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FEAMP, Laricchia (M5S): “Dei 90 milioni previsti per la Puglia, spesi solo 638mila euro. Si rischia il disimpegno delle somme”

FEAMP, Laricchia (M5S): “Dei 90 milioni previsti per la Puglia, spesi solo 638mila euro. Si rischia il disimpegno delle somme”

BARI - “Dei 90 milioni di euro che il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca ha previsto per la Puglia, solo 638mila euro sono stati spesi e adesso si rischia un grave disimpegno delle somme con conseguenti danni per tutto il settore ittico”, lo denuncia la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Antonella Laricchia, che ha depositato un’interrogazione rivolta al presidente e assessore all’Agricoltura Michele Emiliano per conoscere le ragioni che hanno comportato questo utilizzo così sottodimensionato del fondo Feamp e delle risorse stanziate per un settore da tempo gravato da una profonda crisi di sviluppo.

Il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca promuove la pesca e l’acquacoltura come risorse ambientali, sociali, economiche e strategiche per il territorio, agevolando una ripresa basata sulla crescita e l’occupazione in Europa. È istituito per sostenere i pescatori nella transizione verso una pesca sostenibile, aiutare le comunità costiere a diversificare le loro economie, finanziare i progetti che creano nuovi posti di lavoro e migliorano la qualità della vita nelle regioni costiere europee e agevolare l’accesso ai finanziamenti. Il Feamp 2014-2020 ha previsto per la Puglia un finanziamento di 90 milioni di euro. Questo fondo prevede, infatti, che a ciascun Paese venga assegnata una quota della dotazione complessiva, in base alle dimensioni del suo settore ittico. Ogni Paese ha il compito di predisporre un programma operativo specificando le modalità di utilizzo delle risorse assegnate e, dopo l’approvazione del programma da parte della Commissione, vengono selezionati i progetti da finanziare.

“Dai dati forniti dalla Regione nel Cruscotto di Monitoraggio - spiega Laricchia - a fronte di tali ingenti dotazioni finanziarie la Regione Puglia ha a tutt’oggi pubblicato misure per un importo di € 89.828.134, impegnato a bando somme per soli € 55.423.082,  e la spesa certificata di  € 638.760 euro. Dopo il pasticcio PSR - incalza Laricchia - ora si rischia il disimpegno delle somme del FEAMP con conseguenti danni per l’intero settore ittico coinvolto. Emiliano, che ha mantenuto la delega all’Agricoltura, deve spiegare ai pugliesi le ragioni che hanno comportato uno scarso utilizzo delle risorse stanziate per un settore, quello ittico, da tempo gravato da una profonda crisi di sviluppo.”

Cinghiali, danni nelle campagne del Tarantino

Cinghiali, danni nelle campagne del Tarantino

TARANTO – Un dossier, con foto e video, per documentare quanto la questione cinghiali, nonostante le reiterate denunce degli agricoltori e della CIA Agricoltori Italiani della Puglia, sia ancora tutta da affrontare: è quanto è stato fatto da CIA Due Mari, in questi giorni, in agro di Castellaneta, contrada Sant’Andrea, nel territorio tarantino, per riaccendere l’attenzione sui danni causati da branchi sempre più numerosi e famelici. “Abbiamo documentato quanto accaduto, in modo particolare, in un grande agrumeto della provincia di Taranto”, ha spiegato Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari. “Questo tipo di animali si spinge fino a dove può trovare cibo e acqua. Abbiamo documentato la loro presenza anche lungo i canali che attraversano e delimitano le zone rurali. Recentemente, così come da troppo tempo ormai, si è verificato che branchi molto numerosi abbiano distrutto porzioni rilevanti di coltivazioni e piante.

“In tutta Italia, stiamo portando all’attenzione delle massime autorità istituzionali la nostra proposta per una radicale riforma della legge sulla fauna selvatica”, ha aggiunto Pietro De Padova, presidente provinciale di CIA Due Mari.

“Il numero degli animali selvatici è cresciuto a dismisura negli ultimi 10 anni e, con esso, sono aumentati anche i danni arrecati ad aziende agricole e allevamenti da cinghiali, lupi e storni. Amiamo quegli animali, che vanno tutelati e messi nelle condizioni di non nuocere, e allo stesso tempo sappiamo che la crescita della loro presenza sul territorio deve essere necessariamente contenuta e limitata, in modo da essere compatibile sia con la sicurezza dei cittadini che con le attività di agricoltori e allevatori. Servono meccanismi certi per prevenire gli incidenti e risarcire i danni subiti da aziende agricole e zootecniche”, ha dichiarato De Padova.

"A livello regionale, CIA Puglia ha formulato una serie di proposte finora inascoltate, ma anche le leggi attuali restano in gran parte inattuate. A pagarne le conseguenze sono gli agricoltori e gli allevatori: è un problema di sicurezza e di ordine economico, perché oltre al pericolo non vengono adeguatamente ristorati", ha dichiarato Raffaele Ignazzi, componente di giunta CIA Due Mari. Il fenomeno non riguarda soltanto la provincia di Taranto ma tutta la Puglia e il resto del Paese. I danni provocati dagli attacchi di lupi, ungulati ma anche storni possono arrivare a mettere in ginocchio un'azienda. CIA Puglia, recentemente, scelse Monte Sant'Angelo, sul Gargano, per uno dei focus più partecipati dedicato alle proposte dell'organizzazione agricola per modificare le normative vigenti, a livello regionale e nazionale. Servono regole certe. Occorre ovviare ai danni causati ad allevatori e agricoltori non attraverso un indennizzo ma con un vero e proprio risarcimento, congruo e immediato, e un controllo della fauna selvatica. Anche le procedure per l’indennizzo sono complesse e vanno per le lunghe.

