia, sono stai ritrovati numerosi cumuli di scarti edilizi da demolizione, monitor di pc, vecchie slot machine, macchine da caffè abbandonate, resti di carrozzeria d’auto, mobili in disuso, legname di vario genere, bustoni in PVC contenenti alghe marine, guaine di cavi elettrici e una carcassa di un’autovettura Audi completamente bruciata, priva di motore e con telaio illeggibile.

L’area è stata sottoposta a sequestro giudiziario per i reati di discarica abusiva e combustione illecita di rifiuti, secondo quanto previsto dagli articoli 256 co° 3 e 256 bis del codice dell’Ambiente. Sono in corso ulteriori indagini da parte della Polizia giudiziaria competente.

“Devo ringraziare ancora una volta la Polizia municipale - ha commentato l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli - per aver portato a termine una delle tante operazioni finalizzate a contrastare il fenomeno delle discariche a cielo aperto. L’ennesimo sequestro di un terreno in quella zona dimostra che l’amministrazione è particolarmente attenta a ciò che accade in quelle strade e in quelle aree di campagna, troppo spesso oggetto di roghi che generano fumi dannosi per la salute dei cittadini e tutto il territorio circostante. Infatti, quei rifiuti, abbandonati probabilmente a seguito di un’attività illecita, quasi certamente sarebbero stati interamente bruciati di lì a poco. Per questo non intendiamo abbassare la guardia: attraverso il pattugliamento degli agenti di Polizia municipale continueremo a esercitare un controllo capillare sul territorio cittadino e a tenere alta l’attenzione su questo tema”.

lunedì, settembre 04, 2017

Nuove ricerche petrolifere al largo del Capo di Leuca. "Giù le mani dal nostro mare"

BARI - Il Ministero dell’Ambiente ha rilasciato due permessi di ricerca di idrocarburi nei mari pugliesi: il primo a largo di Bari "d 80 F.R-.GP" della Global Petroleum Limited e il secondo a largo di Leuca "d 89 F.R-.GM" della Global MED LLC. Nel frattempo il Ministero dei beni culturali rilascia parere favorevole anche ad un altro permesso di ricerca in procedura VIA, della Global MED LLC. "d 90 F.R-.GM" sempre a largo di Leuca. Sull’argomento interviene il deputato pugliese Diego De Lorenzis, componente del M5S in Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni alla Camera.

“Vergogna!” - dichiara il deputato M5S - “Questi provvedimenti favorevoli ai petrolieri sono l’evidenza che i partiti che ci hanno governato negli ultimi 30 anni sono asserviti alle lobby degli idrocarburi. Nel corso di questi decenni tutti i Governi hanno approvato leggi per consentire l’assalto ai nostri mari e i petrolieri festeggiano!”

Le ricerche di idrocarburi verranno eseguite con il micidiale sistema di Air-Gun. In caso di ritrovamento di idrocarburi, si potrà procedere a nuovi procedimenti per trivellare il mare.

“Sono a rischio” - aggiunge Diego De Lorenzis - “l'ambiente e quindi le attività economiche sostenibili come pesca e turismo. Per questo, i Comuni, la Provincia di Lecce e la Regione Puglia devono ricorrere al TAR contro le autorizzazioni prima di 60 giorni. Bisogna prendere tempo per arrivare alle elezioni: un eventuale Governo del Movimento 5 Stelle sarebbe l'unico in grado di bloccare definitivamente questa assurda politica energetica.”

“L’Italia regala le proprie risorse ai petrolieri, grazie alla miopia e alla collusione della politica con le lobby, mentre potrebbe anticipare tutti i Paesi Europei con un graduale azzeramento dell'utilizzo degli idrocarburi così come prevede il piano energetico nazionale del M5S votato dai cittadini italiani attraverso il raggiungimento della sostenibilità e dell’indipendenza energetica, mediante la chiusura immediata delle centrali a carbone e delle trivellazioni petrolifere e un abbandono entro il 2040 dell'uso del petrolio e dei suoi derivati.” - conclude Diego De Lorenzis del M5S.

