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mercoledì, marzo 15, 2017

La Giustizia tributaria democraticamente al servizio dei cittadini

di VITTORIO POLITO - Sabato 18 marzo 2017, nel magnifico Salone degli Affreschi dell’Università di Bari, si terrà la consueta cerimonia di inaugurazione dell’Anno Giudiziario Tributario Regionale. Quest’anno vi è la relazione di un nuovo Presidente, il dr. Francesco Lorusso, che nell’introduzione precisa: “Per me questa manifestazione rappresenta la prima ed ultima occasione per presiederla, poiché cesserò dalla funzione di giudice tributario, per limiti di età, nel prossimo mese di ottobre”. Vorrei fare delle considerazioni a bassa voce, ma non aspiro a ‘ferire’ la suscettibilità di nessuno e lascio al lettore la facoltà di interpretare quello che può essere un vantaggio o un handicap, a seconda dei punti di vista: tutti leciti ed opinabili (Perfino un allenatore di calcio chiede più tempo per forgiare una squadra omogenea).

Trovo istruttivo e altamente significativo che la manifestazione venga celebrata nell’Università quasi a sancire una collaborazione fra giovani che mirano a costruirsi un futuro e il mondo dei tributi che sarà loro compagno per tutta la vita, in modo da smentire quel vecchio proverbio che recita “per le tasse e per la morte tutti abbiam le gambe corte”.  Il futuro del mondo penso sia legato al giusto tributo ed alla giustizia tributaria. Per motivi di impegni concomitanti non potrò esserci e mi dispiace perché sarei ansioso di partecipare, contribuire e relazionare ai miei lettori l’andamento del dibattito. Si tratta senz’altro di una meritevole iniziativa, tesa a far capire a Noi che le ‘imposte’ (a prescindere dal nome e dalla sua radice) sono un atto di grande democrazia e civiltà. Lo dice un dipendente dello Stato, ora in pensione, che nel suo piccolo si onora di essere stato un onesto pagatore.

Ho letto nella relazione che anche, per l’anno passato in esame, vi sono stati tanti interventi normativi che, oltre a tutelare lo Stato, sono serviti a rendere meno litigioso il contenzioso tributario.

Con enorme soddisfazione ho letto della legge 225 del dicembre 2016 che contempla la soppressione di Equitalia e il differente modo di riscuotere e magari procedere (Per lo Stato non è meglio incassare meno ed evitare di non recuperare niente perché ‘fallito’ il contribuente?  Nessuna pietà per coloro che aprono società estere per fregare il fisco e vivono tranquillamente in Italia… pur risiedendo all’estero).

La relazione di quest’anno può anche essere letta dai non addetti ai lavori tanto è chiara ed efficace, la qual cosa va a tutto merito del Presidente Lorusso e dei suoi collaboratori.

Una non piccola segnalazione non sono riuscito a giudicare ed interpretare nell’inciso in cui recita: “Non si può d’altronde non segnalare un’altra diminuzione cui si è assistito nel deposito delle sentenze, in ragione di 3.256 pronunce in meno, rispetto al passato”. Sono di meno perché si è lavorato meno, vi sono sentenze più complesse o è diminuito il carico di lavoro.  Probabilmente, appena possibile, dovrò rileggere con più calma e attenzione il tutto.

Apprendiamo, inoltre, che da tempo, presso la Camera dei Deputati, giace una proposta di legge presentata da alcuni parlamentari per sopprimere le Commissioni tributarie e trasferirne le competenze a sezioni specializzate dei Tribunali e Corti di appello, con relativo trasferimento del personale. Una volta tanto i nostri parlamentari possiamo giustificarli per un ritardo ‘elogiativo’: non è solo una mia impressione che attuare questa proposta significherebbe affossare la giustizia tributaria. Mi sembra proprio il caso di dire: meditate parlamentari prima di agire, magari facendovi una provvista di ’giudizio’… tanto per restare in argomento.

lunedì, marzo 06, 2017

'AMO EVA?', a Bari Giornata dedicata all’universo femminile

BARI - Giovedì 9 marzo, dalle ore 10,30 sino alle 21 , la sala conferenza del dipartimento jonico, ex caserma Rossarol, sarà la location, di conferenze, seminari, collettiva d’arte, musica, testimonianze, per approfondire il tema della violenza, dell’autocoscienza. Amo Eva? A questa domanda sull’amare se stesse, su come amiamo noi stesse o sul perché non ci amiamo così tanto da subire violenza di genere, stalking o morte (femminicidio) cercheremo di rispondere insieme, come? Raccontandoci, scoprendoci, liberandoci, fino a capire che prima di tutto dobbiamo amare noi stesse.

Amo EVA? Sarà un momento di riflessione post Festa Internazionale della Donna, avrà inizio dalle 10.30 alle 13.00 per poi riprendere dalle 17.30 alle 21.00, nella Sala Conferenze del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari “Aldo Moro” in Via Duomo 259, Taranto. E’ un appuntamento realizzato in collaborazione tra il Dipartimento Jonico-Università di Bari e Donna a Sud. Violenza sulle donne: dal sommerso al femminicidio è il titolo del seminario della sessione mattutina, ad introdurre sarà Tiziana Magrì ideatrice di Donna a Sud, a seguire i saluti del professor Riccardo Pagano, Delegato del Magnifico Rettore dell’Ateneo o barese Antonio Uricchio per il Polo Jonico, del professor Bruno Notarnicola, Direttore del Dipartimento Jonico, e della Consigliera di Parità della Provincia di Taranto e Assessore alla Cultura, Istruzione e Università Gina Lupo.

Apre l’evento l’attrice SARAH Genga con L’AMORE MALATO (Monologo Teatrale) Seguirà la presentazione del libro dell’avvocato Paolo Maci “Mi chiamo Eva. Cinque donne, cinque storie, una toga.” Interverranno al dibattito il Professore di Diritto Processuale Penale, Università di Bari, Nicola Triggiani, la dottoressa Antonia Palmisano e l’avvocato Filomena Zaccaria del Centro Antiviolenza “Rompiamo il silenzio”; l’assistente sociale Sabrina Callea del Centro Antiviolenza “Sostegno Donna”; la Presidente del Centro Antiviolenza “Renata Forte” Maria Luisa Toto; Rita Lanzon, madre di Federica De Luca, vittima di femminicidio alla quale il Consiglio del Dipartimento Jonico, nella seduta del 25 novembre dello scorso anno, ha deliberato di intitolare un’aula della sede di Giurisprudenza.

