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venerdì, febbraio 03, 2017

Vini, a Bari Trebbiano d'Abruzzo protagonista

BARI - Tradizionalista fin dentro il midollo e, per questo, innovatore per vocazione. Il Signore dei vini abruzzesi, rappresentante dell'Italia vitivinicola nel Mondo. È Emidio Pepe, con noi il 6 febbraio per un'imperdibile verticale del suo Trebbiano d'Abruzzo. A guidare la giornata di degustazione, Sofia Pepe.

L'evento sarà suddiviso in due tempi: alle ore 18.00 presso le sale del Rondò Hotel Bari la degustazione in verticale di ben 5 annate di Trebbiano d'Abruzzo, selezionate da Sofia Pepe, responsabile commerciale dell'azienda di famiglia; un viaggio lungo 18 anni, dalla storica vintage 1995 alla più recente 2013, passando per le prestigiose 2004, 2007 e 2009; alle ore 20.30 presso Le Giare Ristorante, cena con la stessa produttrice a cura della brigata guidata dallo Chef Antonio Bufi e da Lucia Della Guardia, con 5 etichette Emidio Pepe in abbinamento: Trebbiano 2013, Pecorino 2013, Cerasuolo 2015, Montepulciano 2013, Montepulciano 2001. Un evento possibile grazie ad Agenzia Leone di Gerardo Leone e Rondò Hotel Bari.
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martedì, gennaio 31, 2017

VINO DiVINO. Il Calidus, sorprendente spremuta del sole di Puglia

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Abbiamo già parlato in passato dell'azienda agricola Fabiana, dell'impegno e della dedizione che Michele e Fabiana Barulli ci mettono per creare grandi vini e fare grande il nome della Puglia nel mondo.

Capita spesso, seguendo i profili facebook dei due fratelli, di vederli alle prime ore dell'alba impegnati in vigna o a tarda notte in un ristorante di New York dediti alla promozione di quella spremuta di sole pugliese che ci vantano in tutto il mondo.

Questa volta ci dedichiamo al più grande dei loro vini, immergendoci nella recensione del Calidus, punta di diamante dei vini di Agricole Fabiana.

NOME: Calidus
AZIENDA PRODUTTRICE: Agricole Fabiana
VITIGNO: 100% Primitivo
ANNATA: 2013
GRADAZIONE ALCOLICA: 14,5 %
CATEGORIA DI PREZZO:18-25 €
VOTO:93/100
VISTA: Rosso porpora con riflessi granati
NOTE OLFATTIVE: Morbidi e avvolgenti sentori vinosi si impongono con grazia ad un primo giro di calice, sentori fruttarti ricordano la mora e il ribes nero, cremose fragranze di prugna e ciliegia caramellata. La speziatura varia dal pepe nero, alla cannella, ai chiodi di garofano e per finire ad una punta di noce moscata. Riflessi balsamici rimandano alla mia memoria olfattiva le caramelle all'eucalipto di Ameluk. Un grande vino che chiama all'assaggio.
GUSTO: Caldo corposo, avvolgente e sensazionale, un vero e proprio concertato di sole di Puglia, tannino giovane e scalpitante lunga previsione di invecchiamento.

ABBINAMENTO: Maccheroni di Gragnano al ragù di involtini (braciole).

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice
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Vino, i rosati pugliesi pronti a conquistare il mercato americano

NEW YORK - I rosati pugliesi pronti a conquistare il panorama enologico a stelle e strisce con una serie di eventi negli States e, fra gli altri, un testimonial d’eccezione: Jeff Porter, beverage director dei ristoranti di Joe Bastianich in Usa.  Fra gli eventi più attesi, infatti, il seminario “A Passion for Pink: Italy's love affair with rosato”, condotto proprio da Porter, tra i più autorevoli sommelier del Paese e responsabile delle scelte dei vini per i 25 ristoranti statunitensi del Batali & Bastianich Ospitality Group. Con Porter, altro relatore di spessore del seminario sarà Eric Guido, wine director del Marketing Morrell Wine Group, responsabile della selezione del loro catalogo. Per la prima volta, dunque, gli esperti americani accenderanno i riflettori sulla crescente “passione rosa” in campo enoico.  (Il seminario sarà trasmesso in diretta streaming, alle 20 ora italiana del 6 febbraio, sulla pagina Facebook di Puglia in Rosè).

Un programma articolato -  durante il quale, dal 3 all’8 febbraio, si alterneranno tra Washington, New York e Miami degustazioni, cene, seminari e il tradizionale Grand Tasting -  messo a punto da Puglia in Rosé, l’associazione che raggruppa ben 52 produttori di rosati, con l’obiettivo strategico di entrare nella carta dei vini dei ristoranti italiani della Grande Mela e di Miami e stringere accordi commerciali con i più importanti importatori statunitensi.

Occasione per fare breccia nel più importante mercato mondiale del vino di qualità, che continua a registrare importanti trend di crescita, è l’”Italian Wine Week”, la consueta settimana del vino italiano organizzata da Ice - Italian Trade Agency, l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, con la collaborazione di Puglia in Rosé e Vinitaly International Academy.

Washington, New York e Miami sono le città-chiave degli Usa scelte  per un percorso tematico itinerante nel quale verranno coinvolti ristoratori, importatori, distributori, giornalisti e i principali stakeholder  del mercato globale enoico. Obiettivo, promuovere i rosé di Puglia sul mercato americano creando nuove opportunità di contatto per i produttori pugliesi e rafforzando i rapporti istituzionali e culturali già stretti in occasione degli appuntamenti organizzati a dicembre scorso nella Grande Mela da Puglia in Rosé, in collaborazione con l’agenzia “Giosetta Consultants” dell’italo-americana Giosetta Capriati (rappresentante onoraria della “American Chamber of Commerce in Italy”). Appuntamenti che hanno visto i rosati pugliesi protagonisti presso l’ Istituto Italiano di Cultura a New York in occasione della  mostra dedicata a Guido Cagnacci, e del ‘Christmas Party’ al Metropolitan Museum.

Prosegue dunque il viaggio statunitense dei grandi rosati pugliesi, presentati all’“Italian Wine Week 2017” quali eccellenze dell’enologia italiana, con gli americani sempre più propensi a scegliere un buon calice di vino italiano, che si attesta al primo posto nell’import del mercato enoico americano, il più importante al mondo. Parlano infatti chiaro i dati elaborati dall’ICE, Istituto Nazionale del Commercio Estero, sulla base dei quali riparte come ogni anno l’iniziativa “Italian Wine Week”: negli ultimi 5 anni l’export di vino italiano verso gli Stati Uniti è cresciuto del 61%. Il mercato statunitense si conferma in grande espansione nel settore vinicolo, quindi: ben il 62% degli americani consuma bevande alcoliche e 1 volta su 3 è vino; aumenta del 50% il consumo a cena, mentre il 60% avviene  in casa. I dati rivelano anche le nuove tendenze di consumo: si delinea infatti la figura del “millennial”: giovane tra i 21 e i 35 anni, curioso, avventuroso e idealista, dal reddito medio e tendente a consumare abitualmente bevande alcoliche di qualità acquistando prevalentemente vini online.