In una nota il Presidente del Gruppo consiliare Articolo 1 – MDP, Ernesto Abaterusso, commenta la vicenda.  “La notizia - dichiara Abaterusso - secondo cui ancora una volta le società petrolifere intendono concentrare le loro attenzione sul mare pugliese, in particolare quello del Capo di Leuca, lascia increduli e provoca grande rabbia e sconcerto.
È vergognoso constatare come, nonostante la voce sollevata in più di una occasione dalle comunità, dagli enti locali e dalle associazioni, il Governo faccia orecchie da mercante e continui ad accogliere richieste di ricerche di petrolio in una zona dal ricco patrimonio paesaggistico e ambientale, che ha scelto da tempo di fare del mare, della pesca e del turismo un volano di sviluppo per la propria economia.
E ancor più vergognoso - prosegue - è vedere come importanti rappresenti del Governo, espressione di questo territorio, preferiscano tacere sull’argomento piuttosto che alzare la voce e battere i pugni nelle sedi opportune. Una domanda per la vice Ministra Bellanova: sta con il Governo che sta svendendo il nostro mare ma le garantisce la conservazione della sua ricca poltrona? O sta con il Capo di Leuca? E i sindaci salentini bellanoviani che organizzavano le catene umane a difesa del nostro mare? E il consigliere regionale Sergio Blasi? Sono stati tutti messi a tacere?
E che cos’hanno da dire - spiega - tutti i parlamentari salentini per ribadire il fermo No a un’attività che rischierebbe di impattare pesantemente sull’ambiente, l’ecosistema così come sulla nostra economia?
La Regione intervenga presso il Governo e il Ministero per bloccare questo progetto sciagurato e con esso ogni possibile futuro attacco da parte delle ditte petrolifere. Lo ritengo un atto dovuto per un territorio che ha scelto di investire su altro e che da queste prospezioni non ci guadagnerebbe niente, men che meno ci guadagnerebbero i cittadini.
Se poi c’è chi pensa di poter sfruttare così il nostro mare e il nostro territorio, senza alcun rispetto delle posizioni assunte e senza alcuna interlocuzione con i territori, troverà da parte dei cittadini pugliesi la più ferma opposizione”, conclude Abaterusso.

Aria Taranto, Labriola: "pulita solo quando piove, intervento immediato su copertura parchi"

TARANTO - “La pioggia delle scorse ore ha per così dire ripulito il cielo di Taranto, sul finire di un’estate in cui la popolazione ha dovuto fare i conti, per l’ennesima volta, con le polveri dell’Ilva, che anche grazie al forte vento hanno ricoperto e avvelenato la città. Inutile stupirsi ora del colore dell’acqua delle pozzanghere, di fronte a un’emergenza che vive trecentosessantacinque giorni l’anno, che vede i nostri marciapiedi, i nostri balconi, i nostri giardini cosparsi di polvere mortale, situazione che ben poco sembra interessare il governo nazionale, primo responsabile degli inaccettabili ritardi nella copertura dei campi primari dell’acciaieria. La prossima settimana, in sede di commissione Ambiente alla Camera dei Deputati, incontreremo i commissari dell’Ilva, chiedendo loro spiegazioni sull’emergenza ambientale legata alla mancanza di accorgimenti fondamentali, copertura dei campi in primis. L’audizione, ottenuta anche grazie alla determinazione del gruppo di Forza Italia, dovrà rappresentare un momento di svolta. Basta rimandare a tempo indeterminato scelte che sono già in ritardo di anni”, lo dichiara l’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia.

“La città soffre, i nostri bambini, le nostre famiglie, hanno più possibilità di ammalarsi delle persone che vivono altrove – prosegue Labriola –. Serve un impegno concreto da parte dello Stato, in principal modo nei confronti delle fasce più deboli della popolazione. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella assuma consapevolezza del dramma vissuto dal capoluogo ionico, e incontrando gli studenti tarantini in occasione dell’inizio dell’anno scolastico, il prossimo 18 settembre, porti loro un impegno concreto nella direzione del cambiamento. Si tratta di quegli stessi ragazzi che non possono giocare liberamente nei campi di calcio o frequentare i giardini pubblici nei giorni di wind day. E' il momento di restituire libertà e diritto alla salute alla nostra gente”.

venerdì, settembre 01, 2017

Tap, M5S domenica a San Foca per ribadire 'No' al gasdotto

LECCE - Si concluderà domenica 3 settembre al lido di San Basilio a San Foca il Tour 2017 “Giù Le Mani dal Nostro Mare”, che ha visto portavoce regionali e nazionali ed europarlamentari del M5S incontrare i cittadini sulle spiagge pugliesi per informare e sensibilizzare su tematiche importanti come la tutela dell’ambiente e del mare.

