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giovedì, maggio 25, 2017

"TAP? Serve all'Italia e all'Europa". Intervista al prof. Boero

di FRANCESCO GRECO - MELENDUGNO (LE). Toh, un prof. a favore della TAP (TransAdriatic Pipeline), dopo le battaglie NO-TRIV. E' Ferdinando Boero, genovese, docente di Zoologia all'Università del Salento, autorità in materia di mari e oceani, instancabile divulgatore, autore di molti libri, il primo, “Ecologia della bellezza" appena presentato a Tricase Porto (Lecce), gli altri due sono Ecologia ed evoluzione della religione, e Economia senza natura. La grande truffa.

Gli editori gli chiedono testi tecnici, con i paroloni, ma così i libri finirebbero in una nicchia per pochi eletti, e non sarebbero in linea con la sensibilità e la formazione culturale del figlio di un partigiano.

E se un uomo è anche la sua stretta di mano, quella di Boero è vigorosa e sicura come chi crede in ciò che fa, dice, insegna, chi possiede valori forti, visioni, skyline vaste, militanze, passioni, come quella per la rockstar di riferimento, Frank Zappa, cui vent'anni fa dedicò una nuova medusa trovata nel Pacifico, ricambiato con una canzone: “Lonesome cowboy Nando" (video).

Professore, allora, ci spieghi: che sul fronte ”anti” ci sia un bel po' di turgidità ideologica con accessi di anti-modernità è la narrazione che appare ai più, ma Terra d'Otranto ha davvero bisogno di quel gas per il suo modello di sviluppo futuro? 

RISPOSTA: No, non ne ha bisogno. Ne ha bisogno l’Europa e il paese intero. La Puglia prende moltissimo dall’Europa, pensiamo ai fondi dell’obiettivo 1. Agli aiuti per l’agricoltura. E non voglio adesso parlare di come viene spesso truffata. Lo stesso avviene con molti altri fondi che “arrivano” e spesso sono spesi male o addirittura non sono spesi. Chi dà ha diritto di chiedere. Ovviamente a certe condizioni.

D. Più si dice “No” più si è moderni, ma la modernità è anche rischio, responsabilità, spesso rinunce... 

R. Ho detto moltissimi NO nella mia vita. No all’abusivismo, no alla pesca dei datteri di mare, no allo sbancamento delle dune, no alle trivellazioni, no al carbone, no al nucleare. A volte mi sono trovato solo o quasi, in queste battaglie. Per dire NO bisogna anche saper dire SI ma, lo ripeto, sempre a certe condizioni.

D. Quindi indietro non si può tornare, il sito è quello e si ormai tratta solo di negoziare il cosiddetto “ristoro”, magari sotto forma di royalties? 

R. Questo dovrebbe essere negoziato dai politici locali. Quelli che hanno detto NO al piano delle coste che cercava di frenare la cementificazione delle coste, per esempio. O che hanno permesso gli scempi che sono sotto gli occhi di tutti. Non certo da me. Comunque qualche suggerimento lo sto dando. Per esempio rimuovere la spazzatura marina che si accumula su queste coste. Questa volta senza alcuna responsabilità da parte della politica locale. Qui arriva tutta la spazzatura dell’Adriatico!

D. Ci sarebbe da chiedersi dove stavano e cosa facevano gli ambientalisti fondamentalisti quando le coste erano assalite dall'abusivismo delle seconde case (per cui c'è sempre una sanatoria politica in progress) e la bellezza soggiogata dal profitto, nella logica di un'estetica da rapina, egoista e devastante... 

R. Già, questa costa è stata devastata da un abusivismo edilizio di scarsa qualità, per un mare vissuto un mese all’anno. Le dune costiere sono sbancate per fare parcheggi, ci sono costruzioni che arrivano fino in mare. Roca Vecchia, una città di 4000 anni fa, è in completo abbandono, e anche la grotta vicino a quella della Poesia. Le spiagge sono invase dalla spazzatura marina. E l’unica minaccia ambientale è un tubo di 90 cm di diametro? Mi viene da dire come Totò: mi faccia il piacere!

D. Ieri NO-TRIV, oggi SI-TAP: c'è un denominatore comune? 

R. Veramente NO-TAP fa il verso a NO-TAV. La TAV è un’opera costosissima, pagata con fondi pubblici, che devasta l’ambiente. E’ giusto dire NO. E le trivellazioni sono la stessa cosa. Perforare il fondo del mare per estrarre combustibili fossili è una follia. Sono due NO sacrosanti. La risposta radicale dei NO-TAV… se abitassi lì probabilmente andrei anche io a sabotare i cantieri. Per il NO-TRIV sono andato a tribune referendarie, con Teresa Bellanova, ho partecipato a decine di conferenze (una con l'oncologo Giuseppe Serravezza), ho scritto articoli, ho scritto documenti tecnici. E continuo a dire in ogni occasione (il 12 maggio l’ho detto a una commissione del Parlamento del Mediterraneo, alla Camera di Monte Citorio) che si tratta di azioni che espongono il Mediterraneo a rischi che non vale la pena di correre.

D. Stiamo rimodulando un'idea di futuro, fra neo-Umanesimo industriale e ritorno alla bellezza: meno fossili, più energie dolci, alternative, impatto soft, sostenibile: per Brindisi e Taranto che riconversioni ipotizzare? 

R. La sfida dell’umanità consiste nella conversione ecologica, predicata ANCHE, da Papa Francesco, il primo religioso convertitosi a una scienza: l’ecologia. Dobbiamo rimetterci in armonia con la natura. E dobbiamo quindi reinventarci i nostri sistemi produttivi. Quasi da zero. Dobbiamo imparare a costruire case che non consumano energia tradizionale (basata sulla combustione), dobbiamo produrre il cibo in modo da non distruggere gli ecosistemi naturali, dobbiamo consumare senza produrre spazzatura. Le tecnologie devono essere sviluppate a questi fini. Io credo che ci sia la possibilità di vivere senza distruggere. La parola Umanesimo non mi piace, perché parla di “uomo”. Noi abbiamo dato troppa importanza a noi stessi. Ci siamo addirittura inventati un dio a nostra immagine e somiglianza.
E’ questo complesso di superiorità che ci sta mettendo nei guai. Dobbiamo fare un bel bagno di umiltà, ridimensionare le nostre aspettative. Gli ultimi papi hanno visto giusto. La natura si ribellerà a quello che le stiamo facendo, disse Giovanni Paolo II, e disse anche che non ci può essere pace senza giustizia.
Gli occidentali hanno ridotto il mondo in questo stato, e ora lo devono rimettere a posto. Francesco predica la conversione ecologica. Non credo all’uomo invisibile che vive nell’alto dei cieli e che ci guarda da lassù, ma credo che chi parla a suo nome finalmente ha capito quello che la scienza dice da molto tempo: non possiamo andare avanti così, dobbiamo cambiare. Dobbiamo usare la tecnologia per realizzare il cambiamento. Ma abbiamo bisogno di una nuova visione del mondo. Quella che ci mette DENTRO la natura e non SOPRA la natura.

D. Serravezza in sciopero della fame e della sete: il messaggio subliminale è che Tap porta brutte patologie: non è un'enfasi pericolosa, oltre che una forzatura (come anche Arpa-Puglia ha rammentato)?

R. Serravezza, pur essendo un medico, ha una visione ecologica dei problemi. Cura i sintomi (il cancro), ma dice che la vera cura è rimuovere le cause (l’ambiente che genera il cancro). Anche se pare un ragionamento banale, non è per nulla ovvio ed è una strategia che raramente si persegue. La cura dell’ambiente è poco sentita, da noi. Siamo in perfetta sintonia. Il mio mestiere è l’ambiente, il suo è la salute umana. Quel tubo non causa grandi problemi ambientali, e non ha conseguenze sulla salute umana. Tutti abbiamo un gasdotto che entra a casa nostra (si chiama tubo del gas) e il gas arriva nelle nostre case attraverso i gasdotti.
Ma di che stiamo parlando? Mi spiace: Serravezza sbaglia. Sbaglia soprattutto perché inscena una protesta radicalissima (lo sciopero di fame e sete) per un problema marginale. Non mi pare lo abbia mai fatto prima.
Ma con tutti i problemi che ci sono, per la salute umana a causa del degrado ambientale, proprio TAP doveva scegliere? L’impressione è che sia una minaccia enorme e terribile. Ora la sua posizione è che sia la goccia che fa traboccare il vaso. Quella che colma la misura. Sono d’accordo con Serravezza al 99%, ma su questo proprio non sono d’accordo, anzi, si tratta di una posizione che paradossalmente squalifica le posizioni precedenti. Questo ambientalismo viscerale toglie forza alle proteste sacrosante, e le squalifica.

