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mercoledì, marzo 08, 2017

VINO DiVINO. Chiarli, oltre 150 anni dedicati alla produzione del Lambrusco

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - La storia della famiglia Chiarli inizia a Modena, quando Cleto Chiarli, capostipite della famiglia, decide di aprire l'osteria dell'artigliere. Il buon Cleto produceva da sè un vino frizzante da accompagnare agli ottimi pasti della tradizionale cucina emiliana, il vino fatto rifermentare in bottiglia era il famoso Lambrusco, che deve proprio alla famiglia Chiarli la notorietà internazionale. Cleto Chiarli capisce da subito la vocazione commerciale del Lambrusco dedicandosi completamente alla produzione ed al commercio di questo fantastico vino.

Il Lambrusco ha attraversato per 150 anni la storia d'Italia, ed ha subito per la troppa commercializzazione del prodotto un brusco abbassamento qualitativo conseguenza del quale una perdita d'interesse da parte dei veri appassionati del vino. La famiglia Chiarli è riuscita a non farsi lusingare dalle sirene dei mercati mantenendo sempre un certo stile di produzione che ha permesso all'azienda di superare brillantemente la “crisi del Lambrusco” attestandosi tutt'oggi tra le migliori aziende che producono questo dolce nettare.

Nome: Villa Cialdini lambrusco
Azienda produttrice: Cleto Chiarli
Uvaggio: Grasparossa 100%
Gradazione alcolica: 11%
Prezzo: 8-15 €
Valutazione: 90/100

Vista: Magenta luminoso con perlage elegante e fine

Naso: Fresco e fruttato nelle sue sfumature di fragoline di bosco e arancia rossa e banana. Note di pepe bianco, con piccoli spunti di cannella e curcuma esaltano la nota speziata di quest'ottimo Lambrusco,  leggere note caramellate chiudono questa fresca indagine olfattiva.

Bocca: fresco e fruttato assolutamente corrispondente all'esame olfattivo, cremoso con delle belle bollicine che accarezzano il palato, ottima acidità assolutamente nessun sentore zuccherino, tannino ruvido ma piacevole persistenza media. Di lunga piacevolezza si lascia bere e apprezzare se abbinato ad una cucina ricca di gusto.

Abbinamento: Gorgonzola di capra, gnocco fritto e Prosciutto crudo di Parma stagionato.

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

venerdì, febbraio 24, 2017

VINO DiVINO. Bio c'Bon, seguendo la pecorella ho scoperto vini bio e buoni

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Milano è da sempre la capitale della moda, con logica metodica sta diventando la capitale non di una moda passeggera ma di uno stile di vita all'insegna del cibo biologico. Essere bio non è una scelta che riguarda solo la nostra vita, essere bio riguarda intere comunità, riguarda la sorte di milioni se non miliardi di persone nell'intero pianeta. Essere bio è una battaglia quotidiana e può sembrare assurdo ma anche una bottiglia di vino può contribuire a rendere la vita di donne, uomini e bambini migliore.

Tutti noi abbiamo ben impresse in mente le immagini della nota trasmissione “Report”, immagini di intere famiglie costrette a vivere chiuse in casa tra le colline del Chianti, o di bambini costretti ad andare all'asilo accanto ai vigneti irrorati di chissà quali sostanze nelle zone dove si produce il “Prosecco”, come contrastare tutto ciò?

Da consumatori potremmo imporci e far cambiare idea alle aziende: scegliere un prodotto bio non solo aiuta lo svilupparsi di aziende agricole ecosostenibili ma migliora certamente la vita di chi quelle terre le abita, pensate le grandi città italiane come Milano, circondate da risaie e parchi agricoli, pensate a milioni di cittadini costretti non solo a respirare una cattiva aria causata da traffico e riscaldamento di case e aziende, ma anche costrette a mangiare prodotti agricoli trattati con pesticidi di sintesi e campi fertilizzati con concimi chimici.

Immaginate se un giorno i consumatori di una sola grande città come Milano si svegliassero e decidessero di acquistare solo prodotti biologici, frutta e verdura di aziende convenzionali perirebbero e le stesse sarebbero costrette a convertire la loro produzione in biologico per adeguarsi alle nuove regole imposte dal mercato, con un enorme vantaggio a beneficio di intere aree del pianeta.

Una delle catene che aiuta la buona battaglia per un mondo migliore è Bio c'Bon. Di origine francese, ormai si  è da anni affermata in più di mezza Europa e in Asia; a Milano in soli tre anni la voglia di bio ha spinto la società ad aprire 13 negozi, risultando ad oggi la catena bio più diffusa nella capitale della moda e sono pronto a scommetterci che si diffonderà in tutta Italia nell'arco di pochi anni. Il vino che sto per presentarvi lo troverete in esclusiva solo da Bio c'Bon, perciò bando alle ciance e passiamo alla recensione.

Nome: Le Pavillon des Cepages
Uvaggio: Cabernet Sauvignon 100% da agricoltura biologica
Annata:2015
Gradazione alcolica: 13,5%
Prezzo: 6 €
Voto:89/100

Vista: Rosso porpora, luminoso e brillante

Naso: Gentili sentori vinosi accarezzano il naso, perdendosi in sinuosi sentori di prugna e ribes nero, rigirando il bicchiere lievi sentori di fichi secchi mandorlati addolciscono con gusto l'olfatto per poi portarci verso sentori di humus, terra e peperone secco che chiudono una fantastica analisi olfattiva.
Bocca: buonissima acidità che lo rende di facile beva, un bicchiere tira l'altro, il tannino è giovanissimo e scalpita nel palato, un vino fresco e fruttato, la corrispondenza è quasi totale, di medio peso è molto piacevole.

Abbinamento: salumi e formaggi caprini rigorosamente biologici, provatelo con pane nordico burro e alici/salmone.
Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

martedì, gennaio 31, 2017

VINO DiVINO. Il Calidus, sorprendente spremuta del sole di Puglia

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Abbiamo già parlato in passato dell'azienda agricola Fabiana, dell'impegno e della dedizione che Michele e Fabiana Barulli ci mettono per creare grandi vini e fare grande il nome della Puglia nel mondo.

Capita spesso, seguendo i profili facebook dei due fratelli, di vederli alle prime ore dell'alba impegnati in vigna o a tarda notte in un ristorante di New York dediti alla promozione di quella spremuta di sole pugliese che ci vantano in tutto il mondo.

Questa volta ci dedichiamo al più grande dei loro vini, immergendoci nella recensione del Calidus, punta di diamante dei vini di Agricole Fabiana.

NOME: Calidus
AZIENDA PRODUTTRICE: Agricole Fabiana
VITIGNO: 100% Primitivo
ANNATA: 2013
GRADAZIONE ALCOLICA: 14,5 %
CATEGORIA DI PREZZO:18-25 €
VOTO:93/100
VISTA: Rosso porpora con riflessi granati
NOTE OLFATTIVE: Morbidi e avvolgenti sentori vinosi si impongono con grazia ad un primo giro di calice, sentori fruttarti ricordano la mora e il ribes nero, cremose fragranze di prugna e ciliegia caramellata. La speziatura varia dal pepe nero, alla cannella, ai chiodi di garofano e per finire ad una punta di noce moscata. Riflessi balsamici rimandano alla mia memoria olfattiva le caramelle all'eucalipto di Ameluk. Un grande vino che chiama all'assaggio.
GUSTO: Caldo corposo, avvolgente e sensazionale, un vero e proprio concertato di sole di Puglia, tannino giovane e scalpitante lunga previsione di invecchiamento.

ABBINAMENTO: Maccheroni di Gragnano al ragù di involtini (braciole).

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sabato, gennaio 21, 2017

VINO DiVINO. Fatalone, un Primitivo biologico che non teme l'avanzare del tempo

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Il dubbio che sovente mi viene quando apro un vino di annata biologico è se avrà resistito o meno al peso del tempo. I dubbi sono figli della curiosità ed è la stessa che mi spinge a ricercare vini biologici che abbiano almeno 10 anni per testarne la longevità.

In questo caso ho voluto deliziarmi con una bottiglia di Primitivo di Gioia del Colle doc che ha sulle sue spalle ben 12 anni di invecchiamento. Più volte ho avuto il piacere di degustare il Fatalone, vino forte come forti sono le mani dei nostri vignaioli pugliesi, un vino ricco e complesso che si abbina facilmente ad una cucina territoriale pugliese ricca di gusto.

Andiamo a scoprire insieme questo grande Primitivo Biologico.

