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mercoledì, luglio 29, 2015

Il Salento nel colore puro del maestro Bleve

di Francesco Greco - Delirante, insospettato, folle. Colto nella sua intima nudità. E' il paesaggio del Salento in tutta la sua selvaggia bellezza e ricchezza cromatica dell'intrigante biodiversità immortalato dai “clic” del maestro pugliese Gino Bleve.

Originale intellettuale multitasking, dalla password polisemica, sospeso fra due culture e continenti: l'Europa (Germania) e l'Est (Albania), in una continua osmosi, è impegnato su più concept. Pioniere in tutto: l'arte tipografica (la storica Laborgraf dal 1987 al 2000) dove decine di giovani hanno imparato della stampa, la fotografia, la grafica, l'editoria. Come editore Bleve ha un catalogo di prestigio in cui spiccano gli inediti di Pablo Neruda rintracciati dallo scrittore cileno Sergio Vuskovic Rojo e l'antologia della letteratura albanese contemporanea con lo scrittore Nasho Jorgaqi, di cui poi ha pubblicato i deliziosi racconti de “Il monastero dell'amore”.

Nato a Ballesh nel 1931, Jorgaqi gareggia con Ismail Kadarè per il primato di miglior narratore del Paese delle Aquile e che spesso è ospite dei Bleve a Corsano.

L'Albania ce l'ha nel cuore: la “scopri” nel 1997, quando l'Istituto di Cultura Popolare di Tirana lo chiamò per lavorare al recupero degli originali fotografici di Marrubi e Idromeno. Da allora è entrata nella sua vita.

Nel 2007 partì la mostra itinerante fra Italia ed Europa: “Abiti tradizionali e cultura albanese”, 500 foto in bianco e nero di Marrubi e Idromeno. Altra idea che ha lasciato il segno, diventando un cult: il mensile “Pietre”. Durò 3 anni e quando ancora non era “in” scavava l'identità contaminata del Salento fra antropologia, sociologia, economia, arte, etnie, culture e quant'altro.

Notevoli per qualità i suoi “atlanti”: nel 2000 la Regione Lombardia gli affidò una ricerca nei parchi lombardi. Uscì “Flora, fiori spontanei della Lombardia”. Stesso format per una ricerca in loco: nel 1998 era uscito il grande atlante “Flora, fiori spontanei del Salento”, con un “giardino” fotografico proposto nell'Ue (ora è in Germania).

Collaborazioni di livello come reporter: Azimut, Airone, l'agenzia Grazia Neri. Fa parte del gruppo “Bilderwelt”, galleria di Berlino diretta da Reinhord Schulz che distribuisce mostre fotografiche in tutto il mondo. Sta lavorando a “Tina Modotti: fotografa rivoluzionaria”, “Il Salento a 360°” (panorami della costa leccese), “Albania ieri e oggi” (storia della fotografia albanese) col ph Piro Naci. Della sua opera hanno scritto: Goffredo Fofi, Bruno Brancher, Bruno Cartosio, Manuela Cartosio, Giovanni Pellegrino, Toti Carpentieri, Fulco Pratesi, Maurizio Nocera, Aldo De Iaco, Rina Durante, Vincenzo Camerino, Renzo Rossellini, Christiane Barkausen Canale, etc.

“I colori della natura salentina attraverso le foto di Gino Bleve” è la mostra in cui propone alcuni dei suoi scatti più belli, una personale riflessione sul colore, in tandem con l'artista calabrese Renzo Fascì, che riflette sulla stessa tematica usando la ceramica.

Fino al 5 agosto a Tricase, Palazzo Gallone (19.00 – 24.00), poi dal 5 all'8 a Montesano Salentino, dal 10 al 25 a San Cassiano, sempre nel Leccese. Dopo il 25 la mostra sbarca in Calabria e andrà avanti sino a settembre, toccando Tropea, Sibari, dove c'è un'articolazione della Biennale di Venezia (titolo della rassegna “La ruota della memoria”): proporrà una decina di scatti per sintetizzare il suo lungo e prestigioso percorso artistico.

Perché proprio in Calabria? “E' una regione morfologicamente molto simile all'Albania”, osserva Bleve. E dunque, partito dal bianco e nero scavato in tutte le sue infinite opzioni, è giunto a una speculazione sul colore molto personale e capace di evocare un tenero, struggente pathos.

Si rifà alle teorie del maestro olandese Jhoannes Hitten, adattate ai soggetti. Bleve ha cercato, e trovato, i colori puri, primitivi di una terra, fermati sulla foto da un lavoro delicato. Difficile spiegarlo per i profani di fotografia, ma il colore, dai soggetti raffigurati, esonda e dalla foto dilaga fuori a mò di cornice, contenendo l'opera d'arte. Il percorso inverso invece mette in rilievo il soggetto (i gabbiani, per dire) come se fosse il negativo della foto. L'effetto cromatico è di grande armonia e appare incidentale, ma è a lungo cercato (in camera oscura) e alla fine catturato.

Molte le architetture rurali, arcaiche, nella campagna e in zone di mare. La “pietra di Ercole”, a Giuggianello (detta anche “Fuso della vecchia”) è famosa: era un sismografo, misurava, nell'antichità, i movimenti tellurici. La cava di bauxite a sud di Otranto è una altro luogo mitico: la terra ha il colore del sangue. C'è poi l'euforbia, una pianta della famiglia delle stelle di Natale che fiorisce a giugno sulle scogliere: diviene un bellissimo cespuglio alto anche 2 metri dal colore di carne viva. Bellissimo il giallo follia del crisantemo campestre e gli immancabili fichidindia che si possono elevare a icona del paesaggio mediterraneo.

