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martedì, marzo 28, 2017

Ambiente, Puglia +28% di RAEE riciclati nel 2016 da Ecolamp

MILANO – Sono poco meno di 3.000 le tonnellate di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE ) che Ecolamp ha avviato a corretto trattamento in tutta Italia nel 2016. In particolare la categoria R5 (sorgenti luminose) ammonta a 1.839 tonnellate mentre sono 1.146 le tonnellate di rifiuti del raggruppamento R4 (elettronica di consumo, piccoli elettrodomestici e apparecchi di illuminazione) che il consorzio non-profit, specializzato nei RAEE di illuminazione, ha gestito lo scorso anno.

Cinque regioni raccolgono il 66% del totale - Dal punto di vista geografico Lombardia, Veneto e soprattutto Emilia Romagna rappresentano le prime tre regioni nella raccolta di lampadine esauste, totalizzando rispettivamente 474 (Lombardia), 246 (Veneto) e 178 tonnellate (Emilia Romagna). Per l’Emilia Romagna il balzo in classifica, rispetto ai dati del 2015, è notevole: passa dal quinto al terzo posto, registra un +13% su base annua e un incremento della propria raccolta pari a 20 tonnellate. Seguono con dati altrettanto eccellenti il Piemonte con 162 tonnellate e il Lazio con 154. Le prime cinque regioni, con un totale di 1.214 tonnellate, coprono quindi il 66% del totale della raccolta Ecolamp di sorgenti luminose nel 2016.

Migliora la raccolta al Centro e al Sud: Puglia +28%, Umbria +21% - Ci sono diverse altre regioni che mostrano importanti segnali di crescita nella raccolta di sorgenti luminose. Il più consistente del 2016 è quello registrato dalla Puglia, che passa dal decimo posto in classifica nel 2015 (61 tonnellate) al settimo nel 2016 (78 tonnellate), con un incremento del 28% su base annua. Anche l’Umbria sale di una posizione: la regione del Centro Italia passa dalle 21 tonnellate del 2015, alle 26 tonnellate del 2016, segna un positivo +21% e si assesta alla quindicesima posizione. Scalano la classifica anche le Marche, passando dall’undicesima alla nona posizione, e il Friuli Venezia Giulia, che dal dodicesimo sale al decimo posto nel 2016. E per quanto riguarda le Province? Milano resta saldamente in testa con oltre 125 tonnellate, seguita a breve distanza da Roma con 120 e Torino con 87.

Le sorgenti luminose:+6% i conferimenti dei cittadini - 834 tonnellate di lampade esauste raccolte da Ecolamp nel 2016 provengono dai servizi volontari messi a disposizione dal Consorzio per i professionisti del settore illuminotecnico, pari ad una quota del 45% del totale. Mentre la parte più consistente, il 55% , arriva dai 1860 Centri di Raccolta assegnati ad Ecolamp su tutto il territorio nazionale: prevalentemente dedicati ai conferimenti dei privati cittadini, hanno permesso di avviare a trattamento lo scorso anno 1.005 tonnellate di sorgenti luminose, segnando un aumento del 6% rispetto al 2015.

“I risultati che Ecolamp ha raggiunto nel 2016 sono senza dubbio positivi e non soltanto per le quantità di RAEE raccolte e trattate. - Dichiara Fabrizio D’Amico, direttore generale di Ecolamp - Anche il livello qualitativo garantito dal consorzio è infatti in continuo miglioramento: nel 2016 la puntualità dei nostri ritiri presso i Centri di Raccolta ha raggiunto il 98,99%, mentre il tasso di recupero di materiali, derivante dal trattamento delle lampadine, è arrivato a superare il 97%. Sono numeri che vengono dall’impegno e dalla professionalità di tutti coloro che operano con il consorzio e che premiano i produttori che hanno deciso di affidare ad Ecolamp la propria conformità alla normativa RAEE, ottenendo dalla corretta gestione dei rifiuti d’illuminazione importanti risorse, nell’ottica di un’Economia Circolare davvero efficace.”

lunedì, marzo 27, 2017

Tap, cantiere bloccato. "Continua la resistenza a San Foca"

LECCE - Continuano i sit-in e le manifestazioni al cantiere TAP di Melendugno. Sull’argomento interviene il deputato Diego De Lorenzis, componente del M5S in Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni alla Camera, presente già da questa mattina alle 7:00 al cantiere.

“Non ci sono giustificazioni per questo scempio!” - dichiara il deputato - “Il manager di TAP, il dott. Quaranta, non è mai venuto agli incontri che si sono svolti in questi giorni con la cittadinanza e i sindaci, salvo oggi, quando c’era la televisione nazionale, continuando a diffondere rappresentazioni della realtà, Questo gas non serve agli italiani, l’Europa aveva delle alternative ma è stato il Governo colluso del PD ha dare l’assenso. E’ evidente, c’è qualcuno che con questa opera sta facendo i propri interessi!”

“Il Prefetto” - continua il deputato - “dopo la nostra determinante mediazione dei giorni scorsi, ha sospeso i lavori in attesa dei chiarimenti da parte del Ministero. Ora tocca alla Regione Puglia: i nostri consiglieri in Regione sono riusciti a far approvare una mozione che impegna la giunta guidata da Emiliano a fare ricorso. Abbiamo pochissimo tempo a disposizione, Emiliano smetta di fare campagna elettorale e agisca almeno per una volta per difendere il territorio pugliese dalla speculazione del TAP: il ricorso poteva essere depositato il 18 marzo!”

“La mobilitazione va avanti, noi resteremo a fianco dei cittadini in difesa dei nostri ulivi e della nostra terra. È assurdo” - conclude De Lorenzis - “espiantare degli ulivi senza che ci sia un progetto esecutivo approvato cioè togliere gli alberi e poi non avere le autorizzazioni per avviare il vero cantiere!” .

sabato, marzo 25, 2017

No Tap, 27 marzo marcia pacifica M5S a San Foca

LECCE - Lunedi 27 marzo mattina a partire dalle ore 7.00 alcuni parlamentari e consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle pugliese tra cui, Daniela Donno, Barbara Lezzi, Diego De Lorenzis, Francesco Cariello, Antonella Laricchia, Antonio Trevisi, Cristian Casili, insieme ai consiglieri comunali del M5S e tanti cittadini, associazioni e comitati  si incontreranno vicino l'EuroGarden Center, sulla strada provinciale 145 all'ingresso di San Foca, per una marcia di protesta pacifica verso il presidio No TAP di fronte all'area di cantiere nel quale lunedi scorso sono stati espiantati oltre 30 alberi di ulivo.

Al termine della marcia pacifica ci sarà una assemblea pubblica nel corso della quale i portavoce cinquestelle informeranno la cittadinanza in merito alle motivazioni di contrarietà al gasdotto TAP.

