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giovedì, luglio 20, 2017

Brindisi Wine Fest: tre masterclass dedicate al Negroamaro

BRINDISI - Con Vinitaly 2017 a Verona, Fondazione Italiana Sommelier Puglia ha inaugurato il suo progetto Vigneto Puglia, con il quale intende promuovere le Cantine regionali con le loro produzioni d’eccellenza e le loro peculiarità. Il programma di attività prevede sia momenti di respiro nazionale che iniziative nei territori dei vitigni autoctoni.

Il prossimo appuntamento di Fondazione sarà nell’ambito della manifestazione Brindisi Wine Fest 2017, dal 21 al 23 luglio, dove organizzerà tre masterclass che avranno come protagonista il vitigno salentino per antonomasia, il Negroamaro.

I laboratori offriranno ai partecipanti una reale occasione di approfondimento e conoscenza della storia, della tradizione e delle caratteristiche di degustazione di questa varietà. La volontà di Fondazione è quella di proporre tre eventi, uno per serata, che rappresentino le tre declinazioni di vinificazione del Negroamaro in Puglia: Spumante, Rosato e Rosso.

Le masterclass si terranno in piazza Vittoria e saranno veri e propri momenti di cultura enologica: la durata sarà di circa due ore e in degustazione ci saranno otto vini, selezionati tra le Aziende partecipanti alla kermesse.​ ​Secondo lo stile di Fondazione, tutto sarà di alto profilo: dai relatori professionisti, di grande esperienza, al servizio impeccabile.

Fondazione Sommelier Puglia ha scelto di essere presente al Brindisi Wine Fest, organizzato da SNIM, poiché si tratta di una realtà che avvalora la mission di promozione e valorizzazione dei vitigni tradizionali che la squadra, guidata dal Presidente Giuseppe Cupertino, porta avanti sin dalla sua costituzione, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo territoriale di un turismo enoculturale​.

domenica, luglio 09, 2017

'Charme in rosa', torna la festa del rosato pugliese

LECCE - Torna anche quest’anno, alla sua settima edizione, “Charme in Rosa”, la festa dei vini rosati e degli oli di qualità di Puglia firmata dall’Associazione Italiana Sommelier di Lecce, guidata da Amedeo Pasquino.

Appuntamento venerdì 14 luglio, dalle 19.30 in poi, nella dimora storica di “Torre del Parco”, a Lecce, con una maxi degustazione che vede in rassegna  150 rosati di Puglia e 50 oli extravergine di oliva pugliesi, quest’anno in abbinamento alle specialità gastronomiche realizzate dagli chef Gianluca Spagnolo per “Torre del Parco” e Cosimo Russo per il ristorante “Aqua – Le Dune” di Porto Cesareo, oltre a molte eccellenze gastronomiche locali.

La serata comincerà però già alle 19 con il convegno sul tema “I  rosati di Puglia: poker d’assi” . Intervengono il sindaco di Lecce Carlo Salvemini, il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Leonardo Di Gioia, l’imprenditore Piernicola Leone de Castris, il preside della facoltà di Economia dell’Università del Salento Amedeo Maizza, Leda Cesari, giornalista e responsabile della Comunicazione per AIS Lecce, il senatore Dario Stefano. A seguire la presentazione del libro di Giuseppe Baldassare, docente e membro della Commissione Nazionale Formazione AIS,“Puglia Terra dell’Oro - Alimentazione Salute Bellezza”. Modera Vincenzo Magistà, direttore di Telenorba.

Contributo di partecipazione 15 euro, comprensivi del bicchiere da degustazione edella possibilità di assaggiare liberamente i vini rosati, gli oli e le specialità gastronomiche in assaggio. Per evitare la coda all’ingresso di Torre del Parco, inoltre, si possono acquistare i biglietti in prevenditapresso Torre del Parco, viale Torre del Parco 1 (0832.347694, aperto tutto il giorno), oppure contattando Giovanni Bruno, responsabile Eventi AIS Lecce, al 347.4847606.

venerdì, giugno 23, 2017

Foggia, a Borgo Incoronata sabato sera è di scena il gusto della storia

FOGGIA – C’è un tocco in più nella serata magica di Borgo Incoronata, sabato 24 giugno: il menù del percorso enogastronomico di “Borgo en rose”, l’evento che prenderà il via alle ore 21, include il gelato artigianale dello storico bar del Santuario. Intere generazioni di fedeli e di visitatori hanno assaporato quel gelato. “Facciamo gelato da 30 anni in questo luogo magico, pieno di bellezza”, racconta Angela De Angelis. “Per Borgo en rose, abbiamo preparato due gusti squisiti. Borgo Incoronata merita un evento speciale come questo, per far riscoprire a tutti una borgata che ha sapori, profumi, natura, storia e un patrimonio architettonico di assoluto interesse”.

IL GUSTO E LA STORIA. La serata prenderà il via alle ore 21. La location è quella della piazza che si estende ai piedi del palazzo storico della borgata, la cui prima pietra fu posata nel 1939. Il Palazzo municipale fu progettato da Giorgio Calza Bini con le sue grandi arcate al pianterreno, ispirate ai palazzi porticati del Duecento. L’edificio-simbolo della cittadella sabato sera sarà illuminato artisticamente da luci rosa. Il cuore del borgo si è conservato intatto. Quello dell’Incoronata, tra i nuclei urbani della stessa tipologia realizzati durante l’epoca fascista in Capitanata, è il borgo che ha conservato meglio e ha fatto evolvere la propria vocazione di centro vocato all’agricoltura. Il grano, la frutta e gli ortaggi, i vigneti, gli uliveti dominano questa parte del Tavoliere e sono diventati il fulcro di aziende agricole moderne, in gran parte condotte da una nuova generazione di imprenditori che hanno raccolto il testimone dei loro avi.

IL FUTURO DEL BORGO. Sono loro i protagonisti di una nuova stagione che mette al centro la borgata come nucleo propulsore di sviluppo, per Foggia e per la Capitanata. “ E’ un progetto – ha spiegato Ilenia Diana di Only Food, l’Aps che ha organizzato l’evento assieme al Comune di Foggia e ai principali imprenditori del borgo -  che prevede azioni, iniziative e impegno sinergico in modo da sviluppare tutto il potenziale di Borgo Incoronata, cuore di un’identità culturale che fa di Foggia una delle città più importanti dell’agroalimentare italiano”. Main sponsor e ideatore di Borgo en rose è Luca Scapola, giovane imprenditore titolare dell’azienda vinicola Borgo Turrito.

IL MENU’ DELLA SERATA. Salumi e formaggi, crepes al ragù di lepre, panzanella con olio extravergine di oliva, spiedini del casaro e gelato artigianale accompagnati, naturalmente, dai vini rosé migliori della Capitanata, il CalaRosa e il Terra Cretosa per l’esattezza, vale a dire medaglia d’argento e medaglia d’oro a Le Mondial du Rosé di Cannes. Sarà questo il menùdiBorgo en Rose, percorso enogastronomico d’autore, rigorosamente a chilometro zero, che sabato 24 giugno offrirà una serata magica tra storia, gusto e musica a Borgo Incoronata. I ticket per partecipare alla serata, disponibili fino a esaurimento degli stessi, potranno essere acquistati sul posto. L’evento prenderà il via alle 21: tracolla, calice e la serata potrà iniziare, col palazzo storico della borgata e le sue volte illuminate di luce rosa, mentre il borgo comincerà ad animarsi di voci, musica e balli grazie allo spettacolofolk di Michele Mangano.

Una realtà vinicola tutta pugliese: Coppi


di VITTORIO POLITO – Com’è noto il vino è una bevanda alcolica dalla gradazione variabile, ottenuta dalla fermentazione dell’uva, frutto della vite. Esistono diversi tipi di vite, classificati principalmente per la locazione geografica in cui esse crescono e donano all’uomo i propri frutti.

Che la Puglia sia una terra di vini è ormai riconosciuto da tutto il mondo. In realtà i nostri vini raggiungono ogni angolo della terra e spesso sono anche contraffatti, riportando falsamente il marchio “made in Italy”, per gabbare gli sprovveduti e coloro che non leggono attentamente le etichette o non conoscono le aziende veramente italiane che producono il “nettare degli dei”.

Molti furono i testimoni d’eccezione di questa ricchezza, da Plinio a Ovidio, a Marziale, ai quali si aggiunsero Federico II ed altri importanti personaggi che passarono da queste parti dove, sole e terreno favorevoli, hanno contribuito a mantenere solida la tradizione vitivinicola che insieme all’ulivo rappresenta la fortuna della nostra terra.

