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Ilva, Emiliano: "Coinvolgere regione è segnale di cambiamento"

BARI - “Leggere nelle dichiarazioni odierne che c’è la volontà di coinvolgere Regione Puglia e Comune di Taranto sulla vicenda Ilva, così come vedere che c’è attenzione per il progetto di decarbonizzazione avanzato ormai da due anni dalla Puglia, è un segnale di cambio di metodo rilevante.

La Regione Puglia fino a questo momento, è stata estromessa da tutti i tavoli ministeriali, pur possedendo grazie ai suoi Uffici informazioni e risorse fondamentali per tutelare al meglio ambiente, salute e lavoro.

Al Governo spetta scegliere quale sarà il futuro di Ilva, la Regione Puglia alla luce della strategia nazionale collaborerà come sempre ha fatto nell’interesse dei cittadini pugliesi e di Taranto, nel rispetto delle leggi e delle linee programmatiche, che vedono nella tutela della vita, della salute, dell’ambiente, del lavoro, dei livelli occupazionali e delle norme sulla sicurezza dei lavoratori, principi fondamentali.
Principi peraltro affermati anche dall’Unione Europea”.

È il commento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano con riferimento alle dichiarazioni di Lorenzo Fioramonti (M5S) a margine del tavolo convocato oggi a Taranto con i sindacati.

Zullo: “Ma si chiude o rimane aperta? M5S e Lega si mettano d’accordo” - Il presidente del gruppo regionale di Direzione Italia-Noi con l’Italia, Ignazio Zullo, chiede ai due partiti di governo di fare chiarezza sul caso Ilva.

“Il rischio è che gli unici ad uscire ‘pazzi’ siano i pugliesi se i parlamentari leghisti e quelli grillini parlassero due lingue diverse e alla fine nessuno capirebbe nulla”! L’Ilva sarà chiusa o no? Per il deputato pugliese Rossano Sasso chiuderla ‘è da pazzi’. Per il consulente economico della Lega, possibile futuro ministro, presente oggi a Taranto con i parlamentari del Movimento 5Stelle, la ‘chiusura’ è prevista dal contratto di governo".

"Due forze che intendono governare insieme non possono avere posizioni così divergenti su una delle tematiche più scottanti a livello nazionale. Non ci possono essere equivoci o interpretazioni, forse, anche di comodo per dare un colpo all’incudine e all’altro al martello, magari con l’intenzione di recitare uno la parte ‘buono’ e l’altro quella del ‘cattivo’. Il governo del Paese è una cosa seria e ancora più seria è la situazione socio-economica. Ma qui i meno seri sembrano proprio i futuri governanti", conclude.

Borraccino: "La politica discuta seriamente e su concrete tesi economiche e scientifiche" - Dichiarazione del consigliere regionale di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali Mino Borraccino.

"In queste ore stiamo assistendo ad uno spettacolo indecoroso sulla pelle di migliaia di lavoratori e sul futuro dell’intero Paese. A Taranto, in questo momento, è in corso la più grande crisi industriale d’Italia e, francamente, non se ne può più di un dibattito che sembra quasi una lite tra tifoserie. Una situazione come quella dell’Ilva (con 14.000 dipendenti, praticamente tutta la quota di produzione dell’acciaio per l’Italia e il diritto alla salute di diverse centinaia di migliaia di persone), merita un dibattito di altissimo profilo scientifico e politico. Siamo di fronte ad una scelta decisiva per l’Italia ed è il momento in cui le decisioni devono essere prese in conseguenza di una discussione che deve coinvolgere istituzioni statali e cittadini nel pieno della consapevolezza. Si tratta di discutere di quello che dovrà accadere nei prossimi, almeno, cinquant’anni, in un settore strategico dell’economia nazionale ed in un territorio vasto e delicato come quello tarantino."

"Tutte le posizioni parziali e legittime devono trovare il modo di giungere ad una sintesi proficua perché, se questo non accadrà, il conflitto rischia di tradursi in una vera e propria fucina di odio sociale. Vorremmo poter confrontare le nostre posizioni con chi ha il compito di governare il Paese in questo momento e discutere di tutte le conseguenze a lungo termine che ogni proposta produrrebbe. Da molti anni continuiamo a ripetere che serve una grande scommessa industriale per rilanciare l’idea che in quel territorio si deve poter produrre acciaio senza offendere la salute dei cittadini e senza calpestare la dignità e la sicurezza dei lavoratori. Il M5S e la Lega, che si apprestano a varare un Governo, dicano se vogliono fare la valutazione dell’impatto e del rischio sanitario per il siderurgico oppure se vogliono lasciare le cose così come sono e continuare a parlare alla pancia dei cittadini, evitando di affrontare la questione dal punto di vista scientifico. Se si continua a discutere senza affrontare la sopracitata questione, ognuno si sentirà legittimato a sostenere la propria posizione su chiusura o su prosecuzione dell’esercizio, così come da accordi fra Governo e Mittal, ma il Paese avrà perso ancora una volta l’occasione di cogliere la sfida dell’innovazione industriale, che è l’unica strada che può condurci verso il progresso".

Taranto, minorenni molestate da 51enne: arrestato

di PIERO CHIMENTI - Un uomo di 51 anni è stato arrestato con regime di arresti domiciliari con braccialetto elettronico per l'accusa di molestie nei confronti di ragazzine tra i 10 e 14 anni. A far scattare le indagini sarebbe stato un medico della Guardia Medica di Taranto, che avrebbe carpito le confidenze di una ragazzina per poi denunciare il tutto alla polizia. L'orco conquistava la fiducia delle giovani con dei regalini per poi molestarle sessualmente.

Ilva, Art.1-Mdp/Leu Taranto: "Basta morti sul lavoro"

TARANTO - “Oggi non solo Taranto, ma l’Italia intera piange un’altra vittima sul lavoro”. Così il coordinatore provinciale di Art.1-Mdp/Leu Taranto Massimo Serio commenta la notizia della morte di Angelo Fuggiano, il giovane operaio di 28 anni, vittima di un incidente sul lavoro all’Ilva. “Ai familiari di Angelo, agli amici e colleghi – prosegue Serio – giunga il nostro cordoglio e la nostra vicinanza”.

“Taranto – aggiunge Serio - non vuole e non può abituarsi a simili sciagure. Chiediamo pertanto a gran voce che si fermi l'escalation di ‘morti bianche’ e che si ponga fine, una volta per tutte, a questo bollettino di guerra. La nostra città ha già pagato un prezzo altissimo, in particolare modo negli ultimi anni. La politica quindi intervenga per far fronte a questa emergenza. Lo faccia con determinazione e con misure stringenti per garantire la salute, la sicurezza sui posti di lavoro e la dignità del lavoro aumentando i controlli e coinvolgendo lavoratori, sindacati e aziende”.

“Auspichiamo – conclude Serio – che la politica tutta, così come tutti i cittadini, siano al fianco dei lavoratori e dei sindacati per chiedere di mettere al centro dell’agenda politica la sicurezza nei luoghi di lavoro e far in modo di non dover più piangere morti, così come siamo costrette a fare oggi. Art.1-Mdp/Leu Taranto ci sarà per urlare a gran voce che lavorare senza rischiare la vita di può e si deve”.

Taranto: muore operaio 28enne. Sindacati in sciopero

(ANSA)
TARANTO - Dramma nella ditta di carpenterie metalliche Ferplast dell'appalto Ilva di Taranto. L'operaio Angelo Fuggiano, di 28 anni, è deceduto in seguito a un incidente avvenuto nel reparto Ima, al quarto sporgente del porto di Taranto gestito dal Siderurgico.

Durante il cambio funi per la macchina scaricatrice DM 6, un cavo sarebbe saltato durante la fase di ancoraggio della parte finale travolgendo il lavoratore.

Del tutto inutili sono risultati i tentativi di rianimazione da parte degli operatori del 118. Ad intervenire sul posto anche vigili del fuoco, carabinieri, Guardia di finanza e ispettori del lavoro.

A seguito dell'incidente costato la vita al 28enne, le segreterie territoriale Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto hanno proclamato lo sciopero dei dipendenti diretti e dell'appalto dalle 11 di oggi fino a tutto il primo turno di domani. L'azienda in una nota afferma che "sono in corso da parte dell'azienda tutte le indagini per poter risalire alle cause dell'evento". L'Ilva esprime "profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia di Angelo Fuggiano e a tutti i suoi cari".

"Si è superato qualsiasi qualunque limite di sopportazione è una strage continua. La parola emergenza nazionale ormai è riduttiva rispetto a quanto sta avvenendo". Lo ha detto la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, a margine dell'assemblea dei pensionati dello Spi Cgil. "C'è bisogno - ha concluso - che il Parlamento prenda la parola" su questo tema.

Centrella (Cisal Metalmeccanici): “Mobilitazione generale per sicurezza sul lavoro” - “Il doloroso ripetersi degli incidenti sul lavoro è diventato insostenibile. Riteniamo che una mobilitazione generale sui temi della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro possa contribuire a sensibilizzare in maniera capillare tutti i cittadini, qualsiasi attività essi svolgano, e ad esigere una urgente e decisa azione delle istituzioni per porre fine a queste disgrazie”. Così il Coordinatore nazionale Cisal Metalmeccanici, Giovanni Centrella, dopo l’ennesimo incidente mortale, toccato questa volta ad un giovane lavoratore di una ditta in appalto all’Ilva di Taranto.

