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lunedì, settembre 25, 2017

'Pass Laureati', mercoledì 27 la presentazione ad Andria

ANDRIA - Si terrà mercoledì 27, alle ore 19:00, presso la sala conferenze della biblioteca comunale “G. Ceci” di Andria (p.zza Sant’Agostino, 5) un incontro in cui sarà presentato “Pass laureati”, il bando della Regione Puglia che finanzia i master post-laurea fino a 10 mila euro. All’incontro, organizzato dal gruppo consiliare regionale “Emiliano Sindaco di Puglia”, prenderanno parte, oltre al consigliere regionale Sabino Zinni promotore della manifestazione, l’assessore regionale all’Istruzione Sebastiano Leo e la dott.ssa Luisa Maraschiello responsabile FSE della Regione Puglia.

“Assieme all’assessore Sebastiano Leo abbiamo fortemente voluto questo incontro pubblico di presentazione” spiega il consigliere Zinni. “Certo la notizia della disponibilità di fondi è rimbalzata on line e il bando è consultabile da tutti, ma è chiaro che poter porre domande direttamente a gente esperta e fugare i propri dubbi, permetterà ai ragazzi d’inoltrare candidature meglio ragionate. Non capita tutti i giorni che ci siano 10 milioni di euro a disposizione dei giovani intenzionati a specializzarsi nell’ambito che hanno scelto di studiare. Vorrei che tutti almeno ci provassero e nessuno rimanesse fuori perché magari non a conoscenza della misura o perché non ha ben chiari i criteri di assegnazione”.

Il bando scade il 31 ottobre. Prevede l’erogazione di un voucher formativo di 7.500 euro lordi per i master in Italia, e di 10mila per l’estero, somma utilizzabile per coprire il solo costo di iscrizione. Una misura dunque pensata per i giovani pugliesi, che potranno così tentare di accedere a master post-lauream di I o II livello di università pubbliche o private, riconosciute dall'ordinamento nazionale, ma anche ai percorsi post lauream accreditati ASFOR o EQUIS o AACSB o riconosciuti da Association of MBAS (AMBA) degli istituti di formazione avanzata tanto privati quanto pubblici.

L’incontro è aperto al pubblico.

domenica, settembre 24, 2017

La 'Scienza della mente': evento internazionale a Pisa con Richard Gere e il Dalai Lama


PISA - Dopo il Festival Mondiale della Robotica di 2 settimane fa, Pisa è stata centro mondiale di un evento ricco di gente che si occupa di mente e di coscienza. Il convegno si è svolto in 3 sessioni incentrate sui rapporti che la Scienza della Mente ha sia con la Meccanica Quantistica, che le Neuroscienze e la Filosofia. Impreziosito dalla presenza di Richard Gere - attore buddhista con un vivo carisma che ha incantato tutti con il suo speech - l’evento è stato presieduto dalla massima autorità di una tradizione millenaria, il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso, a cui il Rettore della Università di Pisa, Paolo Mancarella, ha conferito la Laurea Honoris Causa in Psicologia Clinica e della Salute (www.unipi.it).

Generato dalla Convenzione tra l’Università di Pisa (UniPi) e l’Istituto Lama Tzong Khapa (ILTK) del febbraio 2016, il convegno The Mindscience of Reality ha voluto espandere gli ambiti delle Neuroscience, favorendo la cooperazione fra culture, esperienze e metodologie diverse che studiano i processi mentali per migliorare il benessere personale e sociale. I principali processi da esplorare in modo integrato per arricchire la nostra conoscenza sono: Interazione con la realtà esterna, Percezione, Training, Controllo, Consapevolezza, Sviluppo di Potenzialità.

Su tali temi, oggi, chi studia la mente valuta 2 approcci fra loro complementari: quello delle Scienze Occidentali e quello delle Tradizioni culturali d’Oriente. Da qui la necessità di creare luoghi di incontro tra la filosofia/psicologia del buddhismo (ad es. analisi in prima persona dei processi mentali, introspezione, meditazione, concentrazione, ecc.) e la filosofia/scienza occidentale (ad es. analisi in seconda e terza persona del comportamento umano, vista in chiave psicologica, psichiatrica,  psicofisiologica, neurofisiologica e neuro-scientifica).

Fra i tanti dell’evento pisano, anche la Puglia era presente, in primis con il Prof. Sergio Salvatore, psicologo dell’Università del Salento, invitato per i suoi studi e i suoi libri di rilievo internazionale. Infatti, un obiettivo dell’evento era quello di far emergere domande di ricerca a cui si potrà rispondere solo con la guida di project leader competenti, con giovani motivati a far ricerca e con protocolli ben congegnati. La sinergia fra studiosi e discipline darà certamente buoni frutti, anche per comprendere il ruolo della mente in tante patologie umane, incluse quelle cardiache, che spesso sono la punta di un iceberg.

La Psico-Cardiologia, sogno condiviso con il pioniere della Psicologia pisana, il compianto Prof. Mario Guazzelli - il cui ultimo allievo, Prof. Angelo Gemignani ha organizzato The Mindscience of Reality - riceverà luce intensa dagli studi sulla mente, così come impostati in questo convegno che ho seguito con attenzione, anche in memoria dell’amico scomparso, dice il Prof. Alessandro Distante, già docente pisano e presidente dell’istituto scientifico biomedico ISBEM di Mesagne.

Peraltro, ILTK e UniPi conducono in sinergia didattica e scientifica il Master “Neuroscienze, Mindfulness e Pratiche Contemplative” per studiare i correlati psicofisiologici delle pratiche meditative con i loro effetti mentali e corporei. È una vera opportunità per giovani e senior che vogliono arricchire le proprie conoscenze, con la formazione continua (lifelong learning), seguendo approcci praticabili  anche in periferia, come quelli dei Monasteri del 3° Millennio.

giovedì, settembre 21, 2017

Rigenerazione urbana e paesaggistica, siglato protocollo tra Comune e Politecnico di Bari

BARI - È stato siglato oggi il protocollo d’intesa, della durata di un anno, tra il Comune di Bari e il Politecnico di Bari - Dipartimento di Ingegneria civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari (ICAR) per l’avvio di studi e progetti sperimentali volti all’approfondimento della conoscenza dei caratteri peculiari dei territori dei cinque Municipi cittadini, all’individuazione di idee strategiche di rigenerazione urbana e paesaggistica che possano migliorare le condizioni di vita, promuovere l’integrazione, il dialogo e il coinvolgimento dei cittadini.

In base a quanto previsto dall’accordo, sarà costituito un gruppo di lavoro composto da rappresentanti delle rispettive amministrazioni, che avrà come referenti per il Comune l’assessora all’Urbanistica Carla Tedesco e il direttore della ripartizione Urbanistica Pompeo Colacicco e per il dipartimento ICAR i docenti Giorgio Rocco e Francesca Calace.

In particolare, il Politecnico metterà a disposizione le proprie conoscenze di carattere territoriale, progettazione urbanistica, disegno urbano, architettura e di studi storico-archeologici, mentre il Comune di Bari garantirà al gruppo di lavoro il necessario supporto nelle attività di ricerca e di divulgazione dei risultati.

Il Comune di Bari è, infatti, da tempo impegnato a favorire forme di collaborazione con altre istituzioni, enti di ricerca e aziende pubbliche per la definizione di piani, programmi e studi di fattibilità da candidare a bandi regionali, nazionali ed europei per il finanziamento delle attività di ricerca e sperimentazione per la riqualificazione delle aree degradate periferiche e la valorizzazione del patrimonio ambientale, paesaggistico, storico-architettonico e archeologico della città.

In quest’ottica il protocollo intende valorizzare le competenze e le conoscenze maturate dal dipartimento ICAR del Politecnico in relazione al contesto locale e alle metodologie di analisi e di intervento nel campo della riqualificazione e rigenerazione urbana, ambientale e paesaggistica che prevedano l’ascolto del territorio, delle associazioni e dei cittadini.

