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martedì, luglio 03, 2012

Prandelli-Abete: esternazione con (auto)critica

di Nicola Zuccaro. Rumoreggiano ancora come in uno 'sciame sismico' le esternazioni del commissario tecnico Cesare Prandelli e del presidente della Figc Giancarlo Abete all'indomani del 4-0 rifilato dalla Spagna.

Entrambe, forse ancora condizionati sia dall'amaro in bocca che dalla rabbia per la finale persa non risparmiano le (auto)critiche al sistema calcistico italiano. Quanto al Ct azzurro oltre a dover recitare il mea culpa per non aver inserito elementi freschi c'è anche una considerazione che funge da antifona per il suo futuro.

Con quel: "Non posso allenare ogni 3-8 mesi. Non mi reputo all'altezza perchè sono un tecnico, un uomo di bordo campo e non un politico o un burocrate", Prandelli ha fatto così intendere che il suo rapporto professionale con la Nazionale sarebbe prossimo al capolinea se come successivamente da lui stesso dichiarato nei prossimi 6 mesi non si apporteranno quelle misure che gli consentirebbero di proseguire il lavoro sin qui svolto.

Risapute sono le nostalgie di Prandelli per la panchina di un club ma il Ct cade in contraddizione nel momento in cui indica, nella valorizzazione dei settori e delle nazionali giovanili, la strada per un progetto vincente a favore della Nazionale non disdegnando di sedere ancora sulla panchina azzurra sino al 2014 lungo quel periodo che vedrà l'Italia impegnata sia nelle qualificazioni ai Mondiali che nella Confederation Cup nel 2013 in Brasile.

Più pesante per il ruolo politico che ricopre sono le esternazioni di Giancarlo Abete. Non
sono mancate le stoccate ad indirizzo della Lega di Serie A. "Lega mai così insignificante. Solleciteremo un confronto che vada al di là dei vincoli che la Lega deve rispettare. Quando c'è un progetto globale non si lavora nella stessa direzione ma su due piani diversi". Frasi che pesano come macigni ma che perdono consistenza quando Abete aggiunge che "ci vuole una politica sportiva e noi proviamo a farla".

Una frase che fa riaffiorare quei vecchi e atavici problemi di un calcio italiano per i quali Abete dovrebbe indicare delle soluzioni mostrando, quando è il caso, la propria autorevolezza per ridare prestigio, dignità e visibilità alla maglia azzurra mai tanto oscurata come in passato dai "colori" dei club.

La parabola della trave e della pagliuzza fa al caso dei due massimi esponenti azzurri. Togliersi i sassolini dalle scarpe non ha senso se prima non si fa quel profondo esame di coscienza perchè - oggettivamente guardando - quanto espresso da entrambe altro non è che una critica al "sistema nazionale" da loro stessi sorretto sino al 1 Luglio 2012.

lunedì, luglio 02, 2012

Napolitano ad Azzurri: grazie vale sempre

ROMA. ''Avete ottenuto risultati straordinari che pochissimi potevano mettere nel conto. C'e' molta strada da fare e ci sono momenti difficili alle spalle.

Sto parlando del calcio o dell'Italia? I discorsi si assomigliano molto''. Cosi' il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ricevendo la Nazionale al Quirinale.

"I commenti toccava a Prandelli farli e ancora una volta mi sono piaciuti. Vorrei evitare di ripetere le parole che ho scritto a voi per non essere stucchevole, la cosa importante e' che quelle parole valgono dopo Kiev esattamente come prima di Kiev''. prosegue Napolitano si e' rivolgendosi agli azzurri appena ritornati a Roma dalla Polonia.

La Spagna vola, l'Italia no. Perchè...


di Nicola Zuccaro. Vuota, spenta, scarica.All'indomani del poker spagnolo che vale alle Furie Rosse lo storico 'triplete' la tifoseria azzurra è prodiga nel derubricare gli aggettivi che qualificano negativamente la prestazione offerta dagli Azzurri di Cesare Prandelli nella finalissima di Kiev.

Perdere contro i Campioni del Mondo e d'Europa uscenti e poi riconfermati potrebbe starci ma non con una sconfitta così pesante al punto da rilevare le non poche lacune emerse nel confronto con gli iberici.

Individuare nella freschezza fisica di questi ultimi l'unica motivazione che ha determinato la sconfitta dell'Italia è troppo poco. Limitarsi a sostenere che l'Italia ha avuto un giorno di riposo in meno e che dopo la sofferta semifinale contro la Germania è arrivata stanca all'appuntamento della finale non deve rappresentare quella scusante, l'unica, per sostenere dinnanzi alla corazzata spagnola si è dato, si è cercato di dare il massimo.

L'Italia scesa in campo a Kiev non è stata la stessa, sul medesimo rettangolo di gioco, di otto giorni prima nel quarto di finale che l'ha opposta all'Inghilterra. Grinta e personalità sono venute meno unitamente ad un impianto tattico che sino alla semifinale del 28 Giugno si è rivelato un composto di geometrie, con le verticalizzazioni di Pirlo, di fantasia e di concretezza con le folate offensive del duo Cassano-Balotelli.

In questa disamina non va risparmiata la difesa che, pur acciaccata, non ha espresso il massimo in termini di combattività tanto da concedere larghi e troppi spazi ai titolati avversari. Bisogna saper perdere. Il celebre motivo musicale rappresenta la colonna sonora che accompagnata, come in un film dai titoli di coda, vuol musicare l'ultimo episodio di un Europeo (ancora mancato 12 anni dopo Amsterdam) che per l'Italia doveva e poteva finire meglio se fosse stata applicato il solito catenaccio all'italiana costruito sul binomio
difesa-contropiede. Così non è stato.

Prandelli ha voluto applicare l'offensivismo non consapevole della solidità sia difensiva che offensiva di una Spagna che sul terreno di Kiev ha confermato quel mix composto da un eccellente forma unita ai piedi buoni dei vari Xavi, David Silva, Iniesta e Torres. A queste qualità si aggiunge l'impermeabilità della difesa incarnata dai Sergio Ramos, dai Piquè e dagli Arbeloa che titolano la Spagna per la seconda volta quale regina d'Europa.

