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Tradizioni gastronomiche irrinunciabili per i baresi

di VITTORIO POLITO - Per la collana “Caprifogli” la Gelsorosso Editrice ha pubblicato qualche anno fa il volume di Vito Signorile, attore, direttore artistico Tetro Abeliano e buongustaio, “Ce se mange iòsce? Madonne ce ccròsce!”. Un problema che ogni casalinga si pone ogni giorno: “Che si mangia oggi? Madonna che croce!”. Ovviamente croce sta per problema e Vito Signorile s’è posto l’insolito dilemma, probabilmente, nel tentativo di aiutare le casalinghe a risolvere facilmente il quotidiano quesito, attraverso una sorta di ricettario, scritto con la consueta ironia sia in dialetto barese che in lingua.

Si tratta di un libro finalizzato a ricordare e ad far imparare “accòme se checcìne alla manère de le barìse”, attraverso una serie di ricette, i piatti classici ai quali i baresi, e non solo, non rinuncerebbero mai per nessuna ragione al mondo. Tanto per ricordarne qualcuno: il classico ragù, la famosa ‘tièdde’ di riso patate e cozze (rise, patàne e còzze), gli involtini di carne di cavallo (brasciòle de carcavàdde), le cartellate (carteddàte), gli spaghetti alla marinara (spaghìitte a la marenàre), ecc.

Non mancano neanche “Ultimi consigli, ultime ricette” (Ùldeme chenzighie, iùldeme rezzètte), per alcuni lievi malanni dovuti alle abbondanti libagioni, come il mal di pancia (male de vènde), o la cura alternativa dei golosi… (cura de le canarute…), e tanti suggerimenti per la preparazione di calzoni (una sorta di pizze) ripieni di cipolla, di carne, ecc. A questi suggerimenti vanno aggiunti quelli per preparare le olive in calce o in acqua o i pomodori sott’olio.

Signorile propone anche i menu tipici delle feste importanti (le fèste terrìbbele): Natale, Pasqua, Ferragosto, Capodanno. Insomma tante idee ed utili consigli per le donne di buona volontà non disponibili ad accettare il ‘fast food’

Infine è presente un sintetico lessico relativo alle parole da mangiare (parole da mangià), nel quale leggiamo ‘acce” (sedano), ‘calzengìedde’ (sgonfiotto o piccolo panzerotto), ‘capedemorte’ (stocco di cavolo), ‘cazzemarre’ (torciglione di interiora di agnello al forno), ‘lambascione’ (cipollaccio spontaneo), ‘sporcamusse (dolcetto da mangiare caldo), ‘strazzate’ (scorpacciata), ecc.

Lino Angiuli, nella presentazione sottolinea come “Questo ricettario ha pieno diritto di far parte della mappa dei riferimenti identitari che aiutano una comunità a orientarsi nel percorrere il difficile sentiero che porta dal passato al presente” e, nel contempo, invita Vito Signorile ad aggiungere un posto a tavola per ognuno dei baresi, ai quali augura buon appetito e buona memoria.

Il volume è illustrato con i disegni di Nicola Romito.



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