“Questo lutto – aggiunge il sindacalista – richiama ancor di più la necessità di giungere presto ad un accordo che permetta all’Ilva, oltre che di produrre a pieno regime nel rispetto della salute e dell’ambiente, anche di elevare i parametri di sicurezza sia per i dipendenti diretti sia per quelli delle imprese in appalto, nonché – conclude – di garantire adeguati dispositivi per la sicurezza personale ed una ottimale manutenzione degli impianti”.

Turco: “Ora basta! Non si può morire per il lavoro!” - “Non si può morire a 28 anni! Non si può morire di lavoro e per il lavoro. E è arrivato il momento di dire “basta!” con la politica dei fiumi di inchiostro e di parole. La classe politica, tutta, abbia un sussulto di indignazione. Perché Angelo, come gli altri martiri di questa infinita battaglia, sono figli nostri, sono figli della Puglia!”.
Così il consigliere regionale de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco, commenta l’ultimo incidente mortale nello stabilimento Ilva di Taranto. 

“Sulla sicurezza nei posti di lavoro – sottolinea Turco - occorre un serio programma di prevenzione e di misure ad alto impatto. Ma con fatti concreti, non con intenti e spot! Per questo mi auguro che il prossimo Governo, qualunque esso sia, ci dica chiaramente cosa intende realizzare non solo per l’Ilva ma per combattere la piaga delle morti sul lavoro. Perché non si può morire per portare il pane a casa. Non si può morire a soli 28 anni!”

Ilva, M5S: "Mai più tragedie sul lavoro. Uniti al dolore della famiglia di Angelo"

BARI - "Ancora una tragedia all'Ilva. A pochi mesi dalla morte del venticinquenne Giacomo Campo, questa mattina un altro operaio di appena 28 anni, Angelo Fuggiano, è morto per un incidente al quarto sporgente”. Lo dichiarano i portavoce del M5S in Regione Puglia, al comune di Taranto, al Parlamento italiano e a quello europeo - Un ragazzo come tanti che aveva cercato lavoro in quella fabbrica dei veleni per provare a garantire un futuro ai suoi due figli. Ed è proprio alla sua famiglia che oggi va la nostra più sincera vicinanza. Non siamo più disposti ad accettare simili tragedie né a Taranto né in altre parti d'Italia e siamo già al lavoro per invertire finalmente la rotta. Un lavoro per il quale auspichiamo l'appoggio di tutte le forze politiche. Non servono parole ora servono i fatti. Non si può morire di lavoro".

Taranto, musica e gusto con 'Rossini Gourmet'


TARANTO - La musica di Gioachino Rossini e la passione del gusto si incontrano per l’evento “Rossini Gourmet”. Gran finale per la stagione concertistica dell’Orchestra ICO della Magna Grecia “Eventi Musicali” martedì 29 maggio alle ore 21 al Teatro Orfeo.

In occasione dei 150 anni dalla scomparsa del grande compositore italiano, padre di capolavori come “Il barbiere di Siviglia”, l’ICO lo ricorderà in una serata dal sapore indimenticabile. Il baritono Bruno Praticò, uno dei più grandi interpreti della musica rossiniana, calcherà il palco dell’Orfeo affiancato dal baritono Gabriele Nani, accompagnati dall’Orchestra della Magna Grecia diretta dal Maestro Lorenzo Passerini. Un viaggio tra musica e cibo guidato dallo chef cibosofo Federico Valicenti che farà scoprire la vena leggera ma di rilievo della passione di Rossini per la cucina. Un musicista gourmet che portò il suo amore anche tra le note e che sarà sviscerato con le spiegazioni del famoso chef e con l’esecuzione di una suite degli 8 brani di Rossini dedicata ad altrettanti alimenti: Mandorle, uva, noci, fichi, ravanelli, acciughe e burro.

Il pubblico dopo aver ascoltato la musica e gli aneddoti potrà deliziarsi con una degustazione tematica che sarà offerta dopo il concerto. La cucina del ristorante Giando sarà messa a disposizione del cibosofo Valicenti per la preparazione dei manicaretti.

“La mia cibosofia è il racconto dei territori attraverso il cibo” è il motto dello chef cibosofo Federico Valicenti. È presente in tutte le guide d’Italia e si definisce un “cibosofo” perché filosofo del cibo e della sua cultura. Valicenti vanta 18 pubblicazioni e numerosi riconoscimenti, tra cui la Guida Michelin, il Gambero Rosso, Slow Food e Touring Club. Ha fatto parte della giuria finale del noto programma televisivo “Masterchef” come giudice ospite della semifinale della terza stagione, dove una concorrente ha dovuto ricreare la sua famosa “trippa risottata”.

Bruno Praticò è un basso-baritono e artista poliedrico, considerato tra i maggiori interpreti dei ruoli da basso buffo.

Con all'attivo più di cento ruoli debuttati, il suo ampio repertorio va dal Settecento napoletano, passando per Mozart e Rossini, fino a Bellini, Donizetti, Verdi e Puccini. La sua versatilità lo ha portato ad affrontare il repertorio del Novecento fino ad essere interprete di diverse opere contemporanee.

Nel 1998 gli è stato assegnato il premio Rossini d'oro per la sua interpretazione del ruolo di Don Magnifico ne “La Cenerentola” di Rossini.

Gabriele Nani, baritono, tra i vincitori del concorso televisivo di Rai 1 “Tour de Chant”, dove si distingue per le sue interpretazioni di “Figaro” di Mozart e Rossini. Nel 2014 è protagonista del film/cortometraggio “Il sogno di Rigoletto” per la regia di Mauro Maletti e del cortometraggio “Il Barbiere oggi è tutto” di Angelo Radicchi, finalista Premio "L'anello debole" al Capodarco corto film Festival.

Giovane e talentuoso, il Maestro Lorenzo Passerini, nato a Morbegno nel 1991, come trombonista ha intrapreso tournée in tutto il mondo. Parallelamente alla professione da strumentista, nel 2010 ha iniziato lo studio della direzione d'orchestra. È fondatore dell'Orchestra Antonio Vivaldi.

Il concerto è organizzato dall’Orchestra ICO Magna Grecia e Comune di Taranto, Regione Puglia e Mibact, in collaborazione con il ristorante Giando. Main sponsor: Ubi Banca, Shell, Fondazione Puglia, Programma Sviluppo e Baux Cucine.

Biglietti: 

Poltronissima 40 euro
Platea centrale e prima galleria 30 euro
Seconda e terza galleria 20 euro.

Gli abbonati che rinnoveranno o acquisteranno l’abbonamento entro la conclu-sione della stagione 2017/2018 avranno uno sconto speciale per la nuova ed emozionante stagione musicale.

Per biglietti e informazioni: a Taranto presso Orchestra della Magna Grecia, in via Tirrenia n.4 (099.7304422), in via Giovinazzi n.28 (cell. 392.9199935) o da Basile Strumenti Musicali, in via Matteotti n.4 (099.4526853).
www.orchestramagnagrecia.it

Aeroporto Grottaglie primo spazioporto italiano per voli suborbitali

TARANTO - L’Aeroporto di Taranto - Grottaglie è stato designato primo spazioporto italiano destinato ad accogliere voli suborbitali. Voli che raggiungono una quota di circa 100 chilometri di altezza e che, conseguentemente, permettono di ridurre in maniera più che significativa i tempi di percorrenza.

“Grottaglie è il primo aeroporto italiano abilitato ai voli suborbitali e tra i primissimi in Europa  – ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nel corso della conferenza stampa - Prenderemo contatto immediatamente con le compagnie aeree che effettuano questi voli. In questa fase la più celebre è la Virgin, che già trasporta passeggeri che possono permettersi questi viaggi in assenza di gravità. Per la Puglia comporterà l’implementazione di un turismo di grande profilo, di persone con una capacità di spesa notevole. E di un turismo legato a tutti i visitatori e curiosi di questi impianti che sono una piccola base spaziale. I voli suborbitali serviranno anche al trasporto velocissimo di merci, i nostri prodotti pugliesi, anche della filiera agroalimentare, potranno ad esempio essere portati in poche ore da Grottaglie a Los Angeles. Questo cambia in generale il concetto di chilometro zero di tutte le filiere produttive. E tutta l’operazione creerà tanti posti di lavoro, legati alla ricerca, all’innovazione, ai trasporti. Insomma, un risultato importantissimo, che ha come riferimento l’Europa intera, perché parliamo di una struttura che può coprire il mercato europeo. Per la Puglia un fattore di attrazione e investimento di enorme importanza”.

La candidatura dell’aeroporto di Grottaglie quale primo aeroporto italiano destinato a ospitare una base per la sperimentazione dei voli suborbitali fu avanzata proprio dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nel corso di un incontro tenuto con il Presidente e il Direttore Generale dell’ENAC nel marzo dello scorso anno. Dal punto di vista infrastrutturale l’aeroporto di Taranto Grottaglie, già polo di eccellenza di rilevanza europea dedicato al sostegno alle attività di ricerca e sviluppo del settore aerospaziale e allo sviluppo di nuove soluzioni aeronautiche sulle quali si sta concentrando l’attenzione delle eccellenze industriali del settore aerospaziale,  presenta le caratteristiche logistiche e tecniche  idonee per accogliere questo tipo di attività, quali:

·          si trova in un contesto territoriale in cui grandi gruppi hanno avviato programmi aeronautici internazionali;
·         dispone della pista di volo più lunga nel cuore del Mediterraneo e baricentrica rispetto ai porti di Brindisi e Taranto;
·         presenta condizioni climatiche che consentono per tutto l’anno le attività di prova;
·         si trova all’interno di un ambito territoriale salvaguardato dal punto di vista delle possibilità di espansione e dei vincoli urbanistici.