Quanto all'Italia, se sul campo è stata bocciata, nel complesso, alla luce di quanto fatto vedere in questi Europei può ritenersi " rimandata" ad un futuro migliore.

domenica, luglio 01, 2012

Italia-Spagna: da Ratzinger a Bagnasco, è tifo azzurro in tonaca

di Nicola Zuccaro. Dopo i complimenti di SS Benedetto XVI rivolti agli azzurri all'indomani della semifinale vinta contro la Germania, un altro segno di vicinanza agli azzurri giunge dalle gerarchie ecclesiali.

E' il Cardinal Angelo Bagnasco. L'Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana nell'auspicare una doppietta e/o tripletta di Balotelli augura all'Italia di salire sul tetto europeo.

Ma - come ha precisato lo stesso presule - tutto deve rimanere nella dinamica della competizione sportiva sempre però profondendo quel grande agonismo e impegno che sinora gli azzurri hanno dimostrato.

L'auspicio è questa vicinanza sia ulteriormente intensificata con preghiere e benedizioni affinchè sia l'altrettanto cattolica Italia anzichè Spagna a laurearsi campione d'Europa.

Stasera Italia-Spagna: in palio c'è l'Europa

di Nicola Zuccaro. Italia - Spagna. Il principio e la fine di questo Europeo che dalle 20.45 (diretta su Rai 1) celebrerà il suo ultimo anno all'Olimpiski di Kiev.

Gli Azzurri tornano a distanza di otto giorni su quel rettangolo verde che ha visto cadere l'Inghilterra e a distanza di 22 giorni ritrovano la Spagna per una sfida che per Prandelli e Del Bosque si preannuncia avvincente.

La vigilia dei due Ct è trascorsa giocando a carte scoperte senza quella pre-tattica che aveva contraddistinto le precedenti della kermesse europea ma il timore reverenziale non manca.

Per Prandelli la Spagna è la migliore del mondo oltre che la squadra da battere e nel possesso palla e nella capacità di riconquistare la sfera da lontano trova uno dei suoi punti di forza. Elementi che però non devono scoraggiare gli azzurri che per dover fare la partita dal primo all'ultimo minuto non dovranno concedere troppi spazi agli avversari.

Le Furie Rosse sono abili nel sfuttare i corridoi laterali lungo in quali costruiscono le loro sovrapposizioni e i varchi centrali specie quelli in prossimità della porta avversaria. Difronte a queste caratteristiche, l'Italia dovrà ancora una volta trovare la sua forza per ritrovare un titolo europeo che manca da 44 anni con il suo centrocampo composto dai
confermati Marchisio, Pirlo. De Rossi, Montolivo che supporteranno il confermato tandem d'attacco Cassano-Balotelli.

Confermata la difesa a quattro composta da Balzaretti, Barzagli, Bonucci e Chiellini che
nella rifinitura di Kiev hanno "convinto" Prandelli perchè in forma. Per la Spagna un Del Bosque rispettoso dello spessore tecnico degli azzurri presenta il tridente che cercherà il Triplete composto da Xavi, Iniesta e Fabregas supportati dalle colonne laterali di centrocampo rappresentate da Xavi Alonso e David Silva.

Dinnanzi a Casillas una difesa a tre con Arbeloa, Piquè, Sergio Ramos. Completano il centrocampo Jordi Alba e Busquetes. Arbitrerà Pedro Proenca. Gli Azzurri ritroveranno il fischietto portoghese otto giorni dopo aver diretto Italia-Inghilterra sempre a Kiev.

In tribuna è preannunciata la presenza dei due primi ministri: l'italiano Monti e lo spagnolo Rajoy per una sfida che, vista l'intensa e travagliata settimana in quel di Bruxelles per il vertice sulle future sorti della moneta unica del Vecchio Continente, travalica il confine calcistico.

sabato, giugno 30, 2012

Euro 2012: oggi la finalissima, Napolitano scrive a Prandelli, tutto il mio incitamento per domani

ROMA. Oggi la finalissima più attesa degli Europei: Italia-Spagna. E continua il rapporto 'rose e fiori' tra Napolitano e gli Azzurri. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Commissario tecnico della Nazionale di calcio, Cesare Prandelli, una lettera in cui esprime il suo apprezzamento per il comportamento fin qui della nazionale di Calcio.

Napolitano nell'elogiare lo spirito di squadra formula il suo incitamento per la finale di domani con la Spagna e al termine degli europei invita tutti gli azzurri al Quirinale. ''Caro Prandelli, desidero ringraziarla -scrive il Presidente- per le cosi' calorose parole augurali che mi ha rivolto - anche a nome dell'intera Nazionale - in occasione del mio compleanno e all'indomani della splendida vittoria di Varsavia. Quello che ho trovato molto bello in tutte le vostre prestazioni agli Europei e' stato l'affiatamento tra 'vecchi e nuovi', lo spirito di squadra, la comune determinazione e generosita'.

Impossibile fare graduatorie: non c'e' stato nessuno che non abbia condiviso l'impegno e lo sforzo, che non abbia dato il meglio di se. E aver creato quel clima, aver saldato quella compagine e' stato atto meritorio. Ho nello stesso tempo molto apprezzato la sobrieta' e serieta' dei suoi commenti: consapevolezza dell'importanza dei risultati, senza retorica, senza trionfalismi, sapendo quanta strada resti da percorrere. Ma non e' forse questo il discorso da fare per l'Italia e per la sua Nazionale di calcio?''.

''Le esprimo la mia vicinanza - prosegue Napolitano- e le trasmetto il mio incitamento - a tutti i ragazzi - per la prova conclusiva di domani. Sono stato felice di essere accanto a voi a Danzica, quando si trattava di superare la prima prova, di smentire facili pessimismi, di dimostrare che 'la squadra c'era', che gli azzurri ancora una volta si sarebbero fatti onore in nome dell'Italia. Vi accogliero' in Quirinale con grande piacere al vostro ritorno a Roma lunedi'''.

venerdì, giugno 29, 2012

Piazza Italia: gli Azzurri emozionano lo Stivale. Ma Prandelli polemizza

di Nicola Zuccaro. Da Milano a Roma passando per Firenze e arrivando a Bari, l'Italia, per una sera, in occasione della semifinale vinta contro la Germania si è rinnamorata della propria Nazionale di calcio.

