Visualizzazione post con etichetta Scienza e tecnologie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Scienza e tecnologie. Mostra tutti i post

sabato, aprile 29, 2017

Poche ore per candidare startup a Digithon. "In Puglia stesse opportunità che in Silicon Valley"

di FRANCESCO BRESCIA - Tra poche ore scatterà lo stop al termine delle candidature delle startup per DigithON 2017, la maratona delle idee digitali organizzata dall'associazione Digithon presieduta da Francesco Boccia. Alla mezzanotte del 1° maggio saranno chiuse le presentazioni dei progetti.

Saranno cento le idee digitali selezionate e che saliranno in pedana nel corso dell’iniziativa (22-25 giugno tra Bisceglie, Trani e Barletta).

Primo premio 10.000 euro e la possibilità, pertanto, di far camminare il progetto in maniera più spedita e incisiva. Vi saranno anche altre segnalazioni e altri premi minori ma di eguale e rilevante importanza per altre startup degne di nota.

Lo scorso anno a trionfare furono i ragazzi baresi di "AuLab". Il premio Italo fu assegnato a "Liberbook", mentre il premio Tim andò a "DammiLaMano".

"Vogliamo che i nostri ragazzi, i nostri startupper trovino qui in Puglia le stesse opportunità che troverebbero nella Silicon Valley, a Francoforte, a Londra", ha sostenuto il presidente Francesco Boccia, "e che Digithon diventi una sorta di Sanremo delle idee digitali, un appuntamento annuale fisso e riconducibile alla nostra Terra di Puglia".

Per presentare entro il termine la propria candidatura, basta compilare il form sulla piattaforma www.digithon.it.

giovedì, aprile 20, 2017

Da Gallipoli agli Usa: premiati 3 liceali pugliesi


BARI - "La sostanza lattiginosa prodotta da quelle che in dialetto salentino si chiamano moniceddhe contiene un antibatterico naturale - riferisce a Repubblica la prof. ssa Rosanna Congedo - Prima di utilizzarla è stata sottoposta a test microbiologici, del ph, dei metalli pesanti, della concentrazione proteica e dell'individuazione della capacità inibente". La docente ha coordinato tre studenti del liceo scientifico Quinto Ennio di Gallipoli, in un'interessante ricerca che unisce lumache e cucina.

Alessandro Bruno, Gabriele Mariello e Roberto Leone hanno osservato che la bava di lumaca è un ottimo conservante per frutta e verdura. I cibi, conservati per una settimana, hanno mostrano minore ingiallimento rispetto a quelli non protetti dal biorivestimento. L'intuizione è giunta tra le idee finaliste del concorso europeo "I Giovani e le Scienze" e a giugno sarà presentato al Genius Olympiad di Oswego negli Stati Uniti.

In futuro scriveremo con la mente, parola di Facebook


Sessanta scienziati al lavoro per conto di Facebook, obiettivo? Studiare la "comunicazione vocale silenziosa".

"Nei prossimi due anni costruiremo sistemi che dimostrano la possibilità di digitare a una velocità di 100 parole al minuto - cinque volte più rapidamente di come si può scrivere su uno smartphone - decodificando l'attività neurale dedicata al discorso", scrive in un post Regina Dugan, vicepresidente di Facebook.

Secondo quanto riferito da Mark Zuckerberg, la ricerca mira alla realizzazione di un dispositivo indossabile, capace di collegare la mente alla realtà virtuale.

mercoledì, aprile 19, 2017

Scienza, da Thorlabs 2,5 mln a Politecnico Bari

BARI - Gli innovativi risultati della ricerca scientifica conseguiti nel Dipartimento Interateneo di Fisica (Poliba-Uniba) nello sviluppo di sensori ottici ultra sensibili per la rivelazione di tracce gassose hanno suscitato l’interesse della grande azienda americana di settore, “THORLABS Inc”. Leader al mondo nell’opto-meccanica e fotonica, sede principale a Newton, New Jersey (Stati Uniti), “THORLABS Inc.” conta luoghi di ricerca e di produzione in altri stati USA e all’estero: Canada, Giappone, Cina, Brasile, Regno Unito, Germania, Francia, Svezia, per oltre 1400 dipendenti che producono un catalogo di oltre 20.000 prodotti, ed un fatturato annuo di quasi mezzo miliardo di dollari.

Le ricerche condotte dal gruppo di ricerca guidato dal prof. Vincenzo Spagnolo del Politecnico di Bari, afferente al Dipartimento Interateneo di Fisica e le potenziali applicazioni infatti, non sono passate inosservate negli States. “THORLABS Inc.”, che a Boston, con il Massachusetts Institute of Technology (MIT), una delle più importanti università di ricerca del mondo, ha realizzato un laboratorio pubblico-privato, dedicato al settore dell’ottica (attualmente guidato dall’inventore della Tomografia Ottica (OCT) prof. Fujimoto), ha proposto al Politecnico di Bari la realizzazione di un’analoga struttura, secondo il modello costruito con il MIT. Il sì del Poliba non si è fatto attendere. “THORLABS Inc.” investirà per la sua realizzazione, nei prossimi dieci anni, oltre 2 milioni di euro, fornirà le attrezzature necessarie per un valore di altri 500 mila euro e creerà posizioni per ricercatori a tempo determinato, assegnisti post-doc e studenti di dottorato, che lavoreranno in stretto contatto con personale THORLABS proveniente dalla sede di Monaco (Germania).

Il laboratorio pubblico-privato si chiamerà “POLYSENSE” (derivazione dalle parole Politecnico-Sensore) e sarà realizzato presso il Dipartimento Interateneo di Fisica di Bari “Michelangelo Merlin”.

Le attività di ricerca saranno inizialmente focalizzate sullo studio e realizzazione di sensori ottici innovativi per la rivelazione di gas, da utilizzare in diverse applicazioni in ambito industriale, biomedicale, ambientale e di sicurezza.