In Puglia, ad esempio, è realtà dal 1882 un’antica cantina, riportata oggi allo splendore attuale che insiste nel territorio di Turi (Ba), quindi possiamo considerarla “barese” a tutti gli effetti, dotata delle più moderne attrezzature, di ambienti per degustazione, di cucine, dell’affascinante bottaia sotterranea. Il tutto inizia nel 1966 quando il giovane enologo Antonio Coppi inizia a lavorare in questa cantina, che acquisterà nel 1979, realizzando la missione della sua vita, che viene in seguito trasmessa ai figli Lisia, Miriam e Doni. Stiamo parlando dei vini “Coppi”, conosciuti ed esportati in tutto il mondo.

Una visita alla cantina, sempre possibile (dalle 9 alle 13 e dalla 15 alle 18, previo preavviso), consentirà di fare un viaggio nel “Tempio del primitivo”, nel cuore della D.O.C. di Gioia del Colle, nel crocevia della Murgia dei Trulli, e degustare il vino accompagnato da assaggi di tipicità alimentari locali.

La produzione? Dal primitivo D.O.C. Gioia del Colle (Senatore) a quello riserva (Vanitoso), al primitivo I.G.P. Puglia (Don Antonio e Siniscalco), all’aleatico I.G.P. Puglia (Vinaccero), al negroamaro I.G.P. Salento (Pellirosso), alla malvasia nera I.G.P. Puglia (Sannace), alla falanghina I.G.P. Puglia (Guiscardo), alla malvasia bianca I.G.P. Puglia (Serralto), al Rosato I.G.P. Salento (Corè Negroamaro), alla malvasia bianca I.G.P. Puglia -  vino frizzante – (Galà), per finire all’extra dry Salento rosè I.G.P. (Bollicinecherì). Chiaramente parliamo di vini pregiati, da non confondersi con quelli comuni con nomi e qualità simili, che il mercato o i supermercati offrono.

Qualche curiosità.

Nel 1866 Pasteur affermava che “il vino è la più salutare ed igienica di tutte le bevande”. Ed io posso testimoniare che un medico negli anni ’60, in mancanza di acqua, in un ristorante, chiese di lavarsi le mani con una “lacryma christi”, il famoso vino bianco del Vesuvio.

Perché le bottiglie di vino sono da 75 centilitri? Questa unità di misura giunge dall’Inghilterra che misuravano il volume in galloni imperiali. Ogni gallone valeva 4,5 litri. Ogni cassa di vino conteneva 2 galloni, che divisa in 12 bottiglie dà come risultato 75 centilitri ognuna.

Gli ungheresi non finiscono mai il loro bicchiere. Un proverbio, poco noto in Italia ma diffuso all’estero, nasconde la storia di uno dei migliori vini ungheresi: l’Eszsencia. Si trattava di un succo d’uva appena fermentato, dolce, liquoroso e sciropposo tanto che le sue ultime gocce restavano inaccessibili sul fondo del bicchiere, nonostante la voglia di finirlo.

Nel Codice di Hammurabi (1800 a.C.) i reati riguardanti il mondo del vino venivano presi seriamente: i venditori di vino fraudolenti dovevano essere puniti tramite annegamento in un fiume.

Gli antichi greci avevano un bicchiere chiamato “Coppa di Pitagora” creato per garantire che si bevesse con moderazione. Il meccanismo era semplice: se il vino veniva versato sopra un certo livello, automaticamente l’intero contenuto veniva espulso dal fondo. Diabolicamente geniale!

Da non dimenticare che anche le cartellate baresi o pugliesi o i taralli, hanno tra gli ingredienti anche il vino che, grazie ai lieviti presenti nella sua composizione, permette di far lievitare leggermente la pasta. Usanza della tradizione popolare, proveniente da un epoca in cui il vino era più diffuso del lievito.

Cin Cin!

giovedì, giugno 22, 2017

Il mito dei vini Jermann approda a Borgo Egnazia

SAVELLETRI - Fondazione Italiana Sommelier Puglia e Borgo Egnazia chiudono la stagione 2016/2017 dei grandi eventi del vino con “Vintage Tunina, storia di un mito”: mercoledì 28 giugno, alle ore 20, la Cantina friulana Jermann presenterà una verticale di dieci annate del suo vino più rappresentativo. Inoltre, giovedì 29 giugno, i vini Jermann saranno anche protagonisti della cena “Viv e Mang” organizzata da Borgo Egnazia nel ristorante Due Camini.

Nell’anno appena trascorso, la sinergia tra Borgo Egnazia, simbolo dell’ospitalità pugliese per eccellenza, e Fondazione ha permesso ad operatori del settore, foodies e winelovers di vivere esperienze indimenticabili grazie ad incontri con realtà enoiche di prima grandezza, spesso alla loro prima volta in Puglia, edegustazioni uniche di altissimo livello. La programmazione di Fondazione Sommelier Puglia è stata ricca e puntuale e le iniziative organizzate sul territorio regionale hanno dimostrato di essere accomunate dagli stessi valori: stile, eleganza, concretezza e coerenza.

Con l’appuntamento del 28 giugno, gli ospiti avranno il piacere di conoscere da vicino Jermann, realtà esemplare del Collio goriziano, territorio di grandi bianchi, tra i quali spicca il Vintage Tunina, vino che più di ogni altro ha decretato il successo dell’Azienda. Vintage Tunina è una delle tante sfide vinte da Silvio Jermann, guida della Cantina, che con la sua visione e il suo spirito innovatore è stato tra i promotori della nuova era dei vini friulani. Silvio Jermann sarà ospite d’onore dell’evento.

Per celebrare un capolavoro di eleganza come il Vintage Tunina, Fondazione Sommelier Puglia, in accordo con Jermann, ha deciso di proporre agli ospiti della serata una degustazione di dieci annate. La verticale sarà guidata da Paolo Lauciani, relatore ufficiale di Fondazione Italiana Sommelier.

La degustazione si chiuderà con l’esperienza di gusto firmata da Domingo Schingaro, Executive Chef di Borgo Egnazia, che proporrà un piatto abbinato ai vini della serata, nella suggestiva atmosfera della prestigiosa location. Durante l’evento sarà quindi possibile scoprire anche la “cucina d’autore” di Schingaro, autentica e semplice nella sua complessità, capace di reinterpretare le ricette locali attraverso sapienti cotture creative e prodotti locali freschissimi.

L’esperienza foodie a Borgo Egnazia proseguirà anche giovedì 29 giugno con “Viv e Mang”, nuovo appuntamento dedicato alle rivisitazioni gastronomiche dell’arte culinaria pugliese e ai tesori delle più prestigiose cantine italiane presso il ristorante gourmet Due Camini. La selezione di vini Jermann sarà accompagnata dalle eccellenze gastronomiche firmate da Domingo Schingaro in una celebrazione del patrimonio enogastronomico della Puglia e non solo.

Degustazione 28 giugno (costo € 45)
Per info e prenotazioni entro il 26 giugno:
Presidente Giuseppe Cupertino tel. 339.838.44.55 -  e-mail presidente@fondazionesommelierpuglia.it
Fiduciario Valle D'Itria-Brindisi Giovanni Semerano tel. 349.809.29.07 -  e-mail g.semerano@fondazionesommelierpuglia.it
www.fondazionesommelierpuglia.it

Cena “Viv e Mang” 29 giugno (costo € 95)
Per info e prenotazioni:
Ristorante Due Camini tel. 080 2255351-  e-mail due.camini@borgoegnazia.com
www.ristoranteduecamini.it
www.borgoegnazia.it

martedì, giugno 20, 2017

Vinexpo di Bordeaux, la Puglia raccontata al pubblico internazionale con il Primitivo di Manduria

BORDEAUX - Il Primitivo di Manduria di Claudio Quarta ambasciatore della Puglia nel ciclo di seminari della XIX edizione del Vinexpo di Bordeaux, il tradizionale appuntamento mondiale del settore dove quest’anno si attendono oltre 48.000 visitatori.  Il rosso “Anima di Primitivo”, Primitivo di Manduria Doc 2015, prodotto nella cantina salentina di Lizzano Tenute Eméra, in provincia di Taranto, protagonista di uno dei cinque seminari organizzati da ICE, Agenzia per la promozione all’estero, dedicati al valore culturale dei vini italiani e ai diversi sbocchi commerciali che i mercati offrono.

“Le enoteche e i Vini Italiani. I vini del collezionismo e le biblioteche del vino”, questo il tema del seminario condotto da due “eminenze” del settore: Attilio Scienza, enologo e docente dell’Università di Milano e Raoul Salama, giornalista e docente di enologia dell’Università di Bordeaux.  Insieme ai vini che hanno fatto la storia dell’enologia italiana e reso famoso il Made in Italy in calice in tutto il mondo, ci sarà anche il Primitivo di Manduria, bandiera internazionale della produzione vitivinicola pugliese.

