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Ex Marcegaglia: Borraccino scrive a Di Maio

BARI - Una nota dell’assessore allo Sviluppo Economico, Mino Borraccino: “Con una nota formale trasmessa questa mattina all’attenzione del Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ho sollecitato il Governo nazionale ad adoperarsi concretamente e fattivamente per consentire la proroga degli ammortizzatori sociali per i 53 lavoratori dello stabilimento ex-Marcegaglia di Taranto, dal momento che la mobilità in deroga scadrà nel prossimo mese di febbraio.

Nel corso di una riunione svolta lo scorso 19 dicembre presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico - prosegue la nota - furono date ampie rassicurazioni da parte dei rappresentanti del Governo sul fatto che sarebbero state fatte tutte le opportune verifiche al fine di introdurre una norma che consentisse la possibilità di prorogare gli ammortizzatori, in modo da continuare a garantire un sostentamento ai lavoratori interessati e alle loro famiglie, in attesa di accertare se ci siano davvero le condizioni per la cessione, da parte dell’impresa Marcegaglia, dello stabilimento di Taranto ad altre realtà industriali intenzionate a rilevare il sito e a riprendere l’attività produttiva, riassorbendo gli ex dipendenti.

A tutt’oggi però il Governo nazionale non ha dato alcun seguito alle sue rassicurazioni e nella legge di bilancio per il 2019, recentemente approvata, non c’è alcuna norma che vada nella direzione da noi auspicata, contrariamente a quanto ci aspettavamo.

Da qui l’esigenza di sollecitare l’esecutivo e, in particolare il Ministro competente, Luigi Di Maio, ad intervenire tempestivamente, anche utilizzando lo strumento della decretazione d’urgenza (ricorrendone i presupposti di necessità e urgenza), visto l’approssimarsi della scadenza degli ammortizzatori sociali per questi lavoratori e in ragione della loro crescente preoccupazione e angoscia per una situazione che, se non risolta in tempi brevi, potrebbe avere rilevanti e gravissime ripercussioni sul piano sociale in un’area, come quella di Taranto, già particolarmente complessa sotto il profilo occupazionale.

Auspico, pertanto, un rapido intervento del Governo e ribadisco l’impegno della Regione Puglia a fare tutto quanto nelle sue prerogative per difendere le ragioni dei lavoratori in questa complessa vicenda”, conclude Borraccino.

Primarie, Ventola: "Bella giornata per il centrodestra pugliese, ma Fi le faccia anche a Foggia"

BARI - “Oggi è stata davvero una bella giornata per il centrodestra pugliese: la decisione di Forza Italia di partecipare alle Primarie per la scelta del candidato sindaco di Bari rafforza l’intera coalizione e, qualunque sia il nome che verrà fuori dai Gazebo il 17 febbraio, ci dà l’opportunità di essere per i baresi un’alternativa vincente, seria e compatta contro il sindaco Decaro". Così il coordinatore regionale di Direzione Italia, Francesco Ventola.

"Questa volta davvero il vento sta cambiando - prosegue Ventola - e lo si avverte anche per l’attenzione e la partecipazione che avvertiamo già attorno alle Primarie che saranno il trampolino di lancio di una campagna elettorale che ci vedrà tornare al governo della Città di Bari.
Ringrazio davvero la dirigenza di Forza Italia per l’importante decisione presa nell’interesse dell’intero centrodestra. Ora l’auspicio è che la decisione, nelle prossime ore, venga estesa anche a Foggia", conclude.

Mazzarano: "150 mila euro per i Carnevali, impegno mantenuto"

BARI - “Mantenuto l’impegno assunto dalla Regione Puglia in sede di approvazione di bilancio di previsione per il 2019: assegnati 150.000 euro, 50.000 ciascuno, ai tre carnevali storici pugliesi di Putignano, Manfredonia e Massafra”.
Lo rende noto il consigliere regionale del Pd, Michele Mazzarano, nell’esprimere piena soddisfazione per questo risultato grazie al lavoro svolto con l’amministrazione regionale ed in particolare con l’assessorato alla Cultura.

“In particolare il Comune di Massafra - sottolinea Mazzarano - per la prossima edizione del Carnevale potrà usufruire della somma di 50.000 euro stanziati dalla Regione Puglia. Posso già anticipare che nei prossimi giorni l’assessore Loredana Capone scriverà una lettera al Sindaco di Massafra affinché il Comune possa presentare in tempi brevi il progetto della edizione del Carnevale di quest’anno, comprensivo di tutte le manifestazioni e gli eventi previsti, per consentire alla Regione di stanziare le somme assegnate e procedere successivamente alla rendicontazione delle spese.
“Si tratta di un provvedimento di grande valore - aggiunge Mazzarano - l’ennesimo segnale da parte della Regione Puglia per la promozione e la valorizzazione degli eventi storici che fanno parte della nostra cultura e delle nostre tradizioni, tra l’altro riconosciuti a livello nazionale
“Una boccata di ossigeno anche economica nei confronti di un settore in difficoltà - conclude Mazzarano - e che risponde alle aspettative ed alle sensibilità dei territori”.