D. Cos'è il progetto Lter?
R. Significa Long Term, Lungo Termine. I progetti di ricerca sono di solito di tre o quattro anni, poi i ricercatori devono presentarne altri, rispondendo a bandi che assegnano fondi. Si devono rincorrere i vari argomenti coperti dai bandi.
Ma la natura ha la sua “storia” che deve essere seguita e, per farlo, ci vuole il lungo termine. Per la meteorologia lo sappiamo benissimo. Non si chiede ai meteorologi: per tre anni studiate i temporali, poi nei successivi tre anni studiate il vento, e poi, invece, focalizzate sulle ondate di calore.
I meteorologi studiano il tempo atmosferico sul lungo termine, realizzando serie storiche che ci permettono di ricostruire, appunto, la “storia” delle condizioni meteorologiche. Lo stesso si deve fare con tutte le altre manifestazioni della natura: osservazione a lungo termine. All’Avamposto Mare di Tricase Porto vorremmo fare proprio questo. Fare un inventario della biodiversità di questo mare e osservare, nel lungo termine, la sua evoluzione.
Per comprenderne il cambiamento e comprenderne le cause. Per farlo, ci vuole un sostegno a lungo termine della ricerca. Tutto qui. Ora non si sta facendo. 

Biodiversità, al via eventi in Puglia

di DONATO FORENZA - La Biodiversità rappresenta “la variabilità tra gli organismi viventi di qualsiasi fonte, inclusi gli ecosistemi terrestri, marini e acquatici e i complessi ecologici di cui sono parte; la biodiversità include la diversità all’interno delle specie, tra le specie e la diversità degli ecosistemi” (Convention on Biological Diversity).

In Puglia tra i numerosi eventi va annoverata la “Settimana della Biodiversità Pugliese”. Concerne oltre quaranta eventi articolati in cinque convegni, tre presentazioni di nuovi libri, sei seminari, molte interessanti visite guidate nei campi in cui vengono conservate le risorse genetiche vegetali, mostre fotografiche e pomologiche; è prevista l’apertura al pubblico e visite dei laboratori con peculiari degustazioni di prodotti tipici.

Gli eventi sono proposti dalla Regione Puglia in connessione con cinque progetti integrati per la biodiversità finanziati con il PSR Puglia 2014-2020 (anche in collaborazione con l’Università di Bari) nel contesto della “Prima Settimana della Biodiversità Pugliese di interesse agricolo e alimentare” (18-26 maggio 2017). Numerose sono le iniziative per la salvaguardia della Biodiversità. Ad esempio, nell’ambito della Biodiversità zootecnica della Regione Puglia sono stati già previsti sostegni quinquennali per la salvaguardia delle razze autoctone in pericolo di estinzione per agricoltori singoli o associati iscritti all’Anagrafe delle Aziende Agricole, che detengano animali appartenenti alle razze locali in pericolo di estinzione per aumentare la consistenza numerica delle stesse.

Importanti sono i vasti Programmi europei, nazionali e regionali e i relativi interventi previsti nel settore forestale e negli altri sistemi ambientali. In varie regioni d’Italia gli eventi stanno facendo rilevare la inderogabile necessità della sostenibilità e della tutela continua della Biodiversità  quale indifferibile servizio ecosistemico in tutti i suoi settori di attività per il miglioramento della qualità della vita.

mercoledì, maggio 24, 2017

Depuratore Cassano Murge, Zullo: "Bella giornata per la città e l'ambiente"

BARI - Così il presidente del gruppo regionale di Direzione Italia, Ignazio Zullo, partecipando a Cassano Murge (BA) all’inaugurazione dell’ampliamento del depuratore. “E’ bello veder giungere a compimento le opere pubbliche per le quali si è stati promotori fin dalle fasi iniziali”. Così il presidente del gruppo regionale di Direzione Italia, Ignazio Zullo, partecipando all’inaugurazione del nuovo impianto di depurazione di Cassano Murge.

“Quando ero assessore all’Igiene Pubblica di Cassano, nel ‘96/’96 – ricorda Zullo – presentai all’allora prefetto Catenacci, nell’ambito dei Finanziamenti per l'emergenza ambientale (c'erano stati casi di colera) i progetti per la realizzazione della pubblica fognatura per le zone extraurbane e per l’ampliamento del depuratore. La prima realizzazione è stata portata a termine da tempo. Oggi abbiamo, invece, inaugurato la seconda risolvendo un grande problema per tutti quei residenti che non potevano essere allacciati alla rete fognaria in quanto il vecchio depuratore non possedeva capacità ricettiva per nuovi allacci e nuovi carichi di reflui. Da oggi tutte le domande che giacciono all’Acquedotto pugliese potranno essere evase, ma – aggiunge  – abbiamo contribuito a dare una qualità di vita migliore ai cittadini di Cassano ed abbiamo soprattutto salvaguardato l’ambiente e assicurato la tutela delle acque e del sottosuolo.

“Ora la mia attenzione in Regione si concentrerà sulla realizzazione dell'impianto di affinamento delle acque, già finanziato, che permetterà il riuso delle acque affinate in agricoltura e per la redazione del Piano dei fanghi per l'utilizzo dei fanghi sui suoli agricoli. Ovviamente – conclude Zullo - é un risultato che va ascritto anche a chi ha retto il governo del Comune dal 1995/96 ad oggi a dimostrazione che quando la politica di concentra sul fare e non sul battibecco, anche se con ritardo, riesce sempre a portare a casa risultati. Quello di oggi è un esempio”.

Bari, al via il piano di pulizia di spiagge e coste cittadine

BARI - È partito il piano estivo di pulizia del litorale a cura di Amiu Puglia. Anche quest’anno il programma si realizzerà in due differenti fasi. Durante la prima, operatori e mezzi aziendali provvederanno alla rimozione di rifiuti ingombranti, e comunque di medio-grandi dimensioni, arenati sul litorale. Si tratta di un servizio straordinario che proseguirà fino al prossimo 31 maggio.

Dal 1° giugno, invece, prenderà il via il servizio ordinario di pulizia di spiagge e coste cittadine. Un’attività che vedrà impegnati 30 operatori, suddivisi in 10 squadre e distribuiti uniformemente su tutto il litorale cittadino, fino a
l 15 settembre.

Sono due le novità introdotte quest’anno nel servizio: gli addetti raccoglieranno i rifiuti e, ove possibile, li selezioneranno in modo differenziato, utilizzando delle buste di colore differente a seconda della frazione di rifiuto ritrovata e rimossa. Inoltre, tutti gli operatori avranno a disposizione del materiale informativo relativo alla raccolta differenziata e al corretto conferimento dei rifiuti, che sarà distribuito a bagnanti e cittadini durante l’orario di servizio.

Sono escluse dal estivo di pulizia le spiagge private e i lidi di Torre Quetta e Pane e Pomodoro, in quanto queste ultime sono già oggetto di un servizio esclusivamente dedicato.

Infine, dal 1° giugno verranno posizionati, lungo tutto il litorale cittadino, con particolare attenzione alle spiagge e ai tratti costieri più frequentati da cittadini e turisti, circa 300 contenitori mobili - i cosiddetti getta rifiuti - per il conferimento dei rifiuti.

“Con l’avvio della nuova stagione balneare - dichiara l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli - anche il servizio quotidiano di pulizia delle spiagge sarà improntato a una nuova attenzione alla raccolta differenziata dei rifiuti, anche quelli portati dal mare. Questo conferma il nostro impegno, condiviso appieno da Amiu Puglia, nel sensibilizzare i cittadini sulla cura degli spazi pubblici e sull’importanza di separare ogni tipo di rifiuto. Credo non ci sia nulla di più convincente che il buon esempio, e vedere gli operatori Amiu muniti di buste differenti per ripulire le nostre spiagge e consegnare il materiale informativo sulla differenziata è un segnale più che eloquente”. 

lunedì, maggio 22, 2017

Acquedotto Pugliese da Spa in Azienda speciale? "Si può fare"


di REDAZIONE - Mercoledì 17 maggio si è tenuta la riunione del Tavolo tecnico paritario Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Regione Puglia per la Ripubblicizzazione di AQP SpA.
Al tavolo, fra gli altri, il Prof. Avv. Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università Federico II di Napoli, fra gli estensori del Referendum del 2011 sui servizi idrici e gli altri SPL, difensore della Regione Puglia dinanzi alla Corte costituzionale dell’esito referendario nella celebre sentenza della Corte costituzionale n. 199 del 2012, nonché unico in Italia – nella sua qualità di Assessore al Comune di Napoli con delega ai Beni Comuni – ad aver operato la trasformazione di una società per azioni di gestione del servizio idrico in soggetto di diritto pubblico (ARIN SpA in ABC azienda speciale).