NOME: Fatalone Primitivo di Gioia del Colle doc
AZIENDA PRODUTTRICE: az. Agr. Pasquale Petrera
VITIGNO: 100% primitivo da uve biologiche
GRADAZIONE ALCOLICA: 15%
ANNATA: 2006
CATEGORIA DI PREZZO: 13-20 €
VOTO: 92/100
VISTA: rosso tendente al granato luminoso.
NOTE OLFATTIVE:Gran trionfo di profumi, in primis note fruttate mature, ricordano l'amarena e la prugna, la prima sotto spirito la seconda in confettura. Rigirando il calice emergono note di cuoio e note balsamiche che richiamano sentori di erba medica. Chiudo questa meravigliosa analisi olfattiva con note di pasticceria con richiami di mandorle zucchero e cannella.
GUSTO: sorprende l'ottimo peso e il corpo che riempiono la bocca rendendola ricca di gusto e calore. Ben equilibrato nei tenori zuccherini, in bocca ripercorre esattamente l'esame olfattivo passando a pieni voti l'esame sulla corrispondenza. La persistenza è infinita e il tannino elegantissimo. Fantastico vino complimenti al produttore.

Abbinamento: ragù di cinghiale, arrosti e carni di tagli pregiati alla brace.

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venerdì, dicembre 30, 2016

VINO DiVINO. Brindiamo al nuovo anno con Isimbarda

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - L'ultimo dell'anno gioie e dolori porta via. Il miglior modo di festeggiare a Capodanno è con le bollicine, rigorosamente italiane. Le bollicine che ho selezionato per voi con l'aiuto del mio caro amico Guido non sono per niente banali, anzi tutt'altro. Lo spumante che vi presento oggi viene dalla Lombardia, ma da una zona forse meno conosciuta nella nostra regione rispetto alla Franciacorta, infatti Isimbarda produce metodo classico nell'Oltrepò Pavese raggiungendo risultati ai limiti della perfezione. Care lettrici e cari lettori vi auguro di incominciare un 2017 all'insegna del brio e della felicità, senza mai eccedere e ricordandovi di non mettervi alla guida se avete bevuto.

L'Azienda Vitivinicola Isimbarda, situata nel cuore dell'Oltrepò Pavese, deve il suo nome all'antica famiglia dei marchesi Isimbardi, patrizi lombardi divenuti feudatari del "tenimento" di Santa Giuletta alla fine del secolo XVII. Soprattutto don Luigi Isimbardi, che nell’Ottocento amava la cascina Isimbarda quanto il suo maestoso palazzo di Milano, fu un ottimo viticoltore e precursore di moderne tecniche di produzione.

Nome: Isimbarda Premiere Cuvee Metodo Classico docg
Azienda Produttrice: Isimbarda
Sboccatura: Febbraio 2016
Vitigno: Pinot Nero 100%
Gradazione alcolica: 12%
Prezzo: 25-30 €

Vista: giallo paglierino con riflessi verdognoli, perlage finissimo ed elegante le bollicine risalgono costantemente verso l'alto

Naso: salgono al naso sentori di lemongrass, sentori citrini, lievi e raffinati sbuffi floreali ricordano i gigli, il fruttato ricorda la mela Grammy Smith, leggerissimi sentori di burro addolciscono il nostro esame olfattivo, che ci fa salivare e ci spinge verso un assaggio quasi obbligato.

Bocca: l'acidità è marcata e gustosissima, sembra di aver morso una mela verde, le bollicine non sono mai invadenti ed accarezzano lingua e palato sinuosamente, sapidità straordinaria, limpido pulito, asciutto uno spumante straordinario che si manifesta in una persistenza infinita.

Abbinamento: pane di segale bio, burro d'Irlanda e alici del Mar Cantabrico.

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domenica, dicembre 25, 2016

VINO DiVINO. Un bio Natale a tutti, dalle Terre del Gargano!

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Finalmente è arrivato il Natale, la nascita di nostro Signore Gesù Cristo infonde speranza nei cuori degli uomini. E' di speranza che abbiamo bisogno nei tempi duri nei quali l'intera umanità è costretta a vivere e così il riunirsi, lo stare insieme in famiglia intorno ad una tavola imbandita a festa, ritornano fondamentali per ricercare quel senso di calore e sicurezza che aldilà delle pareti domestiche non sentiamo.

Con immenso piacere, colgo l'occasione di fare ad ognuno di voi, cari lettori, gli auguri di un sereno Natale e possa trionfare in voi la fiamma della speranza. Ma a Natale si sa è il momento di aprire degli ottimi vini, così ho pensato di non lasciarvi a bocca asciutta dedicando la mia recensione ad un prodotto di sicura eccellenza pugliese.

Terre del Gargano, terre di cantori, di natura indomita di tradizioni ben ancorate sulla viva roccia a volte selvaggia e rude che si scontra col mare ed i suoi maestosi venti. È in questo territorio, dall'incontro di ogni singolo fattore che rende nobile ogni frutto coltivato su questa terra, che nasce nel 1950 l'azienda Cantine Losito, un'azienda che ha deciso di valorizzare il terroir dedicandosi all'agricoltura biologica. Andiamo presto a scoprire gli ottimi vini prodotti dalle Cantine Losito.

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ 
Nome: Cabernet Sauvignon Puglia IGP
Azienda Produttrice: Cantine Losito Leonardo
Uvaggio: Cabernet Sauvignon 100%
Annata: 2014
Gradazione Alcolica:13,5 %
Categoria di prezzo: 13-18 euro

Vista: rosso tendente al granato, luminoso e brillante

Naso: note di miele e ciliegia solleticano il naso, una leggera spaziatura ricorda i chiodi di garofano e la cannella, sbuffi di grafite e liquirizia divagano leggiadre al rigirarsi del calice, note di peperone crusco e lievi sentori balsamici chiudono un interessantissima analisi olfattiva.

Bocca: spicca un'ottima acidità preludio di buona longevità e possibilità di invecchiamento di quest'ottimo vino,di medio peso. Il frutto si fa più nero e maturo e in bocca si avvertono distintamente note fruttate come la prugna, il ribes ed il mirtillo, il tannino è giovane e desideroso di esprimersi, la persistenza aromatica è lunga, ottimi aromi retronasali.

Abbinamento: Il primo infornato del pranzo di Natale, la pasta al forno o le lasagne preparate dalla nonna, il brasato, l'arrosto o anche dell'ottima carne alla brace.

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ 
Nome: Fiano Puglia IGP
Azienda Produttrice: Cantine Losito Leonardo
Uvaggio: Fiano 100%
Annata: 2015
Gradazione Alcolica:12,5 %
Categoria di prezzo: 13-18 euro

Vista: Giallo paglierino con riflessi dorati

Naso: Freschezza assoluta, sembra quasi di respirare i venti che spirano sul Gargano da nord, sentori complessi e ben marchiati, spicca in un fruttato sorprendente la mela verde, sentori floreali richiamano la memoria alle ginestre, rigirando il bicchiere si avvertono lievi sentori balsamici che ricordano il rosmarino, la salvia e la menta piperita.  Toni dolciastri ci ricordano lontanamente il pandolce in lievitazione.

Bocca: Ottima acidità e sapidità che si coniugano magnificamente in un ottimo peso legandosi perfettamente ad una persistenza aromatica straordinariamente lunga. La corrispondenza aromatica è pressoché totale, davvero un grande bianco di Puglia.

Abbinamento: sbizzarritevi durante la vigilia con il pesce sia crudo che cotto, ricordando il precetto cristiano dell'astinenza (gioiosa) dalle carni. 

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giovedì, dicembre 15, 2016

VINO DiVINO. Felice Ceci il Re indiscusso delle feste natalizie

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Continua il nostro viaggio tra i vini che non possono mancare sulle tavole degli italiani a Natale. Oggi torniamo in Puglia e precisamente ad Andria, a pochi passi da Castel del Monte, dove la famiglia Ceci con passione e dedizione si dedica alla cura della terra fin dal 1819. Cura della terra che in questo caso vuol dire rifiutare la chimica nei campi, i concimi di sintesi, seguire le fasi lunari e prestare la massima attenzione ad ogni respiro che madre terra compie.

Infatti, Giancarlo Ceci, pionieristicamente, mentre qualche pagliaccio faceva morire persone con il vino al metanolo, intuisce nel lontano 1988 che la strada da seguire era quella tracciata nel solco della tradizione dai nostri padri, armonizzarsi tutt'uno con la natura, produrre biologico e successivamente biodinamico è stata una sfida vinta ed i risultati come leggerete dalla mia recensione sono tutti a favore di Giancarlo.

