Salvini a Rtl 102.5: "Molti parlamentari più che alle bollette della luce o allo sconto benzina stanno pensando alla rielezione"


ROMA - Il Presidente della Lega, Matteo Salvini, questa mattina in “Non Stop News” ha parlato della crisi del M5S, dell'invio di armi in Ucraina e di Quota 100.

LA CRISI DEI CINQUE STELLE

Matteo Salvini e Luigi Di Maio si sono sentiti? “No. Onestamente non metto il becco in casa altrui anche perché i problemi degli italiani non sono se vince Conte o se vince Di Maio non essendo il derby Milan-Inter. Ieri finalmente dopo settimane di attesa il governo ha approvato il decreto per gli sconti bollette luce e gas. Spero che le beghe dei cinque stelle non occupino le pagine dei giornali per altre settimane perché rallentano, ovviamente, tutto quello che bisogna fare”, ha detto Salvini. “Ad esempio il decreto siccità. Se piove o non piove non è nella disponibilità di Salvini o del Parlamento e visto che non piove da troppo tempo in buona parte d’Italia occorre dare subito i soldi necessari agli agricoltori ed allevatori per evitare la fame. Non vorrei che queste beghe rallentassero quella che è la vita reale. I raccolti non aspettano e se l’acqua non piove dal cielo occorre lavorare con quella che c’è in terra”.

È stato lo stesso Salvini ad affermare che Luigi Di Maio, con il suo ruolo di ministro, potrebbe rappresentare un problema. “Con una guerra in corso che spero e lavoro in ogni maniera perché finisca il prima possibile, avere un Ministro degli Esteri senza partito sicuramente per un Paese importante come l’Italia non è il massimo della vita. Non siamo noi a chiedere mezza poltrona in più o in meno. Sicuramente che il Ministro degli Esteri abbia fatto la scelta di lasciare il partito con cui è stato eletto con una guerra in corso, con delle trattative, con la ricerca del gas, poteva succedere solo in Italia”, ha commentato l’onorevole. “Detto questo, stiamo qui a commentare i problemi di Conte e di Di Maio per quindici giorni? Magari voi sì perché dovete farlo giornalisticamente parlando, io no. Ad esempio lo sconto benzina deve essere rinnovato entro i prossimi giorni e stiamo lavorando come Lega perché sia anche superiore a venticinque centesimi al litro, il prezzo arriva a due euro e venti al litro ora. Non può essere un’estate di sangue dal punto di vista del consumo”.

Alla luce del cambio di fisionomia del Movimento Cinque Stelle e di ciò che abbiamo visto in questi giorni, quando si deve andare a votare secondo Salvini? È d’accordo con il voto anticipato? “Non penso che questo Parlamento si manderà a casa, si inventeranno partiti per sopravvivere. Penso che una parte dei parlamentari che abbiano seguito Di Maio lo abbiano fatto perché nei Cinque Stelle c’è la regola del doppio mandato, non si fa il terzo e vai a casa”, ha risposto Salvini. “Qui c’è gente che vuole essere rieletta. Penso che molti parlamentari più che alle bollette della luce o allo sconto benzina stanno pensando alla rielezione dell’anno prossimo. Non credo alle elezioni anticipate”.

DRAGHI E L’INVIO DI ARMI IN UCRAINA

Il Premier Mario Draghi ha detto che chi è contro l’invio di armi, vuole che l’Ucraina si sottometta. Qual è la posizione di Salvini in merito all’invio di armi? “Aiutare l’Ucraina a difendersi è stato un obiettivo di tutto il mondo fin dal primo minuto. Siamo al quarto mese di guerra, ormai la maggior parte dei Paesi al mondo e la stragrande maggioranza degli italiani crede che a parlare sia la diplomazia, che l’arma più forte torni ad essere il dialogo”, ha detto Matteo Salvini. “Stiamo accogliendo centocinquantamila bimbi e donne dall’Ucraina, questi sono profughi veri in fuga da una guerra vera, ben diversi da quelli che sbarcano a migliaia sulle coste calabresi, pugliesi e siciliane con il telefonino e le scarpette da tennis. L’invio di armi a oltranza non è sicuramente la soluzione”.