Nell’ambito di questo obiettivo che intende dotare l’Italia di risorse di alto livello in termini di ricerca e sviluppo, l’aeroporto di Taranto Grottaglie riveste un ruolo fondamentale quale infrastruttura sulla quale favorire l’insediamento di attività industriali orientate alla sperimentazione e test di nuove soluzioni aerospaziali e sviluppare l’integrazione tra trasporto aereo e aerospazio.

Per il Presidente di Aeroporti di Puglia, Tiziano Onesti, intervenuto alla conferenza stampa con l’intero Consiglio di Amministrazione della società “la decisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di individuare l’aeroporto di Taranto Grottaglie quale primo spazioporto italiano destinato a ospitare entro il 2020 voli suborbitali, deve essere per la Puglia e per i pugliesi motivo di orgoglio e soddisfazione.  A fronte della recente designazione della Rete aeroportuale pugliese, anch’essa un caso senza precedenti nel nostro Paese data la designazione per Decreto Interministeriale, siamo in presenza di un ulteriore riconoscimento assegnato all’efficiente organizzazione e dotazione infrastrutturale dei nostri scali, assieme al costante impegno volto a immaginare, definire e attuare ipotesi progettuali  concrete e realizzabili.  “Aeroporti di Puglia - ha concluso Onesti -  mette a disposizione della comunità, non solo di quella pugliese, una nuova opportunità di sviluppo di livello internazionale, fortemente innovativa e di alto profilo tecnologico, scientifico e industrial, un’opportunità che ci auguriamo possa ulteriormente valorizzare la capacità di attrarre investimenti a beneficio della crescita economica e dell’occupazione”.

L’importanza della designazione è stata rimarcata dal Presidente dell’ENAC, Ente nazionale per l’aviazione civile, Vito Riggio, il quale nel sottolineare il ruolo della Regione Puglia e di Aeroporti di Puglia ha ricordato che alla base di iniziative di così alto valore vi sia la capacità dell’ENAC di avviare con profitto interlocuzioni internazionali, in questo caso particolare con la FAA, Federal Aviation Administration – statunitense e la NASA.  “Per la Puglia e per l’Italia - ha dichiarato il Presidente Riggio -  si apre una prospettiva di sviluppo seria. Occorre quindi individuare soggetti industriali da far arrivare su Taranto Grottaglie dove vi sono, secondo le valutazioni del Ministero dei Trasporti, di ENAC e della Regione Puglia le condizioni ideali per sperimentare un nuovo modo di viaggiare. Una grande opportunità che va supportata da un grande impegno comune”.

All’incontro sono intervenuti anche Alessio Quaranta e Alessandro Cardi,  rispettivamente Direttore Generale e  Vice Direttore Generale dello stesso Ente, il sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò, Vito Albino commissario Arti Puglia.

L’Aeroporto di Taranto Grottaglie è stato individuato con provvedimento del Direttore di ENAC quale scalo qualificato a svolgere le funzioni di piattaforma logistica integrata per l’attività di sviluppo, ricerca e sperimentazione di prodotti aeronautici, con particolare riferimento agli aeromobili a pilotaggio remoto, il cosiddetto “Test Bed”. Di qui l’impegno da parte di Aeroporti di Puglia a dare ulteriore forza allo sviluppo dello scalo quale infrastruttura strategica per l’Europa per la crescita del sistema industriale ed accademico al servizio del comparto aeronautico e aerospaziale. In funzione di tale provvedimento sono stati individuati e definiti corridoi segregati di aree e spazi aerei destinati all’attività di sperimentazione che consentiranno, altresì, di disporre di una rete di percorsi propedeutici alla creazione di un network di potenziali test range. In stretta collaborazione con Regione Puglia e con ENAC, Aeroporti di Puglia sta realizzando sullo scalo tarantino investimenti infrastrutturali e tecnologici, mettendo in atto iniziative che valorizzino la  capacità attrattiva di investimenti da realizzarsi nell’area aeroportuale a beneficio della crescita economica, dell’occupazione, dell’export e di altri macro-indicatori economico-sociali, già raggiunti in maniera significativa negli ultimi anni.

Regione Puglia e Aeroporti di Puglia intendono porre a servizio del sistema delle imprese una risorsa di respiro transnazionale che permetta per un verso di offrire servizi integrati attraverso la disponibilità di infrastrutture, tecnologie, procedure e spazi aerei dedicati e per l’altro di favorire la competitività industriale, promuovere l’imprenditorialità e la nascita di nuove imprese nella consapevolezza che la presenza e gli investimenti sull’aeroporto di primarie aziende del comparto possa anche favorire, attraverso il rafforzamento delle relazioni tra il mondo dell’impresa e le Università, l’attività di ricerca e di formazione e creazione di figure professionali indispensabili per il nuovo mercato che lo sviluppo dell’automazione industriale genererà in Puglia, in Italia e in Europa.

Genitori tarantini: lettera aperta al sindaco di Taranto

TARANTO - Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta dei 'Genitori tarantini' al sindaco di Taranto, dottor Rinaldo Melucci.

Dottor Rinaldo Melucci,

a nessuno può essere concesso di affermare che con la dignità dei tarantini non si scherza più e poi chiedere esclusivamente ai sindacati se intravedono un piano B (non si sa se per Taranto o per il mantenimento in vita dell’Ilva). A nessuno è permesso di richiamare le origini spartane della città e poi comportarsi da ilota.

Taranto, innocente lazzaretto alimentato dagli untori di Stato, dovrebbe poter contare sul potere decisionale del suo primo cittadino. E’ il sindaco, insieme alle associazioni e ai cittadini impegnati, che deve avere il coraggio di disegnare il futuro della città. Invece, lei lo chiede ai sindacati, assolutamente assenti per quanto riguarda le tematiche ambientali e sanitarie e capaci di indignarsi e battere i pugni sul tavolo solo per tagli di posti di lavoro e stipendi. I nostri riferimenti restano i medici e non i sindacalisti o gli ingegneri metalmeccanici; anche per lei, quale responsabile della salute pubblica, dovrebbe essere lo stesso.

Per quanto ci riguarda, e riteniamo di non essere i soli, il piano A, l’unico possibile, passa esclusivamente per la chiusura delle fonti inquinanti, la bonifica delle zone inquinate e la riconversione economica e sociale del territorio e dei suoi abitanti. Insopportabilmente troppo alto è stato il prezzo pagato dai suoi concittadini per il tanto pubblicizzato benessere della nazione intera, a cominciare dal disprezzo per la vita dei tarantini e della provincia intera. Nessun rispetto neppure per i nostri defunti, come lei ben sa.

Siamo ormai da anni fermi al capolinea di una produzione che qualcuno anacronisticamente continua a chiamare “strategica” e che tuttavia continua ad alimentare con denaro pubblico, sottraendolo a ben più importanti capitoli (salute, istruzione, ricerca, ambiente, alternative eco-compatibili). Non c’è nulla di “strategico” in  una produzione pagata con malattie e morte. Non c’è nulla di più barbarico, nulla di più antidemocratico. E come si può accettare che si conceda l’immunità penale anche ai prossimi inquinatori, mentre i nostri figli si ammalano e muoiono e diventano solo una fotografia da guardare ogni tanto? Bisognerebbe chiederlo ai tanti, troppi genitori di questa terra tarantina che hanno bagnato di lacrime quelle foto, mettendosi dalla loro parte per domandarsi quale articolo della Costituzione italiana si può spingere fino a questo punto.

Eppure, lei non intravede un piano B. Basterebbe aprire gli occhi per averlo chiaro in mente. Basterebbe guardare Taranto dall’alto per vedere la B che tanto sembra voler cercare. La sua grande B è il mar Piccolo, una delle cose di cui parlammo e che sembrava riscuotere il suo interesse, nell’unico incontro che abbiamo avuto con lei. La sua “grande B” è il mar Piccolo con tutto quello che c’è intorno.

Il piano B glielo suggeriscono le dichiarazioni dei visitatori, affascinati dalla sublime bellezza della città.

Avrebbe motivi sufficienti per sorridere all’idea di un futuro diverso che possa tenere legati alla città, attraverso opportunità di lavoro pulito, i suoi concittadini più giovani; avrebbe motivi sufficienti per vedere diminuire i problemi sanitari ed ambientali e riportare le attuali insopportabili percentuali nelle medie regionali; per fare di Taranto l’esempio mondiale di riconversione economica utilizzando e facendo fruttare le peculiarità del territorio. Visto che lei stesso ha richiamato le origini di Taranto, avrebbe motivi sufficienti per passare alla storia da Spartano e non da ilota.

Le suggeriamo di non dichiarare con tanta superficialità che meno del 50% dei tarantini sono per la chiusura delle fonti inquinanti, utilizzando l’inconsapevolezza per confermare i suoi dati. Regali ai tarantini una visione differente di futuro e poi vedremo di quali percentuali parlare.

Ci permettiamo anche di suggerirle di ascoltare le associazioni attive sul territorio e i professionisti e cittadini che da anni propongono idee qualitativamente interessantissime.

In ultimo, pretendiamo, come cittadini di Taranto una risposta ad una semplicissima domanda: “lei, sindaco di Taranto, responsabile della salute dei cittadini, ci può assicurare che la salute dei cittadini da lei amministrati è certamente tutelata dalle emissioni derivanti dalla zona industriale della città in ogni periodo dell’anno?”

