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martedì, marzo 21, 2017

La Puglia del vino cresce: le esportazioni aumentano del 18,2 per cento

DUSSELDORF - La Puglia continua a scalare posizioni nella classifica dell'export del vino: secondo i più recenti dati dell´ufficio studi di Unioncamere, nei primi nove mesi del 2016 le esportazioni sono cresciute del 18,2 per cento, con un volume di affari che supera abbondantemente gli 84 milioni di euro. La proiezione a fine anno è intorno ai 110 milioni di euro.

Queste cifre confermano la crescita continua negli ultimi cinque anni: non è un caso se la presenza pugliese al ProWein, in programma a Düsseldorf fino al 21 marzo, è aumentata fino a superare le cento aziende nell'edizione 2017, con 62 imprese ospitate nello stand di Regione e Unioncamere Puglia, dove i protagonisti sono i tre principali vitigni autoctoni: Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia.

"Il ProWein - dice l'assessore regionale all'Agricoltura, Leonardo Di Gioia - è un'occasione unica per i produttori pugliesi perché dà accesso a mercati importanti e ha quel respiro internazionale che le nostre imprese cercano. Una parte dei produttori espone nel nostro stand, un'altra, composta da aziende più grandi, è presente alla fiera in maniera autonoma: questa partecipazione è il segno di una rilevanza del settore vitivinicolo pugliese in ambito meridionale e anche a livello nazionale. Tutto questo - continua Di Gioia - è possibile grazie allo spirito imprenditoriale delle aziende che lavorano insistentemente sul tema della promozione e della commercializzazione, ma anche grazie a strategie che stanno consentendo, con l'utilizzo del Psr, di accompagnare il maggior numero di imprese in un contesto nazionale e internazionale. Nei prossimi mesi verrà attivata la Misura 3.2 per la promozione, con progetti da 150mila euro ciascuno: un ausilio fondamentale per le aziende con l'obiettivo di rafforzare il connubio tra vino e territorio. A breve, inoltre, verrà chiusa la programmazione degli eventi che hanno il vino come tema centrale. Alle imprese pugliesi - conclude Di Gioia - chiediamo lo sforzo di accorpare sempre più le tipologie di vino e creare specifiche attività promozionali, per offrire quantità e qualità adeguate e una forte riconoscibilità regionale".

Nell´enoteca all'interno dello stand di Regione e Unioncamere, il Primitivo è il vino più richiesto dai visitatori. Molti degli espositori invece propongono con successo altri due vitigni minori, che incontrano un crescente interesse fra operatori e buyer internazionali: il Minutolo e il Fiano. Due antichi vitigni a bacca bianca, salvati dall´estinzione e prodotti su tutto il territorio regionale (il Minutolo, in particolare è tipico della Valle d'Itria) ma che non hanno ancora ottenuto il riconoscimento ministeriale.

Sulla pagina Facebook FEELING APULIA è possibile seguire tutti gli appuntamenti live dal ProWein 2017 con dettagli sugli incontri giornalieri.

Prowein, 60 mln per l’agricoltura pugliese. Le cantine potranno investire in tecnologia

BARI - “Nei prossimi mesi la Regione Puglia finanzierà con circa 60 milioni di euro bandi destinati a cantine, frantoi e sistemi di trasformazione dell’ortofrutta”. A dare l’annuncio l’assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia: nei giorni scorsi a Bruxelles – spiega - abbiamo avuto un negoziato con la Commissione europea per decidere in che modo aiutare questi settori. La soluzione è stata trovata all’interno della misura 4.2 confermando gli aiuti riservati alle aziende. Il sistema delle cantine – sottolinea Di Gioia - avrà un grande beneficio da questo intervento e potrà giovarsi di investimenti tecnologici, innovativi ed ecocompatibili, per rispettare quei criteri ambientali che rappresentano un valore aggiunto per i consumatori”.

Nella stessa direzione volta a promuovere il settore vitivinicolo, la Regione e Unioncamere Puglia hanno coordinato la partecipazione di oltre 60 imprese alla 22esima edizione del ProWein di Düsseldorf che si chiude oggi. Le aziende vitivinicole pugliesi hanno esposto il meglio della propria produzione all'interno dell'area istituzionale allestita nello stand A31, Padiglione 16.

Protagonisti nel 2017 i tre vitigni autoctoni principali della Puglia a bacca rossa: Nero di Troia, Primitivo e Negroamaro. Quest'ultimo declinato anche nel rosato, vino particolarmente apprezzato nel Nord Europa e in Germania. L'offerta dei rosati si è ulteriormente arricchita per far fronte alla richiesta di buyer e ristoratori europei con etichette prodotte anche dalla vinificazione del Bombino nero di Castel del Monte, il più antico Docg di Puglia.

Molte le novità presentate nell'importante fiera tedesca; primitivi vegani e biologici, vini bianchi ottenuti da antichi vitigni salvati dall'estinzione e rivalorizzati, come il Minutolo e il Fiano di Puglia, spumanti e champagne bianchi e rosati, prodotti sia in metodo classico che Martinotti.

Una vetrina di rilievo per i vini di Puglia i wine tasting guidati dal giornalista Christian Eder, nell’area dell’editore Vinum, che per la fiera ha preparato un dossier sulla Puglia del vino, coniugando bellezze paesaggistiche e tipicità vinicole del territorio. Ogni giorno è stata ripercorsa la storia di Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia con la degustazione di etichette rappresentative per ogni vitigno.

“C’è molta curiosità da parte dei consumatori tedeschi per i vini pugliesi – dice il giornalista di Vinum Christian Eder – e per la diversità di paesaggi e culture. L’interesse per le varietà autoctone è molto di moda: la Puglia ha la fortuna di avere questi tre tipi di vitigni, Nero di Troia nella zona settentrionale, Primitivo al centro e Negroamaro al sud, che danno origine a un vino ideale per il consumatore nordico che ama profumi, gusti e suggestioni legati alla “dolce vita”. La Puglia – continua Eder - dopo aver lavorato molto sulla quantità si sta impegnando per puntare sulla qualità e sui brand. La rinascita della Puglia a cui assistiamo negli ultimi anni è anche la rinascita di una viticoltura tradizionale, di piccole imprese familiari che mettono il vino prodotto sul mercato. È certamente una sfida impegnativa perché ormai l’offerta di vino buono è dappertutto”.

Nello spazio Enoteca dello stand A31, la De.S.A. (Deutschland Sommelier Association) ha promosso tutti i giorni degustazioni delle etichette storiche e delle novità proposte dagli espositori, con focus di approfondimento dedicati ai vini pugliesi.

Sulla pagina Facebook FEELING APULIA è possibile seguire gli appuntamenti live dal ProWein 2017.

lunedì, marzo 20, 2017

Puglia in rosè, un Vinitaly 2017 a stelle e strisce per i rosati pugliesi

NEW YORK - I rosati come occasione per promuovere le produzioni eccellenti ottenute dai vitigni storici pugliesi, che riscuotono sempre più apprezzamento all’estero. Con una formula appositamente studiata, infatti, al prossimo Vinitaly di Verona l’associazione Puglia in Rosé, che raggruppa 52 produttori, allestirà nel PADIGLIONE N. 3 - storico regno delle bollicine del Prosecco - una piccola enoteca dove raccontare a operatori e buyer stranieri i sempre più richiesti bianchi, le bollicine e i rosati che tanto si stanno affermando ormai in tutto il mondo.