Assemblea ANP CIA Due Mari, Michele D'Ambrosio è il nuovo presidente

Assemblea ANP CIA Due Mari, Michele D'Ambrosio è il nuovo presidente

CASTELLANETA MARINA (TA) - Michele D'Ambrosio è il nuovo presidente ANP CIA Due Mari. L'Assemblea lo ha eletto alla unanimità. L'Associazione Nazionale Pensionati dell'Area Taranto-Brindisi ha rinnovato il suo direttivo martedì 15 ottobre nell'Hotel Villa Giusy a Castellaneta Marina (TA). L'incarico di vicepresidente è stato affidato a Dino Petruzzi.

Sono intervenuti il presidente regionale ANP CIA Puglia Franco Tinelli, il direttore Inac Puglia Girolamo Ceci, il presidente CIA Due Mari Pietro De Padova e il vicepresidente CIA Puglia Giannicola D’Amico. Presenti anche il direttore provinciale CIA Due Mari Vito Rubino e il responsabile Servizi alla Persona CIA Puglia Giuseppe Notarangelo.

Già vicepresidente ANP CIA Due Mari, Michele D'Ambrosio ha passato in rassegna tutte le iniziative realizzate finora a beneficio degli iscritti, a partire dalle convenzioni sottoscritte con farmacie, supermercati ed esercizi pubblici, per venire incontro alle esigenze degli anziani. Ha poi circoscritto le battaglie in favore dei pensionati: "Siamo impegnati da sempre in una forte azione su tutto il territorio a sostegno degli anziani che rappresentano una componente fondamentale nella famiglia e sono un pilastro fondamentale. Il loro contributo, in tante famiglie, è indispensabile oggi per crescere i nipoti e sono spesso loro ad aiutare i figli anche dal punto di vista economico. Sono una preziosa risorsa e una ricchezza, per l'appunto, come rimarcato dalle parole di Papa Francesco. Sono costretti a lavorare ben oltre l'età pensionabile. L'innalzamento delle pensioni minime non è soltanto una scelta di buonsenso nella direzione di un adeguamento al costo reale della vita, ma anche un investimento per incentivare il ricambio generazionale".

Al centro del congresso, inevitabilmente, anche i temi dell'assistenza e dei servizi sociosanitari, ancora deficitari. Dall'assemblea di Castellaneta Marina è stata lanciata la proposta del taxi sociale anche nelle aree rurali per rispondere alle esigenze di mobilità delle fasce più deboli. "Gli anziani continuano ad essere penalizzati nell'accesso ai servizi - aggiunge il presidente regionale ANP CIA Puglia Franco Tinelli - Le pensioni da fame sono un sopruso inaccettabile in una società civile. Al Governo chiediamo un deciso cambio di rotta, una sterzata che ristabilisca i principi di equità e giustizia".

Al via Agrilevante 2019

Al via Agrilevante 2019

BARI - Parte l'edizione 2019 di Agrilevante, la storica rassegna dedicata al mondo dell'agricoltura che si svolge ad ottobre all'interno della Fiera del Levante. “L’agricoltura pugliese, nonostante i problemi, non solo non si arrende, ma si apre all’Italia, al Mediterraneo e al mondo sia dal punto di vista dell’innovazione, che dal punto di vista delle nuove tecniche con le attrezzature presentate qui. È dovere della Regione prendere atto delle tante situazioni difficili, che hanno soprattutto riguardato il Psr (piano di sviluppo rurale) e rimetterle in piedi. Stiamo combattendo duramente perché questo avvenga e questa fiera è per noi una scommessa sul futuro. Stiamo scrivendo insieme il nuovo Psr: lo struttureremo in modo più facile, costruiremo bandi meno assurdi di quelli scritti in passato e cercheremo di dare un indirizzo strategico. L’agricoltura pugliese deve insistere sulle coltivazioni specializzate e deve migliorare. Bisognerà semplificare la gestione di questa grande massa di denaro del Psr che deve essere distribuita con un criterio condiviso con le organizzazioni agricole e con gli operatori del settore. È proprio da oggi che cominceremo questa riflessione comune: ho chiesto a Federunacoma (associazione di Confindustria dei produttori di macchinari agricoli) di partecipare con il proprio punto di vista di portatori di cultura dell’innovazione, alla redazione di questa rivoluzione dell’agricoltura pugliese”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenendo questa mattina alla Fiera del Levante di Bari per l’inaugurazione dell’edizione 2019 di Agrilevante, rassegna specializzata per il mondo dell’agricoltura.

Volatilità dei prezzi e rischio d'impresa: a Foggia convention del mondo zootecnico

Volatilità dei prezzi e rischio d'impresa: a Foggia convention del mondo zootecnico

FOGGIA - La volatilità dei prezzi nei mercati agricoli e la gestione dei rischi dell'impresa agricola e zootecnica saranno i temi al centro della conferenza in programma il 10 ottobre a Foggia nell'ambito del progetto "SI Zootecnia", acronimo di "Sostenibilità ed Innovazione: iniziative di informazione per la filiera zootecnica", promosso da CIA Agricoltori Italiani Puglia. L'evento, destinato a tutti gli operatori della filiera, sarà ospitato nell'Aula 2 "Donato Pastore" del Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell'Ambiente dell'Università di Foggia (Via Napoli, 25), dalle 10 alle 13. Saranno presentati i risultati dell'adozione di validi strumenti assicurativi per contrastare la volatilità dei prezzi e per gestire i rischi (clima, mercati globalizzati, accesso al credito, ecc.) e saranno illustrate buone pratiche extraregionali rappresentate da modelli di produzione sostenibile.

Dopo i saluti di Agostino Sevi, direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell'Ambiente dell'Università di Foggia, interverranno Danilo Lolatte, direttore regionale CIA Puglia; Raffaele Carrabba, presidente regionale CIA Puglia; Antonio Lopolito e Fabio Santeramo, Ricercatori in Economia e Estimo Rurale, che relazioneranno sul tema "La gestione dei rischi dell'impresa agricola e zootecnica"; Maurizio Prosperi e Antonio Stasi, Ricercatori in Economia e Estimo Rurale che relazioneranno sul tema "Volatilità dei prezzi nei mercati agricoli: cause, impatti e strategie di difesa"; Mariangela Caroprese, professore associato Unifg.