La scelta è caduta su “Anima di Primitivo” in occasione della recente visita del prof. Scienza a Tenute Emèra, insieme agli studenti del suo corso, nella giornata- studio della collezione di biodiversità della tenuta di Claudio Quarta, considerata la più grande al mondo per le varietà del Mediterraneo, con oltre 500 vitigni impiantati e studiati dal 2009, con un progetto avviato proprio con il team di Scienza dell’Università di Milano insieme al prof Osvaldo Failla.

Un’ occasione importante, dunque, per promuovere l’eccellenza pugliese espressa dalla passione e dal profilo qualitativo delle cantine Claudio Quarta Vignaiolo al Salone Internazionale del Vino di Bordeaux, che con 40 Paesi partecipanti e circa 2350 espositori, vuol essere un momento globale di confronto sulle tendenze dei principali Paesi produttori di vino.

lunedì, giugno 19, 2017

Storia e curiosità sui vini doc della Puglia


di VITTORIO POLITO - Che la Puglia sia stata da sempre considerata una regione di consolidata tradizione vitivinicola lo ricordano i Fenici che, già nel 2000 a.C., pare abbiano trovato abbondanti vigneti, tanto da ricavare da essi ulteriori fonti di guadagno per i loro intensi traffici commerciali.

Nell’VIII secolo a.C. invece furono i coloni greci a dare un’altra mano allo sviluppo della viticoltura della Regione preparando per i Romani, che da qui iniziarono le conquiste dell’Oriente, le cantine pugliesi per le loro lodi a Bacco.

Molti furono i testimoni d’eccezione di questa ricchezza, da Plinio a Ovidio, a Marziale, ai quali si aggiunsero Federico II ed altri importanti personaggi che passarono da queste parti dove, sole e terreno favorevoli, hanno contribuito a mantenere solida la tradizione vitivinicola che insieme all’ulivo rappresenta la fortuna della nostra terra.

Ma, a parte le note storiche, pare opportuno sapere come si sceglie il vino e come va abbinato alle varie pietanze. Vito Buono e Angela Delle Foglie ci danno una mano con il loro volume (sia pur datato), “Percorsi turistici nella Puglia dei vini D.O.C.” (Levante Editori, 2000), i quali premettono che non si beve vino di nessun genere su insalate e cibi a base d’aceto, su carciofi crudi, merluzzo, baccalà, macedonia di frutta macerata in distillati, sugli agrumi in genere, fichidindia, uva e gelati. Il volume fa un po’ la storia dei vini, della gastronomia e l’arte nei territori di tutti i vini pugliesi D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata).

Prima di scegliere un vino è opportuno leggere l’etichetta che deve riportare la dicitura D.O.C., l’anno di produzione, la gradazione alcolica e il nome dell’Azienda. Per l’acquisto rivolgersi sempre a Enoteche, Cantine Sociali o ad Aziende Vinicole, dalle quali si compra solitamente bene e con tranquillità, ma oggi anche gli ipermercati hanno vasti assortimenti a prezzi concorrenziali.

Si passa quindi agli abbinamenti: gli antipasti di mare esigono vini bianchi, corposi e profumati, mentre quelli rustici vogliono bianchi secchi e leggeri; quelli con salumi prediligono rossi leggeri. Per le pastasciutte l’abbinamento va fatto a seconda del condimento: il ragù di carne preferisce un rosso di buon corpo; per le pietanze al burro, alle verdure o con condimenti magri va bene un bianco. Anche per i risotti la scelta va fatta a seconda dei condimenti: per i brodi e le minestre in brodo vanno bene vini bianchi secchi, amabili o rosati. Per i legumi vanno bene vini rosati o rossi, a seconda del tipo e degli ingredienti che si accompagnano nella preparazione.

Per il pesce la scelta va fatta a seconda del tipo e della preparazione: pesci a carne bianca e magra, arrosto, lessi o fritti preferiscono i vini bianchi, mentre i pesci a carne grassa, rossa o preparati in zuppa o al cartoccio va abbinato un rosato. Per i crostacei è d’obbligo un bianco robusto, secco e profumato. Per le carni tutti vini rossi nelle diverse gradazioni e periodi di invecchiamento, ma sempre considerando i sapori e la preparazione delle carni.

Ma quali sono i vini di cui disponiamo nella nostra regione? Si va dal «Verdeca» di Gravina all’ «Aleatico di Puglia», al «Cacc’è mmitte» di Lucera, al «San Severo», al «Moscato di Trani», al «Rosso Cerignola», al «Castel del Monte», al «Gioia del Colle», al «Martina», al «Locorotondo», al «Primitivo di Manduria» o al «Lizzano», al «Brindisi» o all’ «Ostuni», al «Copertino», al «Leverano», al «Salice Salentino», allo «Squinzano», al «Galatina», al «Matino», al «Nardò», ecc. Insomma tutta la Regione è ben rappresentata, c’è solo la difficoltà della scelta che varia a seconda del proprio palato. Ma attenzione a non farci “infinocchiare”. La parola infinocchiare, il cui significato è raggirare, fregare, deriva proprio dal connubio fra vino e finocchio. Quando gli osti volevano rifilare vino rancido agli avventori, lo accompagnavano con piatti a base di finocchio, che, consumato crudo, addolcisce la bocca e altera la capacità di riconoscere i sapori.

Va anche ricordato che a Milano, da quasi un trentennio, è stata costituita l’Associazione Nazionale “Le donne del vino”, che rappresenta uno dei sodalizi più attivi e vivaci del vasto scenario enogastronomico, fenomeno unico al mondo, della quale fanno parte produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste che promuovono, con la loro attività in tutta Italia, la cultura del vino nel senso più ampio. Inoltre, raccoglie al suo interno responsabili di tutte le componenti della filiera vitivinicola, dal vigneto alla comunicazione, ed è riconosciuta come una delle espressioni più interessanti dell’imprenditoria femminile. Non sono ammesse le simpatizzanti.

Ed ora qualche proverbio a proposito del vino: “Dire pane al pane e vino al vino”, ovvero parlare in modo chiaro senza giri di parole; “Finire a tarallucci e vino”, si dice quando un contrasto viene risolto in maniera fin troppo amichevole; “In vino veritas”, proverbio latino medievale che significa nel vino la verità. Anche Alessandro Manzoni nei “Promessi sposi” (Cap. XV) riporta un episodio classico in occasione dell’arresto di Renzo dopo una sbornia in osteria, il quale nel tentativo di giustificarsi, dà la colpa al vino: “Ier sera veramente ero un po’ allegro: questi osti, alle volte, hanno certi vini traditori; e alle volte, come dico, si sa, quando il vino è giù, è lui che parla”, per cui “Nel vino si naviga senza timone”.

Infine il parere di due illustri personaggi sulla gradita bevanda. Per Ernest Hemingway il vino «È uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo”, mentre Galileo Galilei, a proposito delle virtù del vino, sosteneva che “L’ingegno si fa illustre e chiaro, l’anima si dilata, gli spiriti si confortano e le allegrezze si moltiplicano».

E dal momento che si parla di vino non possiamo che concludere con un brindisi di Apuleio: “Il primo bicchiere è per la sete; il secondo per la gioia, il terzo per il piacere; il quarto, per la follia”.

martedì, giugno 13, 2017

A Lecce 'Charme in rosa Première', oltre 100 rosati e 30 oli pugliesi in degustazione all'Hotel Tiziano

LECCE - Grande festa venerdì 16 giugno alle 20.30, a bordo piscina del Grand Hotel Tiziano, per i nuovi professionisti del vino che hanno appena superato l’esame di qualificazione per diventare sommelier di AIS Lecce.

In degustazione nel corso della serata, dal titolo “Charme in rosa Première”, oltre 100 rosati e 30 oli extravergine di oliva pugliesi in abbinamento alle eccellenze locali.

I posti sono limitati, pertanto gli interessati, al fine di garantirsi la partecipazione, sono pregati di curare la prenotazione al più presto contattando esclusivamente Giovanni Bruno - responsabile eventi AIS Lecce - all’indirizzo avvgiovannibruno1963@gmail.com o al 347.4847606. Contributo di partecipazione 30 euro. 

giovedì, giugno 08, 2017

Roséxpo, si apre il sipario a Lecce

LECCE - Sarà inaugurata venerdì 9 giugno, alle ore 18.30, al Castello Carlo V, Roséxpo, Salone internazionale dei vini, giunto alla quarte edizione. Alla cerimonia saranno presenti le autorità locali e Marina Cvetic che riveste il ruolo di madrina della manifestazione.
Subito dopo, l’apertura dei banchi d’assaggio a cura dell’Associazione italiana sommelier e l’opening del Giardino Rosé nel cortile del Castello, che sarà arricchito dalle installazioni artistiche con le luminarie, diversi punti food, sarà possibile degustare sigari toscani a cura dell’associazione del sigaro toscano, e la performance musicale di Carla Petrachi e Andrea Luperto.

