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domenica, aprile 13, 2014

Paolo Virzì sul trono del Bifest. Camilleri, Pif e Turturro per l’ultimo “sipario”.

di Frédéric Pascali - Con la giornata di sabato si è conclusa quella che probabilmente è stata la migliore edizione del Bari International Film Festival.

La “lezione di cinema” mattutina con Andrea Camilleri ne è stata l’ennesima conferma, con tantissima gente che presidiava il Petruzzelli già da molte ore prima dell’inizio dell’incontro.

La situazione non è cambiata con la presenza di Pif (Pierfrancesco Diliberto), vincitore con “La mafia uccide solo d’estate” del premio per il miglior film nella sezione “Italia Film Fest/Opere prime o seconde”, nella stessa sezione il premio per la “miglior regia” è andato a Paolo Zucca per “L’arbitro”. Un entusiasmo confermato dalle cifre della manifestazione snocciolate nella consueta conferenza stampa di chiusura. Il Direttore artistico Felice Laudadio ha parlato di più di 70000 spettatori che hanno affollato tutti gli eventi in programma,ipotizzando, per la prossima edizione, il coinvolgimento, per far fronte alle tante richieste, di qualche altra multisala cittadina. Altresì non si è esclusa la possibilità di prolungare la durata stessa del Bifest, portandola  a due settimane, con la prima interamente dedicata alle rassegne celebrative.

Buoni propositi per un evento che è ormai diventato una specie di capostipite per l’intero polo culturale cittadino.
Dello stesso avviso si è dimostrato il pubblico che ha assistito alla serata finale, con una rinnovata standing ovation per Andrea Camilleri che ha ricevuto dalle mani di Nichi Vendola, il Presidente della Regione Puglia, il “Federico Fellini Platinum Award for Artistic Excellence” e la proclamazione dei vincitori  più attesi.

Per il concorso “Panorama Internazionale”, la giuria popolare, presieduta dall’ottimo Francesco Bruni, ha decretato la vittoria di “Tangerines”, del georgiano Zaza Urushadze,perché, recita una parte della motivazione, “il film ha il grandissimo pregio di saper raccontare, in maniera semplice ma raffinata, l’insensatezza della guerra, specie quando essa contrappone persone che hanno la stessa faccia, parlano la stessa lingua e faticano persino a riconoscersi come nemici”.

Un solo trionfatore, in pratica, anche nella sezione “ItaliaFilmFest/Lungometraggi” dove “Il capitale umano” di Paolo Virzì ha letteralmente sbancato vincendo 5 premi tra cui quello per il “miglior regista”. La giuria espressa dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani gli ha assegnato anche il premio per la “miglior sceneggiatura”, allo stesso Virzì,a Francesco Bruni e a Francesco Piccolo, il premio per il “miglior attore protagonista”, a Fabrizio Gifuni, il premio per la “migliore attrice non protagonista”, a Matilde Gioli e il premio per il “miglior montatore” a Cecilia Zanuso.

Degli “altri” da ricordare che il “miglior soggetto” è andato ad Antonio Morabito per “il venditore di medicine”, il “miglior produttore” a Gianluca Arcopinto per “L’amministratore” e per “La mia classe”, la “migliore attrice protagonista” a Valeria Golino per “Come il vento”, “il miglior attore non protagonista” a Carlo Buccirosso per “Song ‘e Napule”,le “migliori musiche” a Pivio e Aldo De Scalzi sempre per “Song ‘e Napule”,il “miglior direttore della fotografia” a Gherardo Gossi per “Come il vento”, il “miglior scenografo” a Giancarlo Basili per “l’intrepido” e, infine, “il miglior costumista” a Maria Rita Barbera per “Anni felici”.

Detto che giovedì sera la giuria presieduta da Achille Bonito Oliva aveva assegnato il premio come “miglior documentario” a “L’albero di Giuda” di Vito Cardaci,la conclusione è per la nuova pellicola di John Turturro che ha chiuso le “anteprime internazionali” e la festa finale del Petruzzelli. “Fading gigolò” (“Gigolò per caso”), non un capolavoro, ma una commedia brillante, con qualche caduta qua e là, animata da un Woody Allen in gran forma e da un’ironia a volte caustica ispirata da donne e tradizioni millenarie.