Un Salento misterioso, primitivo, barocco, un'esplosione di colori che Bleve svela ai suoi stessi abitanti con una gallery di scatti che provocano intense emozioni, lasciano senza parole, come sempre quando si lambisce il confine della poesia.

La mostra ha la collaborazione e il sostegno morale di Anne Maria Schirinzi, Luisa Nescis, Alfredo Russo e Angelisa De Giovanni: un appuntamento di spessore dell'estate mediterranea, da non perdere assolutamente.
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lunedì, luglio 06, 2015

A Lecce una mostra internazionale sulle torture medievali

LECCE - Verrà aperta sabato 11 luglio, nelle sale del Castello Carlo V di Lecce, la Mostra Internazionale sulle Torture Medievali. La mostra, promossa dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese - Theutra, Oasimed e Novamusa -  e patrocinata dal comune di Lecce, è stata ospitata in varie nazioni tra le quali Spagna, Portogallo e Malesia e visitata da più di un milione di persone.

Attraverso fedeli ricostruzioni di strumenti di tortura, utilizzati nell’epoca medievale ed anche nei processi Inquisitori, si esaminano i motivi ed i mezzi con i quali per secoli l’uomo ha inflitto torture ad altri uomini. Perfetta è l’ambientazione nel Castello Carlo V che ricrea un’atmosfera adeguata all’intera esposizione.

In mostra oltre cinquanta strumenti di dolore e morte, dalla sedia inquisitoria alla garrota, dalla “Veglia” o culla di Giuda, alla botte chiodata usata per uccidere Attilio Regolo, per arrivare a strumenti meno conosciuti. Pannelli ed illustrazioni tratte da antichi disegni racconteranno nel dettaglio l'utilizzo degli strumenti nel tempo, dal Medioevo fino ai giorni nostri, esaminandone i motivi e il contesto storico.

La mostra intende far riflettere lo spettatore e sensibilizzare l'opinione pubblica sulle atrocità delle torture e la violazione dei diritti umani in un momento in cui queste tematiche tornano tristemente agli onori della cronaca quotidiana. Un invito a ricordare per non dimenticare
Cesare Beccaria, nel pieno ‘700 illuminista, così si esprimeva nel suo “Dei Delitti e delle Pene” : “Parmi assurdo che le leggi che sono l’espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l’omicidio, ne commettono uno esse medesime e per allontanare i cittadini dall’assassinio, ordinano un pubblico assassinio”.

La mostra resterà aperta fino al 10 gennaio 2016.

Info:

Telefono: 0832 246517
castellocarlov@ilecce.it
Castello Carlo V, via XXV Luglio, Lecce
Orari apertura: dal lunedì al venerdì ore 9-21; sabato e domenica ore 9.30-21.
Per il periodo dal 16 luglio al 31 agosto dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 23; sabato e domenica dalle ore 9.30 alle 23.00
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sabato, novembre 22, 2014

Kindle Unlimited: la nuova frontiera della lettura digitale

di Michele Tedesco
Negli USA è già una realtà dallo scorso luglio. In Italia è disponibile dal 4 novembre, con un periodo di prova gratuita di 30 giorni, “Kindle Unlimited”. Per soli 9,99 euro al mese, si ha accesso a un servizio che permette la lettura di 700.000 titoli messi (di cui, attualmente, “solo” 15.000 in lingua italiana) a disposizione dagli utenti su tutti i dispositivi Kindle e su quelli dotati di app Amazon per la lettura (Mac, pc, smartphone e tablet). Kindle Unlimited è il fisiologico proseguimento o evoluzione che sia della strada già intrapresa da Spotify e Google Play Music in ambito musicale. È questo il trampolino di ri-lancio da cui l’azienda di Jeff Bezos vuole ripartire, a seguito di un terzo trimestre dell’anno corrente non proprio entusiasmante dal punto di vista degli obiettivi economici preposti. Se in America l’ iniziativa riscuote successi, collocando il colosso dell’ e-commerce in una posizione di netto dominio con un mercato sempre in positivo rispetto alla concorrenza, in Italia, ad oggi, i riscontri sono stati non proprio dei più positivi. Colpa probabilmente della scarsa propensione alla lettura degli italiani, ancor meno verso quella digitale. Se negli USA il libro digitale copre un buon 60% delle vendite complessive, in Italia si è fermi a un timidissimo 10%. Responsabilità degli editori che si trovano a fronteggiare le difficoltà legislative che frenano brutalmente la crescita del mercato degli ebook o delle imposte poco favorevoli per la diffusione degli stessi? Un libro è pur sempre un libro
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'Un libro è un libro': la battaglia di Franceschini contro la Commissione UE

di Michele Tedesco.Dall’ hashtag alla realtà, il passo non sempre è breve e non sempre è del tutto scontato. “Say NO to ebook discrimination” ha segnato il passo alla nascita di “#unlibroèunlibro. Nessuna differenza dunque, tra la lettura su supporto fisico e quella “dematerializzata”. Così, lo scorso 31 ottobre, ‘l’ AIE (Associazione Italiana Editori) ha incitato alla mobilitazione social autori e lettori: foto con pollice verso per annullare il discriminante tra libro tradizionale ed ebook che vede per i primi un’ aliquota IVA pari al 4% e per gli altri una che sale fino al 22%. "Un libro è un libro indipendentemente dal suo formato. Solo un incomprensibile meccanismo burocratico può consentire un regime fiscale discriminatorio per gli ebook " - sono state le parole del ministro della cultura Dario Franceschini, che ha presentato un emendamento alla Legge di Stabilità per l’equiparazione delle imposte sulla lettura. Quello di Franceschini è un emendamento all’articolo 17 e prevede, ai fini dell’ imposta sul valore aggiunto, di “considerare libri tutte le pubblicazioni identificate da codice ISBN e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica”. Di contro, secondo quanto dichiarato dalla Commissione UE, in questo modo si profilerebbe una violazione delle normative europee e si darebbe luogo a un procedimento contro l’ Italia, analogamente a quanto accaduto per Francia e Lussemburgo, che autonomamente avevano imposto una riduzione dell’aliquota. “Non si puo' dire che un ebook e' equivalente a un libro stampato, a causa di considerazioni legali, formali ed economiche”. Strano, ma vero… A quanto pare!
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venerdì, dicembre 21, 2012