Maxi-schermi in quasi tutta Italia compresa le zone terremotate dell'Emilia, con uno share del 79,55% pari a 23milioni 255 mila spettatori. La Penisola per 94' si è trasformata in un mega-stadio dimenticando le preoccupazioni della vita quotidiana e civile per incitare gli Azzurri di Prandelli.

Sì gli Azzurri di Prandelli perchè, nel loro insieme, rappresentano una creatura del tecnico di Orzinovi che però non risparmia le critiche dovute alla secondaria importanza che la Nazionale assume nel calcio italiano per il peso guadagnato dai club negli ultimi anni dai club.

Nel resto d'Europa non è così - evidenzia Prandelli - la Nazionale è la prima espressione calcistica sentita e rispettata. Qui, da Settembre in poi - prosegue il Ct - cade nel dimenticatoio. Sarà un eventuale titolo europeo a cambiare la rotta? Da Prandelli si attendono suggerimenti più specifici, degni di un commissario tecnico, per far sì che la Nazionale abbia la priorità sui club.

Non basta, egregio signor Cesare Prandelli, togliersi i sassolini dalle scarpe. Occorre saper proporre qualcosa di nuovo che rilanci il calcio di casa nostra.

Italia a Kiev. Il sogno è (una) realtà

di Nicola Zuccaro. Sognare non costa ma, tradurre il sogno in realtà fa rima con il sacrificio, la tenacia e la sofferenza. Ne sa qualcosa l'Italia di Cesare Prandelli.

Sì di Cesare Prandelli perchè è una sua creatura. Questa Nazionale è l'incarnazione del miracolo tipicamente italiano. Quel miracolo capace di trasformare ciò che è sfilacciato in ciò che è solido. Una solidità che assume maggiore spessore e valore soprattutto quando l'avversario di turno si chiama Germania.

L'avversario giusto al momento giusto, quello della semifinale, preposto a tastare le doti di una squadra italiana mai doma che con quel uno-due balotelliano ha forse voltato pagina nella serata di Varsavia nella mentalità del calcio italiano.

Non più quel catenaccio contraddistinto dal difendere e ripartire ma quel voler attaccare e andare a rete il prima possibile per poi tornare a gestire con acume tattico il vantaggio e sperare nel tris come sul 2-0.

In più di una circostanza le folate offensive dei Diamanti, dei Di Natale, ispirate dalle verticalizzazioni dei Pirlo e dei De Rossi a cui si aggiungono anche le fughe in avanti della difesa azzurra coi Chiellini e i Balzaretti avrebbero potuto concretizzare un successo più rotondo.

Così non è stato perchè contro la Germania si è vista anche l'Italia che soffre subendo, per lunghi tratti, l'iniziativa degli avversari. Il discutibile rigore concesso da un buon Lannoy al 90' e realizzato da Oezil è lo specchio che raffigura l'altro volto della selezione azzurra sino al punto da presentare nel dopo gara un polemico Buffon.

Il N.1 degli azzurri (autore di prodigiosi interventi fra i quali degna di nota è la punizione calciata da Schweinsteger e deviata sulla traversa) non ha risparmiato le critiche rivolte ai suoi compagni di sqaudra rei di non aver saputo mantenere alta la guardia nel secondo tempo.

L'auspicio è che questa strigliata produca degli effetti benefici su un gruppo che nella compattezza ha trovato il suo maggior punto di forza in vista della Finale di Kiev. L'Italia così come ha aperto chiuderà questa competizione affrontando nuovamente la Spagna per vincere un titolo europeo che manca dal 1968.

giovedì, giugno 28, 2012

Italia-Germania: è sogno finale. Cassano-Balotelli dal 1'

VARSAVIA. Balzaretti terzino destro al posto di Abate, Chiellini rientra e va a sinistra; in avanti confermata la coppia Cassano-Balotelli. Sono queste le scelte di Cesare Prandelli per Italia-Germania, annunciate dal ct ai giocatori nella riunione tecnica che precede la partita.

di Nicola Zuccaro. Rispetto sì, paura no. Dalla sala stampa tedesca i teutonici rispondono così a poche ore da Italia - Germania. In palio c'è l'accesso alla finale di Euro 2012 che si preannuncia più accesa del previsto.

La volontà di bissare il successo del 2006 da parte di Daniele De Rossi contrapposta alla sicura rivincita espressa dal ct Loew caratterizzano una vigilia carica di adrenalina.

Dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano poichè la parola spetterà al campo per un confronto sui " rigori " parallelo e forse anche contestuale a quello di "rigore" che in queste ore vede riuniti a Bruxelles i primi ministri europei in un vertice decisivo per le sorti della moneta continentale.

Prandelli non ha svelato l'undici titolare che affronterà la Germania. Il dubbio del Ct azzurro riguarda la conferma del duo Cassano-Balotelli, con il barese che potrebbe partire dalla panchina, con Diamanti dal 1'.

Nel corso della partitella di ieri, Prandelli ha provato un inedito tridente composto da Diamanti, Cassano e Di Natale. Sarà questa la novità della formazione che sfiderà i tedeschi? La buona novella giunge dalla difesa con il recupero di Chiellini.

In virtù della sua prodigiosa altezza il difensore centrale juventino potrà contrastare le elevazioni di Klose. A centrocampo c'è forse l'unico dubbio rappresentato dall'inserimento iniziale di De Rossi che potrebbe cedere il posto di titolare a Nocerino.

Il milanista nel confronto contro l'Inghilterra ha dimostrato di essere determinate nel gioco
in e di profondità tanto da vedersi annullata la rete. Contro i tedeschi il trequartista rossonero sarebbe indispensabile per irrompere nella quadrata difesa teutonica composta da Boateng, Badbuster, Hummels con Neur fra i pali.

Di contro Abate, Bonucci, Barzagli oltre che lo stesso Chiellini affonteranno il tridente tedesco composto da Oezil, Podolski e Klose con Schweinsteger pronto a distribuire palloni dal centrocampo.

Arbitrerà il francese Lannoy. E' il più anziano direttore di gara degli Europei poichè compirà 43 anni a Settembre. Ha arbitrato l'Italia nello 0-0 dell'11 Ottobre 2008 contro la Bulgaria per le qualificazioni mondiali.

