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domenica, gennaio 22, 2017

EXCURSIONS. Parigi: Le Marais, il quartiere dei bohémien

di CRISTINA ANTIFORA - Chi decide di fare un viaggio a Parigi pone sempre la stessa domanda: dove posso alloggiare? Parigi ha così tanti quartieri fantastici che sceglierne uno è davvero difficile. Ecco perché ho deciso di proporvi uno dei miei quartieri preferiti di Parigi: Le Marais.

I suoi residenti vengono chiamati “Bobo“, Borghesi bohémien. Il Quartiere de Le Marais è uno dei più antichi di Parigi, risalente al secolo XII, ed attualmente ospita una importante comunità ebraica. Collocato tra il 3ème e il 4ème Arrondissement, delimitato a sud dalla Senna, a nord dalla Place de la République, a ovest dall’Hotel de Ville e a est da Place de la Bastille, questa zona pullula non solo di ristoranti, brasserie, locali notturni e negozi vintage ma anche di gallerie, musei di prim’ordine, street art e studi di giovani talenti.

 Il Marais deve il suo nome alla natura acquitrinosa dei terreni (marais è una parola francese che significa palude) sui quali venne edificato a partire dal XII secolo; diversi palazzi residenziali, dimora della nobiltà parigina del secolo XVIII, hanno sede in questo quartiere e sono denominati “hôtel particulier”, ovvero i palazzi come hôtel de Sully, hôtel de Beauvais, l'hôtel de Lamoignon e l'hôtel de Caranvalet. Quest'ultimo, è stato dimora di personaggi illustri come lo scultore Jean Goujon, l'architetto François Mansart e la marchesa di Sévigné.

Chi si trova in questo distretto può anche recarsi presso due fra i più interessanti musei di Parigi, il museo Carnavalet, contenuto nell'Hôtel Carnavalet, ed il Museo Picasso, contenuto nell'Hôtel Salé, sulla rue de Thorigny, Musée Cognacq, la casa del celebre scrittore Victor Hugo, gli Archivi Nazionali e il Museo dell'arte e della storia del Giudaismo e per gli amanti dell'arte moderna e contemporanea da non perdere il vicino Centre Pompidou.

Una piccola curiosità: si narra che, nel cimitero della chiesa St. Paul, sia sepolto il famoso “uomo con la maschera di ferro”.

Potrete raggiungere Marais:
Metropolitana fermata: Bastille
Bus: 29

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giovedì, giugno 02, 2016

Ponte del 2 giugno: 7 mln di italiani in viaggio


Si stima che saranno poco più di 7 milioni gli italiani che useranno il ponte del 2 giugno per godersi qualche giorno fuori casa in vista delle vacanze estive. Il 92% di loro resterà in Italia, mentre la restante parte si sposterà all'estero. Nel mirino dei vacanzieri ci sono le località di mare, seguite da città d'arte e località di montagna. In merito alla spesa media pro-capite, si calcola un ammontare pari a 290 euro, con un giro d'affari di 2.1 miliardi.
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martedì, maggio 24, 2016

Ecco l'abito da viaggio, adatto per ogni occasione


In partenza per le vacanze? Niente di più consigliato del nuovo Pure Plus Dress, capo d'abbigliamento per donne ideato da Woldorf. Si tratta di un abito ideale per ogni occasione, che si piega con estrema facilità e che non ha bisogno di essere stirato. Il vestito è stato ribattezzato "abito passpartout" proprio per via della sua grande versatilità e si presenta n due varianti. Disponibile, infatti, con scollatura a V o con scollo a barchetta. Quattro, invece, le diverse tonalità fra cui scegliere: nero, bianco, pesca e rosa antico.


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mercoledì, aprile 06, 2016

Tremila km in autostop: l’impresa di un giovane modugnese


di PIERPAOLO DE NATALE — Una scommessa su se stesso quella fatta da Giuliano Di Blasi. Tremila chilometri in autostop o a piedi, da Bari a Santiago de Compostela, che porteranno il 28enne modugnese in giro per Italia, Francia e Spagna. Salutati amici e parenti in terra di Puglia, Giuliano si è messo in viaggio con un solo zaino sulle spalle, della serie omnia mecum porto.

Dinanzi a sè un lungo tragitto ed una sola grande regola: non usare mezzi di trasporto pubblici e non sostare in hotel o b&b. Posti questi limiti, l'avventuroso giovane ha dato il via al suo viaggio. Utilitarie, monovolumi, motociclette: ogni mezzo è buono per tagliare il traguardo e così, macinando l'asfalto, Giuliano ha anche modo di conoscere decine di persone che gli offrono un passaggio.

Per rendere tutti partecipi della sua avvincente impresa, il modugnese itinerante ha anche aperto una pagina Facebook intitolata In Adversum, dove posta quotidianamente selfie e aggiornamenti relativi al suo percorso.
Affascinati dall'idea, ci siamo messi in contatto con Giuliano. Ecco cosa ci ha risposto.


Cosa ti ha spinto ad intraprendere questa impresa?
Mi hanno spinto il desiderio di fare questa esperienza da solo, cosa che cercavo da tempo, e la volontà di riconquistarmi una libertà che sentivo persa da un po'. Trovo che questo sia il miglior modo per sentirmi libero e sentirmi artefice del mio destino.

Perchè hai scelto Santiago de Compostela come traguardo?
Ho scelto Santiago de Compostela perchè il percorso mi attirava molto e avevo conoscenti che, avendolo vissuto, me ne parlavano molto bene. Personalmente, però, non trovo importante la meta, quanto il viaggio. Più che Santiago, ciò che tengo a cuore é il metodo: volevo uscire dagli schemi.

Hai difficoltà nel conquistare la fiducia di chi incontri?
La gente si mostra molto affettuosa, prende a cuore la mia storia e mi sta davvero tanto vicina, aiutandomi spesso ben oltre quanto chiedo. Ho cenato insieme a persone incontrate nel viaggio che erano felici di avermi con loro ed altre ancora mi hanno offerto ospitalità. Ho scelto di aprire una pagina per raccontare questa mia esperienza e tutti loro mi seguono ed incoraggiano attraverso il web. Ho tanta gratitudine nei loro confronti.

Entro quando credi di raggiungere la tappa finale?
Spero di riuscire ad arrivare a Santiago tra una quarantina di giorni. Adesso sono a Montpellier dopo aver trascorso una notte accampato in tenda a Marsiglia.

Cosa farai al tuo ritorno in Puglia?
Una volta terminato il viaggio tornerò nella mia città. Ho tanti progetti e mi piacerebbe poterli iniziare subito. Purtroppo devo dirti che sono molto scaramantico, quindi per ora non ne parlo.

