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Due morti sul lavoro: un operaio folgorato e uno travolto da un solaio

ROMA - Un incidente è avvenuto in provincia di Latina dove un operaio di 36 anni è morto folgorato mentre lavorava alla manutenzione di un impianto fotovoltaico.

Quando sono entrati nella struttura hanno trovato l'operaio a terra, con il corpo semicarbonizzato da una scarica elettrica. A quanto risulta da primi accertamenti, era regolarmente assunto dalla società titolare dell'azienda.

L'altra vittima è morta vicino a La Spezia, travolta dal crollo di un solaio all'interno di un cantiere.

Biden provoca Putin: "Incompetenti forze militari russe"

(BiksuTong/Shutterstock)
PIERO CHIMENTI - Pesante provocazione del Presidente Usa Joe Biden nei confronti dell'esercito russi impegnato nel Donbass: "L’Intelligence americana, è rimasta sorpresa da quanta incompetenza hanno registrato nelle forze militari russe. Li abbiamo sopravvalutati".

Draghi: "Pace deve essere quella che vuole l’Ucraina"


WASHINGTON - Con il presidente Biden siamo “d’accordo sul fatto che bisogna continuare a sostenere l’Ucraina e far pressioni su Mosca e cominciare a chiedersi come si costruisce la pace. Il percorso negoziale è molto difficile ma il primo punto è come costruire il percorso negoziale”. A sostenerlo il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa a Washington.

“Voglio ringraziare – ha continuato Draghi – il presidente Biden e tutta l’amministrazione Usa per l’accoglienza splendida. L’incontro è andato molto bene, ha ringraziato l’Italia per essere un partner forte, un alleato affidabile e un interlocutore credibile e io l’ho ringraziato per il ruolo di leadership in questa crisi e la grande collaborazione con tutti gli alleati”. “Un punto molto importante – ha anche sostenuto Draghi – è che questa pace deve essere la pace che vuole l’Ucraina, non una pace imposta né da un certo tipo di alleati né da altri”.

“Sia io che Biden abbiamo tenuto a ricordare che ogni iniziativa che si prende sul fronte del petrolio, del gas o addirittura del carbone non deve andare a detrimento degli investimenti sulle rinnovabili e degli obiettivi di transizione ecologica che devono rimanere fissi", ha detto Draghi. “Questo significa per noi e per gli Usa, un aumento forte, molto più forte – ha aggiunto il premier italiano – di investimenti sulle rinnovabili perché l’esigenza di affrancarsi dala dipendenza del gas è ancora più forte. Abbiamo preso recentemente provvedimenti di semplificazione, non avremo esitazione a prenderne altri, se non vediamo un aumento di investimenti sulle rinnovabili, che per noi devono significare effettive installazioni”.

Al presidente Biden ho presentato – cha aggiunto – l’esigenza di prendere decisioni e provvedimenti per affrontare il problema dei prezzi dell’energia e la disponibilità di energia. Il problema dei prezzi è iniziato prima della guerra, si è poi acuito ma è una stuazione che si è venuta aggravando nel corso di un anno e mezzo prima della guerra. Quindi va affrontata insieme. L’Italia è stata molto attiva nel dimininuire specie in prospettiva, la dipendenza dal gas russo. Ho anche ricordato a Biden la possibilità di mettere un tetto al prezzo del gas. Ipotesi accolta con favore, anche se l’amministrazione Usa sta riflettendo più su un tetto al prezzo del petrolio che non al gas. Ne riparleremo presto insieme”.

“C’è il pericolo di una crisi alimentare, umanitaria, causata dalla scarsità alimentare, provocata essenzialmente dal blocco delle esportazioni di grani dall’Ucraina e dalla Russia. Dall’Ucraina è bloccato perchè i porti sono bloccati dalle navi russe. Lavrov ha detto che sono bloccate le navi perché sono minati i porti. Questo può essere un primo esempio di dialogo tra le parti per salvare decine di milioni di persone dei paesi più poveri. Se ci sono mine bisogna rimuoverle e da parte russa bisogna lasciare che partano le navi”, ha detto il presidente del Consiglio.

E comunque, ha aggiunto il premier, “la guerra ha cambiato fisionomia: inizialmente si pensava ci fosse un Golia e un David, era una guerra di difesa disperata. Oggi il panorama si è capovolto, non c’è più Golia. Quella che sembrava una potenza invincibile si è dimostrata una potenza non invincibile”.

