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Slow Food Day 2018, iniziative a Bari

di DONATO FORENZA - La continua lotta allo spreco alimentare e le campagne informative per intensificare la consapevolezza per la valorizzazione del cibo rappresentano tematiche di notevole rilevanza nell’ambito della sensibilità alla Sostenibilita’ e alla Smart Economy. A Bari, l’associazione internazionale Slow Food ha promosso la giornata "Slow Food Day" che, tra i suoi molteplici obiettivi, si propone strategie sostenibili per elevare la conoscenza al corretto impiego di prodotti alimentari idonei al miglioramento della qualità della vita e alla prevenzione di patologie della salute. In tale contesto culturale, sabato scorso, si sono incontrati cittadini, studiosi ed esperti, che hanno vivamente partecipato al programma “Slow Food Day 2018”.

La Condotta di Bari di Slow Food e l’Associazione di volontariato In.Con.Tra, nel centro di Bari, hanno collaborato alla manifestazione. Nel borgo murattiano sono stati allocati due gazebo nei quali sono stati approfonditi vari temi, tra i quali intolleranze, allergie e recupero del patrimonio genetico delle varietà di grano locali. Il tema principale dello Slow Food Day di quest’anno è il frumento, pianta fondamentale che ha caratterizzato l’iter alimentare storico, i cui derivati (pane e pasta in primis) costituiscono valenze simboliche della cucina italiana, acclamati dall’UNESCO, quali elementi importanti della “Dieta Mediterranea”.

Ricordiamo, infatti, che a causa dell’impoverimento della fertilità dei suoli e dell’aumento del numero di individui affetti da malattie derivanti da malnutrizione, è stato registrato un sensibile reinserimento di varietà antiche nei terreni agricoli che si sono successivamente trasformati in prodotti alimentari per uso quotidiano “in tavola”. Durante la manifestazione sono state formulate informazioni, raccomandazioni e linee programmatiche per cercare di eliminare le cause dello spreco e per facilitare stili di vita tendenti all’uso razionale del cibo.

Slow Food di Bari ha dedicato la “giornata” a tutti i cittadini che non hanno facile accesso al cibo; inoltre, nella manifestazione è programmata particolare attenzione agli aspetti della povertà e dell’emarginazione, determinate da un sistema alimentare “anomalo”. Le valenze sociali del cibo meritano oculata percezione: è opportuno far osservare che pane e pasta, hanno assunto per molti secoli, il ruolo energetico di alimentazione protrattasi prevalentemente nelle classi meno abbienti della società. E stato rilevato un successo di pubblico in una “giornata in piazza”, per le utili informazioni scambiate e per aver creato un fertile dialogo su sostenibilità ambientale e alimentare.

Puglia: sì del Consiglio alla Pdl che favorisce la diffusione dell’agricoltura Km 0

BARI - Il Consiglio regionale ha approvato con il solo voto contrario della consigliera Francesca Franzoso la proposta di legge che contiene “Norme per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli e agroalimentari a chilometro zero e in materia di vendita diretta dei prodotti agricoli” (presentata dall’esponente della maggioranza Enzo Colonna), con una assegnazione in bilancio di 500 mila eruo.

“La modernizzazione del sistema agro-alimentare – ha spiegato il presidente della IV Commissione che ha licenziato la pdl, Donato Pentassuglia - ha favorito, negli ultimi decenni, la crescita ed il consolidamento di 'filiere lunghe', modalità di distribuzione dominate da imprese di grandi dimensioni e che operano su mercati globali, in cui la necessità di standardizzazione e di flessibilità di approvvigionamento ha portato all’omologazione delle colture produttive agricole e alla conseguente uniformità dei gusti e dei consumi, al deterioramento della diversità biologica e culturale e ad un consistente impatto ecologico, dovuto ai molteplici passaggi intermedi della filiera, nonché alla forte riduzione della possibilità per il cittadino-consumatore di esercitare un effettivo controllo sull’origine e sulle modalità di produzione di ciò che acquista e consuma”.

“Consumare prodotti di filiera corta – ha continuato Pentassuglia - originari del territorio e quindi a «chilometro zero», significa ridurre considerevolmente le emissioni in atmosfera di gas nocivi (in termini di emissioni annue una tonnellata di anidride carbonica per famiglia), i numerosi passaggi di imballaggio e confezionamento, oltre a promuovere modelli virtuosi ed ecocompatibili di agricoltura locale.  La locuzione a «chilometro zero» identifica dunque una politica economica che predilige il prodotto locale garantito dal produttore nella sua genuinità e soprattutto consente un risparmio nel processo di trasporto del prodotto, anche in termini di notevole riduzione dei costi ambientali”.

Anche la Regione Puglia, quindi assume fra le priorità politiche la promozione di un’alimentazione sana, al pari di altri Governi, nazionali e regionali, oltreché dell’Unione europea.

Secondo quanto previsto dalla iniziativa legislativa “favorire il consumo di prodotti del territorio, freschi e stagionali, vuol dire allo stesso tempo, garantire un reddito adeguato ai produttori locali, assicurare una buona nutrizione, sostenere l’agricoltura di qualità legata alle realtà locali, tutelare l’ambiente e la biodiversità” – così come spiegato dal consigliere Colonna.

La presente proposta di legge si prefigge l’obiettivo prioritario di valorizzare nel territorio regionale i prodotti agricoli e agroalimentari «a chilometro zero», ossia quelli che soddisfano congiuntamente requisiti di sostenibilità ambientale e di qualità alimentare, promuovendone l’acquisto e il consumo sia da parte delle pubbliche amministrazioni che nel settore privato e garantendo ai consumatori una informazione trasparente, puntuale ed efficace in ordine alla tracciabilità dei prodotti e dei prezzi.