Emoticon smile
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martedì, novembre 24, 2015

Usa lancia allerta globale per i viaggiatori


USA - La Casa Bianca ha emesso un allarme terrorismo globale, allertando tutti i cittadini statunitensi che sono all'estero e che viaggeranno per le vacanze di Natale. Il timore è quello di attacchi terroristici da gruppi come Isis, al Qaeda e Boko Haram i quali "continuano a pianificare attacchi terroristici in diverse regioni", come si legge nel travel alert diffuso dal dipartimento di Stato. L'allarme è esteso anche al rischio di attacchi da parte di singoli individui che scelgano di compiere attacchi in maniere autonoma. L'allerta è valida fino al 24 febbraio e nel messaggio si legge: "questi attacchi potrebbero impiegare una vasta gamma di tattiche, con l'utilizzo di armi convenzionali e non convenzionali, con obiettivi sia pubblici che di interesse privato".
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lunedì, maggio 12, 2014

Buzzoole lancia il contest online 'La Nave dei Giovani' per MSC Crociere

NAPOLI - MSC Crociere, la compagnia turistica leader nei mercati crocieristici del Mediterraneo, Sud Africa e Brasile, lancia il contest online La Nave dei Giovani con Buzzoole, la startup italiana dell’incubatore 56CUBE, in grado di identificare gli influencer sul web. La tecnologia innovativa di Buzzoole sarà in grado di individuare e coinvolgere gli utenti più idonei sui social network – Facebook e Twitter – per sponsorizzare, condividere e diffondere i contenuti relativi ai viaggi durante le crociere. L’iniziativa – hashtag ufficiale #navedeigiovani – è partita Martedì 15 aprile 2014 e si concluderà Venerdì 30 maggio 2014. Possono partecipare solo gli utenti selezionati fra gli iscritti a www.buzzoole.com, seguendo le istruzioni riportate nel brief del contest. Il miglior ambassador, scelto da MSC in base al passaparola generato e alla qualità dell’indagine di mercato, riceverà un pass speciale e diventerà l’ospite d'onore della crociera La Nave dei Giovani a bordo di una delle due navi della flotta: MSC Sinfonia e MSC Armonia. Gli utenti coinvolti posteranno i contenuti forniti da MSC e Buzzoole, condividendoli con i loro amici e follower attraverso i propri profili social e generando passaparola online sulla crociera La Nave dei Giovani. I post e i tweet così generati riporteranno le informazioni sui servizi offerti durante le crociere in programma per questa stagione, sugli eventi che si terranno a bordo e includeranno una o più domande da rivolgere ai propri amici/follower. “MSC Crociere continua con il suo approccio tipicamente sperimentale nello sviluppo business, inteso sia come lancio di nuovi prodotti che apertura di nuovi canali.” – dichiara Andrea Guanci, Direttore Marketing di MSC Crociere – “Tale approccio, oltre ad aver portato successi importanti, ha permesso alla compagnia di diventare un punto di riferimento nei social media e nel lancio di prodotti innovativi nell’ambito crocieristico. Mi riferisco ad esempio” – continua Guanci – “alla conosciutissima Nave dei Giovani che quest’anno replicheremo raddoppiando l’offerta (2 navi per tutta l’estate), oggetto di questa operazione. Ora, con l’aiuto di Buzzoole, continuiamo con il nostro spirito pionieristico sui social network, perché da sempre non ci accontentiamo di fare semplice pubblicità, ma ci impegniamo a coinvolgere i nostri utenti per proporre loro un’esperienza unica che inizia ancora prima di partire con le nostre navi”. Fabrizio Perrone, Fondatore e CEO di Buzzoole dichiara: “‘La Nave dei Giovani’ rappresenta per Buzzoole una sfida importante che accettiamo con grande piacere ed entusiasmo. Grazie alla partnership con un’azienda internazionale come MSC Crociere e a questo contest dimostreremo l’importanza del passaparola virale online per i brand: questo accordo ci da la carica e la fiducia giusta per continuare dando sempre il massimo”.
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venerdì, settembre 20, 2013

Costa Brava, offerte con Ryanair a Barcellona (Girona) per il festival del Jazz

BARI - Ryanair, l’unica compagnia aerea ultra low cost in Europa e la compagnia aerea piú grande in Italia, invita i passeggeri a godersi la magica atmosfera della Costa Brava in occasione del Festival del Jazz, dall’11 al 14 ottobre, approfittando della promozione unica sui voli per Barcellona (Girona) con posti a partire da soli €14.99*.

John Alborante di Ryanair ha commentato: "E’ con piacere che invitiamo i passeggeri ad approfittare di questa promozione unica sui voli per Barcellona (Girona) a ottobre e visitare la Costa Brava in occasione del Festival del Jazz.

In programma dall’11 al 14 ottobre nella cittadina turistica di Palafrugell, bagnata dal mare Iberico e a pochi chilometri da Girona e Barcellona, il Festival del Jazz della costa Brava è da diversi anni un evento di riferimento per gli amanti della musica, con numerosi appuntamenti nei teatri della cittadina e all’aperto.

Il Festival è un’ottima occasione per assaporare l’atmosfera delle notti sul litorale catalano ma anche per visitare Girona, la città dalle pittoresche case pendenti sul fiume Onyar, e soprattutto Barcellona, una delle mete più amate in Europa, che affianca le maggiori espressioni del gotico catalano alle spettacolari espressioni del Modernismo di Gaudì, e dove i vecchi quartieri di pescatori sono in contrasto con una città moderna che attrae per la sua frizzante movida.

É possibile volare a Barcellona (Girona) alle incredibili tariffe Ryanair da Alghero, Brindisi, Cagliari, Lamezia, Milano (Bergamo Orio al Serio), Perugia, Pescara, Pisa, Trapani, Treviso e Trieste.

Ryanair ha giá messo a disposizione numerosi posti da tutta Italia verso Barcellona (Girona) a partire da €14.99* per viaggiare a ottobre, novembre e dicembre, disponibili per la prenotazione su www.ryanair.com fino alla mezzanotte di lunedí (23 settembre).

Infine, ne approfitto per ricordare che Ryanair opera 67 rotte dall’Italia verso 16 eccitanti destinazioni spagnole. Affrettatevi ed assicuratevi subito il vostro volo ad un prezzo imbattibile solo su www.ryanair.com".


*Solo andata, tasse incluse.

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mercoledì, agosto 07, 2013

Voglia di rockeggiare? Ryanair vi porta al 'DayOff Festival di Gallipoli'

Ryanair, l’unica compagnia aerea ultra low cost in Europa, vi porta al DayOff festival di Gallipoli e vi aspetta allo stand per regalarvi dei voli da Bari e da Brindisi La 6^ edizione del Day Off festival, che si terrá a Gallipoli il 14 agosto 2013 presso il Parco Gondar, ospiterá artisti di calibro internazionale tra cui spiccano i nomi di Skunk Anansie, Pendum, Crookers, Miss Kittin e tanti altri. Robin Kiely di Ryanair ha commentato: "E’ con gran piacere che vi invitiamo a visitare la 6^ edizione del Day Off Festival. In occasione dell’edizione 2013 della manifestazione, Ryanair inaugura un’inedita partnership con il Day Off: i visitatori più fortunati potranno volare gratis con Ryanair in diverse città italiane ed europee da Bari e Brindisi. Il Festival sarà l’occasione per ascoltare ed assistere ai concerti di gruppi di rilevanza internazionale come Skunk Anansie, Pendum, Crookers, Miss Kittin e tanti altri ancora. Ancora una volta, il Day Off si presenta come l’unico ed importante Festival musicale della Puglia indirizzato a un pubblico variegato e caratterizzato dalla presenza di artisti internazionali. Il programma completo del festival prevede l’esibizione dei gruppi musicali nel concerto che si terrá a partire dalle 21:30 e le performance di diversi DJ e artisti come Andro I.D., Misteri Del Sonno, The Monkey Wheater, Ballarock DJ, Nerve, 2D Noize, DJ Skizzo e Hudby Pole. Gallipoli è una cittá che offre anche una movida notturna tra le piú divertenti d’Italia! Invitiamo tutti a prenotare il proprio volo diretto per Brindisi a prezzi incredibili. Ryanair ha giá messo a disposizione numerosi posti per Brindisi a partire da €19,99* per viaggiare a settembre, ottobre e novembre. Inoltre con RyanairHotels.com è ora possibile prenotare il proprio albergo a prezzi competitivi. Infine, ne approfitto per ricordare che da Brindisi potete volare anche a Pisa, Milano Bergamo e Torino. Affrettatevi e assicuratevi subito il vostro volo ad un prezzo imbattibile solo su www.ryanair.com". Per ulteriori informazioni visitare il sito http://www.dayoffmusic.com/
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mercoledì, luglio 04, 2012

