Tennis: vincono Seppi e Berrettini, eliminati Fabbiano e Caruso


di FRANCESCO LOIACONO - Nel primo turno del torneo di tennis maschile di Hertogenbosch in Olanda nel derby italiano Andreas Seppi ha vinto in due set col pugliese Thomas Fabbiano. Primo set, grande equilibrio, 5-5. Ma Andreas con forti rovesci si è imposto al tie- break sul 7-6. Secondo set, in avanti 5-0 Thomas. Però Seppi con tenacia i lob e i pallonetti da fondo campo ha raggiunto il 5-5. Andreas ha vinto 7-5 questo set e tutta la partita. Eliminato Salvatore Caruso 6-1 6-4 dal francese Garin. Yannick Sinner ha perso 7-6 6-3 contro il cileno Jarry. 

A Stoccarda in Germania nel primo turno Matteo Berrettini ha vinto in due set con l’australiano Kyrgios. Primo set, in vantaggio 3-0 l’italiano con i colpi sotto rete e gli aces. Kyrgios ha impattato 3-3. Matteo con gli smash e i punti su battuta ha prevalso 6-3. Secondo set, in avanti 4-0 l’avversario. Però Berrettini con i passanti i top spin e le demivolèe ha raggiunto il 4-4. Matteo con il servizio e le schiacciate sotto rete ha vinto questo set 6-4 e l’intero match.

Arte: l'omaggio di Grazia Stella Elia ad Antonio Di Pillo

di MARCO IGNAZIO DE SANTIS - Gli interventi culturali degli istituti scolastici vanno salutati col più grande favore, soprattutto se attuati in sinergia con le amministrazioni locali. Perciò giunge assai gradita sia alla cerchia degli intenditori sia al più vasto pubblico interessato alla mostra  'Antonio Di Pillo un Artista del Tavoliere', curata dalla scrittrice, poetessa e demologa casalina Grazia Stella Elia e varata dall’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Scipione Staffa”, retto dal dirigente scolastico Carmine Gissi, che ha vergato Un progetto per Di Pillo¸ unitamente all’Amministrazione Comunale di Trinitapoli, guidata dal sindaco Francesco di Feo, autore dell’introduzione.

Il volumetto, arricchito da foto scelte e da una folta rassegna stampa posta in appendice, si apre con l’Omaggio ad Antonio Di Pillo della curatrice. Grazia Stella Elia ha dato al suo saggio di apertura un approccio narrativo per rendere più accattivanti le pagine dedicate allo scultore Antonio Di Pillo, nato in provincia dell’Aquila a Pratola Peligna il 31 agosto 1909 e venuto meno il 14 novembre 1991 a Trinitapoli, dove si era definitivamente trasferito dal 1968, insegnando “disegno” nella scuola media. Stiamo parlando di un artista che, tra l’altro, nel 1942 ha partecipato alla Biennale di Venezia, nel ’47 ha esposto alla Kunsthalle di Berna e l’anno dopo è stato ammirato al Gran Premio Saint Vincent per la Scultura.

La curatrice ci dà lumi sull’amicizia fraterna del Maestro col poeta sanferdinandese Marino Piazzolla, della frequentazione del Caffè-Galleria “Il Sottano” di Bari nel secondo dopoguerra, del soggiorno romano negli anni Cinquanta a contatto con gli intellettuali e gli artisti del Caffè Canova e del Caffè Aragno, della bella amicizia col giornalista e scrittore Anacleto Lupo e col medico umanista Domenico Lamura, fino al rapporto con lo scrittore Raffaele Nigro nel crepuscolo della sua vita. Avendo conosciuto Di Pillo sin da giovanissima, Stella Elia ce lo descrive con gli strumenti da statuario in mano: «Sembrava un asceta quando, indossando il suo grembiule di lavoro, si accingeva a dare corpo ad una sua idea, ad un progetto maturato nella mente. Aveva il fuoco creativo, viveva di luminose gestazioni, che sfociavano in tormentati parti o nella nascita di serene creature di creta, a cui sembrava volesse dare un cuore e una voce».