Diversi sono gli interventi intesi a valorizzare e promuovere l’utilizzo e la diffusione dei prodotti a chilometro zero previsti dalla presente proposta: le disposizioni per favorirne l’utilizzo nell’ambito dei servizi di ristorazione collettiva e nelle forniture di prodotti alimentari gestiti da enti pubblici; quelle per disciplinare la vendita diretta al dettaglio da parte degli imprenditori agricoli; le disposizioni in materia di commercio di tali prodotti e le previsioni in capo ai Comuni nella programmazione dei mercati a ciò adibiti; la previsione di contributi regionali a favore delle imprese del settore della ristorazione, dell’ospitalità e della lavorazione e trasformazione di prodotti agricoli che si approvvigionano di prodotti a chilometro zero.

Vengono disciplinate anche le modalità di concessione agli operatori del marchio di filiera di nuova creazione denominato «Puglia KM 0». Un segno distintivo e una garanzia certificata che rappresentano un riconoscimento formale della provenienza e della qualità dei prodotti da utilizzare sia sugli articoli alimentari che sui menù degli esercizi di ristorazione e nelle mense pubbliche.

Sono previste disposizioni per garantire ai cittadini le informazioni sulle iniziative promosse con la presente proposta, anche attraverso la creazione di un portale web a ciò dedicato, ed alcune norme tese a disciplinare il regime dei controlli e delle sanzioni in caso di infrazione.

Con tali misure si intende sostenere sul territorio regionale nuovi modelli di distribuzione e vendita e, contestualmente, valorizzare le piccole e medie imprese agricole, per lo più a conduzione familiare, che operano sul medesimo territorio e ne preservano l’identità.

La consigliera Franzoso ha espresso tutte le sue perplessità nei confronti di una legge che “guarda al passato e non al futuro, che sostiene teorie scientifiche smentite nei fatti da tempo” ha detto in Aula. Inoltre la consigliera di Forza Italia, ha sottolineato in particolare la sua contrarietà verso politiche che tendano a “chiudere” invece che “aprire i recinti”. “Non si possono accettare politiche di diffusione del chilometro zero nelle scuole – ha detto – è inconcepibile pensare di insegnare ai ragazzi che piccolo è bello, abbandonando il concetto di appartenenza nel mondo globale e quindi ad una cultura più ampia senza confini”.

Xylella, Cia Puglia: "Obiettivo: bloccare l’espansione del batterio"

FASANO (BR) – “L’obiettivo su cui tutti dobbiamo lavorare, senza divisioni o inutili polemiche, è uno solo: fermare l’avanzata della Xylella”. Nell’incontro di Fasano, lunedì 16 aprile, è stato Giannicola D’Amico, vicepresidente regionale di CIA Agricoltori Italiani di Puglia, a ribadire con forza la necessità di lavorare tutti nella stessa direzione: organizzazioni agricole, agricoltori ed enti preposti, con un ruolo fondamentale della Regione Puglia e un maggiore sostegno da parte del governo nazionale e dell’Unione Europea.

“E’ una guerra e, come tale, va combattuta: è prioritario intervenire celermente completando tutti gli espianti e procedendo ai reimpianti nella zona infetta. Per ogni nuovo focolaio, il ‘fronte nemico’ della Xylella avanza mangiandosi altri ettari di territorio. Dobbiamo invertire la tendenza, ma per fare questo serve cominciare realmente la controffensiva”, ha dichiarato Gianluca Cisternino, assessore all’Agricoltura del Comune di Fasano. Fasano e i comuni del comprensorio, inoltre, hanno chiesto che la Regione Puglia intervenga con risorse straordinarie per gli interventi obbligatori di prevenzione riguardanti strade, canali, parti di terreno non comprese nei campi delle aziende agricole.

All’incontro, è intervenuto il capitano Sandro D’Alessandro, vicecomandante provinciale dei Carabinieri Forestali di Brindisi, che ha ribadito l’urgenza, da parte degli agricoltori e di tutti gli attori pubblici interessati, di ottemperare alle misure obbligatorie di prevenzione contro la Xylella: la lotta agli stadi giovanili degli insetti vettori con mezzi meccanici è obbligatoria nelle aree delimitate (zona infetta, contenimento e cuscinetto) nel periodo che va da marzo al 30 aprile ed è raccomandata nella zona indenne della Regione Puglia. E’ necessario eliminare le piante erbacee spontanee, ospiti delle forme giovanili dei vettori. Il controllo degli stadi giovanili dei vettori è obbligatorio nei terreni agricoli, extra agricoli e nelle aree urbane, attraverso le lavorazioni superficiali del terreno, la trinciatura e l’interramento della vegetazione spontanea.

Dal primo giorno di maggio 2018, come già previsto dalla normativa vigente, agli agricoltori che non si atterranno alle prescrizioni sarà comminata una sanzione pecuniaria e, cosa ancora più pesante, verrà negato l’accesso ai benefici dei fondi comunitari. Sulla Xylella, Cia Due Mari, guidata dal presidente provinciale Piero De Padova, sta lavorando da anni e nell’ultimo mese ha ulteriormente intensificato le azioni di informazione e gli incontri con gli agricoltori, con un’azione di informazione continua, capillare, affinché tutti sappiano non solo quali sono gli obblighi ma anche qual è il modo migliore per contrastare l’espandersi del batterio. Particolarmente interessante l’intervento di Crescenza Dongiovanni, del Centro di Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura “Basile-Caramia”, con l’aggiornamento dei risultati ottenuti dalla scienza per trovare nuovi e più efficaci soluzioni contro l’avanzare della xylella.

“Oggi, martedì 17 aprile, saremo a Montalbano (Br), nella sala convegni della Società Operaia di Mutuo Soccorso di via Puccini”, ha ricordato Giannicola D’Amico. “Non possiamo fermarci”, ha aggiunto il vicepresidente CIA Puglia, “perché l’obiettivo è fare il 101% per fermare l’avanzata della xylella. In tutta la Puglia bisogna prendere coscienza che l’espandersi del batterio mette drammaticamente a rischio l’intera economia della regione, non solo l’agricoltura, poiché il comparto primario per i pugliesi è lo snodo principale che, a raggiera, interseca e alimenta ogni altro settore, compresi il commercio, l’enogastronomia, il turismo e i servizi”, ha concluso D’Amico.

