Visualizzazione post con etichetta AMBIENTE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta AMBIENTE. Mostra tutti i post

mercoledì, febbraio 22, 2017

Ambiente, in vigore nuovo Sistema nazionale di protezione

di DONATO FORENZA - Da alcuni giorni è entrato in vigore il SNPA, il Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente che in rete coordina l’attività di 22 enti delegati alla protezione dell’ambiente in Italia. Con tale sistema partono le complesse attività per fornire un’innovativa centralità ed attenzione all’ambiente nel nostro Paese.

La normativa del SNPA è approvata a larga maggioranza dai membri del Parlamento che, indipendentemente dalle formazioni partitiche, hanno condiviso un progetto di interesse collettivo per tutti i cittadini e per il territorio nazionale. Al fine di assicurare efficienza, efficacia ed omogeneità dell’azione conoscitiva e dell’esercizio della protezione ambientale, il SNPA nasce per fornire nuovi servizi ecosistemici. Grande rilevanza assume il controllo pubblico della qualità dell’ambiente in relazione a differenti linee strategiche e alle politiche di prevenzione sanitaria a tutela della salute pubblica e di sostenibilità ambientale.

Il SNPA costituisce un Sistema a rete, caratterizzato da una differente struttura rispetto a quelle che erano le singole componenti del Sistema con vari enti autonomi indipendenti, le agenzie ambientali regionali e delle province autonome. Per la concreta operatività del Sistema, si prevedono strategici Livelli Essenziali delle Prestazioni Tecniche Ambientali, (LEPTA) che garantiscono il livello minimo omogeneo in tutto il territorio nazionale per i servizi di fornitura del SNPA. Tale Sistema richiederà un patrimonio di elevate professionalità in tutti i campi scientifici, che coopererà nell’interesse del Paese.

La legge attribuisce al SNPA funzioni e compiti notevoli tra i quali il controllo delle fonti e dei fattori di inquinamento, l’attività di ricerca finalizzata a sostegno delle proprie attività, il supporto tecnico-scientifico alle attività degli enti statali, regionali e locali che hanno compiti di amministrazione attiva in campo ambientale, la raccolta, organizzazione e diffusione dei dati ambientali che costituiranno la fonte ufficiale in tale ambito e il continuo monitoraggio dello stato dell’ambiente. Si tratta indubbiamente di un notevole strumento per il rilancio della sostenibilità e della difesa del suolo.
Condividi:

Bari, presentati gli Smart Nutrition Days

BARI - Sono stati presentati ieri mattina, a Palazzo di Città, i risultati del progetto pilota di educazione, informazione e sensibilizzazione alimentare e ambientale “Bari Smart Nutrition Days”, promosso e coordinato dall’assessorato all’Ambiente in collaborazione con la commissione Cultura del Municipio II, nell’ambito delle attività previste dal Comune di Bari e dalla Fondazione Italiana Biologi (FIB). Gli esiti dell’iniziativa, che ha visto coinvolti gli alunni e i genitori di otto istituti scolastici tra scuole elementari e medie del territorio del Municipio II, sono stati illustrati nel dettaglio da Maria Campanile, responsabile scientifica del progetto, alla presenza dell’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli, di Giovanna Salemmi, componente della commissione Cultura del Municipio II e del presidente della FIB Ermanno Calcatelli.

“Bari Smart Nutrition Days - ha detto l’assessore Petruzzelli - è un progetto fortemente voluto dall’assessorato allo Sport e Ambiente perché si colloca nel più ampio percorso che continua a vederci impegnati con l’obiettivo di elevare il tasso di sportivizzazione dei baresi attraverso iniziative e attività diffuse sul territorio cittadino, finalizzate non solo alla competizione sportiva ma anche a stimolare i cittadini affinché adottino comportamenti virtuosi e salutari. Ringrazio pertanto la Fondazione Italiana Biologi per il lavoro svolto al fianco di questa Amministrazione che, nell’ambito azioni congiunte, è impegnata nella promozione del benessere e della qualità della vita dei cittadini.

Per queste ragioni abbiamo ritenuto opportuna la presenza di uno stand informativo del progetto all’interno della “Piazza dei nuovi stili di vita”, l’iniziativa organizzata e promossa dal Municipio II ormai da diversi anni, e che ha visto l’ultima edizione notevolmente arricchita proprio dai Nutrition days”.

Ringraziando l'amministrazione comunale per il sostegno all'iniziativa, il presidente Calcatelli ha osservato che, a conclusione del progetto, è emerso come la pubblicità provochi indubbiamente un effetto negativo sulle nostre abitudini alimentari. “Gli abitanti della nostra regione, che possono vantare una dieta genuina e ricca di sapori, spesso acquistano cibi provenienti da altri territori - ha aggiunto Calcatelli -. Il nostro obiettivo è sensibilizzare i cittadini ad una sana alimentazione, consci che il cibo di qualità previene le malattie cardiovascolari e il diabete, patologia quest'ultima in costante aumento proprio a causa delle cattive abitudini alimentari”. “Nelle scuole primarie e medie del nostro Municipio che hanno aderito al progetto - ha continuato Giovanna Salemmi – sono stati distribuiti opuscoli informativi e materiale didattico e somministrati 1700 questionari per raccogliere informazioni sulle abitudini alimentari degli alunni. Nella scuola ‘Re David’ si è anche tenuto un incontro con studenti e famiglie per diffondere informazioni sui corretti stili e sulla sicurezza alimentare. Siamo quindi orgogliosi di aver collaborato a questo importante progetto. Il Municipio II conta oltre 100mila abitanti, suppongo pertanto che i risultati dei questionari, ai quali alunni e genitori hanno risposto, certamente saranno in linea con quelli dell'intera cittadinanza”.

“Nella nostra campagna di sensibilizzazione, rivolta sia ai ragazzi sia ai loro genitori, abbiamo puntato molto sugli incontri nelle scuole aderenti all'iniziativa - ha concluso Maria Campanile -. Inoltre, il nostro progetto si è inserito con successo all'interno di altre iniziative dell'amministrazione comunale, quali la maratona di San Nicola e l'Avon Running; abbiamo anche affrontato ulteriori aspetti del problema organizzando, in collaborazione con la Asl e l'ordine dei Medici, un'iniziativa su Fertilità e corretta alimentazione. Il nostro materiale didattico ha valorizzato la dieta mediterranea. Agli alunni delle sette scuole del II Municipio aderenti all'iniziativa abbiamo somministrato circa 1.700 questionari, divisi tra studenti e genitori, e tra scuole elementari e medie, a breve pubblicheremo le conclusioni”.

Queste le scuole che hanno aderito a “BARI SMART NUTRITION DAYS”

· XI Circolo Didattico " San Filippo Neri" · XVII C.D. “Tauro-Carrante-King” · XIV C.D. “Re David-Gandhi”, · ICS “Zingarelli-A.Frank” · S.M.S. “Tommaso Fiore” · S.M.S. “Michelangelo” · ICS “Massari-Galilei-Montello” · ICS “Santomauro
Condividi:

martedì, febbraio 21, 2017

Consiglio, abrogata legge su Ecotassa. "Nuovo scaglione di incremento al 5%"

BARI - Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza l’abrogazione della legge regionale n. 25 del 2016, cosiddetta Ecotassa, che avrebbe permesso la destinazione straordinaria in favore dei Comuni del tributo speciale per il deposito in discarica e in impianti di incenerimento senza recupero energetico dei rifiuti solidi. La decisione di abrogare la legge è stata determinata dalle eccezioni di illegittimità formulate dal Ministero dell’Ambiente e per evitare il contenzioso davanti alla Corte Costituzionale.