Dopo l’utilissima bibliografia con cui si chiude l’Omaggio, si snodano le significative testimonianze offerte dal giornalista Salvatore Giannella (Mi salvò dal Vulcano), dalla professoressa Antonietta d’Introno (Il sogno di bellezza di Antonio Di Pillo), dalle ex alunne Rosa Sarcina (Un ricordo incancellabile) e Maria Giovanna Regano (La figura solenne del professor Di Pillo), dal prof. Luigi Di Cuonzo (Di Pillo al Premio Piccolo Formato Giuseppe De Nittis di Barletta), dal preside Carmine Gissi (Ho incontrato Antonio Di Pillo), dall’assessore alla cultura Marta Patruno (Di Pillo parla ai giovani), dall’ex sindaco dr. Silvestro Miccoli (Riflessioni su Antonio Di Pillo) e infine dall’ex assessore alla cultura Rosario Manna (Antonio Di Pillo: lo scultore che resterà).

Trinitapoli nel ’91 ha perso un Artista grande e schivo, ma gli amanti dell’Arte troveranno in questo volumetto molte tracce di lettura e diverse piste di approfondimento su questo scultore apulo-abruzzese tutto da riscoprire. Lontano dal turismo di massa, invece, il pellegrino curioso potrà fermarsi a Trinitapoli a contemplare il magnifico portale in bronzo della chiesa di San Giuseppe e il bassorilievo in travertino che adorna la facciata della chiesa dell’Immacolata dei Cappuccini. Entrambi portano la firma preziosa di Antonio Di Pillo.

Giovanni Capurso: lo scrittore pugliese presenta il nuovo romanzo ''Il sentiero dei figli orfani''

BARI - Il giornalista e scrittore pugliese Giovanni Capurso presenta “Il sentiero dei figli orfani”, il suo terzo romanzo di formazione che racconta le memorie giovanili di Savino, un uomo che ripercorre il suo passato e rivive le fasi di quel delicato passaggio che dalla fanciullezza conduce all’adolescenza. Ambientato in un piccolo paese lucano, San Fele, un luogo “fuori dalla storia e dagli eventi”, il romanzo descrive i primi turbamenti d’amore e i primi schiaffi ricevuti da una realtà che opprime il desiderio di evasione del giovane, ansioso di conoscere il mondo. Da adulto tornerà nei luoghi che in un tempo lontano l’hanno lasciato orfano, e comprenderà infine il senso del suo viaggio.

Il sentiero dei figli orfani di Giovanni Capurso è un romanzo che accompagna per mano il lettore in una storia semplice e poetica, in una vicenda di vita vissuta in cui in tanti si potranno rispecchiare. Nel racconto della gioventù di Savino Chieco vi è infatti tutta la forza e la bellezza di quel luminoso periodo della vita, ma anche tutta l’incertezza di chi è in bilico tra due fasi dell’esistenza, di chi ha da poco sperimentato la crudezza della realtà ma non ha ancora gli strumenti per fronteggiarla. Savino ormai adulto ripensa con nostalgia al suo passato, a quella “curiosa creatura” dickinsoniana che lo aggredisce con la sua vividezza, con le sue domande senza risposte, con il suo carico di dolore non ancora metabolizzato. Ricorda la semplicità del suo paese, San Fele, in cui la vita scorreva al ritmo della natura, e ripercorre un’estate fondamentale per la sua crescita, un’estate in cui per la prima volta conosce da vicino la morte, e l’amore. La soglia che la madre lo spinge ad attraversare, per entrare nella stanza in cui riposa la salma della nonna, è infatti il confine che di lì a poco Savino supererà per iniziare a costruire la propria identità. La morte è per i bambini qualcosa di troppo lontano, un evento che non può toccarli personalmente; rendersi conto che invece fa parte della vita di tutti è il primo trauma che permette di crescere. Il primo amore è una devastazione dei sensi, e al pari della morte porta nella vita un senso di precarietà che confonde le labili certezze di Savino. Il romanzo è il racconto del passaggio, non privo di conseguenze, che dalla fanciullezza porta all’adolescenza, vissuto da un ragazzo che si sente imprigionato in un’esistenza che non gli appartiene, in un luogo in cui non c’è futuro. Savino vuole conoscere il mondo, vuole vedere il mare, quella distesa sterminata in cui sfocia il fiume sulle cui rive ha giocato fin da bambino, lo stesso fiume che rappresenta il limite dei suoi sogni di libertà. Una libertà incarnata nel personaggio di Adamo, che, come il suo illustre omonimo, non ha più una casa ed è in continuo viaggio alla ricerca di un posto a cui appartenere. Il sentiero dei figli orfani è un romanzo che ricorda agli adulti quali sogni splendevano nei loro giovani cuori; un’opera che riflette sulla situazione ancora attuale dei ragazzi che sono costretti ad emigrare dai loro paesi per potersi costruire un futuro dignitoso. Una delicata riflessione sul tempo che passa, sui desideri sfumati e sull’importanza di ritornare sui propri passi per chiudere un cerchio, per comprendere il proprio percorso e non sentirsi più orfani della propria terra.