Si tratta del secondo appuntamento informativo del progetto, partito il 24 settembre scorso da Putignano (BA), targato CIA Puglia e realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell'Ambiente dell'Università degli Studi di Foggia e sostenuto dal Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambiente della Regione Puglia nell’ambito del PSR 2014-2020, Misura 1 “Trasferimento di conoscenze e azioni di formazione”, Sottomisura 1.2 “Sostegno ad attività dimostrative e azioni di informazione”. "SI Zootecnia" è finalizzato soprattutto ad aumentare le conoscenze dei produttori primari rispetto alle potenzialità dell'aggregazione in una logica di filiera, migliorando la produzione e il reddito delle imprese. Il convegno sarà trasmesso in diretta streaming nelle sedi CIA di Santeramo in Colle (Viale Ofanto,51), Castellaneta (Via II Traversa San Martino), Ostuni (Via Ravenna, 34) e Giuggianello (Via del Mare, 11) e a Minervino Murge nella Cooperativa San Michele (Strada Provinciale 230).

È possibile iscriversi online agli eventi informativi compilando il form al seguente link: https://bit.ly/2lg003N

Uva da tavola: 60 cent ai produttori ma fino a 6 euro in supermercato

Uva da tavola: 60 cent ai produttori ma fino a 6 euro in supermercato


TARANTO – «Ce la pagano quasi niente, tanto vale regalarvela». È questo il messaggio disperato che i produttori pugliesi di uva da tavola, ma anche gli agricoltori di altri settori, hanno lanciato commentando le foto pubblicate dalla pagina facebook di Cia Agricoltori Italiani della Puglia (www.facebook.com/ciaagricoltoripuglia).

Le immagini, pubblicate lo scorso 2 ottobre, sono state viste, condivise e commentate da oltre 100mila persone, diventando subito virali.

Ai produttori di uva da tavola, una vera e propria eccellenza pugliese, sono corrisposti mediamente 60 centesimi al chilogrammo; lo stesso prodotto la Grande Distribuzione Organizzata lo vende ai consumatori a un prezzo che può variare dai 2 ai 6 euro, vale a dire fino a 10 volte di più di quanto riconosciuto all’azienda agricola.

«C’è uno squilibrio evidente, che dovrebbe destare scandalo – ha dichiarato il presidente regionale di CIA Puglia Raffaele Carrabba – Stiamo parlando di redditività per le aziende agricole, della possibilità per i produttori di ricevere un giusto compenso per ciò che producono. Questo significherebbe avere imprese agricole che possono continuare a creare posti di lavoro, avendo le risorse necessarie a investire anche sulla qualità e la salubrità del prodotto. La corsa al ribasso, tra l’altro, vale solo per i produttori, poiché sui consumatori la GDO compie ricarichi che arrivano a 10 volte il prezzo corrisposto agli agricoltori».

«È un problema molto serio – ha aggiunto Sergio Curci, responsabile regionale GIE Ortofrutta per CIA Puglia (Gruppi di Interesse Economico) – che non riguarda soltanto l’uva da tavola, ma la quasi totalità dei prodotti agricoli».

«Il problema è avvertito in tutto il Foggiano» – ha spiegato il presidente provinciale di CIA Capitanata, Michele Ferrandino.

«Stiamo lavorando da anni, anche nel Barese, per favorire la costituzione delle OP, le Organizzazioni di Produttori, e più in generale l’aggregazione che assicura un maggiore potere contrattuale nei confronti di parte industriale e GDO» – ha dichiarato Felice Ardito, presidente provinciale di CIA Levante. «Molto spesso – ha aggiunto Pietro De Padova, presidente provinciale CIA Due Mari (Taranto-Brindisi) – i produttori, loro malgrado, sono costretti a lasciare sulle piante i prodotti del loro lavoro: tutto questo è inaccettabile e mortificante».

«Viviamo la stessa situazione anche nelle province salentine» – ha spiegato Benedetto Accogli, presidente provinciale di CIA Salento.

Xylella: Nardone risponde a Coldiretti

Xylella: Nardone risponde a Coldiretti

BARI - Il direttore del Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia Gianluca Nardone risponde alla nota odierna di Coldiretti con riferimento alle 1004 istanze delle aziende agricole per ottenere i pagamenti per il reimpianto di olivi danneggiati da xylella, relativa al bando chiuso a fine ottobre 2018. Si precisa che delle 1004 istanze, 536 sono state ammesse in virtù della dotazione in capo al PSR (16 milioni di euro in totale), le altre 468 sono state ammesse ad istruttoria sulla base delle risorse ministeriali (30 milioni di euro).

“Il numero delle aziende finanziate - dichiara Nardone - da adesso aumenterà in maniera molto veloce, perché i maggiori ostacoli sono stati superati. L’istruttoria si presentava complessa a causa della precedente normativa nazionale che è stata semplificata solo dal 1 giugno 2019, proprio su richiesta della Regione Puglia. Tutte le istanze correttamente impostate sono state ammesse a finanziamento, le altre avevano problemi di completezza documentale o erronee autodichiarazioni: per velocizzare la procedura di ammissibilità il Dipartimento ha messo insieme una squadra di venti persone dedicata al riesame delle istanze e al supporto dei tecnici.

Si aggiunga che le 468 istanze ammesse ad istruttoria sulla base delle risorse ministeriali hanno presentato la documentazione utile entro il 30 settembre 2019, ovvero la scorsa settimana.

Alle aziende che già sono state oggetto di decreto di concessione e a quelle che presto ad esse si aggiungeranno è data la possibilità di ottenere un anticipo pari al 50% del contributo dietro presentazione di fideiussione”.

Xylella: ritrovati altri 4 alberi infetti a nord di Brindisi, 2 sono in area demaniale

Xylella: ritrovati altri 4 alberi infetti a nord di Brindisi, 2 sono in area demaniale

BRINDISI - Con determina del dirigente della Sezione Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia del 1° ottobre scorso è stata disposta la estirpazione di altri 4 ulivi infetti riscontrati negli ultimi giorni in agro di Fasano a nord di Brindisi. Continuano, purtroppo ad arrivare i risultati del monitoraggio avviato il 5 agosto scorso da Arif (l’Agenzia regionale per gli interventi irrigui e forestali). Monitoraggi che hanno portato alla individuazione di altri quattro ulivi infetti sul territorio di Fasano.