Al primo piano del Castello Carlo V ci saranno i banchi d’assaggio in collaborazione con l’AIS. Sono oltre 180 quest’anno, le etichette in degustazione tra vini nazionali ed esteri.

Allestita al primo piano del Castello anche Mostre Rosé, la mostra di abiti realizzati dagli allievi dell’Istituto Cordella Fashion School a cura di Carol Cordella. Gli orari di apertura Roséxpo al Castello Carlo V il 9 e 10 giugno sono dalle 18.30 alle 23.30.

«Roséxpo sarà l’occasione di far conoscere e degustare le oltre 180 etichette tra vini nazionali ed esteri presenti a questa edizione – afferma Ilaria Donateo, presidente dell’associazione di produttori vitivinicoli di Negroamaro “deGusto Salento”-organizzatori di Roséxpo - ma anche opportunità per raccontare alla stampa specializzata, presente a Lecce per tutte e tre le giornate, la storia della nostra regione vitivinicola attraverso il lavoro dei produttori che ormai da alcuni anni hanno scommesso su un nuovo modo di stare insieme e continuano ad essere un elemento distintivo nel panorama associativo. Fare rete non è solo un contenitore vuoto, ma è la sostanziale volontà di 18 aziende, Apollonio, Bonsegna, Calitro, Cantele, Cantina Fiorentino, Castel di Salve, Castello Monaci, Conti Zecca, Garofano Vigneti e Cantine, Marulli, Michele Caló e figli, Romaldo Greco, Rosa del Golfo, Santi Dimitri, Tenute Rubino, Vallone Vetrere, Vigneti Reale, che hanno avviato un percorso in comune con l’obiettivo di spingere sul marketing condiviso e sulla promozione del brand dei rosati. Grazie al Comune che ha creduto e sostenuto la manifestazione dalla sua prima edizione”.

Partnership e novità 2017

Per la quarta edizione confermate le partnership nazionali con Slow Wine, Ais e internazionali come il Concours mondial de Bruxelles.

Novità 2017 è la collaborazione avviata con lo  IULM, con il dipartimento di Neuroscienze che a Lecce presenterà i risultati di una ricerca che lega la percezione neurologica dell’etichetta di un vino all’efficacia commerciale che quel prodotto possa assumere poi sul mercato. Si parlerà del ruolo strategico della sala e della percezione che il consumatore finale ha dei vini rosati cercando di trovare strategie per favorire e incentivarne il consumo.

Quest’anno ai banchi d’assaggio anche le aziende del Consorzio Valtènesi, grazie alla partnership allacciata con deGusto Salento, ospite in occasione del decennale di Italia in Rosa (2-4 giugno a Moniga del Garda).

Altra novità 2017 è l’introduzione di MEMORvINO una soluzione innovativa che trasforma l'esperienza di ogni singola degustazione in una raccolta di informazioni Ogni partecipante a Roséxpo ritira, all'atto della registrazione all'ingresso, unbicchiere intelligente, cioè un calice con una piccola etichetta elettronica alla base. Al momento della degustazione, l'interazione tra il bicchiere ed il MEMORvINO posato su ogni tavolo, permette di registrare le informazioni relative al consumatore e al vino che è stato degustato. A fine evento si avranno dati sul numero di degustazioni e di quali vini.

Seminari di degustazione

Quattro i seminari di degustazione previsti nei due giorni del festival dei rosati condotti da Slow Wine e Ais con il coinvolgimento di autorevoli degustatori che accompagneranno i winelover nel percorso di scoperta di vini e territori.

I primi due appuntamenti sono per il 9 giugno.

Si comincia alle 19 con Questione di metodo: Letrari sta a Trento doc come Dubl sta ad Aglianico, un percorso in verticale tra la tradizione e la modernità del metodo classico rosé con la partecipazione di Lucia Letrari e di Federico Graziani per Feudi di San Gregorio e con la guida nel percorso nel calice di Luciano Pignataro (giornalista de Il Mattino e ideatore del Blog Luciano Pignataro Wine Blog), Francesco Muci (curatore guida Slow Wine Puglia) e Fabio Giavedoni (responsabile nazionale Slow Wine).

A seguire, con inizio alle 20,30, ci si sposterà in altri territori, per un confronto che indaga sulle interpretazioni di rosato dalla Valtènesi alla Provenza e con la partecipazione di Mattia Vezzola (Vice Presidente Consorzio Valtènesi), Carlo Alberto Panont (Direttore del Consorzio Valtènesi), Francesco Muci e Fabio Giavedoni.

Il 10 giugno alle 18.30 riflettori puntati su Rosado de Espana con Giuseppe Baldassarre (relatore e componente della commissione nazionale didattica AIS), Fabrizio Miccoli (relatore AIS) e Domenico Stanzione (delegato AIS Taranto). Conclusione di tutto rispetto per Rosexpo con la verticale di Ferrari Perlé Rosé con la partecipazione di Francesco Muci e di Giuseppe Baldassarre.
Per la partecipazione ai seminari è obbligatoria la prenotazione su eventribe. Info: apertura banchi di assaggio dalle ore 18.30 alle 23.30. Ticket d’ingresso € 10.00 comprensivo di calice e pettorina – cauzione calice € 5.00.

Identità e territorio: appuntamento all’Hotel President con la stampa specializzata

Uno studio dell’agenzia IWSR, International wine and spirit research, come riportato in una nota di Slow Wine, ha evidenziato come su 125 mercati studiati, nonostante si siano registrati dei lievi cali nel consumo del vino, i rosati continuano a guadagnare consenso. Sarà questo, dunque, il punto di partenza per fondare il BtoB tra addetti ai lavori e le aziende aderenti a deGusto Salento che sarà ospitato dalle eleganti sale dell’hotel President nel cuore della città barocca.

Info e contatti:
www.rosexpo.it, www.degustosalento.it,
FACEBOOK: Roséxpo – Salone Internazionale dei vini rosati
Instagram: #Rosexpo #rosexpo2017

'Sua Maestà il Primitivo', al via il primo master dedicato al sovrano di Puglia

BARI - Sarà una vera e propria gara tra 15 sommelier professionisti provenienti da varie regioni d’Italia, sulla conoscenza approfondita di uno dei vitigni più importanti della nostra regione: sua maestà il Primitivo. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Italiana Sommelier in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Agroalimentari della Regione Puglia, si terrà martedì 13 giugno 2017 presso il Relais Reggia Domizia di Manduria.

Si partirà alle 9.00 del mattino con la prima prova scritta sulla storia del vitigno, il suo sviluppo storico, le caratteristiche enologiche, le aziende, i personaggi che lo hanno portato alla fama, per continuare fino alla prova pratica di servizio dei vini, in cui i sommelier serviranno alla giuria nominata ad assegnare il premio del miglior sommelier del primitivo, varie tipologie di vino prodotte con questo poderoso vitigno. Al sommelier premiato, inoltre, verrà offerta la possibilità di diventare “Primitivo Ambassador” per Vinoway.com, il portale nazionale di cultura enogastronomica, media partner della manifestazione.

Gli sfidanti provengono da diverse regioni d’Italia: Campania (Scala Luigi Salvatore), Emilia Romagna (Degboe Coffi Gilles), Molise (Pagano Carlo), Liguria (Gigatti Maura), Toscana (Tesi Valentino)  e naturalmente Puglia (Dipace Luigi, i due cugini Riontino Antonio, Sciannimanico Gianfranco, Brogi Maria Michela, Urso Oronzo, Di Nunno Rosa, Borraccino Marianna, Spadaro Maurizio, Mangini Filomena).

Alle 18.00, assegnato il premio al vincitore, si passerà al convegno “Primitivo: zone e stili, distinguere per unire”, coordinato dal Dr. Giuseppe Baldassarre, relatore AIS e autore del libro “Primitivo di Puglia” e moderato da Vincenzo Magistà direttore del TGNorba, che vedrà la presenza di Roberto Erario, Presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria e di Donato Giuliani Presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Gioia del Colle, oltre a quella dell’Assessore Regionale alle Politiche Agroalimentari Leonardo di Gioia.