I sensori da realizzare utilizzeranno una delle tecniche più sensibili per la rivelazione di tracce gassose: la spettroscopia fotoacustica a diapason di quarzo. “Questa tecnica si basa sull’effetto fotoacustico, scoperto da Graham Bell nel 1880, per cui – spiega il prof. Spagnolo – quando le molecole di un gas sono illuminate con luce laser intermittente si scaldano e raffreddano, producendo onde sonore. Nella tecnica da noi sviluppata, la luce laser viene focalizzata tra i denti di un diapason di quarzo, simile a quelli presenti negli orologi e smartphone. Se la frequenza di intermittenza del laser è pari a quella di risonanza del diapason, esso comincia a vibrare. Grazie alle proprietà piezoelettriche del quarzo, queste vibrazioni generano un segnale elettrico che risulta proporzionale alla concentrazione delle molecole di gas da rilevare”.

Il gruppo di ricerca guidato dal Prof. Vincenzo Spagnolo è composto dai dott. Pietro Patimisco, Angelo Sampaolo e Marilena Giglio ed è leader al mondo nel campo della rivelazione di gas mediante spettroscopia fotoacustica a diapason di quarzo. Esso, detiene il record mondiale di sensibilità per questa tecnica (rivelazione di 1 molecola su 20 miliardi) ed è l’unico ad utilizzare questa tecnica con laser ad emissione nell’intervallo spettrale del Terahertz.

Recentemente, ha realizzato un sistema capace di amplificare di oltre duecento volte la luce laser che passa tra i denti del diapason e, di conseguenza, il segnale fotoacustico, mediante specchi altamente riflettenti. Potenzialmente quest’ultima tecnica renderebbe possibile rivelare concentrazioni fino a poche parti per biliardo, ovvero rivelare poche decine di molecole su un milione di miliardi di altre. Con “THORLABS Inc.”, si lavorerà alla realizzazione di sensori da utilizzare sul campo ed in tempo reale in diversi tipi di applicazioni, tra cui: analisi del respiro, misura delle dei gas di scarico delle auto, controllo di processi industriali, misura di perdite e rivelazione di precursori di esplosivi o gas altamente tossici, di possibile utilizzo ai fini anti-terroristici.

“Il neo-laboratorio, pubblico-privato, ‘PolySense’ rafforza il rapporto del Politecnico con il mondo delle imprese di alto profilo – sostiene il Rettore, Eugenio Di Sciascio. Esso si aggiunge a quelli già avviati con Bosch (automotive); Openwork (informatica) e altri ancora, sul modello, rivelatosi un successo, del primo esperimento, avviato qualche anno fa con Avio Aero di General Electric, denominato, ‘Energy Factory Bari’”.

La presentazione del nuovo laboratorio “PolySense” e la relativa firma dell’accordo di collaborazione del Politecnico di Bari con “Thorlabs Inc.” è in programma, venerdì, 21 aprile, ore 10:30, presso la sede del Rettorato del Politecnico di Bari (via Amendola, 126/b).

venerdì, aprile 14, 2017

Arriva da Bratislava l'auto volante

(credits: AeroMobil)
di PIERO CHIMENTI - L'auto volante che negli anni '90 ha caratterizzato i film di fantascienza potrà essere venduta dalla AeroMobil di Bratislava dalla fine dell'anno. L'auto volante, sportiva e con soli due posti, verrà presentata nel Principato di Monaco il prossimo 20 aprile, in occasione del Top Marques Monaco.

(credits: AeroMobil)
L'idea nasce dall'idea di Stefan Klein, del 1989, ma solo nel 2010, con l'appoggio dell'imprenditore Juraj Vaculik, il progetto è diventato sempre più concreto. Ancora non si conoscono le caratteristiche di quest'auto volante, che sicuramente riscriverà il concetto di guida.

Quello che sappiamo è che il prototipo precedente, con alimentazione a benzina, poteva decollare ad una velocità di 130 km/h e poteva percorrere in volo circa 700 km.

mercoledì, aprile 05, 2017

Germania, multe fino a 50 milioni per social VIDEO

BERLINO - Via libera dal governo tedesco a multe fino a 50 milioni nei confronti di quei social media che non rimuovano entro una settimana le incitazioni all’odio e le notizie false denunciate dagli utenti. I dirigenti di aziende come Twitter e Facebook rischiano anche delle sanzioni individuali fino a cinque milioni di euro in caso di mancato rispetto della legge, secondo quanto si legge in un comunicato dell’esecutivo.

“Gli incitamenti all’odio che non vengono combattuti e perseguiti in modo efficace rappresentano un grave pericolo alla pacifica coesione di una società libera, aperta e democratica”, si apprende nel comunicato diffuso dall’ufficio del Cancelliere Angela Merkel. Oltre agli incitamenti all’odio e alle fake news il provvedimento riguarda anche altri contenuti illegali, compresa la pornografia infantile e le attività legate al terrorismo.

venerdì, marzo 31, 2017

Bari, intervento al cuore senza precedenti alla Santa Maria su paziente di 29 anni

BARI - Eccezionale intervento di Cardiologia interventistica – rarissimi gli esempi Europa e nel Mondo - a Ospedale Santa Maria di Bari per la rottura del ventricolo sinistro in un paziente di 29 anni. Eseguito dall’équipe di Emodinamica e Cardiologica interventistica coordinata dal Dottor Alfredo Marchese, Responsabile dell’Unità Operativa, insieme ai Dottori Resta, Santoro e Labriola ha richiesto oltre 4 ore e l’adozione delle più innovative metodiche e conoscenze acquisite dai medici dell’ospedale di GVM Care & Research.