Euro 2012: la prima finalista è la Spagna. Rigori fatali per CR7 e compagni

di Andrea Stano. I calci di rigore regalano la finale alla Roja di Vicente Del Bosque. La Donbas Arena di Donetsk ha ospitato la prima semifinale di Euro2012, l’attesissimo derby iberico tra Spagna e Portogallo, una partita in verità per nulla irresistibile.

Novità tra le due formazioni. Paulo Bento è costretto a modificare l’attacco inserendo Hugo Almeida in virtù dell’infortunio di Helder Postiga. L’allenatore spagnolo schiera inaspettatamente Negredo, finora mai sceso in campo. Del Bosque sembra ispirarsi sempre più al Barcellona di Guardiola, dove il mister catalano è avvezzo a sorprendere tutti schierando in campo uomini inattesi.

Il match stenta a decollare. E’ la Spagna che prova per prima a ghermire l’avversario. Avanza forsennatamente nei primi dieci minuti con la solita eleganza e come se fosse un corpo unico ed armonioso. La prima occasione è di Arbeloa che spara alto al limite dell’aria dopo la sponda di Negredo. Poi nulla più.

Il Portogallo, che ha acquisito fiducia e consapevolezza nei propri mezzi tecnici, gioca con tranquillità senza sprofondare nel nervosismo dando a tutti l’impressione di poter sconfiggere una volta per tutte le Furie Rosse.

La Spagna si fa prendere dall’isteria con i lusitani che le bloccano ogni manovra costringendo Casillas e compagni a ripetute ed insolite imprecisioni.

Al 30esimo minuto si vede finalmente Cristiano Ronaldo (sentitissima per lui questa sfida) con una fiammata delle sue. Rasoiata di sinistro che sfiora il palo dopo il pressing insistito di un ineccepibile Moutinho.

Il primo tempo, tutt’altro che trascendentale, termina sullo 0 a 0.

Era da tempo immemore che non si vedeva una Spagna così poco incisiva e in difficoltà nel costruire il suo stucchevole possesso palla, del resto veniva da 18 partite ufficiali di fila senza sconfitte.

Nella seconda metà di gara la musica non cambia. La Spagna è anchilosata ed irriconoscibile. Muta atteggiamento, diventa più intraprendente con gli ingressi di Jesus Navas e Fabregas, ma gioco e percussioni rimangono inconcludenti.

Dall’altra parte Ronaldo cuce palle meravigliose sul terreno di gioco ma le conclusioni di Almeida dalla sinistra lasciano il tempo che trovano. L’attaccante di riferimento non è brillante sotto porta ma, tuttavia, alla bisogna sa rendersi utile nei ripiegamenti difensivi.

CR7 non ruggisce mai. Ne avrebbe occasione su calci da fermo ma le sue punizioni non graffiano come dovrebbero e non sono all’altezza delle sue consuete manfrine durante la preparazione al tiro.

Nemmeno al 90esimo, su insidiosissima ripartenza rossoverde, la stella del Real riesce nel gol qualificazione. Dal limite sinistro d’aria di rigore calcia malissimo e palla tra gli spalti.

0 a 0 e tempi supplementari.

Il Portogallo, nonostante i due giorni di riposo in più rispetto la Spagna, svanisce dal campo concedendo troppo ai propri avversari.

Prima Iniesta, in seguito ad una dirompente discesa dell’irrefrenabile Jordi Alba, si divora l’1 a 0 strozzando in gola l’urlo di gioia dei tifosi spagnoli. Rui Patricio è bravissimo a deviare in corner.

Successivamente è Ramos a sfiorare il gol su calcio di punizione. Una cannonata fuori non di molto.

Infine è ancora il portiere lusitano a superarsi sulla conclusione ravvicinata di Jesu Navas.

Portogallo in netta difficoltà, si difende per custodire il risultato accontentandosi dei calci di rigore, che arrivano puntuali.

Casillas e Patricio annullano i primi due tiri dal dischetto di Alonso e Moutinho. Segnano poi Iniesta, Pepe, Pique, Nani e Sergio Ramos (quest'ultimo su cucchiaio).

Bruno Alves (probabile futuro juventino) colpisce la traversa, Fabregas non sbaglia e porta la Spagna in finale per la seconda volta consecutiva, la quarta nella sua storia.

Farà senz’altro discutere la scelta di riservare il miglior rigorista, ovvero Ronaldo, per l’ultimo rigore.


Portogallo – Spagna 2-4 d.c.r. (0-0 al 120’)

Sequenza rigori: Xabi Alonso (S) parato, Joao Moutinho (P) parato, Iniesta (S) gol, Pepe (P) gol, Pique (S) gol, Nani (P) gol, Ramos (S) gol, Bruno Alves (P) traversa, Fabregas (S) gol

Formazioni: Rui Patricio, Fabio Coentrao, Bruno Alves, Pepe, Joao Pereira, Veloso (al 1’ s.t.s. Custodio), Joao Moutinho, Raul Mereiles (all’8’ s.t.s. Varela), Nani, Cristiano Ronaldo, Hugo Almeida (al 36’ s.t. Nelson Oliveira)
Casillas, Arbeloa, Ramos, Pique, Alba, Busquets, Xavi (al 42’ s.t. Pedro), Xabi Alonso, Silva (al 15’ s.t. Jesus Navas), Iniesta, Negredo (al 9’ s.t. Fabregas)

NOTE: Recupero: 1’, 3’ (1’ al p.t.s.)
Ammonizioni: al 41’ p.t. Ramos (S) per gioco scorretto, al 45’ p.t. Fabio Coentrao (P) per gioco scorretto, al 15’ s.t. Busquets (S) per proteste, al 16’ s.t. Pepe (P) per gioco scorretto, al 19’ s.t. Joao Pereira (P) per gioco scorretto, al 38’ s.t. Arbeloa (S) per comportamento non regolamentare, al 40’ s.t. Bruno Alves (P) per gioco scorretto, al 45’+3 s.t. Veloso (P) per gioco scorretto, al 9’ del s.t.s. Xabi Alonso per gioco scorretto

mercoledì, giugno 27, 2012

Euro 2012: l'Italia che non ha paura aspetta la Germania

di Nicola Zuccaro. Dal "possiamo farcela " al "possiamo batterli" sino al "non dobbiamo avere paura" emerge a chiare lettere una certezza: l'Italia è pronta sia sul piano mentale che psicologico nell'affrontare la Gemania in quel di Varsavia alle 20.45 di Giovedì 28 Giugno.