“Dati - spiega Lucia Nettis, direttrice di Puglia in Rosè – che motivano a promuovere il vino italiano come prodotto di lusso.  Rilevanti sono anche le nuove tendenze del mercato, tra cui si posiziona il vino rosato, consumato prevalentemente d’estate come una bevanda fresca e giovane, che riscontra sempre più successo, al pari quasi delle amate bollicine e accostato sempre più all’idea della spensieratezza e vivacità. Il vino italiano è divenuto un elemento-chiave, insomma, sulla tavola degli americani, ed è lì che intendiamo portare i nostri rosati.  Se tra le ragioni che spingono gli americani a scegliere i vini italiani ci sono anche i varietali autoctoni, come sembrano suggerire i dati, allora la Puglia, terra ricca di sapori e tradizioni, ha molto da dire e proporre con i suoi straordinari rosati da vitigni autoctoni”.
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mercoledì, gennaio 25, 2017

Vino: "sui fondi europei bloccati il Ministero dell'Agricoltura fa scena muta"

BARI - Il Ministero delle Politiche Agricole non dipana il caos relativo ai finanziamenti europei sull’Ocm (Organizzazione comune dei mercati agricoli) del vino, destinati a promuovere le produzioni vitivinicole italiane sui mercati dei Paesi terzi, provocato dai numerosi ricorsi contro le presunte irregolarità delle domande per l’accesso ai fondi. In Commissione Agricoltura a Montecitorio, infatti, dinanzi ad una interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle su come intenda risolvere il blocco dei fondi comunitari, il Governo ha fatto scena muta, non dando alcuna linea risolutiva per un’impasse che rischia di danneggiare le aziende di uno dei settori strategici per promuovere l’immagine del Made in Italy all’estero.

“Ci scontriamo ancora una volta con un’incapacità politica di cui ne stanno già facendo le spese le tante aziende del settore. Infatti – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – il caos sui fondi Ue dell’Ocm vino è stato creato dallo stesso Ministero che, non specificando alcuni parametri nel primo bando, ha generato interpretazioni differenti che hanno dato luogo a una graduatoria, bersaglio di numerosi ricorsi. Stessa scena per la seconda graduatoria, frutto di un nuovo bando che voleva correggere il primo, ma oggetto di una nuova ondata di ricorsi su cui dovrebbe pronunciarsi il Tar a fine marzo. Una sentenza che non dà certo una sicurezza alle aziende vincitrici che poi potrebbero trovarsi a dover restituire soldi già spesi. Oltre alla smentita dell’assenza dei tecnici del Ministero agli incontri con le Regioni, nonostante quest’ultime dichiarino di averli formalmente invitati, non ci è stata data alcuna risposta. Nemmeno su quanto emerso dall’incontro tardivo di ieri con i rappresentanti regionali. Un atteggiamento – conclude L’Abbate (M5S) –  che ci fa pensare che non sanno come risolvere il caos creato dal Governo stesso”.


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sabato, gennaio 21, 2017

VINO DiVINO. Fatalone, un Primitivo biologico che non teme l'avanzare del tempo

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Il dubbio che sovente mi viene quando apro un vino di annata biologico è se avrà resistito o meno al peso del tempo. I dubbi sono figli della curiosità ed è la stessa che mi spinge a ricercare vini biologici che abbiano almeno 10 anni per testarne la longevità.

In questo caso ho voluto deliziarmi con una bottiglia di Primitivo di Gioia del Colle doc che ha sulle sue spalle ben 12 anni di invecchiamento. Più volte ho avuto il piacere di degustare il Fatalone, vino forte come forti sono le mani dei nostri vignaioli pugliesi, un vino ricco e complesso che si abbina facilmente ad una cucina territoriale pugliese ricca di gusto.

Andiamo a scoprire insieme questo grande Primitivo Biologico.

NOME: Fatalone Primitivo di Gioia del Colle doc
AZIENDA PRODUTTRICE: az. Agr. Pasquale Petrera
VITIGNO: 100% primitivo da uve biologiche
GRADAZIONE ALCOLICA: 15%
ANNATA: 2006
CATEGORIA DI PREZZO: 13-20 €
VOTO: 92/100
VISTA: rosso tendente al granato luminoso.
NOTE OLFATTIVE:Gran trionfo di profumi, in primis note fruttate mature, ricordano l'amarena e la prugna, la prima sotto spirito la seconda in confettura. Rigirando il calice emergono note di cuoio e note balsamiche che richiamano sentori di erba medica. Chiudo questa meravigliosa analisi olfattiva con note di pasticceria con richiami di mandorle zucchero e cannella.
GUSTO: sorprende l'ottimo peso e il corpo che riempiono la bocca rendendola ricca di gusto e calore. Ben equilibrato nei tenori zuccherini, in bocca ripercorre esattamente l'esame olfattivo passando a pieni voti l'esame sulla corrispondenza. La persistenza è infinita e il tannino elegantissimo. Fantastico vino complimenti al produttore.

Abbinamento: ragù di cinghiale, arrosti e carni di tagli pregiati alla brace.

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice
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giovedì, gennaio 19, 2017

OCM Vino, Di Gioia: "Primi interventi di aiuto per le aziende vitivinicole pugliesi"

BARI - “Primi aiuti concreti per le aziende vitivinicole pugliesi, posti in essere dalla Giunta regionale, in un momento particolarmente difficile, dopo le gelate della prima decade quest’anno”.
Lo dice l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia, sottolineando che “per l’attuazione d’interventi di ristrutturazione e riconversione di vigneti atti a produrre vini di qualità, è stato approvato l’atto di ammissione a finanziamento per circa 9,5 milioni di euro destinati a 192 aziende vitivinicole pugliesi, ammettendo all’istruttoria ulteriori 141 domande di aiuto per oltre 3 milioni di euro”.

“I provvedimenti  - spiega - sono stati approvati in una fase di notevole difficoltà per le aziende pugliesi messe in ginocchio dagli ultimi eventi atmosferici del 5, 6 e 7 gennaio scorsi con incalcolabili danni subiti alle colture, agli allevamenti e alle strutture e da una crisi strutturale di mercato e di lavoro che perdura da tempo”.

La concessione delle provvidenze previste dall’OCM – organizzazione comune del mercato - Vino per Regione Puglia per l’anno 2017, ammontano complessivamente a 27 milioni di euro di cui 13 circa per l’azione di Ristrutturazione e riconversione vigneti e la restante parte per l’attuazione degli interventi previsti dalle Misure investimenti, promozione dei vini sui mercati dei Paesi Terzi e Vendemmia Verde.

“L’immediata disponibilità delle risorse liberate – conclude - e la richiesta dello stato di crisi (approvato con Deliberazione di Giunta regionale n. 5  del 12 gennaio 2017) già trasmessa al Ministero delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali per l’emanazione del decreto nazionale di declaratoria dello stato di calamità naturale per i danni subiti nei primi giorni di gennaio, rappresentano le prime azioni concrete per reagire e porre le imprese agricole pugliesi in una prospettiva positiva per affrontare la prossima campagna agraria”.
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martedì, gennaio 17, 2017

'Rosso Mediterraneo', in un calice tutta la bellezza made in Puglia

TARANTO - Rosso Mediterraneo, in un calice di Primitivo di Manduria la semplicità della bellezza made in Puglia. Questo è il concept della nuova campagna del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria ispirato al legame tra il grande vino pugliese e il suo territorio, le sue origini, la qualità, ma anche la sua gente e i suoi valori.

Un viaggio che racconta la poesia di un uomo mentre attraversa con emozione il fascino dei luoghi e incontra maestranze, panorami mozzafiato, vecchi vigneti, prodotti tipici e saperi  per poi ritrovarsi, appagato e arricchito, a brindare con una bottiglia di buon Primitivo di Manduria insieme alla sua famiglia.

Un video che rappresenta in maniera chiara il terroir da cui ha origine il Primitivo di Manduria, terroir così suggestivo e ricco di cultura.

