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Vino DiVino: un rosato da mettere subito in fresco: Sellaia


WALTER DENTICO -
Siete alla ricerca di un vino piacevole ed allo stesso tempo salutistico? Niente di più facile! A pochi passi da Gravina di Puglia, nell'oasi del Bosco di difesa Grande sorge Colli della Murgia, una delle prime aziende pugliesi a produrre in regime biologico.

Nei vigneti situati a quasi 500 metri s.l.m. non c è spazio per prodotti chimici in pieno rispetto per la ricca biodiversità ambientale. Il microclima gioca un ruolo fondamentale, difatti parliamo di terreni tipici dell'alta Murgia ovvero fatti di formazioni carsiche, tufacee, con importanti escursioni termiche che danno una chiara impronta ai vini dell' azienda.

Oggi degustiamo il Sellaia ottenuto da uve 100% primitivo, una bottiglia che racchiude tutto ciò che ci si può aspettare da un ottimo rosato, freschezza, piacevolezza, versatilità ed eleganza.

NOME: Sellaia rosato IGP Puglia
AZIENDA PRODUTTRICE: Colli della Murgia
VITIGNO: Primitivo 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 13
CATEGORIA DI PREZZO: 10-15 €

VISTA: Si presenta col tipico rosato color buccia di cipolla
OLFATTO: Al naso presenta note fruttate di frutta rossa fresca, frutti di bosco e ciliegie e. Note floreali di rosa rossa, lievi tracce di sottobosco
GUSTO: In bocca si avverte chiara e marcata l'impronta del territorio murgiano, il sorso è freschissimo, di notevole sapidità , ritornano quei profumi avvertiti al naso e sembra di masticare dei petali di rosa con una eleganza degna di nota. Sicuramente un rosato che lascia il segno

ABBINAMENTO: Salmone marinato, limone, arancia e zenzero
https://youtu.be/S4nd0uuWehY

Vino diVino: nel cuore del Salento per un rosato che sa di primavera

WALTER DENTICO - Questa settimana andiamo a degustare il Metiusco rosato dell'azienda Palamá,storica azienda della nostra regione. Innumerevoli sono i riconoscimenti ricevuti negli ultimi anni dai loro vini, che prendono vita dai vigneti situati fra Cutrofiano e Matino, immersi nel profondo territorio salentino fatto di mare sole e vento.

I vini sono ottenuti infatti da vitigni autoctoni propri del Salento, Negroamaro, Primitivo, Malvasia Nera, Malvasia Bianca e Verdeca, vinificati in purezza o in blend

Il vino viene prodotto con il classico metodo del salasso, durante le prime ore della vinificazione in rosso delle uve di Negroamaro. In seguito viene svinato e fatto maturare per 6 mesi in acciaio. Il risultato è un rosato con maggior carattere, piú corposo e da molti ritenuto come una delle migliori espressioni del Rosato da uve negroamaro ed in passato già premiato tra i migliori vini rosati dell'intero panorama nazionale

NOME: Metiusco Salento Rosato IGP
AZIENDA PRODUTTRICE: Palamá
VITIGNO: Negroamaro 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 13
CATEGORIA DI PREZZO: 10-17 €

VISTA: Rosa cerasuolo, vivace e limpido
OLFATTO: Al naso emergono note fruttate molto intense, che vanno dall' amarena,alle fragole ed ai frutti di bosco, e poi sentori floreali di rosa canina. Note salmastre che ci riportano in mente il cristallino mare del Salento completano il complesso quadro olfattivo
GUSTO: In bocca emerge tutta la sua personalità: buona freschezza, persistenza e intensità importanti, grande equilibrio. Il finale è morbido con un retrogusto di frutti rossi. Un vino che vi farà scoprire una nuova veste del vino in rosa

ABBINAMENTO: Abbinamento regionale con una ricetta tipicamente pugliese ovvero quella dei pomodori al forno

Vino diVino '21: una bollicina dalla Daunia


WALTER DENTICO -
Protagonista incontrastata del territorio Dauno è l'uva di Troia. Una delle sue caratteristiche è l' elevata presenza di tannini, tanto che si tendeva a fare dei blend con altre varietà per smorzare questo suo carattere rustico e spigoloso. In realtà qua do è vinificato sapientemente il Nero di Troia al contrario sa esprimere raffinatezza ed eleganza tipica dei più importanti vini rossi del Nord Italia

Negli ultimi anni le storiche aziende del territorio ne stanno valorizzando anche la sua versatilità come nel caso della Cantina Alberto Longo che lo ha scelto di spumantizzarlo con metodo charmat lungo: il risultato è il Rosè della Quercia spumante Extra dry

NOME: Rosè della Quercia
AZIENDA PRODUTTRICE: Cantine Alberto Longo
VITIGNO: Nero di Troia 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 11,5
CATEGORIA DI PREZZO: 8-15 €

VISTA: Nel calice si presenta con un brillante rosa buccia di cipolla. Le bollicine sono sottili e persistenti
OLFATTO: Al naso emergono pregevoli profumi di ribes, mirtilli, pesca gialla ed ananas. Poi arrivano ricordi floreali di di petali di rosa ed erbe officinali
GUSTO: In bocca è cremoso, di buona acidità con piacevoli ritorni di frutta fresca. Il sorso è morbido, dissetante e molto elegante, appaga e invoglia a berne ancora.

ABBINAMENTO: La scelta ricade su un gustoso aperitivo difatti abbiamo provato l'abbinamento con un altra eccellenza Made in Puglia: parliamo del Panettone salato artigianale al lievito madre vivo del Panificio Santa Fara di Bari, fatto con con Capocollo, Pecorino e pomodori secchi ..un' accoppiata perfetta!