Il Prof. Alberto Lucarelli, in tale sede, ha sostenuto e motivato le seguenti conclusioni:
- L’assoluta sostenibilità giuridica della trasformazione di AQP SpA in azienda speciale (alla luce del diritto europeo e nazionale);
- La Regione Puglia è soggetto legittimato a deliberare la trasformazione, in quanto la materia non rientra tra quelle di competenza statale;
- Nelle materie transitate nelle competenze regionali, per effetto della riforma costituzionale del 2001, si consente alla legge regionale di sostituirsi alle precedenti norme dettate dalla legge dello Stato;
- Fra società per azioni e azienda speciale esistono differenze pratiche sostanziali:
  1. la SpA (anche a intero capitale pubblico) può fallire mentre l’azienda speciale no, con conseguenze diverse non solo sul piano economico ma anche sociale e sanitario;
  2. la SpA (anche a intero capitale pubblico) ha scopo di lucro mentre l’azienda speciale il pareggio di bilancio, da cui discendono politiche aziendali diverse e, ancora una volta, conseguenze diverse sul piano socio-economico.
La forma giuridica privata incide significativamente anche sui rapporti di lavoro, fiscali e tributari;i l decreto Madia (codice della società partecipate) contrasta le SpA a capitale interamente pubblico, mentre non tocca le aziende speciali.
L’unico modo per mettere in sicurezza l’acqua come bene comune e il servizio idrico integrato pubblico – e auspicabilmente partecipato – è quello di passare velocemente all’azienda speciale.
Del resto, come sostenuto anche dai sindacati presenti, non si può protrarre l’attuale situazione di incertezza poiché questa crea difficoltà e danni alla gestione aziendale (piani industriali, strategici, investimenti,…) con effetti anche sulle tariffe.
A questo punto la strada è tracciata: quello che occorre è una decisa e determinata volontà pubblica. Al riguardo, ci hanno fatto piacere le dichiarazioni di chi, come il Consigliere Colonna, ha sostenuto che se ci fosse la possibilità giuridica di un’azienda speciale, questa sarebbe la prima opzione.
Il Prof. Alberto Lucarelli ha distribuito una bozza di delibera di trasformazione di AQP SpA in Azienda Speciale che sarà resa disponibile a breve.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e le associazioni/organizzazioni/comitati aderenti alla campagna “Acqua e democrazia

Acqua Bene Comune - Beni Comuni - Comitato Alezio (LE), AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica,  ABAP Puglia (Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi), ARCI PUGLIA, Associazione “Laici comboniani” - Lecce, Associazione “Sviluppo Sostenibile”, Attivisti a 5 stelle Martina Franca (TA), Azione Civile -Ingroia, Banca Etica – Gruppo Iniziativa Territoriale (Bari), Beni Comuni - Lecce, Beni Comuni - Taranto, Cobas - Com. di Base della Scuola Bari
Cobas, Confederazione dei Comitati di base, Collettivo EXIT di Barletta, Collettivo “Terra Rossa” di Lecce, Comitato “Acqua Bene Comune” - Lecce, Comitato Acqua - Palo del Colle (BA), Comitato Acqua - Bari, Comitato “Beni Comuni” – Putignano (BA), Comitato di Terra di Bari per il NO alla Riforma Costituzionale, Comitato NO TRIV Terra di Bari, Comitato per il rispetto della Costituzione – Putignano (BA), Comitato “2sì acqua bene comune” – Terlizzi (BA), Consulta Ambiente - Santeramo (BA), ConvochiamociperBari, Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell'Acqua, Coordinamento No Triv Basilicata, Coordinamento regionale “Acqua Pubblica Basilicata”, EUGEMA Onlus – Giovinazzo (BA), Forum Ambiente e Salute – Lecce, Gravina 5 Stelle - Gravina in Puglia (BA), Italia Nostra – sez. Sud Salento, Lecce Bene Comune, LiberiAMO Taranto, Masseria dei Monelli - Conversano (BA), Missionari Comboniani - Bari, Missionari Comboniani – Lecce, Movimento Beni Comuni – Mesagne (BR), Movimento “ilGrillaio” – Altamura (BA), Movimento 5 Stelle Altamura, M5S Puglia, Popoli e Culture - PRC Bari, PRCPuglia, RifiutiZero Bari, Risorgimento socialista, USB - Bari, Prof. Riccardo Petrella, Presidente Institut Européen de Recherche sur la Politique de l'Eau, IERPE

giovedì, maggio 11, 2017

Emiliano a Roma con 100 sindaci per TAP


“Qui ci sono una provincia intera e una regione intera che hanno la stessa posizione e chiedono solo di poter parlare col Governo. Quindi penso che almeno un incontro ce lo possano dare. Anche perché dubito che il Governo possa riuscire a realizzare un’opera contro il volere della popolazione, non è dato in natura e sarebbe uno spreco enorme di energia. Il gasdotto Tap se proprio si deve fare, si può localizzare in un’altra area, non su una delle spiagge più belle d’Italia”.

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo oggi a Roma, al fianco di quasi centro sindaci salentini, alla manifestazione sotto Palazzo Chigi per chiedere un incontro urgente al Governo sul gasdotto Tap. In particolare le istituzioni pugliesi, compatte, sono contrarie all’approdo del gasdotto sulla meravigliosa spiaggia di San-Foca Melendugno e propongono una localizzazione alternativa, in una zona già infrastrutturata, poco più a nord.

“Sulla Tap – ha dichiarato ai microfoni Emiliano - non si può neanche discutere e parlare, un nostro concittadino, il dott. Giuseppe Serravezza, ha iniziato per questo lo sciopero della fame e della sete arrivando a condizioni gravissime. Noi quindi, anche per salvaguardare la salute di quest’uomo, siamo qui perché desideriamo ottenere, per conto di tutti i sindaci della Provincia di Lecce, un incontro col Governo per discutere in maniera pacata della localizzazione del gasdotto Tap. Una richiesta che non è più solamente del Presidente della Regione ma di tutti i sindaci della provincia di Lecce.

Ci auguriamo che la nostra mitezza e la nostra moderazione siano di stimolo per la Presidenza del Consiglio dei ministri per ottenere questo incontro. Un incontro che peraltro consentirebbe a tutti di comprendere sino in fondo le ragioni di chi si oppone alla Tap.

Veniamo spesso descritti come quelli della sindrome del No, della sindrome Nimby ma non è così. Perché i sindaci del Salento sono stati capaci, insieme alla Regione Puglia, di produrre una proposta di delocalizzazione dell’approdo più a nord, in un’area industriale, grazie al Consiglio comunale di Squinzano, in cambio della decarbonizzazione della vicina centrale Enel di Cerano. La nostra è una comunità pensante, che cerca delle mediazioni”.

“Certo – ha proseguito Emiliano - tutti farebbero a meno di una acciaieria, di un gasdotto, di una centrale elettrica. Ma è evidente che quando una comunità fa una proposta alternativa, in massa, si sarà capito che non è una questione di principio solo del sottoscritto. Questa manifestazione è stata organizzata dai sindaci e mi hanno chiesto loro di essere qui.

Spero che il Governo comprenda che sindaci e presidente della Regione (che peraltro hanno nel loro programma della Puglia lo spostamento dell’approdo del Tap) sono qui in adempimento del dovere, non per un principio di contraddizione. Siamo qui per dar voce alle nostre comunità e continuare nel nostro modello di sviluppo che, con riferimento all’area dove il gasdotto deve arrivare, sarebbe contraddetto in una maniera mortale.

Questi sindaci stanno facendo sforzi enormi per attirare turisti, per cambiare l’immagine delle loro terre, per renderle più accoglienti e per attrarre l’attenzione internazionale. L’aeroporto di Brindisi, che è al servizio di questo grande movimento turistico, sta registrando numeri enormi, sarebbe davvero pazzesco che la presenza di questo impianto stroncasse questo lavoro fatto non da oggi, ma da anni”.

“Ringrazio tutti voi per l’attenzione – ha detto Emiliano rivolgendosi ai giornalisti - e mi auguro che della Tap si possa discutere in Italia non solo in Puglia e non solo nel chiuso delle stanze. Perché come accade per le cose impresentabili, di questa vicenda si parla poco, male e normalmente manipolando l’informazione. Grazie a tutti voi che siete qui per la verità, per il dott. Serravezza, per il Salento e per la Puglia”.