Il filmato nasce dall’intenzione di celebrare la magia del vigneto Puglia e di tutto ciò che esso contiene a partire dalle monumentali masserie, imbiancate a latte di calce, i muretti a secco, il rosso porpora del Primitivo e gli insediamenti rupestri di Taranto e di Brindisi. E ci regala emozioni autentiche di una zona che produce qualità, in un calice di vino.

“Un progetto che vuole invogliare la gente a visitare i nostri luoghi e le nostre cantine. - dichiara Roberto Erario, presidente del Consorzio – Il Primitivo di Manduria è più che un vino, è il suo territorio. Abbiamo la fortuna di vivere in una terra di produzione magnifica fatta di gente autentica che ha voglia di crescere.  C’è un grande vino dove c'è un grande territorio e per questo vorrei ringraziare tutti gli attori, le imprese e le nostre aziende per aver permesso la realizzazione del nostro video che sarà proiettato alle fiere ed eventi internazionali”.

“Nel filmato - conclude Erario - abbiamo anche inserito il nuovo payoff Rosso Mediterraneo, una frase che si rifà al colore facilmente identificabile del Primitivo di Manduria. La tipica carica aromatica di bacca rossa e spezie, vestita di colore rubino, è la diretta proiezione di ciò che lo circonda. Ecco perché Rosso viene, in modo naturale, associato alla parola Mediterraneo”.

La campagna è stata affidata a un’agenzia di comunicazione di Grottaglie (Ta), Agenzia  Amigdala ed è stata girata in due mesi in varie location della Puglia.
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venerdì, dicembre 30, 2016

VINO DiVINO. Brindiamo al nuovo anno con Isimbarda

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - L'ultimo dell'anno gioie e dolori porta via. Il miglior modo di festeggiare a Capodanno è con le bollicine, rigorosamente italiane. Le bollicine che ho selezionato per voi con l'aiuto del mio caro amico Guido non sono per niente banali, anzi tutt'altro. Lo spumante che vi presento oggi viene dalla Lombardia, ma da una zona forse meno conosciuta nella nostra regione rispetto alla Franciacorta, infatti Isimbarda produce metodo classico nell'Oltrepò Pavese raggiungendo risultati ai limiti della perfezione. Care lettrici e cari lettori vi auguro di incominciare un 2017 all'insegna del brio e della felicità, senza mai eccedere e ricordandovi di non mettervi alla guida se avete bevuto.

L'Azienda Vitivinicola Isimbarda, situata nel cuore dell'Oltrepò Pavese, deve il suo nome all'antica famiglia dei marchesi Isimbardi, patrizi lombardi divenuti feudatari del "tenimento" di Santa Giuletta alla fine del secolo XVII. Soprattutto don Luigi Isimbardi, che nell’Ottocento amava la cascina Isimbarda quanto il suo maestoso palazzo di Milano, fu un ottimo viticoltore e precursore di moderne tecniche di produzione.

Nome: Isimbarda Premiere Cuvee Metodo Classico docg
Azienda Produttrice: Isimbarda
Sboccatura: Febbraio 2016
Vitigno: Pinot Nero 100%
Gradazione alcolica: 12%
Prezzo: 25-30 €

Vista: giallo paglierino con riflessi verdognoli, perlage finissimo ed elegante le bollicine risalgono costantemente verso l'alto

Naso: salgono al naso sentori di lemongrass, sentori citrini, lievi e raffinati sbuffi floreali ricordano i gigli, il fruttato ricorda la mela Grammy Smith, leggerissimi sentori di burro addolciscono il nostro esame olfattivo, che ci fa salivare e ci spinge verso un assaggio quasi obbligato.

Bocca: l'acidità è marcata e gustosissima, sembra di aver morso una mela verde, le bollicine non sono mai invadenti ed accarezzano lingua e palato sinuosamente, sapidità straordinaria, limpido pulito, asciutto uno spumante straordinario che si manifesta in una persistenza infinita.

Abbinamento: pane di segale bio, burro d'Irlanda e alici del Mar Cantabrico.

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domenica, dicembre 25, 2016

VINO DiVINO. Un bio Natale a tutti, dalle Terre del Gargano!

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Finalmente è arrivato il Natale, la nascita di nostro Signore Gesù Cristo infonde speranza nei cuori degli uomini. E' di speranza che abbiamo bisogno nei tempi duri nei quali l'intera umanità è costretta a vivere e così il riunirsi, lo stare insieme in famiglia intorno ad una tavola imbandita a festa, ritornano fondamentali per ricercare quel senso di calore e sicurezza che aldilà delle pareti domestiche non sentiamo.

Con immenso piacere, colgo l'occasione di fare ad ognuno di voi, cari lettori, gli auguri di un sereno Natale e possa trionfare in voi la fiamma della speranza. Ma a Natale si sa è il momento di aprire degli ottimi vini, così ho pensato di non lasciarvi a bocca asciutta dedicando la mia recensione ad un prodotto di sicura eccellenza pugliese.

Terre del Gargano, terre di cantori, di natura indomita di tradizioni ben ancorate sulla viva roccia a volte selvaggia e rude che si scontra col mare ed i suoi maestosi venti. È in questo territorio, dall'incontro di ogni singolo fattore che rende nobile ogni frutto coltivato su questa terra, che nasce nel 1950 l'azienda Cantine Losito, un'azienda che ha deciso di valorizzare il terroir dedicandosi all'agricoltura biologica. Andiamo presto a scoprire gli ottimi vini prodotti dalle Cantine Losito.

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ 
Nome: Cabernet Sauvignon Puglia IGP
Azienda Produttrice: Cantine Losito Leonardo
Uvaggio: Cabernet Sauvignon 100%
Annata: 2014
Gradazione Alcolica:13,5 %
Categoria di prezzo: 13-18 euro

Vista: rosso tendente al granato, luminoso e brillante

Naso: note di miele e ciliegia solleticano il naso, una leggera spaziatura ricorda i chiodi di garofano e la cannella, sbuffi di grafite e liquirizia divagano leggiadre al rigirarsi del calice, note di peperone crusco e lievi sentori balsamici chiudono un interessantissima analisi olfattiva.

Bocca: spicca un'ottima acidità preludio di buona longevità e possibilità di invecchiamento di quest'ottimo vino,di medio peso. Il frutto si fa più nero e maturo e in bocca si avvertono distintamente note fruttate come la prugna, il ribes ed il mirtillo, il tannino è giovane e desideroso di esprimersi, la persistenza aromatica è lunga, ottimi aromi retronasali.

Abbinamento: Il primo infornato del pranzo di Natale, la pasta al forno o le lasagne preparate dalla nonna, il brasato, l'arrosto o anche dell'ottima carne alla brace.

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ 
Nome: Fiano Puglia IGP
Azienda Produttrice: Cantine Losito Leonardo
Uvaggio: Fiano 100%
Annata: 2015
Gradazione Alcolica:12,5 %
Categoria di prezzo: 13-18 euro

Vista: Giallo paglierino con riflessi dorati

Naso: Freschezza assoluta, sembra quasi di respirare i venti che spirano sul Gargano da nord, sentori complessi e ben marchiati, spicca in un fruttato sorprendente la mela verde, sentori floreali richiamano la memoria alle ginestre, rigirando il bicchiere si avvertono lievi sentori balsamici che ricordano il rosmarino, la salvia e la menta piperita.  Toni dolciastri ci ricordano lontanamente il pandolce in lievitazione.

Bocca: Ottima acidità e sapidità che si coniugano magnificamente in un ottimo peso legandosi perfettamente ad una persistenza aromatica straordinariamente lunga. La corrispondenza aromatica è pressoché totale, davvero un grande bianco di Puglia.

