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Schianto camper-auto nel Foggiano: 3 morti

FOGGIA - Sono tre i giovani di Torremaggiore, nel Foggiano, che hanno perso la vita ed altre quattro persone sono rimaste ferite nello scontro tra quattro veicoli sulla Ss 693, nel tratto che collega il santuario San Nazario ad Apricena. Le cause della disgrazia sono in corso di accertamento. 

Nell'incidente sono rimaste coinvolte due autovetture (tra cui il suv su cui viaggiavano le due vittime) e due camper. I feriti sono stati condotti con l'elisoccorso all'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia).

Ad intervenire sul posto Vigili del Fuoco e carabinieri della compagnia di San Severo.

Strage braccianti, tre indagati

CAMPOBASSO - Sono tre le persone iscritte sul registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Larino nell'ambito dell'inchiesta sul Caporalato. Le indagini sono partite all'indomani della tragica morte di dodici immigrati a Lesina, nel foggiano, nel terribile incidente stradale dello scorso 6 agosto, mentre venivano trasportati nei campi di pomodori. A coordinare l'indagine che ha visto coinvolti tre operatori del settore agricolo il Procuratore capo di Larino, Antonio La Rana. L'ipotesi di reato per i tre indagati sono sfruttamento del lavoro e intermediazione illecita, secondo l'art. 603 bis del Codice penale.

Wild Fest, Festival Techno a Orsara di Puglia

ORSARA DI PUGLIA (FG) – Due giorni, sabato 11 e domenica 12 agosto 2018, per celebrare la terza edizione del Wild Fest: è tutto pronto, a Orsara di Puglia, per la terza edizione del Festival della musica elettronica. Il primo appuntamento, sabato 11 agosto, si terrà a partire dalle ore 23.30 a Torre Guevara, antichissima residenza nobiliare a metà strada fra Orsara e la frazione di Giardinetto. Sarà il direttore artistico del festival, John Acquaviva, uno dei nomi più importanti del clubbing mondiale a dare il via alla lunga notte della techno.

Poi toccherà a Daniel Miller, produttore di Depeche Mode, Moby e tanti altri mostri sacri della musica internazionale. Ci sarà anche Shaun Reeves, che grazie ai suoi geniali remix ha collaborato con la leggenda del cinema, David Lynch. Si replica il giorno successivo, domenica 12 agosto, nelle cucine dello chef Peppe Zullo, con il Decompression Party, esclusiva cena su prenotazione con live set e interviste a tu per tu con i DJ che hanno animato il Wild Fest 2018. Info e prenotazioni alla pagina Facebook del festival (wildfest.festivalPuglia) o al numero 347/3008283.

ESTATE ORSARESE, VENERDI’ 10 AGOSTO. Intanto, l’Estate Orsarese proseguirà, venerdì 10 agosto, con tre diversi appuntamenti: alle 18.30, Palazzo De Gregorio ospiterà la presentazione del libro di Raimondo Guidacci, “Diario di un idealista”; alle 21, due location differenti per chi vorrà ascoltare i concerti-tributo a Rino Gaetano e Zucchero Fornaciari.

IL RADUNO DELLE BANDE. Più di 120 musicisti per le strade di Orsara di Puglia, con i complessi bandistici di Orsara, Deliceto, Manfredonia, Ordona, Panni e Roseto Volfortore ad attraversare strade e piazze con la loro musica, la loro storia che si rinnova di generazione in generazione: nel ‘paese dell’Orsa’, dopo il sucesso dello scorso anno, sabato 11 agosto tornerà per la sua seconda edizione il “Raduno delle bande”. Organizzato dall’Associazione musicale Santa Cecilia di Orsara di Puglia, l’evento prenderà il via alle ore 11, a Palazzo De Gregorio, con il giornalista Tito Manlio Altomare che presenterà il suo libro “Puglia in festa”. Alle ore 17.30, dopo essersi ritrovate in via Croce, le bande giunte da ogni parte della Capitanata cominceranno a sfilare per le vie del paese. Alle 18.30, le bande si ritroveranno in Corso della Vittoria per una nuova grande parata. Il raduno si concluderà dopo le ore 20.30, quando saranno consegnate le targhe di partecipazione.

LE BANDE PIU’ ANTICHE DELLA PUGLIA. Nel 2018, il Complesso Bandistico Santa Cecilia Città di Orsara di Puglia ha compiuto i suoi primi 238 anni di storia. La banda musicale di Orsara di Puglia è stata fondata nel 1780 e, tra mille vicissitudini e due guerre mondiali, continua a essere un presidio di formazione culturale anche nel terzo millennio, innovando una tradizione che trae linfa vitale dall’integrazione tra vecchia e nuova guardia. Il Complesso Bandistico di Orsara di Puglia, secondo la documentazione conservata negli archivi dell’associazione, è una delle bande più antiche della Puglia, se non la più antica in assoluto e una delle più longeve d’Italia.

Foggia, Salvini acclamato come un divo dai sostenitori

FOGGIA - Il ministro dell'Interno Matteo Salvini arriva a Foggia e viene acclamato come un divo dai sostenitori che lo attendevano. Salvini ha incontrato i rappresentanti dei braccianti, all'indomani dell'incidente che ha provocato la morte di 12 lavoratori che si stavano recando nei campi a bordo di un furgoncino, omologato per 8 persone. (fonte Facebook)

Caporalato, Emiliano al corteo di Foggia: "Questa è una battaglia di tutti. Questo sciopero è un segno importante"


FOGGIA - “Oggi è una giornata di lutto e di profonda riflessione. È una delle prime volte in cui questi lavoratori si organizzano, si aggregano e lottano per i propri diritti. È un fatto molto importante”.
Così il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, intervenendo questa mattina al corteo organizzato a San Severo (FG) da Usb, per dire no al caporalato. Due cortei (il secondo è previsto questo pomeriggio alle 18 a Foggia) per ricordare le sedici vittime dei due incidenti stradali avvenuti nelle campagne e protestare contro lo sfruttamento.

“La prima arma contro il caporalato è il sindacato. Bisogna aggregare le persone, organizzarle – ha proseguito il Presidente Emiliano – e fare in modo che il singolo lavoratore, che da solo è troppo debole, per resistere stia insieme agli altri. Oggi non si sta raccogliendo il pomodoro in Capitanata e questo è un segno importantissimo”.

Secondo Emiliano “la seconda cosa che bisogna fare è consentire a queste persone che vengono chiamate da noi a lavorare di avere dove dormire, dove mangiare, dove poter essere identificati e curati, come succede in tutte le fabbriche o in tutti i luoghi di lavoro del mondo. Ed è per questo che la Regione Puglia da anni, senza l’aiuto di nessuno e pur non avendo una competenza diretta, lavora in questa direzione: abbiamo messo a disposizione delle imprese danaro per consentire il trasporto alternativo a quello dei caporali e abbiamo costruito le foresterie per i lavoratori in agricoltura. Ci siamo riusciti nel Salento, in provincia di Bari e a Taranto, qui abbiamo ancora delle difficoltà. Ad Apricena e a San Severo stiamo ancora aspettando di poter realizzare i campi dove poter ospitare queste persone con la possibilità di un servizio mensa, di docce e di tutti quei servizi minimi indispensabili per un’accoglienza dignitosa e rispettosa, e soprattutto necessari a controllare la situazione, perché i caporali hanno più difficoltà a prelevare i lavoratori dai campi pubblici. Mi auguro che questa collaborazione che il Ministero dell’Interno ha promesso sia intelligente e ci consenta di dare a questo sciopero, che è di fondamentale importanza, il valore politico che merita”.

“Molte imprese da sempre lavorano nella legalità e nel rispetto dei lavoratori ma ce ne sono altre evidentemente – ha evidenziato il Presidente della Regione Puglia – che sono sotto il tallone delle organizzazioni criminali e che temono, nel caso in cui si servano del trasporto pubblico, di non trovare più i lavoratori. Bisogna, invece, sottrarre queste persone al racket del collocamento in agricoltura e ciò significa che lo Stato deve intervenire con grande forza. Sono due anni che la Regione Puglia, ripeto, pur non avendo competenze dirette, si è resa conto della gravità del problema e ha tentato di entrare in relazione con questi fratelli e sorelle che sono qui a lavorare per noi, ma senza l’aiuto dello Stato questa operazione è impossibile”.