Per il Bifest l’arrivederci è al 21 marzo del 2015.

sabato, aprile 12, 2014

Bifest: film Pif migliore opera prima

BARI - E' stato assegnato a 'La mafia uccide solo d'estate' di Pif il premio 'Francesco Laudadio opera prima o seconda' come miglior film al Bifest ''per l'originalità coinvolgente con cui tratta il tema della mafia attraverso un linguaggio graffiante e ironico, diretto ed efficace''.

Premio 'opera prima o seconda' per la miglior regia a Paolo Zucca per 'L'arbitro'. ''Un film - è detto nella motivazione - che si sa districare tra il sacro e il profano". (ANSA)

giovedì, aprile 10, 2014

Gregoretti, Dickens e i “Mandariinid”, il Bifest applaude

di Frédéric Pascali - Nella giornata di ieri una pioggia improvvisa, e inaspettata, ha fatto da scorcio alla proiezione pomeridiana di “Tangerines” (“Mandarini”) del georgiano Zaza Urushadze. In concorso nella sezione “Panorama internazionale” ha letteralmente ammaliato il numeroso pubblico presente, investendolo della sua disperata e travolgente umanità.

Ambientato negli anni del conflitto abcaso-georgiano (1991-93) il film non fa sconti e della guerra e della morte stampa una cartolina crudele e disperata. La pietà dell’animo si rifugia nella semplicità delle piccole cose d’ogni giorno e nella bellezza di un frutteto di mandarini,unico baluardo di fronte al baratro dell’odio, sempre più incombente e imponente. Da rimarcare la secca e toccante interpretazione dell’estone Lembit Ulfsak, “Ivo”, il protagonista principale della storia.

La serata è poi continuata con la celebrazione del Maestro Ugo Gregoretti che, reduce dalla “lezione di cinema” mattutina, ha ricevuto, dalle mani del Presidente Ettore Scola, il premio “Federico Fellini Platinum Award for artistic excellence”. Dopo la bella motivazione letta dalla bravissima Valeria Solarino, protagonista del brillante “Smetto quando voglio” di Sidney Sibilia,  in concorso nella sezione “Italia Film Fest/Opere prime e seconde”,Gregoretti si è brevemente soffermato sulla sua personale visione del Mondo. L’ha fatto ricordando la lunghissima amicizia con Ettore Scola, sottolineando come entrambi siano accomunati da “un comune senso dell’umorismo, con un’ottica tra l’ironico e il paradossale che ci guida nella scoperta quotidiana dell’esistenza”.

La giornata si è conclusa nel segno di Dickens con il film “The Invisible Woman”. Riuscita seconda prova in regia di Ralph Fiennes, nell’occasione anche protagonista principale nei panni del grande romanziere britannico. Rilevante anche la prova di Felicity Jones, “Nelly”, l’emozionante protagonista femminile. Una pellicola che dell’amore, e del suo mistero, cerca di svelare la formula più intima. Senza iperboli e senza enfasi, solo con la forza delle parole e degli sguardi. Immagini che restano addosso e che tradiscono le “grandi speranze” che aleggiano nel cuore di ogni donna e di ogni uomo.

martedì, aprile 08, 2014

8 Aprile, al Bifest va in scena la 'Storia'

di Frédéric Pascali - È “Quién sabe” (1966), un classico del cinema di Volonté,regia di Damiano Damiani, protagonista uno scorcio della rivoluzione messicana del 1917, ad aprire il pomeriggio del “Galleria” in una giornata improntata alle rievocazioni e alle storie della Storia.

In questo senso va anche “Il partigiano Carlo”, il breve omaggio di Roberto Leggio per Carlo Lizzani, indimenticato maestro del nostro cinema, scomparso l’anno scorso. Alla proiezione dell’ultimo racconto, sulla sua esperienza di partigiano durante l’occupazione nazista di Roma, presenzierà il grande regista Giuliano Montaldo, nell’occasione anche presidente della giuria per la sezione “Italia Film Fest/Opere Prime e Seconde”.

La sezione “Panorama internazionale” si accoda allo spirito di giornata con il drammatico “Les Interdits” di Anne Weil. Dopo “West” un altro film che volge lo sguardo verso il periodo della “guerra fredda”, ancora fortemente presente nelle viscere delle nostre società europee.

