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mercoledì, aprile 26, 2017

Vino di Foggia sul tetto del mondo: oro e argento per Borgo Turrito

FOGGIA - Sono foggiani due dei vini rosati più buoni del mondo. Tra le 6 medaglie d’oro che “Le Mondial Du Rosé” ha riconosciuto all’Italia, due appartengono alla Capitanata: il Terra Cretosa IGP Puglia Aleatico Rosato 2016, dell’azienda vitivinicola Borgo Turrito (Borgo Incoronata, Foggia), e il Doc Tavoliere delle Puglie dell’azienda Masseria Duca D’Ascoli (Castelluccio dei Sauri). I vini della Capitanata, poi, conquistano anche 6 argenti: CalaRosa IGP Puglia Nero di Troia Rosato 2016 (azienda Borgo Turrito, Foggia), Il Melograno IGT Daunia Nero di Troia (Cantina La Marchesa, Lucera), Favugne Rosato Montepulciano (Teanum, San Severo), IGT Daunia rosato Montepulciano (Masseria nel Sole, Lucera), Daunia Pinot Nero IGT (Azienda Agricola Nardella, San Severo) e Marilina Rosé (Cantine Spelonga, Stornara).

“E’ un risultato storico per la nostra provincia”, ha commentato a caldo Luca Scapola, giovane imprenditore foggiano. “Complimenti alle altre aziende vitivinicole di Capitanata che, assieme a Borgo Turrito, hanno dimostrato come la provincia di Foggia riesca a produrre eccellenze di valore assoluto”. Borgo Turrito è l’unica azienda vitivinicola della Daunia e una delle poche al mondo a centrare il “due su due”, con entrambi i rosati di propria produzione premiati dagli enologi francesi. Il CalaRosa IGP Puglia Nero di Troia Rosato 2016, infatti, ha bissato l’argento ottenuto lo scorso anno, mentre il Terra Cretosa IGP Puglia Aleatico Rosato 2016 ha centrato l’oro al suo esordio, essendo una nuova produzione.

“E’ una grande soddisfazione per tutta la squadra di Borgo Turrito”, ha commentato Luca Scapola. “Quando abbiamo appreso del doppio risultato eravamo tutti in vigna e abbiamo esultato come per la promozione del Foggia in serie B”. “Il Terra Cretosa nasce da un antico vitigno autoctono pugliese, introdotto in Italia, e in Puglia in particolare, dai greci”, ha spiegato Scapola. “Per noi rappresenta davvero la spettacolare unione tra le radici storiche della nostra terra e la capacità di esprimere tutto il potenziale d’innovazione e di eccellenza dei migliori sapori e colori della Capitanata”.

Il vitigno Aleatico, da cui nasce il medaglia d’oro dell’azienda vitivinicola condotta da Luca Scapola, è stato impiantato nel 2012 nei vigneti di Borgo Turrito. Il Terra Cretosa è un’esperienza sensoriale delicata e intensa allo stesso tempo, grazie a un bouquet particolarmente ricco, con nette sensazioni floreali e agrumate di pompelmo rosa. Le Mondial Du Rosè è un concorso internazionale in cui gli “arbitri”, chi valuta i vini di 30 diversi Paesi del pianeta, appartengono a l’Unione degli Enologi Francesi e si riuniscono a Cannes per tre giorni per degustare alla cieca e commentare le produzioni rosé provenienti da tutto il globo.

domenica, aprile 23, 2017

Takitaly Red Wine Selection: nel Salento gli straordinari rossi italiani

LECCE - Una straordinaria squadra di etichette pronta a conquistare il Salento. Quasi 100 vini rossi, provenienti da diverse regioni d’Italia, per “Takitaly red wine selection”, appuntamento imperdibile per i winelovers e gli addetti ai lavori organizzato dall’associazione Vinoway Italia, con il patrocinio dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, in programma il 2 maggio prossimo (ore 16) nelle sale del maniero cinquecentesco di Castello Monaci, la cantina- struttura ricettiva immersa nella campagna tra Salice Salentino e San Pancrazio Salentino.

Saranno precisamente 93 vini, e altrettanti produttori, i protagonisti della prima manifestazione nazionale di questa portata mai organizzata nel Salento, ormai patria indiscussa di prestigiosi vini rossi, noti e ricercati in tutto il mondo. Le etichette, selezionate appositamente dagli autori e degustatori di Vinoway.com, magazine on-line di enogastronomia guidato da Davide Gangi, offriranno infatti una ricchissima panoramica sulla produzione italiana di rossi ottenuti dai vitigni autoctoni locali, destinatari ormai di grandi investimenti da parte dei produttori e artefici del successo internazionale del brand Italia in campo enoico. I vini, che provengono da Sardegna, Sicilia, Basilicata, Molise, Campania, Marche, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Puglia, saranno presentati dai rispettivi produttori al pubblico, che potrà degustarli ai banchi d’assaggio, dove il servizio sarà curato dai sommelier della delegazione AIS di Lecce.

“La selezione – spiega il presidente di Vinoway Italia, Davide Gangi - ha riguardato aziende e vini di particolare interesse nell’attuale panorama nazionale, che danno lustro al patrimonio vitivinicolo italiano, anche se abbiamo voluto premiare attività giovanissime che stanno svolgendo un ottimo lavoro e su cui riponiamo fiducia per il prossimo futuro. Un invito, insomma, a fare sempre meglio. Tutti gli addetti ai lavori avranno l’opportunità di degustare vini di alto pregio che in Puglia non sono ancora commercializzati e che potranno essere utili alle loro attività”.

La manifestazione si aprirà alle 16,00 con un focus tematico, al quale prenderanno parte tutti i produttori presenti, le autorità politiche regionali, i presidenti di consorzio di varie regioni e i giornalisti di settore, in cui si proverà ad affrontare in maniera corale temi d’attualità, fra cui quello delle denominazioni e della loro possibile riorganizzazione.

Alle 18,00,  invece, l’apertura dei banchi d’assaggio "Red Wine Selection Vinoway”: insieme ai vini si potranno degustare alcune specialità gastronomiche preparate dagli chef Cosimo Russo e Alessandra Civilla.

Inoltre, a partire dal 3 maggio, il portale vinoway.com ospiterà un sondaggio per i winelovers che potranno votare i vini più graditi dell’evento, che saranno inclusi nella Vinoway Wine Selection 2017.

“Un ringraziamento speciale – aggiunge Gangi -   a Mocavero Salumi, Acqua Fontenoce e al caseificio La Puglia Segreta per i prodotti messi a disposizione, e a Cantina Monaci e AIS Lecce per aver sposato questa nostra iniziativa, dimostrando che si possono realizzare manifestazioni con altissime referenze”.

Appuntamento al 2 maggio, ore 16,00 - Ticket d'Ingresso: €15,00 

mercoledì, aprile 12, 2017

La Regione al Vinitaly: numeri da record e 'made in Puglia' di qualità

VERONA - "La presenza della Puglia al Vinitaly è stata caratterizzata da numeri di rilievo, con produzione e valore dell'export in aumento. Siamo riusciti a realizzare una cosa che non è semplice: trasformare la quantità in qualità, pensando con anticipo alle leggi in materia di tracciabilità, che richiederanno un'indicazione più chiara dei luoghi di coltivazione e produzione”. È il bilancio dell'assessore regionale all'Agricoltura, Leonardo di Gioia, al termine dell'edizione 2017 del Salone internazionale dei vini e distillati di Verona.

“La sostanza di questa partecipazione al Vinitaly – dice di Gioia - è stata percepita da tutti, anche se c'è chi si è limitato alla forma di qualche fotografia, onestamente non molto azzeccata. Che non può essere, però, la sintesi di tutto il  nostro impegno”.