A coordinare l’incontro sarà la giornalista Luisa Campatelli. All’iniziativa ha aderito l’associazione studentesca Progetto Taranto Universitaria Giurisprudenza. Gli studenti partecipanti riceveranno il credito formativo. Amo EVA? Proseguirà dalle 17,30 fino alle 21,00 con la sessione pomeridiana Letture&Confronti. Violenza sulle donne: Una lettura attraverso l’Antropologia Esistenziale della Dottoressa Francesca Minerva con l’intervento di Paolo Maci autore di MI chiamo Eva, e della Dottoressa Paola Conte, Centro Antiviolenza “Sostegno Donna”. Nel momento successivo ci sarà il dialogo tra autori gli: Celeste Fortunato” con L’Angelo della Notte” e Luigi Calabrese con “ Irresistibile Fougez” Parteciperà all’incontro Jamila Hassoune, la libraia di Marrakech e libraia nomade. È ideatrice e animatrice della «Carovana del libro», lo spazio culturale itinerante le cui attività coinvolgono, insieme agli abitanti dei luoghi che raggiunge, associazioni, scrittori, studiosi marocchini e di altri paesi. Svolge la sua attività con particolare attenzione verso donne e bambini, portando la sua Carovana anche nei deserti.

In contemporanea sarà possibile visitare la Collettiva d’Arte (pittura, fotografia, fumetto) “Auto/Ritratti” di Elena Manigrasso, Tamara Rizzo, Lucilla Sergio, Luciano Greco, Gabriella Martinelli, Maria Luisa Semeraro, Maria Elena Guerriero, Maria Letizia Gangemi, Sergio Malfatti, Jenny Ungaro, Giovanna Cinieri, Francesca Vivacqua, Rossana Russo, Luciana Trappolino, Valeria Di Girolamo. Reading poetico di Rosalia D’Arcangelo Proiezione in anteprima del video Per sempre bella. Dedicato a tutte le donne vittime di femmincidio. Ideato da Tiziana Magrì, realizzato dal regista Gianni Giacovelli. Interpretato da Daniela Delle Grottaglie. Proiezione del docufilm del regista Guido Chiesa “Le Fragole Celesti”. L’intero programma pomeridiano sarà accompagnato dalla cantautrice Melga. Chiusura evento a cura di Christiana Troussa con L’ombra di Clitennestra tratto da ESCHILO EUMENIDI

giovedì, febbraio 23, 2017

Lecce, Open Days in onore di Sandro Pertini

LECCE - Uno speciale 'open day' per ricordare la figura del Presidente della Repubblica Sandro Pertini e celebrarne il 120mo anniversario della nascita. L’appuntamento è all’Università del Salento lunedì 27 febbraio 2017, a partire dalle ore 15.30 nell’aula magna della Facoltà di Giurisprudenza (complesso Ecotekne, via per Monteroni, Lecce).

Su iniziativa del professor Enrico Cuccodoro, docente di Diritto costituzionale e curatore del libro “Gli impertinenti. Il viaggio di Sandro e Carla Pertini per l’Italia di oggi”, l’'open day' è stato organizzato in collaborazione con le rappresentanze studentesche della Facoltà e con il coinvolgimento degli istituti superiori della provincia di Lecce e di numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui svariati sindaci salentini. Invitati anche i sindaci e i consigli comunali dei ragazzi.

«Vogliamo ricordare il Presidente e la sua storica visita di Stato nel Salento nel marzo 1980, che vide una notevole presenza e un vivo e partecipato entusiasmo popolare», sottolinea il professor Cuccodoro, «Ci saranno testimonianze, reading affidate ad attori, video e musica. Una manifestazione insomma dedicata ai giovani, tanto vicini al cuore di Sandro Pertini. Ci onora aver ricevuto numerosi messaggi di congratulazioni per l’iniziativa, primo dei quelli quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (che leggeremo in apertura), e poi il Presidente del Senato, il Presidente del Consiglio dei Ministri e altri ancora. I moniti del Presidente Sandro Pertini furono sempre orientati ai valori essenziali della libertà e democrazia, giustizia sociale e legalità, in onestà e fondamentale pulizia morale. Un esempio al quale guardare oggi, di fronte alle tante distorsioni della società contemporanea», conclude Cuccodoro, «soprattutto per le più giovani generazioni».

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Facoltà di Giurisprudenza, il Dipartimento di Scienze Giuridiche, l’Osservatorio nazionale per la libertà e la giustizia sociale “Sandro e Carla Pertini”. Reading a cura di Tina Pezzuto, Maria Grazia Mariano e Marco Laggetta; contributi audio-video di Serena Accogli. Tributo musicale del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce.

venerdì, febbraio 03, 2017

UniSalento, visita del Presidente Mattarella FOTO

BARI - In occasione della sua visita a Lecce, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto oggi tappa anche all’Università del Salento per un saluto alla comunità accademica nel chiostro del Rettorato. Presenti circa duecento persone tra studenti, personale tecnico-amministrativo e docenti. Il Rettore Vincenzo Zara ha voluto inoltre che fossero presenti i Rettori delle altre Università della Puglia, a testimonianza del lavoro comune del sistema universitario pugliese.

Commenta il Rettore Vincenzo Zara: «Questa visita è per noi motivo di orgoglio e nel contempo di riflessione. Il saluto del Presidente Mattarella nella sede del Rettorato e l’incontro con la comunità universitaria è un riconoscimento dell’intensa attività svolta da UniSalento nel corso di questi anni, della qualità della formazione impartita ai nostri studenti e della valenza della ricerca scientifica svolta in tutte le aree del sapere. Siamo un’Università che, periferica solo dal punto di vista geografico, vuole con tutte le sue forze giocare un ruolo importante nel contesto del sistema universitario nazionale. Siamo convinti che ci stiamo riuscendo. Quest’occasione ci invita anche a riflettere sull’ulteriore ruolo che la nostra Università intende svolgere nel Salento. Il nostro territorio è in cerca di una propria identità, costruita con la propria forza, le proprie competenze e il proprio cuore. Un’identità che non può venire da ciò che altri decidono che il Salento sia o possa essere o diventare, magari anche con la forza illusoria di ipotetici modelli di sviluppo capaci solo di costruire cattedrali nel deserto, ma un’identità che affonda le proprie radici nella cultura del territorio, nelle tradizioni e nella consapevolezza delle proprie capacità. La nostra cultura e le nostre competenze non sono inferiori ad altre aree del Paese, e non è un caso che il Presidente Mattarella, visitando oggi la città di Lecce, si soffermi su aspetti che riguardano sia la cultura del territorio e i suoi beni, tra cui il Teatro Apollo, sia la formazione e la ricerca sviluppate da UniSalento e CNR. Come Università, l’esperienza di questa giornata ci spinge ancor di più a costruire, assieme al territorio salentino, questa nuova identità, favorendo e creando l’humus culturale che ne rappresenta il principale motore di sviluppo. UniSalento e il suo territorio, lavorando assieme e alimentandosi a vicenda, da spettatori diventano veri protagonisti di un nuovo modello in cui è il Salento a guidare e non a essere guidato».