Vinitaly, Agrinsieme presenta il coordinamento dei consorzi di tutela DOC pugliesi

BARI - Si è tenuta questa mattina, nel corso del Vinitaly a Verona, la conferenza stampa di presentazione alla presenza, tra gli altri, del coordinatore nazionale di Agrinsieme, Giorgio Mercuri, e dell’Assessore regionale alle politiche agricole, Leonardo Di Gioia.

Un’iniziativa necessaria per tutelare e difendere un marchio europeo riconosciuto quale quello delle Denominazioni rappresentate dai consorzi di Tutela. La Puglia produce quasi 9 milioni di ettolitri di vino, tuttavia solo 700mila hanno la Denominazione di Origine. E’ tempo, dunque, che il comparto pugliese esprima univocamente esigenze e necessità.

Con l’aiuto di Agrinsieme, i rappresentanti dei consorzi hanno fatto squadra in seguito all’incontro in Regione Puglia del febbraio scorso nel corso del quale, con la comunicazione del bando dalla misura 3.2, fu posto in essere un progetto comune dedicato ai marchi di qualità.

Obiettivi del neonato “Consorzio dei consorzi” sono la promozione delle produzioni vitivinicole di qualità certificata e l’interlocuzione con gli enti pubblici anche grazie alla redazione di linee di indirizzo nel settore.

Il team è al lavoro già da tempo ma è pronto a ricevere anche quelle realtà imprenditoriali dove esista un marchio DOP ma non un consorzio di tutela. Prossimo passo, al ritorno dal Vinitaly, sarà la convocazione di un incontro aperto a tutte le aziende vitivinicole in maniera tale da recepire direttamente le istanze e formulare un piano di lavoro condiviso.

Dal 27 al 29 aprile a Bari il 'Villaggio contadino' della Coldiretti

di NICOLA ZUCCARO - Un evento che intende racchiudere su scala meridionale l'Expo di Milano del 2015 ed il Vinitaly di Verona. Si presenta con queste credenziali il 'Villaggio contadino' della Coldiretti, che per l'edizione nazionale del 2018 sarà ospitato dalla città di Bari.

Dalle 9.30 di venerdì 27 aprile a domenica 29 aprile, l'area che va dal Teatro Margherita all'arco di San Nicola sarà una lunga masseria presso la quale si potranno degustare le delizie enogastronomiche pugliesi e il patrimonio zootecnico, regionale e nazionale.

La città di Bari con questo evento - come sottolineato dal sindaco Antonio Decaro, durante la presentazione alla stampa, - si preparerà alla successiva Festa patronale di San Nicola, mettendo alla prova la macchina organizzativa per i grandi eventi, oltre che la viabilità della zona lungo la quale si snoderà la 3 giorni che attirerà anche i visitatori provenienti dal resto d'Italia. 

Xylella fastidiosa: novità e obblighi per gli agricoltori

FASANO (BR) Si terrà lunedì 16 aprile, alle ore 18.30, nella Sala di Rappresentanza del Comune di Fasano, l’incontro organizzato da CIA Agricoltori Italiani, in collaborazione con il Comune di Fasano, sulla “Xylella fastidiosa: novità e obblighi per gli agricoltori”.

All’incontro interverranno: l’assessore all’Agricoltura del Comune di Fasano, Gianluca Cisternino; il vicepresidente regionale di CIA Puglia, Giannicola D’Amico; Crescenza Dongiovanni, del Centro di Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura “Basile-Caramia”; Ruggiero Capone, comandante provinciale Carabinieri Forestali Brindisi.

3100 i casi di Xylella in Puglia

di PIERO CHIMENTI - Aumentano a macchia d'olio i casi di Xylella in Puglia. Sono stimati in 3100 gli alberi risultati positivi ad infezione di Xylella.

Il trend purtroppo è in forte crescita, dopo i 2924 casi registrati lo scorso 23 marzo dagli esperti della Regione Puglia ed i 2251 di inizio mese.

Damascelli: “E intanto il Governo regionale dorme” - “Mentre la Xylella fastidiosa avanza, il Governo regionale dorme. Ormai il batterio killer degli ulivi è alle porte del Barese, e l’agro di Locorotondo è stato inserito nella zona cuscinetto. Anche gli agricoltori di Terra di Bari rischiano di fronte alla minaccia che sta flagellando le campagne salentine. E intanto la Regione sta a guardare, sfoderando armi di cartone”. Così Domenico Damascelli, consigliere regionale di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Agricoltura.

“I danni hanno già superato un miliardo di euro – sottolinea – e la zona infetta continua ad espandersi. Che risultati ha prodotto la lotta alla Xylella della Regione Puglia in questi anni? E perché non viene svolta una capillare e adeguata informazione sulle buone pratiche da adottare per arginare la diffusione del batterio? Di fronte ad una minaccia che rischia di trasformare in deserto le nostre distese di ulivi, infliggendo una ferita incalcolabile alla produzione regina della Puglia, la Regione dovrebbe mettere in campo ogni energia e ogni risorsa, per risollevare gli agricoltori in ginocchio e per contrastare l’infezione”. 

“Ma non ci pare proprio – conclude Damascelli – che la lotta alla Xylella rappresenti la priorità di questa politica agricola regionale miope e inconcludente”.

Xylella alle porte di Bari, Damascelli: "E intanto il Governo regionale dorme"

BARI - “Mentre la Xylella fastidiosa avanza, il Governo regionale dorme. Ormai il batterio killer degli ulivi è alle porte del Barese, e l’agro di Locorotondo è stato inserito nella zona cuscinetto. Anche gli agricoltori di Terra di Bari rischiano di fronte alla minaccia che sta flagellando le campagne salentine. E intanto la Regione sta a guardare, sfoderando armi di cartone”. Così Domenico Damascelli, consigliere regionale di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Agricoltura.