"Continueremo a lavorare per un Psr consapevole – aggiunge – e un'agricoltura in crescita nel suo complesso: sappiamo che il nostro vino è il testimonial delle migliori prassi regionali e per questo siamo fiduciosi per le attività future”.

Nel corso degli appuntamenti istituzionali del Vinitaly, la Regione Puglia ha aderito alla Piattaforma multiregionale per l'accesso al credito da parte delle imprese agricole e la Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni, composta dagli assessori di tutta Italia e coordinata da Leonardo di Gioia, ha deciso di destinare 300 milioni di euro agli agricoltori e agli allevatori delle regioni colpite dal sisma del 2016.

Tra gli eventi del salone, il premio giornalistico Puglia press Tour Negroamaro 2016, assegnato a Bruno Gambacorta (Tg2 Eat Parade) e Laura Di Cosimo (magazine Spirito diVino) e le masterclass sui vini rosati con 50 buyer provenienti da tutto il mondo, promosse da Puglia in Rosé e condotte da Jeff Porter, il general manager dei ristoranti di Bastianich&Batali. Per festeggiare il passaggio in Puglia del centesimo Giro d'Italia, la Regione organizzerà una serie di iniziative in "maglia rosa": l'evento è stato presentato da Pier Bergonzi, vicedirettore della Gazzetta dello sport: per ogni tappa una pagina del giornale sarà dedicata alle eccellenze enogastronomiche. L'agenzia Kibrit&Calce, infine, ha presentato il progetto Puglia Wine World, un fomat per promuovere il vino pugliese sul mercato internazionale.

Nelle quattro giornate del Vinitaly, nel padiglione gestito da Regione e Unioncamere Puglia, sono  stati oltre 600 i piatti caldi serviti nello spazio Slow food, con degustazioni di orecchiette e cime di rape e orecchiette di grano arso con pomodorini. Altrettanti i piatti freddi con friselline, taralli e formaggi tipici pugliesi. Nell'area enoteca e nei laboratori promossi da DeGusto Salento, Le Donne del vino, Movimento turismo del vino, ProPapilla, Puglia Expò, Puglia in Rosé e Vinoway, oltre venti sommelier iscritti all'Ais e alla Fis, hanno stappato 1500 bottiglie, con 10mila degustazioni di vino. I più richiesti sono stati "bollicine", Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia. Tra i Paesi di provenienza dei visitatori degli stand, Usa, Germania, Est Europa e Inghilterra.

lunedì, aprile 10, 2017

Vinitaly, Brexit una minaccia per il vino italiano?

VERONA - Gli italiani comprano il vino soprattutto nei supermercati: nel 2016 hanno acquistato sugli scaffali 500 milioni di litri, spendendo 1 miliardo e mezzo di euro. E il 60% di questi acquisti è rappresentato dai vini con riferimento territoriale (Docg, Doc, Igt), il comparto che cresce di più: + 2,7% nel 2016 e + 4,9% nel primo bimestre 2017 (a volume). Si ricercano sempre più la qualità ed i legami col territorio. Cantine e insegne della Grande distribuzione sono pronte a migliorare la collaborazione per soddisfare questa domanda dei consumatori.

E’ quanto emerso oggi a Vinitaly nel corso della 13° tavola rotonda organizzata da Veronafiere sul tema del vino nella Grande distribuzione in cui è stata presentata la ricerca dell’istituto IRI e una relazione su Brexit e Vino di Alex Canneti, Direttore delle vendite off-trade della Berkmann Wine Cellars di Londra.

La ricerca dell’IRI ha delineato i cambiamenti in atto nelle abitudini dei consumatori. Diminuiscono gli acquisti dei bottiglioni da un litro e mezzo, dei vini sfusi, delle damigiane, e dei brik, mentre la bottiglia da 75cl è sempre più regina del mercato. I vini fermi sono più richiesti dei vini frizzanti, che probabilmente risentono del boom degli spumanti (+7% nel 2016). Crescono rapidamente anche i vini biologici, una proposta ancora di nicchia nella Grande distribuzione. Cambiamenti influenzati anche dal graduale ricambio generazionale e dal rinnovato interesse dei giovani per il vino. Gli studi IRI sul comportamento dei consumatori nella Grande distribuzione evidenziano che l’86% di essi è propenso a sperimentare nuovi prodotti, si informa sulle novità a scaffale, spesso sui siti web di settore (il 33%).

“Siamo sulla strada giusta, auspicata da tempo – ha detto Cesare Cecchi, Consigliere di Federvini (Chianti Cecchi), nel suo intervento in tavola rotonda - Non dobbiamo assolutamente tradire questa qualità che viene cercata dal consumatore, sarebbe un errore imperdonabile. Le cantine devono continuare a ricercare la qualità del prodotto senza accettare scorciatoie, e i distributori devono incoraggiare la produzione a proseguire su questa strada”.

Un rapporto, quello tra produttori e distributori, che è molto migliorato negli ultimi anni, ma è possibile fare di più, come ha ricordato Gabriele Nicotra, Direttore Acquisti Unes Supermercati (Gruppo Finiper): “Persiste da parte di alcune cantine importanti una diffidenza verso la Grande Distribuzione, che evitano una relazione diretta con le insegne distributive pur sapendo che a volte il loro prodotto ci arriva tramite canali non ufficiali. Questo è un peccato, soprattutto per il consumatore che ormai cerca anche i prodotti di pregio sugli scaffali dei supermercati”.

Tuttavia l’asse portante della collaborazione tra cantine e insegne distributive è rappresentato dalle imprese medie piuttosto che dalle grandi case vinicole, secondo Eugenio Gamboni, Direttore Commerciale del Gruppo Vegè: “Un asse da consolidare, composto prevalentemente da piccole e medie imprese, legate da conduzioni famigliari, a volte provenienti da generazioni, con le quali si discute e ci si confronta liberamente, distanti dal mondo molto più complesso della grande industria e delle multinazionali”.

Si è dichiarato ottimista il Consigliere dell’Unione Italiana Vini, Emilio Pedron (Bertani Domains): “Negli anni di grande crescita, la proposta d’acquisto nella GDO è stata più facile e legata molto alla convenienza. Oggi anche il vino nel canale moderno si può definire un prodotto maturo e l’acquisto del vino nella GDO è lo specchio fedele del mutamento dei consumatori e dei loro stili di acquisto”.

Tra le cantine espositrici a Vinitaly è affiorata la preoccupazione sulla incertezza sui mercati britannico e statunitense, un tema affrontato da Alex Canneti della Berkmann Wine Cellars di Londra: “La Brexit è una sfida per le vendite dei vini italiani poiché l’Australia, il Sud Africa e la Nuova Zelanda saranno i primi Paesi a istituire trattati bilaterali con il Regno Unito. L'unica soluzione a questa minaccia è consentire al Regno Unito un periodo di 10 anni per condividere gli stessi oneri doganali dell’Unione e negoziare un trattato di libero commercio. Quindi tutto dipenderà da come evolverà il negoziato post Brexit tra UK e UE”.

“Ma le potenzialità per l’export di vino italiano nella Grande distribuzione britannica (le insegne Majestic and Waitrose in primis) sono grandi – ha aggiunto Canneti – non solo per le bollicine, ma anche per il vino rosso. Pensiamo al Cannonau, al Passimento/Amarone, al Chianti Classico, al Veneto Classico e ai morbidi e succosi vini siciliani e pugliesi. Buone anche le prospettive dei nuovi bianchi di tendenza, come il Fiano, il Vermentino, il Pecorino e il Grillo. E non dimentichiamo il successo che si registra da anni delle “fantasy label”.

domenica, aprile 09, 2017

Vinitaly, "Da regina, la Puglia rischia di diventare zimbello"

BARI - “Le immagini che ho visto entrando nel padiglione Puglia sono state davvero un nuovo pugno nello stomaco". Lo afferma il senatore Dario Stefàno, capogruppo in Commissione Agricoltura del Senato e già Assessore alle Politiche Agricole della Regione Puglia entrando nel padiglione della Regione al Vinitaly di Verona.