SANTORSOLA: “NUOVO SCAGLIONE DI INCREMENTO AL 5%” - “Questa mattina il Consiglio, su iniziativa del Governo Regionale, ha approvato la legge di abrogazione della L.R. 25/2016 che avrebbe permesso la destinazione straordinaria in favore dei Comuni di risorse per compensare i maggiori oneri sostenuti per i conferimenti fuori bacino. La decisione ha avuto origine dalle eccezioni di illegittimità formulate dal Ministero dell’Ambiente sulla norma regionale al fine di evitare. Nello stesso giorno la Giunta ha approvato, su mia proposta, un disegno di legge che riguarda il computo Ecotassa 2017 aprendo una finestra che permette ai comuni di contenere i costi”. A dichiararlo l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia, Domenico Santorsola.

“Avevamo anticipato che, nonostante la scelta obbligata di abrogare la 25/2015, avremmo individuato un percorso per evitare di pesare troppo sulle tasche dei cittadini pugliesi e lo abbiamo fatto. Ovviamente – prosegue Santorsola – il provvedimento dovrà seguire l’iter consiliare prima di diventare legge e le forze politiche diranno la loro per emendare e migliorare il testo che attualmente prevede l’accesso alle agevolazioni per i comuni riescono ad implementare di un 5% la propria raccolta differenziata”.

“Va da sé che si tratta di uno strumento – conclude Santorsola – che abbiamo pensato in un’ottica di collaborazione con gli enti locali, auspicando che sia un incentivo a lavorare tutti insieme a migliorare le performance della Regione in termini di raccolta differenziata e non già uno strumento dilatorio delle responsabilità di ciascuno a immaginare un futuro del ciclo dei rifiuti libero dalla schiavitù delle discariche”.
Condividi:

sabato, febbraio 18, 2017

Ilva, Legambiente Taranto: realismo e fermezza

TARANTO - Forse qualcuno pensa che si possano mantenere in funzione gli impianti dell'Ilva, così come sono oggi, fino a che non arrivino alla naturale fine del loro ciclo produttivo. Noi no. Noi crediamo che l'attuale produzione ridotta, pur lontana dai picchi raggiunti in passato, non possa essere il lasciapassare per continuare a tenere in marcia gli impianti esistenti senza interventi profondi, gli unici in grado di garantire salute e sicurezza per i lavoratori e per i cittadini. Così in una nota Legambiente Taranto.

Lo abbiamo già detto in passato, - prosegue la nota - ma sentiamo la necessità di ribadirlo dopo il pronunciamento del gip di Milano che ha rifiutato la richiesta di patteggiamento avanzata dai Riva, ritenendo incongrue le pene concordate, e – soprattutto - dopo le recenti comunicazioni di fonti vicine ai Commissari straordinari dell'Ilva. In tali comunicazioni è stata manifestata grande preoccupazione per il futuro dello stabilimento, considerando la conclusione della transazione tra Ilva e famiglia Riva (ritenuta non pregiudicata dalla decisione del gip di Milano) fondamentale per la sopravvivenza della società e indispensabile a garantire che le attività si svolgano in condizioni di assoluta sicurezza.

Abbiamo guardato con ovvio interesse alla possibilità che consistenti risorse provenienti dalla famiglia Riva fossero utilizzate a Taranto, anche per risanare la fabbrica. Di fronte alle decisioni assunte dalla magistratura cui, vogliamo dirlo con chiarezza, è opportuno che tutti guardino in ogni caso con fiducia e rispetto, senza retropensieri, sia per quelle assunte in passato che per quelle che assumerà in futuro, a Taranto come a Milano, tocca agli ex proprietari dell'Ilva  modificare la loro proposta se, davvero, vogliono patteggiare la pena e decidere se mantenere fermo l'accordo transattivo con Ilva.

In mancanza, - spiega la nota - l'onere degli interventi per adeguare al nuovo piano ambientale lo stabilimento di Taranto non potrà che ricadere per intero sui suoi possibili acquirenti. Da questo punto di vista riteniamo rilevanti i contenuti dell'intervista rilasciata al Sole 24 Ore dal Presidente della Jindal che parla di possibile investimento di una cifra significativa, nell'ordine di diversi miliardi di euro (al link   http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-02-16/jindal-ecco-nostri-piani-l-ilva-taranto-e-l-italia-164231.shtml?refresh_ce=1)

Le preoccupazioni manifestate sul futuro immediato dell'Ilva ci portano però a pensare che altri provvedimenti "urgenti" possano essere messi in cantiere dal Governo e dal Parlamento nelle prossime settimane. Noi riteniamo che altri interventi che guardassero alle sole esigenze della mera continuità produttiva - senza dare risposte alle questioni della salute, della bonifica e dei risarcimenti - suonerebbero come un insulto all'intelligenza dei cittadini, non solo di Taranto, ma – crediamo – di chiunque abbia nella memoria l'inanellarsi di atti, decreti, modifiche di leggi che si susseguono ininterrottamente dal 2012 ad oggi. Siamo da tempo di fronte alla mancata attuazione dell'A.I.A. Ilva e questo determina una diffusa sensazione di impotenza e di rabbia, una miscela esplosiva che può produrre effetti devastanti in una città martoriata. Crediamo che tutti ne siano consapevoli.

Non si può continuare così. Avevamo chiesto che l'ennesima proroga del termine ultimo di attuazione dell'AIA trovasse un sia pur parziale contrappeso nell'indicazione di scadenze intermedie il cui mancato rispetto portasse alla chiusura degli impianti interessati, in modo da mettere un punto fermo e lanciare un segnale concreto e forte che attestasse la volontà di passare davvero ai fatti dopo tante promesse e parole. Torniamo a ribadire, con forza, la nostra richiesta. Chiediamo di prevedere l'adozione di termini ultimativi circa l'uso di impianti ancora privi degli interventi che possano ridurne il carico inquinante.

Avevamo chiesto che venissero stanziate risorse adeguate per la bonifica del territorio e del mare di Taranto e che si passasse dalla fase degli studi, pure necessari, a quella delle concrete realizzazioni, in particolare per il Mar Piccolo, tenuto conto che - allo stato – gli unici interventi effettuati hanno riguardato solo il rifacimento di alcune scuole e la rimozione dello strato superficiale contaminato di alcuni terreni del quartiere Tamburi. Avevamo chiesto che si tenessero in considerazione le giuste richieste di cittadini, aziende, Comune di Taranto, di essere risarciti per i danni materiali subiti in questi anni e, in riferimento al quartiere più colpito, i Tamburi, avevamo avanzato l'ipotesi di un contributo specificatamente destinato ai proprietari di immobili per la riqualificazione del quartiere attraverso l'effettuazione di lavori di ristrutturazione delle facciate e degli impianti.

Torniamo a chiederlo, a segnalare esigenze che non si possono ignorare. A questo crediamo abbia fatto in qualche modo riferimento anche il gip di Milano indicando la necessità di altre forme di salvaguardia in relazione agli interessi di coloro che hanno il diritto ad essere risarciti.

Ai rappresentanti istituzionali della nostra comunità, dal Comune alla Regione, ai consiglieri regionali e ai parlamentari del nostro territorio chiediamo di compiere un immediato intervento congiunto sul Governo per esigere risposte chiare sullo stato delle procedure di vendita, sull'effettuazione degli interventi previsti dall'A.I.A. e compatibili con i piani ambientali presentati dalle due cordate interessate all'acquisto di Ilva, sull'attivazione degli interventi di bonifica territoriale di cui continuiamo a denunciare inascoltati lo stallo, sui risarcimenti che spettano alla città ed ai cittadini.

Sono risposte dovute. Dovute ai dipendenti dello stabilimento e delle aziende che vi operano, che vivono da anni in una angosciante condizione di incertezza, di timore per la propria salute e per il proprio lavoro.

Dovute ai cittadini di Taranto che ignorano anch'essi il loro futuro e non possono conoscere le modifiche al piano ambientale dell'Ilva proposte dai suoi possibili acquirenti, mentre da giorni sono apparse sugli organi d'informazione indiscrezioni circa possibili incongruenze degli atti posti a base delle procedure di vendita tali da comportare un ulteriore slittamento dei tempi o, addirittura, la loro possibile annullabilità (al link http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2017-02-12/un-cavillo-gara-ilva-140540.shtml?uuid=AEyTZRT).