“Le sue condizioni - spiega il Dottor Alfredo Marchese - erano il risultato di precedenti interventi chirurgici tutti recidivati a seguito di un’iniziale e poi ripetuta infezione batterica a carico dell’apparato valvolare (endocardite batterica), del muscolo cardiaco in quanto tale (miocardite), nonché di un’improvvisa ed ulteriore complicanza per una fistola (apertura) ventricolo-mediastinica: ovvero una parziale rottura della parete del ventricolo sinistro (setto).

La rottura del ventricolo è stata provocata dalla mancata coaptazione dei tessuti malacici tra la porzione di muscolo cardiaco trapiantato ed il muscolo cardiaco del giovane ricevente. Il foro nella parete ventricolare causava, ad ogni contrazione, la fuoriuscita di sangue verso l’esterno del cuore. Cioè nella cavità occupata dal mediastino, dando luogo ad un falso aneurisma (pseudo-aneurisma compressivo atrio-polmonare), comprimendo gli organi e mettendo a rischio la vita del ragazzo perché colpito da massiccia emorragia”.

“Attraverso una procedura che ha pochissimi esempi in Italia e nel Mondo, attuata per via percutanea, ovvero praticata senza alcuna incisione del torace e senza dover fermare l’attività cardiaca (a cuore battente), abbiamo introdotto - in anestesia generale - dall’arteria femorale, all’altezza dell’inguine, un catetere di tipo coronarico dotato di uno speciale dispositivo - adattato allo scopo e a forma di piccolo ombrello - molto simile a quelli utilizzati nella chiusura dei difetti del setto (parete) interatriale o nella risoluzione del Forame Ovale Pervio (PFO) e dei Difetti Paravalvolari. Ciò ci ha consentito, una volta raggiunto, sotto stretto monitoraggio radiologico (tramite ecografia transesofagea), il punto di rottura della parete ventricolare, di ancorare saldamente l’ombrellino attraverso device idonei all’impianto delle valvole aortiche TAVI; di sigillare la fistola e bloccare il sanguinamento. Questo ombrellino, inserito dall’aorta e subito al di sotto degli osti coronarici (l’imboccatura delle arterie coronarie, ndr), agirà da efficace barriera, da qui alle prossime settimane, in attesa della completa cicatrizzazione tra le due porzioni di muscolo cardiaco, al momento non ancora perfettamente saldate tra loro, dal quale ha avuto origine il foro ora richiuso”.

“Il paziente sta bene ma rimarrà ricoverato una decina di giorni ancora. E’ stato un intervento molto delicato. Non privo di difficoltà. L’inserimento, completato durante la normale contrazione del muscolo cardiaco, ha richiesto l’impegno delle migliori professionalità ed eccellenze di Ospedale Santa Maria e del nostro Gruppo. Un ringraziamento particolare va, infatti, al Coordinatore Nazionale delle Cardiochirurgie GVM, Dottor Giuseppe Speziale, al Dottor Carmine Carbone e Domenico Paparella, cardiochirurghi, al Dottor Cataldo Labriola, Responsabile del Servizio di Cardioanestesia, per il supporto e l’assistenza prestate e la maestria con cui si sono coordinati con l’équipe di Emodinamica. Un ringraziamento che voglio estendere ai miei collaboratori per le competenze, conoscenze tecnologiche, capacità metodologiche acquisite dal nostro Centro in oltre 20 anni di attività specialistica”. 

mercoledì, marzo 29, 2017

iPhone e iPad contraffatti: 'falso' un telefono su cinque

ROMA - Finora si supponeva che il mercato degli iPhone e iPad contraffatti riguardasse principalmente la Cina o paesi in cui Apple non vende ufficialmente i propri prodotti. Ora lo denuncia l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), un telefonino su cinque, acquistato all'estero e spedito via corriere o posta, è contraffatto. Il mercato della contraffazione coinvolge tutto l'universo di prodotti e accessori legati agli smartphone, come batterie, caricatori, memory card, tablet, laptop, a fronte di una "domanda insaziabile" che li rende particolarmente "lucrativi" per i falsari.

Lo stesso fenomeno si riscontra per le console dei videogame (con un rapporto di uno su quattro). "In media il 6,5% del commercio globale di beni dell'information e communication technology (ICT) riguarda prodotti contraffatti", osserva l'OCSE nell'analizzare i dati del 2013 in vista del "Global Anti-Corruption and Integrity Forum" del 30 e 31 marzo. Un mercato che vale 143 miliardi di dollari e che vede la Cina come "fonte primaria di beni ICT contraffatti".

In particolare i falsi telefoni cellulari e tablet sono in tutto identici agli originali, anche il packaging è identico nei minimi dettagli a quello di casa Apple. anche se ci si rende conto della scarsa qualità con cui sono stati impacchettati gli accessori. I falsi dispositivi made in Cina sono veramente ben fatti, tanto da essere facilemte confondibili con gli originali. Premendo il bottone di accensione viene mostrata la schermata Low Battery che subito si spegne.

A prima vista il falso può confondere, sottolinea Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ma con un po' di attenzione si può riconoscere senza doverlo aprire. Per esempio per quanto riguarda il cellulare, prima di tutto il peso del fake è nettamente inferiore a quello dell'iPhone. Secondo il display di un vero iPhone è costituito da Gorilla Glass, un particolare tipo di vetro molto resistente che la Apple sta applicando a tutti gli iPhone ed iPad, mentre il display del falso è palesemente plastico. Inoltre il falso è facilmente apribile, è chiuso con normali incastri, al suo interno ci sono solo 2 batterie di quelle da orologio ed una luce led blu che serve a far credere che l'iPhone falso sia funzionante. Per quanto riguarda la schermata Low Battery si vede che si tratta di una banalissima stampa su plastica.

venerdì, marzo 24, 2017

Ricordo del professor Gualtiero Lugli, otorinolaringoiatra

di VITTORIO POLITO - Il professor Gualtiero Lugli (1898-1991), è stato il fondatore e primo direttore della Clinica Otorinolaringoiatrica dell’Università di Bari. Attualmente la Clinica è diretta dal prof. Nicola Quaranta.