“Questa manifestazione - spiegano i cinquestelle - sarà anche l'occasione per invitare il presidente Emiliano ad intraprendere al più presto ogni azione utile per fermare l’espianto degli ulivi e ad opporsi con fermezza alla missiva del Ministero dell’ambiente con la quale appaiono essere state violate le competenze regionali; un intervento chiesto ufficialmente dal Consiglio regionale che solo pochi giorni fa ha approvato una nostra mozione in merito. TAP sospenda i lavori fino a quando non sarà chiarito se esistano o meno le autorizzazioni necessarie  a procedere. Invitiamo i cittadini  - concludono - e tutti i rappresentanti istituzionali anche di altre forze politiche ad unirsi alla nostra manifestazione pacifica. Le  battaglia di civiltà e buon senso a tutela del nostro territorio e del nostro paesaggio non hanno e non devono avere colore politico”.

venerdì, marzo 24, 2017

A Bari l'Earth hour del Wwf Levante Adriatico

BARI - Sabato 25 marzo 2017 torna l’Earth hour, l’Ora della Terra, la mobilitazione planetaria promossa dal Wwf Internazionale per la sensibilizzazione alle problematiche legate ai cambiamenti climatici. A rilanciarla sul territorio barese sarà l’O.a. Wwf Levante Adriatico. Attraverso tutti i fusi orari, dalle 20.30 alle 21.30, dal Pacifico alle coste atlantiche, l’iniziativa, arrivata alla sua undicesima edizione, vuole coinvolgere a livello globale cittadini e comunità chiedendo loro di spegnere solo per quell’ora l’illuminazione domestica e quella pubblica in luoghi simbolo.

Ad accogliere una grande festa a Bari sarà Piazza del ferrarese. Allo scoccare dell’Ora della Terra si spegneranno le luci e si accenderà la passione di una milonga orchestrata da oltre cinquanta tangheri dell’Accademia stabile di tango argentino Apulia Tango, alla quale chi sarà in grado di reggere il ritmo potrà aggregarsi. Meriti dell’organizzazione vanno anche all’Assessore all’Ambiente del Comune di Bari Pietro Petruzzelli, nonché allo sponsor Caffè del Ferrarese. Quest’anno l’Earth Hour del Wwf Levante Adriatico si arricchisce anche di un evento “Off”, un gruppo autogestito di percussionisti, sempre a partire dalle 20,30, animerà il Molo San Nicola di Bari, N’derr alla Lanz per gli autoctoni, con una jam session.

Tanti i testimonial che hanno aderito alla serrata campagna di comunicazione che va avanti da oltre un mese sui social network. A rilasciare video messaggi di promozione per iniziativa volti noti del cinema, della televisione, del teatro, così come del mondo dell’editoria, pittura e radio, ma anche esponenti del settore olistico e dell’amministrazione pubblica. Video ne sono arrivati dalla Jamaica, Inghilterra e Germania. I contributi di Azzurra Martino, Natalia Angelini, Cesare Veronico, Michele Stella, Wilva, Daniele Condotta e Mariangela Cardone, Michele Salomone, Vittorio Stagnani, Davide Ceddia, Mattia del Campo, Nicola Nocella, Gianluigi Trevisi, Davide De Lucia, Micaela Paparella, Capitani Coraggiosi, Anna Taddonio, Rocky Malatesta, Teresa Petruzzelli e Renzo De Andri, così come tanti altri sono pubblicati sulla pagina evento facebook dedicata “Wwf Levante Adriatico – Earth Hour 2017”.

A coronare tutto il prodigarsi per questa iniziativa la promessa di un incontro tra il Wwf Puglia e l’Assessore regionale allo sviluppo economico della Regione Puglia Loredana Capone per la stipula di una collaborazione in merito alla definizione di una Strategia Energetica Regionale con particolare riferimento agli interventi di promozione dell’efficienza energetica e allo sviluppo delle fonti rinnovabili. Nicolò Carnimeo, Presidente dell’O.a. Wwf Puglia e Delegato regionale del Wwf Puglia: “Riuscire a mutare le nostre abitudini nei gesti quotidiani non è solo un segno di consapevolezza importante sul nostro rapporto con l’ambiente, ma è anche uno dei pochi strumenti che ciascuno di noi ha per imboccare una nuova strada, abbracciare un diverso modello di sviluppo.

Quest’anno poi spegnere la luce per l’Earth hour, oggi è quasi un dovere per testimoniare il nostro dissenso a politiche energetiche mondiali e nazionali che guardano pericolosamente al passato.” Pietro Petruzzelli, Assessore all’Ambiente del Comune di Bari: “Spegnere le luci per accendere un faro sul tema degli sprechi energetici, questo è l'obiettivo dell'amministrazione comunale, che ha accolto con entusiasmo la proposta del Wwf che sabato si svolgerà in uno dei luoghi più frequentati di bari, dove speriamo tantissime persone, anche giovani e giovanissimi, saranno catturati dal buio e anche solo per pochi minuti potranno rivolgere un pensiero a quanta energia elettrica sprechiamo ogni giorno, senza pensare ai danni che alimentiamo sul sistema pianeta".

Storia dell'Earth Hour Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la “grande ola” del buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta, spegnendo monumenti, piazze e strade per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici e si è confermata come evento di forte valenza simbolica, un’occasione per rendere esplicita la volontà di sentirsi uniti in una sfida globale, che nessuno può pensare di vincere da solo ed alla quale nel 2016 hanno aderito 1,23 milioni di persone nei 7 continenti in 178 Paesi e Territori coinvolti. In Italia lo scorso anno sono stati spenti oltre 400 luoghi e palazzi storici grazie all’adesione di istituzioni nazionali e locali. Earth Hour coinvolge cittadini, istituzioni, imprese e testimonial nel cambiamento concreto che può garantire il futuro della vita sul pianeta e il benessere dell’uomo, per limitare il riscaldamento globale e i suoi effetti.

Il 2016 sarà dichiarato l’anno più caldo mai registrato, secondo le prime valutazione di ben 1,3°C (globalmente) sopra la media dell’era preindustriale. Abbiamo avuto una impressionante escalation di record, mese per mese, sia a livello globale che in alcune regioni, tra le quali spicca l’Artico. Gli eventi legati al cambiamento climatico diventano sempre più evidenti e preoccupanti, ma siamo in tempo per evitare che sconvolga gli ecosistemi, le specie e la vita di milioni di persone e delle future generazioni: bisogna azzerare le emissioni di gas serra e scegliere le tecnologie del futuro, quelle rinnovabili ed efficienti. In tal senso Earth Hour è un invito a unirsi per “moltiplicare le energie”.