Il Ministro dell'Ambiente, il Governo hanno il dovere di chiarire come stanno effettivamente le cose, di parlare il linguaggio della verità e dirci perché il processo di vendita subisce continui rallentamenti e se ancora, nei prossimi mesi, si continuerà a fare poco o nulla per realizzare gli importanti interventi previsti dall'AIA, se le bonifiche resteranno un'araba fenice e i risarcimenti dovuti un sogno, se gli interventi per la città previsti nel Contratto Istituzionale di Sviluppo, dal museo dell'Arsenale alla riqualificazione della Città Vecchia, rimarranno per molto tempo tracciati solo sulla carta.
La complessità della questione Ilva richiede risposte che non possono più essere a senso unico, quello della tutela del ciclo del carbone per la produzione dell'acciaio, ma devono allargarsi alla bonifica, alla salute, all'ambiente, alla messa a norma degli impianti, alla necessaria innovazione tecnologica basata sull'uso del gas, del preridotto, dei forni elettrici.

Il futuro è adesso. Adesso è il momento, per la città, di coniugare realismo e fermezza, conclude la nota di Legambiente.
Condividi:

giovedì, febbraio 09, 2017

Puglia, oltre 16 tonnellate e mezzo di rifiuti salvati dalla discarica

BARI - Un tesoro di oltre 16 tonnellate e mezza di rifiuti riciclabili: è questo il risultato di un anno di lavoro lungo tutta la Puglia portato avanti da Ecofesta Puglia, la certificazione volontaria unica in Italia che interviene per ridurre l’impatto ambientale degli eventi nata dall’ingegno di tre giovani pugliesi, Roberto Paladini, Ilaria Calò e Loreta Ragone. In 36 eventi sono stati salvati dalla discarica quasi 3,4 tonnellate di scarto organico (3371,11 kg), oltre 9,5 di vetro (9559,37 kg), 1,8 di carta (1,879,05), quasi 1,5 di plastica (1497,23 kg) e 251 kg di metalli. Sono stati distribuite, inoltre, 84.810 stoviglie biodegradabili e compostabili che sono andate a sostituire la plastica e attivate 478 giornate lavorative. Grazie alla collaborazione con Dolomiti Energia, inoltre, l’intervento di Ecofesta Puglia si è arricchito di 26943,61 kWh di energia verde.

«Usando un po’ di immaginazione – spiegano Paladini, Calò e Ragone – possiamo ipotizzare che grazie al nostro lavoro sono stati ottenuti 674 kg di compost, un ottimo fertilizzante naturale per i terreni e riciclate dal vetro circa 23.900 bottiglie di birra da 33 cc, dalla carta 8540 scatole di scarpe, dalla plastica circa 246.500 penne e dal metallo oltre 420 caffettiere. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il contributo dei nostri principali alleati: gli organizzatori degli eventi, le amministrazioni comunali e i fruitori. A fare la differenza, è il lavoro di collaborazione tra i vari attori coinvolti in ogni territorio».

Una rivoluzione verde, quella di Ecofesta Puglia, diventata un incubatore di idee e progetti a cura di CulturAmbiente Group, la prima rete pugliese non profit per la sostenibilità ambientale, composta dall’omonima associazione di volontariato, l’associazione di promozione sociale E.M.S. - Ente Modelli Sostenibili e la cooperativa InnovAction.

Nata prima come modello sperimentale in ambito associativo nel 2011 e registrata dall’associazione leccese E.M.S. – Ente Modelli Sostenibili, Ecofesta Puglia è vincitrice nel 2012 del bando Smart Cities and Communities and Social Innovation finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Ecofesta Puglia è l’unica certificazione nel suo genere riconosciuta in Italia ISO 20121 – standard internazionale dei sistemi di gestione per la sostenibilità degli eventi che garantisce, a livello internazionale, la sostenibilità della progettazione e realizzazione delle attività e dei processi sviluppati negli eventi da “Ecofesta Puglia”. Nel 2014 l’Assessorato alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia con una convenzione ha ratificato il regolamento Ecofesta Puglia riconoscendone il valore aggiunto in termini di contributo allo sviluppo sostenibile del territorio attraverso interventi di innovazione sociale. Dal 2016, tutti gli eventi in cui interviene Ecofesta Puglia sono certificati “100% energia pulita Dolomiti Energia”.

Condividi:

mercoledì, febbraio 08, 2017

Decarbonizzazione, Emiliano incontra Calenda

ROMA - Questa mattina a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo economico, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha incontrato il ministro Carlo Calenda.

“Il colloquio di questa mattina – ha dichiarato Emiliano ai giornalisti - è stato molto positivo. Abbiamo discusso nel merito senza frapporre questioni di principio a questioni che invece costituiscono  l’interesse generale”.

Per Emiliano è comunque “un miracolo che si sia ricominciato a discutere con il Governo”.

“Dopo quasi 18 mesi di mio governo della Regione Puglia – ha continuato il Presidente - si è riaperto il dialogo con Palazzo Chigi e di questo non posso che essere contento. Il Governo ha compreso l’importanza del processo di decarbonizzazione. Ovviamente il ministro Calenda ha precisato che questo aspetto non deve in nessuna maniera scoraggiare i possibili acquirenti dello stabilimento. E su questo abbiamo assolutamente condiviso. Mi auguro che entrambe le cordate, che si stanno accingendo a formulare le offerte di acquisto dell’Ilva, possano inserire nei loro progetti di medio e lungo periodo, il processo di decarbonizzazione in modo tale di mettere in sicurezza definitiva lo stabilimento. Questo peraltro, dal mio punto di vista, sarà indispensabile dal momento che con l’attuale sistema produttivo, l’Ilva non può superare i 5 milioni di tonnellate di produzione l’anno. E per farlo si dovrà per forza integrare il ciclo con forni elettrici e preridotto”.

Emiliano e Calenda si sono anche confrontati con la questione gasdotti in Puglia.

“Abbiamo anche chiarito – ha proseguito Emiliano – quanto sia necessario ricominciare un legittimo confronto sui tre gasdotti che sono previsti in Puglia, quello dello Snam, il Poseidon russo e il Tap. Ho fatto presente che la Puglia, dovendo ospitare questi impianti, ha titolo per chiedere compensazioni ambientali e per discutere sulla loro localizzazione. Noi vorremmo che arrivassero più o meno nello stesso punto in modo tale che l’impatto ambientale sia minimizzato senza impegnare così più punti della costa con impianti tutti gemelli e paralleli che potrebbero creare problemi. Ma se non è possibile unificare i punti di arrivo, è possibile costruire impianti di decompressione del gas in modo tale che essi non impattino sui territori pugliesi”.

Secondo Emiliano “non ci si può fermare un secondo”.

“Noi,  ovviamente, - ha proseguito il Presidente - grazie alla forza dell’approfondimento tecnico degli uffici, siamo riusciti a reggere un confronto tecnico con il Governo sia sull’Ilva  che sui gasdotti che ci ha fatto diventare interlocutori interessanti ed interessati. Credo che questo sia anche il risultato del mio colloquio con il presidente del Consiglio Gentiloni che si è comportato con me in maniera assolutamente encomiabile. Da questo punto di vista – ha concluso Emiliano - è stato quello che io mi aspettavo”.
Condividi:

giovedì, febbraio 02, 2017

Ilva di Taranto, "Inaccettabili i 5mila esuberi annunciati dei lavoratori"

TARANTO - “È assurdo. Nessuno aveva accennato a questa ipotesi”. Commenta così il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano la comunicazione di Ilva ai sindacati di categoria di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria, a partire da marzo, per circa cinquemila lavoratori.