TRAMA. In un’estate torbida agli inizi degli anni Novanta, il giovane Savino si affaccia all’età acerba dell’adolescenza come si affrontano i sentieri in salita del suo paese, San Fele, in Lucania, tanto in alto che gli altri sembrano “presepi accartocciati”. Da “principiante della vita” scruta senza troppa curiosità il carattere malinconico del padre Michele, quello un po’ bizzarro dello zio Gaetano, da cui ha ereditato il “demone del dubbio”, e si lascia rasserenare dai modi placidi della madre Carmela; un ménage familiare, il suo, animato da duelli verbali con il fratello Aldo, dal ricordo di antenati sconosciuti e dalle scorribande con Radu, detto l’Anguilla. L’idillio verrà spezzato dalla frequentazione di Adamo, forestiero con alle spalle una figlia perduta e il buio della galera, che concretizzerà un processo di crescita assieme all’infatuazione per la bella Miriam, ragazza di città audace solo in apparenza. Su uno sfondo pietroso ma vivido e tra atmosfere ancestrali, si apre uno scorcio di vita che è quella degli orfani della Lucania, di coloro, cioè – e Savino non farà eccezione – che dopo un’adolescenza passata a chiedersi cosa sia il futuro lasciano la propria terra ma non abbandonano le loro radici.

Giovanni Capurso (Molfetta, 1978) è docente di Filosofia e Storia, giornalista e scrittore. Ha pubblicato i romanzi di formazione Nessun giorno è l’ultimo (Curcio Editore, 2015), La vita dei pesci (Manni Editori, 2017) e Il sentiero dei figli orfani (Alter Ego Edizioni, 2019). Scrive regolarmente per numerosi periodici e blog.

Basket, play off: vince Venezia, ko Sassari

(credits: Reyer Venezia Fb)
di FRANCESCO LOIACONO - Nella prima gara della finale dei play off scudetto di A/1 di basket maschile Venezia ha vinto 72-70 in casa contro Sassari. Nel primo quarto si sono imposti i veneti 18-14. Nel secondo quarto hanno avuto la meglio i sardi 37-29. Nel terzo quarto ha trionfato Venezia 54-52. I veneti con determinazione sono riusciti a rimontare tredici punti di vantaggio della squadra sarda sul 47-34 all’inizio del terzo quarto. Per Venezia decisivo Daye con le triple. 

Nei veneti allenati da De Raffaele determinanti Haynes con 15 punti e Watt che ha concluso la gara a 14. Importante l’apporto di Tonut, con uno score di 11. Nei sardi hanno dato il loro notevole contributo Mc Gee con 19 punti, Thomas 13 e Cooley 12. Spissu nel finale per la squadra di Pozzecco ha centrato il ferro del canestro con una”bomba” da tre punti. I veneti sono in vantaggio 1-0 sui sardi. La seconda gara si giocherà ancora a Venezia, i veneti sono leggermente favoriti ma il match è apertissimo. Sassari ha perso dopo ventidue vittorie consecutive tra fase regolare e play off scudetto.