Sea Watch, l'Ue: "Trattativa indegna, basta con i rinvii". Conte: "Manderò un aereo"


BRUXELLES - Il premier Conte prende posizione sui 49 migranti delle navi ong Sea Eye e Sea Watch e sugli altri 249 che sono a Malta da dicembre. 'C'è un limite al rigore', sostiene il premier in tv che annuncia che l'Italia è pronta ad accogliere almeno donne e bambini.

Per sbloccare la situazione anche Parigi e Berlino riceveranno 50 persone ognuna a patto che anche gli altri Paesi membri partecipino.

L'Ue ipotizza di trasferire solo chi può avere asilo. Ma la soluzione non trova d'accordo Salvini: 'Non cambio idea, non sbarca nessuno', dice. 'Allora manderò un aereo', taglia corto Conte. E in serata nuova replica di Salvini: 'Conte va a prenderli in aereo? Mah...'.

"Non cambio e non cambierò mai idea: un cedimento significherebbe riaprire le porte al traffico di esseri umani. Chi vuole salvare vite deve bloccare gli scafisti e le ong che con la loro presenza aiutano lo sporco lavoro degli scafisti", sostiene Salvini in diretta Facebook. Dunque nessuno "arriverà mai con il consenso mio e della Lega. E se qualcuno, anche all'interno del governo, accetterà di cedere alle imposizioni di scafisti, trafficanti e Ong, non farà un buon servizio a quelle persone".
Sul caso dei 49 migranti a bordo di Sea Watch e Sea Eye “gli Stati membri ora devono dimostrare solidarietà concreta. Le persone a bordo devono essere sbarcate in sicurezza e senza ulteriori rinvii”. Così il portavoce della Commissione, Margaritis Schinas, dopo la discussione di ieri tra gli ambasciatori dell'Ue.

“I contatti continuano intensamente”, ha dichiarato Schinas, sottolineando che ieri sono stati fatti “progressi”. "Con gli scafisti e i trafficanti nessuna complicità". Lo ribadisce il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini sottolineando che sta lavorando "per diminuire ancora gli sbarchi, agevolare gli arrivi via aereo di chi scappa davvero dalla guerra con i corridoi umanitari e moltiplicare le espulsioni". Secondo i dati del ministero dal 1 gennaio ad oggi nessun migrante è sbarcato in Italia mentre nello stesso periodo dell'anno scorso sono stati 453.

Giungono intanto notizie dalla nave. "Per il diciottesimo giorno siamo ostaggio in mare dei governi europei. La situazione è tesa ma almeno tutti mangiano di nuovo": si tratta dell'ultimo messaggio giunto via Twitter dalla Sea watch questa mattina, riferito ai 49 migranti soccorsi da due navi, da 18 giorni in attesa di un permesso di sbarco in un porto europeo del Mediterraneo. Nelle scorse ore alcuni migranti avevano cominciato a rifiutare il cibo, esasperati dalle condizioni a bordo, ma oggi hanno ripreso a mangiare.

Puglia: si dimette l'assessore all'Agricoltura

di PIERO CHIMENTI - L'assessore all'Agricoltura della Regione Puglia Di Gioia ha dato le sue dimissioni in polemica con il governatore della Puglia Emiliano. Le ragioni di tale gesto sono da attribuire in "considerazione del fatto che - scrive - come nelle sue prerogative il Presidente Emiliano ha avocato a sé la regia politica sulla materia agricola".

Ieri il Presidente della Regione aveva incontrato alcuni rappresentanti dei gilet arancioni, dopo che la protesta era montata per il riconoscimento dello stato di calamità per i danni causati dalla nevicata del febbraio 2018 e per la Xylella che si sta estendendo oltre il Salento.

Damascelli: “Fiction tragicomica, Puglia merita politica seria” -  Nota del consigliere regionale di Forza Italia, Domenico Damascelli. “Una fiction tragicomica quella tra Emiliano e l’assessore Di Gioia, ambientata su Facebook, tra dimissioni annunciate e respinte. Il tutto dopo la forte protesta degli agricoltori, che hanno fatto sentire il loro grido di dolore. Ma presidente e assessore hanno inscenato una performance, come se il fallimento nella lotta alla Xylella, i pasticci nei bandi del Psr e le gelate fossero problemi scoperti ieri. E, invece, non è così: sono questioni incancrenite che si trascinano da anni, su cui portiamo avanti una battaglia quotidiana in Consiglio regionale: richieste di audizioni, interrogazioni, mozioni e note stampa per aprire gli occhi ad una Giunta che ha deciso - da tempo, non da ieri - di non guardare. Per questo, non solo Di Gioia è arrivato in ritardo, ma Emiliano non può pensare di prendere in giro gli agricoltori: sono anni che il settore primario, vitale per la Puglia, è in gravissime difficoltà ed il presidente, davanti alle nostre segnalazioni continue, ha sempre difeso l’operato del suo governo, sventolando risultati positivi inesistenti. La Puglia, gli agricoltori, i lavoratori hanno bisogno di serietà e non di spettacoli sui social network che sviliscono la politica ma soprattutto avviliscono i cittadini”.

