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Emiliano nel Foggiano alla Festa del grano: "In Puglia sosteniamo l'agricoltura di precisione e di qualità"

FOGGIA - “Il solstizio d'estate è quella festa del raccolto che esiste in tutte le civiltà contadine e anche qui è importantissima. Fare un mulino nel pieno dell'area dei Monti Dauni e nel pieno dell'area coltivata, a distanza dai mezzi di comunicazione di massa, dalle autostrade, dai porti, dalle Ferrovie, poteva sembrare una pazzia. 

Invece in questo modo il Mulino ha sostenuto i produttori di grano italiano di qualità, ha sostenuto l'agricoltura di precisione, qui siamo in grado di molire indicando il campo dal quale viene il grano e il produttore. Il gestore del Mulino, lo sa bene perché vede dove sta il campo e certifica la filiera della produzione. 

Una cosa così il grano che viene da oltreoceano e che costa molto meno, ad esempio, non se lo può permettere: loro hanno una ruota che gira, produce farina della quale non sanno dirti nulla. Una cosa preoccupante. 

Ed è questa la ragione per la quale noi spingiamo per la biodiversità, spingiamo per continuare a seminare tutte le specie di grani italiani e pugliesi ed è anche la ragione per la quale sono venuto qui a ringraziare tutta la famiglia che ha fatto questo sforzo, di generazione in generazione, di costruire questo mulino. Un grazie che arriva da tutta la comunità, perché la Festa del grano non è la festa di un'azienda, è la festa di una comunità. Qui ci sono tutti i Sindaci e i cittadini  e sono felice, da Presidente della Regione, di condividere questo momento con spirito di servizio e con lo stesso amore per la Puglia e la Capitanata che ci unisce”: sono le parole del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che questa mattina ha partecipato, tra Casalvecchio di Puglia e Casalnuovo Monterotaro, alla Festa del Grano. Un evento organizzato dal Molino De Vita, che fornisce semola di grano duro ai più rinomati pastifici di Gragnano.

Il presidente trascorrerà l’intera giornata nella Provincia di Foggia. 

Il primo appuntamento è stato a San Marco Lacatola dove ha inaugurato “Il Rifugio del Pellicano” nel cuore del bosco di San Cristoforo. Nel pomeriggio, invece, si trasferirà sul Gargano, a San Giovanni Rotondo, per il raduno nazionale della Protezione Civile.

Agricoltura, frodi a fondi Ue. M5S: "Rivedere sistema controlli"


ROMA - "La procura di Enna, negli ultimi 3 anni, ha scoperto un giro di frodi a danni dei fondi Ue per l'agricoltura pari a 80 milioni di euro. Falsi agricoltori riuscivano a ottenere i finanziamenti Ue dichiarando di coltivare falsi appezzamenti di terreno, tra cui persino quelli dell'Ilva di Taranto. Si tratta di un gigantesco scippo ai danni dei tantissimi agricoltori onesti che fanno fatica ad arrivare a fine mese. E lo scandalo scoperto potrebbe essere solo la punta dell'iceberg". Lo dice l'eurodeputata del M5S, Rosa D'Amato, in merito all'indagine della procura di Enna sulle truffe ai danni dell’Unione europea sui contributi per la Politica agricola comune (Pac). 

"L'indagine dimostra l'urgenza di rivedere il sistema di gestione e di controlli di questi finanziamenti, dal momento che i controllori coincidono con i controllati - continua - A gestire le domande per l'accesso ai fondi sono infatti i Caa, i centri per l'assistenza agricola delle organizzazioni e dei sindacati di categoria. Che sono di fatto, a differenza di altri Paesi Ue, i controllori. Non a caso sotto inchiesta sono finiti più di 50 dipendenti dei Caa e molti di questi sono stati chiusi".

Per D'Amato, "occorre che le organizzazioni di categoria facciano pulizia al loro interno, ma serve anche rivedere il sistema. E questo è compito del ministro dell'Agricoltura. Che mi auguro agisca in tempi rapidi e senza indugio".

Puglia: ministro Centinaio firma la declaratoria per le gelate 2018


BARI - Il ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, ha firmato il decreto di declaratoria per le eccezionali avversità atmosferiche verificatesi nei territori della Regione Puglia dal 26 febbraio al 1° marzo 2018. A seguito della conversione in legge del Decreto Emergenze Agricole ed esaminata la proposta della Regione Puglia di declaratoria degli eventi avversi sono applicati nei territori danneggiati le provvidenze del Fondo di solidarietà nazionale. Il lungo elenco interessa moltissimi comuni di gran parte della regione: nel barese sono interessati Acquaviva delle Fonti, Alberobello, Binetto, Bitetto, Bitonto, Cassano delle Murge, Castellana Grotte, Corato, Giovinazzo, Grumo Appula, Locorotondo, Molfetta, Palo del Colle, Ruvo di Puglia, Sannicandro di Bari, Terlizzi e Toritto; nella BAT, invece, Andria, Barletta, Bisceglie, Canosa di Puglia, Minervino Murge e Trani; nel brindisino, il Comune di Cisternino; in Capitanata, poi, i territori di Cerignola, San Ferdinando di Puglia, Stornara, Stornarella e Trinitapoli nonché Carpino e Ischitella e, infine, Crispiano, Grottaglie, Martina Franca e Montemesola nel tarantino.