"Abbiamo lavorato in tutti questi anni - continua il senatore Stefàno - per far diventare il vino pugliese ed i nostri vitigni autoctoni ambasciatori della Puglia nel mondo, non certo perché lo fosse il Cile o California, come pure ironicamente denuncia la stampa non solo oggi ma già da qualche giorno. Quanto è successo al Prowein di Dusseldorf e al Vinitaly di Verona è raccapricciante, inaccettabile. Perché rischia di sciupare anni di buon lavoro realizzato insieme a tutto il sistema, con l'obiettivo di rendere il comparto pugliese competitivo a livello globale e per dargli credibilità. Un errore che non è solo tecnico, poiché chiama in causa una chiara responsabilità politica che è inammissibile derubricare a semplice distrazione”.

“La promozione della Puglia – prosegue Stefàno - e della sua eccellenza enoica, dei paesaggi, dei suoi vitigni, del suo vino, che sono un tutt’uno forte e unico al mondo, deve essere una missione, non il frutto di un’azione routinaria, di una fastidiosa rincorsa di appuntamenti promozionali considerati "troppo frequenti". Dev'essere interpretata con cura, con amore e passione perché ha a che fare con il territorio, con l’identità di una terra a forte vocazione in cui i vitigni hanno disegnato il paesaggio oltre ad aver scritto il dna delle nostre comunità. Ma ha a che fare anche con un comparto che ha faticato per conquistare protagonismo e credibilità internazionale e che vuole continuare a correre".

"Comprendo bene, dunque, la rabbia e la preoccupazione dei produttori increduli, prima a Dusseldorf ed oggi al Vinitaly, dinanzi a quella che agli occhi di tutti appare come il risultato di una sciatteria. È un fatto gravissimo. E il rimpallo di responsabilità è ancor più grave, dinanzi al quale è impossibile restare in silenzio. Continuando così la Puglia  - conclude Stefàno - da regina rischia di diventare zimbello”.

lunedì, aprile 03, 2017

VINO DiVINO. 20 vini pugliesi da provare al Vinitaly. Prendete appunti!

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Finalmente il Vinitaly 2017 è arrivato e gli enoamatori di tutto lo stivale stanno scaldando i motori e le papille gustative per prepararsi al meglio a questo fantastico evento. Come sempre #Vinodivino vi aiuterà ad orientarvi meglio nelle degustazioni e se avete un giorno a disposizione da dedicare alla Puglia del Vino non potrete perdevi questi fantastici vini selezionati per voi dal sottoscritto.

Purtroppo ho dovuto fare una cernita tra le mille aziende pugliesi le quali sicuramente tutte o quasi meritano una particolare menzione, che per motivi spazio temporali di redazione non posso avere, quindi vada come vada sarà sicuramente un successone per tutta la Puglia del vino e se qualche azienda vuole farsi conoscere a mezzo stampa sul GdP o sui nostri blog e social basta scriverci via mail su redazionevinodivino@yahoo.com

Adesso pronti carta e penna per prendere appunti e degustare questi ottimi vini.
Rossi Puglia:

Cantine Imperatore-Il Sogno (pad.11 stand F5)
Giancarlo Ceci-Felice Ceci (pad.8 stand D4)
Tenute Chiaromone- Muro San'Angelo Contrada Barbatto (pad.11 stand B6)
Severino Garofano- Le Braci (pad.11 stand C2)
Gianfranco Fino- ES (pad.11 stand H3)
I Pastini- Verso Sud Susumaniello (pad.11 stand D3)
L'Astore Masseria-Alberelli (pad.11 stand B2)
Cantine Polvanera- Polvanera 17 (pad.11 stand C5)
Tormaresca- Bocca di Lupo (pad.7 stand D2)
Schola Sarmenti- Diciotto (pad.11 stand E4)

Vini bianchi:
Antica Enotria- Falanghina (pad.10 stand M4)
Botromagno-Poggio al Bosco (pad.11 stand B2)
Cantele-Teresa Manara Chardonnay (pad.11 stand E2)
Vignuolo-Moscato Bianco (pad.11 stand C5)
Cantine Carpentiere- Come d'incanto (pad.8 stand B8)

Vini rosati:
Agricole Pietraventosa- EstRosa (pad.11 stand C2)
Caló Michele-Cerasa (pad.7 stand C4)
Leone de Castris-Five Roses (pad.7 stand E5)
Cardone-Nausica (pad.11 stand B2)
Masseria Trullo di Pezza-Speziale (pad.11 stand A5)

NB: non garantiamo che tutti i vini elencati siano in degustazione, in ogni caso ci auguriamo di sì.  

martedì, marzo 21, 2017

La Puglia del vino cresce: le esportazioni aumentano del 18,2 per cento

DUSSELDORF - La Puglia continua a scalare posizioni nella classifica dell'export del vino: secondo i più recenti dati dell´ufficio studi di Unioncamere, nei primi nove mesi del 2016 le esportazioni sono cresciute del 18,2 per cento, con un volume di affari che supera abbondantemente gli 84 milioni di euro. La proiezione a fine anno è intorno ai 110 milioni di euro.

Queste cifre confermano la crescita continua negli ultimi cinque anni: non è un caso se la presenza pugliese al ProWein, in programma a Düsseldorf fino al 21 marzo, è aumentata fino a superare le cento aziende nell'edizione 2017, con 62 imprese ospitate nello stand di Regione e Unioncamere Puglia, dove i protagonisti sono i tre principali vitigni autoctoni: Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia.

"Il ProWein - dice l'assessore regionale all'Agricoltura, Leonardo Di Gioia - è un'occasione unica per i produttori pugliesi perché dà accesso a mercati importanti e ha quel respiro internazionale che le nostre imprese cercano. Una parte dei produttori espone nel nostro stand, un'altra, composta da aziende più grandi, è presente alla fiera in maniera autonoma: questa partecipazione è il segno di una rilevanza del settore vitivinicolo pugliese in ambito meridionale e anche a livello nazionale. Tutto questo - continua Di Gioia - è possibile grazie allo spirito imprenditoriale delle aziende che lavorano insistentemente sul tema della promozione e della commercializzazione, ma anche grazie a strategie che stanno consentendo, con l'utilizzo del Psr, di accompagnare il maggior numero di imprese in un contesto nazionale e internazionale. Nei prossimi mesi verrà attivata la Misura 3.2 per la promozione, con progetti da 150mila euro ciascuno: un ausilio fondamentale per le aziende con l'obiettivo di rafforzare il connubio tra vino e territorio. A breve, inoltre, verrà chiusa la programmazione degli eventi che hanno il vino come tema centrale. Alle imprese pugliesi - conclude Di Gioia - chiediamo lo sforzo di accorpare sempre più le tipologie di vino e creare specifiche attività promozionali, per offrire quantità e qualità adeguate e una forte riconoscibilità regionale".

Nell´enoteca all'interno dello stand di Regione e Unioncamere, il Primitivo è il vino più richiesto dai visitatori. Molti degli espositori invece propongono con successo altri due vitigni minori, che incontrano un crescente interesse fra operatori e buyer internazionali: il Minutolo e il Fiano. Due antichi vitigni a bacca bianca, salvati dall´estinzione e prodotti su tutto il territorio regionale (il Minutolo, in particolare è tipico della Valle d'Itria) ma che non hanno ancora ottenuto il riconoscimento ministeriale.