“In questo momento – ha concluso Emiliano – ci sono più di diecimila lavoratori che provengono da altri Paesi che non hanno dove dormire e dove mangiare. È una cosa indegna, perché sporca anche la nostra agricoltura, l’immagine di chi chiama a lavorare le persone e poi non sa come gestirle. Il caporalato è un fenomeno che ritroviamo nella storia d’Italia, queste cose accadono anche in altre regioni e nessuno si lamenta a sufficienza. Si tratta di una battaglia di tutto il Paese e, naturalmente, anche della Puglia”.

Il presidente parteciperà anche al secondo corteo in programma a Foggia alle 18.00: dal Piazzale della Stazione partirà una grande manifestazione provinciale a tutela dei lavoratori in agricoltura. Corteo e interventi conclusi in Piazza Cesare Battisti. L’iniziativa è promossa da Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil di Foggia. Adesione delle categorie regionali, di Cgil Cisl Uil di Puglia e Capitanata e di tantissime associazioni tra cui Arci, Acli, Libera, Caritas, Migrantes.

Braccianti morti, Abaterusso: "Il Governo intervenga con urgenza. Art.1-Mdp/Leu sarà al corteo indetto a Foggia"

FOGGIA - Sedici morti sulle carrette dei caporali sono il risultato dell’inefficienza delle politiche sulla sicurezza. Di questo si dovrebbe occupare il ministro dell’interno Salvini, della sicurezza delle persone, di tutte le persone. Invece si continua con i proclami lanciati da una piscina piuttosto che da una spiaggia. E intanto le persone continuano a morire. Così il consigliere regionale Ernesto Abaterusso Art.1-Mdp/Leu.

Di fronte - prosegue Abaterusso - ad una tragedia come quella del foggiano un Ministro dell’Interno serio con il senso dello Stato, lascia tutto e si reca sul posto a rendere omaggio alle vittime dello sfruttamento altrui e a impegnarsi perché non succeda più. Il silenzio del Ministro sulla grave vicenda sta a significare la profonda involuzione di questo povero paese che pensava di averne abbastanza di un Matteo (Renzi) ed invece gliene tocca un altro.

Art.1-Mdp esprime il cordoglio per le povere vittime ed al contempo chiede al Governo di far sentire la propria voce e la propria vicinanza verso le persone più bisognose e umili. Debole con i deboli e forte con i forti. Oggi il Governo si comporta al contrario.

Domani (oggi, ndr) Art.1-Mdp sarà a Foggia alla manifestazione nazionale con i rappresentanti locali, regionali e con la presenza del coordinatore nazionale Roberto Speranza.

Foggia, Fico: combattere caporalato e mafiosi

ROMA - "Le tragedie di questi giorni in Puglia ci ricordano come la vita dei braccianti sia troppo spesso legata a condizioni di vita e di lavoro inaccettabili. Questa piaga ha un nome: caporalato. E va combattuta strenuamente con interventi seri". A chiederlo in un post Fb il presidente della Camera, Roberto Fico. "Qualche settimana fa sono stato in Calabria e ho visto con i miei occhi cosa significa vivere in situazioni di difficoltà e degrado, situazioni che esistono anche in altre regioni del nostro Paese - ha aggiunto Fico - Nella scorsa legislatura è stata approvata senza voti contrari una legge che è un tassello da cui partire per affrontare il problema".

"Non dobbiamo mai dimenticare - ha spiegato - che sul caporalato ci sono interessi economici enormi: l'agricoltura rappresenta per le mafie un giro d'affari di oltre 21 miliardi di euro, uno dei settori piu' floridi per la criminalità. E dove ci sono interessi mafiosi serve uno Stato sempre più vigile e attento. Non ci possiamo permettere che ci siano lavoratori, come i braccianti, ridotti in condizione di schiavitù e pagati pochi euro all'ora".

"Il nostro Paese deve garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori, a partire da quelli più deboli. Questo è un tema su cui tenere alta l'attenzione: è anche attraverso il modo di garantire condizioni di lavoro dignitose che si misura la civiltà di un'intera comunità", ha concluso il presidente della Camera.

Incidenti mortali a Foggia: "Estirpare un sistema che vede nel bracciante uno schiavo"

FOGGIA - “L’incidente stradale di sabato, l’impatto fra un tir ed un furgone nel quale sono morte quattro persone, e quello di ieri con una dinamica praticamente identica, nel quale sono state altre dodici le vittime, chiaramente aprono a scenari ben più articolati. Dietro gli episodi in sé ci sono, con ogni probabilità, storie di mancata tutela dei lavoratori, di loro diritti negati, di irregolarità e caporalato. ‘Storie’ sulle quali è il caso di accendere i riflettori”.
Così, Vincenzo Gesualdo ha commentato i due recentissimi fatti di cronaca: quello di sabato scorso avvenuto sulla strada provinciale 105, nelle vicinanze di Castelluccio dei Sauri, che ha visto coinvolto un autoarticolato che trasportava pomodori e un furgone con otto persone a bordo, delle quali quattro decedute nello scontro e quello avvenuto sulla strada statale 16, nella località Ripalta, nel territorio di Lesina.

“Italia in Comune Puglia esprime il suo dolore per la morte dei lavoratori nordafricani che, con ogni probabilità, inseguivano solo il sogno di un futuro migliore. Ma sappiamo che questo non basta- ha continuato il coordinatore regionale di partito- Occorre stabilire quali e quante responsabilità vi siano e, andando oltre l’accaduto, occorre seriamente iniziare a lottare per estirpare un sistema che vede nel bracciante fondamentalmente solo uno schiavo. Alle Istituzioni il compito di introdurre un sistema efficiente di sanzioni di carattere penale a carico delle aziende che reclutano, tra l’altro per mezzo di soggetti spesso collegati ad organizzazioni criminali, lavoratori che sono per lo più cittadini in gravi difficoltà o immigrati irregolari. Persone pagate pochissimo, che  fanno lavori con turni lunghi e faticosi, trasportati spesso con mezzi assolutamente  inadeguati nel disprezzo di qualsiasi regola di sicurezza e nel totale disinteresse delle autorità locali. Ma il senso civico deve partire anche da noi. Tutti dobbiamo denunciare fenomeni di illegalità. Tutti dobbiamo partire dal presupposto che non c’è assolutamente niente di normale nel vedere su quelle strade furgoni carichi di persone stipate come merce, sulle quali, senza dubbio, incombe l’ombra dei caporali”.

Cordoglio è stato espresso anche da Vincenzo Rizzi, consigliere comunale di Italia in Comune a Foggia: “ Il nostro è un territorio ferito da questi ultimi fatti di cronaca, avvenuti nell’arco di pochissime ore l’uno dall’altro. Auspichiamo che si faccia luce su entrambi i tragici episodi e ci auguriamo che vengano presi alcuni provvedimenti semplici ma che, almeno in parte, ridurrebbero il rischio di questo tipo di incidenti. Ad esempio, sarebbe sufficiente introdurre e organizzare trasporti  pubblici nei periodi di raccolta per migliorare la situazione. Così come ugualmente efficace potrebbe essere l’implementazione dei controlli nei confronti di quei mezzi di trasporto, quasi sempre recanti targa straniera e quasi sempre rubati e, quindi, neanche troppo difficili da intercettare, che entrano ed escono quotidianamente dai luoghi tristemente conosciuti come ‘ghetti’, quelli, cioè, dove i lavoratori stagionali dimorano nei mesi della raccolta. O forse questo non interessa alla politica perché, in fondo, si tratta di immigrati che lavorano in condizioni di schiavitù?”, ha detto, in maniera provocatoria, il consigliere che ha fatto sapere che il coordinamento cittadino di Italia in Comune parteciperà in forma ufficiale alla ‘marcia dei berretti rossi’, indetta per domani proprio per manifestare contro il caporalato.

Incidenti stradali costati la vita a 16 braccianti stranieri: Martina a Foggia

BARI - Il segretario del Partito Democratico, Maurizio Martina, sarà questa mattina a Foggia dopo i tragici incidenti stradali di questi giorni che sono costati la vita a sedici braccianti stranieri. Alle 12 presso la Camera del Lavoro di Foggia (via della Repubblica 68) il segretario Martina incontrerà, insieme all’assessore regionale Raffaele Piemontese e al deputato Michele Bordo, le organizzazioni sindacali dei lavoratori per confrontarsi sulla piena applicazione della legge 199 contro il caporalato e per rilanciare gli interventi straordinari da attuare per difendere la dignità e la sicurezza di tanti braccianti agricoli le cui condizioni di lavoro sono spesso ancora inaccettabili.