Taranto, vigile del fuoco vittima del dovere. Salvini: "La loro è una missione"

BARI - Un vigile del fuoco di 54 anni di Fragagnano, in servizio presso il distaccamento di Grottaglie, è morto la notte scorsa durante un intervento nei pressi di una masseria nelle campagne tra San Giorgio Jonico e Pulsano.





Lutto nel Corpo nazionale. È deceduto stanotte un collega vigile del fuoco mentre operava per l’incendio di un autocarro a San Giorgio Jonico (TA). Il Capo del Corpo Dattilo e tutti i colleghi si stringono alla famiglia in questo momento di dolore

"Una preghiera per Antonio, il Vigile del Fuoco morto in provincia di Taranto e un abbraccio ai suoi colleghi e alla sua famiglia. Ha perso la vita mentre era in servizio, a conferma che quello dei Vigili del Fuoco non è un semplice lavoro ma una vera e propria missione. Prosegue con ancora più forza il mio impegno per un piano di assunzioni straordinario, con l'obiettivo di equiparare il trattamento dei pompieri a quello delle altre forze di sicurezza". Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Il presidente del Consiglio regionale della Puglia Mario Loizzo esprime il più sentito cordoglio, anche a nome dell’intera Assemblea, per la tragica scomparsa del vigile del fuoco Antonio Dell'Anna, che questa notte ha perso la vita nel corso di un intervento urgente per circoscrivere l’incendio di un automezzo in un circolo ippico a San Giorgio Ionico. Aveva 54 anni. 

“Una vita stroncata per circostanze avverse in uno dei tanti interventi compiuti da un operatore esperto”, ha detto il presidente Loizzo, nell’esprimere riconoscenza per l’impegno del vigile Dell’Anna, partecipazione al dolore dei familiari e vicinanza al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

Esprime cordoglio anche l’eurodeputato Fratelli d’Italia-Ecr, on. Raffaele Fitto. I vigili del fuoco sono silenziosi eroi quotidiani. Ci ricordiamo di loro solo quando intervengono nelle grandi tragedie e salvano vite umane. Antonio, tarantino 54enne, stanotte era in servizio, una chiamata di quelle ordinarie: un camion che prende fuoco. Ma un’esplosione improvvisa lo ha travolto e lo ha ucciso. Sono vicino al dolore della famiglia. Al Corpo dei Vigili del Fuoco la nostra eterna gratitudine.

Nazionale: Insigne e Verratti ribaltano la sfida contro la Bosnia

(Getty)
di STELLA DIBENEDETTO - Una vittoria in rimonta permette all'Italia di Roberto Mancini di volare in classifica a punteggio pieno. Gli azzurri, dopo il gol del vantaggio della Bosnia firmato da Edin Dzeko, non solo trova il gol del pareggio con Insigne, ma anche la vittoria grazie ad una rete di Verratti. Nonostante la prestazione non sia stata la migliore della gestione Mancini, il C.T. può sorridere per i tre punti conquistati e per le prestazioni dei singoli.

A sbloccare il risultato è stata la Bosnia che è passata in vantaggio grazie ad un gol di Dzeko che buca la rete azzurra, rimasta inviolata per 600 minuti (e 8 mesi). Gli azzurri, però, non si arrendono e trovano il pareggio con Insigne che firma una straordinaria rete che entra, di diritto, nella classifica dei gol più belli. A svegliare ulteriormente la squadra sono i cambi di Mancini che porta poi a casa la vittoria grazie a Verratti. Un risultato importante per la squadra di Roberto Mancini che può davvero sognare in grande.

In attesa dei prossimi impegni, Roberto Mancini si gode l'attuale momento della propria squadra: "I ragazzi hanno messo dentro tutto, non era semplice ribaltare una gara come questa, abbiamo rischiato qualche contropiede, ma nel secondo tempo il nostro dominio è stato netto. Sì, abbiamo preso troppi rischi nel primo tempo però poi siamo cresciuti. I gol di Insigne e Verratti? Bellissimi", ha dichiarato a fine gare ai microfoni di Rai Sport.

