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venerdì, dicembre 21, 2012

Profezia Maya: doodle di Google la ricorda

BARI. Il tormentone dei Maya e della loro profezia finisce anche su Google. Anche il celebre motore di ricerca di Mountain View ha ricordato la fine del calendario Maya cui, secondo una interpretazione errata, sarebbe collegata la fine del mondo.

Per i Maya si trattava infatti della fine di un ciclo.
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giovedì, dicembre 20, 2012

Profezia Maya: feste a tema a New York

NEW YORK. E' festa nella Grande Mela. Secondo la controversa profezia Maya, manca un giorno alla fine del mondo, e a New York sono in molti ad aver deciso di non perdere l'ultima occasione per festeggiare in grande stile. Da Soho all'Upper East Side, locali e ristoranti hanno organizzato serate a tema: esposizioni d'arte, spettacoli teatrali, musica e cene con menu' messicano.

Ma c'e' anche chi punta su una notte di passione: sulla rete impazzano gli annunci che propongono incontri galanti 'pre apocalittici'.

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martedì, dicembre 18, 2012

Profezia Maya: riti, feste o scongiuri, come ci si prepara alla fine del mondo

ROMA. Scongiuri, riti o party, il 21 dicembre non passerà di sicuro in sordina. Anche chi non crede alla profezia Maya si e' lasciato contagiare dalle curiose notizie che rimbalzano da un continente all'altro. In Messico, dove i Maya avrebbero stabilito 5.125 anni fa la data del 21 dicembre 2012 come fine di un'era, migliaia di mistici, ma anche di turisti stanno convergendo verso le antiche rovine tra il sud del Paese e il Guatemala.

Il 46enne Michael DiMartino e' uno degli americani piu' attivi che sta organizzando un maxi-evento nel tempio di Chichen Itza, nella penisola dello Yucatan. DiMartino e' certo che venerdi' non sara' la fine del mondo, ma "del modo in cui lo percepiamo" e che ci sara' una "trasformazione positiva, un'evoluzione e la nascita di un nuovo modo di essere". Dal Messico all'Australia, dal sud della Francia alla Russia, milioni di persone si stanno preparando anche al peggio.

C'e' chi si e' scavato un rifugio e ha acquistato, a caro prezzo, kit di sopravvivenza e chi su Internet ha trovato localita' che secondo 'esperti' sarebbero immuni. Un esempio e' quello della cittadina di Bugarach, nel sudovest della Francia, 60 chilometri da Perpignan, che e' stata presa d'assalto: alberghi pieni, case affittate, strade piene. Ma da Bugarach assicurano che qualche coraggioso fatalista ha prenotato anche per Natale e Capodanno.
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Profezia Maya crea scompiglio anche in Cina, 100 arresti

CINA. Non appartiene di certo agli italiani il primato di essere superstiziosi. Oltre 100 persone sono state infatti arrestate in sei province della Cina per aver diffuso voci allarmistiche sulla cosiddetta profezia dei Maya, secondo la quale la fine del mondo avverra' il prossimo 21 dicembre.

Gli arrestati facevano parte di una setta religiosa chiamata 'Dio Onnipotente', che ha diffuso in tutto il paese messaggi che prevedevano la catastrofe. La notizia della profezia ha avuto una grande diffusione attraverso internet.
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sabato, dicembre 15, 2012

Maya: a Monopoli “A cena con la fine del mondo”