“I danni hanno già superato un miliardo di euro – sottolinea – e la zona infetta continua ad espandersi. Che risultati ha prodotto la lotta alla Xylella della Regione Puglia in questi anni? E perché non viene svolta una capillare e adeguata informazione sulle buone pratiche da adottare per arginare la diffusione del batterio? Di fronte ad una minaccia che rischia di trasformare in deserto le nostre distese di ulivi, infliggendo una ferita incalcolabile alla produzione regina della Puglia, la Regione dovrebbe mettere in campo ogni energia e ogni risorsa, per risollevare gli agricoltori in ginocchio e per contrastare l’infezione”.

“Ma non ci pare proprio – conclude Damascelli – che la lotta alla Xylella rappresenti la priorità di questa politica agricola regionale miope e inconcludente”.

Agricoltura, Casili (M5S): "Basta con le parole, bisogna far ripartire il comparto olivicolo"

BARI - “L’agricoltura pugliese vive un dramma epocale. Dall’assessore Di Gioia continuiamo a sentire tante belle parole, ma è necessario rispondere con i fatti al grido di dolore sollevato dall’intero settore”. Così il capogruppo del M5S Cristian Casili che prosegue: “L’impasse che sta interessando il Psr pugliese che vale 1,6 miliardi di euro ha praticamente immobilizzato gli investimenti di centinaia di aziende, molte delle quali costrette a ricorrere ai Tar. A ciò si aggiunge la disperazione del comparto olivicolo che, in provincia di Lecce, ha visto un crollo vertiginoso delle produzioni e un abbandono sempre più consistente delle campagne. Un’intera filiera olivicola compromessa - incalza - che ha comportato la chiusura di diversi frantoi e la perdita di migliaia di posti di lavoro. Una situazione diventata ormai insostenibile, ma che Emiliano e la sua giunta  continuano a sottovalutare, guardando dalla finestra il susseguirsi degli eventi”.

Per Casili per risollevare il settore olivicolo non sono sufficienti le ultime misure 4.1c e 5.2 del PSR a sostegno delle aziende olivicole in zona infetta, che interesseranno numero esiguo di aziende.

“Oggi - continua il vicepresidente della Commissione Ambiente - quello che serve  è avere le idee chiare per il futuro partendo dall’analisi di  uno scenario utile a contestualizzare gli interventi proposti. La portata di questa malattia che sta causando il disseccamento dei nostri ulivi  purtroppo coinvolgerà un territorio sempre più ampio. Lo avevamo annunciato da tempo. E se da una parte le strategie di contenimento serviranno solo a rallentarne la progressione più a nord, nelle zone compromesse occorre far ripartire urgentemente la nostra olivicoltura. I tempi sono maturi: dopo la modifica della decisione di esecuzione è oggi compito del Governo nazionale  e della Regione Puglia far in modo che, a stretto giro e senza alcun appesantimento burocratico, si possa procedere al reimpianto delle cultivar ritenute idonee nel pieno rispetto delle esigenze pedoclimatiche del Salento. Se partiamo per tempo potremo affinare le tecniche di coltivazione in asciutto, viste le crisi idriche degli ultimi anni, la scarsità d’acqua e la salinizzazione delle nostre falde. Affinare  le tecniche di aridocoltura, è la “conditio sine qua non” per garantire un futuro ai nostri agricoltori. Una programmazione, quella a cui deve dar vita il governo, che deve tener conto delle aree marginali con roccia affiorante dove è possibile intervenire solo con interventi di rimboschimento. Partire per tempo vuol dire anche studiare il germoplasma locale e riprodurre fra qualche anno piante autoctone in grado di rispondere alla sfida dei cambiamenti climatici in atto. Nel frattempo la ricerca farà il suo corso  e i risultati che ci fornirà ci permetteranno di fare maggiore profilassi nelle aree indenni salvaguardando il nostro patrimonio olivicolo. Bisogna intervenire subito - conclude Casili -  e dare risposte concrete ai nostri agricoltori”.

Cia Puglia, tre ricorsi vinti: da Agea contributi aggiuntivi per 100 olivicoltori

ROMA - Tre ricorsi vinti su tre presentati: grazie a CIA Agricoltori Italiani di Puglia, circa 100 produttori olivicoli delle zone di Terlizzi, Palo e Andria riusciranno a ottenere da Agea il contributo aggiuntivo previsto, nella precedente riforma PAC, per chi produce olio di qualità.

“Siamo soddisfatti”, ha dichiarato Giuseppe Creanza, direttore provinciale di CIA Levante. “I nostri produttori associati si sono rivolti a noi per vedere rispettato un loro diritto. I nostri ricorsi nei confronti di Agea sono stati intrapresi nell’esclusivo interesse di quei produttori, carte alla mano, per affermare un diritto normativamente sancito”, ha aggiunto Creanza.

Secondo CIA Agricoltori Italiani, la vicenda in questione è l’ennesima dimostrazione di un apparato burocratico-normativo farraginoso, inutilmente contraddittorio e pachidermico che, anche in questo caso, rende la vita più difficile agli agricoltori e rappresenta un costo aggiuntivo per lo Stato.

“Essere stati costretti ad agire nei confronti dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, affinché ai nostri produttori fosse riconosciuto quanto dovuto è un esempio concreto di come sia indifferibile e necessaria una riforma vera dei meccanismi burocratici ai quali sono sottoposti gli agricoltori”, ha affermato Nicola Cantatore, direttore CIA Capitanata.

“Rappresentiamo il comparto che, in assoluto, è sottoposto al maggior numero di controlli, lacci e lacciuoli”, ha dichiarato Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani di Puglia. “Ogni giorno un agricoltore deve alzarsi all’alba e terminare la propria giornata lavorativa dopo 13-14 ore non solo per produrre, ma anche per rispondere a chilometri di scartoffie, incartamenti, questionari, rendicontazioni e chi più ne ha più ne metta. Al Governo che nascerà nelle prossime settimane chiediamo di cominciare da qui: snellimento burocratico, procedure semplificate, centrale unica e intelligente per i controlli. Liberiamo l’agricoltura, liberiamo il cuore pulsante della green economy italiana, diamo ad essa il modo di contribuire a esprimere al massimo tutto il potenziale del made in Italy in campo agroalimentare e agrituristico. Abbiamo fatto molte proposte in tal senso e siamo pronti a discuterle, confrontarci ed emendarle se necesssario, ma non perdiamo altro tempo”, ha concluso Carrabba.