Profezia Maya: doodle di Google la ricorda

BARI. Il tormentone dei Maya e della loro profezia finisce anche su Google. Anche il celebre motore di ricerca di Mountain View ha ricordato la fine del calendario Maya cui, secondo una interpretazione errata, sarebbe collegata la fine del mondo.

Per i Maya si trattava infatti della fine di un ciclo.
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mercoledì, settembre 05, 2012

Teatro Petruzzelli: Rigettati altri sette ricorsi presentati da altrettanti Artisti del Coro

BARI.
Con provvedimento del 27 agosto 2012, depositato in data odierna (martedì 4 settembre 2012) presso la Cancelleria del Tribunale di Bari, il giudice Dr.ssa Angela Vernia ha rigettato sette ricorsi d’urgenza, presentati ai sensi dell’articolo 700 del Codice di Procedura Civile, conformandosi in tal modo a quanto già espresso della stessa sezione Lavoro del Tribunale in questione e rigettando la domanda dei ricorrenti in diritto. Infatti, detti provvedimenti fanno seguito all’ordinanza del giudice del lavoro Dr.ssa Napoliello che aveva rigettato il ricorso ex articolo 700 del Codice di Procedura Civile, proposto da 50 iscritti alla SLC CGIL e diretto ad annullare i bandi di concorso della Fondazione Petruzzelli e ad altre due ordinanze del giudice del lavoro dott. Colucci, con cui erano stati rigettati ricorsi di cui all’articolo 28 dello statuto dei diritti dei lavoratori, riconoscendo così che il commissario Straordinario, Prof. Carlo Fuortes, non era stato autore di alcun comportamento antisindacale diretto a limitare la libertà e la attività sindacali.
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sabato, novembre 26, 2011

Viaggio pubblico in mp3

di Davide Bernard. Viaggio pubblico in mp3, il parallelepipedo su ruote numerate 11, 17B, 17C, dai viali passa, apre le porte e fugge verso la sua fine corsa. Salgono persone avvolte dai loro pensieri, altri parlano o ridono in modo sguaiato, evadono il presente e fissano il vuoto di uno spazio chiuso e illuminato da luci fredde, e si lasciano trasportare. Gli auricolari incrociano i lettori e i suoni raggiungono le orecchie di tutti, la mescolanza etnica e tecnologica impasta le radici nel vaso occidentale, mare, diversificato dai contenuti, riportano alle tante realtà distanti e le origini si manifestano.
Meridionali del mondo, tambureggianti e percussionisti, il ritmo del sud in 7/8 di bacino si apre al mondo e attraversano i latini cantanti e passionali, mentre gli adolescenti oppongono resistenza con 4/4 di cassa dritta e HARDCORE di protesta... tutti segnati da tratti di matita nera marcata e incompresa, raccolti in uno zaino appeso, viaggiano tra la folla dei suoni, chiusi. La voce automatica chiama la fermata del display e di nuovo pronti al cambio del suono con altri volti che raccontano la loro storia in pochi minuti, e sostenuti dall'interprete universale, la musica, specchio dello stato vitale di chi la ascolta, seleziona, e condivide il proprio sentire.
Il viaggio prosegue, quotidianamente l'arte circense ed equilibrista crea nuove persone, che in questo black out generale, continua a rimanere in equilibrio e con gli altri cammina seguendo una luce fioca. Chi li osserva e descrive dal suo oblò del sottomarino emotivo, naviga su queste maree cogliendo la rotta nel riflesso dell'altro e scorre il dito sul trackpad per entrare nella frequenza di scambio che avviene anche leggendo in pubblico e lasciando segni di semi piantati nell'etere di chi li sa cogliere e far germogliare. Il viaggio sui mezzi pubblici è l'espressione dell'arte di scambio che avviene tra persone anonime, su corse che solcano i soliti tragitti quotidiani, e rientrano a fine giornata nei parchi dei parallelepipedi animati.
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sabato, febbraio 26, 2011

"De humani corporis fabrica": si conclude al BLUorg la personale di Maria Carmela Milano


BARI. Si terrà il primo marzo alle ore 19.30 una il finissage della mostra personale “de humani corporis fabrica” della giovane artista romana Maria Carmela Milano, in occasione verrà presentato il catalogo, in edizione limitata. La serata sarà arricchita dalle composizioni di musica psychedelic-ambient del giovane compositore barese Sidera, da un rinfresco e free drink.

Maria Carmela Milano vincitrice del primo premio del Concorso BLUorG Under 35 2010, svoltosi nell’ambito di PROGETTI-BARI INCONTEMPORANEA 2009 - 2010, sancisce la sua collaborazione con l’Associazione Culturale BLUorG con un’esposizione che racchiude le sue ultime ricerche artistiche.