“Il Ministero ha, dunque, dichiarato l’esistenza del carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi in questi territori per i danni causati alle produzioni ed alle strutture aziendali – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, esponente M5S in Commissione Agricoltura a Montecitorio – Si potranno, pertanto, applicare le specifiche misure di intervento previste dal Decreto Legislativo 29 marzo 2004, n. 102. In particolare, per favorire la ripresa economica e produttiva delle imprese agricole possono essere concessi contributi in conto capitale fino all’80% del danno accertato sulla base della produzione lorda vendibile media ordinaria, che nelle zone svantaggiate può raggiungere il 90%. Inoltre – prosegue Giuseppe L’Abbate (M5S) – si concedono prestiti ad ammortamento quinquennale per le esigenze di esercizio dell’anno in cui si è verificato l’evento dannoso e per l’anno successivo, da erogare a tasso agevolato: 20% del tasso di riferimento per le operazioni di credito agrario oltre i 18 mesi per le aziende ricadenti nelle aree svantaggiate, 35% per le altre zone. Nell’ammontare del prestito sono comprese le rate delle operazioni di credito in scadenza nei 12 mesi successivi all’evento inerenti all’impresa agricola. Infine, è concessa la proroga delle operazioni di credito agrario sino a 24 mesi con il solo pagamento della quota interessi nonché – prosegue il deputato 5 Stelle – viene concesso l’esonero parziale, fino ad un massimo del 50%, del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali propri e per i lavoratori dipendenti, in scadenza nei dodici mesi successivi alla data in cui si è verificato l’evento. Solo per i comuni foggiani di Carpino e Ischitella, il decreto dispone indennizzi come contributi in conto capitale, fino al 90%, per i danni causati alle strutture aziendali e le scorte. Quello di oggi – conclude L’Abbate (M5S) – rappresenta un ulteriore tassello per portare a compimento le promesse fatte all’intero comparto agricolo pugliese che ha fatto, giustamente, sentire la propria voce nelle piazze negli scorsi mesi”.

Manifestazioni che hanno portato all’approvazione del Decreto Emergenze Agricole che ha previsto, inoltre, l’incremento della dotazione del Fondo di solidarietà nazionale di ben 20 milioni di euro nonché 8 milioni di euro per i frantoi e le cooperative di trasformazione pugliesi colpiti dalle gelate e 5 milioni di euro per fronteggiare gli interessi sui mutui delle imprese olivicole. Dal Fondo di Sviluppo e Coesione, infine, il ministro per il Sud Barbara Lezzi ha previsto lo stanziamento di ben 300 milioni di euro per il Piano straordinario per rilanciare l’agricoltura in Puglia, in particolare per il settore olivicolo nella zona infetta da Xylella fastidiosa.

Xylella, primi ulivi eradicati nel Tarantino


TARANTO - Eradicati i primi ulivi colpiti da Xylella nel Tarantino.  Esattamente nel territorio dei Comuni di Crispiano e Montemesola, dove i proprietari hanno dato seguito volontariamente alle disposizioni dell’Osservatorio Fitosanitario Regionale, i cui ispettori hanno individuato e segnalato le piante infette dal batterio della Xylella Fastidiosa. E’ il primo risultato del raddoppio del monitoraggio, disposto dagli uffici regionali preposti al controllo e contenimento della batteriosi. 

Per Confagricoltura Taranto eradicare i propri ulivi è un atto doloroso ma di grande responsabilità. “I proprietari – spiega Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia – hanno fatto in pieno il loro dovere, eradicando gli ulivi, ripulendo completamente l’area e sottoponendola ai trattamenti previsti. Ora, però, ci aspettiamo altrettanto senso di responsabilità da parte delle istituzioni sia nel rendere ancora più efficaci i controlli, anche grazie al contatto diretto che abbiamo con ARIF, sia nel procedere celermente con gli stanziamenti per avviare i reimpianti con le varietà resistenti alla Xylella. Altrimenti – conclude Lazzàro – eradicare gli ulivi sarà stato un sacrificio inutile, fin tanto che non verrà consentito di ricostruire il paesaggio pugliese ferito a morte”.

CIA Capitanata al Prefetto: "Sicurezza nelle campagne sia una priorità"

FOGGIA – La CIA Capitanata ieri sera ha incontrato il Prefetto di Foggia, Raffaele Grassi, per consegnargli la proposta di CIA Agricoltori Italiani inerente la riforma della legge sulla fauna selvatica. “E’ stato un incontro proficuo”, ha dichiarato il presidente provinciale di CIA Capitanata, Michele Ferrandino. “In tutta Italia, stiamo portando all’attenzione delle massime autorità istituzionali la nostra proposta per una radicale riforma della legge sulla fauna selvatica”, ha aggiunto Ferrandino. 

“Il numero degli animali selvatici è cresciuto a dismisura negli ultimi 10 anni e, con esso, sono aumentati anche i danni arrecati ad aziende agricole e allevamenti da cinghiali, lupi e storni. Amiamo quegli animali, che vanno tutelati e messi nella condizione di non nuocere, e allo stesso tempo sappiamo che la crescita della loro presenza sul territorio deve essere necessariamente contenuta e limitata, in modo da essere compatibile sia con la sicurezza dei cittadini che con le attività di agricoltori e allevatori. Servono meccanismi certi per prevenire gli incidenti e risarcire i danni subiti da aziende agricole e zootecniche”, ha spiegato Nicola Cantatore, direttore provinciale di CIA Capitanata.

Xylella, Fitto: "Emiliano senza vergogna, va nel Salento a fare passeggiate mentre l'agricoltura pugliese muore per colpa sua"


LECCE - “Senza vergogna! Michele Emiliano è presidente della Regione da 4 anni, nei quali ha distrutto l’agricoltura pugliese e oggi (ieri, ndr) ha avuto il coraggio di farsi riprendere mentre passeggiava particolarmente ‘interessato’ in un uliveto distrutto dalla Xylella. E si ricorda solo ora? Dove è finita la sua ricetta miracolosa che avrebbe risolto il problema in 100 giorni dalla sua elezione? E gli scienziati della sua task force che fine hanno fatto e quali altre ricette miracolose hanno prodotto? E l’assessore all’Agricoltura perché non era con lui? E’ ancora assessore?" Così in una nota l’eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR, on. Raffaele Fitto. 

“E allora Emiliano - prosegue - avrebbe fatto bene ad andare nel Salento, ma da quegli agricoltori che stanno subendo pignoramenti per mancati pagamenti delle cartelle esattoriali (ex tributo 630) proprio sui terreni colpiti da Xylella, mentre la sua giunta non ha mai varato una legge per sospenderle.  Così come avrebbe fatto bene ad andare nelle aziende agricole che aspettano le risorse del PSR che potrebbero non vedere mai perché la Puglia ha speso solo il 20% ed all’ultimo posto fra le Regioni del Sud.

“Emiliano eviti le facili passeggiate elettorali. Gli agricoltori salentini dopo quattro anni di chiacchiere non hanno bisogno anche di essere presi in giro”, conclude Emiliano.