Reportage: Amsterdam Story


Amsterdam ha, da tempo, coniugato l'uso delle cosiddette droghe leggere con le profferte del distretto a luci rosse. Milioni di turisti giungono, ogni anno, attratti dalla possibilità di provare una trasgressione gestita come mai altrove. L'esperienza di chi vuole raccontare questa storia non ha tradita nessuna delle attese olandesi, vivendole in prima persona, andando al fondo delle storie altrui, per quanto bizzarre. Così che, per almeno qualche giorno e qualche notte, diventassero anche la mia storia.


di Alessandro Cusimano. Sui prati verdi della sera, le ragazze acconciano i capelli biondi e corrono in bicicletta, risucchiate dalla Luna e colpite al petto da un vento deciso. La sola ombra, al loro passaggio, dirotta la luce. Giovanissime gardenie, debolezze profumate, mele così rotonde che nessun serpente sarà mai in grado di incitare a lasciare il paradiso. E' tutto un farsi segni, sembrano vivere una vacanza provvisoria; una sorte naturale dove il tempo è assente o si perde nel respiro di tutte, concentrate sulla speranza di giungere a delle risposte e sugli atteggiamenti.

Sotto le stelle, che al mattino si erano coricate, il giorno finisce e si frammenta in attimi assolati che, come niente, si perdono nei loro occhi celesti. La Luna d'un sol colpo recide il Sole; carezza senza movimento, ora senza rintocco, fantasia senza discernimento, perdute ciascuna per il buon gusto di vivere insieme un'idea improvvisata.

Lo sguardo piega la notte; colori umidi, anatomie rinnovate. Forme sfacciate strizzano l'occhio e si muovono sul viale dei corpi dinamici. Colpi d'assaggio, cose che si possono toccare. Rossetto perfetto, preciso nel tratto, cremoso.

La virtù delle rose addolcisce le spine; d'estate la notte mette le sue piume colorate. A piazza Dam, il grande silenzio si sveglia e porta via lo strazio della noia. Il gemito di una rosa è il lamento notturno delle creature carnivore dalle bocche dolci che sfoggiano gole nuovissime, con il loro corpo multiplo, innumerevole e vincitore.

La notte possiede l'avvenire, perdona la colpa, moltiplica la luce fissa e riflessa, circonda la vaporosa selvaggina lungo i navigli. Ogni notte ad Amsterdam, si guarda e si misura il contenuto degli specchi, si slaccia un siparietto, va in scena l'inquietudine degli angeli, che hanno memoria, ricordano tutto.


Nell'oscurità di Rembrandt Platz, un incanto di ragazza, porta, in bicicletta, il suo fidanzato; un giovane così esile e dall'aspetto curioso, tanto da poter essere tranquillamente scambiato per un burattino. E gioca con lui. L'alto spazio convesso del suo appartamento appare turchino, come se tracciasse una linea sinuosa, dal perimetro sensuale, intrisa di vicende altrui. E' come il profilo di un'onda, figlia della più bell'acqua del mare. Come per magia, assicura la persistenza del blu nella sua piccola dimora.

In città il buio si diffonde con lentezza, l'onda sebra infrangersi regolare, lunga liscia, ha un effetto cangiante, attestandosi quasi come una serie di dipinti del miglior Van Gogh: distribuisce colore.

Le vibrazione che avverto sono perpendicolari, penetrano la mia pelle. La massa d'acqua dei canali si alza e si abbassa. E' femmina, può sopraffare lo spettatore con la franchezza dei suoi peccati, sotto una luce tenue, per non vedersi, per non vedere gli altri. C'è un riverbero, la visione è complessa, c'è una luce avvenente, una luce rossa. Il volume della musica dei locali si consuma, un colibrì dalla gola color rubino vola libero. Il turista segue il lungo raggio, l'immaginario raggiungibile, la parte sottostante i tavoli.

Acqua e acciaio depositano il grigio e l'azzurro del fiume Amstel nelle profondità degli sguardi più profondi. Il burattino testa di legno è seduto su se stesso, il volto è opalescente, trasformato, lusingato, ispirato da un melodramma felice, costruito sull'acqua.
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domenica, luglio 01, 2012

Reportage: Bienvenidos a Tijuana

Tijuana, Bassa California, Messico. Località balneare risucchiata dalla nuova capitale del narcotraffico internazionale, un'altra città messicana, Ciudad Juarez. Degrado e criminalità, una popolazione in balia degli eventi, a meno di un’ora da San Diego e dalla legalità.

di Alessandro Cusimano. Una leggenda dei combattimenti, il Mike Tyson di inizio millennio, Big Shot non si limitava, li sbranava se li mangiava vivi. Ma ora è tutto finito Big Shot è andato, è arrivato Autotreno.

Pittbull da combattimento, Rolex d’oro, stessa cosa; scommesse, pezzi di mala messicana. Delle vere adunate, anche 5000 dollari per una giocata. Un mucchio di soldi e di coca. “Sono nati per combattere è inutile farli diventare buoni”, ”quanto basta e, in tutto questo questo bordello, ragazze in longuettes aderentissime perizomi a vista belle e brutte, spocchiose o ridanciane trasparenti e ammiccanti, la storia della trasgressione che si taglia col coltello.

Il modello della bionda dell’Europa orientale va un sacco. Bellissime, occhi celesti, bianchissime, fredde e scatenate, marziali e austere, regine di un naziporno di periferia e maledette dalle “buone madri di famiglia”; è Tijuana: un supplì al cioccolato. Maschietti in jeans, camicia, canottiera, petti depilati. Gli sforzi di un anno in palestra o alla molazza del cantiere.

Non-storie accadono a non-personaggi e i colori accesi ci mettono lo sfondo giallo limone o bluette: “Tijuana non è la pattumiera di Ciudad Juarez ”, ma sono luoghi da passarci i pomeriggi, luoghi del sapere ascoltare le voci di quella profondità, ghetto comodo per ammirare la scomodità, una lingua di terra stuprata, sabbie frasche canneti qui Tijuana è due città.

Fiume, mare, terra, senza confine. Pescatori che non pescano, il rumore dell’acqua, un’orgia di legname affastellato in forma di alloggi. Un bambino qui non può subire alcun giudizio e i bambini qui giocano alla guerra contro la solitudine, un omino secco e lungo piegato sulla sedia guarda la tv. Il fetore fermenta con l’umidità, frantuma i muri e sguscia fuori con i topi e gli scarafaggi.

In fondo allo stradone d’ingresso, tre roulottes di zingari si lasciano alle spalle distributori di siringhe impiccati sui reticolati sbrecciati. Giovani nella loro naturale crudeltà, prostitute allegre, la massa inconsapevole, sogni premonitori e drammi condivisi all’osteria, quando la gente comunica.