Nel 2017, l’evento assume ancor maggiore significato dopo che, con la Conferenza ONU sul clima, COP 22, che si è tenuta a Marrakech il 19 novembre scorso, 196 paesi hanno deciso di dare gambe all’Accordo di Parigi, chiedendo ai Governi nazionali e locali, agli investitori e agli imprenditori privati di accelerare la transizione verso la decarbonizzazione e lo sviluppo sostenibile. Occorre porsi obiettivi davvero ambiziosi per la drastica riduzione, da subito, delle emissioni di CO2: questa è la condizione venga vinta la sfida posta dall’Accordo di Parigi (già ratificato da 122 Paesi e in vigore in tempi record), rimanere entro 1,5%° C di aumento medio della temperatura globale rispetto all’era preindustriale.

giovedì, marzo 23, 2017

Malattie amianto, M5S: "Perché non vengono riconosciute da Inail?"

BARI - I consiglieri Gianluca Bozzetti e Antonella Laricchia si esprimono in merito all'audizione in II Commissione del Presidente nazionale dell'Ona (Osservatorio Nazionale Amianto) Onlus richiesta dal Movimento 5 Stelle.

"La brutta notizia è che purtroppo in Puglia c'è una situazione particolare che si distingue per un'incidenza molto più alta di malattie causate dall’amianto. Nella maggior parte dei casi, nonostante la legge sia chiara, si tratta di malattie non riconosciute dall'Inail - spiegano i cinquestelle - ma che vedono poi i lavoratori vincere le cause in sede di giudizio. La buona notizia è che finalmente grazie a noi, oggi le istituzioni hanno iniziato a parlarne ufficialmente, nonostante l’ennesima cronica mancanza del governo regionale anche in seduta di commissione”.

“Abbiamo dunque richiesto - proseguono - di individuare una seconda data per audire contemporaneamente il presidente nazionale dell'Ona, quello regionale dell'INAIL e quello dell'INPS al fine di comprendere le cause a monte di questa situazione. Si tratta di un impegno preso tempo fa anche dal presidente Emiliano durante un incontro con l'osservatorio nazionale amianto - continuano - ma fino ad ora, come al solito, non mantenuto”.

In Puglia sono migliaia i lavoratori che si trovano in questa situazione. Il caso più noto è quello dell'Ilva, ma ce ne sono tanti altri, ad esempio nella Bridgestone.

“Si tratta di una situazione fino ad oggi sottovalutata, per questo abbiamo il dovere di affrontarla senza perdere altro tempo. La Regione - concludono i consiglieri pentastellati - non può continuare a non ascoltare il grido di dolore di tante famiglie pugliesi che chiedono solo giustizia”.

lunedì, marzo 20, 2017

"1500 morti di tumore: strage inaccettabile per Taranto"

TARANTO - Un nuovo, drammatico dato per Taranto: 1500 morti di tumore all'anno. Questo è l'allarmante quadro tratteggiato dall'lstat (Istituto Nazionale di Statistica) ad ulteriore conferma della terribile situazione sanitaria ed ambientale della nostra città. Non solo tumori, ma anche patologie cardiache, respiratorie, endocrine, della riproduzione legate all'inquinamento industriale, come ampiamente dimostrato scientificamente nell'incidente probatorio del processo “Ambiente svenduto”. Così in una nota il candidato sindaco di Taranto Luigi Romandini.

"Tutto questo è inaccettabile - prosegue Romandini -  Occorre fermare gli impianti dell'area a caldo dell'Ilva, sequestrati dalla magistratura nel 2012 perché causano “malattie e morte” negli operai e nei cittadini di Taranto. In questi cinque anni sono state varte ben 10 leggi dello Stato che hanno restituito la facoltà d'uso ad impianti pericolosi che secondo cui la magistratura andavano spenti. Questi provvedimenti non hanno salvato nè la salute nè il lavoro poiché l'Ilva continua a perdere (dai dodici ai sessanta milioni di euro al mese) e 3300 operai sono stati messi in cassa integrazione".

"Ma soprattutto - conclude - dieci decreti non hanno impedito che operai e i cittadini continuassero ad ammalarsi ed a morire. Il Sindaco ha il dovere di intervenire immediatamente per salvaguardare la vita e la salute di tutti i cittadini della nostra bellissima città".

Bari e CoReVe, insieme per la differenziata dal vetro

di NICOLA ZUCCARO - Bari fa il suo ingresso nel "Piano di incentivazione Sud", ovvero in quel nuovo progetto di promozione per la raccolta differenziata del vetro attraverso quella collaborazione - tra l'Amministrazione comunale e CoReVe (Consorzio Recupero Vetro) - che, dopo un biennio di collaborazione, sta maturando i primi frutti al fine di sviluppare e di migliorare sia la raccolta, sia il riciclo del vetro non solo in città ma anche nel resto della Regione Puglia. E' quanto emerso nella mattinata di lunedì 20 marzo dalla conferenza stampa di presentazione della campagna di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza barese e che sarà caratterizzata dall'affissione di adesivi sui contenitori dedicati alla raccolta monomateriale del vetro.

La missione di questa campagna divulgativa consisterà, in particolare, nell'informare i baresi nel corretta corretta differenziazione del composto e troppo spesso confuso negli ultimi tempi, nella fattispecie del promiscuo conferimento di oggetti quali bicchieri (vetro), cristallo (bicchieri e/o altro), stoviglie in ceramica e porcellana, vetroceramiche e pirofile.