Xylella, Emiliano in visita nel Salento nei campi prova FS17

BARI - “Oggi ho voluto fare un sopralluogo presso i campi sperimentali del cultivar favolosa. Come si può vedere in pochi mesi questi ulivi, impiantati lo scorso ottobre, sono arrivati già a una buona altezza e l'anno prossimo si potrà raccogliere. È un segno di speranza per tutti”.
Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano effettuando questa mattina due visite presso i campi prova del cultivar FS17 presso le aziende agricole di Cosimo Primiceri a Casarano e di Massimo Vergari a Supersano.

“Naturalmente – ha proseguito Emiliano - le norme che siamo riusciti a imporre al Governo dovrebbero consentire di espiantare tutti gli alberi che stanno morendo e di sostituirli. Purtroppo abbiamo avuto un cambiamento da parte del Parlamento di una delle norme, giacché il reimpianto nelle zone vincolate dal punto di vista paesaggistico è ancora sottoposto ad autorizzazioni molto complicate. Una complicazione burocratica che avremmo potuto evitare, tuttavia, stiamo premendo sul Governo perché modifichi questa norma e consenta il reimpianto in automatico degli ulivi nelle zone paesaggistiche, in modo da non rendere troppo complicata questa battaglia di speranza che stanno facendo gli olivicoltori salentini”.

Emiliano ha poi ricordato che “sono previsti dei contributi sia per il costo dell'espianto, sia per il reimpianto. Questa operazione consentirà la ricostruzione del paesaggio oltre che il potenziale produttivo della olivicoltura salentina. Si tratta di un'operazione molto complessa, ma i prossimi anni saranno dedicati solo a questo. Noi non ci arrenderemo mai di fronte alla Xylella”.

Ai cronisti che gli chiedevano se approfitterà dell'arrivo in Puglia degli Ispettori dell’Unione Europea per incontrarli e chiedere qualcosa, il Presidente Emiliano ha ricordato che “su questo tema la Puglia dall’Ue ha avuto pochissimo aiuto. Lo stesso diritto di reimpiantare in zona infetta ce lo siamo guadagnato grazie alla burocrazia della Regione Puglia che ha combattuto bene a Bruxelles. Dopodiché io penso che dovranno risarcirci il danno che ci hanno provocato non impedendo alla Xylella di arrivare dal Sudamerica fino a qui. Per ora non è previsto alcun incontro con gli ispettori, perché gli ispettori sono tecnici che normalmente non incontrano i politici, però ovviamente non è detto che non cedano, com'è successo già in altre occasioni. Mi piacerebbe raccontargli quello che sta accadendo e vorrei che loro poi spiegassero alla Commissione Europea che noi qui non ci siamo mai arresi e stiamo combattendo sia nella zona infetta, sia nella zona cuscinetto per rallentare questa malattia. Sarà difficile fermarla, ma speriamo di rallentare la batteriosi a sufficienza da dare tempo alla ricerca per ottenere qualche risultato”.

Alla fine dei sopralluoghi il Presidente ha incontrato presso la sede della Regione Puglia a Lecce i dirigenti che si occupano delle varie misure PSR relative a Xylella per verificare l’avanzamento delle procedure.

Da Omero agli scaffali dei supermercati: storia e origini della pera

La pera è uno dei frutti più apprezzati di sempre, dato che può essere preparato e gustato in diversi modi: va bene per i dolci e anche per il salato, come nel caso delle buonissime insalate realizzate con questo frutto. In secondo luogo, è talmente diffuso che oggi è possibile trovarlo ovunque, compresi ovviamente i supermercati. Molte aziende scommettono su questo prodotto, come la pera dei Fratelli Orsero ad esempio, perché puntare sul frutto in questione di solito rappresenta una scelta azzeccata. Va però detto che, proprio perché così diffusa, spesso finiamo per darla per scontata commettendo un errore: la storia e le origini della pera, infatti, sono molto antiche e ricche di curiosità.

Storia e origini della pera


Il pero è un arbusto che, a dispetto di quanto possano pensare in molti, non nasce in Europa ma addirittura in Cina, se si parla del Pyrus Pyrifolia. Chiaramente la Cina non è l’unico paese ad aver assistito alla nascita di questa pianta, visto che diverse varietà di peri si sono sviluppate anche in Asia Centrale e in Medio Oriente. In seguito questo magnifico frutto si è spostato in giro per il mondo, raggiungendo anche l’Europa oltre 4 mila anni fa. Non a caso, la pera rappresentava una delle coltivazioni chiave in epoca antica, al punto che persino Omero ne parla all’interno dei suoi scritti.


Secondo le testimonianze storiche riportate dal famoso poeta greco, autore dell’Iliade e dell’Odissea, la pera veniva considerata al pari di un frutto divino, per via delle sue proprietà salutistiche e ovviamente per la sua succosa bontà. Fu l’Antica Roma a specializzarsi nella coltivazione dei peri e nell’ammodernamento delle tecniche coltive: Plinio e Catone furono due grandi protagonisti in tal senso, mentre fra i consumatori più appassionati di pere troviamo altri nomi celebri come Nerone e Pompeo.

Curiosità relative alle pere


Per via delle sue origini così antiche, la pera può contare su una serie di leggende che la circondano. Una delle più famose riguarda Polifemo: stando al mito, il gigantesco Ciclope, nel tentativo di conquistare il cuore della ninfa Galatea, iniziò ad elencare tutte le sue immense ricchezze, comprendenti terreni, spiagge, allevamenti e boschi. E nello stilare questo elenco, Polifemo volle sottolineare i frutteti di pere.


Sul finire del 1600, poi, esplose una vera e propria mania per questo frutto. Al punto che Luigi XIV ne andava addirittura matto, e non era l’unico, perché la pera divenne ufficialmente il frutto consumato dalla nobiltà del tempo. Ci furono addirittura studiosi che pubblicarono libri e libri sulla pera: fra i più curiosi, un testo che illustrava tantissime tecniche diverse per tagliarla in modi bizzarri e affascinanti, al pari di una scultura.