Ue contro la minaccia Xylella

di PIERO CHIMENTI - La Ue si prepara ad affrontare l'insetto responsabile del diffondersi del batterio, che ha portato in Puglia, così come in Francia e Spagna, ad infettare gli alberi di ulivo come in quelli di frutto, tra cui i mandorli.

Nel Tacco d'Italia, così come in Spagna, i vari ricorsi ai tribunali rallentano la rimozione degli alberi malati. In Oltralpe, tutta la Corsica è considerata zona infetta, mentre il batterio minaccia le piante ornamentali nel Sud della Francia.

Xylella: in 2 mesi triplicati ulivi malati

BARI - Gli ulivi pugliesi sembrano non conoscere tregua. Secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio fitosanitario xylella regionale, nella cosiddetta fascia di contenimento, sono più che triplicate negli ultimi due mesi le piante di ulivo colpite dal batterio (passate da 735 a 2924), mentre la presenza della fitopatia nella parte nord della zona cuscinetto si attesta nel brindisino, tra l'agro di Ostuni, Cisternino e Ceglie Messapica.

Per fronteggiare questa situazione la Regione Puglia ha predisposto tre misure in favore dei territori colpiti dalla Xylella, impegnando 47 milioni di euro così ripartiti: 5 milioni per l'abbattimento degli interessi sui mutui delle imprese agricole, 10 milioni sul ripristino del potenziale produttivo nella zona delimitata come infetta e 32 milioni per gli investimenti delle aziende olivicole (con il reimpianto degli ulivi al via non appena il comitato fitosanitario nazionale indicherà quali cultivar possono essere utilizzate).

Quello sui mutui - è emerso oggi nella conferenza stampa tenuta dall'assessore alle Risorse agroalimentare della Regione Puglia, Leonardo di Gioia, e dal direttore di Dipartimento regionale, Gianluca Nardone - è un bando a sportello per cui le istanze ammissibili saranno selezionate in base alla data ed all'orario di arrivo.

I bandi delle misure Psr 5.2 (potenziale produttivo) e 4.1.C (redditività, competitività e sostenibilità delle aziende) sono stati emessi nelle more del recepimento da parte del Ministero della Decisione (UE) 2352/2017 e dell'approvazione delle modifiche del PSR Puglia 2014-2020 in corso d'opera e dei relativi criteri di selezione.

Borraccino, "Agricoltura da sostenere: partire dai giovani. Stop ad errori e ritardi"

BARI - Nota del consigliere regionale di Liberi E Uguali Mino Borraccino. "Sono vicino ai giovani agricoltori pugliesi, che oggi lunedì 19 marzo alle ore 15:00 manifesteranno, davanti alla Assessorato dell'Agricoltura della Regione Puglia, contro gli intralci burocratici che non fanno decollare il settore. La manifestazione organizzata da Coldiretti - prosegue Borraccino - vedrà la partecipazione di giovani agricoltori che giungeranno da ogni provincia pugliese, mentre sarà in corso la riunione di partenariato sul PSR Puglia 2014-2020, il programma di investimenti al centro delle innumerevoli contestazioni per i forti ritardi nella gestione. Inspiegabili gli ostacoli attribuiti al sistema informatico che rallenta le procedure, provocando danni irrecuperabili ad un settore che non può aspettare! Praticamente diversi bandi pubblici del PSR 2014- 2020 sono inaccessibili, sopprimendo le aspettative di tanti giovani imprenditori agricoli, che confidano in queste misure volte a favorire anche il primo insediamento. Tutto l'iter istruttorio praticamente dal 2016 non fa che accumulare ritardi negli investimenti con innumerevoli ricadute su tutta la filiera. Da tempo chiediamo un maggiore impegno all’assessore regionale alla Agricoltura, lo invitiamo ad accelerare i tempi di applicazione delle misure agricole", conclude.

Legge Agricoltura sociale, soddisfazione di Fedagri e Federsolidarietà Puglia

BARI - Le federazioni di Confcooperative Puglia, Fedagri e Federsolidarietà, esprimono soddisfazione per l’approvazione, all’unanimità da parte del Consiglio Regionale, del testo unificato con le disposizioni in materia di agricoltura sociale. In particolare, ringraziano l’assessore all’Agricoltura, Leo Di Gioia, ed il consigliere Damascelli, primo firmatario del testo.

Il presidente di Fedagri, Vincenzo Patruno: “Una norma che abbiamo contribuito a redigere e della quale siamo davvero soddisfatti. Una legge che può svolgere un ruolo importante dal punto di vista occupazionale. Uno strumento valido a sostegno del reddito, favorendo l’integrazione in ambito agricolo di interventi di tipo educativo, sociale, socio-sanitario e di inserimento socio-lavorativo. Mi piace sottolineare anche le finalità per attività finalizzate all’educazione ambientale ed alimentare, oltre che alla salvaguardia delle biodiversità. Tema, quest’ultimo, sul quale la nostra associazione ha investito molto proprio realizzando progetti specifici e portandoli a conoscenza delle tante realtà cooperative pugliesi”.

Daniele Ferrocino, Presidente di FederSolidarietà: “Una norma tanto attesa ed auspicata anche perché introduce anche un nuovo strumento di welfare. E’ evidente la sua utilità in termini di inclusione sociale e lavorativa. Penso a progetti di carattere innovativo che si potranno realizzare per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di persone con disabilità. Tuttavia, non meno importanti sono i risvolti a supporto di terapie mediche, psicologiche e riabilitative anche, ad esempio, con l’ausilio di animali o con la cura e la coltivazione di piante”.

