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Caldo: con Caronte +20% acquisti frutta

ROMA - Il balzo delle temperature oltre i 40 gradi con Caronte che stringe d’assedio città e campagne ha fatto esplodere i consumi di frutta e verdura sulle tavole degli italiani negli ultimi sette giorni con un aumento medio del +20%. E’ quanto stima la Coldiretti sulla base delle indicazioni dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica? in riferimento all’impatto sugli acquisti dell’ondata di grande caldo che ha investito la Penisola con il bollino rosso in sette città . L’andamento positivo dei consumi oltre che dai cambiamenti climatici è spinto anche – sostiene la Coldiretti – dalla svolta green nell’alimentazione impressa dall’emergenza Covid con una crescente attenzione al benessere a tavola con la preferenza accordata a cibi freschi, genuini e dietetici.

L’aumento delle temperature – sottolinea la Coldiretti – sta peraltro accelerando i processi di maturazione nelle campagne con l’arrivo sul mercato di una più ampia gamma di frutta e verdura offerte, da nord a sud della Penisola. Angurie, meloni, albicocche, pesche, nettarine, ciliegie, fragole, nespole, susine e uva da tavola aiutano a combattere l’afa, a idratarsi e a fare il pieno naturale di vitamine.

La produzione di frutta estiva quest’anno in Italia – sottolinea la Coldiretti – è stimata in aumento rispetto alla disastrosa annata dello scorso anno ma a preoccupare sono gli effetti della siccità che potrebbe far rivedere al ribasso le stime.  L’anticipo del grande caldo ha portato con sé in alcune aree l’invasione di cimici asiatiche, l’insetto killer dei campi che – continua la Coldiretti – ha colpito frutti prossimi alla raccolta, dalle ciliegie alle pesche con danni incalcolabili, ma a preoccupare è anche il forte incremento dei costi correnti di produzione, spinto da guerra in Ucraina, , con aumenti per gli agricoltori che  sono in media per frutta italiana del +51% con rincari che vanno da +170% per i fertilizzanti al +129% per il gasolio agricolo per le raccolte fino a 15% per i prodotti fitosanitari, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Crea. A questo si aggiungono gli aumenti per i trasporti fino agli imballaggi, con gli incrementi che colpiscono dalla plastica per le vaschette, le retine e le buste (+70%), alla carta per bollini ed etichette (+35%) fino al cartone ondulato per le cassette (+60%), stesso trend di rincari per le cassette in legno (+60%).

L’ortofrutta – precisa la Coldiretti – è la prima voce di spesa degli italiani per una media di quasi 108 euro al mese, per un quantitativo totale di circa 5,9 milioni di tonnellate lo scorso anno. Frutta e verdura – spiega la Coldiretti – sono alimenti che soddisfano molteplici esigenze del corpo: nutrono, dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore, riforniscono di vitamine, mantengono in efficienza l’apparato intestinale con il loro apporto di fibre e si oppongono all’azione dei radicali liberi prodotti nell’organismo dall’esposizione al sole, nel modo più naturale ed appetitoso possibile. Con gli stili di vita più salutistici – continua la Coldiretti – si affermano anche nuove modalità di consumo favorite anche dalla disponibilità di tecnologie casalinghe low cost, dalle centrifughe agli essiccatori che aiutano a far apprezzare cibi salutari anche ai più piccoli, a casa, o in spiaggia.

Per garantirsi prodotti freschi e di qualità ma anche per sostenere il sistema produttivo nazionale duramente colpito dal clima per ottimizzare la spesa e non cadere negli inganni il consiglio della Coldiretti è di verificare la provenienza italiana, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori o nei mercati di Campagna Amica e non cercare per forza il frutto perfetto perché piccoli problemi estetici non alterano le qualità organolettiche e nutrizionali.

Il settore ortofrutticolo nazionale che – spiega Coldiretti – garantisce all’Italia 440mila posti di lavoro, pari al 40% del totale in agricoltura, con un fatturato di 15 miliardi di euro all’anno tra fresco e trasformato, pari al 25% della produzione agricola totale, grazie all’attività di oltre 300mila aziende agricole su più di un milione di ettari coltivati in Italia e vanta ben 113 prodotti ortofrutticoli Dop e Igp. “Per difendere il patrimonio ortofrutticolo italiano è necessario intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con interventi immediati e strutturali per programmare il futuro” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “occorre lavorare per accordi di filiera con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali”.

CIA Puglia: conferenza stampa e azioni di mobilitazione per l’agricoltura


BARI - Una conferenza stampa per illustrare le iniziative di mobilitazione che CIA Agricoltori Italiani Puglia metterà in campo, in tutta la regione, a difesa dell’agricoltura pugliese.

La conferenza stampa si terrà a Bari lunedì 27 giugno, dalle ore 10.30, all’Hotel Parco dei Principi (via Vito Vasile 6, prolungamento Viale Europa). All’incontro con i giornalisti, CIA Puglia ha invitato anche i parlamentari pugliesi, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’assessore all’Agricoltura Donato Pentassuglia, la presidente del Consiglio regionale Loredana Capone e tutti i consiglieri regionali.

A spiegare i motivi e le azioni della mobilitazione, saranno presenti Gennaro Sicolo, presidente di CIA Agricoltori Italiani Puglia, e i dirigenti provinciali dell’organizzazione di tutte le aree territoriali.

LA CRISI. Problemi vecchi e nuovi, hanno portato l’agricoltura pugliese a vivere in queste settimane una crisi senza precedenti che non sta risparmiando alcun settore.

Alcune criticità strutturali e infrastrutturali sono ataviche. A queste, si sommano le emergenze che vanno aggravandosi giorno dopo giorno legate all’aumento esponenziale dei prezzi delle materie prime e dei carburanti. Uno scenario reso ancora più pesante dalle conseguenze drammatiche inerenti a Xylella fastidiosa, fauna selvatica, cambiamenti climatici, stato di perenne inefficienza dei Consorzi di Bonifica commissariati, squilibrio nei rapporti con la GDO (Grande Distribuzione Organizzata).

CI MOBILITIAMO. La mobilitazione dell’organizzazione, dunque, servirà a concentrare l’agenda politico-istituzionale sulle proposte da adottare e le azioni da intraprendere al fine di scongiurare la chiusura di centinaia di aziende agricole in tutta la Puglia, per garantire il giusto reddito alle imprese del comparto ed evitare la perdita di migliaia di posti di lavoro.

Siccità: il 20% delle vongole soffoca nel delta del Po senz’acqua

ROMA - La siccità con la mancanza di acqua per garantire il ricambio idrico e l’aumento della salinità lungo la costa soffoca vongole e cozze del delta del Po con la perdita del 20% degli allevamenti. E’ quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sugli effetti della drammatica ondata di caldo e siccità che sta colpendo l’Italia causando perdite alle produzioni alimentari nazionali che hanno raggiunto i tre miliardi di euro. L’innalzamento delle temperature senza la possibilità di ricambi di acqua – spiega Coldiretti Impresapesca – sta provocando l’espansione a macchia d’olio della cosiddetta “acqua bianca”, aree di delta dove la decomposizione di alghe e sostanze organica ruba l’ossigeno necessario alla vita di vongole e cozze uccidendole.

Con il cambiamento della distribuzione nella pioggia dal punto di vista geografico e temporale e la mancata gestione ottimale delle lagune, si sta mettendo a rischio un intero settore che – spiega Coldiretti – ogni anno porta sulle tavole degli italiani oltre 93 milioni di chili di molluschi fra cozze e vongole. La situazione climatica in un anno come il 2022 segnato fino ad ora da precipitazioni praticamente dimezzate rischia così – evidenzia Coldiretti – di aumentare le importazioni dall’estero che già rappresentano 1/3 dei consumi e che sono balzate del +50% nei primi tre mesi dell’anno.

Come se non bastasse – segnala Coldiretti Impresa Pesca – in laguna a Venezia sono apparsi i gasteropodi che si stanno ambientando negli ambienti lagunari e sono divoratori di vongole. Infatti – spiega Coldiretti Impresa Pesca – questi predatori usano la radula, una specie di lingua retrattile ricoperta da file di piccoli denti duri, per fare un buco nella conchiglia e iniettare succhi gastrici che uccidono la preda.

E’ a rischio il lavoro di centinaia di famiglie di pescatori e allevatori ittici. La situazione è tale – continua Coldiretti Impresapesca – che è necessario proclamare lo stato di emergenza per salvare gli ambienti lagunari con il livello di salinità che rischia di salire dal 30 al 70 per mille se non ci sarà un cambiamento radicale delle condizioni meteo, che al momento non sembra essere previsto.