Il Rettore ha consegnato al Presidente della Repubblica il sigillo d’argento dell’Università del Salento e un dono appositamente realizzato per l’occasione. Si tratta di un’opera che «vuole rappresentare l’integrazione tra storia e futuro, tradizione e innovazione, artigianato e tecnologia, natura e cultura: in due parole Accademia e Territorio. L’Università del Salento vuole essere radice e linfa, volano di sviluppo, fucina di talenti per il “suo” Salento. In questo senso anche la scelta del supporto: il disegno architettonico e quello naturalistico assieme su una maiolica d’arte, simbolo di ciò che si può costruire, insieme, nel segno dell’equilibrio e della bellezza». Su idea del Rettore Vincenzo Zara l’opera è stata appositamente realizzata dal designer salentino Pierpaolo Gaballo.

La firma del Presidente della Repubblica ha inoltre inaugurato l’“albo d’onore” dell’Università.

Credits photo: G.Ruggieri

lunedì, gennaio 30, 2017

Alluvione 2013, il Castello normanno di Ginosa tornerà a vivere

BARI - Il cuore è Normanno, essenziale, funzionale, militare. Ha scrutato l’orizzonte, ha sfidato gli assedi e gli assalti, ha dato protezione agli abitanti dell’intorno e della gravina sottostante.

Alta 15 m, su base quadrata (9 x 11 m), suddivisa su quattro livelli e con uno spessore murario costante di quasi 2 m per tutta l’altezza, domina, su una lingua di terra, dal primo gradino della murgia del sud-ovest, la sottostante piana che si fonde col mare, da Taranto a Metaponto.

E’ il simbolo di una città. E’ la Torre normanna di Ginosa (il Castello), edificata attorno al 1100, su un pianoro delimitato da una profonda gravina, a 240 m sul livello del mare. La sua storia, complessa e affascinante, attraversa le vicende di dieci secoli, così accennati.

Le origini. La Torre si arricchisce nelle dominazioni successive, sveva e angioina (XIII-XV), di altre opere architettoniche murarie difensive e assume l’aspetto tipico del Castello medioevale. L’introduzione delle armi da fuoco, che coincide con l’avvento degli aragonesi (1442), e l’evoluzione delle tecniche offensive, comporta nuovi adattamenti difensivi e ampliamenti. Il monumento modifica ancora la sua identità architettonica nel 1586 quando Gianbattista Doria, inizia la sua trasformazione. Il castello diventa, tra il 1600 e il 1800, palazzo marchesale, residenza del signore proprietario. Sul finire del 1800 e i successivi passaggi di proprietà e frazionamento il castello si modifica ancora: sopraelevazioni e manomissioni trasformano la struttura da residenza palaziale a complesso residenziale con la suddivisione del monumento in più nuclei abitativi. La fine del ‘900 segna l’abbandono degli ultimi residenti (1998). I castello diventa completamente di proprietà comunale tra il 2009 e il 2013.

Cronaca. Nonostante alcuni lavori di restauro tra il 2009-2011, un sinistro presagio si concretizza sul finire del 2013: è il 7 ottobre, un nubifragio, con epicentro Ginosa, investe l’arco Jonico. I danni a persone e cose sono gravi. Il dissesto idrogeologico che ne consegue, obbliga nei mesi seguenti e fino al febbario 2014 all’inagibilità di parte dell’abitato e del Castello.

La tesi di laurea e il progetto di restauro. Un laboratorio di laurea in Restauro architettonico, nell’ambiro del corso di architettura del Politecnico di Bari e dell’accordo quadro tra questo Ateneo, (Dipartimento DICAR), e il Comune di Ginosa, ha consentito a sei laureandi: Antonio Albanese (Locorotondo), Federica Allegretti (Monopoli), Carla Castellana (Putignano), Angela Colamonico (Santeramo), Federica Fiorio (Bitonto), Martino Marasciulo (Fasano), con il supporto di diversi docenti del poliba (relatrice, prof.ssa Rossella de Cadilhac), di approndire il caso-studio e approdare ad un progetto: “Il Castello normanno di Ginosa. Progetto di salvaguardia e valorizzazione di una memoria”. Il lavoro si compone di tre volumi: Storico-progettuale (463 pagine); Rilievi e disegni; Fotografico.

La conoscenza storico-strutturale del monumento - si legge - è il presupposto fondamentale, sia ai fini della stabilità del complesso fortificato, che per la scelta di un efficace e al tempo stesso rispettoso intervento di restauro che tenga conto della successione delle stratificazioni storiche. Il progetto si suddivide essenzialmente in due parti conseguenziali: la prima, mira ad assicurare la stabilità del Castello interventi di riabilitazione strutturale e sicurezza; la seconda, contempla la nuova destinazione funzionale, compatibile, rispettosa e utile alla collettività locale.

Nella convinzione che il Castello di Ginosa possa diventare un catalizzatore socio-culturale e uno strumento di promozione e valorizzazione del territorio, dopo attente analisi, il progetto propone di trasformare il Castello in un luogo esperienziale con finalità ludico-didattiche, interattivo, in cui si relazionano il gioco con le discipline dell’arte, della scienza e dell’archeologia.

Riconoscimento internazionale. Il lavoro di tesi, presentato al concorso Internazionale dedicato ai progetti sui beni culturali, riservato agli studenti di architettura, indetto dalla Escuela Técnica Superior de Architettura dell’Università di Valladolid (Spagna), ha conseguito un apposito riconoscimento con Segnalazione di Merito e diritto di pubblicazione a cura della università iberica e del Ministero della Cultura e del Turismo della Junta de Castilla y León.

Dichiarazioni e prospettive. Il riconoscimento ottenuto e la completezza del lavoro potrebbero trovare prossima concreta applicazione. Così il Sindaco di Ginosa, Vito Parisi: “E’ un lavoro di indubbia qualità scientifica. Finora nessuno studio di restauro sul Castello di Ginosa è stato condotto in modo così approfondito. Manca solo il dato contabile! Credo comunque che possa concretamente offrire una importante opportunità di conoscenza per i necessari interventi sul più importante monumento della città, in collaborazione con la Soprintendenza di competenza e il Politecnico”.

Sulla tesi premiata si sofferma anche il Direttore della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce, Taranto, Maria Piccarreta: Indubbiamente un plauso va ai neo-laureati in architettura del Politecnico per il lavoro svolto e il riconoscimento ottenuto. Questa Soprintendenza ha ottenuto dal Ministero dei Beni Culturali, e dispone, di 100.000 euro per i più urgenti interventi di restauro del Castello di Ginosa. A breve effettuerò una ricognizione sul monumento per constatare lo stato di fatto, anche a seguito della recente emergenza-neve che ha coinvolto la città. E’ auspicabile e opportuna – conclude - una collaborazione tra Soprintendenza, Comune di Ginosa, Politecnico per attuare un programma d’intervento condiviso”.