Lecce, carcasse di tartarughe spiaggiate

LECCE - L’assessore comunale di Lecce alle Politiche Ambientali Andrea Guido interviene con delle considerazioni sulla questione delle carcasse di tartaruga spiaggiate a San Cataldo. "Questa mattina - dichiara - ho provveduto a chiamare personalmente il Sindaco di Vernole, Luca De Carlo, persona a modo, sempre disponibile. L’amministratore ha già provveduto a segnalare ai veterinari dell’Area C dell’ASL la presenza delle 2 carcasse di tartaruga presenti sull’arenile di San Cataldo e ricadente nel territorio di Vernole.
Sempre questa mattina ho chiamato poi il Comandante della Capitaneria di San Cataldo, Simone Gatto, il quale mi ha riferito di aver già predisposto l’intensificazione dei controlli su tutte le attività sotto costa al fine di arginare il fenomeno della pesca illegale e delle reti abusive.
Ricordo a tutti - spiega Guido - che una carcassa di tartaruga spiaggiata, in quanto trattasi di rettili, non procura pericoli alla salute umana. E che, pertanto, non esistono malattie trasmissibili da una tartaruga, neanche in decomposizione, all’uomo. E per questo motivo non sono sempre previste le autopsie sui resti di questi animali. Ma vi dirò di più. Gli studiosi di biologia ritengono addirittura che è sempre auspicabile che la decomposizione di detti animali spiaggiati avvenga sulla spiaggia, questo per assecondare il ciclo naturale della vita.
Ovvio che si preferisce, per motivi di igiene, decoro e immagine delle nostre spiagge, spendere le 300 euro necessarie allo smaltimento della carcassa e ripulire il tratto di spiaggia interessato nell’immediato.
Ho seguito con attenzione il dibattito che si è sviluppato ieri sera sulla bacheca Facebook del consigliere Gianpaolo Scorrano e ritengo di dover aggiungere alcune informazioni e, allo stesso tempo, tranquillizzare coloro che hanno paura di una recrudescenza del fenomeno dello spiaggiamento delle carcasse di caretta caretta.
Ho avuto modo di sentire il biologo Dott. Giacomo Marzano, responsabile del Centro Tartarughe del Bosco di Rauccio e responsabile del Progetto Nazionale Tartarughe Marine (Chelon) e mi ha riferito che per poter parlare di recrudescenze o vere e proprie epidemie dovremmo contare almeno una trentina di spiaggiamenti di carcasse al giorno. E questo non è il nostro caso. Per fortuna. Possiamo stare relativamente tranquilli.
Relativamente perché, comunque, la moria delle testuggini nei nostri mari è un problema serio che, anche se in questo momento è stazionario, non deve essere sottovalutato.
Torno su questo argomento per ricordare a tutti che sono circa 100.000 le tartarughe che ogni anno muoiono nel mar Mediterraneo per colpa delle attività umane sotto costa. Che una carcassa di tartaruga spiaggiata sul nostro litorale può essere morta dall’altra parte del Mediterraneo e trascinata qui dalle correnti. Le cause sono sempre le stesse: la pesca, la navigazione con barche a motore, gli scarichi civili e industriali, la plastica e i micro frammenti di plastica che finiscono in mare, la presenza degli stabilimenti balneari e delle spiagge attrezzate e, anche, purtroppo, la nostra stessa fruizione estiva degli arenili.
Amici miei, è triste ammetterlo. Ma è così: non solo le nostre attività sotto costa come la pesca con le reti. Non solo le eliche dei motori, gli scarichi dei reflui, spesso dannosi anche se depurati. Non solo le tonnellate di plastica con cui stiamo distruggendo il Mare Nostrum. Anche la nostra presenza in spiaggia concorre in maniera pesante alla diminuzione degli esemplari. Dobbiamo riflettere, infatti, che le tartarughe presenti nel Mediterraneo usano riprodursi depositando le proprie uova sulle nostre spiagge, sistemandole a pochi decimetri di profondità sotto la sabbia, nel periodo compreso tra giugno e agosto. Capirete bene, quindi, che, durante questo range di tempo, anche una semplice passeggiata in spiaggia può compromettere le ulve. Per non parlare poi degli ombrelloni e delle strutture degli stabilimenti balneari.
Con questo non voglio assolutamente puntare il dito contro le attività da spiaggia e la fruizione delle nostre coste. Il turismo e la possibilità di balneazione sono degli argomenti per noi importantissimi. Di vitale importanza oggi per il Salento tutto. Ma una riflessione, almeno, dobbiamo farla, ogni tanto.
Trovare un compromesso deve essere la nostra sfida per il futuro", conclude Guido.

domenica, marzo 19, 2017

Istituita la 'Giornata nazionale del paesaggio'

di DONATO FORENZA - Nell’ambito della valorizzazione e tutela della cultura del paesaggio quale rilevante valenza poliedrica e identitaria del bel Paese e trasmettere alle popolazioni dell’Italia e soprattutto alle giovani generazioni il profondo messaggio che la tutela del paesaggio e lo studio contemporaneo della sua memoria storica costituiscono valori culturali assiomatici ed elemento fondamentale per un uso consapevole del territorio ed uno sviluppo sostenibile, con il Decreto ministeriale n. 457 del 7 ottobre 2016, è stata istituita nello spirito della Convenzione Europea del Paesaggio “La Giornata Nazionale del Paesaggio”.

Le numerose iniziative, formulate e attuate per questa giornata sull’intero territorio nazionale, si inseriscono in una dimensione rilevante e sono emerse quali importanti occasioni per l’analisi dei sistemi paesaggistici e per una nuova riflessione sulla “Cultura del paesaggio”, per la diffusione della conoscenza interdisciplinare del suo significato e la chiara consapevolezza delle possibilità della sua protezione integrata.

In occasione della prima Giornata Nazionale del Paesaggio, indetta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, recentemente, nell’auditorium dell’Archivio di Stato di Bari è stato programmato un incontro con i rappresentanti dell’Associazione Legambiente Puglia sul tema “I paesaggi pugliesi tra tutela e valorizzazione”, con relatori Antonella Pompilio (il direttore dell’Archivio di Stato di Bari), Francesco Tarantini, (presidente dell’Associazione Legambiente Puglia) e di Domenico Delle Foglie (responsabile regionale del Settore Urbanistica e Territorio dell’Associazione Legambiente Puglia) e partecipazione di vari studenti di Bari, impegnati nella realizzazione di progettazione nell’ambito di percorso formativo di Alternanza Scuola-Lavoro nel settore dei Beni Culturali.