MONOPOLI (BA). La profezia dei Maya nella testa e l’Apocalisse nel piatto. Il ristorante La Plancia dell’Hotel Clio non perde tempo e anticipa al giorno prima della tanto paventata fine del mondo, il 20.12.2012 (altra data carismatica) una serata evento dal titolo “A cena con la fine del mondo” con degustazione guidata di un vero esperto, il giornalista Eustachio Cazzorla, sommelier e personal wine trainer. «Si paga dopo la mezzanotte – spiega Gianni Dibello – in quella che secondo i Maya sarà l’ultima cena dell’umanità. Ovviamente il conto si paga solo se l’evento fine del mondo non si verifica». Scherza ma si prende anche un po’ sul serio il titolare del ristorante con piscina e con tanto di vista mare, perché al di là delle attese onde anomale e dei terremoti spacca mondo, come visto nel film “2012” diretto da Roland Emmerich, in realtà “A cena con la fine del mondo” è il pretesto per esorcizzare le paure planetarie con tanto buon gusto a tavola. «Anticipiamo con una festa il Capodanno – scherza Dibello – non si sa mai che la fine del mondo avvenga veramente, intanto noi staremo nella Plancia, la sera di giovedì prossimo 20 dicembre, una struttura che ricorda tutto sommato una nave, fatta interamente in legno. E vogliamo pensare che se ci fosse per davvero un cataclisma saremo pronti a salpare come Noè con la nostra Arca verso nuovi orizzonti». «Il vero cataclisma sarà per le papille gustative» preannuncia seriamente Cazzorla. Il menu porta la firma dello Chef Rino Rizzi, con antipasti vari della tradizione, risotto ai funghi porcini e le proteine nobili della più prelibata carne argentina, l’Aberdeen Angus e tanto altro ancora. Tutto in abbinamento tecnicamente perfetto con i vini del territorio, in particolare IL Petrarosa e Petranera della Cantina Albea di Alberobello, del Cav. Dante Renzini meglio noto in tivù come Mastrodante. E inoltre l’immancabile botto liberatorio con il Franciacorta dei Fratelli Berlucchi per festeggiare, da “sopravvissuti”, con una sciabolata alla maniera degli ussari o degli ufficiali napoleonici in questo luogo che proprio lo scorso anno vide la presenza della Contessa Donna Pia Donata Berlucchi. «A chiudere la serata – spiega Cazzorla – il Casa delle Colonne Zero, un Franciacorta zero zuccheri, con il piglio salutistico di chi vuole azzerare i glucidi ma soprattutto con il messaggio subliminale, se proprio finirà il mondo bisognerà prima o poi ricominciare proprio da zero». Durante la serata ogni portata viene commentata e il vino degustato secondo la nobile arte della sommellerie, con intermezzi e curiosità sulla fine del mondo a tutto spiano. Un modo diverso per vivere, prima della fine dell’anno, l’inizio delle festività natalizie e, soprattutto, sdrammatizzare su questa data fatidica che ormai da tempo si ripete sui giornali di tutto il pianeta e che crea allarmismi e timori nella gente (info e prenotazioni presso Hotel Clio La Plancia di Monopoli, tel. 080.9306450 e 348.9695601; altre informazioni su www.eusto.it). E se poi fosse davvero l’ultima cena prima dell’Apocalisse?

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mercoledì, dicembre 12, 2012

Profezia Maya: aumentano voli verso mete non a rischio

ROMA. Parte la fuga verso le mete non indicate a rischio dalla famosa profezia dei Maya. Si tratta di Bugarach, nel sud della Francia, e di Sirince in Turchia. Almeno questo e' quanto emerso da una ricerca condotta dal Skyscanner, motore di ricerca viaggi. Frotte di seguaci del soprannaturale, convinti che la fine del mondo sia ormai prossima, ovvero il 21 dicembre 2012, hanno deciso di aspettare la fatidica data in questi due remoti villaggi rurali, considerati tra le possibili vie di fuga dalla catastrofe. Pare che il piano di salvezza consistera' in un volo (no, non come quello dell'aereo piu' pazzo del mondo) dove le repliche del film Alien verranno probabilmente sostituite con incontri del terzo tipo, ma molto piu' realistici. L'incremento delle ricerche di voli di sola andata verso il sud della Francia ha registrato un dato sorprendente, una crescita del 41 per cento nella settimana del 21 dicembre rispetto a quella precedente.

Mentre in Italia non si registrano cambiamenti rilevanti verso Tolosa o Perpignan, nel solo Regno Unito l'incremento e' stato del 42 per centi, alla faccia degli italiani scaramantici. Ma la Francia non e' l'unico posto che ha assistito ad un aumento dei visitatori.Sirince si trova nella provincia turca di Izmir (Smirne) e questa localita' ha visto incrementare le ricerche del 30 per cento, sempre confrontando la seconda e la terza settimana di dicembre. In ogni modo e' chiaro che non tutti credono che la fine sia davvero vicina.

Anzi, in tutta Europa, proprio il 22 dicembre pare sara' la data piu' "trafficata" di tutto l'anno, con il maggior volume di ricerche di voli sul sito di Skyscanner da parte di famiglie pronte a tornare verso casa o partire per qualche vacanza di Natale.
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lunedì, dicembre 10, 2012

Profezia Maya, ma a "Cisternino ci si salva"

CISTERNINO (BR). Secondo una delle svariate interpretazioni della profezia dei Maya teorizzata dai seguaci del maestro indiano Babaji, a salvarsi dalla fine del mondo, il 21 dicembre, sara' solo un lembo di terra, in Italia, compreso tra Cisternino, Ceglie Messapica, Ostuni e Martina Franca: e' la Valle d'Itria, fitta di trulli, al confine tra le province di Brindisi e Taranto.

Lo conferma il sindaco di Cisternino, Donato Baccaro, che fa sapere che si è registrato nelle ultime ore un boom nelle prenotazioni.
Sarà il mito nel mito?
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venerdì, novembre 16, 2012

Cormac Cullinan, se la Madre Terra invoca i suoi diritti

Francesco Greco. Ecco un libro da adottare nelle scuole d’ogni ordine e grado. Non solo italiane, ma del mondo: la minaccia di estinguere in poco tempo la specie, di trascinare nel baratro la civiltà sedimentata in millenni è globale, riguarda tutti presi uno a uno e come community. Vai avanti nelle pagine e un’ulcera fastidiosa morde lo stomaco e hai l’aspra sensazione che stiamo danzando sulla tolda del Titanic, incuranti e incoscienti del rischio concreto del Big-Bang che incombe su di noi a causa di comportamenti irrazionali e devastanti ormai divenuti purtroppo costume.

