Prostituzione minorile e schiavitù: 6 fermi a Foggia. Riflessioni del garante dei Minori Abbaticchio

BARI - Nota del Garante dei diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza della Regione Puglia, Ludovico Abbaticchio. “Il tema delle donne viste come cibo, o merce, o oggetto del desiderio. Niente di nuovo sotto il sole nonostante il femminismo, la liberazione della donna, il progresso. L’oggetto-donna si è trasformato secondo il desiderio maschile e la sua fantasia erotica come oggetto di piacere. Bambole di gomma fatte di carne umana. Ma, a Foggia, l’orrore si allarga, i corpi/merce producono merce che viene venduta come un qualsiasi scambio economico. L’orrore non ha fine e rileva tutte le sue mostruose implicazioni. Vendere il bambino nato da un atto di violenza e costrizione. Si avvicina Natale e siamo invasi da pubblicità che mette in scena famiglie che recitano l’attenzione e la cura dei propri figli mentre il valore del nostro corpo, nella realtà, perde sempre più valore, valore etico ma non perde valore economico. Le nostre bambine continuano ad essere merce sino all’estrema perversione, lo sfruttamento dei minori da parte della criminalità organizzata scorre parallelamente al più generale rapporto tra minori e società. Più la società protegge il minore e più basso è il rischio del coinvolgimento. Quando la protezione cala o è del tutto assente, il minore, che ha una ridotta capacità di resistenza, è abbandonato ai rapporti di forza che si manifestano nella società in cui vive. La criminalità organizzata è una delle componenti delle società contemporanee, anche se non sempre e non dappertutto con la stessa virulenza. Nelle società ricche perché colloca i suoi ‘prodotti’, soprattutto gli stupefacenti e, nelle società povere, dove recluta manodopera e, a volte, la materia prima, come i bambini per gli abusi sessuali. Dove le società non prevedono politiche di sostegno dei bambini è inevitabile che i più poveri tra loro siano coinvolti nei meccanismi criminali. Dove le società invece prevedono queste politiche, il bambino corre meno rischi. L’intervento giudiziario, per quanto generoso, può risolvere casi singoli ma non può sostituire le politiche sociali. Le competenze e le responsabilità professionali dei giudici minorili costituiscono un formidabile sostegno e sprone per le politiche sociali. Mi auguro quindi, come Garante regionale dei Minori, ai fini della costruzione di adeguate politiche sociali, un dialogo permanente, non occasionale, tra magistratura minorile e responsabili di tali politiche. In particolare mi auguro che i dirigenti amministrativi apicali dei Comuni, delle Regioni e dei Ministeri possano rendere più agevoli e flessibili le procedure burocratiche delle strutture pubbliche che nel territorio agevolano i servizi di assistenza ai minori sviluppando cultura di accoglienza e di inclusione contro quella dello sfruttamento minorile”.

Piazza affari apre in calo dell'1%

MILANO - Apre in calo la Borsa di Milano. L'indice Ftse Mib ha avviato le contrattazioni in ribasso dell'1% a 19.136 punti.

Bari, XI edizione 'Nicolino d'Oro': cerimonia di premiazione in sala consiliare


BARI - Si è svolta oggi, nella sala consiliare di Palazzo di Città, la tradizionale cerimonia di consegna del “Nicolino d’Oro 2018”, l’iniziativa promosso dal Circolo Acli - Dalfino di Bari, presieduto da Michele Fanelli.

Alla cerimonia hannmo partecipato il sindaco Antonio Decaro, l’assessoreallo sviluppo economico Carla Palone, il comandante della Polizia locale Michele Palumbo, la presidente del Municipio I Micaela Paparella, e l’avvocato Giuseppe Dalfino.

Come ogni anno, a ricevere il riconoscimento sono stati cittadini ed enti che si sono distinti in difesa dei valori cristiani e nel promuovere la città, adoperandosi in prima persona per il bene comune e dando lustro alla storia e alla cultura della città di Bari.

 “Questa iniziativa - ha spiegato Michele Fanelli - nasce ventuno anni fa dall’impegno del circolo Acli Dalfino, su idea di Vito Maurogiovanni. Il premio riconosce il merito di cittadini che si adoperano per il bene comune e che si sono impegnati per la difesa del nostro patrimonio culturale, storico, artistico e della tradizione popolare. L’amministrazione comunale ci accoglie, ogni anno, in questa sala di Palazzo di Città, la casa di tutti i cittadini, testimoniando così il sostegno ad un evento ormai diventato un appuntamento fisso nel giorno della festività di San Nicola”.