Protagonisti, naturalmente, i rosati di Puglia e le “50 sfumature di rosa”, o meglio “50 Shades of Pink", progetto nato e pensato in collaborazione con Wine Enthusiast: un riconoscimento al successo crescente dei rosati sul mercato statunitense, suggellato peraltro dalla presenza al Vinitaly di un testimonial di grande profilo, Jeff Porter, beverage director dei ristoranti di Joe Bastianich in Usa.
E proprio Porter, protagonista del primo seminario tecnico mai dedicato alle produzioni pink negli Usa (organizzato durante l’Italian Wine Week di New York), anticipa la sua presenza al Vinitaly 2017 con la notizia dell’approvvigionamento di una selezione di rosati pugliesi che saranno testati nei ristoranti di Bastianich di New York: la conferma dell’apprezzamento per le produzioni rosate, che potrebbe portare a breve alla chiusura di un accordo commerciale con i produttori pugliesi.  “Credo davvero – dichiara Porter -  che il vino rosato abbia un ruolo importante sul mercato americano. Il consumatore ama la sua freschezza, il suo gusto fruttato, la sua struttura e l’abilità di abbinarsi a diverse tradizioni culinarie. La diversità dei rosati italiani, e in particolar modo di quelli pugliesi, è una caratteristica unica che credo consacrerà definitivamente il successo di questi vini sul mercato americano”.

Porter, durante il Vinitaly, guiderà due degustazioni masterclass dedicate ai vini rosati di Puglia -  in programma domenica 9 aprile all’interno dell’International Buyers’ Lounge -  insieme a Giuseppe Baldassarre, componente della commissione didattica nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier e referente della delegazione Murgia dell’A.I.S. Puglia, grande conoscitore dei vini rosati e autore del libro “Una terra vestita di rosa, viaggio alla scoperta dei rosati di Puglia”. “La storia dei rosati di Puglia è lunga – commenta Baldassarre -  anche se non molto conosciuta; quello che spesso può sfuggire è che la strada della modernità, ai vini di Puglia, l’hanno aperta i rosati e non i rossi. La Puglia potrebbe essere insomma visitata solo girando da un rosato all’altro. La presenza sul mercato del rosato pugliese non è però ancora incisiva come meriterebbe, e così forte da esprimersi in tutto il suo potenziale successo in questo momento storico estremamente favorevole per i rosati a livello mondiale. Occorre dunque restituire ai rosati pugliesi il ruolo di protagonisti, recuperando la loro forte valenza identitaria”.

"Quelle del Vinitaly saranno le più grandi degustazioni sui vini rosati di Puglia mai realizzate –  spiega Lucia Nettis, presidente di Puglia in Rosé - in continuità con quelle già fatte a New York, ma soprattutto orientate ad una platea straordinaria, con un taglio decisamente commerciale, perché oltre ad un’azione di educazione e sensibilizzazione sul vino rosato occorre focalizzare le energie sull’aspetto della distribuzione e della vendita. Avremo quindi una platea straordinaria di master of wine: master sommelier, buyer, giornalisti da tutto il mondo, guidati da chi decide le carte vini nei ristoranti più rinomati al mondo”.

La Puglia dei rosati, dunque, si appresta a partecipare al prossimo Vinitaly con ottimi auspici e un programma articolato, in cui sono previsti anche incontri B2B con operatori stranieri provenienti da Svezia, Finlandia, Germania.

domenica, marzo 19, 2017

Dalla Disfida ai 'vini gemelli': storie e leggende di Puglia al ProWein di Düsseldorf

DUSSELDORF - C’è un bicchiere di vino in più dietro la sconfitta dei francesi nella disfida di Barletta del 1503. Si racconta che i nobili transalpini sottovalutando la forza dei cavalieri guidati da Ettore Fieramosca decisero di trascorrere le ore precedenti alla contesa in una taverna a bere il vino rosso della zona, il Nero di Troia. Non tutti sanno, poi, che dalle uve di Negroamaro è nato nel 1943 il primo vino rosato imbottigliato e commercializzato in Italia (dall'azienda Leone De Castris) e da subito esportato negli Stati Uniti. Sul finire della guerra il generale Charles Poletti, commissario per gli approvvigionamenti delle forze alleate, chiese una grossa fornitura di vino rosato, le cui uve provenivano dal feudo Cinque Rose. Il generale voleva un vino dal nome americano: nacque così il “Five Roses”.

Nel 1967, invece, Austin Goheen, patologo delle piante del dipartimento dell'agricoltura degli Stati Uniti e docente all' Università della California a Davis, fu il primo accademico ad accorgersi che Primitivo e Zinfandel potevano essere gemelli separati alla nascita. Dopo molti studi e una collaborazione tra l'università e l'Istituto sperimentale per la viticoltura di Conegliano, nel 1994 si arrivò alla prova definitiva dell'identità genetica dei due vitigni.

Sono soltanto alcune storie legate ai tre gioielli pugliesi, Nero di Troia, Negroamaro e Primitivo, al centro degli appuntamenti della 22esima edizione di ProWein, in programma a Düsseldorf da oggi al 21 marzo. Sono oltre sessanta le aziende vitivinicole pugliesi che espongono il meglio della propria produzione all'interno dell'area istituzionale della Regione Puglia - Unioncamere Puglia (Padiglione 16 stand A31). Una vetrina di prestigio per i vini di Puglia sono i wine tasting guidati dal giornalista Christian Eder, nel Padiglione 13 Stand C 39, nell’area dell’editore Vinum.

Ogni giorno viene ripercorsa la storia di Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia con la degustazione di etichette rappresentative per ogni vitigno (i prossimi appuntamenti: lunedì, alle 15.45 e martedì alle 11.30). Vinum è il più autorevole editore di lingua tedesca: per la fiera ha preparato un dossier sulla Puglia del vino, un itinerario ideale in cui coniugare bellezze paesaggistiche e tipicità vinicole del territorio.

Nello spazio Enoteca del Padiglione 16 stand A31, la De.S.A. (Deutschland Sommelier Association) conduce tutti i giorni, dalle 10 alle 18, degustazioni delle etichette storiche e delle novità proposte dagli espositori. Ogni giorno alle 12 e alle 17 si tengono in Enoteca focus di approfondimento dedicati ai vini pugliesi.

Sulla pagina Facebook FEELING APULIA è possibile seguire tutti gli appuntamenti live dal ProWein 2017 con dettagli sugli incontri giornalieri. 

giovedì, marzo 09, 2017

I vini più venduti in Puglia

VERONA – Nero di Troia, Negroamaro, Primitivo, Lambrusco e Sangiovese sono, nell’ordine, i vini più richiesti nei supermercati della Puglia nel 2016 secondo la ricerca dell’istituto di ricerca IRI commissionata da Vinitaly (Verona 9/12 aprile). Nella speciale classifica dei vini a maggior crescita, il Primitivo e il Negroamaro si piazzano rispettivamente all’11° e al 15° posto, con una crescita dell’8,5% e del 6,9% (vedi tabelle).