venerdì, marzo 17, 2017

Genitori tarantini, seconda lettera al presidente Mattarella

BARI - Riceviamo e pubblichiamo la seconda lettera dei 'Genitori tarantini' indirizzata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Onorevole Sergio Mattarella,
due settimane fa, come Genitori tarantini Le abbiamo inviato una lettera per chiederLe risposte ad alcuni quesiti da noi proposti.
Probabilmente, i componenti la segreteria del Presidente della Repubblica, stipendiati dai cittadini contribuenti, hanno ritenuto priva di valore la nostra richiesta. Abbiamo, quindi, pensato di inviarLe lettere con cadenza bisettimanale con lo scopo di illustrarLe la realtà tarantina (che Lei sicuramente conoscerà) e di porLe sempre nuove domande. Continueremo a farlo finché i suoi collaboratori, ormai esausti, non riterranno di doverLe far leggere una delle nostre lettere, o finché, alla fine del settennato, Lei non lascerà ad altri la Presidenza della Repubblica. Continueremo a porre delle domande al nostro Presidente e continueremo ad attendere quelle risposte che dovrebbero esserci dovute. Continueremo a pretendere dalle più alte Istituzioni dello Stato quel coraggio che è alla base della Giustizia. Questa è la nostra seconda lettera.
Questa volta, vogliamo parlarLe dei “Wind days”, un’allegra iniziativa presa dal Comune di Taranto su sollecitazione della locale ASL.
In previsione di giornate di vento proveniente da Nord/Nord-Ovest (tra Maestrale e Tramontana), un’ordinanza del Sindaco di Taranto richiama i cittadini dei quartieri più vicini alla zona industriale ad attenersi strettamente ad alcune norme comportamentali. Per quello che compete direttamente il Comune di Taranto, come potrà leggere dal comunicato dello stesso che Le alleghiamo, questo si adopera mettendo a disposizione autobus a basso impatto ambientale ed autorizzando la Polizia locale a deviare il traffico veicolare in entrata dal quartiere Tamburi e proveniente dal quartiere Paolo VI.
Nell’ordinanza sindacale potrà leggere anche le misure che, si consiglia, i cittadini dei quartieri interessati devono osservare. Eppure, sembra non interessare a nessuno il fatto che i bambini e gli adolescenti devono comunque andare a scuola, come se fosse possibile arrivare dentro gli Istituti scolastici utilizzando il teletrasporto.
Presidente Mattarella, come Lei ci insegna, il vento altro non è che una manifestazione atmosferica; a Taranto, però, lo stesso vento che spira in tutto il resto del mondo diventa un discrimine. Come in territori di guerra, durante queste giornate ventose vengono limitate le libertà personali dei cittadini, si impone una specie di coprifuoco pur di non disturbare la produzione venefica di acciaio, si limita la normale vita delle famiglie pur di non di non pretendere il rispetto della legge da chi dovrebbe rispettarla.
Presidente Mattarella, la Costituzione impone la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.
Tutelare l’ambiente significa prevenire eventuali danni e non inquinare per poi cercare di bonificare; tutelare la salute dei cittadini significa attuare tutti i dispositivi atti ad evitare problemi alla salute e non avvelenare le persone cercando solo in un secondo momento di curarle.
Tutto questo ci porta alla domanda che desideriamo rivolgerLe: è costituzionale permettere questo stato di cose?
Presidente Mattarella, il Suo più alto incarico è quello di fare rispettare la Costituzione italiana. Per quanto ci riguarda, non chiederne il rispetto equivale a tradirla!
Siamo in attesa di un Suo invito ad incontrarLa, anche solo per parlare dell’infinita bellezza e dell’immensa ricchezza di un territorio considerato ormai “possedimento dello Stato”.

mercoledì, marzo 15, 2017

PeaceLink alla Commissione europea: "A Taranto eccesso di infarti per inquinamento industriale"

TARANTO - PeaceLink ha scritto oggi alla Commissione Europea per aggiornarla in merito a evidenze di gravità estrema che sono emerse a Taranto recentemente e che confermano una situazione sanitaria inaccettabile legata alle emissioni industriali. Lo rende noto PeaceLink in un comunicato.

NAFTALENE NELLE URINE DELLE DONNE
La Commissione Europea da oggi sa che a Taranto le donne urinano naftalene.
Nella lettera si legge: "Il naftalene, fra gli IPA cancerogeni, è la principale emissione in massa della cokeria. Esso è classificato dallo IARC, l’Agenzia Internazionale Ricerca  sul Cancro, fra le sostanze appartenenti al gruppo 2B, ossia fra i cancerogeni possibili. I bambini esposti al naftalene hanno mostrato segni di danno cromosomico, come riportato dalla letteratura scientifica".

WIND DAYS, IMMUNODEPRESSI A RISCHIO
PeaceLink continua a rimarcare non accettabilità del rischio sanitario collegato ai Wind Days.
"La situazione a Taranto, - si legge nella lettera alla Commissione Europea - nonostante la minore produzione dell’Ilva, continua a non essere accettabile dal punto di vista sanitario. Prova ne sono i “wind days”, ossia i giorni di vento dall'area industriale in cui la salute delle fasce della popolazione più fragile è in pericolo (bambini, anziani, cardiopatici, immunodepressi, etc.), come si evince dalle indicazioni precauzionali della ASL che invita ad aprire le finestre nelle ore di minore inquinamento, ovvero tra le ore 12 e le ore 18.

STUDIO FORASTIERE 2016, ECCESSO DI INFARTI
Ma la prova schiacciante che il rischio sanitario sia inaccettabile a Taranto viene dall'aggiornamento dello Studio Forastiere 2016, uno studio epidemiologico che PeaceLink segnala alla Commissione Europea in questi termini:
"L’esposizione alle polveri industriali è responsabile di un +4% di mortalità e di un incremento specifico della mortalità per tumore polmonare del +5%.
Inoltre, alle polveri industriali è associato un incremento del +10% per infarto del miocardio, il che significa che tali polveri producono non solo un impatto a lungo termine (tumore polmonare) ma anche un impatto immediato in quanto gli infarti avvengono, come dimostra lo studio in oggetto, negli stessi giorni in cui si verificano incrementi di polveri sottili provenienti dall’area industriale".

Alla luce di questi dati - concludono Antonia Battaglia, Fulvia Gravame, Luciano Manna e Alessandro Marescotti - "Peacelink chiede quali altre violazioni al diritto comunitario debbano verificarsi affinché la Commissione Europea intervenga a protezione dei cittadini di Taranto e degli operai dell’Ilva".

venerdì, marzo 10, 2017

Taranto wind days, "Inutili limitazioni al traffico. Intervenire su emissioni area industriale"

TARANTO - Il sindaco di Taranto ha deciso di adottare limitazioni al traffico e utilizzare autobus a basso impatto ambientale il 9-10 e 11 marzo, segnalati da Arpa Puglia come wind days,  ovvero giornate in cui il vento soffia dal quadrante dell’area industriale disperdendo inquinanti nei quartieri Tamburi e Paolo VI.

Una decisione su cui interviene duramente il consigliere del M5S Marco Galante. “Il vero pericolo per la salute dei cittadini di Taranto sono proprio le emissioni provenienti dall’area industriale ed è su queste che si deve intervenire - incalza il consigliere tarantino - È assurdo che il sindaco, primo responsabile delle condizioni di salute dei cittadini, non adotti misure forti e concrete per tutelarla, così come è assurdo che la Regione, l’ARPA e la Cabina di Regia per la Qualità dell'Aria non intervengano sul suo operato indicando le azioni più opportune da mettere in campo”.

La stessa ARPA PUGLIA, interpellata da Peacelink sulla reale efficacia di questi provvedimenti, ha riconosciuto che le emissioni prodotte dal traffico non possono essere considerate la causa prevalente dell’alta concentrazione di PM2,5, PM10 e benzo(a)pirene durante i wind days. L’associazione Peacelink ha richiesto l’attivazione a Taranto di un osservatorio in real time della mortalità e dei ricoveri, per dimostrare una correlazione tra i “wind days” e l’aumento degli stessi. Richiesta condivisa da Galante che presenterà una mozione per  impegnare la Giunta ad istituire l’osservatorio.