“Oggi è una bella giornata - ha detto Antonio Decaro - perché festeggiamo il nostro Santo patrono e lo facciamo insieme, ripercorrendo quelle che sono le nostre tradizioni. La messa alle cinque di mattina, la fiaccola nicolaiana che, portata all’alba dai corridori, illumina la facciata della Basilica come se stesse illuminando anche il futuro della nostra comunità. Una comunità come quella che c’è in questa sala oggi, composta di tante persone che si dedicano ogni giorno agli altri, dando lustro alla nostra città. Queste persone non le dobbiamo ricordare solo in questa occasione perché se non ci fossero loro, che si mettono a disposizione degli altri, la nostra comunità non sarebbe la stessa. Dico spesso che abbiamo la fortuna di avere una rete di parrocchie, di scuole, di associazioni, come il circolo Acli, che sono una sorta di struttura portante della nostra città. Un sindaco può cambiare, cambiano i parroci, che si spostano in un’altra parrocchia; quello che resta è la comunità, e questa per noi è una cosa importante, la cosa più importante di tutte. Oggi ringrazio Michele Fanelli, il circolo Acli, Giuseppe Dalfino, il figlio di Enrico Dalfino, il sindaco a cui è dedicata questa aula consiliare, luogo simbolo della nostra democrazia, e ringrazio soprattutto tutte le persone premiate per quello che hanno fatto, fanno e continueranno a fare per il bene comune”.

Il premio Nicolino d’oro 2018 è stato conferito a cinque cittadini e ad un ente, come di seguito indicato

·               Sezione Sociale: Anna Carmela Cannone, nata a Bitonto, da gennaio 2007 ricopre il ruolo di direttrice generale presso l’Hospice “Aurelio Morena” Fondazione Santi medici Cosma Damiano di Bitonto. Come volontaria ne segue il progetto “Hospice”, struttura per l’accoglienza dei malati terminali di cancro, partecipando a corsi per eseguire cure palliative.

·               Sezione Baresità: Michele Mancini, figlio della città vecchia, vive la sua adolescenza in pieno conflitto mondiale nel 1943. Appena tredicenne, difende la città il 9 settembre del 1943, insieme ad altri quattro minorenni, dall’entrata di una carovana di carri armati nazisti facendo resistenza con bombe a mano dalla Muraglia, respingendone così l’entrata in città.

·               Sezione Ecclesia: S.E. Mons. Filippo Santoro, nato a Carbonara a Bari, vescovo ausiliare di Sao Sebastiao di Rio de Janerio, ha partecipato alla conferenza mondiale sull’ambiente organizzata dalle Nazioni Unite quale rappresentante della Santa Sede. Nominato arcivescovo di Taranto nel 2011, sin dall’inizio del suo mandato interviene più volte in difesa dell’ambiente della città

·               Sezione Tradizione: Nicola Violante, decano del commercio barese, a soli dieci anni diventa garzone nel panificio del nonno in piazzetta S. Teresa dei Maschi, panificio fondato nel 1948, primo panificio della città in cui fu montato un forno meccanico alimentato a legna.

·               Sezione Commercio: alla Camera di Commercio di Bari. Il presidente Sandro Ambrosi ha ritirato il premio per l’impegno profuso dall’ente negli anni trascorsi nella tutela e promozione del commercio, per aver restituito la Fiera del Levante ai baresi, aver voluto la nascita delle casse di risparmio, delle ferrovie secondarie, della la Sud Est, ed altre realtà territoriali come l’Acquedotto Pugliese.

·               Sezione Movimento Disabili: Nicola Papagna, coordinatore movimento italiano disabili di Bari, membro del comitato Unione Ciechi, svolge volontariato da 35 anni presso l’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari.

BA29: prorogato all'11 gennaio il termine per le iscrizioni, ad oggi effettuati 380 colloqui e avviati 104 tirocini

BARI - È stato prorogato al’11 gennaio 2019 il termine per le iscrizioni (2° finestra temporale) al programma BA29,  dedicato a ragazzi/e di età compresa tra i 16 e i 29 anni, residenti a Bari, che abbiano un ISEE pari o inferiore ai 6000 euro, e che grazie a questa misura avranno la possibilità di effettuare tirocini semestrali retribuiti presso aziende e organizzazioni dell’area metropolitana di Bari.

Il termine, inizialmente stabilito per il giorno 31 dicembre prossimo, è stato spostato all’11 gennaio 2019 per la chiusura al pubblico durante il periodo natalizio degli uffici di Porta Futuro che ospita lo sportello dedicato al progetto “BA29”.

A ciascuno dei giovani selezionati sarà riconosciuto dal Comune di Bari un rimborso di 450 euro mensili per 6 mesi, a fronte di 25 ore di impegno settimanali, mentre al soggetto ospitante spetterà un rimborso di 300 euro per le spese sostenute per l’attivazione del tirocinio, quali l’assicurazione, l’Inail o gli strumenti di lavoro impiegati.

La misura BA29, finanziata dal Comune di Bari con 1milione 900mila euro del PON METRO 2014/20 (ASSE 3 “Servizi per l’inclusione sociale” Azione 3.3.1 Sostegno all’attivazione di nuovi servizi in aree degradate), ha durata biennale, il che significa che, dopo questa seconda fase, è prevista una terza apertura del bando attraverso apposito avviso - presumibilmente tra maggio e giugno prossimi - e fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Ad oggi, ad esito della prima finestra temporale del bando, con 437 istanze ammesse su un totale di 457, sono stati effettuati 380 colloqui e avviati 104 tirocini. Complessivamente le aziende che hanno aderito a BA29 sono 380, con 784 posizioni di tirocinio attivabili.