Vino diVino '21: il moscatello selvatico un vitigno che ci piace


WALTER DENTICO -
Per l'assaggio di questa settimana restiamo in territorio murgiano con l' etichetta di una azienda dalla lunga tradizione vitivinicola pugliese: Parliamo della cantina Polvanera e del suo moscatello selvatico

Ci troviamo fra Acquaviva delle Fonti e Gioia del Colle, in un paesaggio unico fatto di vigneti e muretti a secco. La cantina è perfettamente incastonata nel paesaggio con la sua caratteristica di essere scavata nella roccia calcarea, prerogativa fondamentale anche per l'affinamento dei suoi vini.

Il moscatello selvatico è un vitigno tipico ed anche fra i più antichi della zona murgiana, appartenente alla grande famiglia dei Moscati, dei quali presenta la tipica aromaticità. Ma ciò che lo rende sorprendente è la spalla acida difficilmente riscontrabile nei suoi simili.

Le sue rese sono molto basse e le sue caratteristiche sono esaltate dalla scelta aziendale di vinificare con tecniciche moderne di assoluta semplicità enologica e di escludere il legno in fase di maturazione al fine di ottenere vini fedeli ai sapori ed i sentori autentici del vitigno.

NOME: Moscatello Selvatico IGT Puglia
AZIENDA PRODUTTRICE: Cantine Polvanera
VITIGNO: Moscato Bianco
GRADAZIONE ALCOLICA: 13
ANNATA: 2019
CATEGORIA DI PREZZO: 10- 15 €

VISTA: giallo paglierino luminoso con leggeri riflessi dorati

NOTE OLFATTIVE: al naso emerge dapprima l'aromaticità tipica del moscato con pesca bianca, arancia candita, buccia di agrumi, poi note di camomilla e mela con il naso che vira poi su sentori di erbe aromatiche

GUSTO: Il sorso è tipicamente aromatico con un ritorno di agrumi e fiori d’arancio ma sempre composto e delicato oltre ad essere sostenuto e piacevolmente ravvivato da una buona freschezza

Abbinamento: Lo abbiniamo ad una ricetta gustosa e salutare come una vellutata di Topinambur
https://youtu.be/NlfUTA7GXYI

Vino diVino: Girofle Controcorrente


Immergiamoci in una degustazione unica nel suo genere, il Girofle Controcorrente è uno di quei vini che vanno rigorosamente stappati durante le occasioni speciali e quale occasione speciale, meglio del Natale?

Il vino è una riserva di un rosato d’annata pugliese prodotto 100% con uve Negroamaro. Di per sè, basterebbe questo a tessere le lodi a questo vino, ma la famiglia Garofano ha voluto stupirci creando un rosato d’annata che non passa neanche un giorno a contatto con il legno.

NOME: Girofle Controcorrente
AZIENDA PRODUTTRICE: Severino Garofano
VITIGNO: Negroamaro 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 13%
ANNATA: 2013
CATEGORIA DI PREZZO: 18 - 28 €

Vista: luminoso e brillante con tenui riflessi aranciati

Naso: al naso note complesse di macchia mediterranea, alloro e santoreggia. Sul finale note di agrumi maturi e miele di acacia

Bocca: dopo 8 anni in bottiglia sorprende l’acidità che consacra il lavoro eccellente dell’enologo, l’esatta corrispondenza aromatica sospinge il calice verso la perfezione degustativa

Abbinamento: Tagliolini al limone con astice: una ricetta 100% made in PUGLIA

Vino diVino '21: Malicchia Mapicchia


WALTER DENTICO - Natale si avvicina e con esso le sue tavole imbandite. Camino acceso, parenti e amici intorno al tavolo e fra una chiacchera e l altra sono sempre presenti i tipici dolci di pasta secca. È così che immagino allora la necessaria presenza di Malicchia Mapicchia di cantine Barsento.

Siamo davanti ad un primitivo dolce, un vino che accompagna appunto i dolci tipici natalizi, ma anche i formaggi di lunga stagionatura, le portate più opulente, così come può sorseggiato lentamente in meditazione

NOME: Malicchia Mapicchia Primitivo Dolce IGP Puglia
AZIENDA PRODUTTRICE: Cantine Barsento
VITIGNO: Primitivo
GRADAZIONE ALCOLICA: 14
ANNATA: 2019
CATEGORIA DI PREZZO: 18 - 30 €

VISTA: Rosso rubino intenso

NOTE OLFATTIVE: Al naso richiama subito la frutta rossa con sentori di fragole, marasche, prugne. Il bouquet olfattivo è ampio e continua con profumi di cioccolato, confettura, agrumi canditi su un sottofondo di macchia mediterranea e viola appassita

GUSTO: Il sorso è piacevolmente dolce, avvolgente e persistente.bRitorna tutto quanto avvertito all'olfatto. Il sorso è una carezza per il palato.

Abbinamento: Lo abbiniamo ad un classico natalizio come il Pan di Zenzero: Natale DiVino: La ricetta originale del "Pan di Zenzero".

Vino DiVino '21: Poggio al Bosco


WALTER PALUMBO -
Nell'appuntamento di questa settimana siamo davanti ad uno di quei vini bianchi che per struttura, corpo, persistenza è da annoverare tra i più 'longevi' della nostra regione e fra i pochissimi in grado di sostenere delle verticali di degustazione

Poggio al Bosco è una di quelle etichette che ha fatto da motore trainante per la vinificazione in bianco pugliese che si è scrollata di dosso quel pesante clichè di non essere una regione 'bianchista'

Ci troviamo a Gravina, in pieno parco nazionale dell'alta Murgia, dove i vigneti sono accompagnati da emozionanti paesaggi fatti dall'alternarsi di gravine, puli, grotte e lame. Un territorio estremamente vocato dove troviamo tutti gli ingredienti necessari come l'altitudine, le forti escursioni termiche, mineralitá, tutte coadiuvate dall'esperienza dei fratelli D'Agostino che hanno reso Botromagno una delle cantine di punta pugliesi

Scopriamo di più a riguardo di uno dei più importanti vini bianchi della nostra regione