Le prime anticipazioni della ricerca dell’IRI, che sarà presentata a Vinitaly il 10 aprile, sottolineano la crescita significativa, a livello nazionale, delle vendite delle bottiglie di vino a denominazione d’origine e degli spumanti; il vino biologico prosegue il suo percorso di uscita dalla nicchia di mercato; flessione dei vini nel brik di cartone e in tutti quei formati che non siano la bottiglia da 75cl.

Quello della Grande distribuzione si conferma il canale di vendita di gran lunga più grande nel mercato del vino con 505 milioni di litri venduti nel 2016 per un valore di un miliardo e mezzo di euro. In un anno di sensibile contrazione dei consumi familiari, il mercato italiano del vino gode di una relativamente buona salute, come testimoniato anche dalle vendite nei supermercati. I vini a denominazione d’origine (in bottiglia da 0,75lt) aumentano del 2,7% in volume (e del 4,4% in valore) con 224 milioni di litri venduti, proseguendo nel trend già promettente del 2015 (+1,9%). Per il secondo anno consecutivo le vendite in promozioni rimangono statiche ed i prezzi medi sono in risalita.

Va sottolineato il successo degli Spumanti che fanno segnare nel 2016 una crescita di oltre il 7% con 54 milioni di litri venduti, bissando l’ottimo risultato del 2015.

“La crescita degli spumanti riflette una destagionalizzazione delle vendite di bollicine conseguenza di un crescente uso nel consumo quotidiano – fa notare Virgilio Romano, Business Insight Director di IRI – Tale aspetto ci permette di dedurre che lo spumante attira nuovi consumatori e potrebbe rappresentare una tendenza di rottura nelle tradizionali abitudini del bere italiano”.

I vini biologici fanno registrare una crescita a due cifre impressionante per un mercato ancora giovane, soprattutto nella Grande distribuzione: +25,7% in volume con 2 milioni e mezzo di litri venduti.

“I primi dati sul mercato del vino nella Grande Distribuzione confermano la ripresa del mercato interno del vino in Italia – ha commentato Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere – I consumatori cercano sugli scaffali sempre più il vino di qualità, con un conseguente aumento dei prezzi medi. E’ un processo che è sempre stato sostenuto da Vinitaly che da 13 anni organizza e promuove l’incontro tra cantine e Grande distribuzione in convegni e incontri B2B”.

mercoledì, marzo 08, 2017

VINO DiVINO. Chiarli, oltre 150 anni dedicati alla produzione del Lambrusco

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - La storia della famiglia Chiarli inizia a Modena, quando Cleto Chiarli, capostipite della famiglia, decide di aprire l'osteria dell'artigliere. Il buon Cleto produceva da sè un vino frizzante da accompagnare agli ottimi pasti della tradizionale cucina emiliana, il vino fatto rifermentare in bottiglia era il famoso Lambrusco, che deve proprio alla famiglia Chiarli la notorietà internazionale. Cleto Chiarli capisce da subito la vocazione commerciale del Lambrusco dedicandosi completamente alla produzione ed al commercio di questo fantastico vino.

Il Lambrusco ha attraversato per 150 anni la storia d'Italia, ed ha subito per la troppa commercializzazione del prodotto un brusco abbassamento qualitativo conseguenza del quale una perdita d'interesse da parte dei veri appassionati del vino. La famiglia Chiarli è riuscita a non farsi lusingare dalle sirene dei mercati mantenendo sempre un certo stile di produzione che ha permesso all'azienda di superare brillantemente la “crisi del Lambrusco” attestandosi tutt'oggi tra le migliori aziende che producono questo dolce nettare.

Nome: Villa Cialdini lambrusco
Azienda produttrice: Cleto Chiarli
Uvaggio: Grasparossa 100%
Gradazione alcolica: 11%
Prezzo: 8-15 €
Valutazione: 90/100

Vista: Magenta luminoso con perlage elegante e fine

Naso: Fresco e fruttato nelle sue sfumature di fragoline di bosco e arancia rossa e banana. Note di pepe bianco, con piccoli spunti di cannella e curcuma esaltano la nota speziata di quest'ottimo Lambrusco,  leggere note caramellate chiudono questa fresca indagine olfattiva.

Bocca: fresco e fruttato assolutamente corrispondente all'esame olfattivo, cremoso con delle belle bollicine che accarezzano il palato, ottima acidità assolutamente nessun sentore zuccherino, tannino ruvido ma piacevole persistenza media. Di lunga piacevolezza si lascia bere e apprezzare se abbinato ad una cucina ricca di gusto.

Abbinamento: Gorgonzola di capra, gnocco fritto e Prosciutto crudo di Parma stagionato.

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

martedì, marzo 07, 2017

Bari, gli esperti internazionali del vino a confronto

BARI - Si ritroveranno a Bari in viaggio da ogni parte del mondo autorevoli conoscitori di vino per partecipare all’unico grande evento che rende omaggio ai vitigni autoctoni del sud Italia giunto alla sua dodicesima edizione.

Dal 30 Maggio al 5 giugno prossimi Radici del Sud ospiterà infatti oltre 40 esperti nazionali ed internazionali chiamati a valutare l’evoluzione della produzione vinicola che negli ultimi anni ha acquistato l’attenzione di un vasto pubblico di appassionati attenti a coglierne le peculiari sfumature. Provenienti da Danimarca, Norvegia, Svezia, Inghilterra, USA, Gran Bretagna, Australia, Olanda, Russia, Ungheria, Polonia, Corea del Sud e Medio-Oriente oltre che dal nostro paese, comporranno le giurie che si pronunceranno per decretare i migliori risultati nelle varie categorie di appartenenza (stilate a seconda del vitigno di origine dei vini) e parteciperanno ai wine-tour in programma nei giorni della manifestazione utili per approfondire direttamente nei luoghi di produzione e nelle cantine la conoscenza del significativo retroscena dove prendono vita le attività che concorrono alla realizzazione dei vini.

I qualificati ed esperti giornalisti provenienti da ogni parte del mondo, saranno impegnati nelle giornate del 31 maggio, 1 e 2 giugno nei press tour previsti nei vari territori pugliesi per consentirgli di apprezzare direttamente nelle cantine, nelle zone di produzione, la complessità e il coraggio con cui i vini da vitigno autoctono del Sud Italia sono in grado di esprimersi. Negli stessi giorni, escluso il giorno 1 giugno dove anche i wine-buyer saranno impegnati in un interessante wine-tour, avranno luogo nel Castello di Sannicandro di Bari gli incontri BtoB tra i wine buyer e i produttori che si sono registrati a tali confronti per presentare e promuovere le proprie etichette. Nei due giorni successivi (3-4 giugno) le attività principali saranno quelle inerenti al concorso dei vini in lizza e si svolgeranno le 4 sessioni di assaggio alla cieca da parte di 4 apposite giurie strutturate per fornire verdetti di immediata lettura: faranno parte della stessa giuria i buyer esteri e distributori italiani che si esprimeranno presumibilmente considerando con occhio particolarmente attento la capacità di sedurre i mercati che i vini posseggono mentre i giornalisti nazionali ed internazionali comporranno un unico gruppo e forniranno un giudizio più incondizionato. Le ultime due giornate del 4 e 5 giugno sarà interamente dedicata al Salone del Vino, ad uso e consumo degli operatori di settore, appassionati addetti e non addetti ai lavori che potranno visitare gli stand espositivi delle cantine che hanno aderito per degustare la loro intera gamma di produzione. Al Salone, a disposizione dei visitatori, da quest’anno anche i banchi d’assaggio degli oli extravergine d’oliva che in questa prima edizione del primo salone dell’olio sarà circoscritto alle ultime due giornate.