Viva soddisfazione esprime il Rettore del Politecnico, Eugenio Di Sciascio che così commenta e augura: “I riconoscimenti e le attestazioni dirette e indirette ricevute dai nostri neo-laureati testimoniano, anche su scala internazionale, la qualità degli studi che il nostro Politecnico garantisce valorizzando le indubbie qualità dei giovani allievi. Sottolineano l’attenzione che il Politecnico ha nei confronti del territorio pugliese e delle istituzioni pubbliche locali in quell’opera indispensabile di servizio e di supporto allo sviluppo. Auspico che il lavoro di qualità svolto dai nostri neo architetti possa trovare ulteriori soddisfazioni anche sul piano applicativo nell’ambito di una sinergica collaborazione con l’Amministrazione comunale di Ginosa, la Soprintendenza, la Regione Puglia”.

lunedì, gennaio 23, 2017

'La solitudine della democrazia': seminario internazionale a Lecce con l'ex presidente Dilma Rousseff

LECCE - Dilma Rousseff, ex Presidente della Repubblica Federativa del Brasile, destituita nel 2016 con un procedimento di impeachment, è l’ospite attesa all’Università del Salento in occasione del seminario internazionale “La solitudine della democrazia”, che prenderà il via venerdì 27 gennaio 2017 alle ore 16 nel centro congresso del Complesso Ecotekne (via per Monteroni, Lecce) e proseguirà sabato 28 gennaio dalle ore 9 nella sala conferenze al primo piano dell’ex Convento dei Teatini (Corso Vittorio Emanuele II, Lecce).

Il seminario è promosso in occasione del venticinquesimo anniversario della pubblicazione di “Teoria della società” (Milano 1992), a firma di Niklas Luhmann e del professor Raffaele De Giorgi, ordinario Filosofia del Diritto a UniSalento, organizzatore dell’evento. «Utilizzando le tecniche teoriche elaborate in quest’opera», spiega De Giorgi, «il Seminario intende riflettere sulle trasformazioni della struttura della società che si sono prodotte nell’ultimo quarto di secolo. Questo incontro si propone di discutere l’erosione delle democrazie contemporanee, la corruzione dei codici della politica e del diritto, l’esemplarità di eventi politico-costituzionali come quelli avvenuti in Brasile nel 2016».

«Negli ultimi venticinque anni, molti paesi dell’America del Sud hanno affrontato la questione della democratizzazione della politica e del diritto. A partire da una ricostruzione della loro memoria, hanno messo a nudo il loro passato originario, il loro passato recente, le forme della loro stratificazione sociale, aprendo così ampi spazi per il riconoscimento dei diritti», continua De Giorgi, «Contro le oligarchie, politiche, economiche, militari, ereditate da vecchie e nuove forme di colonialismo, contro le politiche neoliberiste volute dal Fondo Monetario Internazionale, alla fine degli anni Novanta del secolo scorso, si è affermato un nuovo protagonismo politico di movimenti sociali, organizzazioni politiche e sindacali, organizzazioni dei popoli indigeni che ponevano al centro del discorso la necessità di ripensare radicalmente la democrazia, e quindi la relazione tra politica, diritto, economia. Sull’onda lunga di tale congiuntura, forze politiche progressiste sono andate al governo in molti paesi dell’America del Sud. In Brasile l’elezione  di Lula e poi di Dilma Rousseff hanno aperto una nuova stagione politica. Negli ultimi due anni, questo processo di democratizzazione ha subito un brusco arresto. Sotto la pressione esercitata dalla crisi economica, le vecchie oligarchie ritornano con mezzi più o meno legittimi al potere, ponendo nuovamente la questione della democrazia, della tutela dei diritti umani, del riconoscimento della differenza. Per tale ragione riteniamo che gli eventi politico-costituzionali che si sono verificati in Brasile nel 2016 - il procedimento di impeachment della Presidente democraticamente eletta Dilma Rousseff, le innumerevoli decisioni del Supremo Tribunal Federal, le decisioni del Parlamento brasiliano, il protagonismo politico di una parte della magistratura - rappresentano un privilegiato angolo di osservazione per comprendere la relazione tra politica e diritto nelle democrazie contemporanee».

Il seminario si aprirà appunto venerdì 27 gennaio 2017 alle ore 16 nel centro congresso del Complesso Ecotekne con un intervento del professor De Giorgi sul tema “Miseria del diritto e violenza della politica”; seguirà la conferenza magistrale di Dilma Rousseff sul tema “La democrazia corrosa dallo stato di eccezione”; infine è in programma l’intervento dell’ex Ministro della Giustizia del Brasile José Eduardo Cardozo sul tema “La corruzione giuridica della democrazia”.
Sabato 28 gennaio il seminario proseguirà, a partire dalle ore 9 nella sala conferenze al primo piano dell’ex Convento dei Teatini, con interventi di studiosi italiani e brasiliani.

Per partecipare a uno o a entrambi gli incontri del seminario, è necessario accreditarsi inviando una e-mail a raffaele.degiorgi@unisalento.it oppure attilio.pisano@unisalento.it oppure luciano.nuzzo@unisalento.it entro il 26 gennaio alle ore 9.

martedì, dicembre 20, 2016

Alumni Bocconi, incontro il 28 dicembre al MUST di Lecce

LECCE - Quanti sono gli Alumni in #Salento? 1.068. E molti di più ce ne saranno il 28 dicembre, quando anche quelli “lontani” torneranno a casa per le feste natalizie. E quante case Airbnb ci sono in una delle zone turistiche più amate d’Italia? Lo scopriremo il 28 dicembre alle 18:30, quando l’Area Lecce-Brindisi avrà ospite il Country Manager di #Airbnb Italia, Matteo Stifanelli. Lo rende noto l'Associazione Alumni Bocconi.

Una società pazzesca, nata in Italia nel 2012 proprio grazie all’allora ventiseienne Stifanelli. Con lui parleremo di nuove frontiere del settore turistico e di #sharingeconomy.

Un incontro aperto a tutti gli Alumni e ai loro accompagnatori.

Iscrizioni a questo link: http://bit.ly/2hDwaSB

venerdì, dicembre 16, 2016

'Sicurezza, legalità e sviluppo: economia globalizzata, terrorismo, interesse nazionale', convegno a Bari

di DONATO FORENZA - Presso l’Aula Magna “Aldo Cossu” dell’Ateneo di Bari, si è svolto recentemente il 5° Convegno nazionale “Sicurezza, Legalità e Sviluppo: economia globalizzata, terrorismo, interesse nazionale”, organizzato dall’Associazione Apuliaonlus (presidente Dott. Leonardo D’Elia), in collaborazione con Devolution Club (Presidente Prof. Alessandro Torre), Associazione Ex Allievi Scuola Militare Nunziatella-sez Puglia (Presidente Prof. Raffaele Coppola), e il Centro di ricerca “Osservatorio Balcanico” (Prof. AntonGiulio de Robertis) dell’Università degli Studi di Bari.