NOME: Poggio al Bosco Gravina bianco Dop
AZIENDA PRODUTTRICE: Botromagno Vini
VITIGNO: Greco Mascolino, Greco, Malvasia
GRADAZIONE ALCOLICA: 14
ANNATA: 2019
CATEGORIA DI PREZZO: 18 - 30 €

VISTA: Colore paglierino carico quasi tendente al dorato

NOTE OLFATTIVE: Al naso è intenso, i profumi ricordano la mela e l'albicocca, fiori come la ginestra e la camomilla, sul finale si avverte la mandorla ed una nota verde che riporta alla mente il tiglio

GUSTO: In bocca è possente, allo stesso tempo dinamico con una buona acidità , Il finale, lunghissimo, svela toni mandorlati gradevolmente amarognoli

ABBINAMENTO: Lo abbiniamo ad un tonno sous vide cotto a basse temperature

Vino diVino '21: Nonna Cecca


AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI
- Ho pensato a lungo su quale vino recensire per ricominciare questa avventura sul Giornale di Puglia, e mentre cercavo di fare una scelta sobria e sincera.

Un mio collaboratore mi inoltra un trafiletto, combinazione ha voluto, di questa stessa testata giornalistica, in cui si annunciava la morte di un giovanissimo viticoltore.

Un colpo al cuore per noi e tutta la redazione, proprio sulle pagine del gdp nella rubrica Vino diVino, abbiamo spesso parlato dei suoi vini.

Michele Barulli è stato uno dei più accesi sostenitori della nostra redazione, amava alla follia ciò che scrivevamo dei suoi vini tanto da condividere quasi ogni settimana le nostre recensioni sui suoi profili social. Ecco perché ho deciso di ripartire da lui, il nostro più sincero abbraccio ora va alla sorella Fabiana che nonostante abbia perduto due pilastri fondamentali della propria azienda e famiglia, il papà è venuto a mancare pochi mesi fa, siamo sicuri continuerà a coltivare nello stesso solco tracciato dai suoi affetti, con sicuri ottimi risultati in termini di produzione e qualità.

Scopriamo insieme quest'ottimo vino che esprime al meglio la rubiconda gioiosità di noi pugliesi.

NOME: Nonna Cecca
AZIENDA PRODUTTRICE: Azienda Agricola Fabiana
VITIGNO: Primitivo 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 14,5%
ANNATA: 2012
CATEGORIA DI PREZZO:20-25€
VISTA: Luminoso, color rosso veneziano a tratti impenetrabile tendente al granato.
NOTE OLFATTIVE: Intenso e fruttato, note di prugna tendenzialmente passita solleticano le narici, richiamandoci dolci ricordi di fichi mandorlati, carrube e pasticceria natalizia, sul finale tocchi di vanigliati si mescolano intensamente e fave di cacao tostate che invitano ad un corposo e consistente assaggio.
GUSTO: Corposo, avvolgente e armonico di ottimo peso e calore. In bocca il fruttato esplode in mille sfaccettature di frutta fresca e passita, more prugne mandorle, la dolcezza è delicata e mai invadente, il tannino è fine, la persistenza lunghissima gli aromi retronasali fantastici.
ABBINAMENTI: Ho deciso di abbinare quest'ottimo vino ad un piatto tipico domenicale pugliese il ragù misto con le orecchiette eccovi la ricetta

Vino diVino: Niní - Susumaniello IGP Puglia


WALTER DENTICO -
Il Susumaniello è una varietà autoctona pugliese che deve il suo nome al termine dialettale somarello in quanto produceva uva dagli acini tondi e neri in grande abbondanza, tanto da caricare allo stremo i somari un tempo utilizzati per trasportarli. Il Somaro è riportato con ogni probabilità proprio per questo sull' etichetta di Niní, Susumaniello dell'azienda Ionis, che mancava all'appello fra quelli degustati.

Il Susumaniello Trova il suo territorio d'elezione a cavallo fra la valle d'Itria ed il brindisino, dove qualche anno fa hanno capito l'enorme potenziale di questo vitigno che dalle vigne più longeve sapeva donare vini straordinari quando vinificato in purezza.

Nome: Niní - Susumaniello IGP Puglia

Azienda produttrice: Ionis Vini

Gradazione alcolica: 14%

Vitigno: Susumaniello 100%

Prezzo: 7-10 €
Voto: 83/100

Colore: rosso rubino molto intenso

Al naso: profumi di confettura di frutti a bacca rossa, ribes e poi una speziatura che ricorda vaniglia e pepe.

Al palato: di gran corpo, tannino presente ma che non risulta troppo invasivo. Un vino che ha ancora tanti anni davanti a sé per affinarsi e riservare importanti emozioni. Sorso decisamente intenso e persistente.

Abbinamento: Pappardelle al sugo di Agnello

VINO DiVINO. Forchir Ribolla Gialla, il vino che berremo in riva al mare la prossima estate

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Una delle icone vinicole friulane è sicuramente la Ribolla Gialla, vitigno autoctono che grazie alla sapiente mano dei vignaioli del Friuli ha saputo conquistare un posto in prima fila tra i vini bianchi più amati in Italia e nel mondo.

I vini prodotti da Ribolla Gialla presentano caratteristiche differenti dipendenti dalla zona di produzione, ma ciò che li accomuna più di tutti è la delicatezza floreale che ne fa un vino perfetto per gli aperitivi estivi in riva al mare. Ho provato l'azienda Forchir trovandola nella carta dei vini di uno dei bellissimi ristoranti presenti a bordo della famigerata Costa Diadema, è una Ribolla Gialla prodotta in assenza di solfiti, che matura sui propri lieviti per qualche mese in acciaio, un vino sorprendentemente buono da abbinare prevalentemente ad una cucina di mare... crudo.