Maltempo in Salento, M5S: "Calamità aggravano quadro drammatico per agricoltura"


BARI - “Il persistere di questi eventi climatici eccezionali, che si verificano anche nel mese di giugno, vanno ad aggravare un quadro già drammatico per l’agricoltura salentina. In questa annata agraria non vi è respiro pure per quei produttori che hanno provato a diversificare le produzioni, al prezzo di enormi sacrifici, per cercare di mitigare le enormi perdite provenienti dal settore olivicolo”. Lo dichiara il consigliere del M5S Cristian Casili che chiede interventi strutturali per far ripartire il comparto agricolo in Salento.

"Ad essere ulteriormente compromesse  - continua il pentastellato  - sono le giornate lavorative a disposizione dei braccianti agricoli. Pertanto, è necessario che tutte le istituzioni facciano qualcosa di concreto per aiutare un settore che ha già pagato la perdita di 20mila braccianti agricoli e di cui non ci si può ricordare solo quando accadono eventi calamitosi. Purtroppo parliamo di un comparto che vive un momento drammatico, all’interno di un territorio già segnato irreversibilmente dal disseccamento dei nostri ulivi. Il maltempo, infatti - prosegue Casili - non permetterà di aumentare la quota delle giornate lavorative per la perdita di prodotti ortofrutticoli, oltre a compromettere uno dei pochi settori ancora in piedi, come quello viticolo. Gli andamenti climatici favoriranno la comparsa di ulteriori fitopatie, con aggravio dei costi per le aziende che dovranno gestirle e contenerle. A queste condizioni, c’è il rischio concreto di perdere altre centinaia di imprese agricole che con questa annata agraria speravano di pagare i debiti pregressi e che, invece, non potranno onorare i debiti con i fornitori e gli istituti di credito. Il Salento non ha bisogno di giri in elicottero ma di una profonda riflessione e di interventi per ridare nuova vita all’agricoltura”.

Maltempo, Coldiretti: grandinata killer a Lecce, distrutti pomodori e angurie

LECCE - Violente piogge e grandinate a macchia di leopardo si sono abbattute sul Salento nelle ultime 24 ore, segnala Coldiretti Puglia, con i campi che non riescono neppure ad asciugarsi per le copiose e intermittenti piogge che non accennano a placarsi da 2 mesi.

"Il bilancio dell'ennesima straordinaria ondata di maltempo, la quinta in soli 2 mesi di questa pazza primavera che non accenna a finire, è pesante. Bombe d'acqua e grandinate hanno interessato i comuni di Monteroni, Galatina, Sternatia, Poggiardo, Surano, Ruffano, Parabita e Matino, con decine di segnalazioni degli agricoltori di gravi danni in campagna", denuncia Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Lecce.

"Non hanno più tregua le produzioni agricole in campo, pomodori, patate, melanzane, ortive in generale, angurie e mini angurie - denuncia il presidente Cantele - pronte per essere raccolte che invece risultano falcidiate dal maltempo. Le campagne sono state travolte dalla pazza primavera in un momento particolarmente delicato per l’agricoltura con le semine, le verdure in campo e le piante colpite mentre iniziavano a fare i primi frutti".

Sui consumi alimentari interni ancora stagnanti pesano gli effetti dell’ondata di maltempo che ha colpito la Puglia in questa maledetta primavera con pesanti danni alle coltivazioni, le distorsioni lunga la filiera e le importazioni selvagge che fanno concorrenza sleale alle produzioni regionali, senza che vengano rispettati gli stessi standard sociali, ambientali e di sicurezza alimentare, denuncia Coldiretti Puglia.

"Nelle ultime 24 ore anche in provincia di Taranto il clima pazzo ha colpito ancora, con epicentro a Torricella e Maruggio e a Palagiano. Tutti gli ortaggi in campo sono a rischio, per non parlare degli effetti di queste ondate imprevedibili e violente hanno sugli agrumeti e i vigneti", aggiunge il presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo.

La straordinaria ondata di maltempo che imperversa da dal mese di aprile non ha risparmiato i campi pugliesi, dove sono stati colpiti, tra l’altro, vigneti, frutteti e campi di grano, compromettendo soprattutto la raccolta delle ciliegie, con la perdita fino al 60-70% della primizie Bigarreau e Giorgia. Danni pesanti anche ad albicocche, uva e agli agrumi in fiore, mentre è un vero e proprio crack per le angurie – insiste Coldiretti Puglia - con i campi allagati e le piantine andate distrutte e oltre alle angurie, sono andate in fumo le piantine dei meloni, gli ortaggi risultano in asfissia e marciti, sono gravi i danni ai vigneti di uva da vino ed è ridotta ai minimi termini la produzione di miele. “I campi sono tuttora allagati con i ritardi prevedibili nella preparazione dei terreni per i trapianti di ortaggi, nell’andamento della campagna cerealicola e gli effetti si vedranno con la raccolta contemporanea di alcune produzioni orticole”, conclude il presidente di Coldiretti puglia Savino Muraglia.

Il risultato – precisa la Coldiretti - è un calo dell’offerta con effetti sulla spesa che deve fare i conti con la variabilità delle quotazioni ma anche con fenomeni speculativi sui prezzi al consumo che rischiano di innescarsi per colpa delle distorsioni di filiera, a scapito dei cittadini e dei produttori. In queste condizioni – sostiene la Coldiretti – è importante aumentare le attività di controllo per evitare che vengano spacciati per Made in Italy prodotti importati. Ma per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio della Coldiretti è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori nei mercati o in fattoria e non cercare per forza il prodotto perfetto perché piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali, i cosiddetti “brutti ma buoni”.

In un momento di grande difficoltà – conclude la Coldiretti – si tratta di un atto di solidarietà a favore degli agricoltori, ma anche di un aiuto al proprio benessere in vista dell’estate con il consumo di alimenti, come le insalate o la frutta fresca, indispensabili per la salute e per mettersi in forma.