In Parlamento, però, è andata diversamente. “In Parlamento il Premier Draghi ha parlato di pace, di cessate il fuoco, di disarmo, di difesa dell’Ucraina soprattutto quello che si faceva e votava due mesi fa, centrale è stato il tema del cessate il fuoco. Pensate a Macron che giustamente dice che bisogna riportare le parti intorno al tavolo. Leggo oggi l’intervista di Boris Johnson, lui pensa che la guerra debba andare avanti a oltranza. Io penso e spero di no. Se questa guerra andrà avanti per i lavoratori italiani, oltre che per le vittime in Ucraina, sarà un disastro”, ha detto Salvini. “Qua c’è qualcuno che parla di guerra e armi e facendo questo mette a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro in Italia. Tanto prima finisce la guerra, tanto prima si potrà tornare a lavorare. Poi si aggiungono i geni di Bruxelles che mettono fuori legge le auto a benzina e diesel dal 2035 con il voto contrario della Lega per fare un favore alla Cina. Non si aiuta l’ambiente perché i diesel ultima generazione emettono sostanzialmente zero, e si mettono l’Italia e l’Europa nelle mani della Cina rischiando di licenziare centomila operai. Ditemi voi la follia ideologica del tutto elettrico domani mattina, che senso ambientale, economico e lavorativo ha”.

QUOTA 100

È stato pubblicato uno studio in cui si dice che le richieste sono state ben al di sotto rispetto a ciò che si attendeva. Possiamo definirlo un flop? “380mila sono già in pensione, si pensa possano arrivare a mezzo milione. 380mila che non ce la facevano più dopo trentotto, quarant’anni di lavoro. Sono orgoglioso di questa scelta che ha permesso diritto alla pensione sacrosanta a centinaia di migliaia di italiani e soprattutto ha lasciato quei posti di lavoro liberi per i giovani. Entro il 31 dicembre se il parlamento non farà nulla tornerà in vigore la Legge Fornero, ovvero cinque anni di lavoro in più, fino a 66 e 67 anni per poter andare in pensione”, ha detto l’onorevole Salvini. “Dopo la pandemia e con una guerra in corso, allungare l’età pensionabile di cinque anni sarebbe un record a livello europeo, sarebbe assurdo. Stiamo lavorando per Quota 41, quarantuno anni di lavoro sono più che sufficienti per potersi godere qualche anno di famiglia”.

A Vico è tutto pronto per La Notte Romantica


VICO DEL GARGANO (FG) Quella di sabato 25 giugno, a Vico del Gargano, sarà “La Notte Romantica” più tra le più colorate, gustose e musicali d’Italia. Il programma è stato illustrato, nel corso della conferenza stampa tenutasi a Foggia nella Sala della Ruota di Palazzo Dogana, da Porzia Pinto, delegata a I Borghi più belli d’Italia per l’amministrazione comunale vichese, e da Ilenia Diana di Only Food.

“Tutto il centro storico di Vico del Gargano sarà un cammino tra le stelle, con la Via del Gusto e dell’Artigianato, le visite guidate nel cuore degli antichi quartieri, gli allestimenti artistici e le performance pittoriche, la musica”, ha spiegato Porzia Pinto. E non è tutto, perché durante la giornata sarà possibile partecipare anche ad escursioni in Jeep e Kayak.

L’evento è nazionale e si svolgerà in molti dei circa 200 paesi italiani che si fregiano del titolo de I Borghi più belli d’Italia. A Vico la manifestazione è organizzata dall’Amministrazione comunale, in collaborazione con le associazioni e con la partecipazione di Only Food e Marita Campanella. Durante la serata, inoltre, ci sarà uno speciale flash mob “unplagged”: chi parteciperà all’evento, potrà portare con sé uno strumento musicale e scegliere la piazza, l’arco o il vicolo in cui mettersi a suonare all’orario convenuto. Per aderire al flashmob, che si terrà alle ore 22, occorre coordinarsi con l’organizzazione contattando il numero 339.1838059.