In risposta alle domande della stampa sulla proposta di decarbonizzazione della centrale Enel di Cerano, Emiliano ha precisato: “Enel sa perfettamente che il carbone è un’epoca chiusa e finita. Il carbone diventerà, come ha detto il ministro Calenda, un residuato del passato. Proprio ieri il ministro ha accennato al piano di decarbonizzazione dell’Italia e devo dire che questa è stata una bella notizia. Ma la decarbonizzazione si può attuare facendo arrivare i gasdotti dove non alterino gli equilibri turistici e ambientali. La sostituzione del carbone con il gas è più facile oggi perché i prezzi dei due combustibili si stanno avvicinando moltissimo. Questo rende l’opzione non solo la più pulita allo stato, ma anche conveniente dal punto di vista economico”. Emiliano ha ricordato che la Puglia ospita la più grande centrale Enel a carbone di Europa e la più grande acciaieria a carbone di Europa (Ilva di Taranto): “Produciamo molta più energia di quella che consumiamo e continuano a tormentarci, questa cosa deve finire. Enel, che è un’azienda che sta sul mercato, avrà tutto l’interesse a puntare su un sistema che inquina meno”.

Rispetto invece al tema molto sentito dalle popolazioni dello spostamento degli ulivi il Presidente ha detto: “La Tap non è affatto un’opera certa. Pende ancora un ricorso davanti alla Corte Costituzionale che potrebbe portare addirittura il Governo a revocare l’autorizzazione unica. Ma soprattutto noi siamo certi che la Commissione di Via (valutazione d’impatto ambientale) che non ha ancora dato il via libera alla cantierizzazione, troverà tali e tante problematiche dal punto di vista geologico e tecnico-progettuale nell’area di Melendugno da dovere scartare il sito.

Ed è per questo che c’è rabbia tra i cittadini: spostare centinaia di ulivi senza avere la certezza che il cantiere sarà lì è una manifestazione di arroganza e sicumera che ha irritato fortemente la nostra sensibilità”.

“Pende un ricorso - ha spiegato Emiliano - perché il Governo non ha mai invocato la cosiddetta intesa forte, cioè non ha mai convocato la Regione Puglia. Era convinto, il Governo, che non fosse più necessaria l’intesa forte per la localizzazione dell’opera e quindi non ha convocato la Puglia. Adesso un’altra sentenza della Corte costituzionale ha detto invece che ci vuole l’intesa forte. Abbiamo quindi rivolto alla Corte costituzionale un ricorso per chiedere che la procedura sia retrocessa nella fase in cui alla Puglia venga chiesto il luogo dove deve arrivare il gasdotto. E quando ce lo chiederanno, indicheremo una località diversa da quella di San Foca”.

“Adesso bisogna avere una posizione unica - ha concluso il Presidente - qui stiamo lavorando nell’interesse della regione intera, i sindaci sono di tutti i partiti. È un obbligo di ciascuno di noi non strumentalizzare politicamente questa battaglia, altrimenti la perdiamo”.

martedì, maggio 09, 2017

Matera, grande partecipazione all'assemblea Salvalacqua e No-triv


di Redazione - Più di sessanta persone sono giunte a Matera il 6 maggio per l'assemblea #salvalacqua no triv. Pugliesi e lucani hanno condiviso informazioni, elaborato proposte e strategie per difendere il diritto all'acqua potabile di buona qualità. Dopo il convegno “SALVALACQUA DAL PROFITTO E DAL PETROLIO” lo scorso 23 marzo a Bari, i movimenti, gruppi, associazioni e singoli cittadini di Puglia e Basilicata si sono dati appuntamento a Matera (Capitale Europea della Cultura 2019) per ribadire, a tre anni dalla nascita della Rete appulo-lucana Salvalacqua, la priorità dell'Acqua sul Petrolio. "Temiamo che quelle 400 tonnellate di greggio sversate in Val d'Agri - almeno stando a quanto dichiarato da Eni con un ritardo vergognoso - siano sottostimate. Non ci conforta l'approssimazione di Enti locali e ARPA di Puglia e Basilicata che pare ci tengano più alle sorti di una grossa azienda che non a milioni di uomini, donne e bambini lucani e pugliesi. Ci inquietano le parole del Sottosegretario del MISE Gentile, che facendo riferimento ai continui sversamenti di idrocarburi a Viggiano e Grumento, ha ridotto irresponsabilmente il tutto ad un semplice “incidente di percorso”, affermando addirittura che si tratta di “incidenti che possono accadere e che non è escluso che possano accaderne altri in futuro”.

L'acqua unisce ancora una volta lucani e pugliesi (e non solo): le sorgenti lucane sono le stesse che dissetano i pugliesi e durante l'assemblea la preoccupazione si è toccata con mano soprattutto sul versante pugliese che ha partecipato in maniera importante all'evento. Del resto i lucani sono pochi e sono soprattutto i comuni pugliesi che utilizzano l'acqua del Pertusillo (situato a soli 2 km dal Centro Oli di Viggiano - COVA). 


Prossimo appuntamento sabato 27 maggio in piazza, a Matera. La capitale della Cultura 2019 non può rinunciare ad un ruolo chiave nell'affermazione di una nuova CULTURA DELL'ACQUA, al riparo dagli "incidenti rilevanti" dell'industria del Petrolio e dalle imminenti privatizzazioni come quella che attende l'Acquedotto pugliese nel 2018. 
TANTE LE RICHIESTE emerse in assemblea a partire dalla chiusura definitiva del COVA, allo spostamento dagli incarichi di tutti quei dirigenti che dovrebbero tutelarci e che sono sotto processo per reati ambientali; dalla cancellazione della Fondazione Osservatorio Ambiente (poco attiva in Basilicata a fronte dell'utilizzo di tanti soldi pubblici) allo stop all'impianto mobile di trattamento dei reflui petroliferi arrivato in Val d'agri nei mesi scorsi per "ripulire" le acque inquinate (progetto SIMAM) ma che ha già sollevato in passato le fondate critiche delle associazioni locali subendo anche uno stop amministrativo. Si chiede, inoltre, che le associazioni ambientaliste ed i comitati possano intervenire concretamente e fattivamente alle Conferenze di Servizi e si auspica di conoscere i risultati dello studio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sugli impatti delle trivellazioni in Val d'Agri. “Ai sindaci torneremo a chiedere con forza di promuovere con le ASL analisi delle acque erogate nei rispettivi territori e non escludiamo di ricorrere alla giustizia italiana ed europea. A Matera ci arriveremo coinvolgendo tutti gli attori sociali, le agenzie educative dei vari territori, i sindaci e le comunità religiose che sono, spesso, più vicini ai cittadini di quanto non lo siano i governi regionali e nazionali. 

L'acqua è un elemento paradigmatico, un baluardo a difesa della sovranità popolare. La difesa del diritto umano all'acqua ben si presta ad una sintesi di tutte le battaglie a difesa dei BENI COMUNI (NO TAV, Il Popolo degli Ulivi, NO TAP, etc.). A questi cittadini attivi impegnati nei vari territori va la nostra solidarietà e vicinanza ed in nostro invito ad unire le forze.

giovedì, maggio 04, 2017

Ilva, Turco: "Al fianco dei Genitori Tarantini. Mattarella li incontri al più presto"

BARI -  “Bene l’incontro in Prefettura, ma si diano tempi certi sull’istituzione del tavolo tecnico. E mi auguro che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontri al più presto le madri e i padri di Taranto che da tempo lottano per la salute dei propri figli”. Lo dichiara il consigliere de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco, commentando l’incontro svolto ieri in Prefettura con il comitato Genitori Tarantini.

“Sono convinto – dice Turco – che il capo dello Stato dall’alto della sua sensibilità istituzionale, e alla luce non a caso della sua visita al Paolo VI per l’inaugurazione del prossimo anno scolastico, stimolerà il Governo nell’adozione di iniziative tempestive ed adeguate perché sino ad ora, in questa travagliata vicenda, la loro parte l’hanno fatta solo i magistrati. Le cui azioni si sono dimostrate efficaci”.

“Sì, proprio i magistrati – sottolinea Turco – perché senza il loro intervento il caso Taranto-Ilva non sarebbe mai esistito Come medico e soprattutto come tarantino sarà al fianco di questi genitori. Il diritto alla salute non conosce colori politici e ideologie”.

sabato, aprile 29, 2017

Ecotassa, Santorsola: "Rispetteremo sentenza, adesso attendiamo dati differenziata"

BARI - “Come è ovvio che sia la Regione Puglia rispetterà la sentenza della Corte Suprema in merito al ricorso dei comuni della Provincia di Lecce sull’applicazione delle aliquote per il calcolo dell’Ecotassa. Tuttavia ritengo utile fare qualche precisazione rispetto alle roboanti dichiarazioni che fanno apparire l’ente regionale come una specie di sanguisuga irrazionale.