Due ricadono in un terreno di proprietà privata posto ridosso della strada statale 379 lato monti, nei pressi della uscita per la zona industriale Fasano sud. Gli altri due, invece,  ricadono sempre a ridosso della statale 379 nei pressi della uscita “Torre Canne sud”, in un’area intestata a “Demanio dello Stato Ramo Strade”, e sono distanti poche centinaia di metri a linea d’aria dall’altro olivo infetto ritrovato a dicembre scorso.

“Ormai è una battaglia contro il tempo ma anche contro i ritardi o addirittura i mancati adempimenti da parte delle pubbliche amministrazioni proprietarie di strade e terreni – dichiara il vicepresidente della Cia – Agricoltori Italiani di Puglia Giannicola D’Amico -. I due alberi infetti ritrovati negli ultimi giorni nei pressi della statale 379 all’altezza della uscita “Torre Canne sud” ricadono, infatti, in un’area di pertinenza Anas, sulla quale non sono state minimamente eseguite né le buone pratiche agricole né i trattamenti fitosanitari, al momento unica azione preventiva possibile, insieme alle eradicazioni. Gli sforzi e i sacrifici degli agricoltori vengono così vanificati dalla mancata esecuzione delle buone pratiche e dei trattamenti fitosanitari da parte degli enti pubblici titolari di strade, canali, ferrovie, terreni interessati dalla emergenza Xylella – prosegue D’Amico -. Anche su questo va aperta una seria riflessione e servono risorse aggiuntive, oltre quelle già stanziate e da stanziare per gli agricoltori, da destinare agli enti pubblici. È inaccettabile, infatti, che migliaia di agricoltori nei mesi scorsi, sobbarcandosi ingenti spese non previste e mai ristorate, abbiano eseguito le lavorazioni ai terreni e i trattamenti fitosanitari rispettando tempi e norme, mentre gli enti pubblici, per i noti problemi di mancanza di risorse economiche, non abbiano fatto altrettanto. L’esecuzione delle buone pratiche da parte della stragrande maggioranza degli agricoltori nei mesi scorsi, come anche la celerità con la quale in appena 7 giorni sono stati eradicati gli altri due alberi ritrovati infetti a Fasano, grazie proprio alla sensibilità e alla disponibilità dei proprietari, si scontrano purtroppo con i mancati adempimenti che, invece, avrebbero dovuto e devono fare gli enti pubblici sulle aree di propria competenza. Ci auspichiamo ora che chi ha competenza sul Demanio dello Stato Ramo Strade non perda tempo e proceda immediatamente alla eradicazione di queste piante come prescritto dalla Regione Puglia. Da sempre sosteniamo che la Xylella non avrebbe atteso i tempi della politica, della burocrazia e della giustizia. Senza dimenticare che questi ultimi ritrovamenti ricadono nella Piana degli Ulivi Monumentali, che oltre ad avere un valore produttivo ha anche un importante valore paesaggistico e di forte appeal turistico. E a tal riguardo sollecitiamo la Regione Puglia a varare, senza perdere altro tempo, le linee guide per i sovrainnesti degli ulivi monumentali, che restano al momento l’unica speranza per poter tutelare gli ulivi secolari”.

“Speriamo che le altre decine e decine di alberi per i quali si attendono le analisi sia a Fasano che nel resto dei territori monitorati, sia in provincia di Brindisi che in provincia di Taranto, risultino negativi, altrimenti la situazione si comprometterà ulteriormente – evidenzia il presidente della Cia – Agricoltori Italiani Due Mari (Taranto –Brindisi) Piero De Padova -. Non bisogna abbassare la guardia e occorre seguire alla lettera i protocolli scientifici senza rincorrere notizie false e teorie surreali, che tanto credito hanno avuto in questi ultimi anni. Occorre che il monitoraggio delle piante ma anche del vettore non subisca battute di arresto, Anzi va potenziato ed esteso anche alle aree sulle quali, invece, non è più previsto, proprio per non lasciare morire interi territori e un intero patrimonio, come purtroppo avvenuto per il Salento. Il tutto – conclude De Padova - anche per consentire anche gli “abbattimenti volontari”, con un adeguato ristoro agli agricoltori e con l’obbligo di reimpianto sia di olivo che di altre specie consentite. Come occorre non perdere un minuto di tempo per far eseguire le eradicazioni, assicurando agli agricoltori danneggiati ristori concreti, certi e rapidi”.

Gelate 2018, pratiche al palo: CIA Puglia chiede l'intervento della Regione

Gelate 2018, pratiche al palo: CIA Puglia chiede l'intervento della Regione

BARI - "Nonostante gli sforzi profusi per dare una risposta agli olivicoltori che sono stati gravemente danneggiati dalle gelate che hanno colpito il territorio della regione Puglia dal 26 al 28 febbraio 2018, ad oggi la stragrande maggioranza dei Comuni non ha ancora proceduto all’avvio delle istruttorie delle domande presentate per le carenze di personale, insufficiente a soddisfare le numerose domande pervenute". È l'incipit della nota a firma del presidente regionale CIA Puglia Raffaele Carrabba inviata alla Regione Puglia per segnalare i ritardi accumulati nell'istruttoria delle pratiche, di competenza comunale in virtù della Legge regionale n.24/90.

"Questa situazione - prosegue il presidente Carrabba - sta determinando un aggravio delle difficoltà delle aziende agricole che ad oltre un anno e mezzo dagli eventi atmosferici avversi non vedono ancora riconosciuto un loro diritto". La missiva, avente ad oggetto la richiesta dei benefici per calamità atmosferica in riferimento alle gelate dal 26 al 28 febbraio 2018, è stata inviata al Governatore Michele Emiliano, in considerazione della sua delega alle Risorse Agroalimentari, al Direttore del Dipartimento Agricoltura Gianluca Nardone, al Direttore della Sezione Competitività delle Filiere Agroalimentari Luigi Trotta, alla Sezione Coordinamento Servizi Territoriali del Dipartimento Agricoltura nella persona di Rosa Fiore, e a Francesco Matarrese dell'Ap Servizi al Territorio. CIA Puglia sollecita, così, un intervento delle strutture regionali per accelerare i tempi dell'istruttoria e la liquidazione dei benefici spettanti agli aventi diritto.