Abbinamento: sbizzarritevi durante la vigilia con il pesce sia crudo che cotto, ricordando il precetto cristiano dell'astinenza (gioiosa) dalle carni. 

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venerdì, dicembre 16, 2016

Successo per i rosé di Puglia a New York: nel 2017 importante progetto con l'America Chambre of Commerce di NY

NEW YORK - Il vino rosato pugliese si è ricavato un posto speciale negli Stati Uniti. L’associazione ‘Puglia in rosé’ è volata nella ‘Grande Mela’ e ha stregato tutti con una selezione di etichette pugliesi durante gli esclusivi eventi culturali newyorkesi: la prestigiosa festa del ‘Christmas Party’ al Metropolitan Museum of Art, cuore della cultura americana, il wine party all’Istituto italiano di Cultura di NYC per l’inaugurazione della mostra dedicata all’artista Guido Cagnacci (e la collezione della Flick Collection), un wine dinner per la clientela del rinomatissimo ristorante ‘Le Cirque’ (dove e stato presentato anche un vino del giornalista Bruno Vespa), un wine tasting allo Yacht Club di New York e al Century Club per i loro soci.

Con l’intento di creare una rete di vendita di vini rosati pugliesi basata su una programmazione a lungo termine, l’associazione ha avviato un’operazione commerciale di ampio respiro internazionale canalizzando le ottime recensioni raccolte in 15 giorni di eventi: anche nel 2017 l’associazione ‘Puglia in rosé sarà impegnata per una intera settimana nel ‘Discovery Rosè Wine Tour’, sette tappe con sette eventi a New York seguiti dai più importanti network di importatori e distributori che consentiranno una vera e propria penetrazione nel mercato newyorkese, finora appannaggio del mercato francese.

«L’obiettivo è diffondere la cultura del bere italiano – spiega Lucia Nettis il direttore dell'Associazione - in particolare quella del vino rosato che rappresenta per la nostra regione un perfetto ambasciatore di eccellenza, tradizione e storia del vino pugliese: ho voluto un approccio culturale per conquistare questo mercato e penso di aver trovato la strada giusta. Saremo presenti a Miami a febbraio al famosissimo Southern Festival Wine & Spirits a Miami Beach; a maggio allo ‘Smart CITY Export’' organizzato a New York con l’idea di creare uno spazio ‘made in Apulia’ per stimolare un’economia più collaborativa tra i vari settori produttivi e incentivare la social innovation. In questa operazione ci avvarremo della collaborazione pugliese di un membro dello staff del sindaco di New York Bill de Blasi».

Tutti gli incontri sono curati nei programmi dalle agenzie americane: l'ICE di New York, la Italy - America Chambre of Commerce di New York, la Giosetta Capriati PR Lcc, la ABLE & Gabriella WINES Lcc, e altre importanti compagnie del settore Food & Wine.
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giovedì, dicembre 15, 2016

VINO DiVINO. Felice Ceci il Re indiscusso delle feste natalizie

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Continua il nostro viaggio tra i vini che non possono mancare sulle tavole degli italiani a Natale. Oggi torniamo in Puglia e precisamente ad Andria, a pochi passi da Castel del Monte, dove la famiglia Ceci con passione e dedizione si dedica alla cura della terra fin dal 1819. Cura della terra che in questo caso vuol dire rifiutare la chimica nei campi, i concimi di sintesi, seguire le fasi lunari e prestare la massima attenzione ad ogni respiro che madre terra compie.

Infatti, Giancarlo Ceci, pionieristicamente, mentre qualche pagliaccio faceva morire persone con il vino al metanolo, intuisce nel lontano 1988 che la strada da seguire era quella tracciata nel solco della tradizione dai nostri padri, armonizzarsi tutt'uno con la natura, produrre biologico e successivamente biodinamico è stata una sfida vinta ed i risultati come leggerete dalla mia recensione sono tutti a favore di Giancarlo.

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★
Nome: Felice Ceci
Azienda Produttrice: Agrinatura SRL
Uvaggio: Nero di Troia 100% da uve biologiche
Annata: 2008
Gradazione Alcolica: 13,5%
Categoria di prezzo: 22-28 €
Colore: Granato con riflessi purpurei

Naso: Ingresso soave con richiami alle ciliegie sotto spirito, note di tabacco da pipa stuzzicano il nostro olfatto addolcite da toni di confettura di more e cacao vanigliato indice di un buon utilizzo del legno. Rigirando il bicchiere nuovi sentori saltano al naso richiamando la nostra memoria verso ricordi di prugna, cuoio e sella di cavallo sudata Ancora emozioni si esprimono con sbuffi di  paprica, chiodi di garofano e note balsamiche. Sorprendenti le mille sfaccettature di questo Nero di Troia

Bocca: ingresso sinuoso mai eccessivo elegantissimo, di buon corpo e calore, tannino docile e addomesticato a dovere, ottima acidità sorprendente, sinuoso elegantissimo, sorprendente, corrispondenza aromatica perfetta lunghissima persistenza.

Abbinamento ravioloni ripieni di magro con fonduta di caciocavallo Podolico e Pepe. 

Ingredienti per 4 persone:
Per il ripieno
300 g di trito di vitello magro
80 g di pecorino grattugiato pugliese
sale, pepe, noce moscata, qb

Per i ravioloni
2 uova
160 g di farina di semola
40 g di farina 00
un pizzico di sale

Per la fonduta
250 ml di panna naturale
250 g di caciocavallo Podolico a scaglie
pepe qb

Procedimento:

Preparate i ravioli creando una piccola montagnetta nella quale scaverete un buco con le vostre mani per potervi inserire all'interno le uova e il pizzico di sale, a questo punto è arrivato il momento di impastare con forza finché non otterrete un impasto liscio e compatto,  dopo quest'operazione copritelo con una pellicola e lasciatelo riposare a temperatura ambiente.

Preparate il ripieno di magro impastando il trito di vitello magro, il pecorino pugliese grattugiato e aggiungendo a piacere sale, pepe e noce moscata.

Per la fonduta riscaldate fino a fare quasi bollire la vostra panna e solo dopo aver spento il fornello aggiungete il caciocavallo Podolico a scaglie e abbondante pepe, mescolate bene fino al completo scioglimento del formaggio.

Stendete la pasta con l'ausilio di un mattarello o se preferite con una macchina per la pasta, una volta ottenuta una sfoglia liscia e sottile intagliatela a forma circolare con l'aiuto di un “cuppapasta” o una formina. Stendete al centro del vostro cerchio di pasta una pallina d'impasto di magro, chiudete il vostro raviolo con un altro cerchio di pasta e con l'ausilio di una forchetta sigillatene i bordi, ripetete l'operazione fino all'esaurimento degli ingredienti.

Cuocete i vostri ravioli ripieni di magro per circa 6-7 minuti in abbondante acqua salata, serviteli saltandoli in padella con la fonduta di caciocavallo Podolico.

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martedì, dicembre 13, 2016

Vino: "Primitivo ambasciatore di Puglia nel mondo"

BARI - "Non è più una sorpresa ma piuttosto una piacevolissima conferma: il Primitivo consolida il suo ruolo di ambasciatore della Puglia nel mondo". Sono le parole con le quali il senatore Dario Stefàno, capogruppo in Commissione Agricoltura del Senato, commenta la presenza dell'unico vino pugliese, il Primitivo di Manduria Dop 2014 prodotto da Claudio Quarta Vignaiolo, all'interno della Top 100 di Wine Spectator 2016, una delle classifiche più attese del settore enologico.