Il progetto, nelle sue linee generali e programmatiche, ha quale obiettivo principale quello di produrre quadri di conoscenze e scenari, sperimentazioni progettuali e strategie di rigenerazione urbana e paesaggistica per i quartieri di Bari, a partire dal territorio del Municipio IV, nonché di praticare modalità di ascolto e di coinvolgimento della cittadinanza riguardo alle possibilità di riuso dei beni e delle aree dismesse presenti sul territorio cittadino.

Il gruppo di lavoro coordinerà le attività di ricerca, la didattica sul campo e la progettazione, nonché la predisposizione degli atti tecnico-amministrativi necessari al raggiungimento degli obiettivi fissati dal protocollo. La collaborazione prevede, inoltre, la gestione condivisa di tavoli di discussione, la comune progettazione e la gestione di incontri pubblici, con un evento pubblico conclusivo in cui sarà allestita una mostra dei prodotti finali e organizzato un seminario di discussione, al fine di condividere le ipotesi strategiche di riqualificazione urbana e paesaggistica e il riuso delle aree individuate per l’esplorazione progettuale.

“Il dialogo e la collaborazione tra Università e città - ha commentato Carla Tedesco - costituiscono un fattore rilevantissimo per lo sviluppo urbano. Attraverso le attività previste dal protocollo l'amministrazione comunale potrà disporre di quadri conoscitivi aggiornati e ricevere supporto nella sperimentazione di approcci innovativi alle trasformazioni urbane. Gli studenti e i ricercatori di Politecnico potranno avere agevolmente a disposizione dati e informazioni relativi a processi concreti di trasformazione urbana ed essere protagonisti degli stessi”.

“Attraverso questo accordo - ha dichiarato Giorgio Rocco - il dipartimento ICAR del Politecnico di Bari metterà a disposizione del territorio le proprie competenze e le conoscenze maturate nell'attività di ricerca, in coerenza con gli obiettivi statutari dell'Università; le attività previste, inoltre, consentiranno ai giovani in formazione una esperienza didattica e di ricerca a stretto contatto con la comunità locale, le istituzioni, la società intera”.

martedì, settembre 19, 2017

Università: premiate tre tesi di laurea in architettura del Politecnico di Bari a Camerino


BARI – Le ricerche e le proposte contenute in tre tesi di laurea in architettura di 18 neo laureati del Politecnico di Bari sono state premiate a Camerino (MC), presso l’Università, in occasione dell’edizione 2017 del Premio internazionale SACU nell’ambito XXVII Seminario internazionale di Architettura e Cultura Urbana.

Le tesi che hanno partecipato al concorso, “Ricostruzione e Innovazione” con le sezioni “Trasformazione e riuso dell’esistente. Nuovi paesaggi urbani. Materiali e tecniche costruttive”, hanno focalizzato le loro attenzioni sui centri pugliesi di Locorotondo e Canosa e, in ambito europeo, sui borghi rurali andalusi (Spagna). I lavori presentati a Camerino dai neo laureati Poliba, si sono distinti nell’ambito delle 48 proposte progettuali giunte in finale da tutta Italia.

“Ricostruzione e innovazione” (tema dell’edizione 2017), sono i due aspetti salienti del progetto dell’esistente e segnano la ricorrente disputa fra conservazione e trasformazione. In realtà l’architettura trova le sue ragioni nella lettura critica dell’esistente e delle sue sedimentazioni storiche, nella comprensione dei luoghi e della multiforme società in evoluzione. Trasformare l’esistente vuol dire anche migliorarne le qualità in termini di sicurezza, salubrità, efficienza energetica, risparmio delle risorse naturali; il che richiede una stretta collaborazione architettonica-ingegneristica e un gran numero di altre competenze per le molteplici implicazioni che un progetto innovativo, partecipato e consapevole dei valori in gioco presuppone.

In questo solco si sono mossi i concorrenti del Politecnico. Ogni tesi di laurea ha raggruppato il lavoro di sei studenti, coordinati dal docente-coordinatore-relatore, nell’ambito del laboratorio di tesi.

Locorotondo, in provincia di Bari
La tesi premiata su Locorotondo. Il centro antico di Locorotondo è uno degli insediamenti della Valle d’Itria dal forte carattere identitario. L’immagine del centro antico sedimentata nella memoria collettiva è affidata alla coralità dell’edilizia minuta rappresentata da case a pseudo-schiera a più piani. Queste, realizzate con lo stesso materiale del luogo impiegato nella costruzione dei muretti a secco, assumono una particolare connotazione. Le scale, gli sporti di gronda, gli apparati decorativi a corredo delle aperture, gli infissi tradizionali, le ringhiere, le ferrate, sono altrettanti elementi che concorrono a caratterizzare l’aspetto di Locorotondo che, per la sua singolarità, impone misure di salvaguardia. “Locorotondo però – sostengono gli autori della tesi: Roberta Quaranta (Bari Palese), Antonio De Liddo (Bari), Annalisa Cascione (Bitetto), Caterina Anelli (Rutigliano), Giorgio Maria Bevilacqua (Foggia), Serena Cellie (Brindisi), Coordinatore/Relatore: prof. Rossella de Cadilhac - è un insediamento solo apparentemente ben conservato, in realtà a rischio di progressivo degrado per l’inadeguatezza dell’edilizia di base e soggetto a interventi e riusi spesso impropri che rischiano di compromettere irreversibilmente l’elevata qualità architettonica e ambientale dell’organismo urbano. Si pongono perciò delicati problemi di tutela e utilizzo che impongono un mirato recupero finalizzato ad una corretta fruizione attenta a preservare quei caratteri che fanno di Locorotondo un unicum irripetibile”. La formulazione di linee-guida messe a punto nel loro lavoro dal titolo: “Centri storici minori fra conservazione e rivitalizzazione: il caso di Locorotondo”, crea le premesse per un’appropriata conservazione, ma anche per la valorizzazione del nucleo antico, attraverso interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria), di restauro e risanamento conservativo, di recupero del centro antico, ponendo come condizione di base l’indispensabilità di un’approfondita conoscenza dei singoli manufatti, che rappresenta il momento preliminare ad ogni azione conservativa. Lo studio rivolge una particolare attenzione, oltre ad aspetti strettamente architettonici, alla problematica del riuso e dell’attribuzione di funzioni compatibili, che si pone soprattutto per manufatti caduti in disuso, o sottoposti a cambi incongrui di destinazione funzionale proponendo - attraverso casi esemplificativi - soluzioni rispettose delle caratteristiche architettoniche e costruttive dei manufatti nel loro ineliminabile rapporto con l’aggregato di appartenenza. L’obiettivo è quello di fornire linee d’indirizzo che propongano un’idea di recupero intesa come conoscenza, conservazione, valorizzazione, fruizione, promozione del patrimonio architettonico tradizionale concepito anche come risorsa per perseguire obiettivi di sviluppo territoriale.

La tesi premiata su Canosa. Canosa, l’antica romana Canusium deve la sua importanza alla sua collocazione geografica, al confine tra il tavoliere e la murgia. Nodo di passaggio da nord a sud (via Traiana) la sua fortuna fu legata soprattutto ai fasti di Roma. Con essa strinse un'alleanza a cui si mantenne fedele anche dopo la sconfitta di Canne ad opera di Annibale.  Ancor prima greca, fu sin dai secoli IV e III a. C. città fiorente di commerci. Nei pressi del suo porto sul mare, alla foce dell'Ofanto, allora navigabile, sorse più tardi Barletta. Le invasioni barbariche e il medioevo segnarono il declino della città e un lento abbandono dell’antico insediamento urbano tuttora evidente. La tesi, “Canosa. Studio dei caratteri dell’architettura pugliese. Lettura comparata dell’organismo edilizio e aggregativo di Canosa di Puglia con altri centri dell’intorno territoriale nord barese”, elaborata da Alessio Giulio Greco (Lecce), Federica Mazza (Oria), Vito Antonio Parlante (Gioia del Colle), Marcello Pedone (Corato), Pietro Enzo Andrea Petruzzella (Molfetta), Nicola Sarcina (Giovinazzo), Coordinatore/Relatore: prof. Matteo Ieva, propone uno studio dei fenomeni urbani, dall’età medioevale alla contemporaneità, con lo scopo di provare a ricostruire le criticità che connotano la Canosa odierna. Obiettivo dello studio è anche la ricerca delle cause che hanno determinato l’attuale decadenza (soprattutto del nucleo antico) e, allo stesso tempo, quello di stabilire la possibilità concreta per costruire realisticamente la rinascita etico-civile e culturale della comunità.