Il sogno mondiale si infrange contro l'Ucraina: Italia U20 perde 1-0

(credits: Figc)
di PIERO CHIMENTI - Si interrompono le speranze mondiali dell'Italia U20, sconfitta per 1 a 0 dall'Ucraina. La partita viene decisa nella ripresa, al 65' da Buletsa, lasciato inspiegabilmente il solo al centro area. Nei minuti di recupero, il Var annulla il gol a Scamacca per un presunto fallo su Bondar. Gli azzurrini adesso dovranno disputare la la finale per il 3° e 4° posto con la perdente di Ecuador-Corea del Sud.

Notte della Taranta: arriva il no per la conduzione di Belen e Stefano De Martino

LECCE -  Il Concertone della Notte della Taranta affidato alla coppia Belen Rodriguez e Stefano De Martino? Ma anche no! E' la risposta arrivata da molti degli intellettuali salentini che sono contrari alla scelta di affidare la conduzione della manifestazione più suggestiva e importante della Puglia, alla coppia regina dei gossip.

Il documento è stato sottoscritto da 18 firmatari con in testa l'ideatore dell'iniziativa, il professor Andrea Carlino, storico presso l'Università di Ginevra, e accusa la Fondazione Notte della Taranta, di avere tolto "dignità ad una manifestazione che è stata unico e speciale luogo di studio e di (re)invenzione della tradizione musicale salentina, di metissage culturale e sociale, di coinvolgimento della comunità locale e di lavoro scrupoloso sulle fonti della cultura popolare".


Lesbo, affonda barcone di migranti: 6 morti


Nuova tragedia nel Mar Mediterraneo. Sono almeno sei i migranti morti dopo che una imbarcazione a bordo della quale viaggiavano è affondata davanti all'isola greca di Lesbo. A riferirlo la Guardia costiera, che è riuscita a salvare altre 57 persone.

New York, elicottero si schianta su un grattacielo di Times Square


di NICOLA ZUCCARO - Un elicottero si è schiantato sulla parte alta di un grattacielo ubicato a Times Square, nota zona di New York. Il bilancio provvisorio che è di 1 morto (il pilota del velivolo) fa ripiombare la metropoli americana nell'incubo degli attentanti dal cielo rappresentato dalla strage delle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001.

Juncker: "Italia sbaglia direzione"


BRUXELLES - Pensiamo che l'Italia si stia muovendo in una direzione sbagliata, quindi dobbiamo prendere decisioni rilevanti in questo campo, ma penso che l'Italia rischia di essere nei prossimi anni nella procedura per i disavanzi eccessivi". A dichiararlo il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker in un'intervista a Politico.eu.

Secondo Juncker il comportamento dell'Italia non è ancora una minaccia per la stabilità finanziaria dell'Europa.

"Questo problema dell'Italia è un problema serio", ha aggiunto il presidente della Commissione europea. "Non voglio umiliare la Repubblica italiana con dichiarazioni pubbliche, perché ne ho il più grande rispetto per diverse ragioni - ha aggiunto Juncker -, ma riteniamo che si stia muovendo in una direzione sbagliata".

"L'Italia è l'Italia e ha i problemi dell'Italia, diversi dai problemi degli altri paesi, ma simili sotto certi aspetti - ha aggiunto Juncker - stiamo introducendo queste misure di flessibilità" e "il riconoscimento delle riforme strutturali, tenendo conto dei problemi dei cicli economici e dei terremoti e di altri problemi", ha precisato Juncker. Il presidente della Commissione ha poi aggiunto: "Ma nessuno in Italia lo sa perché il governo italiano dà l'impressione che la Commissione sia contro il Sud Europa e questo è sbagliato".

Salvini inseguito dai giornalisti mentre passeggia con Francesca Verdini

ROMA - Prima di incontrare a Palazzo Chigi il premier Conte e il vicepremier Luigi Di Maio, Matteo Salvini si è concesso una passeggiata per le vie di Roma in compagnia della bella Francesca Verdini: le immagini di Agenzia Vista.

Conte: "Riduzione debito senza manovre eccessive"

ROMA - Intervento del premier Giuseppe Conte all'assemblea biennale di Assonime. "Da ieri ci siamo rimessi al lavoro e ci saranno nei prossimi giorni altri incontri per rilanciare l'azione del governo con ancora maggiore determinazione", ha dichiarato il premier italiano.