“Una ricerca condotta dal Centro Salute e Ambiente di Taranto ha confermato l’aumento della mortalità per cause cardiovascolari, cardiache e respiratorie nel quartiere Tamburi nei giorni immediatamente successivi ai ‘Wind Days’. - continua  il pentastellato - Su tali esiti e sulle relative azioni da intraprendere avevo già richiesto tempo fa un’audizione presso le Commissioni congiunte Ambiente e Sanità, ancora oggi rimasta priva di riscontro. Un altro segnale dello scarso interesse della maggioranza nei confronti dei cittadini di Taranto. Ancora una volta mi  preme sollecitare il Dipartimento di prevenzione della ASL a chiarire una volta per tutte se le polveri di diametro superiore a  PM 10, che si depositano sui balconi e sui lastrici solari dei palazzi di Taranto siano pericolose per la salute  - conclude - Ritengo incomprensibile che un ente competente in materia di igiene pubblica e di tutela della salute permetta ai cittadini di toccare o raccogliere queste polveri senza fornire loro informazioni adeguate e complete sulla natura delle stesse né indicazioni sanitarie e precauzionali esplicite sulla loro manipolazione e sulle modalità del loro smaltimento”.

mercoledì, marzo 08, 2017

Allarme Ilva, "Emissioni inquinanti garantite anche in futuro"

TARANTO - “L’Ilva che verrà non sarà molto diversa dall’acciaieria che abbiamo conosciuto e che conosciamo, che ha illuso e lacerato le nostre vite, che ha ferito, anche mortalmente, molte delle nostre famiglie. Sarà un’azienda che darà certamente lavoro (anche se sempre di meno), che produrrà dell’acciaio di qualità (ma sempre meno richiesto dal mercato), e soprattutto che continuerà ad inquinare e ad uccidere. A confermare quelle che sono le preoccupazioni delle tante persone di buon senso che non amano farsi prendere in giro dalle promesse di una politica frottolaia, è stato lo stesso numero uno di Jsw, Sajjan Jindal, socio del consorzio Acciaitalia, interessato all'Ilva, che ha affermato che grazie a nuovi modelli di produzione sarà possibile ridurre gli scarti dei processi, ma non sarà invece possibile eliminare le emissioni inquinanti. Ne consegue che Taranto continuerà ad essere una città avvotla nel fumo nero, lo stesso fumo che respiriamo, con gli effetti che consociamo, da anni”, lo dice l’onorevole Vincenza Labriola, capogruppo del Gruppo Misto in commissione Lavoro alla Camera dei Deputati.

martedì, marzo 07, 2017

Treno verde, Bari città virtuosa per la qualità dell’aria

BARI - In occasione dell’arrivo a Bari del Treno Verde di Legambiente e del gruppo Ferrovie dello Stato, sono stati confermati ancora una volta i dati relativi all’ottima qualità dell’aria nella nostra città rispetto alla presenza di agenti inquinanti. Infatti, i monitoraggi effettuati da Legambiente avvalorano i dati registrati dalle centraline fisse per il rilevamento delle polveri sottili e degli altri inquinanti, gestite da Arpa Puglia e posizionate in più punti del territorio comunale.

Da diversi anni nella nostra città non si registrano sforamenti superiori ai limiti previsti dalla normativa (35 sforamenti all’anno). In un periodo in cui tante città d’Italia sono costrette a ricorrere a misure quali chiusure al traffico quotidiane o targhe alterne, il punto più critico in città ha registrato solo 14 sforamenti del pm10 nell’arco dell’intero 2016.

“Ciò significa - commenta l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli - che le scelte politiche degli ultimi 10 anni nel campo della tutela dell’ambiente e della mobilità sostenibile si sono rivelate efficaci. Proseguiremo in questa direzione con l’acquisto dei 54 nuovi autobus del trasporto urbano, che rinnoveranno presto il parco mezzi cittadino garantendo prestazioni migliori e minore impatto dal punto di vista ambientale e acustico, gli interventi tesi a disincentivare l’uso di auto private, come il car sharing e i parcheggi di scambio, la pedonalizzazione di alcune aree urbane e l’ampliamento delle zone a sosta regolamentata, e il piano per l’esecuzione di una serie di rotatorie nei punti più trafficati della città, che consentono di rendere più fluido il traffico veicolare e diminuire il fenomeno dello stop & go e del clacson selvaggio ai semafori.

Senza dimenticare il progetto che il Comune ha candidato ai finanziamenti ministeriali legati al collegato ambientale e che prevede l’offerta di “buoni di mobilità”, anche sotto forma di incentivi economici, da riconoscere a quanti rinunceranno ad utilizzare le auto private per gli spostamenti casa/lavoro e casa/scuola optando per mezzi di trasporto sostenibili o per il trasporto pubblico".

"L’impegno per il miglioramento della qualità dell’ambiente urbano - prosegue Petruzzelli - passa anche, però, per la riduzione dell’inquinamento acustico, obiettivo che intendiamo conseguire attraverso l’adozione del piano comunale di classificazione acustica e di zonizzazione. Si tratta di una ricognizione che ci consentirà di suddividere il territorio comunale in aree acusticamente omogenee e di pianificare gli interventi necessari nelle zone che presentano maggiore criticità, quali le scuole e gli ospedali. A dicembre scorso, infatti, abbiamo avviato le procedure amministrative per la redazione del piano. Nel farlo terremo presente la mappa strategica dell’agglomerato di Bari prodotta da Arpa Puglia, dalle cui conclusioni emerge con chiarezza come la principale sorgente di rumore sia rappresentata dal traffico stradale. Accanto all’implementazione degli interventi infrastrutturali già realizzati, non trascureremo il lavoro sul fronte della sensibilizzazione su questi temi, a partire dalle nuove generazioni, perché una delle cause principali dell’inquinamento acustico della nostra città dipende dallo scarso senso civico degli automobilisti e dei motociclisti che spesso e volentieri utilizzano il clacson a sproposito”.

venerdì, marzo 03, 2017

Ilva, procura Milano chiede giudizio famiglia Riva dopo stop patteggiamento

MILANO (Reuters) - La procura di Milano ha chiesto oggi il rinvio a giudizio di Fabio, Nicola e Adriano Riva nell'ambito dell'inchiesta sul presunto trasferimento all'estero di denaro delle casse del gruppo siderurgico Ilva. Lo riferiscono fonti giudiziarie.

Il 14 febbraio scorso il giudice per le indagini preliminari aveva respinto le loro richieste di patteggiamento (che aveva invece avuto l'ok della Procura) spiegando che non potevano essere "accolte per assoluta incongruità delle pene concordate a fronte della estrema gravità dei fatti contestati". Tre giorni dopo la procura aveva chiuso le indagini

Il patteggiamento aveva avuto l'ok della procura di Milano, dopo che la famiglia Riva aveva trovato un accordo con lo Stato (annunciato dal premier Matteo Renzi a fine novembre) per rinunciare a contenziosi sul 'tesoretto' di 1,3 miliardi di euro, bloccato in Svizzera dai magistrati federali, dopo il sequestro richiesto nel 2013 dalla giustizia italiana. Soldi che, in base all'accordo, sarebbero appunto destinati alla bonifica ambientale dell'impianto di Taranto.