La stessa esigenza del ricordo che viene evocata ne “La memoria degli ultimi” di Samuele Rossi, documentario in concorso che attraversa le vite di sette ex partigiani combattenti disegnando un ritratto di un passato troppo spesso dimenticato.
Conclude la giornata il “serale” del Petruzzelli con “War” di Mark Jackson, ancora una storia di guerre e di conflitti, ma con un poetico riflesso sulla speranza che aleggia, come in questo caso, nel cuore di ogni donna.
Per domani da non dimenticare la visione dell’attualissimo “Il caso Moro”, pellicola di Giuseppe Ferrara del 1986, con protagonista un ispirato Gian Maria Volonté, e, per le “anteprime internazionali”, il sulfureo “The Invisible Woman”, la seconda prova in regia di Ralph Fiennes.

Infine da ieri il Bifest ha un primo “eletto”. È il valdostano Alessandro Stevanon, vincitore con “America” del premio per il miglior cortometraggio della sezione “Arcipelago/Concorto”.

lunedì, aprile 07, 2014

Al Bifest standing ovation per Sorrentino, ma 'West' e le giraffe emozionano

di Frédéric Pascali - Una lunga coda di curiosi e appassionati cinefili ha presidiato, fin dalla prima mattinata, l’ingresso del teatro Petruzzelli.

È iniziata così la giornata trionfale di Paolo Sorrentino al Bifest. Un entusiasmo incontenibile che ha un po’ intimidito lo stesso sorridente premio Oscar, già vincitore del numero zero del Festival barese, l’edizione “Per il cinema italiano”, con “Il Divo”. Il tanto affetto del pubblico è stato ripagato da un incontro all’insegna della schiettezza e della sincerità, moderato da Malcom Pagani, firma de “Il Fatto Quotidiano”, in cui il regista napoletano, tra le altre cose, ha raccontato la sua idea di cinema, il senso di un’ispirazione che esiste solo in quanto “sollecitazione di tante cose”, l’aspirazione atavica a fare un film su Roma fino all’evoluzione de “La grande bellezza” e la sua costante, ineludibile, intenzione di “concepire dei film che abbiano un certo appeal per il pubblico”.

A prolungare questa emozione ci ha pensato poi l’apertura del concorso della sezione “Panorama internazionale”. I primi due film in gara, nonostante la loro diversità storico – culturale, sono sembrati ispirati dalla stessa umanità. “Giraffada” di Rani Massalha, regista francese di origini palestinese, ripercorre la difficile questione dell’ Intifada attraverso gli occhi di un bambino di 10 anni, Ziad, molto legato alle giraffe dello zoo di cui il padre è veterinario. Un animale altamente simbolico nella sua placida alterità e imponenza, capace anche lui di sancire una piccola rivoluzione in nome della libertà. La stessa che insegue Nelly, la bravissima Jördis Triebel, in “West” di Christian Schwochow. Una storia ambientata nelle due Germanie della guerra fredda, raccontata senza enfasi, attenendosi all’osservazione della condizione umana costretta a un esile equilibrio di pensiero pur di poter vivere e, soprattutto, sopravvivere. Sullo sfondo l’intimo e delicato rapporto tra madre e figlio, il piccolo Alexej, intenti a sostenersi vicendevolmente.

Il programma odierno, dopo l’attesa lezione di cinema mattutina di Sergio Castellitto, brilla nel preserale del Petruzzelli, sempre per il “Panorama Internazionale”, con la proiezione del suggestivo, e surreale, “Onirica” del polacco Lech Majewski. Da non perdere anche la seconda serata del “Galleria” dove, per la sezione “Officina Puglia”, si proietta “Eppideis” di Matteo Andreolli.

domenica, aprile 06, 2014

Primo sabato di Bifest, più pubblico che 'Noah'

di Frédéric Pascali - È stata la folla la grande protagonista della prima giornata del Bari International Film Festival. Tutti gli appuntamenti sono stati letteralmente presi d’assalto da un pubblico curioso e molto eterogeneo nella sua componente sociale e culturale. Quasi a voler confermare le parole pronunciate in serata dal Presidente del Bifest, il grande Ettore Scola, che ha definito l’evento “un festival universitario, vicariale, che si occupa di riempire dei vuoti lasciati dalla televisione, dalla scuola, sulla cultura”.