L’insegnamento dell’otorinolaringoiatria iniziò a Bari nell’anno accademico 1936-37 con la costituzione dell’Istituto ospitato nel Palazzo Ateneo. L’incarico di insegnamento e la direzione dell’Istituto vennero affidate dalla Facoltà al professor Gualtiero Lugli, libero docente di Clinica Otorinolaringoiatrica e aiuto di ruolo presso l’omologa Clinica dell’Università di Napoli.

Il prof. Lugli ha svolto notevole attività accademica, scientifica e clinica. La sua attività scientifica è documentata da importanti relazioni ufficiali e comunicazioni svolte in numerosi Congressi nazionali e regionali e da centinaia di pubblicazioni, anche su riviste estere, alle quali vanno ad aggiungersi quelle degli assistenti. Egli ha curato studi su problemi clinici e sui diversi temi di fisiopatologia e semeiotica vestibolare, dai quali è derivata la proposta di una metodologia originale di stimolazione termica vestibolare, successivamente ripresa e divulgata con successo soprattutto da autori anglosassoni. Si è anche interessato di numerose altre patologie dell’apparato di competenza. Meritano particolare menzione le ricerche sulla fisiologia dell’orecchio interno, dalle quali scaturì la scoperta di un particolare fenomeno chiamato in Italia “effetto di recruitment”, quelle sulla somministrazione di farmaci sulla reflettività vestibolare e le indagini istochimiche sulle struttura delle ghiandole della mucosa nasale e sugli osteomi dei seni paranasali.

Numerosi sono stati gli attestati di benemerenza in suo favore, tutti concordi nell’affermare l’assoluta dedizione allo studio, la passione per l’insegnamento, le doti morali, l’umanità, la solida e profonda preparazione clinico-chirurgica e scientifica, nonché il suo entusiasmo e la sua serietà di studioso.

Il costante impegno per l’insegnamento ha contrassegnato la vita universitaria dell’illustre clinico, mentre l’umiltà, l’umanità, la signorilità, l’altruismo e il rispetto del prossimo hanno sempre caratterizzato la figura di uomo, di galantuomo, di docente e di medico.

Chi scrive, che ha avuto l’onore di collaborare per un decennio con il prof. Lugli, ricorda l’Illustre Clinico, che per tanti anni è stato un riferimento per medici, colleghi, studenti e per i numerosi pazienti che si sono avvalsi della sua insostituibile opera. 

giovedì, marzo 23, 2017

Dalla scoperta dei fisici pugliesi aperta la strada per comprendere il segreto delle stelle

BARI - Carpire il segreto della forza che fa bruciare le stelle, la forza nucleare, la più potente in natura; capire perché bruciano gli astri e perché splende il sole potrebbero essere un traguardi più prossimi grazie alla straordinaria scoperta di due fisici pugliesi, Antimo Palano, professore ordinario di Fisica all’Università di Bari, uno dei massimi esperti internazionali nel campo della fisica delle alte energie, della spettroscopia e della ricerca di nuove particelle, e Marco Pappagallo, laurea in fisica e dottorato a Bari, diverse borse di studio e poi il trasferimento all’estero per lavorare.

La scoperta definita dal Cern di Ginevra “un focolaio di nuovi ed eccezionali risultati di fisica” è un concentrato di primati. Sono state scoperte simultaneamente 5 nuove particelle subnucleari, le particelle elementari Omega_c, analizzando i dati raccolti dal 2011 al 2015 da Lhcb, uno dei quattro grandi esperimenti in corso all’acceleratore Lhc del Cern di Ginevra (l’Organizzazione europea della ricerca nucleare). E non solo, alla scoperta che potrebbe fare luce su alcuni straordinari e ancora inspiegabili misteri dell’universo, si aggiunge una caratteristica davvero singolare delle particelle: la loro straordinaria longevità.

La ricerca è stata presentata in conferenza stampa dai due protagonisti dello studio con l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Loredana Capone, il direttore del Dipartimento interateneo di Fisica Salvatore Vitale Nuzzo e il direttore della Sezione di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Mauro De Palma. Una vera e propria anteprima mondiale a Bari perché è la Puglia la regione che ha reso possibile tutto ciò. Dal 25 marzo al I aprile i risultati di questa ricerca saranno protagonisti della conferenza internazionale “Recontres de Moriond Qcd and High Energy Interctions” programmata a La Thuile in Val D’Aosta e usciranno a breve sulla più prestigiosa rivista scientifica internazionale di settore “Physical Review Letters”.

All’impegno dei ricercatori, al lavoro del Cern, del Dipartimento interateneo di fisica e della Sezione di Bari dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, si aggiunge quel quid senza il quale oggi non avremmo potuto raccontare questa storia. Marco Pappagallo, 39 anni, ricercatore di talento, richiesto dagli atenei di tutto il mondo, nel 2015 lavora all’università di Glasgow, nel Regno Unito. La Regione Puglia nel frattempo attiva il bando FutureInResearch, che avvalendosi del Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc) mette a disposizione 26 milioni di euro per favorire il ricambio generazionale all’interno delle cinque università pugliesi. La misura rende possibile assumere per tre anni 170 ricercatori con un budget di 150mila euro per ciascuno di essi. I dottori di ricerca presentano una proposta progettuale, ma poi sono le università a bandire i concorsi. Marco Pappagallo da Molfetta, che vive e lavora in Scozia, vince e torna a Bari, al Dipartimento interateneo da cui proviene. Insegna fisica in diverse facoltà universitarie, ma soprattutto studia intensamente al progetto con un maestro, Antimo Palano, famoso in tutto il mondo dal 2003, quando, partecipando all’esperimento BaBar, nei laboratori di Slac, alla Stanford University, in California, scopre una nuova particella in un’epoca in cui si pensava che in quel campo non ci fosse più nulla da scoprire. Il duo Palano-Pappagallo lavora insieme all’esperimento Lhcb, uno dei quattro installati sul grande anello Lhc (27 km di circonferenza) del Cern, una collaborazione di 769 fisici di 69 università di 16 nazioni, tra cui 13 italiane al quale si aggiunge l’Istituto nazionale di fisica nucleare che finanzia con fondi del governo italiano la fisica delle alte energie. Una scommessa mondiale che i ricercatori pugliesi vincono per tutto il team, portando al mondo un risultato clamoroso.