In serata, dalle ore 20.00, la degustazione aperta al pubblico, nella quale tutte le sessantatré etichette presenti, provenienti dalle diverse aree della Puglia (Magna Grecia, Murgia-Valle D’Itria, Salento, Capitanata-Castel Del Monte) saranno raccontate dai sommelier AIS, in abbinamento a piatti e prodotti della terra di Puglia, in un evento che intende essere un vero e proprio “Party del Primitivo”.

Ulteriori informazioni Segreteria AIS Puglia Tel. 080 4949189 – info@aispuglia.it

Due grandi eventi con Marchesi Antinori a Borgo Egnazia

SAVELLETRI DI FASANO - Fondazione Italiana Sommelier Pugliae Borgo Egnaziapresentano un nuovoevento di eccezionale interesse per gli amanti del vino e per coloro che desiderano confrontarsi con i grandi nomi del panorama enoico italiano: giovedì 15 giugno, alle ore 20, Borgo Egnazia accoglierà il Marchese Piero Antinori e Renzo Cotarella per la verticale delle annate 2015, 2011, 2009, 2005, 2001 di Cervaro della Sala, "vino-simbolo", da uve Chardonnay e Grechetto, della Tenuta Castello della Sala in Umbria. La presenza del Marchese Piero Antinori e del grande enologo offrirà l'opportunità di conoscere più da vicino la storia di una nobile famiglia dedita alla produzione vinicola da più di seicento anni, che ha saputo operare scelte innovative che ne hanno decretato la sua fortuna in Italia e all'estero, rendendo la Marchesi Antinori una delle aziende vinicole di riferimento nel mondo del vino di qualità.

A guidare la degustazione sarà Daniela Scrobogna, responsabile della Didattica Nazionale di Fondazione Italiana Sommelier, di cui è anche Docente, e Redattore della Guida BIBENDA.

Al termine della verticale, ci sarà un'annata storica a sorpresa, un omaggio di Marchesi Antinori a Fondazione Sommelier Puglia che, grazie all'impegno e alla passione del suo Presidente Giuseppe Cupertino, riesce a regalare al territorio iniziative uniche e preziose, con Aziende di fama internazionale.

Il gran finale sarà dedicato al buon cibo gourmet: Domingo Schingaro, Executive Chef di Borgo Egnazia, proporrà per l’occasione un piatto ispirato ai vini, che gli ospiti potranno degustare con una annata di Cervaro della Sala a scelta. Durante l’evento sarà quindi possibile scoprire anche la “cucina d’autore” di Schingaro, autentica e semplice nella sua complessità, capace di reinterpretare le ricette locali attraverso sapienti cotture creative e prodotti locali freschissimi.

L’esperienza foodie a Borgo Egnazia proseguirà anche venerdì 16 giugno con la cena “Viv e Mang” presso il ristorante gourmet Due Camini.È questo un nuovo appuntamento con la rassegna dedicata alle rivisitazioni gastronomiche dell’arte culinaria pugliese e ai tesori delle più prestigiose cantine italiane. In questa importante occasione saranno protagonisti i vini delle Tenute Marchesi Antinoritra cui il Bocca di Lupo, Aglianico in purezza prodotto nell’omonima tenuta pugliese di proprietà della famiglia Antinori, accompagnati dalla raffinate creazioni di Domingo Schingaro in una celebrazione delle eccellenze enogastronomiche.

La sinergia tra Marchesi Antinori, Fondazione Italiana Sommelier Puglia e Borgo Egnazia ha reso possibile questo evento eccezionale, da non perdere per gli appassionati  di vino e buon cibo, ma anche per chi cerca esperienze uniche di valorizzazione del territorio e del suo patrimonio.

Degustazione 15 giugno (costo € 45)

Per info e prenotazioni:
Presidente Giuseppe Cupertinotel. 339.838.44.55 - e-mail presidente@fondazionesommelierpuglia.it
Fiduciario Valle D'Itria-Brindisi Giovanni Semeranotel. 349.809.29.07 - e-mail g.semerano@fondazionesommelierpuglia.it
www.fondazionesommelierpuglia.it

Cena “Viv e Mang” 16 giugno (costo € 110)

lunedì, giugno 05, 2017

Radici del Sud 2017, svelati i 70 finalisti

BARI - Dopo due giorni di lavoro le giurie di Radici del Sud hanno identificato i 70 finalisti del concorso di questa XII edizione della manifestazione dedicata ai vini e agli oli del Sud Italia.

Le due giurie hanno assaggiato gli oltre 350 vini in concorso in due giorni, nelle sale del Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari. I 70 vini finalisti ora passeranno ulteriormente al vaglio di una giuria di esperti e giornalisti del territorio a fine giugno per decretare il miglior vino bianco, rosso e rosato della XII edizione. La premiazione si terrà il 27 novembre sempre al Castello di Sannicandro di Bari, durante Radici Wines Experience.

Le giurie, composte da buyer e giornalisti, da enologi dell’Associazione Assoenologi e da membri del circuito Vinarius, erano suddivise secondo un nuovo criterio. I giurati erano distribuiti in 4 gruppi di cui due prevalentemente di buyers e due di giornalisti e critici del settore. Due i presidenti di giuria: Alfonso Cevola per i buyer e Daniele Cernilli per i giornalisti, coadiuvati rispettivamente da Ole Udsen, importatore danese e dal giornalista Bernardo Conticelli. In questo modo è stato possibile incrociare i giudizi dei critici con quelli di chi, invece, ha un occhio di riguardo per il lato commerciale di ciascun vino.

"Siamo molto soddisfatti del lavoro delle giurie - dichiara Nicola Campanile, organizzatore dell'iniziativa - La nuova organizzazione ha infatti permesso una maggiore uniformità di giudizio e una migliore lettura dei vini. Avere tutti attorno a un tavolo esperti del territorio e ospiti stranieri ha consentito anche a buyer e giornalisti provenienti da tutto il mondo di interpretare e capire meglio il carattere dei vitigni autoctoni del Sud Italia".

I 70 vini finalisti saranno annunciati oggi alle 19 durante il convegno che si svolgerà all'interno della Biblioteca del Castello di Sannicandro di Bari.

Due grandi eventi con Marchesi Antinori a Borgo Egnazia

SAVELLETRI DI FASANO - Fondazione Italiana Sommelier Pugliae Borgo Egnaziapresentano un nuovoevento di eccezionale interesse per gli amanti del vino e per coloro che desiderano confrontarsi con i grandi nomi del panorama enoico italiano: giovedì 15 giugno, alle ore 20, Borgo Egnazia accoglierà il Marchese Piero Antinori e Renzo Cotarella per la verticale delle annate 2015, 2011, 2009, 2005, 2001 di Cervaro della Sala, "vino-simbolo", da uve Chardonnay e Grechetto, della Tenuta Castello della Sala in Umbria. La presenza del Marchese Piero Antinori e del grande enologo offrirà l'opportunità di conoscere più da vicino la storia di una nobile famiglia dedita alla produzione vinicola da più di seicento anni, che ha saputo operare scelte innovative che ne hanno decretato la sua fortuna in Italia e all'estero, rendendo la Marchesi Antinori una delle aziende vinicole di riferimento nel mondo del vino di qualità.

A guidare la degustazione sarà Daniela Scrobogna, responsabile della Didattica Nazionale di Fondazione Italiana Sommelier, di cui è anche Docente, e Redattore della Guida BIBENDA.

Al termine della verticale, ci sarà un'annata storica a sorpresa, un omaggio di Marchesi Antinori a Fondazione Sommelier Puglia che, grazie all'impegno e alla passione del suo Presidente Giuseppe Cupertino, riesce a regalare al territorio iniziative uniche e preziose, con Aziende di fama internazionale.

Il gran finale sarà dedicato al buon cibo gourmet: Domingo Schingaro, Executive Chef di Borgo Egnazia, proporrà per l’occasione un piatto ispirato ai vini, che gli ospiti potranno degustare con una annata di Cervaro della Sala a scelta. Durante l’evento sarà quindi possibile scoprire anche la “cucina d’autore” di Schingaro, autentica e semplice nella sua complessità, capace di reinterpretare le ricette locali attraverso sapienti cotture creative e prodotti locali freschissimi.

L’esperienza foodie a Borgo Egnazia proseguirà anche venerdì 16 giugno con la cena “Viv e Mang” presso il ristorante gourmet Due Camini.È questo un nuovo appuntamento con la rassegna dedicata alle rivisitazioni gastronomiche dell’arte culinaria pugliese e ai tesori delle più prestigiose cantine italiane. In questa importante occasione saranno protagonisti i vini delle Tenute Marchesi Antinoritra cui il Bocca di Lupo, Aglianico in purezza prodotto nell’omonima tenuta pugliese di proprietà della famiglia Antinori, accompagnati dalla raffinate creazioni di Domingo Schingaro in una celebrazione delle eccellenze enogastronomiche.