L'Inter vince la Coppa Italia

(via Juventus fb)
PIERO CHIMENTI - Finisce 4-2 per l'Inter la finale di Coppa Italia contro la Juventus. A passare in vantaggio sono i nerazzurri con Barella che con un tiro a giro supera Perin. Nella ripresa Morata, entrato sul finale del primo tempo, sale in cattedra: al 50' favorisce il pareggio juventino trovandosi sulla traiettoria della conclusione di Alex Sandro beffando Handanovic. 

Al 52' Vlahovic porta addirittura in vantaggio i bianconeri, finalizzando un'azione di contropiede che aveva trovato la risposta di Handanovic nella prima conclusione ma nulla può bella ribattuta del croato. 

All'80' Valeri fischia un rigore all'Inter per un aggancio in area di De Ligt su Lautaro Martinez. Sul dischetto Calhanoglu firma il 2-2. Si va ai supplementari. Al 98' De Ligt si addormenta di nuovo e fa un fallo su De Vrji che il Var rileva a Valeri. Dal dischetto Perisic batte Perin per il sorpasso del 'biscione' che vale il 2-3. 

Al 102' Perisic chiude i giochi facendo partire un diagonale che fulmina Perin per il definitivo 2-4. Dopo 120' l'Inter può festeggiare la conquista della Coppa Italia, mentre la Juventus dopo 10 anni non porta a casa nessun trofeo, a sottolineare la fine di un ciclo rimarcato anche dell'addio di Chiellini che a fine stagione dirà addio alla maglia bianconera e azzurra dell'Italia.

Kherson chiederà l'annessione alla Russia, Kiev: "La libereremo"

(via Zelensky Ig)

KIEV - Le autorità filorusse della regione dell'Ucraina meridionale si starebbero preparando a chiedere a Putin l'annessione alla Russia. Immediata la replica del portavoce di Zelensky: "Possono chiedere di unirsi anche a Marte. L'esercito ucraino la libererà".

Intanto il presidente ucraino ha avvertito che Kiev sta esaurendo la pazienza per tenere negoziati con la Russia, date le crescenti prove di forza e atrocità commesse dalle forze russe.

"Siamo pronti a condurre questi negoziati, questi colloqui, purché non sia troppo tardi", ha affermato, riporta il Guardian, in un collegamento video con gli studenti di Sciences-Po a Parigi, ma ha aggiunto: "Con ogni nuova Bucha, con ogni nuova Mariupol e nuove atrocità scompare il desiderio e la possibilità di negoziare, così come la possibilità di risolvere questo problema in modo diplomatico".

Nel frattempo Londra sosterrà la Svezia e la Finlandia in caso di attacco, secondo Boris Johnson intervenuto nel dibattito sull'opportunità che le due nazioni scandinave aderiscano alla Nato.

E il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov fa sapere che Mosca non vuole una guerra in Europa ma l'Occidente sostiene che la Russia debba essere sconfitta.
 

Prezzi: viaggi, scarpe e ristorante sul podio delle rinunce

(Pixabay)
ROMA - Di fronte alla perdita del potere di acquisto determinata dall’inflazione quasi un italiano su quattro (23%) si dice pronto a sacrificare i viaggi, il 16% a ridurre le spese di vestiario e il 12% ai consumi fuori casa e all’intrattenimento, che salgono sul podio delle rinunce in tempi di guerra. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea –Nielsen sui comportamenti delle famiglie per difendere i bilanci dai rincari.

Nella classifica dei tagli – riferisce la Coldiretti – seguono i prodotti dell’elettronica (13%), e a seguire cultura e divertimenti (7%), salute e bellezza (7%), carburanti e uso automobile (5%), consumi domestici gas e luce (4%), manutenzione dell’abitazione (2%) e per ultimo gli alimentari (1%). In relazione alla spesa alimentare – precisa la Coldiretti –  pressoché tutte le famiglie italiane temono un aumento dei prezzi dei prodotti di prima necessità, mentre solo la metà circa del campione esprime preoccupazione sulla diponibilità dei prodotti che di solito acquista.

Turismo, ristorazione e moda rischiano dunque di essere i settori piu’ colpiti, dalla nuova fase di difficoltà economica alimentata dalla guerra in Ucraina, dopo aver già subito un duro colpo con la pandemia. Al contrario per non rinunciare al cibo le famiglie italiane – riferisce la Coldiretti – adottano nuovo strategie di consumo razionalizzando la spesa, pianificandogli acquisti e riducendo gli sprechi. Ben 7 famiglie su 10 (68%) – spiega la Coldiretti – eviteranno gli sprechi di cibo, quasi la metà ridurrà gli acquisti superflui (48%) e presterà maggiore attenzione al rapporto qualità prezzo e al rapporto prezzo/peso negli acquisti (47%) e il 38% programmerà con la lista per evitare acquisti inutili.

