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sabato, ottobre 21, 2017

Turismo a Taranto: due premi a Vinilia wine resort

FIRENZE - Casamatta, il ristorante del Vinilia wine resort di Manduria, conquista un Cappello nell’ambito della guida ristoranti edita da L’Espresso. In totale in Puglia sono stati 25 i riconoscimenti arrivati e nella provincia di Taranto soltanto due.

La notizia è stata ufficializzata a Firenze, alla Leopolda, in occasione del 40° anniversario della Guida diretta da Enzo Vizzari. Si tratta di un importante risultato ottenuto dal ristorante tarantino che, aperto a fine febbraio, si è caratterizzato come una interessante new entry  nell’offerta della ristorazione con un occhio attento sia alla cucina sia alla sala.

La mano dello chef Pietro Penna, dopo una lunga esperienza maturata in Italia e all’estero, ha contribuito a creare a Casamatta un piccolo tempio della cucina ricercata e territoriale.  «Siamo orgogliose – commentano Marika e Simona Lacaita – proprietarie della struttura alberghiera che ospita il ristorante gourmet. Sin dall’inizio di quest’avventura ci siamo assestati su un’offerta che puntasse alla qualità e all’accoglienza affinché i nostri ospiti potessero ricordare gusto ed esperienza». Ma è la cucina, dove «tecnica e interpretazione del territorio viaggiano di pari passo» come recita la scheda tecnica della Guida, ad essere l’elemento trainante del giudizio positivo si ha di Casamatta dove lo chef Penna con la sua brigata e con il supporto del personale di sala, distintosi per professionalità ed eleganza, è alla continua scoperta del mondo vegetale, grazie anche all’orto che è parte integrante della campagna che circonda l’antico castello trasformato in wine resort.

Questo riconoscimento si unisce a quello ricevuto poche settimana fa dal Touring Club che ha assegnato a Vinilia Wine resort il Premio Speciale “Stanze Italiane”.

La stagione estiva si è conclusa con un bilancio molto positivo in termini di arrivi. La provincia di Taranto come la Puglia riscuote interesse da parte dei turisti italiani e stranieri. Il fortunato sistema di accoglienza che si è sviluppato a Manduria, grazie all’impegno di diversi imprenditori che hanno investito nel settore dell’accoglienza e della ristorazione, sta creando un riferimento certo per un turismo di alta gamma e riconoscimenti e premi diventano uno sprone per migliorare sempre più l’offerta sul territorio alla quale si auspica di pari passo un intervento serio anche da parte delle Istituzioni locali.

venerdì, ottobre 20, 2017

Vini: la Puglia a Singapore con Conti Zecca

SINGAPORE - E’ un’ottima annata per i Conti Zecca. I suoi vini che hanno ottenuto riconoscimenti importanti, dai 5 Grappoli di Bibenda per “Nero”,  alle 4 Viti della guida dell’Associazione Italiana Sommelier con “Terra” sono pronti a sbarcare oltreoceano, a Singapore, ambasciatori della Puglia tra i 200 vini del mondo. Così ha scelto Robert Parker, uno dei più potenti ed influenti critici del vino, che organizza, il 21 ottobre la tappa di Matter Of Taste a Singapore, una grande degustazione che riunisce enoappassionati da tutto il mondo e registra ogni anno il sold out. Sono solo due le cantine del Sud Italia e Conti Zecca di Leverano è una di queste.

Cantalupi Riserva 2013 e Nero 2012 sono i due vini da novanta ( 90 e 92 punti) scelti per la degustazione nella città asiatica da Robert Parker. La sua rivista cartacea e online The Wine Advocate è considerata una delle bibbie internazionali della critica enologica, ogni anno raccoglie gli assaggi degli ultimi mesi, orientando il mercato vinicolo.

Monica Larner, sommelier e critica, responsabile per l’Italia, aveva  recensito il Nero Conti Zecca definendolo un successo commerciale in grado di innalzare il livello per l’intera regione.

 “Non abbiamo esitato ad accettare l’invito arrivato da Robert Parker, un privilegio per la nostra azienda che premia il lavoro di questi anni, l’impegno nel produrre e garantire una sempre più alta qualità dei nostri vini”. Commenta così Antonio Romano, enologo e Direttore aziendale. “Da qualche giorno ci fregiamo del marchio distintivo del Ministero delle Politiche Agricole che certifica le nostre uve della vendemmia 2017 secondo il Sistema di Qualità Nazionale per la Produzione Integrata. Siamo una tra le prime aziende di Puglia ad aver ottenuto “l’ape” sulle nostre etichette, una garanzia per il consumatore, che attesta la particolare attenzione che rivolgiamo a tutta la filiera, attraverso pratiche di coltivazione e produzione a basso impatto ambientale. La tutela dell’ambiente e della salute dell’uomo sono temi  molto cari alla nostra cantina, da anni impegnata a muovere i primi passi nel campo della biodiversità”.

La tappa di Singapore non sarà l’unica meta asiatica in calendario per l’azienda salentina che l’8 dicembre porterà alto il nome della Puglia anche a Bangkok, al Great Wines of Italy 2017 di James Suckling, per quasi 30 anni Senior Editor e responsabile della redazione europea di Wine Spectator.

Nel mezzo una convocazione importante all’edizione 2017 del Merano Wine Festival, ideato e organizzato dal wine hunter Helmut Köcher, uno degli eventi più esclusivi del mondo del vino: una celebrazione del meglio della produzione enologica nazionale ed internazionale con 450 case vitivinicole tra le migliori in Italia e nel mondo, quasi 200 artigiani del gusto e 15 cuochi di spicco. Due i rossi selezionati: Nero (Negroamaro e Cabernet Sauvignon) e Rodinò, uscito sul mercato da poco meno di un anno.

Conti Zecca  da cinque secoli abitano le terre di Leverano fino a diventare, oggi, una delle realtà vitivinicole più rappresentative del Salento. Viticoltori da generazioni hanno fatto conoscere i loro vini nel mondo, senza mai trascurare il proprio territorio partecipando e promuovendo iniziative culturali e strettamente legate alla tradizione.

mercoledì, ottobre 18, 2017

Vini: il salentino Amure nella Top 50 dei '100 Vini da comprare'

LECCE - Un bianco salentino tra i “100 Vini da comprare” per la prestigiosa Guida de l’Espresso “I Vini d’Italia “ 2018. Si tratta dell’Amure Fiano Puglia IGP 2016 di Claudio Quarta Vignaiolo, che si colloca nella Top 50 della categoria che si rivolge ai winelover e appassionati alla ricerca “del miglior rapporto performance/prezzo”.

La guida diretta da Enzo Vizzari e curata da Andrea Grignaffini e Antonio Paolini, che sarà presentata domani 19 ottobre a Firenze, propone al suo interno 1500 etichette con descrizioni e dati, un vademecum del winelover risultato di un lavoro che ha visto ben 20 mila vini assaggiati dal team di esperti.

Amure è prodotto nella cantina di Lizzano di Claudio Quarta Tenute Eméra, la più grande delle cantine del gruppo, dove sono allevati vitigni autoctoni delle più tipiche denominazioni salentine. Tra i vitigni coltivati anche il Fiano di Puglia e l’Incrocio Manzoni bianco (ottenuto negli anni Trenta nella scuola enologica di Conegliano) che danno vita al blend Amure, Fiano di Puglia IGP.

“Un vino che ci rappresenta molto – commenta Claudio Quarta – e ci permette di dare vita al progetto di produrre anche nel caldissimo Salento un bianco elegante e custode dei tratti tipici dei due vitigni. Il Fiano di Puglia è un vitigno antichissimo, si dice che era già presente alla mensa di Federico II, ed era scomparso dopo che la Fillossera aveva distrutto buona parte del vigneto Italia. Da anni è stato recuperato, come era giusto che fosse, e siamo felici di contribuire anche noi al recupero e alla diffusione di un vitigno molto interessante”.

Note Amure Fiano Puglia IGP: verdognolo/giallo paglierino brillante. Al naso un’armonia di pera, fiori bianchi e agrumi. Al palato è fresco e piacevole con un finale morbido di frutti a polpa bianca. Ideale con pesce, paste e risotti bianchi, uova e omelette con erbe aromatiche.

lunedì, ottobre 16, 2017

Vino: da domani corso assaggiatori ONAV a Trani

TRANI - Parte domani l’ottavo corso per Assaggiatori di vino, organizzato da ONAV, Sezione BAT. Le lezioni, settimanali, si terranno presso “KaffeiN – Italian Coffee House” a Trani.