IL PROGRAMMA. Nella mattinata di sabato 25 giugno, dalle 10 alle 12.30 sarà possibile partecipare alle visite guidate ed escursioni: nel centro storico e nelle vie degli innamorati di Vico del Gargano (info Proloco di Vico, 324 8820065), all’antico Trappeto Maratea (info prenotazioni (3460901463), in Kayak a 2 sul Lago di Varano (prenotazioni al 338 1151552 Associazione “I Lake”). Dalle 10 alle 13, sarà attiva la Via del Gusto e dell’Artigianato. Nel pomeriggio, dalle 16 alle 18, ci sarà nuovamente spazio per le visite guidate nel centro storico di Vico e per le escursioni in Kayak a 2 sul Lago di Varano. Dalle ore 16 alle 19.30, tour in Jeep Safari tra i boschi secolari della Foresta Umbra (prenotazioni al numero 349 666 83 89 Gargano Escursioni). Dalle ore 17, in poi, percorso del gusto e dell’artigianato nel centro storico. L’itinerario con le degustazioni enogastronomiche comincerà alle ore 19.30, i ticket per parteciparvi possono essere acquistati online (http://bit.ly/39xjee2) oppure presso i seguenti punti: Info-point (Biblioteca Comunale Corso Re Umberto 140) telefono 0884994666 dalle 16 alle 19 dal lunedì al venerdì, il sabato e la domenica è possibile contattare lo stesso recapito telefonico per chiedere informazioni dalle 19.

Sostiene Calenda, “visioni” per un futuro che è già qui


FRANCESCO GRECO -
Da trent’anni siamo vittime di una fake-news, una curiosa distopia, una leggenda metropolitana che, pervasiva, si è cristallizzata in archetipo. Che la Storia è finita (Fukuyama, 1992), non c’è nulla di nuovo da aspettarsi, il liberismo ha vinto (il mercato regola tutto, la merce affollata di semantica e misticismo), il “Patto di Varsavia” esausto disfatto, la globalizzazione è la sola “fede” possibile, ogni conflitto è faccenda di satrapie locali.

Se una bugia ripetuta all’infinito diventa solare verità, ci siamo addormentati al suono della nostra stessa impostura.

Ma a svegliarci ex abrupto dall’ipnosi ci hanno pensato prima (2020) un virus mutante che ha avvolto il pianeta a ogni meridiano e parallelo, poi (2022) una guerra asimmetrica che, a vari livelli, echi e risonanze, comporta riflessi a ogni latitudine e longitudine in un mondo virale e iperconnesso.

L’Occidente, che per una serie di circostanze favorevoli, si era ritrovato al centro della Storia, vantando i suoi valori e la sua cultura superiori, è entrato così in una dimensione dominata dal relativismo che disfa secoli di narrazioni.

Tutte o quasi le categorie culturali e politiche del “prima” sono così scivolate in modo soft in un cono d’ombra di relativismo, destrutturate. Una sorta di Grande Reset.

Carlo Calenda è uno dei pochi politici oggi sulla scena capaci di analisi pregnanti, nette di ideologie e propaganda, di “visioni” (weltanschauung): dal “particolare” all’universale e viceversa, in un panorama di grilli parlanti che inseguono farfalle solo per eccitare la loro nicchia di consenso (alla Di Battista, uno fra tanti) e continuare a esistere come casta avida di benefit, ma non indicano alcuna strategia per le patologie vecchie e nuove e gli instabili equilibri del sistema-paese, il patto sociale disarticolato.

Parlamentare europeo, un passato di manager in aziende global e local, ministro (Mise) di tre governi, il segretario di “Azione” (primo partito a Roma 2021), ha colto l’asprezza di tale deriva, l’amaro crepuscolo degli dèi all’orizzonte e in un saggio appassionato quanto sincero (declinazion e politico-filosofica-estetica), abbozza delle idee per il tempo che verrà in un Paese dove vige, impera il carpe diem, proponendole all’afasico dibattito politico reticente e autoreferenziale.

“La libertà che non libera” (Riscoprire il valore del limite), La nave di Teseo, Milano 2022, pp. 196, € 18,00 (Collana “i Fari”) riprende e approfondisce le argute speculazioni dei lavori precedenti: “Orizzonti selvaggi” (2018) e “I Mostri” (2020), aggiornandole al tempo in cui si combatte con la pandemia e nelle case giunge il fragore cupo delle bombe.