A San Foca, sede scelta per l’approdo del TAP, si ribadirà il No ai gasdotti.

“Sul Tap ho presentato diverse interrogazioni alla Commissione Ue - dice Rosa D'Amato, portavo M5S al Parlamento europeo - Ho protestato chiedendo le ragioni della deroga che la Commissione europea ha concesso per ben due volte a TAP AG, deroga a nostro avviso in contrasto con la Direttiva 2009/73/CE. Ho chiesto che, proprio nel nome delle leggi Ue, si tutelassero posidonia e ulivi messi a rischio dal gasdotto. Ho proposto, con il sostegno del MoVimento, la candidatura del Comitato No Tap Salento Acquarica-Vernole all"European Citizen's Prize 2017, il premio per il cittadino europeo dell'anno promosso dal Parlamento Ue. Infine, lo scorso luglio, ho presentato una nuova interrogazione in cui ho portato all’attenzione della Commissione il parere su corruzione e possibili frodi legate al TAP elaborato dal giudice onorario della Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato”.

Il Tap va fermato. Se davvero si vuole decarbonizzare la Puglia bisogna puntare esclusivamente sulle fonti energetiche pulite e non sul gas come vorrebbero Renzi ed Emiliano.

Sulla spiaggia di San Foca sarà anche allestito un gazebo dove sarà possibile sottoscrivere la petizione a tutela dell’acqua dell’invaso del Pertusillo. “Sul Pertusillo - aggiunge D'Amato - sto facendo pressioni da mesi sulla Commissione europea. A seguito di un’interrogazione mia e del collega Pedicini del febbraio scorso, Bruxelles ci ha risposto dicendo di non avere ricevuto informazioni sulla contaminazione del lago e che avrebbe richiesto chiarimenti alla autorità italiane. Ecco perché, a luglio, ho chiesto di nuovo lumi all’Ue affinché renda noti tali chiarimenti, garantendo il rispetto del diritto umano all'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari”.

Mobilità sostenibile, M5S: "Presto bando per accedere a contributi per l’installazione di punti di ricarica domestica per veicoli elettrici"

BARI - La Giunta Regionale con la deliberazione n.1141, approvata lo scorso 11 luglio, ha definito le modalità per accedere ai contributi per l'installazione di punti di ricarica domestica, alimentati da energia elettrica 100% Green, ossia interamente prodotta da fonti rinnovabili, per veicoli elettrici. Si esprime in merito il consigliere del M5S Antonio Trevisi: “Siamo contenti  - dichiara il pentastellato - che la Giunta abbia dato finalmente attuazione alla proposta in materia di mobilità sostenibile, da me introdotta con un emendamento alla legge di stabilità regionale 2017, con la quale è stato stanziato un importo pari a 50.000 al fine di incentivare tali interventi. La Giunta ha disposto che i contributi saranno erogati per mezzo di un avviso pubblico non appena saranno individuati gli spazi finanziari necessari”.

La proposta prevede che il contributo verrà erogato a fondo perduto, fino all'80% delle spese di intervento, per un importo massimo di 1.500 euro per intervento ammesso, in favore di privati cittadini e condomini. In particolare, saranno ammesse a contributo le spese per l’acquisto e l’installazione di punti di ricarica domestica per veicoli elettrici (wall box/colonnina), comprese le spese relative a piccoli interventi edilizi finalizzati all’installazione degli stessi. È ammesso il finanziamento di una colonnina con più prese. Ciascun richiedente, privato cittadino o condomini, potrà presentare istanza di contributo per un solo punto di ricarica. La proposta è in linea con la strategia del M5S in materia di ambiente ed energia volta alla diffusione dell’utilizzo di combustibili alternativi e alla produzione di energia completamente slegata dal ricorso alle fonti fossili.