I ritardi riguardano soprattutto le province di Bari e della Bat. "Non è tollerabile un'attesa di un anno e mezzo - afferma il presidente CIA Levante Felice Ardito -. Esattamente il giorno dopo gli eventi calamitosi, i nostri agricoltori hanno dovuto rimboccarsi le maniche per rimettere in piedi le loro aziende e ristabilire le condizioni necessarie affinché potessero produrre reddito. È inconcepibile che paghino lo scotto delle inefficienze della macchina amministrativa di Comuni endemicamente sotto organico".

Puglia e agricoltura: entusiasti i partner stranieri di Innovagro

Puglia e agricoltura: entusiasti i partner stranieri di Innovagro

FOGGIA – “Gli imprenditori stranieri, i rappresentanti delle Camere di Commercio e delle istituzioni internazionali partner di Innovagro sono stati entusiasti delle nostre aziende agricole e delle strutture che hanno conosciuto. Il bilancio dei tre giorni di visite, meeting, b2b e contadinner è estremamente soddisfacente”. E’ Danilo Lolatte, direttore regionale e coordinatore delle attività progettuali di CIA Puglia a tirare le somme delle tre giornate (26-27 e 28 settembre 2019) durante le quali Foggia, Orsara di Puglia e Canosa hanno ospitato gli eventi relativi a “Innovagro”, progetto finanziato nell’ambito di Interreg Adrion, Fondo Europeo per lo Sviluppo dell’Unione Europea, per rafforzare i rapporti di scambio e cooperazione in ambito agricolo fra Italia, Albania, Grecia, Serbia e Slovenia. “Tecnicamente, abbiamo proseguito e consolidato le relazioni di collaborazione, di rete e di scambio con i partner di progetto”, ha spiegato Massimo Fragassi, capo ufficio legislativo e coordinatore degli eventi e dei meeting Cia Puglia.

INTERREG ADRION, LA VIA DELLO SVILUPPO - La delegazione di imprenditori e rappresentanti di enti e istituzioni provenienti da Albania, Grecia, Serbia e Slovenia per tre giorni ha avuto come base Foggia. Gli ospiti hanno visitato la città, sono stati accolti nella sala Fedora del Teatro Umberto Giordano, hanno svolto la riunione operativa del partenariato nella sede CIA Agricoltori Italiani della Puglia di via Piave. Il 26 settembre, hanno visitato l’azienda agricola, l’orto e i vigneti di Peppe Zullo, a Orsara, dove si è tenuto il workshop incentrato su “Turismo esperienziale nel settore agricolo e rurale”. “Il mare e i nostri paesaggi rurali ci uniscono in un destino comune, come l’Europa”, ha spiegato Lolatte. “L’agricoltura, la green economy e la blue economy non sono soltanto le nostre radici, ma rappresentano anche il nostro futuro”. A Orsara, l’apertura dei lavori, dopo i saluti del vicepresidente di CIA Puglia Andrea Iaffaldano, è stata affidata al greco Thodoris Tsimrikidis, Innovagro Project Manager. Sono seguite le relazioni dei docenti dell’Università di Foggia, Antonio Stasi e Mariarosa Lombardi. Dante De Lallo, del GAL Daunia Rurale 2020. Alle 17.30, ha illustrato i nuovi progetti dei Gruppi di Azione Locale relativi alla cooperazione internazionale. L’incontro è proseguito con i contributi di Darko Jaksic, Centro per la Viticoltura di Belgrado; Boban Ilic, Gruppo di lavoro per lo Sviluppo Rurale nelle regioni dell’Europa dell’Est; Evangelos Grigoroudis, Università di Creta; Makraki Charitaki Crisa, Regione di Creta; Michele Masciale e Antonella Montanarella, Hotel management school “Gasparrini” di Melfi.

LA CONTADINNER, VAZAPP MODELLO INTERNAZIONALE - Venerdì 27 settembre, la “carovana” internazionale di Innovagro si è spostata a Canosa di Puglia, ospite per l’intera giornata di una struttura più unica che rara, quella di Canosa sotterranea, nella tenuta della famiglia Leone, posta nel cuore di vigneti e uliveti a perdita d’occhio, tipico esempio di un’azienda multifunzionale capace di unire cultura, archeologia e agricoltura. Partner internazionali, imprenditori italiani e stranieri sono stati protagonisti di incontri b2b e di una “contadinner”, l’esperimento di agricoltura sociale e di rete rurale più innovativo d’Europa condotto da Vazapp, hub rurale che nasce a Foggia e mette insieme le migliori esperienze ed eccellenze dell’agricoltura del Sud. Proprio nel capoluogo dauno, infine, si è tenuta la riunione operativa finale che ha già messo in calendario il prossimo incontro del partenariato, in programma il prossimo novembre a Creta.

Xylella, Fitto: "Regione multa se stessa, non siamo su Scherzi a parte!"

Xylella, Fitto: "Regione multa se stessa, non siamo su Scherzi a parte!"

BARI - In merito all’articolo del Quotidiano di Puglia: “La Regione ‘multa’ se stessa - Ritardi dell’Arif” il co-presidente del gruppo europeo ECR-FRATELLI D’ITALIA, on. Raffaele Fitto ha commentato su Twitter “Naturalmente non siamo su Scherzi a parte. Siamo in REGIONE PUGLIA con i cittadini più atTAPIRATI d'Italia! #Xylella”.