Agricoltura: massima allerta sul rischio contaminazione agrumi del fungo macchia nera


BARI - Il ministero delle Politiche Agricole ha confermato oggi, durante la risposta ad una interpellanza urgente del deputato Luciano Cillis (M5S), la massima allerta per evitare che gli agrumi prodotti in Italia siano contaminati dal pericolo Phyllosticta citricarpa, comunemente conosciuto come “fungo macchia nera”. Il ministero ha confermato che le autorità le autorità francesi lo scorso marzo hanno intercettato il patogeno in sette spedizioni di arance e limoni provenienti dalla Tunisia, che ha interrotto l’export in via precauzionale disponendo delle verifichi interne. I controlli alle frontiere sono stati rafforzati e si sta interagendo anche con il Comitato fitosanitario permanente della Commissione europea a Bruxelles, che si è relazionato con le autorità tunisine. Le indagini in corso in Tunisia saranno seguite anche dalla Commissione europea, al fine di valutare la situazione, il rischio fitosanitario e l'efficacia delle misure previste, prima di ipotizzare “l’adozione di precise misure fitosanitarie all’importazione di agrumi dalla Tunisia, in aggiunta a quelle già in vigore per i frutti di agrumi provenienti dagli altri Paesi terzi contaminati”.

“Dobbiamo assolutamente scongiurare – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, componente M5S della Commissione Agricoltura della Camera – che, al danno dell’importazione a prezzi troppo bassi di 162mila kg di arance dalla Tunisia, si aggiunga la beffa che insieme al frutto coltivato in nord Africa si importi anche il pericoloso fungo, causa di una macchia nera sugli agrumi che ne vieta la commercializzazione”.

Il fungo macchia nera ha già contaminato il Sudafrica, l’Argentina, l’Uruguay e il Brasile, Paesi dai quali è già in vigore un blocco dell’importazione per evitare la diffusione del patogeno anche in Europa. Se malauguratamente arrivasse in Italia, sarebbe un colpo pesantissimo per il comparto agroalimentare nazionale, già vessato dall'emergenza Xylella, dal virus “tristeza”, dal moscerino killer, dal cinipide del castagno e da tre anni di eventi meteorologici disastrosi.

“Questo mix di fattori – continua L’Abbate (M5S) – ha determinato una situazione economica insostenibile per le aziende agricole, già vessate da una serie di pratiche burocratiche fastidiose su cui siamo al lavoro in Parlamento per alleviarne il peso. Il Movimento 5 Stelle – conclude – continuerà a seguire da vicino i diversi fronti di questa emergenza e a lavorare fianco a fianco con il mondo agricolo per individuare le risposte più efficaci”.

Grandinata del 12 maggio, conta dei danni a Castellana Grotte


CASTELLANA GROTTA (BA) - Nel corso della mattinata di venerdì 24 maggio 2019 i funzionari del servizio territoriale Bari – BAT del dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambientale della Regine Puglia hanno effettuato un sopralluogo nelle campagne del territorio del comune di Castellana Grotte al fine di verificare i danni subiti a seguito di grandinate, forte vento e piogge persistenti verificatisi nel mese di maggio 2019. Con i funzionari regionali erano presenti l’assessore alle Attività Produttive Vanni Sansonetti, Giandonato Manghisi dell’ufficio SUAP, il Maresciallo Leonardo Ivone del corpo di Polizia Municipale ed i locali rappresentanti delle associazioni di categoria del comparto agricolo.

Il sopralluogo è stato effettuato sulla base delle segnalazioni pervenute presso l’ufficio SUAP del Comune di Castellana Grotte. Già dalle prime ore del giorno seguente all’evento calamitoso dello scorso 12 maggio l’Amministrazione Comunale ha subito avviato tutte le procedure per la conta dei danni subiti sul territorio, al fine di chiedere alla Regione Puglia il sopralluogo per consentirle di accertare i danni e inviare al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo la richiesta di declaratoria delle eccezionali avversità atmosferiche ai sensi dell’articolo 6 del D.Lgs. n. 102/04 per i danni subiti a ciliegeti, uliveti, mandorleti ma anche coltivazioni di ortaggi.

Stando al sopralluogo le zone più colpite sono quelle a sud di Castellana, in particolare le aree poste sulla provinciale che collega ad Alberobello, le contrade Guarino, Regio e Fanelli fino ad arrivare alle aree del territorio di Castellana a ridosso della strada statale 172 tra Putignano ed Alberobello.

“Siamo al fianco degli agricoltori dal primo momento – ha dichiarato l’assessore alle Attività Produttive Vanni Sansonetti – non possiamo lasciarli soli in questo momento difficile. Stiamo mettendo in atto tutto quello che è possibile fare da parte dell’Amministrazione Comunale. Adesso possiamo solo attendere gli esiti della fase istruttoria della richiesta che auspichiamo sarà presentata dalla Regione per l'ottenimento dei risarcimenti. L'esito del sopralluogo – ha concluso - avrà la finalità di inserire eventualmente il Comune di Castellana Grotte nella delibera della Giunta Regionale della Puglia per la proposta di declaratoria delle eccezionali avversità atmosferiche da inviare al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo per l’eventuale riconoscimento dei danni”.

Agricoltura biologica e Xylella: Regione adotta due provvedimenti a tutela colture


BARI - Adottati due importanti interventi a sostegno dell’agricoltura biologica della Regione Puglia: l’autorizzazione di un prodotto sanitario utilizzabile nella lotta all’insetto vettore di Xylella f. e la facilitazione nelle rotazioni colturali che consente maggiore libertà agli imprenditori agricoli.

Il 21 maggio 2019 è stato approvato il decreto del Ministero della Salute che consente l'utilizzo su olivo del prodotto fitosanitario a base di olio essenziale di arancio dolce, il PREV-AM PLUS. Il prodotto, autorizzato sino al 18 settembre 2019, può essere utilizzato con il limite massimo di 2 trattamenti e può essere impiegabile in regime di agricoltura biologica, ma con divieto di impiego durante la fioritura, nella lotta alla “sputacchina”.

L’Amministrazione regionale ha, inoltre, adottato la determinazione sulle rotazioni colturali che consente agli agricoltori pugliesi che coltivano in biologico di alternare la coltivazione del frumento duro con due colture diverse, almeno una delle quali sia leguminosa. Il provvedimento va incontro alle legittime aspettative dei cerealicoltori in biologico della nostra regione che risultavano penalizzati dal precedente dispositivo normativo. Infatti, il modello colturale che vede la rotazione biennale in avvicendamento con le leguminose da granella o da sovescio rappresenta un consolidato modello di crescita del settore degli ultimi anni. La deroga, adottata in conseguenza di approvazione da parte del Ministero, si è resa necessaria a causa delle specifiche condizioni pedoclimatiche che pongono limiti alle possibilità di coltivazione e alle scelte colturali.