Restiamo in attesa di una risposta che, riteniamo, certamente arriverà.

Genitori tarantini.

Lega: a Taranto aderisce primo consigliere comunale

TARANTO - Nella scorsa settimana sono stati presentati a Bari cinque giovani amministratori pugliesi che hanno aderito alla Lega, il partito di Matteo Salvini che nelle recenti elezioni politiche si è affermato in tutto il Paese come la principale forza del Centrodestra registrando anche in Puglia un significativo consenso elettorale.

Tra questi c’è Donatello Borracci, già candidato Sindaco di Palagiano, primo consigliere comunale della provincia di Taranto ad aver aderito alla Lega.

Nel presentare a Bari le new entry leghiste, il segretario regionale Andrea Carroppo ha dichiarato che «la Lega fonda tutto sul principio di sussidiarietà, ovvero sulla necessità di avvicinare quanto più possibile ai cittadini le scelte. Per questo punta sui Sindaci e sugli amministratori locali, cioè su coloro che sono più vicini alle istanze e ai bisogni dei cittadini. Questi ragazzi hanno un’età media di 33 anni, inferiore alla mia, lo voglio sottolineare. Anche se non si tratta di giovanilismo: a Matteo Salvini, a me e alla Lega tutta non interessano figure logore o poco credibili».

Le parole di Andrea Caroppo disegnano perfettamente l’identikit di Donatello Borracci: eletto per ben 2 volte al Consiglio Comunale seppur all'opposizione, risultando peraltro il più suffragato alle amministrative del 2012 con circa 400 voti, l’anno scorso si è candidato a Sindaco di Palagiano con un raggruppamento civico di ben 7 liste, ottenendo 3.824 voti al ballottaggio.

«Ho deciso di aderire alla Lega – ha detto Donatello Borracci – in quanto è il partito del centrodestra che meglio sta dimostrando di saper ascoltare la gente, con un leader, Matteo Salvini, che ha la capacità di saper parlare al cuore e alla testa delle persone, esprimendo su tutti i problemi posizioni chiare e lontane da quel “politichese” incomprensibile che nasconde l’incapacità di affrontare le problematiche e individuare soluzioni percorribili».

«È la stessa filosofia – ha dichiarato Donatello Borracci – che ha caratterizzato da sempre il mio impegno politico: il linguaggio della chiarezza.

«Ringrazio il Segretario Regionale Andrea Caroppo ed i parlamentari pugliesi della Lega – ha concluso Donatello Borracci – per avermi accolto calorosamente in squadra. Per chi come me vive la politica come passione e vocazione, il ritorno alla militanza partitica, dopo la parentesi civica, sempre nella mia area politica di riferimento, ovvero il centrodestra, non può che essere accompagnato da un rinnovato entusiasmo. Spero che questo entusiasmo possa contagiare tanti giovani e donne a voler intraprendere l'impegno politico, a difesa degli interessi del nostro territorio».

Tutto pronto per 'Buongiorno Ceramica!', a Grottaglie un percorso alla scoperta dell’antica arte

GROTTAGLIE (TA) - Il 19 e il 20 maggio 2018 si rinnova l’appuntamento con Buongiorno Ceramica!, l’evento dedicato all’arte della ceramica, che si tiene in quaranta città in tutta Italia, le città dove è radicata la tradizione di quest’arte plurisecolare. Un arcobaleno d’iniziative, idee, colori per riscoprire il valore e la bellezza contemporanee della ceramica artistica.

A Grottaglie, capitale della ceramica in Puglia, nel prossimo weekend si susseguiranno performance, laboratori, animazione, aperitivi in bottega e molto altro. Un evento imperdibile per scoprire o riscoprire la ceramica, per conoscerne le tecniche e per entrare a contatto con i maestri figulini. Una kermesse capace di far emergere il piacere di modellare e dipingere, ma anche il desiderio di scoprire l'artigianato d'arte.

Le iniziative in programma, in continuo aggiornamento, sono consultabili sul sito www.buongiornoceramica.it e si svolgono in contemporanea nell'arco della due giorni nelle 40 città di antica tradizione ceramica in tutto il territorio nazionale mentre sono in corso rapporti con tanti altri Paesi europei e già hanno confermato la partecipazione Austria, Croazia e Portogallo.

BUONGIORNO CERAMICA! Grottaglie 
Ingresso gratuito
Quando: 19-20 maggio  2018 dalle 10.00 alle 24.00

Per informazioni:
Info-Point Turistico Grottaglie
GROTTAGLIE, c/o Castello Episcopio - Largo Maria Immacolata
Tel. 099 5623866 - Numero verde 800 545333
infopoint@comune.grottaglie.ta.it
Fb: Info-Point Grottaglie / Museo della Ceramica di Grottaglie
Instagram: infopointgrottaglie

Pisicchio oggi a Taranto per convegno su politiche abitative

BARI - L’assessore regionale alle Politiche Abitative e alla Pianificazione Territoriale, Alfonso Pisicchio, sarà domani, lunedì 14 maggio, a Taranto per partecipare a “L’illegalità si combatte costruendo la legalità”, il convegno organizzato da Ataij, l’Associazione per la tutela degli interessi di assegnatari e inquilini di terra jonica. L’appuntamento è alle ore 17 nell’ex aula consiliare della circoscrizione Tamburi-Lido Azzurro.

Canottaggio: il Cus Bari trionfa ai Campionati italiani universitari

(ph: Battista)
TARANTO - Il CUS Bari Centro Sportivo Unversitario Campione D’Italia, di Canottaggio, Canoa e Kayak ai CNU 2018. Si sono svolte nel lungo weekend a Taranto le gare dei Campionati Nazionali Universitari edizione 2018, con le prove di canottaggio, canoa e kayak nell’area del Mar Piccolo. Undici i Centri sportivi Universitari presenti, con otre 300 atleti. Al termine delle giornate di gara sono stati assegnati i titoli per la Canoa e il Canottaggio.

CANOTTAGGIO. Sulle distanze dei 500, 1000 e 2000 metri. A vincere più titoli in assoluto nella due giorni di gare è stato il CUS Bari che ne ha vinti nove, conquistando anche la prima posizione nella classifica generale complessiva con lo score di 165 punti, davanti al CUS Pavia, che ha totalizzato il punteggio in classifica di 152 e si è aggiudicato otto titoli. Sugli scudi anche il CUS Insubria che ha vinto sei titoli piazzandosi al quinto posto nella classifica generale con il punteggio di 63. Tre CUS che hanno portato a casa in totale 23 titoli sui 31 in palio a Taranto. Straordinarie prestazioni dei canottieri cussini baresi, che si confermano nell'elite d'Italia e hanno conquistato 19 medaglie. Per quello che riguarda l'ultima finale disputata dominata dal CUS Bari, quella dell'otto maschile, a vincere sono stati Emanuele Fiume (Fiamme Gialle Campione del mondo in doppio junior), Michele Quaranta (Marina Militare Campione Mondiale under 23 pl), Raffaele Giulivo (Marina Militare e campione del mondo), Andrea Maestrale (Marina Militare e campione del mondo), Loconsole Samuele (Canottieri Telimar) , Carlo Alberto Vedana e Riccardo Ricci (CUS BARI e campioni d’Italia nel 2+ universitario e 2 jole) e Antezza Andrea(CUS Bari), timonati da Agnese Dezi (CUS Bari), alle cui spalle sono giunti CUS Pavia e CUS Genova. Per loro gli applausi dalla balconata del circolo Sott’ufficiali della Marina Militare, che ha accolto nelle giornate interessate dalle gare, ospiti eccellenti, Insieme a loro, si sono distinti altri atleti del CUS Bari, già medagliati nelle precedenti edizioni dei Campionati Universitari: Antongiulio Prete, Luca De Giosa, Agnese Dezi, Antonio Laraspata. Hanno trionfato con il CUS Bari, anche nel quattro con mettendo al collo la medaglia più pregiata Mario Castoldi, Stefano Morganti, Marco Venturini, Cristiano Bortolotti e Andrea Riva (tim) . in trionfo i colori del CUS Bari anche nel due con Samuele Loconsole, Marco Spinosa e Agnese Dezi superando il CUS Ferrara. Tra gli esordienti hanno gareggiato Diletta Berardi, Natascia Cavallo e lo svedese Jaakoo Pulkammen, giunto a Bari per studiare Medicina in Lingua Inglese. Della divisione universitaria, anche atleti della società Pro-Monopoli, come Marco Spinosa (campione italiano 8 pl), Ilenia Fiume e Laura Ruggiero. Ancora, dalle società remiere pugliesi proviene Giuseppe Marasciulo (Monopoli 2005), che nello scorso anno è stato medaglia d’oro nel Campionato Italiano di Società. Dalla Canottieri Telimar proviene invece Samuele Loconsole. Dal gruppo Vigili del fuoco arriva Paola Piazzolla mentre dalla Canottieri Padova è migrata a studiare a Bari la veneta Asja Maregotto (campionesse del mondo in 4x pl).