Per concludere la dodicesima edizione del Salone del Vino da Vitigno Autoctono del Sud parteciperanno alla celebrazione dei vini i più grandi chef dei nostri territori del mezzogiorno ad allestire una grande festa enogastronomica aperta al pubblico in piazza Castello a Sannicandro di  Bari.

Nel novero degli illustri ospiti di Radici del Sud 2017 ecco l’elenco dei primi nomi degli esperti del settore: Simon Cassina è giornalista ma lavora anche per importatori, ed ha promesso di invitare buyer seri ed interessati inglesi. Alfonso Cevola è gironalista (blogger), ma lavora anche in un posto assai importante per il più grande distributore di vini negli Stati Uniti.

Alfonso Cevola, USA notissimo giornalista statunitense di origini italiane e specialista di vini italiani (“the Italian Wine Guy”). Collabora con diverse testate tra cui The Dallas Morning News e The Well Fed Network e svolge un ruolo determinante presso uno dei più grandi distributori di vino negli Stati Uniti.

Jung Yong Cho importatore ha un'impresa di vini italiani in Corea del Sud
Elaine Chukan Brown (USA) giornalista, lavora per Jancis Robinson e per Hawk Wakawaka Wine Reviews
Åsa Johansson giornalista, lavora anche come guida per BK Wine Tours
Simon Cassina (UK) giornalista e collaboratore di importatori di vino inglesi
Anthony D’Anna (Australia) importatore di vini italiani in Australia
Bernardo Conticelli giornalista importatore di vini italiani in Francia
Daniele Cernilli giornalista, editor di doctorwine.it

venerdì, febbraio 24, 2017

VINO DiVINO. Bio c'Bon, seguendo la pecorella ho scoperto vini bio e buoni

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Milano è da sempre la capitale della moda, con logica metodica sta diventando la capitale non di una moda passeggera ma di uno stile di vita all'insegna del cibo biologico. Essere bio non è una scelta che riguarda solo la nostra vita, essere bio riguarda intere comunità, riguarda la sorte di milioni se non miliardi di persone nell'intero pianeta. Essere bio è una battaglia quotidiana e può sembrare assurdo ma anche una bottiglia di vino può contribuire a rendere la vita di donne, uomini e bambini migliore.

Tutti noi abbiamo ben impresse in mente le immagini della nota trasmissione “Report”, immagini di intere famiglie costrette a vivere chiuse in casa tra le colline del Chianti, o di bambini costretti ad andare all'asilo accanto ai vigneti irrorati di chissà quali sostanze nelle zone dove si produce il “Prosecco”, come contrastare tutto ciò?

Da consumatori potremmo imporci e far cambiare idea alle aziende: scegliere un prodotto bio non solo aiuta lo svilupparsi di aziende agricole ecosostenibili ma migliora certamente la vita di chi quelle terre le abita, pensate le grandi città italiane come Milano, circondate da risaie e parchi agricoli, pensate a milioni di cittadini costretti non solo a respirare una cattiva aria causata da traffico e riscaldamento di case e aziende, ma anche costrette a mangiare prodotti agricoli trattati con pesticidi di sintesi e campi fertilizzati con concimi chimici.

Immaginate se un giorno i consumatori di una sola grande città come Milano si svegliassero e decidessero di acquistare solo prodotti biologici, frutta e verdura di aziende convenzionali perirebbero e le stesse sarebbero costrette a convertire la loro produzione in biologico per adeguarsi alle nuove regole imposte dal mercato, con un enorme vantaggio a beneficio di intere aree del pianeta.

Una delle catene che aiuta la buona battaglia per un mondo migliore è Bio c'Bon. Di origine francese, ormai si  è da anni affermata in più di mezza Europa e in Asia; a Milano in soli tre anni la voglia di bio ha spinto la società ad aprire 13 negozi, risultando ad oggi la catena bio più diffusa nella capitale della moda e sono pronto a scommetterci che si diffonderà in tutta Italia nell'arco di pochi anni. Il vino che sto per presentarvi lo troverete in esclusiva solo da Bio c'Bon, perciò bando alle ciance e passiamo alla recensione.

Nome: Le Pavillon des Cepages
Uvaggio: Cabernet Sauvignon 100% da agricoltura biologica
Annata:2015
Gradazione alcolica: 13,5%
Prezzo: 6 €
Voto:89/100

Vista: Rosso porpora, luminoso e brillante

Naso: Gentili sentori vinosi accarezzano il naso, perdendosi in sinuosi sentori di prugna e ribes nero, rigirando il bicchiere lievi sentori di fichi secchi mandorlati addolciscono con gusto l'olfatto per poi portarci verso sentori di humus, terra e peperone secco che chiudono una fantastica analisi olfattiva.
Bocca: buonissima acidità che lo rende di facile beva, un bicchiere tira l'altro, il tannino è giovanissimo e scalpita nel palato, un vino fresco e fruttato, la corrispondenza è quasi totale, di medio peso è molto piacevole.

Abbinamento: salumi e formaggi caprini rigorosamente biologici, provatelo con pane nordico burro e alici/salmone.
Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

venerdì, febbraio 03, 2017

Vini, a Bari Trebbiano d'Abruzzo protagonista

BARI - Tradizionalista fin dentro il midollo e, per questo, innovatore per vocazione. Il Signore dei vini abruzzesi, rappresentante dell'Italia vitivinicola nel Mondo. È Emidio Pepe, con noi il 6 febbraio per un'imperdibile verticale del suo Trebbiano d'Abruzzo. A guidare la giornata di degustazione, Sofia Pepe.

L'evento sarà suddiviso in due tempi: alle ore 18.00 presso le sale del Rondò Hotel Bari la degustazione in verticale di ben 5 annate di Trebbiano d'Abruzzo, selezionate da Sofia Pepe, responsabile commerciale dell'azienda di famiglia; un viaggio lungo 18 anni, dalla storica vintage 1995 alla più recente 2013, passando per le prestigiose 2004, 2007 e 2009; alle ore 20.30 presso Le Giare Ristorante, cena con la stessa produttrice a cura della brigata guidata dallo Chef Antonio Bufi e da Lucia Della Guardia, con 5 etichette Emidio Pepe in abbinamento: Trebbiano 2013, Pecorino 2013, Cerasuolo 2015, Montepulciano 2013, Montepulciano 2001. Un evento possibile grazie ad Agenzia Leone di Gerardo Leone e Rondò Hotel Bari.

martedì, gennaio 31, 2017

VINO DiVINO. Il Calidus, sorprendente spremuta del sole di Puglia

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Abbiamo già parlato in passato dell'azienda agricola Fabiana, dell'impegno e della dedizione che Michele e Fabiana Barulli ci mettono per creare grandi vini e fare grande il nome della Puglia nel mondo.

Capita spesso, seguendo i profili facebook dei due fratelli, di vederli alle prime ore dell'alba impegnati in vigna o a tarda notte in un ristorante di New York dediti alla promozione di quella spremuta di sole pugliese che ci vantano in tutto il mondo.

