Regionali Puglia: Emiliano a Taranto, realizziamo insieme sogno pugliesi
TARANTO - B come buona vita, beni comuni, buone pratiche e come bellezza. È così che Michele Emiliano si immagina la Puglia dei prossimi cinque anni. Una visione che oggi il candidato di centrosinistra ha condiviso con il popolo di Taranto, dove si è svolta e conclusa la quinta Sagra del programma.
Proprio dal tavolo B è emersa una traccia che Emiliano ha voluto far sua integralmente: “Buona vita, beni comuni, buone pratiche e bellezza sono tutti interconnessi sia da un punto di vista dell’educazione del cittadino che dal rispetto verso il singolo e le comunità, rispetto del patrimonio che abbiamo, della cultura e del paesaggio nella sua accezione più ampia, attraverso l’utilizzo degli strumenti legali dei quali si dispone. Educazione alle buone pratiche, soprattutto educazione civica, in tutte le realtà del territorio, non solo nell’ambito scolastico, ma in tutti gli ambiti sociali e culturali, partendo dal rispetto per se stessi, per poter poi rispettare il proprio prossimo. Incrementare gli strumenti e i luoghi di partecipazione dei cittadini e degli enti del terzo settore, nelle decisioni e nelle modalità di valorizzazione e gestione dei beni comuni. Non solo l’Ilva: turismo, attrazione di capitali per lo sviluppo del territorio attraverso la promozione di una differente immagine di Taranto e della tutta provincia”.
Con la Sagra di Taranto si è compiuto un passo importante in più per costruire la consapevolezza del popolo pugliese. Come alla fine di ogni evento, Emiliano ha ricevuto in tempo reale il report conclusivo (già consultabile on line su www.michelemiliano.it) dopo la giornata di lavori al Politeama Vinelli di Talsano, a Taranto. Dal serbatoio di idee il candidato attingerà i contenuti che andranno a costruire il programma politico del prossimo governo regionale. Governo che, per il sindaco di Puglia, terrà conto della salute e della riqualificazione in un territorio sofferente dal punto di vista ambientale, come quello di Taranto. “Vogliamo uscire dall’isolamento”, hanno chiesto i tarantini. E a chi, come Alberto, 16 anni appena, arrivato da Manduria, gli ha domandato che fine farà il programma dal basso, Emiliano ha ricordato che: “i cittadini potranno monitorare l’azione di governo attraverso una legge sulla partecipazione che consentirà non solo di avere voce sulle grandi questioni ma anche di valutare l’operato di presidente, assessori e di tutta la macchina amministrativa”.
Il tema ambiente è stato centrale nella sagra tarantina. E poi, ha aggiunto Emiliano: “La pubblica amministrazione, nello svolgere le sue funzioni, deve avere lo stesso atteggiamento inflessibile della magistratura, alla quale rivolgo un pubblico ringraziamento per ciò che ha fatto e continua a fare a Taranto”.
Infine ha lanciato un appello ai cittadini: “Al popolo di Taranto dico di riprendere in mano il proprio destino, di alzare la testa, perché solo attraverso una consapevolezza collettiva potremo giungere a un lieto fine che sia reale e duraturo”.
Tantissime le proposte emerse dai venti tavoli tematici, dalla bonifica dell’Ilva alla necessità di completare i processi di riqualificazione già avviati nel centro storico cittadino, attivando attività culturali nelle periferie della città di Taranto e soprattutto nei quartieri a forte rischio come il Paolo VI e Tamburi. E ancora, ridiscutere la vocazione del porto, puntando sul turismo oltre che sulle merci. Oltre duemila pugliesi sino a questo momento sono stati parte attiva nel processo partecipativo della Sagra del programma, anche a Taranto in tant hanno colto l’occasione di avere un ruolo da protagonisti nella costruzione delle linee politiche del centro sinistra.