Notevole rilevanza va data al Convegno che ha fornito preziosi contributi di prestigiosi esponenti di varie istituzioni, universitarie e militari, di Ordini professionali, dell’Associazionismo, dell’informazione e del settore giuridico. Tra i temi trattati maggiormente la Sicurezza (Chairman Gen. B. Stefano Del Col, Vice Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa), le correlazioni con La Legalità (Chairman Prof.ssa Carmela Decaro, Docente di Diritto Pubblico Comparato presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Università Luiss G. Carli) e lo Sviluppo (Chairman Avv. Prof. Roberto Varricchio, già Docente di Sociologia del Fenomeno Burocratico presso il Dipartimento di Scienze Politiche, Università di Bari).

Oltre trenta relatori delle tre Sessioni di lavoro e del Dibattito finale (Chiarman Dott.ssa Anna Mazzone di RadioRai) hanno enucleato importanti aspetti innovativi della complessità della società globalizzata e metodiche di affermazione della legalità e della sicurezza ambientale e dell’Uomo; l’analisi e lo studio, consente l’individuazione di messa a sistema di una nuova consapevolezza socio-culturale e della valutazione della crisi economica mondiale. Infatti, il diritto alla Sicurezza e alla Legalità costituiscono i principali fattori strategici per affermare solide politiche di Sviluppo e di crescita dei rischi nei sistemi ambientali e sociali del territorio.

Il Convegno, nasce nel 2012 dall’iniziativa di giovani professionisti pugliesi, che continuano ad analizzare temi di interessi poliedrici e attualità con impegno in studi, ricerca e nel sociale, per creare uno nuovo ambito interdisciplinare interconnesso a riflessioni e scambi culturali alle quali tutti i cittadini sono chiamati a contribuire attivamente.

Nel concordare con il Prof. Coppola sul tema della crisi economica mondiale e sue connessioni, riteniamo che occorra attuare un cospicuo impegno per affermare migliori condizioni di sicurezza e legalità, specie nelle aree più critiche del Belpaese e del Mezzogiorno. Nuove metodiche devono realizzarsi prioritariamente da parte dello Stato, delle Regioni, degli Enti Locali e degli Organi di vigilanza e controllo, ma si richiedono nuovi comportamenti virtuosi di tutte le persone, Volontariato ed Associazioni. Hanno aderito numerose personalità tra cui il Rettore dell’Università di Bari, prof. Antonio felice Uricchio.

Ha concluso l’evento il Dott. Leonardo D’Elia evidenziando gli interventi, di notevole valenza scientifico che non mancheranno di fornire linee guida nei peculiari settori di competenza.

lunedì, novembre 28, 2016

Taranto, seminario di studi con il comandante del Nucleo Investigativo Carabinieri

TARANTO - Martedì 29 novembre, alle ore 15.30, nella Sala Conferenze del Dipartimento Jonico dell’Università di Bari “Aldo Moro” (Taranto, Via Duomo 259 – piano terra) si svolgerà un seminario di studi dal titolo “Il ruolo della Polizia Giudiziaria nell’ambito delle indagini preliminari”.

I lavori saranno introdotti dal Prof. Nicola Triggiani, Docente di Diritto Processuale Penale presso il Dipartimento e avvocato; successivamente, interverrà il Maggiore Giuseppe Prudente, Comandante del Nucleo Investigativo Carabinieri Taranto.

Oggetto di particolare approfondimento saranno le modalità operative e le tecniche investigative utilizzate dalla polizia giudiziaria, sempre più sofisticate alla luce dell’evoluzione scientifica e tecnologica. 

venerdì, novembre 11, 2016

Al Politecnico di Bari il 'Distretto produttivo pugliese delle energie rinnovabili'

BARI - Il Distretto Produttivo Pugliese delle Energie Rinnovabili e dell’Efficienza Energetica “La Nuova Energia” avrà la sua nuova sede presso le strutture del Politecnico di Bari.

La richiesta avanzata dal Presidente del Distretto Produttivo, Giuseppe Bratta al Rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio è stata accolta all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione del Poliba.

L’iniziativa è sinergica e strategica ai fini di dare maggior impulso al settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica ed è in linea di continuità agli intenti contenuti nel protocollo d’intesa triennale sottoscritto da entrambe le parti il 4 luglio scorso.

«Il Politecnico di Bari – commenta il Rettore, Eugenio Di Sciascio -  ha da tempo avviato un virtuoso processo di potenziamento della collaborazione con i soggetti pubblici e privati operanti sul territorio, nell’ottica di favorire la cooperazione nell’ambito di progetti di sviluppo di interesse comune per creare nuclei di alta competenza e specializzazione. L’operazione di accoglienza del Distretto Produttivo Pugliese delle Energie Rinnovabili e dell'Efficienza Energetica nel nostro Ateneo prosegue il solco tracciato e rafforza ulteriormente le capacità tecnico scientifiche nel campo dell’energetica, già in essere all’interno della nostra Università».

Il Distretto e il Politecnico intendono in questo modo promuovere con più forza l’innovazione e gli investimenti in Ricerca e Sviluppo in materia di sostenibilità e di energie rinnovabili al fine di sostenere e generare processi di sviluppo sul territorio pugliese e di rilancio dell’economia regionale e nazionale. Molti degli obiettivi del Distretto infatti, coincidono con quelli del Politecnico, in primis la capacità di fare sistema.

«Dopo la firma del protocollo, la vicinanza fisica rappresenta una ulteriore opportunità per cogliere congiuntamente e con tempestività le opportunità legate al trasferimento tecnologico e all’industria 4.0, di cui i temi energetici rappresentano uno dei pilastri, - aggiunge Giuseppe Bratta, Presidente del Distretto La Nuova Energia. L’insediamento del Distretto presso il Politecnico – continua - è la conseguenza naturale del processo virtuoso di potenziamento del rapporto tra soggetti pubblici e privati presenti sul territorio da tempo avviato dal Politecnico di Bari e sposato dal Distretto che rappresento. L’obiettivo comune è quello di favorire la cooperazione nell’ambito di progetti di sviluppo interessanti per entrambi e creare nuclei di alta competenza e specializzazione, dando atto al protocollo sottoscritto a luglio».

In Puglia, il sole e le altre risorse peculiari, non restano solo una attrazione turistica, ma possono diventare una immensa opportunità energetica. Ed è proprio la vocazione energetica che ha permesso e favorito la nascita del nuovo Distretto regionale delle Energie Rinnovabili, riconosciuto dalla Regione Puglia con la legge regionale n.23/2007. Come noto, la Puglia presenta un surplus di produzione di energia elettrica, ossia produce più elettricità di quella richiesta dal suo territorio. Nel contempo, è tra le regioni italiane che hanno maggiori risorse energetiche rinnovabili, che derivano soprattutto dall’irraggiamento solare e dal vento.