Xylella e taglio piante infette, Amati: "Arif non faccia proclami ma agisca"

Xylella e taglio piante infette, Amati: "Arif non faccia proclami ma agisca"

BARI - “Il compito di Arif non consiste in annunci e proclami, ma in azioni concrete. I proprietari dei due alberi di Fasano, a cui va il più sentito ringraziamento, hanno già comunicato la disponibilità: a quando l’intervento dell’Arif? Si può sapere la data in cui saranno effettuati i trattamenti preventivi e l’estirpazione?”. Lo comunica il Presidente della Commissione regionale bilancio,  Fabiano Amati.

“Dopo l’adozione nei giorni scorsi degli atti di estirpazione di numerosi ulivi infetti, con il caso più avanzato riguardante il territorio di Fasano, è partita una notevole e giusta campagna di comunicazione per accelerare i tempi. A questa campagna sta partecipando anche l’Arif, cioè l’agenzia incaricata di eseguire i provvedimenti di estirpazione, che però omette di riferire la cosa più importante, cioè la data in cui saranno effettuate le operazioni. Ciò rileva in particolare per il caso di Fasano, ove i proprietari delle due piante hanno già dato ampia disponibilità con comunicazione ufficiale, cioè collaborando in modo encomiabile con l’amministrazione pubblica. Se dunque la comunicazione non vale più dell’azione, ci aspettiamo che già dalla giornata di domani possano cominciare le operazioni previste o al più tardi nei primi giorni della settimana prossima. Staremo a vedere. Resta ovviamente e clamorosamente in piedi - conclude Amati - la questione di tutte le piante infette oggetto di ordinanza d’estirpazione ancora non eseguite, nonostante la scadenza dei termini assegnati. Ribadisco per l’ennesima volta la questione, perché la battaglia per contenere la Xylella non si fonda sulla produzione di carte ma sulla esecuzione di ciò che nelle carte è scritto”.

Caporalato, Cia Puglia: “Far funzionare i Centri per l’Impiego”

Caporalato, Cia Puglia: “Far funzionare i Centri per l’Impiego”

BRINDISI – “Se, tutti insieme, facciamo funzionare il sistema pubblico, allora possiamo sconfiggere il caporalato. Servono risposte ed efficienza sull’incontro tra domanda e offerta di lavoro agricolo, con centri per l’impiego che funzionino davvero; occorre intervenire sui servizi per il trasporto; è necessario, infine, garantire redditività agli agricoltori, riequilibrando i rapporti di forza con la parte industriale e la Grande Distribuzione Organizzata”. E’ Pietro De Padova, presidente provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), a tornare sulla piaga caporalato dopo l’incontro col Prefetto di Brindisi Umberto Guidato e il capo di Gabinetto della Prefettura Maria Antonietta Olivieri.

I CENTRI PER L’IMPIEGO. Spogliare i caporali della posizione di potere che è data loro dalla gestione e distribuzione della manodopera: questo, secondo la declinazione provinciale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, è il punto nodale della questione. “Domanda e offerta di lavoro devono incrociarsi in modo trasparente, e per fare questo occorre che i Centri per l’Impiego siano dotati del personale e degli strumenti necessari a svolgere in modo efficace il loro ruolo”, ha aggiunto De Padova. “Sappiamo che non è facile, ma è l’unica via per sottrarre potere al caporalato.

CIA Puglia: cordoglio per la tragica scomparsa di Mario Di Cristo

CIA Puglia: cordoglio per la tragica scomparsa di Mario Di Cristo

TARANTO – “Siamo addolorati e sconvolti per la tragica scomparsa di Mario Di Cristo, un uomo perbene, uno stimato imprenditore agricolo. Esprimiamo il nostro cordoglio ai familiari e a quanti hanno potuto apprezzarne le qualità conoscendolo e collaborando con lui”. E’ Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi), a esprimere a nome di CIA Agricoltori Italiani della Puglia lo sconcerto e il dolore per la brutale aggressione di cui è stato vittima Mario Di Cristo, 79enne imprenditore del settore ortofrutticolo, associato CIA, la cui azienda opera da oltre trent’anni nella parte occidentale della provincia di Taranto. 

Aveva origini campane, ma la terra jonica era diventata la sua casa, la sua vita e il suo futuro. L’uomo qualche giorno fa si trovava in un’azienda agricola di Policoro, in provincia di Matera, quando, intervenendo per soccorrere una donna aggredita da due persone, è stato a sua volta aggredito. Era stato ricoverato d’urgenza, purtroppo non ce l’ha fatta. “Mario, padre di tre figli – Aniello, Giuseppina e Patrizia – da qualche anno era vedovo”, ha aggiunto Rubino. “Persona umile, grande lavoratore, era rispettato da tutti. 

La sua azienda, denominata Mario e Aniello Di Cristo, opera nel settore della lavorazione dell’ortofrutta sia a Palagianello che a Castellaneta e in tutta la provincia di Taranto. Nostro associato da tantissimi anni, ha più volte collaborato con noi, fornendoci in diverse occasioni i prodotti che portavamo nelle manifestazioni e nei tanti eventi organizzati ogni anno dalla CIA”, ha spiegato Rubino.

Xylella, M5S: “Situazione rischia di peggiorare con il caos nell’Arif. Agricoltori ormai allo stremo”

Xylella, M5S: “Situazione rischia di peggiorare con il caos nell’Arif. Agricoltori ormai allo stremo”

BARI - “La condanna dell’Unione Europea all’Italia per non aver attuato le misure per il contrasto alla diffusione della Xylella, è l’ennesimo fallimento di cui  Emiliano e tutto il centrosinistra dovranno rispondere agli agricoltori. Lo scaricabarile sulla Giunta precedente non lo assolve in alcun modo da una gestione della situazione all’insegna dell’improvvisazione, con l’approvazione di una legge per il contrasto alla batteriosi del tutto inefficace, il cui perno sarebbe stato l’ARXIA, ennesimo poltronificio per fortuna mai creato grazie all’opposizione. Ora la situazione è ancora più confusa con il caos nell’Arif, dovuto alle dimissioni del commissario Milillo, che di fatto sta rallentando il piano anti Xylella. Il tutto nel silenzio del Presidente/assessore all’Agricoltura (auspichiamo ad interim per il bene dei nostri agricoltori) che non ha ancora detto una parola sull’Agenzia, limitandosi a ridistribuire ai subcommissari le deleghe del Commissario”. Lo dichiarano i consiglieri del Movimento 5 Stelle.