Con “de humani corporis fabrica” Maria Carmela Milano narra, in un susseguirsi di opere ed installazioni site-specific, il suo accostamento alle diverse tematiche contemporanee del corpo, esprimendole con diversi mezzi e materiali contrastanti, come lane colorate e ricamo, video, audio ed elementi meccanici. Il corpo per Maria Carmela Milano è un luogo da scoprire dal suo interno: organi ed immagini anatomiche vengono così modificate, meticciate, deformate anche grazie all’impiego d’intrecci di lane colorate, lavorate all’uncinetto e tese da pinze e morse metalliche, che ne evidenziano la delicata consistenza e caducità. Le fibre intessute prendono forma e corpo al fine di evidenziare un’indagine “al microscopio”, che l’autrice pone non come immagine mimetica del corpo, ma come specchio dell’animo umano e delle sue più intime paure. In un costante parallelismo tra micro e macro universo, memoria storica e contemporaneità, l’artista gioca col fruitore ridisegnando una nuova geografia corporale, tattile, ludica e multi sensoriale, ma allo stesso tempo misteriosa ed inquietante.

La mostra resterà aperta al pubblico sino al 1 marzo 2011.
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Mostre: Vernissage Artcore Gallery a Bari, presenta Gema Rupérez in Found Scenes

di Davide Bernard. "Quando credo di possederlo, per uno strano rovesciamento, è lui che mi possiede [...]. Se l'oggetto che tengo fra le mani è solido, lo posso lasciare quando voglio; la sua inerzia significa il mio potere totale [...]. Ma il carattere vischioso, rovescia i termini della questione; la mia persona è all'improvviso coinvolta e compromessa; voglio allontanarmi ma rimane incollato, mi trascina, mi assorbe [...]. Non sono più padrone [...]. La sostanza vischiosa è come un liquido visto in un incubo, dove ogni sua proprietà è animata da una specie di vita propria che si rivolta contro di me [...]. Se entro nell'acqua, se mi tuffo in essa e mi lascio lentamente sommergere, non mi sento a disagio poiché non ho alcuna paura di perdermi in essa; rimango comunque un solido immerso in un liquido. Ma se mi lascio sommergere da un elemento vischioso, sento che potrei perdermi in esso [...] Entrare in contatto con il vischioso significa rischiare di dissolversi in esso. " (La società dell'incertezza, Z. Bauman - p.68) Al tramonto dei segreti e oltre i giardini culturali di Bari sorge ArtCore come liquido di contrasto alla sostanza vischiosa del mercato dell'arte pugliese. Lo spazio è in Via De Rossi 94, ma per vocazione è in ogni dimensione in cui il gioco dell'inflazione diventa una realtà da evitare per rendere i nuovi mondi individuali mete di scambio e nutrimento reciproco privo di speculazioni di mercato. La nuova galleria presenterà mostre personali, bi-personali e collettive, laboratori di didattica dell'arte per bambini e ragazzi, tavole rotonde, book shop Einaudi - Electa, incontri con artisti e curatori. Il progetto I lowart di una coppia rivoluzionaria per amore e purezza, diventa poliforme ma senza perdere lo spirito di accoglienza e condivisione che le permette di sfociare in liquide ambizioni individuali che formano il nucleo e cuore pulsante delle generazioni y-z. "L’unica àncora di salvezza temporanea nella società liquido-moderna è la velocità con cui si consuma per non essere a propria volta gettati tra i rifiuti (tra le “vite di scarto”), ma questo è un metodo che non ci trae fuori dal circolo vizioso consumistico, cioè non costituisce una “via d’uscita” alla “vita liquida”: piuttosto, la velocità deve "significare che dobbiamo fare in fretta a pensare magari come e dove fermarci. Forse presso noi stessi, presso la nostra forma di vita" (La carne addosso, Mazzarella," Annotazioni di antropologia filosofica”, in Il Giornale della Filosofia, gennaio-maggio 2006, pag. 4).




IL PROGETTO - ARTcore è un progetto mutevole che non teme la velocità e rende l'ignoto una terra di condivisione in cui i confini si mescolano alle idee e prendono forma nuovi concetti e stili di vita.
Infatti, i confini della galleria per l'inaugurazione avvenuta ieri 25 febbraio attraversano la Spagna, e portano con sé e per la prima volta in Italia Gema Rupérez, artista nativa di Zaragoza, che risiede attualmente alla Casa de Velàzquez di Madrid. Anagraficamente e tecnicamente giovane l'artista si sperimenta in dimensioni sovrapposte dal titolo "FOUND SCENES", in cui utilizza carta lucida e adesiva, sagome imperfette che formano quadri d'osservazione dall'esterno di una dimensione, trasparente, fragile, delicata in cui tutto assume armonicamente la sua funzione estetica e di ricerca della propria identità ancora nascosta negli strati opachi e colorati delle sue applicazioni. Secondo molti, il primo in assoluto a trasformare il collage in una forma d'arte e a presentarla al pubblico fu John Heartfield nel 1924, che la usò come terribile arma satirica contro Hitler e il Nazismo, applicandosi prevalentemente su materiale fotografico. George Grosz, ricorda nei suoi scritti: "Quando John Heartfield ed io inventammo il fotomontaggio, nel mio studio, alle cinque di una mattinata di maggio nel 1916, nessuno dei due aveva idea delle sue enormi potenzialità, né della strada spinosa ma piena di successo che ci avrebbe aspettato. Come spesso succede nella vita eravamo inciampati in un filone d'oro senza nemmeno accorgercene". Ed è quello che mi auguro possa accadere agli ideatori dall'ARTcore gallery, dalla deframmentazione alla forma in costante evoluzione.