“Da due mesi negli spazi di Porta futuro sono iniziati i colloqui tra aziende e ragazzi - commenta l’assessora alle Politiche educative e giovanili e del lavoro Paola Romano -. Ne abbiamo fatti 380, oltre 100 dei quali sono andati a buon fine. E, anche se sappiamo bene che il tirocinio non equivale a un contratto di lavoro, ogni volta che un’azienda e un ragazzo firmano il patto che precede il tirocinio pensiamo si tratti di un’opportunità concreta per centinaia di giovani che vogliono misurarsi con il mondo del lavoro attraverso un’esperienza formativa, come pure per le aziende che hanno l’opportunità di formare questi ragazzi e, al termine del tirocinio, scegliere di trasformare il rapporto in un contratto di lavoro, anche avvalendosi degli incentivi previsti per nuove assunzioni giovanili. I profili richiesti sono assolutamente diversificati e ci restituiscono la fotografia di un tessuto economico articolato che potrà incrociare diverse professionalità e percorsi formativi. Parliamo di un investimento economico importante, poco meno di due milioni di euro, così come importante sarà il tempo messo a disposizione dai ragazzi e dalle imprese. Per questo avremo cura di verificare che il progetto formativo concordato si sviluppi in modo coerente, affinché possa rappresentare un’esperienza da mettere a frutto per il futuro della nostra comunità. BA29 rientra in una strategia più ampia che dal 2015 il Comune di Bari sta portando avanti sulle politiche del lavoro e sul contrasto alla disoccupazione. La nostra città non si è sottratta alla principale sfida politica del nostro tempo, che è rappresentata dai temi del lavoro, dell’autonomia e dei diritti sociali delle persone”.

Di seguito l’elenco dei profili professionali richiesti.

BA29-REPERTORIO PROFILI PROFESSIONALI

·        Addetto ai servizi generali B&B

·        Addetto alla Comunicazione

·        Addetto alla logistica

·        Addetto alla prep. e confezionamento pasti da asporto

·        Addetto alla ricerca e sviluppo

·        Addetto alla vendita

·        Addetto alle attività di spogliatoio

·        Addetto carico-scarico

·        Addetto di agenzia turistica

·        Addetto di archivio

·        Addetto pulizie

·        Addetto risorse umane

·        Addetto segreteria front-office

·        Addetto servizi commerciali

·        Agente assicurativo

·        Agente immobiliare

·        Agronomo

·        Aiuto cuoco/pizzaiolo

·        Architetto

·        Assistente alla poltrona

·        Ausiliario scolastico

·        Barista/Banconista

·        Biotecnologo

·        Cameriera ai piani

·        Cameriere

·        Commessa di farmacia

·        Consulente commerciale junior

·        Contabile

·        Designer d’interni specialista in CAD

·        Educatore

·        Elettricista

·        Elettrotecnico

·        Esperta onicotecnica

·        Estetista

·        Farmacista

·        Fattorino

·        Fisioterapista

·        Formatore

·        Geometra perito tecnico

·        Giardiniere

·        Grafico

·        Guida turistica

·        Impiegato addetto comm. Estero

·        Ingegnere ambientale

·        Ingegnere gestionale

·        Ingegnere informatico

·        Ingegnere informatico

·        Ingegnere meccanico

·        Ingegnere meccanico

·        Junior account

·        Laureato in materie economiche

·        Laureato in materie letterarie

·        Logopedista

·        Magazziniere

·        Manutentore caldaie a gas metano

·        Meccanico

·        Meccatronico

·        Muratore

·        Operaio generico

·        Operaio metalmeccanico

·        Operaio Verniciatore

·        Operatore data entry

·        Operatore del legno

·        Operatore ecologico

·        Operatore telemarketing

·        Organizzatore eventi

·        Parrucchiere

·        Perito edile

·        Programmatore informatico

·        Psicologo

·        Receptionist

·        Redattore editoriale

·        Sarta

·        Segretaria didattica

·        Serramentista

·        Social media manager

·        Tecnico della qualità

·        Tecnico luci e audio

·        Tipografo stampatore

·        Tutor d’aula  Vigilanti

·        Web Designer

·        Web marketing

Taranto, studenti universitari donano il sangue

TARANTO - Fare volontariato significa donare un po’ del proprio tempo al prossimo, sia a un’altra persona che ha bisogno di aiuto, sia alla comunità operando nel sociale.

In occasione della Giornata Internazionale del Volontariato celebrata in tutto il mondo ieri, mercoledì 5 dicembre, il CSV Taranto, in collaborazione con l’AVIS Taranto e l’Università degli Studi “Aldo Moro” – Dipartimento Jonico in Sistemi Giuridici ed Economici, come è ormai consuetudine ha organizzato una raccolta straordinaria di sangue coinvolgendo i giovani universitari.

Nella mattinata l’autoemoteca dell’ASL Taranto è stata presente presso la Facoltà di Economia, in via Lago Maggiore a Taranto: moltissimi i giovani che, accogliendo l’invito dell’AVIS Taranto, hanno donato il sangue.