“L’ex ministro Lezzi - continuano i pentastellati - sin dall’inizio del suo mandato aveva avviato una interlocuzione seria con gli agricoltori, a lungo abbandonati dai governi precedenti, e le associazioni di categoria per la lotta alla Xylella e stanziato risorse importanti. Un percorso che siamo certi proseguirà anche con il nuovo Governo. La Regione però deve fare la sua parte e rendere l’Arif davvero operativa a differenza di quanto accaduto finora, come testimoniato anche dal dottor Milillo nella sua lettera di dimissioni. Serve una seria programmazione per far sì che l’Agenzia prosegua con monitoraggi e abbattimenti e per un piano per la rigenerazione del paesaggio che non si basi solo sull’aspetto economico. Tra Xylella, PSR fermo, impianti irrigui inefficienti e mancate richieste della Regione dello stato di calamità per le gelate dello scorso maggio, i nostri agricoltori sono ormai allo stremo. Serve è un programma serio per il rilancio del settore, non le sceneggiate sui trattori”.

Xylella: Corte di Giustizia Ue condanna l'Italia

Xylella: Corte di Giustizia Ue condanna l'Italia

BARI - “L’Italia è venuta meno all’obbligo ad essa incombente di attuare misure per impedire la diffusione del batterio Xylella Fastidiosa, che può provocare la morte di numerose piante, in particolare degli olivi”. Oggi la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha reso note le motivazioni della sentenza con la quale accoglie in parte il ricorso presentato dalla Commissione europea contro la Repubblica italiana per le inadempienze in materia di contenimento del contagio da Xylella.

“La sentenza della Corte di Giustizia conferma quanto da noi sostenuto e purtroppo evidenziato nel corso di questi ultimi anni”, dice Pantaleo Greco, presidente della Federazione nazionale Olivicola di Confagricoltura, delegato per il dossier Xylella. “Il comportamento ondivago delle istituzioni italiane ci ha portato in questa situazione - prosegue Greco - Al danno si aggiungerà la beffa. I provvedimenti legislativi che abbiamo ottenuto sono arrivati con indescrivibile ritardo e ne pagheremo le conseguenze per i prossimi anni. Ora qualsiasi aiuto che speravamo di avere dall’Unione europea verrà meno”.

“La questione Xylella è diventata ormai per l’Italia intera un problema che mina la credibilità, anche istituzionale del nostro Paese, oltre ad essere una vera sciagura per l’economia agricola della Puglia” dice Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia. “La politica, sia locale che nazionale - aggiunge - ha preso troppo alla leggera la questione. E queste sono le conseguenze. Dal precedente governo avevamo avuto rassicurazioni, promesse e in parte anche fondi. Ma una buona parte degli interventi necessari per risanare il Salento e permettere all’Italia di non perdere la faccia su questa storia sono ancora lontani. Chiediamo al nuovo Governo e al neo ministro Teresa Bellanova di ottimizzare quanto fin qui fatto e procedere in una direzione finalmente chiara”.

XYLELLA, FITTO: LA CORTE UE CONDANNA L’ITALIA, MA IL COLPEVOLE E’ SOLO UNO, IL PRESIDENTE EMILIANO - Dichiarazione del co-presidente del gruppo europeo ECR-FdI, on. Raffaele Fitto. “Nel giorno del suo insediamento al Ministero dell’Agricoltura, Teresa Bellanova troverà sulla sua scrivania una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea indirizzata formalmente all’Italia, ma che ha un preciso destinatario: la Regione Puglia e il suo presidente Michele Emiliano. La Corte UE condanna le Istituzioni italiane per i ritardi nei monitoraggi e l’abbattimento degli ulivi colpiti da Xylella".

“Oltre il danno (del batterio) ora la beffa del pagamento di una sanzione. Ed è solo l’inizio di una sciagurata gestione regionale di un’emergenza che poteva e doveva essere affrontata anni fa eradicando quelle che allora erano le piante infette circoscritte solo a una provincia (quella di Lecce) invece di far arrivare il batterio nel Tarantino e nel Barese. Per ora".

“Emiliano, insieme al Movimento 5stelle, sono colpevoli di essersi schierati nei primi anni di questa legislatura regionale al fianco dei negazionisti, di coloro che gridavano al complotto e hanno impedito che si realizzasse il Piano Silletti".

“Oggi la situazione è anche peggiore: manca un assessore all’Agricoltura e il commissario dell’Agenzia (ARIF), che si sarebbe dovuto occupare dell’emergenza, se ne è andato sbattendo la porta!".

“Pur ribadendo un giudizio totalmente negativo sul nuovo Governo, mi auguro che il neo ministro pugliese Bellanova possa affrontare questo dramma in modo deciso e soprattutto in totale discontinuità con il disastro attuale. In tal caso non mancherà la nostra collaborazione istituzionale nell’interesse del settore e del nostro territorio”.

Puglia, 500mila euro per la gelata 2018, Cia Puglia: “Insufficienti”

Puglia, 500mila euro per la gelata 2018, Cia Puglia: “Insufficienti”

BARI - Ammonta a 500mila euro la dotazione finanziaria del bando pubblico per la concessione di “Contributi a favore delle imprese agricole sulle spese sostenute, per pratiche agronomiche straordinarie, per la ripresa della coltivazione dell’ulivo nelle aree colpite dalla gelata 2018”. La Regione Puglia ha pubblicato sul BURP la relativa determina numero 189. “E’ un primo passo che valutiamo solo in parte positivamente”, ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia. 