In primo luogo va detto che, a seguito delle norme transitorie a sostegno dei comuni relativamente all’entrata in vigore della L.R. 38/2011, le aliquote ecotassa applicate nella maggioranza dei casi sono lontanissime dai tetti massimi previsti, addirittura in alcuni casi inferiori a quelli ottenuti con la recente sentenza”. Così l’Assessore alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia, Domenico Santorsola, in relazione al tema del tributo per il conferimento in discarica dell’indifferenziato.

“Va detta ancora una cosa: l’aliquota è solo uno dei due fattori di costo che concorrono alla spesa complessiva che i comuni, e quindi i cittadini, pagano sotto la voce ecotassa. L’altra variabile è quella dei quantitativi conferiti, e l’unica maniera di ridurla è lavorare a spron battuto per migliorare le performance di raccolta differenziata. Per quanto - prosegue Santorsola – le sentenze possano accettare la tesi di riduzione delle aliquote se si continuano a conferire in discarica tonnellate su tonnellate di rifiuti indifferenziati, il costo per le tasche dei cittadini continuerà ad essere odiosamente alto”.

“A questo punto, se dal canto regionale si sta già operando nella direzione di aggiornare la legge regionale, dall’altro - conclude Santorsola - è necessario che i comuni si impegnino a raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dalla L. 221/2015, ovvero il cosiddetto collegato ambientale”.

domenica, aprile 23, 2017

Tap, "E se la spostassimo nelle zone già industrializzate?"

di FRANCESCO GRECO - Tap si, Tap no, Tap dove. Ulivi da spostare, poi torneranno (come quelli della Maglie-Otranto): l’arte dei pazzi. Intanto arrivano infiltrati e provocatori di professione: che devastano i muretti a secco, mentre il Tar del Lazio sospende i lavori per qualche giorno.

E’ una lotta contro il progresso? Non vogliamo assumerci i rischi che esso comporta? Non manca intanto il risvolto populista di chi gioca al tanto peggio tanto meglio. La rete che porta il gas ha fatto 8000 km passando dalla Turchia, la Grecia e l’Albania. Non hanno avuto paura. Ora si fermerà?

Ne parliamo col regista Massimo Fersini (“Totem Blue”, 2009), che sulla questione sta preparando un docu-film.

DOMANDA: In questi giorni ci sono stati scontri e proteste nella zona di Melendugno relative alla Tap. Lei che idea si è fatto? 
RISPOSTA: “Sono stato fuori per impegni di lavoro e non ero presente sul territorio, ma seguo quello che accade. Dinanzi a questi fatti cerco di pormi sempre con la massima imparzialità per dare una lettura oggettiva delle cose e per non essere tacciato di pregiudizi a priori, ma ahimè anche stavolta ci ritroviamo davanti a una brutta pagina che coinvolge il nostro territorio. Si parla sempre in nome del progresso e dello sviluppo, mi sono letto dei volantini divulgativi che vogliono tranquillizzare i cittadini, convincerli che la Tap non causa alcun danno, che si tratta solo di un canale che passa sottoterra e nessuno vede nulla. Ma non è proprio così. Intanto dove passa il cosiddetto canale, le piante vengono distrutte, il terreno viene scavato in profondità, ed è molto improbabile che si possa ristabilire tutto così com’era, e poi verranno costruite quelle macchine infernali preposte al funzionamento del gasdotto che non sono certo del tutto innocue, al contrario sono un pericolo per l’inquinamento, in una zona come quella di San Foca, tra le più belle d’Europa”.

D. E’ il caso di spostarlo da un’altra parte? 
R. “Qui non si tratta che nel mio orticello non va bene e negli altri si… Ma mi viene da chiedermi se è davvero necessario far passare miliardi di metri cubi di gas tra spiagge meravigliose e oliveti secolari, anziché in zone già industrializzate. Comunque il problema è la visione globale che ancora oggi si ha di progresso. Noi dobbiamo entrare nell’era che io definisco di “Capitalismo Bianco”, cioè un capitalismo moderno fondato sulle fonti energetiche pulite, sulla riduzione degli sprechi, dell’inquinamento, ma non solo, il Capitalismo Bianco deve rivoluzionare interamente il modello di vita attuale sempre più schizofrenico, con conseguenze anche sull’aspetto psichico delle persone. Bisogna scegliere un modello più slow, avere più attenzione verso ciò che ci circonda se vogliamo che il pianeta ci sopporti ancora per qualche decennio”.

D. E’ una questione che non riescono a risolvere a livello mondiale… 
R. “Non lo vogliono risolvere, e con questi chiari di luna… Tuttavia, negli altri paesi si stanno facendo passi avanti, nonostante tutto. Hanno cominciato la coltivazione della canapa industriale, poi il vento, l’acqua, il sole, addirittura si fanno esperimenti sul processo della fotosintesi come ipotesi di energia alternativa e qui ancora parliamo di gas e carbone”.

D. Si riferisce alla centrale di Cerano? 
R. “Esattamente. Il Salento è continuamente sottoposto a feroci violenze di natura ambientale. Dall’Ilva di Taranto, alla centrale a carbone di Cerano, Brindisi, adesso ci ritroviamo la Tap, per non parlare del flagello della xylella che ha distrutto l’intera economia agricola. E non finisce qui, spesso in mare e in terra c’è il ritrovamento di rifiuti tossici sotterrati per arrivare poi alle trivelle del petrolio in mare. Ma ci vogliamo dare una regolata o no? Tutto questo in un fazzoletto di terra come il Salento, una terra fragile che va preservata. Cosa ne vogliamo fare della penisola Salentina?”.

D. Nonostante tutto è sempre una delle méte turistiche più gettonate… 
R. “Al momento rimane la nostra unica fonte di guadagno, ma non credo che tutte queste operazioni distruttive giovino all’industria turistica. Vede, la forza del turismo nel Salento è proprio la valorizzazione del territorio. Le faccio un esempio: ogni struttura, dal più piccolo b&b al grande villaggio, si sposano con le caratteristiche del territorio. Ogni cosa si immerge nella natura salentina, crea una simbiosi con la campagna circostante, col cibo, col mare… Si crea un ambiente unico che permette agli ospiti di immergersi interamente nella nostra cultura che tradizionalmente è molto accogliente, ricca di storia, di tradizioni. Anche le strutture cosi dette di “divertimentifici”, se mi permette il termine, non sono corpi del tutto estranei al contesto. E questo risultato è stato possibile grazie all’intraprendenza delle persone che ci lavorano, al loro ingegno, che con poco hanno saputo creare un habitat importante per lo sviluppo turistico”.

D. Eppure Briatore dice che questo turismo non funziona con i ricchi… 
R. “Questa cosa mi fa un po’ ridere. Io non so Briatore a quali ricchi si riferisse. Probabilmente a una categoria di ricchi che ama il turismo escort, droga e discoteche. Una volta era sesso droga e rock and roll. Che con tutte le contraddizioni del caso almeno era un manifesto di libertà. Ma al di là delle battute, io so invece che molti ricchi amano proprio il nostro modello di turismo. E le posso assicurare che in Salento ci sono strutture di lusso, molto eleganti, che rispecchiano tutte le caratteristiche di cui dicevo prima. Guardi, dobbiamo capire una cosa. Non siamo a Dubai, dove in mezzo al deserto hanno costruito strutture post-moderne, extra lusso, corpi completamente estranei in mezzo a sterminati km di deserto. Qui da noi è completamento l’opposto. Una sinergia tra territorio, cultura, tradizione, cibo, mare e ovviamente le persone”.

D. Possiamo dire che in questo le politiche regionali hanno funzionato? 
R. “Stop! Non diamo ai politici meriti oltre il loro vero valore. I meriti, ripeto, sono tutti della gente che ci lavora”.

sabato, aprile 22, 2017

Mar Piccolo, il fantasma della bonifica

TARANTO - Nota di Legambiente Taranto. Ogni tanto un accenno, una notizia di accordi di collaborazione, un riferimento agli studi in corso, a progetti e contratti e poi ... più nulla: si ripiomba nella consueta estenuante attesa che accada - davvero – qualcosa. E' come se a tanti fosse bastato il suo ormai lontano annuncio per mettersi la coscienza a posto e lavarsene le mani. Come se a nessuno interessasse davvero porsi oggi il problema del Mar Piccolo e si considerasse sufficiente decantarne le bellezze presenti nonostante il devastante inquinamento dei fondali.