Servono interventi per rivitalizzare il Delta del Po favorendo il ricambio delle acque – aggiunge Coldiretti Impresapesca – anche perché la tendenza all’innalzamento della colonnina di mercurio è ormai strutturale in Italia dove – precisa la Coldiretti – la classifica degli anni più caldi negli ultimi due secoli si concentra nell’ultimo periodo e comprende nell’ordine il 2018, il 2020, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2003.

L’emergenza acqua per le vongole del Delta – conclude Coldiretti Impresapesca – si aggiunge a quella rappresentata dal caro carburanti con il prezzo medio del gasolio per la pesca che è praticamente raddoppiato (+90%) rispetto allo scorso anno costringendo i pescherecci italiani a navigare in perdita o a tagliare le uscite e favorendo le importazioni di pesce straniero, considerato che fino ad oltre la metà dei costi che le aziende ittiche devono sostenere è rappresentata proprio dal carburante.

Allarme siccità: si va verso lo stato d'emergenza

ROMA - La Conferenza delle Regioni ha incontrato il capo della protezione civile Fabrizio Curcio, per definire i dettagli operativi.

"La situazione è diversificata c'è una sofferenza nei bacini nella zona nord occidentale - ha spiegato Curcio - il Piemonte ad esempio vive una crisi idropotabile, e nord orientale del Paese, ma anche al centro ci sono criticità, anche se diverse. Tra l'altro la criticità riguarda l'idropotabile, ma anche l'agricoltura e l'approvvigionamento energetico. Non piove da settimane il cuneo salino è risalito di decine di chilometri e inquina l'acqua irrigua. Le tendenze non sono positive, nelle prossime settimane non ci sarà una inversione di tendenza. Tra l'altro questi periodi di siccità potranno essere alternati da possibili momenti di piogge intense"

Il presidente Fedriga ha assicurato che le autorità stanno studiando possibili interventi da mettere in campo per far fronte all'emergenza idrica. “C'è totale sintonia” tra la Protezione civile e le amministrazioni regionali, secondo Fedriga, che ha delineato "due fattori di intervento: la situazione emergenziale contingente, vale a dire che misure da mettere in atto e ci stiamo coordinando per capire quelle più utili, tra cui, per esempio anche la liberazione dell'acqua dei bacini che può essere fondamentale per affrontare sia il tema principale dell'acqua ad utilizzo civile che per quanto riguarda quello agricolo. Abbiamo necessità di interventi perché da qui ai prossimi anni ci aspettiamo di trovarci spesso e purtroppo in situazioni come queste".

Secondo il presidente della Lombardia Attilio Fontana "stiamo vivendo una situazione eccezionale, di una gravità che non si era mai verificata in questi anni. In questo momento più che mai è importante operare in maniera coordinata e con una linea comune, prendendo in considerazione le opinioni dei tecnici per seguire la strada migliore per risolvere l'emergenza". Ma per Fontana si penserà "poi" a una richiesta dello 'stato di calamità' "per ottenere i risarcimenti e i ristori per i nostri agricoltori".

"È necessario che ci sia una regia Commissariale da parte del governo perché dobbiamo ottenere due cose: lo stanziamento di risorse per i danni all'agricoltura ed evitare che i danni aumentino, cioè, intervenire sui bacini idroelettrici sui nostri laghi per trovare soluzioni immediate", ha detto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

OCM Vino, assessore all’Agricoltura: “Pubblicato l’avviso rivolto a consorzi, associazioni e imprese vinicole per attività di promozione nei Paesi terzi”

BARI - Pubblicato il bando OCM Vino – Misura Promozione sui Mercati dei Paesi Terzi progetti regionali, a valere sulla campagna 2022/2023. A disposizione di organizzazioni professionali e di produttori di vino, associazioni e consorzi ci sono 4,4 milioni di euro, utilizzabili per dare vita a campagne e progetti di promozione, informazione e comunicazione in grado di dare evidenza al lavoro quotidiano di valorizzazione del vino pugliese sui mercati internazionali.

“L’eccellenza vitivinicola la coltiviamo ogni giorno nella nostra Puglia – ricorda l’assessore regionale all’agricoltura della Regione Puglia – innestando tra il campo e le cantine un mix concreto di applicazione delle esperienze, capacità di innovazione e miglioramento continuo dei processi di produzione. Il mercato riconosce ogni anno di più ai vini pugliesi questi elementi di forza, ma è necessario migliorare la presenza dei prodotti negli altri paesi, non solo europei, che guardano al nostro territorio con interesse e attenzione. Le ultime esperienze fieristiche in Italia e nel mondo, dal Vinitaly al Prowein, e in ultimo al Summer Fancy Food Show di New York oltre ai numerosi apprezzamenti e ai nuovi ordinativi per le cantine pugliesi, confermano come la promozione sia un elemento imprescindibile e da attuare con modalità sempre nuove e accattivanti, per consentire ai nostri vini di essere stabilmente protagonisti in nuovi mercati”.

L’inoltro della domanda e del progetto da candidare alla Misura Promozione sui Mercati dei Paesi Terzi deve avvenire entro il 18 luglio 2022 all’indirizzo pec vitivinicolo.regione@pec.rupar.puglia

CIA Puglia, “Guerra in Ucraina penalizza export pugliese, bilancia negativa”


BARI - Importiamo più prodotti agricoli di quanti ne esportiamo. In altre parole, le produzioni agricole pugliesi non sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno alimentare dei consumatori. La bilancia commerciale della Puglia, infatti, è negativa per 22,2 milioni di euro. A fronte di prodotti agricoli esportati per un valore complessivo di 207,8 milioni di euro, ne importiamo per ben 230 milioni.

È quanto emerge da uno studio condotto dall’Osservatorio Economico CIA-Agricoltori Italiani Puglia.
“Il conflitto ucraino”, si legge nella nota dell’organizzazione sindacale degli agricoltori, “si sta rivelando particolarmente penalizzante: non esportiamo più verso la Russia e l’Ucraina. Si tratta di due enormi mercati. Soprattutto quello russo che, per noi, ha sempre rappresentato numeri importanti, basti pensare ai nostri prodotti d’eccellenza, al vino naturalmente, ma anche all’olio extravergine di oliva e altre produzioni in cui la Puglia primeggia per quantità e qualità. Fare a meno di quei mercati, restringe i consueti canali di esportazione per centinaia di aziende agricole”.

Non è un caso, dunque, che la bilancia Puglia-Russia risulti negativa per 9,2 milioni di euro e quella Puglia-Ucraina per ben 36,2 milioni di euro.

A parziale ‘contrappeso’ positivo del dato in decrescita delle nostre esportazioni verso Russia e Ucraina, fortunatamente ci sono i numeri e gli scambi con i Paesi dell’area mediterranea, l’Africa settentrionale e i Paesi dell’Opec, vale a dire quelli che esportano petrolio come l’Arabia Saudita e l’Iraq. In questo caso, la Puglia registra una tendenza positiva, con flussi di prodotti e di merci che rafforzano l’export pugliese, facendo del ‘made in Puglia’ un brand che sempre più spesso è capace di varcare i confini nazionali e quelli europei.

“Per questo motivo”, si legge ancora nella nota dell’organizzazione, “CIA Agricoltori Italiani Puglia sta lavorando da anni, con intensità crescente, a progetti di cooperazione internazionale ed a programmi e azioni che favoriscano l’internazionalizzazione e la digitalizzazione delle nostre imprese. Fondamentale, anche in questo senso, è lavorare all’aggregazione, favorire la nascita di cooperative, Organizzazioni di Produttori, consorzi e distretti per aumentare le nostre capacità di trovare nuovi mercati”.

L’approfondimento sul commercio estero dei prodotti agroalimentari pugliesi intende fornire agli operatori del settore un supporto, al fine di comprendere le principali dinamiche con i Paesi partner. Il primo trimestre di quest’anno, tutto sommato, risulta meno negativo delle previsioni. Nello stesso periodo del 2021, la bilancia commerciale fu negativa per ben 57,9 milioni di euro. 

Si registra, dunque, un lieve, seppur insufficiente, miglioramento del deficit della bilancia agroalimentare.

Puglia: Gennaro Sicolo eletto vicepresidente nazionale di CIA Agricoltori Italiani


BARI - Gennaro Sicolo, imprenditore olivicolo di Bitonto e presidente CIA Puglia, è stato eletto vicepresidente nazionale di CIA-Agricoltori Italiani.