Di contro, la Germania per voce del suo Ct Joachim Loev fa sapere che le intenzioni sono le stesse ma con una motivazione in più ; scacciare il tabù che non li vede vincenti, contro gli Azzurri, dal 1995. Alla forza, tipica dei combattenti italiani risalente al 1915-18 colorata da un certo patriottismo di ritorno si contrappone la consueta razonalità tedesca
caratterizzata dallo studio dell'avversario di turno.

In questo caso l'Italia oltre che di Cesare Prandelli, anche quella di Andrea Pirlo. Per il Ct tedesco il "metronomo " rappresenta alla vigilia l'uomo da bloccare perchè ritenuto il "geometra" di una squadra azzurra capace di coniugare la linearità di Pirlo con l'imprevedibilità di Balotelli e la fantasia di Cassano.

Un mix che, in contrapposizione alla capacità organizzativa dei tedeschi circa l'impostazione del gioco, rende questa sfida dall'esito incerto. Italia - Germania prima di tutto è una sfida calcistica.

Caricarla di significati diversi legati a questioni di ordine politico-economico legate alle future sorti della moneta unica (l'euro) potrebbe sminuirne lo spirito sportivo determinando motivi e momenti di tensione. Starà all'equilibrio delle due delegazioni federali e della Uefa scongiurare questo pericolo.

Euro 2012: Portogallo - Spagna, CR7 vuole lo sgambetto storico

di Luca Losito. Un’intera penisola, quella iberica, stasera si ritroverà a sfidarsi per accedere all’ultimo atto di Euro 2012: Portogallo – Spagna vale la finalissima del 1° Luglio.

In casa portoghese regna sovrano l’ottimismo: la solidità di centrocampo e difesa, le terrificanti sgroppate offensive di Nani e Coentrão, e l’impressionante media realizzativa di C. Ronaldo (68 reti in 67 gare stagionali) i principali motivi del buon umore lusitano.

Paulo Bento ha plasmato una squadra solida e anche piuttosto cinica, la quale si schiera con un 4-3-3 che da grande equilibrio agli 11 in campo. Inoltre, la truppa rossoverde sembra molto più famelica degli avversari.

I campioni in carica spagnoli invece hanno qualche grana da risolvere: la polemica sul 'falso nove' tiene costantemente banco su tutti i media spagnoli. Del Bosque, stizzito dalle tante voci che preferirebbero una punta vera al posto di Fabregas, sembra intenzionato a confermare ancora il trequartista in attacco.

Eppure le critiche appaiono tutt'altro che infondate: la Spagna infatti in questo Europeo ha faticato a trovare soluzioni offensive, l'unica gara in cui ha divertito in attacco è stata proprio quella giocata col centravanti di ruolo, Fernando Torres, finita col poker all’Irlanda.

Detto ciò, sembra difficile immaginare la gara a senso unico della Spagna che molti si aspettano, piuttosto c’è da attendersi un Portogallo carico e determinato come non mai. Le sorprese non dovrebbero mancare, CR7 vuole eclissare l’incredibile storia moderna delle Furie Rosse.

martedì, giugno 26, 2012

Euro 2012: Italia-Germania, appuntamento con la storia

di Andrea Stano. La vendetta è un piatto che va servito freddo. E’ probabilmente questo l’adagio che il popolo tedesco si sta ripetendo fino alla nausea nelle proprie testoline.

La Bild recita “adesso facciamo i conti” e ancora “stavolta li sistemiamo”. Evidentemente in Germania non hanno ancora assimilato del tutto quella maledetta sconfitta nel 2006 consumatasi tra le mura domestiche.

Sia chiaro, maledetta dal loro punto di vista perché per noi fu una goduria pazzesca, sublime gioia delirante. Le reti di Grosso e del Piero sono tuttora ben impresse nella memoria, mai svanite e per nulla sbiadite.

A Varsavia andrà in scena la più attesa delle semifinali di questa rassegna continentale (non che Spagna - Portogallo sia da meno ma il blasone e la tradizione della sfida di giovedì sera è ben altra storia).

Per gli Azzurri non sarà certo una passeggiata, anzi. La Germania ha due giorni di fatica nelle gambe in meno rispetto gli uomini di Prandelli, oltretutto appesantiti da supplementari e calci di rigore.

Loew per giunta ha schierato contro l'impalpabile Grecia un attacco inedito mutandone gli interpeti consentendo il risparmio di energie di Podolsky, Gomez e Muller (questi ultimi due entrati solo a partita in corso).

Eppure la storia ci suggerisce il contrario. In sette gare ufficiali tra spaghetti e wurstel l’Italia non ne è mai uscita vinta. I tedeschi, che sfoggiano sicurezza e calma serafica, sotto sotto ci temono.

Trenta anni fa in Spagna videro sfumare il sogno mondiale bastonati dalla compagine di Bearzot. Un collettivo fantastico trascinato da un irrefrenabile Paolo Rossi, capocannoniere della manifestazione e futuro pallone d’oro.

Indimenticabile poi il 4-3 allo stadio Azteca nella semifinale di Messico 70, la partita del secolo come viene solitamente ricordata. E agli Europei? Germania e Italia non si sono mai incrociate in una semifinale e sono solamente due i precedenti in un campionato di calcio europeo.

Il primo risale a Euro '88 disputato in Germania Ovest. A Dusseldorf le due formazioni si incontrarono nel girone A e l’incontro terminò 1 a 1 con reti di Brehme e Mancini. Entrambe proseguirono il cammino ma in seguito vennero eliminate dall’Unione Sovietica - gli azzurri - e dall’Olanda - loro. Tulipani poi campioni d’Europa.

Otto anni più tardi fu la volta di Euro '96, campionato passato alla storia per essere stato il primo ad aver adottato la formula attuale, quella con 16 squadre suddivise in quattro gironi. Germania e Italia si sfidarono nel gruppo C. Fu uno scialbo 0 a 0 a Manchester.

Per l’Italia l’Europeo si concluse in quel girone dove primeggiarono Germania e Repubblica Ceca, giunte successivamente in finale. Bierhoff con la sua seconda rete siglò il primo golden gol della storia e Klinsmann poté alzare la coppa sotto il cielo d’Inghilterra.