Un deficit a fine anno "al 2,2% e non al 2,5 come prevede la Commissione Ue", è la previsione del premier. "Produrrebbe un miglioramento di 0,1 punti del deficit strutturale nel 2019", ha aggiunto Conte.

"Un esito positivo del dialogo con le istituzioni europee è fondamentale anche per far crescere il peso politico dell'Italia e per rivendicare un 'portfolio' economico importante nella nuova Commissione Ue", ha aggiunto Conte nel suo intervento all'assemblea di Assonime.

"Sono assolutamente fiducioso nella capacità di dialogo tanto del nostro Governo quanto della Commissione europea: una procedura di infrazione sarebbe estremamente dannosa sia per le prospettive di crescita del nostro Paese che per l'intera Eurozona - ha detto il premier Conte -. L'impegno del Governo è quello di concordare con i partner europei un percorso credibile di riduzione del debito, nel segno della sostenibilità sociale e senza attuare manovre recessive, che sarebbero in contraddizione con l'agenda di rilancio della crescita adottata sin dallo scorso anno". 

35 anni senza Enrico Berlinguer e la questione morale


di NICOLA ZUCCARO - L'11 giugno 1984 muore a Padova Enrico Berlinguer. L'indiscusso e carismatico Leader del Partito Comunista Italiano spirò dopo 4 giorni di agonia, a causa di un ictus che lo colpì durante il comizio tenuto nella città veneta, in occasione della campagna elettorale in vista delle imminenti elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Segretario del Pci dal 1972, Berlinguer fu un protagonista di primo piano della politica italiana ed internazionale degli anni '70. 

La sua ininterrotta permanenza alla guida del più importante Partito Comunista dell'Europa occidentale, lo condusse ad affrontare una delle stagioni più difficili per l'Italia, segnata dal Terrorismo e dalle lotte sindacali. In esse si spese direttamente nel 1980 a favore dei dipendenti della Fiat e dinanzi ai cancelli dello stabilimento Mirafiori di Torino e durante la marcia dei 40.000 lungo il capoluogo piemontese. 

Ma Enrico Berlinguer fu soprattutto l'ideatore della questione morale. Un tema con il quale si volle stimolare la classe politica italiana (al centro degli scandali, già durante gli anni '70) a rivedere i propri atteggiamenti nella gestione della cosa pubblica. Una questione di stringente attualità ma che a tutt'oggi (purtroppo) resta senza alcun erede a 35 anni di distanza dalla sua morte.

Le autonomie di Procuste


di FRANCESCO GRECO - Aveva deciso di dare a tutti gli uomini dell’ecumene la forma che più gli aggradava. Così il gigante Procuste tendeva loro l’agguato: si appostava sul percorso dei viandanti, li catturava, li stendeva su un letto di pietra che era anche una misura e se il pellegrino era troppo lungo gli tagliava i piedi, se troppo corto glieli allungava. 

La mitologia greca, con le sue metafore immortali, è assai utile per cercare di decodificare la sciarada delle autonomie regionali. 

Che svelano, all’ennesima potenza, i luoghi comuni più vecchi, cristallizzati dell’antropologia italiana in rapporto alla politica.

Il background è materia di riflessione quotidiana: Veneto e Lombardia (il Lombardo-Veneto) chiedono l’autonomia regionale, gestire in proprio la scuola, la sanità, ecc. 

Blindato in una battaglia di retroguardia, cementata dalla cultura  del sospetto, il Mezzogiorno assistito, delle clientele, delle mafie, dell’evasione ed elusione fiscale a gogò si oppone. La politica peggiore strumentalmente lo sostiene. 

Lo stesso Mezzogiorno che non riesce a spendere le risorse comunitarie, mentre si spopola delle risorse intellettuali migliori. Della classe politica di inetti e corrotti, che spesso usano le istituzioni come ammortizzatori sociali. Di politici al confine con la criminalità, pur votati massicciamente. Ce n’è uno che anni fa formattò un’antica necropoli, un crimine contro l’umanità: lo hanno mandato in parlamento ben tre volte.