A tal fine nei giorni precedenti gli studenti erano stati sensibilizzati al valore del dono dai volontari del’AVIS spiegando loro che donare il sangue è un gesto concreto per aiutare il prossimo, per salvare una vita.

Per il CSV Taranto è stata presente la Consigliera Lucia Parente che ha spiegato che «donare il sangue, la nostra linfa vitale, ha un significato altamente simbolico, soprattutto nella Giornata Internazionale del Volontariato: si dona un po’ della propria al prossimo, senza peraltro sapere chi riceverà questo dono, solo per la gratificazione interiore che deriva dal sapere di aver fatto del bene, senza ricevere nulla in cambio».

Unesco: i nostri muretti 'patrimonio dell’umanità'

di FRANCESCO GRECO - Umiliata e offesa, la Natura si vendica, si riprende i suoi spazi: troppi gliene abbiamo sottratti con l’inganno, rubati da egoisti, sfregiati da persone volgari quali siamo, amanti del brutto.
 
Le chiamano trombe d’aria, in realtà sono tornadi. 20 novembre 2018: l’Apocalisse fra Ugento e  Taurisano (ce n’erano due). Per vedere gli effetti basta andare su Youtube.
 
26 novembre, fra Jonio e Adriatico (ma veniva dalla Calabria), stavolta qualcuno dice che erano tre: fatto rarissimo. La Natura ha voluto farci passare alla storia, regalarci un primato da guinness. Grazie!
 
28 novembre: l’Unesco dichiara i muretti a secco “patrimonio dell’umanità” (in Italia, fra Salento, Cinque Terre, Sardegna,  ecc., ce ne sono 175mila km, basta dire che la Grande Muraglia Cinese ne conta 8mila).
 
C’è un nesso fra queste news? All’apparenza, no, non ce n’è.

Se però guardiamo con più attenzione, allora lo si trova. Basta andare sui luoghi del disastro (Patù, Corsano, Tiggiano, Tricase Porto, Marina Serra): uliveti interi spariti, la forza dell’uragano ha sollevato maestose piante secolari, sono con le radici all’insù.

La Natura sì che sa fare spettacolo, altroché noi con il 3D e i Grandi Fratelli pruriginosi.
 
Al di là del solito palleggio di responsabilità, molto folkloristico, italian style, sul clima, le stagioni confuse, ecc. (ma non è una novità), una cosa non l’ha rilevata nessuno: i muretti a secco, “patrimonio dell’umanità”, sono intatti, non hanno fatto una mossa, manco una pietra è crollata, eppure l’uragano “conteneva” grossi sassi, mattoni enormi, imbrici, uccelli, ecc.
 
Nei regni di pietra intorno a noi, silenziosi, immobili, sono lì da almeno 3000 anni e non hanno fatto una piega, Senza cemento, né calce, tenuti insieme “solo” dalla forza di gravità, la fantastica intuizione dei nostri fantastici avi. L’acqua passa attraverso, drena, e nemmeno l’alluvione più violento li tocca, e il tornado nemmeno: anche l’aria, benché potente, non li sfiora.
 
Forse abbiamo sbagliato modello di sviluppo, evocato spiriti che ora ci afferrano per la gola e ci strozzano. Con sciocca presunzione, volevamo imporre le nostre regole alla Natura e i suoi elementi (acqua, aria, vento, fuoco).

Forse abbiamo sbagliato tutto.

Ci sono un bel pò di metafore da decodificare. Una sciarada che ognuno – se lo vuole - può decrittare per conto suo.

Libri: Capitalismo in cerca di un’etica

di FRANCESCO GRECO - Il capitalismo in cerca di un’etica. Dire anima sarebbe blasfemo, da arresto preventivo. Non per noialtri, base della piramide, ormai senza più diritti se non la precarietà e le libertà apparenti, né per i destini dell’umanità, ma nel suo stesso interesse, per fermare il default sull’orlo del baratro.

Dopo aver accecato bambini, e cavalli (nelle miniere della rivoluzione industriale) e devastato e inquinato cieli, mari e terre, consumato territori, avvelenato l’ambiente per i prossimi secoli, alterato ecosistemi irriproducibili, delocalizzato per pagare il lavoro due soldi (elogiati per questo dai loro menestrelli), per continuare a esistere, a darsi un orizzonte futuro, non ha altra opzione.
 
C’è da vedere se il suo istinto di sopravvivenza esiste ancora, magari appannato, relativizzato, o se per caso il capitalismo non si sia avvitato in una dimensione masochistica, da cupio dissolvi, da autodafé definitivo.
 
Ai nostri carnefici che galleggiano fra rapina e finanza creativa il compito storico di smentirci. Prima che il buco nero ci inghiotta tutti quanti. E prevalga l’homo homini lupus, il richiamo della foresta, appetiti smodati, istinti bestiali, iconoclasti.
 
Colin Crouch, “Salviamo il capitalismo da se stesso” (Il futuro del capitalismo democratico dipenderà da quanto stati e cittadini rappresentati a livello globale sapranno farsi ascoltare), il Mulino editore, Bologna 2018, pp. 110, euro 12,00 (Collana “Voci”).