Nuovo tremendo schianto nel Foggiano: muoiono 12 braccianti


FOGGIA - Ancora una strage di immigrati sulle strade pugliesi. Sono 12 in tutto le vittime dell'incidente stradale avvenuto nei pressi di Lesina: lo rendono noto i Carabinieri, mano mano che vengono estratti i corpi dalle lamiere accartocciate. Tre i feriti. Le vittime sono tutti extracomunitari di ritorno dal lavoro nelle campagne.

Il violento impatto è avvenuto sulla statale 16, al bivio per Ripalta, vicino Lesina e ai confini con Termoli.

Il furgone sul quale viaggiavano le vittime, insieme ad altre tre persone, rimaste ferite, si è scontrato frontalmente con un tir carico di pomodori. Il terribile impatto sarebbe avvenuto tra un furgone con targa bulgara carico di uomini di nazionalità africana, braccianti agricoli che tornavano dal lavoro nei campi, e un tir. I feriti sono tre, tra i quali anche l'autista del camion che - contrariamente a quanto si era saputo in un primo momento - non trasportava pomodori ma prodotti farinacei.

L'incidente è del tutto simile allo scontro avvenuto sabato scorso sulla sp105 tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri in cui hanno perso la vita quattro braccianti agricoli extracomunitari ed altri quattro sono rimasti feriti.

I feriti sono stati ricoverati nell'ospedale di San Severo.

(ANSA)
SALVINI: "DOMANI SARO' A FOGGIA" - "Domani sarò a Foggia perché il caporalato nonostante le chiacchiere degli ultimi anni non è stato sconfitto, è più vivo che mai. La mafia ci fa gran soldi". Il ministro dell'Interno e leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato la sua presenza domani a Foggia dove nel primo pomeriggio in uno scontro tra un Tir ed un furgone sono morti dodici braccianti extracomunitari. Arrivando alla festa della Lega ad Arcore, Salvini ha detto di voler portare "da ministro dell'Interno alcune proposte per aggredire questo fenomeno intollerabile in un paese come l'Italia.

EMILIANO: "SI AGISCA SUBITO CONTRO CAPORALATO" - "Il presidente della Regione Puglia ha pubblicato un lungo post su Facebook con una riflessione sul terribile incidente avvenuto oggi a Foggia nel quale hanno perso la vita dodici persone, tutti lavoratori migranti. Queste le sue parole: “Un dolore senza fine sta colpendo la Puglia e l’Italia.

Dodici lavoratori in agricoltura oggi hanno perso la vita in un altro terribile incidente stradale nella provincia di Foggia.

Erano tutti straordinari lavoratori meravigliose, oneste persone come le quattro vittime dell’incidente, tremendamente simile, di pochi giorni fa.

Ho più volte sollecitato i governi succedutisi negli ultimi anni- che hanno la competenza esclusiva per l’ordine e la sicurezza pubblica - a dare attuazione ai protocolli stipulati con la Regione Puglia in sinergia col sindacato, i sindaci, la questura, la prefettura. Si può, si deve fare qualcosa e subito.

Le risorse per garantire un trasporto più sicuro dei lavoratori dell’agricoltura ci sono, le ha stanziate proprio la Regione Puglia.

Ma per predisporre un servizio di trasporto pubblico è necessaria la collaborazione delle aziende agricole che, con la massima trasparenza, devono farne richiesta comunicando numero di lavoratori, orari di lavoro, tragitti di percorrenza.

Questo non avviene mai, non è mai avvenuto sino ad oggi.

Molte aziende agricole sono infatti soggette nella provincia di Foggia al racket mafioso dei caporali che in caso di predisposizione di mezzi di trasporto da parte delle aziende con il finanziamento pubblico, impediscono a queste ultime di trovare la manodopera che gli è indispensabile per non perdere il prodotto al momento della maturazione.

Le risorse per sostenere le aziende agricole della Capitanata ci sono, ma sono inutilizzate per il motivo che ho detto.

Per questo torno a chiedere alle istituzioni dello Stato di agire per il ripristino della legalità a tutela dei lavoratori e delle imprese agricole, in un settore fondamentale della nostra economia.

Senza arrestare i caporali e i mafiosi che gestiscono i campi abusivi dei lavoratori ( i container acquistati dalla Regione Puglia per costruire ad Apricena e San Severo le Foresterie per i lavoratori in agricoltura, sono fermi sui piazzali dei fornitori per le difficoltà delle amministrazioni comunali a concederci i permessi urbanistici per installarli) sarà impossibile il trasporto sicuro e legale dei lavoratori, perché il trasporto è il trucco per i caporali per sfuggire alla severa legge contro Il caporalato.

Il mio primo atto da presidente della Regione Puglia nel 2015 fu quello di denunciare assieme a Stefano Fumarulo l’associazione mafiosa che gestiva il Gran Ghetto e chiedere alla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari il sequestro dell’area di proprietà della Regione Puglia che per dieci anni era stata occupata abusivamente.

L’anno successivo Stefano Fumarulo organizzava un intelligente esodo dal Gran Ghetto e procedeva allo sgombero del campo.

Per lo sforzo di quei giorni Stefano ebbe un grave malore per il quale perse la vita.

Oggi sembra che la sua morte e quella di tanti lavoratori sia stata inutile per ottenere il rispristino della legalità e per garantire la vita delle persone.

Ma proprio per questo non possiamo cedere di un passo. Dobbiamo continuare a lottare per restituire all’Italia e alla Puglia la dignità perduta a causa del caporalato. Solo uniti si vince”.

Caporalato: Cisl e Fai, ennesima tragedia dello sfruttamento

BARI - “In attesa che magistratura e inquirenti facciano luce con la massima urgenza sulle dinamiche del drammatico incidente che ha visto morire quattro braccianti africani nel foggiano, una cosa è certa: il caporalato continua a crescere incontrollato, e un paese in cui si muore in questo modo non è un paese civile”. Lo affermano in una nota congiunta Daniela Fumarola e Paolo Frascella, Segretari generali, rispettivamente, della Cisl e della Fai Puglia.

“Sono tanti gli aspetti che vanno chiariti in questa vicenda che tanto sa, purtroppo, di ennesima tragedia dello sfruttamento e del caporalato. Di sicuro c’è che nell’hinterland del foggiano e in altre aree rurali della regione dopo le azioni mediatiche degli scorsi anni si stanno riformando e consolidando assembramenti abusivi in cui è praticata ogni giorno ogni forma di abuso e di illegalità. L’ennesima prova, se ce ne fosse bisogno, che piaghe di questo genere non si risolvono con azioni-spot, o sole iniziative emergenziali che seguono eventi luttuosi. Serve invece quello che tempo la Cisl e la Fai chiedono: confronto vero con le parti sociali e con il sindacato, e solido presidio su ogni territorio, con ispezioni, controlli e progetti di sistema che diano risposte in termini di accoglienza, politiche abitative, sanità, trasporti. Gli strumenti nazionali non mancano, a partire dalla legge 199 contro il caporalato, che però va implementata e applicata in tutte le sua potenzialità, repressive e preventive. Un obiettivo che resta ancora lontano, a causa di inaccettabili inerzie amministrative. Bisogna attivare le leve di prossimità della Cabina di Regia e i protocolli regionali anti-ghetto, e non farne più come in passato solo una bandiera politica. L’appello della Cisl e della Fai va al livello nazionale ma anche alla Regione: ci si muova presto e bene, nel verso di una nuova stagione di collaborazione con il mondo del lavoro. Non c’è più tempo da perdere: ogni giorno in più, come si vede, si misura in termini di vite umane”, concludono Fumarola e Frascella.

Foggia, schianto tra furgone e tir: 4 braccianti morti

FOGGIA - Dramma sulla Sp105, nel foggiano, dove quattro braccianti africani hanno perso la vita in un tragico incidente stradale avvenuto nel pomeriggio. Le vittime, uomini originari della Guinea Bissau e del Gambia, erano braccianti impiegati nella raccolta del pomodoro nelle campagne daune.

Il furgone su cui viaggiavano con altri due connazionali è stato travolto da un Tir che trasportava pomodori sulla provinciale che collega Ascoli Satriano a Castelluccio dei Sauri.