Info:
LUN: 17.00 -20.30
MAR - SAB: 10.00 -13.00 / 17.00 -20.30
ARTcore contemporary gallery
Bari - Via De Rossi 94
www.artcore.it
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venerdì, febbraio 25, 2011

Bari, I LOW ART cresce: nasce ARTcore

BARI. Nuova vita per lo spazio in via De Rossi 94, ex I LOW ART. Dagli ideatori della galleria temporanea nasce ARTcore, galleria d’arte contemporanea attiva e con uno sguardo particolare verso la giovane arte nazionale e internazionale.
A inaugurare l'apertura della nuova galleria, la mostra found scenes di Gema Rupérez Alonso, un’artista già presente tra i nomi di I LOW ART, che questa volta occupa l’intera galleria con una mostra personale.
Il vernissage si terrà oggi venerdì 25 Febbraio alle 19.00, via de Rossi 94. Ingresso libero.
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martedì, febbraio 22, 2011

Arte: Copertino, i percorsi onirici del giovane Giorgio Montanaro

BARI. Lungo il percorso della propria vita, c’è chi scopre le proprie inclinazioni, rapportando il tutto al proprio vissuto rappresentativo, alle esperienze che caratterizzano la propria terra natìa, alle peculiarità del vivere quotidiano, e alla semplicità di ciò che ci circonda attraverso un’attenta riflessione del proprio essere e della propria interiorità. L’arte coinvolge e ci coinvolge in un flusso incondizionato di passioni e desideri incupiti facendo scorrere le nostre sensazioni e raffiorare il nostro inconscio. A segnalarsi nel campo dell’arte è un ragazzo di provincia, che nel corso della propria esistenza si ritrova a scoprire la sua passione innata cioè quella che egli definisce lo stato del sentirsi libero e di ritrovare se stesso attraverso il plasmarsi delle sue forme d’arte, con la netta sensazione di essere sempre alla ricerca di un qualcosa da scoprire. Una passione che inizia a covare entrando in contatto con giovani artisti tedeschi circa qualche anno fa, apprendendo così nuove tecniche e nuove capacità in senso artistico. A partire da questo momento, protagonista nel territorio pugliese è Giorgio Montanaro, nativo di Copertino (Le), nel 1987. Un ragazzo giovane ma grande scopritore e conoscitore dell’arte che impara a coltivare grazie ad una serie di esperienze prima in campo scolastico, conseguendo il diploma in decorazione pittorica all’istituto d’arte G. Pellegrino di Lecce, poi in campo musicale come membro di una band. E’ a partire però dal 2000 che diventa un grande appassionato dell’arte visiva che vede incanalarsi nei suoi dipinti. Le sue tele rappresentano elementi della vita quotidiana ma caratterizzanti in quanto forma di rispecchiamento del proprio vissuto, elementi che rimbalzano sempre ai nostri occhi ma che diventano per alcuni come Giorgio momento di riflessione. Rappresentativi sono dipinti che illustrano alcuni tratti della vita nel Salento come quelli relativi alla realtà provinciale di Trepuzzi.
Attraverso un gioco di colori acrilici e di sfumature che si tramutano e si combinano in modo svariato avvincente e melodico grazie alla magia del suo pennello vediamo raffigurati alcune delle giornate tipiche legate alla sua vita come il semplice trascorrere un pomeriggio in bicicletta, accarezzando il sapore della vita umile e spensierata della realtà giovanile, le osterie che spiccano nei vicoli ciechi del paese, grandiosi portoni consumati e logorati dal tempo che scorre, i mutamenti della società contemporanea caratterizzati dal moltiplicarsi delle sue forme.
Strutture come chiese che si in gradiscono davanti la nostra percezione visiva, piccoli ambienti e luoghi di provincia che si emarginano e ancora altro, il tutto combinato attraverso una simbiosi di forme e colori, che ci danno la dimostrazione di quanto questi luoghi siano decisivi nel vissuto di questo artista e di quanto l’arte sia pregnante per le nostre vite.
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mercoledì, gennaio 19, 2011

Mostre: Barletta, al via personale della pittrice Maria Picardi Coliac

BARLETTA (BT). Tra le stanze del Palazzo della Marra di Barletta vi troviamo all’incirca sessantotto anni di attività e suddivisi tra natura morta, danza, amore e maternità, paesaggi, Carnevale, nudo. Uno stile originale che fonde mirabilmente tratti classici e moderni, in grado di coinvolgere facilmente il visitatore, uno stile altresì che si aggancia alla tradizione classica per il lungo contatto con il maestro Vincenzo De Stefano cui è rimasta fedele nel contenuto e nel sentimento e, anche grazie alla sua personale cifra pittorica, è riuscita ad inserirsi nel contesto moderno senza mai abdicare al disegno in lei radicato, sfaldandolo e rendendolo diafano ed essenziale.
Tutto questo è Maria Coliac Picardi giunta alla sua 129° mostra personale allestita e inaugurata lo scorso 11 Gennaio presso il Palazzo della Marra di Barletta, alla presenza del primo cittadino della città della Disfida Nicola Maffei, nonché alla presenza dell'Arcivescovo di Trani Barletta Bisceglie Mons. Giovan Battista Pichierri; il Presidente del Consiglio regionale pugliese Onofrio Introna e l'Assessore provinciale al Bilancio e Patrimonio, Dario Damiani.
La mostra sarà visitabile sino al prossimo 9 febbraio con ingresso libero.