E proprio ieri sera la comunità scientifica internazionale che sta vagliando la ricerca prima della pubblicazione su Physical Review Letters, ha espresso i primi commenti sul lavoro, promuovendo a pieni voti i due ricercatori, l’Italia e la Puglia.

Grande la soddisfazione della Regione e dell’assessore allo Sviluppo economico, Loredana Capone: “E’ un risultato per il mondo”, sottolinea. “Sono orgogliosa perché finalmente la Puglia e l’Italia hanno la possibilità di conoscere e apprezzare ricercatori notissimi all’estero ma sconosciuti da noi. Nulla come l’investimento per la ricerca ha un effetto moltiplicatore. La scoperta, che lega fondi pubblici, università, Istituto nazionale di fisica nucleare e istituzioni, è il termometro di come politiche pubbliche mirate possano funzionare. La Regione Puglia ci ha creduto e ci crede. Il bando FutureInResearch, tra l’altro, avvalendosi del Fondo di sviluppo e coesione legato ad un accordo quadro tra Regione Puglia e Miur ci ha permesso di finanziare anche la ricerca di base consentendo ai nostri talenti di continuare a lavorare in Puglia, lasciando qui e non altrove i frutti del loro ingegno. Marco Pappagallo è uno dei 170 ricercatori assunti con questa misura”.

La scoperta - Ai fisici il racconto della scoperta. “È un risultato importante – spiega Antimo Palano –  che dimostra ancora una volta l’eccellenza della ricerca italiana. Non era mai accaduto nella storia della fisica che cinque nuove particelle fossero scoperte simultaneamente al di là di ogni incertezza sperimentale”.
“Si chiamamo Omega_c e fanno parte della famiglia dei barioni, la stessa dei protoni e dei neutroni che, come è noto, costituiscono il nucleo dell’atomo. Ogni barione è formato da tre quark, che rappresentano i mattoni con cui sono costruite le particelle elementari. Secondo le conoscenze attuali i quark sono sei ed hanno nomi fantasiosi (up, down, strange, charm, beauty e top). Le nostre particelle sono la combinazione di un quark “charm” e due quark “strange”. La forza che lega insieme i quark è la forza nucleare forte: la più grande esistente in natura, quella che fa bruciare le stelle e che regola le reazioni del sole. Questa forza è molto complessa e difficile da calcolare, nonostante le sue basi teoriche siano abbastanza note. Le misure sperimentali delle proprietà di queste particelle aiuteranno a comprendere meglio le proprietà di questa forza”.

“In fisica le diverse combinazioni di quark si chiamano ‘eccitazioni’”, aggiunge Marco Pappagallo. “Immaginiamo i quark come fossero dei lego. Tre mattoncini uno incastrato sull’altro sono stabili. Tre in verticale uno sull’altro sono invece instabili. Dal punto di vista teorico gli stati eccitati sono instabili e dunque vivono di meno. E invece la nostra ricerca ci ha messo di fronte ad una situazione inedita: non solo cinque nuove particelle subnucleari in un solo colpo, ma longeve più di ogni aspettativa. Oggi non si riesce a capire perché riescano a vivere così tanto, ma sarà sicuramente oggetto di prossimi studi”.

“Questa scoperta – continua il ricercatore – ci aiuta a comprendere una forza che regola l’universo, ma lo fa con una tempistica diversa rispetto a quanto è avvenuto per il bosone di Higgs. Il bosone fu teorizzato quarant’anni prima rispetto all’esperimento che poi l’ha individuato. In questo caso è l’esatto contrario: ciò che è stato osservato non era stato previsto. Adesso dovrà essere la fisica teorica a darci una spiegazione”.

Il direttore del Dipartimento interateneo di Fisica Salvatore Vitale Nuzzo e il direttore della Sezione di Bari dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) Mauro De Palma si sono soffermati sul ruolo del dipartimento e dell’Infn.

“Il Dipartimento Interateneo di Fisica – dice Nuzzo – è l’unico dipartimento in Italia che afferisce a due università, in questo caso l’Università e il Politecnico di Bari. Esso svolge, dai primi anni ’60, la maggior parte delle sue ricerche nel campo della fisica delle particelle elementari in collaborazione con la Sezione di Bari dell’Istituto nazionale di fisica nucleare che ha sede nel Dipartimento. Sono tante le scoperte di risonanza mondiale ottenute dal ricercatori del Dipartimento e dall’Infn, da quella del Bosone di Higgs, avvenuta nel 2012, a quella recentissima delle cinque nuove particelle Omega_c”.

“L’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) – aggiunge D Palma – è l’ente pubblico nazionale di ricerca, vigilato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dedicato allo studio dei costituenti fondamentali della materia e delle leggi che li governano. In particolare, la Sezione di Bari che lavora in completa sinergia con i colleghi dell’università, svolge ricerca su tutti i temi portanti dell’Infn: fisica subnucleare, fisica astroparticellare, fisica nucleare, fisica teorica e ricerche tecnologiche e interdisciplinari partecipando a molti esperimenti in laboratori nazionali ed esteri. È dotata di laboratori d’avanguardia e, in co-gestione con il Dipartimento, del potentissimo Data Center ReCaS, il più importante del Mezzogiorno, per la gestione e l’analisi dei dati raccolti dagli esperimenti. L’Infn ha finanziato la ricerca presentata oggi”.

mercoledì, marzo 22, 2017

Straordinaria scoperta: ricercatori pugliesi trovano 5 particelle subnucleari

BARI - Straordinaria scoperta nella storia della fisica delle particelle. Due ricercatori pugliesi analizzando i dati raccolti dal 2011 al 2015 da Lhcb, uno dei quattro grandi esperimenti in corso all’acceleratore Lhc del Cern di Ginevra (l’Organizzazione europea della ricerca nucleare) dove è stato scoperto il bosone di Higgs, scoprono in un unico colpo 5 nuove particelle subnucleari, le particelle elementari OmegaC. Nella storia della fisica è un record da Guiness dei primati,  sotto il profilo scientifico apre nuove prospettive nello studio della forza nucleare.