Speriamo che questa volta tocchi a Gigi Buffon.

lunedì, giugno 25, 2012

Avanti Italia! L'accesso alle semifinali è di 'rigore'. Si pensa al derby europeo contro i cugini tedeschi

di Nicola Zuccaro. "Ai rigori serve anche un pizzico di fortuna". Non si può non essere d'accordo con il Ct Prandelli all'indomani del sofferto successo ai danni di un' Inghilterra sorprendentemente spenta, che spinge gli Azzurri verso la Semifinale del 28 Giugno.

Per proseguire in competizioni come queste, dove di mezzo ci sono le forche caudine delle gare ad eliminazione diretta, la bravura non basta. Occorre essere baciati anche dalla fortuna quando si arriva alla "drammatica lotteria dei rigori". L'errore dal dischetto di Montolivo e il cucchiaio di Pirlo (fortunatamente terminato a buon fine) hanno riportato spaventosamente indietro la memoria collettiva della storia azzurra ai precedenti errori dal dischetto approfondibili sulle varie enciclopedie del calcio.

Questo incubo è stato scacciato e forse anche esorcizzato dalla presa di Buffon sul penalty
calciato da Cole e dalla rete di Diamanti. Codesta realizzazione riporta nelle menti della tifoseria azzurra quella firmata da Fabio Grosso nella finale mondiale del 2006 che consegnò nella notte di Berlino il quarto titolo planetario.

"Rigori! Benedetti Rigori!": fu questo il titolo giornalistico più gettonato e che si vuol riproporre in queste righe. Quanto alla bravura essa è fondamentale se alla voglia di lottare gli azzurri uniscano anche la forza di penetrare il più possibile in profondità ; con l'inserimento di Nocerino si è sulla buona strada, specie quando il prossimo avversario si chiama Germania.

Smaltita la sbornia dei festeggiamenti è già tempo di pensare alla semifinale, in programma a Varsavia. Giovedì 28 Giugno, leccando le ferite di una sfida epica, quella contro l'Inghilterra, che entra di diritto nella leggenda azzurra. Fra infortunati e diffidati
Prandelli trascorrerà delle notti insonni per studiare l'undici da schierare contro una Germania fatta di concretezza e di geometrie per un derby d'Europa che vede gli azzurri imbattuti contro i teutonici dal 1995.

domenica, giugno 24, 2012

Euro 2012: Italia-Inghilterra, è pretattica tra Prandelli e Hodgson

di Nicola Zuccaro. "Faremo una grande gara e non concederemo agli inglesi quei 40-50 metri di spazio fatali per il dominio territoriale". Ottimista e al tempo stesso vago il Ct Cesare Prandelli si è presentato così dinnanzi alla stampa alla vigilia di Italia - Innghilterra.

Fatto insolito è il non aver svelato la formazione che scenderà in campo a Kiev (diretta su Rai 1 alle 20.45) per affrontare la selezione di un altrettanto criptico Hodgson. La presenza al fianco del Ct italiano di Balotelli fa pensare che "Super Mario" tornerà titolare nel tandem d'attacco assieme a Cassano. 'Balo' conosce bene il calcio d'Oltre Manica e dovrà disputare una gara prima ancora che di contenimento tattico, di contenimento psicologico prestando attenzione alle "provocazioni" di giuoco degli avversari, alcuni dei quali suoi compagni di squadra nel Manchester City.

Rebus a centrocampo dove è in ballottaggio un posto fra Thiago Motta e Montolivo con De Rossi collocato sulla linea di mediana. Bonucci, Barzagli e Balzaretti - restando nel campo delle previsioni - comporranno la retroguardia.

Si supplirà, in qualche modo, all'assenza di Chiellini. La sua mancanza farà soffrire non poco la difesa azzurra per l'abilità con cui gli inglesi riescono a sfruttare le palle alte e inattive. Pur disponendo di questa qualità gli inglesi non si illudono temendo l'Italia.

Dinnanzi a microfoni e taccuini, Gerrard dispensa complimenti agli azzurri ed in particolare a De Rossi e a Pirlo, da lui ritenuti dei calciatori in grado di poter fare, specie in gare come queste, la differenza. Sulla stessa linea si schiera Rooney, che comporrà l'attacco inglese con Walcott e il Ct Hodgson.

Quest'ultimo, apparso piuttosto infastidito alla domanda se la sua Inghilterra giocasse all'italiana, domandando a sua volta ai giornalisti cosa significasse, ha preannunciato che se i suoi uomini non riusciranno a controllare la partita per l'Inghilterra sarà una lunga notte.

"Siamo impressionati - prosegue Hodgson - del buon lavoro che sta facendo Prandelli nell'unire giovani ed esperienza. L'Italia ha dei giocatori con una buona tecnica". In attesa del fischio di Proenca, Italia- Inghilterra inizia all'insegna della pre-tattica.

Euro 2012: Xabi Alonso ‘mata’ la Francia, Roja in semifinale

di Luca Losito. La Spagna piega senza troppa fatica la Francia e raggiunge la semifinale di Euro 2012. In una gara giocata per lunghi tratti a ritmi bassi, gli iberici dominano in un lungo e in largo, tenendo praticamente sempre in mano il pallino del gioco. Blanc, come preannunciato nell’articolo di presentazione, assiste inerme dalla panchina al suo prematuro addio all’Europeo.

La gara evidenzia il suo andamento sin dalle prime battute: la Spagna fa la partita, la Francia aspetta rintanata nella propria metà campo. Le Furie Rosse logorano con il narcotizzante tiki-taka gli avversari e colpiscono alla prima occasione: al 19’ Jordi Alba sfugge in sovrapposizione sulla fascia sinistra al proprio marcatore e mette in mezzo un cross invitante, la difesa francese va in bambola e viene sorpresa dalla prepotente zuccata di X. Alonso.

La Francia non reagisce e così gli spagnoli sfiorano di nuovo il gol con Iniesta per ben due volte. Nel finale di tempo occasione per i galletti: Cabaye calcia benissimo una punizione dalla trequarti, ma Casillas disinnesca il pericolo con una gran parata. 1-0 e tutti negli spogliatoi.