“La dotazione finanziaria, purtroppo, è insufficiente”, ha aggiunto Carrabba. “Con 500mila euro”, ha spiegato Felice Ardito, presidente provinciale di CIA Levante, “si riuscirà a dare risposte solo per 1000 ettari di oliveti. Questo significa che rimarranno esclusi dai contributi migliaia di ettari coltivati da piccoli e medi coltivatori diretti e imprenditori agricoli”. CIA Agricoltori Italiani della Puglia, dunque, chiede che la dotazione finanziaria sia aumentata, in modo da consentire a tutti gli olivicoltori colpiti dalla gelata del 2018 di ripristinare il potenziale produttivo olivicolo delle proprie aziende agricole”.

Tendoni distrutti dal racket nel barese: protesta e proposta del presidente Loizzo

Tendoni distrutti dal racket nel barese: protesta e proposta del presidente Loizzo


BARI - Ancora tendoni di uva da tavola danneggiati nelle campagne tra Casamassima e Conversano e tra Adelfia e Cassano delle Murge. “Il racket ai danni dei coltivatori è l’ennesima calamità che si aggiunge a quelle che affliggono la nostra agricoltura ed è un fenomeno da affrontare con ogni mezzo”: denuncia e proposta nelle parole del presidente del Consiglio regionale della Puglia Mario Loizzo. 
“Da tempo - osserva - il mondo agricolo è sottoposto ad una pressione inaccettabile da parte della criminalità organizzata e non, con furti di attrezzi agricoli, sottrazione della produzione, estorsioni e danni agli impianti, come si vede nelle ultime vicende dei tendoni”. 
Per il presidente Loizzo “non si può continuare a lasciare le nostre campagne come terra di nessuno, senza controlli e protezione. Occorre un’azione coordinata degli organi di polizia, attraverso le Prefetture, per tentare di arginare, prevenire e dove necessario colpire i criminali. 
Ed ecco la proposta del presidente de Consiglio regionale: “se ci sono difficoltà di organico delle forze dell’ordine nel contrastare un fenomeno tanto diffuso in territori oggettivamente estesi, occorre forse penare a rafforzare i vecchi consorzi di vigilanza campestre, anche attraverso il mondo professionale e le rappresentanze di categoria agricole, cercando forme possibili di finanziamento e incentivazione regionali”.

Roghi in Salento: bruciati 1.300 ulivi

Roghi in Salento: bruciati 1.300 ulivi


LECCE - Coldiretti Puglia lancia l'allarme: sono 1.300 gli ulivi andati in fumo nella provincia di Lecce durante questa estate. Di questi, 700 ad Ugento e 500, in un unico rogo, a Tricase.
70 gli interventi effettuati dai Vigili del Fuoco, ai quali - come precisato da Coldireti - "vanno sommati quelli della Protezione Civile che ha spento il rogo di 900 ulivi". "Sono migliaia - riferisce il presidente, Savino Muraglia - gli ulivi bruciati da maggio nel Leccese in campi abbandonati, con alberi secchi e morti per la Xylella, con un rilevante problema sicurezza nelle campagne desolate e piene di erbe infestanti secche. Quanto sta accadendo è vergognoso - aggiunge - perché oltre ad aver subito un danno incalcolabile al patrimonio olivicolo, gli agricoltori non riescono ancora ad espiantare e reimpiantare per fanta interpretazioni del Decreto Emergenze in agricoltura che contiene tutte le deroghe ai vincoli che impedivano lo svellimento volontario delle piante morte".

Direttore Dipartimento Agricoltura incontra Associazioni sindacali

Direttore Dipartimento Agricoltura incontra Associazioni sindacali


Non far calare l’attenzione su alcune questioni ancora irrisolte o trascurate che riguardano i quattro Consorzi di Bonifica di Puglia commissariati (Terre d’Apulia, Arneo, Ugento e Li Foggi, Stornara e Tara): è questo l’obiettivo delle organizzazioni sindacali di categoria Filbi Uil Ugento-Li Foggi, Flai Cgil Bari, Fai Cisl Foggia, Fai Cisl Ugento e Arneo- Nardò, Fai Bari, Fai Cisl Puglia, Fai Bari e Filbi Puglia con la richiesta di riavvio di un confronto sul comparto.

L’incontro con il direttore del Dipartimento Agricoltura, Sviluppo rurale e ambientale della Regione Puglia Gianluca Nardone si è svolto anche alla presenza del commissario unico straordinario dei Consorzi di Bonifica Alfredo Borzillo per sottoporre all’attenzione del governo regionale le azioni e gli interventi necessari e urgenti di carattere programmatico e di cambiamento per l’intero ente e il comparto agricolo con la priorità di salvaguardare e valorizzare tutte le professionalità.

Tra i punti sottoposti all’attenzione di Nardone ci sono stati il reperimento/ individuazione di una dotazione finanziaria consistente per assicurare la gestione dei Consorzi commissariati e mantenere i contratti di lavoro dei dipendenti almeno fino a fine 2019.

Nell’incontro non si è mancato di far notare la preoccupazione per la richiesta di individuazione di finanziamenti per le somme da destinare esclusivamente alle opere di manutenzione straordinaria poiché questo renderebbe più efficiente l’operatività consortile e garantirebbe servizi efficaci ai consorziati. È a un punto fermo da due anni, inoltre, la questione ‘Consorzio unico’ rispetto e tempi e modalità per cui un incontro con il presidente della Regione e neo 'assessore' all’Agricoltura Michele Emiliano per i sindacati è più che auspicabile.

“Dobbiamo puntare anche ad una più adeguata qualificazione dell’organico per potenziare le capacità progettuali del consorzio perché vogliamo contare su risorse che possano aiutarci a crescere qualitativamente come ente – dice il commissario unico straordinario Borzillo -: l’altro punto importantissimo che vorremmo mantenere è l’istituzione di un tavolo permanente per la ricognizione e mappatura dei pozzi gestiti da Arif, Consorzi di Bonifica, Aqp e privati per dare seguito alla legge regionale che prevede la creazione di una consulta regionale>.

“Questo primo incontro con il dott. Nardone - chiosa Borzillo - rappresenta per noi un importante segno di apertura alla risoluzione di annosi problemi perché dimostra la ferrea volontà regionale di svolgere quel ruolo di ‘garanzia’ per tutti gli agricoltori pugliesi”.

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