Parrà stravagante e ucronico in tempi in cui la cancel culture dal passo marziale, travolge tutto e tutti (con la stessa ferocia dei libri bruciati da Hitler e l’Index Librorum della Chiesa), ma la complessa storia di Roma (l’età imperiale), la sua politica e cultura, l’architettura sociale, possono essere utili a ritrovare il mainstream e ricomporre il mosaico dopo la violenta, infida crasi del senso e della percezione che viviamo (e che manco legittimiamo).

Fra l’altro, in quello che si trasfigura in un “manifesto politico” scagliato nel futuro, il politico ci dice dell’importanza della memoria, senza la quale non c’è identità: se non sappiamo chi siamo, da dove veniamo, come possiamo vagheggiare un futuro? Siamo solo plancton schizofrenico che vaga nell’aria.

Disfatto dall’hybris, il Paese, l’Occidente, possono essere ricostruiti dalla philia pitagorica e platonica. Ma, sostiene Calenda, occorrono nuovi paradigmi analitici e di decodificazione, una sorta di vello d’oro: scendere dalla nuvoletta iperuranica della superiorità culturale su cui siamo pateticamente assisi e rimodulare l’approccio (meno ideologico) alle grandi questioni e, soprattutto, una nuova classe politica all’altezza della mission impossible.

La Maturità dell'anti storicità


NICOLA ZUCCARO -
Dai 30 anni dalle stragi di Capaci e di via d'Amelio del 1992, passando per i 40 anni dall'omicidio del Generale Dalla Chiesa, ai 100 anni dalla marcia su Roma. Chi fra i maturandi del 2022 - studente appassionato di Storia - si aspettava una traccia storica su uno degli avvenimenti precedentemente menzionati, sarà rimasto deluso e incredulo per l'assenza del tema storico nella prova scritta di italiano dell'esame di maturità svoltasi il 22 giugno. 

Al suo posto, e inspiegabilmente, due tracce quali la Costituzione della terra e l'interconnessione (più confacenti ad un laureato in Giurisprudenza piuttosto che a un prossimo diplomato), due di carattere letterario su testi di Verga e Pascoli e altrettante "argomentative", aventi per oggetto un saggio scritto da Liliana Segre e da Gherardo Colombo e il discorso tenuto tempo fa dal Premio Nobel Giorgio Parisi alla Camera dei Deputati. 

Perchè la traccia storica è stata esclusa? E' la domanda da girare al Ministero della Pubblica Istruzione che, pur proponendo tracce che si collegavano indirettamente con essa, ha negato l'irripetibile occasione e possibilità al singolo maturando di potersi cimentare nell'analisi critica di un determinato avvenimento o fenomeno storico. Paura di generare delle ulteriori contrapposizioni nella perdurante guerra civile che coinvolge l'opinione pubblica italiana? 

Se questa ipotesi dovesse essere confermata, si impedirebbe la rigenerazione di una classe intellettuale composta anche da Storici ed il cui compito è quello di accostarsi all'analisi storica con un atteggiamento laico e senza del quale rischierebbero di cadere in quella faziosità, letale, sia per il pluralismo che per il libero esercizio del proprio intelletto.

Ucraina, Zelensky: "Accelerare sull'invio di nuove armi"

(via Zelensky Ig)

KIEV - Proseguono i combattimenti nel Donbass, in particolare per il controllo dell'area intorno alla città di Lysychansk. Resta alta, intanto, la tensione per la crisi del grano bloccato nei porti ucraini. Biden annuncia "nuove misure contro la Russia" in vista del G7. Zelensky chiede di accelerare sull'invio di nuove armi.

Intanto ieri una delle più grandi raffinerie petrolifere della Russia meridionale è andata in fiamme, dopo essere stata colpita da due "droni di Kiev" e rischia di alimentare una nuova escalation del conflitto.

L'attacco all'impianto di Novoshakhtinsk nella regione di Rostov, a pochi chilometri dal confine ucraino, è stato denunciato ieri da Mosca.

La dinamica che ha portato i droni a schiantarsi contro lo stabilimento è ancora sotto inchiesta, come si vede in un video diffuso sui social.

Allarme siccità: si va verso lo stato d'emergenza

ROMA - La Conferenza delle Regioni ha incontrato il capo della protezione civile Fabrizio Curcio, per definire i dettagli operativi.