Il sociologo è molto fiducioso sul ruolo dei cittadini, delle istituzioni (Ue e Ocse per dire) e delle loro coscienze (egli stesso parla di “spinte autolesioniste”). Ma il trionfo di populismi, sovranismi e antipolitica, a livello planetario, rende tutti un po’ scettici. Anche perché le nuove classi dirigenti, prone, creano una normativa attorno al the end incombente propinandoci mantra vuoti e slogan elettorali che chiamano comunicazione e che altro non è se non miserabile demagogia.
 
E che i ricconi di Kensington o Chelsea ci affittino le loro magioni che invece preferiscono tenere vuote, o che Trump apra le porte ai poveracci del Centroamerica (“i potenti trattano sempre con alterigia le persone comuni, di qualunque estrazione siano”) appare improbabile assai.
 
Ma quando, come direbbe lo scrittore peruviano Manuel Scorza, si è toccato le nubi con il culo, non resta che sperare…

Il Gargano di Grazia Galante aggiunge un libro a… tavola

di VITTORIO POLITO - Fresco di stampa è disponibile il volume di Grazia Galante “Il Gargano in tavola – Le ricette della cucina di ieri e di oggi” (Levante editori).

Il testo, che raccoglie oltre mille ricette collezionate da Grazia Galante attraverso informatori e amici del promontorio del Gargano, vuole essere un “ritratto” di un territorio dalla storia infinita, permeata da una religiosità ancestrale, che affonda le radici nella preistoria.

La cucina garganica, nei decenni passati sottovalutata e talvolta persino ignorata, merita di essere conosciuta e valorizzata, perché, come sostiene Guido Pensato, che firma l’introduzione, “una comunità viene conosciuta in profondità anche attraverso il cibo”.

“Il Gargano - scrive Galante nella presentazione - anche sotto il profilo culinario, presenta una sua sostanziale unità, che si accompagna anche a significative differenziazioni interne, a varianti da campanile a campanile che sono l’indice di adattamento alle condizioni oggettive. Varianti di cui si dà conto nel testo di volta in volta per le singole ricette”.

L’autrice non è nuova a questo genere di pubblicazioni. Infatti, oltre a ricerche sui mestieri scomparsi, alla medicina popolare, a filastrocche e indovinelli, alle fiabe e favole, ha pubblicato anche “La cucina tradizionale di San Marco in Lamis”, ”La religiosità popolare di San Marco in Lamis”, “Li còse de Ddì” (tutti editi da Malagrinò); “Fiabe e favole raccolte a San Marco in Lamis”, “La Vadda de Stignane e altri canti popolari”, “I giochi di una volta”. Questi ultimi editi da Levante editori.

A quanto sopra di aggiunge il corposo “Dizionario del dialetto di San Marco in Lamis” (Levante), scritto con il fratello Michele con 20.000 lemmi dialetto-italiano, 1.500 proverbi e filastrocche, 2.600 sinonimi e contrari, 500 citazioni di autori dialettofoni, 10.000 lemmi italiano-dialetto, 60 tavole di nomenclatura comprendenti oltre 8.000 termini, indicazioni grammaticali (pronuncia, categoria grammaticale di ogni lemma, plurali e femminili irregolari, flessioni verbali irregolari), corredato con una sorta di Repertorio-guida italiano-sammarchese per un’agevole ricerca dei lemmi e di una corposa bibliografia.

Le ricette del presente volume, di oltre 400 pagine, sono state raggruppate per formati di pasta fatta in casa, sughi (con carne o pesce di mare e di lago), brodi, pizze, polente, ricette con pane, pasta, verdure spontanee e tuberi, ortaggi, funghi, legumi, uova, formaggi, contorni, dolci, liquori, sciroppi, conserve. Nell’appendice sono stati riportati brevi capitoli relativi alla panificazione di San Marco in Lamis e alla lavorazione del latte. Insomma non manca proprio nulla per trascorrere una gioiosa-golosa giornata a tavola nel promontorio del Gargano.

Guido Pensato, autentica anima di moltissime iniziative culturali sviluppatesi nella città di Foggia, scrive «Fortunatamente, anche qui, sul Gargano, si è andata costruendo, strutturando una koinè comune – italiana -, che si riconosce come il tessuto e la trama imbastita lungo tutta la storia del territorio e che sottende e sostiene tutti i suoi caratteri e che definiscono la “cucina del Gargano”, mentre conservano memoria e tracce della comune grande famiglia delle cucine meridionali; e di quelle – seppur remote – mediterranee».

Le foto di copertina sono di Luigi Nardella e Pino Marchesino, mentre il disegno del primo risguardo è di Annalisa Nardella.

Le antiche chiese baresi dedicate a San Nicola


di VITTORIO POLITO -  La splendida e maestosa basilica romanica di San Nicola di Bari non ebbe origini religiose come la maggior parte degli edifici ecclesiastici, ma era un edificio civile, nel quale abitava il Catepano durante il sec. XI. Il Catepano era un governatore bizantino residente in Bari, più volte ricordato nei documenti dagli storici contemporanei. Fu costruita in stile romanico tra il 1087 e il 1100 durante la dominazione normanna. L’edificazione della basilica è legata, com’è noto, alle reliquie di San Nicola provenienti da Mira (Turchia), trafugati ad opera dei sessantadue marinai baresi, giunte a Bari il 9 maggio 1087.