"Ho partecipato a numerose iniziative dell'azienda Claudio Quarta, apprezzandone la passione, il lavoro e la visione non comuni con cui ci si impegna nella produzione di un vino di qualità capace di portare con sè i tratti identitari della nostra terra e della nostra cultura per raccontarli al mondo. Questo riconoscimento - conclude Stefàno - premia non solo i tanti sacrifici dei produttori ma anche le ambizioni e gli sforzi delle politiche pubbliche regionali di questi anni sviluppate con un unico obiettivo: dare sostegno alla vocazione del nostro territorio".
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giovedì, dicembre 08, 2016

VINO DiVINO. Inizia il nostro viaggio tra i vini che non possono mancare sulle tavole degli Italiani

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Finalmente è arrivato il periodo natalizio amato da grandi e piccini, un periodo in cui si riscopre il piacere dello stare assieme, il piacere di vivere con gioia e serenità le feste in famiglia riuniti intorno a grandi tavolate circondati dalle prelibatezze che il nostro bel paese offre. Natale arriva una volta l'anno e i consumatori, ben consci di ciò, prediligono concedersi qualche sfizio in più, facendo molta attenzione alla qualità. Per questo, cari lettori, ho deciso di guidarvi in queste settimane che precedono le festività prendendovi per mano e stilando una piccola classifica dei vini che non possono mancare sulle tavole degli italiani a Natale.

Partiamo dal primo vino, un bianco friulano tra le eccellenze dei bianchi del nord Italia

"E' facile intuire che la storia di Livio Felluga e del suo vino si intreccia con la storia di quella particolare terra che circonda l'estremo nord est dell’Adriatico, il punto di contatto fra il Mediterraneo e l'Europa centrale. Storia di confini più volte cambiati, imperi scomparsi, guerre che sono passate, storie di genti che qui si sono fermate.

E' la storia di una famiglia che è passata attraverso due guerre mondiali, è vissuta nell'Impero Austroungarico prima e nel giovane Regno d'Italia poi, ha abitato sulla costa rocciosa della penisola istriana e nella Grado lagunare, per stabilirsi quindi sui dolci contrafforti delle colline del Friuli.

Il ritorno in Italia non fu facile per i reduci della Seconda Guerra Mondiale, soprattutto per chi aveva lasciato la famiglia in questo martoriato angolo dell'Adriatico. Lo ritrovarono non più fiera testa di ponte dell'Europa: i confini fisici, politici ed etnici erano cambiati, stravolti per sempre, come lo stesso paesaggio agricolo e sociale della collina.

La popolazione contadina se ne stava andando, impoverendo la terra e abbandonando colture, valori e tradizioni ad essa legati.

Livio Felluga dovette intraprendere una nuova battaglia per far risorgere la collina, convinto che solo la rinascita della coltivazione di qualità poteva riportare la vita nella campagna friulana.

Con grande coraggio cominciò a risistemare i vecchi vigneti e ad impiantarne di nuovi, introducendo idee e metodi innovativi.

Un lavoro duro fatto con grande caparbietà e passione che lo porterà nel corso degli anni a creare una delle più belle e significative realtà aziendali, acquisendo a pieno diritto il titolo unanimemente riconosciutogli di rifondatore della tradizione enoica friulana".

Nome: Livio Felluga Pinot Grigio
Azienda produttrice: Livio Felluga
Vitigno: Pinot Grigio
Annata: 2015
Categoria di prezzo: 18-25 €

Vista: giallo paglierino con riflessi verdognoli
Naso: dolci note di frutta tropicale si innalzano verso  le narici richiamando alla nostra memoria olfattiva dolci note di ananas. Finissimi sentori di mela verde croccante, si dissolvono perdendosi in sentori floreali  che ricordano i gigli.

Bocca: sorprende la sua ottima acidità in bocca è rotondo pieno e asciutto, esatta corrispondenza aromatica e lunghissima persistenza grande appagamento sensoriale.

Abbinamento: Spaghetto pane raffermo, colatura di alici di Cetara e burro di Normandia. 

Ingredienti per 4 persone:
280 g di spaghetti (Gragnano)
80 g di burro di Normandia
3 cucchiai di colatura di alici di Cetara
150 g di pane raffermo
olio evo, sale, pepe, rosmarino e salvia qb

Procedimento:
Grattugiate e setacciate il pane raffermo, tritate finemente le spezie unitele al pane raffermo setacciato e in una padella antiaderente tostate il tutto a fuoco lento.
In abbondante acqua salata fate cuocere gli spaghetti, scolateli ancora molto al dente e continuate a farli cuocere in parte della loro acqua di cottura unita ad olio evo, colatura di alici e un pizzico di pepe. Saltate con burro e spolverate con il pane raffermo aromatizzato, servite e gustateli ancora fumanti.

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice
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martedì, novembre 29, 2016

I vini rosati di Puglia fanno passerella agli esclusivi eventi culturali di New York

NEW YORK - New York chiama e la Puglia risponde. A volare oltreoceano saranno gli speciali vini rosati delle cantine pugliesi dell’Associazione ‘Puglia in Rosè’ rappresentata da Lucia Nettis per una serie di eventi culturali esclusivi organizzati nella Grande Mela in collaborazione con l’agenzia ‘Giosetta Consultants’ dell’italo-americana Giosetta Capriati, rappresentate onoraria della ‘American Chamber of Commerce in Italy.

Il primo appuntamento è fissato il 2 dicembre all’istituto italiano di Cultura di New York, a Park Avenue, in occasione dell’inaugurazione di una mostra dedicata al genio di Guido Cagnacci. Il suo capolavoro ‘Cleopatra Morente’ sarà in esposizione per un mese all’Istituto Italiano di Cultura di New York, che ha voluto dare risalto ai vini rosati pugliesi proponendo il binomio vino e arte, un legame nel quale l’associazione crede fermamente.

«Dopo Cannes gli standard per promuovere il vino rosato di Puglia diventano sempre più alti – spiega la direttrice dell’associazione Puglia in Rosé Lucia Nettis – ma ci siamo riusciti arrivando a New York attraverso la porta principale dell’Istituto di Cultura. E’ veramente un privilegio per un’associazione pugliese di vini essere invitati agli esclusivi eventi newyorkesi promuovendo le etichette che rendono la nostra regione una garanzia di qualità».

Il secondo appuntamento è il 6 dicembre nel famosissimo Metropolitan Museum per il ‘Christmas Party’, l’esclusivo evento mondano in cui i vini rosati e rossi della Puglia saranno degustati dalle personalità delle istituzioni culturali newyorkesi e da un pubblico prestigioso, attentamente selezionato.

Il Party si svolgerà nella sezione medievale del museo, dove - come da tradizione americana - verrà allestito un bellissimo e maestoso albero di Natale di oltre 5 metri sotto un magnifico presepe napoletano. Inoltre i vini rossi e rosati della nostra terra saranno di scena, in maniera del tutto esclusiva, agli appuntamenti dei general manager dei servizi ristorativi di club e circoli esclusivi di New York.
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giovedì, novembre 17, 2016

VINO DiVINO. Nonna Cecca nell'Olimpo dei migliori Primitivi pugliesi

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Ci sono vini che suscitano emozioni, richiamano alla mente ricordi di casa, il sole liquido della Puglia si chiama Primitivo, vino che nelle mani sapienti dell'azienda Fabiana diventa intenso, corposo ed elegante guadagnandosi un posto nell'Olimpo dei migliori primitivi di Puglia.

Scopriamo insieme quest'ottimo vino che esprime al meglio la rubiconda gioiosità di noi pugliesi.