CANOA. I Campionati Nazionali Universitari 2018 che hanno assegnato i titoli sulle distanze dei 200, 500 e 1000 metri Numeri importanti e qualità degli atleti in gara, a dimostrazione che il il difficile binomio sport-università è possibile, grazie soprattutto al supporto dei numerosi centri universitari sportivi affilati alla FICK. In classifica generale vince la squadra di casa del CUS Bari, che va al comando della classifica con 289 punti: l’ateneo barese, si aggiudica la vetta grazie anche ai numerosi atleti della Marina Militare presenti in qualità di studenti Uniba; segue in seconda piazza con 283 punti il CUS Pavia, mentre terzo l’ateneo meneghino sotto i colori del CUS Milano con 203. Buon risultato per i colori biancorossi sotto il sole pugiese per la Canoa, che ha conquistato 18 medaglie , con54 atleti fisici che hanno partecipato a 199 atleti gara e dato vita a 112 equipaggi. Tra loro Giuseppe Anaclerio (già campione italiano K4 under23), Luca Marzano, Christian Carulli, Fabrizio Casilli, Alessio Bottalico, Samuele De Palo, Ilaria Nitti (pluricampionessa italiana), Flavia Bianchini e Alessia Aragona, a cui si aggiunge Marco Triggiani, della società barese Marton. Ma anche i canoisti della della Marina Militare Michele Bertolini, Carmelo Laspina e Achille Antonio Di Caterino (plurimedagliati in competizioni nazionali e internazionali). Sui 1000m nel K1 maschile, oro al CUS Bari con Antonio Achille Di Caterino, Di Caterino si conferma anche sulla media distanza dei 500m, davanti a Bernocchi (CUS Milano) e Bertolini (CUS Bari) Nell’ammiraglia del C4 500m maschile è il CUS Bari con Casilli, De Palo, Somma e Marzano a primeggiare sul CUS Pavia, conquistando il titolo di Campioni d'Italia. Tripletta per il CUS Bari che dopo l’oro nel K1 1000, nel K1 500 domina anche i 200m grazie al fuoriclasse Michele Bertolini. Lo stesso, in coppia con Carmelo La Spina si impone anche nel K2 200m, su Bernabei - Tovo ( e Millia - Mezzadra (CUS Pavia). Conclusione d'argento nella staffetta K1+K2+K4 del CUS Bari di Bertolini, Di Caterino, La Spina, Anaclerio, Triggiani, Bottalico e Marzano. Nella canadese monoposto femminile argento per Ilaria Nitti (CUS Bari) “ Felice e sorridente l presidente del CUS Bari Giuseppe Seccia che spiega - i CNU sono una manifestazione di rappresentativa che mette a confronto, nella varie discipline sportive, i migliori atleti iscritti agli atenei nazionali, attraverso i rispettivi CUS.

Grande soddisfazione per i risultati raggiunti in un evento che inserito nel programma ufficiale del Centro Universitario Sportivo Italiano, è stato in questo anno organizzato dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e dal CUS Bari, grazie alla collaborazione della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare.Ora mi auguro che si risolvano i divieti di allenamento per i nostri ragazzi nello specchio d’acqua davanti al CUS. Una questione davvero assurdo. Ringrazio la Capitaneria di Porto, e in particolare Marina Militare per quanto ha fatto per la buna riuscita dell’evento a Taranto”.

”La vittoria di questi CNU per il canottaggio- dice il capo sezione canottaggio CUS Bari Marco Fanelli - è da riconoscere a tutti i partecipanti, perché ognuno ha contributo con i propri risultati ad ottenere il medagliere. Dopo oltre 30 anni la sezione canottaggio del Cus Bari diventa di riferimento nazionale universitario. Voglio ringraziare tutti i partecipanti, il centro universitario sportivo barese, i tecnici e i dirigenti che li hanno preparatiin maniera straordinaria e messi in condizione di arrivare a questi risultati".

Ugl: Ilva e le scatole cinesi

TARANTO - In data 10 maggio è avvenuto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’ennesimo incontro in merito alla vertenza Ilva che, dopo tanti mesi di trattativa, ha portato ad una proposta di accordo, che definiamo semplicemente inaccettabile. E’ evidente quanto poco interessi stabilire dei punti fermi sotto l’aspetto ambientale, non citato dettagliatamente nello stesso, definendolo scarso e non adeguato per tutelare la città di Taranto ed i lavoratori al suo interno. La proposta prevede discontinuità lavorativa, nonostante sia stata aperta proprio dagli acquirenti, una procedura con art. 47 (rigettata dalle OO.SS.) che parla di continuità lavorativa per i dipendenti diretti.

I dipendenti dell’appalto, i primi a subire le conseguenze di questa trattativa, nella proposta non ricevono alcun tipo di cautela, se non quella di prediligere aziende del territorio, a parità di costi. Non dimentichiamo che in questi anni di amministrazione straordinaria, i dipendenti dell’indotto hanno percepito a singhiozzo e in ritardo, lo stipendio spettante. Una clausola sociale dimenticata per migliaia di lavoratori che appartengono a questa categoria.

Il piano industriale presentato sin dalle prime battute, illustrava chiaramente una produzione in aumento nei cinque anni previsti dallo stesso, mentre per lo stato occupazionale (diretti), che al momento è composto da circa 14.000 lavoratori impiegati in tutta Italia, AM INVEST CO propone una riduzione a 8500 lavoratori diretti, un numero di lavoratori inversamente proporzionale alla produzione, quando in realtà all’aumentare della produzione dovrebbe aumentare l’occupazione. Avevamo intravisto delle speranze per i diretti quando hanno proposto per loro, anche se in discontinuità, il contratto indeterminato. Sembrava quasi una conquista, peccato che abbia la validità di 5 anni circa, cioè la durata del piano industriale e ambientale.

Una parte dell’accordo proposto che definiamo “geniale” è il sistema delle scatole cinesi, con l’apertura di una società denominata “Servizi Per Taranto” costituita da ILVA e INVITALIA (quest’ultima ricordiamo essere di proprietà del Ministero dell’Economia, quindi sempre costituita con denaro pubblico), ove “alloggiare” 1500 lavoratori terzializzati. Questa nuova società inoltre, è aperta ad eventuali partecipazioni di soggetti pubblici o privati, nella quale saranno impegnati i lavoratori in CIGS di ILVA a rotazione.

Con questa soluzione, l’acquirente afferma, con l’avvallo del Governo, esserci una prospettiva di lunga durata lavorativa, ci piacerebbe capire cosa intendono con il termine duratura. Un ulteriore notevole investimento, pari a circa 200 milioni di euro, hanno pensato bene di stanziarlo per incentivare l’esodo dei lavoratori, piuttosto che utilizzarli per l’ambiente e la sicurezza, oramai passata di moda all’interno del siderurgico, ove quotidianamente avvengono episodi che mettono a rischio l’incolumità dei lavoratori.

A quest’ultimi, nell’accordo si stabilisce che non verrà riconosciuto il Premio di Risultato per come previsto dagli accordi vigenti, ma verrà reso variabile a partire dal 2021. Nell’accordo si propone di far sottoscrivere ai metalmeccanici anche il passaggio di CCNL da elettrico a metalmeccanico, per i dipendenti della società presente nel gruppo, come partecipata, Taranto Energia. Il CCNL Elettrico appartiene ad un’altra federazione e pertanto deve essere eventualmente concordata, qualsiasi proposta, con i rappresentanti sindacali della stessa.

Ai dipendenti della suddetta oltre a voler cambiare il CCNL di appartenenza non determinano alcuna garanzia, citando la società superficialmente e senza mai aver incontrato le OO.SS. di riferimento, un vero e proprio abuso, mettendo tutto in un calderone per un tentativo di accordo veloce pieno di incertezze e privo di un futuro a lungo termine. AM InvestCo che si presenta inizialmente con prospettive brillanti, presentate da due bellissime slide sul piano industriale e ambientale, inizia il suo “investimento” sul nostro territorio con un accordo fenomenale: concorda col Governo che per tutta la durata del piano ambientale e industriale potrà avere accesso alla CIGS e utilizzare la terzializzazione con una società di servizi all’interno della quale far ruotare i lavoratori in CIGS di Ilva, a dir poco impensabile.

Durante questa lunghissima trattativa, il sindacato ha espressamente ribadito che: ambiente e sicurezza, esuberi zero e continuità lavorativa fossero punti inderogabili per l’avanzamento della trattativa stessa. Purtroppo però, “involontariamente” al Governo è sfuggito di informare i Sindacati che durante la trattativa, a giugno 2017, aveva già sottoscritto un contratto con i nuovi acquirenti ben dettagliato, con regole già stabilite, un atteggiamento questo che riteniamo offenda l’intelligenza della delegazione trattante, dei lavoratori e dei cittadini del territorio tarantino.

Ci aspettavamo che il creatore di Ilva, cioè lo Stato, non si garantisse un’uscita dai problemi derivati dall’azienda a scapito dei lavoratori e lasciando le responsabilità ai futuri acquirenti, ma che garantisse quanto meno lo stato occupazionale e il ripristino dei danni ambientali, creati dallo stesso Stato in primis e successivamente dai privati ai quali fu ”svenduta” l’Ilva. Senza dubbio la trattativa deve essere svolta dalle Segreterie Nazionali del CCNL di appartenenza al Mise, crediamo a questo punto, con un nuovo Governo, ma ribadiamo la necessità di avere un territorio tarantino unito sindacalmente e politicamente che possa essere da supporto a chi svolge questa difficile trattativa sui tavoli ministeriali.