Ad intervenire sul posto gli agenti della polizia stradale e vigili del fuoco del comando provinciale di Foggia. Tre stranieri sono morti sul colpo mentre una quarta vittima è morta poco dopo essere giunta agli Ospedali Riuniti di Foggia. Stando alle prime indiscrezioni le vittime non avevano documenti.

Serie B: il Foggia interessato a Rolando e Galabinov

di FRANCESCO LOIACONO - Il Foggia è interessato al difensore Rolando della Sampdoria. Contatti col Genoa per ingaggiare l’attaccante bulgaro Galabinov. Trattative col Parma per la punta Ceravolo e col Chievo Verona per l’attaccante Floro Flores.

Interesse per il centrocampista brasiliano Cesar del Chievo Verona per il centrale Costa del Benevento e per il difensore Migliorini, svincolato dall’Avellino. Ceduto il centrocampista svizzero Fedele all’Universitatea Craiova in Romania il cui tecnico è l’italiano Denis Mangia. Probabile che vada via da Foggia il difensore brasiliano Empereur forse al Benevento in serie B.

Nell’ultima amichevole del ritiro precampionato in Trentino il Foggia ha pareggiato per 0-0 contro il Trento squadra di serie D. Il Foggia debutterà in Coppa Italia domenica prossima 5 agosto in casa alle 20,45 con il Catania nel secondo turno. I siciliani nel primo turno hanno sconfitto 3-0 allo stadio “Massimino” il Como. Per la squadra pugliese sarà il primo impegno che conta della stagione con buone possibilità di qualificarsi per il terzo turno.

Il 'Premio Re Manfredi' alla ballerina tarantina Roberta Di Laura


MANFREDONIA (FG) - Grande successo a Manfredonia per la ballerina tarantina Roberta Di Laura affermatasi a livello internazionale a cui è stato conferito, al fianco di altri illustri premiati, un nuovo e prestigioso riconoscimento quale il "Premio Internazionale di Cultura Re Manfredi" per l'arte della danza, giá assegnato nelle precedenti edizioni a personalitá di spicco del panorama della danza internazionale tra cui le étoiles Eleonora Abbagnato e Roberto Bolle. Inoltre, la giovane si é esibita in una "suite" tratta dal balletto "Raymonda".

Roberta, dopo i primi studi a Taranto, si é perfezionata studiando con i migliori docenti provenienti dalle maggiori accademie di danza quali Conservatorio Superiore Nazionale di Danza e Musica di Parigi, Accademia Vaganova di San Pietroburgo, Balletto di Cuba, Opera di Vienna, Bolshoi Ballet di Mosca, Opéra di Parigi, Balletto Reale delle Fiandre, English National Ballet di Londra, Contemporary Dance School di Amburgo, Steps on Broadway di New York e numerose altre. Diplomatasi in danza classica, moderna e contemporanea con riconoscimento da parte dell’Ajkun Ballet Theatre di New York, ha seguito inoltre diversi stages e corsi di perfezionamento presso accademie quali l’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma e la Scuola del Balletto di Roma.

Vincitrice di diversi concorsi e borse di studio, a soli 20 anni, dopo selezione tramite curriculum, è diventata membro del prestigioso “Consiglio Internazionale della Danza” di Parigi riconosciuto dall’Unesco, massima organizzazione per tutte le forme di danza a livello mondiale e in tale veste ha presentato lavori di ricerca sulla danza per i congressi svoltisi in Canada, in Florida, ad Atene, a San Pietroburgo, Varsavia, Avignone, Ucraina e a Tokyo dove è stata l’unica danzatrice italiana ad aver presentato un contributo per la manifestazione.

Ha ricevuto inoltre numerosi riconoscimenti per i traguardi raggiunti nella danza tra cui Premio “Notte degli Oscar 2014 – Statte” , “Premio Internazionale Crisalide Città di Valentino, “Premio “Nilde Iotti” ,”Premio Città di Monopoli” per la Categoria “Giovani”, “Premio Internazionale Universum Donna” e nomina di Ambasciatrice di Pace da parte della “Universum Academy Switzerland” di Lugano, targa dal Comune di Statte, sua cittadina di residenza, quale “Ambasciatrice di grazia e bellezza nel mondo”, nomina di “Socia Onoraria” dell’Associazione Internazionale Pugliesi nel Mondo”, “Premio Adoc Città di Taranto Fiducia 2017”, “Premio Donne di Puglia – Città di San Nicola”e “Premio Semper Fidelis” da parte della Universum Academy Switzerland di Lugano. Ha curato le coreografie per diversi importanti eventi ed è stata invitata a danzare in numerosi e prestigiosi eventi in Italia e all’estero, tra cui, solo per citarne alcuni, degni di nota il suo debutto in qualità di prima ballerina ed interprete principale nella produzione internazionale “Titanic Live Concert” con musiche di Robin Gibb (Bee Gees) e Robin J. Gibb, la sua partecipazione in qualità di danzatrice.

all’InterkulturelleStadtteilfest “Expressions’ a Colonia in Germania, allo spettacolo “Amore, Amore. Die schönsten italienischen Liebesgeschichten” presso il Bürgerzentrum Ehrenfeld di Colonia, all’evento “Domenico Straface Live Konzert” a Francoforte sul Meno, Frühlingsfest 2018 – Colonia, WeltTanzTag 2018 – Ulm, “Festival Internazionale Sanremo BenEssere svoltosi a Sanremo, in qualità di ospite d’onore al Premio “Giovani Eccellenze 2017” ad Urbino ed inoltre nel corso della Cerimonia di Apertura del “Cultural Diplomacy & Humanitarian Poetry Festival” di Rabat in Marocco, alla fortunata tournée in Germania con il balletto “Lo Schiaccianoci”, negli Emirati Arabi tra Dubai e Abu Dhabi e al "The Mystical Heart Festival" in Inghilterra.

Laureata in Arti e Scienze dello Spettacolo presso l’Università Sapienza di Roma con la tesi di laurea “Ida Rubinstein: rivoluzione tra teatro e danza” presentata inoltre nel corso del 50° Congresso Mondiale Danza svoltosi ad Atene. Continua gli studi con il corso di laurea magistrale in “Teatro, Cinema, Danza e Arti Digitali” presso la stessa Università. Modella per l’Italia ed Ambassador nel mondo del celebre marchio di abbigliamento danza “Ballet Papier di Barcellona”per cui ha posato anche in Germania (Karlsruhe, Singen), in Svizzera (Lugano) e negli Emirati Arabi, per numerosi progetti fotografici tra cui “Calendario 2017” promosso da Confcommercio Taranto teso alla valorizzazione delle bellezze della “Città dei Due Mari”, “In Punta di Piedi tra i Castelli di Puglia”, “Ballerina Project Berlin” svoltosi a Berlino e presentato presso il prestigioso Lviv State Academic Theater of Opera and Ballet, “Tänzerin am Main” realizzato a Francoforte sul Meno e pubblicato in esclusiva sul prestigioso giornale italo-tedesco “Corriere D’Italia” e presentato a San Pietroburgo, “Stuttgart Tanz” realizzato a Stoccarda e presentato ad Atene, “Wunderbar Taranto”, “Tanzen auf der Donau” ad Ulm per il quale si è esibita sulla celebre “Ulmer Schachtel”. Protagonista inoltre del progetto fotografico "Hamburg Tanz Projekt" realizzato ad Amburgo in collaborazione con René Bolcz, e dello spot ufficiale del Global Dance Festival (Atsugi – Giappone) per il quale ha danzato a Lugano, Colonia, Marrakech, Francoforte, Stoccarda e Taranto e dello spot del “The Mystical Heart Festival” realizzato a Singen (Germania). Attualmente impegnata nella tournée internazionale “Travelling Ballerina Project” partita da Colonia (Germania) con “Giselle” e proseguita a Mannheim con “Swan Lake”, ad “Abu Dhabi con Sherazade”, a Bucarest e a Dubai con il “Modern Ballerina Dubai Project”.

Serie B, il Foggia acquista Carraro e cede Di Piazza al Cosenza

di FRANCESCO LOIACONO - Il Foggia ha acquistato il centrocampista Marco Carraro del 1998 in prestito dall’Atalanta. Nella scorsa stagione ha giocato nel Pescara in serie B. Contatti con la Salernitana per ingaggiare l’esterno Cicerelli. Trattative con l’Ascoli per acquistare il centrocampista Addae.

Nel ritiro di Ronzone in provincia di Trento si è infortunato il centrocampista tedesco Kragl, problemi ad un polpaccio. Ceduti il difensore Calderini alla Sambenedettese in serie C, l’attaccante Beretta all’Ascoli in B la punta Di Piazza al Cosenza neo promosso in B.

Probabile la cessione a titolo definitivo del difensore Empereur al Verona in B. Non rientrano nei piani del tecnico Grassadonia e potrebbero andare via il centrocampista Fedato, l’esterno Fedele la punta Letizia il mediano Sicurella e il difensore Celli.

Nell’amichevole giocata a Pergine Valsugana in provincia di Trento il Foggia ha perso 3-1 contro il Parma neo promosso in A. Nel primo tempo in gol gli emiliani con Di Gaudio. Nella ripresa il raddoppio di Di Gaudio, terza rete di Siligardi e gol dei pugliesi realizzato da Gori.

L’estate di Orsara tra Notte Bianca e Giornate Medievali

ORSARA DI PUGLIA (FG) – Concerti, mostre, sapori, sport, tanti eventi tra cultura, arte e teatro: è ufficiale il programma dell’Estate Orsarese 2018. Fino al 21 agosto, grazie alla collaborazione tra Comune di Orsara, realtà associative e locali della ristorazione, il paese sarà animato da una serie di eventi. Grande spazio alla musica italiana d’autore, con una serie di serate imperdibili caratterizzate dalle tribute band di Negroamaro (27 luglio), Litfiba (3 agosto), Rino Gaetano e Zucchero (10 agosto), Emma Marrone (17 agosto). Il 7 agosto, alle 21.30, Santino Caravella porterà in Piazza San Pietro la sua verve comica, già apprezzata dagli orsaresi in occasione del videoclip realizzato a Orsara di Puglia per promuovere bellezza e patrimonio della Capitanata.

Nelle scorse settimane, infatti, Santino Caravella è stato protagonista, assieme a tanti cittadini orsaresi, delle riprese di “Vieni nella Daunia”. Particolarmente suggestiva la “Gara di Orienteering notturno” che si terrà il 9 agosto, a partire dalle 22.30: a organizzare l’evento sarà la Polisportiva Ursaria, l’associazione a cura della quale si terranno anche il torneo di beach volley (iscrizioni entro il 30 luglio) e la giornata dedicata al Palo della Cuccagna e ai giochi tradizionali. 

Sabato 11 agosto, spazio alla grande musica della tradizione bandistica italiana con la seconda edizione del Raduno delle Bande: dalle 18, grazie all’associazione Santa Cecilia, Piazza San Pietro ospiterà i complessi bandistici provenienti da ogni parte della Puglia. Appuntamento confermato anche quello del Wild Fest, Festival Internazionale della Musica Elettronica, che tornerà il 29 luglio e poi, ancora, sabato 11 e domenica 12 agosto.

IL RITORNO DELLA NOTTE BIANCA. Il 14 agosto, a partire dalle ore 21, la Pro Loco di Orsara di Puglia proporrà il ritorno della Notte Bianca: il “paese dell’Orsa” accenderà le luci su musica, mostre, iniziative culturali e una serie di eventi capaci di animare la vigilia di Ferragosto in tanti luoghi diversi del centro storico orsarese. Un evento che è anche l’occasione per ammirare gli scorci notturni di piazze, chiese e palazzi storici mettendone in luce fascino e suggestioni.

LE GIORNATE MEDIEVALI. Il 18 e 19 agosto faranno il loro debutto le “Giornate Medievali. Ursaria: Pellegrini, Monaci e Cavalieri”. L’evento è organizzato dalla Parrocchia San Nicola di Bari. Per le vie del paese, si rivivranno le atmosfere del borgo medievale, caratterizzate da costumi, musica e tradizioni che hanno scritto la storia di Orsara di Puglia, regalando ad essa testimonianze portentose rappresentate da alcuni dei più interessanti luoghi di interesse storico-artistico. Dal 29 luglio al 6 agosto, a cura della Cooperativa Orsararcobaleno, si terrà la Settimana Allegra con sport e altre attività.

INSIEME SI PUO’. Il cartellone degli eventi, inaugurato con il Guitar Festival di Holladura e la conferenza “Dante e l’Iliade” a cura di Italia Nostra, mette insieme 12 realtà associative orsaresi, i locali della ristorazione tipica, la Parrocchia e l’Amministrazione comunale con l’obiettivo di promuovere il patrimonio storico, culturale e paesaggistico di Orsara di Puglia. Nell’Estate Orsarese ci sarà spazio anche per la presentazione di libri, incontri sulla storia di Orsara, cinema all’aperto e attività sportive. Il 14 agosto, alle 18.30, l’Amministrazione incontrerà i cittadini per discutere assieme Il Bilancio Partecipativo.

La leggenda di Cristalda e Pizzomunno diventa un brand

BARI - “Abbiamo presentato questa mattina il meraviglioso concerto/evento con orchestra che Max Gazzè terrà a Vieste il prossimo 31 luglio. La leggenda di Cristalda e Pizzomunno rappresenta un’occasione importante per noi perché non è semplicemente un concerto musicale, è un evento culturale che dà lustro alla Puglia in un contesto globale. L’immagine della Puglia e la potenza dell’amore di Cristalda e Pizzomunno renderanno Vieste e il Gargano luoghi ancora più conosciuti”.

Così l’assessore regionale al Bilancio e alle Politiche giovanili, Raffaele Piemontese intervenuto questa mattina in Presidenza a Bari, alla conferenza stampa di presentazione  dell’evento di Max Gazzè “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” che si terrà a Vieste il prossimo 31 luglio. Un’anteprima nazionale del mini-tour estivo Max Gazzè e Alchemaya Symphony Orchestra, che dopo Vieste toccherà le Terme di Caracalla di Roma, l’Arena Sferisterio di Macerata, il Teatro Antico di Taormina e l’Arena di Verona.

“Cristalda e Pizzomunno – ha proseguito Piemontese - è una bellissima leggenda, specchio dell’anima, dell’arte, della cultura, della bellezza e del mito che rappresentano l’essenza non solo del nostro paese ma anche del nostro Gargano e della nostra Puglia. Per questo la Regione Puglia, con l’entusiasmo del presidente Emiliano e dell’assessore Capone, ha deciso di sostenere questo bellissimo evento”.

La leggenda di Cristalda e Pizzomunno è al centro delle attività di valorizzazione e sviluppo di Vieste. L’amministrazione comunale di Vieste e la Regione Puglia hanno deciso infatti di attuare un piano di promozione della cittadina del Gargano partendo proprio da quest’antica storia di mare della tradizione pugliese, diventata una canzone di grande successo. Pertanto, nell’attività strategica non poteva mancare Max Gazzè, autore e interprete de La leggenda di Cristalda e Pizzomunno presentata all’ultimo Festival di Sanremo. Un brano dalla forte componente identitaria che ha incantato per la sua storia d’amore e aumentato il fascino della celebre località turistica, sullo sfondo della quale la mitologica vicenda si svolge.

In occasione del concerto del 31 luglio Gazzè riceverà dall’amministrazione comunale la cittadinanza onoraria: un gesto di ringraziamento nei confronti di un’artista che con la sua sensibilità e la sua poesia ha acceso nuovi riflettori su Vieste e la sua storia, le sue leggende, la sua bellezza e la sua gente.