(Nicola Ricchitelli)
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lunedì, gennaio 17, 2011

Arte contemporanea: a Santa Scolastica "Il giardino segreto"

BARI. In mostra a Bari opere contemporanee datate dagli Sessanta ai nostri giorni provenienti da collezioni private pugliesi. L’ex Convento di Santa Scolastica situato nel centro storico di Bari ospiterà, dal 18 dicembre al 23 gennaio, "Il giardino segreto. Opere d’arte del secondo Novecento nelle collezioni private pugliesi", un progetto espositivo promosso dall’ Accademia di Belle Arti di Bari e curato da Lia De Venere, in collaborazione con Antonella Marino, Giustina Coda e la Delegazione di Bari del Fondo per l’Ambiente Italiano (Fai).
Il percorso espositivo presenta una selezione delle opere più interessanti del secondo Novecento repertite nelle raccolte private pugliesi: dipinti, sculture, fotografie e disegni realizzati da circa 70 artisti sia italiani che stranieri, offrono un significativo approfondimento sulle correnti artistiche dagli anni Sessanta del Novecento a oggi.
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martedì, gennaio 11, 2011

"Underground zone": alla Fluxus di Bari il ritorno dei mitici 70's

di Michele Tedesco
Le mille luci di New York hanno illuminato infinite rivoluzioni culturali. La Grande Mela in seno ha sempre portato artisti, intellettuali e bohemien, che dalle sue strade mai sopite, hanno alimentato epocali sconvolgimenti planetari. Di sicuro, i mitici 70’s sono stati anni di incredibile fermento creativo. La Brownie Square Box Camera di Paul Zone, fotografo insider della scena musicale underground di quegli anni, ha "imprigionato" su pellicola i volti e i corpi di quelli che da lì a poco sarebbero diventati autentiche leggende. Immagini volte a cogliere più che l’estetica della stasi, la forte aura seduttiva sprigionata da mostri sacri colti nel gioco della quotidianità, quali: Debbie Harry, Patti Smith, Alan Vega, Joey Ramone, New York Dolls, Lydia Lunch, Marc Bolan, Iggy Pop, Lou Reed, Divine, Wayne County e tanti altri. Questi sono i protagonisti dei 40 scatti di “Underground Zone”, un’ esposizione allestita presso la galleria Fabrica Fluxus a Bari, dal 14 gennaio all’ 11 febbraio 2011 e curata da Claudia Attimonelli e Antonella Giannone. Una personale “dandy, glam e pre-punk”, di attimi resi immortali più da un amico che da un fotografo professionista. “Underground Zone” è inoltre una zona temporaneamente autonoma di esplorazioni culturali declinate in eventi, visioni, abiti, concerti, nightclubbing, seminari in collaborazione con l’Università degli Studi di Bari, il Liceo Artistico De Nittis, il Teatro Kismet Opera, 1900 e Leccisi Collection.

venerdì 14 gennaio 2011
Opening Underground Zone. Djset Pierpaolo.
h 19:00 - Fabrica Fluxus via Celentano, 39 - Bari

venerdì 21 gennaio 2011
“Scene dal Sottosuolo”, party multimediale con il dj set Neu Klub, installazioni video
con preziosi doku-video sul glam e protopunk nel foyer del Teatro Kismet Opera, sharing collettivo di materiali del sottosuolo.

Venerdì 28 gennaio 2011
h 14:00/16:00 Seminario aperto con Luca de Gennaro sul tema “Glam, punk e stili urbani: il corpo della star” (presso Scienze della Comunicazione - corsi di Cinema, fotografia e televisione e Cinema, spettacolo e comunicazione).

h 19:00 Presentazione di “Underground Zone. Dandy, Punk, Beautiful People” di Claudia Attimonelli e Antonella Giannone (CaratteriMobili edizioni, 2011) con la partecipazione delle autrici, di Patrizia Calefato e di Luca de Gennaro (Mtv Italia). Presenta e modera Enzo Mansueto; a seguire dj set in stile New York Seventies di Luca de Gennaro e Lillo.
Fabrica Fluxus via Celentano, 39 - Bari

Venerdì 4 febbraio 2011
h 19:00 Il dandy-glam: l’atelier 1900 ricrea le atmosfere glam fra abiti glitterati, visioni e suoni.
1900 atelier - viale Garruba 27 Bari

Venerdì 11 febbraio 2011
h 18:00 Il post-punk: Closing party, “London Calling” presso Leccisi Collection tra creazioni post punk d’autore e accessori D.I.Y. de luxe e le proiezioni dei protagonisti dell’underground. Djset: Sheep Black.
Leccisi collection Piazza Massari 13
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domenica, gennaio 09, 2011

I Low Art: guerriglia art contro/cultura saracena a Bari

di Davide Bernard
Qual è dunque il posto della cultura in questa storia fatta di negoziazioni o di violenze? Innanzi tutto, è evidente che la cultura non implica in sé alcun rifiuto e alcuna incompatibilità, fino a che resta cultura, cioè creazione. Una cultura che si riproduce sempre tale e quale (una cultura da ghetto o da riserva) è un cancro sociologico, una condanna a morte, proprio come una lingua che non si parla più, che non mutua più elementi da altra lingue, che non inventa più, è una lingua morta. E' dunque sempre abbastanza pericoloso voler difendere o proteggere le culture, è illusorio ricercarne la purezza perduta. Esse non hanno mai vissuto in altro modo che trasformandosi. (M. Augé - La guerra dei sogni - pag 22)
La trasformazione citata da Augé implica in sé due aspetti fondamentali: il primo è cambiamento che tende a rimuovere l'identità di un luogo o dimensione che provoca nell'individuo smarrimento e crisi, il secondo influenza gli aspetti evolutivi di un concetto che si forma e mutua in più significati ricettivi rendendo la trasformazione costruttiva. Ed è proprio la ricettività il punto cardine della I LOW ART "the last show", una frattura che scuote gli animi assuefatti dalla cultura del brand e consumo debitorio con inflazioni di mercato esorbitanti. Quel mercato clitorideo che genera acquisti compulsivi da neuro-psichiatria insonorizzata e che non fa altro che creare delle voragini tra ricchi e poveri. La galleria conTemporary art.è fra le prime realtà culturali in Puglia che offre arte contemporanea ad un mercato accessibile, fruibile e aperto al nuovo, pronto a contaminarsi in altre dimensioni e forme future. Gli artisti in mostra sono giovani e giovanissimi, nazionali ed internazionali, che hanno abbracciato il pensiero della I LOW ART che si può odiare o amare, come l'amore non ha regole e non ha prezzo. I lavori sono di piccole dimensioni, disegni e tele, foto e installazioni create per essere collezionate, vissute nel proprio microcosmo senza rischiare di sentirsi vittime della Lehman Brothers o abili circensi in cassa integrazione. Il progetto temporaneo insediatosi in un locale del quartiere murattiano, oltre a coinvolgere 27 artisti in una dimensione che richiama lo stile e concetto di guerriglia store di Rei Kawakubo, offre al cittadino opere a basso costo create per generare mercato e future iniziative liquide. L'intento degli organizzatori è di rendere I LOW ART un flusso itinerante che possa concretamente dare forma e futuro alla pop up art sul territorio. L'iniziativa scorre veloce nella nostra "città generica" in via de Rossi 94 fino al 29 gennaio. La lentezza di chi non riesce a seguire il flusso è l'eutanasia della chance offerta dalla I LOW ART "THE LAST SHOW".
LUN: 17.00 - 20.30 E DA MAR A SAB: 10.00 - 13.00 / 17.00 - 20.30