Una strategia resa necessaria dall’esplosione dei prezzi nel carrello con aumenti che vanno dal +63.5% dell’olio di semi che sta diventando introvabile al +8,4% del pane secondo la black list degli aumenti sullo scaffale elaborata dalla Coldiretti sulla base delle rilevazioni Istat sull’inflazione ad aprile 2022. , Se i prezzi di cibi e bevande sono aumentati in media del 6,3%, iI cima alla classifica dei rincari ci sono gli oli di semi, soprattutto quello di girasole – sottolinea Coldiretti – che risente del conflitto in Ucraina che è uno dei principali produttori e ha dovuto interrompere le spedizioni causa della guerra, mentre al secondo posto c’è la farina, con i prezzi in salita del 17,2% trainati dagli aumenti del grano, e al terzo il burro (+15,7%). Rincari a doppia cifra – continua Coldiretti – anche per la pasta (+14,1%) con la corsa agli acquisti nei supermercati per fare scorte, seguita da carne di pollo (+12,2%) e verdura fresca (+12%). A seguire nella graduatoria dei rincari – precisa la Coldiretti – ci sono frutti di mare con +10,2%, gelati a +9,5%, uova con +9,3%, mentre chiude la classifica il pane, che costa l’8,4% in più rispetto allo scorso anno.

Se i prezzi per le famiglie corrono l’aumento dei costi colpisce duramente – precisa la Coldiretti – l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne dovesi registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio con incrementi dei costi correnti di oltre 15.700 euro in media ma con punte oltre 47mila euro per le stalle da latte e picchi fino a 99mila euro per gli allevamenti di polli, secondo lo studio del Crea. Uno tsunami che si è abbattuto a valanga sulle aziende agricole con rincari per gli acquisti di concimi, imballaggi, gasolio, attrezzi e macchinari che stanno mettendo in crisi i bilanci delle aziende agricole.

“Occorre lavorare da subito per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “nell’immediato bisogna intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con interventi immediati per salvare aziende e stalle e strutturali per programmare il futuro”.

Impiego Fondi Por: la Puglia è la regione più efficiente


BARI - “Anche per Federcepicostruzioni la Puglia è la regione più efficiente sulla spesa dei fondi europei del POR 2014-2020. Un risultato messo in evidenza pochi giorni fa dal direttore generale responsabile della DG Regio della Commissione europea, Nicola De Michelis. Queste attestazioni sono un riconoscimento importante per la Puglia sulla gestione degli investimenti, sui tempi di realizzazione e sulla efficienza complessiva. Significa che anche le Regioni del Sud sono in grado di spendere bene le risorse destinate agli investimenti, contraddicendo un luogo comune che troppo a lungo ha prevalso.

Questo induce a prendere di petto una questione ineludibile per l’intero “sistema Paese” e, cioè, a procedere a un’ancora più drastica opera di semplificazione burocratica e a snellire realmente la filiera delle autorizzazioni che influenzano i processi di spesa pubblica. E anche a dare un impulso molto forte a misure di sostegno alla progettazione degli interventi, che soprattutto il sistema degli enti locali non è messo in condizione di alimentare con la continuità e la completezza necessarie per dare certezza all’apertura e alla chiusura dei cantieri.

È adesso che va fatta questa riflessione “alla pari”, tra Governo e Regioni, in modo da rispettare le scadenze sempre più serrate del Piano nazionale di ripresa e resilienza e di ben predisporsi alla partenza del ciclo di programmazione 2021-2027, anche per quanto concerne le risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione per cui alle Regioni deve essere assicurato un ruolo più incisivo”. È il commento del presidente della Regione Puglia alle analisi e alle dichiarazioni diffuse dopo il monitoraggio sulle Politiche di coesione della Programmazione europea 2014-2020.

Le moglie di due ufficiali di Azov: "Papa Francesco parli con Putin"


CDV - Incontro a San Pietro tra le mogli di due ufficiali del battaglione Azov ed il Papa, che hanno salutato al termine dell’udienza in piazza. Le due donne hanno chiesto al Pontefice di farsi garante dell’evacuazione dei soldati asseragliati nell’acciaieria Azovstal di Mariupol assediata dalle forze russe.

“Abbiamo chiesto al papa di venire in Ucraina e di parlare a Putin e dirgli di lasciarli andare”, ha riferito Yuliya Fedosiuk, 29 anni, moglie del soldato Arseniy Fedosivk. La speranza delle donne è che “come parte terza”, il pontefice possa in qualche modo farsi gratne affinché il presidente russo li “lasci passare con corridoi umanitari”.