Da quasi 70 anni ormai l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino organizza corsi aperti a chiunque sia curioso di conoscere l’interessante e vasto mondo enologico. L’intento è quello di insegnare ad apprezzarne la qualità ed i valori culturali, storici e sociali, rivolgendosi in particolare a chi desideri diventare un vero e proprio “arbiter vinorum”, ovvero colui che analizza e giudica il vino in modo competente ed imparziale.

“E’ un prodotto agricolo fondamentale, ma va comunicato, spiegato, raccontato in termini semplici. Il consumatore deve sapere cosa ha davanti, grazie ad informazioni tecniche ma comprensibili”. Questa, secondo il Presidente Nazionale ONAV Vito Intini, è la mission che l’organizzazione deve perseguire.

“Il vino è un grandissimo prodotto che, se gestito in maniera consapevole, con moderazione, senza eccessi e con gusto, porta salute”. Infatti presenta delle proprietà benefiche non riproducibili in farmacologia: per esempio contiene il resveratrolo, sostanza antiossidante per eccellenza, che ha effetto solo se combinata con l’alcool nel vino.

Per diventare "Assaggiatori di Vino" è necessario richiedere l'iscrizione all'ONAV nella classe degli Aspiranti Assaggiatori e frequentare un corso, articolato in 18 lezioni teorico-pratiche tenute da enologi, agronomi ed esperti nel settore.

Le lezioni approfondiranno l’analisi sensoriale, la conoscenza dei fattori climatici e geologici che influiscono sui vitigni e sui vini, la scoperta delle principali aree enologiche d’Italia e del mondo nonché la tecnica di assaggio dei vini, i concetti elementari di viticoltura, ed ancora la composizione strutturale dell’uva, i processi di vinificazione, il valore alimentare del prodotto-vino. Nell’ambito del corso saranno organizzate anche visite guidate nelle cantine del territorio.

Ad ogni iscritto al corso viene fornita una valigetta contenente 6 calici da degustazione ed il libro di testo. A discrezione di ogni docente, inoltre, è possibile ricevere anche il materiale didattico delle singole lezioni. Inoltre, come iscritti all’Associazione, si riceve con cadenza trimestrale una copia della rivista “L’Assaggiatore”, periodico di cultura e didattica del vino curato dall’ONAV.

Il corso è aperto ai maggiorenni e sono previste agevolazioni per i ragazzi fino a 23 anni di età.

Al termine del corso, dopo aver superato l'esame finale, si otterrà la“Patente di Assaggiatore”, riconosciuta dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e che permette l’iscrizione all’Albo Nazionale degli Assaggiatori, consultabile online sul sito www.onav.it.

L'appuntamento è per domani, 17 ottobre 2017, alle ore 20.30, presso “KaffeiN – Italian Coffee House” (Via Cavour, 77 - Trani).

lunedì, settembre 25, 2017

Vini: riconoscimenti internazionali per il rosato del Salento

ROMA - Il rosato è sempre più gustato, ma soprattutto "riconosciuto". Fresco, armonico  e piacevole come il popolo salentino, vitale come il territorio e il clima che lo ispirano, il vino rosato rappresenta l'anima del Salento e oramai un'identità che ha imparato ad imporsi anche nel macro-panorama enoico.

E dati di mercato positivi a parte, sono anche i riconoscimenti "a cascata" a confermarlo: l'Associazione Italiana Sommelier premia il Negroamaro Rosato Rohesia 2016 con "Le Quattro Viti" e Monica Larner assegna 90 punti su "Wine Advocate" - la rivista del famoso critico Robert Parker - al Negroamaro Rosato "Classica" 2016.

Due riconoscimenti per la Cantele, entrambi di grande prestigio, che suggellano il successo di una produzione versatile, fresca, e per questo molto amata anche dal pubblico giovanile, catturato  dalla novità di un vitigno che sa esprimere il proprio significato e da vini a lungo ingiustamente ritenuti marginali.

"Ormai lontani dai primordiali pregiudizi che ritenevano il vino rosato una via di mezzo tra il vino bianco e il vino rosso, oggi il rosato salentino è in grado di raccontarsi, proprio come accade per molte zone vinicole al mondo (si pensi alla Provenza francese) dove il rosato ha da sempre avuto una sua dignità.

Un carattere deciso che lo rende originale e un legame ormai quasi indissolubile con la stagione estiva hanno decretato la riscossa dei rosati salentini, sia in versione bollicine che in quella "ferma", con continui aumenti nei livelli di produzione e di consumo", ha detto Paolo Cantele, brand manager dell'omonima cantina di Guagnano.

"Le potenzialità del Negramaro, non solo come rosso, ma anche come rosato, sono decisamente entusiasmanti e le tendenze degli ultimi anni ci hanno dimostrato che una volta scoperto, il mondo del vino in rosa non si abbandona, anzi invita a nuove ricerche e sperimentazioni. Il vino en rosedel Salento è certamente destinato a diventare celebre anche in fette di mercato prima sconosciute".

domenica, settembre 17, 2017

Intervista a Bruno Vespa: "Taranto bella ma è ora di reagire"

di PIERO CHIMENTI - Bruno Vespa, grande appassionato di vino, è giunto nell'antica e suggestiva masseria Histò a Taranto per partecipare all'inaugurazione della nuova edizione del DueMari WineFest, la manifestazione enogastronomica organizzata nel molo Sant'Eligio a Taranto. Prima di prendere parte alla cena, preparata per l'occasione dalle sapienti mani dello chef Vissani, si è fermato a chiacchierare con i giornalisti.

Taranto, basterebbe solo questa parola per iniziare un bel discorso...

Taranto per me significa Museo archeologico. Tutti a pensare all'Ilva, io penso al Museo archeologico che è una cosa meravigliosa. Bisogna guardare le cose positive, poi bisogna anche guardare le cose negative per non diventino ancora più negative. Però questo marchio... Taranto è una città bella che deve reagire, che deve riprendersi un'industria sana, che dia tanto lavoro. Ho notato una cosa da quando sono in Puglia, che è un paradiso che non si riesce a sfruttare fino in fondo, purtroppo. Sto finendo una masseria a Manduria, in cui sto spendendo un bel pò di soldi. Bisogna valorizzare le cose che si hanno, però so che il museo ha delle difficoltà.

Taranto per tanti anni è stata segnata  da una monocultura industriale, 50 anni sono tanti. Anche la cittadinanza ha subito gli effetti negativi...

Molto negativi. Io vengo da una città in cui c'era una monocultura industriale, in cui c'era la Zecca di stato, poi ci fu la Siemens e quindi, ad un certo un punto, una città di 60 mila abitanti dove 5 mila lavoravano là. Oggi credo che siano 100-200. Le università si sono dovute riconvertirsi. Le monoculture sono un disastro perché impigriscono, come è successo alla Fiat a Torino, in maniera più drammatica; invece bisogna far germogliare le iniziative. Sono stato molto amareggiato, avendo investito un mucchio in Puglia: Puglia prima destinazione, ultima per qualità di servizi. Faccio vino primitivo, per questo ho scelto Manduria. Ho una bella masseria del '500 stiamo finendo di ristrutturare, ha soltanto quattro suite lussuose, ne faremo altre sei in mezzo ai vigneti. Faremo la cantina e quindi sarà una zona in cui ci sarà il turismo del vino, però dato che la Puglia è molto bella, da lì si potrà girare e visitare tanti, tantissimi posti, nell'arco di una vacanza ragionevole. C'è anche il mare. L'anno scorso ho subito dei danni, mi hanno tagliato dei vitigni, mi hanno rubato delle chianche molto belle. Però, insomma, spero che questi episodi non si ripetano, la popolazione non c'entra niente perché è molto bella e gentile, però si fatica a trovare personale che parli inglese.

Come mai ha deciso di investire sul Primitivo di Manduria, rispetto ad altri vini con un gusto più delicato?

Se lei assaggiasse il vino si accorgerà che ha un sapore delicatissimo. Sorprende tutti per questo.

In molti dei suoi libri ha spesso parlato di personaggi politici storici rispetto a quelli attuali. Perchè?

Domanda di riserva? C'era allora una maggiore formazione, avevano più tempo. Insomma la Prima Repubblica ha avuto persone che hanno avuto il tempo di formarsi, mentre la Seconda Repubblica è entrata sfondando la porta.  Se pensiamo che prima Berlusconi che era proprio il 'parvenu' adesso sembra Churchill, per vent'anni di esperienza, vuol dire che qualcosa è cambiato.

La Regione Puglia premia il GAL Terre del Primitivo

BARI - Il GAL Terre del Primitivo, insieme ad altri 4, ottiene dalla Regione Puglia il punteggio più alto nell’ambito del nuovo Piano di Azione Locale. È stata infatti ufficializzata la graduatoria delle strategie di sviluppo locale nell’ambito del PSR 2014-2020. In sostanza, si punta a premiare quei progetti che possano supportare lo sviluppo dei territori rurali e costieri.