L'articolo è pubblicato sull'archivio generale di Fisica della Cornell dello stato di New York e sarà presentato alla stampa in anteprima mondiale a Bari prima ancora della conferenza internazionale “Recontres de Moriond QCD and High Energy Interctions” programmata in Val D’Aosta dal 25 al I aprile 2017 marzo.

L’esperimento è frutto di una collaborazione internazionale di 769 fisici di 69 università e laboratori di tutto il mondo, l’Italia con 13 università ha un ruolo di primo piano sia nella costruzione che nella direzione dell’esperimento e nella produzione di risultati di fisica, ma sono due fisici pugliesi dell’Università e della sezione di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare gli autori della scoperta.  Uno è Antimo Palano, professore ordinario di Fisica all’Università di Bari, originario di Oria (Br) uno dei massimi esperti internazionali nel campo della fisica delle alte energie, della spettroscopia e della ricerca di nuove particelle, l’altro è Marco Pappagallo, fisico di Molfetta (Ba) e cervello di primo piano in fuga dall’Italia. Lavorava all’Università di Glasgow nel Regno Unito quando un bando della Regione Puglia, FutureInResearch, lo fa rientrare a casa. Tornato al Dipartimento interateneo di Fisica di Bari lavora intensamente al progetto mettendo a segno una delle scoperte destinate a cambiare la storia della fisica delle particelle.

Saranno i due ricercatori a presentare la scoperta con l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Loredana Capone, il direttore del Dipartimento interateneo di Fisica Salvatore Vitale Nuzzo e il direttore della Sezione di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Mauro de Palma.

L’appuntamento con i giornalisti è domani, 23 marzo, a Bari alle ore 12,00 nella sala stampa della presidenza della Regione Puglia (lungomare Nazario Sauro 33, secondo piano).

giovedì, marzo 16, 2017

Spazio, Emiliano: "Spettacolare immagine di Brindisi dal satellite sentinella"

BRINDISI - “Che emozione vedere la nostra regione da questa prospettiva unica e spettacolare”. Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ringrazia il direttore Josef Aschbacher (Earth Observation Programmes ESA) per avergli inviato la prima presa dal satellite Sentinella 2B, una bellissima immagine di Brindisi (in allegato).

Il satellite  Sentinella 2B del programma europeo Copernicus è stato lanciato con successo lo scorso 7 marzo con il Vettore Vega dalla Guyana francese.

Dopo le fasi iniziali legate alle operazioni, che si sono concluse dopo tre giorni, lo strumento a bordo del satellite (una camera multispettrale ottica) è stato accesso ieri. La prima immagine acquisita e recuperata attraverso la stazione di Matera riguarda la Puglia e la città di Brindisi.

domenica, marzo 12, 2017

Azzorre, avvistata per la prima volta una strana specie di balena

TENERIFE - Un gruppo di ricercatori è riuscito a filmare per la prima volta diversi individui di Vera's ziphiidae, una specie di balena la cui caratteristica è di avere un muso pronunciato, come i delfini. Gli scienziati, tra i quali il canarino Natacha Aguilar, hanno presentato uno studio che conferma la presenza di questa specie nelle isole Canarie, il confine meridionale nel quale da tempo ne sono state avvistate alcune nell'emisfero settentrionale.

I ricercatori, tuttavia, non sono riusciti a catturarli, ma nel corso di una gita con gli studenti intorno alle Azzorre hanno avuto la loro chance. "Improvvisamente quattro balene dal becco sono apparse dal nulla e lentamente hanno nuotato intorno alla barca, così da consentirci di registrare le loro immagini con una piccola macchina fotografica subacquea", ha detto Aguilar nella pubblicazione apparsa su PeerJ, che descrive la registrazione di "storica".

Un evento ambientalistico molto significativo, dunque, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che evidenzia come sia sempre più necessaria una potica globale di salvaguardia degli oceani e dei nostri mari per il prezioso e inesitimabile patrimonio di vita che ancora si può scoprire.

lunedì, marzo 06, 2017

Il Piccolo Principe fra le stelle: un viaggio magico nel Planetario di Bari


di PIERPAOLO DE NATALE - Gran successo ieri, domenica 5 marzo, al Planetario di Bari per uno spettacolo teatrale davvero unico nel suo genere. Nella magica cupola stellata sita nella Fiera del Levante, grandi e piccini hanno trascorso un'affascinante esperienza col naso puntato all'insù. Guidati dall'attore Gianluigi Belsito, adulti e bambini si sono lasciati trasportare fra sogno e realtà, alla scoperta dell'Universo. 

Il viaggio interplanetario è avvenuto con un ospite d'eccezione: lo straordinario Piccolo Principe, di Antoine de Saint-Exupéry. Così, insieme al curioso viaggiatore dai capelli dorati, la platea è partita alla scoperta del Sistema Solare e della Via Lattea, incontrando - di tanto in tanto - i buffi e misteriosi personaggi della nota e celebre favola. 


Big Bang, costellazioni, pianeti, stelle e galassie: lo spettacolo ha permesso di navigare in lungo e in largo nello spazio, come astronauti in missione. Interesse e stupore dominavano l'interno del planetario barese, dove tutti sono rimasti letteralmente incantati dalle meraviglie intergalattiche. 