"La situazione è diversificata c'è una sofferenza nei bacini nella zona nord occidentale - ha spiegato Curcio - il Piemonte ad esempio vive una crisi idropotabile, e nord orientale del Paese, ma anche al centro ci sono criticità, anche se diverse. Tra l'altro la criticità riguarda l'idropotabile, ma anche l'agricoltura e l'approvvigionamento energetico. Non piove da settimane il cuneo salino è risalito di decine di chilometri e inquina l'acqua irrigua. Le tendenze non sono positive, nelle prossime settimane non ci sarà una inversione di tendenza. Tra l'altro questi periodi di siccità potranno essere alternati da possibili momenti di piogge intense"

Il presidente Fedriga ha assicurato che le autorità stanno studiando possibili interventi da mettere in campo per far fronte all'emergenza idrica. “C'è totale sintonia” tra la Protezione civile e le amministrazioni regionali, secondo Fedriga, che ha delineato "due fattori di intervento: la situazione emergenziale contingente, vale a dire che misure da mettere in atto e ci stiamo coordinando per capire quelle più utili, tra cui, per esempio anche la liberazione dell'acqua dei bacini che può essere fondamentale per affrontare sia il tema principale dell'acqua ad utilizzo civile che per quanto riguarda quello agricolo. Abbiamo necessità di interventi perché da qui ai prossimi anni ci aspettiamo di trovarci spesso e purtroppo in situazioni come queste".

Secondo il presidente della Lombardia Attilio Fontana "stiamo vivendo una situazione eccezionale, di una gravità che non si era mai verificata in questi anni. In questo momento più che mai è importante operare in maniera coordinata e con una linea comune, prendendo in considerazione le opinioni dei tecnici per seguire la strada migliore per risolvere l'emergenza". Ma per Fontana si penserà "poi" a una richiesta dello 'stato di calamità' "per ottenere i risarcimenti e i ristori per i nostri agricoltori".

"È necessario che ci sia una regia Commissariale da parte del governo perché dobbiamo ottenere due cose: lo stanziamento di risorse per i danni all'agricoltura ed evitare che i danni aumentino, cioè, intervenire sui bacini idroelettrici sui nostri laghi per trovare soluzioni immediate", ha detto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

Conte assicura il sostegno del Movimento 5 Stelle al governo Draghi

ROMA - L'ex premier ha sottolineato che non intente lasciare la guida politica dei 5S, parlando a poche ore dall'addio al partito del ministro degli Esteri Di Maio. "Il sostegno a Draghi non è in discussione", ha detto Conte parlando con i cronisti fuori dalla sede del partito.

"Il Movimento rimarrà la prima forza politica ad occuparsi di tutti quei temi, dalla giustizia sociale alla transizione ecologica, che fanno parte dell'ossatura del Movimento 5 stelle".

Conte ha anche ribadito che resterà a capo dei Cinquestelle. "Se ho mai pensato di lasciare la guida del Movimento? E per quale motivo?", ha detto.

Alle Maldive sorgerà una città galleggiante


MALE' - Sarà costruita vicino alla capitale Malé e potrà ospitare 20mila persone. In centinaia dovranno infatti abbandonare le loro abitazioni a causa dell'innalzamento del livello dei mari. Le prime case saranno inaugurate entro la fine di giugno.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Governo delle Maldive e l’azienda di sviluppo immobiliare olandese Dutch Docklands.

La nuova città galleggiante sorgerà in una laguna grande circa 2 chilometri quadrati e ospiterà migliaia di edifici costruiti su una serie di isole galleggianti, tra cui case, ristoranti, negozi, scuole e hotel. Gli edifici saranno dotati di energia elettrica ricavata da impianti fotovoltaici e avranno sistemi di aria condizionata ad acqua marina, che sfruttano l’acqua pompata da grandi profondità per rinfrescare gli ambienti.

Sulle isole, separate da vari canali, sarà possibile spostarsi a piedi, in bicicletta o con scooter elettrici. Gli edifici galleggianti verranno costruiti in un cantiere della zona e poi verranno trascinati nella laguna, dove saranno collegati a una piattaforma di cemento fissata al fondale marino.
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