Sulla pagina Facebook FEELING APULIA è possibile seguire tutti gli appuntamenti live dal ProWein 2017 con dettagli sugli incontri giornalieri.

Prowein, 60 mln per l’agricoltura pugliese. Le cantine potranno investire in tecnologia

BARI - “Nei prossimi mesi la Regione Puglia finanzierà con circa 60 milioni di euro bandi destinati a cantine, frantoi e sistemi di trasformazione dell’ortofrutta”. A dare l’annuncio l’assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia: nei giorni scorsi a Bruxelles – spiega - abbiamo avuto un negoziato con la Commissione europea per decidere in che modo aiutare questi settori. La soluzione è stata trovata all’interno della misura 4.2 confermando gli aiuti riservati alle aziende. Il sistema delle cantine – sottolinea Di Gioia - avrà un grande beneficio da questo intervento e potrà giovarsi di investimenti tecnologici, innovativi ed ecocompatibili, per rispettare quei criteri ambientali che rappresentano un valore aggiunto per i consumatori”.

Nella stessa direzione volta a promuovere il settore vitivinicolo, la Regione e Unioncamere Puglia hanno coordinato la partecipazione di oltre 60 imprese alla 22esima edizione del ProWein di Düsseldorf che si chiude oggi. Le aziende vitivinicole pugliesi hanno esposto il meglio della propria produzione all'interno dell'area istituzionale allestita nello stand A31, Padiglione 16.

Protagonisti nel 2017 i tre vitigni autoctoni principali della Puglia a bacca rossa: Nero di Troia, Primitivo e Negroamaro. Quest'ultimo declinato anche nel rosato, vino particolarmente apprezzato nel Nord Europa e in Germania. L'offerta dei rosati si è ulteriormente arricchita per far fronte alla richiesta di buyer e ristoratori europei con etichette prodotte anche dalla vinificazione del Bombino nero di Castel del Monte, il più antico Docg di Puglia.

Molte le novità presentate nell'importante fiera tedesca; primitivi vegani e biologici, vini bianchi ottenuti da antichi vitigni salvati dall'estinzione e rivalorizzati, come il Minutolo e il Fiano di Puglia, spumanti e champagne bianchi e rosati, prodotti sia in metodo classico che Martinotti.

Una vetrina di rilievo per i vini di Puglia i wine tasting guidati dal giornalista Christian Eder, nell’area dell’editore Vinum, che per la fiera ha preparato un dossier sulla Puglia del vino, coniugando bellezze paesaggistiche e tipicità vinicole del territorio. Ogni giorno è stata ripercorsa la storia di Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia con la degustazione di etichette rappresentative per ogni vitigno.

“C’è molta curiosità da parte dei consumatori tedeschi per i vini pugliesi – dice il giornalista di Vinum Christian Eder – e per la diversità di paesaggi e culture. L’interesse per le varietà autoctone è molto di moda: la Puglia ha la fortuna di avere questi tre tipi di vitigni, Nero di Troia nella zona settentrionale, Primitivo al centro e Negroamaro al sud, che danno origine a un vino ideale per il consumatore nordico che ama profumi, gusti e suggestioni legati alla “dolce vita”. La Puglia – continua Eder - dopo aver lavorato molto sulla quantità si sta impegnando per puntare sulla qualità e sui brand. La rinascita della Puglia a cui assistiamo negli ultimi anni è anche la rinascita di una viticoltura tradizionale, di piccole imprese familiari che mettono il vino prodotto sul mercato. È certamente una sfida impegnativa perché ormai l’offerta di vino buono è dappertutto”.

Nello spazio Enoteca dello stand A31, la De.S.A. (Deutschland Sommelier Association) ha promosso tutti i giorni degustazioni delle etichette storiche e delle novità proposte dagli espositori, con focus di approfondimento dedicati ai vini pugliesi.

Sulla pagina Facebook FEELING APULIA è possibile seguire gli appuntamenti live dal ProWein 2017.

lunedì, marzo 20, 2017

Puglia in rosè, un Vinitaly 2017 a stelle e strisce per i rosati pugliesi

NEW YORK - I rosati come occasione per promuovere le produzioni eccellenti ottenute dai vitigni storici pugliesi, che riscuotono sempre più apprezzamento all’estero. Con una formula appositamente studiata, infatti, al prossimo Vinitaly di Verona l’associazione Puglia in Rosé, che raggruppa 52 produttori, allestirà nel PADIGLIONE N. 3 - storico regno delle bollicine del Prosecco - una piccola enoteca dove raccontare a operatori e buyer stranieri i sempre più richiesti bianchi, le bollicine e i rosati che tanto si stanno affermando ormai in tutto il mondo.

Protagonisti, naturalmente, i rosati di Puglia e le “50 sfumature di rosa”, o meglio “50 Shades of Pink", progetto nato e pensato in collaborazione con Wine Enthusiast: un riconoscimento al successo crescente dei rosati sul mercato statunitense, suggellato peraltro dalla presenza al Vinitaly di un testimonial di grande profilo, Jeff Porter, beverage director dei ristoranti di Joe Bastianich in Usa.
E proprio Porter, protagonista del primo seminario tecnico mai dedicato alle produzioni pink negli Usa (organizzato durante l’Italian Wine Week di New York), anticipa la sua presenza al Vinitaly 2017 con la notizia dell’approvvigionamento di una selezione di rosati pugliesi che saranno testati nei ristoranti di Bastianich di New York: la conferma dell’apprezzamento per le produzioni rosate, che potrebbe portare a breve alla chiusura di un accordo commerciale con i produttori pugliesi.  “Credo davvero – dichiara Porter -  che il vino rosato abbia un ruolo importante sul mercato americano. Il consumatore ama la sua freschezza, il suo gusto fruttato, la sua struttura e l’abilità di abbinarsi a diverse tradizioni culinarie. La diversità dei rosati italiani, e in particolar modo di quelli pugliesi, è una caratteristica unica che credo consacrerà definitivamente il successo di questi vini sul mercato americano”.

Porter, durante il Vinitaly, guiderà due degustazioni masterclass dedicate ai vini rosati di Puglia -  in programma domenica 9 aprile all’interno dell’International Buyers’ Lounge -  insieme a Giuseppe Baldassarre, componente della commissione didattica nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier e referente della delegazione Murgia dell’A.I.S. Puglia, grande conoscitore dei vini rosati e autore del libro “Una terra vestita di rosa, viaggio alla scoperta dei rosati di Puglia”. “La storia dei rosati di Puglia è lunga – commenta Baldassarre -  anche se non molto conosciuta; quello che spesso può sfuggire è che la strada della modernità, ai vini di Puglia, l’hanno aperta i rosati e non i rossi. La Puglia potrebbe essere insomma visitata solo girando da un rosato all’altro. La presenza sul mercato del rosato pugliese non è però ancora incisiva come meriterebbe, e così forte da esprimersi in tutto il suo potenziale successo in questo momento storico estremamente favorevole per i rosati a livello mondiale. Occorre dunque restituire ai rosati pugliesi il ruolo di protagonisti, recuperando la loro forte valenza identitaria”.

"Quelle del Vinitaly saranno le più grandi degustazioni sui vini rosati di Puglia mai realizzate –  spiega Lucia Nettis, presidente di Puglia in Rosé - in continuità con quelle già fatte a New York, ma soprattutto orientate ad una platea straordinaria, con un taglio decisamente commerciale, perché oltre ad un’azione di educazione e sensibilizzazione sul vino rosato occorre focalizzare le energie sull’aspetto della distribuzione e della vendita. Avremo quindi una platea straordinaria di master of wine: master sommelier, buyer, giornalisti da tutto il mondo, guidati da chi decide le carte vini nei ristoranti più rinomati al mondo”.