“L’intervento da noi proposto - continua Trevisi - conciliando l’utilizzo di veicoli elettrici e l’autoproduzione di energia da fonte rinnovabile per la ricarica degli stessi, contribuirà allo sviluppo della mobilità sostenibile, favorendo la diffusione di veicoli privati a trazione elettrica e la conseguente riduzione dell’inquinamento atmosferico. Lo sviluppo delle reti infrastrutturali è particolarmente utile nelle aree urbane più popolose e in cui si verificano i maggiori spostamenti casa – lavoro. Auspichiamo – conclude – che la Regione provveda ad approvare il prima possibile l’avviso pubblico”.

giovedì, agosto 31, 2017

Incuria ed abbandono, il degrado nel quartiere Leuca

di MARIO CONTINO - A solo 10 minuti dal bellissimo centro di Lecce, ogni giorno frequentato da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo, è possibile imboccare Via Vecchia San Cesario, un arteria stradale secondaria, ma ampia e molto frequentata, che si inoltra nel rione “Aria Sana”. Ciò che caratterizza questa via è che la stessa è costeggiata da due vasti campi incolti e, purtroppo, rappresentanti un pericolo per la comunità.

Questi campi sono l'habitat naturale di roditori, una miriade di insetti ed i loro predatori naturali, ossia rettili, tra i quali pericolosi serpenti, il tutto a pochi metri delle abitazioni, perché occorre sottolineare che la zona in questione ricade nel centralissimo e movimentato quartiere Leuca.

Nella zona bisogna poi fare i conti con il ben più pericoloso fenomeno degli incendi, infatti in primavera questi campi si riempiono di erbaccia che raggiunge facilmente il metro e mezzo di altezza. Questa in estate secca ed il paesaggio assume un colore paglierino che cela numerose insidie. Puntualmente, tra Luglio e Agosto, l'intera zona si incendia (o viene incendiata da qualche piromane senza scrupolo né cervello), le fiamme raggiungono altezze di diversi metri, via San Cesario e la stessa Via Vecchia san Cesario, vengono invase dal denso fumo che rischia di provocare numerosi incidenti alle numerose autovetture che vi transitano. Le fiamme arrivano a minacciare le ville ed i palazzi che fanno da confine a questa improvvisata e mal gestita "piccola savana”, tanto da rendere necessario l'intervento dei vigili del fuoco.

L'intera zona conserva due splendidi monumenti storici, lasciati al degrado e all'incuria e che, purtroppo, rappresentano un pericolo effettivo in quanto evidentemente a rischio di crollo.
Mi riferisco alla torre colombaia denominata “Aria Sana” e all'antica masseria posta a pochi metri da essa, entrambe certamente da considerare come edifici storici appartenenti ad un unico antico complesso. Databili tra XVI - XVII sec., questi edifici rappresentano gli ultimi esempi di architettura pre-cittadina, e invece di essere valorizzati, preservati, mostrati come un gioiello da custodire gelosamente, sono entrambi in stato di abbandono, in balia dei vandali e dell'ignoranza.

Probabilmente proprio la presenza dell'antica torre impedisce, o scoraggia, l'espansione urbana nella zona, questo però non dovrebbe far abbassare la guardia, potrebbe essere solo questione di tempo prima che gli edifici crollino sui ragazzi che spesso si recano nei pressi degli stessi, incuranti del grave rischio.

Questi campi diventano anche punti di smaltimento dei rifiuti urbani, infatti molti gettano buste colme di ogni nefandezza, incuranti della raccolta differenziata attuata in città e, dei gravi rischi per l'ambiente e per l'intera cittadinanza.

Ci auguriamo che le istituzioni adottino immediatamente una posizione preventiva del danno, e non una successiva corsa alla scusa, che risulterebbe ridicola in relazione ai tanti articoli giornalistici che denunciano una situazione che sempre di più appare insostenibile. Si potrebbe auspicare un piccolo miracolo, un intervento che possa trasformare un area in degrado in un parco pubblico con alberi, siepi, panchine, illuminazione idonea, una vera e propria opera di riqualificazione che, oltre a debellare il decadimento urbano, servirebbe da polmone verde in grado di contrastare l'alto tasso di inquinamento, purtroppo presente in città.

mercoledì, agosto 30, 2017

Ilva, Ue risponde a M5S: "Pronti ad avviare indagine antitrust su acquisto AncelorMittal"

ROMA - La Commisione Ue "analizzerà la transazione tra AncelorMittal e ILVA per stabilire se la concentrazione impedisce una concorrenza effettiva in ogni mercato in cui queste compagnie operano". E' quanto dichiara la commissaria Ue alla Concorrenza Margarethe Vestager rispondendo a una lettera dell'eurodeputata del MoVimento 5 Stelle Rosa D'Amato. Nella lettera, l'europarlamentare tarantina chiedeva all'Ue novità sullo stato di avanzamento dell'indagine sugli aiuti di Stato concessi all'Ilva e di fare chiarezza sulle misure che intende attuare, da un lato, per evitare il superamento delle quote di mercato europeo da parte della cordata che ha acquistato lo stabilimento e, dall'altro, per garantire la realizzazione delle opere di ripristino e bonifica ambientale sulle aree dello stabilimento, sia quelle riguardanti la nuova cordata che quelle escluse dall'acquisto.

