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mercoledì, novembre 16, 2011

Cinema: in scena documentario su Franca Valeri

di Giuseppe Defeudis. Al Festival Internazionale del Film di Roma è andata in scena la prima proiezione nazionale del documentario celebrativo della prima attrice italiana che ha rivolto le sue fatiche al trasformismo e alla comicità: Franca Valeri (“Luci del varietà” di Fellini, “Villa Borghese” di De Sica e Franciolini, “Un eroe dei nostri tempi” di Monicelli).
Brillantemente seguita da Sabrina Guzzanti, Franca Valeri è stata inserita in un documentario che racconta della sua vita artistica e soprattutto della sua vita attuale, ancora frenetica e piena di mille idee alla veneranda età di 91 anni. Si racconta, infatti, di come abbia iniziato a muovere i primi passi a teatro, affianco a quello che, di lì a qualche anno, sarà insignito del Premio Nobel per la Letteratura: Dario Fo; si passa da un consiglio ad un attore su come effettuare una scena di un opera teatrale ad un invito alla protesta contro la chiusura del TeatroValle di Roma. Uno spaccato di vita di una donna che, ancora oggi, ha ancora tanto da dire e da insegnare, soprattutto alle nuove generazioni, meritevoli di una guida in un contesto sociale che li sta lasciando allo sbando.
Un duetto giocato con ironia, ma con grande serietà, quello tra la Valeri e la Guzzanti, che lascia lo spettatore italiano fiero di una donna così forte e così geniale, non a caso si parla di Franca, la prima!

lunedì, novembre 07, 2011

Festival Cinema Roma 2011 / Too big to fail

di Giuseppe Defeudis. In proiezione nelle sale dell’Auditorium di Roma la pellicola di Curtis Hanse (“L.A. Confidential”,”Se fossi lei”, “8 mile”) prende spunto prima dal Best Seller di Andrew Ross Sorkini e dalla riuscitissima serie Tv americana dal medesimo nome che tratta di uno dei periodi economici più neri, se non il più grave, dalla grande depressione del 1929. La crisi delle più grandi banche mondiali, su tutte la Lehman Brothers, scuote il sistema finanziario americano e mondiale. Il ministro del Tesoro degli Stati Uniti, interpretato da William Hurt (“Syriana”, “Robin Hood”, “The village”), è il protagonista indiscusso di questa storia che lo segue in ogni sua decisione, pensiero e stato d’animo. La sua abilità nel gestire tale periodo e una governo degli Stati Uniti salvavita sono riusciti, temporaneamente, a limitare i danni a scapito della popolazione, non solo americana.
Film veloce ed appassionante.
Voto 6.5

sabato, novembre 05, 2011

Festival Cinema Roma 2011 / Tutti i premiati

ROMA. Una giuria internazionale presieduta da Ennio Morricone e composta da Susanne Bier, Roberto Bolle, Carmen Chaplin, David Puttnam, Pierre Thoretton, Debra Winger ha giudicato i film in concorso nella Selezione Ufficiale del Festival Internazionale del Film di Roma. A mani vuote il cinema italiano.

La giuria internazionale ha assegnato i seguenti premi.

- Premio Marc'Aurelio della Giuria al miglior film: Un cuento chino di Sebastian Borensztein.

- Premio Marc'Aurelio della Giuria alla migliore attrice: Noomi Rapace per Babycall.

- Premio Marc'Aurelio della Giuria al miglior attore: Guillaume Canet per Une vie meilleure.

- Gran Premio della Giuria Marc'Aurelio: Voyez comme ils dansent di Claude Miller.

- Premio Speciale della Giuria Marc'Aurelio: The Eye of the Storm di Fred Schepisi.

- Premio Speciale alla colonna sonora della Giuria Marc'Aurelio: Ralf Wengenmayr per Hotel Lux.

IL PREMIO ASSEGNATO DAL PUBBLICO - Attraverso un sistema elettronico, il Festival ha previsto la partecipazione degli spettatori all'assegnazione del Premio BNL del pubblico al miglior film. I film che hanno partecipato all'assegnazione del premio sono quelli in concorso nella Selezione Ufficiale.

Il Premio BNL del pubblico al miglior film e' stato assegnato a ''Un cuento chino'' di Sebastian Borensztein. Allo stesso film e' andato anche un premio in denaro di 40mila euro consegnato dal presidente Luigi Abete.

IL PREMIO ASSEGNATO AL MIGLIOR DOCUMENTARIO PER LA SEZIONE L'ALTRO CINEMA | EXTRA - Un'apposita giuria internazionale, diretta da Francesca Comencini e composta da Pietro Marcello, James Marsh, Anne Lai, Meghan Wurtz ha assegnato il Premio Marc'Aurelio al miglior documentario per la sezione L'Altro Cinema | Extra: ''Girl Model'' di David Redmon e Ashley Sabin.