M5S: “Agricoltori disperati devono sorbirsi anche lo psicodramma social Emiliano-Di Gioia. Dimettetevi" - Nota degli 8 consiglieri regionali M5S Puglia: "Non sono bastati i danni inquantificabili arrecati da questa Giunta regionale all'agricoltura pugliese tra una emergenza Xylella mai gestita e una gestione disastrosa del PSR mentre tanti agricoltori si sono indebitati per fare investimenti su misure che sono ancora bloccate al TAR. Oltre al danno la beffa: agli agricoltori in estrema difficoltà e a tutti i pugliesi tocca anche assistere alle scaramucce sui social network tra l'assessore regionale Leonardo Di Gioia che, offesosi con Emiliano minaccia dimissioni su Facebook, con tanto di risposta sempre su FB del Presidente della Regione che lo invita a restare per portare a compimento altri disastri insieme. Ci chiediamo che male abbiano fatto i pugliesi per meritarsi un tale spettacolo da due cariche istituzionali di tale rango della nostra povera Regione. Emiliano e Di Gioia facciano un favore a noi e a tutti i pugliesi, si dimettano entrambi e lo facciano al piú presto, torniamo al voto e diamo a questa regione la possibilità di ripartire. La Puglia ha già pagato abbastanza".

Di Maio, "Macron? Paragonò Governo M5S-Lega alla lebbra"


ROMA - "La ministra per gli Affari europei Nathalie Loiseau, dopo la mia lettera di ieri mattina ai Gilet Gialli, ha dichiarato: "La Francia si guarda bene dal dare lezioni all'Italia. Salvini e Di Maio imparino a fare pulizia in casa loro". Forse si dimentica di quando il suo presidente, Macron, parlando del nostro governo ci aveva paragonato alla lebbra". A scriverlo su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio su Facebook che sottolinea le sue parole: "Li vedete crescere come una lebbra, un po' ovunque in Europa, in Paesi in cui credevamo fosse impossibile vederli riapparire".

"Quanta ipocrisia - prosegue Di Maio - Il popolo francese chiede il cambiamento e un maggiore ascolto delle loro esigenze. Non posso non condividere questi desideri, nè penso di dire nulla di offensivo verso i cittadini francesi. E' chiaro che qualcosa deve cambiare. Come ad esempio è ora di smettere di impoverire l’Africa con politiche colonialiste, che causano ondate migratorie verso l’Europa e che l'Italia si è trovata più volte a dover affrontare da sola".

Banche, Di Maio: "A Carige non abbiamo dato neanche un euro"

ROMA - Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio è intervenuto nella polemica politica scoppiata dopo che il Cdm ha varato ieri il decreto salva-Carige: "Quante balle dei giornali, di Renzi e della Boschi sulle banche. Proprio loro parlano! - scrive in un post su Facebook - le smonto tutte in 10 punti che vi prego di diffondere al massimo!".

Quindi il vicepremier inizia l'elenco: "1. Non abbiamo dato un euro alle banche. 2. Abbiamo scritto in una legge che se serve lo stato potrà garantire nuovi titoli di Stato e potrà ricapitalizzare. Speriamo non serva. 3. Se si dovesse usare quella garanzia o se si dovessero mettere soldi pubblici, banca Carige deve diventare di proprietà dello Stato. Ovvero deve essere nazionalizzata. 4. In questo modo non ci sarà nessun regalo ai banchieri e nessun azionista e obbligazionista truffato".

"Mentre Renzi e Boschi i risparmiatori li hanno ignorati e dimenticati, noi siamo intervenuti subito a loro difesa senza fare favori alle banche, agli stranieri o agli amici degli amici. Bene l’azione a tutela dei risparmiatori liguri e Italiani e bene il miliardo e mezzo stanziato in manovra per gli altri cittadini truffati”. Così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

"Il presidente del Consiglio ieri era in Consiglio dei Ministri? Si è allontanato prima della decisione sulla banca Carige? Esiste un evidente conflitto di interesse tra il giro stretto delle amicizie professionali di Conte e i provvedimenti del governo?". A chiederlo 25 senatori Pd, in una interrogazione urgente rivolta allo stesso premier Conte, a prima firma di Simona Malpezzi e Dario Parrini e sottoscritta dai colleghi Fedeli, Collina, Margiotta, Alfieri, Astorre, Garavini, Bellanova, Rojc, Magorno, Boldrini, Manca, Cucca, Bini, Sudano, Valente, Misiani, Iori, Laus, D'Alfonso, Ginetti, Giacobbe, Patriarca e Verducci.

In particolare, scrivono i senatori dem, "il Professor Guido Alpa è stato presente nella Commissione esaminatrice del concorso svolto nel 2002 per l'assegnazione della cattedra di Diritto privato, vinto dall'attuale Presidente del Consiglio Avvocato Conte e ha condiviso con lo stesso uno studio legale. Il Professor Alpa è stata una figura di primo piano nella storia recente dell'istituto ligure. Dal 2009 al 2013 è stato membro del consiglio di amministrazione di Carige - continuano i parlamentari Pd - mentre dal dicembre 2013 al febbraio 2014 di quello della Fondazione Carige, azionista di riferimento della banca. Da aprile 2013 a dicembre 2013 è stato invece Presidente di Carige Assicurazioni e Carige Vita Nuova. Lo stesso Presidente del Consiglio dei ministri-si legge nell'interrogazione dei senatori Pd- ha svolto nel recente passato a lungo il ruolo di consulente e legale di Raffaele Mincione, socio di Banca Carige".