“Con questo progetto, Regione e Comune scommettono sul racconto di Vieste – ha commentato l’assessore regionale all’Industria Turistica e Culturale Loredana Capone impossibilitata a partecipare alla conferenza stampa per precedenti impegni istituzionali - un racconto che non passa solo dal paesaggio mozzafiato ma anche dalle storie meravigliose che lo hanno attraversato. Perché quelle storie aggiungono un tassello emotivo importante per i turisti che ormai sono sempre più alla ricerca, non di una vacanza mordi e fuggi, ma di un’esperienza unica e magica. In questo senso l’incantesimo di una leggenda come quella di Cristalda e Pizzomunno che oggi si diffonde grazie alla canzone di un grande artista come Max Gazzé è un’opportunità che non poteva essere sciupata”.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Giuseppe D’Urso, Presidente Teatro Pubblico Pugliese: “L’intuizione dell’amministrazione comunale e della Regione Puglia di promuovere Vieste, tra le località più belle della nostra regione, attraverso la leggenda di Cristalda e Pizzomunno, aderisce alla vocazione del Teatro Pubblico Pugliese. Vocazione che ci porta a creare dei percorsi culturali che esprimano al massimo il potenziale della nostra regione con ricadute concrete e tangibile sul territorio. Il progetto di valorizzazione di Vieste rappresenta una buona pratica, un progetto intelligente che mette l’identità al centro dello sviluppo del territorio e della comunità. Un progetto che siamo particolarmente lieti di accompagnare in costante sinergia con la Regione Puglia”;

Giuseppe Nobiletti, sindaco Vieste: “Valorizzare attraverso lo spettacolo dal vivo uno degli attrattori più importanti del territorio, consente nello stesso tempo di accendere un faro sulla città e quindi di stimolare gli arrivi e le presenze sul territorio, nonché di utilizzare un tratto identitario immateriale come si configura la leggenda di Cristalda e Pizzomunno, quale strumento per suscitare interesse e rendere unica l’esperienza che un territorio può far vivere. L’evento concertistico sarà quindi punto centrale di una strategia che coinvolgerà diversi segmenti della filiera turistica e culturale del territorio e si svilupperà nel medio lungo termine per far si che Vieste sia riconosciuta e vissuta non solo per le sue bellezze naturalistiche ma anche per la “magia” che regala con la sua storia. Ci riempie d’orgoglio vedere la città di Vieste comparire accanto alle locations più suggestive d’Italia, a luoghi simbolo della cultura internazionale;

Luca Scandale, PugliaPromozione: “Con PugliaPromozione abbiamo colto al volo questa splendida iniziativa di Vieste perché è fondamentale che la Puglia si dia una propria immagine coordinata che spinga sempre di più e sempre più in alto le nostre destinazioni di successo. Ricordo che Vieste è la nostra prima destinazione turistica in Puglia, dunque, con questa iniziativa noi stiamo puntando su una destinazione che è al top delle presenze e che costituisce una vera e propria punta di diamante”.

Max Gazzè diventerà testimonial di una campagna promozionale che prevede la realizzazione di foto e video con la presenza dell’artista in alcuni dei luoghi più affascinanti della cittadina del Gargano. L’iniziativa rientra in una più ampia operazione di promozione territoriale legata alla leggenda di Cristalda e Pizzomunno che include la realizzazione di cartoline d’autore e un annullo filatelico in collaborazione con Poste Italiane.

Si tratta di 18 versioni raffiguranti la leggenda, dipinte per l’occasione da Annika, Cinzia Brena, Emanuela Colazzo, Elisa Comotti, Angela Cuccovillo, Giovanna Ferrari,  Lorella Gallina, Elda Gavelli, Gina Graco, Ingrid Eleni Kuris, Stefania Maggiulli, Cristina Mantisi, Stefania Miele, Sara Pala, Damiano Pizzetti, Alessandra Poggi, Mauro Proci, Giorgio Schumann, Kasia Sweatlik e infine Valeria Zito. Alle cartoline sarà apposto l’annullo creato dal disegnatore viestano Lucio Palazzo. Prevista inoltre la realizzazione di calendari, t-shirt e gadget.

In programma anche una serie di attività di promozione realizzate da PugliaPromozione finalizzate a dare la massima visibilità alla strategia e alle attività previste.

L’agenzia regionale ha da tempo coinvolto una serie di artisti per interpretare in maniera non convenzionale l’identità della Puglia come destinazione turistica, e per restituirla al pubblico in linguaggi inediti e a tratti sperimentali. Per Vieste, è la leggenda di Cristalda e Pizzomunno ad ispirare l’opera del pittore  Vito Savino, che fa innamorare il pubblico di un concetto complesso, come quello immaginifico e decadente dell’amore infelice della storia popolare.

Il blu del mare e le profondità della tela veicoleranno il brand non solo su tela ma anche attraverso uno strumento tangibile, desiderabile, e ripetibile: una T-shirt. Il visual storytelling dovrà svelare il territorio evocandolo, parlando quindi all'emotività con immagini forti ed immediate ricreando quella dimensione alchemica che ricalca il nome del tour di Max Gazzè.

E ancora un piano social ad hoc su tutti gli account /profili gestiti da Pugliapromozione (Facebook / instagram / Youtube; @Pugliaevents / @weareinpuglia / @Puglia365). Infine newsletter dedicata agli operatori della ricettività e della rete infopoint

22 luglio 1943, Foggia bombardata dall'aviazione anglo-americana

di NICOLA ZUCCARO - Foggia, giovedì 22 luglio 1943, ore 9.35. Dopo l'incursione aerea del 28 maggio il capoluogo dauno fu nuovamente bombardato dall'aviazione anglo-americana. Nei 3 giorni successivi al bombardamento di Roma, (19 luglio 1943) e in quelli che precedettero il 25 luglio 1943, data della defenestrazione di Mussolini da parte del Gran Consiglio, Foggia pagò cruentemente l'alto tributo di vittime inflitto dalle aviazioni delle potenze militari divenute alleate dell'Italia badogliana dopo la firma dell'Armistizio, in quel di Cassibile, il 3 settembre 1943, poi ufficializzato 5 giorni più tardi, l'8 settembre 1943, con la trasmissione del messaggio radiofonico a firma del Maresciallo Pietro Badoglio.

 Le Fortezze B.17 F del 34mo Squadrone composto da 10 veivoli, quelle del 342mo, del 414mo squadrone, del 97mo Gruppo Bombardieri, a cui si aggiunsero i Caccia P38F del Primo Gruppo Fighthers, sganciarono la maggior parte dei loro ordigni sulla stazione ferroviaria. Dalle 9.35 alle 14.00, con intermittenze di 25 minuti, oltre allo scalo foggiano anche gli aeroporti ubicati nei dintorni della città furono rasi al suolo per la strategica importanza che essi ricoprivano nelle varie operazioni belliche, unitamente ad una consistente parte dei centri abitati.

Le vittime accertate furono 7.643 ma il tributo più alto fu pagato il 19 agosto, sempre di 75 anni fa, con 9.581 morti a cui si aggiunsero i 971 periti nei bombardamenti del 24 e del 25 agosto 1943.

Libri: Leonarda Crisetti Grimaldi e l'Idroscalo del Gargano nella Grande guerra


di LIVALCA - «Ai miei nipotini, Matteo e Mia, alle giovani e a giovani, per tenere viva la memoria dei caduti per la Patria e favorire  la riflessione sull’importanza del dialogo volto a promuovere il valore della pace e della vita » con questa dedica formata da parole genuine, semplici e sincere,  ma significative, pregnanti e intense nella loro richiesta di pace e fratellanza, la docente Leonarda Crisetti Grimaldi ha voluto motivare la sua ultima - per il momento  - fatica letteraria "L’IMPATTO DELLA GUERRA 1915-18 A CAGNANO VARANO E L’IDROSCALO DEL GARGANO" (Levante editori Bari, 2018).

Il volume si avvale di una sapiente prefazione del professore ordinario di Storia medievale dell’Università di Bari Pasquale Corsi, da me conosciuto ‘fisicamente’ verso la metà degli anni ’80 perché aveva pubblicato  una intelligente ed accurata monografia titolata «La traslazione di san Nicola. Le fonti» per il Centro Studi Nicolaiani. In quell’occasione appresi che era nativo di San Severo e fu subito simpatia. Io, barese orgoglioso di esserlo, amo profondamente il Gargano e i loro impareggiabili abitanti: grandi solisti in virtù di enormi potenzialità e quasi  tutti poco inclini a fare squadra e nel caso la squadra, per volontà divina, si fosse formata… aspiranti, sempre tutti, alla fascia di capitano; rimosso questo insignificante particolare, sono  affettuosi, generosi e ospitali fino allo ‘sfinimento’ (quando da ragazzo andavo a trovare i miei parenti a San Nicandro Garganico la visita degli ‘zii’ iniziava al mattino e finiva la sera : in ogni tappa bisognava obbligatoriamente assaggiare una specialità fatta in casa : altro che ‘merendine’ !).

La zona che, da San Nicandro scende verso Torre Mileto per poi proseguire in direzione del ponte di Capoiale (nei primi anni ’60 prima di attraversarlo le donne recitavano una… preghiera !) e immettere, quindi,  per l’Isola fino a Foce Varano, è scolpita indelebilmente nella mia memoria, una volta… ‘visiva’, oggi ‘televisiva’ ( dimentico volutamente lo scempio perpetrato a Torre Mileto con le case edificate sulla sabbia).  I miei parenti alle spalle del lago, in quel tratto di costa separato dal mare Adriatico da due canali e per questo detto l’Isola, avevano una masseria, oggi campeggio, denominata Uria : forse  è solo una leggenda il racconto che vuole  Cagnano avere origine proprio dal vetusto insediamento di Yria, città cui fa cenno  Strabone, lo storico-geografo greco ( 60 a. C.)  famoso per la frase : « Tutti gli Italiani sono ormai Romani» che secondo gli abitanti della ‘Montagna sacra’ potrebbe essere interpretato come « Tutti gli Italiani sono ormai Garganici, ma di… San Giovanni Rotondo, San Marco, San Nicandro o Sannicandro, San Severo, Cagnano Varano ecc. ecc.».