La città medioevale è presentata attraverso una sintesi che giunge a proporre una ricostruzione dei tipi edilizi presenti nel borgo.  A tal proposito si osserva una eccessiva “consunzione” del costruito, analoga a quei luoghi degradati; l’assenza di servizi collettivi e di attività ordinarie, che l’ha relegato al ruolo di quartiere dormitorio; un progressivo depauperamento del luogo che è stato presto considerato “rifugio” per le classi sociali meno agiate, le quali hanno intrapreso iniziative personali di modificazione dell’esistente. Per il recupero dell’antico borgo medioevale - si sostiene nella ricerca - occorre avviare un processo graduale ma sistematico che provi a invertire l’odierna tendenza restituendo al centro storico di Canosa di Puglia una significatività autentica, vera. Le azioni da promuovere: costruire un quadro programmatico che tenga conto delle “virtù” specifiche che la città mostra nella sua totalità favorendo le opportunità di recupero a fini collettivi attraverso la valorizzazione del patrimonio archeologico-monumentale con la risposta che si potrebbe generare non solo in forma turistica ma, potenzialmente, come migrazione permanente o semi-stanziale, di popolazione interessata a occupare, recuperandolo, il costruito storico. Realizzazione di un museo archeologico nazionale. A tal proposito, è stato proposto, nell’area del battistero di S. Giovanni del VI secolo, destinata dal PUG a museo archeologico, un complesso di organismi speciali in cui emerge proprio l’edificio del museo.

Alcalà del Rio in Spagna
La tesi premiata sui “Borghi Rurali Andalusi”. Il tema di ricerca condotto nel Laboratorio di Laurea “Borghi Rurali Andalusi” ha avuto come oggetto i tracciati e i sistemi insediativi realizzati dall’Instituto Nacional de Colonización (INC) tra gli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta del XX secolo sotto la dominazione franchista in Spagna. In questo periodo, si realizzarono circa trecento nuove città, di piccole dimensioni e di bassa densità, denominate “pueblos”, con l’intento di colonizzare il territorio, trasformandolo in un primo momento con opere di irrigazione forzata e, successivamente, permettendo l’insediamento stabile dei coloni.

Il lavoro, “I borghi rurali andalusi: progetto di valorizzazione per la definizione di una rete territoriale”, elaborato da Maria Rosa Abbondanza (Bitonto), Margherita De Luca (San Severo), Olga Maria Germinario (Santeramo in Colle), Anastasia Padovano (Mola di Bari), Giacomo Carlo Palmieri (Cassano Murge), Nicola Sinisi (Andria), Coordinatore/Relatore: prof. Loredana Ficarelli, si è concentrato nella regione andalusa, studiando 13 pueblos accomunati dal rapporto di vicinanza con il fiume Guadalquivir e caratterizzati da una diversificazione degli impianti urbani. L’indagine dei casi studio, nelle loro varianti formali e funzionali, ha permesso l’elaborazione di modelli insediativi territoriali ed abitativi ed una catalogazione morfologica, tipologica ed aggregativa dei pueblos.

L’obiettivo del progetto di valorizzazione di questi borghi, il cui uso attuale è rimasto strettamente legato ad una produzione agricola ormai troppo spesso infruttifera, è finalizzato alla rimodulazione del rapporto con la campagna ed il territorio.   Quest’ultima ricerca, in particolare, ha ottenuto il premio della critica.

Tutti i Lavori premiati e segnalati saranno prossimamente pubblicati sul magazine di architettura, “ARCHITETTURAeCITTÀ”, Di Baio Editore.

mercoledì, settembre 06, 2017

Test di Medicina, "Da medico vi dico che le 60 domande sono assurde e anche inutili"

BARI - Il commento del vicepresidente della Commissione Sanità e consigliere regionale di Direzione Italia, Luigi Manca, dopo aver letto i 60 quesiti posti. "Ho letto attentamente - dichiara Manca-  le 60 domande del Test per accedere alla Facoltà di Medicina e Chirurgia alle quali e ieri hanno dovuto gli oltre 67mila concorrenti, 3.500 quelli che lo hanno fatto a Bari e Foggia, che fra una settimana sapranno se ce l’hanno fatta: la media è 1 su 7, a Bari 1 su 10".

"Ho letto, appunto, le domande e mi sono chiesto, da medico prima ancora che da politico - prosegue Manca - : ma le 22 domande di “ragionamento logico” servono davvero a selezionare la migliore classe medica della quale ha bisogno l’Italia? Rispondere esattamente a domande come: chi è la moglie di Rosario… o quanto cibo dà agli animali del circo Enrico… o quanti cubetti servono allo scultore… o quanti film trasmetterà il cinema Giorgione…o quanti gelati mangia la bimba in spiaggia??? Fa di me una matricola migliore rispetto a chi le sbaglia? Così come quelle in cui viene chiesto di indicare l’articolo della Costituzione dove sono previsti i Patti Lateranensi o chi è l’autore del libro “Dal big bang ai buchi neri”… Farà di me un ottimo Chirurgo? Si tratta di 22 domande su 60 assurde altro che logiche e, per quello che mi riguarda inutili per la professione, ma decidono del futuro professionale di migliaia di persone, che possono distruggere un sogno di una vita con il camice bianco per sempre".

"Ma un’altra riflessione - conclude Manca - andrebbe fatta anche per le restanti 38 domande: Test di Biologia – Chimica – Fisica – Matematica. E’ chiaro che neo diplomati per poter rispondere esattamente devono necessariamente aver frequentato corsi di preparazione, con costi non indifferenti sul bilancio familiare. Ma la domanda che io mi pongo è: ma alla matricola di Giurisprudenza viene chiesto di conoscere già il Diritto Privato, Penale, Amministrativo? L’Università non dovrebbe proprio servire a insegnare nozioni che i test presuppongono che si sappiano già? A questo punto a coloro che hanno risposto esattamente a tutte e 60 le domande io gli assegnerei già la laurea honoris test!".

martedì, settembre 05, 2017

A Bari e Foggia prendono il via i test universitari

di PIERO CHIMENTI - Si sono svolti nelle facoltà di Medicina e Chirurgia e Protesi i test di ammissione per oltre 3 mila candidati che si sono presentati nelle sedi. Nonostante soffi aria di sciopero nelle università, è andato tutto liscio a Bari, per la presenta di oltre 400 addetti e la presenza del metal detector all'ingresso delle aule adibite per l'occasione.

Senza intoppi anche Foggia, che nei prossimi giorni ospiterà test d'ingresso per altre facoltà.

Università, D’Onghia: "Superiamo la logica del numero chiuso"

BARI - “Dobbiamo allargare la platea di ammessi all’Università, non chiudere l’accesso con la conseguenza di avere un numero sempre più limitato di laureati nel nostro Paese o studenti che fuggono all’estero per proseguire gli studi e che spesso non rientrano in Italia”. Così la sottosegretaria al MIUR, senatrice Angela D’Onghia, interviene sulla questione del numero chiuso alle Università.