Cassano all'Arpal, Congedo: "Poltronificio Emiliano assume ancora"

LECCE - "Ormai è un dato: la Regione Puglia nelle mani del presidente Michele Emiliano è un poltronificio. La nomina di Massimo Cassano, ex esponente di centrodestra, nell'ARPAL -una delle più importanti agenzie regionali che si occupa di lavoro- è solo l'ultima delle trovate elettorali del governatore pugliese che, evidentemente, conscio della sua fallimentare gestione politica, utilizza figure totalmente lontane dalla sua identità politica per ingrassare l'elettorato di salvataggio a cui aggrapparsi per non rischiare la debâcle alle regionali 2020. Ma i pugliesi non hanno l'anello al naso e sapranno giudicarlo sapientemente". Così Erio Congedo, consigliere e coordinatore regionale Fratelli d'Italia Puglia.

Xylella: oggi Amati su Canale 7

BARI - Oggi, martedì 8 gennaio, alle ore 20 il Presidente della Commissione Bilancio Fabiano Amati sarà ospite in diretta negli studi di Canale 7 (canale 74 del digitale terrestre) per la trasmissione “Perché? L’Approfondimento oltre la notizia” per parlare di emergenza xylella e altro ancora. Il programma sarà in diretta con successive repliche questa sera alle 21.00 e alle 23.40. La trasmissione è visibile simultaneamente anche in streaming su www.canale7.tv e disponibile on demand sullo stesso portale.

Lecce: Stefàno (Pd), "La politica é anche stile e dignità. Da Carlo una bella lezione"

LECCE - “La città di Lecce ha chiesto a gran voce il cambiamento, riconoscendo un ruolo guida a Carlo Salvemini ed alla sua squadra. Un sindaco perbene che ha dato una lezione di stile e dignità che ha fatto apparire ancora più piccola l'opposizione”. È il commento di Dario Stefàno, senatore PD, alle dimissioni del sindaco di Lecce.

“Sono abituato a guardare il bicchiere mezzo pieno e considero questo pit stop come un momento in cui fare chiarezza all’interno sul quadro politico cittadino ma anche nel rapporto tra il centrosinistra e i leccesi. Qualcuno, evidentemente privo di una proposta politica seria per la città, pensava di poter vivere di espedienti, di aver trovato un escamotage per mettere il cappio al collo al sindaco, per tenerlo sempre sotto scacco. Sono gli stessi che pensano sia sufficiente raccogliere delle firme dinanzi al notaio per stoppare l’ambizione di una città di abbracciare una stagione nuova.

“Lo ringraziamo insieme agli assessori e ai consiglieri, per aver lavorato con competenza e onestà in condizioni non favorevoli, chiedendo loro di rimetterci subito a lavoro".

Gilet gialli, Salvini: "Sostegno a chi protesta ma no a violenze"

ROMA - "Sostegno ai cittadini perbene che protestano contro un presidente che governa contro il suo popolo ma assoluta, ferma e totale condanna di ogni episodio di violenza che non serve a nessuno". Sono le dichiarazioni del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in una nota.

Trivelle, Emiliano replica a Di Maio e Costa: "Sono ancora in tempo per bloccare autorizzazionI"

BARI - “La Regione Puglia ha da sempre una parola sola, continueremo a batterci per proteggere il nostro mare, l’ambiente e l’economia pugliese”. È quanto dichiara il presidente della Regione Michele Emiliano con riferimento alle nuove autorizzazioni rilasciate il 31 dicembre 2018 per la ricerca di idrocarburi nel Mar Ionio: la Regione Puglia impugnerà i suddetti permessi di autorizzazione alla ricerca.

“Sulla questione Trivelle - prosegue Emiliano - la Regione Puglia ha, nel tempo, impugnato i pareri favorevoli di Valutazione di impatto ambientale (VIA) rilasciati dal Ministero dell'Ambiente (MATTM) propedeutici per le autorizzazioni alla ricerca o prospezione di idrocarburi nel mare Adriatico e nel mar Ionio.

Le censure sollevate riguardano la omessa valutazione della effettiva dimensione dell'area interessata dalle operazioni di ricerca o prospezione, la (in)competenza dei membri della Commissione preposta al rilascio dei pareri, nonché gli effetti (negativi) per l’ambiente derivanti dall'uso della tecnica dell’air-gun.

Sino a oggi, il Giudice amministrativo ha rigettato i ricorsi, ritenendo che le scelte effettuate dalle amministrazioni statali coinvolte (MATTM e MISE - Ministero per lo Sviluppo economico) siano sottratte al sindacato giurisdizionale, in quanto frutto dell’esercizio di discrezionalità tecnica, amministrativa ed istituzionale spettante in via esclusiva ai Ministeri competenti.