Il GAL Terre del Primitivo è stato premiato per struttura e impostazione del PAL, il Piano di Azione Locale, ottenendo così una dotazione finanziaria pari a 6.620.000 euro, di cui beneficeranno i territori di sua pertinenza, che si estendono tra le province di Taranto e Brindisi.

Concretamente, si punta a creare occupazione attraverso nuove start up nel settore del turismo e del commercio, verranno supportati i progetti in rete promossi dagli operatori e i servizi al turismo. Lo stesso nome scelto per il PAL, e cioè “Museo diffuso delle Terre del Primitivo”, rende l’idea di un territorio inteso come museo a cielo aperto, ricco e variegato, in cui ogni elemento ne costituisce l’identità.

“Siamo molto soddisfatti- commenta il Presidente del GAL Terre del Primitivo Dario Daggiano- e immediatamente operativi. Insieme ad altri 4 GAL abbiamo ottenuto il punteggio maggiore, ben 42 punti, il massimo che la Regione ha concesso. Mi sento in dovere di ringraziare l’intero staff tecnico e tutti i consiglieri per il risultato ottenuto, che è frutto di un lavoro di squadra. Forti di questo risultato e della fiducia che la Regione ha riservato al nostro PAL, dobbiamo andare avanti, mettendo in atto azioni e misure che possano sostenere le attività imprenditoriali e lo sviluppo economico del territorio. Ci crediamo fortemente”.

In totale sono 23 i GAL finanziati, con una dotazione complessiva di 161 milioni di euro, che guarda anche alla sostenibilità ambientale, economica e sociale.

“Adesso siamo in attesa della convenzione- spiega il Direttore del GAL Terre del Primitivo Rita Mazzolani- e, subito dopo la sigla, saremo in grado di procedere, nel rispetto di quanto scritto nel piano. Ci tengo inoltre a sottolineare che la graduatoria riguarda nello specifico le sottomisure 19.2 e 19.4 del Programma di Sviluppo Rurale e che, in questi mesi, abbiamo lavorato in un’ottica di condivisione con gli attori del territorio, dai Comuni alle associazioni di categoria, creando una strategia partecipata”. 

giovedì, settembre 14, 2017

'Up to the Jefu', l’arte della ceramica in Valle d’Itria

(ph: R.Trani)
MARTINA FRANCA - Una serata al di fuori delle mura grottagliesi per Up to the Jefu. Sarà la cantina I Pastini infatti ad ospitare il consolidato evento che unisce cibo, arte, artigianato, buon bere e naturalmente grande musica.

Domenica 17 settembre dalle 18, l’azienda situata in Valle d’Itria - Strada Rampone Zona A Martina Franca (TA) - accoglierà Up to the Jefu, l’aperitivo Puglia Style più in voga del momento.

Un evento dal sapore culturale tra gli ulivi, i filari e i trulli che vedrà come protagonista un percorso di odori, colori, arte e grande musica.

L’azienda Domenico Caretta Maioliche esporrà i suoi bellissimi prodotti grottagliesi insieme all’artista Pietro Caretta che, per l’occasione, modellerà dal vivo un’opera. Ci sarà anche Diego Lenti, il più giovane torniante di soli 22 anni, pronto a cimentarsi nella creazione di un manufatto al tornio.

Grande spazio sarà poi riservato all’enogastronomia pugliese come le degustazioni dei vini I Pastini abbinati al capocollo del Salumificio Santoro e gli assaggi dei succulenti chicchi Pomgrana e degli oli dell’azienda Agricola Scisci.

Il tutto circondato dalla selezione musicale curata da Massimo Etrix e Paolo Conte Souful. Inoltre, per questo appuntamento, ci sarà una grande novità: sarà effettuata la diretta streaming sulla pagina ufficiale di Facebook Up to the Jefu www.facebook.com/uptothejefu/

Infine, prima dell'evento, sarà possibile (massimo 50 persone) visitare la cantina e i suoi processi di produzione, grazie al percorso illustrato dal produttore Gianni Carparelli. Per la prenotazione è possibile contattare il numero 392 4803315.

“Up to the Jefu si sposta per la prima volta al di fuori del territorio grottagliese. – spiega il creatore e organizzatore Antonio Piergianni - Per me e Sabrina Morea, il nostro amato direttore artistico, è un onore e anche una bella scommessa. Quando abbiamo iniziato a collaborare insieme, il nostro obiettivo era quello di portare un grande pezzo di Grottaglie, la ceramica appunto, fuori dalla città per dimostrare come gli antichi mestieri si sposano perfettamente con la buona musica e l’enogastronomia in ogni luogo. Questo per noi è, e sarà, il mix vincente. Vorrei ringraziare la cantina I Pastini, una delle più affermate aziende di vini, per aver abbracciato immediatamente il nostro progetto. L’appuntamento di domenica sarà un bel biglietto da visita per Grottaglie in un territorio, quello della Valle d’Itria, che accoglie da sempre turismo”.

Info ingressi: 347 4659384

lunedì, agosto 28, 2017

Lecce, grande successo per la terza edizione di Summerwine


LECCE - La magia di un uliveto secolare, le luci e i colori di una sera d'estate sotto il cielo stellato e un fresco venticello rigenerante, il ritmo della pizzica e le note musicali balcaniche che si fondono con le melodie della canzone italiana, i sapori della tradizione gastronomica del territorio e dei vini pugliesi in un abbinamento a tavola dall'equilibrio perfetto, calici e brindisi e tanti sorrisi per una serata sotto il segno della convivialità e armonia.

La cena gourmet di SummerWine 2017 è stata un grande successo di pubblico e di apprezzamento da parte di giornalisti, operatori e dei tanti turisti che hanno voluto essere presenti. Una terza edizione che voleva sorprendere e soprattutto regalare agli ospiti un’esperienza emozionale un po' speciale.

Cornice magica quella di Tenuta Monacelli a Lecce. Una masseria fortificata del ‘600 nel cuore delle terre del Negroamaro, immersa in un giardino di 330 ettari di ulivi secolari, a pochi passi dal sito storico dell’Abbazia di S. Maria di Cerrate, monastero di epoca bizantina sotto tutela del FAI - Fondo Ambiente Italiano. E il suo ampio e incantevole giardino, con distese di prato verde e circondato dagli ulivi, ha ricreato la giusta atmosfera per vivere una serata indimenticabile.

Quest’anno riflettori puntati sulla figura del sommelier sempre più attento a proporre abbinamenti professionali e a cogliere le suggestioni che il piatto evoca da contrapporre o uniformare a un particolare vino. Un’idea nata a Portopiccolo, in provincia di Trieste, durante un interessante convegno organizzato dalla delegazione Friuli Venezia Giulia delle Donne del Vino proprio sul tema del sommelier. Nell'ottica che da anni anima l'Associazione Nazionale per un interscambio tra tutte le delegazioni d'Italia, si è pensato che SummerWine quest'anno potesse essere il modo giusto per mettere in pratica quello che l'evento friulano aveva messo in risalto.

Infatti proprio intorno al ruolo del sommelier, profilo professionale sempre più di alto livello, si è svolta l'intera cena con il servizio a tavola dei vini a cura dei sommelier di AIS Puglia e delegazione Lecce, tra cui due Donne del Vino sommelier, Gianna Dimagli e Lucia Leone, che hanno potuto raccontare ai presenti le tante storie che ogni bottiglia custodisce amorevolmente. Un’ampia proposta di vini in assaggio, quelli delle produttrici socie della delegazione pugliese: 23 etichette tra bollicine, bianchi, rosati, rossi e vini dolci hanno affascinato gli ospiti e fatto conoscere un’eccellente produzione vinicola al femminile, dalla Daunia al Salento.

Il menù incentrato sui sapori della tradizione è stato proposto in sinergia dalla socia ristoratrice Donna del Vino Silvia Antonazzo (Primo Restaurant di Lecce) e da Marina Saponari dell'Associazione DireFareGustare, arricchito da un cooking show in apertura di serata per poter mostrare dal vivo la realizzazione dei piatti. "Frisella: sale, olio e gelato di pomodorino fiaschetto di Torre Guaceto e Impepata di cozze in bisque con cece di Zollino e sfoglia di pane all'aglio nero, i due antipasti di Silvia Antonazzo. Millefoglie tra mare e terra, il primo piatto preparato a quattro mani dalle due socie, e Capresi all'olio d'oliva con gelato alla vaniglia e cotto di fichi il dolce di Marina Saponari. Materie prime di alta qualità, scelte con molta cura da Silvia e Marina per poter ritrovare nei piatti i sapori più autentici della cucina tradizionale pugliese: l'olio extra vergine d'oliva di Olio De Carlo di Bitritto (Ba), il pomodoro Fiaschetto di Torre Guaceto da agricoltura biologica dell'Azienda Agricola Calemone Torre Guaceto (Br), il cece di Calò&Monte Legumi di Zollino, i latticini di Caseificio Magnifica di Leverano (Le), i prodotti ittici della Ditta Aldo Maggio di Gallipoli, il Cotto di fichi e le mandorle di Donna Francesca di Mariotto (Ba).