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★
Nome: Felice Ceci
Azienda Produttrice: Agrinatura SRL
Uvaggio: Nero di Troia 100% da uve biologiche
Annata: 2008
Gradazione Alcolica: 13,5%
Categoria di prezzo: 22-28 €
Colore: Granato con riflessi purpurei

Naso: Ingresso soave con richiami alle ciliegie sotto spirito, note di tabacco da pipa stuzzicano il nostro olfatto addolcite da toni di confettura di more e cacao vanigliato indice di un buon utilizzo del legno. Rigirando il bicchiere nuovi sentori saltano al naso richiamando la nostra memoria verso ricordi di prugna, cuoio e sella di cavallo sudata Ancora emozioni si esprimono con sbuffi di  paprica, chiodi di garofano e note balsamiche. Sorprendenti le mille sfaccettature di questo Nero di Troia

Bocca: ingresso sinuoso mai eccessivo elegantissimo, di buon corpo e calore, tannino docile e addomesticato a dovere, ottima acidità sorprendente, sinuoso elegantissimo, sorprendente, corrispondenza aromatica perfetta lunghissima persistenza.

Abbinamento ravioloni ripieni di magro con fonduta di caciocavallo Podolico e Pepe. 

Ingredienti per 4 persone:
Per il ripieno
300 g di trito di vitello magro
80 g di pecorino grattugiato pugliese
sale, pepe, noce moscata, qb

Per i ravioloni
2 uova
160 g di farina di semola
40 g di farina 00
un pizzico di sale

Per la fonduta
250 ml di panna naturale
250 g di caciocavallo Podolico a scaglie
pepe qb

Procedimento:

Preparate i ravioli creando una piccola montagnetta nella quale scaverete un buco con le vostre mani per potervi inserire all'interno le uova e il pizzico di sale, a questo punto è arrivato il momento di impastare con forza finché non otterrete un impasto liscio e compatto,  dopo quest'operazione copritelo con una pellicola e lasciatelo riposare a temperatura ambiente.

Preparate il ripieno di magro impastando il trito di vitello magro, il pecorino pugliese grattugiato e aggiungendo a piacere sale, pepe e noce moscata.

Per la fonduta riscaldate fino a fare quasi bollire la vostra panna e solo dopo aver spento il fornello aggiungete il caciocavallo Podolico a scaglie e abbondante pepe, mescolate bene fino al completo scioglimento del formaggio.

Stendete la pasta con l'ausilio di un mattarello o se preferite con una macchina per la pasta, una volta ottenuta una sfoglia liscia e sottile intagliatela a forma circolare con l'aiuto di un “cuppapasta” o una formina. Stendete al centro del vostro cerchio di pasta una pallina d'impasto di magro, chiudete il vostro raviolo con un altro cerchio di pasta e con l'ausilio di una forchetta sigillatene i bordi, ripetete l'operazione fino all'esaurimento degli ingredienti.

Cuocete i vostri ravioli ripieni di magro per circa 6-7 minuti in abbondante acqua salata, serviteli saltandoli in padella con la fonduta di caciocavallo Podolico.

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giovedì, dicembre 08, 2016

VINO DiVINO. Inizia il nostro viaggio tra i vini che non possono mancare sulle tavole degli Italiani

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Finalmente è arrivato il periodo natalizio amato da grandi e piccini, un periodo in cui si riscopre il piacere dello stare assieme, il piacere di vivere con gioia e serenità le feste in famiglia riuniti intorno a grandi tavolate circondati dalle prelibatezze che il nostro bel paese offre. Natale arriva una volta l'anno e i consumatori, ben consci di ciò, prediligono concedersi qualche sfizio in più, facendo molta attenzione alla qualità. Per questo, cari lettori, ho deciso di guidarvi in queste settimane che precedono le festività prendendovi per mano e stilando una piccola classifica dei vini che non possono mancare sulle tavole degli italiani a Natale.

Partiamo dal primo vino, un bianco friulano tra le eccellenze dei bianchi del nord Italia

"E' facile intuire che la storia di Livio Felluga e del suo vino si intreccia con la storia di quella particolare terra che circonda l'estremo nord est dell’Adriatico, il punto di contatto fra il Mediterraneo e l'Europa centrale. Storia di confini più volte cambiati, imperi scomparsi, guerre che sono passate, storie di genti che qui si sono fermate.

E' la storia di una famiglia che è passata attraverso due guerre mondiali, è vissuta nell'Impero Austroungarico prima e nel giovane Regno d'Italia poi, ha abitato sulla costa rocciosa della penisola istriana e nella Grado lagunare, per stabilirsi quindi sui dolci contrafforti delle colline del Friuli.

Il ritorno in Italia non fu facile per i reduci della Seconda Guerra Mondiale, soprattutto per chi aveva lasciato la famiglia in questo martoriato angolo dell'Adriatico. Lo ritrovarono non più fiera testa di ponte dell'Europa: i confini fisici, politici ed etnici erano cambiati, stravolti per sempre, come lo stesso paesaggio agricolo e sociale della collina.

La popolazione contadina se ne stava andando, impoverendo la terra e abbandonando colture, valori e tradizioni ad essa legati.

Livio Felluga dovette intraprendere una nuova battaglia per far risorgere la collina, convinto che solo la rinascita della coltivazione di qualità poteva riportare la vita nella campagna friulana.

Con grande coraggio cominciò a risistemare i vecchi vigneti e ad impiantarne di nuovi, introducendo idee e metodi innovativi.

Un lavoro duro fatto con grande caparbietà e passione che lo porterà nel corso degli anni a creare una delle più belle e significative realtà aziendali, acquisendo a pieno diritto il titolo unanimemente riconosciutogli di rifondatore della tradizione enoica friulana".

Nome: Livio Felluga Pinot Grigio
Azienda produttrice: Livio Felluga
Vitigno: Pinot Grigio
Annata: 2015
Categoria di prezzo: 18-25 €

Vista: giallo paglierino con riflessi verdognoli
Naso: dolci note di frutta tropicale si innalzano verso  le narici richiamando alla nostra memoria olfattiva dolci note di ananas. Finissimi sentori di mela verde croccante, si dissolvono perdendosi in sentori floreali  che ricordano i gigli.

Bocca: sorprende la sua ottima acidità in bocca è rotondo pieno e asciutto, esatta corrispondenza aromatica e lunghissima persistenza grande appagamento sensoriale.

Abbinamento: Spaghetto pane raffermo, colatura di alici di Cetara e burro di Normandia. 

Ingredienti per 4 persone:
280 g di spaghetti (Gragnano)
80 g di burro di Normandia
3 cucchiai di colatura di alici di Cetara
150 g di pane raffermo
olio evo, sale, pepe, rosmarino e salvia qb

Procedimento:
Grattugiate e setacciate il pane raffermo, tritate finemente le spezie unitele al pane raffermo setacciato e in una padella antiaderente tostate il tutto a fuoco lento.
In abbondante acqua salata fate cuocere gli spaghetti, scolateli ancora molto al dente e continuate a farli cuocere in parte della loro acqua di cottura unita ad olio evo, colatura di alici e un pizzico di pepe. Saltate con burro e spolverate con il pane raffermo aromatizzato, servite e gustateli ancora fumanti.

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giovedì, novembre 17, 2016

VINO DiVINO. Nonna Cecca nell'Olimpo dei migliori Primitivi pugliesi

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Ci sono vini che suscitano emozioni, richiamano alla mente ricordi di casa, il sole liquido della Puglia si chiama Primitivo, vino che nelle mani sapienti dell'azienda Fabiana diventa intenso, corposo ed elegante guadagnandosi un posto nell'Olimpo dei migliori primitivi di Puglia.

Scopriamo insieme quest'ottimo vino che esprime al meglio la rubiconda gioiosità di noi pugliesi.

NOME: Nonna Cecca
AZIENDA PRODUTTRICE:  Azienda Agricola Fabiana
VITIGNO: Primitivo 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 14,5%
ANNATA: 2012
CATEGORIA DI PREZZO:20-25€
VISTA:  Luminoso, color rosso veneziano a tratti impenetrabile tendente al granato.
NOTE OLFATTIVE: Intenso e fruttato, note di prugna tendenzialmente passita solleticano le narici, richiamandoci dolci ricordi di fichi mandorlati, carrube e pasticceria natalizia, sul finale tocchi di vanigliati si mescolano intensamente e fave di cacao tostate  che invitano ad un corposo e consistente assaggio.
GUSTO: Corposo, avvolgente e armonico di ottimo peso e calore. In bocca il fruttato esplode in mille sfaccettature di frutta fresca e passita, more prugne mandorle, la dolcezza è delicata e mai invadente, il tannino è fine, la persistenza lunghissima gli aromi retronasali fantastici.