“Pochi giorni fa – continua Emiliano – ho accompagnato la Commissione Industria del Senato, guidata dal suo Presidente, senatore Mucchetti, in visita all’Ilva e nessuno, in primo luogo, ci aveva accennato a questa ipotesi drammatica. In secondo luogo, stanno raccontando a tutti, almeno il Governo e l’azienda che oggi sono la stessa cosa giacché l’Ilva è guidata da commissari nominati dal Consiglio dei Ministri, che il destino della fabbrica non può che essere legato al carbone, poiché qualsiasi proposta di decarbonizzazione potrebbe far perdere posti di lavoro. Ora, però,ci troviamo in una condizione nella quale i posti di lavoro si perdono ugualmente”.

“Mi auguro – prosegue Emiliano – che il tutto non rientri in una strategia dei Commissari, che pur di vendere a qualcuno l’azienda, sempre che si trovi un acquirente, stiano facendo il lavoro sporco di far fuori gli operai, in modo tale da appioppare la fabbrica con meno carico del costo di lavoro. Anche perché tra i requisiti previsti nel bando c’è il mantenimento dei livelli occupazionali. Non vorrei che qualcuno stia pensando di abbassarli prima che l’offerta arrivi. Sarebbe intollerabile”.

“Sarebbe stato forse corretto dire le cose come stanno e smetterla di prendere in giro un’intera comunità che per sopportare quella fabbrica ha dovuto accettare danni enormi alla salute, che sono sempre più assurdi e inaccettabili”.

“Ovviamente la Regione Puglia è stata esclusa da ogni tipo di decisione che riguarda l’Ilva, e tuttavia, è nostra intenzione supportare in tutti i modi le forze sindacali che dovranno affrontare in prima battuta questo dramma, e se lo riterranno, vorremmo partecipare con loro finalmente ad un tavolo nel quale sia esaminata l’intera vicenda Ilva. Mi auguro che in quella sede ci consentano anche di comprendere che cosa stanno combinando, a chi vogliono vendere la fabbrica, con quali piani e con quali progetti futuri, perché è evidente che mantenere il segreto su questi passaggi ha consentito oggi di confezionare questa drammatica sorpresa a noi tutti, che toglie legittimazione ad ogni discorso che si è fatto sull’Ilva. È assurdo continuare ad avere una fabbrica che inquina e che non dà nemmeno lavoro”.

“Gentiloni - evidenzia Emiliano – deve andare avanti perché, per quel che mi riguarda e per quel che riguarda l’Ilva, è stato l’unico Presidente del Consiglio che ha ascoltato con attenzione e con intelligenza le proposte che la Regione Puglia ha avanzato senza pretendere di imporle. È una persona esperta e competente e poi in soli quattro giorni mi ha ricevuto dandomi un appuntamento quasi immediato. Un altro stile rispetto al passato. Avrei quindi desiderio di continuare questo lavoro con una persona seria e con un Governo che finalmente segua questa vicenda mediando gli interessi drammatici che sono in campo. Questo è quello che vuole fare la Regione. Noi vogliamo nel Governo un interlocutore ragionevole.

Secondo Emiliano “la Regione Puglia, la Commissione Industria e una parte importante del sindacato, ragionano allo stesso modo, parlano la stessa lingua, conoscono bene la vicenda e possono dare un contributo importantissimo al Governo per trovare quel punto di equilibrio che consenta alla fabbrica di proseguire la sua attività e il suo ruolo strategico, e alla città di non morire di Ilva. Quindi c’è un lavoro politico importante già fatto, che è pronto per essere utilizzato nella sede propria che è quella delle decisioni di Governo e delle procedure di acquisto della fabbrica”.

"Inaccettabili i 5mila esuberi annunciati dei lavoratori" - Una nota del consigliere Cosimo Borraccino, presidente della II Commissione. "Riteniamo inaccettabile - dichiara Borraccino - la messa in “esubero temporaneo” di 4.984 lavoratori dello stabilimento Ilva di Taranto.

Dopo quasi cinque anni di gestione commissariale da parte dello Stato, i governi nazionali non sono stati capaci di produrre un piano industriale attraverso il quale si potesse comprendere il destino dell'Azienda e dei lavoratori.

Non è stato presentato stato nessun progetto tangibile attraverso il quale definire livelli di emissioni sostenibili per la salute dei cittadini, come richiedeva ARPA Puglia, attraverso la voce autorevole del suo ex Direttore Prof. Giorgio Assennato.

Non è stata elaborata nessuna proposta progettuale per individuare nuove tecnologie idonee a rendere praticabile la strada della compatibilità della produzione dell’industria con la sostenibilità ambientale. Niente di niente, se non Decreti con i quali esentare da qualunque responsabilità i commissari, prorogare i limiti di applicazione delle BAT e quindi dell'AIA.

La decisione di mettere in “esubero” quasi 5000 lavoratori, - spiega - a prescindere da quale tipo di ammortizzatore sociale si vorrà utilizzare per loro, è un fatto gravissimo e rischioso per il futuro di quelle famiglie e della intera azienda. Il sospetto è che questa sia una manovra per consentire ai nuovi acquirenti privati, con i quali il Governo si accinge a trattare, di partire immediatamente da una bella sforbiciata alla pianta organica.

Ancora una volta registriamo il fallimento delle politiche liberiste e di svendita del patrimonio pubblico ai privati,  portate avanti ostinatamente dai governi nazionali targati PD e larghe intese.

Dopo i fallimenti, sul piano occupazionale, economico e sociale che la lunga stagione delle privatizzazioni ha prodotto, è il momento di fare delle scelte radicalmente alternative e proiettate verso la tutela del bene comune.

Il Governo fermi questa scellerata corsa al ribasso che è stata messa in atto in favore di appetiti privati e a discapito dei lavoratori, dell’ ambiente e della produzione.

L'ILVA deve essere nazionalizzata e il Governo  deve assumere su di se le responsabilità che la nostra Costituzione gli impone.

Se il futuro dell'Ilva sarà il gas o un'altra tecnologia è un quesito che giustamente oggi il Presidente della Regione Puglia, pone al Governo. Tuttavia, questa ennesima partita che, per il momento, si sta giocando sulla pelle di 5000 lavoratori, dimostra, a mio avviso, come sia oramai inevitabile nazionalizzare la più grande fabbrica d'Italia per decidere, e mettere in atto, tutto quello che serve a garantire occupazione, economia e salute ad una comunità, come quella tarantina, che da troppi anni subisce i danni di una industrializzazione oramai antiquata", conclude Borraccino.
Condividi:

giovedì, gennaio 26, 2017

Taranto svetta nella classifica italiana delle polveri sottili: potere mortale del Pm10 2,2 volte superiore

TARANTO - A causa della specifica tossicità delle polveri sottili, Taranto continua a risultare la città con l’aria più inquinata d’Italia. Lo rende noto PeaceLink.

Questo è il risultato conclusivo di un’analisi svolta da PeaceLink sulle polveri sottili del 2016 contenuta nel “Report sul PM10 a Taranto”.

Torino - maglia nera nazionale del PM10 nella graduatoria di Legambiente - supera il livello di 50 microgrammi a metro cubo per 86 giorni.

Ma a Taranto per 215 giorni i polmoni dei suoi abitanti hanno respirato particolato con una tossicità equivalente o superiore a quella di Torino.


Grafico
* il calcolo è ottenuto moltiplicando la concentrazione per la tossicità

Il report è disponibile su PeaceLink alla pagina web http://www.peacelink.it/ecologia/a/43998.html 
Condividi:

lunedì, gennaio 23, 2017

Differenziata, premiato il comune di Lecce

LECCE - Si è svolta questa mattina a Palazzo Carata la conferenza stampa di premiazione delle Cartoniadi di Lecce, il campionato della raccolta differenziata di carta e cartone organizzato da Comieco - Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, in collaborazione con il Comune di Lecce e Monteco, che ha visto impegnati i leccesi per un mese intero tra novembre e dicembre 2016.

I 95.000 cittadini leccesi hanno, infatti, risposto con entusiasmo alla sfida lanciata lo scorso 15 novembre, aggiudicandosi il titolo di "Campioni del riciclo" e il premio totale di 20.000 euro offerto da Comieco per finanziare l'acquisto di nuovi contenitori della raccolta differenziata, giochi per i parchi e le zone verdi della città.