Di Maio e Costa, i responsabili dei dicasteri coinvolti, hanno recentemente affermato che, una volta intervenuta la VIA favorevole, l’autorizzazione sarebbe un “atto dovuto” e il dirigente, a meno di non compiere un reato, giammai avrebbe potuto negarla. I Ministri, con queste dichiarazioni, trincerandosi dietro una assurda e inesistente ipotesi di reato, hanno volutamente omesso di considerare che, in sede di autotutela, l’amministrazione statale avrebbe potuto disporre il riesame della VIA già rilasciata, sulla base di evidenze scientifiche di segno contrario, peraltro avvalendosi delle competenze e professionalità della rinnovata Commissione VIA.

Del resto, lo stesso ministro Di Maio, riferendosi alla vicenda Trivelle e al lavoro della Commissione VIA, nominata dal precedente Governo, ha dichiarato che il  Ministro  Costa, appena insediato, ha deciso “di sciogliere quella commissione che aveva dato l’ok a questa porcata”.

Ora non solo hanno una nuova Commissione, ma hanno anche il tempo per esercitare l'autotutela. Invece, in modo ipocrita e strumentale, si limitano ad auspicare il blocco delle autorizzazioni da parte dell'autorità giurisdizionale.

Ancora una volta, come in un film già visto con TAP e ILVA,  il ministro Di Maio non ha il coraggio di assumere la decisione che gli compete, lasciando il cerino in mano alla Regione che è costretta ad azionare il contenzioso (peraltro incessantemente sollecitato in Consiglio regionale dal Movimento 5Stelle); contenzioso che con molta probabilità finirà per ribadire che il Giudice Amministrativo non può sindacare le decisioni dello stesso Ministro!

Ancora una volta siamo di fronte al gioco delle tre carte alla faccia degli elettori e dello sbandierato cambiamento!”.

Turco: “Un consiglio regionale a Taranto per fermare questo scempio nello Jonio” - “La Puglia è dalla parte dell’ambiente, della tutela del suo paesaggio e del suo mare. E abbiamo il dovere di difendere le sue posizioni in ogni sede. Anche con un consiglio regionale monotematico da tenersi nella città di Taranto. Da Taranto deve partire un messaggio chiaro al Governo e al ministro Di Maio: si amministra un Paese con il coraggio e la coerenza delle scelte e non rimangiandosi la parola data. Per fortuna i pugliesi, già presi in giro su Ilva e Tap, stanno prendendo consapevolezza di queste continue giravolte romane”.

Lo dichiara il consigliere regionale de La Puglia Con Emiliano, Giuseppe Turco, firmatario assieme ad altri sei colleghi ionici (Borraccino, Liviano, Mazzarano, Morgante, Pentassuglia e Perrini) di una richiesta di consiglio regionale monotematico sulle trivellazioni nel mar Jonio, autorizzate dal Mise lo scorso 31 dicembre.

“Ho deciso di sottoscrivere questa richiesta – spiega Turco – perché credo che il consiglio regionale debba sostenere le azioni già annunciate dal governatore Emiliano per fermare questo scempio ambientale. Non possiamo tollerare delle scelte calate dell’alto, che minano le nostre bellezze naturali. E sono convinto che tutta la provincia ionica si mobiliterà per questa sacrosanta causa. Il nostro mare non si trivella. Il nostro mare non è in vendita”.

Si dimette il sindaco di Lecce. "Brutta pagina per la città"

LECCE - Il sindaco di Lecce Carlo Salvemini ha rassegnato le dimissioni dopo l'approvazione della manovra. Il ritorno alle urne è previsto per il 26 maggio.

Nel primo di lunedì 7 gennaio i 17 consiglieri di centrodestra, eletti nel 2017 nelle file della coalizione a sostegno del candidato sindaco Mauro Giliberti, hanno formalizzato le proprie dimissioni. Di fatto, prendendo atto della situazione politica e sancendo la fine dell’amministrazione guidata da Salvemini.

A far fare il passo indietro al primo cittadino leccese, dopo l'approvazione del bilancio, è stato il rendersi conto di non aver più la fiducia della maggioranza dei consiglieri, dopo che tre di essi, su cui si poggiava la sua 'traballante' giunta, erano tornati all'opposizione.

“Le dimissioni di Salvemini costituiscono l’inevitabile epilogo di una storia politica affrontata con dilettantismo e con ostentata sufficienza, in un contesto nel quale doveva trovare spazio, e ragione, l’analisi dei risultati elettorali riveduti e corretti dalla magistratura”. Lo dichiara il presidente de La Puglia con Emiliano, Paolo Pellegrino, commentando le dimissioni del sindaco di Lecce, Carlo Salvemini.

“Già nei mesi scorsi – sottolinea Pellegrino – fui profetico ribadendo che il superamento dell’impasse determinato dalla sentenza del Consiglio di Stato andava certamente perseguito nel contesto di un accordo chiaro e strategico con lo schieramento opposto e non con accordicchi privi di spessore ed esclusivamente finalizzati a rianimare temporaneamente il sindaco. E a quanto pare il tempo mi ha dato ragione.

Peccato, perché adesso da questa vicenda ne escono tutti sconfitti. Ne esce sconfitto il centrosinistra che vede interrotta la esperienza di governo, che peraltro ha dato evidenti segnali di interesse nei confronti dei problemi della città. Ma ne esce sconfitto anche il centrodestra che ha spinto nel buio la città senza una seria prospettiva di programma e di candidato sindaco, essendo noto che le aspirazioni sono tantissime e nessuna, almeno allo stato, in condizioni di assorbire le altre in un’armonica strategia politica”.