Danni agricoltura causati da maltempo: Anci Puglia chiede intervento urgente a regione


BARI - L'Anci Puglia chiede intervento urgente dell'Assessorato regionale Agricoltura, per effettuare subito  i sopralluoghi e procedere prima possibile a computo danni e richiesta declaratoria stato di calamità, così da accedere a Fondo solidarietà nazionale e consentire risarcimento imprese agricole coinvolte.

L’ANCI Puglia esprime vicinanza e solidarietà agli agricoltori e a tutti i soggetti delle filiere agricole i gravi danni subiti a causa della forte ondata di maltempo.

I violenti temporali che in questi giorni si stanno abbattendo sulla nostra Regione, hanno provocato ingenti danni alle coltivazioni, compromettendo mesi di duro lavoro e rischiano di mettere in ginocchio un intero settore, già fortemente vessato, e che oggi inizia a contare i danni ben sapendo che le previsioni meteorologiche per le prossime ore sono tutt’altro che incoraggianti.

Le violente piogge e grandinate hanno interessato molte coltivazioni di grandissima importanza per la nostra regione. Particolarmente colpiti sono il comparto cerasicolo e quello agrumicolo. Segnalazioni di danni ingenti giungono anche per le coltivazioni orticole, viticole, olivicole, foraggere e per le altre drupacee (albicocche, pesche e mandorle). Le situazioni più gravi si registrano nelle province di Bari, Taranto e Lecce ma quasi tutto il territorio regionale risulta interessato dai danni provocati dal maltempo.

Non è una forzatura immaginare che i danni alle coltivazioni avranno ripercussioni sull’intera economia regionale. Il settore agricolo è storicamente un traino straordinario per l’economia pugliese e un volano per il settore industriale e dei servizi. Basti solo pensare alle aziende agroalimentari, a quelle produttrici di imballaggi e alla logistica dei trasporti.

L’Anci Puglia, di concerto con le Associazioni di categoria, si è attivata tempestivamente per segnalare agli uffici competenti della Regione Puglia le situazioni di difficoltà.

L'Associazione dei Comuni pugliesi chiede un intervento urgente dell'Assessorato regionale all’Agricoltura, per effettuare subito  i sopralluoghi, per poter procedere nel più breve tempo possibile al computo dei danni e alla richiesta della declaratoria dello stato di calamità, ai sensi del decreto legislativo 102/2004, così da accedere al Fondo di solidarietà nazionale e consentire di risarcire le imprese agricole coinvolte.

Xylella fastidiosa: in corso monitoraggio da parte dell'Arif sul territorio cittadino


BARI - L’Agenzia per le Attività Irrigue e Forestali - A.R.I.F. è stata incaricata dall’Osservatorio fitosanitario regionale di eseguire un monitoraggio finalizzato all’identificazione della xylella fastidiosa nelle zone indenni, cuscinetto e di contenimento. Il territorio del Comune di Bari risulta compreso nella zona indenne. Le operazioni da parte del personale tecnico incaricato dall’A.R.I.F, iniziate il 10 maggio, si concluderanno entro il termine del 31 dicembre 2019.

Le metodiche di indagine e di prelievo sono quelle previste dalle Procedure di monitoraggio e campionamento di specie vegetali ai fini dell’identificazione di xylella fastidiosa nella Regione Puglia.

Il monitoraggio sarà effettuato da professionisti selezionati e formati dall’A.R.I.F., ai quali è stata attribuita la funzione di “agente fitosanitario”, e non comporterà alcun elemento invasivo o distruttivo se non l’ingresso nei fondi e il prelievo, eventuale, di piccolissime parti di pianta. 

La Puglia celebra la ‘Settimana della Biodiversità’


BARI - Si tratta della terza edizione di un evento organizzato dall’Assessorato Agricoltura della Regione Puglia in occasione della Giornata nazionale della Biodiversità istituita dalla legge 194/2015.  Sono oltre venti gli appuntamenti in programma in tutta la Puglia tra incontri, dibattiti, visite guidate, laboratori, convegni, workshop e tanto altro.

Si parte lunedì 20 maggio dalle ore 9.30 nell’Aula magna dell’ex Facoltà di Agraria di Bari (via G. Amendola 165 A), dove, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, verranno presentate le iniziative volte a far conoscere ai cittadini, alle scuole, associazioni, appassionati, operatori del settore agricolo e alle istituzioni interessate, l’immenso patrimonio di agrobiodiversità della Puglia.

Le iniziative della Settimana della Biodiversità, coordinate dal Dipartimento di Scienze del suolo, della pianta e degli alimenti dell’Università degli Studi ‘Aldo Moro’ di Bari, sono organizzate su tutto il territorio pugliese, dove saranno aperti al pubblico i campi di conservazione delle antiche varietà e i centri di ricerca dove si conserva la storia delle nostre colture, del nostro cibo, del nostro territorio rurale.

Si potrà conoscere l’evoluzione nel tempo delle razze animali allevate e delle varietà vegetali coltivate in Puglia, parlando con gli esperti di grano duro, leguminose, frutti e ortaggi dal sapore di un tempo. Si potranno visitare le aziende dove poter avvicinare e conoscere l’asino di Martina Franca ma anche il cavallo Murgese, le cui origini si fanno risalire ai mitici destrieri dell’imperatore Federico II di Svevia. Si potrà percorrere “La strada dei semi”, il primo Itinerario della agrobiodiversità in Puglia.

Nelle sedi delle istituzioni scientifiche delle Università e dei Centri di ricerca che hanno aderito all’iniziativa sarà possibile visitare i laboratori e le banche dei semi, passeggiare tra le varietà conservate in campo e tra le mostre pomologiche dei frutti antichi, partecipare ad attività didattiche rivolte agli studenti delle scuole primarie e secondarie, fare visite guidate, assistere a proiezioni di video ed a mostre fotografiche, in tutta la regione. Si potranno anche incontrare i protagonisti custodi della nostra biodiversità agricola, che hanno tramandato fino a i nostri giorni una ricchezza immensa, che si pensava ormai persa, curata e custodita con amore e conservata per la nostra e le future generazioni.