"Siamo orgogliosi di poter ritirare questo riconoscimento - dichiara Paolo Perrone, Sindaco di Lecce - È un premio all'attività svolta dai nostri uffici e soprattutto all'impegno messo in campo quotidianamente dai nostri cittadini. Questa è una comunità che cresce ogni giorno e che ha compreso il significato autentico e profondo legato ad un piccolo gesto - come quello del riciclo di una carta - e dei benefici concreti per il territorio e l'ambiente in cui viviamo. Migliorare la qualità della raccolta differenziata è fondamentale per dare corso al processo virtuoso che come Amministrazione abbiamo avviato da tempo. Ringrazio Comieco per il sostegno ricevuto e in particolare per aver apprezzato e riconosciuto la bontà del nostro lavoro".

La raccolta differenziata di carta e cartone durante il mese di gara (15 novembre - 15 dicembre 2016) ha registrato un incremento del 50% nella quantità rispetto allo stesso mese del 2015, un risultato ben oltre il tetto minimo del +15% fissato per l'assegnazione del premio di 15.000 euro in palio. Gli ulteriori 5.000 euro che il Comune si aggiudica sono dovuti alla buona qualità della raccolta raggiunta sempre nel mese di gara.

"Il risultato raggiunto dalla città di Lecce non ci sorprende: quasi 600 tonnellate raccolte in un mese di gara sono frutto dell'impegno dell'amministrazione, del gestore, ma soprattutto di ciascun leccese - commenta Piero Attoma Presidente di Comieco - "Nel 2016 a Lecce la raccolta di carta e cartone ha superato le 5.600 ton, registrando un prò capite di quasi 60 kg/ab, un dato ben oltre quello nazionale di 51 kg/ab. L'obiettivo ora è non perdere slancio, ponendo allo stesso tempo una maggiore attenzione al corretto conferimento. In questo modo si massimizzano i benefici per la città e per l'intera filiera di riciclo".

L'Assessore alle Politiche Ambientali, Andrea Guido aggiunge: "Non è la prima volta che ci avvaliamo del supporto del Consorzio Comieco per migliorare la qualità della nostra raccolta differenziata e per implementare le attività di comunicazione nei confronti dei cittadini. Con le Cartoniadi, poi, oltre ad aver avuto l'opportunità di portare all'attenzione dei cittadini l'importanza del riciclo di carta e cartone grazie agli interventi integrati attivati dallo stesso consorzio, riceviamo anche un premio in denaro di cui ne beneficeranno tutti. Questi soldi, infatti, come già anticipato nei mesi scorsi, verranno utilizzati per la valorizzazione delle nostre aree verdi urbane attraverso l'acquisto di nuovi giochiUn ulteriore premio speciale di 5.000 euro, messo in palio di Comieco, è stato poi assegnato alle scuole che hanno partecipato alla gara virtuosa di raccolta tra circuiti didattici, istituti comprensivi e scuole secondarie di I livello, organizzata e coordinata da Monteco: in totale le scuole hanno raccolto oltre 12 tonnellate di carta e cartone.

"L'iniziativa Cartoniadi è stata accolta con entusiasmo e buona risposta partecipativa da parte di tutti gli studenti della città - spiega Angela Albanese referente della comunicazione di Monteco per Lecce - Le scuole rappresentano uno dei migliori contesti in cui poter organizzare attività come questa che si insinuano perfettamente in un terreno fertile, quello dei bambini, che possono interiorizzare valori e comportamenti virtuosi che alimentano il senso civico della comunità".

Condividi:

venerdì, gennaio 20, 2017

"Record di solare ed eolico in Italia nei primi nove mesi del 2016"

BARI - Nei primi nove mesi del 2016 calano. In Italia, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, i consumi energetici (-2%) e diminuiscono le emissioni di CO2 (-3%). L’energia elettrica viene fornita per il 41% da fonti rinnovabili, con un record di solare ed eolico (14%). È quanto emerge da un’analisi condotta dall’ENEA,l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Questi e altri dati sono emersi oggi a Bari nel corso del convegno ‘NextEnergia’ promosso da Nextlaw Avvocati, studio legale di diritto amministrativo con sedi a Bari e Lecce, soprattutto impegnato ad affiancare le imprese nella gestione degli affari legali e delle relazioni istituzionali. Un confronto, organizzato con i patrocini di Regione Puglia, ANCI, Confindustria e Alleanza delle Cooperative italiane, tra istituzioni, mondo della ricerca e sistema imprenditoriale sul futuro dell’energia in Puglia, tra fonti rinnovabili ed efficienza energetica.

Tra gli ospiti dell’incontro il presidente di ENEA Federico Testa che, sul tema della decarbonizzazione sotto i riflettori in Puglia, ha evidenziato che «così come si è innescato un percorso virtuoso volto alla graduale sostituzione di energia prodotta da risorse fossili con quella derivante da fonti rinnovabili, così è naturalmente possibile dal punto di vista tecnico intervenire su impianti industriali riducendone le emissioni. Ovviamente spetta alla politica fare queste scelte e anche decidere, se e come, allocare i maggiori costi derivanti da queste scelte».

«Con questo convegno – ha specificato l’avvocato Luca Clarizio di Nextlaw Avvocati durante l’apertura dei lavori – abbiamo voluto fare il punto sul settore delle energie rinnovabili, ormai strategico per l’economia della Puglia, leader a livello nazionale nella produzione di energia fotovoltaica ed eolica. Decarbonizzazione, efficientamento energetico del patrimonio immobiliare e revamping dei parchi eolici e fotovoltaici più vetusti per aumentarne l’efficienza produttiva rappresentano step di buon senso nell’ambito di un’efficace politica energetica regionale per i prossimi anni».

E’ stato il futuro delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica il tema al centro della sessione del mattino e delle tavole rotonde pomeridiane sul quale si sono confrontati, tra gli altri, il sindaco della città metropolitana di Bari e presidente ANCI Antonio Decaro, il professore di Sistemi Energetici del Politecnico di Bari Riccardo Amirante, l’amministratore delegato di A2A Energie Future Giuseppe Monteforte, l’Executive Vice President di ENI e Direttore della Direzione Energy Solutions Luca Cosentino, l’Innovative Business Opportunity Manager di Enel Green Power Spa Alessio De Marzo, il presidente dell’Azienda Municipale Gas Ugo Patroni Griffi, l’amministratore delegato di GSF Global Solar Fund Giuseppe Tammaro e il Responsabile Facility di Ariete Francesco Nardone.

Un contributo ai lavori, durante i quali sono stati illustrati innovativi progetti energetici ecosostenibili, è stato offerto dagli interventi dei rappresentanti delle principali associazioni imprenditoriali del territorio e da quelli della Regione Puglia, presente con gli assessori allo Sviluppo economico Loredana Capone e alla Pianificazione territoriale Annamaria Curcuruto, oltre che dei direttori di dipartimento Domenico Laforgia e Barbara Valenzano.

Un contributo alla riduzione dei consumi è giunto anche dalle politiche finalizzate a incentivare l’efficienza energetica degli edifici; confermati, con il via libera alla Legge di Bilancio 2017, ecobonus e detrazioni per le singole unità immobiliari e il nuovo piano di riqualificazione dei condomini, che potrebbe interessare 12 milioni di immobili.