Nella seconda parte ci si aspetta la reazione transalpina e invece sono ancora gli spagnoli ad attaccare. Non si vedono occasioni da gol clamorose, gli iberici si limitano a controllare i timidi tentativi di reazione francesi. Nel finale la Roja assesta il colpo del ko: il neoentrato Pedro viene steso in area di rigore, dal dischetto il glaciale Xabi Alonso realizza la doppietta personale. Dopo pochi minuti arriva il triplice fischio.

Si chiude così una gara praticamente senza storia, in cui la Spagna ha confermato di avere le carte in regola per bissare il successo di Euro 2008. La Francia esce a testa bassa: Blanc dovrà in qualche modo giustificare l’atteggiamento rinunciatario imposto ai suoi nella sfida decisiva e anche alcune scelte inspiegabili come ad esempio le esclusioni di Evra e Nasri. In semifinale sarà derby iberico. CR7 attende al varco Xavi e Iniesta, Portogallo – Spagna è già cominciata!

sabato, giugno 23, 2012

Euro 2012: Spagna-Francia, Monsieur Blanc, Adieu?

di Luca Losito. Il sabato di Euro 2012 regala una grande serata di gala: a Donetsk c’è Spagna – Francia. Del Bosque difende i suoi dalle critiche piovute per la scarsa cattiveria agonistica dimostrata nelle prime tre gare, valse comunque il primato nel girone C. Decisamente più difficile la situazione per Blanc, il quale ha dovuto in questi giorni fare da pompiere nel ribollente spogliatoio francese, divenuto un’autentica polveriera dopo l'inattesa ed inappellabile sconfitta con la Svezia.

Le Furie Rosse cercano il riscatto con la storia, difatti la Francia rappresenta da sempre un autentico tabù, basti pensare che risulta imbattuta negli scontri ufficiali. Tuttavia, i campioni d’Europa e del mondo in carica hanno quest’oggi un bagaglio tecnico ineguagliabile rispetto a quello delle selezioni passate.

I transalpini, al contrario, cercano conforto proprio nei ricorsi storici. La realtà odierna non gli sorride affatto e difficilmente l’impatto con il campo gli regalerà belle sorprese. L’altra nota dolente è l’assenza per squalifica di capitan Mexes, la già traballante retroguardia francese perde così pure il suo baluardo.

Tutto o quasi lascia pensare che la prima semifinale sarà il derbissimo Spagna – Portogallo, i transalpini devono assolutamente cambiare registro se vogliono evitare pessime figure in una serata decisiva per Monsieur Blanc. Sarà “Adieu”?

Euro 2012: Germania-Grecia 4-2. I tedeschi tornano panzer

di Luigi Laguaragnella. La Germania non delude i pronostici. Alla Grecia consegna un poker che sancisce prepotentemente la sua candidatura alla vittoria di Euro 2012.

Il quarto di finale tra Germania-Grecia non conosce storia questa volta. Nessuna sorpresa. Il brivido, se c’è stato, solo all’inizio del secondo tempo con il momento pareggio ad opera di Samaras. Ma si è trattato di errore di presunzione della squadra di Loew.

Il ct tedesco lascia in panchina Gomez e inserisce il centravanti Klose. E dà spazio ai due giovani Reus e Schurrle, i quali sfruttano la loro velocità per scambi rapidi con Ozil. La Germania sfiora più volte il gol del vantaggio con questo copione.

Il gol finalmente arriva dall’infinito Lahm che con un forte tiro mette a segno la sua quinta rete in nazionale. Solo in questo momento la Germania si rilassa e proprio per la sicurezza dei propri mezzi tecnici, lascia alla Grecia piccoli spazi di gioco. Gli ellenici sfruttano alla grande questa possibilità ristabilendo la parità con Samaras dopo uno svarione di Schweinsteiger.

Ecco che la tecnica emerge. In un batter d’occhio la Germania passa in vantaggio, anzi straripa: vanno in gol Khedira, Klose e Reus. Non c’è niente da fare: i gol di ottima fattura tecnica non individuale, ma di squadra, evidenziano il divario tecnico con la Grecia priva di Karagounis.

E ancora un regalo della difesa tedesca con un mani di Boateng dà la seconda rete su rigore realizzato da Salpingidis. Nonostante qualche attimo di supponenza che ha concesso gol agli avversari, la Germania si avvicina come un panzer alla finale europea. Gli undici tedeschi realizzano ottimo calcio, hanno forza, tenacia, anche se qualche volta come tutti i campioni amano specchiarsi sulle proprie doti.

Ma certamente può competere con i supercampioni della Spagna. Per la Grecia: i miracoli non possono venire uno dietro l’altro. Ora la Germania aspetta il suo prossimo avversario: Italia o Inghilterra?

venerdì, giugno 22, 2012

Euro 2012: Germania-Grecia, brivido europeo

di Luigi Laguaragnella. A Skomina questa sera va di scena il secondo quarto di finale di Euro 2012. Le premesse danno per superfavorita la Germania del ct Low che ha dominato il girone B battendo tutte le sue concorrenti; dall’altra parte, la Grecia, qualificata al turno con l’ennesima eroica battaglia. Per la squadra di capitan Karagounis nel girone A, prima della vittoria a sorpresa contro la Russia, solo un punto in due partite.

Il copione del match di questa sera dovrebbe vedere la Germania all’attacco con tutti i suoi campioni e la nazionale ellenica ermeticamente chiusa in difesa.

La Germania è favorita come vincitrice del torneo avendo tra le sue fila calciatori che aspettano soltanto la consacrazione internazionale: Ozil, Muller, Gomez, Neuer. Ma la Grecia ormai ha abituato il palcoscenico europeo con le sue imprese gladiatorie.

Probabilmente il suo gioco rispecchia il catenaccio degli anni ottanta, ma l’agonismo e il fiato sull’avversario sono armi che i greci hanno saputo sempre padroneggiare.

Per la Germania vincere il quarto di finale corrisponderebbe ad una tappa verso la finale, per la Grecia si tratterrebbe di miracolo e forse la carica dei bianco blu potrebbe creare grattacapi ai tedeschi. Quest’ultimi, però, sono giocatori tosti da superare che sanno gestire le emozioni e le situazioni difficili.

Apparentemente questo è il quarto di finale meno spettacolare, ma il campo potrebbe rivelare il contrario.