Chiude il Presidente di Confcooperative Puglia, Piero Rossi richiamando l’importanza di alcuni strumenti contenuti nella legge: “Trovo interessante la funzione che potrà svolgere l’Osservatorio. Non solo monitoraggio e catalogazione delle attività svolte ma anche la ricognizione di terreni pubblici che potrebbero essere messi a disposizione per iniziative riguardanti prettamente l’agricoltura sociale”.

Maltempo, Coldiretti: Sos Italia, in fumo 300 milioni

ROMA - L’ondata di neve e gelo abbattutasi sullo Stivale ha devastato le coltivazioni agricole in tutta Europa dove si sta verificando un crollo delle disponibilità per il taglio dei raccolti nelle campagne e le difficoltà di consegna nelle città a causa dei blocchi della circolazione. A lanciare l'allarme Coldiretti che teme un danno alla agricoltura di oltre 300 milioni di euro.
 
Le conseguenze dell’ondata di neve e ghiaccio - sostiene Coldiretti - riguardano molti Paesi del vecchio continente dalla Gran Bretagna all’Ungheria fino a Serbia, al Montenegro, Macedonia e Croazia dove si registrano danni alle colture di ortaggi e ai frutteti. Preoccupante è però la situazione nei principali Paesi produttori come in Spagna dove ad avere la peggio sono stati mandorleti, pescheti e carciofaie e le produzioni orticole come patate e lattughe con decine di milioni di euro di danni mentre in Francia sono stati colpiti frutteti e ortaggi e si registrano difficoltà nelle consegne per i blocchi della circolazione a causa della neve. Per effetto del maltempo che ha investito l’Europa i raccolti sono drammaticamente crollati con una stima solo in Italia di 1/5 di consegne di verdure in meno, anche per effetto del gelicidio che ha ostacolato i trasporti. Decine di migliaia le aziende agricole italiane che hanno perso le produzioni di ortaggi invernali prossimi alla raccolta. E sono stati danneggiati anche i vivai di piante e fiori. In alcune regioni - afferma la Coldiretti - è stato chiesto di avviare le procedure per verificare se ci sono le condizioni per lo stato di calamità. Drammatica la situazione anche per gli allevatori che hanno registrato difficoltà per la consegna del fieno.

Gelo, tanti animali morti. La CIA: “Indennità per le imprese”

BARI - Un’indennità compensativa in favore delle aziende zootecniche che, a causa del gelo, hanno subito ingenti danni. E’ quanto propone CIA Agricoltori Italiani della Puglia, rivolgendo un appello alla Regione. “Crediamo siano opportuno e urgente attivare specifichi interventi per il settore”, ha spiegato Raffaele Carrabba, presidente regionale della CIA che, sulle difficoltà strutturali e contingenti della zootecnia, negli scorsi giorni, ha organizzato una grande iniziativa a Potenza con allevatori e personalità provenienti da tutto il Mezzogiorno d’Italia. “In quella occasione”, ha ricordato Felice Ardito, presidente provinciale di CIA Levante, “si è discusso specificamente del rischio che l’Europa tagli del 40% i contributi al comparto”.

“Sarebbe la definitiva mazzata a tutta la filiera”, ha aggiunto Benedetto Accogli, presidente provinciale CIA Salento. “Esattamente come accadde nel gennaio del 2017, anche quest’anno, con neve e gelo, purtroppo molti animali delle aziende zootecniche non hanno resistito al freddo e sono morti”, ha ricordato Accogli. “Al danno più evidente e doloroso, si aggiunge quello che deriva dai costi per lo smaltimento delle carcasse. Aiutiamo gli allevatori con misure concrete, prevediamo un sostegno”, ha dichiarato Piero De Padova, presidente provinciale di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi). “L’ondata di gelo abbattutasi sulla Puglia sta avendo conseguenze pesanti anche sulle coltivazioni. Mandorle, ciliege, albicocche, agrumeti e uliveti sono nella morsa del ghiaccio da diversi giorni, col rischio che i prossimi raccolti possano risultare gravemente danneggiati sia dal punto di vista quantitativo che riguardo alla qualità dei prodotti”, ha affermato Michele Ferrandino, presidente provinciale di CIA Capitanata.

“Il problema dei cambiamenti climatici, con il verificarsi di fenomeni di particolare intensità, è ormai una costante”, ha spiegato Carrabba. “Le calamità dovute al caldo torrido o, come nelle ultime settimane, al freddo intenso che si protrae per giorni, non sono più un’eccezione. Ecco perché non è più derogabile una presa di coscienza reale della questione, con la necessità di progetti e provvedimenti strutturali e di lungo termine capaci di incidere positivamente a tutela del lavoro delle aziende agricole e delle imprese zootecniche, anche e soprattutto per ciò che attiene al sistema delle assicurazioni contro gli eventi calamitosi”, ha concluso Carrabba.

Maltempo: Coldiretti, da Burian danni per 300 milioni alle campagne italiane

ROMA - Un conto salatissimo da oltre 300 mln di euro a causa dell’ondata di freddo siberiano che ha colpito l’Italia potrebbe essere pagato dall’agricoltura sulla base di quanto accaduto nell’ultima gelata siberiana del 2012. Si tratta del primo bilancio della Coldiretti in merito agli effetti del prolungarsi dell’ondata di maltempo nel sottolineare che ai danni diretti per le coltivazioni distrutte si sommano quelli indiretti provocati dal blocco della circolazione che ostacola le consegne con il prolungarsi di condizioni proibitive.

Nelle campagne con le temperature sotto lo zero si registrano da Nord a Sud danni agli ortaggi invernali come cavoli, verze, cicorie e broccoli mentre il tepore quasi primaverile delle scorse settimane ha provocato un risveglio vegetativo delle piante da frutto, dalle albicocche ai ciliegi, dalle pesche alle pere che – sottolinea la Coldiretti - in alcune zone sono già con le gemme gonfie particolarmente sensibili al freddo. Tra l’altro in Liguria la Coldiretti ha chiesto lo stato di calamità per i danni alle coltivazioni orticole e ai vivai di piante e fiori mentre in Emilia Romagna soffrono sotto il peso della neve i frutteti e intanto in Puglia gli agricoltori stanno correndo contro il tempo per raccogliere i cavolfiori salvandoli da gelo e neve e grande preoccupazione c’è per i mandorli in fiore e le varietà di ciliegie che fioriscono in anticipo, mentre in Campania sono stati pesantemente colpiti frutteti e serre – spiega la Coldiretti - dalle pesche alle albicocche, dalle susine alle ciliegie con una strage di verdure nei campi dai piselli alle fave, dalle patate ai meloni, oltre a lattughe, finocchi e fragole.