Nome: Ribolla Gialla
Azienda Produttrice: Azienda Agricola Forchir
Vitigno: Ribolla Gialla 100%
Gradazione alcolica:12,4%
Annata : 2016
Prezzo di vendita: 29€ (al ristorante)
Valutazione:90/100

Colore: giallo paglierino con riflessi verdognoli

Naso: note erbacee accarezzano il naso richiamando alla memoria l'erba falciata è bagnata, mandorle acerbe richiamano ad un fruttato verde e mai maturo, che rimanda alla mela verde croccante. Chiude un floreale delicato che ricorda i gigli che stanno per sbocciare.

Bocca: di ottima acidità, il peso in bocca non è particolarmente eccessivo, la sapidità è straordinaria e spinge alla beva. Citrino, fresco e piacevole un vino sorprendentemente buono. La corrispondenza aromatica è pressoché totale la mela verde è l'aroma predominate anche al palato.

Abbinamento: Pesce crudo, sushi, carpacci di mare e sashimi.  

VINO DiVINO. Cameriere, champagne!

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - La Maison Moët è tra le più grandi e prestigiose aziende vinicole mondiali e sicuramente la numero uno al mondo per produzione di bollicine. La storia della Maison inizia nel lontano 1743 ed ha attraversato gran parte della storia di Francia, fino a diventare una vera icona del lusso e del bere bene. L'enorme  produzione della casa vinicola smentisce l'equazione grande quantità scarsa qualità, così ho voluto provare per voi una delle pietre miliari tra gli Champagne.

Nome: Moët & Chandon Imperial Brut
Azienda produttrice: Moët & Chandon
Gradazione alcolica: 12 %
Vitigno: Pinot nero 40%, Pinot Meunier 30%, Chardonnay 30%
Prezzo: 74€ (al ristorante)
Voto: 92/100

Vista: giallo paglierino, perlage fine e persistente catenelle ordinate risalgono verso l'alto

Naso: sentori burrosi, di uvetta sultanina e di pasticceria accarezzano delicatamente il naso, note floreali ricordano gli agrumeti che si estendono in riva al mare, accarezzati dalla brezza marina indice di un'ottima mineralità.

Bocca: al palato si presenta cremoso, le bollicine solleticano le papille gustative senza mai essere invasive, l'acidità è ottima la nota agrumata prevale sul floreale dissolvendosi in una lunghissima persistenza. Esatta corrispondenza aromatica.
Che dire a dispetto di quello che ci si può aspettare da un'azienda che produce milioni di bottiglie, il risultato finale è sicuramente frutto di ricercatezza e selezione della materia prima, un grande lavoro enologico che merita di essere premiato aldilà dei giudizi spesso influenzabili dai trend di mercato.

Abbinamento: ostriche e gamberi rossi, frutti di mare crudi ma anche pesci importanti al forno o alla brace.

VINO DiVINO. 20 vini pugliesi da provare al Vinitaly. Prendete appunti!

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Finalmente il Vinitaly 2017 è arrivato e gli enoamatori di tutto lo stivale stanno scaldando i motori e le papille gustative per prepararsi al meglio a questo fantastico evento. Come sempre #Vinodivino vi aiuterà ad orientarvi meglio nelle degustazioni e se avete un giorno a disposizione da dedicare alla Puglia del Vino non potrete perdevi questi fantastici vini selezionati per voi dal sottoscritto.

Purtroppo ho dovuto fare una cernita tra le mille aziende pugliesi le quali sicuramente tutte o quasi meritano una particolare menzione, che per motivi spazio temporali di redazione non posso avere, quindi vada come vada sarà sicuramente un successone per tutta la Puglia del vino e se qualche azienda vuole farsi conoscere a mezzo stampa sul GdP o sui nostri blog e social basta scriverci via mail su redazionevinodivino@yahoo.com

Adesso pronti carta e penna per prendere appunti e degustare questi ottimi vini.
Rossi Puglia:

Cantine Imperatore-Il Sogno (pad.11 stand F5)
Giancarlo Ceci-Felice Ceci (pad.8 stand D4)
Tenute Chiaromone- Muro San'Angelo Contrada Barbatto (pad.11 stand B6)
Severino Garofano- Le Braci (pad.11 stand C2)
Gianfranco Fino- ES (pad.11 stand H3)
I Pastini- Verso Sud Susumaniello (pad.11 stand D3)
L'Astore Masseria-Alberelli (pad.11 stand B2)
Cantine Polvanera- Polvanera 17 (pad.11 stand C5)
Tormaresca- Bocca di Lupo (pad.7 stand D2)
Schola Sarmenti- Diciotto (pad.11 stand E4)

Vini bianchi:
Antica Enotria- Falanghina (pad.10 stand M4)
Botromagno-Poggio al Bosco (pad.11 stand B2)
Cantele-Teresa Manara Chardonnay (pad.11 stand E2)
Vignuolo-Moscato Bianco (pad.11 stand C5)
Cantine Carpentiere- Come d'incanto (pad.8 stand B8)

Vini rosati:
Agricole Pietraventosa- EstRosa (pad.11 stand C2)
Caló Michele-Cerasa (pad.7 stand C4)
Leone de Castris-Five Roses (pad.7 stand E5)
Cardone-Nausica (pad.11 stand B2)
Masseria Trullo di Pezza-Speziale (pad.11 stand A5)

NB: non garantiamo che tutti i vini elencati siano in degustazione, in ogni caso ci auguriamo di sì.  

VINO DiVINO. Chiarli, oltre 150 anni dedicati alla produzione del Lambrusco

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - La storia della famiglia Chiarli inizia a Modena, quando Cleto Chiarli, capostipite della famiglia, decide di aprire l'osteria dell'artigliere. Il buon Cleto produceva da sè un vino frizzante da accompagnare agli ottimi pasti della tradizionale cucina emiliana, il vino fatto rifermentare in bottiglia era il famoso Lambrusco, che deve proprio alla famiglia Chiarli la notorietà internazionale. Cleto Chiarli capisce da subito la vocazione commerciale del Lambrusco dedicandosi completamente alla produzione ed al commercio di questo fantastico vino.