Si era sul palco del Petruzzelli dove, dopo una bella clip video dedicata a Gian Maria Volonté, c’è stata la presentazione ufficiale della manifestazione con il saluto del Direttore Felice Laudadio, del già ricordato Presidente Ettore Scola, di Silvia Godelli,l’assessore regionale a Cultura, Mediterraneo e Cultura e di Nichi Vendola, il Presidente della Regione Puglia. A seguire uno degli eventi più attesi di queste prime giornate, la proiezione, in anteprima nazionale,di “Noah”, l’ultimo lavoro dell’estroso regista statunitense Darren Aronofsky (“The Wrestler” e “Il cigno nero” tra i suoi titoli più noti). A metà tra “Il signore degli anelli” e “Capitan America”, “Noah” tiene fede alla definizione del suo autore, “il primo supereroe della storia”, e non si scrolla mai di dosso una narrazione incastonata in un’enfasi a tratti noiosa e debordante. Rilevanti gli effetti speciali come le prove degli attori, a cominciare dal protagonista Russell Crowe. Resta un mistero il sorriso di Jennifer Connelly, la moglie di Noah (Noè), che sfoggia denti bianchissimi da far invidia a tutti noi contemporanei.

Decisamente più “umano” si è rivelato l’incontro con Valeria Golino, nell’ambito della sezione “Focus su”. Nell’ex palazzo delle Poste il critico Franco Montini, firma di ”Repubblica” ha dialogato con la bravissima attrice, e regista, napoletana soffermandosi sui principali momenti della sua carriera.

Oggi è il grande giorno di Paolo Sorrentino che, dopo la sua lezione di cinema mattutina, riceverà in serata il “Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence”. Ma non si vive di solo Oscar e “Fighting Paisanos”, il bel documentario storico, fuori concorso, di Marco Curti, in programma al “Galleria”,potrebbe essere un’idea per la serata.

Bif&st '14: l'ABC registra il tutto esaurito con Sorrentino

di Roberta Calò - Si replica il sold out al Cinema ABC di Bari in occasione della quarta (quinta se si considera l'edizione pilota del 2009 denominata "Per il cinema italiano") edizione del Bifest international Film Festival 2014. Come l'anno scorso, infatti, numerose sono state le presenze registrate in occasione della serata inaugurale. L'ABC, infatti, rientra in quelle realtà cinematografiche riqualificate grazie al progetto "Circuito D'Autore" finanziato dalla Regione Puglia che ha come obiettivo quello di "restituire al cinema d'autore lo spazio e le attenzioni che merita".

Attirato dalle avanguardistiche iniziative del festival e volendo cogliere l'occasione per riscoprire i capolavori forse meno noti del vincitore premio Oscar 2014, lo straripante pubblico ha colmato la sala per i film in programmazione sabato 5 Aprile "L'amico di famiglia" (P.Sorrentino, Italia-Francia 2006, 110') ed "Il divo" (P.Sorrentino, Italia 2008, 110').

Sorrentino, che si confronterà con il pubblico nei prossimi giorni con "Lezioni di cinema" presso il Teatro Petruzzelli e il Cinema Galleria, torna sul grande schermo con problematiche sociali di riecheggiante attualità. Le corde sfiorate fanno tremare le basi di colossi storici che hanno segnato il nostro passato e che continuano con volti diversi a vergare il nostro presente e il nostro futuro. Linguaggi metaforici che molto s'affidano alla comunicabilità delle immagini, confermano il marchio di fabbrica del regista napoletano.

Lui, che continua a raccontare l'Italia che scorre inesorabilmente sotto gli occhi impassibili di tutti, non si limita all'osservazione ma sussurra tra le righe, con registri quasi teatralmente surreali, realtà tutt'altro che oniriche su cui riflettere. Tra pareri fortemente discordanti al termine delle proiezioni, facendosi strada tra sostenitori e non, Sorrentino ben si colloca tematicamente nel contesto socio-economico odierno con pellicole che , nonostante gli anni trascorsi, risultano coeve ricordandoci ad esempio che è bene recarsi in chiesa per dialogare con il prete piuttosto che con Dio perchè "i preti votano, Dio no". (cit. "Il Divo") e che in fin dei conti "Potevamo fare solo i cattivi. I posti da buoni erano già tutti occupati" (cit. "L'amico di famiglia").  

sabato, aprile 05, 2014

Bifest 2014, si comincia

di Frédéric Pascali - La conferenza stampa della mattinata di giovedì 3 aprile è stato l’ultimo antefatto prima dell’inizio del Bari International Film Festival. In un affollato consesso, stipato all’interno del teatro Margherita, Felice Laudadio,ideatore e direttore dell’evento, ha sintetizzato i numeri e la qualità del programma.