La prossima e ultima Sagra si terrà sabato 9 maggio a Barletta. Il processo si concluderà poi con un grande momento deliberativo, durante il quale i pugliesi potranno scegliere le priorità programmatiche da attuare, e in cui il candidato di centrosinistra tirerà le somme dopo due mesi di ascolto strutturato della Puglia.
Proprio dal tavolo B è emersa una traccia che Emiliano ha voluto far sua integralmente: “Buona vita, beni comuni, buone pratiche e bellezza sono tutti interconnessi sia da un punto di vista dell’educazione del cittadino che dal rispetto verso il singolo e le comunità, rispetto del patrimonio che abbiamo, della cultura e del paesaggio nella sua accezione più ampia, attraverso l’utilizzo degli strumenti legali dei quali si dispone. Educazione alle buone pratiche, soprattutto educazione civica, in tutte le realtà del territorio, non solo nell’ambito scolastico, ma in tutti gli ambiti sociali e culturali, partendo dal rispetto per se stessi, per poter poi rispettare il proprio prossimo. Incrementare gli strumenti e i luoghi di partecipazione dei cittadini e degli enti del terzo settore, nelle decisioni e nelle modalità di valorizzazione e gestione dei beni comuni. Non solo l’Ilva: turismo, attrazione di capitali per lo sviluppo del territorio attraverso la promozione di una differente immagine di Taranto e della tutta provincia”.
Con la Sagra di Taranto si è compiuto un passo importante in più per costruire la consapevolezza del popolo pugliese. Come alla fine di ogni evento, Emiliano ha ricevuto in tempo reale il report conclusivo (già consultabile on line su www.michelemiliano.it) dopo la giornata di lavori al Politeama Vinelli di Talsano, a Taranto. Dal serbatoio di idee il candidato attingerà i contenuti che andranno a costruire il programma politico del prossimo governo regionale. Governo che, per il sindaco di Puglia, terrà conto della salute e della riqualificazione in un territorio sofferente dal punto di vista ambientale, come quello di Taranto. “Vogliamo uscire dall’isolamento”, hanno chiesto i tarantini. E a chi, come Alberto, 16 anni appena, arrivato da Manduria, gli ha domandato che fine farà il programma dal basso, Emiliano ha ricordato che: “i cittadini potranno monitorare l’azione di governo attraverso una legge sulla partecipazione che consentirà non solo di avere voce sulle grandi questioni ma anche di valutare l’operato di presidente, assessori e di tutta la macchina amministrativa”.
Il tema ambiente è stato centrale nella sagra tarantina. E poi, ha aggiunto Emiliano: “La pubblica amministrazione, nello svolgere le sue funzioni, deve avere lo stesso atteggiamento inflessibile della magistratura, alla quale rivolgo un pubblico ringraziamento per ciò che ha fatto e continua a fare a Taranto”.
Infine ha lanciato un appello ai cittadini: “Al popolo di Taranto dico di riprendere in mano il proprio destino, di alzare la testa, perché solo attraverso una consapevolezza collettiva potremo giungere a un lieto fine che sia reale e duraturo”.
Tantissime le proposte emerse dai venti tavoli tematici, dalla bonifica dell’Ilva alla necessità di completare i processi di riqualificazione già avviati nel centro storico cittadino, attivando attività culturali nelle periferie della città di Taranto e soprattutto nei quartieri a forte rischio come il Paolo VI e Tamburi. E ancora, ridiscutere la vocazione del porto, puntando sul turismo oltre che sulle merci. Oltre duemila pugliesi sino a questo momento sono stati parte attiva nel processo partecipativo della Sagra del programma, anche a Taranto in tant hanno colto l’occasione di avere un ruolo da protagonisti nella costruzione delle linee politiche del centro sinistra.
La prossima e ultima Sagra si terrà sabato 9 maggio a Barletta. Il processo si concluderà poi con un grande momento deliberativo, durante il quale i pugliesi potranno scegliere le priorità programmatiche da attuare, e in cui il candidato di centrosinistra tirerà le somme dopo due mesi di ascolto strutturato della Puglia.