La Puglia dei rosati, dunque, si appresta a partecipare al prossimo Vinitaly con ottimi auspici e un programma articolato, in cui sono previsti anche incontri B2B con operatori stranieri provenienti da Svezia, Finlandia, Germania.

domenica, marzo 19, 2017

Dalla Disfida ai 'vini gemelli': storie e leggende di Puglia al ProWein di Düsseldorf

DUSSELDORF - C’è un bicchiere di vino in più dietro la sconfitta dei francesi nella disfida di Barletta del 1503. Si racconta che i nobili transalpini sottovalutando la forza dei cavalieri guidati da Ettore Fieramosca decisero di trascorrere le ore precedenti alla contesa in una taverna a bere il vino rosso della zona, il Nero di Troia. Non tutti sanno, poi, che dalle uve di Negroamaro è nato nel 1943 il primo vino rosato imbottigliato e commercializzato in Italia (dall'azienda Leone De Castris) e da subito esportato negli Stati Uniti. Sul finire della guerra il generale Charles Poletti, commissario per gli approvvigionamenti delle forze alleate, chiese una grossa fornitura di vino rosato, le cui uve provenivano dal feudo Cinque Rose. Il generale voleva un vino dal nome americano: nacque così il “Five Roses”.

Nel 1967, invece, Austin Goheen, patologo delle piante del dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti e docente all' Università della California a Davis, fu il primo accademico ad accorgersi che Primitivo e Zinfandel potevano essere gemelli separati alla nascita. Dopo molti studi e una collaborazione tra l'università e l'Istituto sperimentale per la viticoltura di Conegliano, nel 1994 si arrivò alla prova definitiva dell'identità genetica dei due vitigni.

Sono soltanto alcune storie legate ai tre gioielli pugliesi, Nero di Troia, Negroamaro e Primitivo, al centro degli appuntamenti della 22esima edizione di ProWein, in programma a Düsseldorf da oggi al 21 marzo. Sono oltre sessanta le aziende vitivinicole pugliesi che espongono il meglio della propria produzione all'interno dell'area istituzionale della Regione Puglia - Unioncamere Puglia (Padiglione 16 stand A31). Una vetrina di prestigio per i vini di Puglia sono i wine tasting guidati dal giornalista Christian Eder, nel Padiglione 13 Stand C 39, nell’area dell’editore Vinum.

Ogni giorno viene ripercorsa la storia di Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia con la degustazione di etichette rappresentative per ogni vitigno (i prossimi appuntamenti: lunedì, alle 15.45 e martedì alle 11.30). Vinum è il più autorevole editore di lingua tedesca: per la fiera ha preparato un dossier sulla Puglia del vino, un itinerario ideale in cui coniugare bellezze paesaggistiche e tipicità vinicole del territorio.

Nello spazio Enoteca del Padiglione 16 stand A31, la De.S.A. (Deutschland Sommelier Association) conduce tutti i giorni, dalle 10 alle 18, degustazioni delle etichette storiche e delle novità proposte dagli espositori. Ogni giorno alle 12 e alle 17 si tengono in Enoteca focus di approfondimento dedicati ai vini pugliesi.

Sulla pagina Facebook FEELING APULIA è possibile seguire tutti gli appuntamenti live dal ProWein 2017 con dettagli sugli incontri giornalieri. 

giovedì, marzo 09, 2017

I vini più venduti in Puglia

VERONA – Nero di Troia, Negroamaro, Primitivo, Lambrusco e Sangiovese sono, nell’ordine, i vini più richiesti nei supermercati della Puglia nel 2016 secondo la ricerca dell’istituto di ricerca IRI commissionata da Vinitaly (Verona 9/12 aprile). Nella speciale classifica dei vini a maggior crescita, il Primitivo e il Negroamaro si piazzano rispettivamente all’11° e al 15° posto, con una crescita dell’8,5% e del 6,9% (vedi tabelle).

Le prime anticipazioni della ricerca dell’IRI, che sarà presentata a Vinitaly il 10 aprile, sottolineano la crescita significativa, a livello nazionale, delle vendite delle bottiglie di vino a denominazione d’origine e degli spumanti; il vino biologico prosegue il suo percorso di uscita dalla nicchia di mercato; flessione dei vini nel brik di cartone e in tutti quei formati che non siano la bottiglia da 75cl.

Quello della Grande distribuzione si conferma il canale di vendita di gran lunga più grande nel mercato del vino con 505 milioni di litri venduti nel 2016 per un valore di un miliardo e mezzo di euro. In un anno di sensibile contrazione dei consumi familiari, il mercato italiano del vino gode di una relativamente buona salute, come testimoniato anche dalle vendite nei supermercati. I vini a denominazione d’origine (in bottiglia da 0,75lt) aumentano del 2,7% in volume (e del 4,4% in valore) con 224 milioni di litri venduti, proseguendo nel trend già promettente del 2015 (+1,9%). Per il secondo anno consecutivo le vendite in promozioni rimangono statiche ed i prezzi medi sono in risalita.

Va sottolineato il successo degli Spumanti che fanno segnare nel 2016 una crescita di oltre il 7% con 54 milioni di litri venduti, bissando l’ottimo risultato del 2015.

“La crescita degli spumanti riflette una destagionalizzazione delle vendite di bollicine conseguenza di un crescente uso nel consumo quotidiano – fa notare Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI – Tale aspetto ci permette di dedurre che lo spumante attira nuovi consumatori e potrebbe rappresentare una tendenza di rottura nelle tradizionali abitudini del bere italiano”.

I vini biologici fanno registrare una crescita a due cifre impressionante per un mercato ancora giovane, soprattutto nella Grande distribuzione: +25,7% in volume con 2 milioni e mezzo di litri venduti.

“I primi dati sul mercato del vino nella Grande Distribuzione confermano la ripresa del mercato interno del vino in Italia – ha commentato Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere – I consumatori cercano sugli scaffali sempre più il vino di qualità, con un conseguente aumento dei prezzi medi. E’ un processo che è sempre stato sostenuto da Vinitaly che da 13 anni organizza e promuove l’incontro tra cantine e Grande distribuzione in convegni e incontri B2B”.

mercoledì, marzo 08, 2017

VINO DiVINO. Chiarli, oltre 150 anni dedicati alla produzione del Lambrusco

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - La storia della famiglia Chiarli inizia a Modena, quando Cleto Chiarli, capostipite della famiglia, decide di aprire l'osteria dell'artigliere. Il buon Cleto produceva da sè un vino frizzante da accompagnare agli ottimi pasti della tradizionale cucina emiliana, il vino fatto rifermentare in bottiglia era il famoso Lambrusco, che deve proprio alla famiglia Chiarli la notorietà internazionale. Cleto Chiarli capisce da subito la vocazione commerciale del Lambrusco dedicandosi completamente alla produzione ed al commercio di questo fantastico vino.

Il Lambrusco ha attraversato per 150 anni la storia d'Italia, ed ha subito per la troppa commercializzazione del prodotto un brusco abbassamento qualitativo conseguenza del quale una perdita d'interesse da parte dei veri appassionati del vino. La famiglia Chiarli è riuscita a non farsi lusingare dalle sirene dei mercati mantenendo sempre un certo stile di produzione che ha permesso all'azienda di superare brillantemente la “crisi del Lambrusco” attestandosi tutt'oggi tra le migliori aziende che producono questo dolce nettare.