NOME: Nonna Cecca
AZIENDA PRODUTTRICE:  Azienda Agricola Fabiana
VITIGNO: Primitivo 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 14,5%
ANNATA: 2012
CATEGORIA DI PREZZO:20-25€
VISTA:  Luminoso, color rosso veneziano a tratti impenetrabile tendente al granato.
NOTE OLFATTIVE: Intenso e fruttato, note di prugna tendenzialmente passita solleticano le narici, richiamandoci dolci ricordi di fichi mandorlati, carrube e pasticceria natalizia, sul finale tocchi di vanigliati si mescolano intensamente e fave di cacao tostate  che invitano ad un corposo e consistente assaggio.
GUSTO: Corposo, avvolgente e armonico di ottimo peso e calore. In bocca il fruttato esplode in mille sfaccettature di frutta fresca e passita, more prugne mandorle, la dolcezza è delicata e mai invadente, il tannino è fine, la persistenza lunghissima gli aromi retronasali fantastici.

ABBINAMENTI: Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un piatto tipico domenicale pugliese la braciola di cavallo al ragù , in ogni caso il vino è ottimo da solo come vino da meditazione.

Ingredienti per 4 persone:
4 fette di muscolo di cavallo
100 g di lardo di maiale
120 g di pecorino
4 spicchi d'aglio
1 cipolla
1 cipolla
1 l di passata di pomodoro
 ½ bicchiere di Nonna Cecca,
peperoncino, sale, pepe, prezzemolo, olio evo q.b.

Stendete le fette di cavallo su un tagliere di legno, salate e pepate a piacere. Dividete il lardo e il pecorino in 4 cubettoni e metteteli al centro della fetta di carne. Aggiungete del peperoncino a piacere e uno spicchio d'aglio per ogni braciola (se vi piace) e un ciuffo di prezzemolo, chiudete la braciola arrotolandola su se stessa e bloccandola con degli stuzzicadenti o del filo alimentare. Preparate un soffritto con olio evo e cipolla tritata finemente, lasciate appassire la cipolla ed aggiungete le braciole stando attenti a non farle aprire nella pentola, lasciatele cuocere su tutti i lati e sfumate con il mezzo bicchiere di Nonna Cecca, dopo aver fatto evaporare il vino rosso aggiungete  la passata di pomodoro (meglio se fatta in casa) salate e lasciate cuocere lentamente per circa 5/6 ore. Potete utilizzare il ragù per condire la vostra pasta fatta in casa.

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giovedì, novembre 10, 2016

VINO DiVINO. La Malvasia Nera Salentina, il sole d'inverno della nostra Puglia

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Torniamo a Manduria per parlarvi di un vitigno autoctono, la Malvasia Nera, in forte ascesa tra i wine lovers. Il fruttato, la pronta beva e la facilità di approccio agli ottimi vini prodotti da Malvasia Nera sono un'arma di marketing vincente per conquistare fette di mercato attente agli aspetti sopraelencati.

Andiamo a scoprire una delle migliori rappresentazioni di questo vitigno, scoprendone e assaporandone tutte le qualità organolettiche.

NOME: Malvasia Nera Felline Salento igp
AZIENDA PRODUTTRICE:  Felline
VITIGNO: Malvasia Nera 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 13,5%
ANNATA: 2014
CATEGORIA DI PREZZO:9-15€
VISTA: Rosso rubino luminoso
NOTE OLFATTIVE: Caldi e suadenti aromi vinosi e fruttati ricordano la prugna e la ciliegia fresca, tocchi di spezie ricordano cannella chiodi di garofano e zenzero.
GUSTO: In bocca è corposo, riccamente complesso di ottimo peso con tannino mai rasposo. Una leggera dolcezza spinge verso l'assaggio che richiama la corrispondenza aromatica con l'esame olfattivo. Lunga persistenza.
ABBINAMENTI:Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un ragù bianco di coniglio al pepe di Jamaica.

Ingredienti per 4 persone:
400 g di polpa di coniglio
1 cipolla
1 carota
1 sedano
½ bicchiere di Malvasia Nera
500 ml di brodo vegetale
Alloro, salvia, rosmarino, pepe di Jamaica, menta, erba cipollina, olio evo q.b.

Preparazione:

Create una dadolata con sedano, carota e cipolla e mettete a soffriggere con poco olio evo ed una foglia di alloro, tagliate la polpa di coniglio a pezzettoni e unitela al soffritto, lasciate soffriggere a fiamma moderata finché la polpa non risulterà ben cotta da tutti i lati, aggiungete salvia, rosmarino, erba cipollina e abbondante pepe (pimento) di Jamaica, sfumate con il vino lasciate evaporare lo stesso ed aggiungete il brodo caldo, lasciate cuocere lentamente per circa 1,5 ore.
Potete utilizzare il ragù con abbondante formaggio su fette di polenta grigliata, sulle bruschette di pane o anche per condirci un ottima pappardella di pasta fresca. Buon appetito!

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giovedì, ottobre 20, 2016

VINO DiVINO. Giovani e vino, parliamo con Elena giovane vincitrice del concorso 'Miglior Sommelier 2016'

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Oggi per la rubrica Vino diVino ho intervistato la giovane campionessa del concorso “Miglior Sommelier Junior 2016”, Elena Sblendorio. Premetto che è difficile parlare del tema alcool e giovani e nell'intervista non traspare alcun invito ai giovani a fare uso, talvolta smisurato, di bevande alcoliche, ma il vino non è solo alcool ma anche cultura e rappresenta per l'Italia una delle maggiori possibilità in termini di ripresa economica.

E' giusto avvicinare i giovani al mondo enoico, ma è anche giusto informarli sui pericoli che un uso fuori limite di bevande alcoliche può causare alla nostra salute. Le associazioni di settore non fanno altro che spronarti, a centellinare il consumo del vino, seguendo la regola del poco ma buono.

Ricordo con particolare affetto il maestro Enzo Scivetti che durante i corsi di assaggiatore ci redarguiva quando bevevamo tutto il vino da valutare. Io stesso sono stato abituato durante i concorsi a “sputare”, non potendo bere tutti i 20 o 30 vini in degustazione. Detto ciò, lasciamo spazio alla nostra Elena che ci parlerà di lei dei suoi sogni e delle sue ambizioni.

1. Come ti sei avvicinata al mondo del vino?
Quando ero piccina, ho un dolce ricordo di mia nonna Teresa che veniva a prendermi da scuola e non appena arrivavamo a casa e mi sedevo a tavola per mangiare. Mio nonno apriva subito la bottiglia di vino e me ne versava una goccia nel bicchiere mischiato con tantissima acqua, ovviamente a me la cosa non dispiaceva e così conservo nel cuore questo dolce ricordo. Il mio primo approccio professionale con il mondo del vino è avvenuto tramite la mia scuola, l'I.P.S.S.A.R. Istituto Alberghiero di Molfetta,  a tal proposito approfitto delle pagine del vostro giornale per ringraziare il Dirigente scolatico Prof. Antonio Natalicchio e i docenti di Sala Bar e vendite, Sergio Nocco, Gerardo Pepe, Marcello Mastrodonato, Nicola Chiapperini, i quali mi hanno trasmesso la loro cultura, insegnandomi l'arte del vino, trasmettendomi la loro passione e facendomi capire che quando si parla di vino, si parla di un altro mondo, tutto da scoprire.