ABBINAMENTI: Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un piatto tipico domenicale pugliese la braciola di cavallo al ragù , in ogni caso il vino è ottimo da solo come vino da meditazione.

Ingredienti per 4 persone:
4 fette di muscolo di cavallo
100 g di lardo di maiale
120 g di pecorino
4 spicchi d'aglio
1 cipolla
1 cipolla
1 l di passata di pomodoro
 ½ bicchiere di Nonna Cecca,
peperoncino, sale, pepe, prezzemolo, olio evo q.b.

Stendete le fette di cavallo su un tagliere di legno, salate e pepate a piacere. Dividete il lardo e il pecorino in 4 cubettoni e metteteli al centro della fetta di carne. Aggiungete del peperoncino a piacere e uno spicchio d'aglio per ogni braciola (se vi piace) e un ciuffo di prezzemolo, chiudete la braciola arrotolandola su se stessa e bloccandola con degli stuzzicadenti o del filo alimentare. Preparate un soffritto con olio evo e cipolla tritata finemente, lasciate appassire la cipolla ed aggiungete le braciole stando attenti a non farle aprire nella pentola, lasciatele cuocere su tutti i lati e sfumate con il mezzo bicchiere di Nonna Cecca, dopo aver fatto evaporare il vino rosso aggiungete  la passata di pomodoro (meglio se fatta in casa) salate e lasciate cuocere lentamente per circa 5/6 ore. Potete utilizzare il ragù per condire la vostra pasta fatta in casa.

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giovedì, novembre 10, 2016

VINO DiVINO. La Malvasia Nera Salentina, il sole d'inverno della nostra Puglia

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Torniamo a Manduria per parlarvi di un vitigno autoctono, la Malvasia Nera, in forte ascesa tra i wine lovers. Il fruttato, la pronta beva e la facilità di approccio agli ottimi vini prodotti da Malvasia Nera sono un'arma di marketing vincente per conquistare fette di mercato attente agli aspetti sopraelencati.

Andiamo a scoprire una delle migliori rappresentazioni di questo vitigno, scoprendone e assaporandone tutte le qualità organolettiche.

NOME: Malvasia Nera Felline Salento igp
AZIENDA PRODUTTRICE:  Felline
VITIGNO: Malvasia Nera 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 13,5%
ANNATA: 2014
CATEGORIA DI PREZZO:9-15€
VISTA: Rosso rubino luminoso
NOTE OLFATTIVE: Caldi e suadenti aromi vinosi e fruttati ricordano la prugna e la ciliegia fresca, tocchi di spezie ricordano cannella chiodi di garofano e zenzero.
GUSTO: In bocca è corposo, riccamente complesso di ottimo peso con tannino mai rasposo. Una leggera dolcezza spinge verso l'assaggio che richiama la corrispondenza aromatica con l'esame olfattivo. Lunga persistenza.
ABBINAMENTI:Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un ragù bianco di coniglio al pepe di Jamaica.

Ingredienti per 4 persone:
400 g di polpa di coniglio
1 cipolla
1 carota
1 sedano
½ bicchiere di Malvasia Nera
500 ml di brodo vegetale
Alloro, salvia, rosmarino, pepe di Jamaica, menta, erba cipollina, olio evo q.b.

Preparazione:

Create una dadolata con sedano, carota e cipolla e mettete a soffriggere con poco olio evo ed una foglia di alloro, tagliate la polpa di coniglio a pezzettoni e unitela al soffritto, lasciate soffriggere a fiamma moderata finché la polpa non risulterà ben cotta da tutti i lati, aggiungete salvia, rosmarino, erba cipollina e abbondante pepe (pimento) di Jamaica, sfumate con il vino lasciate evaporare lo stesso ed aggiungete il brodo caldo, lasciate cuocere lentamente per circa 1,5 ore.
Potete utilizzare il ragù con abbondante formaggio su fette di polenta grigliata, sulle bruschette di pane o anche per condirci un ottima pappardella di pasta fresca. Buon appetito!

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giovedì, ottobre 27, 2016

VINO DiVINO. Parliamo del Curtefranca, un rosso prodotto in Franciacorta che vi sorprenderà per eleganza e persistenza

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Torniamo in Lombardia nella bellissima provincia di Brescia e sorvoliamo idealmente le colline della Franciacorta, per scoprire un vino non molto noto al grande pubblico, offuscato dalla produzione degli ottimi spumanti metodo classico, Franciacorta. Il vino in questione appartiene alla doc Curtefranca che comprende vini bianchi e rossi, nello specifico andiamo ad analizzare un rosso prodotto da una piccola e premiata casa vinicola, Bredasole. Come sempre lasciamo parlare il vino e le emozioni da esso suscitate durante una degustazione ufficiale.

NOME: Curtefranca Bredasole doc
AZIENDA PRODUTTRICE: Bredasole Franciacorta
VITIGNO:  Cabernet Franc e Sauvignon, Merlot, Nebbiolo e Barbera.
GRADAZIONE ALCOLICA: 13%
ANNATA: Vendemmia 2013
CATEGORIA DI PREZZO:8-15€
VISTA: Rosso intenso con riflessi granati.
NOTE OLFATTIVE: Corposi ed intensi sentori vegetali ci ricordano il peperone Crusco, la paprica, sentori di grafite, tabacco, confettura di more ed in chiusura sfumature dolci di cioccolata fondente al peperoncino.
GUSTO: Sorprende l'ottima acidità che denota la longevità di questo fantastico vino, i frutti in bocca sono intensi e rimandano alle more ed alle ciliegie mature, di ottimo peso, il tannino è morbido elegante e avvolgente. Stupendi aromi retro nasali esatta corrispondenza aromatica con l'esame olfattivo persistenza squisitamente lunga.

ABBINAMENTI: Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un piatto che vi sorprenderà per non contenere neanche un ingrediente di origine animale.

Crema veg di patate dolci e menta con sale di Maldon affumicato con pepe di Timut, liquirizia e semi di finocchio ideato dalla bravissima Veronica Scarpa un'esperta di moda prestata al mondo della cucina, avremo modo di intervistarla e parlare a quattrocchi con lei dei suoi preziosi sali aromatizzati che non sono soltanto un condimento ma diventano un vero e proprio ingrediente di grande aiuto in cucina rivolto non solo all'alta ristorazione ma anche a quelle persone che amano sorprendere i propri commensali a cena.

Ingredienti per 4 persone:

500 ml di latte di soia
500 ml di brodo vegetale
350 g di patate dolci pelate
60 g di olio evo
1 cipolla rossa
Un mazzetto aromatico composto da: erba cipollina, menta, origano fresco, rosmarino.
Sale di Maldon della nostra Veronica q.b.

Preparazione:
La ricetta, molto semplice è ideale nelle fredde sere autunnali quando c'è bisogno di scaldarsi senza assumere troppe calorie. Pelate le patate, tagliatele a cubetti di circa 1 cm lavatele con cura successivamente, poneteli in una casseruola antiaderente con coperchio, tritate finemente la cipolla rossa unitela alle patate e rosolate a fuoco lento con olio evo per circa 8 minuti. Aggiungete il sale aromatizzato di Maldon e il mazzetto aromatico, continuate a rosolare il tutto per due minuti, aggiungete il brodo vegetale ancora caldo, il latte di soia e lasciate cuocere, eventualmente schiumando, per circa 40 minuti, quando le patate saranno cotte, frullate con un frullatore ad immersione e lasciate cuocere per altri 10 minuti, quando la crema sarà densa, servite aggiungendo a piacere foglie di menta e Sale di Maldon per rendere squisitamente fresca la vostra crema. Buon appetito!

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su Facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

giovedì, ottobre 20, 2016

VINO DiVINO. Giovani e vino, parliamo con Elena giovane vincitrice del concorso 'Miglior Sommelier 2016'

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Oggi per la rubrica Vino diVino ho intervistato la giovane campionessa del concorso “Miglior Sommelier Junior 2016”, Elena Sblendorio. Premetto che è difficile parlare del tema alcool e giovani e nell'intervista non traspare alcun invito ai giovani a fare uso, talvolta smisurato, di bevande alcoliche, ma il vino non è solo alcool ma anche cultura e rappresenta per l'Italia una delle maggiori possibilità in termini di ripresa economica.

E' giusto avvicinare i giovani al mondo enoico, ma è anche giusto informarli sui pericoli che un uso fuori limite di bevande alcoliche può causare alla nostra salute. Le associazioni di settore non fanno altro che spronarti, a centellinare il consumo del vino, seguendo la regola del poco ma buono.