Scrive Corsi nella sua prefazione-ricordo al testo della Crisetti: « Mi basti dire che sono rimasto spesso sorpreso e, talvolta, commosso nel vedere con quanta passione studiosi ( locali o accademici che fossero ) e gente di ogni età e condizione sociale si sono dedicati alla ricerca di ogni minimo dettaglio, in una sorta di corale compartecipazione ad un ricordo, forse tuttora dolente e di sicuro tenacemente vivo nel cuore di molti. Del resto, non c’è da meravigliarsi. Da pochi decenni  sono scomparsi gli ultimi “cavalieri di Vittorio Veneto”, i mitici ragazzi del ’99, ma le testimonianze di quella guerra sono ancora ovunque presenti, anzi sta man mano riaffiorando, da un sottosuolo di polveroso silenzio, una moltitudine di notizie troppo a lungo neglette, che ci appaiono come un grido represso che da lontano ci giunge e si spande. Si tratta quasi sempre di cose umili, dettate dalle insopprimibili esigenze dei sentimenti e  della vita quotidiana : i diari, le lettere ai propri cari e le loro risposte, le cartoline e le foto, ma anche le secche annotazioni burocratiche e gli oggetti di ogni genere sottratti, per caso o per scelta, alla edacità del tempo».

Molto lucida e scrupolosa la presentazione del Sindaco di Cagnano:  il professore Claudio Costanzucci Paolino, inconsapevolmente, mi ha risolto un rompicapo che mi affliggeva  da mezzo secolo. Scrive il sindaco nel suo partecipato intervento : «La vettura postale impiegava 5 ore per arrivare da Sannicandro Garganico…».  Io ho sempre saputo da miei parenti che Sannicandro Garganico si scriveva tutto unito, poi un giorno di due o tre lustri fa lessi un testo in cui tra i tanti interventi vi era quello di Pasquale Corsi  che titolava :« San Nicandro Garganico tra Preistoria ed Età moderna» e mi convinsi che staccare le parole fosse la soluzione ottimale.   Poi la velocità della vita che conduco non mi permise di fare riflessioni adeguate.

Oggi leggendo il sindaco di Cagnano scrivere Sannicandro ho deciso di saperne di più e ho scoperto che fino al 1862 si chiamava San Nicandro, dal 1862 al 1999 Sannicandro, dal 1999 di nuovo San Nicandro. Avevano ragione i miei parenti, ha ragione il Sindaco di Cagnano che cita un periodo in cui si chiamava Sannicandro, ha ragione il professore Corsi ed avevo e ho ragione io. Orazio direbbe «Nihil admirari», noi diciamo più semplicemente che la soluzione non è quella di avere una risposta per ogni cosa, ma di porre o porsi una domanda per ogni cosa. La mia colpa : non aver chiesto.
La scrittrice Crisetti è giunta con questa pubblicazione al suo decimo libro ufficiale : il tutto è partito nel 1995 con un testo dedicato a «San Nicola Imbuti», frazione di Cagnano Varano, ed oggi - la legge dei grandi numeri è infallibile  - per festeggiare il famoso 10 e lode di un tempo, ecco il libro con Levante, un editore che nel logo ha scolpito Bari, città famosa nel mondo per  San Nicola e così il cerchio si chiude in maniera perfetta.  Per la cronaca a Bari Levante editori e la Basilica di San Nicola testimoniano  un intenso rapporto collaborativo da oltre mezzo secolo.

L’autrice di questo libro, in virtù di una solida preparazione culturale e di una pazienza frutto di una calma filosofica affinata in lunghi anni di fitto insegnamento a contatto con ragazzi vivaci, è capace  di mettere in discussione anche piccole posizioni e, se hai la fortuna di essere giovane e quindi avere tempo davanti,  da quella pietra garganica famosa nel mondo finalmente esce quel cuore, che è la generosità di chi, non avendo dimenticato del tutto le passate sofferenze, ha bisogno di un lungo tirocinio prima di concederti un’amicizia che è per tutta la vita.

L’introduzione al testo della Crisetti è tanto coinvolgente quanto partecipata : « Una guerra assurda, inscenata in un luogo irreale, com’è appunto l’alta montagna, adatto ai volatili, agli stambecchi e tutt’al più a qualche viaggiatore, non invece agli uomini-soldati, condannati al fronte dalla sorte e costretti a combattere per poter continuare a vivere, spesso senza onore, senza speranza e senza odio».

Questo periodo non può essere commentato, dal momento che ogni parola racchiude un concetto condivisibile a partire dalla quella ‘guerra assurda’, valida per tutti i conflitti del mondo e a maggior ragione per quelli che vedono due Paesi, divisi da pochi metri di confine, nemici. Nella sua sempre obiettiva ed imparziale disamina la signora del lago precisa che i nostri soldati spesso dimostrarono un notevole spirito di adattamento, anche se, come sempre avviene in ogni  frangente della vita, vi fu chi cercò di fare il ‘furbo’:  a chi considera il ‘furbo’ un idiota, risponde il pensiero popolare per cui è ‘meglio un furbo vivo che un idiota morto‘. Ma si tratta solo di una battuta che non vuole essere irriverente verso chi ha sacrificato una vita, ma solo il diritto che appartiene  ad  ognuno di noi  : ‘sprecare’ i propri giorni in piena libertà.  Continua la Crisetti :«Dopo i fiumi d’inchiostro versati, mi sono domandata, se avesse senso indugiare sulla “Grande Guerra” per cavalcare ipotesi che non abbisognano di ulteriori verifiche e dimostrare che la “Guerra” in questione di ‘Grande’ ebbe il numero delle nazioni che vi hanno partecipato, dei soldati e dei civili coinvolti, degli assalti e dei bombardamenti, delle industrie, che dal conflitto trassero i maggiori profitti…».

A questo punto, gentile autrice, una puntualizzazione: lei cita, giustamente, industrie che si sono arricchite con il conflitto, dimenticando le tante ‘fallite’ grazie alle guerra. La stessa  tangentopoli degli anni successivi, per intenderci quella con paladino il magistrato Di Pietro, non è figlia della guerra o del caos, ma dipende dalle persone. Purtroppo se un’azienda seria-normale ci mette una generazione, con sacrifici che chi ha lavorato per lo Stato difficilmente riuscirebbe  a capire e sopportare ma che i contadini cui lei fa riferimento conoscono benissimo, a crearsi un ‘nome’ efficiente e rispettato e  poi arriva l’azienda del signor X che riscuote a prezzi maggiorati  e senza magari effettuare la fornitura… direbbe il nostro magistrato ‘cosa ci azzecca la guerra’ ?

Per intenderci abbiamo pubblicato tanti libri dello storico Tommaso Pedío in cui perfino una figura adamantina come Giustino Fortunato veniva accusato di aver ‘caldeggiato’ le Ofantine solo perché  voleva un tronco ferroviario che collegasse direttamente la sua casa di Rionero in Vulture con la tenuta di duecentoquaranta ettari di Gaudiano… tenuta da sempre appartenuta alla famiglia Fortunato. Era una forzatura interpretativa : perché la ferrovia serviva a tutti ed era nell’interesse di tutti ed il fatto che vi fosse un bene di una persona ‘interessata’ non doveva fare in modo che non arrivasse mai da quelle parti un binario. Il giusto equilibrio fra i propri interessi  e quelli della comunità sono alla base di ogni azione.  In tutti il mondo vi sono personaggi inquisiti che, partiti dal popolo, si sono fatti corrompere, togliendo al popolo e oggi sono, democraticamente, sotto giudizio.