Il potenziale complessivo di queste risorse è pari alla gran parte della energia elettrica necessaria alla regione, per cui appare ovvia la necessità di indirizzare la politica energetica regionale in tale direzione. Forte di questo vantaggio competitivo, la Puglia può svolgere un ruolo trainante nella produzione, nello sviluppo e nelle applicazioni delle fonti rinnovabili agganciando la propria economia al sole e al vento, purché nel pieno rispetto del proprio paesaggio, e di cui gode in abbondanza da sempre e che nella sua storia ne hanno sorretto la quantità e la qualità dell’agricoltura e la qualità della vita.

La sede operativa del Distretto presso il Politecnico rappresenta un concreto tassello sinergico di sviluppo e cooperazione scientifica di settore.

venerdì, ottobre 28, 2016

Successo di artisti e studiosi pugliesi in Polonia e Germania

di DONATO FORENZA - La celebrazione della “Settimana della Lingua Italiana nel Mondo” in particolare in Polonia, nella città di Stettino, si è avvalsa dell’apporto di noti professionisti pugliesi, operanti nell’ambito della cultura, dell’arte, della musica e del teatro musicale. Il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Stettino ha organizzato vari eventi culturali e scientifici in relazione alla tematica «L’Italiano e la creatività: marchi e costumi, moda e design». La poliedrica manifestazione, in collaborazione con il Comune di Stettino, è stata realizzata in sinergia con la Fondazione Nikolaos, il Castello dei Duchi di Pomerania, l’Accademia di Belle Arti di Bari, il Centro Culturale Pomerania occidentale Stara Rzenia-Szczecin, il Consorzio Apulian, e l’Istituto Italiano di Cultura di Varsavia.

La straordinaria mission concerne la promozione della Puglia all’estero, con l’ausilio di istituzioni, enti locali ed aziende, fervide nelle attività di sviluppo della conoscenza dei prodotti pugliesi nel mondo, e comunicare sinergicamente le valenze di paesaggio, cultura, storia e le ricchezze del patrimonio artistico e enogastronomico della Puglia, valorizzando la tipicità cromatica e dei sapori e la creatività delle genti e il fermento di aziende attive in importanti settori. Tra gli eventi della Settimana Italiana vi sono le mostre dedicate a San Nicola di Bari, e un’altra mostra “I Colori di Puglia” con scatti del fotografo Vincenzo Catalano.

Inoltre, il prof. Donato Forenza ha tenuto un’interessante e applaudita lezione magistrale presso il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Stettino, su temi afferenti alle poliedricità relative a “Bellezze paesaggistiche, cultura e sapori del Mezzogiorno d’Italia” e temi correlati con interessanti immagini. I noti musicisti italiani Adriana De Serio, Marilena Gaudio, Carlo Monopoli e Raffella Montini sono stati protagonisti di due eccezionali concerti con immagini di Donato Forenza che insieme hanno riscosso successo di pubblico e di esperti. Notevole la presenza dell’Accademia di Belle Arti di Bari con lo scenografo Tommaso Lagattolla che ha curato due mostre di Tecniche sartoriali per il costume.

Nella struttura turistica Stara Rzenia di Stettino, è stata realizzata una eccellente dimostrazione agroalimentare connessa a storia, alla fede e alle tradizioni del territorio pugliese, seguendo l’evolversi e i colori delle stagioni. Il progetto costituisce una innovativa promozione di marketing tra la Città di Bari e il Comune di Stettino, città gemellate e interconnesse anche con l’arte presente nei territori, ed in concertazione con Regione Puglia, Comune di Bari e Camera di Commercio di Bari.

mercoledì, settembre 21, 2016

Posti letto universitari, Sicet: pochi e cari

BARI - Sono oltre 100 mila gli studenti universitari che all’apertura dell’anno accademico a Bari (Ateneo e Politecnico) graviteranno attorno al capoluogo pugliese; a questi vanno aggiunti gli iscritti ai corsi di laurea a Lecce, Taranto e Foggia. Si stima che del totale almeno 20 mila ragazzi saranno quest’anno alla ricerca di un possibile posto letto con prezzi insostenibili per molte famiglie pugliesi.

A poche settimane dall’inizio delle lezioni è il Sicet Cisl di Puglia a segnalare la precarietà dell’offerta per la popolazione universitaria che proviene da province differenti dalla sede in cui si svolgono le lezioni. “Semplificando – spiega il Segretario generale del Sindacato Inquilini della Cisl, Paolo Cicerone – ed osservando esclusivamente le dinamiche di Bari, dove maggiore è la richiesta di affitti per universitari, l’offerta abitativa dedicata agli studenti si attesta a poco più di 5.000 posti letto (di cui solo 1.608 pubblici messi a disposizione dall’Adisu attraverso dei bandi) a fronte di una popolazione studentesca proveniente da fuori provincia di circa 15 mila unità. Anche nelle altre sedi universitarie pugliesi, in proporzione alla differente popolazione studentesca, si assiste a condizioni simili a quelle del capoluogo regionale”.

Il Segretario del Sicet insiste sulla necessità di individuare una politica regionale in condizioni di offrire agli studenti un ventaglio più ampio di possibilità di scelta “che permetta anche di non ricorrere agli affitti in nero troppo spesso preferiti per risparmiare sugli alti costi dei canoni” conclude Cicerone.

martedì, luglio 19, 2016

Disabilità, studente Università Salento consegue quarta laurea

LECCE - Luigi Nibio ha deciso di far esplodere il nostro petto già colmo di orgoglio per lui, conseguendo la Laurea Specialistica in Scienze della Politica presso l’Università del Salento, il 14 Luglio 2016. Ha discusso una tesi in Informatica Giuridica (E-Learning come strumento socio-educativo: il focus della disabilità) che completa il suo precedente corso triennale in Scienze Politiche per l’Area Mediterranea.

È il suo quarto titolo in pochi anni, cioè un’altra tappa che testimonia un successo strepitoso. Infatti, Luigi vanta anche una laurea triennale in Comunicazione Linguistica Interculturale, a cui ha fatto seguito il relativo corso magistrale in Lingue Moderne per la Comunicazione Internazionale.

Un ragazzo fantastico, una mente eccelsa, arguta e naturalmente portata a socializzare, di certo spinta da una forza d’animo enorme che trasuda passione per la cultura e per la ricerca. Il suo impegno quotidiano presso l’ISBEM non lo ha né frenato né distolto dal perseguire i suoi obiettivi accademici: ancora oggi, dopo parecchi anni, aggiorna con dedizione il ROIS (Registro Osteoporosi Ionico Salentino), contribuendo attivamente a combattere questa malattia subdola e ancora purtroppo sottovalutata. Il suo impegno è un dono per la nostra comunità e non solo: già prima di contribuire al progetto PROF (Prevenzione Osteoporosi Fratture) vantava numerose esperienze nel volontariato internazionale, attuando percorsi utili a far crescere il Mezzogiorno. Un suo sogno costante.