Prima del 1087 cosa c’era? Nel 1026 fu costruita una chiesa dedicata a San Nicola ‘de monte’ della quale non è nota l’ubicazione, ma si presume, secondo l’erudito Emmanuele Mola, corrispondeva alla contrada ‘Graziamonte’, dove sorse all’inizio del Novecento il rione San Pasquale.

Una pergamena datata maggio 1036, conservata nell’Archivio della SS. Trinità della Cava, riporta una bolla con cui Nicola, arcivescovo di Bari e Canosa, consacra la chiesa dei SS. Nicola e Basilio, fatta edificare da egli stesso, in contrada ‘Prandulo’.

Un’altra chiesa costruita prima del 1087, fu realizzata da un monaco greco di nome Giovanni, con l’autorizzazione dell’imperatore Costantino, il cui documento trovasi presso la Cattedrale ed è datato aprile 1202. Questa chiesa è citata anche in una pergamena di San Nicola dell’agosto 1075. Attualmente la strada Bianchi Dottula corrisponde all’antica S. Nicolò dei Greci.

L’ultima annotazione delle chiese dedicate al nostro Patrono, prima della traslazione, riguarda una “ecclesia sancti Nicolai de lu porto”, della quale si rileva traccia in una pergamena datata 21 novembre 1177. Nella ex cappelletta di Sant’Onofrio, sita vicino alla chiesa dei Gesuiti, fu scoperta anni addietro una lapide sulla quale si leggeva in latino “A Dio ottimo massimo. Questo tempietto, dedicato a S. Nicola e da non dimenticare che per primo accolse le sue spoglie e le ospitò, essendo ormai caduto nello squallore e rovinato per vetustà, affinché non si perdesse il ricordo dell’avvenimento e perché il suo culto perdurasse ancor più santo, con l’obolo raccolto tra i fedeli, venne restaurato nell’anno 1684 del parto della Vergine”. La cappella, ora riconoscibile a stento, trovasi al di là della porta murata sotto l’arco omonimo, dovrebbe coincidere con l’antichissima chiesetta di San Nicola del porto che ospitò per prima le ossa di San Nicola appena giunte a Bari.

Vito Antonio Melchiorre, che riporta le suddette note nel suo libro “Bari Vecchia” (Adda Editore), scrive, a proposito di quest’ultima cappella, che non si può essere certi, dal momento che nessun documento attendibile le conferma. Antonio Beatillo, teologo e storico, e Fabrizio Veniero, scrittore, sostengono che, in onore di Sant’Onofrio, esisteva nel XVII secolo, una confraternita religiosa, “i cui membri vestivano un abito di ruvido sacco con cappuccio”.

Una curiosità interessante: a sinistra dell’accesso alla piccola strada che corre sotto l’arco di Sant’Onofrio, si vedeva una specie di paracarro sul quale era scolpita una croce. Alcuni abitanti sostenevano che quel segno indicava la presenza di una chiesa, altri affermavano che si trattasse della sacralità del posto per la sosta delle reliquie di San Nicola.

La presenza dei numerosi segni di una devozione profonda verso il nostro Patrono, attesta che i baresi finirono col coinvolgere la figura del santo in tutti gli aspetti della vita cittadina.

Il Villaggio di San Nicola in Fiera apre al grande pubblico dal 7 dicembre

BARI - Sarà Lorenzo Branchetti, volto amato dalle bambine e dai bambini per le sue performance televisive ed ora protagonista di Natale con Yoyo su Rai Yoyo, ad inaugurare la prima edizione de “Il villaggio di San Nicola”, che da quest’anno sorgerà nella Fiera del Levante di Bari.

L’attore si esibirà con il suo spettacolo dalle ore 19.00, ma dal mattino nel villaggio del Santo patrono di Bari e amico di tutte le genti, decine saranno gli eventi, i laboratori e gli spazi di racconto e di discussione che si susseguiranno tutto il giorno.

In programma infatti:
La grande Festa dei Giganti
The Frenchmole Show
Show Cooking per bambini con Cucina Mancina
Le Stelle di Hokuto in concerto
Spettacolo interattivo di danze medievali
Live cooking di cucina africana
Coro Gospel Just a Little Soul Chorus
Spettacolo interattivo di danze russe
Concerto natalizio a cappella con “Gaudeus”
Gli sbandieratori di San Nicola
Danze indiane
Mostra fotografica Am’ a sci’ a la Caravélle
Mostra fotografica Bari e San Nicola
Mostra fotografica Sguardi su San Nicola
Film “Nicola lì dove sorge il sole”
Cartone animato “Nicolhouse”
Tombolata coi popoli
Live cooking di cucina russa
"Un vuoto nella pancia", presentazione del libro di Francesca Sivo
"Punzogino il clown e Polento", presentazione del libro di Elena Leone
Danze del Mondo