A soffrire anche la pesca – secondo la Coldiretti - con nubifragi, vento e neve che hanno paralizzato l’attività di molti pescherecci soprattutto lungo l’adriatico tanto che l'offerta delle produzioni nazionali sui mercati sarà presto praticamente dimezzata, mentre gli impianti per la crescita delle cozze sulle coste adriatiche sono colpiti da quasi dieci giorni forti mareggiate che ne mettono a rischio la tenuta. A far paura è il protrarsi del gelo sui campi. La sopportazione media delle piante al freddo va in via molto indicativa – afferma la Coldiretti, da –3 a –5 per gli agrumi, da -10 a -12 per kiwi e l’ulivo, da -16 a -18 per la vite, da –18 a -22 per ciliegio, albicocco e mandorlo, da -22 a-25 per pero e melo. Una preoccupazione che – continua la Coldiretti - riguarda i vigneti se le temperature minime dovessero scendere per lungo tempo su valori estremamente bassi.

Politiche, Stefàno: "Un piano speciale per l’Agricoltura per incentivare la nascita di start up di giovani"

BARI - “Voglio rendere la Puglia un grande laboratorio a cielo aperto con l’obiettivo di un’agricoltura moderna, di un comparto giovane e multifunzionale”. Lo dichiara Dario Stefàno, candidato al Senato per il centrosinistra al Collegio uninominale Lecce – Francavilla e per il Partito Democratico come capolista al collegio plurinominale Puglia Sud.

“Quando mi sono occupato per la prima volta di agricoltura da assessore regionale – prosegue -  sul settore pendeva una percezione ancora negativa, vissuto soprattutto dalle giovani generazioni come qualcosa da cui fuggire. Negli anni siamo riusciti a invertire quel fenomeno: tantissimi giovani hanno scelto la terra, sono diventati i nuovi agricoltori, iniziando concretamente quel ricambio generazionale che è essenziale e che non si è più fermato.

La Puglia, peraltro, ha una ricchezza di biodiversità straordinaria, che abbiamo il dovere di difendere, investendo in innovazione e ricerca.  La grande opportunità per l’agricoltura passa, infatti, dalla capacità di affiancare tecnologia e sostenibilità̀. Penso ad un Piano speciale che abbia l’obiettivo di incentivare la nascita di startup di giovani che intendono investire nel settore dell'agricoltura e dell'agroalimentare. Un piano che irrori il settore di linfa giovane, capace di prospettare soluzioni veramente innovative, di cui ho discusso a lungo con diversi esponenti delle associazioni di categoria del comparto che condividono con me quest’idea.

Vogliamo far emergere il talento delle nuove generazioni e l'esperienza delle vecchie, vogliamo offrire un'opportunità di sviluppo per un intero territorio. Se penso alla Puglia e ai tanti ragazzi che la Regione ha formato e fatto studiare, penso a un capitale inestimabile che va valorizzato. Startup non significa solo innovazione tecnologica, vuol dire anche innovazione sociale e organizzativa, qualità, ecologia e cultura.

Significa accompagnare la nostra agricoltura verso una più completa multifunzionalità e una indispensabile sostenibilità, capace di assolvere a più compiti: riconversione ambientale, turismo, cultura, sociale”.

Grano duro, CIA Puglia: "La qualità non paga, agricoltori beffati"

BARI - "Ancora una volta i produttori di grano duro pugliesi sono stati beffati. Doveva essere, secondo le previsioni degli esperti, l'anno della svolta, che avrebbe risollevato le sorti del settore cerealicolo. Le minori semine a livello internazionale e l'alta qualità di grano duro prodotta dagli agricoltori pugliesi non hanno determinato alcun vantaggio per il reddito delle aziende agricole". È la denuncia del presidente CIA Levante Felice Ardito, alla luce dell'ulteriore ribasso del prezzo del grano duro rilevato martedì mattina dalla Borsa Merci di Bari. "Ancora una volta le speculazioni messe in atto da alcune componenti della filiera stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza delle aziende cerealicole della Murgia barese. Un quintale di grano duro viene pagato a poco più di 20 euro, tanto quanto costano 8 chili di pane o circa 12 chili di pasta. È una vergogna. Fino all'anno scorso i signori dell'industria pastaia ci dicevano che la nostra produzione non aveva le qualità ricercate dall'industria ed erano obbligati a comprare grano di "qualità" dall'estero - prosegue il presidente CIA Levante - Quest'anno la qualità l'abbiamo raggiunta e continuano a non riconoscere il giusto prezzo ai nostri produttori. A nulla solo valsi i protocolli d'intesa e i contratti di filiera tanto sventolati ai quattro venti".

Nella sola area della Murgia barese, a causa dei prezzi del grano deprimenti, sono a rischio oltre 6500 aziende che con una superficie circa 65mila ettari coltivati a grano duro producono circa 2,5 milioni di quintali. Il raccolto di 6 ettari seminati a grano è bastato appena per pagare i contributi di una famiglia media agricola. "Le aziende sono state oggetto di una ulteriore speculazione da parte di un sistema industriale e commerciale che ha imposto ai produttori condizioni inaccettabili - continua il presidente Ardito - Se da questa partita a rimetterci sono gli agricoltori, a guadagnarci da questa situazione sono solo le grandi multinazionali che continuano ad importare grano dall’estero per produrre all’insegna di un Made in Italy che non è effettivo, senza preoccuparsi di cosa conterrà la farina e di cosa mangeranno le famiglie. Chiediamo al prossimo governo di porre maggiore attenzione al settore agricolo e cerealicolo in particolare, perché il grano duro ed il suo futuro non sono solo un problema del nostro territorio, ma l’identità e il futuro dell’agricoltura italiana”.