Luigi Nibio è un ciclone di energie che, oltre ad essere d’esempio per chi è immobile di fronte alla vita, attira nel suo vortice tutto il nostro affetto. A lui e alla sua famiglia, che lo sostiene nei suoi percorsi di vita, di studio e di lavoro, vanno i nostri più sinceri auguri! Con un vivo ringraziamento anche ai Ricercatori dell’ISBEM e ai Docenti dell’UNISALENTO con cui ha interagito per fare della qualità e dell’altruismo un carattere specifico del suo operare, quotidiano e lungimirante.

domenica, luglio 10, 2016

COMMENTI. Docenti universitari che trascurano la didattica: che fare?

di VITTORIO POLITO — Nel gennaio 1999 il quotidiano “Roma” pubblicava una mia nota sui docenti universitari, ancora di viva attualità.

I professori universitari, alla stregua di tutti gli altri dipendenti dello Stato, dovrebbero dare conto del loro operato, non solo con l’attività scientifica attraverso pubblicazioni e quant’altro, ma soprattutto con l’assistenza agli studenti e la didattica. Molti docenti la didattica la delegano agli assistenti mentre loro se ne stanno comodamente a casa o in tutt’altre faccende affaccendati. Sarebbe il caso, e il momento, che il Ministro della Pubblica Istruzione tenesse in seria considerazione la questione per dare esemplari direttive in tal senso.

Gli studenti universitari e gli specializzandi non sono discenti di “seconda serie”, dovrebbero avere la massima attenzione da parte dei docenti, solo così facendo le Università italiane potrebbero risalire la china e tornare ad essere fra i primi posti nelle classifiche degli Atenei.

È anche il caso di ricordare che gli studenti universitari pagano una tassa regionale per il “diritto allo studio”, ma di quale diritto si tratta? Quello di vedersi trascurati e di veder sospesi e rimandati spesso e volentieri date di esami o lezioni?

Per non parlare del nepotismo dei cosiddetti “baroni”, i cui figli rappresentano una vera propria “razza di genietti”, sono i più bravi, i più studiosi, quelli che ancora prima della laurea hanno un mare di pubblicazioni e, senza tema di smentita, hanno percorsi privilegiati.

Non dimentichiamo che il ruolo primario delle Università è quello dell’insegnamento. Anni fa il Ministro della Pubblica Istruzione Berlinguer, a proposito delle Facoltà di Medicina, affermò che “sono malati gravi”. Sarebbe proprio il caso che Ministri e Rettori si diano proprio una “mossa” per sanificare il cosiddetto massimo tempio della cultura, che non può certamente essere quello dei privilegi.

La soluzione al problema? Togliere potere ai docenti universitari che, per colpa di molti, per fortuna non di tutti, stanno affossando il tempio della cultura, e regolamentare alla pari di tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, diritti e doveri.

Qualcuno scriveva qualche anno fa di “scacciare” i mercanti dalle Università, affinchè diventino luoghi decorosi e possibilmente produttivi, invitando gli studenti a denunciare, senza alcun timore, i comportamenti dei docenti, poiché le Università devono funzionare bene, specie in un momento in cui la concorrenza internazionale minaccia di emarginare sistemi accademici inefficienti ed anche perché le tasse e le spese per frequentarle sono esose.

domenica, giugno 26, 2016

Unisalento, comunità accademica in visita a Castro

CASTRO - Un viaggio nella storia sulle orme di Enea: la comunità accademica di studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo dell’Università del Salento, in testa il Rettore Vincenzo Zara, si ritroverà a Castro (Lecce) domani, domenica 26 giugno 2016, per una speciale visita guidata agli scavi archeologici condotta dal noto archeologo professore emerito Francesco D’Andria. Partenza per circa 150 persone in pullman da palazzo Codacci-Pisanelli, ritrovo con altre 200 persone circa in piazza Perotti a Castro. Si è voluto unire al gruppo il Questore di Lecce Pierluigi D’Angelo e per dare il benvenuto sarà presente anche il Sindaco di Castro Alfonso Capraro.

«Entusiasmante il riscontro a questa iniziativa, con una grande adesione soprattutto da parte degli studenti. Vogliamo pensare ad altre occasioni come questa, anche aperte al pubblico», annuncia il Rettore, «per valorizzare le nostre attività di ricerca, a partire da quelle con una più diretta ricaduta sul territorio».

Il gruppo visiterà le mura messapiche di Castro, il Santuario di Atena Troiana e l’approdo di Enea, quindi il Castello spagnolo, dove è in allestimento il Museo contenente le sculture rinvenute negli scavi (statua della dea Atena, fregi con girali vegetali del IV sec. a.C., i più antichi mai rinvenuti), poi i torrioni, dai quali si gode uno straordinario panorama sul Canale di Otranto che gli antichi chiamavano stoma tou Adriou kolpou (bocca del Golfo adriatico).

Spiega il professor D’Andria: «La scoperta del Santuario di Atena Troiana si collega direttamente al mito del viaggio di Enea, cantato da Virgilio nell’Eneide. Dopo aver lasciato Butrinto in Albania, Enea attraversa il canale ed entra in vista dell’Italia, nel punto segnato dalla presenza del tempio di Minerva: il nome antico di Castro era infatti Castrum Minervae. Gli scavi condotti in collaborazione tra Comune di Castro, Università del Salento e Soprintendenza della Puglia hanno portato alla luce il Santuario di Minerva cantato da Virgilio, del quale sarà possibile vedere i resti e i numerosissimi reperti. Il Progetto PoIn ‘Attrattori culturali, lavori parco archeologico sulle orme di Enea - tempio di Minerva’ ha permesso di inserire queste strutture dell’età ellenistica in un percorso che, correndo ai piedi delle fortificazioni spagnole, offre ai visitatori la vista di straordinari scorci paesaggistici, tra i terrazzamenti coltivati a orti e oliveti, il mare nel punto d’incontro tra Ionio ed Adriatico, il capo Iapigio, l’attuale promontorio di Leuca, de Finibus Terrae».

mercoledì, giugno 15, 2016

Convegno su Aldo Moro nell’Aula Magna del Palazzo Ateneo

BARI - “Io ci sarò ancora ... Aldo Moro. L’enigma del suo sacrificio” è il titolo del Convegno che si terrà a Bari mercoledì 15 giugno 2016, alle ore 15, presso l’Aula Magna del Palazzo Ateneo.

L’incontro di studio – che si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per i 100 anni della nascita di Aldo Moro, a cui l’Università di Bari è intitolata – dopo i saluti introduttivi del Magnifico Rettore Antonio Uricchio, vedrà la partecipazione come Relatori di Ferdinado Imposimato, Presidente onorario aggiunto della Corte di cassazione e Giudice Istruttore del “caso Moro”; Nicola Grasso, professore di Diritto costituzionale nell’Università del Salento; Nicola Triggiani, professore di Diritto processuale penale nell’Università di Bari.