I LOW ART - Via de Rossi 94 - BARI +39 3476574411

www.ilowart.com - info@ilowart.com - facebook: ILOWART
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sabato, gennaio 01, 2011

Bach e dintorni jazz al Petruzzelli: in scena gli Swingle Singers

di Maria Teresa Lattarulo
Li conosciamo tutti per la loro interpretazione dell’Aria sulla quarta corda di Bach, divenuta colonna sonora di Superquark. Il repertorio degli Swingle Singers, che si esibiranno domani 2 gennaio al Petruzzelli, è però molto vasto e include brani di musica classica e leggera, spaziando da Bach ai Beatles.
La filosofia del gruppo, fondato a Parigi negli anni Sessanta da Ward Swingle e trasferitosi a Londra, è quella di usare la voce in modo strumentale contaminando fra loro i generi musicali, come se non vi fossero confini fra la musica classica e il jazz, fra il pop e il blues e questi potessero essere scomposti e ricomposti in un brillante caleidoscopio, dando luogo ad originali ri-creazioni di stampo postmoderno. Tale innovativa impostazione che supera le ristrette schematizzazioni accademiche è adottata dal gruppo con continuità nel tempo, nonostante i mutamenti nella composizione che originariamente constava di cinque elementi (Ward Swingle, Anne Germain, Jeanette Baucomont, Jean Cussac e Christiane Legrand), mentre oggi ne include otto: due soprani (Joanna Goldsmith e Sara Brimer), due mezzosoprani (Clare Wheeler e Lucy Bailey), due tenori (Richard Eteson e Christopher Jay) e due bassi (Kevin Fox e Tobias Hug), oltre a Hugh Walker, ingegnere del suono che controlla la resa acustica del coro a cappella più famoso a livello internazionale.
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mercoledì, dicembre 29, 2010

BLUorg, al via Ex Foto di Franco Giacopino

BARI. L’associazione culturale BLUorG presenta il 7 gennaio alle ore 19.00 “Ex Foto”, mostra personale dell’artista barese Franco Giacopino. L’errore e la rielaborazione sono i cardini di questa interessante personale presentata dal fotografo Franco Giacopino che con un’azione “pittorica” stravolge le immagini del suo archivio aprendo nuovi orizzonti interpretativi.
“Le mie foto degli ultimi quarant’anni", commenta Giacopino. "Per alcune mi sono chiesto perché, ma ho voluto fermarne l’intimità che mi appartiene. Tornare sui miei passi con occhi nuovi mi ha dato un’emozione”.


Ex Foto Inaugurazione 7 Gennaio 2010 h.19.00
Dal 7 Genaio al 29 Gennaio
A cura di Antonella Marino
Direzione artistica Giuseppe Bellini
Assistente Gaia Valentino

L’Associazione Culturale Galleria BLUorG

aperta al pubblico dal lunedì al sabato.
Orari 10.00 - 13.30 / 17.00 - 20.30
Domenica su appuntamento

Per Info:

BLUorG, Via M. Celentano 92/94 70121 - Bari.
Tel.: +39 080/9904379
e-mail: info@bluorg.it bluorg@fastwebnet.it
web: www.bluorg.it
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martedì, dicembre 14, 2010

Mostre: Taranto, "Emotionally... Marta"

TARANTO. Prosegue con grande successo di pubblico e di critica la bellissima mostra personale (in esclusiva per la Puglia) dell'artista libanese (ma di nazionalità inglese) Marta Czok, dal titolo: "Emotionally... Marta", a partire dal 27 novembre e fino al 30 dicembre, presso la nuova elegante Galleria d'Arte Contemporanea "La saletta dell'arte" di E. Buttafarri e V. Viggiani, sita in via Duca degli Abruzzi 51 (ang.Via Anfiteatro) a Taranto.
L'esposizione avrà luogo tutti i giorni fino al 30 dicembre 2010, rispettando i seguenti orari: 10.00-13.00 e 13.00-21.00, con apertura straordinaria anche la domenica. Attraverso il suo background interculturale, l'arte di Marta Czok trasmette una visione pluridimensionale della realtà, che nel contempo incorpora simbolismi, narrativa, emozionalità ed ironia.
I lavori esposti in occasione di questa mostra (esclusiva per la Puglia) si inseriscono nel progetto di ricerca che Marta Czok sta portando avanti da alcuni anni, una ricerca introspettiva e materica allo stesso tempo, carica di dinamica freschezza e splendida raffinatezza. I suoi dipinti catturano l'attenzione dello spettatore come fossero specchi dell'anima, attraverso un sottile gioco di penombre e di particolari in movimento, che rievocano quasi il passato satirico dell'artista. Particolari che vengono bilanciati dal minimalismo dei volumi di neri e di grigi, che danno respiro, una pausa durante la quale meditare sulle tante sfaccettature della nostra vita.