Questa volta ci dedichiamo al più grande dei loro vini, immergendoci nella recensione del Calidus, punta di diamante dei vini di Agricole Fabiana.

NOME: Calidus
AZIENDA PRODUTTRICE: Agricole Fabiana
VITIGNO: 100% Primitivo
ANNATA: 2013
GRADAZIONE ALCOLICA: 14,5 %
CATEGORIA DI PREZZO:18-25 €
VOTO:93/100
VISTA: Rosso porpora con riflessi granati
NOTE OLFATTIVE: Morbidi e avvolgenti sentori vinosi si impongono con grazia ad un primo giro di calice, sentori fruttarti ricordano la mora e il ribes nero, cremose fragranze di prugna e ciliegia caramellata. La speziatura varia dal pepe nero, alla cannella, ai chiodi di garofano e per finire ad una punta di noce moscata. Riflessi balsamici rimandano alla mia memoria olfattiva le caramelle all'eucalipto di Ameluk. Un grande vino che chiama all'assaggio.
GUSTO: Caldo corposo, avvolgente e sensazionale, un vero e proprio concertato di sole di Puglia, tannino giovane e scalpitante lunga previsione di invecchiamento.

ABBINAMENTO: Maccheroni di Gragnano al ragù di involtini (braciole).

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

Vino, i rosati pugliesi pronti a conquistare il mercato americano

NEW YORK - I rosati pugliesi pronti a conquistare il panorama enologico a stelle e strisce con una serie di eventi negli States e, fra gli altri, un testimonial d’eccezione: Jeff Porter, beverage director dei ristoranti di Joe Bastianich in Usa.  Fra gli eventi più attesi, infatti, il seminario “A Passion for Pink: Italy's love affair with rosato”, condotto proprio da Porter, tra i più autorevoli sommelier del Paese e responsabile delle scelte dei vini per i 25 ristoranti statunitensi del Batali & Bastianich Ospitality Group. Con Porter, altro relatore di spessore del seminario sarà Eric Guido, wine director del Marketing Morrell Wine Group, responsabile della selezione del loro catalogo. Per la prima volta, dunque, gli esperti americani accenderanno i riflettori sulla crescente “passione rosa” in campo enoico.  (Il seminario sarà trasmesso in diretta streaming, alle 20 ora italiana del 6 febbraio, sulla pagina Facebook di Puglia in Rosè).

Un programma articolato -  durante il quale, dal 3 all’8 febbraio, si alterneranno tra Washington, New York e Miami degustazioni, cene, seminari e il tradizionale Grand Tasting -  messo a punto da Puglia in Rosé, l’associazione che raggruppa ben 52 produttori di rosati, con l’obiettivo strategico di entrare nella carta dei vini dei ristoranti italiani della Grande Mela e di Miami e stringere accordi commerciali con i più importanti importatori statunitensi.

Occasione per fare breccia nel più importante mercato mondiale del vino di qualità, che continua a registrare importanti trend di crescita, è l’”Italian Wine Week”, la consueta settimana del vino italiano organizzata da Ice - Italian Trade Agency, l’agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, con la collaborazione di Puglia in Rosé e Vinitaly International Academy.

Washington, New York e Miami sono le città-chiave degli Usa scelte  per un percorso tematico itinerante nel quale verranno coinvolti ristoratori, importatori, distributori, giornalisti e i principali stakeholder  del mercato globale enoico. Obiettivo, promuovere i rosé di Puglia sul mercato americano creando nuove opportunità di contatto per i produttori pugliesi e rafforzando i rapporti istituzionali e culturali già stretti in occasione degli appuntamenti organizzati a dicembre scorso nella Grande Mela da Puglia in Rosé, in collaborazione con l’agenzia “Giosetta Consultants” dell’italo-americana Giosetta Capriati (rappresentante onoraria della “American Chamber of Commerce in Italy”). Appuntamenti che hanno visto i rosati pugliesi protagonisti presso l’ Istituto Italiano di Cultura a New York in occasione della  mostra dedicata a Guido Cagnacci, e del ‘Christmas Party’ al Metropolitan Museum.

Prosegue dunque il viaggio statunitense dei grandi rosati pugliesi, presentati all’“Italian Wine Week 2017” quali eccellenze dell’enologia italiana, con gli americani sempre più propensi a scegliere un buon calice di vino italiano, che si attesta al primo posto nell’import del mercato enoico americano, il più importante al mondo. Parlano infatti chiaro i dati elaborati dall’ICE, Istituto Nazionale del Commercio Estero, sulla base dei quali riparte come ogni anno l’iniziativa “Italian Wine Week”: negli ultimi 5 anni l’export di vino italiano verso gli Stati Uniti è cresciuto del 61%. Il mercato statunitense si conferma in grande espansione nel settore vinicolo, quindi: ben il 62% degli americani consuma bevande alcoliche e 1 volta su 3 è vino; aumenta del 50% il consumo a cena, mentre il 60% avviene  in casa. I dati rivelano anche le nuove tendenze di consumo: si delinea infatti la figura del “millennial”: giovane tra i 21 e i 35 anni, curioso, avventuroso e idealista, dal reddito medio e tendente a consumare abitualmente bevande alcoliche di qualità acquistando prevalentemente vini online.

“Dati - spiega Lucia Nettis, direttrice di Puglia in Rosè – che motivano a promuovere il vino italiano come prodotto di lusso.  Rilevanti sono anche le nuove tendenze del mercato, tra cui si posiziona il vino rosato, consumato prevalentemente d’estate come una bevanda fresca e giovane, che riscontra sempre più successo, al pari quasi delle amate bollicine e accostato sempre più all’idea della spensieratezza e vivacità. Il vino italiano è divenuto un elemento-chiave, insomma, sulla tavola degli americani, ed è lì che intendiamo portare i nostri rosati.  Se tra le ragioni che spingono gli americani a scegliere i vini italiani ci sono anche i varietali autoctoni, come sembrano suggerire i dati, allora la Puglia, terra ricca di sapori e tradizioni, ha molto da dire e proporre con i suoi straordinari rosati da vitigni autoctoni”.

mercoledì, gennaio 25, 2017

Vino: "sui fondi europei bloccati il Ministero dell'Agricoltura fa scena muta"

BARI - Il Ministero delle Politiche Agricole non dipana il caos relativo ai finanziamenti europei sull’Ocm (Organizzazione comune dei mercati agricoli) del vino, destinati a promuovere le produzioni vitivinicole italiane sui mercati dei Paesi terzi, provocato dai numerosi ricorsi contro le presunte irregolarità delle domande per l’accesso ai fondi. In Commissione Agricoltura a Montecitorio, infatti, dinanzi ad una interrogazione presentata dal Movimento 5 Stelle su come intenda risolvere il blocco dei fondi comunitari, il Governo ha fatto scena muta, non dando alcuna linea risolutiva per un’impasse che rischia di danneggiare le aziende di uno dei settori strategici per promuovere l’immagine del Made in Italy all’estero.