I PREMI ASSEGNATI DALLE GIURIE DI RAGAZZI - Ai film in concorso nella sezione Alice nella citta' sono stati attribuiti due premi Marc'Aurelio Alice nella citta'.

Sono stati votati da due giurie, una composta dai ragazzi sotto i 13 anni e una dai ragazzi sopra i 13.

Le giurie di ragazzi hanno assegnato i seguenti premi.

- Premio Marc'Aurelio Alice nella citta' sotto i 13 anni: En el nombre de la hija di Tania Hermida P.

- Premio Marc'Aurelio Alice nella citta' sopra i 13 anni: Noordzee Texasdi Bavo Defurne.

IL PREMIO MARC'AURELIO ESORDIENTI - Grazie alla collaborazione con il Dipartimento della Gioventu' della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e' stato assegnato il Premio Marc'Aurelio Esordienti, trasversale a tutte le sezioni del Festival, e destinato al regista della migliore opera prima.

La giuria presieduta da Caterina D'Amico e composta da Leonardo Diberti, Anita Kravos, Gianfrancesco Lazotti, Giuseppe Alessio Nuzzo ha assegnato il Premio Marc'Aurelio Esordienti, ex aequo, a ''Circumstance'' di Maryam Keshavarz; ''La Brindille'' di Emmanuelle Millet.

IL PREMIO MARC'AURELIO ALL'ATTORE - Il riconoscimento e' stato assegnato a Richard Gere, il divo di Hollywood da sempre impegnato in battaglie umanitarie, protagonista di film popolari come American Gigolo, Ufficiale e gentiluomo, Pretty Woman e interprete per autori come Robert Altman, Akira Kurosawa, Sidney Lumet, Francis Ford Coppola, Todd Haynes, Terrence Malick.

Al termine della cerimonia di premiazione, presentata da Francesca Einaudi cui hanno preso parte moltissimi ospiti, e' stata proiettata la versione restaurata di ''Colazione da Tiffany''.

venerdì, novembre 04, 2011

Festival Cinema Roma 2011 / Marc'Aurelio a Un cuento chino

ROMA. "Un cuento chino" di Sebastian Borensztein ha vinto il Marc'Aurelio della Giuria al miglior film al Festival Internazionale del Film di Roma.

MIGLIORI ATTORI RAPACE E CANET - Noomi Rapace per "Babycall" e Guillaume Canet per "Une vie meilleure" hanno vinto rispettivamente il Marc'Aurelio per la Migliore attrice e per il Miglior attore alla sesta edizione del Roma Film Fest.

giovedì, novembre 03, 2011

Festival Cinema Roma 2011 / The eye of the storm

di Giuseppe Defeudis. La pellicola australiana confezionata da Fred Schepisi (“La casa Russia”, “Roxanne”) è uno dei film in concorso al Festival. La prima proiezione ha visto una notevole affluenza in sala di un pubblico inizialmente affascinato dalla caratura artistica dei protagonisti.
La storia si svolge in Australia. Un fratello ed una sorella, Geoffrey Rush (“Munich”, “Il discorso del re”, “Elizabeth: the Golden Age”) e Judy Davis (“Celebrity”, “Harry a pezzi”, “Potere assoluto”), si incontrano dopo tanti anni di lontananza al capezzale della loro mamma, Charlotte Rampling (“La duchessa”, “Basic Instinct 2”, “Non lasciarmi”). La restante parte della storia potrebbe essere dedotta già da queste piccole premesse. In realtà i minuti che hanno dato spazio al racconto sono serviti per conoscere, in una maniera ottimamente elaborata, i caratteri di ognuno dei personaggi protagonisti, in perfetto stile drammaturgico anglosassone. La madre: donna anziana, forte ed orgogliosa, ma travolta da un ricordo molto forte di un brutto episodio che le accadde nel suo passato e che le riserva, ancora, notevoli strascichi con la figlia. Il figlio: popolare attore teatrale che vive di fama e di lusso, utilizzando entrambi per coprire le sue incertezze ed i suoi vuoti sentimentali. La figlia: dopo aver mantenuto il titolo nobiliare dal suo recente divorzio con un conte francese, passa le giornate a cercare di mantenere una certa nobiltà esteriore e a contenere i danni derivati dai suoi insuccessi familiari e matrimoniali.
Ottimi i personaggi che gironzolano intorno ai protagonisti.
Una storia dai profondi sentimenti ma che resta, spesso, legata allo studio introspettivo dei personaggi fino alla fine. Stile, comunque, bello da vedere.
Voto 7