Il Lambrusco ha attraversato per 150 anni la storia d'Italia, ed ha subito per la troppa commercializzazione del prodotto un brusco abbassamento qualitativo conseguenza del quale una perdita d'interesse da parte dei veri appassionati del vino. La famiglia Chiarli è riuscita a non farsi lusingare dalle sirene dei mercati mantenendo sempre un certo stile di produzione che ha permesso all'azienda di superare brillantemente la “crisi del Lambrusco” attestandosi tutt'oggi tra le migliori aziende che producono questo dolce nettare.

Nome: Villa Cialdini lambrusco
Azienda produttrice: Cleto Chiarli
Uvaggio: Grasparossa 100%
Gradazione alcolica: 11%
Prezzo: 8-15 €
Valutazione: 90/100

Vista: Magenta luminoso con perlage elegante e fine

Naso: Fresco e fruttato nelle sue sfumature di fragoline di bosco e arancia rossa e banana. Note di pepe bianco, con piccoli spunti di cannella e curcuma esaltano la nota speziata di quest'ottimo Lambrusco,  leggere note caramellate chiudono questa fresca indagine olfattiva.

Bocca: fresco e fruttato assolutamente corrispondente all'esame olfattivo, cremoso con delle belle bollicine che accarezzano il palato, ottima acidità assolutamente nessun sentore zuccherino, tannino ruvido ma piacevole persistenza media. Di lunga piacevolezza si lascia bere e apprezzare se abbinato ad una cucina ricca di gusto.

Abbinamento: Gorgonzola di capra, gnocco fritto e Prosciutto crudo di Parma stagionato.

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

VINO DiVINO. Bio c'Bon, seguendo la pecorella ho scoperto vini bio e buoni

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Milano è da sempre la capitale della moda, con logica metodica sta diventando la capitale non di una moda passeggera ma di uno stile di vita all'insegna del cibo biologico. Essere bio non è una scelta che riguarda solo la nostra vita, essere bio riguarda intere comunità, riguarda la sorte di milioni se non miliardi di persone nell'intero pianeta. Essere bio è una battaglia quotidiana e può sembrare assurdo ma anche una bottiglia di vino può contribuire a rendere la vita di donne, uomini e bambini migliore.

Tutti noi abbiamo ben impresse in mente le immagini della nota trasmissione “Report”, immagini di intere famiglie costrette a vivere chiuse in casa tra le colline del Chianti, o di bambini costretti ad andare all'asilo accanto ai vigneti irrorati di chissà quali sostanze nelle zone dove si produce il “Prosecco”, come contrastare tutto ciò?

Da consumatori potremmo imporci e far cambiare idea alle aziende: scegliere un prodotto bio non solo aiuta lo svilupparsi di aziende agricole ecosostenibili ma migliora certamente la vita di chi quelle terre le abita, pensate le grandi città italiane come Milano, circondate da risaie e parchi agricoli, pensate a milioni di cittadini costretti non solo a respirare una cattiva aria causata da traffico e riscaldamento di case e aziende, ma anche costrette a mangiare prodotti agricoli trattati con pesticidi di sintesi e campi fertilizzati con concimi chimici.

Immaginate se un giorno i consumatori di una sola grande città come Milano si svegliassero e decidessero di acquistare solo prodotti biologici, frutta e verdura di aziende convenzionali perirebbero e le stesse sarebbero costrette a convertire la loro produzione in biologico per adeguarsi alle nuove regole imposte dal mercato, con un enorme vantaggio a beneficio di intere aree del pianeta.

Una delle catene che aiuta la buona battaglia per un mondo migliore è Bio c'Bon. Di origine francese, ormai si  è da anni affermata in più di mezza Europa e in Asia; a Milano in soli tre anni la voglia di bio ha spinto la società ad aprire 13 negozi, risultando ad oggi la catena bio più diffusa nella capitale della moda e sono pronto a scommetterci che si diffonderà in tutta Italia nell'arco di pochi anni. Il vino che sto per presentarvi lo troverete in esclusiva solo da Bio c'Bon, perciò bando alle ciance e passiamo alla recensione.

Nome: Le Pavillon des Cepages
Uvaggio: Cabernet Sauvignon 100% da agricoltura biologica
Annata:2015
Gradazione alcolica: 13,5%
Prezzo: 6 €
Voto:89/100

Vista: Rosso porpora, luminoso e brillante

Naso: Gentili sentori vinosi accarezzano il naso, perdendosi in sinuosi sentori di prugna e ribes nero, rigirando il bicchiere lievi sentori di fichi secchi mandorlati addolciscono con gusto l'olfatto per poi portarci verso sentori di humus, terra e peperone secco che chiudono una fantastica analisi olfattiva.
Bocca: buonissima acidità che lo rende di facile beva, un bicchiere tira l'altro, il tannino è giovanissimo e scalpita nel palato, un vino fresco e fruttato, la corrispondenza è quasi totale, di medio peso è molto piacevole.

Abbinamento: salumi e formaggi caprini rigorosamente biologici, provatelo con pane nordico burro e alici/salmone.
Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

VINO DiVINO. Il Calidus, sorprendente spremuta del sole di Puglia

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Abbiamo già parlato in passato dell'azienda agricola Fabiana, dell'impegno e della dedizione che Michele e Fabiana Barulli ci mettono per creare grandi vini e fare grande il nome della Puglia nel mondo.

Capita spesso, seguendo i profili facebook dei due fratelli, di vederli alle prime ore dell'alba impegnati in vigna o a tarda notte in un ristorante di New York dediti alla promozione di quella spremuta di sole pugliese che ci vantano in tutto il mondo.

Questa volta ci dedichiamo al più grande dei loro vini, immergendoci nella recensione del Calidus, punta di diamante dei vini di Agricole Fabiana.