Ricordo con particolare affetto il maestro Enzo Scivetti che durante i corsi di assaggiatore ci redarguiva quando bevevamo tutto il vino da valutare. Io stesso sono stato abituato durante i concorsi a “sputare”, non potendo bere tutti i 20 o 30 vini in degustazione. Detto ciò, lasciamo spazio alla nostra Elena che ci parlerà di lei dei suoi sogni e delle sue ambizioni.

1. Come ti sei avvicinata al mondo del vino?
Quando ero piccina, ho un dolce ricordo di mia nonna Teresa che veniva a prendermi da scuola e non appena arrivavamo a casa e mi sedevo a tavola per mangiare. Mio nonno apriva subito la bottiglia di vino e me ne versava una goccia nel bicchiere mischiato con tantissima acqua, ovviamente a me la cosa non dispiaceva e così conservo nel cuore questo dolce ricordo. Il mio primo approccio professionale con il mondo del vino è avvenuto tramite la mia scuola, l'I.P.S.S.A.R. Istituto Alberghiero di Molfetta,  a tal proposito approfitto delle pagine del vostro giornale per ringraziare il Dirigente scolatico Prof. Antonio Natalicchio e i docenti di Sala Bar e vendite, Sergio Nocco, Gerardo Pepe, Marcello Mastrodonato, Nicola Chiapperini, i quali mi hanno trasmesso la loro cultura, insegnandomi l'arte del vino, trasmettendomi la loro passione e facendomi capire che quando si parla di vino, si parla di un altro mondo, tutto da scoprire.

2. Parlaci di te...
Intraprendente, umile, vivace, forte e determinata...forse questi sono alcuni degli aggettivi in cui mi riconosco. Mi piace relazionarmi con le persone, conoscerle, ascoltare il loro modo di pensare; amo viaggiare e scoprire le culture diverse di ogni territorio, iniziando proprio dal vino. Difatti quest'estate, tramite l'esperienza che ho fatto in un ristorante stellato, precisamente a Villa D'Amelia (CN), ho avuto modo di assaporare i tanto conosciuti e apprezzati vini piemontesi (Barolo, Barbera, Asti, Dogliani ecc.) arricchendo così il mio bagaglio professionale e mettendoli a confronto con quelli pugliesi, scoprendo così le caratteristiche del territorio delle Langhe.

3. Come dev'essere un vino per meritare le tue attenzioni?
Diciamo che io di vino ne devo ancora bere, nel senso che da poco mi sono inserita in questo mondo, sono ancora all'inizio e ho ancora tantissimo da imparare, da assaggiare e degustare. Per quanto riguarda le mie predilezioni e basandomi sui vini che ho assaggiato fino ad ora, ho notato che (relativamente ai rossi) preferisco un vino pronto, a proposito dello stato evolutivo, dotato di un bel colore vivace. Portandolo al naso mi piace sentire nel suo intenso profumo note speziate, che ricordano la cannella, la vaniglia, il pepe nero; ma anche profumi fruttati, quali prugna, amarena e piccoli frutta rossi. Per me un vino deve inoltre risultare morbido ed elegante, con quella tannicità “nobile”che ti fa venir voglia di sorseggiarlo ancora.

4. Vini e giovani: qual è il modo migliore per avvicinare i tuoi coetanei al bere responsabilmente questa bevanda?
Beh, il mondo dei giovani è un mondo alla scoperta di nuove esperienze, fatte a volte in modo superficiale, come lo è anche l'approccio con il vino e gli alcolici in generale. Il loro scopo è solamente quello di inebriarsi e, a volte, non prevedendo le conseguenze negative che questo provoca. L'unico loro pensiero è quello di divertirsi. Riguardo questo argomento ci sono state purtroppo svariate morti causate da abuso di alcool, e nella sfera dei miei amici è capitato che uno di loro, per aver abusato di alcool, ha subito in incidente stradale e ha rischiato la propria vita. E questo non sta bene. Io penso che questo problema si potrebbe risolverlo portando a conoscenza i rischi che l'assunzione di bevande alcoliche provocano. Pertanto i ragazzi devono essere educati a fare prevenzione sia in ambiente familiare sia in quello scolastico, discutendo dei rischi a cui si va incontro se non si pone limite a “bere”e contemporaneamente far conoscere le bevande che si assumono entrando in merito alle loro caratteristiche (dosi consigliate, come sono fatti, il grado di alcolicità, provenienza, ecc,)

5. Quali sono i tuoi progetti futuri? 
Sinceramente non ho un progetto gia' stabilito anche perché c'è ancora tempo per decidere cosa fare, dato che le strade che offre il vino sono veramente tante. Intanto sto frequentando i corsi A.I.S. per diventare Sommelier e poi si vedrà. Valuterò la strada migliore da intraprendere. Di sicuro il mio obbiettivo è arrivare in alto.

6. Hai un sogno nel cassetto? 
Sì, continuare a partecipare ai vari concorsi che l'A.I.S. organizza, sperando di arrivare sempre più in alto.

7. Hai un vino pugliese che porti particolarmente nel cuore? 
Sì, il Primitivo di Manduria ES di Gianfranco Fino. Quando me lo chiedono spesso ironizzo dicendo che sono le iniziali del mio nome e cognome: Elena Sblendorio. Questo vino richiama molto le caratteristiche che ho descritto nella domanda (n. 3) riguardante come deve essere un vino per attirare la mia attenzione.

8. Fatti una domanda e datti una risposta 
Avresti mai pensato di riuscire ad arrivare fin qui? No, non me lo sarei mai aspettato, non avrei mai pensato di intraprendere questo settore e di riuscire a partecipare ad un concorso nazionale e uscirne vincitrice, prevalendo sui ragazzi delle altre regioni. Mi ero posta come obbiettivo arrivare tra i finalisti e poi, una volta riuscita, ho colto l'occasione dando il meglio di me stessa uscendone prima classificata. Questo per me è uno stimolo per continuare su questa strada.

mercoledì, ottobre 05, 2016

VINO DiVINO. La giovane imprenditrice Daniela Bardelloni, che ha puntato tutto sul 'Franciacorta'

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Abbiamo già parlato di Bardelloni Franciacorta, perciò ho deciso di far parlare lei... la bella e brava imprenditrice che ha deciso di buttarsi 'anema e core' in questa briosa avventura. (segue l'intervista)

NOME: Bardelloni Franciacorta Brut DOCG
AZIENDA PRODUTTRICE: Bardelloni Franciacorta
VITIGNO: Chardonnay 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 12,5%
ANNATA: Sboccatura 2011
CATEGORIA DI PREZZO:15-22€

VISTA: Giallo tenue quasi trasparente con riflessi verdognoli, perlage fine e persistente.
NOTE OLFATTIVE: Dolci note di crosta di pane uniti a sentori di burro e panettone, sottili tonalità di vaniglia accarezzano i sensi e si perdono in leggere note di fiori d'arancio.
GUSTO:  L'ingresso è sorretto da un'ottima acidità, la corrispondenza aromatica è buona i fiori d'arancio in bocca si trasformano in sentori di agrumi che lasciano spazio ad lunga persistenza.

ABBINAMENTI: Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un branzino scottato su crema di zucchine e burrata.

Branzino scottato su crema di zucchine e burrata

Ingredienti per 4 persone:

2 branzini da 400 g l'uno
400 g di zucchine
250 g di burrata
1 cipolla
olio evo, sale, pepe q.b.

Sfilettate i branzini e ricavatene 4 filetti. A parte lavate e tagliate a cubetti le zucchine e la cipolla, stufate il tutto in padella aggiustando di sale e pepe, appena le zucchine saranno lessate aggiungete la burrata tagliata a tocchetti e passate il tutto con un frullatore ad immersione. Riscaldate a fiamma viva una padella antiaderente, ungetela con un filo d'olio e mettete a scottare i filetti di branzino, prima dalla parte della pelle, premendo leggermente il filetto contro la padella farete in modo che la pelle sia croccante e buona da mangiare, ultimate la cottura del filetto aggiustate di sale e pepe. Impiattate mettendo la crema di zucchine e burrata in un piatto fondo e adagiatevi i filetti di branzino scottati.

Cara Daniela come è nata la tua passione per il vino?
La passione per il vino mi viene trasmessa in primis da mio fratello Davide, aveva un compagno di classe che possedeva una cantina in Franciacorta e tra visite e degustazioni mi ha iniziato ad entusiasmare il mondo vinicolo, poi il mio lavoro da rappresentante mi ha portato a conoscere realtà vinicole veramente importanti, ed era affascinante poter assistere a vendemmie, produzioni e partecipare a fiere come il Vinitaly..e da qua è iniziato il sogno di avere un giorno un'azienda tutta mia.