Nome: Villa Cialdini lambrusco
Azienda produttrice: Cleto Chiarli
Uvaggio: Grasparossa 100%
Gradazione alcolica: 11%
Prezzo: 8-15 €
Valutazione: 90/100

Vista: Magenta luminoso con perlage elegante e fine

Naso: Fresco e fruttato nelle sue sfumature di fragoline di bosco e arancia rossa e banana. Note di pepe bianco, con piccoli spunti di cannella e curcuma esaltano la nota speziata di quest'ottimo Lambrusco,  leggere note caramellate chiudono questa fresca indagine olfattiva.

Bocca: fresco e fruttato assolutamente corrispondente all'esame olfattivo, cremoso con delle belle bollicine che accarezzano il palato, ottima acidità assolutamente nessun sentore zuccherino, tannino ruvido ma piacevole persistenza media. Di lunga piacevolezza si lascia bere e apprezzare se abbinato ad una cucina ricca di gusto.

Abbinamento: Gorgonzola di capra, gnocco fritto e Prosciutto crudo di Parma stagionato.

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

martedì, marzo 07, 2017

Bari, gli esperti internazionali del vino a confronto

BARI - Si ritroveranno a Bari in viaggio da ogni parte del mondo autorevoli conoscitori di vino per partecipare all’unico grande evento che rende omaggio ai vitigni autoctoni del sud Italia giunto alla sua dodicesima edizione.

Dal 30 Maggio al 5 giugno prossimi Radici del Sud ospiterà infatti oltre 40 esperti nazionali ed internazionali chiamati a valutare l’evoluzione della produzione vinicola che negli ultimi anni ha acquistato l’attenzione di un vasto pubblico di appassionati attenti a coglierne le peculiari sfumature. Provenienti da Danimarca, Norvegia, Svezia, Inghilterra, USA, Gran Bretagna, Australia, Olanda, Russia, Ungheria, Polonia, Corea del Sud e Medio-Oriente oltre che dal nostro paese, comporranno le giurie che si pronunceranno per decretare i migliori risultati nelle varie categorie di appartenenza (stilate a seconda del vitigno di origine dei vini) e parteciperanno ai wine-tour in programma nei giorni della manifestazione utili per approfondire direttamente nei luoghi di produzione e nelle cantine la conoscenza del significativo retroscena dove prendono vita le attività che concorrono alla realizzazione dei vini.

I qualificati ed esperti giornalisti provenienti da ogni parte del mondo, saranno impegnati nelle giornate del 31 maggio, 1 e 2 giugno nei press tour previsti nei vari territori pugliesi per consentirgli di apprezzare direttamente nelle cantine, nelle zone di produzione, la complessità e il coraggio con cui i vini da vitigno autoctono del Sud Italia sono in grado di esprimersi. Negli stessi giorni, escluso il giorno 1 giugno dove anche i wine-buyer saranno impegnati in un interessante wine-tour, avranno luogo nel Castello di Sannicandro di Bari gli incontri BtoB tra i wine buyer e i produttori che si sono registrati a tali confronti per presentare e promuovere le proprie etichette. Nei due giorni successivi (3-4 giugno) le attività principali saranno quelle inerenti al concorso dei vini in lizza e si svolgeranno le 4 sessioni di assaggio alla cieca da parte di 4 apposite giurie strutturate per fornire verdetti di immediata lettura: faranno parte della stessa giuria i buyer esteri e distributori italiani che si esprimeranno presumibilmente considerando con occhio particolarmente attento la capacità di sedurre i mercati che i vini posseggono mentre i giornalisti nazionali ed internazionali comporranno un unico gruppo e forniranno un giudizio più incondizionato. Le ultime due giornate del 4 e 5 giugno sarà interamente dedicata al Salone del Vino, ad uso e consumo degli operatori di settore, appassionati addetti e non addetti ai lavori che potranno visitare gli stand espositivi delle cantine che hanno aderito per degustare la loro intera gamma di produzione. Al Salone, a disposizione dei visitatori, da quest’anno anche i banchi d’assaggio degli oli extravergine d’oliva che in questa prima edizione del primo salone dell’olio sarà circoscritto alle ultime due giornate.

Per concludere la dodicesima edizione del Salone del Vino da Vitigno Autoctono del Sud parteciperanno alla celebrazione dei vini i più grandi chef dei nostri territori del mezzogiorno ad allestire una grande festa enogastronomica aperta al pubblico in piazza Castello a Sannicandro di  Bari.

Nel novero degli illustri ospiti di Radici del Sud 2017 ecco l’elenco dei primi nomi degli esperti del settore: Simon Cassina è giornalista ma lavora anche per importatori, ed ha promesso di invitare buyer seri ed interessati inglesi. Alfonso Cevola è gironalista (blogger), ma lavora anche in un posto assai importante per il più grande distributore di vini negli Stati Uniti.

Alfonso Cevola, USA notissimo giornalista statunitense di origini italiane e specialista di vini italiani (“the Italian Wine Guy”). Collabora con diverse testate tra cui The Dallas Morning News e The Well Fed Network e svolge un ruolo determinante presso uno dei più grandi distributori di vino negli Stati Uniti.

Jung Yong Cho importatore ha un'impresa di vini italiani in Corea del Sud
Elaine Chukan Brown (USA) giornalista, lavora per Jancis Robinson e per Hawk Wakawaka Wine Reviews
Åsa Johansson giornalista, lavora anche come guida per BK Wine Tours
Simon Cassina (UK) giornalista e collaboratore di importatori di vino inglesi
Anthony D’Anna (Australia) importatore di vini italiani in Australia
Bernardo Conticelli giornalista importatore di vini italiani in Francia
Daniele Cernilli giornalista, editor di doctorwine.it

venerdì, febbraio 24, 2017

VINO DiVINO. Bio c'Bon, seguendo la pecorella ho scoperto vini bio e buoni

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Milano è da sempre la capitale della moda, con logica metodica sta diventando la capitale non di una moda passeggera ma di uno stile di vita all'insegna del cibo biologico. Essere bio non è una scelta che riguarda solo la nostra vita, essere bio riguarda intere comunità, riguarda la sorte di milioni se non miliardi di persone nell'intero pianeta. Essere bio è una battaglia quotidiana e può sembrare assurdo ma anche una bottiglia di vino può contribuire a rendere la vita di donne, uomini e bambini migliore.

Tutti noi abbiamo ben impresse in mente le immagini della nota trasmissione “Report”, immagini di intere famiglie costrette a vivere chiuse in casa tra le colline del Chianti, o di bambini costretti ad andare all'asilo accanto ai vigneti irrorati di chissà quali sostanze nelle zone dove si produce il “Prosecco”, come contrastare tutto ciò?

Da consumatori potremmo imporci e far cambiare idea alle aziende: scegliere un prodotto bio non solo aiuta lo svilupparsi di aziende agricole ecosostenibili ma migliora certamente la vita di chi quelle terre le abita, pensate le grandi città italiane come Milano, circondate da risaie e parchi agricoli, pensate a milioni di cittadini costretti non solo a respirare una cattiva aria causata da traffico e riscaldamento di case e aziende, ma anche costrette a mangiare prodotti agricoli trattati con pesticidi di sintesi e campi fertilizzati con concimi chimici.

Immaginate se un giorno i consumatori di una sola grande città come Milano si svegliassero e decidessero di acquistare solo prodotti biologici, frutta e verdura di aziende convenzionali perirebbero e le stesse sarebbero costrette a convertire la loro produzione in biologico per adeguarsi alle nuove regole imposte dal mercato, con un enorme vantaggio a beneficio di intere aree del pianeta.

Una delle catene che aiuta la buona battaglia per un mondo migliore è Bio c'Bon. Di origine francese, ormai si  è da anni affermata in più di mezza Europa e in Asia; a Milano in soli tre anni la voglia di bio ha spinto la società ad aprire 13 negozi, risultando ad oggi la catena bio più diffusa nella capitale della moda e sono pronto a scommetterci che si diffonderà in tutta Italia nell'arco di pochi anni. Il vino che sto per presentarvi lo troverete in esclusiva solo da Bio c'Bon, perciò bando alle ciance e passiamo alla recensione.