La presenza del resident chef di Tenuta Monacelli, Andrea Serravezza, a coordinare la brigata di cucina, ha arricchito il menù grazie a un suo secondo piatto tipico: bocconcini di vitellino con cuore di cicorielle di campo e capperi.

“La terza edizione di Summerwine 2017 è stata per le Donne Del Vino di Puglia uno dei momenti più celebrativi delle professionalità che la compongono - spiega Marianna Cardone, delegata pugliese dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino - Chef, produttrici e sommelier insieme per proporre una serata che ha promosso non solo le eccellenze di Puglia come il vino e il cibo della tradizione ma soprattutto la qualità e la competenza nel proporsi al cliente finale che ci sceglie ogni giorno. Abbiamo coccolato il pubblico che ha deciso di passare con noi la serata del 22 agosto, in uno scenario tipico, elegante ed esclusivo come quello di Tenuta Monacelli a Lecce, raccontando attraverso le capacità uniche e imprescindibili dei sommelier di AIS Puglia vini, territori e abbinamenti. Questa è la Puglia che ci piace!”.

Pia Donata Berlucchi, Past President dell'Associazione Nazionale Donne del Vino e madrina di SummerWine 2017 ha dato il benvenuto con un bellissimo excursus storico sulla figura della donna nel mondo del vino e la figura del sommelier fin nell’antichità. “SummerWine 2017 è stata una realtà grandiosa ed elegantissima, precisa nel succedersi di momenti così diversi e affascinanti da sembrare casuali, indimenticabili, fra l’ambiente teatrale della masseria Monacelli dove, la musica di violini sussurrati dal vento fra fronde di piante secolari si alternava a note di un’ottima moderna band. Vini squisiti e insoliti, cibi raffinatissimi, frutti di grande maestria operativa. Marianna Cardone ha trascinato, col valore della sua precisa e sottile direzione, tutte le socie pugliesi, mostrando con semplicità e allegria agli ospiti e all’Associazione intera un esempio del grande valore aggiunto che le Donne del Vino regalano da molti anni allo storico panorama vinicolo italiano”.

Ospite speciale Alessandra Fedi, wine communicator, che durante la serata ha approfondito il tema della sommellerie come punto di unione tra il produttore di vino e il consumatore finale e dell'importanza del servizio dei vini di alto profilo professionale. “Summerwine 2017 è una serata speciale, indimenticabile perché rappresenta la sinergia delle donne del Vino di Puglia - ha detto Fedi - Non si teorizza, si mette in pratica. Agli ospiti le DDV Puglia fanno degustare le loro creazioni, grandi eccellenze enologiche e gastronomiche della loro terra, ma soprattutto comunicano loro quella coinvolgente nota di armonia che ti fa sentire non un semplice ospite ma un protagonista a cui dedicare il proprio lavoro, la propria comune passione”.

Le note di Emanuela Gabrieli (voce e tamburello) con ARD Trio (Marco Rollo piano e synth, Francesco Pennetta batteria e Giancarlo Dell'Anna tromba) hanno accompagnato i presenti in un viaggio nei suoni balcanici, musica cantautorale italiana, brani della tradizione. E diversi momenti dedicati a una performance di pizzica dei Pizzikatundy, un gruppo di musica popolare salentina, hanno coinvolto gli ospiti in balli a ritmo di tamburello e chitarra. Tra le danzatrici di pizzica una donna del vino produttrice, Dalila Gianfreda.

I vini delle Donne del Vino in degustazione delle Cantine aderenti: Agricola Spinelli, Antica Masseria Jorche, Antico Palmento, Apollonio, Cantina Fiorentino, Cantina La Marchesa, Cantine Imperatore, Cantine Paolo Leo, Cantine Soloperto, Cardone Vini, Castello Monaci, Claudio Quarta Vignaiolo, Garofano Vigneti e Cantine, Mottura Vini, Pietraventosa, Produttori Vini Manduria, Rivera, Tenute Rubino, Terribile, Vallone, Varvaglione Vigne e Vini, Vetrere, Vignaflora.

Evento con il patrocinio della Regione Puglia e Comune di Lecce e in collaborazione con AIS Puglia, AIS Lecce e Tenuta Monacelli. Sponsor: AMORIM Cork Italia, Gioffreda Studio Stampa, Olio De Carlo, Caseificio Magnifica, Azienda Agricola Calemone Torre Guaceto, Calò&Monte Legumi di Zollino, Ditta Aldo Maggio Prodotti Ittici, Donna Francesca, Saponaro Srl, Enologica Rosato Srl.

Photo credits: Alessandro Colazzo/sacodesign.

giovedì, luglio 20, 2017

Brindisi Wine Fest: tre masterclass dedicate al Negroamaro

BRINDISI - Con Vinitaly 2017 a Verona, Fondazione Italiana Sommelier Puglia ha inaugurato il suo progetto Vigneto Puglia, con il quale intende promuovere le Cantine regionali con le loro produzioni d’eccellenza e le loro peculiarità. Il programma di attività prevede sia momenti di respiro nazionale che iniziative nei territori dei vitigni autoctoni.

Il prossimo appuntamento di Fondazione sarà nell’ambito della manifestazione Brindisi Wine Fest 2017, dal 21 al 23 luglio, dove organizzerà tre masterclass che avranno come protagonista il vitigno salentino per antonomasia, il Negroamaro.

I laboratori offriranno ai partecipanti una reale occasione di approfondimento e conoscenza della storia, della tradizione e delle caratteristiche di degustazione di questa varietà. La volontà di Fondazione è quella di proporre tre eventi, uno per serata, che rappresentino le tre declinazioni di vinificazione del Negroamaro in Puglia: Spumante, Rosato e Rosso.

Le masterclass si terranno in piazza Vittoria e saranno veri e propri momenti di cultura enologica: la durata sarà di circa due ore e in degustazione ci saranno otto vini, selezionati tra le Aziende partecipanti alla kermesse.​ ​Secondo lo stile di Fondazione, tutto sarà di alto profilo: dai relatori professionisti, di grande esperienza, al servizio impeccabile.

Fondazione Sommelier Puglia ha scelto di essere presente al Brindisi Wine Fest, organizzato da SNIM, poiché si tratta di una realtà che avvalora la mission di promozione e valorizzazione dei vitigni tradizionali che la squadra, guidata dal Presidente Giuseppe Cupertino, porta avanti sin dalla sua costituzione, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo territoriale di un turismo enoculturale​.

domenica, luglio 09, 2017

'Charme in rosa', torna la festa del rosato pugliese

LECCE - Torna anche quest’anno, alla sua settima edizione, “Charme in Rosa”, la festa dei vini rosati e degli oli di qualità di Puglia firmata dall’Associazione Italiana Sommelier di Lecce, guidata da Amedeo Pasquino.

Appuntamento venerdì 14 luglio, dalle 19.30 in poi, nella dimora storica di “Torre del Parco”, a Lecce, con una maxi degustazione che vede in rassegna  150 rosati di Puglia e 50 oli extravergine di oliva pugliesi, quest’anno in abbinamento alle specialità gastronomiche realizzate dagli chef Gianluca Spagnolo per “Torre del Parco” e Cosimo Russo per il ristorante “Aqua – Le Dune” di Porto Cesareo, oltre a molte eccellenze gastronomiche locali.

La serata comincerà però già alle 19 con il convegno sul tema “I  rosati di Puglia: poker d’assi” . Intervengono il sindaco di Lecce Carlo Salvemini, il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Leonardo Di Gioia, l’imprenditore Piernicola Leone de Castris, il preside della facoltà di Economia dell’Università del Salento Amedeo Maizza, Leda Cesari, giornalista e responsabile della Comunicazione per AIS Lecce, il senatore Dario Stefano. A seguire la presentazione del libro di Giuseppe Baldassare, docente e membro della Commissione Nazionale Formazione AIS,“Puglia Terra dell’Oro - Alimentazione Salute Bellezza”. Modera Vincenzo Magistà, direttore di Telenorba.

