Incidenti sul lavoro, muore operaio in stabilimento Eni di Taranto. Vendola: non ci sono più parole
TARANTO. Tragedia sul lavoro nel Tarantino. Un operaio dell'indotto dello stabilimento Eni di Taranto, Francesco d'Andria, 42 anni e' morto nel primo pomeriggio in un incidente sul lavoro. L'uomo e' caduto mentre puliva una vasca.L'uomo stava eseguendo, insieme ad altri colleghi, alcuni lavori di manutenzione sul tetto della cisterna quando ha perso l'equilibrio ed è caduto facendo un volo di circa venti metri.
Soccorso immediatamente dai medici della raffineria, D'andria è morto poco dopo. Dalle prime perizia pare che la vittima indossasse l'imbracatura per eseguire quel tipo di lavoro.
Aperta un'inchiesta per fare chiarezza sull'incidente.
VENDOLA: NON CI SONO PIU' PAROLE - ''La lunga catena di incidenti sul lavoro di questi giorni in tutta Italia ha riportato alla ribalta il fronte di guerra che e' fatto da impalcature, gru, macchinari. E in Puglia Daniele Nitti muore a Capurso il 3 novembre, Salvatore Silvestri muore a Torremaggiore il 4 novembre, Francesco D'Andria muore oggi all'Eni di Taranto. Non ci sono piu' parole da dire davanti a tre morti in tre giorni''. Lo afferma il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che aggiunge: ''Ai famigliari e agli amici devono andare per ora solo la solidarieta' e le lacrime mie e della Giunta regionale''.
Soccorso immediatamente dai medici della raffineria, D'andria è morto poco dopo. Dalle prime perizia pare che la vittima indossasse l'imbracatura per eseguire quel tipo di lavoro.
Aperta un'inchiesta per fare chiarezza sull'incidente.
VENDOLA: NON CI SONO PIU' PAROLE - ''La lunga catena di incidenti sul lavoro di questi giorni in tutta Italia ha riportato alla ribalta il fronte di guerra che e' fatto da impalcature, gru, macchinari. E in Puglia Daniele Nitti muore a Capurso il 3 novembre, Salvatore Silvestri muore a Torremaggiore il 4 novembre, Francesco D'Andria muore oggi all'Eni di Taranto. Non ci sono piu' parole da dire davanti a tre morti in tre giorni''. Lo afferma il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che aggiunge: ''Ai famigliari e agli amici devono andare per ora solo la solidarieta' e le lacrime mie e della Giunta regionale''.

Ci dobbiamo Vergognare tutti quanti per quanto accade ogni giorno in puglia.
RispondiEliminaChe le istituzioni provvedino a fare controlli a tappeto, le normative ci sono ma in puglia nessuno le fa applicare.
Gli spesal in puglia sono estremanete carenti di personale che effettua i controlli.
Concordo con LEi.
RispondiEliminaIn Puglia specialmente su Taranto , negli spesal della Asl TA gli ispettori lavorano solo per fare inchieste infortuni, sono pochissimi e non hanno possibilità di fare ispezioni o programmi di vigilanza. Su un territorio molto vasto come questo le aziende sono tante ,tra cui i maggiori poli industriali d'italia ,c'è urgenza immediata di fare più controlli.