NOME: Calidus
AZIENDA PRODUTTRICE: Agricole Fabiana
VITIGNO: 100% Primitivo
ANNATA: 2013
GRADAZIONE ALCOLICA: 14,5 %
CATEGORIA DI PREZZO:18-25 €
VOTO:93/100
VISTA: Rosso porpora con riflessi granati
NOTE OLFATTIVE: Morbidi e avvolgenti sentori vinosi si impongono con grazia ad un primo giro di calice, sentori fruttarti ricordano la mora e il ribes nero, cremose fragranze di prugna e ciliegia caramellata. La speziatura varia dal pepe nero, alla cannella, ai chiodi di garofano e per finire ad una punta di noce moscata. Riflessi balsamici rimandano alla mia memoria olfattiva le caramelle all'eucalipto di Ameluk. Un grande vino che chiama all'assaggio.
GUSTO: Caldo corposo, avvolgente e sensazionale, un vero e proprio concertato di sole di Puglia, tannino giovane e scalpitante lunga previsione di invecchiamento.

ABBINAMENTO: Maccheroni di Gragnano al ragù di involtini (braciole).

Per informazioni e se volete far recensire un vostro vino, contattatemi su facebook sulle pagine @vinodivinoo @chefsanfelice

VINO DiVINO. Fatalone, un Primitivo biologico che non teme l'avanzare del tempo

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Il dubbio che sovente mi viene quando apro un vino di annata biologico è se avrà resistito o meno al peso del tempo. I dubbi sono figli della curiosità ed è la stessa che mi spinge a ricercare vini biologici che abbiano almeno 10 anni per testarne la longevità.

In questo caso ho voluto deliziarmi con una bottiglia di Primitivo di Gioia del Colle doc che ha sulle sue spalle ben 12 anni di invecchiamento. Più volte ho avuto il piacere di degustare il Fatalone, vino forte come forti sono le mani dei nostri vignaioli pugliesi, un vino ricco e complesso che si abbina facilmente ad una cucina territoriale pugliese ricca di gusto.

Andiamo a scoprire insieme questo grande Primitivo Biologico.

NOME: Fatalone Primitivo di Gioia del Colle doc
AZIENDA PRODUTTRICE: az. Agr. Pasquale Petrera
VITIGNO: 100% primitivo da uve biologiche
GRADAZIONE ALCOLICA: 15%
ANNATA: 2006
CATEGORIA DI PREZZO: 13-20 €
VOTO: 92/100
VISTA: rosso tendente al granato luminoso.
NOTE OLFATTIVE:Gran trionfo di profumi, in primis note fruttate mature, ricordano l'amarena e la prugna, la prima sotto spirito la seconda in confettura. Rigirando il calice emergono note di cuoio e note balsamiche che richiamano sentori di erba medica. Chiudo questa meravigliosa analisi olfattiva con note di pasticceria con richiami di mandorle zucchero e cannella.
GUSTO: sorprende l'ottimo peso e il corpo che riempiono la bocca rendendola ricca di gusto e calore. Ben equilibrato nei tenori zuccherini, in bocca ripercorre esattamente l'esame olfattivo passando a pieni voti l'esame sulla corrispondenza. La persistenza è infinita e il tannino elegantissimo. Fantastico vino complimenti al produttore.

Abbinamento: ragù di cinghiale, arrosti e carni di tagli pregiati alla brace.

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VINO DiVINO. Brindiamo al nuovo anno con Isimbarda

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - L'ultimo dell'anno gioie e dolori porta via. Il miglior modo di festeggiare a Capodanno è con le bollicine, rigorosamente italiane. Le bollicine che ho selezionato per voi con l'aiuto del mio caro amico Guido non sono per niente banali, anzi tutt'altro. Lo spumante che vi presento oggi viene dalla Lombardia, ma da una zona forse meno conosciuta nella nostra regione rispetto alla Franciacorta, infatti Isimbarda produce metodo classico nell'Oltrepò Pavese raggiungendo risultati ai limiti della perfezione. Care lettrici e cari lettori vi auguro di incominciare un 2017 all'insegna del brio e della felicità, senza mai eccedere e ricordandovi di non mettervi alla guida se avete bevuto.

L'Azienda Vitivinicola Isimbarda, situata nel cuore dell'Oltrepò Pavese, deve il suo nome all'antica famiglia dei marchesi Isimbardi, patrizi lombardi divenuti feudatari del "tenimento" di Santa Giuletta alla fine del secolo XVII. Soprattutto don Luigi Isimbardi, che nell’Ottocento amava la cascina Isimbarda quanto il suo maestoso palazzo di Milano, fu un ottimo viticoltore e precursore di moderne tecniche di produzione.

Nome: Isimbarda Premiere Cuvee Metodo Classico docg
Azienda Produttrice: Isimbarda
Sboccatura: Febbraio 2016
Vitigno: Pinot Nero 100%
Gradazione alcolica: 12%
Prezzo: 25-30 €

Vista: giallo paglierino con riflessi verdognoli, perlage finissimo ed elegante le bollicine risalgono costantemente verso l'alto

Naso: salgono al naso sentori di lemongrass, sentori citrini, lievi e raffinati sbuffi floreali ricordano i gigli, il fruttato ricorda la mela Grammy Smith, leggerissimi sentori di burro addolciscono il nostro esame olfattivo, che ci fa salivare e ci spinge verso un assaggio quasi obbligato.

Bocca: l'acidità è marcata e gustosissima, sembra di aver morso una mela verde, le bollicine non sono mai invadenti ed accarezzano lingua e palato sinuosamente, sapidità straordinaria, limpido pulito, asciutto uno spumante straordinario che si manifesta in una persistenza infinita.

Abbinamento: pane di segale bio, burro d'Irlanda e alici del Mar Cantabrico.

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VINO DiVINO. Un bio Natale a tutti, dalle Terre del Gargano!

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Finalmente è arrivato il Natale, la nascita di nostro Signore Gesù Cristo infonde speranza nei cuori degli uomini. E' di speranza che abbiamo bisogno nei tempi duri nei quali l'intera umanità è costretta a vivere e così il riunirsi, lo stare insieme in famiglia intorno ad una tavola imbandita a festa, ritornano fondamentali per ricercare quel senso di calore e sicurezza che aldilà delle pareti domestiche non sentiamo.