«In Puglia – ha spiegato il presidente dell’ENEA Federico Testa - ci sono spazi enormi per l’efficientamento energetico degli edifici, sia pubblici, come uffici, scuole e ospedali, che privati. Nel nord Italia abbiamo stimato risparmi tra il 50% e il 60% in bolletta energetica; ad esempio,un intervento di 600.000 euro per realizzare cappotto isolante, infissi e caldaie in un condominio di 40 appartamenti consentirebbe risparmi annui in bolletta di circa 900 euro, pari alla metà della spesa media di una famiglia italiana che, in poco più di 6 anni, recupererebbe la spesa ritrovandosi un immobile rivalutato. E’questo il momento di intervenire sugli immobili per adeguarli contemporaneamente sia dal punto di vista energetico che anti-sismico considerata la presenza in Legge di Bilancio anche del sisma-bonus».
Condividi:

giovedì, gennaio 19, 2017

Trivelle a Taranto, firme in difesa mare

TARANTO - La presidente di Marevivo, Rosalba Giugni, e il presidente della Fondazione Univerde, Alfonso Pecoraro Scanio, hanno consegnato oggi presso la sede di rappresentanza della Regione Puglia a Roma al presidente Michele Emiliano il testo della petizione lanciata a dicembre da Marevivo e che ha già raccolto su change.org 45 mila firme nel nome della difesa del mare di Taranto dalla minaccia delle trivelle.
 
La richiesta è quella di ricorrere al Tar contro il decreto Via concesso alla Schlumberger per l'attività di air gun nel golfo di Taranto e anche di sollecitare il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a "cambiare rotta sulla politica energetica dell'Italia".

Come si legge nella petizione, "nel Golfo di Taranto, proprio in quella porzione di mare definita già 30 anni fa con decreto presidenziale baia storica e naturale, si trovano centinaia di esemplari di delfini e balene".

"Arriveranno gli air gun" per le ricerche di idrocarburi, sottolinea Marevivo.
Condividi:

domenica, gennaio 15, 2017

Giovinazzo invasa dai rifiuti

di MARIO CONTINO - Giovinazzo, culla dell'arte e della storia, perla sull'Adriatico, meta turistica d'eccellenza della Puglia, oggi si presenta sporca, incivile, priva di ogni buon senso. A poche ore dall'inizio della raccolta differenziata, annunciata da amministrazione pubblica e gestori del servizio con grande anticipo e con differenti mezzi comunicativi, in modo tale da poter informare proprio tutti i cittadini dell'importante novità, il cattivo gusto ha preso il sopravvento sulla ragione.

Molti cittadini hanno pensato bene di riempire gli spazi, fino a poche ore fa destinati ai cassonetti per la raccolta della nettezza urbana, di sacchetti dell'immondizia, brutti da vedere, maleodoranti e certamente rifugio di roditori ed altri animali non proprio graditi (blatte ed insetti vari).

Una vera e propria emergenza, più culturale che sanitaria, perché non accettando l'innovazione strategica della raccolta differenziata, non collaborando alla sanificazione ambientale ed al risparmio pubblico, comportandosi dunque da villani scellerati e cafoni, si mette a repentaglio il futuro dei propri figli e nipoti, già compromesso in buona parte dagli errori del passato.

Non occorre puntare il dito sull'amministrazione pubblica, non occorre nascondersi dietro giochi politici e strumentalizzazioni varie, qui occorre tornare tutti con i piedi per terra ed organizzare non comizi elettorali ma lezioni pubbliche di civiltà e buon senso, che a quanto pare latitano, lasciando posto a maleducazione e prepotenza.

Giovinazzo rinasce ma i giovinazzesi sapranno tenere il passo? Non parole ma gesti, solo i gesti possono rispondere a questo interrogativo e la situazione che questa mattina si è palesata agli occhi di tutti non può trovare giustificazioni, poiché contro la maleducazione e l'ignoranza nessun partito politico o istituzione pubblica /privata possono chiudere gli occhi o, come si dice dalle nostre parti, fare orecchi da mercante.
Condividi:

venerdì, gennaio 13, 2017

'I bambini di Taranto vogliono vivere', un anno da cartellone protesta

TARANTO - “I bambini di Taranto vogliono vivere”. Questo si legge su due cartelloni di 6 metri per 3 affissi in due punti della città. E’ passato giusto un anno, da quel giorno. Un anno di iniziative, prese di posizione, lettere, manifestazioni, partecipazione. I cartelloni di denuncia vennero affissi, in seguito anche a Bari, a Genova e a Roma. Ricordiamo con affetto la solidarietà del gruppo “Taranto Supporters” che volle esporre lo striscione in gradinata, durante una partita casalinga del Taranto della scorsa stagione agonistica.

Ricordiamo il flash mob con i passeggini vuoti, organizzato con “Taranto Lider” e “WWF Taranto”, primo tentativo di condivisione ed unione: una giornata storica, per Taranto. Ricordiamo le affettuose parole di Massimo Ranieri che, indicando lo striscione, volle dedicare un pensiero ai bambini e alle mamme di Taranto, durante il suo spettacolo al PalaMazzola.

Ricordiamo le lettere inviate al Sindaco, al Prefetto, al Presidente della Regione, all’ex premier e a quello attualmente in carica, al Papa. E le lettere di censura, accompagnate dallo studio S.E.N.T.I.E.R.I., inviate a tutti i parlamentari che appoggiarono il decimo decreto salva-Ilva.

Ricordiamo la presenza del manifesto dei Genitori tarantini in giro per la provincia e anche più in là. Ricordiamo la serata di arte, musica, spettacolo e interventi durante la prima serata della manifestazione “Sud in fermento”, al Castello di Leporano.

Ricordiamo gli interventi televisivi in programmi di respiro nazionale. Ricordiamo, infine, il manifesto che a Natale ha visto le firme di 13 associazioni tarantine, finalmente unite sotto lo stesso augurio: chiusura delle fonti inquinanti.

Ringraziamo la stampa, sempre particolarmente attenta e disponibile con noi. Ringraziamo il sempre crescente numero di persone che hanno voluto sostenerci ed ancora lo fanno. Soprattutto, però, vogliamo ringraziare Taranto, la nostra terra, ferita a morte ma ancora viva, calpestata nella dignità ma ancora forte, piegata ma non ancora prona. Una madre che ancora riesce ad avere figli che vogliono difenderla. Con tutte le forze. Lo rendono noto in un comunicato i 'Genitori tarantini'.
Condividi:

Dl Mezzogiorno, Labriola: "perplessità su misure previste per cessione Ilva"

ROMA - “Da una prima analisi del DL Mezzogiorno, in relazione alla procedura di cessione dei complessi aziendali del Gruppo Ilva, esprimo perplessità sulla rimodulazione del ruolo previsto per i commissari straordinari, chiamati a vigilare sull’attuazione del piano delle misure di tutela ambientale e sanitaria. Ritengo infatti che ai commissari debba essere riconosciuta una responsabilità vera e non solamente di facciata, affinché gli obiettivi possano essere raggiunti pienamente e non a parole. Il decreto deve prevedere provvedimenti incisivi, o ci troveremo, per l’ennesima volta, ad avere perso un’importante occasione. E’ altresì indispensabile dare tempistiche certe per la messa in atto degli interventi di bonifica. Un territorio malato, un ambiente ferito, non saranno mai terreno fertile per ridare slancio ad un’economia ad oggi annichilita”, lo dice l’onorevole Vincenza Labriola, capogruppo per il Gruppo Misto in commissione Lavoro alla Camera dei Deputati.

“Altre perplessità riguardano gli annunciati interventi di sostegno assistenziale e sociale per le famiglie disagiate nei comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola – prosegue Labriola –, per i quali serve una programmazione attenta e mirata. Il decreto non lasci spazio alla libera interpretazione, ma individui linee guida e modalità opportune, si tratti di sostegno al reddito, di reddito di cittadinanza, di sgravi fiscali o di contributi alle attività. Maggiore chiarezza sia fatta anche sulla necessaria realizzazione di interventi di ammodernamento tecnologico delle apparecchiature medico diagnostiche, per consentire alle popolazioni del tarantino di beneficiare di un diritto alla salute costituzionalmente garantito ma che troppo spesso è stato loro negato”.
Condividi:

giovedì, gennaio 05, 2017

Studio choc sullo smog: vivere vicino a strade trafficate aumenta rischio demenza

BARI - L'inquinamento dell'aria è un killer silenzioso ma letale, che è più dannoso di qualunque chiacchierato batterio e rimane il rischio più elevato per la salute. Non solo accorcia la durata della vita e contribuisce alla diffusione delle malattie cardiache, dei problemi respiratori e del cancro, ma aumenta il rischio di maggiore di sviluppare demenza.