Missione compiuta, dunque, per lo spettacolo di teatro-scienza di Gianluigi Belsito, che grazie allo staff del Planetario Sky-Skan di Bari ha unito la favola all'astronomia, insegnando ai bambini (e ricordando agli adulti) i valori della vita, dell'amore e dell'amicizia, uniti alle spettacolari magie dell'Universo. 

Lo spettacolo sarà in replica domenica 12 marzo. Per info e prenotazioni: 3934356956 o info@ilplanetariodibari.com

domenica, marzo 05, 2017

Il lato 'oscuro' del web: aumentano tra i giovani i reati come sexting e cyberbullismo

LECCE - Chi oggi tra i giovani sopra i 12 anni non ha uno smartphone in Italia? Solo qualche mosca bianca, perché ormai il telefonino iperconnesso è divenuto un accessorio imprescindibile al pari di un paio di scarpe o di un qualsiasi indumento e tutti coloro che ne possiedono uno, utilizzano indistintamente i social network. Basti pensare che una recente statistica ha evidenziato che gli adolescenti nostrani, navighino in media 2 ore e mezza al giorno e 3 ore e 40 minuti nei fine settimana. Ciò al netto delle ore passate a scuola e quelle di sonno.

Da questi impietosi numeri, discendono però dei fenomeni che stanno aumentando proporzionalmente con l’abbassamento dell’età dei fruitori delle reti sociali e degli strumenti tecnologici che ci consentono di stare sul web o condividere i nostri status. Il primo dei problemi è la carenza di consapevolezza, intesa proprio come capacità di comprendere che con il loro comportamento possono compiere atti offensivi o addirittura criminali. Reati come, l’ormai noto “sexting” - ovvero la condivisione di autoritratti fotografici sessualmente espliciti - e il cyber bullismo, sono in aumento anno dopo anno. Una tendenza rilevata in tutta Europa, con le magistrature dei minorenni sempre più impegnate a perseguire un numero crescente di ragazzi e ragazze per questo tipo di infrazioni.

Crimini sottovalutati, spesso anche dalle famiglie, ma che possono avere ripercussioni gravi, anche per chi ne è vittima, specie a livello psicofisico e per le conseguenze nella vita futura.Ovviamente, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti", il modo più banale ma anche più efficace per combattere questo fenomeno è grazie – soprattutto – alla prevenzione fatta in famiglia e nelle scuole. Prevenzione che vuol dire non solo più controlli e limitazioni nell’uso degli strumenti informatici, ma anche un ritorno a quella che una volta si chiamava educazione civica.

mercoledì, febbraio 22, 2017

Nasa, scoperti 7 pianeti simili alla Terra VIDEO

Rivoluzionaria scoperta della Nasa. Due veri record sul fronte della caccia al gemello della Terra: sette pianeti sono stati scoperti attorno ad una sola stella, Trappist-1, della nostra galassia Via Lattea (tre già noti dal 2016 e quattro trovati ora) dei quali sei in zona abitabile, cioè ad una distanza dalla stella-madre tale da consentire una temperatura superficie tra zero e cento gradi centigradi e quindi lo scorrere dell’acqua liquida.

Naturalmente l’eventuale presenza del prezioso liquido è il presupposto più importante per immaginare la vita, almeno come la conosciamo sulla Terra.

Secondo il coordinatore della ricerca, da Michael Gillon, "è un sistema planetario eccezionale, non solo perchè i suoi pianeti sono così numerosi, ma perchè hanno tutti dimensioni sorprendentemente simili a quelle della Terra". Utilizzando il telescopio Trappist, installato in Cile presso lo European Southern Observatory (Eso), i ricercatori hanno scoperto che tre dei sette pianeti si trovano nella zona abitabile, cioè alla distanza ottimale dalla stella per avere acqua allo stato liquido. Potrebbero quindi ospitare oceani e, potenzialmente, la vita. 

I sei pianeti più vicini alla stella sono paragonabili per dimensioni e temperatura alla Terra e probabilmente hanno una composizione rocciosa. Del settimo pianeta, più esterno, si hanno meno informazioni. Il 'sole' di questo sistema planetario è una vecchia conoscenza: era stato scoperto nel maggio 2016 insieme ai tre pianeti che si trovano nella fascia abitabile. Trappist-1 è una stella nana ultrafredda, ossia meno calda e più piccola del Sole.

Diretta in streaming della conferenza stampa della Nasa


venerdì, febbraio 10, 2017

Posizionamento di siti internet

Se hai un sito internet che si occupi della vendita di beni e servizi, un sito semplicemente informativo o anche un blog, sicuramente avrai sentito parlare del posizionamento di siti internet. Questo termine, infatti, è, ormai, diventato molto frequente e sempre più persone iniziano a capirne l’importanza. Se non hai ancora ben capito di che si tratti e perché è così importante per il tuo sito web non preoccuparti, perché nelle prossime righe cercheremo in maniera molto sintetica di spiegarlo.

Un sito web è il punto di contatto che abbiamo con i nostri potenziali clienti. C’è però, un fattore che determina un maggiore o un minore numero di visite. Questo è il posizionamento di siti internet. Con questo termine, infatti, si fa riferimento a dove si posiziona un sito web nelle pagine dei risultati di ricerca inerenti a una o più parole chiave correlate.

Google e gli altri motori di ricerca, infatti, ordinano i siti web nelle pagine della ricerca in base ad alcuni parametri. Può, però, capitare che un sito web non sia ben indicizzato e che appaia tra gli ultimi risultati, che hanno ovviamente poche possibilità di essere visualizzati e, di conseguenza, cliccati.

Perché è importante rivolgersi ad un esperto per il posizionamento di siti internet per migliorare le proprie prestazioni

Il posizionamento di siti internet o posizionamento seo permette di modificare questa situazione. Rivolgendosi ad un esperto seo, come FilippoJatta di https://jfactor.it/ infatti, ogni sito web può migliorare il proprio posizionamento nei più importanti motori di ricerca, ottenendo così un maggiore numero di visite e maggiori guadagni.