Contributo di partecipazione 15 euro, comprensivi del bicchiere da degustazione edella possibilità di assaggiare liberamente i vini rosati, gli oli e le specialità gastronomiche in assaggio. Per evitare la coda all’ingresso di Torre del Parco, inoltre, si possono acquistare i biglietti in prevenditapresso Torre del Parco, viale Torre del Parco 1 (0832.347694, aperto tutto il giorno), oppure contattando Giovanni Bruno, responsabile Eventi AIS Lecce, al 347.4847606.

venerdì, giugno 23, 2017

Foggia, a Borgo Incoronata sabato sera è di scena il gusto della storia

FOGGIA – C’è un tocco in più nella serata magica di Borgo Incoronata, sabato 24 giugno: il menù del percorso enogastronomico di “Borgo en rose”, l’evento che prenderà il via alle ore 21, include il gelato artigianale dello storico bar del Santuario. Intere generazioni di fedeli e di visitatori hanno assaporato quel gelato. “Facciamo gelato da 30 anni in questo luogo magico, pieno di bellezza”, racconta Angela De Angelis. “Per Borgo en rose, abbiamo preparato due gusti squisiti. Borgo Incoronata merita un evento speciale come questo, per far riscoprire a tutti una borgata che ha sapori, profumi, natura, storia e un patrimonio architettonico di assoluto interesse”.

IL GUSTO E LA STORIA. La serata prenderà il via alle ore 21. La location è quella della piazza che si estende ai piedi del palazzo storico della borgata, la cui prima pietra fu posata nel 1939. Il Palazzo municipale fu progettato da Giorgio Calza Bini con le sue grandi arcate al pianterreno, ispirate ai palazzi porticati del Duecento. L’edificio-simbolo della cittadella sabato sera sarà illuminato artisticamente da luci rosa. Il cuore del borgo si è conservato intatto. Quello dell’Incoronata, tra i nuclei urbani della stessa tipologia realizzati durante l’epoca fascista in Capitanata, è il borgo che ha conservato meglio e ha fatto evolvere la propria vocazione di centro vocato all’agricoltura. Il grano, la frutta e gli ortaggi, i vigneti, gli uliveti dominano questa parte del Tavoliere e sono diventati il fulcro di aziende agricole moderne, in gran parte condotte da una nuova generazione di imprenditori che hanno raccolto il testimone dei loro avi.

IL FUTURO DEL BORGO. Sono loro i protagonisti di una nuova stagione che mette al centro la borgata come nucleo propulsore di sviluppo, per Foggia e per la Capitanata. “ E’ un progetto – ha spiegato Ilenia Diana di Only Food, l’Aps che ha organizzato l’evento assieme al Comune di Foggia e ai principali imprenditori del borgo -  che prevede azioni, iniziative e impegno sinergico in modo da sviluppare tutto il potenziale di Borgo Incoronata, cuore di un’identità culturale che fa di Foggia una delle città più importanti dell’agroalimentare italiano”. Main sponsor e ideatore di Borgo en rose è Luca Scapola, giovane imprenditore titolare dell’azienda vinicola Borgo Turrito.

IL MENU’ DELLA SERATA. Salumi e formaggi, crepes al ragù di lepre, panzanella con olio extravergine di oliva, spiedini del casaro e gelato artigianale accompagnati, naturalmente, dai vini rosé migliori della Capitanata, il CalaRosa e il Terra Cretosa per l’esattezza, vale a dire medaglia d’argento e medaglia d’oro a Le Mondial du Rosé di Cannes. Sarà questo il menùdiBorgo en Rose, percorso enogastronomico d’autore, rigorosamente a chilometro zero, che sabato 24 giugno offrirà una serata magica tra storia, gusto e musica a Borgo Incoronata. I ticket per partecipare alla serata, disponibili fino a esaurimento degli stessi, potranno essere acquistati sul posto. L’evento prenderà il via alle 21: tracolla, calice e la serata potrà iniziare, col palazzo storico della borgata e le sue volte illuminate di luce rosa, mentre il borgo comincerà ad animarsi di voci, musica e balli grazie allo spettacolofolk di Michele Mangano.

Una realtà vinicola tutta pugliese: Coppi


di VITTORIO POLITO – Com’è noto il vino è una bevanda alcolica dalla gradazione variabile, ottenuta dalla fermentazione dell’uva, frutto della vite. Esistono diversi tipi di vite, classificati principalmente per la locazione geografica in cui esse crescono e donano all’uomo i propri frutti.

Che la Puglia sia una terra di vini è ormai riconosciuto da tutto il mondo. In realtà i nostri vini raggiungono ogni angolo della terra e spesso sono anche contraffatti, riportando falsamente il marchio “made in Italy”, per gabbare gli sprovveduti e coloro che non leggono attentamente le etichette o non conoscono le aziende veramente italiane che producono il “nettare degli dei”.

Molti furono i testimoni d’eccezione di questa ricchezza, da Plinio a Ovidio, a Marziale, ai quali si aggiunsero Federico II ed altri importanti personaggi che passarono da queste parti dove, sole e terreno favorevoli, hanno contribuito a mantenere solida la tradizione vitivinicola che insieme all’ulivo rappresenta la fortuna della nostra terra.

In Puglia, ad esempio, è realtà dal 1882 un’antica cantina, riportata oggi allo splendore attuale che insiste nel territorio di Turi (Ba), quindi possiamo considerarla “barese” a tutti gli effetti, dotata delle più moderne attrezzature, di ambienti per degustazione, di cucine, dell’affascinante bottaia sotterranea. Il tutto inizia nel 1966 quando il giovane enologo Antonio Coppi inizia a lavorare in questa cantina, che acquisterà nel 1979, realizzando la missione della sua vita, che viene in seguito trasmessa ai figli Lisia, Miriam e Doni. Stiamo parlando dei vini “Coppi”, conosciuti ed esportati in tutto il mondo.

Una visita alla cantina, sempre possibile (dalle 9 alle 13 e dalla 15 alle 18, previo preavviso), consentirà di fare un viaggio nel “Tempio del primitivo”, nel cuore della D.O.C. di Gioia del Colle, nel crocevia della Murgia dei Trulli, e degustare il vino accompagnato da assaggi di tipicità alimentari locali.

La produzione? Dal primitivo D.O.C. Gioia del Colle (Senatore) a quello riserva (Vanitoso), al primitivo I.G.P. Puglia (Don Antonio e Siniscalco), all’aleatico I.G.P. Puglia (Vinaccero), al negroamaro I.G.P. Salento (Pellirosso), alla malvasia nera I.G.P. Puglia (Sannace), alla falanghina I.G.P. Puglia (Guiscardo), alla malvasia bianca I.G.P. Puglia (Serralto), al Rosato I.G.P. Salento (Corè Negroamaro), alla malvasia bianca I.G.P. Puglia -  vino frizzante – (Galà), per finire all’extra dry Salento rosè I.G.P. (Bollicinecherì). Chiaramente parliamo di vini pregiati, da non confondersi con quelli comuni con nomi e qualità simili, che il mercato o i supermercati offrono.

Qualche curiosità.

Nel 1866 Pasteur affermava che “il vino è la più salutare ed igienica di tutte le bevande”. Ed io posso testimoniare che un medico negli anni ’60, in mancanza di acqua, in un ristorante, chiese di lavarsi le mani con una “lacryma christi”, il famoso vino bianco del Vesuvio.

Perché le bottiglie di vino sono da 75 centilitri? Questa unità di misura giunge dall’Inghilterra che misuravano il volume in galloni imperiali. Ogni gallone valeva 4,5 litri. Ogni cassa di vino conteneva 2 galloni, che divisa in 12 bottiglie dà come risultato 75 centilitri ognuna.

Gli ungheresi non finiscono mai il loro bicchiere. Un proverbio, poco noto in Italia ma diffuso all’estero, nasconde la storia di uno dei migliori vini ungheresi: l’Eszsencia. Si trattava di un succo d’uva appena fermentato, dolce, liquoroso e sciropposo tanto che le sue ultime gocce restavano inaccessibili sul fondo del bicchiere, nonostante la voglia di finirlo.

Nel Codice di Hammurabi (1800 a.C.) i reati riguardanti il mondo del vino venivano presi seriamente: i venditori di vino fraudolenti dovevano essere puniti tramite annegamento in un fiume.

Gli antichi greci avevano un bicchiere chiamato “Coppa di Pitagora” creato per garantire che si bevesse con moderazione. Il meccanismo era semplice: se il vino veniva versato sopra un certo livello, automaticamente l’intero contenuto veniva espulso dal fondo. Diabolicamente geniale!

Da non dimenticare che anche le cartellate baresi o pugliesi o i taralli, hanno tra gli ingredienti anche il vino che, grazie ai lieviti presenti nella sua composizione, permette di far lievitare leggermente la pasta. Usanza della tradizione popolare, proveniente da un epoca in cui il vino era più diffuso del lievito.