“Ci scontriamo ancora una volta con un’incapacità politica di cui ne stanno già facendo le spese le tante aziende del settore. Infatti – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera – il caos sui fondi Ue dell’Ocm vino è stato creato dallo stesso Ministero che, non specificando alcuni parametri nel primo bando, ha generato interpretazioni differenti che hanno dato luogo a una graduatoria, bersaglio di numerosi ricorsi. Stessa scena per la seconda graduatoria, frutto di un nuovo bando che voleva correggere il primo, ma oggetto di una nuova ondata di ricorsi su cui dovrebbe pronunciarsi il Tar a fine marzo. Una sentenza che non dà certo una sicurezza alle aziende vincitrici che poi potrebbero trovarsi a dover restituire soldi già spesi. Oltre alla smentita dell’assenza dei tecnici del Ministero agli incontri con le Regioni, nonostante quest’ultime dichiarino di averli formalmente invitati, non ci è stata data alcuna risposta. Nemmeno su quanto emerso dall’incontro tardivo di ieri con i rappresentanti regionali. Un atteggiamento – conclude L’Abbate (M5S) –  che ci fa pensare che non sanno come risolvere il caos creato dal Governo stesso”.


sabato, gennaio 21, 2017

VINO DiVINO. Fatalone, un Primitivo biologico che non teme l'avanzare del tempo

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Il dubbio che sovente mi viene quando apro un vino di annata biologico è se avrà resistito o meno al peso del tempo. I dubbi sono figli della curiosità ed è la stessa che mi spinge a ricercare vini biologici che abbiano almeno 10 anni per testarne la longevità.

In questo caso ho voluto deliziarmi con una bottiglia di Primitivo di Gioia del Colle doc che ha sulle sue spalle ben 12 anni di invecchiamento. Più volte ho avuto il piacere di degustare il Fatalone, vino forte come forti sono le mani dei nostri vignaioli pugliesi, un vino ricco e complesso che si abbina facilmente ad una cucina territoriale pugliese ricca di gusto.

Andiamo a scoprire insieme questo grande Primitivo Biologico.

NOME: Fatalone Primitivo di Gioia del Colle doc
AZIENDA PRODUTTRICE: az. Agr. Pasquale Petrera
VITIGNO: 100% primitivo da uve biologiche
GRADAZIONE ALCOLICA: 15%
ANNATA: 2006
CATEGORIA DI PREZZO: 13-20 €
VOTO: 92/100
VISTA: rosso tendente al granato luminoso.
NOTE OLFATTIVE:Gran trionfo di profumi, in primis note fruttate mature, ricordano l'amarena e la prugna, la prima sotto spirito la seconda in confettura. Rigirando il calice emergono note di cuoio e note balsamiche che richiamano sentori di erba medica. Chiudo questa meravigliosa analisi olfattiva con note di pasticceria con richiami di mandorle zucchero e cannella.
GUSTO: sorprende l'ottimo peso e il corpo che riempiono la bocca rendendola ricca di gusto e calore. Ben equilibrato nei tenori zuccherini, in bocca ripercorre esattamente l'esame olfattivo passando a pieni voti l'esame sulla corrispondenza. La persistenza è infinita e il tannino elegantissimo. Fantastico vino complimenti al produttore.

Abbinamento: ragù di cinghiale, arrosti e carni di tagli pregiati alla brace.

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

giovedì, gennaio 19, 2017

OCM Vino, Di Gioia: "Primi interventi di aiuto per le aziende vitivinicole pugliesi"

BARI - “Primi aiuti concreti per le aziende vitivinicole pugliesi, posti in essere dalla Giunta regionale, in un momento particolarmente difficile, dopo le gelate della prima decade quest’anno”.
Lo dice l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia, sottolineando che “per l’attuazione d’interventi di ristrutturazione e riconversione di vigneti atti a produrre vini di qualità, è stato approvato l’atto di ammissione a finanziamento per circa 9,5 milioni di euro destinati a 192 aziende vitivinicole pugliesi, ammettendo all’istruttoria ulteriori 141 domande di aiuto per oltre 3 milioni di euro”.

“I provvedimenti  - spiega - sono stati approvati in una fase di notevole difficoltà per le aziende pugliesi messe in ginocchio dagli ultimi eventi atmosferici del 5, 6 e 7 gennaio scorsi con incalcolabili danni subiti alle colture, agli allevamenti e alle strutture e da una crisi strutturale di mercato e di lavoro che perdura da tempo”.

La concessione delle provvidenze previste dall’OCM – organizzazione comune del mercato - Vino per Regione Puglia per l’anno 2017, ammontano complessivamente a 27 milioni di euro di cui 13 circa per l’azione di Ristrutturazione e riconversione vigneti e la restante parte per l’attuazione degli interventi previsti dalle Misure investimenti, promozione dei vini sui mercati dei Paesi Terzi e Vendemmia Verde.

“L’immediata disponibilità delle risorse liberate – conclude - e la richiesta dello stato di crisi (approvato con Deliberazione di Giunta regionale n. 5  del 12 gennaio 2017) già trasmessa al Ministero delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali per l’emanazione del decreto nazionale di declaratoria dello stato di calamità naturale per i danni subiti nei primi giorni di gennaio, rappresentano le prime azioni concrete per reagire e porre le imprese agricole pugliesi in una prospettiva positiva per affrontare la prossima campagna agraria”.

martedì, gennaio 17, 2017

'Rosso Mediterraneo', in un calice tutta la bellezza made in Puglia

TARANTO - Rosso Mediterraneo, in un calice di Primitivo di Manduria la semplicità della bellezza made in Puglia. Questo è il concept della nuova campagna del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria ispirato al legame tra il grande vino pugliese e il suo territorio, le sue origini, la qualità, ma anche la sua gente e i suoi valori.

Un viaggio che racconta la poesia di un uomo mentre attraversa con emozione il fascino dei luoghi e incontra maestranze, panorami mozzafiato, vecchi vigneti, prodotti tipici e saperi  per poi ritrovarsi, appagato e arricchito, a brindare con una bottiglia di buon Primitivo di Manduria insieme alla sua famiglia.

Un video che rappresenta in maniera chiara il terroir da cui ha origine il Primitivo di Manduria, terroir così suggestivo e ricco di cultura.

Il filmato nasce dall’intenzione di celebrare la magia del vigneto Puglia e di tutto ciò che esso contiene a partire dalle monumentali masserie, imbiancate a latte di calce, i muretti a secco, il rosso porpora del Primitivo e gli insediamenti rupestri di Taranto e di Brindisi. E ci regala emozioni autentiche di una zona che produce qualità, in un calice di vino.

“Un progetto che vuole invogliare la gente a visitare i nostri luoghi e le nostre cantine. - dichiara Roberto Erario, presidente del Consorzio – Il Primitivo di Manduria è più che un vino, è il suo territorio. Abbiamo la fortuna di vivere in una terra di produzione magnifica fatta di gente autentica che ha voglia di crescere.  C’è un grande vino dove c'è un grande territorio e per questo vorrei ringraziare tutti gli attori, le imprese e le nostre aziende per aver permesso la realizzazione del nostro video che sarà proiettato alle fiere ed eventi internazionali”.

“Nel filmato - conclude Erario - abbiamo anche inserito il nuovo payoff Rosso Mediterraneo, una frase che si rifà al colore facilmente identificabile del Primitivo di Manduria. La tipica carica aromatica di bacca rossa e spezie, vestita di colore rubino, è la diretta proiezione di ciò che lo circonda. Ecco perché Rosso viene, in modo naturale, associato alla parola Mediterraneo”.