Il Papa, hanno dichiarato, “ha detto che pregherà per noi e che fa tutto il possibile”. Il timore, ha spiegato la donna, “è che la Federazione Russa non permetta loro di andare in Ucraina” al termine dell’evacuazione: “Hanno parua di essere torturati e uccisi”. 

Nell’acciaieria, ha sostenuto Yuliya Fedosiuk, “le condizioni sono terribili: poche scorte, niente più cibo, niente acqua, niente medicine. Abbiamo detto al papa che ci 700 soldati feriti, con amputazioni e altri problemi, molti sono morti e non possiamo sotterrarli in modo cristiano”: “Devono essere evacuati subito”.

Kateryna Prokopenko, moglie del comandante di Azov, Denis Prokopenko, ha dichiarato: “Non posso nemmeno spiegare cosa ho sentito in quel momento. Ero nervosa, è stato un omento storico e speriamo che possa aiutare la vita dei nostri mariti dentro Azovstal. Speriamo che questo incontro ci dia la possibilità di salvare le loro vite. Ora attendiamo l’azione del papa, della sua delegazione, i nsotri soldati sono pronti ad essere evacuati in un paese terzo, sono pronti a cedere le armi, e noi siamo tutti pronti ad aiutarli. Faremo tutto il possibile per salvarli”.

Ucraina: appello al cessate il fuoco da Xi Jinping e Macron

(Drop of Light/Shutterstock)
KIEV - Mentre i combattimenti sono quasi in stallo, da Xi Jinping e Macron è arrivato un appello al cessate il fuoco e il battaglione Azov ha rinnovato l'appello alla comunità internazionale per evacuare dall'acciaieria di Mariupol. La Bielorussia ha annunciato lo schieramento di forze scelte ai confini con l'Ucraina.

In risposta al dispiegamento di circa 20mila soldati ucraini, Minsk ha schierato le sue forze speciali lungo tre direzioni tattiche. Intanto, la vicepremier Vereshchuk ha fatto sapere che nell'acciaieria di Mariupol ci sono ancora mille combattenti e centinaia sono feriti.

Ripreso dalle forze russe l'assalto all'acciaieria Azovstal, dove centinaia di combattenti continuano a resistere, e parlano di 34 attacchi aerei nelle ultime 24 ore.

Secondo Kiev un centinaio di civili sono ancora nello stabilimento.

Nuove scene dell'orrore a Izyum dove sono stati scoperti i corpi di 44 civili sotto le macerie di un edificio di cinque piani distrutto dai russi. L'Oms ha verificato 200 attacchi a strutture sanitarie in Ucraina dall'inizio della guerra.

Nel frattempo secondo l'emittente Al Jazeera decine di cadaveri di soldati russi sono stati abbandonati senza sepoltura quando le truppe di Mosca si sono ritirate dalla regioni di Kiev e Kharkiv. L'emittente araba ha scoperto numerosi corpi, ammassati in un vagone refrigerato di un treno nella regione di Kiev. Il capo dell'amministrazione militare di Kharkiv parla di cadaveri trovati "per le strade, nelle case". 

"Non sono stati nemmeno sepolti, li hanno lasciati nelle discariche. Quando si ritirano, non prendono i corpi dei loro soldati", ha spiegato.

La Camera boccia la proposta di Fdl sul presidenzialismo


ROMA - Affossata la proposta di legge costituzionale presentata dal partito di Giorgia Meloni per l'elezione diretta del capo dello Stato. È stato infatti approvato l'emendamento M5s al testo che sopprime i primi quattro articoli con 236 sì, 19 astenuti (Italia Viva) e 204 no. 

A favore ha votato il centrodestra, contro il resto del centrosinistra. Il voto ha sancito, di fatto, la fine della proposta di legge. Decisive per la bocciatura le assenze tra i banchi degli alleati di coalizione, Lega e Forza Italia.

Meloni: "Senza regole si rischia la deriva autoritaria" - "Se siamo di fatto in un sistema presidenziale e non abbiamo le regole conseguenti il rischio di una deriva autoritaria c'è, perché la prima regola è che il presidente lo votano gli italiani non se lo vedono calato dall'alto", aveva affermato la leader di FdI aprendo il dibattito alla Camera sugli emendamenti. 

"La vera posta in gioco oggi è stabilire chi debba davvero detenere la sovranità in Italia, se il popolo o il Palazzo con i suoi intrighi e sotterfugi".

La fine della strategia zero Covid a Taiwan

(Wphoto/Pixabay)

Taiwan sta affrontando la peggiore ondata di coronavirus dall'inizio dell'emergenza. Il governo ha comunque deciso di non imporre rigide limitazioni e di puntare sula responsabilizzazione dei cittadini, promuovendo anche la campagna vaccinale. Una scelta in contrasto con quanto sta succedendo in Cina.

I casi nel paese sono ancora in aumento e gli esperti prevedono un picco tra tre settimane, con ben 3,5 milioni dei 24,5 milioni di persone che dovrebbero essere infettati alla fine e fino a 16.000 morti. Poiché i conteggi giornalieri hanno superato i 30.000 questa settimana, il CECC ha continuato ad allentare le restrizioni, eliminare i check-in obbligatori con codice QR e ridurre i tempi di quarantena ed ha esortato le persone a mantenere l'uso della mascherina, a lavorare da casa se possibile, a ridurre gli assembramenti, a vaccinarsi e a sottoporsi a un test rapido se avvertivano sintomi. Significa anche fidarsi delle persone che si auto-segnalano e si isolano o si mettono in quarantena a casa.

Dunque questo modello funziona? In molti casi, sì. Chen osserva che il tasso di mortalità dell'epidemia è ancora estremamente basso, inferiore allo 0,2%. Quest'anno 66 persone sono morte a causa del Covid-19, portando il totale di Taiwan a 919 su oltre 345.000 casi. Più del 99,75% dei casi di Omicron sono lievi o asintomatici e i residenti e le aziende continuano a vivere le loro giornate senza blocchi o panico. I gruppi di visitatori vengono gradualmente autorizzati a tornare.

Gli ospedali non sono al completo, grazie a Taiwan che ha posto fine preventivamente a una politica di ricovero obbligatorio per tutti i casi. La stessa politica a Hong Kong aveva riempito i suoi ospedali prima dell'inizio dell'ondata, ma a Taiwan solo il 44% dei letti in terapia intensiva ospedaliera (più del 62% a Taipei) era pieno fino a venerdì.

Il professor Yen Muh-yong, direttore del dipartimento di malattie infettive dell'ospedale Cheng Hsin, afferma che la deviazione dei casi dagli ospedali da parte di Taiwan ha avuto finora "molto successo nell'alleviare la pressione". Ma teme che non sarà ancora sufficiente per questa ondata e sollecita una maggiore integrazione dei servizi locali e distrettuali, per creare un aumento della capacità della forza lavoro e ridurre l'affollamento degli ospedali.

Draghi alla Casa Bianca: "Putin pensava di dividerci, ma ha fallito"

WASHINGTON - Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha incontrato alla Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Biden ha accolto il premier italiano nello studio Ovale. Tra i due leader si è tenuto circa un'ora e mezzo di colloquio.

"Putin pensava di dividerci, ha fallito": lo ha detto Draghi a colloquio con Joe Biden. La guerra in Ucraina porterà dei cambiamenti massicci in Europa. "C'è una cosa che appezzo di te, il tuo sforzo sin dall'inizio di aver unito la Nato e l'Ue e ci sei riuscito. Era difficile credere che andassero di pari passo, era più probabile che si dividessero ma tu sei riuscito a farle andare all'unisono": lo ha detto Joe Biden al premier Mario Draghi nello studio Ovale.

"Siamo uniti nel condannare l'invasione dell'Ucraina, uniti nelle sanzioni e nell'aiutare l'Ucraina come ci ha chiesto il presidente Zelensky", ha detto il premier italiano a colloquio con Biden. "Le nostre nazioni sono unite in modo forte e la guerra in Ucraina le ha ulteriormente rafforzato l'unione". "In Italia e in Europa le persone vogliono la fine di questi massacri, di questa violenza, di questa macelleria. Le persone pensano che cosa possiamo fare per portare la pace", ha continuato Draghi.

"La cooperazione dell'Italia è fondamentale", ha detto Biden. "Un'Unione europea forte e' nell'interesse degli Usa", ha spiegato il presidente statunintense. L'Italia e gli Stati Uniti "hanno una lunga storia di legami condivisi", ha aggiunto il presidente americano sottolineando che negli Usa ci sono "tanti italo-americani fieri delle loro origini"."Dobbiamo utilizzare ogni canale per la pace, per un cessate il fuoco e l'avvio di negoziati credibili", ha aggiunto il presidente del Consiglio.

All'incontro tra il presidente americano Joe Biden e il premier Mario Draghi erano presenti, tra gli altri, per parte italiana l'ambasciatrice a Washington Mariangela Zappia, il consigliere diplomatico Luigi Mattiolo, quello militare il generale Luigi De Leverano e quello economico Francesco Giavazzi. Per parte americana la segretaria al Tesoro Janet Yellen, la vice segretaria del dipartimento di Stato Wendy Sherman e la consigliera della Casa Bianca per gli affari europei Amanda Sloat.

La Bielorussia schiera forze speciali al confine con I'Ucraina

(Vladymyr Vorobiov/Shutterstock)

KIEV - In risposta al dispiegamento di circa 20mila soldati ucraini, Minsk ha schierato le sue forze speciali lungo tre direzioni tattiche. Intanto, la vicepremier Vereshchuk ha fatto sapere che nell'acciaieria di Mariupol ci sono ancora mille combattenti e centinaia sono feriti.

Ripreso dalle forze russe l'assalto all'acciaieria Azovstal, dove centinaia di combattenti continuano a resistere, e parlano di 34 attacchi aerei nelle ultime 24 ore.

Secondo Kiev un centinaio di civili sono ancora nello stabilimento.

Nuove scene dell'orrore a Izyum dove sono stati scoperti i corpi di 44 civili sotto le macerie di un edificio di cinque piani distrutto dai russi. L'Oms ha verificato 200 attacchi a strutture sanitarie in Ucraina dall'inizio della guerra.

Nel frattempo secondo l'emittente Al Jazeera decine di cadaveri di soldati russi sono stati abbandonati senza sepoltura quando le truppe di Mosca si sono ritirate dalla regioni di Kiev e Kharkiv. L'emittente araba ha scoperto numerosi corpi, ammassati in un vagone refrigerato di un treno nella regione di Kiev. Il capo dell'amministrazione militare di Kharkiv parla di cadaveri trovati "per le strade, nelle case". 

"Non sono stati nemmeno sepolti, li hanno lasciati nelle discariche. Quando si ritirano, non prendono i corpi dei loro soldati", ha spiegato.

Il fotografo Michele Bavassano ci porta nel suo mondo, attraverso la bellezza della natura

Foto concesse dal fotografo Michele Bavassano per la pubblicazione dell'intervista che ha rilasciato al nostro quotidiano. 

Sin da bambino si appassiona di fotografia e decide così, di intraprendere il suo cammino in questo meraviglioso mondo, innamorandosi della natura e di tutto ciò che la circonda. Michele Bavassano è tra i fotografi più apprezzati e seguiti sui social: da diversi anni contempla la natura attraverso la sua macchina fotografica cercando di condividere le sue emozioni. Ecco cosa ci ha raccontato. 

Cosa rappresentano le tue fotografie? 

Sin dai primi scatti ho cercato di rappresentare la natura in modo diverso da come si era abituati a vederla. C’è sempre stata una ricerca del lato documentaristico nella fotografia di animali. Lo scopo è sempre stato quello di documentare e raramente di interpretare, creare. Quello che cerco di rappresentare con le mie foto è il lato artistico della natura, degli animali. Cercare di cogliere l’espressività di un animale, i colori, la bellezza. 

Come la definiresti? 

Ho sempre definito la mia fotografia una continua ricerca dell’arte all’interno della natura. Un obiettivo forse non troppo difficile vista l’incredibile varietà e bellezza che essa ci offre ogni giorno, ma per me è sempre stato importante inserire qualcosa di mio in ogni foto, qualcosa che lasciasse un emozione non esclusivamente legata alla bellezza dell’animale ma principalmente a ciò che l’animale comunica attraverso il suo sguardo.

Dalla Bbc a Discovery, hanno scoperto e apprezzato il tuo talento. Sei soddisfatto? 

Sono partito a 17/18 anni da autodidatta cercando di fotografare la natura vicino casa mia. Essere arrivato a poter vedere le mie fotografie su testate di questo livello è ovviamente gratificante e mi dà molta energia, alimentando la mia passione. Credo che questo sia frutto del lavoro sodo, sono tappe importanti ma non sono queste a determinare la bravura o la professionalità di un fotografo naturalista. Per vivere in questo mondo bisogno amare la natura e non strumentalizzarla in funzione di questi traguardi. Vivo ogni giorno della mia vita sul campo e sono soddisfatto di condividere i miei scatti con chiunque voglia farlo. La natura ogni giorno è più in difficoltà e, sensibilizzare facendo osservare lo splendido pianeta che ci ospita, è l’unica salvezza per far innamorare quanta più gente della bellezza che abbiamo tutti noi sotto il nostro naso. 

Quali sono le tue ambizioni?  