Xylella: è allarme europeo


di PIERO CHIMENTI - La Xylella ormai sta diventando sempre più un caso europeo, di cui pare non ci sia una soluzione per combatterla in maniera definitiva. A comunicarlo è la Efsa, Autorità europea per la sicurezza alimentare. 

Secondo quanto contenuto nella relazione, l'unico modo per contrastare il batterio che sta minacciando il raccolto dei Paesi mediterranei, tra cui l'Italia, è il continuare ad utilizzare di metodo che prevede il taglio delle piante che si trovano nel raggio di 100 metri che potrebbero essere suscettibili di contagio, ma solo una diagnosi preventiva potrebbe ridurre il raggio di alberi da abbattere. Al momento il batterio killer si è ripresentato nelle coltivazioni di Toscana e Portogallo.

L’ABBATE (M5S) INVITA GLI AGRICOLTORI A NON FARSI INGANNARE DAI SANTONI - Con l’aggiornamento della propria valutazione, il gruppo di esperti scientifici EFSA ha evidenziato l’importanza di mettere in atto misure di controllo, come quelle specificate dalla Commissione europea, per evitare l’ulteriore diffusione della Xylella fastidiosa e per eradicare i focolai già in atto. È fondamentale ridurre al minimo il tempo che intercorre tra l’individuazione e l’attuazione di misure di controllo quali la rimozione delle piante infette e l’istituzione di aree delimitate. Ridurre l’area cuscinetto peraltro causa un ampliamento delle zone infette. Ma, soprattutto, l’EFSA ha ribadito che “non esiste ancora un modo conosciuto per eliminare il batterio da una pianta malata in reali condizioni di campo. In esperimenti recenti è stata valutata l’efficacia di misure di controllo chimico e biologico e i risultati mostrano che esse possono ridurre temporaneamente la gravità della malattia in alcune situazioni, ma non vi sono prove che possano eliminare la Xylella fastidiosa in condizioni di campo per lungo periodo”. Si pone l’accento, infine, sul lungo periodo occulto di questo organismo nocivo.

“Alla luce della pubblicazione dell’EFSA diviene fondamentale ribadire a tutti gli agricoltori e i proprietari di alberi di ulivo di non farsi ingannare da santoni, shampisti o sedicenti taumaturghi – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, componente M5S della Commissione Agricoltura della Camera – Invito pertanto a diffidare da chi vuol propinare una cura perché molto probabilmente ha altri interessi. Come ci ricorda Piero Angela, la velocità della luce non si sceglie per alzata di mano: i risultati vanno ottenuti con metodo scientifico e con i tempi necessari per trovare una soluzione che non si riveli fallace. Compito della politica è agevolare la scienza nel suo lavoro, sostenendo la ricerca sempre più necessaria, nonché – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – applicare concretamente e seriamente quelle misure di contenimento che sono le uniche, al momento, utili quantomeno a non permettere il diffondersi del batterio. Come ha dichiarato la stessa EFSA, infatti, le aree maggiormente a rischio contagio sono quelle dell’Europa meridionale per tipologie climatiche simili a quelle in cui notoriamente il patogeno si presenta in altre parti del mondo”.

Maltempo, agricoltori pugliesi: "Disperati i produttori, il Governo deve intervenire"

BARI - «La mancata apertura della campagna assicurativa agrumi, dopo i danni di questi giorni, avvilisce gli agricoltori che hanno perso il raccolto. I produttori sono disperati. Gli agrumi non saranno risarciti: il paradosso è che la grandine è considerata un'avversità garantita ma nessuna compagnia stipula polizze anzitempo. La politica deve trovare una soluzione e rispondere al grido di dolore del mondo agricolo in ginocchio».

Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani Puglia, va dritto al punto. La situazione che si è determinata con le grandinate di straordinaria portata delle ultime 24-36 ore, tutte concentrate in una vasta area che va dal Tarantino al Barese fino alla Basilicata, non è sostenibile. La campagna per assicurare gli agrumeti in caso di danni da grandine non è partita in quanto viene ritardata rispetto alle altre colture in considerazione dei tempi di raccolta. Sono state azzerate anche intere piantagioni, raccolti di frutta e verdura sono andati persi, sono stati pesantemente danneggiati vigneti e uliveti.

«Bisogna essere chiari - ha aggiunto Carrabba - La questione di cui stiamo parlando è ‘antica’ e risaputa. Noi della CIA Agricoltori Italiani di Puglia l’abbiamo sollevata e risollevata, stiamo lanciando questo grido d’allarme da anni, facendo proposte, spiegando che la legge sulle calamità naturali e il sistema delle assicurazioni per i rischi in agricoltura devono essere cambiati, radicalmente, attraverso una discussione che coinvolga le organizzazioni agricole e recepisca le istanze provenienti da un mondo agricolo esasperato. Non è vero che sappiamo solo lamentarci, chi continua ad affermarlo offende la propria e l’altrui intelligenza, oltre a non capire la portata del dramma vissuto da chi ha visto la distruzione, davanti ai propri occhi, di ettari ed ettari di produzione. Sono stati vanificati investimenti rilevanti, i sacrifici di un anno intero. I produttori di cui stiamo parlando danno lavoro a migliaia di persone. Si tratta di un’economia importante, di giornate di lavoro, di reddito e sostentamento per tante famiglie. Lasciare che questa gente sia costretta a risollevarsi senza il benché minimo aiuto significa essere pronti ad accettare che molte aziende agricole falliscano, chiudano i battenti, lascino a casa i loro lavoratori. Il Governo prenda coscienza di questo stato di cose, trovi le risorse per intervenire sull’emergenza e, subito dopo, convochi le associazioni agricole per discutere le modifiche alla legge sulle calamità e i possibili interventi sul sistema delle assicurazioni contro gli eventi calamitosi», ha ribadito con forza Raffaele Carrabba.