2. Parlaci di te...
Intraprendente, umile, vivace, forte e determinata...forse questi sono alcuni degli aggettivi in cui mi riconosco. Mi piace relazionarmi con le persone, conoscerle, ascoltare il loro modo di pensare; amo viaggiare e scoprire le culture diverse di ogni territorio, iniziando proprio dal vino. Difatti quest'estate, tramite l'esperienza che ho fatto in un ristorante stellato, precisamente a Villa D'Amelia (CN), ho avuto modo di assaporare i tanto conosciuti e apprezzati vini piemontesi (Barolo, Barbera, Asti, Dogliani ecc.) arricchendo così il mio bagaglio professionale e mettendoli a confronto con quelli pugliesi, scoprendo così le caratteristiche del territorio delle Langhe.

3. Come dev'essere un vino per meritare le tue attenzioni?
Diciamo che io di vino ne devo ancora bere, nel senso che da poco mi sono inserita in questo mondo, sono ancora all'inizio e ho ancora tantissimo da imparare, da assaggiare e degustare. Per quanto riguarda le mie predilezioni e basandomi sui vini che ho assaggiato fino ad ora, ho notato che (relativamente ai rossi) preferisco un vino pronto, a proposito dello stato evolutivo, dotato di un bel colore vivace. Portandolo al naso mi piace sentire nel suo intenso profumo note speziate, che ricordano la cannella, la vaniglia, il pepe nero; ma anche profumi fruttati, quali prugna, amarena e piccoli frutta rossi. Per me un vino deve inoltre risultare morbido ed elegante, con quella tannicità “nobile”che ti fa venir voglia di sorseggiarlo ancora.

4. Vini e giovani: qual è il modo migliore per avvicinare i tuoi coetanei al bere responsabilmente questa bevanda?
Beh, il mondo dei giovani è un mondo alla scoperta di nuove esperienze, fatte a volte in modo superficiale, come lo è anche l'approccio con il vino e gli alcolici in generale. Il loro scopo è solamente quello di inebriarsi e, a volte, non prevedendo le conseguenze negative che questo provoca. L'unico loro pensiero è quello di divertirsi. Riguardo questo argomento ci sono state purtroppo svariate morti causate da abuso di alcool, e nella sfera dei miei amici è capitato che uno di loro, per aver abusato di alcool, ha subito in incidente stradale e ha rischiato la propria vita. E questo non sta bene. Io penso che questo problema si potrebbe risolverlo portando a conoscenza i rischi che l'assunzione di bevande alcoliche provocano. Pertanto i ragazzi devono essere educati a fare prevenzione sia in ambiente familiare sia in quello scolastico, discutendo dei rischi a cui si va incontro se non si pone limite a “bere”e contemporaneamente far conoscere le bevande che si assumono entrando in merito alle loro caratteristiche (dosi consigliate, come sono fatti, il grado di alcolicità, provenienza, ecc,)

5. Quali sono i tuoi progetti futuri? 
Sinceramente non ho un progetto gia' stabilito anche perché c'è ancora tempo per decidere cosa fare, dato che le strade che offre il vino sono veramente tante. Intanto sto frequentando i corsi A.I.S. per diventare Sommelier e poi si vedrà. Valuterò la strada migliore da intraprendere. Di sicuro il mio obbiettivo è arrivare in alto.

6. Hai un sogno nel cassetto? 
Sì, continuare a partecipare ai vari concorsi che l'A.I.S. organizza, sperando di arrivare sempre più in alto.

7. Hai un vino pugliese che porti particolarmente nel cuore? 
Sì, il Primitivo di Manduria ES di Gianfranco Fino. Quando me lo chiedono spesso ironizzo dicendo che sono le iniziali del mio nome e cognome: Elena Sblendorio. Questo vino richiama molto le caratteristiche che ho descritto nella domanda (n. 3) riguardante come deve essere un vino per attirare la mia attenzione.

8. Fatti una domanda e datti una risposta 
Avresti mai pensato di riuscire ad arrivare fin qui? No, non me lo sarei mai aspettato, non avrei mai pensato di intraprendere questo settore e di riuscire a partecipare ad un concorso nazionale e uscirne vincitrice, prevalendo sui ragazzi delle altre regioni. Mi ero posta come obbiettivo arrivare tra i finalisti e poi, una volta riuscita, ho colto l'occasione dando il meglio di me stessa uscendone prima classificata. Questo per me è uno stimolo per continuare su questa strada.
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martedì, ottobre 18, 2016

Lecce, tutto pronto per la 4^ Edizione de 'La Festa della Castagna e del Vino salentino'

LECCE - Dopo il grande riscontro ottenuto dalle precedenti edizioni la Proloco di Melendugno(LE), grazie alla forte amicizia con la Proloco di Acermons della città di Latronico (Basilicata) , ha organizzato la quarta edizione della ‘Festa della Castagna’ abbinandola al vino salentino.

La Proloco di Acermons parteciperà con uno stand gastronomico dove presenterà i prodotti derivanti dalla castagna, senza tralasciare l’effetto culturale di vederli in abiti d’epoca. La presenza degli amici di Latronico è un’opportunità per entrambe le località, le quali, anche se lontane, per tre giorni condivideranno due prodotti principi come la castagna e il vino.

‘’La forza per proporre la festa della castagna e del vino salentino anche quest’anno – commenta la Proloco – ci è stata data dalle tante persone che l’anno scorso vi hanno partecipato, riconoscendo nella manifestazione, un clima festoso e magico, con odori e profumi originali del meraviglioso Salento’’. La scelta della Proloco di proporre questa manifestazione è stata anche quella di destagionalizzare l’offerta turistica, proponendo un prodotto tipico d’eccellenza che, nel periodo autunnale, ci dona l’amata terra salentina: il vino.

La novità di quest’anno vede la partecipazione della Pro Loco di Acermons della Città di Latronico ed il mercatino del gusto che si terrà nella giornata di domenica 30 ottobre, partendo dal mattino e dove si potranno degustare tante cose buone accompagnati da stornelli salentini e non solo. Stand gastronomici e tanta buona musica allieteranno le tre giornate della festa.
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mercoledì, ottobre 05, 2016

VINO DiVINO. La giovane imprenditrice Daniela Bardelloni, che ha puntato tutto sul 'Franciacorta'

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Abbiamo già parlato di Bardelloni Franciacorta, perciò ho deciso di far parlare lei... la bella e brava imprenditrice che ha deciso di buttarsi 'anema e core' in questa briosa avventura. (segue l'intervista)

NOME: Bardelloni Franciacorta Brut DOCG
AZIENDA PRODUTTRICE: Bardelloni Franciacorta
VITIGNO: Chardonnay 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 12,5%
ANNATA: Sboccatura 2011
CATEGORIA DI PREZZO:15-22€

VISTA: Giallo tenue quasi trasparente con riflessi verdognoli, perlage fine e persistente.
NOTE OLFATTIVE: Dolci note di crosta di pane uniti a sentori di burro e panettone, sottili tonalità di vaniglia accarezzano i sensi e si perdono in leggere note di fiori d'arancio.
GUSTO:  L'ingresso è sorretto da un'ottima acidità, la corrispondenza aromatica è buona i fiori d'arancio in bocca si trasformano in sentori di agrumi che lasciano spazio ad lunga persistenza.

ABBINAMENTI: Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un branzino scottato su crema di zucchine e burrata.

Branzino scottato su crema di zucchine e burrata

Ingredienti per 4 persone:

2 branzini da 400 g l'uno
400 g di zucchine
250 g di burrata
1 cipolla
olio evo, sale, pepe q.b.