Abbiamo un’ultima opportunità di sistemare un passato indecente ed un presente disastroso, unendoci potremo solo portare al territorio la miglior soluzione possibile a tutela di tutto quello che questa città ed i lavoratori, meritano. E' quanto reso noto da una analisi dettagliata della segreteria confederale della UGL di Taranto con la collaborazione della RSU UGL di Taranto Energia, Concetta Di Ponzo, il Segretario Provinciale UGLM con delega Ilva, Andrea Ferraioli, il Segretario Provinciale UGLM Domenico Gigante, neo RSU UGL appalto Ilva, Michele Manfredi e coordinata dal Segretario Confederale UGL di Taranto, Alessandro Calabrese.

Emiliano a Palagiano per intitolazione scuola a Nicola Ruffo: "Mantenere viva la sua memoria"

PALAGIANO (TA) - “Con il cuore dico grazie a Palagiano, alle istituzioni scolastiche, all'Amministrazione e ai cittadini che hanno fatto questo gesto di grande sensibilità ma anche di grande intelligenza. Lo dico ai ragazzi che sono presenti a questa cerimonia, oggi parliamo di un marito, di un papà che è assolutamente identico a tanti mariti e padri, che non aveva mai pensato né di fare l'eroe né di fare gesti eclatanti nella vita. Un uomo garbato, di poche parole che non aveva mai mancato di rispetto a nessuno e mai aveva utilizzato la forza e la violenza verso qualcuno. Che non aveva pensato di dedicare la vita a contrastare il crimine. Era una persona normalissima che però di fronte ad una situazione di pericolo ha avuto una reazione nobilissima e istintiva per proteggere chi gli era vicino. Ha tentato di dare una mano. Una reazione che dimostra senza equivoci la natura e l'essenza di quell'uomo, Nicola Ruffo. Noi perdemmo quel giorno il marito, il papà, il nonno e come comunità abbiamo perso una bella persona. Quindi stiamo qui ricordando un uomo che non aveva progettato di andare a finire sui giornali o di fare una vita che lo mettesse in evidenza, ma che custodiva dentro valori ben strutturati, tanto da diventare oggi un esempio per tutti.

Ringrazio Libera e l’intuizione fenomenale di don Luigi Ciotti di organizzare e mettere insieme tutte le associazioni antimafia d'Italia, creando una rete grande e forte. Immaginate che poi Libera ha messo insieme anche i Sindaci contro le mafie attraverso Avviso Pubblico. Stiamo ricordando Nicola in una scuola, in un posto dove i ragazzi, conoscendo i nomi e le storie di queste persone, diventano parte della organizzazione per il bene.

Intitolare una scuola a qualcuno non è un atto retrospettivo, è un atto di prospettiva, cioè è quello che vi impegnate a fare da oggi in poi per onorare il nome di questo piccolo grande uomo. Grazie a tutti, questa è veramente una bella giornata”.
Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo oggi a Palagiano (Ta) presso l’istituto comprensivo “Gianni Rodari” al convegno  “L’importanza della memoria per sconfiggere le mafie”, giornata dedicata a Nicola Ruffo, palagianese, vittima di mafia, assassinato a Bari il 6 febbraio del 1974 durante una rapina  in una tabaccheria del centro, nel tentativo di tutelarne la proprietaria indifesesa.

Presenti il dirigente scolastico Pietro Rotolo e di Preneste Anzolin (già dirigente del “Rodari”); il sindaco di Palagiano Domiziano Pio Lasigna; il responsabile coordinamento “Libera” Taranto e “Libera Memoria” Puglia Alessandro Tedesco; il vicepresidente nazionale “Libera” e “Libera – Memoria” nazionale Daniela Marcone; il Prefetto di Taranto Donato Giovanni Cafagna e di la figlia di Nicola Ruffo, Pasqualina Ruffo.

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, quando era sindaco a Bari, a Ruffo volle anche intitolare una strada della città. Dopo il convegno c’è stata la scopertura della targa di intitolazione del plesso scolastico a “Nicola Ruffo concittadino, vittima di mafia e medaglia al valor civile”.

A Taranto seminario 'Gli aspetti fiscali della Riforma del Terzo settore'

TARANTO - Il 28 giugno dello scorso anno sono stati definitivamente approvati dal Consiglio dei Ministri i decreti legislativi relativi al Codice del Terzo settore (CTS), alle imprese sociali ed all’istituto del 5 per mille, in attuazione della Legge delega n. 166/2016

Una delle novità introdotte dalla riforma riguarda il regime fiscale degli enti del Terzo settore (ETS), a cui il Codice del Terzo Settore (D.L. 117/2017) dedica gli articoli da 79 a 89, che ridefinisce l’intera disciplina e cerca di fare ordine, in primo luogo, sulla distinzione tra attività commerciale e non commerciale.

Nonostante il nuovo codice sia in vigore dallo scorso mese di agosto, al momento la parte fiscale non è ancora interamente applicabile alle associazioni e agli altri Enti del Terzo Settore, lo sarà solamente a seguito dell’approvazione da parte della Commissione Europea.

È comunque importante comprendere quali siano i tratti caratteristici del nuovo regime fiscale delineato dalla Riforma con particolare riferimento alle modalità di applicazione della disciplina per le Organizzazioni di volontariato.

A tal fine il Centro Servizi Volontariato di Taranto ha organizzato, con il patrocinio dell’Assessorato al Welfare del Comune di Taranto, il seminario formativo “Gli aspetti fiscali della Riforma del Terzo settore”, iniziativa che si terrà, alle ore 16.00 di martedì 15 maggio, presso il Salone degli Specchi di Palazzo di Città di Taranto.

La partecipazione al seminario è gratuita, anche se per motivi organizzativi si richiede di confermare la partecipazione compilando la scheda di iscrizione on line disponibile sul sito www.csvtaranto.it.

Il seminario sarà aperto dai saluti di Simona Scarpati, assessore al Welfare, politiche giovanili e dell’integrazione del Comune di Taranto, e di Francesco Riondino, presidente C.S.V. Taranto, mentre l’introduzione sarà affidata a Piero D’Argento, docente Lumsa Taranto ed esperto di programmazione sociale.

Il seminario sarà condotto dall’avvocato Alessandro Mazzullo, noto tributarista che ha fatto parte del Tavolo tecnico istituito dal Governo per la Riforma del Terzo settore; docente della Scuola Superiore di Economia & Finanza, ha all’attivo diverse pubblicazioni in materia, tra cui anche “Il nuovo Codice del Terzo Settore: profili civilistici e tributari” edito da Giappichelli Editore.

Il seminario si concluderà con il question time nel corso del quale i partecipanti potranno porre quesiti sull’argomento all’insigne relatore.

Sono diversi i temi trattati nel seminario: l’​inquadramento civilistico della Riforma, l’inquadramento fiscale degli Enti del Terzo Settore (qualifica di enti commerciali - non commerciali), le attività de-commercializzate, le principali agevolazioni fiscali e, infine, il regime transitorio.

Ilva, Emiliano: "Molto irritato con il Pd"

BARI - "Devo constatare che il ministro dello sviluppo economico, dopo il disastro procurato nella trattativa Ilva Taranto, seguita ad analogo disastro nella vicenda Alitalia, chiede e ottiene solidarietà per le mie dichiarazioni, da alcuni esponenti del PD, partito al quale si è iscritto dopo le ultime elezioni nelle quali ha sostenuto invece la Lista Bonino.

Sono molto irritato con il PD e con i governi del PD per quanto concerne la vicenda Ilva Taranto.

Mai mi è stato concesso - se non in un breve colloquio con il Presidente Gentiloni interrotto dagli insulti (letteralmente) di un ministro PD presente all’incontro riservato - di parlare col PD e con i governi del PD della vicenda dell’Ilva di Taranto.

E delle soluzioni (decarbonizzazione) che la Regione Puglia voleva suggerire per garantire insieme la salute dei cittadini e la produzione.

Dov’erano il PD ed i governi del PD quando il ministro dello sviluppo economico escludeva la Puglia dal Tavolo nazionale Ilva?

Perché nessuno dei difensori del ministro dello sviluppo economico ha mai dato solidarietà alla Puglia per questa assurda esclusione che denuncio da due anni in ogni direzione del Partito in cui ho preso la parola?

Adesso la trattativa Ilva è fallita a prescindere dalla Regione Puglia.

Quel ministro ha fallito non solo perché è un incapace (puó succedere che un incapace divenga ministro senza la benché minima esperienza politica e senza avere mai vinto un’elezione), ma soprattutto perché non si è mai fatto carico dei sentimenti e degli interessi nè dei cittadini tarantini nè dei lavoratori dell’Ilva.

Si vergognino tutti gli esponenti del PD che difendono l’indifendibile ministro dello sviluppo economico e i governi dei quali ha fatto parte, questi ultimi con esclusivo riferimento alla vicenda Ilva di Taranto.

Ricordino piuttosto che il Presidente della Regione Puglia è uno dei fondatori del PD nel 2007; ha portato sempre alla vittoria il Centrosinistra in tutte le competizioni elettorali nelle quali lo ha rappresentato, da ultimo nel 2015 senza neppure il sostegno del segretario nazionale protempore che rifiutó di essere presente in campagna elettorale a causa della solidarietà che avevo espresso al mondo della scuola.

Non si lamentino dunque coloro che hanno difeso il ministro dello sviluppo economico, che la Puglia speri di avere col prossimo governo (del quale non farà parte il PD) più amicizia e rispetto di quanta non ne abbia avuti dai governi PD.

Perchè devono sapere che difficilmente qualcuno potrà fare peggio dei governi del PD.

Hanno paura questi esponenti che il ministro abbandoni il Partito?

Dovrebbero preoccuparsi, come faccio io, dei milioni di italiani, di militanti, di deputati e senatori, di amministratori che hanno abbandonato quello che era il più bel partito della sinistra europea, distrutto da prepotenza, arroganza e opacità della sua recente dirigenza.

Noi continuiamo a combattere ed a farci insultare da questi esponenti del PD ai quali spero un giorno di poter presentare di nuovo un Partito che lotta per il lavoro, per la salute e per la giustizia e non solo per gli interessi di grandi lobbies". Lo scrive, sulla sua pagina Facebook, Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia e leader di Fronte democratico (Pd).

Taranto e Corato festeggiano San Cataldo


di VITTORIO POLITO – In questi giorni si celebra a Taranto San Cataldo, nato a Munster (Irlanda) all’inizio del VII secolo e, dopo essere stato monaco e abate del Monastero di Lismore, divenne vescovo di Rachau. Durante un pellegrinaggio in Terra Santa, morì a Taranto, ove fu sepolto nella Cattedrale. Nel 1094, in occasione della ricostruzione dell’edificio, distrutto dai saraceni, fu ritrovato il corpo ed i tarantini lo considerarono loro vescovo.

Il 10 maggio è infatti il giorno in cui la Chiesa universale ricorda San Cataldo di Rachau, vescovo irlandese, è caro alla Puglia tanto da diventare non soltanto il Santo Patrono di Taranto, ma anche di Corato (BA).

Gaetano Bucci, scrittore e docente di Lettere a Corato, pubblicò qualche anno fa il volume “Alla San Cathal” (Edizioni Tipolito Martinelli s.n.c. Corato), nel quale descrive la vita del Santo venuto dall’Irlanda a Taranto, tra storia e leggenda, e la sua “elezione” anche a protettore della città di Corato col sostegno dei Frati francescani. Viene anche presentato il fascino della Grande Festa in suo onore in prosa, per immagini e in poesia.

San Cataldo è, come pochi, un Santo che incanta e affascina, sia per aver migrato ed essersi spostato in terre lontane, che per aver rappresentato con la sua vita di monaco, di pellegrino e di evangelizzatore un antesignano del cristiano che vive alla ricerca della fede e della sua testimonianza.

La “magnificenza” della figura del Santo definì e accompagnò il suo culto sin dalle origini. Dopo l’anno Mille, lentamente, si iniziò a venerare San Cataldo in alcune città rivierasche del sud Italia (Taranto, Barletta, Catania, Palermo e lungo le coste della Campania, fino a giungere al nord Italia (Supino e Verona).

L’autore passa in rassegna la storia e le leggende popolari. Il nome del Santo, che rappresenta un “nodo” mai veramente sciolto a causa della incertezza del nome originario “Cathal”, che pare derivare dal nome irlandese “Cathail” che significava “forte in guerra”. Da quest’ultimo nome, deriverebbe il cognome di “Cahill”, diffuso sia in Irlanda che negli Stati Uniti d’America. Nella “vicenda agiografica” del Santo il nome di riferimento diviene “Cathaldus o Cataldus”, da cui è poi derivato il nome “volgare” o “italianizzato” di Cataldo.

Nel volume vengono descritti il tempo, i luoghi, l’origine irlandese del Santo, il viaggio in Terra Santa, l’arrivo a Taranto, la predicazione e i miracoli. Viene ricordata l’origine del culto di San Cataldo a Corato e la eredità del Francescanesimo. Inoltre, si parla della Festa Grande di San Cataldo a Corato che è frutto di una lunga e complessa gestazione nella quale vi sono tracce bizantine, spagnole e barocche. Anche le feste dedicate a San Cataldo in Italia e all’estero vengono ricordate, compresa quella dei coratini a Torino che è stata la città che ha registrato il maggior numero degli emigranti di Corato, i quali sono riusciti non solo a darsi grande dignità e prospettiva, ma anche a mantenere e rinsaldare i legami con la città di origine.

L’autore ha anche inserito 60 sonetti in dialetto coratino “Le senett”, nel desiderio di recuperare e conservare l’anima più genuina e popolare del culto e della festa di San Cataldo a Corato (10 maggio), oltre al dialetto. Il numero dei sonetti, che rappresentano presumibilmente gli anni di vita del Santo, ripercorrono in una sorta di ‘saga paesana’, tutti i contenuti, le tradizioni e le storie più direttamente legate al Santo protettore di Corato ed al suo culto, richiamando momenti di storia della stessa città. La trascrizione in italiano dei sonetti allarga la fruizione degli stessi, anche se la resa, sul piano linguistico-espressivo e su quello ritmico-fonetico non è la stessa cosa. Alcuni sonetti sono stati tradotti in inglese, in segno di omaggio all’Irlanda ed alla città di Lismore, anche in considerazione del carattere europeo ante-litteram e trans-nazionale di San Cataldo.

A Corato, San Cataldo pellegrino e santo predicatore, assume anche il significato di “protettore della comunità”, soprattutto per i disastri naturali e le disgrazie collettive che la città ha subito nel passato.

Una ricca iconografia a colori e b/n, con le immagini del Santo, con la preziosa statua in argento, e di varie manifestazioni e una nutrita bibliografia, completano l’interessante volume finalizzato a soddisfare non solo le esigenze dei devoti di San Cataldo, degli abitanti di Corato e di Taranto, ma anche quelle degli studiosi e dei cultori della materia.
La copertina è del prof. Francesco Granito.

Taranto, gli studenti dell’I.C. Moro lanciano il gadget della città: nasce la 'Hemp Bag', la borsa completamente eco

TARANTO - Si è appena concluso il progetto RivogliAMO Taranto… in startup: Taranto ha il suo gadget sostenibile da presentare ai turisti e alle scuole di G.R.E.E.N. in Europe.

Una borsa ecosostenibile realizzata interamente in canapa e contenente una piantina con le più belle attrazioni della città di Taranto: è il gadget che un gruppo di studenti dell’ I.C. Renato Moro ha realizzato in occasione del progetto “RivogliAMO Taranto… in startup”, che si inserisce nel percorso ERASMUS Plus, “G.r.e.e.n. in Europe”, di cui la scuola è capofila e che sta coinvolgendo Italia, Bulgaria, Gran Bretagna e Spagna.

G.r.e.e.n. in Europe – Green Entrepreneurial Education Network in Europe – è l’innovativo ed entusiasmante percorso formativo, durato quasi tre anni e fortemente sostenuto dalla DS della Renato Moro, Loredana Bucci, che si concluderà la prossima settimana con un meeting finale a Taranto.

Il progetto è nato con l’obiettivo di scambiare e diffondere tra i docenti e gli alunni di alcuni Paesi della Comunità Europea le “buone pratiche” di vita sana e di sviluppo economico sostenibile, capaci di contagiare, disseminare, diffondere iniziative, percorsi e prassi didattiche volti a far acquisire alle giovani generazioni, e quindi ai futuri cittadini del mondo, le conoscenze e le competenze fondamentali per maturare uno stile imprenditoriale e uno stile rispettoso dell’ambiente, a partire proprio dalla scuola del primo ciclo.

Il principale obiettivo del primo anno è stato lo scambio delle “buone pratiche” nel campo del Green lifestyle, della green economy e dello sviluppo sostenibile fra i tre Paesi partner: Paesi Baschi (Bermeo/Bilbao), Galles (Gilwern) e Bulgaria (Sofia).

L’altro obiettivo è stato la formazione e l’autoformazione dei docenti e degli alunni sui concetti di sostenibilità per mezzo di  scambio di risorse o documenti utili e di risorse via web.

Da qui la necessità di acquisire e maturare competenze tecnologiche certificate attraverso un percorso mirato di formazione realizzatosi nel kich off meeting svoltosi a Taranto nel novembre 2016.

Questa opportunità formativa ha permesso di superare le distanze fisiche tra le varie scuole e gli attori coinvolti, favorendo la collaborazione online.

Alla base di queste buone pratiche è stato indispensabile maturare e implementare, nel corso dell’attività curricolare, competenze tecnologiche, linguistiche (inglese), di comunicazione pubblicitaria, di spirito di iniziativa e di imprenditorialità attraverso la stesura di semplici business plan.

Ed è proprio dal business plan che gli studenti coinvolti nel progetto “RivogliAMO Taranto… in startup” sono partiti per la creazione della HEMP BAG – questo il nome della borsa ecosostenibile –; borsa che, oltre a rappresentare l’esempio perfetto di imprenditorialità “green”, è un messaggio positivo per la città di Taranto.

Fondamentale è stato il supporto dei professori Luca Battista, Lucia Renò e Margherita Tagliente che – affiancando l’esperta, Stefania Ressa – hanno accompagnato per mano i ragazzi.

Perché la canapa? La canapa è una fibra tessile coltivata a Taranto; è una fibra potente che ha la capacità di ripulire l’aria dagli agenti inquinanti.

Sulla borsa – che sarà presentata durante la settimana dell’Erasmus dal 14 al 18 maggio alla presenza delle delegazioni di docenti degli alunni baschi, del Galles e bulgari e delle istituzioni locali – è stato cucito, inoltre, il logo stampato in 3D.

Per realizzare questo compito, gli studenti sono stati divisi in gruppi; a ciascun gruppo è stato assegnato un ruolo professionale ben definito.

Il logo di HEMP BAG è stato creato dal “gruppo design”, che ha inventato il nome e l'identità del marchio. Il “gruppo commerciale” si è occupato della definizione dei costi del prodotto e degli obiettivi di redditività.