Il melodramma rivive con la lacrima facile, ma è una tragedia asciutta che indugia in concessioni ruffiane a ruffiani paesaggio, in primi piani forti, sulle violenze. Racconti orali nella loro parlata vivente. Un’affabulazione visionaria, bambine con il rossetto, volti di Cristo che sbucano dalle magliette, telefonini, tatuaggi, gente sudata sporca che si vive addosso, che non capisce, che aspetta che succeda qualcosa.

Poi ognuno torna alle proprie storie, dopo un intervallo onirico-balneare, nello spazio instabile che è alcova, trattoria, ufficio, vuoto, pieno, grembo materno, contro il prossimo, la sensazione di soffocamento da sovraffollamento, di vuoto svuotato.

Al coprifuoco gli spacciatori salutano i macchinoni: camicie hawaiane, sigarette stop, catename d’oro, detenuti nell’ora d’aria. La prigionia è il sigillo ad un cosmo quasi equilibrato, la segregazione forzata dà una vita più aderente agli inganni quotidiani. Queste voci ignorano e annientano.

Uomini che cambiano faccia hanno ucciso il loro compagno di bottiglia; portano un veleno che si respira, per se e per gli altri. Femmine mal lavate vanno alla ricerca d'una sgridata, arrangiando tacchi a spillo e coltelli.

L'aria viva è maleodorante. Un ragazzo dalla mimica vivace e dalla candida villaneria cammina dritto. Delle donne corte lo ammirano, perchè imita quelli che promettono di migliorarsi la vita. Due sorelle, diversamente moleste, si muovono in parallelo, con l'ironia del temperamento, motteggiando fra alleanza e confronto. Le incursioni femminili si fanno smanceria, con il vezzo di dire delle cose ed altre tacere, la vergogna a volte si nomina, sfumando poi, senza traccia, quando il silenzio asciuga il rumore di un'occasionale debolezza.

Un gatto mira agli uccellini in gabbia, provocando un tintinnio stridente di corde metalliche. Il difetto di saccheggiare disegna le sue voglie interrotte e ne comincia a raschiare la scorza, ogni crepuscolo è fatto per le creature dalla lama facile che addentano un fatterello ben cotto, ma già gustato al sangue altrove.

Trascinandosi contro luce, i mendicanti continuano a guardare la che li ha traditi, che non gli ha dato niente, che non può prendere loro niente. Chiodi dalle facce arrossate in fila indiana, muovono strane forme amputate, ramificate, sul marciapiede.

Ed il ricordo, ben dipinto sui loro volti, ha il suono di un coro di voci e le voci muoiono nelle note più bestiali della loro umanità. A migliaia continuano a combattere per una verità alla volta, per una vita come un distributore automatico.
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mercoledì, marzo 07, 2012

Viaggi: TripAdvisor, Otranto e Vieste scalano la top 10 delle migliori spiagge del Belpaese


BARI. TripAdvisor – il più grande sito di recensioni di viaggio al mondo - ha annunciato oggi i vincitori 2012 dei Traveller’s Choice Beaches Destinations Awards. Sono state premiate 181 località balneari in tutto il mondo in 21 aree geografiche. Le magnifiche spiagge di Providenciales (Turks e Caicos), arcipelago dei Caraibi, e Palm/Eagle Beach ad Aruba, in Sud America, dominano la lista mondiale delle migliori destinazioni balneari, mentre la Top 10 europea è dominata da altre due punte di diamante dei litorali turchi: Oludeniz e Icmeler.

Anche se nessuna spiaggia italiana compare né nella classifica mondiale né in quella europea, le destinazioni balneari della Puglia sono state incoronate dai viaggiatori nella classifica italiana dei Traveler’s Choice Beach Destinations: con recensioni come “Spiagge pulite e ordinate” e “Mare stupendo, che ha conquistato la Bandiera Blu 2011 ”, Otranto si posiziona al terzo posto, mentre Vieste conquista un’apprezzabile quinta posizione, con commenti entusiasti dei viaggiatori su TripAdvisor.it come “Splendido il lido incastonato nella spiaggia di Pizzomunno”.

“Le punte di diamante balneari della Puglia hanno conquistato ottime posizioni nella top 10 italiana delle migliori spiagge, riconfermandosi fra i lidi dello Stivale sui quali scommettere per migliorare la competitività del nostro turismo balneare”, ha commentato Lorenzo Brufani, Portavoce di TripAdvisor in Italia.

I vincitori della classifica Travellers’ Choice Beaches Destinations 2012 sono stati determinati selezionando le destinazioni balneari più apprezzate dai viaggiatori di TripAdvisor. A differenza di ogni altro riconoscimento, i vincitori di questa classifica sono proclamati esclusivamente in base ai milioni di recensioni e opinioni imparziali dei viaggiatori della community in tutto il mondo.

Top 10 delle Spiagge Italiane premiate dalla classifica Traveller’s Choice Beaches Destinations 2012 di TripAdvisor:

1. San Vito lo Capo, Sicilia
2. Villasimius, Sardegna
3. Otranto, Puglia
4. Cagliari, Sardegna
5. Vieste, Puglia
6. Jesolo Lido, Veneto
7. Alghero, Sardegna
8. Positano, Campania
9. Cattolica, Emilia-Romagna
10. Riccione, Emilia-Romagna

Top 10 delle Spiagge Europee premiate dalla classifica Traveller’s Choice Beaches Destinations 2012 di TripAdvisor:

1. Oludeniz, Turchia
2. Icmeler, Turchia
3. Puerto Alcudia, Isole Baleari, Spagna
4. Bournemouth, Regno Unito
5. Benidorm, Spagna
6. Albufeira, Portogallo
7. Antalya, Turchia
8. Playa del Ingles, Isole Canarie, Spagna
9. Corralejo, Isole Canarie, Spagna
10. Puerto Del Carmen, Isole Canarie, Spagna
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venerdì, febbraio 24, 2012

Amsterdam, la capitale della trasgressione

di Anna Rutigliano. Amsterdam: arte, cultura e spacecake. Case galleggianti e palazzi verticali che si riflettono su canali che formano un labirinto a mezza luna. Questa è la magica Amsterdam. Se siete diretti lì, lasciate a casa i pregiudizi e aprite la mente all'ironia! Mulini a vento, Piazza Dam, Palazzo reale,uno dei più noti esempi di architettura barocca, il celebre museo delle cere, la casa di Anna Frank, Van Gogh Museum, contenente le opere del pittore olandese che documentano le varie fasi della sua vita, dall'infanzia, ai vari stadi emotivi, fino alla morte e il Rijksmuseum Amsterdam, dedicato alle arti, ai mestieri e alla storia, sono pochi dei tanti incentivi per esplorare questa città.

"La Venezia del Nord", infatti, pare sia in grado di soddisfare qualsiasi esigenza: teatri, cinema, concerti, musica classica, opera e balletti che possono esibirsi in strutture come il Concertgebouw, una tra le prime sale da concerto nel mondo, nota per la sua superlativa qualità acustica. Visitatori amanti della musica? Non avete che fare la vostra scelta: musica moderna, pop, jazz, rock, disco e dance offerta da club e discoteche create in luoghi piu' impensabili come chiese sconsacrate o vecchi stabilimenti caseari, tra cui non possiamo non citare il Panama, discoteca, teatro, cafè e ristorante al tempo stesso o il noto Sinners per i suoi numerosi specchi e le sue tre ambientazioni: disco, mistero e Moulin Rouge.