Sfilettate i branzini e ricavatene 4 filetti. A parte lavate e tagliate a cubetti le zucchine e la cipolla, stufate il tutto in padella aggiustando di sale e pepe, appena le zucchine saranno lessate aggiungete la burrata tagliata a tocchetti e passate il tutto con un frullatore ad immersione. Riscaldate a fiamma viva una padella antiaderente, ungetela con un filo d'olio e mettete a scottare i filetti di branzino, prima dalla parte della pelle, premendo leggermente il filetto contro la padella farete in modo che la pelle sia croccante e buona da mangiare, ultimate la cottura del filetto aggiustate di sale e pepe. Impiattate mettendo la crema di zucchine e burrata in un piatto fondo e adagiatevi i filetti di branzino scottati.

Cara Daniela come è nata la tua passione per il vino?
La passione per il vino mi viene trasmessa in primis da mio fratello Davide, aveva un compagno di classe che possedeva una cantina in Franciacorta e tra visite e degustazioni mi ha iniziato ad entusiasmare il mondo vinicolo, poi il mio lavoro da rappresentante mi ha portato a conoscere realtà vinicole veramente importanti, ed era affascinante poter assistere a vendemmie, produzioni e partecipare a fiere come il Vinitaly..e da qua è iniziato il sogno di avere un giorno un'azienda tutta mia.

Parlaci di come è nata l'azienda Bardelloni e quali sono i vostri progetti futuri?
Nel 2010 insieme a Davide abbiamo iniziato a strutturare quello che era il nostro progetto per riuscire ad avere nel 2016 la nostra prima linea di Franciacorta. Progetti? C'è ne sono veramente tanti.
Sicuramente il più importante nel 2017 sarà aprire il canale estero, proprio per questo a fine ottobre saremo presenti al 21° Century Maritime Silk Road a Guangzhou in Cina, un'ottima opportunità per dare visibilità ai nostri prodotti anche nell'ottica della valorizzazione del made in italy nel mondo.

Secondo te la doc “Curtefranca” è oscurata dalla docg “Franciacorta”. Ci puoi parlare di quest'ottimo vino?
Sicuramente quando a una persona parli di Franciacorta la prima cosa che ricorda sono le bollicine.
Il Curtefranca rimane comunque un ottimo vino da tavola, un vino facile e beverino, adatto a tutti i palati

Parlaci di questo connubio Bici e Franciacorta...
Appena ho visto la prima bottiglia prodotta l'ho subito immaginata sul podio del giro d'Italia
Papà ex professionista e poi subito allenatore, fratello ex ciclista e per non farmi mancare nulla anche il mio fidanzato corre in bicicletta tra i professionisti.
Sono cresciuta a pane e biciclette questo spiega il perché di questo connubio!

Qual è il tuo vino pugliese preferito?
Senza dubbio ES PIU' SOLE di Gianfranco Fino

Hai un sogno nel cassetto?
Il mio sogno? Sapere che la gente brinda con il mio vino in tutto il mondo.

Fatti una domanda e datti una risposta
Intraprenderesti ancora questa strada?
Si, sempre più convinta!

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice
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martedì, ottobre 04, 2016

Lucera, record di visitatori per la Festa del Cacc’e Mmitte

LUCERA (FG) “Siamo molto soddisfatti, nonostante le condizioni del tempo siano state incerte, soprattutto nella seconda serata, la Festa del Cacc’e Mmitte si è confermato un appuntamento atteso e partecipato con visitatori da tutta la Capitanata e da oltre provincia”. E’ Alberto Longo, presidente del Consorzio Cacc’è Mmitte, a tracciare un bilancio della seconda edizione della Festa. “E’ stata venduta la stessa quantità di sacchette con calice della scorsa edizione, circa 1000 unità, ma naturalmente le persone che hanno effettivamente partecipato al percorso sono state molte di più”, ha aggiunto Longo.

“Un ringraziamento va alla delegazione AIS di Foggia che, con i suoi sommelier, ha svolto con grande professionalità il proprio compito dando un contributo determinante alla riuscita delle tre serate. Crediamo sia un dato molto positivo avere confermato e ampliato il successo dello scorso anno, creando in Piazza Duomo un afflusso di persone superiore a quello della scorsa edizione”, ha dichiarato il presidente del Consorzio.

“Ringraziamo l’Assessorato regionale all’Agricoltura, il Comune di Lucera, le Forze dell’Ordine e gli sponsor che ci hanno sostenuto: Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Banca Popolare di Bari, Banca Popolare di Milano, Marino Automobili, SEI Società Energia Italia, Di Leo Il Forno dei Desideri, Divella, Selezione Casillo e AIS Associazione Italiana Sommelier”. La Festa del Cacc’è Mmitte, da venerdì 30 settembre a domenica 2 ottobre, ha offerto un percorso di degustazioni e diversi spettacoli con il cabaret di Santino Caravella, il concerto di Tony Esposito, gli spettacoli di Caroselli Live Band e di Emanuela Aureli. La grande musica dei Beatles, reinterpretata dalla Jazz Studio Orchestra, il concerto di Moreno e il dj set di Marco Guacci e Claudia Cesaroni di Radionorba sono stati i magnifici protagonisti della serata finale.

Il Consorzio, riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole, e la Festa sono nati per valorizzare il Cacc’e Mmitte, un vino rosso DOP, che probabilmente “deve il suo nome dialettale – si legge sul sito vinidipuglia.com di Unioncamere e Regione Puglia - all'antica procedura di vinificazione: i proprietari delle tipiche masserie provviste di vasche per la pigiatura dell'uva davano in affitto le attrezzature per la vinificazione e le operazioni dovevano terminare entro la giornata di fitto per lasciare libere le attrezzature all'utilizzatore successivo. Pertanto un affittuario toglieva il mosto appena prodotto dalle vasche della tenuta ("cacce") per portarlo nelle proprie cantine, e un nuovo affittuario versava nelle vasche ("mmitte") la propria uva da pigiare.

L'area delimitata dal disciplinare, quasi esclusivamente legata al Comune di Lucera, è caratterizzata da un suolo argilloso o argilloso/limoso che possiede un'elevata capacità idrica a cui fa riscontro una bassa velocità di infiltrazione; si tratta pertanto di terreni con media capacità produttiva. Il vino si ottiene principalmente utilizzando uve Nero di Troia e, in quantità inferiori, Montepulciano, Sangiovese e Malvasia nera. È obbligatoria una piccola percentuale di blend con uve a bacca bianca e specificatamente Trebbiano, Bombino bianco e Malvasia bianca. Il Consorzio, nato per rilanciare anche qualitativamente la produzione del Cacc’e Mmitte, è formato dalle Cantine Alberto Longo, Paolo Petrilli, La Marchesa, Masseria nel Sole, Agricola Paglione e Svevo. Il Cacc’e Mmitte, anche grazie all’azione del Consorzio, ha ottenuto il riconoscimento dell’eccellenza nella prestigiosa guida Vinibuoni d’Italia (vinibuoni.it), unica, nel panorama italiano e internazionale perché è la sola dedicata ai vini nati da vitigni autoctoni, cioè a quei vini prodotti al 100% da vitigni che sono presenti nella Penisola da oltre 300 anni.

La qualità del Cacc’e Mmitte, inoltre, è riconosciuta e recensita nella prestigiosa guida Slow Wine edizione 2017. “Il nostro Consorzio sta lavorando alla valorizzazione di questo vino che è anche un tratto distintivo della storia e dell’identità culturale di Lucera”, ha spiegato il presidente Alberto Longo. “E’ un processo piuttosto lungo e complesso, ma stiamo lavorando da un lato per modificare il disciplinare, dall’altro per la produzione di un Cacc’e Mmitte a Denominazione di Origine Controllata e Garantita, con rese di 70 quintali per ettaro”.
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