Essere più visibili nel web, dunque, permette di migliorare le proprie prestazioni e di ottenere un maggior numero di afflusso sulla propria pagina. Per riuscire a raggiungere questo risultato, dunque, basta rivolgersi ad un posizionatore seo chiedendogli di elaborare un piano di azione appositamente per il proprio sito web.

L’esperto in questione ottimizzerà il vostro sito eseguendo una serie di operazioni come l’inserimento di link che rimandino al vostro sito, l’inserimento della o delle parole chiave al suo interno e tante altre. Questo permetterà al motore di ricerca di visualizzare il vostro sito e di correlarlo in maniera più appropriata alle parole chiave che vi interessano.

Per ottenere un risultato simile c’è anche un altro mezzo: la sea. Con questa sigla si indica la pubblicità attraverso i motori di ricerca. In questo caso, invece, l’utente stesso paga una cifra al motore di ricerca per essere inserito all’inizio dei risultati legati alla parola chiave in questione nella sezione annunci. Questa seconda possibilità, però, è più dispendiosa e meno efficace perché al termine del pagamento della somma per la sponsorizzazione il vostro sito tornerà comunque a non essere posizionato in maniera ottimale.

mercoledì, febbraio 01, 2017

Ue, addio a roaming da metà giugno

BRUXELLES - E' ormai certa l'abolizione del roaming per i consumatori europei a partire da metà giugno: le tre istituzioni europee, Parlamento, Consiglio e Commissione hanno infatti raggiunt un accordo sui prezzi all'ingrosso che gli operatori si applicano tra di loro per offrire i servizi di roaming.

Si trattava dell'ultimo tassello che mancava per consentire allo stop dei costi aggiuntivi quando si va all'estero di entrare in vigore, come precedentemente deciso, a metà giugno.

giovedì, gennaio 26, 2017

Otorinolaringoiatri in festa per San Biagio protettore della gola

BARI - Il 3 febbraio di ogni anno si commemora San Biagio, protettore della gola e degli otorinolaringoiatri. Domenico Petrone, direttore dell’Unità Operativa di Otorinolaringologia dell’Ospedale “Di Venere” di Bari-Carbonara, e Vittorio Polito, giornalista e scrittore, hanno pensato bene di pubblicare, in omaggio a San Biagio, vescovo di Sebaste (Armenia), il libretto “San Biagio tra storia, leggenda e tradizione” edita da ECA (Edizioni Comunicazioni Adriatiche), che non vuole essere un testo-documentario, ma una raccolta di notizie in cui sono messe in evidenza storia, leggende e curiosità su Colui che, “dietro le quinte”, accompagna ogni gesto della professione specialistica, proteggendo nel contempo anche coloro che sono affetti da malattie della gola.

Gli autori, dopo una serie di ricerche, descrivono vita, miracoli e vicissitudini del Vescovo di Sebaste. È notorio il miracolo di San Biagio che salva un ragazzo che stava per soffocare a causa di una lisca di pesce che si era conficcata in gola. Il prodigio inasprì le autorità che tentarono di far rinnegare la fede a Biagio, ma il Santo con fermezza dimostrò che quello era un atto indegno di una creatura ragionevole, per cui un giudice lo fece battere con verghe e poi lasciato languire in carcere.

Parte delle sue spoglie sono presenti a Maratea (PZ), uno dei più importanti luoghi sacri di riferimento per i fedeli di San Biagio, ove viene festeggiato due volte l’anno, il 3 febbraio, giorno della sua morte, e la seconda Domenica di Maggio, in occasione della ricorrenza della traslazione, con un cerimoniale stabilito da un protocollo di diversi secoli.

In Puglia, nella Cattedrale di Ruvo, è custodito un frammento del braccio del Santo ed una statua lignea; a Carosino (TA), è conservato un pezzo di lingua; ad Avetrana (TA), un frammento della gola, ad Ostuni (BR), un frammento di osso. Altre reliquie sono presenti in altre località.

Petrone e Polito, hanno allargato le ricerche a leggende e tradizioni. E così ci fanno sapere che a Cannara (PG) i festeggiamenti del Santo sono occasione per sfidarsi in antichi giochi di abilità; a Fiuggi, invece, la sera prima della festa, si bruciano nella Piazza davanti al Municipio, le “stuzze”, grandi cataste di legna a forma piramidale, in ricordo del miracolo avvenuto nel 1298 che vide San Biagio far apparire delle finte fiamme in città, costringendo le truppe nemiche, che attendevano fuori le mura, a ripiegare, pensando di essere stati preceduti dagli alleati.

Nel volumetto non mancano curiosità, preghiere, immagini, detti popolari, “consigli” empirici, una nota che tratta la gola nell’accezione popolare, su come curare il mal di gola, tradizioni popolari ed anche la menzione di altri protettori degli Otorinolaringoiatri, come San Cono e San Francesco di Sales, quest’ultimo protettore dei sordomuti.

La pubblicazione è stata resa possibile con il contributo dell’Istituto Acustico Maico.

lunedì, gennaio 23, 2017

Samsung, l'azienda: batteria causa incendi Note 7 VIDEO

PECHINO - Il colosso sudcoreano Samsung ha individuato nel design e nelle manifattura delle batterie il problema dell' incendio che nei mesi scorsi ha colpito i suoi Galaxy Note 7, costringendo il gruppo a ritirarli dai mercati e a sospenderne a ottobre la produzione per i timori sulla sicurezza.

"La nostra indagine, così come le altre completate da tre organizzazioni industriali indipendenti, ha concluso che le batterie sono state all'origine degli incidenti del Note 7", ha riferito Samsung in una nota, a chiusura dell'istruttoria.