Con immenso piacere, colgo l'occasione di fare ad ognuno di voi, cari lettori, gli auguri di un sereno Natale e possa trionfare in voi la fiamma della speranza. Ma a Natale si sa è il momento di aprire degli ottimi vini, così ho pensato di non lasciarvi a bocca asciutta dedicando la mia recensione ad un prodotto di sicura eccellenza pugliese.

Terre del Gargano, terre di cantori, di natura indomita di tradizioni ben ancorate sulla viva roccia a volte selvaggia e rude che si scontra col mare ed i suoi maestosi venti. È in questo territorio, dall'incontro di ogni singolo fattore che rende nobile ogni frutto coltivato su questa terra, che nasce nel 1950 l'azienda Cantine Losito, un'azienda che ha deciso di valorizzare il terroir dedicandosi all'agricoltura biologica. Andiamo presto a scoprire gli ottimi vini prodotti dalle Cantine Losito.

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ 
Nome: Cabernet Sauvignon Puglia IGP
Azienda Produttrice: Cantine Losito Leonardo
Uvaggio: Cabernet Sauvignon 100%
Annata: 2014
Gradazione Alcolica:13,5 %
Categoria di prezzo: 13-18 euro

Vista: rosso tendente al granato, luminoso e brillante

Naso: note di miele e ciliegia solleticano il naso, una leggera spaziatura ricorda i chiodi di garofano e la cannella, sbuffi di grafite e liquirizia divagano leggiadre al rigirarsi del calice, note di peperone crusco e lievi sentori balsamici chiudono un interessantissima analisi olfattiva.

Bocca: spicca un'ottima acidità preludio di buona longevità e possibilità di invecchiamento di quest'ottimo vino,di medio peso. Il frutto si fa più nero e maturo e in bocca si avvertono distintamente note fruttate come la prugna, il ribes ed il mirtillo, il tannino è giovane e desideroso di esprimersi, la persistenza aromatica è lunga, ottimi aromi retronasali.

Abbinamento: Il primo infornato del pranzo di Natale, la pasta al forno o le lasagne preparate dalla nonna, il brasato, l'arrosto o anche dell'ottima carne alla brace.

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ 
Nome: Fiano Puglia IGP
Azienda Produttrice: Cantine Losito Leonardo
Uvaggio: Fiano 100%
Annata: 2015
Gradazione Alcolica:12,5 %
Categoria di prezzo: 13-18 euro

Vista: Giallo paglierino con riflessi dorati

Naso: Freschezza assoluta, sembra quasi di respirare i venti che spirano sul Gargano da nord, sentori complessi e ben marchiati, spicca in un fruttato sorprendente la mela verde, sentori floreali richiamano la memoria alle ginestre, rigirando il bicchiere si avvertono lievi sentori balsamici che ricordano il rosmarino, la salvia e la menta piperita.  Toni dolciastri ci ricordano lontanamente il pandolce in lievitazione.

Bocca: Ottima acidità e sapidità che si coniugano magnificamente in un ottimo peso legandosi perfettamente ad una persistenza aromatica straordinariamente lunga. La corrispondenza aromatica è pressoché totale, davvero un grande bianco di Puglia.

Abbinamento: sbizzarritevi durante la vigilia con il pesce sia crudo che cotto, ricordando il precetto cristiano dell'astinenza (gioiosa) dalle carni. 

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VINO DiVINO. Felice Ceci il Re indiscusso delle feste natalizie

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Continua il nostro viaggio tra i vini che non possono mancare sulle tavole degli italiani a Natale. Oggi torniamo in Puglia e precisamente ad Andria, a pochi passi da Castel del Monte, dove la famiglia Ceci con passione e dedizione si dedica alla cura della terra fin dal 1819. Cura della terra che in questo caso vuol dire rifiutare la chimica nei campi, i concimi di sintesi, seguire le fasi lunari e prestare la massima attenzione ad ogni respiro che madre terra compie.

Infatti, Giancarlo Ceci, pionieristicamente, mentre qualche pagliaccio faceva morire persone con il vino al metanolo, intuisce nel lontano 1988 che la strada da seguire era quella tracciata nel solco della tradizione dai nostri padri, armonizzarsi tutt'uno con la natura, produrre biologico e successivamente biodinamico è stata una sfida vinta ed i risultati come leggerete dalla mia recensione sono tutti a favore di Giancarlo.

Voto: ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★
Nome: Felice Ceci
Azienda Produttrice: Agrinatura SRL
Uvaggio: Nero di Troia 100% da uve biologiche
Annata: 2008
Gradazione Alcolica: 13,5%
Categoria di prezzo: 22-28 €
Colore: Granato con riflessi purpurei

Naso: Ingresso soave con richiami alle ciliegie sotto spirito, note di tabacco da pipa stuzzicano il nostro olfatto addolcite da toni di confettura di more e cacao vanigliato indice di un buon utilizzo del legno. Rigirando il bicchiere nuovi sentori saltano al naso richiamando la nostra memoria verso ricordi di prugna, cuoio e sella di cavallo sudata Ancora emozioni si esprimono con sbuffi di  paprica, chiodi di garofano e note balsamiche. Sorprendenti le mille sfaccettature di questo Nero di Troia

Bocca: ingresso sinuoso mai eccessivo elegantissimo, di buon corpo e calore, tannino docile e addomesticato a dovere, ottima acidità sorprendente, sinuoso elegantissimo, sorprendente, corrispondenza aromatica perfetta lunghissima persistenza.

Abbinamento ravioloni ripieni di magro con fonduta di caciocavallo Podolico e Pepe. 