La campagna è stata affidata a un’agenzia di comunicazione di Grottaglie (Ta), Agenzia  Amigdala ed è stata girata in due mesi in varie location della Puglia.

venerdì, dicembre 30, 2016

VINO DiVINO. Brindiamo al nuovo anno con Isimbarda

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - L'ultimo dell'anno gioie e dolori porta via. Il miglior modo di festeggiare a Capodanno è con le bollicine, rigorosamente italiane. Le bollicine che ho selezionato per voi con l'aiuto del mio caro amico Guido non sono per niente banali, anzi tutt'altro. Lo spumante che vi presento oggi viene dalla Lombardia, ma da una zona forse meno conosciuta nella nostra regione rispetto alla Franciacorta, infatti Isimbarda produce metodo classico nell'Oltrepò Pavese raggiungendo risultati ai limiti della perfezione. Care lettrici e cari lettori vi auguro di incominciare un 2017 all'insegna del brio e della felicità, senza mai eccedere e ricordandovi di non mettervi alla guida se avete bevuto.

L'Azienda Vitivinicola Isimbarda, situata nel cuore dell'Oltrepò Pavese, deve il suo nome all'antica famiglia dei marchesi Isimbardi, patrizi lombardi divenuti feudatari del "tenimento" di Santa Giuletta alla fine del secolo XVII. Soprattutto don Luigi Isimbardi, che nell’Ottocento amava la cascina Isimbarda quanto il suo maestoso palazzo di Milano, fu un ottimo viticoltore e precursore di moderne tecniche di produzione.

Nome: Isimbarda Premiere Cuvee Metodo Classico docg
Azienda Produttrice: Isimbarda
Sboccatura: Febbraio 2016
Vitigno: Pinot Nero 100%
Gradazione alcolica: 12%
Prezzo: 25-30 €

Vista: giallo paglierino con riflessi verdognoli, perlage finissimo ed elegante le bollicine risalgono costantemente verso l'alto

Naso: salgono al naso sentori di lemongrass, sentori citrini, lievi e raffinati sbuffi floreali ricordano i gigli, il fruttato ricorda la mela Grammy Smith, leggerissimi sentori di burro addolciscono il nostro esame olfattivo, che ci fa salivare e ci spinge verso un assaggio quasi obbligato.

Bocca: l'acidità è marcata e gustosissima, sembra di aver morso una mela verde, le bollicine non sono mai invadenti ed accarezzano lingua e palato sinuosamente, sapidità straordinaria, limpido pulito, asciutto uno spumante straordinario che si manifesta in una persistenza infinita.

Abbinamento: pane di segale bio, burro d'Irlanda e alici del Mar Cantabrico.

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

domenica, dicembre 25, 2016

VINO DiVINO. Un bio Natale a tutti, dalle Terre del Gargano!

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Finalmente è arrivato il Natale, la nascita di nostro Signore Gesù Cristo infonde speranza nei cuori degli uomini. E' di speranza che abbiamo bisogno nei tempi duri nei quali l'intera umanità è costretta a vivere e così il riunirsi, lo stare insieme in famiglia intorno ad una tavola imbandita a festa, ritornano fondamentali per ricercare quel senso di calore e sicurezza che aldilà delle pareti domestiche non sentiamo.

Con immenso piacere, colgo l'occasione di fare ad ognuno di voi, cari lettori, gli auguri di un sereno Natale e possa trionfare in voi la fiamma della speranza. Ma a Natale si sa è il momento di aprire degli ottimi vini, così ho pensato di non lasciarvi a bocca asciutta dedicando la mia recensione ad un prodotto di sicura eccellenza pugliese.

Terre del Gargano, terre di cantori, di natura indomita di tradizioni ben ancorate sulla viva roccia a volte selvaggia e rude che si scontra col mare ed i suoi maestosi venti. È in questo territorio, dall'incontro di ogni singolo fattore che rende nobile ogni frutto coltivato su questa terra, che nasce nel 1950 l'azienda Cantine Losito, un'azienda che ha deciso di valorizzare il terroir dedicandosi all'agricoltura biologica. Andiamo presto a scoprire gli ottimi vini prodotti dalle Cantine Losito.

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ 
Nome: Cabernet Sauvignon Puglia IGP
Azienda Produttrice: Cantine Losito Leonardo
Uvaggio: Cabernet Sauvignon 100%
Annata: 2014
Gradazione Alcolica:13,5 %
Categoria di prezzo: 13-18 euro

Vista: rosso tendente al granato, luminoso e brillante

Naso: note di miele e ciliegia solleticano il naso, una leggera spaziatura ricorda i chiodi di garofano e la cannella, sbuffi di grafite e liquirizia divagano leggiadre al rigirarsi del calice, note di peperone crusco e lievi sentori balsamici chiudono un interessantissima analisi olfattiva.

Bocca: spicca un'ottima acidità preludio di buona longevità e possibilità di invecchiamento di quest'ottimo vino,di medio peso. Il frutto si fa più nero e maturo e in bocca si avvertono distintamente note fruttate come la prugna, il ribes ed il mirtillo, il tannino è giovane e desideroso di esprimersi, la persistenza aromatica è lunga, ottimi aromi retronasali.

Abbinamento: Il primo infornato del pranzo di Natale, la pasta al forno o le lasagne preparate dalla nonna, il brasato, l'arrosto o anche dell'ottima carne alla brace.

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ 
Nome: Fiano Puglia IGP
Azienda Produttrice: Cantine Losito Leonardo
Uvaggio: Fiano 100%
Annata: 2015
Gradazione Alcolica:12,5 %
Categoria di prezzo: 13-18 euro

Vista: Giallo paglierino con riflessi dorati

Naso: Freschezza assoluta, sembra quasi di respirare i venti che spirano sul Gargano da nord, sentori complessi e ben marchiati, spicca in un fruttato sorprendente la mela verde, sentori floreali richiamano la memoria alle ginestre, rigirando il bicchiere si avvertono lievi sentori balsamici che ricordano il rosmarino, la salvia e la menta piperita.  Toni dolciastri ci ricordano lontanamente il pandolce in lievitazione.

Bocca: Ottima acidità e sapidità che si coniugano magnificamente in un ottimo peso legandosi perfettamente ad una persistenza aromatica straordinariamente lunga. La corrispondenza aromatica è pressoché totale, davvero un grande bianco di Puglia.

Abbinamento: sbizzarritevi durante la vigilia con il pesce sia crudo che cotto, ricordando il precetto cristiano dell'astinenza (gioiosa) dalle carni. 

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice 

venerdì, dicembre 16, 2016

Successo per i rosé di Puglia a New York: nel 2017 importante progetto con l'America Chambre of Commerce di NY

NEW YORK - Il vino rosato pugliese si è ricavato un posto speciale negli Stati Uniti. L’associazione ‘Puglia in rosé’ è volata nella ‘Grande Mela’ e ha stregato tutti con una selezione di etichette pugliesi durante gli esclusivi eventi culturali newyorkesi: la prestigiosa festa del ‘Christmas Party’ al Metropolitan Museum of Art, cuore della cultura americana, il wine party all’Istituto italiano di Cultura di NYC per l’inaugurazione della mostra dedicata all’artista Guido Cagnacci (e la collezione della Flick Collection), un wine dinner per la clientela del rinomatissimo ristorante ‘Le Cirque’ (dove e stato presentato anche un vino del giornalista Bruno Vespa), un wine tasting allo Yacht Club di New York e al Century Club per i loro soci.