A destare l'allarme, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista medica Lancet, secondo cui chi sta a meno di 50 metri da vie ad alto scorrimento ha un rischio del 7% maggiore rispetto a chi vive a più di 300. "Gli inquinanti entrano nel flusso sanguigno e provocano infiammazione - spiega Ray Copes, uno degli autori - che sono legati a problemi cardiovascolari e a diabete. Lo studio suggerisce che possono entrare anche nel cervello e causare problemi neurologici".

I ricercatori del Public Health Ontario hanno analizzato i dati di oltre 6,5 milioni di residenti tra i 20 e gli 85 anni, trovando oltre 243'000 casi tra il 2001 e il 2012. La vicinanza alle strade è stata stabilita attraverso il codice di avviamento postale. Il rischio è più alto del 4% per chi vive tra 50 e 100 metri dalle strade trafficate e del 2% tra 100 e 200.

Lo studio non ha invece rilevato relazioni con il Parkinson e la sclerosi multipla. La ricerca conferma che lo smog legato al traffico è fra le cause di diversi problemi di salute, a partire ovviamente da quelli respiratori.
Condividi:

giovedì, dicembre 29, 2016

Roma, presentato annuario dei dati ambientali Ispra 2016

di DONATO FORENZA - E’ stato presentato recentemente a Roma, l’Annuario dei Dati Ambientali Ispra 2016. Il report fornisce preziosi dati e utili approfondimenti su tematiche strategiche quali suolo, rifiuti, agenti fisici e chimici, pericolosità naturale, pollini e certificazioni ambientali, biodiversità, clima, inquinamento atmosferico, qualità delle acque interne, mare e ambiente costiero. L’analisi del territorio e del contesto ambientale è alquanto allarmante poichè gli eventi franosi sono in crescita, il patrimonio culturale presenta notevole rischio sismico ed il consumo di suolo è fortemente aumentato. E’ emerso che oltre il 66% delle frane censite in Europa è presente sul territorio del Paese: infatti oltre 600.000 situazioni di degrado interessano proprio l’Italia su quasi 900.000 frane censite nel territorio europeo. Sono state 12 le vittime di eventi franosi, nel 2015. Notevoli anche le concause di calamità alluvionali. In Europa l’Italia è prima in elenco per la perdita di suolo causata da erosione idrica, con oltre 8 tonnellate/ettaro per anno, mentre la media europea è di 2,5. Nel novembre 2016, dei 1.053 corpi idrici identificati, il 59% ricade in classe “buono”, sia per lo stato chimico sia per lo stato quantitativo. Per lo stato qualitativo delle acque costiere di balneazione italiane, che rappresentano il 33% di quelle monitorate in Europa, il 90% risulta eccellente e il 4,8% buona. Nel Paese, il 64,3% della popolazione è esposta a livelli di rumore da traffico superiori a 50 dB(A); nel periodo notturno, può subire livelli superiori alla soglia di raccomandazione dell’OMS a tutela della salute pubblica. Va osservato che l’Annuario valuta i dati del 2015, ma siamo consci che essi saranno alterati tra un anno, alla luce dei numerosi terremoti verificatisi nel 2016. I sismi, lo scorso anno, hanno registrato ben 1.963 eventi, di cui solo due di magnitudo pari a 4,7 e 4,5, con epicentri oltre 200 km. La Calabria tirrenica, la Sicilia orientale, la catena appenninica Centro-meridionale e il Friuli Venezia Giulia sono risultate aree critiche, per la presenza di faglie, con presenza di rotture o deformazioni significative in superficie. Anche il patrimonio culturale è a rischio; sono ben 10.297 i beni (pari al 5,4% del totale) situati in comuni classificati in “Zona sismica 1”, cioè potenzialmente suscettibili di essere colpiti da importanti sismi. Il 16% dei Siti UNESCO italiani è ubicato in territori a bassa sismicità, mentre il 28% presenta aree ad elevata sismicità. Il patrimonio culturale italiano presenta anche minaccia di pericolosità vulcanica: i beni situati in aree sensibili risultano 3.064 (1,6% del totale); nel 2015, il solo Etna è stato interessato da tre eventi di forte attenzione. Anche per il 2016, l’Annuario è una straordinaria raccolta di informazioni e di indici dello stato dell’ambiente nel nostro Paese. Tale conoscenza è un servizio insostituibile per l’Italia perché i dati analizzano un territorio comunque dotato di bellezza unica al mondo, densamente popolato e industrializzato e ricco di paesaggi caratteristici.
Condividi:

mercoledì, dicembre 28, 2016

Ilva, Labriola: "Copertura parchi primari unica soluzione contro polveri in volo"

BARI - “Attendendo una celere presa di consapevolezza da parte della politica e delle istituzioni, circa la necessità di superare l’Ilva e un’economia industriale non ambientalmente sostenibile, che mina drammaticamente la salute dei cittadini, urge la necessità di rendere inoffensivi i parchi primari, dai quali le materie prime, utilizzate per la realizzazione dell’acciaio, vengono soffiate via dal vento sull’intera Taranto. Nei giorni di wind-day il problema è più evidente, ma le polveri dell’Ilva raggiungono quotidianamente ogni centimetro del centro abitato e delle campagne circostanti l’impianto. Giardini, strade, terrazzi, ma anche terreni e falde acquifere. A quattro anni dal commissariamento, al decimo decreto, non vi è ancora alcun progetto per la copertura dei parchi. Quanto dovranno ancora attendere i tarantini per non doversi chiudere in casa nelle giornate ventose e per potere invece vivere la città ogni giorno? Gli acquirenti dell’Ilva garantiranno la copertura del parchi? Sino ad oggi sono stati adottati, e per brevi periodi, soli provvedimenti tampone, come l’innaffiamento delle materie prime, ma con pessimi risultati. Certo, il problema rappresentato da Ilva non si ferma ai parchi primari, ma il superamento di questo nodo sarebbe ugualmente di grande importanza”. Lo dichiara l’onorevole Vincenza Labriola, capogruppo in commissione Lavoro per il Gruppo Misto alla Camera dei Deputati.
Condividi:

venerdì, dicembre 23, 2016

Ambiente, M5S 'smonta' la decarbonizzazione di Emiliano: "L'ennesima presa in giro per i pugliesi"

BARI - Ieri nel corso della discussione sul Bilancio di previsione 2017 i consiglieri regionali cinquestelle hanno smontato la proposta di Emiliano sulla decarbonizzazione  della centrale di Cerano e dell’Ilva di Taranto utilizzando il gas di TAP, dimostrando che in questo modo non solo la Puglia non si libererebbe dall'utilizzo delle fonti fossili, ma continuerebbe anche a essere dipendente energicamente da un paese estero. I consiglieri, hanno inoltre sottolineato come ci sia, ancora una volta, una certa contraddizione nelle scelte di Emiliano che, a seconda delle convenienze politiche, si dice favorevole a TAP e poi contrario a Energas a Manfredonia.

Si sono espressi in merito il componente della V Commissione Ambiente Antonio Trevisi e il consigliere M5S tarantino Marco Galante, definendo la decarbonizzazione una vera e propria presa in giro nei confronti dei cittadini pugliesi.