Anzi, - si apprende nella nota - col passare prima dei giorni, poi dei mesi e infine degli anni (sono quattro quelli che ormai ci separano dalla nomina di Alfio Pini, il primo Commissario alle bonifiche di Taranto), anche le dichiarazioni sono diventate più sparute. Come una speranza che si affievolisce perché non riesce a nutrirsi di fatti concreti. O, forse, per la sopravvenuta consapevolezza che le parole non bastano, da sole, a costruire un domani credibile, ma –al massimo- ad evocare un fantasma, il fantasma della bonifica.

I numeri sono impietosi nella loro crudezza: sono passati più di mille giorni dalla nomina dell'attuale commissario alle bonifiche, la dottoressa Vera Corbelli, ed oltre millecinquecento da quella dell'ingegner Alfio Pini.

Tanti giorni, purtroppo ricchi solo di annunci.

La realtà dei fatti è che non si hanno notizie non solo della bonifica ma neanche della tanto decantata attività di pulizia dei fondali, annunciata ormai due anni fa e che avrebbe dovuto avere inizio entro la prima metà del mese di aprile di quest'anno. A nessuno sfugge, crediamo, che la rimozione delle carcasse di auto, natanti e fusti metallici, dei pneumatici e dei cassonetti che giacciono sui fondali del Mar Piccolo non è la bonifica promessa e che attendiamo, ma – al più – la sua premessa. Bene, anche della premessa abbiamo daccapo perso le tracce: non abbiamo infatti letto da nessuna parte né la notizia dell'effettivo inizio dei lavori, né una spiegazione dei motivi dell'eventuale rinvio, né la comunicazione di una nuova data da cui decorra l'attività di rimozione, solo riscontrato il consueto silenzio.

La realtà dei fatti, che è più forte di mille parole, è che sui risultati, anche parziali, degli studi in corso, propedeutici alla bonifica, non si sa nulla: tutto sembra tenuto rigorosamente sotto silenzio, senza mai rendere pubblico alcunché. Non si sa neanche quando finiranno. Eppure non sono certo i primi studi sul Mar Piccolo: ISPRA, CNR, ARPA Puglia negli ultimi dieci anni hanno già fornito contributi importanti. Sarebbe quindi interessante conoscere i nuovi contributi, poterne discutere pubblicamente. Ma anche in questo caso da nessuna parte abbiamo letto nulla di più di generiche indicazioni.

Né abbiamo trovato traccia di qualche domanda - che pure sarebbe quanto mai necessaria – posta soprattutto da parte di chi oggi rappresenta la città o la regione, dalle forze politiche, dai tanti candidati sindaco. Che strano, in una città come la nostra dove – a volte – volano stracci per molto meno.

Noi abbiamo più volte denunciato il tempo che passa inesorabile senza risultati tangibili, l'assenza di un cronoprogramma e di informazioni adeguate, la scelta di non effettuare sperimentazioni. Ha qualcosa da dire, o da chiedere, chi governa o si candida a governare Taranto?

Restiamo in attesa di risposte e di poter brindare, speriamo presto, almeno al primo "copertone" rimosso dai fondali inquinati del Mar Piccolo. Per la bonifica vera e propria, purtroppo, occorrerà attendere ... non si sa quanto, conclude la nota di Legambiente.

venerdì, aprile 21, 2017

Giornata mondiale dell’acqua, al via iniziative in Puglia

di DONATO FORENZA - Moltissime le iniziative effettuate in Puglia per ricordare la valenza delle risorse idriche e dei servizi ecosistemici dell’acqua, un bene prezioso per l’umanità. La “Giornata mondiale dell’acqua” prevede  le celebrazioni dell’educazione alla “Cultura dell’acqua”, che sono in fieri in vari organismi con manifestazioni interessanti. In particolare, l’Acquedotto Pugliese ha effettuato notevoli attività in collaborazione con numerosi enti. L’ONU per il 2017 ha scelto un tema che concerne le acque reflue e di scarico, quali risorse utili.

Entro la fine dell’anno l’Italia si farà promotrice e ospiterà una “Conferenza sui fiumi del mondo”, che unisca nella tutela, nella valorizzazione e nello scambio di esperienze, i corsi d’acqua più importanti del pianeta. Tra le attività è previsto il progetto Aquamadre, un nuovo brand riconosciuto a livello internazionale, in cui canalizzare programmi ministeriali per diffondere la nuova “Cultura dell’acqua”.

Valide iniziative di sensibilizzazione sono state programmate per l’occasione. Tra le tante, la proposta “Milano Città d’acqua”: percorso tematico ideato per sensibilizzare le persone sullo sviluppo sostenibile, gestione delle risorse e equo accesso alle fonti idriche; si prevedono incontri per le scuole, proiezioni, letture e tavole rotonde. E’ stata attivata la quinta edizione della campagna per il risparmio idrico «Salva la goccia», che chiede a bambini e studenti, insegnanti e cittadini, di aderire alla gara anti-spreco; occorre coinvolgere i bambini per educarli a non lasciare scorrere l’acqua mentre si lavano i denti.

Un programma per stimolare il dibattito sulla sostenibilità alimentare e sullo spreco idrico è creato dal Food Sustainability Media Award; è un premio per coloro che intendono presentare entro fine maggio idee correlate all’agricoltura, alla nutrizione, alla sicurezza alimentare e alla sostenibilità. Utilitalia (Federazione che riunisce 500 imprese di servizi pubblici) è tra i promotori della Conferenza nazionale sulle acque prevista a Roma dalla Presidenza del Consiglio. Ricordiamo che la carenza di acqua potabile sta causando una grave crisi alimentare, dal secondo dopoguerra a oggi, in Nigeria, Sud Sudan, Somalia e Yemen, dove circa 20 milioni di persone  presentano scarso accesso a cibo e risorse idriche. 

giovedì, aprile 20, 2017

Acqua pubblica, 21 aprile: conferenza-dibattito a Palo del Colle

BARI - Venerdì 21 aprile alle ore 19:00, presso la Sala Convegni del Comune di Palo del Colle, il circolo di Sinistra Italiana di Palo del Colle, in collaborazione con il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune e con il Coordinamento No Triv Terra di Bari, organizza una conferenza-dibattito sul futuro dell'Acquedotto Pugliese dal titolo: Fuori l'Acquedotto dal mercato - i profitti e il petrolio non si bevono.

Interverranno:
Giovanna Cutrone - Segreteria Sinistra Italiana di Palo del Colle
Federico Cuscito - portavoce del Comitato Pugliese Acqua Bene, Comune
Rosanna Rizzi - portavoce del Coordinamento NO TRIV Terra di Bari
Anna Zaccheo - sindaco di Palo del Colle

giovedì, aprile 06, 2017

"Il Salento non può diventare la terra dei gasdotti"

BARI - “Il Salento deve essere conosciuto nel mondo per le sue bellezze, non per essere la terra dei gasdotti. Pensare che il gas sia sinonimo di progresso economico significa non esser capaci di vedere oltre il proprio naso. Un governo a pochi mesi dalla fine della legislatura non può decidere del futuro di un intero Paese senza un piano nazionale energetico”, questo il duro commento del consigliere del M5S Antonio Trevisi dopo l’annuncio del terzo gasdotto che dovrebbe approdare sulle coste pugliesi, a Torchiarolo, e le dichiarazioni del ministro Calenda che parla di opere strategiche.

“La necessità e l’urgenza di aumentare il numero di gasdotti è tutta da dimostrare - continua il pentastellato - gli studi scientifici dicono esattamente il contrario. I consumi di gas sono previsti in diminuzione nei prossimi anni e non regge neanche la giustificazione della diversificazione delle fonti: la stessa società TAP in audizione in Senato a Roma affermò che il gasdotto sarebbe arrivato non per diversificare le fonti ma per sostituirle. Inoltre la storia ha dimostrato che le società energetiche hanno sempre fatto cartelli per imporre il prezzo di vendita desiderato. La tecnologia e l’innovazione in merito alle fonti rinnovabili e alle tecnologie di accumulo stanno facendo passi da gigante  - spiega Trevisi  -  tanto che nel prossimo decennio, quando il gas sarà quasi giunto sulle nostre coste, assisteremo alla realizzazione di edifici capaci di autoprodurre energia tramite sistemi solari e di utilizzarla sia per il riscaldamento che per ricaricare auto elettriche. I sistemi elettrici alimentati da fonti rinnovabili sia per l’autotrazione che per usi civili stanno ormai dimostrando di essere nel tempo più efficienti ed economici dei sistemi tradizionali alimentati da fonti fossili. Oggi si sta cercando di utilizzare gli ultimi giacimenti disponibili per fare un grosso business, a vantaggio di pochi e a scapito degli interessi delle comunità, prima che le nuove tecnologie diventino così evidentemente convenienti da non consentire più lo sfruttamento di queste fonti fossili rischiose e dannose per l’ambiente e la salute umana. Il nostro territorio  - conclude - è ricco di risorse rinnovabili interne ed è a forte vocazione turistica per questo servono politiche che puntino allo sviluppo della green economy e di un turismo sostenibile. Questi settori sono strategici per il nostro paese, mentre portare gasdotti sulle spiagge più belle d’Italia è esattamente il contrario del progresso economico sbandierato da un governo a breve scadenza ma che decide compromettendo nel lungo periodo il futuro del Salento”.