La sinergia tra Marchesi Antinori, Fondazione Italiana Sommelier Puglia e Borgo Egnazia ha reso possibile questo evento eccezionale, da non perdere per gli appassionati  di vino e buon cibo, ma anche per chi cerca esperienze uniche di valorizzazione del territorio e del suo patrimonio.

Degustazione 15 giugno (costo € 45)
Per info e prenotazioni:
Presidente Giuseppe Cupertinotel. 339.838.44.55 - e-mail presidente@fondazionesommelierpuglia.it
Fiduciario Valle D'Itria-Brindisi Giovanni Semeranotel. 349.809.29.07 - e-mail g.semerano@fondazionesommelierpuglia.it
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Cena “Viv e Mang” 16 giugno (costo € 110)

martedì, maggio 30, 2017

VINO DiVINO. Forchir Ribolla Gialla, il vino che berremo in riva al mare la prossima estate

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Una delle icone vinicole friulane è sicuramente la Ribolla Gialla, vitigno autoctono che grazie alla sapiente mano dei vignaioli del Friuli ha saputo conquistare un posto in prima fila tra i vini bianchi più amati in Italia e nel mondo.

I vini prodotti da Ribolla Gialla presentano caratteristiche differenti dipendenti dalla zona di produzione, ma ciò che li accomuna più di tutti è la delicatezza floreale che ne fa un vino perfetto per gli aperitivi estivi in riva al mare. Ho provato l'azienda Forchir trovandola nella carta dei vini di uno dei bellissimi ristoranti presenti a bordo della famigerata Costa Diadema, è una Ribolla Gialla prodotta in assenza di solfiti, che matura sui propri lieviti per qualche mese in acciaio, un vino sorprendentemente buono da abbinare prevalentemente ad una cucina di mare... crudo.

Nome: Ribolla Gialla
Azienda Produttrice: Azienda Agricola Forchir
Vitigno: Ribolla Gialla 100%
Gradazione alcolica:12,4%
Annata : 2016
Prezzo di vendita: 29€ (al ristorante)
Valutazione:90/100

Colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli

Naso: note erbacee accarezzano il naso richiamando alla memoria l'erba falciata è bagnata, mandorle acerbe richiamano ad un fruttato verde e mai maturo, che rimanda alla mela verde croccante. Chiude un floreale delicato che ricorda i gigli che stanno per sbocciare.

Bocca: di ottima acidità, il peso in bocca non è particolarmente eccessivo, la sapidità è straordinaria e spinge alla beva. Citrino, fresco e piacevole un vino sorprendentemente buono. La corrispondenza aromatica è pressoché totale la mela verde è l'aroma predominate anche al palato.

Abbinamento: Pesce crudo, sushi, carpacci di mare e sashimi.  

lunedì, maggio 29, 2017

Cantine aperte, 25 anni di successo

LECCE - Una festosa ondata di oltre 40.000 winelovers ha invaso le 58 aziende vitivinicole d'eccellenza che hanno aderito quest’anno, dalla Daunia al Salento, alla 25esima edizione di Cantine Aperte, la grande festa del vino organizzata dal Movimento Turismo del Vino Puglia in collaborazione con la Regione Puglia – Assessorato alle Risorse Agroalimentari.
Una delle annate da incorniciare per la nostra regione, non solo per la straordinaria partecipazione di pubblico, ma anche per la ricchezza delle attività messe in campo dai nostri vignaioli: verticali di etichette storiche, incontri con artigiani del gusto, spettacoli, attività di approfondimento, connubi vino/arte, degustazioni in abbinamento alle preparazioni di chef prestigiosi da tutto il territorio, per esaltare anche attraverso la gastronomia l’intensità delle sfumature dei nostri vini.

Un grande impegno che è stato premiato dai visitatori, sempre più numerosi e sempre più attenti, consapevoli e desiderosi di entrare nel vivo di un mondo affascinante, complesso e, soprattutto, in continua evoluzione. Una straordinaria affluenza di turisti curiosi, colti e alla ricerca del buon bere, che hanno raggiunto le cantine di tutta la regione per visitare i siti produttivi, passeggiare nelle vigne, degustare i vini di produzione e conversare con i vignaioli, per scoprire cosa c'è dietro a un calice di vino direttamente negli affascinanti luoghi dove nasce. Particolarmente apprezzato è stato poi #salvalagoccia, il dropstop consegnato in omaggio a tutti i visitatori, insieme al flyer con le indicazioni per scaricare le due app Ampelopuglia e Top Wine Destination, pensate per fornire ai visitatori tutte le informazioni sui vini di Puglia e sulle possibilità di enoturismo nella regione. La giornata è stata anche l’occasione per presentare il video promozionale del Movimento Turismo del Vino Puglia, realizzato con il contributo del regista Carlos Solito per raccontare i tesori del patrimonio vitivinicolo pugliese.

Grande si è rivelato soprattutto il cuore dei vignaioli pugliesi, che hanno contribuito con entusiasmo all’iniziativa “Bottiglia Solidale”, ideata dal Movimento Turismo del Vino Marche e adottato da tutte le regioni italiane a sostegno delle popolazioni del Centro Italia colpite dal sisma. Oltre 200 le bottiglie solidali acquistate dalle cantine di Puglia, offrendo un importante contributo all’obiettivo dell’acquisto di un’ambulanza attrezzata.

In Puglia, hanno aderito a Bottiglia Solidale le aziende: Rivera - Andria; Santa Lucia - Corato (Ba); La Cantina di Ruvo di Puglia/Grifo - Ruvo di Puglia; Pietraventosa - Gioia del Colle (Ba); Varvaglione - Leporano (Ta); Due Palme - Cellino San Marco (Br); Altemura - Torre Santa Susanna (Br); Cantina di San Donaci - San Donaci (Br); Mottura - Tuglie (Le); Castel di Salve - Depressa di Tricase (Le); De Falco - Novoli (Le).

Si conclude invece “Mtv per Amatrice”, la raccolta fondi indetta lo scorso settembre dal Movimento Turismo del Vino Italia, a cui la Puglia ha partecipato devolvendo una quota per ogni calice venduto. La somma raccolta verrà consegnata ad Amatrice in occasione di un evento organizzato da MTV.

E per raccontare a livello nazionale la 25esima edizione di Cantine Aperte qui in Puglia, dal 26 maggio è in svolgimento il Puglia Press Tour® Terre del Primitivo.
L’iniziativa, finanziata dal Programma operativo Regionale FESR-FSE 2014 – 2020 “Attrattori culturali, naturali e turismo” Asse VI – Tutela dell’ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali – Azione 6.8 “Interventi per il riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche”, è organizzata dal Movimento Turismo del Vino Puglia in collaborazione con il Comune di Turi e l’Assessorato all'Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia.

Da sedici anni questo format ospita i giornalisti della stampa nazionale di settore, offrendo loro un'interessante panoramica sulle cantine, le antichissime tradizioni, la cultura enogastronomica e la natura delle zone vitivinicole pugliesi. Quest'anno per la prima volta il tour sarà dedicato al Primitivo di Gioia del Colle, sulle tracce di questo vitigno autoctono pugliese che deve la sua scoperta al sacerdote Francesco Filippo Indelicati, che verso la fine del XVIII secolo compì studi approfonditi su questa varietà. Epicentro del tour sarà fino al 30 maggio il Comune di Turi, noto per la sua ciliegia “ferrovia” e per essere uno dei più suggestivi borghi dell’Area Metropolitana di Bari, caratterizzato dalle case imbiancate con la calce, le viuzze strette e lastricate, i chiostri e le edicole votive oltre che da bellezze storico-artistiche di pregio come, solo per citarne alcune, la Chiesa Matrice, la Chiesa di San Rocco e il Chiostro delle Clarisse. Lo stesso chiostro è stato location, lo scorso sabato 27 maggio,  di un evento-degustazione dedicato al Primitivo di Gioia del Colle, organizzato in collaborazione con il Consorzio Vini DOC "Gioia del Colle".

Non sono mancati i winelovers più sportivi delle associazioni FIAB Ruotalibera Bari e Cicloamici Brindisi/Mesagne e Lecce che, come ogni anno, hanno pedalato fra natura e buon bere.

Cantine Aperte inaugura la stagione degli appuntamenti del Movimento Turismo del Vino Puglia, all'insegna dell'enoturismo di qualità. Prossimo appuntamento Calici di Stelle, il grande evento della settimana di San Lorenzo, giunto alla sua XIX edizione e in programma il 10 agosto a Taranto. 