Parlaci di come è nata l'azienda Bardelloni e quali sono i vostri progetti futuri?
Nel 2010 insieme a Davide abbiamo iniziato a strutturare quello che era il nostro progetto per riuscire ad avere nel 2016 la nostra prima linea di Franciacorta. Progetti? C'è ne sono veramente tanti.
Sicuramente il più importante nel 2017 sarà aprire il canale estero, proprio per questo a fine ottobre saremo presenti al 21° Century Maritime Silk Road a Guangzhou in Cina, un'ottima opportunità per dare visibilità ai nostri prodotti anche nell'ottica della valorizzazione del made in italy nel mondo.

Secondo te la doc “Curtefranca” è oscurata dalla docg “Franciacorta”. Ci puoi parlare di quest'ottimo vino?
Sicuramente quando a una persona parli di Franciacorta la prima cosa che ricorda sono le bollicine.
Il Curtefranca rimane comunque un ottimo vino da tavola, un vino facile e beverino, adatto a tutti i palati

Parlaci di questo connubio Bici e Franciacorta...
Appena ho visto la prima bottiglia prodotta l'ho subito immaginata sul podio del giro d'Italia
Papà ex professionista e poi subito allenatore, fratello ex ciclista e per non farmi mancare nulla anche il mio fidanzato corre in bicicletta tra i professionisti.
Sono cresciuta a pane e biciclette questo spiega il perché di questo connubio!

Qual è il tuo vino pugliese preferito?
Senza dubbio ES PIU' SOLE di Gianfranco Fino

Hai un sogno nel cassetto?
Il mio sogno? Sapere che la gente brinda con il mio vino in tutto il mondo.

Fatti una domanda e datti una risposta
Intraprenderesti ancora questa strada?
Si, sempre più convinta!

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mercoledì, settembre 21, 2016

VINO DiVINO. Nino Negri, un'eccellenza italiana in una terra fantastica, la Valtellina

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Nino Negri è sicuramente un fiore all'occhiello delle aziende vitivinicole italiane, il territorio di estensione dei vitigni aziendali è la Valtellina, terra di mezzo compresa tra il lago di Como e le impetuose Alpi Retiche.

La catena montuosa protegge dal gelido freddo del nord la valle, mentre i vigneti sono esposti al sole dall'alba al tramonto. Queste particolari condizioni pedoclimatiche, unite ad un'attenzione maniacale sia dei processi di produzione in cantina che di quelli in campo aperto, hanno fatto sì che l'azienda raggiungesse livelli altissimi in termini di qualità. I territori di produzione sono quattro, Grumello, Sassella, Inferno e Valgella e danno il nome alle varie tipologie di vini prodotte.

NOME: Sassella Valtellina Superiore docg
AZIENDA PRODUTTRICE: Nino Negri
VITIGNO: Nebbiolo (Chiavennasca) 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 13%
ANNATA: Vendemmia 2012
CATEGORIA DI PREZZO:10-15€
VISTA: Di un bel rosso ramato, penetrabile con la vista.

NOTE OLFATTIVE: Toni caldi ricordano il cuoio, il tabacco, la sella di cavallo sudata, il frutto si fa denso, carico e maturo richiamando alla nostra memoria la mora e il mirtillo, sul finire note erbacee e toni d'alloro invitano ad un gustoso assaggio il fortunato avventore. 
GUSTO: Ingresso avvolgente e corposo, ottimo peso, tannino sottile e raffinato. In bocca il frutto è nettamente più maturo e marcato nel farsi riconoscere, more e mirtilli confermano un' esatta corrispondenza aromatica con l'esame olfattivo. Sul finale note speziate ricordano il pimento e lasciano spazio ad una lunghissima persistenza.
ABBINAMENTI: Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un piatto che sicuramente farà discutere per l'abbinamento eccentrico,  crepes taleggio noci e ciliegie confit.

Crepe taleggio noci e ciliegie confit
Ingredienti per 4 persone:

Per le crepes:
3 uova medie
250 g farina 00
500 ml latte
50 g di burro
1 pizzico di sale

Per il ripieno e la gratinatura
500 g di ciliegie denocciolate
300 g di taleggio
150 g di noci
50 g di zucchero a velo
un pizzico di cannella
50 g di burro
50 g di parmigiano reggiano

Per le crepes:

Fate fondere il burro in un pentolino a fuoco dolce e quando sarà fuso lasciatelo intiepidire. Intanto in una ciotola piuttosto capiente versate le uova e sbattetele con una frusta, unite il latte e amalgamate bene gli ingredienti aggiungendo un pizzico di sale alla fine. Setacciate la farina direttamente nell'impasto precedentemente creato, aggiungete alla fine il burro fuso in precedenza.

Mescolate bene con una frusta fino ad ottenere un composto liscio e vellutato. Cuocete le crepes in una padella antiaderente.

Per il ripieno:

Cotte le crepes prepariamo il ripieno, stendiamo le ciliegie denocciolate in una teglia da forno precedentemente rivestita con carta forno, cospargiamole di zucchero a velo, aggiungiamo la cannella e qualche erbetta aromatica a piacere (menta, timo, alloro), cuociamole nel forno per circa 1 h e 30 min ad una temperatura non superiore ai 90°- 100°. Tagliamo a cubetti il taleggio ed uniamolo alle ciliegie e alle noci, riempiamo le crepes con l'impasto appena creato, posizionate le crepes in una teglia da forno, cospargete le stesse con burro fuso, parmigiano reggiano grattugiato e noci sbriciolate. Lasciate cuocere circa 12 minuti nel forno a 160 modalità grill. Servitele ancora fumanti e sorprendete i vostri commensali con un dolce non dolce, lasciandoli letteralmente a bocca aperta.

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giovedì, settembre 15, 2016

VINO DiVINO. Kalema un rosato prima che il sole tramonti definitivamente sulla nostra estate

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Torniamo a parlare dell'Azienda agricola Fabiana e lo facciamo godendoci gli ultimi scampoli d'estate con un Negroamaro rosato che ci sorprenderà per gusto ed essenzialità da bere, godendoci i tramonti in riva al mare in uno dei tanti punti panoramici che la nostra regione offre.

NOME: Kalema Negroamaro Rosato Salento IGP
AZIENDA PRODUTTRICE: Azienda Agricola Fabiana
VITIGNO: Negroamaro 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 12,5%
ANNATA: Vendemmia 2015
CATEGORIA DI PREZZO:10-15€
VISTA: Rosso corallo luminoso

NOTE OLFATTIVE:  Freschi sentori fruttati ricordano la fragolina di bosco, sentori di muschio accompagnano lievi note saline che provocando salivazione invitano all'assaggio.
GUSTO: Fresco, asciutto e sapido. In bocca, i sentori di fragolina di bosco avvertiti durante l'esame olfattivo,  tendono a trasformarsi in sentori di fragola diventando aromi più corposi e rotondi, buona acidità e sul finale buona e lunga persistenza.

ABBINAMENTI: Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un piatto che sicuramente ne esalterà le sfaccettature aromatiche.

Spaghettone di Gragnano con crema di cozze e fonduta di pecorino.
Ingredienti per 4 persone:

500 g di cozze nere a frutto netto
1 patata
½ cipolla
280 g di spaghettoni di Gragnano
150 g di pecorino grattugiato
50 ml di panna fresca
olio evo, sale, pepe q.b.

Preparate la fonduta di pecorino facendo riscaldare la panna a fuoco lento e aggiungendo il pecorino, mescolando con una frusta vigorosamente, a piacere potete aggiungere un pizzico di pepe.
Per la crema di cozze tagliate la patata a fette sottile e mettetela a soffriggere a fuoco lento con olio evo e cipolla tritata finemente, una volta che la patata è cotta aggiungete le cozze, aggiustate di sale ed aggiungete un pizzico di pepe. Frullate il tutto con un frullatore ad immersione.  Cuocete gli spaghettoni di Gragnano al dente e saltateli nella crema di cozze, aggiungete sul piatto terminato la fonduta calda di pecorino.

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mercoledì, settembre 07, 2016

VINO DiVINO. Polvanera 17, il Primitivo di Gioia del Colle che sorprende anche i palati più raffinati

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Cantine Polvanera, la forza dell'eleganza. Una scelta aziendale per Polvanera è stata quella in controtendenza di non usare legno in nessuna delle fasi di vinificazione e affinamento, scelta premiata da un'attenta viticoltura, meticolosamente perfetta, mirata alla raccolta e selezione manuale delle uve e al rispetto del territorio. Lavoro che si completa con le competenze enologiche maturate da Filippo Cassano, patron di casa Polvanera sempre pronto ad accogliere nella sua bellissima cantina gli amici e i winelovers che passano da Gioia del Colle.