Cin Cin!

giovedì, giugno 22, 2017

Il mito dei vini Jermann approda a Borgo Egnazia

SAVELLETRI - Fondazione Italiana Sommelier Puglia e Borgo Egnazia chiudono la stagione 2016/2017 dei grandi eventi del vino con “Vintage Tunina, storia di un mito”: mercoledì 28 giugno, alle ore 20, la Cantina friulana Jermann presenterà una verticale di dieci annate del suo vino più rappresentativo. Inoltre, giovedì 29 giugno, i vini Jermann saranno anche protagonisti della cena “Viv e Mang” organizzata da Borgo Egnazia nel ristorante Due Camini.

Nell’anno appena trascorso, la sinergia tra Borgo Egnazia, simbolo dell’ospitalità pugliese per eccellenza, e Fondazione ha permesso ad operatori del settore, foodies e winelovers di vivere esperienze indimenticabili grazie ad incontri con realtà enoiche di prima grandezza, spesso alla loro prima volta in Puglia, edegustazioni uniche di altissimo livello. La programmazione di Fondazione Sommelier Puglia è stata ricca e puntuale e le iniziative organizzate sul territorio regionale hanno dimostrato di essere accomunate dagli stessi valori: stile, eleganza, concretezza e coerenza.

Con l’appuntamento del 28 giugno, gli ospiti avranno il piacere di conoscere da vicino Jermann, realtà esemplare del Collio goriziano, territorio di grandi bianchi, tra i quali spicca il Vintage Tunina, vino che più di ogni altro ha decretato il successo dell’Azienda. Vintage Tunina è una delle tante sfide vinte da Silvio Jermann, guida della Cantina, che con la sua visione e il suo spirito innovatore è stato tra i promotori della nuova era dei vini friulani. Silvio Jermann sarà ospite d’onore dell’evento.

Per celebrare un capolavoro di eleganza come il Vintage Tunina, Fondazione Sommelier Puglia, in accordo con Jermann, ha deciso di proporre agli ospiti della serata una degustazione di dieci annate. La verticale sarà guidata da Paolo Lauciani, relatore ufficiale di Fondazione Italiana Sommelier.

La degustazione si chiuderà con l’esperienza di gusto firmata da Domingo Schingaro, Executive Chef di Borgo Egnazia, che proporrà un piatto abbinato ai vini della serata, nella suggestiva atmosfera della prestigiosa location. Durante l’evento sarà quindi possibile scoprire anche la “cucina d’autore” di Schingaro, autentica e semplice nella sua complessità, capace di reinterpretare le ricette locali attraverso sapienti cotture creative e prodotti locali freschissimi.

L’esperienza foodie a Borgo Egnazia proseguirà anche giovedì 29 giugno con “Viv e Mang”, nuovo appuntamento dedicato alle rivisitazioni gastronomiche dell’arte culinaria pugliese e ai tesori delle più prestigiose cantine italiane presso il ristorante gourmet Due Camini. La selezione di vini Jermann sarà accompagnata dalle eccellenze gastronomiche firmate da Domingo Schingaro in una celebrazione del patrimonio enogastronomico della Puglia e non solo.

Degustazione 28 giugno (costo € 45)
Per info e prenotazioni entro il 26 giugno:
Presidente Giuseppe Cupertino tel. 339.838.44.55 -  e-mail presidente@fondazionesommelierpuglia.it
Fiduciario Valle D'Itria-Brindisi Giovanni Semerano tel. 349.809.29.07 -  e-mail g.semerano@fondazionesommelierpuglia.it
www.fondazionesommelierpuglia.it

Cena “Viv e Mang” 29 giugno (costo € 95)
Per info e prenotazioni:
Ristorante Due Camini tel. 080 2255351-  e-mail due.camini@borgoegnazia.com
www.ristoranteduecamini.it
www.borgoegnazia.it

martedì, giugno 20, 2017

Vinexpo di Bordeaux, la Puglia raccontata al pubblico internazionale con il Primitivo di Manduria

BORDEAUX - Il Primitivo di Manduria di Claudio Quarta ambasciatore della Puglia nel ciclo di seminari della XIX edizione del Vinexpo di Bordeaux, il tradizionale appuntamento mondiale del settore dove quest’anno si attendono oltre 48.000 visitatori.  Il rosso “Anima di Primitivo”, Primitivo di Manduria Doc 2015, prodotto nella cantina salentina di Lizzano Tenute Eméra, in provincia di Taranto, protagonista di uno dei cinque seminari organizzati da ICE, Agenzia per la promozione all’estero, dedicati al valore culturale dei vini italiani e ai diversi sbocchi commerciali che i mercati offrono.

“Le enoteche e i Vini Italiani. I vini del collezionismo e le biblioteche del vino”, questo il tema del seminario condotto da due “eminenze” del settore: Attilio Scienza, enologo e docente dell’Università di Milano e Raoul Salama, giornalista e docente di enologia dell’Università di Bordeaux.  Insieme ai vini che hanno fatto la storia dell’enologia italiana e reso famoso il Made in Italy in calice in tutto il mondo, ci sarà anche il Primitivo di Manduria, bandiera internazionale della produzione vitivinicola pugliese.

La scelta è caduta su “Anima di Primitivo” in occasione della recente visita del prof. Scienza a Tenute Emèra, insieme agli studenti del suo corso, nella giornata- studio della collezione di biodiversità della tenuta di Claudio Quarta, considerata la più grande al mondo per le varietà del Mediterraneo, con oltre 500 vitigni impiantati e studiati dal 2009, con un progetto avviato proprio con il team di Scienza dell’Università di Milano insieme al prof Osvaldo Failla.

Un’ occasione importante, dunque, per promuovere l’eccellenza pugliese espressa dalla passione e dal profilo qualitativo delle cantine Claudio Quarta Vignaiolo al Salone Internazionale del Vino di Bordeaux, che con 40 Paesi partecipanti e circa 2350 espositori, vuol essere un momento globale di confronto sulle tendenze dei principali Paesi produttori di vino.

lunedì, giugno 19, 2017

Storia e curiosità sui vini doc della Puglia


di VITTORIO POLITO - Che la Puglia sia stata da sempre considerata una regione di consolidata tradizione vitivinicola lo ricordano i Fenici che, già nel 2000 a.C., pare abbiano trovato abbondanti vigneti, tanto da ricavare da essi ulteriori fonti di guadagno per i loro intensi traffici commerciali.

Nell’VIII secolo a.C. invece furono i coloni greci a dare un’altra mano allo sviluppo della viticoltura della Regione preparando per i Romani, che da qui iniziarono le conquiste dell’Oriente, le cantine pugliesi per le loro lodi a Bacco.

Molti furono i testimoni d’eccezione di questa ricchezza, da Plinio a Ovidio, a Marziale, ai quali si aggiunsero Federico II ed altri importanti personaggi che passarono da queste parti dove, sole e terreno favorevoli, hanno contribuito a mantenere solida la tradizione vitivinicola che insieme all’ulivo rappresenta la fortuna della nostra terra.

Ma, a parte le note storiche, pare opportuno sapere come si sceglie il vino e come va abbinato alle varie pietanze. Vito Buono e Angela Delle Foglie ci danno una mano con il loro volume (sia pur datato), “Percorsi turistici nella Puglia dei vini D.O.C.” (Levante Editori, 2000), i quali premettono che non si beve vino di nessun genere su insalate e cibi a base d’aceto, su carciofi crudi, merluzzo, baccalà, macedonia di frutta macerata in distillati, sugli agrumi in genere, fichidindia, uva e gelati. Il volume fa un po’ la storia dei vini, della gastronomia e l’arte nei territori di tutti i vini pugliesi D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata).

Prima di scegliere un vino è opportuno leggere l’etichetta che deve riportare la dicitura D.O.C., l’anno di produzione, la gradazione alcolica e il nome dell’Azienda. Per l’acquisto rivolgersi sempre a Enoteche, Cantine Sociali o ad Aziende Vinicole, dalle quali si compra solitamente bene e con tranquillità, ma oggi anche gli ipermercati hanno vasti assortimenti a prezzi concorrenziali.

Si passa quindi agli abbinamenti: gli antipasti di mare esigono vini bianchi, corposi e profumati, mentre quelli rustici vogliono bianchi secchi e leggeri; quelli con salumi prediligono rossi leggeri. Per le pastasciutte l’abbinamento va fatto a seconda del condimento: il ragù di carne preferisce un rosso di buon corpo; per le pietanze al burro, alle verdure o con condimenti magri va bene un bianco. Anche per i risotti la scelta va fatta a seconda dei condimenti: per i brodi e le minestre in brodo vanno bene vini bianchi secchi, amabili o rosati. Per i legumi vanno bene vini rosati o rossi, a seconda del tipo e degli ingredienti che si accompagnano nella preparazione.