E se la musica non fosse sufficiente a saziarvi, la city è anche melting pot dell’arte culinaria. Cultori della cucina olandese? Il ristorante De Roode Leeuw propone piatti tipici quali l’insalata di aringhe e i medaglioni di maiale, per chi invece prediligesse la cucina italiana, recatevi al noto Reflet, loungebar in stile barocco. Da annoverare i Bruin Café, chiamati così a causa delle pareti di legno interne annerite dagli anni e dal fumo di tante sigarette.


Ma cio’ che attrae di più di Amsterdam, è proprio la sua aria di tolleranza e permissivismo che si esprime attraverso i suoi tanto "discussi", quasi trecento, coffeeshop ed il suo quartiere a luci rosse. Volete acquistare alcolici nei coffeeshop? Risposta errata, solo marijuana o hashish, accompagnati da un'ottima varietà di succhi di frutta, energy drink e thè caldi o freddi; ovviamente, per i piu' inesperti, c'è anche la possibilità di prendere delle sigarette già rollate. Voglia di dessert? Le space cake non mancheranno, piccole torte fatte con inflorescenze di pianta, ma se doveste avere effetti collaterali, consigliamo di visitare un bel parco come per esempio Vondelpark con i suoi ben 45 ettari, con alberi e prati all'inglese, disseminato di laghetti con isolotti e angolini segreti, situato a sud-ovest della città, sull'asse dei grandi musei.

E se foste turisti in vena di allegre trasgressioni, scapoli o finti scapoli o semplicemente non il classico prototipo del latin lover, non preoccupatevi: Amsterdam non deluderà neanche voi... Il suo misterioso e turbolento "Quartiere a luci rosse" che si estende a est dal centro è l'incarnazione dell'hard: si trovano qui sexyshop, esercizi commerciali autorizzati alla vendita di droghe, spogliarelliste per spettacoli particolari, ma anche nelle vetrine donne semivestite o ignuonde che fanno il mestiere più antico del mondo. Infatti la denonimazione del quartiere è data proprio dai neon rossi che illuminano le vetrine. Gli 'uffici' del sesso fanno orario continuato: sono aperti tutta la notte, ma anche di giorno. Come mai Amsterdam è ancora meta ambita per il week-end in tutta Europa? Domanda retorica: perchè Amsterdam è Amsterdam.
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domenica, dicembre 11, 2011

Un viaggio attraverso un viaggio: la scoperta dell'antica Constanta

di Macchiarola Ines. Esistono le preferenze di genere, di libri, di musica, di film, di gusto, di vista etcetera. Poi capitano quei mesi che segnano preferenze all'apparenza più semplici: una foto scattata, vissuta, vera o filtrata, trasfigurata dal fotoshop, spesso è un video musicale o un tormentone politico, un link passato e ricondiviso con una certa frequenza, come dire non posso “cliccare mille volte mi piace”, né tormentare il povero malcapitato lettore/autore con melense frasi di condivisione come a nascondere ben altra affermazione: “avrei voluto esserci a quel viaggio”, o meglio “è come se c'ero anch'io a quel viaggio”. Questo accade quando un'insieme di parole “fanno un certo effetto”.

“Pensavo di essere a Constanța. E invece ero a Tomi. Se non me l’avesse detto una dotta amica, avrei dovuto capirlo dallo sguardo accigliato del povero Ovidio, che mi scrutava curvo dall’alto della sua statua, davanti al municipio. Una piazza triste per un poeta triste che, esiliato qui da Augusto, non a caso ci scrisse i Tristia. E poi ci morì - così esordisce ad esempio uno pezzo giornalistico scritto da un giornalista freelance “per antica vocazione” dal 1987 (http://www.stefanotesi.it/ ).

Stefano Tesi, attraverso un viaggio nella storia, ci racconta di “Costanta” (anticamente “Tomi” dove il sommo poeta latino Ovidio fù esiliato), città di una Romania - abituata ad usare piuttosto che conservare le cose – afferma in occasione di una chiaccherata 'a convivio' – del resto non poteva essere diversamente dopo decine di anni sotto la dittatura di Nicolae Ceaușescu, dittatore della Romania dal 1967 al dicembre 1989, anno in cui fu deposto e processato con le accuse di crimini contro lo stato, genocidio e distruzione dell'economia nazionale.

Accade spesso che una serie di memorie sembrino sepolte, ma con altrettanta facilità capita che una serie di eventi si intreccino per farle riaffiorare e riportare al presente come se il tempo non fosse mai passato. In questo modo Tesi crea un ponte mentale tra la città di “Costanta” e la città invece che è sempre stata: l'anonima quanto antica “Tomi”. Ci si può chiedere per chi scriva questo articolo o meglio perchè. Lampante è la similitudine con le elegie di Ovidio, “i Tristia”.

L'articolo, rispetto al genere “viaggio” e alle attese del lettore, non pare avere un destinatario. Sorge così la domanda del perchè sia andato lì proprio in Romania. Un viaggiatore all'inizio ignaro che sbarca su di una terra quasi inconsapevole dell'effetto che gli avrebbe fatto ritornando indietro nel tempo. E' un pezzo che si legge fino alla fine e tutto di un fiato solo quando le prime volte la lettura pare essere difficile, particolare, a tratti ostile e pungente, dal carattere soffuso e calmo, magico anche quando le onde del Mar Nero sembrano “livide” e tormentate dalla forza del vento che suona.

E' semplice e naturale soffermarsi sulle parole, non per afferrarne il significato, bensì per ricordare quello che è accaduto prima. E' una lettura a tratti, con profonde pause, allo scopo di creare un ponte mentale questa volta tra il lettore e flash back storici. L'“hodoiporia”, dal greco: il viaggio, il viaggiare, si svolgeva al di quà del passato nella città di Tomi, dove potevano scorrere note di “blues” come ad avvicinare l'esilio di Ovidio a meno antichi schiavi afroamericani. Al di là del presente invece la città diventa “Costanta” solo perchè lo ricorda le macchine disordinatamente parcheggiate, l'aeroporto, l'orologio - La brezza ha presto il sopravvento, attenua la curiosità, si insinua sotto il bavero, ci respinge, ci riconvoglia infine verso una scalinata breve e buia, sopra la quale si agitano nevrotiche, quasi isteriche le fronde degli alberi.”, ma quella sensazione di “lontananza, marginalità incolmabile, senso di remota emarginazione, smarrimento, perdita dei riferimenti” (nota di Stefano Tesi) resta, e diventerà un pezzo senza dedica.

Fonte - http://blog.stefanotesi.it/?p=1216
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mercoledì, dicembre 07, 2011

Ponte Immacolata: la crisi lascia a casa mezzo milione di italiani

ROMA. La crisi economica, accompagnata dalla poca neve nelle localita' sciistiche, lascera' a casa molti piu' italiani in questo ponte dell'Immacolata rispetto all'anno scorso (-9,3%). Secondo un'indagine di Federalberghi, quest'anno partira' mezzo milione di persone in meno rispetto al 2010, e cio' produrra' un calo dell'8,3% del giro d'affari legato al turismo. Una "brusca battuta d'arresto per uno dei pochi settori economici che nel corso del 2011 hanno invece manifestato interessanti segnali di recupero", secondo il presidente di Federalberghi, Bernabo' Rocca.