“Sono d’accordo con il Rettore dell’Università degli Studi di Bari, Antonio Felice Uricchio, dobbiamo intervenire con decisione sull’emorragia di iscritti che ha colpito le nostre Università negli ultimi anni, in particolar modo gli Atenei pugliesi che detengono il record di migrazione universitaria.

In questo modo rischiamo la desertificazione dei nostri Atenei con conseguenze per il nostro futuro economico, sociale e culturale. Occorrono più risorse e investimenti pubblici per programmare un sistema educativo sempre più qualificato ed in sintonia con il mondo del lavoro. E questo nell’immediato vorrebbe dire sblocco degli scatti di anzianità per i docenti universitari e iscrizione gratis in caso di un reddito familiare fino a 13mila euro. Uno dei motivi, fra gli altri, del calo delle iscrizioni alle nostre università italiane è anche il basso reddito delle famiglie. E tra le novità della prossima Legge di bilancio, vi è proprio l'iscrizione gratis e niente tasse per gli anni successivi per gli studenti in corso.

Il calo delle iscrizioni di oggi potrebbe diventare un’emergenza domani e noi abbiamo il dovere di tutelare il futuro dei nostri giovani. Incrementare le iscrizioni è fondamentale per rinvigorire le generazioni se non vogliamo compromettere il capitale culturale che è la risorsa più preziosa di un Paese”.

“Dobbiamo superare la logica del numero chiuso ed invertire il trend negativo perché il futuro dei nostri ragazzi dipende anche da noi. Non dimentichiamo che allargare le opportunità di studio vuol dire allargare le opportunità di lavoro”, conclude la sottosegretaria D’Onghia.

Università: "Via il numero chiuso", proteste a Bari contro il test d'ingresso

BARI - Oggi, in occasione del test di ingresso di medicina, la federazione pugliese del Fronte della Gioventù Comunista ha realizzato una azione di protesta nell'Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, accogliendo gli studenti con lo slogan «Via il numero chiuso – No all’università di classe». La manifestazione fa parte di un insieme di proteste svolte su base nazionale e in tutte le grandi città quali Roma, Milano, Torino, Bologna, Padova, Firenze, Napoli e Palermo.

«Per giustificare il numero chiuso si parla sempre di meritocrazia, ma non si tiene conto delle differenze economiche che esistono» – ha dichiarato Paolo Spena, resp. università del FGC – «C’è chi viene da prestigiosi licei del centro e chi da scuole “di serie B”, chi prepara il test con corsi privati da 3000€ e chi passa l’estate a lavorare per pagarsi gli studi. Come si fa a parlare di merito se non si parte dalle stesse condizioni? Questi test, inoltre, servono a tagliare sulla sanità pubblica che oggi è in crisi per mancanza di organico, a tutto vantaggio del privato e in linea coi diktat della UE. Il saldo fra pensionati e neolaureati è negativo e ogni anno si perdono 800 medici mentre l’età media sale. In 10 anni i lavoratori della sanità sono calati di 22mila unità».

«Non è di questi test che gli studenti o l’università hanno bisogno» - conclude la nota - «Bisogna invertire la rotta su un’istruzione del tutto asservita a logiche di profitto e interessi privati. La gioventù comunista rivendica un’università pubblica accessibile a tutti indipendentemente dal reddito, inserita in una pianificazione nazionale che garantisca effettivamente alle nuove generazioni il diritto a un lavoro senza precarietà».

Dire “no” al numero chiuso significa opporsi a una università per pochi e ai tagli che stanno distruggendo il settore pubblico in questi anni, le stesse restrizioni che ha subito la sanità pugliese da parte dei governatori Vendola prima ed Emiliano poi.

sabato, luglio 22, 2017

Un murales sul Cara: l'idea delle studentesse Usa in stage a Brindisi


BRINDISI - Sono ufficialmente iniziati i lavori perla realizzazione di un murales nel Centro di Accoglienza Richiedenti Asilo a Restinco, sulla base di un’idea originale delle studentesse americane di Spring Hill College in stage a Brindisi in partnership con la Cooperativa Auxilium. La parete, situata all’ingresso del centro, misura circa 4 metri di altezza per 8 metri di lunghezza. Raffigurerà i pensieri e le emozioni degli ospiti del centro elaborati nei momenti di art therapy svoltisi nei laboratori del centro.

“Svolgere attività pittoriche è una delle modalità che adottiamo qui al Cara di Restinco per andare oltre alle differenze personali, culturali e religiose”, spiegano gli operatori. “Il ‘fare cose’ insieme aiuta ad abbandonare gli individualismi, crea armonia e rinforza il senso di appartenenza alla comunità”.

“Gli ospiti si sono dimostrati estremamente ricettivi all’espressione artistica”, ha commentato una delle studentesse che partecipano al progetto. “Vedere gli ospiti concentrati a disegnare ciò che amavano, la loro idea di comunità, i loro sogni, condividere immagini della loro casa e della loro famiglia, è un ricordo che porterò con me per sempre”.

Il murales si svolge all’interno del progetto Humans of Brindisi, organizzato in partnership con la cooperativa Auxilium. Scopo del progetto è mettere in contatto la popolazione migrante che si trova a Brindisi e la comunità ospitante. L’esperienza dei laboratori (incluse le foto del murales), le testimonianze dei migranti, di esperti e volontari, e della cittadinanza ospitante verranno presentati in una mostra aperta al pubblico.

L’appuntamento è per giovedì 27 luglio 2017 presso l’ex Convento di Santa Chiara, dalle ore 18.30 alle ore 21.

È prevista la partecipazione del Commissario Dr. Santi Giuffrè, della prefettura, del Servizio Beni Monumentali del Comune di Brindisi, della Cooperativa Auxilium, di Caritas, della Cooperativa Thalassia e di tutti gli altri soggetti coinvolti.

venerdì, luglio 21, 2017

"Ogni anno 4 anni Puglia consuma suolo pari a estensione città di Bari"


BARI – Il suolo consumato ad oggi in Puglia si attesta tra l’8 e il 9% del suo territorio. Il dato nazionale medio è tra il 7-8%. Mediamente, nell’ultimo decennio, ogni anno, 1700 ettari circa del territorio pugliese si trasformano in infrastrutture, industrie, nuove abitazioni. Ciò significa che la Puglia ogni 4 anni consuma un suolo pari alla estensione di una città come Bari.

Per la prima volta una regione italiana, la Puglia, ha prodotto, grazie agli studi condotti presso il Politecnico di Bari, un rapporto regionale dedicato al suo territorio e al consumo di suolo. Tale studio, di rilevanza nazionale, ha suscitato vivo interesse in occasione della manifestazione di Milano, “Sol Day 2017”, tenutasi nei giorni scorsi, presso il Politecnico lombardo.

Nell’occasione sono stati presentati il rapporto 2017 sul consumo di suolo del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, il rapporto del Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo e il rapporto sulla Puglia curato dal Politecnico di Bari.

L’edizione 2017 del Rapporto sul consumo di suolo in Italia, ha fornito il quadro aggiornato dei processi di trasformazione del nostro territorio, grazie alla cartografia aggiornata del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), che vede ISPRA insieme alle Agenzie per la protezione dell’ambiente delle Regioni e delle Province Autonome, in un lavoro congiunto di monitoraggio svolto anche utilizzando le migliori informazioni che le nuove tecnologie sono in grado di offrire.

“Nella nostra regione – dice il prof. Carmelo Maria Torre, docente del Politecnico di Bari e coordinatore della ricerca presentata in anteprima nazionale a Milano - le cause del consumo di suolo sono fondamentalmente dovute a tre elementi di pressione diversa: l'infrastrutturazione, l'espansione residenziale, soprattutto dispersa, il fotovoltaico. Il consumo di suolo è comunque rallentato nel tempo, in linea con il dato nazionale, anche se il suolo consumato in Puglia (8,5% del totale) è leggermente al di sopra della media nazionale (7,5% del totale)”.