E invece di responsabilizzarsi, di cambiare la propria cultura, il dna, il Sud ripropone i vecchi cliché del cappello in mano e del piagnisteo gridando al lupo! al lupo! 

Ma i lupi sono qui, non in Veneto e Lombardia, anche perché, per quel poco che par di capire dal dibattito intorno al tema, sono previsti meccanismi di perequazione delle risorse.  
   
L’economista pugliese Gianfranco Viesti si è fatto portavoce del Sud piagnone, vittimista, fatalista, con la mano tesa e la lacrima incorporata, e ha messo on line una petizione contro le autonomie che ha raccolto un po’ di firme. Forse era tutta scenografia da supporto a un’eventuale candidatura europea, mancata.         
   
Una battaglia di retroguardia. Come gli indiani d’America che si opponevano alla ferrovia per la danza della pioggia, non capendo che potevano usarla anche loro, che ne avrebbero tratto benefici (continuando anche a danzare attorno ai totem).
  
Non si può rifiutare la modernità, si deve affrontarla, gestirne le contraddizioni. Se Veneto e Lombardia vogliono correre, perché noi dobbiamo bloccarli? In nome di che cosa? Se un atleta fa i 100 metri in 10 secondi e noi in 20, dovremmo cercare di raggiungerlo, non chiedergli di andare più piano per essere lenti come noi. Se loro hanno la Ferrari e noi un’auto vecchia, non possiamo obbligarli e tenerla ferma in garage.  
   
Quelle due regioni oggi hanno delle eccellenze (sanità, scuola, ecc.), ma non sempre è stato così: dal Veneto si emigrava fino a non molto tempo fa. Questo non vuol dire che anche noi non potremmo averle. 
   
Non è solo questione di risorse, altrimenti con tutte quelle che abbiamo avute fra casse grancasse del Mezzogiorno, vivremmo nell’Eldorado. Decisiva è anche la “cultura”, la mentalità razionale e vincente: se poi tu mandi nelle istituzioni il peggio del peggio, che pensa solo a cambiare il suo status, cosa ti aspetti?  E con quale credibilità poi ti lamenti?
   
Non esiste il determinismo, né il lombrosismo. Esiste invece il libero arbitrio, la responsabilità, la coscienza dei propri mezzi e la determinazione nel perseguire gli obiettivi. Invece di strepitare, non sarebbe meglio accettare le sfide, lanciare il cuore oltre l’ostacolo e lavorare?   

Cdx Regione: "Puglia senza una guida, Emiliano sempre assente"


BARI - Nota congiunta a firma dei capigruppo regionali Andrea Caroppo, Erio Congedo, Giannicola De Leonardis, Nino Marmo e Ignazio Zullo. “Per chi cercasse ancora indizi, oggi ha avuto la prova provata: Emiliano ha dato l'ennesima testimonianza della sua totale incapacità di guida della Regione e, quindi, ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza al ruolo. Dopo solo 5 minuti dall’inizio del Consiglio regionale è venuto meno il numero legale. Di nuovo e ancora una volta con lui assente, impegnato altrove… La Puglia - prosegue la nota - è una nave senza un capitano che possa traghettarla lontano dalla tempesta. Non si tratta solo di una sua perdurante e atavica distanza di Emiliano dai problemi dei pugliesi e dal Consiglio regionale, ma emerge in pieno la sua incapacità di motivare la sua maggioranza, di creare un clima collaborativo e favorevole alla produttività della politica, che ha come missione la soluzione dei problemi, non la ricerca del proprio consenso. La sua incapacità di governo crea disinteresse e i malumori interni alla maggioranza e impedisce al Consiglio regionale di produrre quei provvedimenti tanto attesi dai cittadini. Noi consiglieri di opposizione, per senso di responsabilità, continuiamo a garantire i numeri in Aula. Il presidente, invece, si occupa solo di allargare il suo consenso elettorale, che sente frenare inesorabilmente sotto i piedi giorno dopo giorno”, conclude la nota congiunta del centrodestra pugliese.

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