“Sappiamo che la centrale Enel di Cerano e l'Ilva non possono essere più riconvertite a gas come dimostrato da  dati tecnici, economici e scientifici - spiega Trevisi - si tratta di impianti che sono nati a carbone  e non starebbero sul mercato senza l’uso di questo combustibile inquinante. Ribadiamo ancora una volta con forza come la sola strada percorribile sia quella della chiusura senza se e senza ma. L’unica priorità è salvare la vita dei cittadini rispetto agli interessi politici delle lobby, delle ecomafie e delle multinazionali. Abbiamo già dimostrato e continueremo a farlo con sempre più impegno che le possibilità di riconversione industriale ci sono e sono molto diverse da quelle proposte dalla giunta regionale. Il 18 settembre in Fiera del Levante si è tenuto il primo appuntamento della campagna “Riconvertire si può” lanciata dal M5S . Durante il convegno sono intervenuti Asier Abaunza, assessore all'Urbanistica di Bilbao (Spagna), Gregor Boldt, WMR (Germania) e Maciej Filipowicz, Lodz (Polonia). che hanno portato la loro testimonianza sulla riconversione delle aree industriali in crisi che sono diventate, ad esempio, aree dedicate al sociale.”

Dello stesso parere il consigliere Marco Galante, che aveva presentato due emendamenti in merito, uno passato in Commissione che ha modificato l’articolato della Legge su Taranto specificando che la stessa dovrà occuparsi anche di riconversione mente il secondo, quello presentato in aula che mirava a sostituire completamente l’ipotesi di decarbonizzazione con quella di riconversione economica, è stato bocciato dal Consiglio regionale. “Emiliano propone semplicemente il passaggio da una fonte fossile ad un'altra, ma in questo modo la Puglia continuerebbe a rimanere non solo legata ad una fonte fossile ma continuerebbe a dipendere energeticamente dall'estero anzichè sfruttare le proprie fonti rinnovabili. - spiega il consigliere pentastellato che prosegue - Una scelta attraverso la quale Emiliano contraddice ancora una volta sè stesso dal momento che rischia di aprire la strada alle trivellazioni in mare per sfruttare giacimenti di gas. Un comportamento contradditorio che si evince anche dal fatto che Emiliano, a seconda delle convenienze politichem da un lato si dice contrario all’Energas a Manfredonia, e dall’altro si dice favorevole al gas del TAP. Si tratta dell'ennesima presa in giro per i pugliesi, soprattutto per i tarantini che vogliono e necessitano di una vera alternativa di sviluppo economico per un territorio a rischio di disastro ambientale”.
Condividi:

mercoledì, dicembre 21, 2016

Ecotassa 2017, "Disastro in provincia di Lecce"

LECCE - Il 15 dicembre 2016 è stata pubblicata sul BURP la determina sulla validazione delle percentuali di raccolta differenziata dei Comuni per la determinazione del tributo speciale per il conferimento in discarica dei rifiuti e contestuale assegnazione a ciascun comune della Provincia di LECCE dell’aliquota di tributo dovuto per l’anno 2017. Sull’argomento ​interviene Diego De Lorenzis, deputato pugliese del M5S in Commissione Trasporti alla Camera.

“La raccolta dei rifiuti in Provincia di Lecce è disastrosa!” - dichiara De Lorenzis - “La stragrande maggioranza dei Comuni è stata punita per l’inefficienza nella raccolta con il massimo tributo di ecotassa! Un disastro che grava sulle tasche dei cittadini! La Provincia di Lecce paga a caro prezzo il dilettantismo dei suoi amministratori. Non solo il territorio è sprovvisto degli adeguati impianti per i rifiuti, costringendo la cittadinanza a pagare il trasbordo fuori provincia dei rifiuti non differenziati, ma ora l’aliquota di ecotassa è una mazzata. Gli amministratori dovrebbero dimettersi in blocco e chiedere scusa ad ogni salentino”.

80 Comuni salentini pagheranno il massimo tributo di 25,82 euro a tonnellata smaltita, 4 pagheranno 22,59 euro, 6 Comuni pagheranno  19,77 euro, solo 4 Comuni pagheranno 6,97 euro per ogni tonnellata smaltita e soltanto Copertino pagherà 5,17 euro per ogni tonnellata essendo l’unico Comuni in Tutta la provincia ad aver raggiunto tutte le premialità di raccolta rifiuti.

“Un’accozzaglia di incapaci!” - aggiunge De Lorenzis - “Un solo Comune ha raggiunto tutti gli obiettivi, tutti gli altri nella stragrande maggioranza dei casi non sono stati capaci di raggiungere quanto stabilito dalla Legge. Anche il Comune di Lecce paga un'aliquota alta di 19,77 euro per ogni tonnellata smaltita, riuscendo a peggiorare rispetto l’aliquota del 2016 di 7,5 euro a tonnellata. Nonostante i toni trionfalistici dei mesi scorsi della Giunta Perrone, la realtà è sempre diversa da come Perrone la racconti”.

“Solo un approccio che va verso Rifiuti Zero darà la possibilità di uscire dal business delle discariche che devasta la Puglia, ma la giunta PD di Emiliano non vuole approvare la proposta di legge del M5S. Evidentemente ad Emiliano e al PD fa comodo il perdurare di questa situazione. L’Anac ha massacrato la Regione Puglia per i mancati controlli sul ciclo dei rifiuti e non c’è tanto da stupirsi visto che il business dell’indifferenziato, degli inceneritori e delle discariche in Puglia appartiene per lo più alla Marcegaglia e all’imprenditore massafrese Albanese, feudo del PD e di Mazzarano. Bisogna” - conclude De Lorenzis - “mandare a casa velocemente Emiliano con tutto il PD, solo il M5S potrà avviare finalmente in Puglia un percorso che ci porterà a creare un'economia circolare, un risparmio per i cittadini e la salvaguardia dell’ambiente”.
Condividi:

lunedì, dicembre 19, 2016

Bari, fumi e cattivi odori a Japigia: posizionata la centralina mobile per il monitoraggio dell'aria

BARI - L’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli rende noto che questa mattina è stata posizionata una centralina mobile di proprietà comunale all’interno dell’area recintata del Palaflorio per consentire le operazioni di campionamento degli agenti atmosferici inquinanti nella parte sud di Japigia. Da tempo, infatti, come denunciato dai residenti della zona, quasi quotidianamente, verso sera, si avverte nell’aria la presenza di fumi maleodoranti e cattivi odori di cui non si conoscono esattamente la causa né l’entità.

Il dispositivo installato, che sarà operativo da mercoledì 21 dicembre - in quanto dovrà realizzare nei prossimi due giorni la necessaria azione di start up -, potrà quindi fornire un report della situazione, necessario a individuare eventuali elementi nocivi legati a questo fenomeno. La centralina consentirà così all’amministrazione comunale, di concerto con Arpa Puglia, di effettuare il monitoraggio dei seguenti parametri: polveri sottili (PM 10), monossido di carbonio (CO), ossidi di azoto (NOX - NO - NO2), ozono (O3), carbonio organico non metanico (NMHC), metano (CH4), carbonio organico totale (THC), benzene, toluene, xilene (BTX) e anidride solforosa (SO2).

“Su sollecitazione dei residenti di una parte del quartiere Japigia, che hanno anche costituito un comitato - ha dichiarato Pietro Petruzzelli - abbiamo ritenuto doveroso procedere in tale direzione per verificare la qualità degli agenti atmosferici nella zona interessata dal fenomeno dei fumi e stabilire se i cattivi odori sprigionati nell’aria da una certa ora in poi, che stanno creando diversi disagi, siano nocivi per la cittadinanza. Questa mattina, quindi, abbiamo installato una centralina in grado di restituirci un quadro più chiaro e certo della situazione e capace di registrare la presenza di pericoli reali. Ad ogni modo, stiamo seguendo da molto vicino tutta la vicenda: domani incontrerò i tecnici dell’Arpa Puglia proprio per coinvolgere la struttura nell’individuazione esatta della zona di provenienza dei cattivi odori. Peraltro, così facendo riusciremo a dare un supporto fondamentale alla Polizia municipale, già impegnata nel controllo del territorio e nella repressione di questi fenomeni criminosi.  La tutela della salute dei cittadini resta la priorità per l’amministrazione comunale e porremo in essere tutti gli interventi necessari per far sì che i cittadini non corrano rischi di alcun genere”.
Condividi: