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Xylella: presentata la legge speciale per ricostruire il territorio devastato

LECCE - Una legge speciale per il Salento. È stata presentata questa mattina, nella sede di Confagricoltura Lecce, la proposta di «legge quadro, di iniziativa popolare, per la ricostruzione del territorio e del sistema socio-economico e ambientale nelle zone colpite da xylella». Tale documento è stato depositato nei giorni scorsi, a Roma, in Corte di Cassazione, da una delegazione composta dai rappresentanti dell'Unione provinciale agricoltori.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti, sono state spiegate le finalità della proposta di legge e distribuito un report contenente i principali dati sulle aziende e sulla manodopera agricola salentina.

Sono intervenuti Maurizio Cezzi, presidente di Confagricoltura Lecce; Diego Lazzari, direttore di Confagricoltura Lecce; Davide Stasi, direttore dell'Osservatorio economico e autore del lavoro di ricerca e di elaborazione dati sul settore primario.

In particolare, l’articolo 71 della Costituzione consente ai cittadini di presentare, attraverso una raccolta di firme, di presentare, ai presidenti di uno dei due rami del Parlamento, un progetto di legge, affinché sia discusso e votato. Nel documento si dettano disposizioni per l'intervento pubblico nei territori colpiti dalla xylella, poiché la estensione e la diffusione del batterio sono in crescita progressiva, compromettendo gravemente l'economia, il paesaggio e l'ambiente. L'articolato intende completare le attuali disposizioni di legge in materia di calamità (decreto legislativo 102 del 29 marzo 2004) e degli schemi di riforma attualmente presenti ed in discussione della legge medesima, assicurando una programmazione che veda come soggetto attivo la comunità insediata sul territorio.

Successivamente sono stati illustrati, da Stasi, una serie di dati sull'agricoltura, ponendo l'accento sulle inestimabili conseguenze negative in termini imprenditoriali ed occupazionali.

Mentre su base nazionale si evidenzia la ripresa del comparto (il numero degli operai agricoli dipendenti è infatti cresciuto del 2,4 per cento, da 1.035.654 lavoratori a 1.059.998), invece, a livello regionale e provinciale, soprattutto, si accentua la flessione, a conferma delle difficoltà in cui versa il settore. Nel Salento, gli operai agricoli sono scesi, dunque in controtendenza, da 22.023 a 21.962.

Sono 9.068 le aziende agricole che svolgono attività imprenditoriale in provincia di Lecce, in quanto iscritte al Registro imprese della Camera di commercio, di cui 8.740 sono attive. Rappresentano il 12,3 per cento del tessuto imprenditoriale salentino (sono 73.570, in totale, quelle iscritte in Camera di commercio). L’analisi comprende le divisioni Ateco «A 01: coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali», «A 02: silvicoltura ed utilizzo di aree forestali», «A 03: pesca e acquacoltura». In dettaglio, le aziende di coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali sono 8.850; quelle legate alla silvicoltura sono 15 e 203 quelle legate alla pesca.

Queste imprese sono state suddivise oltreché per settore economico, anche per natura giuridica, capitale sociale, valore della produzione, anno di costituzione e per distribuzione territoriale.

Riguardo alla natura giuridica, il 91 per cento del settore è in forma di ditta individuale (8.249 sul totale di 9.068); il 3,1 per cento è una società di persone (278); il 2,9 per cento è una società di capitali (264); il 3,1 per cento ha scelto un’altra forma societaria, come la cooperativa o il consorzio (277).

Analizzando il capitale sociale, le aziende costituite senza capitali sono 8.440; quelle con capitale sociale fino a 10mila euro sono 290; quelle con capitale tra i 10mila e i 15mila sono 183. Seguono le altre con quote marginali: 11 con capitale tra i 15mila e i 20mila; 22 con capitale tra i 20mila e i 25mila; 34 con capitale tra i 25mila e i 50mila; 24 con capitale tra i 50mila e i 75mila; 15 con capitale tra i 75mila e i 100mila; 20 con capitale tra i 100mila e i 150mila; 5 con capitale tra i 150mila e i 200mila; 5 con capitale tra i 200mila e i 250mila; 8 con capitale tra i 250mila e i 500mila; 7 con capitale tra mezzo e un milione; solo 3 quelle con capitale tra un milione e un milione e mezzo; una sola tra un milione e mezzo e i due milioni; nessuna supera i due milioni di euro di capitalizzazione.

In merito al valore della produzione, la gran parte (ben 8.687 aziende sul totale di 9.068) non è tenuta a depositare il proprio bilancio in quanto i ricavi risultano bassi; 280 dichiarano ricavi fino a 250mila euro; 38 aziende fatturano da 250mila a mezzo milione; 27 fatturano da mezzo milione a un milione; 25 da un milione a due milioni e mezzo; 3 da due milioni e mezzo a cinque milioni; 2 da cinque a dieci milioni; 2 da dieci a venticinque milioni.

La suddivisione per anno di costituzione evidenzia che non ci sono aziende storiche (ovvero con almeno cent’anni dalla costituzione). Solo una è stata costituita nel periodo che va dal 1940 al 1949; 4 sono nate tra il 1950 e il 1959; 30 tra il 1960 e il 1969; 65 dal 1970 al 1979; 158 dal 1980 al 1989; 3.521 dal 1990 al 1999; 2.303 dal Duemila al 2009 e 2.983 dal 2010 in poi.

Circa la distribuzione territoriale, l'agricoltura incide a Cannole per il 45,8 per cento (sono 104 le aziende agricole sul totale di 227); a Leverano per il 41,5 per cento (666 su 1.605); a Carpignano Salentino per il 39,9 per cento (155 su 388); a Giuggianello per il 39,4 per cento (41 su 104); a Giurdignano per il 39,4 per cento (78 su 198); a Vernole per il 35,7 per cento (214 su 600). In fondo alla speciale classifica si trova Sogliano Cavour con appena il 3,9 per cento di aziende agricole (11 su 283), Soleto con il 4,4 per cento (18 su 408) e Cavallino con il 5 per cento (48 su 962).

Cia Puglia: "Dalla Regione risposte inadeguate ai problemi dell’agricoltura"

BARI - Sono inadeguate le risposte della Regione, date ieri attraverso l’Assessore all’Agricoltura Leo di Gioia dopo l’incontro con le organizzazioni agricole (CIA Agricoltori Italiani Puglia, Confagricoltura, Legacoop e Confcooperative) che da lunedì 10 dicembre hanno indetto lo stato di agitazione del mondo agricolo. Così in una nota CIA Puglia

Pur volendo preservare lo spirito unitario di una battaglia fondamentale per il futuro dell’agricoltura pugliese - prosegue CIA -, dobbiamo rimarcare una nostra profonda insoddisfazione per le risposte fino ad oggi ricevute. E’ questo il giudizio unanime delle Cooperative agricole consultate in via straordinaria ieri sera dalla nostra organizzazione.

Ribadiamo - spiega - la nostra assoluta non condivisione delle azioni fino ad oggi portate avanti dall’Assessorato all’Agricoltura nell’affrontare le problematiche del PSR . Demandare tutto alle decisioni della Giustizia (TAR) non riuscendo, dopo due anni, a fornire dati completi ed esaurienti sull’istruttoria di tutte (ribadiamo tutte) le domande di investimento presentate dagli agricoltori (depurandole subito da quelle che non hanno i requisiti minimi di ammissibilità previsti dalle leggi e dai bandi), vuol dire rimandare all’eternità la risoluzione del problema. Le aziende, le cooperative che, confidando sul possibile sostegno comunitario, hanno avviato importanti investimenti, per innovare e sviluppare le proprie aziende, per dare lavoro, oggi si trovano in gravissime difficoltà anche alla luce delle pesantissime calamità che hanno colpito il territorio pugliese. Gli effetti possono essere devastanti per il nostro tessuto produttivo. Sono indispensabili un cambiamento di rotta e scelte coraggiose, insieme al reperimento di nuovi fondi da tempo promessi e ancora non concretizzati. Il Governo regionale deve dare una risposta definitiva sulla  rimodulazione delle risorse già disponibili con il “patto per la Puglia”, oltre che  sulla possibilità di accedere a  ulteriori  risorse aggiuntive, finalizzandole agli investimenti per le imprese agricole e le cooperative agricole. A tal fine è indispensabile un confronto serrato con il Governo nazionale. Anche sul dramma Xylella le risposte sono da anni inadeguate. Ribadiamo che, di fronte a un evento straordinario che ha messo in ginocchio l’intera olivicoltura salentina e che si sta estendendo all’intero territorio regionale, servono interventi altrettanto straordinari. Anche in questo caso è indispensabile un’azione concordata e combinata con il Governo nazionale, ognuno per i suoi compiti e le sue responsabilità. Gli agricoltori sono stanchi e sfiduciati da palleggi di responsabilità e dall’assenza di un intervento d’insieme, per la rinascita dell’agricoltura salentina. E infine è inaccettabile che, a 9 mesi di distanza da un evento calamitoso di straordinaria gravità che ha distrutto la produzione di oltre 90.000 ha di oliveti (il cuore dell’olivicoltura pugliese), non ci sia ancora  la declaratoria ministeriale  per accedere a sostegni economici di prima emergenza, per dare la possibilità alle aziende e alle cooperative di far ripartire la produzione. Chiamiamo il Governo regionale, i parlamentari pugliesi e il governo nazionale a fare ognuno la sua parte, per dare una risposta immediata, conclude la nota di CIA Puglia.

"La Xylella avanza: 75 nuovi focolai in provincia di Brindisi"

BARI - “L’esito del recente monitoraggio compiuto da Arif ha, purtroppo, dato il risultato che tutti quanti non ci auguravamo di avere. Il ritrovamento di ulteriori 75 focolai in provincia Brindisi, e in particolare nei comuni di Fasano, Ostuni, Carovigno e Ceglie Messapica, conferma quello che noi andiamo dicendo da diversi anni, ovvero che la Xylella non avrebbe atteso i tempi della giustizia, della politica e della burocrazia. Tempi in molti casi rallentati anche proprio da teorie fantascientifiche e senza alcun fondamento che non hanno fatto altro che creare disinformazione e confusione". Così in una nota il vicepresidente di Cia Puglia, Giannicola D'Amico "Ribadiamo per l’ennesima volta che il nostro riferimento era ed è la scienza e non la fantascienza. Il ritrovamento, poi, di alcuni focolai nella Piana degli Ulivi secolari rende la situazione ancora più allarmante. Gli ulivi secolari e millenari di Puglia, infatti, anche per la loro monumentalità (tutelata dalla Legge regionale 4 giugno 2007, n.14), rappresentando una componente essenziale del paesaggio, vanno salvaguardati perché svolgono un’importante attrattiva turistica. La Piana degli Ulivi Millenari di Puglia, inoltre, recentemente è stata iscritta nel registro dei Paesaggi rurali storici del Ministero delle Politiche Agricole come “Paesaggio Agrario della Piana degli Oliveti Monumentali di Puglia”.

"Per gli ulivi secolari e a carattere storico e monumentale - sia censiti dalla Regione che non - rientranti nella zona infetta e nella zona di contenimento – anche fuori dalla Piana - è opportuno - prosegue D'Amico - prevedere delle deroghe rispetto alle norme e alle procedure previste per tali aree, per una maggiore salvaguardia, e prevedendo specifiche analisi (da ripetersi periodicamente e comunque a cadenza non superiore ad un anno). Tutto ciò lo abbiamo ribadito con forza sia alla Regione Puglia, che recentemente ha recepito le nostre sollecitazioni, che al Ministero della Politiche Agricole e alla Unione Europea, oltre che recentemente anche alla Commissione Agricoltura in visita a Brindisi e Lecce lo scorso 3 dicembre. La Xylella fastidiosa va trattata come una vera e propria emergenza straordinaria! Servono poteri straordinari e fondi straordinari. In tal senso risulta importante lo stanziamento di fondi nazionali, annunciato nei giorni scorsi dal Ministro Centinaio, che vengano però destinati agli agricoltori, a risarcire chi negli anni ha perso il proprio lavoro e la propria fonte di reddito, ma anche per progetti sperimentali".

"L’obiettivo principale di tutti gli enti, le istituzioni e gli attori pubblici e privati interessati dalla problematica Xylella fastidiosa - conclude - deve essere quello di fermare l’avanzata del batterio verso il nord della Puglia e verso le altre regioni italiane, e nel contempo di preservare la Piana degli Ulivi millenari, oltre che gli ulivi aventi carattere di monumentalità ricadenti anche fuori la Piana, oltre che di riconoscere agli agricoltori danneggiati il giusto e rapido ristoro e a quelli (tantissimi) che rispettano le norme eseguendo le buone pratiche agricole, che tante spese hanno dovuto sopportare negli anni scorsi e ne dovranno sopportare nei prossimi mesi. Diviene fondamentale, poi, immaginare un nuovo modello di sviluppo del territorio che tenga conto della presenza ormai endemica del batterio Xylella fastidiosa, con il quale dobbiamo convivere nella speranza di contenerlo”.

Olivicoltura, Cia Puglia: "Comparto in ginocchio a Brindisi"

BRINDISI - La pesante crisi del comparto olivicolo-oleario della provincia di Brindisi è stato al centro di un incontro convocato dal Prefetto di Brindisi, Valerio Valenti, con i responsabili provinciali della CIA- Agricoltori Italiani della provincia Due Mari (Taranto-Brindisi). Nelle settimane scorse, a seguito dei numerosi eventi calamitosi abbattutisi sul territorio provinciale, la CIA Due Mari aveva scritto al Prefetto di Brindisi chiedendo un incontro per sottoporre la situazione che stanno vivendo migliaia di aziende agricole del territorio, ma anche i numerosi frantoi, e di conseguenza anche le migliaia di famiglie di lavoratori, la cui unica speranza era legata proprio alla campagna olivicola 2018/2019. Una campagna ormai compromessa in termini di produzione di olive e qualità di olio.

Lunedì 3 dicembre, il Prefetto di Brindisi, Valerio Valenti, ha incontrato Piero De Padova e Giannicola D’Amico, presidente e vicepresidente provinciale della CIA Due Mari.

“Ringraziamo per l’attenzione e la disponibilità il Prefetto di Brindisi, dott. Valenti – commentano De Padova e D’Amico – il quale, in un lungo e cordiale incontro, ha ascoltato il grido di allarme che abbiamo lanciato relativamente alla pesante situazione di crisi del comparto olivicolo e oleario del Brindisino, e si è impegnato a interessare immediatamente della questione sia la Regione Puglia ma anche i Ministeri competenti e la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Una crisi dovuta a una perdita di produzione media del 60-70% e in alcuni territori anche superiore, con olive che in alcune zone vengono anche acquistate a 13-20 euro il quintale a fronte di costi di raccolta a quintale pari ad almeno il quadruplo (80-90 euro a quintale). In tutto ciò si registrano prezzi dell’olio ai minimi termini, a causa anche della scarsa qualità prodotta”.

I muretti a secco pugliesi riconosciuti patrimonio dell'umanità

di PIERO CHIMENTI - I muretti a secco sono stati sono stati riconosciuti patrimonio dell'umanità da parte dell'Unesco. La pratica agricola, che risalirebbe ai tempi dei messapi, è stato proposta oltre che dall'Italia, la cui maggior promotrice è stata la Puglia, anche da altri Paesi come Francia, Croazia, Malta, Slovenia, Svizzera, Grecia e Spagna. La notizia è stata diffusa su twitter dall'organizzazione internazionale. L'Unesco asserisce inoltre di riconoscere in essi una relazione armoniosa tra l'uomo e la natura.

“I muretti a secco rappresentano un patrimonio identitario per tutta l’Italia, per il Mediterraneo e per la Puglia in particolare. La Regione - dichiara il Presidente Emiliano - si è fatta promotrice insieme ad altre regioni di questa candidatura. La nostra terra, dal Salento alla Capitanata, è incorniciata dai muretti a secco, opere che tracciano il lavoro dell’uomo rispettoso dell’ambiente, testimonianza di una storia contadina antica che mantiene intatta la

sua autenticità nel tempo. Questo riconoscimento celebra un elemento della nostra tradizione che identifica i luoghi della nostra memoria e che si tramanda di generazione in generazione. Grazie a Unesco potremo valorizzare ancora di più l’unicità del nostro territorio e far apprezzare tutta questa bellezza ai visitatori e ai turisti che verranno a trovarci da ogni parte del mondo”.

“La pietra è quel “dettaglio” che fa la Puglia. Nel muretto a secco poi racconta tutta la genialità e la fatica, la precisione e la bellezza del lavoro dell’uomo. Nel tempo è rimasta una tecnica di divisione nelle campagne ancora valida e bellissima, che diventa paesaggio – afferma L’Assessore Loredana Capone- Abbiamo sempre creduto che i muretti a secco fossero un patrimonio unico di storia e di identità locale. Oggi questo riconoscimento ci dà ragione. Vogliamo valorizzare i muretti a secco in Puglia e li metteremo al centro di nuovi itinerari, anche se con Inpuglia365 abbiamo già attivato alcuni laboratori della pietra e di costruzione dei muretti a secco".

Consorzi di bonifica, "Basta scialacquare 20 mln annui per buchi e privilegi. Si facciano sentire i comuni"

BARI - “Non si può continuare a scialacquare per i Consorzi di bonifica dai 16 ai 20 milioni all’anno di tasse dei cittadini, soprattutto se c’è una soluzione - il passaggio delle funzioni irrigue ad AQP - in grado di evitare questo milionario trasferimento di soldi. Certo, la cosa migliore sarebbe che il Parlamento nazionale sopprimesse questi inutili carrozzoni, ma questo non è mai stato fatto né dal centro-destra, né dal centro-sinistra e nemmeno - così pare - dalla coppia in carica Di Maio-Salvini”. Lo dichiara il presidente della Commissione regionale bilancio Fabiano Amati.

“È assurdo che si possa restare insensibili in una situazione in cui i Consorzi, nati con la legge Sentieri nel lontano 1933 per ridurre il carico di tassazione per la bonifica a seguito della crisi del 1929, si ritrovano a dover restituire ai cittadini pugliesi oltre 120 milioni di euro, pretendendo nel frattempo sia la riscossione del tributo (come per legge) sia il contributo annuale - dai 16 ai 20 milioni - prelevato per il tramite della Regione dalle tasche dei cittadini e al sol fine di ripianare i buchi sempre nuovi nella gestione irrigua. I buchi, parola chiave in questa storia. Stipendi molto alti per un esercito di dirigenti e impiegati amministrativi, acqua pagata per superficie prenotata e non per volumi distribuiti, con una tariffa che non copre nemmeno i costi diretti, e la piaga diffusa dei prelievi abusivi nonostante un servizio oneroso di vigilanza. E su tutto questo spicca, se ce ne fosse bisogno, il paradosso di stagioni particolarmente piovose con conseguente ed ovvia riduzione delle entrate, curiosamente non controbilanciata da minori costi di esercizio a causa di irriducibili costi fissi (personale, per esempio). Tralasciando per ora, se non a livello di una citazione, le umiliazioni continue subite dagli operai a tempo determinato, costretti a pietire pochi ed incerti mesi di lavoro a fronte di una soluzione che li vedrebbe impiegati con maggiore stabilità presso Aqp. Ma su questo non c’è purtroppo alcuna voce sindacale che si leva forte e chiara. Si può andare avanti così? Si può accettare la retorica che i Consorzi servano agli agricoltori, mentre si buttano allegramente 20 milioni annui che teoricamente potrebbero consentire l’accensione di mutui miliardari per trasformare la Puglia in un meccanismo da orologio svizzero e i campi pugliesi nel giardino dell’Eden? Se la Regione fosse un’azienda, la nostra azienda, faremmo la stessa cosa? Intervengano per piacere, in modo chiaro e forte, tutti i comuni pugliesi, tradizionalmente impegnati a fianco dei cittadini nel fronteggiare i Consorzi di bonifica. Non si può dunque accettare alcuna ipotesi di controriforma spendacciona e irragionevole dei Consorzi di bonifica, a meno che i nostri colleghi Cinque stelle-Lega, sostenitori gagliardi di questo ritorno alla stagione dell’allegro carrozzone, non siano in grado di fare il miracolo mai riuscito in passato e farceli vedere soppressi con la prossima legge di bilancio. Questa è l’unica alternativa plausibile all’applicazione rigorosa della legge regionale vigente; il resto è un goffo tentativo di tenere il piede in due scarpe”.

Copagri Puglia: Xilella, bene lo stanziamento di 30 milioni di euro per fronteggiare l’emergenza

BARI - La Copagri Puglia plaude al trasferimento al Ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo di 30 milioni di euro dal Fondo di sviluppo e coesione.

“Con questi fondi sarebbe necessario, in primo luogo, effettuare interventi straordinari, coordinati in una visione d’insieme, per il rilancio dell’economia agricola del Salento, attraverso un piano agricolo integrato di ammodernamento e di sviluppo che favorisca soprattutto il ricambio generazionale”, affermano il presidente e il direttore della Copagri Puglia Tommaso Battista e Alfonso Guerra.

“Questo piano dovrà necessariamente tenere conto di una realtà agricola caratterizzata da una struttura fondiaria fortemente polverizzata, da un’età media degli imprenditori molto alta, da una elevata frammentazione e da vincoli infrastrutturali, quali limitate aree irrigue, distanza dai mercati, infrastrutture di supporto alla produzione”, proseguono il presidente e il direttore.

“Sarebbe ora necessario: sostenere con aiuti mirati le imprese che insistono nelle zone infette; investire per lo sviluppo di nuova economia e dell’economia sociale e per la diversificazione delle attività economiche nelle zone rurali, caratterizzate da un elevato impatto economico, occupazionale e sociale; sostenere i redditi delle famiglie degli agricoltori e di tutti gli operatori economici dell’indotto per la fase transitoria di mancata produzione connessa alla realizzazione dei nuovi investimenti; sostenere le aziende olivicole per i costi vivi causati dall’eradicazione delle piante infette e incentivare l’espianto volontario; mantenere, per tutti gli olivicoltori pugliesi, compresi quelli della area infetta, lo stesso pagamento accoppiato sia nel caso in cui abbiano provveduto all’estirpazione dell’oliveto malato che in quello in cui abbiano effettuato il reinnesto totale con varietà tolleranti”, suggeriscono Battista e Guerra.

“Gli aiuti stanziati devono essere immediatamente operativi evitando lungaggini burocratiche come abbiamo visto per i fondi della legge 102/04, che sono stati erogati dopo tre anni dalla data del decreto”, concludono il presidente e il direttore della Copagri Puglia.

Consiglio Puglia: approvata legge in materia di agricoltura di precisione

BARI - Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza, con tre voti di astensione del M5S, la proposta di legge “Disposizioni per il trasferimento tecnologico, la ricerca, la formazione e la qualificazione professionale in materia di agricoltura di precisione”. Si tratta di un testo unificato frutto della sintesi di due proposte di legge presentate una dalla consigliera Franzoso e l’altra dal consigliere Damascelli, tenendo conto degli emendamenti presentati dall’Assessorato alle politiche agricole.

La finalità della legge è di promuovere l’innovazione tecnologica nei processi produttivi dell’agricoltura moderna, la tutela e la valorizzazione delle risorse agricole e ambientali. Per perseguire tali obiettivi la Regione intende promuovere la definizione ed attuazione di un Piano di ricerca regionale per il trasferimento tecnologico, l’analisi ed il monitoraggio delle produzioni agricole.

Si intende anche promuovere la più attiva partecipazione degli imprenditori agricoli e forestali, al fine di valorizzare le competenze esistenti e migliorare le prestazioni e l’affidabilità della robotica. È prevista anche la promozione delle attività di formazione per l’introduzione di strumenti e tecniche di agricoltura di precisione. E’ stata assegnata una dotazione finanziaria di 500mila euro per l’esercizio finanziario 2018.

Coldiretti: domenica a Bari 'Campagna amica'

BARI - Domenica 25 novembre, a partire dalle ore 9, in piazza del Ferrarese, come di consueto torna “Campagna amica”, il mercatino di prodotti tipici locali promosso dalla Coldiretti e organizzato dal Municipio I. Alla manifestazione parteciperanno varie aziende agricole provenienti da molte aree pugliesi che esporranno generi alimentari a km 0 al fine di sensibilizzare la cittadinanza sull’importanza di un’alimentazione sana e uno stile di vita più consapevole.

Xylella, Cia Puglia: "Consentire alle aziende di ripartire con colture arboree"

BARI - Impiantare non soltanto ulivi ma anche coltivazioni arboree per la ricostruzione del patrimonio olivicolo danneggiato dalla Xylella. È una delle richieste formulate da CIA Puglia in occasione dell'audizione delle organizzazioni di categoria agricole in IV Commissione Agricoltura, presso la sede del Consiglio regionale a Bari, sul Disegno di Legge n. 224 del 6.11.2018 “Integrazioni alla legge regionale 29.3.2017 n. 4 (Gestione della batteriosi Xylella fastidiosa nel territorio della regione Puglia)”. In rappresentanza della Cia-Agricoltori Italiani di Puglia, ha partecipato il vicepresidente regionale Giannicola D'Amico il quale, nell’esprimere in linea generale parere favorevole al DDL, ha chiesto di estendere la tutela degli olivi secolari, prevista nel DDL, non solo alla “Piana degli olivi secolari” ma a tutte le aree nelle quali ricadono ulivi monumentali, come classificati dalla L.R. 14/2007, presenti nell’area infetta, nell’area di contenimento e nella zona cuscinetto.

Altra richiesta importante, sottoposta al presidente della IV Commissione regionale Donato Pentassuglia, è stata proprio quella di prevedere, a seguito degli interventi di estirpazione di olivi in zona infetta, oltre che il ripristino del potenziale olivicolo anche la possibilità di impiantare specie arboree fruttifere e forestali, con autorizzazioni da rilasciare in deroga previa presentazione di una SCIA corredata da una relazione tecnica dettagliata delle colture da reimpiantare. Decorsi 30 giorni dalla presentazione, il soggetto proponente viene autorizzato in deroga, senza obbligo al reimpianto del numero di olivi estirpati.

Quest’ultima richiesta si è resa necessaria al fine di rendere quanto più snelle le operazioni di reimpianto e di evitare alle aziende agricole, già pesantemente danneggiate, di perdere altro tempo prima di tornare a svolgere attività di impresa e di conseguenza tornare a fare reddito anche con colture arboree diverse dall’olivo. CIA Puglia ha proposto, inoltre, di estendere il monitoraggio anche nella zona infetta a ridosso della zona cuscinetto nelle province di Brindisi e Taranto dove non vi è la presenza del batterio.

All'interno del documento consegnato alla Commissione è stata inserita anche la programmazione di infrastrutture per il riuso di acque reflue, gestite dai Consorzi di bonifica e dai Comuni, sentite le associazioni datoriali agricole, da finanziare con opportuni finanziamenti infrastrutturali.

Oltre l'80% della superficie agricola europea contiene pesticidi

ROMA - Uno o più tipi di pesticidi sono stati rilevati in oltre l'80% dei terreni agricoli europei, secondo uno studio dell'Università di Wageningen nei Paesi Bassi, pubblicato mercoledì sulla rivista scientifica Science of the Total Environment. Gli scienziati hanno esaminato la presenza di 76 composizioni di pesticidi su terreni agricoli in undici paesi europei. Il team di ricerca ha analizzato campioni provenienti dallo strato superiore di 317 terreni agricoli europei, dove vengono coltivate diverse colture come patate, grano, mais e verdure, oltre ai vigneti. Hanno effettuato test in undici paesi europei: Portogallo, Regno Unito, Danimarca, Italia, Grecia, Spagna, Ungheria, Polonia, Paesi Bassi, Francia e Germania. Questi paesi sono stati selezionati perché hanno il maggior numero di terreni agricoli e utilizzano il più alto numero di pesticidi in agricoltura.

I pesticidi più comunemente rilevati sono il glifosato e il suo composto chimico, l'acido amminometilfosfonico (AMPA) - vietato in Europa da decenni - e i pesticidi chimici boscalid, epoxiconazolo e tebuconazolo. Il maggior numero di pesticidi trovati nel suolo era di 2,87 milligrammi per chilogrammo di suolo. "Come abbiamo rilevato più di un residuo di pesticidi nel 58% dei campioni, si può affermare che la presenza di diversi pesticidi nel suolo è la regola piuttosto che l'eccezione", spiega la professoressa Violette Geissen del gruppo di ricerca Soil Physics and Land Management. Secondo i ricercatori, non è ancora chiaro quali effetti hanno le sostanze sugli organismi del suolo. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha già studiato gli effetti dei residui di pesticidi, ma non si sa nulla degli effetti delle miscele.

Il gruppo di ricerca sta sostenendo la legislazione UE sulle soglie e gli standard di qualità per i pesticidi nel suolo, sia per un qualche tipo di pesticida sia per i composti che mettono in pericolo organismi del suolo essenziali. "In primo luogo, gli effetti di ciascuna miscela di pesticidi e pesticidi devono essere accuratamente testati prima di poter sviluppare norme adeguate per la protezione del suolo", hanno concluso i ricercatori. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il solo fatto che si trovino ancora prodotti alimentari messi in commercio sul mercato unico che presentano quantità di pesticidi oltre i limiti di legge deve far riflettere perché evidentemente gli sforzi fatti a partire dalla tracciabilità dei beni non sono ancora serviti, mentre tanti altri devono essere fatti per obbligare l'UE ad abbassare ulteriormente le soglie legali sulle dosi di prodotti e sostanze chimiche.

Olivicoltura in Puglia, Cia: "Siamo all’anno zero, serve tavolo interministeriale"

BARI - “E’ l’anno zero, il punto di non ritorno: l’olivicoltura pugliese può rinascere oppure sprofondare per sempre. Bisogna darsi una mossa”. E’ Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani della Puglia, a commentare senza mezze frasi la crisi epocale dell’olivicoltura pugliese: in media, la produzione italiana di olio nel 2018 è calata del 38%; in Puglia, si registra un vero e proprio crollo con un decremento pari a circa il 58% secondo le stime diffuse da Ismea. “Bene ha fatto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a scrivere al ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio. Serve un ‘piano Marshall’ per il settore olivicolo, altrimenti il reddito di cittadinanza dovranno assegnarlo a migliaia di piccoli produttori e nuovi disoccupati a causa dell’abbandono degli uliveti e della chiusura dei frantoi”, ha aggiunto Carrabba.

I dirigenti provinciali di CIA Area Due Mari (Taranto-Brindisi), mercoledì sono stati ricevuti dal Prefetto di Taranto per discutere proprio della situazione pugliese, con particolare riferimento alle province di Taranto e Brindisi dove la situazione è ulteriormente peggiorata dopo le ultime calamità causate da pioggia e vento. “Si convochino gli Stati Generali del settore, lo si faccia al Ministero, chiamando a raccolta le organizzazioni di categoria, ascoltando le nostre proposte”. Secondo CIA Agricoltori Italiani della Puglia, come ha rimarcato anche il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, vanno subito messe in campo azioni decise attraverso un nuovo Piano Olivicolo Nazionale. Contemporaneamente, prima della fine dell’anno, il nuovo Governo - di concerto con la Regione Puglia e i Comuni – deve mettere in campo una strategia precisa di contrasto e contenimento della xylella, avviando concretamente un vasto programma per l’espianto degli ulivi colpiti dal batterio e il reimpianto di specie tolleranti.

“I frantoi stanno chiudendo”, ha dichiarato Carrabba, “molti olivicoltori piccoli e medi potrebbero essere costretti ad abbandonare i propri oliveti: gli scenari che si stanno aprendo sono inquietanti e non possono lasciare indifferenti le istituzioni e i tavoli romani”. In Puglia, la produzione di olio è scesa a 86mila tonnellate a fronte delle 206mila del 2017 (il 47% della produzione nazionale). Nelle 6 province pugliesi, sono 904 i frantoi in attività: nonostante la Xylella, è Lecce a far registrare il maggior numero di frantoi, ben 227, ma la sputacchina sta pericolosamente mettendo a rischio questa economia e tutto il suo indotto non solo nel Leccese, ma anche nelle aree di Brindisi e Taranto, col batterio che avanza verso la provincia di Bari. L’analisi Ismea, inoltre, mette il dito nella piaga anche rispetto al divario Nord-Sud: al Centro-Nord, infatti, “si prevede un recupero della produzione di oltre il 30% rispetto all’anno precedente”; è il Mezzogiorno a crollare. “L’agricoltura è il motore trainante del Sud”, ha spiegato Carrabba, “se il comparto primario cede, allora tutto il sistema Sud va completamente in pezzi, ecco perché la situazione del settore olivicolo è la spia di una questione più ampia, che necessita di un tavolo interministeriale dove i dicasteri di Economia, Agricoltura, Sud e Lavoro possano trovare insieme le strategie e le risorse per fermare l’emorragia. La Puglia non sia lasciata da sola ad affrontare questa situazione potenzialmente esplosiva. Lo stiamo dicendo da mesi, lo ripetiamo ancora, senza stancarci. Non possiamo permetterci la rassegnazione, serve una svolta concreta, fatta di lucidità e scelte coraggiose”, ha concluso Carrabba.

Maltempo, Cia Puglia: “Situazione drammatica e pericolosa”

BARI - CIA Agricoltori Italiani ha inviato una lettera urgente ai Prefetti di Brindisi e Taranto, chiedendo un incontro per un confronto operativo sulle drammatiche conseguenze del maltempo sul comparto agricolo. “La situazione sociale ed economica è drammatica. Questa ultima mazzata del maltempo ha cancellato ogni residua speranza di reddito per migliaia di piccoli e medi produttori agricoli, falcidiando quel che restava della produzione olivicola. La gente non vede prospettive. Chi può se ne va via, chi non può è disperato. Avremo un inverno in cui in molti comuni del Brindisino e del Tarantino ci sarà la fila agli uffici delle Politiche Sociali. Serve rendersene conto, e subito, per non andare incontro a rischi molto seri. Occorre una mobilitazione forte, perché se la politica continua a inscenare lo spettacolo vuoto delle dirette facebook, presto si troverà ad affrontare qualcosa di molto più reale”.
E’ Pietro De Padova, presidente provinciale di CIA Agricoltori Italiani Area Due Mari (Taranto-Brindisi), a commentare con parole di profonda preoccupazione quanto sta accadendo dopo l’ennesima batosta del maltempo. Tutta la zona a cavallo tra le due province di Taranto e Brindisi è stata spazzata da sferzate violentissime di vento e pioggia. Le conseguenze, purtroppo, sono quelle che ci si può facilmente immaginare: in una zona prevalentemente olivicola, la produzione “sopravvissuta” alla mannaia della xylella e delle numerose calamità verificatesi lungo tutto l’arco dell’anno è stata definitivamente azzerata. Zero produzione, niente reddito, frantoi con i macchinari che girano a vuoto e una rabbia e disperazione che montano di ora in ora. Le immagini delle conseguenze dei danni creati dal maltempo a Manduria, Avetrana, Mesagne, Torre Susanna, Latiano, Oria e in paesi e frazioni di tutta l’area a cavallo tra Brindisi e Taranto sono eloquenti e, purtroppo, rappresentano anche idealmente una situazione sempre meno sostenibile.

“Forse la politica non se ne rende conto”, ha dichiarato Vito Rubino, direttore provinciale di CIA Due Mari, “ma qui, per tante famiglie con piccoli appezzamenti di terreni agricoli, il problema vero è avere il necessario per mettere insieme pranzo e cena, per portare il pane a tavola. Siamo a un punto di non ritorno: o si lavora seriamente, con tempi rapidi e certi, a una serie di azioni pianificate e programmate per risollevare le sorti di un’intera economia legata all’agricoltura, oppure si affronteranno conseguenze imprevedibili e pericolose dal punto di vista sociale. Siamo a un bivio”, ha aggiunto Rubino. In molte zone del Tarantino, tanti agricoltori ultrasessantacinquenni hanno rinunciato a coltivare i propri terreni. Molti hanno venduto per andare all’estero, con una emigrazione che è tornata ai livelli di mezzo secolo fa. Si va desertificando un intero settore agricolo, quello legato alla olivicoltura. Di fronte allo scenario desolante creato dall’ultima ondata del maltempo, per CIA Agricoltori Italiani della Puglia è necessario e urgente che i livelli politici e istituzionali, a cominciare da ministri e parlamentari pugliesi del nuovo governo, trovino la determinazione e la consapevolezza utili a concordare con il tessuto sociale ed economico del territorio una strategia complessiva, non solo per affrontare l’emergenza, ma per superarla con nuovi strumenti che restituiscano un orizzonte di sviluppo. In assenza di una visione unitaria e di azioni ben precise, la situazione può peggiorare in modo significativo e pericoloso. 

Foggia, operazione verità della CIA su legalità e sicurezza nei campi

FOGGIA - Delineare un nuovo patto sociale del welfare agricolo e lanciare un'operazione verità sui temi, talvolta spinosi, della legalità e della sicurezza in agricoltura: è quanto si ripropone CIA Capitanata in un convegno in programma lunedì 29 ottobre, alle 17, nell'auditorium della Camera di Commercio di Foggia (via Michele Protano, 7). L'evento nasce sulla scorta delle pressanti richieste di chiarezza formulate dalle imprese del territorio e dalla volontà di mettere ordine in una materia sempre più complessa. 

Parti datoriali, sindacali, politica ed enti di previdenza illustreranno lo stato dell'arte nell'ambito della manifestazione dal titolo "Legalità e sicurezza in agricoltura: le proposte di CIA Capitanata". A fare gli onori di casa sarà il presidente della Camera di Commercio, Fabio Porreca. Introdurrà i lavori il presidente CIA Capitanata Michele Ferrandino. Interverranno Danilo De Lellis, responsabile nazionale Ufficio Lavoro CIA-Agricoltori Italiani; Antonio Balzano, direttore provinciale INPS Foggia; Antonella Di Modugno, Capo dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Foggia; Michele Lorenzelli, direttore territoriale INAIL di Foggia; Nicola Cantatore, direttore provinciale CIA Capitanata, Raffaele Carrabba, presidente regionale CIA Agricoltori Italiani Puglia; Leonardo Di Gioia, Coordinatore nazionale della Commissione Agricoltura della Conferenza delle Regioni. Parteciperanno il deputato PD Michele Bordo, la consigliera regionale M5S Rosa Barone, l'ex componente della Commissione Agricoltura della Camera Colomba Mongiello, il vicepresidente del Consiglio regionale Giandiego Gatta (Forza Italia) e il segretario cittadino della Lega Gianfranco Fariello.

Xylella e nuove misure della Regione, Cia Puglia: "Ora tocca a Governo e Ue"

BARI - "Diamo atto alla Regione Puglia di avere accolto le richieste di CIA-Agricoltori Italiani Puglia in materia di contrasto alla Xylella fastidiosa tramite i provvedimenti approvati ieri dalla Giunta. Si tratta di misure che avrebbe potuto adottare prima. Siamo stati facili profeti quando affermammo che il batterio non avrebbe atteso i tempi della giustizia, della politica e della burocrazia. Ma è meglio tardi che mai". Il presidente regionale CIA Puglia, Raffaele Carrabba, saluta con soddisfazione le ulteriori azioni deliberate nell'ultima riunione della Giunta che, in buona sostanza, rispecchiano le proposte  e le indicazioni finora formulate dall'organizzazione di categoria.

Nella fattispecie, si è stabilito di accelerare le procedure di estirpazione e le operazioni di trattamento fitosanitario delle piante risultate infette tramite l'Arif, l'Agenzia regionale per le Attività Irrigue e Forestali; saranno tutelati gli ulivi monumentali siti nella Piana degli Ulivi Secolari; nella ex zona di contenimento continueranno i monitoraggi. "Confidiamo che l'intervento dell'Arif determini tempi certi per le eradicazioni. Da sempre chiediamo il rispetto delle prescrizioni fitosanitarie e la salvaguardia delle piante millenarie nell'area delimitata dai comuni di Ostuni, Monopoli, Fasano e Carovigno, così come abbiamo sollecitato, a più riprese, il riavvio del monitoraggio e abbiamo chiesto che venisse potenziato il personale dell'Osservatorio fitosanitario, come sancito oggi. Ma soprattutto abbiamo invocato fondi aggiuntivi: trattandosi di un'emergenza servono poteri sostitutivi straordinari e risorse straordinarie per affrontarla".

L'assessore all'Agricoltura Leonardo Di Gioia e il Direttore del Dipartimento Gianluca Nardone sono delegati a proporre per il tramite del Governo nazionale alla Commissione Europea la richiesta  di adeguate risorse economiche non soltanto per ristrutturare il comparto olivicolo dell'area danneggiata, prevedendo la ricostituzione del patrimonio produttivo con il reimpianto di varietà di olivo resistenti, ma anche per compensare i danni oggettivi subiti dai  frantoi e per promuovere un'iniziativa pilota per tutelare l'inestimabile valore rappresentato dagli ulivi monumentali della Piana degli olivi secolari.

"Adesso tocca al Governo nazionale e all'Unione Europea. Una volta per tutte si decidano ad investire per salvare il patrimonio olivicolo pugliese e per contenere l'avanzata del batterio - conclude il presidente Raffaele Carrabba - Confidiamo in un'energica opera di mediazione dell'assessore e del Direttore del Dipartimento competenti affinché il territorio vessato dal batterio killer degli ulivi possa ricevere adeguate risposte dai livelli istituzionali che troppo a lungo sono stati latitanti nella lotta alla Xylella. Al ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio chiediamo, inoltre, di aumentare significativamente lo stanziamento previsto nella Legge di Stabilità 2018 per i contratti di distretto per i territori danneggiati dal batterio". 

Puglia: le congratulazioni di Nino Marmo al neo presidente di Coldiretti

BARI - "Apprendo con soddisfazione della nomina a Presidente della Coldiretti Puglia di Savino Muraglia. Esprimo le mie personali felicitazioni per il nuovo, prestigioso incarico significativamente affidato alla competenza e alla passione di un Andriese e formulo i migliori auguri per il lavoro che si accinge a compiere". Lo dichiara il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Nino Marmo.

"Sono certo - continua - che sarà autentico interprete delle legittime aspirazioni del mondo agricolo pugliese e che il suo contributo sarà rilevante per lo sviluppo e la crescita di un settore fondamentale e trainante per l'economia dei nostri territori.

Il perdurare di una crisi ormai sistemica, le nuove sfide rappresentate dai cambiamenti climatici e dalla globalizzazione, il terribile flagello della Xylella sono soltanto alcune delle questioni cogenti che chiedono risposte altrettanto pronte e lungimiranti. Assicuro, nel rispetto dei vincoli e delle prerogative istituzionali, - conclude Marmo - il mio sostegno e la mia collaborazione nella certezza che possa continuare quel confronto franco, leale e proficuo che ha sempre caratterizzato la interlocuzione con la Coldiretti".

Salvini attacca Juncker: "Il 'parmesan' e la 'mozzarilla' la faccia mangiare ai suoi figli"

ROMA - "Sugli accordi commerciali abbiamo sempre votato contro, a me giran le scatole perché il falso made in Italy ci costa 60 miliardi di euro all'anno e quindi il 'parmesan' o la 'mozzarilla' la dia da mangiare Juncker ai suoi figli". Queste le parole di Matteo Salvini, ministro degli Interni, intervenendo alla convention nazionale di Coldiretti. (fonte Facebook)

Commissione politiche agricole, di Gioia su riforma PAC post 2020

BARI - La Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, riunita oggi a Mazara del Vallo (TP) in occasione dell’edizione 2018 di 'Blue Sea Land', ha approvato all’unanimità un secondo documento, dopo quello di giugno, che riguarda la posizione delle Regioni rispetto alle proposte di Regolamento della Commissione Europea per la riforma della Politica Agricola Comune (PAC) post 2020.

“Siamo intervenuti per cercare di correggere una proposta che non è nata bene e che non tiene in adeguato conto il fatto che il nostro Paese ha un ordinamento a base regionalista”,  ha commentato l’assessore alle Risorse agroalimentare della Regione Puglia, Leonardo di Gioia, in qualità di  coordinatore nazionale della Commissione Politiche Agricole.

"La nuova PAC marginalizza il ruolo delle Regioni che diventano un organismo intermedio e riporta al centro la gran parte delle scelte sulle misure da attuare. Il lavoro che stiamo portando avanti come sistema unitario delle Regioni mira a recuperare quel ruolo e quel patrimonio di esperienza maturato negli anni dalle Regioni che sino ad oggi ha consentito di adattare le scelte programmatiche alle specificità dei territori".

"Abbiamo presentato - ha proseguito  - un pacchetto di emendamenti per correggere il modello della governance della PAC che mira a riconoscere alle Regioni il ruolo di Autorità di Gestione, a reintrodurre i Programmi Operativi regionali e a garantire alle Regioni quell’autonomia nell’impostazione degli interventi dei Programmi operativi necessaria per dare risposte concrete ai fabbisogni dei territori.  Credo che non resteremo soli, altre Regioni europee ci seguiranno su questa strada".

"Provvederò  a trasmettere il documento - - ha concluso di Gioia - al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, e al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo in vista del Consiglio europeo dei Ministri all’Agricoltura convocato per il 15 e il 16 ottobre 2018.

Agricoltura, Adamo (Udc): "Filiere corte con le città protagoniste"

BARI - Dichiarazione congiunta del segretario provinciale dell’Unione dei Democratici Cristiani e dei Democratici di Centro, Filippo Barattolo, e del Commissario dell’Unione di Centro per la Città di Bari Sergio Adamo.

Agricoltura. Filiere corte con  le  città protagoniste. E’ il modello vincente per uscire dalla crisi.  L’Italia si è presentata al G7 dell’agricoltura a Bergamo lo scorso anno con numeri da capogiro. I suoi 52,9 miliardi di fatturato, la pongono seconda potenza agricola d’Europa, dietro alla Francia (70 miliardi) e davanti alla Germania (51,2 miliardi). Se si prende in considerazione  invece il valore aggiunto, cioè a quanto i fattori di produzione (capitale e lavoro) fanno aumentare il valore di beni primari iniziali (come la terra) nel corso del processo di produzione e distribuzione, si vede che l’Italia, in ambito agricolo, con i suoi 30 miliardi di euro è il primo Paese dell’Ue.  C’è  anche un altro primato di cui andare orgogliosi: siamo il Paese più “verde” d’Europa, come dimostrato dal numero impressionante di certificazioni alimentari: 291 specialità Dop/Igp e 451 vini Doc/Docg. Non bastasse, sul tavolo possiamo mettere anche le nostre 60 mila aziende biologiche e i nostri 4.965 prodotti alimentari censiti.  In questo quadro la Puglia rappresenta una fetta consistente del made in Italy. Ma se si intervistassero i produttori la situazione è tutt’altro che rosea: non riescono a coprire costi,  l’agricoltura italiana non esprime tutto il suo potenziale. Sono le risposte comuni.

Il sistema agricolo ha bisogno  di nuovi modelli in cui le città siano protagoniste. Il legame stretto tra cibo, identità, paesaggio, economie locali è vincente in un’ottica di rilancio dell’agroalimentare.

La crisi ha portato alla luce una delle caratteristiche più tipiche e contradditorie del  nostro modello di sviluppo in cui i territori sono sfruttati per produrre una ricchezza che, spesso, solo in piccola parte  è reinvestita nei luoghi di produzione, per essere, invece trasferita altrove.

Uscire da questa crisi pertanto significa trovare modelli e politiche di sviluppo locale innovativi che evitino il più possibile la separazione della ricchezza monetaria  dal lavoro  e dai luoghi. Il riferimento  è a forme di filiere corte multifunzionali che riducono la loro dipendenza  da meccanismi industriali e distributivi.

La vera difesa è una strategia che valorizzi l’agricoltura di qualità mettendola in relazione diretta con la domanda di benessere e di cibo sano che proviene dalla città: in questo modo si valorizzano  le specialità dei territori. È importante costruire mercati diversi e distribuzioni differenziate che avvantaggiano la coltivazione e il suo territorio.

Sul concetto di filiera corta però  bisogna intendersi. In Italia è molto diffusa il modello della vendita diretta in masseria.  Questa forma di filiera difficilmente potrà espandersi  e produrre valore per il territorio. Bisogna puntare a creare sistemi in grado di automantenersi su base locale.

Per promuovere lo sviluppo di una filiera corta è necessario  promuovere un processo di  concertazione e condivisione tra agricoltori, consumatori  e istituzioni locali. Il percorso di promozione di progetti sostenibili basati sul cibo potrebbe essere sintetizzato in poche tappe: bisogna avere un’ottima conoscenza del contesto territoriale; è necessario censire tutte le politiche (comunitarie, statali, regionali, locali) che contribuiscono  a promuovere le filiere corte in modo da metterle in rete; bisogna consolidare un gruppo di promotori del progetto locale costituito da singoli agricoltori, gruppi di cittadini, associazioni di categoria; bisogna costruire dei veri e propri patti di “filiera locale”.

Il legame del tema del paesaggio insieme alla questione della riappropriazione delle produzioni locali come elemento che possa qualificare  anche le aree rurali più marginali in un nuovo protagonismo dei territori sembra un tema interessante per il contesto locale dell’area metropolitana barese.

Cia: a Bari l’inaugurazione di due nuovi centri servizi alla persona

BARI - La C.I.A. – Agricoltori Italiani insieme ai suoi istituti e associazioni (CAF – Centro assistenza fiscale, INAC – Istituto Nazionale Assistenza Cittadini e ANP – Associazione Nazionale Pensionati) sta implementando in Puglia i Centri servizi alla persona nell’ottica di avvicinarsi sempre di più ai cittadini, per offrire loro consulenza e supporto in campo fiscale, previdenziale, pensionistico e assistenziale.

I prossimi due nuovi sportelli saranno inaugurati nella Città di Bari, nel quartiere Madonnella e nel quartiere San Paolo.

La inaugurazione dei due nuovi Centri Servizi alla Persona si terrà oggi, giovedì 27 Settembre:

-       alle ore 15.30 presso Corso Sonnino nr. 88 al quartiere Madonnella;
-       alle ore 16.30 presso Piazza Europa nr. 23 al quartiere San Paolo.

Alle inaugurazioni parteciperanno dirigenti nazionali e regionali della Confederazione.


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