A intrattenere i piccoli visitatori de “Il villaggio di San Nicola” saranno anche i laboratori organizzati dalle associazioni di volontariato che lavorano sul territorio per favorire l’integrazione tra popoli e la conoscenza delle diverse culture che arricchiranno la kermesse:
I giochi di una volta
Io ti aiuto, corso di disostruzione pediatrica
San Nicola di tutti
Insieme nella cucina del mondo
Costruiamo l’angelo della pace
Balliamo le danze medievali
Baby Show Cooking
I costumi per San Nicola
Facciamo il pane di San Nicola
Mamme del Mondo a colori
Giocando con l’alfabeto russo
Tomboliamo
I volti di San Nicola trucchi e acconciature storiche
“You know my name”, laboratorio audiovisivo
Voce e armonia, laboratorio corale
Il mondo di San Nicola
Artigianato natalizio e di tradizione
Diversi ma uguali
Impara i mandala
Care for People e i simulatori di guida mobili
Come si fanno le trecce africane?
Le mamme del Libertà colorano il Natale
Gnomi e lanterne del bosco di San Nicola
Dance in Christmas
Ri-creiamo il Natale
Il giro della colonna della Pace
Spazio selfie con San Nicola
Truccabimbi


Il countdown è partito: mancano quattro giorni all’apertura delle porte de “Il villaggio di San Nicola”. Un evento dedicato a grandi e piccini nel nome del Santo Patrono della città di Bari.

Coppa Italia: Cagliari Sassuolo e Novara si qualificano per gli ottavi di finale

di FRANCESCO LOIACONO - Il Cagliari il Sassuolo e il Novara si sono qualificati per gli ottavi di finale di Coppa Italia che si giocheranno il 13 gennaio 2019. I sardi hanno vinto 2-1 a Verona contro il Chievo. Nel primo tempo all’8’ in gol la squadra di Maran con Cerri. Al 18’ il pareggio realizzato da Leris. Nella ripresa al 23’ Pisacane ha dato il successo ai rossoblu dell’isola. Il Sassuolo ha superato al “Mapei Stadium” 2-1 il Catania. Nel primo tempo Matri al 14’ ha portato in vantaggio gli emiliani. Al 41’ i siciliani hanno segnato con Brodic. Nel secondo tempo al 36’ la squadra di De Zerbi ha vinto con la rete di Locatelli .

Il Novara ha battuto 3-2 allo stadio “Piola” il Pisa. I piemontesi sono riusciti a ribaltare con le reti di Peralta al 22’ del primo tempo e Bove all’8’ della ripresa il provvisorio vantaggio dei toscani di Marconi al 16’. Nel secondo tempo la squadra di D’Angelo ha pareggiato al 27’ con Lisi. Ma al 92’ Manconi ha consentito alla formazione allenata da Viali di imporsi. Gli accoppiamenti dei quarti dopo questi risultati sono Atalanta-Cagliari, Napoli-Sassuolo e Lazio-Novara. Oggi si giocano le ultime due partite dei sedicesimi di finale. Alle 18 il derby ligure Genoa-Entella e alle 20,45 Torino-Sud Tirol. Le due squadre che vinceranno affronteranno in trasferta la Roma e la Fiorentina.

Pallavolo: il Bcc Castellana perde 3-2 in casa col Verona

di FRANCESCO LOIACONO - Nel recupero della quarta giornata di andata di A/1 di pallavolo maschile il Bcc Castellana ha perso 3-2 a Bari contro il Verona. Primo set, 8-5 per i veneti con Boyer. I pugliesi allenati da Tofoli hanno impattato sul 12-12, e si sono aggiudicati 25-20 questa fase di gara con le schiacciate di Mirzajanpour. Secondo set, Castellana avanti 6-3 con gli aces di Renan. Solè ha portato 21-21 la squadra di Grbic. Alletti con eccellenti bagher, ha permesso a Verona di imporsi 25-23.

Terzo set, 5-2 per il Bcc con i precisi colpi sotto rete di Renan. Mirzajanpour da fondo campo ha allungato 21-17. I pugliesi hanno avuto la meglio 25-19. Quarto set, grande equiibrio 13-13. Boyer ha fatto la differenza in positivo, 17-13 per gli avversari. Verona ha trionfato 25-19. Quinto set, Renan si è messo in evidenza con i muri 5-2 per i gialloblu pugliesi. Ma Boyer è stato determinante per i veneti che hanno vinto 15-11 questo set e 3-2 tutta la partita. Sconfitta immeritata per il Bcc Castellana. E’ ultimo in classifica da solo con 3 punti. Nel prossimo turno giocherà al “Pala Florio” di Bari col Monza. I lombardi domenica scorsa sooo stati sconfitti 3-0 in casa dal Modena.

Arrestata la figlia del fondatore di Huawei, Borse sprofondano

VANCOUVER - E' stata arrestata dalle autorità canadesi a Vancouver il direttore finanziario della cinese Huawei Technologies, Meng Wenzhou. Il manager ora rischia l'estradizione negli Usa, dove è in corso un'indagine per accertare se il colosso cinese ha violato le sanzioni all'Iran. A renderlo noto il dipartimento di giustizia canadesi.