Lo studio sul consumo di suolo ha suddiviso la Puglia in 11 contesti territoriali, da nord a sud: sub appenino Dauno, Gargano, Tavoliere, Valle dell’Ofanto, Terra di Bari, Alta Murgia, Area vasta Tarantina, Valle d’Itria e Costa degli ulivi monumentali, Area vasta di Brindisi, Piana salentina, Serre salentine.

Ogni contesto, e a volte anche i singoli comuni, mostrano loro specifiche peculiarità. In generale un maggior consumo di suolo si registra sulle aree costiere e nel contesto territoriale delle principali città. Contemporaneamente si assiste all'abbandono di edifici nei centri minori della daunia e al consumo di suolo dovuto alle innumerevoli case per vacanza disseminate lungo la costa pugliese, dove, nel caso del comune di Porto Cesareo (Lecce), le seconde case rappresentano ben l’85% del costruito!

Dal secondo dopoguerra all’inizio del XXI secolo in Puglia la crescita per dispersione (caratterizzata cioè dalla comparsa di nuovi nuclei edificati) avrebbe interessato tre quarti del territorio regionale (più che in qualsiasi altra regione), rappresentando peraltro l’unica forma di crescita urbana – ad eccezione di una minima espansione dei nuclei esistenti e a fronte dell’assenza di fenomeni di saldatura, laddove nel resto della regione non si sarebbe registrato alcun cambiamento. Ciò ha costituito forme di urbanizzazione marcatamente dispersa. In ciò, sono riconoscibili almeno due sistemi territoriali in cui il fenomeno è più evidente: una vasta area fra la Puglia centrale e il Salento, che comprende l’intera Valle d’Itria e la parte della piana costiera fra Bari e Brindisi più prossima al capoluogo regionale e la fascia centro-occidentale del Salento.

Lo studio del Politecnico di Bari presenta la prima descrizione sistematica condotta nel territorio regionale sulle trasformazioni e sulle cause, le necessità e le criticità che hanno generato perdita o degrado dei suoli agricoli o naturali a cavallo tra il primo e il secondo decennio del nuovo millennio.

“Il Rapporto sul Consumo di suolo in Puglia, nato dalla collaborazione del Politecnico di Bari con Il CRCS (il Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo costituito dal Politecnico di Milano, dall’Istituto Nazionale di Urbanistica-INU e da Legambiente) – dice il Rettore del Poliba, Eugenio Di Sciascio - è un esempio dell’attenzione del nostro ateneo ai temi innovativi ed emergenti oltre che della sensibilità rivolta ai temi della valutazione della sostenibilità ambientale dei processi di sviluppo urbano. Nel contempo, questo studio è anche frutto della capacità di cooperazione e della convergenza verso temi di interesse comune di istituzioni che a vario titolo sono state coinvolte nelle attività di elaborazione – insieme al Politecnico di Bari: la Regione Puglia, InnovaPuglia, il Politecnico di Milano ed enti di Ricerca e di alta cultura quali sono INU e ISPRA”.

La ricerca è stata realizzata nell’ambito del progetto europeo “MITO”, coordinato per il Politecnico di Bari dal prof. Carmelo Maria Torre, con il supporto del ricercatore Alessandro Bonifazi. Il Rapporto sul consumo di suolo in Puglia del Politecnico di Bari è nato nell'ambito di un Progetto di Potenziamento finanziato con 1.250.000 euro dai fondi europei del Piano di Adesione e Coesione, per il rafforzamento delle strutture di ricerca. Il Progetto ha portato alla costituzione del MITO-Lab, un laboratorio dedicato al rilascio di Open data, e il Rapporto sul consumo di Suolo è il primo importante prodotto di ricerca del Laboratorio.

Il Laboratorio MITO-Lab del Poliba è uno dei laboratori della rete MITO-labs, che prevede analoghe strutture dedicate all’analisi territoriale (MITO è l’acronimo di Multimedia Information for Territorial Objects) in quattro università della Campania (Federico II, Suor Orsola Benincasa, Università Vanvitelli e Università di Salerno), nell’Università di Palermo, e nella sede Siciliana di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), per una spesa totale di 10 milioni di Euro. Dopo Milano, lo studio completo sarà illustrato a Bari nel prossimo settembre.

giovedì, luglio 20, 2017

Fondi Ue: 69.000 euro in borse di studio per un'avventura in Nuova Zelanda

ROMA - Le borse di studio sono solo per secchioni o persone dotate? Ma cosa! La Social Startup European Funding Guide insieme a Education New Zealand assegna 25 borse di studio “Dream NEW” per studenti avventurosi. I buoni voti non servono.

Vengono favoriti gli studenti che sognano l’impossibile e vogliono toccare le stelle. Quindi, si cercano persone diverse dai comuni borsisti. Insieme al suo partner e datore di borse di studio Education New Zealand, il team di European Funding Guide vuole incoraggiare studenti ordinari a fare domanda per le borse di studio. Nella scelta dei borsisti conta soprattutto la creatività. La dott.ssa Mira Maier, co-fondatrice e amministratore delegato di European Funding Guide, spiega: “Nella scelta conta soprattutto il contesto individuale, la personalità e l’originalità della candidatura”.

Il programma di borse di studio “Dream NEW”

Assegnato da: Education New Zealand – l’ente del governo della Nuova Zelanda per la formazione internazionale - e la Social Startup European Funding Guide, che gestisce il più grande motore di ricerca di borse di studio in Europa.

Si cercano: studenti che preferiscono toccare le stelle piuttosto che condurre una vita normale. Quindi avventurieri, che le altre persone prendono per pazzi perché sognano l’impossibile.
Le borse di studio: un semestre gratuito all’estero in una delle 10 migliori università della Nuova Zelanda, del valore complessivo di 69.000 €. Le 25 borse di studio hanno ciascuna un valore fino a 8.000 €.

Candidatura: fino al 01/09/2017
http://www.european-funding-guide.eu/it/borsa-di-studio/dream-new

Tutto tranne studenti prodigio – più borse di studio per gli studenti ordinari

La Social Startup European Funding Guide finora ha creato e assegnato un totale di 40 borse di studio per studenti normali e fuori dal comune, del valore complessivo di 377.000 €. Fondamentalmente i voti non hanno importanza. “Promuovere l’élite è una buona cosa. Noi però pensiamo che anche lo studente ‘normale’ si è meritato una borsa di studio”, afferma la dott.ssa Mira Maier. “Ecco perché ci fregiamo del fatto che le borse di studio vengono assegnate a studenti che non rientrano nel modello tipico di un borsista e non corrispondono a nessuna definizione tipica di élite.” Tra i programmi di borse di studio della European Funding Guide rientrano, tra gli altri, borse di studio per studenti medi, per studenti fuori dal comune, la borsa di studio per l’ansia da esame e quella anti-stress.

Panoramica dei programmi di borse di studio: http://www.european-funding-guide.eu/uploads/Press_room/Borse-di-studio-curiose.pdf

Molte fondazioni – tante opportunità

In Italia ci sono tantissimi programmi di borse di studio, tuttavia la maggior parte di essi sono praticamente sconosciuti. “La maggior parte dei maturandi e degli studenti conoscono – se proprio – un paio dei grandi datori di borse di studio. La maggior parte non sa che oltre a questi ci sono oltre 512 programmi di borse di studio.”, spiega Mira Maier di European Funding Guide.

In generale, il ruolo delle piccole fondazioni viene sottovalutato: molti finanziatori si lamentano di non ricevere sufficienti candidati. “Continuo a sentire di fondazioni che vorrebbero avere più candidati”, dice ancora Mira Maier.

Una delle principali ragioni di questa mancanza risiede probabilmente nella scarsa notorietà di molte fondazioni e datori di borse di studio. “Molte borse di studio sono legate a criteri di selezione che a priori proprio non sono noti e non li si può nemmeno immaginare", spiega Maier.

Il motore di ricerca di borse di studio http://www.european-funding-guide.eu/it, grazie a un questionario, filtra le borse di studio i cui requisiti di candidatura corrispondono alle caratteristiche del candidato.