   “I diritti della natura” (Wild Law), di Cormac Cullinan, Piano B edizioni, Prato 2012, pp. 264, € 16.90 (traduzione di Davide Sapienza, scrittore e attivista dei diritti della natura) è un grido di dolore per la Madre Terra vilipesa, saccheggiata, aggredita. Ci dice, fra l’altro, che siamo all’anno zero: o mutiamo radicalmente stili di vita letali per gli ecosistemi, o siamo agli ultimi giorni a Pompei, al “The End”, all’Apocalisse. Mai come in questo XXI secolo la “Grande Opera” è stata a rischio estinzione. Egoisti e violenti come siamo, volgari, bradi, senza più alcun principio interiore, “zetergeist” (senso del sublime), con la liturgia cosmica incrinata, ogni equilibrio minacciato, il black-out annunciato. L’assunzione di responsabilità dovrebbe essere collettiva, di tutti i governi contestualmente, nuove governance per dar vita a una nuova legislazione in grado di affrontare la situazione e puntare alla “liberazione dalle criticità congiunte”. Tutti concetti con cui è bene familiarizzare, perchè sono, e lo saranno ancor più domani, pane quotidiano nella dialettica che metteremo in campo mentre intanto si confrontano due scuole di pensiero: chi dice che è tardi, chi che ancora qualcosa si può fare se si prende atto del tunnel in cui siamo entrati, del “the end”.

   Non si può non dar ragione a Vandana Shiva quando ammonisce: “La sopravvivenza della nostra specie e la salute della Madre Terra dipendono dalla nostra capacità di trasformare i sistemi di governo”. Governi le cui leadership, è il caso di dire senza se e senza ma, sono in forte ritardo dall’abbozzare una strategia comune di dialettica prima e di azione poi “per salvare il pianeta e uscire dall’emergenza ecologia e umanitaria”: si marcia in ordine sparso, e ciò vanifica gli sforzi e confonde i popoli e il loro “principio interiore”. L’ipotesi esclusa dalla razionalità, proprio quella forse si avvera, perché “lo sviluppo umano ha accelerato il degrado e la distruzione di quasi ogni aspetto della Terra”. C’è infatti chi è convinto, e James Lovelock (sua la teoria di Gaia) è fra questi, “che il sistema climatico della Terra abbia già superato il punto di non ritorno, e che stia inesorabilmente ruotando verso un nuovo equilibrio con il quale diverrà inospitale per la vita umana”.

   Occorre dunque una nuova legislazione, un diritto dalla parte della Terra vilipesa, saccheggiata, per convergere verso la “liberazione dalle criticità congiunte” e la tutela degli ecosistemi. Lo afferma, e lo prova con una serie di riflessioni implacabili, Cullinan, che vive in Sudafrica (Cape Town), è avvocato, esperto di governance e scrittore, nel 2010 fra gli estensori della Dichiarazione dei Diritti della Madre Terra che è stata presentata all’Assemblea Generale dell’Onu ed è ritenuto dai governi un interlocutore serio nello sviluppo della complessa tematica dei cambiamenti giuridici necessari a fronteggiare le emergenze ambientali planetarie.

   Un terreno su cui l’Ecuador nel 2008 ha fatto da apripista sulla scia della pressione popolare, modificando la Costituzione che adesso riconosce i diritti della Natura, messa al centro del diritto, con quel che ne consegue: “Lasciarsi bloccare dalle difficoltà – ammonisce lo studioso - equivale a dire si alla nostra estinzione”. Che fare in un futuro che è già qui con le sue incognite? Cullinan lo dice chiaramente sovrapponendo il suo pensiero a certe teorie della decrescita di Serge Latouche: “Dovremo essere capaci di far fronte al calo dei volumi di produzione di petrolio e altri minerali, trovare il modo di arginare e invertire l’inquinamento e la contaminazione della biosfera, la perdita dei terreni fertili, la desertificazione, l’impoverimento delle riserve di acqua potabile e di pesce, la distruzione delle foreste e degli habitat delle specie selvatiche e l’impennata dei livelli di consumo uniti alla crescita della popolazione”.

   Cullinan sostiene poi che “i principali manovratori della distruzione sembrano inattaccati”. E si riferisce a un sistema produttivo che uccide l’ambiente e all’assenza di un diritto che lo contrasti. Come dire: siamo nelle mani di lobby potentissime che condizionano le governance dei popoli colti a loro volta da accidia e spesso afasia, che continuano masochisticamente a inoltrarsi in un tunnel viscido di masochismo e autodistruzione, con l’istinto di conservazione annebbiato da una voluttà di possesso che incuba la tragedia. Questo libro, per la Shiva “una pietra miliare”, aiuta a responsabilizzarsi rispetto ai nostri destini, e i diritti della Terra. Profezie dei Maya o no, l’Apocalisse potrebbe innescarsi senza scampo. Se iniziassimo nel nostro piccolo a fare qualcosa, adesso?  
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