Nome: Le Pavillon des Cepages
Uvaggio: Cabernet Sauvignon 100% da agricoltura biologica
Annata:2015
Gradazione alcolica: 13,5%
Prezzo: 6 €
Voto:89/100

Vista: Rosso porpora, luminoso e brillante

Naso: Gentili sentori vinosi accarezzano il naso, perdendosi in sinuosi sentori di prugna e ribes nero, rigirando il bicchiere lievi sentori di fichi secchi mandorlati addolciscono con gusto l'olfatto per poi portarci verso sentori di humus, terra e peperone secco che chiudono una fantastica analisi olfattiva.
Bocca: buonissima acidità che lo rende di facile beva, un bicchiere tira l'altro, il tannino è giovanissimo e scalpita nel palato, un vino fresco e fruttato, la corrispondenza è quasi totale, di medio peso è molto piacevole.

Abbinamento: salumi e formaggi caprini rigorosamente biologici, provatelo con pane nordico burro e alici/salmone.
Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

venerdì, febbraio 03, 2017

Vini, a Bari Trebbiano d'Abruzzo protagonista

BARI - Tradizionalista fin dentro il midollo e, per questo, innovatore per vocazione. Il Signore dei vini abruzzesi, rappresentante dell'Italia vitivinicola nel Mondo. È Emidio Pepe, con noi il 6 febbraio per un'imperdibile verticale del suo Trebbiano d'Abruzzo. A guidare la giornata di degustazione, Sofia Pepe.

L'evento sarà suddiviso in due tempi: alle ore 18.00 presso le sale del Rondò Hotel Bari la degustazione in verticale di ben 5 annate di Trebbiano d'Abruzzo, selezionate da Sofia Pepe, responsabile commerciale dell'azienda di famiglia; un viaggio lungo 18 anni, dalla storica vintage 1995 alla più recente 2013, passando per le prestigiose 2004, 2007 e 2009; alle ore 20.30 presso Le Giare Ristorante, cena con la stessa produttrice a cura della brigata guidata dallo Chef Antonio Bufi e da Lucia Della Guardia, con 5 etichette Emidio Pepe in abbinamento: Trebbiano 2013, Pecorino 2013, Cerasuolo 2015, Montepulciano 2013, Montepulciano 2001. Un evento possibile grazie ad Agenzia Leone di Gerardo Leone e Rondò Hotel Bari.

martedì, gennaio 31, 2017

VINO DiVINO. Il Calidus, sorprendente spremuta del sole di Puglia

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Abbiamo già parlato in passato dell'azienda agricola Fabiana, dell'impegno e della dedizione che Michele e Fabiana Barulli ci mettono per creare grandi vini e fare grande il nome della Puglia nel mondo.

Capita spesso, seguendo i profili facebook dei due fratelli, di vederli alle prime ore dell'alba impegnati in vigna o a tarda notte in un ristorante di New York dediti alla promozione di quella spremuta di sole pugliese che ci vantano in tutto il mondo.

Questa volta ci dedichiamo al più grande dei loro vini, immergendoci nella recensione del Calidus, punta di diamante dei vini di Agricole Fabiana.

NOME: Calidus
AZIENDA PRODUTTRICE: Agricole Fabiana
VITIGNO: 100% Primitivo
ANNATA: 2013
GRADAZIONE ALCOLICA: 14,5 %
CATEGORIA DI PREZZO:18-25 €
VOTO:93/100
VISTA: Rosso porpora con riflessi granati
NOTE OLFATTIVE: Morbidi e avvolgenti sentori vinosi si impongono con grazia ad un primo giro di calice, sentori fruttarti ricordano la mora e il ribes nero, cremose fragranze di prugna e ciliegia caramellata. La speziatura varia dal pepe nero, alla cannella, ai chiodi di garofano e per finire ad una punta di noce moscata. Riflessi balsamici rimandano alla mia memoria olfattiva le caramelle all'eucalipto di Ameluk. Un grande vino che chiama all'assaggio.
GUSTO: Caldo corposo, avvolgente e sensazionale, un vero e proprio concertato di sole di Puglia, tannino giovane e scalpitante lunga previsione di invecchiamento.

ABBINAMENTO: Maccheroni di Gragnano al ragù di involtini (braciole).

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Vino, i rosati pugliesi pronti a conquistare il mercato americano

NEW YORK - I rosati pugliesi pronti a conquistare il panorama enologico a stelle e strisce con una serie di eventi negli States e, fra gli altri, un testimonial d’eccezione: Jeff Porter, beverage director dei ristoranti di Joe Bastianich in Usa.  Fra gli eventi più attesi, infatti, il seminario “A Passion for Pink: Italy's love affair with rosato”, condotto proprio da Porter, tra i più autorevoli sommelier del Paese e responsabile delle scelte dei vini per i 25 ristoranti statunitensi del Batali & Bastianich Ospitality Group. Con Porter, altro relatore di spessore del seminario sarà Eric Guido, wine director del Marketing Morrell Wine Group, responsabile della selezione del loro catalogo. Per la prima volta, dunque, gli esperti americani accenderanno i riflettori sulla crescente “passione rosa” in campo enoico.  (Il seminario sarà trasmesso in diretta streaming, alle 20 ora italiana del 6 febbraio, sulla pagina Facebook di Puglia in Rosè).

Un programma articolato -  durante il quale, dal 3 all’8 febbraio, si alterneranno tra Washington, New York e Miami degustazioni, cene, seminari e il tradizionale Grand Tasting -  messo a punto da Puglia in Rosé, l’associazione che raggruppa ben 52 produttori di rosati, con l’obiettivo strategico di entrare nella carta dei vini dei ristoranti italiani della Grande Mela e di Miami e stringere accordi commerciali con i più importanti importatori statunitensi.

Occasione per fare breccia nel più importante mercato mondiale del vino di qualità, che continua a registrare importanti trend di crescita, è l’”Italian Wine Week”, la consueta settimana del vino italiano organizzata da Ice - Italian Trade Agency, l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, con la collaborazione di Puglia in Rosé e Vinitaly International Academy.

Washington, New York e Miami sono le città-chiave degli Usa scelte  per un percorso tematico itinerante nel quale verranno coinvolti ristoratori, importatori, distributori, giornalisti e i principali stakeholder  del mercato globale enoico. Obiettivo, promuovere i rosé di Puglia sul mercato americano creando nuove opportunità di contatto per i produttori pugliesi e rafforzando i rapporti istituzionali e culturali già stretti in occasione degli appuntamenti organizzati a dicembre scorso nella Grande Mela da Puglia in Rosé, in collaborazione con l’agenzia “Giosetta Consultants” dell’italo-americana Giosetta Capriati (rappresentante onoraria della “American Chamber of Commerce in Italy”). Appuntamenti che hanno visto i rosati pugliesi protagonisti presso l’ Istituto Italiano di Cultura a New York in occasione della  mostra dedicata a Guido Cagnacci, e del ‘Christmas Party’ al Metropolitan Museum.