Dopo il no all'accordo, in una nota il gruppo Riva ha comunque confermato "la volontà di fattiva collaborazione con l'autorità giudiziaria di Milano e di Taranto e con il governo per la soluzione delle questioni riguardanti le problematiche Ilva".

La famiglia Riva era proprietaria del 90% della più importante azienda siderurgica, poi sottoposta all'amministrazione straordinaria dopo la crisi provocata anche da un'inchiesta della magistratura per disastro ambientale.

martedì, febbraio 28, 2017

Ilva, Labriola: "Scenario di grande incertezza, la città disegni un domani diverso"

ROMA - “La cessione dell’Ilva, dopo quattro anni fallimentari di commissariamento, non cambierà sostanzialmente le sorti di un’azienda che ha perso progressivamente quote di mercato, che è divenuta anno dopo anno sempre meno competitiva sulla piazza mondiale dell’acciaio. Ilva, il disastro ambientale e l’emergenza sanitaria che si porta dietro, rimarrà il principale problema di tutto il tarantino. Non sarà la cessione a garantire continuità lavorativa alle migliaia di persone che oggi vivono con angoscia la cassa integrazione, non saranno i nuovi piani industriali (per altro non ancora conosciuti) a regalare alla città prospettive di crescita. La nuova proprietà, qualunque essa sia, potrà al massimo posticipare di qualche anno la fine di un percorso ormai incontrovertibile. Il raggiunto accordo sugli ammortizzatori sociali è solo un palliativo temporaneo”, così l’onorevole Vincenza Labriola, capogruppo in commissione Lavoro per il Gruppo Misto alla Camera dei Deputati.

“Per Taranto serve una rifondazione economica, che segua il modello della tedesca Ruhr, che preveda una trasformazione progressiva delle attività, attraverso una programmazione mirata, da industriale altamente inquinante ad ambientalmente sostenibile – prosegue la deputata –. Si dia ossigeno all’agricoltura, alla pesca, all’artigianato. Si faccia del turismo, anche culturale, il punto di forza dell’economia. Serve un’inversione totale di marcia in tempi stretti. Lo Stato ha il dovere di valutare una exit strategy subito”.

lunedì, febbraio 27, 2017

Bologna, 'Passato e futuro della pianificazione forestale e montana'

di DONATO FORENZA - Grande rilevanza va data, nel contesto della sostenibilità ambientale, al  Convegno nazionale sul tema “Passato e futuro della pianificazione forestale e montana” svoltosi recentemente a Bologna con il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Università di Bologna e Accademia Italiana di Scienze Forestali. Nell’evento grande rilevanza è stata data alla figura di un illustre studioso al quale è stata dedicata la “Giornata di studio in memoria del Prof. Umberto Bagnaresi".

 Interventi d’apertura di Simona Caselli (Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Regione Emilia-Romagna), Orazio Ciancio Presidente (Accademia Italiana di Scienze Forestali),  Enzo Valbonesi (Servizio Parchi e Foreste, Regione Emilia Romagna), Gilmo Vianello (Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria, Univ. di Bologna).

L’approccio interdisciplinare alla pianificazione territoriale è stato un elemento di rilievo negli studi di Bagnaresi, che ha affrontato varie tematiche. Importanti sono risultati gli studi correlati anche alle sistemazioni agrarie e idrogeologiche interconnesse alla pianificazione del territorio rurale con particolare attenzione all’ambiente montano e collinare. Anche oggi, l’Italia necessita di rilevante gestione integrata della manutenzione attiva.  Relatori in programma: Federico Magnani (Università di Bologna),  Piermaria Corona (Centro di Ricerca per le Foreste e il Legno-CREA), Claudio Negrini (Consorzio Bonifica Burana), Giovanni Tamburini (Consorzio Bonifica Renana), Giorgio Stupazzoni (Accademico Emerito); conclusioni di Giorgio Cantelli Forti (Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura).

Alla riuscita manifestazione hanno aderito studiosi, professionisti e molti allievi del professore,  evidenziando le valenze dell’illustre studioso e precursore di studi ambientali e forestali.

domenica, febbraio 26, 2017

Lecce, Zona Via Vecchia Cavallino: "discarica a cielo aperto. Più controlli e sanzioni per chi abbandona rifiuti"

LECCE - Come al solito sono i cittadini a segnalare allo 'Sportello dei Diritti', associazione che tra le tante attività è divenuta anche punto di riferimento per le denunce quotidiane che riguardano le problematiche ambientali e di decoro urbano dei nostri territori, l’inesistente attenzione per le periferie da parte dell’uscente amministrazione cittadina di Lecce che dimostra tutta la trascuratezza e il totale abbandono delle aree al di là della circonvallazione acuita – purtroppo e può apparire un paradosso – dopo la messa a regime della raccolta differenziata in tutta la città.

Questa volta una signora che risiede nella zona di via Vecchia Cavallino ha voluto inoltrarci un reportage fotografico di quella che da anni è una discarica a cielo aperto dove, nonostante la rigogliosa vegetazione che inevitabilmente cresce sulle collinette di rifiuti, è possibile scorgere ogni tipo di scarto, da quelli organici a quelli speciali tipo elettrodomestici e pneumatici usati e finanche pericolosi come l’eternit. A nulla, in questo caso sono valsi come deterrenti – per come era prevedibile - i cartelli che vietano di gettare rifiuti o le rare operazioni di ripulitura, perché quell’area è divenuta il ricettacolo dello smaltimento indifferenziato, proprio a ridosso del cambio di regime della raccolta dei rifiuti urbani nella città di Lecce, a causa dell’eliminazione sul territorio comunale dei cassonetti, con un peggioramento della situazione che rischia di diventare una bomba ecologica per la salute di chi risiede nella zona che, specie nella bella stagione, è costretta a respirare miasmi e fumi senz’altro insalubri, quest’ultimi a causa dei frequenti roghi.

Tutto ciò, risulta più grave se si considera che i residenti hanno più volte denunciato alle autorità competenti, in primis proprio all’amministrazione comunale, il precipitare delle condizioni della zona, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello 'Sportello dei Diritti'. Gli unici validi deterrenti, a questo punto, possono essere costituiti dall’intensificazione dei controlli anche a mezzo telecamere, e da un efficace sistema sanzionatorio nei confronti di chi sversa materiali nelle aree interessate.

mercoledì, febbraio 22, 2017

Ambiente, in vigore nuovo Sistema nazionale di protezione

di DONATO FORENZA - Da alcuni giorni è entrato in vigore il SNPA, il Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente che in rete coordina l’attività di 22 enti delegati alla protezione dell’ambiente in Italia. Con tale sistema partono le complesse attività per fornire un’innovativa centralità ed attenzione all’ambiente nel nostro Paese.