Roséxpo, a Lecce la 4° edizione del salone internazionale dei vini rosati

LECCE - Tradizione, cultura, identità, territorio. Rosèxpo, il salone internazionale dei vini Rosati, nato da un’idea di deGusto Salento, l’associazione leccese dei produttori di Negroamaro, è la sintesi di un’idea di un vino che è ormai una peculiarità produttiva identificativa di una storia vitivinicola consolidata.

Il vino rosato ha acquisito la sua dignità e il suo valore ed è parte integrante della vicenda vinicola italiana ed è emblema del made in Italy nel mondo.

Rosèxpo vuol essere il contenitore che amplifica una cultura contadina che sceglie la strada del futuro, è un’emozione da vivere. È un’esplosione narrativa di paesi, di tradizioni, di modalità produttive che vogliono confrontarsi, che decidono di parlare per misurarsi e per crescere. È la più accattivante manifestazione del vino in Puglia.

In principio il Negroamaro intorno al quale sui banchi d’assaggio e nei seminari di degustazione si muovono le altre esperienze di vinificazione italiane e straniere.

Ogni edizione di Rosèxpo è l’occasione per sviscerare temi dal grande impatto commerciale e di marketing e sono le degustazioni, condotte grazie alla collaborazione di partner istituzionali e autorevoli, il momento in cui vengono approfondite e vissute le diverse esperienze proposte da produttori che hanno scritto un pezzo di storia.

La quarta edizione è una conferma delle partnership nazionali con Slow Wine, Ais e internazionali come il Concour mondial de Bruxel. Novità di quest’anno è la collaborazione avviata con lo IULM, con il dipartimento di Neuroscienze che a Lecce presenterà i risultati di una ricerca che lega la percezione neurologica dell’etichetta di un vino all’efficacia commerciale che quel prodotto possa assumere poi sul mercato. Si parlerà del ruolo strategico della sala e della percezione che il consumatore finale ha dei vini rosati cercando di trovare strategie per favorire e incentivarne il consumo.

Quattro anche quest’anno i seminari di degustazione condotti da Slow Wine con Ais e con il coinvolgimento di autorevoli degustatori che accompagneranno i winelover nel percorso di scoperta di vini e territori.

Grand opening: “Rosati italiani: come migliorare l’offerta in sala e in enoteca”

L’apertura del Salone dei Rosati quest’anno è affidata a un ragionamento e a un approfondimento su come sia possibile migliorare l’offerta in sala e in enoteca. «Ci eravamo lasciati lo scorso anno con una riflessione – spiega Ilaria Donateo che di deGusto Salento è presidente. Proprio nel corso dell’ultima degustazione tecnica dei rosati tenuta da Francesco Muci si evidenziò la superiorità francese nel promuovere un vino che oltralpe è diventato identità dell’intero Paese e di uno stile di vita, mentre in Italia stenta a imporre la propria personalità sul mercato e nelle carte vini dei ristoranti. Ecco, proprio da dove avevamo interrotto abbiamo voluto riprendere la discussione per provare a far chiarezza sullo stato del mercato e sulle possibili prospettive».

Si parlerà, infatti, di “Rosati italiani: come migliorare l’offerta in sala e in enoteca” nel convegno di apertura previsto giovedì 8 giugno alle 18,00 alla Masseria San Lorenzo a Lecce alla presenza di autorevoli player del mondo del vino, personaggi che ricoprono ruoli e posizioni con una visuale d’insieme che può sicuramente dare una traccia e un utile strumento ai produttori. Saranno Francesco Muci (Curatore guida Slow Wine Puglia) e Federica Sgrazzutti (consulente comunicazione food & wine) a condurre e moderare la discussione alla quale prenderanno parte Karin Meriot (Responsabile Councorse Mondial de Bruxelles), Massimo Maccianti (direttore Commerciale Vino&Design), Vincenzo Russo (docente e responsabile del master in Food&Wine dello IULM – Milano), Enrico Pierri (ristorante Il San Lorenzo – Roma), Marco Magnacavallo (Amministratore Delegato di Tannico).

Seminari di degustazione

Quattro i seminari di degustazione previsti nei due giorni del festival dei rosati e organizzate con la collaborazione di Slow Wine e di Ais.
I primi due appuntamenti sono per il 9 giugno. Si comincia con Questione di metodo: Letrari sta a Trento doc come Dubl sta ad Aglianico, un percorso in verticale tra la tradizione e la modernità del metodo classico rosè con la partecipazione di Lucia Letrari e di Federico Graziani per Feudi di San Gregorio e con la guida nel percorso nel calice di Luciano Pignataro (giornalista de Il Mattino e ideatore del Blog Luciano Pignataro Wine Blog), Francesco Muci (curatore guida Slow Wine Puglia) e Fabio Giavedoni (responsabile nazionale Slow Wine).
A seguire, con inizio alle 20,30, ci si sposterà in altri territori, per un confronto che indaga sulle interpretazioni di rosato dalla Valtenesi alla Provenza e con la partecipazione di Mattia Vezzola (Vice Presidente Consorzio Valtenesi), Carlo Alberto Panont, Francesco Muci e Fabio Giavedoni.

Il 10 giugno riflettori puntati su Rosado de Espana con Giuseppe Baldassarre (relatore e componente della commissione nazionale didattica AIS), Fabrizio Miccoli (relatore AIS) e Domenico Stanzione (delegato AIS Taranto). Conclusione di tutto rispetto per Rosexpo con la verticale di Ferrari Perlè Rosè con la partecipazione di Francesco Muci e di Giuseppe Baldassarre.
Per la partecipazione ai seminari è obbligatoria la prenotazione su eventribe.

Giardino rosè

Il taglio del nastro del quarto salone dei rosati, anche per questa edizione al Castello Carlo V a Lecce, è previsto per venerdì 9 giugno alle 18,30. Alla presenza delle autorità locali sarà quest’anno il turno di Marina Cvetic rivestire il ruolo di madrina.
Subito dopo, l’apertura dei banchi d’assaggio a cura dell’Associazione italiana sommelier e l’opening del Giardino Rosè che sarà arricchito dalle installazioni artistiche con le luminarie. Nel ventre più accogliente del Castello Carlo V a Lecce sono previsti diversi punti food, sarà possibile degustare sigari toscani a cura dell’associazione del sigaro toscano, è prevista la performance musicale di Carla Petrachi e Andrea Luperto.
Al primo piano del Castello Carlo V ci saranno i banchi d’assaggi in collaborazione con l’AIS. Anche quest’anno moltissime le etichette in degustazione e diverse le provenienze.

Identità e territorio: appuntamento all’hotel President a Lecce

«Rosexpo sarà l’occasione per raccontare alla stampa specializzata la storia della nostra regione vitivinicola attraverso il lavoro dei produttori che ormai da alcuni anni hanno scommesso su un nuovo modo di stare insieme». Ilaria Donateo è soddisfatta nel sottolineare come deGusto Salento continui ad essere un elemento distintivo nel panorama associativo. Fare rete non è solo un contenitore vuoto, ma è la sostanziale volontà di sedici aziende, Apollonio, Bonsegna, Calitro, Cantele, Cantina Fiorentino, Castel di Salve, Castello Monaci, Conti Zecca, Garofano Vigneti e Cantine, Marulli, Michele Caló e figli, Romaldo Greco, Rosa del Golfo, Santi Dimitri, Tenute Rubino, Vallone Vetrere, Vigneti Reale, che hanno avviato un percorso in comune con l’obiettivo di spingere sul marketing condiviso e sulla promozione del brand dei rosati.

Uno studio dell’agenzia IWSR, International wine and spirit research, come riportato in una nota di Slow wine, ha evidenziato come su 125 mercati studiati, nonostante si siano registrati dei lievi cali nel consumo del vino, i rosati continuano a guadagnare consenso. Sarà questo, dunque, il punto di partenza per fondare il BtoB tra addetti ai lavori e le aziende aderenti a deGusto Salento che sarà ospitato dalle eleganti sale dell’hotel President nel cuore della città barocca.

martedì, maggio 23, 2017

VINO DiVINO. Cameriere, champagne!

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - La Maison Moët è tra le più grandi e prestigiose aziende vinicole mondiali e sicuramente la numero uno al mondo per produzione di bollicine. La storia della Maison inizia nel lontano 1743 ed ha attraversato gran parte della storia di Francia, fino a diventare una vera icona del lusso e del bere bene. L'enorme  produzione della casa vinicola smentisce l'equazione grande quantità scarsa qualità, così ho voluto provare per voi una delle pietre miliari tra gli Champagne.