“Ma – sottolinea ancora Pellegrino – ne esce sconfitta soprattutto la città, cioè la parte che ha guardato attonita e indifferente l’evolversi dei fatti senza esserne protagonista. Ecco perché all’indomani della accettazione da parte di Carlo Salvemini del sostegno esterno di alcuni consiglieri di centrodestra avevo sentito il bisogno di consigliare una presa di posizione forte che oscillava tra le immediate dimissioni o l’apertura di un dialogo a tutto campo. Inascoltato provo amarezza per la mia Città e avrei preferito dire 'avevo torto'”.

Sanità Lecce, Pet usata senza collaudo. Interrogazione M5S: "La malasanità di Emiliano mette a rischio vite umane"

LECCE - “Non si può far passare sotto silenzio quando accaduto all’interno dell’oncologico del Vito Fazzi di Lecce. Presenteremo un’interrogazione per fare chiarezza su come sia stato possibile che il macchinario per le eseguire la PET sia stato usato senza il collaudo obbligatorio”.
Lo dichiarano i consiglieri del M5S Antonio Trevisi, Antonella Laricchia e Cristian Casili in seguito alla notizia della PET utilizzata dal 2014 nel polo oncologico all’interno del complesso ospedaliero leccese, nonostante il collaudo sia stato perfezionato solo l’11 luglio del 2018.

“LA PET - continuano - è un esame di fondamentale importanza per i pazienti oncologici, che devono farla in totale sicurezza. Non ci deve sorprendere che molti pazienti salentini vadano a curarsi fuori dal territorio pugliese, dal momento che in Puglia non si riesce neanche a garantire il livello base di assistenza. Molto spesso per eseguire l’esame si è costretti ad andare in altre regioni a causa dell’inefficienza delle nostre strutture. Ci chiediamo come sia stato possibile aspettare quattro anni per il collaudo di questo macchinario di ultima generazione e come mai di questa anomalia ci si sia accorti solo qualche mese fa. Una situazione su cui va fatta la massima chiarezza. Simili episodi non devono mai più ripetersi”.

Trivelle, Perrini: "Basta scontri a distanza, Emiliano e M5S spieghino in aula cosa stanno facendo per impedirle"

BARI - Dichiarazione del consigliere regionale tarantino di Direzione Italia, Renato Perrini. “Gli scontri politici a distanza sono inutili, dannosi per il nostro territorio e dal sapore decisamente populista e propagandista. Negli ultimi giorni il presidente Emiliano - prosegue - ha aperto uno scontro con il ministro Centinaio per l’Agricoltura e nelle ultime ore con il ministro Di Maio per le Trivelle. Questi dibattiti a distanza mi hanno stancato! Per questo ho presentato un’interrogazione urgente perché dell’autorizzazione alla trivellazione nel Mar Ionio se ne discuta in Consiglio regionale lì dove il presidente Emiliano potrà spiegare, non in maniera generica e vaga, quali sono i puntuali provvedimenti amministrativi-giudiziari che intende intraprendere. Le mobilitazioni dei No Triv vanno bene, ma la sensazione è che per Emiliano siano più l’avvio dell’ennesima campagna elettorale, mentre il “mio” mare, così come il mio territorio, di tutto ha bisogno tranne che di ennesime parole e slogan. Nel Consiglio regionale, poi, mi piacerebbe sentire cosa hanno da dire i colleghi regionali del Movimento 5 Stelle, paladini della battaglia contro le trivelle: Di Maio si è giustificato dicendo che si tratta di concessioni date dal precedente governo. Ma qui non siamo di fronte - spiega - a un bando europeo di vendita dell’ex Ilva, vinto legittimamente da Acelor Mittal e quindi impossibile da revocare, non siamo di fronte ad accordi internazionali come nel caso della Tap che prevedevano indennizzi miliardari e non sostenibili. Qui siamo di fronte a una concessione con una multinazionale, un rapporto a due non internazionale e senza gara. Possibile che non si possa tornare indietro? Gli otto consiglieri grillini cosa stanno facendo per impedire che il Mar Ionio sia preda delle multinazionali?”, conclude Perrini.

Parlamentari, Salvini: "Taglio stipendi è sacrosanto"

ROMA - Il taglio degli stipendi dei parlamentari messo in agenda da M5s è "sacrosanto" ha detto il vicepremier Salvini. "Non ci fermiamo, non possiamo fermarci. Avanti con il taglio dell'ennesimo privilegio", aveva scritto in mattinata su Facebook Francesco D'Uva, capogruppo M5s alla Camera. "Grazie alla tenacia di Luigi Di Maio e all'impegno di tutti i portavoce stiamo portando avanti tante battaglie che incarnano in pieno i principi del Movimento 5 stelle. Dalla lotta agli sprechi si puo' ristabilire equità sociale. Ma questa battaglia di civiltà non è soltanto simbolica. Può diventare una risorsa per i cittadini e per l'intero Paese".