Secondo la Bibbia: «Il giusto è il primo ad accusare se stesso», poi ci ha pensato Pirandello a rimettere le cose nel ‘giusto’ ordine : «Se errare è  dell’uomo, non è crudeltà sovrumana la giustizia ?»). Con questa lunga parentesi, che forse può aver disorientato la professoressa, ma avrà trovato il plauso del nostro direttore amante di tutti i ‘voli pindarici’ che costringono i moltissimi lettori del Giornale di Puglia a seguire fino al termine l’articolo, voglio ribadire che le guerre nascono per la sete di potere di uomini potenti che, per sventura, a volte si trovano a vivere lo stesso periodo storico, ma la voglia di agiatezza non sudata, in sostanza rubare,  di alcuni individui poco disposti a rispettare le regole può e deve essere combattuta da uno Stato civile e democratico.

 Prima di occuparci della stazione idrovolanti di Varano dedichiamo un parentesi alle donne che da sempre, sia che fossero del Gargano o di qualsiasi parte del mondo, hanno combattuto la loro personale’ guerra’.  La Crisetti dedica loro una delle pagine più fortemente emotive del testo : « La guerra fu combattuta dalle donne che, nubili, coniugate e vedove, si sono dovute sostituire agli uomini per poter soddisfare i bisogni essenziali  della propria famiglia, prendersi cura degli anziani  e dei bambini rimasti senza papà» ed ancora «...anche per la donna cagnanese, energica e affidabile, alla vigilia della grande guerra, la vita era molto più faticosa in confronto ad oggi. Il bucato, la panificazione, la impegnavano giornate intere. Massaia, sarta, ricamatrice per tutta la famiglia : eseguiva lavori ai ferri, a uncinetto e di cucito, era impegnata nella cura della prole e dei rapporti col vicinato, si dedicava ai lavori stagionali della zappatura, mietitura, spigolatura, raccolta e conservazione dei prodotti, collaborava all’attività del marito. Figlia, sorella, madre, moglie, assistente, confidente, mediatrice, operaia, bracciante agricola, retaia, la donna svolgeva insomma diversi ruoli e costituiva di fatto il perno della famiglia, anche se ufficialmente era  tenuta a servire e a tacere, perché era l’uomo che ‘portava i pantaloni’». Cercherò di dare meno notizie possibili della stazione idrovolanti di San Niciola Varano perché il volume segue un percorso logico per cui devi leggerlo se vuoi sapere e capire oppure è meglio limitarti a conoscere la notizia.

La signora di Cagnano racconta: «Il sito di San Nicola Varano aveva fatto parlare di sé nove secoli prima in epoca medievale. Nella prima metà dell’XI secolo, era stato infatti prescelto dai seguaci di San Benedetto da Norcia per costruirvi un monastero, anche perché da qui passavano i pellegrini diretti ai santuari di San Michele in Cagnano Varano e in Monte Sant’Angelo, percorrendo la via veteres. I monaci cassinesi, mentre promuovevano la diffusione del  cristianesimo, valorizzando il culto micaelico, favorirono la colonizzazione e lo sviluppo economico del territorio, raggiungendo in questo modo più di un obiettivo». «La causa porto di Varano fu sostenuta presso il ministro Salandra dall’allora sindaco di Cagnano, cavaliere Pasquale Sanzone, il quale si raccomandò affinché il Governo prendesse a cuore la questione garganica, augurandosi che il ‘pestilenziale Lago Varano’ potesse ‘diventare fonte di ricchezza’ e ‘baluardo di difesa nazionale’». «Nel primo decennio del XX secolo, fu il Governo del Regno d’Italia a far uscire dall’anonimato questo angolo del Gargano, per soddisfare il bisogno di difesa dello stato. Riprese in mano il progetto  ‘ Porto di Varano’, un’idea che affondava le radici nel 1862...

La decisione di costruire una base per idrovolanti a San Nicola Varano, nel Gargano, fu evidentemente accelerata, il giorno in cui l’Italia entrò in guerra, dopo che il gruppo navale austroungarico aveva scaricato i cannoni per venti minuti contro il Semaforo di Vieste……le forze imperiali  attaccarono, infatti, il Basso Adriatico lo stesso giorno in cui l’Italia dichiarò guerra agli ex alleati, senza che la Regia Marina potesse rispondere a quell’offesa…». Veniamo agli idrovolanti : «Gli idrovolanti Lohner svolsero un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’aviazione navale, soprattutto italiana, che cominciò a produrli a giugno del 1915, dopo averne catturato uno austriaco, a Porto Corsini. L’Aeronautica Macchi lo prese a modello e avviò la produzione in serie, perché risultava essere il migliore tipo d’idrovolante del tempo. Apportando alcune modifiche, la Macchi costruì inoltre idrovolanti di tipo L.1 e L.2, per giungere alla versione definitiva denominata L.3, la cui capacità…».

Da questo momento il ‘saccheggio’ perpetrato ai danni di un volume davvero interessante per le presenti, future e passate generazioni, queste ultime dimenticate quando si parla di nazioni e non di uomini costretti a giocarsi l’esistenza alla ‘roulette’ della guerra, termina e coloro che siano rimasti ‘ammaliati’ dal racconto sanno quello che devono fare.

La Crisetti possiede la tempra della scrittrice che entra nel pensiero del lettore ed esaudisce ogni sua richiesta : nello sfogliare  il testo mi è capitato spesso, al cospetto di taluni argomenti, di ignorarli ma di volerli sapere e lei, puntuale, con un semplice periodo, in punta di piedi, ha soccorso la mia ‘ignoranza’. Tutti possono scrivere - chi scrive l’esempio più lampante - romanzi, racconti, novelle e fiabe, ma solo chi conosce a fondo la vita, la storia e la letteratura può cimentarsi in una pubblicazione in cui, per quanto rigorosa possa essere stata la ricerca, si rischiano dimenticanze, omissioni  o, in casi rari, ‘risentimenti’.

Fatelo: la scrittrice Leonarda Crisetti Grimaldi si metterà all’opera per varare una nuova opera in cui rimedierà a tutto con la rinomata  volontà garganica. Consentitemi di chiudere e condividere questo intervento di ‘cerniera’  con dei versi scritti in latino da una gloria italo-americana che abbandonò San Marco in Lamis nel 1947 per contribuire a diffondere per il mondo quella potenzialità che l’America ha saputo stimare, valutare ed onorare  ma anche, più prosaicamente, per raggiungere il padre emigrato in cerca di fortuna: JOSEPH TUSIANI, quel Giuseppe che, dopo il rodaggio cui ho fatto riferimento prima, mi ha regalato la sua imperitura amicizia.

Amicizia che è stata estesa al professore Emilio Bandiera, cui va il grande merito di aver tradotto in italiano gli splendidi versi ‘tusianei’,  quel Bandiera che racchiude nel nome e cognome gli elementi di fratellanza e amor di patria dei due Paesi nel nome  dei rispettivi vessilli: «La bandiera americana non è una semplice accozzaglia di colori,  stelle e strisce, ma rappresenta le nostre origini e la nostra evoluzione» e «sempre è stata la più bella, noi vogliamo sempre quella, noi vogliamo la libertà…».

Monte Gargano. Il Monte Gargano, monte diletto,/come un libro sempre letto,/ apre gli occhi e apre il petto./ Le sue immagini venuste, alte querce son robuste,/ dal raggiante sol combuste. /Quell’ottimo volume/a tutti i libri dona lume/come fiume che inonda le arene./Ti saluto, caro verde/ monte lontano, monte eccellente, /la cui vista diventa amore./ Come resta bella la luce/ dei volumi sempre letti,/rimani per la mente spazio aperto./ Sempre, dunque, Monte Gargano, in perenne ricordo rimani, come vuoi anche tu, mio Giano (JOSEPH TUSIANI , LUX VICIT, Bari 2018, traduzione di EMILIO BANDIERA).

A questo punto chi vuole può ‘rispolverare’ la propria carta d’imbarco e salire sul primo idrovolante disponibile: Cagnano Varano attende tutti.

Foggia, freddato da numerosi colpi di pistola muore imprenditore

di PIERO CHIMENTI - Un agguato avvenuto a San Ferdinando di Puglia, in provincia di Foggia, ha visto come vittima un imprenditore di 59 anni. L'uomo, mentre era in auto per andare al lavoro, è stato raggiunto da un'auto di grossa cilindrata con a bordo tre uomini che lo hanno costretto a fermarsi scaricando contro di lui numerosi colpi di fucile.

La vittima era già nota ai carabinieri che seguono le indagini, in quanto col fratello fu coinvolto nella truffa per ottenere i fondi pubblici, fin quando non decise di cambiar vita, dopo il cruento omicidio del fratello.