La normativa del SNPA è approvata a larga maggioranza dai membri del Parlamento che, indipendentemente dalle formazioni partitiche, hanno condiviso un progetto di interesse collettivo per tutti i cittadini e per il territorio nazionale. Al fine di assicurare efficienza, efficacia ed omogeneità dell’azione conoscitiva e dell’esercizio della protezione ambientale, il SNPA nasce per fornire nuovi servizi ecosistemici. Grande rilevanza assume il controllo pubblico della qualità dell’ambiente in relazione a differenti linee strategiche e alle politiche di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica e di sostenibilità ambientale.

Il SNPA costituisce un Sistema a rete, caratterizzato da una differente struttura rispetto a quelle che erano le singole componenti del Sistema con vari enti autonomi indipendenti, le agenzie ambientali regionali e delle province autonome. Per la concreta operatività del Sistema, si prevedono strategici Livelli Essenziali delle Prestazioni Tecniche Ambientali, (LEPTA) che garantiscono il livello minimo omogeneo in tutto il territorio nazionale per i servizi di fornitura del SNPA. Tale Sistema richiederà un patrimonio di elevate professionalità in tutti i campi scientifici, che coopererà nell’interesse del Paese.

La legge attribuisce al SNPA funzioni e compiti notevoli tra i quali il controllo delle fonti e dei fattori di inquinamento, l’attività di ricerca finalizzata a sostegno delle proprie attività, il supporto tecnico-scientifico alle attività degli enti statali, regionali e locali che hanno compiti di amministrazione attiva in campo ambientale, la raccolta, organizzazione e diffusione dei dati ambientali che costituiranno la fonte ufficiale in tale ambito e il continuo monitoraggio dello stato dell’ambiente. Si tratta indubbiamente di un notevole strumento per il rilancio della sostenibilità e della difesa del suolo.

Bari, presentati gli Smart Nutrition Days

BARI - Sono stati presentati ieri mattina, a Palazzo di Città, i risultati del progetto pilota di educazione, informazione e sensibilizzazione alimentare e ambientale “Bari Smart Nutrition Days”, promosso e coordinato dall’assessorato all’Ambiente in collaborazione con la commissione Cultura del Municipio II, nell’ambito delle attività previste dal Comune di Bari e dalla Fondazione Italiana Biologi (FIB). Gli esiti dell’iniziativa, che ha visto coinvolti gli alunni e i genitori di otto istituti scolastici tra scuole elementari e medie del territorio del Municipio II, sono stati illustrati nel dettaglio da Maria Campanile, responsabile scientifica del progetto, alla presenza dell’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli, di Giovanna Salemmi, componente della commissione Cultura del Municipio II e del presidente della FIB Ermanno Calcatelli.

“Bari Smart Nutrition Days - ha detto l’assessore Petruzzelli - è un progetto fortemente voluto dall’assessorato allo Sport e Ambiente perché si colloca nel più ampio percorso che continua a vederci impegnati con l’obiettivo di elevare il tasso di sportivizzazione dei baresi attraverso iniziative e attività diffuse sul territorio cittadino, finalizzate non solo alla competizione sportiva ma anche a stimolare i cittadini affinché adottino comportamenti virtuosi e salutari. Ringrazio pertanto la Fondazione Italiana Biologi per il lavoro svolto al fianco di questa Amministrazione che, nell’ambito azioni congiunte, è impegnata nella promozione del benessere e della qualità della vita dei cittadini.

Per queste ragioni abbiamo ritenuto opportuna la presenza di uno stand informativo del progetto all’interno della “Piazza dei nuovi stili di vita”, l’iniziativa organizzata e promossa dal Municipio II ormai da diversi anni, e che ha visto l’ultima edizione notevolmente arricchita proprio dai Nutrition days”.

Ringraziando l'amministrazione comunale per il sostegno all'iniziativa, il presidente Calcatelli ha osservato che, a conclusione del progetto, è emerso come la pubblicità provochi indubbiamente un effetto negativo sulle nostre abitudini alimentari. “Gli abitanti della nostra regione, che possono vantare una dieta genuina e ricca di sapori, spesso acquistano cibi provenienti da altri territori - ha aggiunto Calcatelli -. Il nostro obiettivo è sensibilizzare i cittadini ad una sana alimentazione, consci che il cibo di qualità previene le malattie cardiovascolari e il diabete, patologia quest'ultima in costante aumento proprio a causa delle cattive abitudini alimentari”. “Nelle scuole primarie e medie del nostro Municipio che hanno aderito al progetto - ha continuato Giovanna Salemmi – sono stati distribuiti opuscoli informativi e materiale didattico e somministrati 1700 questionari per raccogliere informazioni sulle abitudini alimentari degli alunni. Nella scuola ‘Re David’ si è anche tenuto un incontro con studenti e famiglie per diffondere informazioni sui corretti stili e sulla sicurezza alimentare. Siamo quindi orgogliosi di aver collaborato a questo importante progetto. Il Municipio II conta oltre 100mila abitanti, suppongo pertanto che i risultati dei questionari, ai quali alunni e genitori hanno risposto, certamente saranno in linea con quelli dell'intera cittadinanza”.

“Nella nostra campagna di sensibilizzazione, rivolta sia ai ragazzi sia ai loro genitori, abbiamo puntato molto sugli incontri nelle scuole aderenti all'iniziativa - ha concluso Maria Campanile -. Inoltre, il nostro progetto si è inserito con successo all'interno di altre iniziative dell'amministrazione comunale, quali la maratona di San Nicola e l'Avon Running; abbiamo anche affrontato ulteriori aspetti del problema organizzando, in collaborazione con la Asl e l'ordine dei Medici, un'iniziativa su Fertilità e corretta alimentazione. Il nostro materiale didattico ha valorizzato la dieta mediterranea. Agli alunni delle sette scuole del II Municipio aderenti all'iniziativa abbiamo somministrato circa 1.700 questionari, divisi tra studenti e genitori, e tra scuole elementari e medie, a breve pubblicheremo le conclusioni”.

Queste le scuole che hanno aderito a “BARI SMART NUTRITION DAYS”

· XI Circolo Didattico " San Filippo Neri" · XVII C.D. “Tauro-Carrante-King” · XIV C.D. “Re David-Gandhi”, · ICS “Zingarelli-A.Frank” · S.M.S. “Tommaso Fiore” · S.M.S. “Michelangelo” · ICS “Massari-Galilei-Montello” · ICS “Santomauro