Nome: Moët & Chandon Imperial Brut
Azienda produttrice: Moët & Chandon
Gradazione alcolica: 12 %
Vitigno: Pinot nero 40%, Pinot Meunier 30%, Chardonnay 30%
Prezzo: 74€ (al ristorante)
Voto: 92/100

Vista: giallo paglierino, perlage fine e persistente catenelle ordinate risalgono verso l'alto

Naso: sentori burrosi, di uvetta sultanina e di pasticceria accarezzano delicatamente il naso, note floreali ricordano gli agrumeti che si estendono in riva al mare, accarezzati dalla brezza marina indice di un'ottima mineralità.

Bocca: al palato si presenta cremoso, le bollicine solleticano le papille gustative senza mai essere invasive, l'acidità è ottima la nota agrumata prevale sul floreale dissolvendosi in una lunghissima persistenza. Esatta corrispondenza aromatica.
Che dire a dispetto di quello che ci si può aspettare da un'azienda che produce milioni di bottiglie, il risultato finale è sicuramente frutto di ricercatezza e selezione della materia prima, un grande lavoro enologico che merita di essere premiato aldilà dei giudizi spesso influenzabili dai trend di mercato.

Abbinamento: ostriche e gamberi rossi, frutti di mare crudi ma anche pesci importanti al forno o alla brace.

venerdì, maggio 19, 2017

Foggia vince col vino: Nero di Troia sbanca al Mondial de Bruxelles

FOGGIA – Il vino di Foggia conquista l’Europa. In meno di un mese - prima a Le Mondial du Rosé (a Cannes), poi al Concours Mondial de Bruxelles – i vini dell’azienda Borgo Turrito, prodotti nei vigneti e nell’area produttiva di Borgo Incoronata, hanno ottenuto un oro e due argenti. L’ultimo riconoscimento in ordine di tempo è quello assegnato al TroQué IGP Puglia Nero di Troia '15, un rosso ottenuto da una selezione di pregiate uve Nero di Troia, vinificate con lunga macerazione, cui segue un passaggio in barrique e un ulteriore affinamento in bottiglia. Il Concours Mondial de Bruxelles si tiene ogni anno in una diversa città d’Europa: la 24esima edizione si è svolta in Spagna, a Valladolid, dove 320 giornalisti, buyer, enologi e sommelier di tutto il mondo si sono riuniti per degustare 9.080 campioni di vino provenienti da 50 Paesi del globo.

La vittoria in terra iberica è arrivata a qualche settimana da un vero e proprio exploit in Francia, a Le Mondial du Rosé, dove l’azienda Borgo Turrito si è imposta con il Terra Cretosa IGP Puglia Aleatico Rosato 2016 (premiato con l’oro) e il CalaRosa IGP Puglia Nero di Troia Rosato 2016 (argento per il secondo anno consecutivo). Un risultato di enorme prestigio, considerato anche l’assoluto rigore e l’autorevolezza dei concorsi menzionati, che non più di qualche giorno fa è stato sottolineato dal sindaco Franco Landella che, lo scorso 11 maggio, ha ricevuto a Palazzo di Città Luca Scapola, titolare di Borgo Turrito, per premiarlo con una targa e parole di sincera ammirazione.

“Oltre ai successi nel campo della Cultura e dello Sport – ha dichiarato Landella attraverso un comunicato stampa ufficiale - registriamo con piacere quest’altra importante meta raggiunta. Da sempre, Foggia e le sue terre sono anche dimora di eccellenze nel settore della produzione agricola, quindi i risultati importanti non possono mancare, ma sono tutt’altro che scontati in un settore – soprattutto quello vitivinicolo - che fa segnare una concorrenza agguerrita e qualificata a livello globale. Proprio per questo risalta ancor di più l’obiettivo centrato dall’azienda di Luca Scapola, cui vanno le congratulazioni della comunità foggiana e mie personali per l’impegno, la passione, la qualità dei prodotti ottenuti e le capacità imprenditoriali messi in luce”.

Borgo Turrito, nel 2016, ha celebrato i suoi 10 anni di attività. “Siamo una squadra e siamo contenti di questi risultati, ma vogliamo continuare a far bene e a migliorare ancora. Siamo orgogliosi della nostra terra e del nostro lavoro”, ha dichiarato Luca Scapola.

martedì, maggio 16, 2017

Il gotha del giornalismo enologico in Puglia per le anteprime di San Marzano

SAVELLETRI DI FASANO - Le grandi firme del giornalismo enologico nazionale saranno in Puglia per raccontare due anteprime di Cantine San Marzano, in occasione dell’evento Vino e Bellezza, che si terrà a Borgo Egnazia, a Savelletri di Fasano (BR), sabato 20 maggio.

Una grande degustazione con i giornalisti più autorevoli nel mondo del vino per scoprire in anteprima assoluta Edda Bianco Salento Igp 2016, l'ultima vendemmia di un bianco importante, un blend di uve Chardonnay (80%), Moscatello Selvatico (15%) e Fiano (5%), e Sessantanni Primitivo di Manduria Dop 2014, bandiera aziendale e punto di riferimento internazionale per il Primitivo di Manduria, ottenuto da quelle “vecchie vigne” ad alberello (in questo caso di almeno sessant'anni di età) sulla cui valorizzazione San Marzano ha puntato e continuerà a farlo.

La degustazione sarà tenuta da Francesco Cavallo e Mauro di Maggio, rispettivamente Presidente e Direttore Generale di Cantine San Marzano, sotto la preziosa regia della Federazione Italiana Sommelier Puglia (FIS), e si concentrerà sulla storia dei due vini, la loro genesi e, ovviamente, sulle peculiarità delle annate.

"Abbiamo scelto Borgo Egnazia - dichiara Francesco Cavallo, Presidente di Cantine San Marzano - uno dei simboli dell'ospitalità pugliese, per presentare le nuove annate di Sessantanni, etichetta icona che rappresenta la nostra storia, e di Edda, anima più recente del nostro brand, un bianco opulento, importante ed elegante, con cui vogliamo dimostrare la nostra capacità di vinificare uve a bacca bianca".

San Marzano è la cantina emblema di un modo unico di concepire il vino in Puglia che trova le sue origini in due valori: rispetto e modernità.
Rispetto per una tradizione che ha radici antichissime e rivive oggi nello sguardo, nelle mani e nel lavoro dei viticultori che ne sono parte. Modernità per quell'idea di vino diffusa e conviviale, sempre aperta a nuovi linguaggi e mondi diversi, che si lega a una cifra stilistica netta, fatta di eleganza e pulizia degustative.
San Marzano ha puntato sulla tutela e la valorizzazione del patrimonio delle “vecchie vigne” ad alberello, diventando nel mondo sinonimo di Primitivo, ma è anche espressione della sintesi tra il potenziale di tante uve cresciute tra due mari, Ionio e Adriatico, e di tutte le possibilità che culture e mercati diversi offrono ogni giorno. Cantine San Marzano è anche ciò che si impegna a diventare: progetto di una ricerca costante, proiettato in un futuro di condivisione, territorio e bellezza.

martedì, maggio 09, 2017

Primitivo di Manduria, portabandiera del turismo enogastronomico

BARI - L'Enoturismo, sfide e opportunità per il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, questo il titolo del convegno in programma giovedì 11 maggio alle 18.30 presso la sede del Consorzio (Contrada Piscine, Uggiano Montefusco Manduria - TA).

Un momento di confronto e di riflessione - con i massimi esperti del settore - per fare il punto sull’enoturismo oggi e per comprendere quali siano le potenzialità del Primitivo di Manduria come forza trainante insieme all’apporto delle istituzioni. Un’occasione importante per porre in evidenza le potenzialità di crescita del territorio soprattutto dopo l'approvazione di una serie di disposizioni normative contenute all'interno del "Testo Unico Vino", riservate proprio all'enoturismo.

Roberto Erario, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria introdurrà i lavori, a seguire il Senatore Dario Stefàno, capogruppo commissione Agricoltura e  presentatario del DDL sull'Enoturismo,  Sebastiano De Corato, presidente Movimento Turismo del Vino Puglia, Luca Caputo, esperto in Marketing e Promozione Turistica Università del Salento e Giuseppe Marti, responsabile della Filiera Agroalimentare della Regione Puglia.

Modererà l’incontro Tullio Mancino, consulente aziendale ed esperto in finanza agevolata - Biemme Project.

E per concludere il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria curerà un momento degustativo con una selezione di vini della cantine associate.

L’evento L'Enoturismo, sfide e opportunità per il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria ha ottenuto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica.