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Orsara Colors 2019, il paese invaso da artisti e colori

ORSARA DI PUGLIA (FG) – Una vera e propria invasione d’arte e di artisti: da venerdì 7 a domenica 9 giugno, a Orsara di Puglia sarà di scena la quarta edizione di “Colors”, simposio artistico e concorso di pittura e scultura “en plein air” che trasformerà le vie del paese con installazioni, murales, mostre, mercati dell’artigianato, video-arte, proiezioni, dj set e “note dipinte”.

SABATO E DOMENICA, IL PROGRAMMA. Dalle 9 alle 12 e poi dalle 15 alle 18.30, sabato 8 e domenica 9 giugno Orsara di Puglia diventerà “palcoscenico” all’aperto per il concorso di pittura e scultura “en plein air” di Colors, con artisti provenienti da tutta Italia. Particolarmente suggestivo sarà lo scenario dell’imponente complesso abbaziale orsarese, con pittura, scultura, performance e installazioni artistiche che invaderanno anche il resto del centro storico. Oltre al concorso e al simposio d’arte, “ColorStreet” porterà colori, murales e riproduzioni giganti di opere come la Notte Stellata di Van Gogh nel cuore del paese, in ogni via, con installazioni che trasformeranno il volto di Piazza Mazzini. A Palazzo De Gregorio e in tutto il centro storico, inoltre, dalla mattina sarà attivo il Mercato dell’arte e dell’artigianato.

Saranno diverse anche le mostre a cui poter accedere: “Red Colors” a cura di Bibart; “Colors Story” a cura della Parrocchia; “Orsara Art” a cura di Avis Orsara. Pittori, scultori, performer, muralisti che operano a livello nazionale e internazionale invaderanno il paese dando sfogo alla loro creatività en plein air e permettendo ai visitatori di essere parte attiva del processo di formazione delle opere, in più mostre, istallazioni, musica e video proiezioni. Domenica, in particolare, i visitatori potranno dipingere su tele giganti, vedere impressa la musica su tela digitale, e godere della musica e dei dj set che saranno di scena in Piazza Mazzini fino a notte fonda. L’evento è organizzato da Comune di Orsara di Puglia, Federico II Eventi e Parrocchia San Nicola di Bari.

Hell in the cave alle Grotte di Castellana: sei repliche a giugno e luglio

CASTELLANA GROTTE (BA) - Ufficializzate, nell'ambito del progetto regionale Crossing Arts, dalla Grotte di Castellana srl (Ba) le date della programmazione giugno-luglio di Hell in the Cave - versi danzanti nell'aere fosco, il più grande show aereo sotterraneo del mondo, rappresentazione multimediale dell'Inferno di Dante Alighieri, l'unico spettacolo stanziale di Puglia.

Ispirato ai gironi danteschi della Divina Commedia, Hell in the Cave è l’inferno visto dal centro della terra, a 70 metri di profondità, fra concrezioni carsiche disegnate dalla natura in 90 milioni di anni. Uno scenario suggestivo fa da cornice ed è al contempo protagonista dello spettacolo, fra anime dannate e demoni ma anche celestiali figure candide guidate dalla incantevole Beatrice. Il cast di ballerini e attori rende unica l’esperienza di Hell in the Cave che da sempre colleziona numeri da primato.

Sei le repliche in calendario nei prossimi due mesi. Si comincia con tre repliche a giugno: sabato 8, sabato 15 e sabato 29. Tre repliche anche a luglio: sabato 6, domenica 14, venerdì 26. Le date di agosto e settembre, invece, saranno ufficializzate nelle prossime settimane.

L’inizio delle repliche è sempre previsto per le ore 21.

I biglietti sono in vendita online sul circuito ticketone.it.

Info e prenotazioni al numero 3391176722. Il costo del biglietto è di 20 euro.

Possibile anche la combinazione biglietto Grotte di Castellana (visita completa con Grotta Bianca) + biglietto Hell in the Cave: il costo complessivo sarà di 28 euro al posto di 36 euro.

Ulteriori informazioni sul sito www.grottedicastellana.it e sui canali social di Grotte di Castellana @castellanacaves.


GLI ORARI DI VISITA ALLE GROTTE DI CASTELLANA

VALIDI PER TUTTO IL MESE DI GIUGNO 2019

Visita completa in lingua italiana: ore 9.00 - 10.00 - 11.00 - 12.00 - 15.00 - 16.00 - 17.00
Visita completa in lingua inglese, tedesca e francese: ore 11.00 - 16.00
Visita parziale in lingua italiana: ore 10.30 - 11.30 - 13.00 - 14.30 - 15.30 - 18.00
Visita parziale in lingua inglese e tedesca: ore 9.30 - 13.00 - 14.30 - 18.00
Il servizio di prenotazione è riservato soltanto ai gruppi superiori a 20 ingressi.

Per i singoli sarà sufficiente presentarsi in biglietteria almeno 30 minuti prima della visita scelta.

È possibile, per il solo periodo compreso tra marzo e novembre, pre-acquistare il biglietto attraverso il circuito TicketOne fino a 24 ore prima della visita scelta.

Per qualsiasi altra esigenza scrivere a segreteria@grottedicastellana.it oppure chiamare il numero 0804998221

Ulteriori informazioni sul sito ufficiale www.grottedicastellana.it e sui canali social di Grotte di Castellana.

Cinema: Don e Tony on the road


di WALTER CANNELLONI - ROMA. La storia, vera, ha inizio a New York, nel 1962. Qui, Tony “Lip” Vallelonga, italo-americano che vive nel Bronx, fa il buttafuori nel famoso night-club “Copacabana”, che però chiude i battenti per lavori di ristrutturazione. Tony si ritrova così senza lavoro: ha l'affettuosa moglie Dolores e due figli da sfamare. 
   
Quasi per caso, gli capita l'offerta di lavoro come autista di un certo dottor Shirley, che lui pensa sia un medico. Quando si presenta per l'annuncio che il dottor Shirley è in realtà un colto musicista sinfonico, virtuoso del pianoforte, ma laureato anche in psicologia e arti liturgiche, che vive in un lussuoso attico sopra la Carnegie Hall. 
   
Don (questo è il suo nome) offre a Tony cento dollari alla settimana, per otto settimane, perchè lo accompagni negli Stati americani del profondo Sud per una tournèe concertistica, voluta fortemente dal pianista, poiché il talento non basta, ci vuole il coraggio per cambiare il cuore della gente. 
   
Don Shirley, infatti, è un nero, che telefona a Dolores per chiederle se se la sente di stare lontano dal marito per due mesi, fino al giorno di Natale. 
   
Tirando sul prezzo fino a centoventicinque dollari la settimana, Tony accetta, e inizia il lungo viaggio in limousine. 

Pittsburgh, Pennsylvania: qui Tony, che è un fumatore incallito e un mangiatore bulimico, si accorge, sentendolo suonare, che il suo datore di lavoro è un genio della musica e non solo. 
   
Lo guiderà, alla luce di tale constatazione, ancora più volentieri, utilizzando il “Green Book”, l'infamante e offensiva guida turistica preparata per i neri d'America nei loro spostamenti.   
   
Hanover, Indiana: qui Tony riesce a ottenere un pianoforte Steinway, come da contratto, per l'esibizione di Don, malmenando un maleducato organizzatore che aveva obiettato che “tanto i negri suonano tutto”. 
   
Cedar Rapids, Iowa: qui il colto, beneducato ed elitario Don dà lezioni di dizione e di galateo all'illetterato italo-americano Tony, imparando a sua volta a mangiare con le mani il pollo fritto dei fast-food, gettandone “ignorantemente” le ossa dal finestrino dell'autovettura.    
   
Louisville, Kentucky: qui Don, avventatamente avventuratosi in un bar per bere un drink, viene circondato da dei bianchi razzisti che vogliono fargliela pagare. 
   
Sarà Tony, che finge di avere un revolver (che ha davvero...) a liberarlo da quegli aguzzini. 
   
Raleigh, North Carolina: qui a Don, nel salone dei ricevimenti dove deve tenere il concerto, viene vietato di servirsi della toilette dei bianchi. Intanto, Don insegna a Tony a scrivere bellissime lettere d'amore a Dolores, sua moglie. 
   
Macon, Georgia: qui Tony toglie nuovamente dai guai Don, che era stato arrestato per una pasticciata e confusa scappatella gay. L'autista offre ai poliziotti dei soldi per acquistare un elegante vestito nella migliore sartoria della città, ottenendo la liberazione del pianista. 
   
Stato della Louisiana: stavolta è Don a togliere le castagne dal fuoco a Tony, che aveva malmenato un aggressivo poliziotto che lo aveva chiamato “mangiaspaghetti”. 
   
I due sono finiti nelle sperdute galere di un'altrettanto sperduta cittadina dello Stato e Don, che ottiene dai poliziotti razzisti il permesso di chiamare il suo avvocato, coinvolge nientepopodimeno che il procuratore della Difesa Bob Kennedy, che conosce personalmente. I due vengono rilasciati all'istante.   
   
Birmingham, Alabama: è il 23 dicembre. L'ultima data del tour. A Don viene proibito di pranzare nel ristorante dove si svolgerà il concerto, e il pianista e il suo autista, decidono, per questo motivo e di comune accordo, di non effettuare l'esibizione e di tornare a New York. 
   
Sotto una tormenta di neve che lo accompagna durante tutto il viaggio, e con Don che fa da autista all'esausto Tony, i due giungono nella “Grande Mela” in tempo per la cena di Natale.   
   
Dopo un iniziale rifiuto, Don si presenta a casa Vallelonga, e Dolores, riconoscente, lo ringrazia per aver “aiutato” il marito a scrivere quelle bellissime lettere d'amore. 
   
Don Shirley continuerà a suonare ai massimi livelli (Igor Stravinsky lo definirà “un dono degli dei”) mentre la sua amicizia profonda con Tony durerà fino alla loro morte, avvenuta per entrambi nel 2013. 
   
Film potente sull'amicizia virile, interrazziale e interclassista, di due uomini apparentemente divisi dal colore della pelle, dalla cultura e dal ceto sociale, ma uniti da una comune sensibilità e da un sentire condiviso, la pellicola è anche un magnifico “on the road” sui luoghi del segregazionismo razziale nell'America dei primi Anni Sessanta. 
   
L'italo-americano Tony ed il nero Don si avvicinano e si allontanano, per poi ricongiungersi definitivamente, in un racconto arioso e vivace tutto giocato sul versante dell'ironia intelligente e dissacrante, salvo poi lasciare spazio a momenti di autentica commozione, come quando Don confessa a Tony di essere terribilmente solo, un nero non-nero, non complice della sua gente (ignora persino chi siano Little Richard e Aretha Franklin), e disprezzato, nonostante il successo, dai ricchi bianchi dominatori. 
   
O come nella scena finale, quando Dolores abbraccia forte forte Don nella notte di Natale, accogliendolo da fratello nella sua casa e nella sua famiglia.  
   
Dobbiamo inoltre essere tutti grati a Viggo Mortensen e a Mahershala Ali per i due personaggi da loro interpretati, che rimarranno nella storia del cinema: soprattutto l'ingrassatissimo Viggo Mortensen è straordinario nel delineare la figura di Tony (anche se l'Oscar come miglior attore non protagonista è andato al suo collega di scena nero), sospesa tra aggressività e buon cuore. 
   
L'opera ha ricevuto il premio Oscar 2019 come miglior film e come migliore sceneggiatura originale. 
   
In conclusione, un vero capolavoro che costituisce un duro e severo monito verso quanti interpretano i rapporti interrazziali ed etnici con lo sguardo di Caino. Per gretto calcolo politico o per semplice ignoranza culturale, alimentando campagne di odio e fomentando l'atavica e immotivata paura dell'”uomo nero”, questi pericolosi terroristi presenti nelle nostre società tentano di trapiantare, anche a latitudini immuni dai pregiudizi sul colore della pelle, l'odioso e meschino bacillo del razzismo. 

Il film è disponibile su DVD e su Sky Prima Fila.

REGIA: PETER FARRELLY
SCENEGGIATURA: PETER FARRELLY, BRIAN HAYES CURRIE, NICK VALLELONGA
FOTOGRAFIA: SEAN PORTER
MUSICA: KRIS BOWERS
INTERPRETI:  VIGGO MORTENSEN
                           MAHERSHALA ALI
                           LINDA CARDELLINI
PRODUZIONE:  USA, 2018

Antonella Lo Coco, il nuovo singolo e le nozze con la compagna

MILANO - “Felici in due” (etichetta discografica FORMICA DISCHI in collaborazione con Matilde Dischi, distribuzione ARTIST FIRST) è il nuovo singolo di Antonella Lo Coco, in radio e in digital download a partire dal 7 giugno. La cantautrice,siciliana di nascita ma emiliana d'adozione, attualmente è impegnata come giurata nel programma “All Togheter now”di Canale 5.

“ ‘Felici in due’ non è solo una canzone- racconta Antonella Lo Coco- ma un atto d’amore, una dichiarazione alla compagna Elisa con cui sto ormai da tanti anni e che sposerò il 20 giugno di quest’anno, un modo per trasmettere un messaggio positivo in questo momento storico così delicato e importante per le coppie omosessuali. Questa canzone è il coronamento di un momento personale di coppia importante, il matrimonio. Diffondere amore nella maniera più naturale e vera possibile è il vero obbiettivo di questo singolo. L’ho scritto senza pensare alle logiche radiofoniche ma seguendo semplicemente quello avevo dentro. Spero possa essere di aiuto a chi ha bisogno di tirare fuori e vivere senza paure un sentimento”

Dal 2012 ad oggi, Antonella Lo Coco si è divisa tra musica, cinema e tv: con la sua prima band apre ilconcerto di Elisa all'Arena di Verona e a Pesaro nel 2008. Nel 2012 è finalista alla quinta edizione di X Factore lo stesso anno il suo primo album dal titolo Cuore scoppiato è disco d'oro nella classifica dei download digitali). Partecipa ai programmi tv “Non sparate sul pianista” (Rai 1); 'Sto Classico! (Italia Uno), Radio Italia Live e Video Italia) che la rendono nota al grande pubblico. Nel 2013 la carriera artistica di Antonella si apre anche al mondo del cinema: partecipa al film Ci vuole un gran fisico (diretto da Sophie Chiarello, 2013) che ha come protagonista Angela Finocchiaro. 

Tra le musiche del film, il suo branoGeisha,frutto della collaborazione tra Antonella e un team di produttori artistici formato da Luca Vicini eMax Casacci deiSubsonica, e da Marco Baroni,Domenico Canu, Sergio Della Monica e Alessandro Neri dei Planet Funk. Nel 2013 Antonella si è dedicata anche alla tv. Ha partecipato alla trasmissione televisiva in tre puntate Sim Sala Music - La canzone comica in Italia prodotta da Agidi per Rai 5 e condotta da Raul Cremona. Ha inoltre partecipato a diverse puntate della trasmisione di Rai Movie SoundTrek – Live Music & Movies, anche in veste di inviata speciale ai Wind Music Award 2013.Nell'autunno del 2013 ha partecipato alla trasmissione Io Canto, condotta in prima serata su Canale 5 da Gerry Scotti. Antonella era uno dei 5 membri della giuria di qualità che ha il compito di votare le esibizioni dei giovani talenti capitanati da Mara Maionchi, Claudio Cecchetto e Flavia Cercato. Del 2014 il featuring nel brano La mia eroina (SoundsGood/Sony) del rapper Dinamite e un featuring al singolo diEmis Killa Che abbia vinto o no (Carosello Records) inserito nella colonna sonora del film di Aldo Giovanni e Giacomo Il ricco, il povero e il maggiordomo (Agidi, Medusa Film) e nell'omonimo cd. 

Nel 2016 il primo frutto della collaborazione con Fiorella Mannoia, che per Antonella scrive e produce il singoloNON HO PIÙ LACRIME. Loredana Bertè la invita a duettare nel disco “Amici non ne ho ma amiche si” e successivamente partecipa al grande evento “Amiche in arena” all’arena di Verona a settembre 2016.

Corona Extra lancia 'Protect Paradise', la campagna contro l'inquinamento dell'ambiente

MILANO - Si stima che nel mondo siano 8 le tonnellate di plastica che inquinano ogni anno gli oceani. Questo dato esorbitante ha portato Corona - brand da sempre impegnato nella salvaguardia dell’ambiente - alla progettazione di una campagna di sensibilizzazione interamente dedicata alla tutela del territorio e, in particolare, delle nostre spiagge: Protect Paradise. Corona è nata sulla spiaggia e considera i litorali e i mari come fossero casa sua. Per questo il brand si impegna a livello internazionale a proteggere le coste. Accanto a Corona, in questo progetto c’è Parley for the Oceans: insieme dal 2017, con le loro iniziative e i loro messaggi educativi sul tema, incentivano i consumatori a ridurre i consumi di plastica e a non inquinare.

Presentato con una festa e attività speciali a Milano sul Naviglio Grande, Protect Paradise mette al centro la tutela del territorio partendo da piccoli gesti quotidiani, con l’obiettivo di ispirare il cambiamento. Al centro di tutto c’è l’iniziativa Pay With Plastic, che permetterà - fino a domenica 9 giugno, giornata di chiusura della Ocean’s Week - a chi inserirà una bottiglietta di plastica nell’apposita plastic machine posizionata in Ripa di Porta Ticinese 43 di ricevere in cambio un coupon che dà diritto a una bottiglia di Corona gratuita, da ritirare nei locali che partecipano all’iniziativa (Elita BAR, Mag Cafè, Sugar e Ugo). Un gesto simbolico per sottolineare l’importanza del corretto smaltimento dei rifiuti.


La plastic machine sorge al di sotto di un’imponente onda, un’installazione d’impatto di plastica, ottenuta da attività di recupero e riciclo composta da 15 metri cubi di materiale per un peso di circa 220kg, con oltre 12000 bottigliette e bicchieri. L’opera sarà visibile a Milano fino a domenica 16 giugno e sarà poi pronta per la sua estate in tour per l’Italia, raggiungendo le località toccate dal Jova Beach Party. Corona è infatti main partner del progetto che, dal 6 luglio, porterà la musica di Lorenzo Jovanotti e dei suoi ospiti in tutta Italia. Corona aiuterà a lasciare le location che ospiteranno le date del tour “meglio di come le abbiamo trovate”, nella convinzione che siano un paradiso in cui non c’è posto per la plastica e che si debba partire dai piccoli gesti per proteggerle.

Il programma Pay With Plastic fa parte di una campagna globale di Corona e Parley dedicata alla causa, che si ritroverà anche nel packaging esclusivo e in edizione limitata che ha l’obiettivo di coinvolgere un numero ancora maggiore di consumatori, un modo per essere parte della soluzione, sensibilizzandoli. Per ogni pack acquistato, tra giugno e agosto, Corona e Parley si impegnano a pulire un metro quadrato di spiaggia locale. In commercio ci saranno 412.000 confezioni speciali che corrispondono, dunque, a 412.000 metri quadrati di spiagge italiane ripulite. Come il porticciolo di Marina Piccola (Cagliari), dove sarà ripulita un’area di 250.000 metri quadrati, o piazzale John Fitzgerald Kennedy a Rimini (con 20.000 metri quadri). Inoltre, un regalo che Corona e Parley hanno fatto alla città di Milano, esempio dell’intera attività che si svolgerà lungo la stagione estiva, è stata la pulizia di un tratto del Naviglio Grande nella giornata di mercoledì 5 giugno. Le località coinvolte nella pulizia e tutti i dettagli dell’iniziativa sono, in costante aggiornamento, su www.protectparadise.com.

Le confezioni in edizione limitata saranno disponibili anche in Messico, Canada, Regno Unito, Spagna e Brasile, raggiungendo complessivamente oltre 2 milioni di metri quadri di spiaggia ripulita nel mondo al termine della stagione estiva (Corona e Parley hanno già lavorato, dal 2017, con 25.000 volontari per completare 537 pulizie in più di 23 paesi, ripulendo oltre 3 milioni di metri quadrati di spiaggia).

“Quando abbiamo iniziato a lavorare con Parley, la nostra ambizione era quella di porre attenzione sul problema accendendo una luce sull’inquinamento plastico che minaccia anche i paradisi più remoti” afferma Evan Ellman, Brand Director, Corona. “I nostri consumatori, che sono molto sensibili, ci hanno chiesto di essere coinvolti, e per questo motivo lungo tutta la stagione estiva porteremo il progetto Corona x Parley sulle spiagge, mostrando tanti modi per far parte di un movimento globale, dai piccoli gesti a quelli più grandi, partendo da una pulizia che inizia con l’acquisto stesso del prodotto. Tutto aiuta a proteggere il paradiso!”.

“Insieme a Corona abbiamo dichiarato guerra alle bottiglie di plastica. Le abbiamo ‹‹cacciate›› su centinaia di spiagge, coinvolgendo decine di migliaia di volontari. Incentrando la campagna estiva alla causa, stiamo colpendo il fulcro di questa battaglia epica: la mentalità del consumatore. Ora, tutti possono unirsi alla resistenza, aiutando Parley con ogni acquisto. Per gli oceani.” dichiara Cyrill Gutsch, fondatore e CEO di Parley for the Oceans.

Per chi invece acquisterà su Amazon Prime Now tre pack di birra Corona riceverà in regalo una shopping bag personalizzata, fino a esaurimento scorte. Inoltre, Corona personalizzerà 25mila shopper bag Amazon per la consegna della spesa su Milano e Roma, con inciso un messaggio a favore del riciclo consapevole.

Non solo l’Italia: Protect Paradise e Pay With Plastic saranno anche in Messico, Brasile, Spagna e Colombia. Corona e Parley garantiscono che la plastica ricevuta sia riciclata e le sia data una seconda vita, e aggiungono all’attività anche una fase educational, con messaggi pensati appositamente per incentivare la conoscenza delle iniziative pro ambiente che possiamo adottare nel nostro quotidiano (tutte le informazioni sono su: protectparadise.com/paywithplastic).

Protect Paradise e Pay With Plastic sono parte di una più ampia azione di ABInBev - gruppo di cui Corona fa parte - sulla tutela dell’ambiente. Quest’anno, proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente (5 giugno), ABInBev festeggia il superamento del 50% di uno degli obiettivi che si è posta di raggiungere entro il 2025: avere il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il lavoro sulla sostenibilità di ABInBev è pensato e programmato per ottenere un impatto misurabile a livello locale e globale nel lungo periodo e nell’ottica dei Sustainable Development Goals fissati dall’ONU per il 2030, e comprende anche il 100% di materiali riciclabili per i suoi packaging e il miglioramento dell’acqua e delle materie prime, nonché delle comunità in cui questi beni vengono recuperati.

Corona Extra nasce nel 1925 nel birrificio Modelo di Città del Messico. Nata e cresciuta sulla spiaggia, Corona è oggi la birra messicana più amata a livello internazionale, esportata in più di 130 Paesi. Il colore dorato, il gusto leggero e rinfrescante, il rito del lime fanno di Corona la birra perfetta per vivere i momenti che contano e riconnettersi con il proprio lato migliore.

Parley for the Oceans è un network globale nel quale creatori, pensatori e leader appartenenti a settori creativi, brand, enti pubblici e gruppi ambientalisti si riuniscono per promuovere la sensibilizzazione della bellezza e della fragilità degli oceani e per collaborare a progetti capaci di impedirne la distruzione. L'organizzazione ha stretto alleanze con importanti aziende come adidas, Anheuser Busch InBev (Corona), American Express; con le Nazioni Unite; con le Maldive e con collaboratori nel mondo della scienza, dell'arte, della moda, del design, dell'entertainment, dello sport e dell'esplorazione spaziale e marina.

Virginio torna nelle radio con il nuovo singolo 'Cubalibre'

MILANO - "Passeggiare per le strade de L’Avana ti fa riscoprire la meraviglia delle cose semplici. Questo mi ha lasciato Cuba. Non puoi sempre avere il controllo di tutto, a volte devi imparare a lasciar andare. E un Cuba Libre diventa un pretesto per lasciare che le cose vadano per la loro strada, anche solo per una notte. Che poi non vale la pena avere la libertà se questo non implica avere la libertà di sbagliare. E lo diceva Gandhi".

Questo è il senso racchiuso nel brano "Cuba Libre", terzo singolo estratto dal nuovo progetto di Virginio. Da venerdì 7 giugno “Cuba Libre" (iMEAN/Saifam) sarà in tutte le radio e disponibile su digital store e su Spotify. iMEAN è la nuova etichetta discografica indipendente di Roberto Mancinelli (in passato già editore di Virginio con Sony/ATV) con cui Virginio sta lavorando al suo nuovo progetto.

Virginio nel 2006 partecipa a Sanremo Giovani con il brano “Davvero” scritto da lui stesso, dopo aver ottenuto un contratto con la “Universal Music Italy”, e pubblica il suo primo album che porta come titolo il suo nome. A questo affianca anche la sua carriera di autore scrivendo per diversi artisti italiani tra cui Paola e Chiara per le quali firma “Milleluci”, title track del loro album. Nel 2011 vince il programma tv “Amici” e pubblica l’EP “Finalmente” (disco d’oro e vincitore del Wind Music Award) e successivamente l’album “Ovunque”, dove collabora anche con autori internazionali del calibro di Gary Barlow dei Take That e partecipa all’edizione di “Amici Big”. 

In seguito Laura Pausini sceglie due sue canzoni come singoli del Greatest Hits per i 20 anni di carriera e il primo singolo, “Limpido”, viene cantato da Laura con l’artista internazionale Kylie Minogue e porta la firma su musica e testo di Virginio. Nel frattempo scrive anche con Elisa per Francesca Michielin, per Chiara, per Raf e per Lorenzo Fragola, tra gli altri. Durante i suoi viaggi a New York, chiamato oltreoceano dall’editore Roberto Mancinelli, Virginio scrive con autori come Andy Marvel (Celin Dion) e Dimitri Ehlirch (Moby), ma anche Jesse Harris (Grammy winner con Norah Jones). A fine 2015 pubblica il brano “Hercules” scritto a New York, per interrompere momentaneamente l’attesa del suo nuovo album. Corrado Rustici a luglio 2017 vuole Virginio come special guest vocale per la reunion dei “Cervello”, gruppo di rock progressivo, nel concerto sold out tenutosi a Tokyo, in Giappone, che diventa un album live pubblicato all’inizio del 2018 nel Paese del Sol Levante e da cui verrà presto pubblicato anche un dvd-live anche nel resto del mondo. Ora Virginio prosegue il lavoro sul suo nuovo album e nel frattempo collabora alla scrittura su importanti progetti per nomi della musica, tra cui il nuovo album di Laura Pausini, “Fatti Sentire”, in cui è autore di tre brani: “E.STA.A.TE”, “Fantastico (Fai quello che sei)” e “Il caso è chiuso”. L’estate 2018 ha segnato il suo ritorno sulle note del nuovo singolo “Semplifica”.

La Rua: ''Festeggiamo dieci anni di carriera con nuova musica e un tour''


MILANO - Ritornano sulla scena musicale con una nuova veste più graffiante e coraggiosa. I La Rua, dopo l'esperienza a Sanremo Giovani, tornano con un nuovo disco fatto di suoni moderni, che mette in risalto la situazione attuale del mondo e dei rapporti umani. Il sound La Rua si tinge di una dimensione estiva restando sempre fedele ai drop vocali che ne fanno da tempo una caratteristica insieme agli immancabili timpani. 

Al Giornale di Puglia presentano il loro nuovo album ''Nessuno segna da solo''  (Universal Music) che racchiude i brani dell'EP uscito il 6 luglio 2018 e nuovi inediti che prendono vita da pagine di musica e parole di Daniele Incicco, frontman dei La Rua e dello storico produttore Dario Dardust Faini.

Da quanto tempo avete lavorato per la realizzazione di questo nuovo progetto?Ci lavoriamo incessantemente dal 2009. Abbiamo da poco festeggiato i 10 anni con un tour mondiale e il Primo Maggio a Roma. Due bei regali che ci hanno dato nuova benzina per continuare ancora più determinati.

Cosa rappresenta per voi?
Un bisogno, senza il quale sentiremmo di non riuscire ad esprimere il 100% di noi stessi.

Come si è evoluto il vostro modo di fare musica?
Cambiano le forme e i vestiti che diamo ai nostri brani, ma il nostro modo di creare, il fulcro della nostra musica viene sempre dalla sala prove e dall’unione di 6 teste differenti.

Vi sentite cambiati?
Assolutamente no. La voglia di salire sul palco e trasmettere attraverso la nostra musica è rimasto intatto e immutato.

Cosa bolle in pentola in casa La Rua?
Tantissimi live in arrivo per questa estate. Alcuni sono già usciti, altri li pubblicheremo a breve sulle nostre pagine social.

Un artista con cui vi piacerebbe duettare?
Non abbiamo una lista predeterminata. Ci piacerebbe la cosa nascesse spontaneamente, così come in maniera spontanea e genuina ci approcciamo noi alla scrittura dei nostri brani.

Ci anticipate le novità del tour estivo?
Uno spettacolo energico, coinvolgente, emotivo e pieno di…sorprese!

Ci sarà anche una data in Puglia?
Speriamo di sì. Nel dubbio andate a spulciare le date sui nostri canali ufficiali.

Da Stoccolma a Hong Kong una sola preghiera: "Salviamo la Terra"

di LIVALCA - Fin da quando il famoso pittore Apelle tirava ogni giorno qualche linea con il suo pennello («Nulla dies sine linea», Plinio) il mondo nuovo, o presunto tale, ha continuato ad essere una grande locanda in cui entrare, mangiare, riposarsi e ripartire… poi è giunta lei, Greta Thunberg da Stoccolma, che ci ha spiegato che lo stato generale, in sintesi la salute,  della locanda necessita di interventi non più rinviabili. 

Valentina Giannella, giovane giornalista italiana che vive a Hong Kong, messa alle strette da domande specifiche dei suoi figli, ha deciso di pubblicare un originale, dettagliato e completo  libro sul fenomeno della ragazzina svedese: «Il mio nome è Greta» (Centauria srl, Milano, 2019), avvalendosi di splendide illustrazioni di Manuela Marazzi, una botanica e naturalista napoletana molto nota nell’ambiente.

La Giannella è nata a Milano da padre nativo di Trinitapoli, giornalista e scrittore che  ci ha abituato spesso ad operazioni di ‘salvataggio’ artistico intellettuale (Operazione salvataggio, gli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalle guerre, Chiarelettere, Milano,2014),  che la deve avere influenzata non poco su quali siano le ‘operazioni’ da intraprendere nel corso della vita,  tanto è vero che  la signora può essere considerata una cittadina del mondo e ha trovato il tempo e la voglia di fondare, con una socia, una dinamica agenzia foto giornalistica e una società di consulenza editoriale per le imprese italiane che vogliano espandersi in Cina.

Divagazione pilotata: in  questi giorni esce un volume fuori commercio a cura di Dario Cianci e Santa Fizzarotti Selvaggi dal titolo «Il mosaico della felicità. Biodiversità tra scienza, arte e poesia» ( Levante editori, Bari, 2019), da cui si evince che questi temi sono stati anche trattati in passato, ma sono rimasti ‘lettera morta’, come spesso avviene in tutto il mondo, perché disturbano il nostro vivere quotidiano.  Lo scienziato professore Cianci è scomparso qualche anno fa, ma questo libro, nel rendergli omaggio, puntualizza una verità cui tutti dovremmo attenerci.  Dice Dario Cianci : « Una sfida  della comunità scientifica è la ricerca dei raffinati meccanismi che avrebbero determinato le prime forme di vita sulla Terra.  Le argomentazioni ideologiche , filosofiche o teologiche non possono sostituire la base empirica per dimostrare che hanno ragione gli evoluzionisti o i creazionisti. Senza pregiudizi e preconcetti, il modello che si adatta meglio ai reperti che saranno resi disponibili deve essere accettato come il più plausibile. E’ consentito anche agli scienziati di dedicarsi alla religione o alla filosofia; ma che tutti sappiano che non parlano da ricercatori, ma da credenti o filosofi».

Divagazione libera: queste svedesi le studiano tutte per restare in primo piano.  Per la generazione mia e del padre di Valentina  - il famoso Salvatore (nomen omen) specializzato in ‘salvataggi’- le svedesi erano un mito per il loro modo disinvolto di vivere ( per piacere femministe sono stato in una classe al liceo in cui eravamo 6 ragazzi e 26 ragazze e tutto è filato liscio nel  pieno rispetto e amicizia ) e non  ci riesce difficile comprendere come  questa determinata ragazzina sia riuscita un venerdì di un giorno qualsiasi a far scendere per strada due milioni di persone che si ispirano ai valori della Green Nation ( scienza, giustizia e impegno).

Pensate mezzo secolo fa in  azienda i nostri collaboratori davano del ‘fissato’ (licenza più che poetica…filiale) a mio padre perché esortava a spegnere le luci una volta terminato il turno di lavoro e a non sprecare l’acqua quando si lavavano le mani ¬- il genitore invitava tutti, giornalisti compresi,  a consultare un testo utilissimo  curato dal professore Giorgio Nebbia  «Il problema dell’acqua» (Cacucci 1969) ¬¬-  e oggi sono i  nipoti di quei signori che ci pregano di porre rimedio allo ‘scempio’ messo in atto da una parte considerevole dell’umanità.

Il volume di Valentina Giannella ci spiega con efficace semplicità che quello che oggi chiamiamo effetto serra  - leggendo la spiegazione del libro ritengo di aver compreso anch’io il fenomeno e quindi penso di essere in grado di spiegarlo al mio nipotino - era stato scoperto nel lontano 1824 dal fisico francese Fourier, in sostanza gli scienziati avevano percepito che nel tempo la temperatura sulla Terra sarebbe aumentata. 

Il capitolo denominato cambiamento climatico mi ha sconvolto, specialmente quando analizza il  tempo che abbiamo a disposizione per rimediare. Non so perché ma mi è venuta in mente una semplice frase di Papa Francesco: «Stranamente, non abbiamo mai avuto più informazioni di adesso, ma continuiamo a non sapere cosa succede» che fotografa in maniera acuta quelle che sono le nostre mancanze e i nostri ritardi.

Nel capitolo dedicato alla ‘resilienza’ (la capacità che hanno i territori di resistere ai fenomeni naturali) ho trovato molte situazioni che da anni  illustra e denuncia il meteorologo Luca Mercalli: « La crescita è lenta, la rovina è rapida», «I modelli di consumo e di crescita del XX secolo non possono più essere sostenuti», « La realtà è che nella meteorologia appena si esce dall’ovvio si entra nell’assolutamente complesso»  e mi sono convinto che il problema Africa, siccità e alluvioni causate da deforestazione, deve vedere impegnata l’intera Europa non  nella spartizione dei migranti, ma nella soluzione dei problemi;  aiutando le autorità di quei luoghi a mettere in atto misure che noi stessi abbiamo difficoltà a recepire, convinti che si tratta di interventi lunghi e faticosi che non danno grande ‘visibilità (Oleum et operam perdidi) politica. Orazio  diceva non ‘essere così insensato da portare legna nella foresta’ (non sono tanto ‘insanius’ da avventurarmi nella citazione latina), che noi con logica odierna potremmo adattare in questo modo : è insensato privare la foresta di tutta la legna.  

La cosa non è  semplice ma un suggerimento ci arriva dalla  scienziata astrofisica Margherita Hack  che ci ha lasciato perle semplici e condivisibili da mettere in atto, da credenti e non credenti di destra e sinistra, immediatamente: «L’interesse per la scienza e le sue applicazioni dovrebbe essere inculcata nei bambini già dalle prime classi elementari», «Tutti noi abbiamo un’origine comune, siamo tutti figli dell’evoluzione dell’universo, dell’evoluzione delle stelle, e, quindi, siamo davvero tutti fratelli».

Valentina Giannella riporta alcune parole di Greta che ci segnano profondamente, fino a far crollare certezze e rovinarci il ‘meritato riposo’ :  «Stiamo sacrificando la biosfera per la ricchezza di una piccola parte della popolazione: La sofferenza di molti paga il lusso di pochi. Il sistema non funziona e va cambiato : dobbiamo concentrarci sull’equità».   Questa ragazzina svedese vanta una parentela - onestamente il libro non precisa il grado o forse sono stato io ‘incapace’ di dedurlo - con Svante Arrhenius il fisico e chimico premio Nobel nel 1903 per la sua teoria sul trasferimento di ioni visti come responsabili del passaggio di elettricità.  Questo scienziato, così mi ha riferito l’amico Pietro, è stato il primo a comprendere quel determinato passaggio da cui è scaturita una teoria nota in questi ultimi anni come ‘panspermia’ (…teoria che ritiene che i semi della vita siano stati sparsi per l’Universo e che la vita sulla Terra sia iniziata  con l’arrivo di detti semi…).

Io penso che il libro ‘chiavi in mano’ debba essere acquistato da tutti i centri che fanno informazione (le televisioni  e magari in primis quelle che vengono finanziate con il canone ) perché come diceva il poeta, scrittore di Sant’Arcangelo di Romagna Tonino Guerra : «  Non è vero  che uno più uno fa sempre due, una goccia più una goccia fa una goccia più grande».   

Per la serie che le uniche gioie che sia dato all’uomo di godere, sono quelle della famiglia, vi dico che le  immagini dei personaggi famosi che completano il mio scritto sono opera di un artista  digitale di nome Giacomo e di cognome Giannella. 

Valentina e Greta ci rammentano che fin  dai tempi degli antichi Romani vi era un proverbio «Non multa sed multum» (Quintiliano) che non è un invito a non studiare, ma  a fare, ognuno nel proprio campo, poche cose ma fatte bene.  

Meno ‘reality’  e  più  vita reale per tutti  è un richiamo che ci riconduce alla asserzione  che la ‘scienza non vale se non diventa coscienza’ e che non solo le carte geografiche vanno continuamente aggiornate, ma anche i nostri stili di vita e non perché lo chieda una ‘signorinella’, ma perché lo esige il futuro di tutti : NOI facciamo parte di quel futuro.

Oscar alla carriera per Lina Wertmuller


LOS ANGELES - E' Lina Wertmuller l'Oscar alla carriera 2019. L'Academy of Motion Picture Arts & Sciences ha annunciato infatti che tra gli Oscar alla carriera assegnati quest'anno c'è anche la statuetta per la regista italiana. Novant'anni, la Wertmuller è stata la prima donna candidata all'Oscar come migliore regista, per il film Pasqualino Settebellezze nella cerimonia del 1977. I quattro premiati - oltre alla Wertmuller ci sono David Lynch, Wes Studi e Geena Davis - saranno presentati il 27 ottobre agli 11/i Annual Governors Awards dell'Academy.

Boomdabash e Alessandra Amoroso nel nuovo singolo 'Mambo Salentino'


LECCE - Da Venerdì 7 Giugno sarà in rotazione radiofonica e disponibile in digitale su Spotify, ITunes, Apple music e in tutti i principali digital store “Mambo Salentino”, l’attesissimo nuovo singolo dei Boomdabash featuring Alessandra Amoroso. Il brano è una summer hit in perfetto stile Boomdabash, un pezzo di grande impatto che ben rispecchia l’inconfondibile energia che da sempre contraddistingue il gruppo, una delle migliori reggae band italiane in grado di mixare sapientemente elementi reggae, pop, soul, drum & bass e hip hop.

“Mambo Salentino” nasce dalla profonda amicizia che lega i Boomdabash con Alessandra Amoroso, un rapporto di reciproca stima e affetto genuino che dura da molti anni. “Siamo molto felici di tornare a duettare con Alessandra – dichiara la band – una persona estremamente speciale per noi, non solo un’amica ma un’artista di grande talento dotata di una rara sensibilità. In realtà la nostra prima collaborazione risale al 2015 in “A tre passi da te” e già allora avevamo instaurato un ottimo feeling. Con il Salento nel cuore abbiamo voluto lavorare a questo nuovo singolo che affonda le radici nel grande amore che entrambi nutriamo per la nostra terra”

“E’ stato tutto molto naturale, è stato come essere in famiglia - racconta Alessandra Amoroso - sono felice di questa collaborazione che ci riporta a casa e ci fa raccontare la nostra terra, le nostre radici, il nostro Salento. Come la prima volta i Boomdabash mi hanno accolta a braccia aperte… e mi hanno fatto preparare moltissimi caffè! E’ una bellissima amicizia”

Grazie ad un sound coinvolgente e ad un ritornello vincente che rimane nelle orecchie sin dai primi ascolti, “Mambo Salentino” è una contagiosa esplosione di freschezza, un pezzo di grande forza in cui melodie reggae, elettroniche e pop si mescolano perfettamente in un tuttuno davvero inedito e sorprendente dando vita ad un’atmosfera avvolgente destinata a farci alzare il volume, ballando per tutta l’estate. Il ritmo costantemente in levare e la magia nell’aria che caratterizza l’estate salentina sono solo alcuni degli elementi che compongono il brano, una delle hit di questa calda estate ormai alle porte.

Da venerdì 7 Giugno sarà inoltre disponibile su Vevo e YouTube il video di “Mambo Salentino”, prodotto da Borotalco Tv e diretto dall’attenta regia di Fabrizio Conte. Interamente girato in una caratteristica masseria a Martina Franca, enfatizza ulteriormente la forza del brano, un vero e proprio inno tutto pugliese dall’energia estremamente virale e contagiosa. Protagonisti del video Boomdabash e Alessandra Amoroso, che vediamo mettersi in gioco anche in una veste nuova, per una notte salentina festosa, tutta da ballare. Nel video si cela anche l’intreccio amoroso tra un giovane ragazzo e una ragazza che in questo clima allegro e sulle note del “Mambo Salentino” trovano il loro primo amore.

Cinema: 'Roma ore 11'


di WALTER CANNELLONI - ROMA. Ispirato a Cesare Zavattini da un fatto di cronaca realmente accaduto a Roma nel 1951, che commosse l'Italia intera, il film narra la storia di duecento donne convenute in un palazzo di via Savoia per rispondere a un annuncio di lavoro per un solo posto di dattilografa.   

Tra loro, ognuna ha la sua storia: c'è la prostituta (Lea Padovani), che sogna un avvenire migliore di quello offertole dal marciapiede; c'è Luciana (Carla Del Poggio) disoccupata e sposata con Nando (Massimo Girotti), marito altrettanto disoccupato, che ha un disperato bisogno di quel posto; c'è Simona (la bellissima Lucia Bosè, nella foto), figlia della ricca borghesia romana, che ha lasciato gli agi e le comodità familiari per diventare la compagna di Carlo (un bellissimo Raf Vallone), pittore squattrinato; c'è la ragazza, vedova di madre e figlia di un impiegato dello Stato (Paolo Stoppa), che sogna di fare la cantante, ma che si accontenterebbe di un posto da impiegata pur di far quadrare il bilancio familiare; c'è Angelina, giovanissima donna di servizio di una spocchiosa famiglia (Delia Scala) che è emigrata a Roma dal paesino in Veneto, che ora sogna di elevarsi socialmente grazie a quell'impiego da dattilografa; c'è Adriana, giovane donna messa incinta da un ex-capoufficio sposato e mascalzone. 

Mentre inizia la prova di battitura per l'assunzione, e le donne aspettano pazientemente il loro turno, Luciana, spinta dalla disperazione, scavalca la fila con uno stratagemma ed effettua l'esame. Alla sua uscita dalla stanza dell'ufficio, si scatena un putiferio contro di lei: le donne, assiepate sulle scale del palazzo, si aggrappano violentemente alla ringhiera, che cede, trascinando con sé, per l'eccessivo peso, anche i gradini dove le donne sono stipate. 
  
Il crollo è disastroso: settanta ragazze rimangono coinvolte, e una di loro, la più sfortunata, perderà addirittura la vita. Le ferite vengono portate al Policlinico Umberto I, e le scene qui girate dal magistrale regista Giuseppe De Santis suscitano, senza compiacenza, una commozione profonda. 
  
Dopo la tragedia, la vita riprende il suo corso: la prostituta torna al suo antico mestiere; Simona, la compagna del pittore, che i genitori rivorrebbero nella loro lussuosa dimora, compirà una volta per tutte la sua scelta di vita, tornando dal suo amato Carlo; la ragazza canterina troverà, in un operaio della Fabbrica Peroni, che l'ha soccorsa in via Savoia, un promesso sposo onesto e leale; Angelina, la giovanissima donna di servizio, darà il benservito ai suoi padroni classisti e tornerà nel suo paese in Veneto per fare la contadina; Adriana, la ragazza incinta, dopo l'iniziale ostilità del padre, verrà accolta in famiglia, con l'aiuto della quale potrà affrontare la maternità incipiente; Luciana, convocata dal commissario di Polizia insieme agli altri bene informati dei fatti, sentendosi ingiustamente responsabile del tragico accaduto, mediterà per un momento propositi di suicidio, ma verrà salvata e riportata a casa dal coraggioso marito Nando. 
  
L'inchiesta è chiusa e, a un giornalista famelico che vuole avere qualche responsabile da sbattere in prima pagina, l'umano commissario di Polizia risponderà indicandogli una ragazzetta che si è presentata in via Savoia anche dopo la tragedia, pur di ottenere ancora, nonostante tutto, quel maledetto posto di dattilografa. 
  
Il film, di una struggente attualità a quasi settant'anni dalla sua realizzazione, “sembra girato oggi, non solo per la freschezza del linguaggio ma per la capacità di restituire il senso – o, se si preferisce, il non-senso - di un sistema economico che è in cima ai danni provocati dal crollo di una scala” ( Mino Argentieri, 2012). 

La sceneggiatura è ingegnosa e ben equilibrata e in essa i diversi destini convergono verso il punto fatale della catastrofe. 
   
Opera chiave del neorealismo nel suo ultimo periodo, che rappresenta soprattutto un penetrante quadro di critica sociale motivata e profonda, e il cui neorealismo “ortodosso” non vieta né l'impiego di ottimi attori, né scenografie ricostruite in teatri di posa. 

Congegnata in una serie di raffinati ritratti femminili, “femministi” ante-litteram, la pellicola rappresentò per il regista De Santis, dopo “Riso amaro”, un altro lusinghiero riconoscimento internazionale: essa ottenne infatti un successo notevole a New York, come a Roma e Mosca, ma non a Parigi, e basò il suo trionfo soprattutto sull'ampia inchiesta (condotta da Elio Petri) sull'avvenimento narrato, simbolo della disoccupazione femminile. 
Il film è adesso disponibile in DVD.

REGIA: GIUSEPPE DE SANTIS
SCENEGGIATURA: CESARE ZAVATTINI, RODOLFO SONEGO, ELIO PETRI,  
                                     BASILIO FRANCHINA, GIANNI PUCCINI, GIUSEPPE DE SANTIS
FOTOGRAFIA: OTELLO MARTELLI
MUSICA:  MARIO NASCIMBENE
INTERPRETI: LUCIA BOSE'
                          CARLA DEL POGGIO
                          LEA PADOVANI, 
                           ELENA VARZI
                           MARIA GRAZIA FRANCIA
                           DELIA SCALA
                           RAF VALLONE
                            MASSIMO GIROTTI
                            PAOLO STOPPA

PRODUZIONE:  ITALIA, FRANCIA, 1951

Sigea: al via concorso 'Scopri e fotografa il patrimonio geologico della Puglia'

(credits: G.Cappelluti)
BARI - Avvicinare i giovani alla fotografia stimolando la conoscenza dei siti di interesse geologico (geositi) della regione Puglia, questo l’obiettivo del concorso “Scopri e fotografa il patrimonio geologico della Puglia” che anche quest’anno, per la sua quinta edizione, ha coinvolto gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado pugliesi.

Il concorso, organizzato dalla Società italiana di geologia ambientale (Sigea) - Sezione Puglia e con il patrocinio del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) - Ufficio scolastico regionale per la Puglia Direzione generale di Bari, l’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) e in collaborazione con la casa editrice Zanichelli, ha visto la partecipazione attiva dei ragazzi di tutta la regione Puglia che con i propri scatti hanno dimostrato di cogliere appieno l’obiettivo di conoscenza, curiosità ed esplorazione del concorso.

La Giuria del concorso, composta da Antonio Sigismondi (Fotografo naturalista), Franco Pisanò (Docente di Scienze naturali), Maurizio Bruno (Referente Zanichelli), Diana Cimino Cocco (Impiegata Miur e appassionata di fotografia), Federica Romana Fiume (Studentessa), Vincenzo Iurilli e Maurilio Milella (Geologi), ha selezionato 15 foto vincitrici che saranno premiate il prossimo 6 giugno 2019 alle ore 17.00 presso la Biblioteca del Liceo “Scacchi” di Bari (Corso Cavour, 241).

Tre le foto, tra i quindici scatti, che individuate dalla Giuria come le foto più rappresentative dello spirito del concorso riceveranno un buono spesa di euro 100 (cento) offerto dalla Sigea. Tutti gli studenti, oltre l’attestato di partecipazione, riceveranno libri offerti dalla casa editrice Zanichelli.

Libri: una pubblicazione di Petrone, Gelardi e Polito dedicata ai Santi protettori degli otorinolaringoiatri


di GRAZIA STELLA ELIA - Un nuovo libro mi arriva in omaggio: “I Santi protettori degli otorinolaringoiatri tra storia, leggenda e tradizioni”, (ECA Edizioni, Pescara 2019), un libro dal titolo singolare, opera di tre autori di tutto rispetto: Domenico Petrone, Matteo Gelardi e Vittorio Polito, tre uomini ai quali stanno a cuore la laringoiatria e i Santi che ne sono i protettori.

Come giustamente dice il prefatore Claudio Vicini, “salute del corpo e salute dell’anima” sono “un binomio che accompagna l’uomo dagli albori della sua comparsa sulla terra”.

Alla salute del corpo provvede la medicina; della salute dell’anima si occupa la religione.

Interessanti sono dunque le informazioni che si possono trarre dalla lettura di queste pagine.

È universalmente risaputo che il Santo protettore della gola è San Biagio; molto meno si sa di San Cono, il Santo protettore del naso e dell’orecchio che, insieme alla gola, costituiscono la triade di organi di cui si occupa l’otorinolaringoiatria. Ebbene, oltre a San Biagio, a proteggere gli otorinolaringoiatri e i malati al naso e all’orecchio è San Cono da Naso (Me).

Si leggono infatti ben 22 pagine che descrivono la vita di San Biagio piena di peripezie eppure illuminata da straordinari miracoli. Una vita che, dopo una serie di tormenti, si chiude con la decapitazione. In molte località della Puglia San Biagio è venerato, soprattutto perché di lui si conservano le reliquie. Venerato è anche in altre nazioni e gli si deve non solo la protezione dalle malattie alla gola, ma anche quella di altri organi. Il culto di San Biagio è uno dei più diffusi in Oriente e in Occidente. In Italia, come in tutto l’Occidente, viene festeggiato il 3 febbraio.

Da pagina 32 a pagina 58 si leggono su San Cono notizie maggiormente storiche rispetto a quelle relative a San Biagio.

Conone Navacita, comunemente noto col nome Cono, proveniva da una famiglia di alto lignaggio, che di buon grado lo avrebbe visto diventare un politico o un militare, ignara com’era della predisposizione di lui alla santità. Conone infatti non tardò a seguire i suggerimenti del cuore e si fece sacerdote, monaco di San Basilio, abbandonando volentieri la ricchezza e gli agi della sua famiglia, ben lontana dal pensarlo eremita in una grotta “umida e malsana”.

Mosso dal desiderio di visitare Gerusalemme, parte per la Palestina dove, stando accanto a bravi medici, diviene medico anch’egli, guaritore di malattie riguardanti il naso e l’orecchio. Tornato in patria, sente il bisogno di isolarsi e si ritira nella grotta di San Michele, dopo aver donato ai poveri l’eredità lasciatagli dai genitori.

Seguono tante altre notizie che sanno di leggenda. Conone passa per traversie dolorose, da cui però esce forte e luminoso, continuando a compiere prodigi fino alla morte, avvenuta all’età di 91 anni e la grotta di San Michele ospita la sua tomba, meta di moltissimi pellegrini.

Dopo la morte San Cono continuò a compiere miracoli e a proteggere Naso e tutti i suoi abitanti e pertanto sono descritti i prodigi da lui operati.

I cittadini di Noto non cessano di onorare San Cono con festeggiamenti e riti religiosi che annualmente si ripetono con immensa devozione.

Il libro si rivela ricco di immagini a colori che riproducono i due Santi e le strutture ad essi dedicate. A Naso vi sono, una di fronte all’altra, due chiese, una dedicata a San Biagio e l’altra a San Cono, nelle quali si conservano tele, abiti talari, calici, stendardi, ostensori e persino le cassette delle elemosine.

L’ultimo capitolo, intitolato “Il naso e l’orecchio tra storia, curiosità e riferimenti culturali”, è davvero molto ricco di informazioni storiche e di elementi di medicina popolare. Vi si trovano annoverati, per l’epistassi, medicamenti strani e curiosi.

Sono riportati anche alcuni modi di dire inerenti al naso. Stessa cosa per l’orecchio.

Molto interessante quanto viene detto di Beethoven, il quale, nonostante la sordità, compose musiche bellissime ed eterne.

A concludere vi sono le preghiere e, dulcis in fundo, una poesia di Joseph Tusiani, il grande poeta italoamericano nato a San Marco in Lamis.

Sono versi che l’autore rivolge a San Biagio, pregandolo di proteggergli la gola, perché da essa possa uscire, “ancor squillante e pura… la Parola”.

Questo è dunque un bel libro, che si legge d’un fiato, ammirando la fluidità del dire e la chiarezza delle immagini.

Emma Marrone, dalla musica al cinema

ROMA - Per un pò di tempo non la vedremo nelle sue 'vesti' solite, ovvero quelle di cantante, ma bensì in quelle di attrice. La cantante salentina Emma Marrone, dopo aver festeggiato i suoi 35 anni e cambiato look, passando dal biondo al castano, si prepara a vivere una nuova esperienza. Infatti sarà presente nel cast de "I migliori anni", il nuovo film di Gabriele Muccino.

Le riprese del film che sono partite da Roma, racconta la storia di quattro amici, Giulio (Favino), Gemma (Ramazzotti), Paolo (Rossi Stuart), Riccardo (Santamaria), dal 1980 ad oggi, dall'adolescenza all'età adulta. Le loro speranze, le loro delusioni, i loro successi e fallimenti sono l'intreccio di una grande storia di amicizia e amore attraverso cui si raccontano anche l'Italia e gli italiani. Un grande affresco che racconta chi siamo, da dove veniamo e anche dove andranno e chi saranno i nostri figli. È il grande cerchio della vita che si ripete con le stesse dinamiche nonostante sullo sfondo scorrano anni e anche epoche differenti.

"Quando Gabriele Muccino me l'ha proposto pensavo fosse pazzo e forse un po' lo è (ride, ndr). Ma ci voglio provare, voglio vivere fino in fondo tutte le opportunità che mi capiteranno in questa vita. Incrociate le dita per me... e scusatemi se non sarò presente ai prossimi impegni musicali... ma adesso sapete il perché!". Questo il commento di Emma dopo aver annunciato la sua nuova esperienza lavorativa. In bocca al lupo real brown!

Woodstock, il mito sul grande schermo


TARANTO - I cinquant’anni di Woodstock sul grande schermo. Il Medimex, International Festival & Music Conference in programma sino al 9 giugno a Taranto promosso da Puglia Sounds - il programma della Regione Puglia per lo sviluppo musicale attuato con il Teatro Pubblico Pugliese, celebra lo storico festival americano anche al cinema in collaborazione con Apulia Film Commission. E lo fa con due serate di proiezioni e un’esclusiva: l’anteprima italiana del recente “Woodstock - Three days that defined a generation” del regista americano Barak Goodman, pellicola contenente immagini inedite rimaste per mezzo secolo negli archivi della Warner Bros. Presentato al Tribeca Film Festival lo scorso 28 aprile, e attualmente in proiezione nelle sale cinematografiche statunitensi, il film è il più recente di quelli sinora dedicati al festival americano. E il Medimex lo presenta insieme ad altri due storici documentari, al termine di una doppia serata a tema prevista il 4 e 5 giugno, al Teatro Fusco (l’ingresso è libero).

Presenta l’iniziativa, Corrado Minervini, scrittore e critico musicale che martedì 4 giugno, alle ore 19.30, introduce con Eva Degl’Innocenti, Direttrice del MarTa, i tre docu-film ripercorrendo la storia del festival più importante della storia del rock. Alle ore 20 verrà, quindi, proiettato “Woodstock - Tre giorni di pace, amore e musica” diretto nel 1970 da Michael Wadleigh con l’assistenza di Martin Scorsese e Thelma Schoonmaker. È considerato l’archetipo del rockumentary. Premiato con l'Oscar come miglior documentario e nominato per il miglior sonoro, il film fu proiettato fuori concorso al 23º Festival di Cannes. Nel film è possibile rivivere l’atmosfera dell’evento attraverso i volti, le voci e i suoni di performance memorabili, dall’apertura di Richie Havens al finale devastante di Hendrix, dall’urlo di Joe Cocker alla preghiera laica di Joan Baez. 

Tra l’altro, al Medimex viene proposta l’edizione rivista e approvata dal regista, grazie all’abile ricostruzione delle immagini e al ripristino dei suoni digitalmente rimasterizzati con quaranta minuti di metraggio inedito. Doppia la proiezione in programma mercoledì 5 giugno. Si parte alle ore 19 con “My Generation - Woodstock 1969, 1994, 1999”, film del 2000 nel quale Barbara Kopple mette a confronto la prima edizione del festival - durante il quale gli Who eseguirono il brano “My Generation” dal quale prende il titolo la pellicola -  con quelle successive del 1994, anno segnato dalla scomparsa di Kurt Cobain, e del 1999, che degenerò in incendi, saccheggi e violenze, accompagnati non casualmente dalla musica e dalle parole di band come Limp Bizkit e Rage Against The Machine. Seguirà, alle 21,introdotta da Corrado Monervini e il giornalista musicale Maurizio Principato, l’attesa proiezione in anteprima italiana di “Woodstock - Three days that defined a generation”. Strutturato fedelmente attorno alle testimonianze audio dei partecipanti, il film di Barak Goodman non si concentra solo sull’aspetto organizzativo del festival, ma cattura le sensazioni dei presenti in quel momento storico irripetibile. Le incredibili esibizioni messe in luce nel film, da quelle memorabili di Jimi Hendrix e Joan Baez sino a Crosby, Stills e Nash, fanno da sfondo a quella che è fondamentalmente la storia di un pubblico che fu lo spettacolo nello spettacolo.

Medimex è un progetto Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale attuato con il Teatro Pubblico Pugliese nell’ambito del Fondo di Sviluppo e di Coesione 2014-2020 – Patto per la Puglia Area di Intervento IV “Turismo, cultura e valorizzazione delle risorse naturali. www.pugliasounds.it. Main Sponsor Birra Raffo Media Partner Virgin Radio, Tgcom24 e Radionorba

Successo senza precedenti di 'Art & Science 2019' di Matteo Gelardi

di VITTORIO POLITO - Nello splendore del Teatro Petruzzelli di Bari, gremito fino all’inverosimile, presente il sindaco Antonio Decaro, si è svolta la IV edizione dell’evento «Art & Science 2019 Medicina, Matematica, Musica».

Impareggiabile ideatore e regista dell’avvenimento l’infaticabile Matteo Gelardi, otorinolaringoiatra, citologo nasale presso il Policlinico Universitario di Bari, Presidente dell’Accademia di Rinologia (AICNA), Past Presidente dell’Accademia Italiana di Rinologia e Fondatore dell’Accademia Italiana di Citologia Nasale, da diversi anni propone il risultato delle sue ricerche scientifiche con temi e sorprese originali e creative.

È seguita la dotta conferenza di Antonietta Mira, professore di Statistica dell’Università della Svizzera Italiana che ha trattato in modo semplice e comprensibile il tema dei frattali, cioè un oggetto geometrico dotato di omotetia interna che si ripete nella sua forma allo stesso modo su scale diverse e, dunque ingrandendo una qualunque sua parte si ottiene sempre una figura simile all’originale.

Fiorella Sassanelli, pianista e giornalista, ha illustrato alcune storiche tecniche e curiosità musicali che ha spiegato al pubblico con esempi al pianoforte.

Giovanna Gelardi ha presentato “Fashion Science” (la scienza che diventa moda), con 12 modelle che hanno indossato i tessuti con le immagini della citologia nasale che hanno entusiasmato il pubblico.

Nella seconda parte si è esibita l’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari, diretta da Giovanni Pompeo, direttore artistico e musicale dell’Orchestra di Matera e della Basilicata che ha accompagnato i solisti Francesco D’Orazio (violino), Natalizia Carone e Marianna Mappa (soprani), Gianfranco Gabriele (chitarra), Italo D’Amato (sassofonista), Cosimo Mitrani (voce), Elio Arcieri e Graziana Jana Campanella (cantanti). Si è esibita anche la pianista Clelia Sarno.

Sotto la direzione artistica i Viviana Piscitelli e Vincenzo Depalo si è esibito il Corpo di balletto “Coreutica”.

In apertura è stata letta anche una poesia di Angela De Leo, scrittrice, poetessa e critico letterario.

Infine ha entusiasmato il pubblico il “Complesso di Golgi”, il gruppo musicale nato da un’idea dello stesso Gelardi, eccezionale batterista, che ha voluto condividere con alcuni colleghi citologi dell’Accademia Italiana di Citologia Nasale (AICNA), l’esperienza musicale. I componenti del Complesso, pur non essendo musicisti professionisti, si sono esibiti in straordinarie performance musicali che hanno mandato in visibilio il pubblico. Il “Complesso Golgi” è formato da: Vincenzo Frappampina (basso), Matteo Gelardi (batteria), Nicola Maggi (piano elettrico), Carmine Malvani (sintetizzatore), Cosimo Mitrani (voce), Nicola Ribecco (chitarra solista), Niceta Antonio Tommasi (chitarra accompagnamento).

Olimpiade, la madre di Alessandro


di FRANCESCO GRECO - Figura complessa, polisemica, sposa di Filippo il macedone e madre di Alessandro Magno (“cosmocratore”), chissà perché, Olimpiade è una donna poco studiata. Sappiamo tutto, o quasi, di altre figure mitiche dell’epoca classica, greco-romana: Medea, Cassandra, Elena, Cleopatra, Messalina, ecc., divenute delle icone immortali, archetipi scansionati (anche sotto l’aspetto psicanalitico), ma Olimpiade (“tempra di antagonista e animosità virile”) era un’illustre sconosciuta, o quasi, per di più infamata, vittima, dice Braccesi, della “macchina del fango” e di “odio di genere” e per “fini politici”, poiché condivideva la visione universale del figlio.

Attingendo a un’ampia bibliografia, intrecciando notizie di autori greci e romani, ma traendo proprie conclusioni, Lorenzo Braccesi ci offre una biografia ricca e appassionante come un romanzo in “Olimpiade Regina di Macedonia” (La madre di Alessandro Magno), Salerno Editrice, Roma 2019, pp. 174, euro 16,00.
  
La Regina è vista sotto un prisma di luce che la svela d’impeto, quasi senza rispetto, rivela ogni aspetto della personalità, anche il più oscuro della parabola esistenziale e politica, dacché influenzò l’avventura del figlio in cerca della fusione dei popoli, del governo di un solo ecumene, dei segreti del mondo, della conoscenza totale, come gli aveva insegnato Aristotele, il suo mentore. 

E, di riflesso, attraverso la sua biografia si intravede il suo tempo, il ruolo delle donne in una società patriarcale e poligamica, le dinamiche sociali, le lotte per il potere dell’aristocrazia, la spiritualità, le guerre e le loro motivazioni, la propaganda (le nozze multiple con principesse rese schiave), ecc.
   
Essendo Olimpiade la donna che mise al mondo Alessandro (anche se entrambi accreditano un amplesso divino, forse per stupire i contemporanei, oltre che i posteri), e avendo avuto madre e figlio un intenso scambio epistolare (di cui poco è rimasto), si arricchisce di contenuti anche la figura del macedone e le sue mirabili conquiste ai confini del mondo, fino alla morte improvvisa, quanto misteriosa, e la lotta per la successione. 
  
Da Diodoro a Plutarco, lo studioso attinge a fonti al netto di servilismo e propaganda. Altrimenti non sarebbero venute fuori le ombre che si profilano sulla morte di Filippo, cui moglie e figlio non sarebbero del tutto estranei (anche se ci sono più versioni).     

Ne esce un ritratto di straordinaria modernità (“donna e regina assolutamente fuori dagli schemi”), di una donna forte che “brilla di lice autonoma” (non diremo come morirà), che fu abile pr di se stessa, oltre che del figlio a cui scriveva di stare in guardia dagli amici più vicini, soprattutto quelli che gratificava. 
   
Sono i saggi palpitanti, vivi come questo che ci avvicinano alla storia, oltre che alla bellezza e alla grandezza di cui forse inconsciamente resta qualcosa nel nostro dna.

Daniel Sentacruz Ensemble tornano nelle radio con il singolo 'Mara e il mare'

MILANO - Ci hanno lasciato con "Linda (bella Linda)" e sono tornati con "Mara (e il mare)", dopo 30 anni di assenza i Daniel Sentacruz Ensemble. In radio da Venerdì 31 Maggio con il singolo "Mara e il mare", brano scritto da Enzo Leomporro degli Audio 2, con Giovanni Russo e Domenico della Vecchia, un giro armonico degli anni 60, ma con un sound digitale. Da notare la particolare intro, con frammenti di ricerca della stazione radio, che possono essere utilizzati dai DJ per invitare il pubblico ad indovinare i titoli e i nomi degli artisti. Della formazione originale capitanata da Ciro Dammicco, oggi sono rimasti i tre solisti Mara Cubeddu, Rossana Barbieri e Gianni Minuti.

A Stornara lo 'Stramurales 2019'


STORNARA (FG) - Stornara Life, associazione di promozione sociale di Stornara, si sta organizzando per scrivere la seconda pagina d’Arte nella piccola cittadina di Capitanata annunciando la seconda edizione del Festival di Street Art Stramurales. L’evento si terrà dal 28 luglio al 4 agosto 2019 e interesserà numerosi artisti famosi a livello nazionale e internazionale, oltre ad altrettanti emergenti a livello locale. 

Grazie al brillante e indiscusso successo della prima edizione, numerosi cittadini hanno volontariamente richiesto di diventare parte attiva della seconda, integrandosi nella macchina organizzativa anche sostenendo l’evento donando un piccolo contributo economico. Il primo fan della manifestazione si riconferma il Primo Cittadino Rocco Calamita.

Gli artisti dipingeranno i muri in piu’ punti del paese, dal centro alle periferie. Un uragano di cultura e arte che travolgerà per circa una settimana la pacata routine che caratterizza l’intero contesto cittadino della provincia di Foggia, per la gioia di grandi e piccini. 

A corredo dell’evento ci saranno numerose attività collaterali che, insieme ai murales, lasceranno per l’ennesima volta il segno.

E’ stata riconfermata la direzione artistica a Lino Lombardi, fotografo e grafico professionista, nonché presidente dell’associazione. Ad affiancarlo ci saranno gli illustrissimi maestri Gioacchino Loporchio e Cosimo Tiso.

L’obiettivo degli organizzatori è quello di creare il Festival di Street Art piu’ grande della Puglia e dell’intero Sud Italia, valorizzando a 360° tutto ciò che riguarda il nostro territorio: cultura, arte, gastronomia…

“Stramurales non è una meta da raggiungere ma il punto di partenza per sviluppare il tessuto sociale del nostro territorio, a partire dai piu’ giovani!”, è quanto dichiara Silvio Marzano, vice-presidente di Stornara Life APS.

Tutti gli altri dettagli sull’evento verranno resi noti man mano nelle prossime settimane attraverso il gruppo facebook “Stornara Life” e la pagina facebook della manifestazione “Stramurales”. Da quest’ultimi è possibile comunicare con gli organizzatori per qualsiasi informazione legata all’evento, sostenere l’arte e la cultura donando un piccolo contributo economico, diventare protagonista partecipando come Artista o mettersi a disposizione degli organizzatori durante i giorni della manifestazione.

Lecce, al via il 'Salento Book Festival'


LECCE - Martedì 4 giugno 2019, alle ore 10.30, presso il Chiostro del Convitto Palmieri a Lecce si terrà la conferenza stampa di presentazione del "Salento Book Festival" 2019 che si apre il prossimo 6 giugno. I contenuti della nona edizione saranno presentati al direttore artistico Luca Bianchini e dal direttore organizzativo Gianpiero Pisanello. Interverranno l'assessore regionale all'industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone e gli amministratori dei sei comuni coinvolti dalla rassegna, in particolare il sindaco e l'assessore alla cultura di Aradeo Luigi Arcutie Georgia Tramacere, il sindaco di Corigliano Dina Manti, il sindaco di Galatone Flavio Filoni, il sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, il sindaco e l'assessore alla cultura di Galatina Marcello Pasquale Amante e Cristina Dettu', e il sindaco e l'assessore alla cultura di Nardò Pippi Mellone e Ettore Tollemeto.

Il festival prenderà il via il prossimo giovedì 6 giugno. Il direttore artistico Luca Bianchini presenterà a Nardò il suo ultimo romanzo “So che un giorno tornerai” (Mondadori).

Il Salento Book Festival è finanziato dall’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia nell'ambito del FSC 2014-2020 e con il contributo del Comune di Aradeo, Comune di Corigliano d’Otranto, Città di Galatina, Comune di Galatone, Comune di Gallipoli e Città di Nardò. L’evento è patrocinato da Provincia di Lecce, Università del Salento, Pugliapromozione e Ordine dei Giornalisti di Puglia.

www.salentobookfestival.it

Info al numero 3485465650. 

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