Sarah, Misseri stuprò e occultò cadavere
TARANTO. Emergono nuovi e sconcertanti dettagli sul caso della ragazzina di Avetrana scomparsa lo scorso 26 Agosto. Michele Misseri, indagato per omicidio, ha riferito: "Quando Sarah è stata uccisa io stavo dormendo in casa". L’uomo infatti attribuisce la responsabilità dell’assassinio alla figlia Sabrina.
> Sequestrate 49 cinture da casa Misseri
> Inquirenti confermano: luogo delitto fu garage
> "Scendi giù, ho combinato un casino"
"E' STATA SABRINA" - “Non ho ucciso io mia nipote Sarah, - prosegue Misseri - è stata mia figlia Sabrina. Io mi sono preoccupato solo di portare il cadavere in campagna per nasconderlo nel pozzo”. Secondo quando riferisce lui, il pomeriggio della scomparsa, riposava sulla sdraio in cucina e la moglie Cosima dormiva nel letto matrimoniale. Michele dice di essere stato improvvisamente svegliato dalla figlia Sabrina: ”Papà, vieni nel garage, è successo un casino. Sbrigati, che sta arrivando Mariangela”. Michele continua il racconto sostenendo di aver percorso il vialetto che porta sulla strada, di aver raggiunto il garage e di aver visto il corpo di Sarah esanime steso a terra con una cinta di cuoio attorcigliata al collo. “Che hai fatto?”, avrebbe chiesto il padre alla figlia. Secondo quanto sostenuto da Michele, Sabrina avrebbe risposto: ”Vabbè, se mai qualcuno scoprirà quello che è accaduto, mi prenderò la responsabilità”.
Questa settima versione dell’indagato non corrisponde con quanto refertato dall’autopsia secondo cui i segni presenti sul cadavere confermano la presenza di due persone nell’omicidio.
Ieri mattina Michele Misseri ha accompagnato i carabinieri nella campagna dove è stato occultato il cadavere e ha simulato l’accaduto ripercorrendo tutte le singole fasi. Lui, tornando per l’ennesima volta sui suoi passi, dichiara che ha abusato del cadavere in un rudere, ”l’ho fatto, l’ho fatto”, poi l’ha nascosto nel pozzo dopo averlo legato con una corda al collo e ai piedi, corda che poi slegò da un capo e che ha fatto ritrovare ieri nella macchina della moglie Cosima. Dopo ha incendiato vestiti, zainetto e altri oggetti della nipote e ha nascosto le chiavi vicino ad un ulivo, anche queste ritrovate ieri mattina.
(Roberta Calò)
> Sequestrate 49 cinture da casa Misseri
> Inquirenti confermano: luogo delitto fu garage
> "Scendi giù, ho combinato un casino"
"E' STATA SABRINA" - “Non ho ucciso io mia nipote Sarah, - prosegue Misseri - è stata mia figlia Sabrina. Io mi sono preoccupato solo di portare il cadavere in campagna per nasconderlo nel pozzo”. Secondo quando riferisce lui, il pomeriggio della scomparsa, riposava sulla sdraio in cucina e la moglie Cosima dormiva nel letto matrimoniale. Michele dice di essere stato improvvisamente svegliato dalla figlia Sabrina: ”Papà, vieni nel garage, è successo un casino. Sbrigati, che sta arrivando Mariangela”. Michele continua il racconto sostenendo di aver percorso il vialetto che porta sulla strada, di aver raggiunto il garage e di aver visto il corpo di Sarah esanime steso a terra con una cinta di cuoio attorcigliata al collo. “Che hai fatto?”, avrebbe chiesto il padre alla figlia. Secondo quanto sostenuto da Michele, Sabrina avrebbe risposto: ”Vabbè, se mai qualcuno scoprirà quello che è accaduto, mi prenderò la responsabilità”.
Questa settima versione dell’indagato non corrisponde con quanto refertato dall’autopsia secondo cui i segni presenti sul cadavere confermano la presenza di due persone nell’omicidio.
Ieri mattina Michele Misseri ha accompagnato i carabinieri nella campagna dove è stato occultato il cadavere e ha simulato l’accaduto ripercorrendo tutte le singole fasi. Lui, tornando per l’ennesima volta sui suoi passi, dichiara che ha abusato del cadavere in un rudere, ”l’ho fatto, l’ho fatto”, poi l’ha nascosto nel pozzo dopo averlo legato con una corda al collo e ai piedi, corda che poi slegò da un capo e che ha fatto ritrovare ieri nella macchina della moglie Cosima. Dopo ha incendiato vestiti, zainetto e altri oggetti della nipote e ha nascosto le chiavi vicino ad un ulivo, anche queste ritrovate ieri mattina.
(Roberta Calò)
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CRONACA