Non ho ambizioni particolari, vorrei trascorrere tutta la mia vita in viaggio ed esplorare quanta più natura possibile. Vorrei che questo periodo della mia vita continuasse a lungo e per farlo è importante lavorare sodo e non mollare.  Però, se posso, devo dire che a questa stessa domanda, fino a qualche anno fa avrei risposto diversamente. Quando ho iniziato a scattare non avrei mai nemmeno potuto ambire o sognare di ritrovarmi dove sono ora. Sono estremamente felice di quello che ho costruito in questi anni e mai avrei pensato di farcela. Continuerò a lavorare, viaggiare alla ricerca del momento perfetto, vedremo poi il destino dove mi porterà.

Ti piacerebbe realizzare una mostra fotografica?

Ho già tenuto alcune mostre fotografiche, al momento non ho nulla in cantiere, sicuramente mi piacerebbe esporre in qualche realtà di spessore. Credo sia importante portare le immagini fuori dallo schermo di un cellulare o di un computer. Le emozioni di un’immagine vengono trasmesse meglio attraverso la carta. Terminato questo lungo periodo della pandemia sicuramente valuterò le occasioni che mi si presenteranno per realizzare delle esposizioni dei miei lavori. Ho tante fotografie inedite che attendono di essere guardate.

https://michelebavassano.com/

Sentenza TAR Bari su Xylella, Pentassuglia: "Operato Regione fondato su un’attenta e puntuale analisi del fenomeno"


BARI - “Le sentenze vanno rispettate: ciò che è in quella sentenza è stato già acquisito negli atti regionali di novembre scorso e sotto la mia gestione assessorile. Piuttosto il pronunciamento del TAR ci dimostra che l’operato della Regione è sempre stato fondato su un’attenta e puntuale analisi del fenomeno con una strategia d’intervento finalizzata a tutelare l’inestimabile patrimonio olivicolo della nostra Regione”. E’ il commento dell’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia Donato Pentassuglia in merito alla decisione del TAR di Bari sui ricorsi presentati dai proprietari dei terreni interessati dalle prescrizioni previste dall’Osservatorio fitosanitario della Regione Puglia, necessarie per contrastare la diffusione di Xylella fastidiosa.

“Siamo dell’avviso che la pianta malata vada eradicata e la Regione, in tal senso, ha già emesso provvedimenti perché sia la capitozzatura sia gli innesti nella zona ex contenimento, pratica tra le più antiche, fossero interventi idonei ad arrestare la batteriosi. A tal proposito ricordiamo che il bando sugli innesti è stato utilizzato da pochissimi agricoltori e proprietari ed è per questo che stiamo per rimettere a bando l’intervento con le risorse residuali. Quindi – prosegue – nella sentenza non c'è nessuna novità che trascende da quello che è stato ed è il nostro percorso. Rispettiamo il pronunciamento del TAR ma andiamo avanti con i monitoraggi, le analisi molecolari e, soprattutto, nel sensibilizzare le persone ad eradicare le piante dichiarate infette. Il tema degli Ulivi secolari ha una sua norma specifica: non vogliamo fare scempio di questo paesaggio bellissimo, però non possiamo neanche consentire che, tenendo in piedi quelle poche piante infette, si ripresenti più viva che mai una tragedia che abbiamo vissuto e che ancora oggi continuiamo a vedere davanti ai nostri occhi”.

Il TAR di Bari, pur avendo sospeso l’efficacia dei provvedimenti regionali di abbattimento delle piante monumentali risultate infette, ha riconosciuto come giusto punto di equilibrio le misure fitosanitarie alternative che l’Osservatorio, dopo un’attenta valutazione del rischio fitosanitario, aveva già autorizzato ai ricorrenti lo scorso gennaio. Misure alternative consistenti nella capitozzatura e innesto delle piante oggetto dei provvedimenti, così come previsto dalla legge regionale n. 4/2017 modificata dal Consiglio regionale lo scorso dicembre.

I ricorrenti, invece, avrebbero voluto utilizzare protocolli sperimentali non validati dalla scienza in luogo sia dell’abbattimento delle piante che del loro innesto con varietà resistenti. Il TAR di Bari non ha accolto questa richiesta ma ha confermato l’obbligo di innesto con cultivar resistenti, da eseguire entro il prossimo 30 giugno.

“Il contrasto alla diffusione di Xylella fastidiosa – conclude - è un obiettivo che possiamo conseguire soltanto se vi è uno sforzo comune nell’attuare la normativa europea, nazionale e regionale, evitando di inseguire alternative in assenza di evidenze scientifiche, che rischiano solo di mettere a repentaglio l’intero patrimonio olivicolo regionale”.

Covid Puglia: +4.114 casi e 7 decessi. Tasso al 19%


BARI - Nelle ultime 24 ore in Puglia si registrano 4.114 nuovi casi Covid-19 su 21.754 test (incidenza del 19%) e 7 decessi.