"La Commissione conferma che l'acquisizione da parte di AncelorMittal sarà oggetto di una indagine, visto che con l'ILVA arriverà a possedere un terzo del mercato europeo - dice D'Amato - Vedremo come andranno le indagini. Bruxelles, in risposta alla nostra lettera, ribadisce l'impegno a garantire il rispetto delle norme Ue in materia ambientale, dentro e fuori l'area oggetto dell'acquisto, dunque l'attuazione delle opere di ripristino e bonifica".

"Certo, tali impegni non ci bastano - conclude D'Amato - L'operazione AncelorMittal non risolverà i problemi di Taranto. L'unica soluzione è la chiusura dello stabilimento, la riqualificazione professionale e il ricollocamento  dei lavoratori dell'impianto e la riconversione produttiva del territorio. Gli operai Ilva, opportunamente riqualificati, potrebbero lavorare proprio nelle opere di bonifica. E in questo quadro di rilancio delle variegate potenzialità del territorio si aprirebbero nuove opportunità per l'occupazione e per uno sviluppo sostenibile della realtà tarantina. E' su questo piano che lavoriamo da anni e continueremo a farlo. L'Ue potrebbe essere d'aiuto, se solo aprisse gli occhi invece di stare a guardare gli strampalati e inutili tentativi di salvataggio dell'ILVA".

martedì, agosto 29, 2017

Bari, Fibronit: demolito il primo edificio e il torrino


BARI - Questa mattina il sindaco Antonio Decaro ha effettuato un sopralluogo sul cantiere della bonifica della Fibronit per verificare l’andamento dei lavori. Nello specifico, in questi giorni sono in corso le operazioni di spostamento della tensostruttura che ricopre gli edifici che dovranno essere abbattuti. Terminati gli interventi di demolizione del primo edificio (D) e del torrino, si procederà con l’abbattimento dell’immobile C per poi proseguire con gli altri capannoni.

“Dopo due mesi, siamo tornati sul cantiere per seguire l'avanzamento dei lavori di bonifica - spiega il sindaco Decaro -. Il 20 giugno scorso siamo stati qui per assistere all’avvio della demolizione del primo muro della ex fabbrica della Fibronit e veder crollare un pezzo tra i più tristi della storia della nostra città. Oggi siamo di nuovo nell'area della ex Fibronit, senza tute e senza maschere facciali con filtri, perché il sito è stato completamente bonificato e l’aria è pulita e sicura. Oggi il capannone D e quel maledetto torrino, che tanta paura faceva alla città per il rischio di crollo in casi di forte vento, non esistono più: ora è in corso lo smontaggio della tensostruttura di protezione che sarà rimontata sul capannone C per consentire analoghi interventi di demolizione".

"Con l’abbattimento di questi edifici - prosegue - e con il prosieguo della bonifica, già completata a sud, sconfiggeremo il mostro che tanto male ha fatto alla città di Bari, dando nuova vita a questo luogo con un grande parco urbano. Nei prossimi giorni, vorrei tornare in questo cantiere con il presidente della Regione Michele Emiliano per effettuare un sopralluogo sulle aree a sud già bonificate, e cominciare a programmare gli interventi per la realizzazione del parco della vita che sorgerà al posto della fabbrica della morte, costata la salute a centinaia di cittadini baresi.

Gli edifici e i lavori di bonifica dovrebbero concludersi nel giro di un anno ma la nostra intenzione, se otterremo le necessarie autorizzazioni dalla Asl e dal Ministero, è quella di cominciare con le attività per la realizzazione del parco in parallelo al proseguo degli interventi di bonifica in corso”.

Nel frattempo i lavori del cantiere proseguono anche nella restante parte del sito: nella zona nord, infatti, si sta lavorando al consolidamento del muro di confine con via Caldarola con elementi prefabbricati che serviranno a contenere le spinte provenienti dal terrapieno e dal pacchetto di confinamento che è in corso di realizzazione.