Bari, a scuola al via 'Ricicliamoli': la campagna di comunicazione ambientale per differenziare

di LUIGI LAGUARAGNELLA - Parte dai più piccoli la campagna di sensibilizzazione ed informazione ambientale: nel mese di aprile nelle scuole di Bari 5000 alunni parteciperanno a “Ricicliamoli”, l’iniziativa che incentiva ed educa alla raccolta differenziata, in particolar modo delle confezioni di Tetra Pak che per il Comune di Bari andranno gettati tra i rifiuti di carta e cartone.

Nella sala consiliare alla presenza dell’Assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli e del presidente dell’AMIU Gianfranco Grandaliano, Delia Solstizio di Recuperi Pugliesi e Chiara Lo Presti presidente di Fantambiente (che collabora con Tetra Pak Italia) hanno descritto il progetto che utilizza strumenti e supporti ludico-educativi.

L’idea è di porre l’attenzione sul corretto smaltimento dei rifiuti sollecitando la curiosità dei ragazzi per arrivare ad educare gli adulti. E può essere un primo passo in vista dell’avvicinarsi del conferimento “porta a porta” che il Comune di Bari sta progettando.

Ricicliamoli è una vera e propria campagna di comunicazione ambientale che dispone di supporti social, materiale informativo e mascotte (Brikkino). Il progetto è importante per favorire un corretto smaltimento del Tetra Pak che essendo composto dal 75 % di carta va considerato tra i rifiuti di carta e cartone. Inoltre questo materiale è composto anche da plastica e alluminio. Selezionare e differenziare il Tetra Pak permette la creazione di altri piccoli oggetti come quaderni e porta penne, ma la campagna informa sulle pratiche virtuose e sulle informazioni ambientali. Per esempio con 1000 chili di carta riciclata si riduce notevolmente l’utilizzo di acqua per il riciclo (1800 litri).

Come ha ricordato il presidente Grandaliano Bari si colloca come “prima città del Sud per i livelli di raccolta differenziata di carta e cartone, con oltre 70 chili di prodotto a persona, a dimostrazione che elevati standard di qualità della raccolta differenziata sono raggiungibili anche nelle grandi città del Meridione. A giugno, per la seconda volta, il Comieco, Consorzio nazionale Recupero e Riciclo Imballaggi, presenterà un report con un focus su Bari come ‘best practice’ per le altre città. Tuttavia, si avverte l’esigenza di una campagna di informazione mirata al riciclo e al riuso di materiali specifici: esattamente l’obiettivo che intendiamo perseguire con Ricicliamoli”.

L’assessore Petruzzelli accoglie questa campagna, soprattutto in questo periodo in cui Bari sta compiendo un passo importante per quanto riguarda la raccolta differenziata (il 40% della popolazione “differenzia”) e il conferimento: “Voglio sottolineare che Bari sta vivendo in questi giorni un cambiamento epocale nella responsabilizzazione dei cittadini sul trattamento dei rifiuti, come dimostra l’iniziativa di questi giorni sui 65 studenti universitari ecofacilitatori che il Comune selezionerà a breve con il compito di informare e sensibilizzare i cittadini sul corretto svolgimento della raccolta dei rifiuti porta a porta nei quartieri Santo Spirito, Palese, Macchie, Marconi, San Girolamo e Fesca. Il passaggio dalla differenziata con i cassonetti stradali che attraevano rifiuti, alla nuova raccolta differenziata porta a porta, attraverso piccoli contenitori chiamati pattumelle, segnerà un radicale cambiamento delle abitudini dei cittadini, ai quali chiediamo semplicemente di collaborare un po’ di più. Il risultato sarà un rifiuto di migliore qualità”.

mercoledì, aprile 05, 2017

Brindisi, escursione a Torre Guaceto

BRINDISI - La Cooperativa Thalassia sta portando avanti un ciclo di escursioni domenicali tematiche alla scoperta dei segreti nascosti o meno conosciuti della Riserva di Torre Guaceto. Ogni domenica un piccolo evento, un tema diverso in un luogo diverso della Riserva, accompagnati dagli animatori della Coop. Thalassia e da esperti di ogni materia.

Domenica 9 aprile alle ore 9.30 è prevista la seconda escursione dal titolo 'TRA GLI ULIVI MONUMENTALI, STORIA ED EVOLUZIONE DEL PAESAGGIO AGRARIO'.

Tra maestosi ulivi e fili d’erba, un’escursione per conoscere la parte più vasta della Riserva di Torre Guaceto: il paesaggio agrario e le case coloniche che custodiscono la memoria dell’uomo che ha vissuto e modificato questi territori. I partecipanti saranno accompagnati dall’agronomo felice suma, grande esperto della biodiversità agronomica del nostro territorio.

Passando per i tratturi che costeggiano i relitti di macchia mediterranea, faremo un percorso tra mandorli, viti, oliveti, seminativi e ortaggi, volto alla scoperta del paesaggio agrario, delle colture e delle tecniche adottate, e del gusto autentico dei prodotti di questa Terra: pane, olio, vino, pomodoro fiaschetto saranno i protagonisti di un momento di degustazione in una casa del parco.

E poi…tartarughe! Prima di rientrare, un saluto alle simpatiche ospiti del centro recupero tartarughe marine “ Gino Cantoro” per conoscerne i segreti ed augurargli un buon ritorno al mare.

L’escursione, di difficoltà bassa e adatte anche alle famiglie, prevede l’accoglienza presso il centro visite-museo GawSit di Serranova e una piccola degustazione di prodotti della Riserva al termine dell'escursione.

INFO, COSTI E PRENOTAZIONI: 331/9277579 – info@cooperativathalassia.it
Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/407200596302490/?notif_t=plan_user_joined&notif_id=1491304745475945
Sono previsti sconti per gruppi familiari e per mini-abbonamenti al ciclo intero delle escursioni.

I prossimi appuntamenti sono:
- 23 Aprile 2017: SOTTO I NOSTRI PIEDI, ALLA SCOPERTA DEI REPERTI NASCOSTI
Le tracce della storia e del passato più o meno remoto sono sotto i nostri occhi, e spesso sotto i nostri piedi! Guidatidall’archeologo della Riserva, TEODORO SCARANO, ci scopriremo come il paesaggio attuale di Torre Guaceto ci possa rivelare tanto di quello antico e di come questo sia cambiato nel corso dei millenni.

- 30 Aprile 2017: BUTTERFLY WATCHING: A "CACCIA" DI FARFALLE!
Armati di retino, guide specialistiche e lenti d'ingrandimento, i partecipanti saranno guidati dagli esperti dell’ASSOCIAZIONE POLYXENA alla scoperta delle farfalle e degli insetti che popolano la Riserva Naturale di Torre Guaceto.

- 7 Maggio 2017: RACCONTI TRA LE STELLE E L'ACQUA DOLCE
Questa è un’escursione speciale!!! LUIGI D’ELIA ci accompagnerà nella mappa segreta di luoghi, persone, fatti che li hanno ispirati e ci racconterà tutto (o quasi!) del pastore che piantava alberi, il paese della grande foresta, l’estate di Andrea, il giardino di André e Dorine. Scarpe comode e zaino in spalla, tra Serranova e il mare alla scoperta di dove sono nate le nostre storie.

martedì, aprile 04, 2017

Differenziata, a Bari 65 universitario nel ruolo di ecofacilitatori

BARI - Saranno 65 gli studenti universitari con il compito di informare e sensibilizzare i cittadini sul corretto svolgimento della raccolta dei rifiuti “porta a porta”, che sta per partire nei quartieri Santo Spirito, Palese, Macchie, Marconi, San Girolamo e Fesca. I ragazzi verranno selezionati dall’amministrazione comunale con un avviso pubblico che prevede una prima fase di formazione di una settimana, durante la quale gli “ecofacilitatori”, sotto la guida del Conai, dovranno acquisire un’adeguata preparazione per informare la cittadinanza, e una seconda fase operativa, in cui insieme agli operatori dell’Amiu, si recheranno a domicilio presso le 20mila utenze interessate dal nuovo servizio per distribuire il materiale informativo e illustrare le modalità per una corretta differenziazione e un uso adeguato dei contenitori.