Prosegue dunque il viaggio statunitense dei grandi rosati pugliesi, presentati all’“Italian Wine Week 2017” quali eccellenze dell’enologia italiana, con gli americani sempre più propensi a scegliere un buon calice di vino italiano, che si attesta al primo posto nell’import del mercato enoico americano, il più importante al mondo. Parlano infatti chiaro i dati elaborati dall’ICE, Istituto Nazionale del Commercio Estero, sulla base dei quali riparte come ogni anno l’iniziativa “Italian Wine Week”: negli ultimi 5 anni l’export di vino italiano verso gli Stati Uniti è cresciuto del 61%. Il mercato statunitense si conferma in grande espansione nel settore vinicolo, quindi: ben il 62% degli americani consuma bevande alcoliche e 1 volta su 3 è vino; aumenta del 50% il consumo a cena, mentre il 60% avviene  in casa. I dati rivelano anche le nuove tendenze di consumo: si delinea infatti la figura del “millennial”: giovane tra i 21 e i 35 anni, curioso, avventuroso e idealista, dal reddito medio e tendente a consumare abitualmente bevande alcoliche di qualità acquistando prevalentemente vini online.

“Dati - spiega Lucia Nettis, direttrice di Puglia in Rosè – che motivano a promuovere il vino italiano come prodotto di lusso.  Rilevanti sono anche le nuove tendenze del mercato, tra cui si posiziona il vino rosato, consumato prevalentemente d’estate come una bevanda fresca e giovane, che riscontra sempre più successo, al pari quasi delle amate bollicine e accostato sempre più all’idea della spensieratezza e vivacità. Il vino italiano è divenuto un elemento-chiave, insomma, sulla tavola degli americani, ed è lì che intendiamo portare i nostri rosati.  Se tra le ragioni che spingono gli americani a scegliere i vini italiani ci sono anche i varietali autoctoni, come sembrano suggerire i dati, allora la Puglia, terra ricca di sapori e tradizioni, ha molto da dire e proporre con i suoi straordinari rosati da vitigni autoctoni”.

mercoledì, gennaio 25, 2017

Vino: "sui fondi europei bloccati il Ministero dell'Agricoltura fa scena muta"

BARI - Il Ministero delle Politiche Agricole non dipana il caos relativo ai finanziamenti europei sull’Ocm (Organizzazione comune dei mercati agricoli) del vino, destinati a promuovere le produzioni vitivinicole italiane sui mercati dei Paesi terzi, provocato dai numerosi ricorsi contro le presunte irregolarità delle domande per l’accesso ai fondi. In Commissione Agricoltura a Montecitorio, infatti, dinanzi ad una interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle su come intenda risolvere il blocco dei fondi comunitari, il Governo ha fatto scena muta, non dando alcuna linea risolutiva per un’impasse che rischia di danneggiare le aziende di uno dei settori strategici per promuovere l’immagine del Made in Italy all’estero.

“Ci scontriamo ancora una volta con un’incapacità politica di cui ne stanno già facendo le spese le tante aziende del settore. Infatti – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – il caos sui fondi Ue dell’Ocm vino è stato creato dallo stesso Ministero che, non specificando alcuni parametri nel primo bando, ha generato interpretazioni differenti che hanno dato luogo a una graduatoria, bersaglio di numerosi ricorsi. Stessa scena per la seconda graduatoria, frutto di un nuovo bando che voleva correggere il primo, ma oggetto di una nuova ondata di ricorsi su cui dovrebbe pronunciarsi il Tar a fine marzo. Una sentenza che non dà certo una sicurezza alle aziende vincitrici che poi potrebbero trovarsi a dover restituire soldi già spesi. Oltre alla smentita dell’assenza dei tecnici del Ministero agli incontri con le Regioni, nonostante quest’ultime dichiarino di averli formalmente invitati, non ci è stata data alcuna risposta. Nemmeno su quanto emerso dall’incontro tardivo di ieri con i rappresentanti regionali. Un atteggiamento – conclude L’Abbate (M5S) –  che ci fa pensare che non sanno come risolvere il caos creato dal Governo stesso”.


sabato, gennaio 21, 2017

VINO DiVINO. Fatalone, un Primitivo biologico che non teme l'avanzare del tempo

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Il dubbio che sovente mi viene quando apro un vino di annata biologico è se avrà resistito o meno al peso del tempo. I dubbi sono figli della curiosità ed è la stessa che mi spinge a ricercare vini biologici che abbiano almeno 10 anni per testarne la longevità.

In questo caso ho voluto deliziarmi con una bottiglia di Primitivo di Gioia del Colle doc che ha sulle sue spalle ben 12 anni di invecchiamento. Più volte ho avuto il piacere di degustare il Fatalone, vino forte come forti sono le mani dei nostri vignaioli pugliesi, un vino ricco e complesso che si abbina facilmente ad una cucina territoriale pugliese ricca di gusto.

Andiamo a scoprire insieme questo grande Primitivo Biologico.

NOME: Fatalone Primitivo di Gioia del Colle doc
AZIENDA PRODUTTRICE: az. Agr. Pasquale Petrera
VITIGNO: 100% primitivo da uve biologiche
GRADAZIONE ALCOLICA: 15%
ANNATA: 2006
CATEGORIA DI PREZZO: 13-20 €
VOTO: 92/100
VISTA: rosso tendente al granato luminoso.
NOTE OLFATTIVE:Gran trionfo di profumi, in primis note fruttate mature, ricordano l'amarena e la prugna, la prima sotto spirito la seconda in confettura. Rigirando il calice emergono note di cuoio e note balsamiche che richiamano sentori di erba medica. Chiudo questa meravigliosa analisi olfattiva con note di pasticceria con richiami di mandorle zucchero e cannella.
GUSTO: sorprende l'ottimo peso e il corpo che riempiono la bocca rendendola ricca di gusto e calore. Ben equilibrato nei tenori zuccherini, in bocca ripercorre esattamente l'esame olfattivo passando a pieni voti l'esame sulla corrispondenza. La persistenza è infinita e il tannino elegantissimo. Fantastico vino complimenti al produttore.

Abbinamento: ragù di cinghiale, arrosti e carni di tagli pregiati alla brace.

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giovedì, gennaio 19, 2017

OCM Vino, Di Gioia: "Primi interventi di aiuto per le aziende vitivinicole pugliesi"

BARI - “Primi aiuti concreti per le aziende vitivinicole pugliesi, posti in essere dalla Giunta regionale, in un momento particolarmente difficile, dopo le gelate della prima decade quest’anno”.
Lo dice l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia, sottolineando che “per l’attuazione d’interventi di ristrutturazione e riconversione di vigneti atti a produrre vini di qualità, è stato approvato l’atto di ammissione a finanziamento per circa 9,5 milioni di euro destinati a 192 aziende vitivinicole pugliesi, ammettendo all’istruttoria ulteriori 141 domande di aiuto per oltre 3 milioni di euro”.

“I provvedimenti  - spiega - sono stati approvati in una fase di notevole difficoltà per le aziende pugliesi messe in ginocchio dagli ultimi eventi atmosferici del 5, 6 e 7 gennaio scorsi con incalcolabili danni subiti alle colture, agli allevamenti e alle strutture e da una crisi strutturale di mercato e di lavoro che perdura da tempo”.

La concessione delle provvidenze previste dall’OCM – organizzazione comune del mercato - Vino per Regione Puglia per l’anno 2017, ammontano complessivamente a 27 milioni di euro di cui 13 circa per l’azione di Ristrutturazione e riconversione vigneti e la restante parte per l’attuazione degli interventi previsti dalle Misure investimenti, promozione dei vini sui mercati dei Paesi Terzi e Vendemmia Verde.

“L’immediata disponibilità delle risorse liberate – conclude - e la richiesta dello stato di crisi (approvato con Deliberazione di Giunta regionale n. 5  del 12 gennaio 2017) già trasmessa al Ministero delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali per l’emanazione del decreto nazionale di declaratoria dello stato di calamità naturale per i danni subiti nei primi giorni di gennaio, rappresentano le prime azioni concrete per reagire e porre le imprese agricole pugliesi in una prospettiva positiva per affrontare la prossima campagna agraria”.