I nuovi casi sono così distribuiti: 1.445 in provincia di Bari, 239 nella provincia Bat, 368 in quella di Brindisi, 482 in quella di Foggia, 846 nel Leccese, e 691 nel Tarantino.

Sono residenti fuori regione altre 33 persone risultate positive.

Delle 92.802 persone attualmente positive 517 sono ricoverate in area non critica (ieri 526) e 30 in terapia intensiva (ieri 25).

Kim Jong-Un: "Solidarietà a Putin"


PIERO CHIMENTI -
Il presidente della Corea del Nord, Kim Jong-Un, ha espresso solidarietà al presidente Putin in occasione della Giornata della Vittoria. Secondo quanto riportato dall'agenzia stampa nordcoreana Kcna, il grande leader avrebbe "esteso la ferma solidarietà alla causa del popolo russo per sradicare la minaccia politica e militare e il ricatto da parte delle forze ostili e salvaguardare la dignità, la pace e la sicurezza del Paese", ribadendo nella missiva il legame che unisce i due Paesi.

Washington Post premiato con Pulitzer


PIERO CHIMENTI
- Il Washington Post ha vinto il Premio Pulitzer per il servizio pubblico che ha offerto "per la copertura dell'insurrezione del 6 gennaio al Campidoglio degli Stati Uniti, l'attacco alla democrazia per un anno tumultuoso che ha visto anche la fine della guerra più lunga degli Stati Uniti, in Afghanistan".

Maxi blitz contro la 'Ndrangheta: decine di arresti tra Lazio e Calabria

ROMA - Imponente operazione tra Roma e Reggio Calabria della Direzione investigativa antimafia. In manette sono finite 43 persone, accusate di far parte di un sodalizio mafioso denominato cosca Alvaro-Penna.

Tra gli arrestati anche il sindaco di Cosoleto, Antonino Gioffrè. Tutti uomini direttamente o indirettamente relazionati con il clan Alvaro, famiglia cerniera fra le cosche di 'Ndrangheta della Piana e della città di Reggio Calabria

Al centro dell'inchiesta della Dia di Reggio Calabria, affari, traffici e rapporti della cosca, capace di trafficare in armi come di controllare il settore alimentare e di infiltrare le amministrazioni dei territori in cui si radicano.

Ucraina: missili ipersonici russi colpiscono Odessa


KIEV - Ancora attacchi missilistici di Mosca contro la città dell'Ucraina meridionale. Il primo è stato abbastanza forte da scuotere i finestrini e far scattare gli allarmi delle auto vicine. La Russia ha colpito la città ucraina di Odessa con tre missili Kinzhal lanciati da un aereo russo Tu-22. A scriverlo l'agenzia ucraina Ukrinform, precisando che i missili hanno ferito due persone e distrutto cinque edifici di infrastrutture turistiche.

In giornata le truppe russe avevano lanciato un raid missilistico nella città durante la visita in città del presidente del Consiglio europeo Charles Michel e del primo ministro ucraino Denys Shmyhal.

Nel frattempo, a Mariupol, continua l'assedio condotto dalle truppe del Cremlino all'acciaieria Azovstal in cui sono asserragliati gli ultimi combattenti ucraini rimasti in città.

Il presidente statunitnense Joe Biden e il premier italiano Mario Draghi "parleranno di come continuare a imporre sanzioni su Putin e la Russia e di come continuare ad aiutare gli ucraini". A dichiararlo la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, in un briefing con la stampa a proposito dell'arrivo domani del premier italiano. I due leader "parleranno anche della cooperazione bilaterale in vari ambiti", ha ribadito.

Con l'attacco all'Ucraina, Mosca ha risposto ad "una minaccia diretta vicino ai confini russi", perché "un attacco era stato preparato, anche alla Crimea". Lo dice il presidente Putin durante la parata per il Giorno della vittoria sui nazisti spiegando che "l'orrore di una guerra globale non si deve ripetere". Ai soldati dice che stanno combattendo "per la nostra gente nel Donbass e per la sicurezza della patria". 

La Russia ha sempre voluto "un sistema indivisibile per la sicurezza, ma la Nato non ci ha ascoltato". "L'aggressione" della Crimea "è stata una minaccia ai confini, inammissibile per noi. Il pericolo è cresciuto ogni giorno, il nostro è stato un atto preventivo, una decisione necessaria e giusta". Putin non ha "alcun dubbio" sul fatto che quella che chiama "l'operazione militare speciale" in Ucraina "produrrà risultati".
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