A moderare i lavori, Lino Patruno, editorialista de “La Gazzetta del Mezzogiorno”.

Il convegno intende approfondire i tanti punti ancora oscuri della strage di Via Fani, avvenuta il 16 marzo 1978, e dei 55 giorni del sequestro dell’on. Aldo Moro, culminato nel suo assassinio il successivo 9 maggio. Oggetto di riflessione sarà anche l’eredità politica, scientifica e morale del grande statista democristiano.   

giovedì, giugno 09, 2016

Puglia, al via 'Erasmus per giovani imprenditori'

BARI - “E’ un  programma importante che dà certamente un contributo notevole ai giovani imprenditori e alle giovani imprese che in questo modo  possono avere scambi con l’estero. È un programma importante e per questo noi lo stiamo supportando. È una opportunità in più per i giovani imprenditori pugliesi”.
Così l’assessore alla Formazione e al Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo che questa mattina ha partecipato alla conferenza stampa, ospitata nella sala stampa della Presidenza della Regione, per annunciare l’avvio del nuovo ciclo del programma (biennale) della Comunità Europea “Erasmus per giovani imprenditori”. Per la Puglia, lo scambio avverrà tra 20 giovani imprenditori a costo zero (dieci pugliesi in Europa e dieci imprenditori europei ospitati in altrettante piccole  medie imprese pugliesi).

“Gli imprenditori devono acquisire le competenze che oggi l’Europa ci chiede – ha aggiunto Leo - anche la formazione dell’imprenditore deve essere al passo con i tempi. La novità del programma che stiamo presentando e che mi piace sottolineare  è quella legata al concetto di mobilità degli imprenditori. Far girare gli imprenditori della comunità europea e finalizzare tutto al business è importante così come è importante creare una rete europea per scambiare conoscenze e know how”.

L’assessore Leo, convinto della bontà dello scambio transfrontaliero di esperienze, ha annunciato questa mattina che in assessorato sono allo studio percorsi comuni di sostegno allo scambio per giovani imprenditori, in aggiunta e in supporto agli altri bandi regionali.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Serge D’Oria Presidente Associazione Unisco (l’Agenzia di sviluppo locale, riferimento in Puglia per il programma Erasmus) e

Massimo Avantaggiato, Coordinatore Progetto EYE (Erasmus for Young Entrepreneurs) dell’Associazione Unisco.

Unisalento, Ernesto Sticchi Damiani 'Professore emerito'

LECCE - A Ernesto Sticchi Damiani, già docente di Diritto amministrativo all’Università del Salento, il titolo di “professore emerito”: il conferimento con apposito decreto a firma della Ministra dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini.

«Congratulazioni al professor Sticchi Damiani», dice il Rettore Vincenzo Zara, «che negli anni ha coniugato un’intensa attività scientifica agli impegni istituzionali, facendosi promotore di iniziative di crescita e qualificazione per la nostra comunità accademica».

Ernesto Sticchi Damiani, allievo di Massimo Severo Giannini, ha insegnato presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Bari dal 1979 al 1991. Dal 1991 presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Lecce, è titolare dal novembre 1994 della cattedra di Diritto amministrativo presso la Facoltà di Giurisprudenza, della cui costituzione è stato uno dei principali artefici. È stato il primo Presidente del Consiglio di corso di laurea in Giurisprudenza, prima presso la Facoltà di Economia e poi in quella di Giurisprudenza. Promotore e primo Direttore della Scuola di Specializzazione nelle professioni legali, è stato anche promotore e cofondatore dell’Istituto Superiore Universitario di Formazione Interdisciplinare ISUFI. Nell’ISUFI è stato coordinatore del settore “Euromediterranean School of Law and Politics” e coordinatore del Dottorato di ricerca in “Diritto dell’economia e del mercato” dal 1999 al 2008.

È membro del Comitato scientifico delle riviste “Diritto processuale amministrativo”, “Diritto e processo amministrativo”, “Foro Amministrativo”, “Sanità Pubblica”, dell’Associazione italiana di Diritto urbanistico, dell’Associazione degli amministrativisti italo-spagnoli e dell’Istituto Italiano di Scienze Amministrative, è socio dell’Accademia pugliese delle scienze.

È autore di cinque monografie e 47 pubblicazioni tra articoli, saggi, partecipazioni a volumi collettivi, recensioni, atti di convegni. Ha svolto relazioni in numerosi convegni scientifici di rilievo nazionale e internazionale. Le attività di ricerca si sono concentrate in particolare nell’analisi dei complessi rapporti tra autorità e consenso nella prospettiva della massima valorizzazione degli strumenti, anche di carattere consensuale, di tutela del cittadino nei confronti dell’azione e dell’inazione amministrativa.

giovedì, maggio 19, 2016

Brindisi: la Regione chiede all'Uni del Salento di non chiudere corsi

La Regione ha inviato al Rettore dell’Università del Salento una nota con la quale si invita a rinviare la disattivazione dei corsi universitari presso la sede di Brindisi, in modo da permettere un approfondimento sul tema del polo universitario brindisino con una proposta di offerta didattica nella cittadella della ricerca. La Regione ha chiesto all’Università del Salento di soprassedere per un anno alla disattivazione del corso di laurea, impegnandosi a dare il proprio contributo per il rilancio e coinvolgendo gli attori istituzionali e le aziende operanti sul territorio. La Regione ha chiesto infine di trasmettere ai docenti della facoltà di ingegneria la propria riconoscenza, per aver offerto la loro disponibilità a mantenere i corsi esistenti senza alcun riconoscimento economico, dimostrando sensibilità e grande senso istituzionale.

mercoledì, maggio 11, 2016

Unisalento, firmato protocollo d'intesa con Università Al Falah di Dubai

LECCE - Joint cooperation agreement (protocollo d’intesa) tra il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento e la Al Falah University (Emirati Arabi Uniti), con l’obiettivo sviluppare iniziative congiunte nel campo didattico e della ricerca, per lo scambio di esperienze e informazioni e per l’organizzazione di conferenze e workshop specialistici: lo hanno sottoscritto nei giorni scorsi a Dubai Noor Atatreh e Sameer Al Barghouthi, rispettivamente Chancellor e Vice President for Academic Affairs della Al Falah University, e il professor Enrico Ciavolino per l’Ateneo salentino.

Dopo la firma dell’accordo, si è tenuto un workshop sul tema “Business Data Analysis: A Crossroad between Research and Education”, al quale hanno preso parte anche rappresentanti delle Università di Brescia e di Anglia Ruskin (UK). Il dottor Atatreh ha voluto nell’occasione sottolineare l’importanza della collaborazione con altre realtà accademiche internazionali per lo sviluppo dell’alta formazione negli Emirati Arabi Uniti.