Con l’intento di creare una rete di vendita di vini rosati pugliesi basata su una programmazione a lungo termine, l’associazione ha avviato un’operazione commerciale di ampio respiro internazionale canalizzando le ottime recensioni raccolte in 15 giorni di eventi: anche nel 2017 l’associazione ‘Puglia in rosé sarà impegnata per una intera settimana nel ‘Discovery Rosè Wine Tour’, sette tappe con sette eventi a New York seguiti dai più importanti network di importatori e distributori che consentiranno una vera e propria penetrazione nel mercato newyorkese, finora appannaggio del mercato francese.

«L’obiettivo è diffondere la cultura del bere italiano – spiega Lucia Nettis il direttore dell'Associazione - in particolare quella del vino rosato che rappresenta per la nostra regione un perfetto ambasciatore di eccellenza, tradizione e storia del vino pugliese: ho voluto un approccio culturale per conquistare questo mercato e penso di aver trovato la strada giusta. Saremo presenti a Miami a febbraio al famosissimo Southern Festival Wine & Spirits a Miami Beach; a maggio allo ‘Smart CITY Export’' organizzato a New York con l’idea di creare uno spazio ‘made in Apulia’ per stimolare un’economia più collaborativa tra i vari settori produttivi e incentivare la social innovation. In questa operazione ci avvarremo della collaborazione pugliese di un membro dello staff del sindaco di New York Bill de Blasi».

Tutti gli incontri sono curati nei programmi dalle agenzie americane: l'ICE di New York, la Italy - America Chambre of Commerce di New York, la Giosetta Capriati PR Lcc, la ABLE & Gabriella WINES Lcc, e altre importanti compagnie del settore Food & Wine.

giovedì, dicembre 15, 2016

VINO DiVINO. Felice Ceci il Re indiscusso delle feste natalizie

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Continua il nostro viaggio tra i vini che non possono mancare sulle tavole degli italiani a Natale. Oggi torniamo in Puglia e precisamente ad Andria, a pochi passi da Castel del Monte, dove la famiglia Ceci con passione e dedizione si dedica alla cura della terra fin dal 1819. Cura della terra che in questo caso vuol dire rifiutare la chimica nei campi, i concimi di sintesi, seguire le fasi lunari e prestare la massima attenzione ad ogni respiro che madre terra compie.

Infatti, Giancarlo Ceci, pionieristicamente, mentre qualche pagliaccio faceva morire persone con il vino al metanolo, intuisce nel lontano 1988 che la strada da seguire era quella tracciata nel solco della tradizione dai nostri padri, armonizzarsi tutt'uno con la natura, produrre biologico e successivamente biodinamico è stata una sfida vinta ed i risultati come leggerete dalla mia recensione sono tutti a favore di Giancarlo.

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★
Nome: Felice Ceci
Azienda Produttrice: Agrinatura SRL
Uvaggio: Nero di Troia 100% da uve biologiche
Annata: 2008
Gradazione Alcolica: 13,5%
Categoria di prezzo: 22-28 €
Colore: Granato con riflessi purpurei

Naso: Ingresso soave con richiami alle ciliegie sotto spirito, note di tabacco da pipa stuzzicano il nostro olfatto addolcite da toni di confettura di more e cacao vanigliato indice di un buon utilizzo del legno. Rigirando il bicchiere nuovi sentori saltano al naso richiamando la nostra memoria verso ricordi di prugna, cuoio e sella di cavallo sudata Ancora emozioni si esprimono con sbuffi di  paprica, chiodi di garofano e note balsamiche. Sorprendenti le mille sfaccettature di questo Nero di Troia

Bocca: ingresso sinuoso mai eccessivo elegantissimo, di buon corpo e calore, tannino docile e addomesticato a dovere, ottima acidità sorprendente, sinuoso elegantissimo, sorprendente, corrispondenza aromatica perfetta lunghissima persistenza.

Abbinamento ravioloni ripieni di magro con fonduta di caciocavallo Podolico e Pepe. 

Ingredienti per 4 persone:
Per il ripieno
300 g di trito di vitello magro
80 g di pecorino grattugiato pugliese
sale, pepe, noce moscata, qb

Per i ravioloni
2 uova
160 g di farina di semola
40 g di farina 00
un pizzico di sale

Per la fonduta
250 ml di panna naturale
250 g di caciocavallo Podolico a scaglie
pepe qb

Procedimento:

Preparate i ravioli creando una piccola montagnetta nella quale scaverete un buco con le vostre mani per potervi inserire all'interno le uova e il pizzico di sale, a questo punto è arrivato il momento di impastare con forza finché non otterrete un impasto liscio e compatto,  dopo quest'operazione copritelo con una pellicola e lasciatelo riposare a temperatura ambiente.

Preparate il ripieno di magro impastando il trito di vitello magro, il pecorino pugliese grattugiato e aggiungendo a piacere sale, pepe e noce moscata.

Per la fonduta riscaldate fino a fare quasi bollire la vostra panna e solo dopo aver spento il fornello aggiungete il caciocavallo Podolico a scaglie e abbondante pepe, mescolate bene fino al completo scioglimento del formaggio.

Stendete la pasta con l'ausilio di un mattarello o se preferite con una macchina per la pasta, una volta ottenuta una sfoglia liscia e sottile intagliatela a forma circolare con l'aiuto di un “cuppapasta” o una formina. Stendete al centro del vostro cerchio di pasta una pallina d'impasto di magro, chiudete il vostro raviolo con un altro cerchio di pasta e con l'ausilio di una forchetta sigillatene i bordi, ripetete l'operazione fino all'esaurimento degli ingredienti.

Cuocete i vostri ravioli ripieni di magro per circa 6-7 minuti in abbondante acqua salata, serviteli saltandoli in padella con la fonduta di caciocavallo Podolico.

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice 

martedì, dicembre 13, 2016

Vino: "Primitivo ambasciatore di Puglia nel mondo"

BARI - "Non è più una sorpresa ma piuttosto una piacevolissima conferma: il Primitivo consolida il suo ruolo di ambasciatore della Puglia nel mondo". Sono le parole con le quali il senatore Dario Stefàno, capogruppo in Commissione Agricoltura del Senato, commenta la presenza dell'unico vino pugliese, il Primitivo di Manduria Dop 2014 prodotto da Claudio Quarta Vignaiolo, all'interno della Top 100 di Wine Spectator 2016, una delle classifiche più attese del settore enologico.

"Ho partecipato a numerose iniziative dell'azienda Claudio Quarta, apprezzandone la passione, il lavoro e la visione non comuni con cui ci si impegna nella produzione di un vino di qualità capace di portare con sè i tratti identitari della nostra terra e della nostra cultura per raccontarli al mondo. Questo riconoscimento - conclude Stefàno - premia non solo i tanti sacrifici dei produttori ma anche le ambizioni e gli sforzi delle politiche pubbliche regionali di questi anni sviluppate con un unico obiettivo: dare sostegno alla vocazione del nostro territorio".