Maggiori informazioni

http://www.european-funding-guide.eu/it/borsa-di-studio/dream-new
http://www.european-funding-guide.eu/it
http://www.studyinnewzealand.govt.nz
https://enz.govt.nz/

Università: Master di Protesizzazione Acustica all’Ateneo di Bari

BARI - Si terrà presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” lo Short Master Universitario in “Misure in situ e Protesizzazione Acustica”, finalizzato all'acquisizione di nozioni teorico-pratiche relative alla ‘best practice’ nella protesizzazione acustica.

Il master è riservato a laureati in medicina e chirurgia, specialisti in otorinolaringoiatria e audiologia, e a laureati in tecniche audio-protesiche e tecniche audiometriche. Obiettivo del Master è fornire le conoscenze fondamentali per permettere al tecnico audiometrista-audioprotesista di svolgere tali pratiche durante l’attività quotidiana, partendo da approfondimenti in materia di fisica acustica, anatomo-fisiologia dell’orecchio e dei processi patologici che interessano l'orecchio medio e l'orecchio interno.

La durata del master è di circa 100 ore. Le iscrizioni sono aperte dal 17 Luglio al 29 Settembre 2017, e al link in calce è possibile accedere a tutte le informazioni dettagliate relative al corso e ai costi con i relativi moduli di iscrizione.

http://www.uniba.it/didattica/master-universitari/short-master/short-master-aa-2017-2018/misure-in-situ

sabato, luglio 01, 2017

Studentesse americane a Brindisi per uno stage

BRINDISI - Cinque studentesse americane dell’Università Spring Hill di Bologna sono a Brindisi fino al 28 luglio per uno stage nell’ambito del progetto Humans of Brindisi, svolto in partnership con la cooperativa Auxilium, che gestisce il CARA e il CIE di Restinco.  Obiettivo dello stage è quello di facilitare l’incontro tra gli studenti americani, la popolazione migrante, la cittadinanza, le autorità competenti, gli esperti e i volontari che si occupano di accoglienza. Le cinque studentesse, infatti, stanno studiando le rotte di immigrazione e il percorso di accoglienza dei migranti, la lotta alla criminalità organizzata, la collaborazione tra settore pubblico e privato nell’ambito dell’accoglienza e la gestione delle risorse e dei servizi durante periodi di crisi umanitaria.

Al termine dello stage, il prossimo 27 luglio, presso l’ex convento Santa Chiara di Brindisi, sarà allestita una mostra multi disciplinare (foto, disegno/pittura, scrittura, poesia) che raccoglierà le testimonianze della popolazione migrante, della cittadinanza e degli esperti e volontari raccolte durante l’esperienza di volontariato presso il CARA e il CIE (sulla base del protocollo di intesa sottoscritto con Auxilium), presso Caritas, presso il Centro Aggregazione Giovanile e con la Cooperativa Thalassia.

Obiettivo del progetto Humans of Brindisi (referente organizzativo è la dottoressa Alia K. Nardini, direttore del programma Internship e Independent Research) è quello di mettere in contatto la popolazione migrante che si trova a Brindisi con la comunità ospitante attraverso la narrazione di storie e l’elaborazione di testimonianze personali, espresse attraverso vari mezzi. Inoltre, verrà successivamente prodotta una pubblicazione cartacea, corredata da materiale fotografico, pittorico e scritto prodotto nel corso dei laboratori e degli incontri svoltisi nella città di Brindisi nei mesi di giugno e luglio, che sarà presentata a Bologna e in Alabama (USA).

Lo Spring Hill College è un ente non commerciale riconosciuto con Decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica del 6 giugno 2010, esercente attività di istruzione universitaria per studenti regolarmente iscritti allo Spring Hill College negli Stati Uniti. A Bologna organizza corsi universitari e di specializzazione per i propri studenti con docenti stranieri e italiani. Si prefigge di creare un percorso interamente centrato sulla giustizia sociale, sia per quanto riguarda il programma didattico, sia per l'organizzazione dei viaggi di istruzione e le attività extracurriculari. Si intende così fornire agli studenti un'esperienza e un riscontro sul campo delle tematiche affrontate durante il percorso universitario, all’interno di un percorso dinamico e innovativo.

mercoledì, giugno 28, 2017

Bari, 29 giugno: "Acqua e democrazia, verso un acquedotto davvero pubblico"


di REDAZIONE - Da anni ci battiamo perché il diritto all’acqua sia rispettato ed il servizio idrico sia sottratto alle logiche e agli appetiti privati. In Puglia ci battiamo perché l’Acquedotto Pugliese, il più grande d’Europa, sia finalmente messo al riparo da imminenti possibili svendite e smembramenti.

Il 17 maggio 2017 si è tenuto l'ultimo incontro del tavolo tecnico paritetico con la Regione Puglia, frutto della lotta del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune e di tutte le soggettività che hanno aderito alla campagna "Acqua e Democrazia".

Abbiamo presentato una proposta di delibera di effettiva ripubblicizzazione del nostro acquedotto, risultato del lavoro approfondito dei Professori Alberto Lucarelli (già estensore dei quesiti referendari del 2011 e assessore della giunta De Magistris che ha curato la ripubblicizzazione del servizio idrico napoletano) e Bruno De Maria, a dimostrazione che trasformare AqP da società per azioni in azienda speciale è possibile. Anzi, è doveroso.

Ora tocca alla Giunta Regionale scegliere quale futuro dare al servizio idrico integrato assumendosi la responsabilità di una scelta politica non più rinviabile: se far tornare l'acqua nell'alveo dei beni comuni, garantendone il diritto all'accesso a di tutti e tutte, o continuare ad affidarne la gestione ad una forma privatistica quale la società per azioni, che per sua natura deve tendere a conseguire e massimizzare i profitti, a scapito dei diritti, della trasparenza, della partecipazione, come dimostrano i distacchi per morosità incolpevole, i tagli ai servizi e agli organici ed i depuratori sotto procedimento penale e mal funzionanti.

L'obiettivo del convegno è quello di presentare e spiegare la delibera presentata nel tavolo tecnico.

Ore 17.00; Aula "Aldo Moro", Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi di Bari.

Introduzione
  • Loretta Moramarco - Comitato Pugliese Acqua Bene Comune
Relazioni
  • Prof. Gaetano Bucci: "Il bene comune acqua nella Costituzione"
  • Prof Alberto Lucarelli: "Trasformazione di Aqp in azienda speciale"

È invitato il Presidente della Giunta Regionale, Michele Emiliano.

lunedì, giugno 26, 2017

'SUD 4.0 – Le Opportunità di sviluppo per il Mezzogiorno', incontro alla Lum con i ministri

di DONATO FORENZA - Presso l’Università LUM Jean Monnet in Casamassima si è svolto il Convegno interdisciplinare sul tema “SUD 4.0 – Le Opportunità di sviluppo per il Mezzogiorno”. Dopo i saluti di Emanuele Degennaro, Magnifico Rettore dell’Università LUM, l’evento si è sviluppato nell’Aula Magna in presenza di una notevole partecipazione di esperti, di studenti della LUM, di importanti personalità del governo italiano, della società e dell’economia. E’ stata programmata la partecipazione di Giuseppe De Tomaso (Direttore della "Gazzetta del Mezzogiorno") e di Alessandro Barbano (Direttore del "Mattino"), quali moderatori.

Durante le intense fasi del Convegno, caratterizzato, vivamente, da una serie di interventi sulla complessità della situazione del Mezzogiorno, sono state analizzate, da varie angolazioni polisemiche, le notevoli risorse e la possibilità che il Sud è in grado di fornire al Nord, alla nazione Italia, all’Europa e al mercato internazionale.