Sulle difficoltà del comparto cerealicolo, rese drammatiche dallo stallo dei prezzi corrisposti ai produttori e dalla immutata propensione della parte industriale a privilegiare l’import a discapito della qualità garantita ai consumatori, interviene anche il presidente regionale CIA-Agricoltori Italiani Puglia Raffaele Carrabba: “Privilegiamo misure concrete e un approccio realistico al problema. Cominciamo con l’istituire la CUN, la Commissione Unica Nazionale per la rilevazione del grano duro, a Foggia. La Puglia è il territorio che produce più qualità e la maggiore quantità del grano duro in Italia. È una promessa del Governo da tanto tempo, anche troppo, ed è il momento di realizzare quell’impegno”.

Il rilancio del comparto, secondo CIA-Agricoltori Italiani Puglia, presuppone l’attivazione di una serie di misure: velocizzare l’attuazione degli interventi previsti nel piano cerealicolo nazionale; incentivare/monitorare accordi e contratti di filiera equi che diano valore alla qualità dei grani italiani; prevedere una campagna di promozione della pasta italiana nel mondo; garantire la massima trasparenza delle borse merci; rendere obbligatoria la comunicazione delle scorte da parte degli operatori commerciali e industriali; autorizzare eventuali nuovi centri di stoccaggio per l’ammasso delle sole produzioni locali, volte a favorire una maggiore aggregazione dell’offerta; verificare che i centri di stoccaggio autorizzati siano destinati principalmente per le produzioni locali.

“Bisogna ricordare e ribadire che al di sotto dei 33 euro al quintale i produttori non riescono a sostenere i costi di produzione: praticamente, sono costretti a produrre in perdita - ha spiegato Carrabba - Raggiunto l'obiettivo dell'etichettatura per distinguere il prodotto 100% italiano, ora è necessario verificare che ciò corrisponda al vero per la tutela dell’origine italiana del grano, per preservarne la salubrità a garanzia della salute dei consumatori. Servono, infatti, maggiori garanzie a produttori e consumatori con l'incremento dei controlli sanitari e doganali, per scongiurare il rischio che in Italia siano importati cereali contaminati”.

La Puglia all'Assemblea CIA: "Ora più forti, avanti per tutelare il reddito"

ROMA - Oltre cinquanta partecipanti tra delegati e invitati da tutte le province della Puglia hanno rappresentato l'agricoltura pugliese a Roma in occasione della VII Assemblea elettiva CIA-Agricoltori Italiani. "Sono l'espressione non solo dell'intera regione ma dei singoli territori e delle loro peculiarità, di tutti i comparti, portavoce delle istanze, delle criticità ma anche degli aspetti positivi e delle eccellenze - afferma il presidente regionale CIA Puglia Raffaele Carrabba che ha guidato la nutrita delegazione - Siamo stati protagonisti di una proficua discussione e di un ampio dibattito dal respiro nazionale ed europeo. La CIA-Agricoltori Italiani di Puglia non poteva mancare ad un grande appuntamento qual è l'Assemblea elettiva nazionale nel corso della quale abbiamo riconfermato alla guida della nostra organizzazione, con voto unanime, Dino Scanavino. A lui e al nuovo vicepresidente, Mauro Di Zio, auguriamo buon lavoro e, nel solco dell'impegno di questi ultimi quattro anni, siamo certi che insieme vinceremo le sfide che ci attendono. Dopo la fase congressuale e il rinnovo degli organismi che ha interessato e impegnato anche la Puglia su base provinciale e regionale, il lavoro della CIA Agricoltori Italiani continua al fianco degli agricoltori pugliesi per tutelare il reddito, i diritti e il lavoro".

Nell'Auditorium della Tecnica sono stati eletti anche nove delegati nazionali pugliesi. A otto anni dall'avvio dell'autoriforma può dirsi ormai conclusa la fase di startup e l'intera Confederazione è particolarmente soddisfatta del risultato conseguito, con l'innesto di tanti giovani nei gruppi dirigenti, più dinamici e capaci di interpretare il nuovo che avanza, accanto all'esperienza che non va mai in pensione nell'organizzazione. Anche il sistema regionale CIA Puglia ha assistito ad un ricambio generazione e all'ingresso di donne negli organismi direttivi. "Abbiamo una bella squadra e ora siamo più forti di prima - conclude il presidente Carrabba - capaci di rispondere più efficacemente alle esigenze dei nostri associati e di tutti gli utenti".

Tra gli autorevoli ospiti della due giorni sono intervenuti anche i foggiani Leonardo Di Gioia, in qualità di Coordinatore della Commissione Agricoltura della Conferenza Stato-Regioni, e Giorgio Mercuri, presidente di Fedagri-Confcooperative in rappresentanza di Agrinsieme. Ai lavori della prima giornata hanno partecipato anche i ministri per le Politiche Agricole Maurizio Martina e del Lavoro Giuliano Poletti. Le appassionate testimonianze di Gennaro Sicolo, presidente del CNO-Consorzio nazionale degli Olivicoltori e dell'imprenditore Sergio Curci, hanno consegnato alla platea un significativo spaccato dell'agricoltura pugliese. Innovare per un futuro sostenibile è stato lo slogan dell'Assemblea elettiva. "L'agricoltura per essere  sostenibile deva garantire anche sostenibilità economica. Solo stabilizzando la capacità di produrre reddito possiamo generare processi innovativi - aggiunge il direttore regionale CIA Puglia Danilo Lolatte - La nostra azione sindacale riparte dal basso. È un'azione sindacale di proposta e non di protesta, com'è nel nostro Dna. Siamo impegnati su più fronti, in prima linea, a cominciare dalla battaglia per la modifica della legge 199 sul caporalato. Le prossime sfide fondano su tre pilastri: meno burocrazia, più efficienza e maggiore capacità di poter accompagnare gli agricoltori nella loro quotidianità".