Ingredienti per 4 persone:
Per il ripieno
300 g di trito di vitello magro
80 g di pecorino grattugiato pugliese
sale, pepe, noce moscata, qb

Per i ravioloni
2 uova
160 g di farina di semola
40 g di farina 00
un pizzico di sale

Per la fonduta
250 ml di panna naturale
250 g di caciocavallo Podolico a scaglie
pepe qb

Procedimento:

Preparate i ravioli creando una piccola montagnetta nella quale scaverete un buco con le vostre mani per potervi inserire all'interno le uova e il pizzico di sale, a questo punto è arrivato il momento di impastare con forza finché non otterrete un impasto liscio e compatto,  dopo quest'operazione copritelo con una pellicola e lasciatelo riposare a temperatura ambiente.

Preparate il ripieno di magro impastando il trito di vitello magro, il pecorino pugliese grattugiato e aggiungendo a piacere sale, pepe e noce moscata.

Per la fonduta riscaldate fino a fare quasi bollire la vostra panna e solo dopo aver spento il fornello aggiungete il caciocavallo Podolico a scaglie e abbondante pepe, mescolate bene fino al completo scioglimento del formaggio.

Stendete la pasta con l'ausilio di un mattarello o se preferite con una macchina per la pasta, una volta ottenuta una sfoglia liscia e sottile intagliatela a forma circolare con l'aiuto di un “cuppapasta” o una formina. Stendete al centro del vostro cerchio di pasta una pallina d'impasto di magro, chiudete il vostro raviolo con un altro cerchio di pasta e con l'ausilio di una forchetta sigillatene i bordi, ripetete l'operazione fino all'esaurimento degli ingredienti.

Cuocete i vostri ravioli ripieni di magro per circa 6-7 minuti in abbondante acqua salata, serviteli saltandoli in padella con la fonduta di caciocavallo Podolico.

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VINO DiVINO. Inizia il nostro viaggio tra i vini che non possono mancare sulle tavole degli Italiani

di AUGUSTO MARINO SANFELICE DI BAGNOLI - Finalmente è arrivato il periodo natalizio amato da grandi e piccini, un periodo in cui si riscopre il piacere dello stare assieme, il piacere di vivere con gioia e serenità le feste in famiglia riuniti intorno a grandi tavolate circondati dalle prelibatezze che il nostro bel paese offre. Natale arriva una volta l'anno e i consumatori, ben consci di ciò, prediligono concedersi qualche sfizio in più, facendo molta attenzione alla qualità. Per questo, cari lettori, ho deciso di guidarvi in queste settimane che precedono le festività prendendovi per mano e stilando una piccola classifica dei vini che non possono mancare sulle tavole degli italiani a Natale.

Partiamo dal primo vino, un bianco friulano tra le eccellenze dei bianchi del nord Italia

"E' facile intuire che la storia di Livio Felluga e del suo vino si intreccia con la storia di quella particolare terra che circonda l'estremo nord est dell’Adriatico, il punto di contatto fra il Mediterraneo e l'Europa centrale. Storia di confini più volte cambiati, imperi scomparsi, guerre che sono passate, storie di genti che qui si sono fermate.

E' la storia di una famiglia che è passata attraverso due guerre mondiali, è vissuta nell'Impero Austroungarico prima e nel giovane Regno d'Italia poi, ha abitato sulla costa rocciosa della penisola istriana e nella Grado lagunare, per stabilirsi quindi sui dolci contrafforti delle colline del Friuli.

Il ritorno in Italia non fu facile per i reduci della Seconda Guerra Mondiale, soprattutto per chi aveva lasciato la famiglia in questo martoriato angolo dell'Adriatico. Lo ritrovarono non più fiera testa di ponte dell'Europa: i confini fisici, politici ed etnici erano cambiati, stravolti per sempre, come lo stesso paesaggio agricolo e sociale della collina.

La popolazione contadina se ne stava andando, impoverendo la terra e abbandonando colture, valori e tradizioni ad essa legati.

Livio Felluga dovette intraprendere una nuova battaglia per far risorgere la collina, convinto che solo la rinascita della coltivazione di qualità poteva riportare la vita nella campagna friulana.

Con grande coraggio cominciò a risistemare i vecchi vigneti e ad impiantarne di nuovi, introducendo idee e metodi innovativi.

Un lavoro duro fatto con grande caparbietà e passione che lo porterà nel corso degli anni a creare una delle più belle e significative realtà aziendali, acquisendo a pieno diritto il titolo unanimemente riconosciutogli di rifondatore della tradizione enoica friulana".

Nome: Livio Felluga Pinot Grigio
Azienda produttrice: Livio Felluga
Vitigno: Pinot Grigio
Annata: 2015
Categoria di prezzo: 18-25 €

Vista: giallo paglierino con riflessi verdognoli
Naso: dolci note di frutta tropicale si innalzano verso  le narici richiamando alla nostra memoria olfattiva dolci note di ananas. Finissimi sentori di mela verde croccante, si dissolvono perdendosi in sentori floreali  che ricordano i gigli.

Bocca: sorprende la sua ottima acidità in bocca è rotondo pieno e asciutto, esatta corrispondenza aromatica e lunghissima persistenza grande appagamento sensoriale.

Abbinamento: Spaghetto pane raffermo, colatura di alici di Cetara e burro di Normandia. 

Ingredienti per 4 persone:
280 g di spaghetti (Gragnano)
80 g di burro di Normandia
3 cucchiai di colatura di alici di Cetara
150 g di pane raffermo
olio evo, sale, pepe, rosmarino e salvia qb

Procedimento:
Grattugiate e setacciate il pane raffermo, tritate finemente le spezie unitele al pane raffermo setacciato e in una padella antiaderente tostate il tutto a fuoco lento.
In abbondante acqua salata fate cuocere gli spaghetti, scolateli ancora molto al dente e continuate a farli cuocere in parte della loro acqua di cottura unita ad olio evo, colatura di alici e un pizzico di pepe. Saltate con burro e spolverate con il pane raffermo aromatizzato, servite e gustateli ancora fumanti.

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