L'indagine e' stata effettuata con il supporto dell'Istituto Acs Marketing Solutions dal 28 novembre al 2 dicembre, intervistando 3.000 italiani maggiorenni rappresentativi di oltre 50 milioni di consumatori.

L'occasione di vacanza, offerta quest'anno dalla strategica collocazione infrasettimanale della festività dell'Immacolata, vedrà in movimento circa 4,9 milioni di italiani, pari all'8,1% del totale della popolazione rispetto ai 5,4 milioni del 2010 (8,9%) con un calo di circa mezzo milione di persone pari al 9,3%.
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mercoledì, novembre 09, 2011

Viaggi: Chiapas, tra storia e natura


di Maria Grazia Rongo. Il Chiapas costituisce l’estrema regione meridionale del Messico, al confine con il Guatemala, e come tutti i profondi sud si differenzia nettamente dal resto del paese. Innanzi tutto rappresenta il tratto più stretto del Messico, dove il continente nordamericano si riduce ad una lingua di terra, affacciato con enormi spiagge deserte sul Pacifico. In basso predomina l’esuberante foresta tropicale, di cui un ampio tratto risulta occupata dalla Selva Lacandona, seconda per estensione nell’intero continente americano solo a quella amazzonica, ma al centro le montagne si alzano fino a 2.700 metri con bellissime foreste di conifere punteggiate da canyon, torrenti, cascate e laghi. Assieme alla vicina penisola dello Yucatan, di cui il Chiapas costituisce la base, questo territorio estremamente vario è stato la culla di una delle più grandi civiltà antiche, quella dei Maya, un popolo di grande fascino e cultura ma dalle enormi contraddizioni, che dette vita ad enormi agglomerati urbani ma non seppe mai creare uno stato unitario, che arrivò prima di noi al concetto dello zero, a suddividere l’anno in trecentosessantacinque giorni ed a prevedere le eclissi ma non conosceva la ruota, che sapeva tanto di astronomia ma era incapace di forgiare i metalli, che ha lasciato stupefacenti costruzioni pubbliche ma nessuna abitazione privata, che costruiva strade, canali e fognature ma non usava animali da soma. Unitamente ad importanti tesori naturalistici, le foreste del Chiapas nascondono pregevoli siti archeologi, alcuni ancora poco noti, altri ancora da scavare, ma la cui visita assume il fascino delle scoperte del secolo scorso, così come nei luoghi più reconditi della regione hanno trovato rifugio gli indios, discendenti degli antichi maya, quando la loro civiltà si dissolse, mantenendo intatte nel tempo lingua, cultura, tradizioni e cosmogonia, che nemmeno i conquistadores spagnoli riuscirono ad annientare.

Il sito archeologico di Palenque è l’essenza stessa del Chiapas. La sua maestosità architettonica, il cui apogeo è databile tra il 600 e l’800 d.C., riemerge da una foresta selvaggia e primitiva che aggiunge ulteriore fascino e mistero alla solennità delle costruzioni Maya. Ma benché la vegetazione del Chiapas svolga un ruolo determinante, Palenque gode di uno splendido stato di conservazione e i suoi quasi cinquecento edifici offrono uno spettacolo che non è azzardato definire eccezionale. Scegliere in tanta magnificenza non è agevole, comunque sono assolutamente da non perdere il Tempio de las Inscripciones, El Palacio e il Grupo de la Cruz, oltre il museo del sito.

Il più grande e imponente edificio di Palenque è il Tempio delle Iscrizioni, una piramide a 8 piani di oltre 25 metri di altezza che custodisce la cripta funeraria di Pakal (il cui scheletro, adorno di gioielli, riposa ora a Città del Messico), il re dal piede deforme, costruttore di molti degli edifici cittadini. Le numerosissime iscrizioni che adornano le pareti del tempio, che sovrasta la piramide, narrano la storia di Palenque e del tempio stesso. Nel cuore della piramide, la tomba di Pakal è un’ampia stanza dalle pareti decorate a stucco. Il coperchio del sarcofago raffigura, in un bellissimo bassorilievo, la resurrezione del re. L’intero edificio, di per sé eccezionalmente spettacolare, acquista ulteriore fascino se si riesce ad immaginarlo nei suoi originari e brillanti colori, tra i quali spiccava un rosso vivo.

Un dedalo di corridoi, stanze e cortili caratterizzano il Palazzo, la residenza della famiglia reale e della sua corte. Mentre il cosiddetto Gruppo della Croce è formato da quattro templi che onorano il figlio di Pakal, Chan-Balum: il Tempio del Sol ne commemora, attraverso le sue incisioni, la nascita e l’incoronazione, mentre anche il Tempio de la Cruz, il più grande dell’intero gruppo, e il Tempio XIV al loro interno presentano interessanti iscrizioni; infine il Tempio de la Cruz Foliada mette in evidenza le foglie di mais, una delle piante più importanti per l’alimentazione dei Maya. Merita anche una visita il museo del sito archeologico che, oltre ad esporre numerosi dei ritrovamenti della città, offre un’interpretazione approfondita della storia di Palenque.

La Carretera Federal 199 che da Palenque raggiunge San Cristobal de las Casas, per quanto lunga e faticosa, offre l’opportunità di conoscere le bellezze naturalistiche del Chiapas. Ad Agua Azul, il rio Usumancita regala, infatti, uno spettacolo straordinario: decine di cascatelle che si tuffano in limpide piscine naturali strappate alla giungla. Agua Clara è un’altra meraviglia dovuta al Rio Shumulhá; mentre lo spettacolo più intenso, è forse quello offerto da Misol-Ha, dove l’omonimo fiume precipita in una spettacolare cascata di oltre 30 metri, che si fa largo tra la vegetazione lussureggiante.

Si va via dal Chiapas a malincuore e con la speranza che la sua gente possa avere miglior sorte in futuro, che possa alzare la testa dopo secoli di soprusi ed oppressioni e con la voglia di tornarci presto, per poter passeggiare ancora tra le lastricate stradine coloniali dei suoi paesi, visitare i villaggi della sua gente, perdersi nella sua inebriante natura e ammirare i suoi mille colori.
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mercoledì, novembre 02, 2011

La casa sull’albero, un viaggio nel tempo

di Maria Grazia Rongo. C’è chi viaggia per visitare nuove realtà culturali, c’è chi viaggia per allontanarsi da una realtà che non piace, c’è chi viaggia per provare nuove emozioni, c’è chi viaggia per collezionare mete, ma c’è anche chi viaggia per tornare indietro negli anni, per riscoprire il piacere di essere bambini o di amarsi come due adolescenti.

Chi pensa che non si possa viaggiare nel tempo si sbaglia. Esistono determinati contesti che possono condizionare la nostra mente fino a farci sentire fanciulli, dei luoghi comuni ai desideri di tutti i bambini.

Un esempio su tutti è rappresentato dal trascorrere del tempo su di una “casa sull’albero”; forse qualcuno ha già sperimentato questa esperienza da piccolo ma non sa che è possibile ripeterla da adulto presso una struttura alberghiera situata nella provincia di Viterbo.