«Gli agricoltori pugliesi aspettano ancora i ristori conseguenti alle nevicate del 2017. A tutt'oggi non abbiamo notizia di che fine abbiano fatto le pratiche e a che punto siano le istruttorie», ha ricordato il presidente regionale di CIA Puglia. «Lo stesso vale per altre calamità pregresse: i tempi sono biblici. Per i produttori non c’è la benché minima certezza, ogni volta che si verifica un evento calamitoso, di poter contare su un sostegno. Se un'azienda dovesse aspettare i tempi della burocrazia per rialzarsi sarebbe già fallita. Per questo motivo chiediamo che sia fatta chiarezza sulle situazioni pregresse e si intervenga celermente su quanto accaduto nelle ultime 24-36 ore su gran parte della Puglia».

Domenica è stata colpita quasi tutta la regione. Nel Barese, ad esempio, ingenti sono stati i danni anche a Putignano, Turi, Alberobello, Conversano, con l’intero settore delle ciliegie gravemente danneggiato. Proprio la CIA, nell’immediatezza dei disastri causati dalle grandinate, aveva chiesto alla Regione di muoversi celermente per lo stato di calamità. Particolarmente bersagliate le zone di Ginosa, Mottola e Castellaneta Marina, in provincia di Taranto, ma anche la Valle D’Itria, Monopoli e parte della provincia di Bari. Sono state colpite anche Altamura, Gravina in Puglia e Martina Franca. A Palagiano sono stati danneggiati agrumeti e uliveti. Grandine e piogge torrenziali si sono abbattuti su orti e frutteti, ma anche e pesantemente sugli alberi di ulivo. In alcuni casi, soprattutto a Castellaneta, la grandine ha avuto un impatto tanto violento da rendere inutile la protezione dei teli in plastica posti a difesa dei vigneti e delle reti. Per ciliegie, albicocche, mandorli, alberi da frutto in genere e anche ortaggi, la grandinata subita è l’ennesima “bomba” su una stagione già drammatica per gli agricoltori. Particolare impressione destano le immagini dei vigneti del Tarantino. Danni anche a Palagianello e a Palagiano per una fascia di oltre 10 chilometri lungo l’arco jonico e fino alla Basilicata. Tutte le colture sono state colpite: agrumi, ulivo, ortaggi a pieno campo e fruttiferi.

Coldiretti, grandinata killer nel tarantino

TARANTO - Il versante occidentale della provincia di Taranto continua a essere flagellato dal maltempo e dalle calamità naturali, che ancora una volta hanno messo in ginocchio produttori, aziende, agricoltori. Ginosa e Marina di Ginosa, Castellaneta e Castellaneta Marina, ma anche Mottola, Palagianello e Palagiano le zone più colpite. 

Anni di lavoro e di sacrifici, tempo e impegno annullati in pochi minuti, nel pomeriggio di domenica, da raffiche di vento, pioggia battente e una violenta grandinata, che ha privato le piante dei propri colori, fiori e frutti.

Una grandinata killer ha colpito la provincia di Taranto, con incalcolabili danni in campagna. E’ il primo bilancio delle verifiche in campo che i tecnici di Coldiretti stanno effettuando, all’indomani dell’ennesimo fenomeno estremo della ‘maledetta primavera’ 2019 che si è abbattuto sui campi.

“Siamo davanti ad una vera e propria devastazione. Grandine con chicchi grandi quanto pietre hanno ricoperto le campagne, distruggendo gli ortaggi, i vigneti, il grano, le albicocche e le infiorescenze degli agrumi. Stiamo valutando i danni sugli ulivi. Gli esiti dei sopralluoghi in campo sono desolanti, un anno di lavoro dei nostri agricoltori è andato distrutto in pochi minuti. Stiamo inviando la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale”, denuncia Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Taranto.

E’ l’ultimo effetto del clima pazzo, dopo la bufera di vento nei giorni di Pasqua e Pasquetta e, sempre ad aprile, una grandinata di inusitata violenza in provincia di Taranto ha colpito oliveti e vigneti, compromettendone in alcuni casi i germogli – aggiunge Aldo Raffaele De Sario, direttore Coldiretti Taranto -. E’ da rivedere a fondo il meccanismo del Fondo di Solidarietà Nazionale che così com’è non risponde più alla complessità, violenza e frequenza degli eventi calamitosi, ma anche il meccanismo assicurativo deve essere rivisto”. Le polizze multirischio non coprono assolutamente le colture dagli eventi estremi che si stanno verificando a causa della tropicalizzazione del clima, oltre ad essere eccessivamente onerose. Anche i periodi in cui possono essere stipulate le polizze non sono più rispondenti alle necessità degli agricoltori.

Grandine, vento e pioggia: danni nel Barese e nel Tarantino, allerta in tutta la Puglia

BARI - Grandinate, raffiche di vento, pioggia torrenziale: ieri, domenica 12 maggio, la Puglia è stata duramente colpita dal maltempo. Particolarmente bersagliate le zone di Ginosa, Mottola e Castellaneta Marina, in provincia di Taranto, ma anche la Valle D’Itria, Monopoli e parte della provincia di Bari. Sono state colpite anche Altamura, Gravina in Puglia e Martina Franca. “I danni sono ingenti soprattutto nel Tarantino, dove la grandine ha intaccato angurie, vigneti e melograni nell’area di Ginosa e Castellaneta”, ha dichiarato Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi). 

“A Palagiano sono stati colpiti agrumeti e uliveti”, ha aggiunto Pietro De Padova, presidente provinciale di CIA Due Mari. “Per la conta dei danni, servirà attendere ancora qualche ora, ma anche stavolta purtroppo si prefigurano danni per centinaia di migliaia di euro”, ha spiegato il direttore di CIA Levante, Giuseppe Creanza. 

“Nel Barese, così come in provincia di Taranto, la grandine e le piogge torrenziali si sono abbattuti su orti e frutteti, ma anche e pesantemente sugli alberi di ulivo”, ha aggiunto Felice Ardito, presidente provinciale di CIA Levante. In alcuni casi, soprattutto a Castellaneta, la grandine ha avuto un impatto tanto violento da rendere inutile la protezione dei teli in plastica posti a difesa dei vigneti.

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