Ultimamente Germania-Grecia sembra un’eterna sfida che va a coincidere anche con il calcio. Dopo le spigolose questioni finanziarie di spread ed euro di cui la Germania sembra condurre le sorti del continente e la Grecia in preda ad una crisi. Il calcio è l’occasione per divertirsi e non pensare a queste solite notizie.

I tedeschi sono al completo e schierano la solita e solida formazione. La Grecia dovrà fare a meno del gioiello Karagounis squalificato. Ecco le formazioni:

Germania (4-2-3-1)

1Neuer
20Boateng
5Hummels
14Badstuber
16Lahm
6Khedira
7Schweinsteiger
13Muller
8Ozil
10Podolski
23Gomez

12Wiese (P)
22Zieler (P)
4Howedes
17Mertesacker
2Gundogan
9Schurrle
15Bender
18Kroos
19Götze
21Reus
11Klose
3Schmelzer

Grecia (4-3-3)

13Sifakis (P)
15Torosidis
5K. Papadopoulos
19Papasthatopoulos
3Tzavellas
2Maniatis
21Katsouranis
22Fortounis
14Salpingidis
7Samaras
17Gekas

1Chalkias (P)
12Tzorvas (P)
4Malezas
6Makos
16Fotakis
18Ninis
23Fetfatzidis
9Liberopoulos
11Mitroglou

Euro 2012: splendido Portogallo, 1 a 0 e semifinale. A casa un'abulica R. Ceca

di Andrea Stano. Uscito corroborato dal proprio girone, quello di ferro, il Portogallo si sbarazza, seppure a fatica, della Repubblica Ceca di mister Bilek. Nell’incantevole Stadio Nazionale di Varsavia, lo stesso che ha inaugurato questi Europei, il punteggio è di una rete a zero a favore dei lusitani che di fatto maturano la propria vendetta.

L’unico precedente in cui le due squadre si incrociarono ai quarti nella rassegna continentale fu infatti a Euro 96. All’epoca ebbero la meglio i cechi, giunti poi in finale ma sconfitti dalla Germania (celebre doppietta di Oliver Bierhoff).

L’inizio di gara è tutt’altro che pirotecnico. Nei primi dieci minuti le due formazioni risultano tatticamente composte e principalmente in fase di studio, forse intimorite dall’alta posta in palio, la semifinale con la vincente del match di sabato sera tra Spagna e Francia.

E’ la repubblica Ceca a premere per prima sull’acceleratore in virtù di un pimpante Jiracek, vera scheggia impazzita per i difensori rossoverdi.
Dall’altra parte si fa desiderare a lungo il più atteso fra gli attesi, Cristiano Ronaldo. Dopo una buona mezz’ora trascorsa a sonnecchiare, il ragazzo della Madera si sveglia dal letargo mostrando a tutti di cosa è fatto il suo ineguagliabile repertorio. Prima sfodera dal cilindro un’acrobazia sensazionale ma la sua rovesciata è accolta solo da un fragoroso applauso dei tifosi; subito dopo colpisce un palo in seguito ad una mirabile giocata in area di rigore che sfortunatamente non si concretizza in rete.

Davvero ammirevole il gesto tecnico del capitano che stoppa di petto l’invitante lob di Mereiles e si gira in un fazzoletto liberandosi dal marcatore prima di calciare a rete. Primo tempo terminato sullo 0 a 0 ma con un Ronaldo in grande spolvero sul finale.

La seconda metà di gara si riapre con l’argento vivo nei portoghesi che sfiorano il gol a più riprese. Prima con Ronaldo (altro palo su calcio di punizione) poi con Nani e Moutinho autori di due sassate dalla distanza, ma in entrambi i casi si supera Cech che mantiene inviolata la propria porta.

La Repubblica Ceca è alle corde e si limita esclusivamente a un paio di interessanti contropiedi personali dei suoi uomini più rappresentativi, Pilar e Jiracek.

Il vantaggio arriva solo al 35esimo minuto. Devastante accelerazione di Moutinho sull’out di destra, traversone in area e zuccata vincente di Cristiano Ronaldo che approfitta dell’immobilità di Gebre Selassie, oggi solo l’ombra di quello visto nelle gare precedenti. Terzo sigillo in questa competizione per R9.

La Repubblica Ceca non si avvicina minimamente al gol beffa, anzi, per poco non subisce il raddoppio ma il solito Cech, il migliore frai suoi, alza la saracinesca e disinnesca la bella conclusione dalla distanza dell’ottimo Joao Pereira.
Finsce uno a zero e Portogallo scavalca l’ostacolo accedendo alla semifinale.

Davvero meritatissimo il passaggio del turno per una squadra alla quale sta stretto il risultato ottenuto. Il Portogallo gioca benissimo, fraseggi puliti, triangolazioni eleganti, pungenti sortite individuali. I rocciosi Pepe ed Alves dietro non rischiano quasi nulla e funziona alla perfezione la cerniera di centrocampo composta da Mereiles, Moutinho e dal genoano Veloso.

Totalmente riscattatosi dalle due sconcertanti gare iniziali, Ronaldo è l’assoluto fenomeno e protagonista di questa squadra, un autentico trascinatore. Quando si aprono gli spazi mette in cortocircuito le difese avversarie, impaurite dalle imprevedibili giocate del madridista, alla caccia, ormai aperta, del suo secondo pallone d’oro. Basta che continui a giocare così.


Repubblica Ceca – Portogallo

Marcatori: Cristiano Ronaldo al 35’ s.t.

Formazioni: Cech, Gebre Selassie, Kaldec, Sivok, Limbersky, Jiracek, Hubschman (al 41’ s.t. Pekhart), Plasil, Darida (al 16’ s.t. Rezek), Pilar, Baros
Rui Patricio, Joao Pereira, Pepe, Bruno Alves, Fabio Coentrao, Joao Moutinho, Veloso, Mereiles (al 43’ s.t. Rolando), Nani (al 38’s.t. Custodio), Cristiano Ronaldo, Helder Postiga (al 40’ p.t. Hugo Almeida)

NOTE: Recupero: 2’, 4’
Ammonizioni: al 26’ p.t. Nani per gioco scorretto, al 27’ p.t. Veloso per gioco scorretto, al 44’ s.t. Limbersky per gioco scorretto