Il B&B “La Piantata” è situato ad Arlena di Castro (Viterbo), immerso nel verde della maremma laziale ed è l’ideale per soggiorni di charme, in assoluto relax e week end romantici. A disposizione degli ospiti, oltre a quattro camere matrimoniali e tre appartamentini, ci sono due meravigliose case sull'albero a otto metri da terra.

La “Suite blue” è un piccolo gioiello, è situata su di una quercia secolare, al centro di dodici ettari di colline coltivate a lavanda e si raggiunge a bordo di una panda attraverso un piccolo sentiero. Questa casa di quarantaquattro metri quadrati, con terrazzino, letto a baldacchino e stereo con selezione musicale è l’ideale per chi predilige una vacanza a confine tra romanticismo, immersione completa nella natura e fascino del silenzio. Gli interni sono in legno e i decori bianchi. Nel mese di giugno e luglio, prima della raccolta della lavanda, sarete inebriati dal profumo e dalla visione dei fiori lilla. È il luogo adatto per sognare, osservare, leggere, scrivere e ascoltare musica, stare da soli, stare bene, riposare e amarsi.

La “Black cabin”, ultima creazione del B & B, è la risposta a coloro che vogliono una vacanza nella natura sull’albero, ma senza rinunciare a tutti i confort. È una cabina high-tech, la casa sull’albero più grande d’Europa, con una superficie di ottantasette metri quadri, all’ombra della chioma di un Pino Marittimo di duecento anni; è situata a sette metri da terra e offre una splendida visione di un uliveto secolare, delle colline coltivate a lavanda e sullo sfondo del mare di Tarquinia. È una suite dallo stile essenziale ed elegante, dove il lusso e il rispetto per la natura si coniugano. All’interno ci sono pareti in buchero etrusco, tv a led e home theatre, doccia in corian e critallo collocata sorprendentemente dietro la testata del letto e tanti altri confort eleganti e intriganti al tempo stesso.

Per completare il sogno per entrambe le case sull’albero è previsto un servizio di colazione in camera molto particolare: al mattino il gestore della struttura fa salire sull’albero attraverso una corda una piccola casetta di legno. Gli ospiti delle case possono a qualunque ora aprire la casetta e prendere il vassoio situato all’interno, per gustare un prelibata colazione con prodotti naturali e di produzione della struttura. All’interno della struttura, infatti, è anche possibile acquistare marmellate e prodotti dell’orto stagionali, souvenir personalizzati e tanti prodotti naturali a base di lavanda.

In questa struttura dal fascino unico e senza tempo è possibile guardare il mondo da una prospettiva diversa, sconosciuta o forse solo dimenticata nei nostri ricordi; si può riscoprire la realtà con gli occhi della meraviglia, dello stupore, tipici del fanciullo e senza dimenticare che “l'innocenza consente al cuore di aprirsi su quanto di meglio vi sia da vivere”. (Paulo Coelho)
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mercoledì, ottobre 19, 2011

Viaggi: Azzorre, giardino tropicale in Europa

di Maria Grazia Rongo. Se non fosse per le previsioni del tempo, che ci comunicano ogni tanto l’arrivo di una perturbazione dovuta all’anticiclone delle Azzorre, di queste isole non ne conosceremmo probabilmente nemmeno l’esistenza. Situate in pieno Atlantico ad un quarto di distanza tra Lisbona e New York, l’arcipelago portoghese delle Azzorre costituisce il lembo più occidentale del continente europeo. La loro presenza ha portato qualcuno a vedervi un residuo dell’antico e mitico continente di Atlantide; in realtà si tratta delle terre di più recente formazione del pianeta, catapultate alla superficie da un’intensa attività vulcanica sottomarina. La loro natura vulcanica risulta evidente un po’ ovunque, dalla soffice sabbia scura delle spiagge alle innumerevoli colate di lava, dai crateri ai laghi, dai geyser alle sorgenti termali, elementi che determinano il peculiare aspetto ambientale e paesaggistico dell’arcipelago. Scoperte nel 1427 e grandi in tutto un decimo della Sardegna, le Azzorre hanno sempre vissuto una vita tranquilla e appartata, del tutto estranee agli eventi del mondo, conservando intatte nel tempo le vecchie abitudini e le tradizioni del passato. L’abbondanza di pioggia dovuta alla formazione degli anticicloni, un clima di eterna primavera con temperature che oscillano perennemente tra i 14 ed i 21 gradi e un suolo estremamente fertile hanno fatto di queste isole un giardino botanico di acclimatazione: la vegetazione risulta fondamentalmente europea, a cui si mischiano però essenze di tutti gli altri continenti, ma con una densità e un rigoglìo decisamente tropicali, come attesta l’abbondanza di fiori selvatici che spesso offrono immensi tappeti di ortensie, azalee, agaphantes, camelie, ibischi e magnolie. Le nove isole componenti l’arcipelago, che presentano caratteristiche geografiche, climatiche e ambientali assai diverse, possono essere raggruppate in tre aree: Santa Maria e Sao Miguel ad est, Terceira, Graciosa, Sao Jorge, Pico e Faial vicine tra loro al centro, Flores e Corvo defilate ad occidente. Sao Miguel è l’isola maggiore, grande tre volte l’Elba e caratterizzata da una lussureggiante vegetazione e da intense manifestazioni endogene come crateri, geyser e sorgenti termali di acque e fanghi; essa offre lo spettacolo di tre lagune immerse nel verde e l’unica piantagione europea di the; Faial, disseminata di ortensie e camelie e dominata dalla mole del vulcano Capelhinos, è la più mondana delle Azzorre, dove nella sua marina si danno appuntamento gli yacht di tutto il mondo. Pico è un antico importante centro baleniero (per coraggio e maestria gli azoreani erano considerati i migliori cacciatori di balene) ai piedi di una montagna di 2.537 metri, massima altitudine del Portogallo.
Santa Maria, che offre belle spiagge e memorie storiche del passato, fu usata come scalo da Colombo al ritorno dal suo primo viaggio americano.
Le Azzorre costituiscono uno degli angoli più remoti e meno conosciuti di tutta l’Europa, a torto trascurate anche dal turismo per l’apparente scomodità ad essere raggiunte, ora che sono venuti meno anche gli scali compiuti in passato dalle crociere transoceaniche. Ma un viaggio in questo arcipelago può rappresentare un’incredibile e piacevolissima sorpresa.
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venerdì, ottobre 14, 2011

Crociere: nel 2012 Bari porto imbarco di Royal Caribbean

BARI. Nel 2012 il porto di Bari diventera' d'imbarco per il gruppo crocieristico Royal Caribbean. Nella prossima stagione dal nuovo 'home-port' di Bari debuttera' Splendour of the Seas. Tornera' in Italia completamente rivitalizzata con alcune delle caratteristiche piu' esclusive della Classe Oasis.
Offrira' 30 crociere di sette notti tra Grecia e Turchia a partire da aprile 2012 sino a novembre. Un altro arrivo importante a Bari sara' quello della Celebrity Silhouette, nuova ammiraglia di Celebrity Cruises. Da maggio ad agosto 2012, fara' tappa tre volte.
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martedì, ottobre 11, 2011