I dettagli dell’iniziativa, che rientra in un accordo quadro siglato tra l’Università “Aldo Moro” di Bari e l’assessorato all’Ambiente del Comune di Bari sono stati illustrati questa mattina in conferenza stampa, presso il rettorato dell’Ateneo barese, dall’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli, dal rettore Antonio Uricchio, dal presidente AMIU Puglia Gianfranco Grandaliano e dal prorettore Angelo Tursi.

Agli studenti selezionati, che saranno impegnati per 150 ore complessive nell’ambito di un tirocinio formativo, saranno assegnati un contributo di 200 euro e una tessera gratuita AMTAB per gli spostamenti sui mezzi di trasporto pubblici, oltre all’attestato di partecipazione, a 6 crediti formativi. Gli ecofacilitatori, inoltre, possono partecipare al bando per l’assegnazione di contributi finanziari come da DM 1044/2013.

Tra i compiti loro assegnati, la compilazione di un report generale delle attività, la somministrazione ai cittadini di un questionario finalizzato a valutare la loro percezione e le loro abitudini per quanto riguarda la raccolta differenziata e la redazione di un elaborato finale su attività e risultati raggiunti.

“Stiamo coinvolgendo gli studenti universitari che diventeranno i protagonisti di un cambiamento epocale delle abitudini dei baresi - ha spiegato Pietro Petruzzelli -. Gli ecofacilitatori, infatti, svolgeranno un ruolo molto delicato rispetto a un programma che modificherà sostanzialmente il nostro comportamento, non sempre virtuoso e ineccepibile. Inizialmente ne saranno scelti 65, un numero adeguato alla grandezza del territorio coinvolto in questa fase, ma la nostra intenzione è quella di formare, attraverso questo bando, una graduatoria da cui attingere anche in futuro. Quindi svolgeranno il ruolo di accompagnatori degli operatori AMIU per entrare nelle case dei cittadini e per spiegare e raccontare come cambiano le modalità di raccolta dei rifiuti ai circa 50mila residenti interessati dalla fase di start up del servizio. L’azione di informazione, coordinata dall’AMIU, prevede il loro coinvolgimento anche durante i momenti di sensibilizzazione da organizzare nelle piazze cittadine dei quartieri pilota. In questo modo, gli studenti potranno contribuire a portare avanti il processo di eliminazione graduale dei cassonetti dalla strada, veri e propri attrattori di rifiuti di ogni genere, di degrado e di sporcizia”.

“È con grande soddisfazione - ha dichiarato Antonio Uricchio - che oggi lanciamo un progetto culturale e sociale che esprime ancora una volta la stretta collaborazione tra l’Ateneo di Bari e il Comune su un tema, in questo caso la ecosostenibilità, che ci vede fortemente impegnati da tempo. 65 ecofacilitatori, nostri studenti verranno formati e coinvolti nel racconto formativo ed educativo di questo primo step del progetto. Speriamo che questa esperienza possa essere di stimolo alla cultura della innovazione nella formazione ecoambientale e che i nostri studenti diventino gli artefici dei futuri progetti green”.

“L’introduzione del servizio porta a porta - ha commentato Gianfranco Grandaliano - è fondamentale per migliorare ulteriormente la percentuale di raccolta differenziata, anche se va sottolineato come i cittadini baresi abbiano già risposto in maniera estremamente soddisfacente, con impegno e collaborazione attraverso la raccolta di prossimità. Da gennaio 2017, infatti, i dati si sono stabilizzati oltre il 40% e negli ultimi due anni, anche grazie agli sforzi dell’amministrazione comunale e dell’AMIU Puglia, la raccolta differenziata è cresciuta di circa 20 punti. Tuttavia, siamo convinti che con la nuova modalità di raccolta la città di Bari, che per alcune frazioni è già un modello a livello nazionale e capofila nel Mezzogiorno, saprà compiere un ulteriore salto di qualità, ponendosi al livello delle grandi città metropolitane del Nord”.

La selezione avverrà per titoli e secondo la regolarità del percorso di studi, la votazione media ottenuta ed eventuali esperienze lavorative e/o formative sul tema dell’ambiente e della comunicazione: possono parteciparvi gli studenti regolarmente iscritti ai corsi di laurea dell’Università “Aldo Moro” per l’anno accademico 2016/17 con un piano di studi comprensivo di un tirocinio curriculare obbligatorio di almeno 6 crediti formativi.

L’avviso sarà in pubblicazione sul sito istituzionale del Comune di Bari a partire da domani, mercoledì 5 aprile, fino al giorno 20 aprile.

lunedì, aprile 03, 2017

Tap: 500 in strada contro il gasdotto e a San Foca parla Di Battista


LECCE - Erano circa 500 i manifestanti che alle 4 di stamane si erano già radunati davanti all'ingresso dei cantieri Tap nella località di San Basilio, a Melendugno. Nel corso dell'evento soprannominato "l'Alba di San basilio" hanno atteso l'arrivo delle forze di polizia e degli automezzi deputati al trasporto degli ultimi ulivi espiantati, da rimuovere e reimpiantare nella stessa area.

Insieme alle proteste, prosegue anche la raccolta firme avviata da Marco Potì, sindaco di Melendugno, alla quale hanno già aderito 80 sindaci del Salento. L'appello dei primi cittadini è rivolto al premier Gentiloni, al quale chiedono di interrompere subito i lavori del gasdotto.

"Un tempo il nemico principale era la partitocrazia, oggi è il potere finanziario che impone opere inutili come il Tap sulle spalle dei cittadini". Queste le parole di Alessandro Di Battista, che ha partecipato alla manifestazione grillina no-Tap organizzata sul lungomare di San Foca. "È giusto scendere in piazza e protestare, non è un atto eversivo - ha aggiunto - e ognuno di voi chiami due tre amici e domi andate al presidio e non dovrete sbagliare niente, non dite nemmeno le parolacce si attaccheranno a tutto".

“Sulle acque del Pertusillo è necessaria chiarezza e trasparenza delle informazioni”

BARI - Dichiarazione del consigliere regionale Mino Borraccino, Presidente della II Commissione consiliare (Affari Generali e Personale). “Destano preoccupazione - dichiara Borraccino - le notizie relative agli esiti delle nuove analisi condotte da un laboratorio autonomo sulle acque prelevate dall’invaso del Pertusillo. Se i dati rilevati dovessero essere confermati, - prosegue - emergerebbe una presenza di idrocarburi superiore alla soglia massima consentita, oltre ad una presenza di azoto superiore ai limiti previsti dalla legge che potrebbe rappresentare la causa (o la concausa) di una abbondante fioritura di alghe nell’invaso. La presenza delle alghe, cioè, sarebbe il sintomo della presenza di altre sostanze che potrebbero rendere l’acqua non conforme alla potabilizzazione. Per questo, come Sinistra Italiana, stiamo chiedendo con forza, da tempo, che vengano intensificati i controlli e che ci sia una collaborazione tra la Regione Puglia e la Regione Basilicata, e un coordinamento più stringente tra le due Agenzie regionali per la Tutela Ambientale. E’ evidente che l’argomento è di estrema delicatezza e, pertanto, sarebbe un gravissimo errore alimentare allarmismi, ma l’unico modo per tranquillizzare le popolazioni locali e quelle delle province di Taranto, Brindisi e di alcune aree del barese che ricevono nelle loro case l’acqua proveniente dalla diga del Pertusillo è proprio quello di andare fino in fondo a tutti i controlli, facendo in modo trasparente chiarezza sulle condizioni di salute di queste acque. E’ necessario non assecondare inutili paure ma, d’altro canto, non sottovalutare un problema che sta creando legittime preoccupazioni in tanti territori. Su questo come Sinistra Italiana continueremo a vigilare e a richiedere il massimo rigore da parte di tutti gli enti preposti al controllo”, conclude Borraccino.

domenica, aprile 02, 2017

Lettere a Mattarella, 'Genitori tarantini' convocati in Prefettura

TARANTO - La terza lettera dei 'Genitori tarantini' al Presidente della Repubblica italiana ha sortito un primo effetto. Quattro ore dopo l’invio di quest’ultima missiva, i 'Genitori tarantini' hanno ricevuto una mail dall’Ufficio di Gabinetto della Prefettura.

Nella mail si legge che “su disposizione del Presidente della Repubblica, le SS.VV., in qualità di portavoce del Comitato 'Genitori tarantini', sono convocate presso questa Prefettura (Via Anfiteatro 4 Taranto) lunedì 3 aprile 2017, alle ore 17,30.”

Accogliendo il cortese invito, i 'Genitori tarantini' saranno presenti all’appuntamento, avvalendosi della presenza della dott.ssa Annamaria Moschetti per le questioni sanitarie della provincia di Taranto.