Sempre sui social il vicecapogruppo M5s alla Camera, Francesco Silvestri, aveva scritto: "Tagliamo lo stipendio dei parlamentari. Noi lo facciamo da sempre, ma dopo il nostro esempio devono farlo tutti. Tutti dobbiamo tendere una mano verso chi ormai da anni guarda alla politica con distacco, verso chi è stato abbandonato. Questa è la motivazione più importante che deve spingerci a ridurre le differenze tra chi sta dentro e chi sta fuori il palazzo. Inoltre, il taglio agli stipendi parlamentari non è solo una questione morale, ma trova riscontri pratici e concreti perché con quei soldi risparmiati si aiutano i cittadini, le piccole e medie imprese, i comuni colpiti da emergenze", ha concluso Silvestri.

Migranti, Salvini: "Giusto che Di Maio parli ma decido io"

ROMA - "In Italia non arriva proprio nessuno. Porti chiusi, sbarrati. Giusto che Di Maio parli e che dica il suo pensiero. E va benissimo che parlino pure Fico e Di Battista e che si discuta tra di noi e con il premier Conte, ma in materia di migranti quello che decide sono io". Così il vicepremier Matteo Salvini in un colloquio con il Messaggero.

"Io - sottolinea - lavoro per non far partire le donne, i bambini e tutti gli altri dai loro Paesi, e per evitare il rischio che muoiano nel deserto o nel Mediterraneo. L'Italia è stata troppo a lungo un porto aperto, mentre l'Europa se ne infischiava dei migranti e ci derideva. Ora basta. Non si possono fare concessioni sui principi e il principio è che qui, se non attraverso i corridoi umanitari e in maniera controllata e legale, non entra più nessuno. Questa è la linea e non si cambia".

Per il leader della Lega non ci sarà nessuna crisi di governo, perché quella con Di Maio è "una coabitazione che funziona. E sono contento che sia tornato Di Battista dalla sua vacanza, così ci dà una mano. Ognuno dice la sua ma intanto facciamo tante cose insieme, e più di quelli che ci hanno preceduto. Non c'è niente di male ad avere qualche opinione diversa, questa è la politica". Ancora: "Da solo non sarei riuscito a fare quello che stiamo facendo insieme ai 5Stelle".

Sul decreto sicurezza, "per qualcuno che protesta, invece di amministrare le proprie città, ce ne sono molto altri, la maggioranza, e di ogni colore politico, che con molto realismo e buon senso ha capito che si tratta di provvedimenti capaci di rendere piu' facile il loro lavoro e piu' sicura la vita di tutti. Solo chi è prevenuto non lo sa". Salvini dice che non andrà a Palazzo Chigi a incontrare i sindaci insieme al premier Conte, "non si può parlare con chi non conosce la materia. Si vede che alcuni sindaci, al contrario di tanti altri, non hanno letto il decreto. Sennò non direbbero quello che dicono".

LE PAROLE DI DI MAIO - "Se l'Italia avesse fatto come Malta avremmo avuto tutta l'Europa contro. Abbiamo dato la disponibilità ad accogliere circa dieci persone: si tratta di donne e bambini e sia Malta sia Sea Watch fanno ostruzionismo, non permettendo lo sbarco e tenendoli a bordo". Lo dice il vice premier, Luigi Di Maio, in una intervista al Corriere della Sera. "Io, noi come governo - aggiunge - vogliamo che vengano tutelati donne e bambini. Che sbarchino a Malta e li accoglieremo".

Di Maio assicura che sul caso Sea Watch non ha scavalcato Salvini. "Ma no, assolutamente. Non ho sentito Salvini dire che donne e bambini devono rimanere sulle navi. Anzi. Ci siamo sentiti. Sono d'accordo sulla linea dura: non possiamo assumerci da soli i problemi dell'Unione Europea sui migranti".

Nell'intervista Di Maio assicura che "tutti i nostri sindaci applicheranno il dl sicurezza perche' e' una legge dello Stato. Il punto e' migliorare i provvedimenti anche alla luce dei nostri valori e lo abbiamo fatto. Anche la Lega ha votato alcuni nostri provvedimenti, pur non essendo totalmente favorevole".

Emiliano: "Fermare le trivellazioni nei mari italiani". Costa: "Mai dato autorizzazioni"

BARI - Accogliendo la richiesta del consigliere lucano Piero Lacorazza, al fine di rilanciare la lotta contro la ripresa della campagna di ricerche petrolifere nei mari italiani, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano invita per il prossimo 14 gennaio a Bari le componenti del Comitato Promotore dei Referendum antitrivelle che si è svolto il 17 aprile 2016, nonché tutti i rappresentanti interessati delle Regioni e dei Consigli Regionali che col loro voto chiesero lo svolgimento della consultazione referendaria.

Lo scopo è quello di costruire una nuova iniziativa politica per fermare le trivellazioni nei mari italiani.

Il presidente Emiliano dichiara: “È insopportabile la bieca ipocrisia di chi, dopo aver finto di lottare al nostro fianco, appena giunto al Governo del Paese anche grazie ai tanti elettori sensibili a questo argomento, ora assume le medesime condotte dei governi precedenti che si volevano contrastare con la richiesta di referendum antitrivelle.

Tali posizioni esprimono una totale indifferenza per le questioni ambientali e per la tutela dei nostri mari e dei nostri territori senza alcuna reale prospettiva di sviluppo economico.