Nell’ambito dei vari interventi sono mirabilmente emerse proposte di nuove attività e interessanti elementi operativi per la riqualificazione del Sud su protezione dell’ambiente, bellezza del paesaggio, infrastrutture e territorio, turismo e cultura, valorizzazione del sistema antropologico, formazione avanzata dei giovani e loro interconnessioni. Incisivi, tra i vari contributi, sono emersi quelli dei ministri Angelino Alfano (Affari Esteri e Cooperazione Internazionale) e di Beatrice Lorenzin (Salute), che hanno evidenziato utili strategie per il Sud.

Hanno aderito all’evento i ministri Enrico Costa (Affari Regionali) e Gianluca Galletti (Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare), Massimo Cassano (Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), Luigi Casero (Vice Ministro, Economia e Finanze), Michele Emiliano (Presidente Regione Puglia), Vincenzo De Luca (Presidente Regione Campania ), ed alcuni sottosegretari tra i quali Giuseppe Castiglione (Politiche Agricole, Alimentari e Forestali), Federica Chiavaroli (Giustizia), Angela D'Onghia (Istruzione, dell’Università e Ricerca ), Barbara Degani (Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare), Antonio Gentile (Sviluppo Economico), Gabriele Toccafondi (Università e Ricerca), Gioacchino Alfano (Difesa), Dorina Bianchi (Beni Culturali e Turismo); e, inoltre, Giovanni La Via (Eurodeputato), Maurizio Lupi (deputato), Laura Bianconi (Presidente Gruppo AP), Eric Haddad (Direttore SEMEA, Google), Stefano Parisi (Leader Energie PER l'Italia), Alessandro Ambrosi (Pres. Camera Commercio, Bari), Salvatore Liso (Pres. Confapi Bari/Bat), Domenico De Bartolomeo (Pres. Confindustria Bari/Bat), Elbano De Nuccio (Pres.Ord.Dottori Commercialisti, Bari),Sabrina Sansonetti (Business Executive – Noovle) ed altre autorità civili e militari.

La manifestazione, per la sua peculiarità, ha riscosso notevole adesione e consensi. E’ meritoria l’opera della LUM per le sue valenze poliedriche nei confronti della formazione e per lo sviluppo del Mezzogiorno.

sabato, giugno 17, 2017

Premio nazionale 'Francesca Molfino' a Lucia Potì, laureata Unisalento

LECCE - Il Premio Nazionale “Francesca Molfino” alla dottoressa Lucia Potì: va a una laureata dell’Università del Salento questo premio promosso dalla Fondazione Roma La Sapienza e destinato alla miglior tesi di laurea specialistica/magistrale sul tema della violenza contro le donne. La cerimonia di premiazione è in programma il prossimo 19 giugno 2017 nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza alle ore 16.30, quando alla vincitrice verrà consegnata una pergamena di riconoscimento e un premio in denaro di 1.500 euro.

Lucia Potì ha conseguito la laurea magistrale in Progettazione e Gestione dei Processi Formativi presso la Facoltà di Scienze della formazione, Scienze politiche e Sociali dell’Università del Salento (sessione del luglio 2016) con una tesi dal titolo “La violenza di genere: la formazione degli operatori”, discussa in Teorie e metodi della formazione. L’obiettivo generale della tesi è stato quello di analizzare il fenomeno del femminicidio, focalizzando in particolare l’attenzione sul processo di aiuto e sulle risorse territoriali per fronteggiare il problema. La tesi ha in particolare individuato gli elementi strategici per impostare il processo di lavoro con le donne che hanno subìto violenza.

L’approfondita e articolata riflessione teorica del lavoro di tesi è stata resa possibile grazie all’esperienza formativa di tirocinio svolta presso la “Comunità Chiara Luce – Salentopportunità Cooperativa Sociale Onlus” di Lecce. Grazie all’attività di osservazione partecipata e di affiancamento agli operatori della comunità, il lavoro della dottoressa Potì ha riguardato le madri ospiti della comunità assieme ai propri figli, con l’obiettivo di individuare le strategie di intervento e gli strumenti operativi volti alla tutela dell’infanzia, dell’adolescenza e dei nuclei in difficoltà.

venerdì, giugno 09, 2017

Contrasto alla 'Quarta mafia', Università del Salento per la legalità


LECCE - Nell’ambito del progetto “Università per la legalità”, promosso dal MIUR, CNSU, CRUI e Fondazione “Giovanni e Francesca Falcone”, l’Università del Salento ha risposto alla prima Call per le Università, nata con l’intento di diffondere la cultura della memoria, dell’impegno e della legalità attraverso il coinvolgimento delle rispettive realtà studentesche.

Gli studenti dell’Università del Salento, con l’ausilio del professor Rossano Adorno, stanno sviluppando un cortometraggio articolato su due piani: quello di un minuzioso lavoro di ricostruzione storica dell’attività di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso nel trritorio salentino e quello della rievocazione, anche in forma teatrale, di singole vicende locali.

Il progetto, ancora in corso di svolgimento, è stato ideato dagli studenti Rocco Accogli, Stefania Argentiero, Rocco Cozza, Robert D’Alessandro, David Lazzari, Gioele Giovanni Levantaci, Veronica Liquori, Eugenio Luperto, Lorenzo Merola, Federica Monteduro, Laura Russo, Mattia Solito, Chiara Tarantini, Eleonora Vergine.

Nei giorni 22 e 23 maggio scorsi, in occasione del XXV anniversario della morte di Giovanni Falcone una delegazione di studenti dell’Ateneo salentino, guidata dal professor Adorno, era presente a Palermo.

«È stata un'esperienza straordinaria» dichiara Adorno «e ad alto impatto emotivo. Nel ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i 19 Atenei aderenti al progetto "Università per la legalità" hanno presentato e condiviso i rispettivi percorsi. Il progetto dell'Università del Salento - Il contrasto alla quarta mafia - brillantemente esposto a Palermo da Chiara Tarantini ed elaborato con il prezioso e infungibile contributo del Dott. Cataldo Motta, già Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce, ha entusiasmato gli organizzatori».

«Giorni intensi e pieni di riflessioni profonde quelli che ci hanno visti partecipi del progetto “Università per la legalità” qui a Palermo» dichiara Robert D’Alessandro, Presidente del Consiglio degli Studenti, il quale, ricordando le parole di Antonio Caponnetto, osserva come «la mafia teme più la scuola della giustizia». «Per questo» prosegue D’Alessandro, «come studenti universitari, dobbiamo sentire la responsabilità di portare sulle nostre gambe, soprattutto nei luoghi della formazione, la nascita di un cambiamento culturale: è da li che parte la lotta alla mafia. Il Consiglio degli Studenti dovrà ancor più promuovere iniziative sulla cultura della memoria, dell’impegno e della legalità, con quest'auspicio ho firmato il protocollo che ci impegnerà anche nel prossimo anno a promuovere all'interno del nostro Ateneo percorsi di sensibilizzazione e formazione su questi temi».

Parole di entusiasmo anche da parte di Chiara Tarantini: «Sono stata scelta per esporre il progetto del nostro Ateneo nel XXV anniversario della strage di Capaci. È stato emozionante descrivere il lavoro degli studenti, l'impegno profuso, nella consapevolezza di aver partecipato a un'iniziativa importantissima: siamo consci del privilegio che ci ha riservato, con la sua partecipazione, il Procuratore Cataldo Motta, che rappresenta per noi studenti simbolo di una vita di impegno antimafia».

Il progetto dell’Università del Salento è stato molto apprezzato a Palermo e Maria Falcone, presidente della Fondazione “Giovanni e Maria Falcone” ha inviato al Rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara, una lettera di ringraziamento e congratulazioni per il lavoro svolto e l’adesione all’iniziativa.