NOME: Primitivo 17 Gioia del Colle Doc 
AZIENDA PRODUTTRICE: Polvanera
VITIGNO: Primitivo di Gioia del Colle 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 16,5%
ANNATA: Vendemmia 2011
CATEGORIA DI PREZZO:28-35€
VISTA:  alla vista si presenta rosso granato impenetrabile

NOTE OLFATTIVE: dolci sentori fruttati ricordano la prugna, la carruba e la ciliegia sotto spirito, toni speziati rimandano alla memoria il profumo dei dolci natalizi, cannella, chiodi di garofano e vincotto di fichi sul finale sentori vanigliati e leggere note di cioccolata fondente invitano il fortunato avventore all'assaggio. 
GUSTO: : ingresso morbido e dolce, tannino elegantissimo e mai invadente, di ottimo peso corpo e struttura, in bocca permane il piacevole gusto di confettura di prugne, more e ciliegie perfetta corrispondenza con l'esame olfattivo. La lunghissima persistenza fa di questo vino uno dei più buoni della sua categoria. 

ABBINAMENTI:
Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un piatto di mia invenzione, la braciola al contrario. 

Braciola al contrario
Ingredienti per 4 persone:

4 fette di entrecote di manzo tagliata non troppo spessa
8 fette di pancetta fresca
200 g di ragù di manzo ristretto 
100 g di pecorino grattugiato
100 g di mandorle tostate e sbriciolate
olio evo, sale, pepe, aglio, prezzemolo q.b.
1 patata lessa
Per la fonduta:
100 g di pecorino grattugiato
100 ml di panna fresca

Stendete su un ripiano le fette di entrecote, salate, pepate e passate una manciata di pecorino grattugiato. Riponete al centro della braciola il ragù ristretto, chiudete la braciola arrotolandola su se stessa. Arrotolate la pancetta attorno alla braciola e legatela con lo spago. Passate la braciola appena formata in un trito di formaggio, aglio, prezzemolo e mandorle sbriciolate. Ungete una padella antiaderente con un filo di olio, aspettate che si riscaldi e passate la braciola nella padella facendola ben cuocere su tutti i lati, ultimate la cottura in forno a 200°C  per circa 10 minuti. Preparate la fonduta riscaldando la panna a fuoco lento e versandovi il formaggio e un pizzico di pepe.  Tagliate la braciola in due e servite ancora fumante versandovi ben calda la fonduta di pecorino. Buon appetito! 

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lunedì, agosto 29, 2016

VINO DiVINO. Luca Gardini si racconta e parla dei vini pugliesi

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI — Correva l'anno 2006 era il quattro di luglio e in quell'afosa serata estiva l'Italia si fermava per guardare in tv la semifinale dei mondiali di calcio. Manca un minuto al termine dell'incontro e Grosso, che non era di certo un goleador, infila la porta avversaria con un gran gol che ci portava direttamente a Berlino a giocare e vincere la finale contro la Francia.

Immagino quanti ragazzini davanti alla televisione sognavano di diventare i campioni di domani, i beniamini che tutto il pubblico acclama, alcuni di loro ci saranno riusciti e magari giocheranno i prossimi mondiali, mentre altri ahimè o perché non hanno la stoffa o per sfortuna non arriveranno lontanissimi nel mondo del pallone.

Per chi come me appartiene al mondo del vino è diametralmente simile la sensazione provata nel vedere Luca Gardini vincere il concorso di Miglior Sommelier del Mondo e rimanere incantati davanti alle sue prodezze degustative, altrettanto affascinanti e paragonabili alle prodezze dei più blasonati calciatori.

Luca è uno che il naso lo sa usare fin troppo bene, come recentemente ha dimostrato a milioni di italiani durante la sfida organizzata dal noto programma televisivo “ Le Iene” (http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/296989/casciari-quiz-dei-sommellieres.html), dove il nostro “bomber” ha indovinato in una degustazione alla cieca, 6 vini su 6 indicandone, peculiarità, provenienza e tipologia di vino.

Prendendo ispirazione da Luca, molti giovani si sono affacciati nel mondo del vino ed è guardando le sue “acrobazie enoiche” che sperano un giorno di arrivare lontani. Luca Gardini è una mosca bianca del paradiso “di Bacco”, infatti è uno che  non trattiene per sè alcun segreto, anzi durante i suoi seminari dona tutto se stesso e il suo amore sconfinato per il vino, permettendo a chi lo ascolta di crescere grazie alla sua rubiconda generosità tipica delle genti romagnole.

E' con vero piacere che siamo riusciti a scambiare quattro chiacchiere con Luca che ringraziamo a nome di tutta la redazione del Giornale di Puglia e di Vino diVino.


Caro Luca partiamo dalla prima domanda e forse la più scontata: come ti sei avvicinato al mondo del vino?
Sarebbe quasi più corretto dire che non me ne sono mai allontanato… Sono cresciuto in mezzo al vino, mio padre ha sempre fatto il sommelier sia nei ristoranti sia insegnando nei corsi di avvicinamento al vino. Appena ho potuto sono entrato in questo modo e mi ci sono trovato talmente bene dal non esserne ancora uscito.

Quale vino made in Puglia ti è rimasto nel cuore o ti ha colpito maggiormente? 
Uno è poco, inoltre non so se avreste abbastanza spazio se ve li elencassi tutti. Sicuramente il Fiano Minutolo tra i bianchi e, per quanto riguarda i rossi, il duo Primitivo e Negroamaro.

“I giornalisti hanno rovinato il mondo del vino” è una tua testuale citazione e come esempio hai citato proprio il modo di fare “disinformazione” ai danni dei vini pugliesi che fino a qualche anno fa venivano giudicati troppo severamente da una parte della stampa. Tu invece cosa pensi dei vini pugliesi?
 Sono tra i pochi ad avere un forte legame con la terra. Non penso all’alcol o alla concentrazione, ma allo spessore che hanno in bocca. Si sente la materia e le note che la descrivono fanno spesso a gara per emergere. Inoltre quello che non si è ancora capito per i vini pugliesi, specie per i rossi, è che è necessario saperli aspettare. Tanta ricchezza spesso ha bisogno di tempo per trovare un proprio equilibrio.

Quanto è importante per te l'abbinamento cibo-vino in un ristorante? E quanta strada c'è da fare ancora per convincere i ristoratori ad affidarsi alle cure dei sommelier? 
E’ fondamentale, il cibo è fatto per accompagnare il vino e viceversa. Non credo che serva necessariamente un sommelier, quanto una persona che capisca di vino.

Mi diresti le prime tre cose che ti vengono in mente pensando ad un vino pugliese?
Ho già detto materia???? Scherzo, ma non troppo. Parlando di materia non intendo necessariamente eccesso o ridondanza. Solo che se hai tanto da dire, ti serve tempo per portare a termine un discorso.

Qual è il tuo piatto preferito della cucina pugliese? 
Ma come siete avari… uno solo? Bombette per la carne e per il pesce sarei più agevolato se vi dovessi dire una cosa che non mi piace.

Svelaci un segreto: come si degusta davvero un vino e come riesci a riconoscere vitigno e annata della vendemmia? 
Nessun segreto… trattasi di tanto studio e pari talento. Forse ci si accorge meno di questo aspetto, perché alla fine tutti abbiamo un palato. Allo stesso modo tuttavia tutti abbiamo le gambe per giocare a calcio, ma solo alcuni giocano in champions league

Com'è lavorare al fianco di Cracco? 
Un’esperienza che mi ha formato tanto sia a livello umano sia da un punto di vista professionale. Ma ci sono state altre tappe essenziali della mia formazione, ad esempio, non scorderò mai gli anni da Pinchiorri…

Parlaci della tua scuola? 
E’ un format snello, agile, che serve in primo luogo per far capire a tutti che ognuno di noi ha un palato che va allenato, rispettato e per certi versi anche tutelato.

Hai un sogno nel cassetto... puoi raccontarci qualcosa? 
Dopo il Biwa, la mia enoscuola, il mio sito di punteggi (www.gardininotes.com), gli eventi sul vino e le degustazioni in giro dell’Italia che ho il privilegio di condurre spererei più che altro di continuare a dormire, per poter, di conseguenza, continuare a sognare…

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giovedì, agosto 18, 2016

VINO DiVINO. Scopriamo il Verdicchio dei Castelli di Jesi

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI — Durante uno dei miei viaggi, precisamente al santuario di Loreto, non ho potuto fare a meno di notare nei pressi del santuario un piccolo spaccio aziendale di vini. I vini venduti sono tipici del territorio marchigiano e tra le tante bottiglie ho scelto di acquistare uno dei vini pi rappresentativi della zona, il Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Oggi in un caldo fine settimana d'Agosto vorrei condividere con voi questa piacevole esperienza.