L'ARTISTA - Di origini polacche, è nata a Beirut (Libano) ma ha vissuto e studiato a Londra alla prestigiosa St Martin's School of Art, partecipando ripetutamente alla Royal Academy Summer Exhibition.
Negli ultimi venticinque anni ha esibito le sue opere in Europa e in America.
Ha collaborato con Alitalia nell'ambito del programma "Alitalia per l'Arte", ricevendo apprezzamenti importanti in tutto il mondo, e per cui ha realizzato un trittico presentato a Papa Giovanni Paolo II per il suo ottantesimo compleanno.
Inoltre, la Royal Caribbean Cruise Line le ha commissionato una serie di lavori per la nave "Navigator of the Seas".
Nel 2005 ha riscosso un notevole successo di pubblico e di stampa presentando un' importante mostra antologica presso i Musei di San Salvatore in Lauro.
Di forte impatto le mostre personali realizzate presso gli spazi espositivi dell' Abbazia di Pomposa, e poi a Bologna, Roma, Londra.
Proprio a Roma, il 25 gennaio 2009, MARTA presenta la mostra sul tema delicato e toccante dei "Bambini nella guerra e nella Shoah", concentrando la sua attenzione sulla condizione dei bambini cristiani ed ebrei coinvolti nella seconda guerra mondiale, ma estendendola anche a tutti gli altri conflitti bellici, inclusi, purtroppo, quelli attuali. In questa rappresentazione molto cruda della vita, l'artista sviluppa la sua più grande sensibilità e un'intima discrezione spirituale, che trasferisce nei suoi dipinti con elegante maestria. .
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martedì, dicembre 07, 2010

BLUorG, in scena Fahrenheit 451 di Ray Bradbury

BARI. Domenica 12 dicembre alle ore 20.30 presso l'Associazione Culturale BLUorG andrà in scena Fahrenheit 451 di Ray Bradbury adattamento teatrale e Regia di Lino De Venuto con Rino Bizzarro, Lino De Venuto, Floriana Uva.
Posti limitati, prenotazione obbligatoria.
Per info e tesseramenti: Associazione Culturale BLUorG Bari Via M. Celentano 92/94
340.2807324 / 080.9904379, e-mail info@bluorg.it - http://www.bluorg.it.

LA STORIA - Lo scrittore nordamericano Ray Bradbury ha ambientato la storia in un ipotetico futuro in cui la lettura di libri è considerata un grave reato e i vigili del fuoco hanno il compito di appiccare incendi ovunque esistano volumi da distruggere. Il titolo del romanzo si riferisce alla temperatura di 451 Fahrenheit che è quella a cui brucia spontaneamente la carta. Il protagonista del romanzo è l’irreprensibile vigile del fuoco Guy Montag che da anni dà la caccia a coloro che possiedono e leggono libri. Questa società futuristica è improntata sulla televisione come sistema di comunicazione, di informazione e soprattutto di istruzione di tutti i cittadini. Un giorno, Montag comincia a nascondere in casa propria alcuni volumi. Nel contempo conosce la giovane vicina Clarisse, una ragazza che vive uno stile di vita completamente diverso e che finisce col mettere in crisi esistenziale l’incendiario Montag. Una sera poi rimane sconvolto dalla decisione di una vecchia signora che, pur di non abbandonare la sua biblioteca, preferisce lasciarsi ardere viva insieme ai suoi libri. Montag comprende che c’è qualcosa di profondamente sbagliato nella sua vita. Questo nuova presa di coscienza porta alla sua rovina: la moglie lo denuncia; il suo capo e i suoi colleghi lo accusano di tradimento e giungono a casa sua per incendiare i libri che Montag vi ha nascosto. Egli reagisce, provoca la morte del suo capo e fugge, braccato, nel bosco dove incontra gli Uomini Libro, coloro che hanno deciso di opporsi al sistema imparando a memoria i libri per poterli un giorno ristampare e assicurarli alle generazioni successive.
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domenica, dicembre 05, 2010

Mostre: a Mesagne antologica di Vincenzo De Filippis

MESAGNE (BRINDISI). Si inaugura domenica 12 dicembre 2010 alle ore 18,30 la mostra antologica tematica “Il Corpo e il Movimento” del maestro Vincenzo De Filippis di Grottaglie. La mostra, suddivisa in tre sezioni, scultura, grafica e ceramica, avrà sede nelle sale espositive del piano nobile del Castello Normanno-Svevo di Mesagne. L’inaugurazione sarà preceduta da un saggio di danza a cura della“Royal Dance Art” diretta da Cinzia Diviggiano. La curatela della mostra è dell’Associazione culturale “Eterogenea” di Mesagne nell’ambito del Progetto d’Arte “Le Ali di Mirna” ideato da RitaFasano e Vito De Guido. Interverranno all’inaugurazione il sindaco di Mesagne Franco Scoditti e l’assessore alla Cultura Maria De Guido. Gli interventi critici saranno di Carmen De Stasio e Angelo Lippo. La mostra avrà il Patrocinio del presidente della Giunta Regionale, dell’assessore al Mediteraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia, dell’Amministrazione Provinciale di Brindisi e dell’Amministrazione Comunale di Mesagne.
Info: ingresso gratuito, dal 12 dicembre 2010 al 6 gennaio 2011 con i seguenti orari di apertura: 9,30-12,30 / 16,30-19,30-lunedì chiuso.
tel. 0831 092306/ 0831 778735.
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