Ma soprattutto un cinismo spietato e lobbista come già constatato dalla Puglia nei voltafaccia insopportabili sulle questioni Ilva e Tap. La firma dei permessi di ricerca petrolifera con l’Air Gun tra Natale e Capodanno, dà il senso di una delusione grandissima nei confronti di avversari politici con i quali il Governo pugliese aveva lealmente collaborato su queste grandi battaglie senza esitare ad entrare in contrasto con i governi del centrosinistra.”

"LA REGIONE METTERÀ IN CAMPO OGNI AZIONE CONSENTITA DALLA LEGGE PER EVITARE QUESTO SCEMPIO" - In pochi giorni, il Ministro allo sviluppo economico Di Maio ha firmato 15 concessioni di ricerca idrocarburi nei mari italiani di cui tre nello Jonio. Non commento una scelta che, al pari delle decisioni assunte in questi sette mesi dal Governo giallo/verde su #TAP e #Ilva oltre alle parole farneticanti di Grillo sul dramma #Xylella, lascia senza parole. Non useró neppure le invettive che in questi anni hanno caratterizzato l'azione politica dei pentastellati, spero solo nella reazione del popolo pugliese, capace di mettere in campo una mobilitazione spontanea ora più che mai necessaria, per preservare la bellezza del nostro mare. Così in una nota l'Assessore allo Sviluppo economico Mino Borraccino.

COSTA: "MAI DATO AUTORIZZAZIONI A TRIVELLE" - Da quando sono Ministro non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari e mai lo farò". Lo scrive su Facebook il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa. "Non sono diventato Ministro dell'Ambiente per riportare l'Italia al Medioevo economico e ambientale" chiarisce Costa aggiungendo che "anche se arrivasse un parere positivo della Commissione Via, non sarebbe automaticamente una autorizzazione. Voglio che sia chiaro".

"I permessi rilasciati in questi giorni dal Mise sono purtroppo il compimento amministrativo obbligato di un sì dato dal ministero dell'Ambiente del precedente governo, cioé di quella cosiddetta sinistra amica dell'ambiente" prosegue aggiungendo che "noi siamo il governo del cambiamento e siamo uniti nei nostri obiettivi. Siamo e resteremo contro le trivelle. Quello che potevamo bloccare abbiamo bloccato. E lavoreremo insieme per inserire nel dl Semplificazioni una norma per bloccare i 40 permessi pendenti come ha proposto il Mise. Siamo per un'economia differente, per la tutela dei territori e per il loro ascolto".

Loizzo: "La protesta degli olivicoltori è sacrosanta". Domani manifestazione a Bari

BARI - Il presidente del Consiglio regionale della Puglia Mario Loizzo si dichiara a sostegno della mobilitazione degli agricoltori pugliesi, che domani 7 gennaio scenderanno in piazza con le più importanti organizzazioni di settore e dimostreranno a Bari per rivendicare interventi a salvaguardia del comparto olivicolo. “La protesta degli olivicoltori pugliesi è sacrosanta – dice il presidente Loizzo – ai danni ingentissimi provocati dalle gelate del marzo 2018, dalle altre calamità naturali e dalla tragedia della xylella, si aggiunge la beffa del Governo nazionale e della maggioranza giallo-verde, che non approvando la deroga costringono sostanzialmente gli agricoltori a non poter usufruire delle provvidenze previste dalle legge sulle calamità. Ci auguriamo che il buon senso prevalga e che a da a breve da Roma provengano segnali positivi, per vedere garantiti agli olivicoltori pugliesi gli indispensabili risarcimenti”.

Sicurezza, Cassano: "Contrapposizione inutile e dannosa"

BARI - “Trovare un punto di incontro, un’intesa tra sindaci e presidenti di Regione da una parte e governo dall’altra. Solo così si potrà rendere un servizio utile alla comunità e al contempo tutelare realmente quei migranti che possono legittimamente usufruire dello status di protetto”, è quanto sottolinea in una nota Massimo Cassano, già senatore e sottosegretario e attualmente coordinatore di Puglia popolare, in merito alle polemiche sul decreto sicurezza voluto da Matteo Salvini e che - dalla restrizione dei permessi di soggiorno umanitari ai centri Sprar – si occupa di diverse questioni che, secondo il Ministero, generano insicurezza.

“Sono certo – spiega Cassano . che una mediazione sia possibile a patto che abbia come unico fine non la lotta politica in vista delle prossime scadenze elettorali, ma l’interesse dei cittadini. Sono certo che sia possibile raggiungere una sintesi tra le necessità delle amministrazioni locali e quelle del governo, dimostrando da entrambe le parti un senso reale di maturità politica e lontano dalle sirene del protagonismo fine a se stesso. E se è vero che – come dicono i sindaci - chi ha il permesso di soggiorno umanitario in scadenza difficilmente potrà averlo rinnovato e rimarrà nel nostro Paese senza diritti, senza poter proseguire un percorso di integrazione sociale e lavorativa già avviato, è pur vero che l’intera questione migranti necessitava di alcuni punti fermi affinché buone iniziative – per esempio quella degli Sprar – applicate all’italiana non generino più danni che effetti positivi soprattutto nei piccoli Comuni”.

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