NOME:Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa Loreto
  Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico dop
AZIENDA PRODUTTRICE: Delegazione Pontificia per il Santuario della Santa Casa Loreto
VITIGNO: Verdicchio  100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 13%
ANNATA: Vendemmia 2015
CATEGORIA DI PREZZO:5-7€

VISTA:  Giallo paglierino con riflessi verdognoli

NOTE OLFATTIVE:  Fruttato con toni di pesca, erba appena falciata, toni di rosmarino e alloro, fantastici toni minerali preparano il palato e la salivazione all'assaggio.
GUSTO: Ottima acidità, sapido, fresco nei toni balsamici, la frutta in bocca si fa più matura la corrispondenza aromatica è buona, la lunghezza si evolve lasciando in bocca toni di pesca   succosa.

ABBINAMENTI:
Spaghetto aglio e olio su crema di vongole

Ingredienti per 4 persone:
 300g di spaghetti
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino
olio evo e prezzemolo tritato e sale grosso qb

Per la crema di vongole:
400 g di vongole
1 patata di medie dimensioni
½ cipolla bianca
olio evo e pepe qb

Iniziamo a preparare la crema di vongole, aprite le vongole a fuoco lento in una padella con il coperchio. Una volta aperte lasciatele raffreddare e separate il frutto dal guscio, filtrate il sughetto che si sarà formato e mettete il frutto delle vongole in ammollo nesso stesso. Prendete una casseruola, metteteci dentro olio evo, cipolla tritata finemente e patata tagliata a cubetti, fate rosolare bene la patata aggiustate di pepe e sale, versateci le vongole con il loro sughetto portate a bollore e passate tutto con un frullatore ad immersione.

A parte preparate un trito con peperoncino e aglio aggiungete l'olio evo e scaldate leggermente la padella senza mai far soffriggere l'aglio, cucinate al dente gli spaghetti, versateli nella padella e fateli saltare aggiungendo prezzemolo tritato. Disponete la crema di vongole su un piatto e aggiungete lo spaghetto aglio olio e peperoncino in modo tale da far decidere ai commensali se mangiarli amalgamati alla crema di vongole o no.

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook alla pagina @vinodivinoo @chefsanfelice

sabato, agosto 13, 2016

VINO DiVINO. Felicità, è un bicchiere di vino (vegano) con un panino (giappopugliese)

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI — Torniamo a parlare di Valentina Passalacqua, la regina del Nero di Troia che dalla sua Apricena alle porte del Gargano ci sorprende con un bianco eccezionale la “Falanghina”, vitigno che in Puglia negli ultimi dieci anni sta riscuotendo enorme successo e sta trovando i terreni ideali per una produzione che punta sempre più alla qualità. 

Quando si parla di Valentina si parla di vini biologici e biodinamici, di vini vegani, di rispetto dell'ambiente e del territorio, di raccolte manuali e lieviti indigeni, ma “bando alle ciance” scopriamo insieme questo vino!

NOME: Falanghina Puglia IGP 
AZIENDA PRODUTTRICE: Valentina Passalacqua 
VITIGNO: Falanghina 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 13%
ANNATA: Vendemmia 2014
CATEGORIA DI PREZZO:10-15€

VISTA:  Giallo con riflessi dorati e luminosi

NOTE OLFATTIVE:  Fruttato e floreale, note sottili di vaniglia si perdono in ricordi di posti aldilà dell'oceano, paesi tropicali dove la frutta esotica come la banana e l'ananas inebriano i nostri sensi. Toni erbacei delicati di erba limoncina chiudono un esame olfattivo di gran pregio. 
GUSTO: Asciutto,fresco e sapido. In bocca i sentori tropicali lasciano spazio alla pesca gialla e a frutti riconducibili al nostro territorio, ottima sapidità e freschezza lunga persistenza aromatica.

ABBINAMENTI:
Dall'incontro di due menti creative, quella del sottoscritto e quella del vice campione italiano World Class 2016 Nicola Ruggiero del Katiuscia people & drinks di Giovinazzo è nato il desiderio di creare una serie di  panini Gourmet tra cui ho scelto per voi uno che richiamasse l'unione tra la cultura nipponica e la Puglia, così è nato il TORA!TORA!TORA! Antico motto dei kamikaze del sol levante, il panino si struttura così: tartare di tonno  nebulizzata con vodka al wasabi, stracciatella andriese, crema di datterino giallo e capocollo di Martina Franca. Non vi resta che provarlo in abbinamento alla Falanghina di Valentina Passalacqua o a uno dei fantastici drink preparati da Nicola e Alessandro tra cui l'Happy Harakiri ma non vi svelerò altro.... 

TORA!TORA!TORA!

Ingredienti per 4 persone:
 4 Panini multicereali croccanti
200 g di stracciatella andriese
400 g di tonno rosso (abbattuto) 
50 ml di vodka aromatizzata al wasabi
8 fette di capocollo di Martina Franca
100 ml di passata di datterino giallo
pepe e olio evo qb

Preparate la tartare di tonno tagliando minuziosamente il tonno rosso, condendolo con pepe e olio evo. Riscaldate i panini, tagliateli in due e in sequenza aggiungete la stracciatella andriese, il capocollo di Martina Franca, la tartare di tonno nebulizzata con la vodka al wasabi e concludete con una cucchiaiata di passata di datterino giallo. Gustate il panino ancora caldo... e vedrete che meraviglia. 

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giovedì, agosto 04, 2016

Fiocco, un Fiano del Salento che vi lascerà a bocca aperta...


di AUGUSTO MARINO SANFELICE - Oggi è un piacere ed un onore parlarvi dell'azienda agricola Fabiana di San Giorgio Jonico in provincia di Taranto. Nasce nel 2005 il sogno di ridare valore agli antichi terreni della famiglia Barulli, terreni collocati in agro di Faggiano dove Michele e Fabiana Barulli nel solco della tradizione tramandata da mamma Anna e papà Antonio nel 2008 hanno incominciato a produrre vino, e permettetemi di dire con ottime aspettative e ottimi risultati. Oggi visto che il clima ci invita a bere vini bianchi, parleremo di “Fiocco” un Fiano vinificato in purezza,  certamente nei mesi a venire avremo modo di parlare degli ottimi rossi prodotti dalla famiglia Barulli, quindi restate sintonizzati e non perdetevi le prossime puntate i Vino diVino.


NOME: Fiocco Fiano  Salento Igt
AZIENDA PRODUTTRICE: Azienda Agricola Fabiana
VITIGNO: Fiano 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 12,5%
ANNATA: Vendemmia 2015
CATEGORIA DI PREZZO:10-15€


VISTA:  Giallo paglierino con riflessi dorati.


NOTE OLFATTIVE: intenso, fruttato e floreale, gli aromi percepiti richiamano le zeste di limone, la polpa ancora non perfettamente matura del mandarino, toni fruttati ricordano la pesca bianca e il mango, i toni floreali esprimono sentori di zagara e il gelsomino, avvolti in note saline tipiche dei vitigni coltivati non troppo lontani dal mare.
GUSTO:  Fresco, sapido e asciutto. In bocca le tonalità tropicali si esaltano, la corrispondenza aromatica con l'esame olfattivo e totale, nel complesso il vino ci trasporta verso una lunghissima persistenza.
ABBINAMENTI:
L'abbinamento che ho deciso per voi è uno dei prodotti ittici tipici tarantini, ovvero la cozza, rivisitata dal mio estro.


Cozze nere tarantine con marinatura al peperoncino e limone




Ingredienti per 4 persone:


600 g di cozze nere tarantine
150 g di sale
150 g zucchero di canna
Olio evo, peperoncino fresco, scorza di limone qb.
Aprite con maestria le cozze nere tarantine accertandovi che siano il frutto di una vendita regolare che prevede la depurazione delle stesse. Una volta aperte create una mistura di sale e zucchero integrale, unitevi il peperoncino fresco sminuzzato e la scorza del limone. Riempite le cozze con la mistura e mettetele a marinare nel frigo per almeno due ore. Una volta pronte lavatele sotto abbondante acqua fresca corrente e gustatele con un filo d'olio magari accompagnandole con del pane abbrustolito e ripassato nell'aglio.


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