L'elezione, avvenuta nel pomeriggio di martedì 14 giugno 2022, durante il consiglio direttivo nazionale a Roma nella sede nazionale dell'associazione, rappresenta non solo un successo personale, ma è un nuovo importante attestato di stima rivolto alla CIA Puglia e al ruolo dell’imprenditoria agricola pugliese nel panorama italiano.

"Si tratta - sottolinea il diretto interessato, con grande soddisfazione - di un riconoscimento che va condiviso con il territorio pugliese, del quale evidentemente sono stati compresi appieno il peso specifico all'interno del comparto agricolo italiano e lo spirito propositivo volto a stimolare idee, progetti e istanze a favore di tutta la categoria".

Per Sicolo "è molto gratificante ricevere la fiducia degli associati che rappresenta un motivo di orgoglio per il nostro sistema imprenditoriale regionale, in questo fase di transizione molto delicata. A livello comunitario, infatti, sono molti i progetti da realizzarsi, tenendo sempre in considerazione la sostenibilità degli stessi per poter rilanciare e valorizzare il comparto primario".

Gli è stato riconosciuto il grande lavoro svolto per l'aggregazione degli agricoltori.

"L'agricoltura - aggiunge il neo vicepresidente nazionale - richiede aggregazione essendo un settore caratterizzato dalla frammentazione aziendale che non valorizza le potenzialità delle superfici dei terreni. Un aspetto che significa incapacità, finora, di stare insieme, cooperare, condividere strumenti e obiettivi. Ma significa anche altro: lasciare buona parte del territorio all’abbandono, al sottoutilizzo o ad un utilizzo distorto. Senza una valorizzazione anche in termini economici – aggiunge Sicolo – le campagne diventano facile preda di cemento, progetti selvaggi sulle energie rinnovabili selvagge, incendi e incuria".

OTTO PUGLIESI NEL CONSIGLIO NAZIONALE. Il ruolo sempre più importante della Puglia negli organismi nazionali di CIA Agricoltori Italiani, oltre che dall’elezione a vicepresidente nazionale di Gennaro Sicolo, è testimoniato anche dall’ingresso nel Consiglio nazionale di Giannicola D’Amico, Benedetto Accogli, Angelo Miano, Margherita Di Noi, Antonio Barile, Giulio Sparascio e Pellegrino Mercuri, già sancito diverse settimane fa durante l’Assemblea Elettiva nazionale.

Cia Puglia: “Ortofrutticolo ko. Redditività zero per le ciliegie, ‘tagliole’ per l’uva”


BARI - “Ciliegie, angurie, uva da tavola, agrumi, prodotti orticoli: non c’è un prodotto del comparto agricolo che non sia in crisi. Produrre al di sotto dei costi di produzione non è possibile, così come non lo è produrre a ‘costi italiani’ e svendere a prezzi internazionali le produzioni ottenute, stando attenti a rispettare – doverosamente e come facciamo sempre - i contratti di lavoro, le norme sulla sicurezza e le regole per garantire la salubrità dei prodotti. Tutta questa mole di lavoro non è riconosciuta da chi porta sulle tavole dei consumatori quei prodotti”. E’ questa la parte iniziale dell’ampia relazione che CIA Agricoltori Italiani Puglia ha sottoposto oggi 8 giugno all’attenzione di Donato Pentassuglia, assessore regionale all’Agricoltura, durante il Tavolo Ortofrutticolo convocato dalla Regione Puglia. Assieme a Pentassuglia, presente anche Francesco Paolicelli, presidente della Quarta Commissione consiliare della Regione Puglia. L’organizzazione sindacale degli agricoltori, rappresentata al Tavolo dal vicepresidente vicario regionale Giannicola D’Amico e dai responsabili CIA provinciali del settore, ha fatto rilevare come “in sostanza, il comparto agricolo sia uno dei pochi a subire e a non determinare il prezzo dei propri prodotti”. Un prezzo, dunque, che “è frutto delle speculazioni commerciali”. Sotto accusa, dunque, lo squilibrio di potere contrattuale che pende completamente a favore della GDO (la Grande Distribuzione Organizzata) e dei mediatori. Al danno di prezzi riconosciuti ai produttori né equi né remunerativi, si aggiunge la beffa di un aumento incontrollato dei costi di produzione: carburante, energia elettrica, concimi e fitofarmaci – insieme a tutti gli altri mezzi tecnici di produzione – nell’ultimo anno sono aumentati di almeno il 50%, con punte del 100% nel caso dei concimi e del carburante.

“Prezzi al ribasso per i produttori, importazioni selvagge e squilibrio nei rapporti di contrattazione”, denuncia CIA Puglia, “hanno determinato una crisi gravissima del settore ortofrutticolo”.

IL PREZZO E I NUMERI DELLE CILIEGIE. Il prezzo delle ciliegie riconosciuto ai produttori è inferiore anche di 10-15 volte al costo imposto ai consumatori nei supermercati, in special modo quelli del Nord. Dei quasi 30 mila ettari coltivati a ciliegie a livello nazionale, con una produzione italiana complessiva che si attesta a circa 105mila tonnellate, la Puglia rappresenta oltre il 30%. Le superfici coltivate, secondo l’Istat, in Italia si sono ridotte dai 30mila ettari del 2010 ai 28.700 del 2021, con una produzione passata da 1,15 milioni di quintali di 12 anni fa a 1,04 milioni di quintali della scorsa campagna cerasicola, con una perdita del valore di 10 euro per quintale e un’incidenza sul totale del “valore frutta” sceso dal 5,1% all’attuale 3,8%.

PIU’ ETTARI MENO RESA IN PUGLIA. Per la Puglia i dati registrano un aumento della superficie, passata da 17.800 ettari nel 2010 ai 18.700 ettari del 2021, con una produzione di circa 445.000 quintali del 2010 a fronte dei 331.100 quintali circa del 2021, con una resa in q.li/ha che è passata da 29,5 ai 17,9 quintali per ettaro nel 2021.

In termini di valore della produzione siamo passati da 55,4 milioni di euro del 2010 ai 38,15 milioni di euro del 2020, con una perdita del valore per quintale di circa 8 euro.

“Anche quest’anno”, ha denunciato CIA Puglia, “a causa dei fattori climatici le ciliegie raccolte hanno un calibro inferiore ai consueti standard. Le dimensioni ridotte, che pure non inficiano la qualità delle ciliegie, fanno si che il prodotto sia giudicato meno appetibile per il consumatore. In Puglia, il raccolto quest’anno si sta caratterizzando per la produzione di quantitativi rilevanti, con il rischio di intasamento del mercato. Un fattore di non secondaria importanza è rappresentato dall’esiguità del numero di OP (Organizzazioni di Produttori) capaci di aggregare l’offerta, programmarne l’uscita sul mercato, differenziarla per tipologie e destinazione di consumo o trasformazione”. “Occorre dunque aggregare e differenziare l’offerta e favorire la rinascita di punti vendita e negozi specializzati per la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli, poiché la grande distribuzione, anziché avvicinare il produttore al consumatore, allarga la forbice imponendo costi aggiuntivi alla filiera legati alla logistica e ai trasporti”.

L’UVA DA TAVOLA. “Il 27% delle aziende ortofrutticole pugliesi è rappresentata da produzioni di ortive, mentre il 58% si colloca nel segmento dei fruttiferi. Nei fruttiferi a farla da padrona è l’uva da tavola, settore in cui la Puglia è la prima regione italiana per numero di aziende, quantità e qualità della produzione. Il dato complessivo regionale si attesta su una superficie di 25.085 ettari utilizzati e una produzione di 6.400.000 quintali. Per il comparto dell’uva da tavola, incombe, più di altri comparti, la questione delle royalty da pagare sulle nuove varietà. Sulle uve da tavola senza semi, soprattutto, ma anche su moltissimi prodotti ortofrutticoli e agrumicoli, negli ultimi tempi si sta giocando una vera e propria “guerra dei brevetti”.

LA QUESTIONE ROYALTY. In alcuni Paesi, come Israele, Cile e Stati Uniti, la ricerca scientifica ha prodotto nuove varietà di frutti. La proprietà intellettuale di quelle produzioni implica il pagamento delle royalty, da parte dei semplici agricoltori sul territorio, non solo per avere l’autorizzazione a coltivare determinate varietà ma anche nella successiva vendita del raccolto. Di fatto, agli agricoltori viene imposto anche a chi vendere. Un’imposizione che, se elusa, può avere conseguenze estreme, fino al taglio delle viti. In sostanza, per poter coltivare le nuove varietà, l’azienda agricola deve sottoscrivere un contratto che la vincola non solo a pagare le royalty, ma anche a vendere e commercializzare l’uva solo attraverso uffici della società che detengono il brevetto vegetale. I detentori dei brevetti decidono al posto dell’agricoltore come e quanto coltivare e quale reddito deve andare a chi investe e lavora sul campo, si accolla il rischio d’impresa, paga fior di euro per assicurare i propri vigneti e li cura”.


REGOLE DISEGUALI, ITALIA PENALIZZATA. “Le diverse regole anche all’interno dell’Unione europea rendono ancora più difficile la vita dei nostri produttori. L’Olanda, ad esempio, annualmente satura il mercato europeo dell'uva da tavola con prodotto acquistato dall'Egitto, che viene venduto, già confezionato, al prezzo medio di 0,60 €/Kg, contro il prezzo medio di 1,20 €/Kg dei produttori e commercianti italiani. Non è possibile vendere le nostre uve ad un prezzo più basso di 1,20 €/kg, un prezzo peraltro appena sufficiente alla sola remunerazione dei costi. L'Olanda ha stretto accordi commerciali con i produttori egiziani ed ha realizzato una grande piattaforma logistica di distribuzione del prodotto egiziano. Attualmente gli egiziani hanno una produzione di buona qualità ed ogni anno aumentano le proprie estensioni a frutto per migliaia di quintali. Avvalendosi di una manodopera a costo bassissimo, l'Olanda può oggi distribuire sul mercato europeo una grande quantità di uva da tavola, con e senza semi, di buona qualità a prezzi stracciati ed improponibili per i produttori italiani”.

FATTORI DI CRISI. Nel documento di CIA Puglia, si evidenzia poi l’incidenza devastante delle calamità naturali. La siccità colpisce sempre più duramente. “Per salvare le produzioni, le imprese agricole stanno facendo far ricorso a diversi interventi di irrigazione di soccorso con un aggravio di costi per i bilanci delle aziende”. Un altro fattore di crisi è la difficoltà di reperire manodopera. “La situazione è prossima a diventare critica, manca il flusso dell’Est Europa e dai Paesi extracomunitari; mancano tanti collaboratori ricorrenti, già formati e qualificati. I vari decreti emergenza e decreti flussi non hanno dato le risposte che ci si aspettava per effetto dei gravi ritardi che si sono accumulati nelle istruttorie delle richieste presentate.

FITOFARMACI. “Occorre eliminare le disparità esistenti anche in ambito europeo ed extra europeo rispetto all’uso dei fitofarmaci che attualmente favoriscono l’agricoltura di alcuni Paesi e tutto a danno degli altri, tra cui l’Italia. Ci sono nazioni che – incuranti delle conseguenze sull’ambiente – utilizzano la chimica per acquisire un vantaggio competitivo e migliori condizioni produttive rispetto a chi non può usare certi prodotti.

LE RICHIESTE CIA PUGLIA. “Serve innanzitutto approntare misure specifiche nel PSR pugliese e nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e resilienza, occorre l’appostamento di risorse per la gestione delle crisi di mercato, ed è necessario affrontare in maniera strutturale il problema della risorsa idrica con rifacimento della rete irrigua e riuso delle acque bianche e nere. Non è derogabile, inoltre, l’approntamento di misure per la gestione del rischio da calamità e crisi di mercato in grado di mettere gli agricoltori nelle condizioni di veder riconosciuto il valore del proprio prodotto. Per CIA Puglia, inoltre, occorre: a) Bloccare l’azione di strozzinaggio praticata dai breeders b) Sostenere programmi nazionali di ricerca volti al miglioramento genetico per l’uva da tavola, con una gestione pubblica delle nuove varietà c) Istituire “corridoi verdi” per i lavoratori extra comunitari, utilizzare la manodopera dei percettori del Reddito di Cittadinanza d) Sovvenzionare l’espianto di vecchi impianti, in modo da rinnovare le strutture e incentivare l’innovazione varietale e) Favorire l’aggregazione in OP controllate dagli agricoltori e disincentivandone la frammentazione f) Realizzare il catasto ortofrutticolo. CIA Puglia, inoltre, propone di rimodulare immediatamente i negoziati europei con i paesi extra europei, contingentando le importazioni per quantitativi e per periodi limitati nell’anno. L’organizzazione sindacale degli agricoltori, inoltre, propone misure di ridurre l’Iva al 2% su tutti gli articoli inerenti il comparto agricolo (teli plastici, pali, fitofarmaci, carburanti e altri mezzi tecnici di produzione), ridurre del 50% il costo dei contributi previdenziali e assistenziali per i CD/IAP e per la manodopera. “Occorre, infine, ridurre l’Iva sulle vendite all’1%”.

Gasolio agricolo a 1,40 euro al litro, Cia Puglia: “Pronti alla mobilitazione”


BARI - Il Comitato esecutivo di CIA Agricoltori Italiani Puglia, con tutte le componenti delle diverse province pugliesi, ha deliberato lo stato di mobilitazione. “Le materie prime e i fertilizzanti utilizzati dalle aziende agricole, questa settimana, registrano un ulteriore aumento”, si legge nella nota dell’organizzazione sindacale degli agricoltori, “ed anche il prezzo del gasolio per le imprese del comparto è arrivato a toccare quota 1,40 euro al litro. I costi di produzione complessivi fanno registrare un’altra impennata per il combinato disposto delle speculazioni e degli effetti negativi della guerra in Ucraina. L’agricoltura, in questo modo, non può reggere. La situazione è insostenibile. Chiediamo alle istituzioni di tutti i livelli, in primis a Regione Puglia e Governo nazionale, di attivarsi immediatamente per trovare una soluzione. Qualora non dovessero esserci risposte alle legittime istanze degli agricoltori, Cia Puglia è pronta a scendere in piazza a oltranza”.

IL TAVOLO VERDE. I folli rincari delle materie prime, della bolletta energetica e dei carburanti non sono l’unico problema del mondo agricolo. Con le temperature elevatissime che, già a maggio, hanno di fatto anticipato l’estate, gli imprenditori del comparto primario, in tutta la Puglia, stanno affrontando già da settimane le conseguenze della siccità. Nel Foggiano e nel Tarantino, inoltre, ai danni della siccità si sono aggiunti quelli causati dalle grandinate che, in alcuni casi, hanno completamente distrutto interi raccolti. Resta irrisolto, inoltre, il problema relativo alla fauna selvatica, con particolare riguardo ai danni e ai continui incidenti causati dai cinghiali e dai lupi. “Per questi motivi”, ha spiegato Gennaro Sicolo, presidente di Cia Puglia, “oltre a deliberare lo stato di mobilitazione, contestualmente abbiamo chiesto a Donato Pentassuglia, assessore regionale all’Agricoltura, l’istituzione di un Tavolo Verde permanente, vale a dire di un organismo che metta insieme tutti gli attori istituzionali, imprenditoriali, associazionistici e sindacali dell’agricoltura pugliese”. “Occorre che il Tavolo Verde sia istituito e che si riunisca periodicamente per affrontare tutte le questioni da cui dipende il rilancio e lo sviluppo dell’agricoltura: dall’utilizzo dei fondi PNRR a tutti gli altri strumenti della programmazione regionale, statale ed europea utili a colmare le lacune di un sistema agricolo che ha bisogno di essere supportato, promosso, valorizzato e messo nelle condizioni di produrre reddito, lavoro, innovazione e sviluppo per i territori”.

I FRONTI APERTI. L’olivicoltura, il settore lattiero-caseario e quello zootecnico, il comparto ortofrutticolo, il florovivaismo, il settore vitivinicolo e quello cerealicolo, la produzione del pomodoro da industria: le crisi in atto, purtroppo, riguardano a 360 gradi l’agricoltura pugliese in ogni suo segmento. Una crisi determinata non solo dall’aumento dei costi di produzione, ma anche da quella ben più ‘antica’ dovuta all’erosione della redditività, con prezzi riconosciuti ai produttori che spesso non coprono nemmeno le spese per coltivazione e raccolta. Anche in agricoltura, inoltre, si scontano le crescenti difficoltà di trovare manodopera.

PROPOSTE E SOLUZIONI. “Non intendiamo soltanto protestare, attraverso l’istituzione del Tavolo Verde permanente vogliamo che le parti del sistema sociale ed economico dell’agricoltura pugliese – assieme alle istituzioni – lavorino insieme a proposte e a soluzioni condivise, attraverso l’ascolto dal basso delle istanze che arrivano direttamente dagli agricoltori. I problemi sono tanti, occorre utilizzare in modo strategico le risorse a disposizione e incrementarle per mettere in moto azioni concrete, rapide, efficaci”, ha concluso Sicolo.

La Ciliegia ferrovia protagonista delle città di Turi e Conversano

BARI - Sono state presentate questa mattina, nella sede dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, l’edizione numero 30 della Sagra della Ciliegia Ferrovia di Turi (Ba), in programma sabato 4 e domenica 5 giugno 2022, e la Festa della ciliegie di Conversano, giunta alla sua 18esima edizione, nei giorni 2, 3, 4 e 5 giugno.

Due importanti e storici eventi, quasi in contemporanea nel mese di giugno, per celebrare l’oro rosso di Puglia, la ciliegia Ferrovia, cultivar rinomata dei territori del comune di Turi e di quelli limitrofi, come Conversano. A presentare i due appuntamenti l’assessore regionale all’Agricoltura, il presidente della IV Commissione del Consiglio della regione Puglia, la sindaca di Turi, Tina Resta, il sindaco di Conversano, Giuseppe Lovascio, il senatore e componente della 10a Commissione Industria, commercio, turismo del Senato della Repubblica, e il presidente dell’associazione turese ‘In Piazza’, Livio Lerede.

“Le Sagre, quindi, ritornano in presenza – ha commentato l’assessore regionale - per accogliere grandi e piccoli e, soprattutto, per valorizzare un prodotto straordinario come la ciliegia Ferrovia. E’ molto bello vedere due comunità che insieme presentano le proprie peculiarità territoriali. Ringrazio, a nome della Regione Puglia, i sindaci di Turi e Conversano per aver accolto con entusiasmo l'invito ad essere insieme quest’oggi e a presentarsi soprattutto come Puglia, non solo come singole comunità. La nostra regione rappresenta un sistema economico e produttivo molto forte, capace di competere sui mercati internazionali, costituito da realtà produttive che stanno capendo il valore dell’aggregazione e dello stare insieme, del lavorare all’unisono per tutelare e valorizzare al meglio le produzioni d’eccellenza. Turi e Conversano, al pari di tanti comuni, guardano al futuro consapevoli che l’agroalimentare è anche volàno di sviluppo turistico che fa bene a tutta quanta la nostra regione e alla nostra economia”.
“Ritorniamo alla valorizzazione in presenza del nostro prodotto - ha commentato la sindaca di Turi– e ritorniamo anche ad una dimensione sociale significativa. Il nostro intendimento è quello di promuovere la città, la ciliegia, ma anche un territorio più esteso. In occasione dell’inaugurazione di sabato 4, infatti, sigleremo una dichiarazione di intenti con tutti i sindaci che hanno sul proprio territorio la coltivazione delle ciliegie. Intendiamo così dare forza alla promozione del prodotto e per ottenere una certificazione in relazione al sud est barese, territorio che esprime certamente la migliore qualità in ambito cerasicolo”.

“Rappresentiamo due territori produttori orgogliosi di questo prodotto - ha tenuto a sottolineare il sindaco di Conversano –, per questo lavoriamo in sinergia, anche attraverso la sigla, a breve, di un documento di intese con il comune di Turi e con altri sindaci del sud-est barese, proprio per provare a dare il giusto valore a questo prodotto. Sono certo che la Regione ci darà supporto in questa direzione e oggi siamo qui proprio per testimoniare questa nostra unità di intenti per l’intero territorio”.

La Sagra della Ciliegia Ferrovia 2022 e la Festa della Ciliegia sono organizzate dai Comune di Turi e Conversano con il patrocinio, tra gli altri, della Regione Puglia - Assessorato all’Agricoltura.

“Siamo lieti di aver annunciato un lungo ponte per le sagre delle ciliegie 2-3 Giugno a Conversano e 4-5 giugno a Turi, il ritorno delle Sagre della ciliegia – ha tenuto a sottolineare il presidente della IV Commissione consiliare della Regione Puglia -. Con il suo colore rosso che la contraddistingue, dolce, a forma di cuore, la ciliegia del tipo ferrovia torna al centro di un evento enogastronomico e culturale tra i più importanti del territorio. Potremo tornare a gustare i nostri prodotti tipici locali, tra musica e altri eventi. Un passo importante anche per i lavoratori e per le aziende cerasicole che non hanno mai smesso di lavorare cercando di far arrivare sempre sulle nostre tavole prodotti di qualità”.

Puglia, pesca e caro gasolio: "Previsti tre milioni per sostenere il comparto"


BARI - “Non possiamo rimanere in silenzio, la Regione come il Governo nazionale devono dare risposte immediate e accogliere con azioni concrete il grido di dolore di tutto il comparto ittico vessato da costi onerosi del carburante”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, che ha incontrato questa mattina, insieme al vice presidente della Regione Puglia e assessore al Bilancio, alla presenza del Capitano di vascello Catino Antonio della Direzione marittima pugliese, una delegazione di pescatori pugliesi e le associazioni di categoria -. Come Regione abbiamo ritenuto doveroso intervenire stanziando 3 milioni di euro con una variazione di bilancio che porteremo oggi in una seduta di Giunta straordinaria per sostenere, con iniezioni di liquidità immediata, i pescatori. E’ il risultato di un lavoro sinergico tra Assessorati, Agricoltura e Bilancio, con la collaborazione preziosa dell’Ammiragliato. 

"Prevediamo - prosegue - di dare un contributo per poter permettere alle barche di riprendere il lavoro in mare e far tornare a lavorare persone a cui va tutto il mio rispetto, come assessore e rappresentante della classe politica regionale, verso un'economia e una produzione strategica per la Puglia. E’ un’azione dettata dal riguardo verso un comparto che si muove nelle regole. Mi auguro che questo smisurato aumento del costo del gasolio fortemente speculativo trovi anche immediate risposte in seno agli organi nazionali. Il Governo deve fare chiarezza fino in fondo perché gli aumenti sono insostenibili nella misura quotidiana che leggiamo.

Ringrazio tutti per la collaborazione - ha proseguito l’assessore -: le marinerie pugliesi e i loro sindaci, i consiglieri regionali e, naturalmente, l'operato della Direzione marittima regionale. Stiamo lavorando a squadre per affrontare un'emergenza seria, augurandoci che ulteriori risposte a valere sul FEAMP e del FEAMPA 2021-2027 arrivino nel minor tempo possibile. Sarebbero risorse ulteriori da mettere a disposizione in questo momento drammatico”.

“Consapevoli del fatto che stiamo parlando di realtà produttive di grande importanza – ha detto il vice presidente regionale -, abbiamo convocato per stasera stessa una Giunta regionale straordinaria che approverà la decisione di stanziare 3 milioni di euro per soddisfare la legittima richiesta avanzata dai pescatori pugliesi e approveremo un provvedimento con cui ci assumiamo la responsabilità di dare un contributo straordinario prima degli aiuti del Governo nazionale su un problema di portata mondiale quale quello del rincaro del gasolio”.

Per il presidente della IV commissione del Consiglio regionale le risorse che la Giunta mette a disposizione, tre milioni di euro, “sono una decisiva e importante risposta da parte della Regione Puglia nei confronti dei pescatori. La pesca è settore importante per la nostra economia e abbiamo l’obbligo di tutelare i lavoratori, vessati da un costo esorbitante del gasolio, garantendo loro dignità di lavoro e scongiurando una crisi di un settore cruciale ma anche di tante famiglie che vivono grazie a questa attività”.

Iperdurum, in Puglia il super-grano e la pasta super-proteica 100% pugliese


LUCERA (FG) – Una pasta “super” proteica, con valori nutritivi sopra la media, realizzata interamente ‘dal campo’ alla semola e alla pastificazione con grani selezionati e 100% ‘made in Puglia’. Tutto questo grazie a Iperdurum (iperdurum.it), progetto di ricerca su “Filiera frumento duro: Innovazione varietale, qualità e tracciabilità delle produzioni pugliesi”, finanziato con i fondi del PSR PUGLIA 2014/2020, Misura 16 – Cooperazione – Sottomisura 16.2 “Sostegno a progetti pilota e allo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie”.

A Lucera, in provincia di Foggia, mercoledì 1 giugno 2022, dalle ore 17, sarà possibile visitare i campi in cui si studiano e si applicano sul campo nuovi metodi di coltivazioni e varietà di frumento duro che, insieme, garantiscano la produzione di un “super-grano”: più resistente allo sviluppo di micotossine, con una maggiore quantità di proteine, una migliore sostenibilità della coltivazione attraverso una concimazione razionale e ottimizzata, e con valori nutrizionali superiori. L’evento si terrà in contrada Matine, strada provinciale 17. Per assistere alle prove sul campo e partecipare alla degustazione della ‘pasta supernutritiva’ verranno produttori da tutto il centro-sud Italia, oltre che dall’intera Puglia.

Il progetto Iperdurum nasce dalla ricerca condotta dall'Università degli Studi di Bari per una cerealicoltura pugliese più sostenibile. Prevede un’attività di concertazione dal basso, coadiuvata dalla Vueffe Consulting, attraverso la realizzazione di workshop tematici su tutto il territorio pugliese, da cui sono emersi i fabbisogni delle aziende agricole e di quelle di trasformazione. Capofila del progetto è l’azienda Coop La Piramide, referente scientifico la professoressa Agata Gadaleta docente di genetica vegetale nel Dipartimento di Scienze Agro Ambientali e Territoriali dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

PASTA E PANE 100% GRANO PUGLIESE. Il progetto interessa tutta la Puglia, con riguardo particolare alla provincia di Foggia e a tutta l’area di Altamura, vale a dire le zone con più forte vocazione alla produzioni di grano duro, pasta e pane. Tra gli obiettivi di IPERDURUM, infatti, c’è soprattutto la valorizzazione dell’intera filiera delle spighe dorate pugliesi. CIA Agricoltori Italiani, assieme alle sue aziende associate, è uno dei partner principali di IPERDURUM.

IL SUPER-GRANO. La mission di Iperdurum è quella di soddisfare il bisogno di innovazione varietale per coltivazioni di frumento duro, strumento indispensabile per offrire produzioni ad elevato valore aggiunto, assicurare la salubrità del prodotto e prevenire il rischio dello sviluppo di micotossine. E’ volto, quindi, alla valutazione di varietà di frumento duro nuove e tradizionali da impiegare nella trasformazione per la produzione di pane e pasta top di gamma.

Turi, al via la Sagra della ciliegia ferrovia

BARI - Dopo due anni di assenza, solo parzialmente riempiti dalle edizioni itineranti, la “Sagra della Ciliegia Ferrovia” di Turi (Ba) torna in presenza con la sua 30esima edizione, in programma sabato 4 e domenica 5 giugno 2022. Sarà presentata alla stampa il 1° giugno, alle ore 11.00, nella Sala conferenze del Palazzo regionale Agricoltura (L. re N. Sauro 45-47 - Bari).

Una due giorni caratterizzata per festeggiare, promuovere, valorizzare, con un evento enogastronomico e culturale, la Ciliegia Ferrovia, cultivar dei territori del comune di Turi e di quelli limitrofi e varietà nota per il suo colore rosso intenso nella buccia, la gradevole polpa rosa e la sua caratteristica forma a cuore.

L’evento è organizzato dal Comune di Turi, in collaborazione con l’associazione culturale “In Piazza” e con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e della Regione Puglia – Assessorato all’Agricoltura.

Alla conferenza stampa interverranno: l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, il consigliere e presidente della IV Commissione del Consiglio regionale, il senatore e componente della 10a Commissione Industria, commercio, turismo del Senato della Repubblica, la sindaca di Turi, Tina Resta, e il sindaco di Conversano, Giuseppe Lovascio.

Grandine sul Tarantino, Cia Due Mari: “Agricoltura ko, perso un anno di lavoro”


TARANTO – Un intero anno di lavoro distrutto dalla grandine: vigneti, uliveti, campi di grano, frutteti e ortaggi, nell’area occidentale di Taranto, sono stati devastati dai chicchi di ghiaccio che si sono abbattuti su Mottola, San Basilio, Palagianello, Castellaneta, mentre veri e propri nubifragi hanno colpito anche Castellaneta Marina (allagati i sottopassaggi di accesso alla marina) e altre zone del comprensorio. “I danni purtroppo sono ingenti”, ha rilevato Pietro De Padova, presidente dell’area Due Mari (Taranto-Brindisi) di Cia Agricoltori Italiani della Puglia. “Già nel tardo pomeriggio di ieri”, ha aggiunto De Padova, “ci sono giunte decine di segnalazioni e, sui nostri social, abbiamo documentato la furia e gli effetti della grandine”.

“Nelle prossime 24-48 ore”, ha annunciato il direttore di CIA Due Mari, Vito Rubino, “dovranno essere completate le verifiche sul campo, ma il quadro è davvero drammatico. Invitiamo gli imprenditori agricoli a segnalare i danni rivolgendosi alle nostre sedi, in modo da poterci attivare anche presso le istituzioni”.

Com’era già accaduto nel Foggiano, anche nella zona occidentale della provincia di Taranto le temperature altissime degli ultimi giorni avevano creato le condizioni per l’evento climatico estremo verificatosi ieri.

ORTAGGI. Le immagini postate sui social dagli agricoltori sono scioccanti: interi campi di colture orticole sono andati completamente distrutti, con la produzione totalmente compromessa. Ettari ed ettari di produzioni destinate a marcire sul campo, con conseguenze pesantissime: niente reddito per le aziende, azzerate le giornate lavorative previste per i raccolti, una perdita netta stimabile in molti milioni di euro.

VIGNETI. Gli effetti della grandinata sono drammaticamente evidenti nei vigneti, con una buona parte del futuro raccolto già strappato dalle piante e finito a terra a marcire e seccare. I chicchi di ghiaccio hanno colpito proprio nel periodo più delicato per lo sviluppo dell’uva che avrebbe preso pienamente forma nelle prossime settimane.

ULIVETI. Pesante il bilancio anche per gli olivicoltori della zona. Gli ulivi sono stati sferzati dalla grandine, con danni rilevanti ai rami che, in molti casi, sono stati spezzati e giacciono a terra. Alla prolungata siccità e alle temperature elevatissime dei giorni scorsi, si è aggiunta la mazzata di un evento climatico estremo che rischia di avere conseguenze pesantissime anche per il medio e lungo termine.

GRANO. La violenza del maltempo, in alcuni casi, ha reciso le spighe appena indorate che stanno completando il loro ciclo di maturazione. Nel volgere di pochi minuti, si è passati dal sole battente che ha portato le temperature oltre i 30 gradi a una fitta pioggia di ghiaccio. Anche in questo caso, di certo una parte rilevante dei futuri raccolti appare compromessa.

LE ALTRE COLTURE. L’ondata improvvisa e violenta del maltempo ha danneggiato anche i frutteti, con angurie letteralmente distrutte nei campi, oltre a danni evidenti per le albicocche e altre tipologie di frutta. Gli ultimi giorni di maggio e le prime settimane di giugno rappresentano un periodo molto delicato per l’agricoltura, perché è in questo momento che molte colture affrontano la fase decisiva della loro crescita e maturazione. Con gli sbalzi termici e le pozze d’acqua che sono andate a formarsi, si teme anche lo sviluppo di fitopatologie capaci di aggredire le piante.

Cinghiali, danni in 396 campi e 331 incidenti d’auto. Cia Puglia: “La scienza, non l’ideologia”


BARI - Sono 396 i casi di danni alle colture agricole direttamente causati dai cinghiali, in Puglia, dal 2009, con un totale indennizzi pari a 528mila euro che solo in parte hanno risarcito la perdita dei raccolti e la distruzione di materiale subita. La maggior parte di essi, ben 365, sono avvenuti a partire dal 2016. Complessivamente, in tutte le sei province pugliesi, gli incidenti automobilistici causati da ungulati, dal 2009 al 2021, sono stati 331.

I dati sono quelli raccolti ed elaborati dall’Università di Bari, Dipartimento Biologia, per il “Piano di monitoraggio e gestione del cinghiale in Regione Puglia”.

“Sui problemi connessi al proliferare della fauna selvatica, e dei cinghiali in particolare, crediamo sia giunto il momento che alcune associazioni ambientaliste e animaliste abbandonino un approccio puramente ideologico”, ha dichiarato Gennaro Sicolo, presidente di CIA Agricoltori Italiani della Puglia. A marzo scorso, in agro di San Nicandro Garganico, uno dei migliori imprenditori agricoli pugliesi, Gino Turco, ha perso la vita in un incidente causato da un branco di cinghiali. Qualche giorno fa, un bambino di Castellaneta, nel Tarantino, stava per perdere l’uso di una mano a causa del morso di un grosso cinghiale. Nell’ultima settimana, branchi di ungulati hanno arrecato danni ai terreni agricoli nel Foggiano.

I danni all’agricoltura sono stati analizzati sulla base dei dati relativi alle pratiche di indennizzo pervenute ai diversi Ambiti Territoriali di Caccia. Gli impatti maggiori sul comparto agricolo sembrerebbero interessare la provincia di Foggia, dove in media si registrano 63 eventi l’anno per lo più localizzati nel settore occidentale della provincia. Le somme annue di indennizzo più alte invece si registrano nelle provincie di Bari e BAT dove raggiungono mediamente i 62.600 euro l’anno con una media di 12 danni/anno.


Le province maggiormente interessante dagli incidenti automobilistici sono quelle di Bari (108 incidenti) e Foggia (95 incidenti), ma è la provincia di Taranto ad aver registrato l’incremento più alto passando da un solo caso nel 2015 (primo anno in cui si sono verificati incidenti causati da ungulati nel Tarantino) a 27 episodi nel 2020. I dati evidenziano come le frequenze maggiori di incidentalità si registrino in determinati ambiti territoriali. Nella provincia di Bari il 68% degli eventi è localizzato nei comuni di Gravina, Altamura e Ruvo, mentre nella BAT il 75% dei casi è registrato nei comuni di Andria e Canosa. Anche nella provincia di Lecce gli incidenti, seppur in numero ridotto, sono stati registrati in settori contigui dei comuni di Lecce e Vernole. I comuni di Laterza e Ginosa contano il 40% degli eventi in provincia di Taranto, mentre nella provincia di Foggia gli incidenti hanno una distribuzione più diffusa nei diversi ambiti comunali con una maggiore frequenza nei territori di San Nicandro Garganico e Cagnano Varano. Le aree a maggiore incidentalità ricadono tendenzialmente all’interno di zone protette o in aree contigue ad esse dove la specie tende a concentrarsi per una maggiore disponibilità di risorse e siti di rifugio.

Il trend di impatti per anno, nelle diverse province, è stato analizzato per 329 casi per cui il dato era disponibile. Il numero dei sinistri registrati nel corso degli anni è aumentato in tutte le provincie ad eccezione di Lecce, in cui gli eventi si riferiscono tutti al 2018. L’incremento è stato più importante a partire dal 2015-2016 quando, da una media provinciale inferiore a 0,8 eventi/anno, si è passati ad una di 3 eventi/anno, sino al picco del 2019/2020 che vede valori prossimi a 17 eventi/anno.

LE PROPOSTE CIA. “Occorre che i risarcimenti siano pieni, vale a dire commisurati all’entità effettiva dei danni (modifica legge 157/92) – ha dichiarato Angelo Miano, presidente di CIA Capitanata -. Serve la costituzione di una task-force regionale, affinché si giunga all’abbattimento selettivo e controllato dei capi, in alternativa possono essere utili la sterilizzazione degli stessi e la eventuale realizzazione della filiera della carne di cinghiale. Una misura, quest’ultima, che potrebbe servire a ridurre la presenza di esemplari in circolazione e che viene già utilizzata in regioni come Toscana e Umbria. Potrebbe essere adottata in forma controllata e coordinata con le Asl, prevedendo anche l'autorizzazione della filiera corta della carne con la macellazione delocalizzata”. “Il problema è serio, per cui va affrontato seriamente, anche per i rischi che comporta in ambito sanitario, basti pensare a quanto sta accadendo per la peste suina in più parti d’Italia”, ha aggiunto Sicolo. “Gli abbattimenti selettivi rappresentano uno degli strumenti da utilizzare. E’ grave che alla tutela della vita umana e alla salvaguardia di colture, produzioni e posti di lavoro si anteponga un approccio ideologico e contrario a priori a qualsiasi metodo per fermare la proliferazione senza controllo dei cinghiali”, ha concluso il presidente di CIA Puglia, Gennaro Sicolo.

Psr Puglia 2014-2020: in pubblicazione il bando per i giovani agricoltori


BARI - Adottato l’Avviso Pubblico della misura 6.1 del PSR Puglia - “Aiuti all’avviamento di imprese per i giovani agricoltori” – che nei prossimi giorni sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia. L'obiettivo è sostenere l’insediamento di almeno 1.000 nuovi agricoltori tra i 18 e i 41 anni che hanno deciso di scommettere sulla campagna con passione, innovazione e professionalità.
Ad annunciarlo sono il presidente della Regione Puglia e l’assessore regionale all’Agricoltura, sottolineando l’importante investimento del Programma di Sviluppo Rurale pugliese pari a 55 milioni di euro.

Il bando è stato reso possibile in virtù delle nuove risorse stanziate dall’Unione Europea a favore dei Programmi di Sviluppo Rurale regionali per le annualità 2021 e 2022. “Con questo avviso pubblico – sottolinea il presidente della Regione Puglia – diamo forza in maniera diretta e tangibile ai tanti giovani che già si impegnano per un’agricoltura sostenibile, innovativa e capace di mantenere e rafforzare i legami con la Terra. È un atto di grande fiducia verso questo capitale umano ed economico, fondamentale per un’idea condivisa di futuro dei nostri territori”.

L’aiuto è destinato a favorire gli agricoltori con età compresa tra i 18 e i 41 anni già insediati sul territorio pugliese, garantendo agli stessi un contributo a fondo perduto per lo sviluppo di imprese innovative ed orientate allo sviluppo di nuovi prodotti. Il fine ultimo è quello di creare opportunità di impiego in un settore considerato sempre più attrattivo dalle giovani generazioni istruite e al contempo di rafforzare quel ricambio generazionale indispensabile per il consolidamento del tessuto socio-economico nelle zone rurali.

“Il nuovo bando rivolto ai giovani – ricorda l’assessore regionale all’Agricoltura - potrà contare su risorse stanziate nell’ambito del piano Next Generation EU. La formula scelta è snella e agile: la concessione del 70% dei fondi avverrà a seguito di ammissione a finanziamento dei progetti, mentre il restante 30% sarà erogato previa verifica della corretta attuazione degli interventi previsti dal piano aziendale che i beneficiari dovranno presentare, seguendo le indicazioni previste dal bando”.

Grandine sul Tavoliere, Cia Capitanata: “Danni a grano, vigneti, uliveti e pomodoro”

FOGGIA – Terreni agricoli allagati; vigneti, distese di grano ancora verde e frutteti sferzati dalla grandine; campi e strade rurali resi impraticabili: è questo il bilancio provvisorio delle tempeste che si sono abbattute con particolare violenza sull’agro di Cerignola, San Severo, Torremaggiore, Lucera e Casalnuovo Monterotaro.

“Purtroppo, già nell’immediatezza di quanto accaduto, le nostre aziende agricole associate hanno rilevato dei danni”, ha spiegato Angelo Miano, presidente di CIA Agricoltori Italiani Capitanata. “Oggi avremo modo di verificarne più approfonditamente l’entità. Invitiamo gli imprenditori agricoli a segnalare i danni rivolgendosi alle nostre sedi, in modo da poterci attivare anche presso le istituzioni”.

VIGNETI. Le zone di Cerignola, San Severo, Torremaggiore e Lucera sono particolarmente ricche di vigneti. Maggio rappresenta un mese decisivo per la crescita e il primo sviluppo evidente di quelli che poi diventeranno gli acini. “La grandine ha un’immediata capacità di fare danni. Si è abbattuta con forza sui vigneti. Temiamo che, nelle aree in cui più violenta è stata la precipitazione dei chicchi di ghiaccio, una parte rilevante dei raccolti possa risultare compromessa”.

ULIVETI. Stesso discorso per gli uliveti, anch’essi elemento dominante dei territori più colpiti dall’improvvisa ondata di maltempo verificatasi nel pomeriggio di martedì 17 maggio. “Se fosse soltanto piovuto, quell’acqua avrebbe potuto essere un toccasana. Grandine, vento e bombe d’acqua invece hanno danneggiato i rami, in parte strappandoli dalla pianta e facendoli cadere a terra”.


POMODORO. Responsabili e tecnici di CIA Agricoltori Italiani Capitanata, inoltre, assieme alle aziende agricole associate, verificheranno anche quale impatto abbiano avuto pioggia, vento e grandine sulle piantine di pomodoro immesse da pochi giorni sui terreni. Si tratta di un’altra tipologia di coltura per la quale maggio e giugno rappresentano fasi delicatissime, da cui dipenderà tra qualche mese la quantità e la qualità dei raccolti.

GRANO. La violenza del maltempo, in alcuni casi, ha reciso le spighe ancora verdi che stanno maturando nei campi della Capitanata. In soli due giorni, si è passati dal sole battente che ha portato le temperature oltre i 30 gradi alle grandinate di martedì 17 maggio. La siccità degli ultimi mesi, aveva già inciso in modo negativo, tanto da far prevedere una diminuzione pari a circa il 20% del raccolto per il grano duro in provincia di Foggia.

MONITORAGGIO. In ogni caso, l’azione di monitoraggio di CIA Capitanata proseguirà anche nei prossimi giorni per verificare l’entità dei danni anche su tutte le altre colture. “Con gli sbalzi termici e le pozze d’acqua che sono andate a formarsi, temiamo anche lo sviluppo di fitopatologie capaci di aggredire le piante. Vedremo e verificheremo scrupolosamente”, ha concluso Miano.

Durum Days, i giorni del grano duro. In Puglia produzione in calo del 20%


BARI - La Puglia è ancora il granaio d’Italia, ma con difficoltà crescenti e una stagione – quella 2021-2022 – che si presenta con alcuni dati preoccupanti. A fare il punto della situazione, in concomitanza con il “Durum Days” nazionale che si terrà a Foggia mercoledì 18 maggio, è la CIA Agricoltori Italiani Capitanata, attraverso il presidente provinciale Angelo Miano: “Le piogge dei giorni scorsi sono state utili soprattutto dove la semina è avvenuta più tardi, mentre nulla hanno potuto sui campi e sui semi che hanno subìto in pieno le conseguenze di una lunga siccità. La scarsità di precipitazioni potrebbe causare una diminuzione di circa il 20% del raccolto”.

COSTI DI PRODUZIONE. Se le previsioni sul raccolto indicano una diminuzione del 20%, i costi di produzione sono già aumentati del 25-30%. “Coltivare e, soprattutto, raccogliere un ettaro di grano, prima della pandemia aveva un costo che oscillava fra i 700 e i 750 euro”, ha spiegato Miano, “mentre oggi occorrono almeno 1000 euro”. “ La trebbiatura, ad esempio, risente dell’incremento di costo fatto registrare dal gasolio”.

PREZZO AL PRODUTTORE. Nell’ultima seduta della Commissione, le quotazioni massime del grano duro, a seconda della qualità, hanno registrato un valore compreso fra i 532 del mercantile ai 560 euro alla tonnellata del biologico. “I contratti di filiera, aperti alle ‘premialità’ da prevedere per valorizzare il grano di migliore qualità, sono il modello da seguire. Per garantire il giusto reddito e un equo riconoscimento ai produttori che investono per dare al mercato un prodotto salubre, funzionale, di eccellente qualità. Occorre, però, che anche a chi resta fuori dagli accordi di filiera sia assicurato un corrispettivo che tuteli il reddito, considerando le caratteristiche proteiche che possono avere quei grani”.

La Puglia, negli ultimi anni, ha prodotto mediamente attorno ai 9 milioni di quintali di grano, rappresentando una quota oscillante fra il 25 e il 35% della produzione nazionale.

IL GRANO IN PUGLIA. La sola Capitanata nel 2020 riuscì a produrre 7.125.000 quintali su una superficie di 240mila ettari, con una resa media per ettaro di 29,68 quintali.

“Lo diciamo da tempo: serve un patto tra produttori e trasformatori nel segno del ‘made in Italy’ e del nostro grano duro come elemento principe della pasta italiana di qualità. Nel 2021, le importazioni di grano duro sono calate, purtroppo però si tratta di una tendenza contingente e, senza una precisa volontà, le logiche speculative potrebbero presto tornare a favorire i grani duri esteri a danno di quello italiano, in particolare quello pugliese”.

DURUM DAYS. "Mercato, prezzi e previsioni del grano duro": questo il titolo e il focus del nuovo Durum Days che torna, per la VII edizione, quale evento internazionale organizzato dalla filiera del grano duro per fare il punto sulla produzione attesa in Italia e nel mondo. Appuntamento, come da tradizione, a Foggia, mercoledì 18 maggio dalle 9 alle 13, nella sala conferenze della Camera di Commercio (Via Michele Protano 7). Al centro dell'incontro, lo stato del comparto pasta e le prospettive per la prossima annata. Ne discuteranno, dati alla mano, autorevoli rappresentanti delle sigle promotrici dell’iniziativa.

Interverranno ai lavori: Damiano Gelsomino, presidente della Camera di Commercio di Foggia; Patrizia Marcellini, Coordinatrice del settore grandi colture e servizi, Alleanza delle Cooperative; Mario Gentile, Senior Analyst, Areté; Giorgio Mercuri, presidente di Alleanza delle Cooperative; Andrea Demontis, Assosementi; Gianmichele Passarini, giunta nazionale di Cia-Agricoltori Italiani; Emanuele Blasi, Università della Tuscia; Diego Canga Fano, Commissione Europea; Dario Manuello, Syngenta; Nathan Kemp, IGC; Nicola Pecchioni e Pasquale De Vita per il CREA, Centro di ricerca cerealicoltura e colture industriali di Foggia; Annachiara Saguatti, Senior Analyst, Areté; Filippo Schiavone, Confagricoltura; Franco Verrascina, Copagri; Enzo Martinelli, Italmopa; Mauro Acciarri, Compag; Luigi Cristiano Laurenza, segretario generale Pastai; Raffaele Piemontese, vicepresidente Regione Puglia. 

I Durum Days sono organizzati e promossi da Assosementi, Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri, Alleanza Cooperative Agroalimentari, Compag, Italmopa, Unione Italiana Food, con la partnership tecnica di Areté, con la collaborazione del Crea e con la partecipazione in veste di sponsor di Syngenta-PSB. Si può seguire l’iniziativa, previa registrazione, collegandosi al sito www.durumdays.com.

Puglia: progetto di ricerca e sviluppo “rigenerazione sostenibile dell’agricoltura nei territori colpiti da Xylella fastidiosa”


BARI - Domani sabato 14 maggio alle ore 10.00, presso l’Auditorium del Museo Provinciale “Sigismondo Castromediano” di Lecce (Viale Gallipoli, 31), il Presidente della Regione Puglia, l’Assessora regionale all’Ambiente e al Paesaggio e il Presidente del DAJS Pantaleo Piccinno sottoscriveranno e presenteranno alla stampa un importante protocollo d’intesa tra Regione Puglia e Distretto Agroalimentare di qualità Jonico Salentino. 

Interverrà l’assessore regionale all’Agricoltura e il Rettore dell’Università del Salento Fabio Pollice. L’obiettivo del Protocollo è quello di avviare rapporti di collaborazione finalizzati a promuovere e valorizzare le peculiarità territoriali e paesaggistiche dei comuni ricadenti nel Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino, secondo il Progetto di Ricerca & Sviluppo “Rigenerazione sostenibile dell’agricoltura nei territori colpiti da Xylella fastidiosa”.

Coldiretti: Venerdì 20 maggio apicoltori in piazza per la Giornata mondiale delle api

(Pixabay)
ROMA - In occasione della Giornata mondiale delle Api che si celebra il 20 maggio a Roma scendono in campo per la prima volta gli apicoltori italiani dalle diverse regioni per far conoscere il proprio lavoro e far toccare con mano tutte le meraviglie della “bee economy”, un comparto del Made in Italy divenuto sempre più importante per la ricerca di alimenti sani e naturali con la pandemia Covid.

L’iniziativa è delle donne e dei giovani della Coldiretti con appuntamento per venerdì 20 maggio a partire dalle ore 9.00 al Mercato di Campagna Amica in Via Tiburtina 695 a Roma dove si potrà conoscere dal vivo la vita delle api, le operazioni negli alveari, fare la smielatura ma anche provare i cyber alveari e scoprire la grande biodiversità con il salone dei cento mieli d’Italia ed i primi sommelier del miele per svelare i segreti di un alimento importante per l’alimentazione, a partire da quella dei bambini. 

Ma ci saranno anche i tanti esempi di prodotti innovativi realizzati grazie al lavoro delle api, con applicazioni nell’ambito di diversi settori, dallo sport alla moda.

Per l’occasione sarà diffuso l’esclusivo report di Coldiretti su “I segreti della bee economy” con dati e analisi sull’impatto dei cambiamenti climatici, della pandemia e della guerra sui consumi delle famiglie italiane.

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