«Sono orgoglioso» dichiara Zara «dei nostri studenti e del lavoro da essi svolto. Essere iscritti all’Università non significa soltanto seguire lezioni e sostenere esami. Essere studenti universitari oggi significa essere cittadini consapevoli, diffondere i valori più importanti della società ed essere portatori e rappresentanti della parte sana e giusta del mondo in cui viviamo. Progetti di questo genere mirano a diffondere la “cultura della legalità” che rappresenta l’arma più potente, proprio perché di natura culturale, a combattere le derive di illegalità che purtroppo sono molto presenti in alcuni contesti sociali ed economici».

martedì, giugno 06, 2017

Università Bari, intitolata aula a Stefano Fumarulo


BARI - Questa mattina il sindaco di Bari Antonio Decaro ha partecipato alla cerimonia di intitolazione di alcune aule universitarie presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Bari a personalità pugliesi, con piccole eccezioni motivate dal grande contributo fornito allo sviluppo della nostra Università, come Luigi Ferrari Bravo e Gino Giugni, o dal significato civile del loro sacrificio, come Nicola Calipari e Giulio Regeni. Nel complesso, si tratta di donne e uomini che hanno dato lustro alla politica culturale, amministrativa e professionale della nostra terra. All’ingresso di ogni aula è stata apposta una foto della personalità scelta ed un breve curriculum della stessa.

“Sono contento di poter partecipare a questa iniziativa - ha dichiarato Antonio Decaro -. È un momento importante perché normalmente, da sindaco, mi capita di inaugurare dei luoghi della città, delle strade, delle piazze o dei giardini e di intitolarle a persone che, attraverso l’attività professionale e l’impegno civile, hanno dato lustro alla propria comunità. Lo facciamo da un lato per onorare la memoria di queste persone, dall’altro per lasciare una traccia del loro percorso che può trasformarsi in un insegnamento alle nuove generazioni. Scegliere di intitolare luoghi della formazione per eccellenza, come le aule universitarie, ci permette non solo di ricordare ma anche e soprattutto di insegnare alle persone che attraverseranno queste aule e questi corridoi, per lo più giovani, la storia della nostra comunità. Qui i ragazzi, frequentando questi spazi, ricorderanno le persone a cui sono dedicate e, contemporaneamente, avranno la possibilità di conoscere ciò che questi uomini hanno realizzato e magari crescere anche grazie al loro esempio. Tra tutti coloro cui oggi è stata dedicata un’aula, c’è una persona a me molto cara, Stefano Fumarulo. Un ragazzo che è cresciuto con me e che è andato via troppo presto. Con lui ho avuto un’esperienza umana e politica importante. Abbiamo percorso un tratto di strada insieme. Quando ero parlamentare e lui componente della commissione Antimafia, abbiamo persino condiviso la stessa casa a Roma. Don Franco Lanzolla lo ha giustamente definito un partigiano moderno perché ha sempre saputo da che parte che stare. Mi fa piacere che da oggi a Stefano, che ha scritto delle pagine importanti della storia di questa città e di questa regione sulla lotta non repressiva alla criminalità organizzata e sull’antimafia sociale, che ci ha insegnato con il suo esempio e il suo lavoro a tracciare una linea netta tra il rispetto delle regole e l’illegalità, sia intitolata un’aula dove intere generazioni si formeranno proprio sui principi del diritto, sul rispetto delle regole e sulla legalità”.

mercoledì, maggio 17, 2017

UniSalento, facoltà Economia festeggia 30 anni

LECCE - Tra ricordi e progetti per il futuro, la Facoltà di Economia “Antonio de Viti de Marco” dell’Università del Salento celebra i suoi “Trent’anni e oltre”: appuntamento venerdì 19 maggio 2017 nella piazzetta Caiaffa del complesso Ecotekne (via per Monteroni, Lecce), per una giornata di approfondimento ma anche di festa per tutti coloro che vivono o hanno vissuto la Facoltà.

Si parte alle ore 10 con gli indirizzi di saluto del Rettore Vincenzo Zara e del Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Economia Stefano De Rubertis.

A seguire, in programma la tavola rotonda “I primi 30 anni della Facoltà di Economia: uno storytelling accademico”. Interverranno i professori Lanfranco Massari, Giovanni Girone, Benito Leoci, Donato Scolozzi, Nicola Di Cagno, Stefano Adamo, Francesco Giaccari e Amedeo Maizza; modera Claudio Scamardella, Direttore di Nuovo Quotidiano di Puglia.

Alle ore 11.45 al via una seconda tavola rotonda sul tema “Le prospettive occupazionali del nostro laureato in Economia”. Relatori saranno Mauro Buscicchio (Direttore Generale Banca Popolare Pugliese), Loredana Capone (Assessora Sviluppo economico Regione Puglia), Antonella Manca (Dirigente Liceo Scientifico “Banzi Banzoli”, Lecce), Giancarlo Negro (Presidente Confindustria Lecce), Alfredo Prete (Presidente CCIAA Lecce), Giuseppe Venneri (Presidente Ordine Dottori Commercialisti); modera Claudio Scamardella, Direttore di Nuovo Quotidiano di Puglia.

Nel pomeriggio, alle ore 16, in programma la presentazione dell’accordo Double Degree (doppio titolo) con l’Università di Lille; intervengono le docenti Nathalie Chusseau (University of Lille, France), Mariaenrica Frigione (Prorettrice UniSalento con delega all’Internazionalizzazione), Stefania Massari (Facoltà di Economia, UniSalento).

Alle ore 16.30 “Uniamarcord”, una “Reunion degli ex studenti della Facoltà di Economia” con il coordinamento del professor Oronzo Trio.
Chiusura alle ore 17.30 con un “Aperitivo di Networking”: in programma musica live a cura degli studenti della Facoltà di Economia, visualizzazione dello storytelling della giornata (tramite social challenge realizzato dagli studenti #economia30eoltre) e un evento musicale conclusivo a cura della UniSalento band.

lunedì, maggio 15, 2017

Due opere di Domenico Triggiani presentate all’UTE 'Eurolevante'

di VITTORIO POLITO - Si è svolta presso il Teatro della “Scuola Zingarelli” di Bari la serata conclusiva del Corso di Laboratorio Teatrale, diretto da Felice Alloggio, dell’Università della Terza Età, “Eurolevante”.

Sono state presentate per l’occasione, due opere di Domenico Triggiani, personaggio cardine della cultura barese e non solo, “Donne al potere” e “Peccati di provincia”.

Le recite graditissime dal pubblico, sono state interpretate dai bravi corsisti dell’Eurolevante”, che hanno entusiasmato i presenti, Anna Divella, Angela Fiore, Lucia Labellarte, Anna Binetti, Anna Riccardo, Ida Sciarrilli, Anna Riccardo, Aldo Fornarelli, Alfredo Manuti e Lina Terzi. Interpreti d’eccezione lo stesso Felice Alloggio e Mariarosaria Ranieri, la quale ultima si è esibita, nel corso della commedia “Donne al potere” in un castigato e movimentato “streep tease”, molto gradito dagli spettatori che ha rivelato “virtù” nascoste della simpatica e brava attrice ed anche ballerina.

Il pomeriggio teatrale è stato presentato dalla prof. Mariella Castoro, presidente dell’Università “Eurolevante”, che ha tracciato un articolato curriculum di Domenico Triggiani.

Alla serata era presente anche la signora Rosa Lettini Triggiani che ha ricordato alcune curiosità sull’attività del marito Domenico e sulla sua notevole produzione di scrittore in lingua e in dialetto barese.

Inutile dire che Domenico Triggiani è stato un operatore culturale poliedrico e instancabile, non c’è genere letterario con il quale Triggiani non si sia cimentato almeno una volta, e sempre con contributi significativi e di successo: inchieste di costume, saggi di critica letteraria e di sociologia, commedie, drammi, radiodrammi, soggetti cinematografici, romanzi, racconti, ed è stato l’inventore del “Premio Letterario Città di Bari”, per chi non lo sapesse.

Regia di Felice Alloggio, coreografie di Mariarosaria Ranieri, luci e audio di Aldo Fornarelli.
Un applauso per tutti.