Orvieto, città d'arte e cultura

di Vittorio Polito. L’Editore Adda ha pubblicato recentemente il bel volume di grande formato “Orvieto” di Giuseppe M. Della Fina e Guido Barlozzetti (pagg. 240 - € 30), con le splendide foto di Nicola Amato e Sergio Leonardi, da considerare ormai artisti della fotografia.
L’imponente ed illustratissima pubblicazione ripercorre la storia della città dai suoi primi passi, in epoca etrusca, fino ai giorni nostri attraverso la narrazione di gesta di alcuni suoi personaggi e l’illustrazione dei monumenti principali e del tessuto urbano che li accoglie.
Uno dei più bei monumenti italiani è il Duomo di Orvieto, con la sua monumentale facciata, la sua maestosità, i suoi colori, i suoi ricami. Nel 1290 il Papa Niccolò IV, benedisse la prima pietra, ma solo nel 1356 fu realizzata la Cappella del Corporale, affrescata da Ugolino di Prete Ilario, mentre la Cappella Nova fu affrescata dal Beato Angelico e Benozzo Gozzoli e poi Luca Signorelli. Solo nel 1532 fu terminato il frontone della facciata e le ultime due guglie (quelle laterali più basse), vennero portate a termine tra il 1590 e il 1607. Il Duomo di Orvieto, gioiello dell'arte gotica italiana, fu costruito sulle fondamenta di un tempio etrusco, dopo che erano state demolite la Cattedrale di Santa Maria e la chiesetta di San Costanzo. La costruzione del Duomo, iniziata nel 1290, nacque dal bisogno di custodire il lino insanguinato del Miracolo di Bolsena e, soprattutto, dall’orgoglio degli orvietani di mostrare la loro grandezza.
Nella sale del Museo civico è ospitata l’enigmatica statua di una figura femminile nuda, la “Venere” di Cannicella, una scultura realizzata nella Grecia orientale intorno al 530-520 a.C.
Monumenti e chiese non mancano e c’è pure il famoso Pozzo di San Patrizio che, anche se apparentemente di minore importanza, è sicuramente il monumento più noto di Orvieto, dopo il Duomo, che ha contribuito maggiormente alla definizione dell’immagine della città. Il Pozzo di San Patrizio, entrato nell’immaginario comune come luogo di infinita ricchezza, in realtà portava ad una caverna molto profonda, fatta costruire da Papa Clemente VII per assicurare l’acqua alla città di Orvieto in caso di assedio.
Tra gli avvenimenti importanti che hanno interessato Orvieto vi è quello legato al miracolo del Corporale. Secondo la tradizione un sacerdote aveva seri dubbi che nell’ostia si trovasse il corpo di Cristo e durante la messa, era l’11 agosto 1263, avvenne il miracolo del sanguinamento dell’ostia.
Quanto sopra è solo qualche cenno a quanto contenuto nell’ interessante volume dedicato ad Orvieto.
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venerdì, ottobre 07, 2011

Ungheria: tra tradizioni e rinnovamento

di Maria Grazia Rongo. Molteplici sono i motivi che possono stimolare il visitatore a conoscere ed a scoprire l’Ungheria. Primo fra tutti il paesaggio: dolci colline ricoperte da vigneti e la puszta, la vasta pianura pannonica disseminata di cavalli e di fattorie con il tetto di paglia, foreste estese e ricche ancora di selvaggina, ruscelli, eleganti castelli a testimonianza di un glorioso passato, piccole chiese rurali di epoca medioevale, città barocche, terme di altissimo livello e, poi, il grande fiume, il Danubio, che lungo il suo corso collega tanti stati e popoli d’Europa.

Tuttavia l’Ungheria si identifica soprattutto con la capitale Budapest, che da sola raggruppa un quinto della popolazione magiara, definita la “perla del Danubio” piuttosto che la “Parigi dell’Est”. Città industriale e culturale al tempo stesso, Budapest riesce palesemente a coniugare lavoro con divertimento e produzione con voglia di stare bene. La vivacità e il dinamismo che si colgono nelle sue strade sintetizzano lo spirito di un popolo colto, vivace e romantico, legato alla tradizione ma anche costantemente proteso all’apertura e al rinnovamento.

In una città con simili caratteristiche il turista è destinato a trovarsi, fin da subito, a proprio agio. Ristoranti caratteristici se ne trovano un po’ ovunque, dove poter gustare la gastronomia locale che spazia dalla selvaggina al rigoroso e piccante goulash, dal fegato d’oca alla zuppa di pesce, piuttosto che alle pregiatissime carpe del lago Balaton o al pollo alla paprika e cavolo ripieno, il tutto innaffiato da un ottimo tokaj e dal barak, una grappa di albicocche da non perdere assolutamente. Una tradizione ungherese è quella di frequentare i caffè, locali eleganti e confortevoli che hanno ben poco da dividere con i nostri bar. Ci si va ad ogni ora del giorno e della sera per incontrarsi, chiacchierare, leggere il giornale o per gustare l’invitante pasticceria, che offre dolci semplicemente deliziosi.

Una capatina è di rigore almeno al centralissimo Gerbeaud, tutto marmi, vetri e specchi. Una città tanto vivace offre ovviamente un gran numero di alternative anche per il divertimento serale. Vi sono due teatri d’opera e diverse sale da concerto, tutti con cartelloni di pregio, sale da ballo e raffinati piano – bar, nonché night club con spettacoli di varietà. Lo shopping rappresenta un’altra attrattiva fatale e Budapest è ricca delle cose più varie ed interessanti, sia per quanto riguarda cibi e abbigliamento, sia per quanto riguarda artigianato e arte: dalle conserve di marmellata ai cioccolatini, dai nastri ricamati ai cristalli Ajka, dalle antiche monete alle famosissime porcellane di Herend. Da non perdere il Mercato Coperto e i Mercatini delle Pulci.

Partendo per Budapest non bisogna tralasciare di mettere in valigia il costume. In Ungheria non c’è il mare e il lago Balaton, pur se piuttosto grande, ne costituisce solo un pallido surrogato. Ma ci sono le terme. Dal sottosuolo sgorgano infatti oltre 120 sorgenti con acque calde ricche di proprietà terapeutiche, che ne fanno la città termale più ricca d’Europa. Per i magiari il bagno pubblico è un rito: ci vanno prima, dopo e durante la pausa dal lavoro, in ogni stagione, per svago, per rilassarsi, per incontrarsi e parlare, insomma per stringere anche rapporti sociali. Il famoso bagno termale Gellert, sfarzosamente in stile liberty, è il più elegante della capitale, ma sono numerosi quelli di notevole pregio.

Tra le sei importanti città ungheresi come Budapest, Eger, Sopron, Debrecen, Miskoloc e Gyor, Pecs nel 2010 è stata designata “Capitale europea della cultura”. Questa bellissima cittadina situata ai piedi dei monti di Mecsek, sul lato meridionale, vanta una storia di duemila anni e un patrimonio artistico straordinario. Si tratta di una “città senza confini” tra l’Europa Occidentale e i Balcani che ha saputo integrare sapientemente le molte etnie di origine ungherese, serba, croata e sveva che la abitano, tant’è che nel 1998 l’UNESCO le ha assegnato il Premio per la Pace.

L’Ungheria merita di essere visitata; entrare a contatto con gli ungheresi, poi, potrebbe sorprenderci, se confermata è la definizione che ne fa Ferdinando Petruccelli della Gattina: “Ogni Ungherese è l'embrione di un poeta, di un gentiluomo, d'un soldato, d'un patriota e di un pazzo– Don Chisciotte grave, capace di tutti gli eroismi e di tutte le frivolità”.
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