Per il pesce la scelta va fatta a seconda del tipo e della preparazione: pesci a carne bianca e magra, arrosto, lessi o fritti preferiscono i vini bianchi, mentre i pesci a carne grassa, rossa o preparati in zuppa o al cartoccio va abbinato un rosato. Per i crostacei è d’obbligo un bianco robusto, secco e profumato. Per le carni tutti vini rossi nelle diverse gradazioni e periodi di invecchiamento, ma sempre considerando i sapori e la preparazione delle carni.

Ma quali sono i vini di cui disponiamo nella nostra regione? Si va dal «Verdeca» di Gravina all’ «Aleatico di Puglia», al «Cacc’è mmitte» di Lucera, al «San Severo», al «Moscato di Trani», al «Rosso Cerignola», al «Castel del Monte», al «Gioia del Colle», al «Martina», al «Locorotondo», al «Primitivo di Manduria» o al «Lizzano», al «Brindisi» o all’ «Ostuni», al «Copertino», al «Leverano», al «Salice Salentino», allo «Squinzano», al «Galatina», al «Matino», al «Nardò», ecc. Insomma tutta la Regione è ben rappresentata, c’è solo la difficoltà della scelta che varia a seconda del proprio palato. Ma attenzione a non farci “infinocchiare”. La parola infinocchiare, il cui significato è raggirare, fregare, deriva proprio dal connubio fra vino e finocchio. Quando gli osti volevano rifilare vino rancido agli avventori, lo accompagnavano con piatti a base di finocchio, che, consumato crudo, addolcisce la bocca e altera la capacità di riconoscere i sapori.

Va anche ricordato che a Milano, da quasi un trentennio, è stata costituita l’Associazione Nazionale “Le donne del vino”, che rappresenta uno dei sodalizi più attivi e vivaci del vasto scenario enogastronomico, fenomeno unico al mondo, della quale fanno parte produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste che promuovono, con la loro attività in tutta Italia, la cultura del vino nel senso più ampio. Inoltre, raccoglie al suo interno responsabili di tutte le componenti della filiera vitivinicola, dal vigneto alla comunicazione, ed è riconosciuta come una delle espressioni più interessanti dell’imprenditoria femminile. Non sono ammesse le simpatizzanti.

Ed ora qualche proverbio a proposito del vino: “Dire pane al pane e vino al vino”, ovvero parlare in modo chiaro senza giri di parole; “Finire a tarallucci e vino”, si dice quando un contrasto viene risolto in maniera fin troppo amichevole; “In vino veritas”, proverbio latino medievale che significa nel vino la verità. Anche Alessandro Manzoni nei “Promessi sposi” (Cap. XV) riporta un episodio classico in occasione dell’arresto di Renzo dopo una sbornia in osteria, il quale nel tentativo di giustificarsi, dà la colpa al vino: “Ier sera veramente ero un po’ allegro: questi osti, alle volte, hanno certi vini traditori; e alle volte, come dico, si sa, quando il vino è giù, è lui che parla”, per cui “Nel vino si naviga senza timone”.

Infine il parere di due illustri personaggi sulla gradita bevanda. Per Ernest Hemingway il vino «È uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo”, mentre Galileo Galilei, a proposito delle virtù del vino, sosteneva che “L’ingegno si fa illustre e chiaro, l’anima si dilata, gli spiriti si confortano e le allegrezze si moltiplicano».

E dal momento che si parla di vino non possiamo che concludere con un brindisi di Apuleio: “Il primo bicchiere è per la sete; il secondo per la gioia, il terzo per il piacere; il quarto, per la follia”.

martedì, giugno 13, 2017

A Lecce 'Charme in rosa Première', oltre 100 rosati e 30 oli pugliesi in degustazione all'Hotel Tiziano

LECCE - Grande festa venerdì 16 giugno alle 20.30, a bordo piscina del Grand Hotel Tiziano, per i nuovi professionisti del vino che hanno appena superato l’esame di qualificazione per diventare sommelier di AIS Lecce.

In degustazione nel corso della serata, dal titolo “Charme in rosa Première”, oltre 100 rosati e 30 oli extravergine di oliva pugliesi in abbinamento alle eccellenze locali.

I posti sono limitati, pertanto gli interessati, al fine di garantirsi la partecipazione, sono pregati di curare la prenotazione al più presto contattando esclusivamente Giovanni Bruno - responsabile eventi AIS Lecce - all’indirizzo avvgiovannibruno1963@gmail.com o al 347.4847606. Contributo di partecipazione 30 euro. 

giovedì, giugno 08, 2017

Roséxpo, si apre il sipario a Lecce

LECCE - Sarà inaugurata venerdì 9 giugno, alle ore 18.30, al Castello Carlo V, Roséxpo, Salone internazionale dei vini, giunto alla quarte edizione. Alla cerimonia saranno presenti le autorità locali e Marina Cvetic che riveste il ruolo di madrina della manifestazione.
Subito dopo, l’apertura dei banchi d’assaggio a cura dell’Associazione italiana sommelier e l’opening del Giardino Rosé nel cortile del Castello, che sarà arricchito dalle installazioni artistiche con le luminarie, diversi punti food, sarà possibile degustare sigari toscani a cura dell’associazione del sigaro toscano, e la performance musicale di Carla Petrachi e Andrea Luperto.

Al primo piano del Castello Carlo V ci saranno i banchi d’assaggio in collaborazione con l’AIS. Sono oltre 180 quest’anno, le etichette in degustazione tra vini nazionali ed esteri.

Allestita al primo piano del Castello anche Mostre Rosé, la mostra di abiti realizzati dagli allievi dell’Istituto Cordella Fashion School a cura di Carol Cordella. Gli orari di apertura Roséxpo al Castello Carlo V il 9 e 10 giugno sono dalle 18.30 alle 23.30.

«Roséxpo sarà l’occasione di far conoscere e degustare le oltre 180 etichette tra vini nazionali ed esteri presenti a questa edizione – afferma Ilaria Donateo, presidente dell’associazione di produttori vitivinicoli di Negroamaro “deGusto Salento”-organizzatori di Roséxpo - ma anche opportunità per raccontare alla stampa specializzata, presente a Lecce per tutte e tre le giornate, la storia della nostra regione vitivinicola attraverso il lavoro dei produttori che ormai da alcuni anni hanno scommesso su un nuovo modo di stare insieme e continuano ad essere un elemento distintivo nel panorama associativo. Fare rete non è solo un contenitore vuoto, ma è la sostanziale volontà di 18 aziende, Apollonio, Bonsegna, Calitro, Cantele, Cantina Fiorentino, Castel di Salve, Castello Monaci, Conti Zecca, Garofano Vigneti e Cantine, Marulli, Michele Caló e figli, Romaldo Greco, Rosa del Golfo, Santi Dimitri, Tenute Rubino, Vallone Vetrere, Vigneti Reale, che hanno avviato un percorso in comune con l’obiettivo di spingere sul marketing condiviso e sulla promozione del brand dei rosati. Grazie al Comune che ha creduto e sostenuto la manifestazione dalla sua prima edizione”.

Partnership e novità 2017

Per la quarta edizione confermate le partnership nazionali con Slow Wine, Ais e internazionali come il Concours mondial de Bruxelles.

Novità 2017 è la collaborazione avviata con lo  IULM, con il dipartimento di Neuroscienze che a Lecce presenterà i risultati di una ricerca che lega la percezione neurologica dell’etichetta di un vino all’efficacia commerciale che quel prodotto possa assumere poi sul mercato. Si parlerà del ruolo strategico della sala e della percezione che il consumatore finale ha dei vini rosati cercando di trovare strategie per favorire e incentivarne il consumo.

Quest’anno ai banchi d’assaggio anche le aziende del Consorzio Valtènesi, grazie alla partnership allacciata con deGusto Salento, ospite in occasione del decennale di Italia in Rosa (2-4 giugno a Moniga del Garda).

Altra novità 2017 è l’introduzione di MEMORvINO una soluzione innovativa che trasforma l'esperienza di ogni singola degustazione in una raccolta di informazioni Ogni partecipante a Roséxpo ritira, all'atto della registrazione all'ingresso, unbicchiere intelligente, cioè un calice con una piccola etichetta elettronica alla base. Al momento della degustazione, l'interazione tra il bicchiere ed il MEMORvINO posato su ogni tavolo, permette di registrare le informazioni relative al consumatore e al vino che è stato degustato. A fine evento si avranno dati sul numero di degustazioni e di quali vini.

Seminari di degustazione

Quattro i seminari di degustazione previsti nei due giorni del festival dei rosati condotti da Slow Wine e Ais con il coinvolgimento di autorevoli degustatori che accompagneranno i winelover nel percorso di scoperta di vini e territori.