La Cina ha chiesto al Canada il rilascio immediato della donna, in un caso diplomatico che aggiunge nuove tensioni tra Pechino e Washington e che minaccia di complicare ulteriormente i colloqui commerciali.

"Siamo convinti e fiduciosi che le autorità canadesi e statunitensi raggiungeranno senza dubbio una conclusione corretta e imparziale. Huawei rispetta tutte le leggi e le regole dei Paesi in cui opera, incluse quelle in materia di controllo delle esportazioni delle Nazioni Unite, degli Stati Uniti e dell'Ue": dice Huawei. L'azienda ha specificato che "non sono a conoscenza di illeciti" e che "sono state fornite poche informazioni riguardo le accuse".

PROFONDO ROSSO PER LE BORSE EUROPEE - Chiusura pesante per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib ha ceduto il 3,54% a quota 18.643 punti, di nuovo sotto la soglia del 19mila punti sopra a cui si trovava dallo scorso 26 novembre. A pesare l'arresto shock della figlia del fondatore di Huawei.

Chiude in deciso rialzo lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale sale a 296 punti base dai 278 punti di ieri. Il rendimento del titolo decennale del Tesoro sale al 3,19%.

Chiusura pesante per le principali borse europee. Parigi ha ceduto il 3,31% a 4,780 punti, Londra il 3,15% a 6.704 punti e Francoforte il 3,48% a 10.810 punti.

Scoperta choc, filmata nella doccia della sua camera d'albergo: "Pensavo che la mia vita fosse finita"

ROMA - E' diventato realtà per una ragazza di Chicago l'incubo di molte persone. Nel 2015, la giovane donna ha soggiornato nell'hotel Hampton Inn ad Albany, una città degli Stati Uniti d'America, capitale dello stato di New York. Secondo la sua denuncia, un impiegato ha nascosto una telecamera sotto la doccia della sua camera per filmarla a sua insaputa. Non ne ha saputo nulla fino a settembre 2018 quando ha ricevuto un'e-mail con un link di un sito pornografico. "Sei davvero tu, vero?". Il video ha anche rivelato il suo nome completo. "Quando ho cliccato, ho riconosciuto la mia faccia e il mio profilo in un bagno e ho iniziato a urlare", ha detto la donna, che preferisce rimanere anonima. "Pensavo che la mia vita fosse finita, se la gente che mi conosce lo vedesse, la mia vita sarà completamente distrutta."

"Ero così disgustata. Sono crollata, mi sono sentita come profanata», così ha raccontato la donna. Poi riceve un messaggio minaccioso: "Hai tempo fino a mezzanotte per mandarmi un nuovo video su di te, altrimenti, posterò più clip di lei, con il suo nome, le informazioni, e poi li invierò alla sua conoscenza. Sarai in grado di goderti la tua celebrità". "Quando vai in una stanza d'albergo, non puoi immaginare che una cosa del genere possa accadere a te", dice la denunciante.

Secondo l'avvocato Roland Christiansen, potrebbero esserci altre vittime, che sono passate dalla stessa stanza. Un portavoce dell'Hilton si è scusato e ha detto di essere intenzionato a risalire al colpevole di un gesto tanto meschino e che avrebbe lavorato con le autorità. Ora la donna ha messo la causa nelle mani dei propri avvocati. Questo processo potrebbe costare 100 milioni di dollari (88 milioni di euro) al gruppo Hilton.

Per Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, salvo esplicite e legittime richieste dell'autorità giudiziaria, tutte le le camere d'albergo o di strutture ricettive dovrebbero essere bonificate da ogni strumento che possa in qualche modo ingerire nella privacy dell'utenza. Ecco perchè è opportuno che le suddette attività monitorino le camere per evitare eventi del genere.

Trapianto d’utero da donatrice morta: nasce prima bimba al mondo

SAN PAOLO - Miracolo della scienza dal Brasile. Da un utero trapiantato da una donatrice deceduta è nata la prima bambina. La piccola è venuta al mondo all’Ospedale universitario di San Paolo il 15 dicembre di un anno fa. È nata con taglio cesareo alla 35a settimana e pesava 2'550 grammi. Prossima al suo primo compleanno, pesa attualmente 7,2 kg. La madre, sprovvista di utero a causa della sindrome di Mayer-Rokitansky-Küster-Hauser, ha ricevuto il trapianto nel settembre del 2016, quando aveva 32 anni. L’organo era stato espiantato da una donna di 45 anni deceduta a causa di un ictus.

Gli scienziati che hanno partecipato alla ricerca hanno sottolineato come questo caso dimostri che il trapianto da donatrice deceduta è fattibile e allarghi sensibilmente il bacino di organi disponibili. Infatti, finora si sono ottenute delle nascite solo da trapianti da donatrice viva: 11 su 39 tentativi effettuati dal 2013 a questa parte. In 10 casi si è invece tentato di ottenere una nascita da un utero trapiantato da una donatrice deceduta, ma senza successo. Per Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, la morte ha letteralmente dato la vita. La ricerca è stata pubblicata ora dal Lancet Medical Journal.

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