mercoledì, novembre 02, 2011

Festival Cinema Roma 2011 / I primi della lista

di Giuseppe Defeudis. Ore 23.00, forse un po’ tardi per una prima proiezione di un film, ma ci si siede lo stesso. Curiosità tanta. Il cast protagonista entra ed entra anche il suo regista, Roan Johnson (“4-4-2, il gioco più bello del mondo”), italianissimo, seppur nato a Londra. La sua opera parla di una storia vera del giugno 1970 quando in Italia, ed in questo caso a Pisa, si svolgono manifestazioni popolari di protesta che si esasperano con la violenza in molti casi. Tra i vari ragazzi che emergono in questa “lotta”, il musicista Claudio Santamaria (“Casino Royale”, “Romanzo Criminale”, “La stanza del figlio”) , è il più preoccupato ed ansioso di tutti. Giunto a conoscenza di due ragazzi che avevano voglia di fare musica con lui li istiga alla fuga immediata dall’imminente (fantomatico) golpe che da lì a poche ore sarebbe accaduto in Italia, con conseguenze devastanti (a sua detta) su loro giovani oppositori. I due ragazzi, Francesco Turbanti (“Acciaio”) e Paolo Cioni, convinti alla fuga, partono per mete di confine in cerca di asilo politico. Il loro viaggio in macchina, le loro paure e i loro incontri rocamboleschi faranno di questa storia una racconto spassosissimo.
Bravi e simpatici i tre protagonisti. Ottantacinque minuti di buon cinema.
Voto 7

Festival Cinema Roma 2011 / Grazia e Furore supera l'esame romano

LECCE. Applausi a scena aperta per una pellicola che ha regalato emozioni allo stato puro. Tradizione, cultura, sentimento, orgoglio, identità, amore, combattimento, purezza, genuinità. Grazia e Furore, appunto.

Il docu-film made in Salento ha ottenuto consenso e ammirazione al sesto Festival del Cinema di Roma dove è andato di scena nella tarda serata di domenica 30 ottobre. La pellicola, della durata di settanta minuti, ha ottenuto il sostegno di Apulia Film Commission e del Comune di Lecce.

A fare da prologo l’ambito red carpet della Capitale, una passerella obbligata per degli attori per caso, ma veri, i fratelli leccesi Fabio e Gianluca Siciliani, per l’altra protagonista del docu-film, la ballerina Enrica Di Donfrancesco, moglie di Fabio, per la regista Heidi Rizzo, al suo esordio cinematografico, per lo sceneggiatore Alessandro Valenti e per i produttori della Saietta Film Edoardo Winspeare e Gustavo Caputo. Un red carpet animato da un manipolo di ballerine thailandesi giunte a Roma per l’occasione che hanno danzato seguendo i ritmi orientaleggianti.

Poi si è aperto il sipario. Che ha mostrato una pellicola autentica, frutto di grande pathos cinematografico legato al vissuto quotidiano. Sport e vita di ogni giorno si sono fuse perfettamente incontrando la perfetta armonia di Fabio e Gianluca Siciliani, due tigri sul ring, vulnerabili fuori. Li hanno ribattezzati – non a caso – i guerrieri filosofi. Quasi a voler sottolineare che per loro la Muay Thai, l’arte marziale che li ha fatti conoscere in Italia e nel mondo è molto più di uno sport, è uno stile di vita. Messaggio lanciato e recepito al Festival romano. Dal pubblico e dalla critica.

Si spengono i riflettori ma la vita continua, cadenzata dai soliti ritmi, accompagnata dai rintocchi amorosi e serrati. Grazia e Furore, appunto. Non c’è spazio per la finzione. Tanto meno per la retorica. Da oggi Lecce e Bangkok non sono poi così lontani.

lunedì, ottobre 31, 2011

Festival Cinema Roma 2011 / L'industriale

di Giuseppe Defeudis. Alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e dell’intera squadra cinematografica, comprensiva del cast, si è tenuta la Premiere nazionale del nuovo film dell’ottantunenne Giuliano Montaldo.
In una Torino dei nostri giorni, giorni in cui la crisi la fa da padrona, l’”ultimo” industriale buono d’animo rimasto sulla terra, Pierfrancesco Favino (“Romanzo Criminale”, “L’ultimo bacio”, “Saturno contro”), vede la sua azienda familiare avvolta da debiti che nessuna banca è disposta a coprire. Ostinato a far rimanere in vita la sua industria e consentire ai suoi dipendenti di mantenere un salario, cerca ultime risorse affettive nella sua bella moglie, Carolina Crescentini (“Notte prima degli esami-oggi”, “Parlami d’amore” “Mine vaganti”), che però si distacca sempre più da quell’uomo che vede ormai chiuso in sé stesso e totalemte preso da altri interessi, seppur seri.
Uno spaccato di un’Italia dei 2011, dal punto di vista di chi il denaro lo ha ma rischia di perderlo per la crisi economica (e morale) che affligge la nostra epoca. Un bel cast, un bell’uso della macchina da presa e, soprattutto, tanti e tanti applausi a Favino e co.
Voto 7