I primi due appuntamenti sono per il 9 giugno.

Si comincia alle 19 con Questione di metodo: Letrari sta a Trento doc come Dubl sta ad Aglianico, un percorso in verticale tra la tradizione e la modernità del metodo classico rosé con la partecipazione di Lucia Letrari e di Federico Graziani per Feudi di San Gregorio e con la guida nel percorso nel calice di Luciano Pignataro (giornalista de Il Mattino e ideatore del Blog Luciano Pignataro Wine Blog), Francesco Muci (curatore guida Slow Wine Puglia) e Fabio Giavedoni (responsabile nazionale Slow Wine).

A seguire, con inizio alle 20,30, ci si sposterà in altri territori, per un confronto che indaga sulle interpretazioni di rosato dalla Valtènesi alla Provenza e con la partecipazione di Mattia Vezzola (Vice Presidente Consorzio Valtènesi), Carlo Alberto Panont (Direttore del Consorzio Valtènesi), Francesco Muci e Fabio Giavedoni.

Il 10 giugno alle 18.30 riflettori puntati su Rosado de Espana con Giuseppe Baldassarre (relatore e componente della commissione nazionale didattica AIS), Fabrizio Miccoli (relatore AIS) e Domenico Stanzione (delegato AIS Taranto). Conclusione di tutto rispetto per Rosexpo con la verticale di Ferrari Perlé Rosé con la partecipazione di Francesco Muci e di Giuseppe Baldassarre.
Per la partecipazione ai seminari è obbligatoria la prenotazione su eventribe. Info: apertura banchi di assaggio dalle ore 18.30 alle 23.30. Ticket d’ingresso € 10.00 comprensivo di calice e pettorina – cauzione calice € 5.00.

Identità e territorio: appuntamento all’Hotel President con la stampa specializzata

Uno studio dell’agenzia IWSR, International wine and spirit research, come riportato in una nota di Slow Wine, ha evidenziato come su 125 mercati studiati, nonostante si siano registrati dei lievi cali nel consumo del vino, i rosati continuano a guadagnare consenso. Sarà questo, dunque, il punto di partenza per fondare il BtoB tra addetti ai lavori e le aziende aderenti a deGusto Salento che sarà ospitato dalle eleganti sale dell’hotel President nel cuore della città barocca.

Info e contatti:
www.rosexpo.it, www.degustosalento.it,
FACEBOOK: Roséxpo – Salone Internazionale dei vini rosati
Instagram: #Rosexpo #rosexpo2017

'Sua Maestà il Primitivo', al via il primo master dedicato al sovrano di Puglia

BARI - Sarà una vera e propria gara tra 15 sommelier professionisti provenienti da varie regioni d’Italia, sulla conoscenza approfondita di uno dei vitigni più importanti della nostra regione: sua maestà il Primitivo. La manifestazione, organizzata dall’Associazione Italiana Sommelier in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Agroalimentari della Regione Puglia, si terrà martedì 13 giugno 2017 presso il Relais Reggia Domizia di Manduria.

Si partirà alle 9.00 del mattino con la prima prova scritta sulla storia del vitigno, il suo sviluppo storico, le caratteristiche enologiche, le aziende, i personaggi che lo hanno portato alla fama, per continuare fino alla prova pratica di servizio dei vini, in cui i sommelier serviranno alla giuria nominata ad assegnare il premio del miglior sommelier del primitivo, varie tipologie di vino prodotte con questo poderoso vitigno. Al sommelier premiato, inoltre, verrà offerta la possibilità di diventare “Primitivo Ambassador” per Vinoway.com, il portale nazionale di cultura enogastronomica, media partner della manifestazione.

Gli sfidanti provengono da diverse regioni d’Italia: Campania (Scala Luigi Salvatore), Emilia Romagna (Degboe Coffi Gilles), Molise (Pagano Carlo), Liguria (Gigatti Maura), Toscana (Tesi Valentino)  e naturalmente Puglia (Dipace Luigi, i due cugini Riontino Antonio, Sciannimanico Gianfranco, Brogi Maria Michela, Urso Oronzo, Di Nunno Rosa, Borraccino Marianna, Spadaro Maurizio, Mangini Filomena).

Alle 18.00, assegnato il premio al vincitore, si passerà al convegno “Primitivo: zone e stili, distinguere per unire”, coordinato dal Dr. Giuseppe Baldassarre, relatore AIS e autore del libro “Primitivo di Puglia” e moderato da Vincenzo Magistà direttore del TGNorba, che vedrà la presenza di Roberto Erario, Presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria e di Donato Giuliani Presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Gioia del Colle, oltre a quella dell’Assessore Regionale alle Politiche Agroalimentari Leonardo di Gioia.

In serata, dalle ore 20.00, la degustazione aperta al pubblico, nella quale tutte le sessantatré etichette presenti, provenienti dalle diverse aree della Puglia (Magna Grecia, Murgia-Valle D’Itria, Salento, Capitanata-Castel Del Monte) saranno raccontate dai sommelier AIS, in abbinamento a piatti e prodotti della terra di Puglia, in un evento che intende essere un vero e proprio “Party del Primitivo”.

Ulteriori informazioni Segreteria AIS Puglia Tel. 080 4949189 – info@aispuglia.it

Due grandi eventi con Marchesi Antinori a Borgo Egnazia

SAVELLETRI DI FASANO - Fondazione Italiana Sommelier Pugliae Borgo Egnaziapresentano un nuovoevento di eccezionale interesse per gli amanti del vino e per coloro che desiderano confrontarsi con i grandi nomi del panorama enoico italiano: giovedì 15 giugno, alle ore 20, Borgo Egnazia accoglierà il Marchese Piero Antinori e Renzo Cotarella per la verticale delle annate 2015, 2011, 2009, 2005, 2001 di Cervaro della Sala, "vino-simbolo", da uve Chardonnay e Grechetto, della Tenuta Castello della Sala in Umbria. La presenza del Marchese Piero Antinori e del grande enologo offrirà l'opportunità di conoscere più da vicino la storia di una nobile famiglia dedita alla produzione vinicola da più di seicento anni, che ha saputo operare scelte innovative che ne hanno decretato la sua fortuna in Italia e all'estero, rendendo la Marchesi Antinori una delle aziende vinicole di riferimento nel mondo del vino di qualità.

A guidare la degustazione sarà Daniela Scrobogna, responsabile della Didattica Nazionale di Fondazione Italiana Sommelier, di cui è anche Docente, e Redattore della Guida BIBENDA.

Al termine della verticale, ci sarà un'annata storica a sorpresa, un omaggio di Marchesi Antinori a Fondazione Sommelier Puglia che, grazie all'impegno e alla passione del suo Presidente Giuseppe Cupertino, riesce a regalare al territorio iniziative uniche e preziose, con Aziende di fama internazionale.

Il gran finale sarà dedicato al buon cibo gourmet: Domingo Schingaro, Executive Chef di Borgo Egnazia, proporrà per l’occasione un piatto ispirato ai vini, che gli ospiti potranno degustare con una annata di Cervaro della Sala a scelta. Durante l’evento sarà quindi possibile scoprire anche la “cucina d’autore” di Schingaro, autentica e semplice nella sua complessità, capace di reinterpretare le ricette locali attraverso sapienti cotture creative e prodotti locali freschissimi.

L’esperienza foodie a Borgo Egnazia proseguirà anche venerdì 16 giugno con la cena “Viv e Mang” presso il ristorante gourmet Due Camini.È questo un nuovo appuntamento con la rassegna dedicata alle rivisitazioni gastronomiche dell’arte culinaria pugliese e ai tesori delle più prestigiose cantine italiane. In questa importante occasione saranno protagonisti i vini delle Tenute Marchesi Antinoritra cui il Bocca di Lupo, Aglianico in purezza prodotto nell’omonima tenuta pugliese di proprietà della famiglia Antinori, accompagnati dalla raffinate creazioni di Domingo Schingaro in una celebrazione delle eccellenze enogastronomiche.

La sinergia tra Marchesi Antinori, Fondazione Italiana Sommelier Puglia e Borgo Egnazia ha reso possibile questo evento eccezionale, da non perdere per gli appassionati  di vino e buon cibo, ma anche per chi cerca esperienze uniche di valorizzazione del territorio e del suo patrimonio.

Degustazione 15 giugno (costo € 45)

Per info e prenotazioni:
Presidente Giuseppe Cupertinotel. 339.838.44.55 - e-mail presidente@fondazionesommelierpuglia.it
Fiduciario Valle D'Itria-Brindisi Giovanni Semeranotel. 349.809.29.07 - e-mail g.semerano@fondazionesommelierpuglia.it
www.fondazionesommelierpuglia.it

Cena “Viv e Mang” 16 giugno (costo € 110)