Ben 338 il totale degli appuntamenti previsti, di cui 238  proiezioni, 54 a ingresso gratuito e 75 dedicati al tributo per Gian Maria Volonté. Il tutto suddiviso in 141 lungometraggi, 40 documentari e 44 cortometraggi. Un programma ambizioso e, come sempre, corposo, prodotto dalla Fondazione Apulia Film Commission, presidente Antonella Gaeta, direttore generale Silvio Maselli, promosso per la Regione Puglia dall’Assessorato al Mediterraneo, Cultura, Turismo retto da Silvia Godelli e posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.

Mentre è già attiva la mostra dedicata a “5 anni di Bifest, dall’edizione n.0 alla n.4”, presso la Sala Murat, e in piazza Ferrarese, con foto di Nicola Amato, Gianni Cataldi e Pasquale Susca e quella “Gian Maria Volonté” con le foto di scena del Fondo Elio Petri e i manifesti e le locandine dell’Archivio della Mediateca Regionale Pugliese, cresce l’interesse per le proiezioni previste dal programma odierno.

In attesa della “lezione di cinema” di Paolo Sorrentino, nella mattinata di domenica 6 aprile, sold out annunciato per “Noah” di Darren Aronofsky, la prima delle anteprime internazionali in programma nel “serale” del Teatro Petruzzelli. Un cast sontuoso, dal protagonista Russell Crowe a Jennifer Connelly, Emma Watson, Anthony Hopkins e Nick Nolte, per un classico della Bibbia presentato in versione 3D. Al via, nel pomeriggio, presso il multicinema “Galleria”, la competizione dedicata al concorso nazionale per cortometraggi(Arcipelago ConCorto), con le proiezioni delle prime 8 opere in gara, e quella riservata ai lungometraggi italiani (Italia Film Fest) con la proiezione di “Come il vento” di Marco Simone Puccioni e “Il capitale umano” di Paolo Virzì. Nello stesso cinema da non perdere “Gian Maria Volonté. Un attore contro” il documentario di Ferruccio Marotti che ripercorre il percorso umano e professionale del grande artista scomparso vent’anni fa.

sabato, marzo 01, 2014

"Bifest 2014": le pellicole di Turturro apriranno e chiuderanno la quinta edizione della kermesse

ROMA. Noah, diretto da Darren Aronofsky, e Gigolò per caso (Fading Gigolo) diretto da John Turturro, sono i film che apriranno e chiuderanno le Anteprime internazionali della quinta edizione del Bif&st, il festival di Bari presieduto da Ettore Scola e ideato e diretto da Felice Laudadio, che si svolgerà dal 5 al 12 aprile. Noah verrà presentato in anteprima italiana il 5 aprile al Teatro Petruzzelli. Scritto, diretto e prodotto da Darren Aronofsky, con protagonista il Premio Oscar® Russell Crowe nei panni del patriarca biblico Noè, il film è un adattamento cinematografico della classica storia di coraggio, sacrificio e speranza dell’Arca. L’uscita italiana del film è prevista per il 10 aprile, distribuito dalla Universal Pictures. Gigolò per caso chiuderà il festival nella serata finale del 12 aprile. Diretto da John Turturro, con lo stesso regista tra gli interpreti insieme a Woody Allen, Sharon Stone, Sofia Vergara, Vanessa Paradis, il film è la storia di Fioravante (Turturro) che, spinto dall’amico Murray (Allen), intraprende la professione più antica del mondo e diventa un gigolò. L’uscita italiana è fissata al 17 aprile, distribuito dalla Lucky Red. Le altre sei Anteprime internazionali e il programma generale del Bif&st 2014 verranno annunciati nel corso della conferenza stampa ufficiale che si terrà il prossimo 20 marzo a Roma.