Il “gruppo social media” ha creato una strategia per lanciare la borsa di canapa sul mercato attraverso i principali social network: Facebook e Instagram, soprattutto.

Il “gruppo stampa” ha lanciato l'annuncio a giornali, blog, radio e canali online e offline. Il gruppo “web designer”, infine, si è occupato della creazione del sito web.

In sintesi, possiamo affermare di avere a Taranto la prima startup fatta integralmente da studenti della scuola media.

Barilla rilancia da Taranto la filiera cerealicola high-tech

TARANTO - Per la prima volta un convegno sul grano duro di livello nazionale è stato realizzato a Taranto, il 7 maggio presso la locale Camera di Commercio, e non in altre zone di maggiori tradizioni cerealicole del Meridione.

Ma non è un tentativo di “invasione di campo”, come ha sottolineato il Presidente di Confagricoltura Taranto, Luca Lazzàro, che ha confermato il leale sostegno della sua organizzazione alla candidatura di Foggia quale sede della costituenda CUN (Commissione Unica Nazionale), il nuovo organismo che rileverà settimanalmente il prezzo delle principali qualità di grano duro italiane.

Il convegno “Quali scenari nel mercato del grano duro?”, organizzato da Confagricoltura Taranto e dal Consorzio Global Fresh Fruit, è stato aperto dai saluti di Vincenzo Cesareo, vicepresidente della locale Camera di Commercio e presidente di Confindustria Taranto.

I lavori, moderati da Herbert Lavorano, coordinatore OP Italia Cereali e redattore de “L’informatore agrario”, sono entrati nel vivo con l’intervento via Skype di Piero Toscano, ricercatore IBIMET (Istituto di Biometeorologia) del CNR di Firenze.

Il ricercatore CNR ha presentato la piattaforma “Agrosat”, un progetto realizzato da IBIMET CNR di Firenze e di Foggia (Ibimet-Cnr, Dipartimento bioagroalimentare-Disba) in collaborazione con Barilla S.p.a.

Il sistema Agrosat, online e gratuito, è uno strumento di supporto alle decisioni dell’agricoltore che consente di ottimizzare le tecniche di coltura, in particolare supportando la gestione della concimazione attraverso tecniche di agricoltura di precisione.

Grazie ad Agrosat è stato fornito ai produttori cerealicoli della Toscana, dell'Emilia-Romagna e della provincia di Foggia, un quadro della variabilità temporale di biomassa in campo e l’elaborazione di mappe di prescrizione per la fertilizzazione, mediante spandiconcime a rateo variabile.

Piero Toscano, dopo aver sottolineato che in Italia solo l’1% della superficie agricola è destinata all’impiego delle tecniche di precisione in agricoltura (dato Mipaaf 2015), percentuale che in Francia, Germania e Regno Unito supera ampiamente il 20% e negli Stati uniti persino l’80%, ha spiegato che «per chi non disponesse di mezzi di ultima generazione, Agrosat permette di navigare le mappe di prescrizione così da abilitare in tempo reale una razionalizzazione delle concimazioni: sarà sufficiente uno smartphone o un tablet per monitorare la propria posizione sulla mappa e dosare il rilascio di concime in base a quanto prescritto!»

Dopo una prima fase sperimentale, ora Agrosat è in grado di fornire le mappe di quasi tutta la superficie agricola italiana, uno strumento dalle enormi potenzialità che ora deve essere fatto proprio dagli agricoltori. Questi devono entrare nel sistema e inserire i dati relativi alle loro particelle (proprietà, coltura, etc etc) in modo che possano utilizzare al meglio le informazioni fornite dalle mappe satellitari aggiornate settimanalmente.

Come ha sottolineato nel suo intervento il presidente del Consorzio Global Fresh Fruit, Francesco De Filippis, «Agrosat può rappresentare anche uno straordinario strumento a favore della tracciabilità “certificata” dell’intera filiera cerealicola, dalla semina del frumento al conferimento del grano duro al mulino, l’unico modo per garantire al consumatore finale la provenienza del grano con cui è stata prodotta la pasta che sta acquistando, come peraltro dovrà essere indicato obbligatoriamente in etichetta».

Proprio il Consorzio si candida, con la partecipazione di Dottori Agronomi abilitati e utilizzando anche i dati di Agrosat, come soggetto certificatore della filiera cerealicola.

Francesco De Filippis ha poi rivendicato il successo del Consorzio Global Fresh Fruit che, costituito poco più di tre anni addietro da sei “soci fondatori” a Massafra, si è dedicato prevalentemente ai contratti di filiera annuali con Barilla per la produzione certificata di grano Aureo per il top quality brand “Voiello”.

Così si è passati dalle 18 aziende agricole del primo anno, con una settantina di ettari, agli oltre cento produttori cerealicoli di quest’anno con oltre 700 ettari, per un valore complessivo stimabile in circa un milione di euro; le aziende sono ubicate in un ampio areale che, partendo nella provincia jonica da Laterza, comprende ormai tutto il Salento.

Francesco De Filippis ha anche annunciato la sottoscrizione di un accordo tra il Consorzio Global Fresh Fruit, che è anche centro di stoccaggio per Barilla, e Confagricoltura Taranto che vedrà il consorzio riconoscere particolari premialità alle aziende aderenti alla organizzazione sindacale che decideranno di sottoscrivere un contratto di filiera con Barilla.

Francesco De Filippis ha concluso il suo intervento invitando Barilla a sviluppare, come accaduto con il Grano Aureo, delle varietà di frumento che possano garantire, nelle particolari condizioni pedoclimatiche del nostro territorio, le migliori rese possibili.

Invito raccolto da Paolo La Cava, responsabile acquisti Barilla Mulino Altamura e Sud Italia, che ha relazionato su “I contratti di filiera: una garanzia per il reddito dei produttori”: dopo aver mostrato grafici con l’andamento del prezzo del grano negli ultimi lustri, nonché il rapporto tra domanda e offerta di materia prima nello stesso periodo, il manager del Gruppo Barilla ha spiegato che, nell’epoca della globalizzazione in cui tutti i mercati sono collegati tra loro, è impensabile che una sola realtà, per quanto importante, possa “gestire” il prezzo del grano.

Si possono, invece, creare strumenti che garantiscano agli imprenditori agricoli un reddito medio costante per un certo periodo, evitando loro di subire le notevoli oscillazioni del mercato: il Contratto di filiera è uno di questi strumenti.

Paolo La Cava ha concluso il suo intervento affermando che i contratti di filiera rappresentano l’unica “medicina” per garantire ai produttori agricoli un reddito soddisfacente in un periodo di medio termine, mettendoli così al riparo dalle oscillazioni dei mercati, e consentendo loro di operare investimenti e programmare la produzione.

Questi effetti possono essere ancora più vantaggiosi se i produttori si uniscono consorziandosi, proprio come è avvenuto sul nostro territorio con il Consorzio Global Fresh Fruit.

Concludendo i lavori il Presidente di Confagricoltura Taranto, Luca Lazzàro, ha iniziato affermando entusiasticamente «il futuro del grano duro è ora e nasce a casa nostra!»

«I dati fornitici da Piero Toscano ci indicano quanto l’agricoltura italiana sia in ritardo rispetto agli paesi europei evoluti – ha poi detto Luca Lazzàro – e questo conferma la bontà della scelta strategica di Confagricoltura di essere al fianco delle nostre imprese nella loro innovazione, non una innovazione fine a se stessa, ma tesa a migliorare la redditività».

«Due dati – ha concluso Luca Lazzàro – mi hanno impressionato: con l’agricoltura di precisione in Germania l’uso dei fertilizzanti è stato ridotto del 15% senza intaccare la resa produttiva, e in Gran Bretagna circa il 25% delle aziende utilizza strumenti agritech con un risparmio medio di 800 sterline/anno: queste sono le performance aziendali che dobbiamo raggiungere!».

IL CONTRATTO DI FILERA CON BARILLA - Per garantirsi un grano “top quality” le aziende leader italiane, come il Gruppo Barilla, da tempo hanno puntato sui cosiddetti contratti di filiera: da un lato gli agricoltori sono obbligati a coltivare frumento secondo precisi standard e disciplinari agronomici, da un altro i buyer si impegnano, fin da prima della semina, ad acquistare tutto il raccolto ad un “prezzo minimo garantito” prestabilito; in seguito questo potrà solo aumentare in base a un calcolo basato sulla media, in un determinato periodo, del prezzo del grano duro al listino della Borsa merci di Foggia.

Ovviamente l’unica variabile è la quantità di frumento raccolto che dipenderà dalle capacità dell’agricoltore e dalle condizioni climatiche; il Consorzio Global Fresh Fruit fornisce anche una consulenza tecnica per “accompagnare” il produttore durante tutte le fasi della coltivazione, certificando così la qualità del prodotto al Gruppo Barilla, fattore che rappresenta una importante garanzia per il consumatore sulla tracciabilità e qualità del prodotto.

Ilva: sindacati bocciano piano del Governo

ROMA - La trattativa sull'Ilva registra una stop: a darne notizia i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm al termine del tavolo al ministero dello Sviluppo economico. I sindacati dei metalmeccanici hanno bocciato la proposta presentata dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, perché, dicono, non garantiva, come loro chiedevano fin dall'inizio, l'assenza di licenziamenti e l'assunzione di tutti i lavoratori con le stesse garanzie contrattuali.

Centrella (Cisal Metalmeccanici): “Ancora non ci sono garanzie necessarie per accordo” - “Non è questione di legittimità o meno dell’esecutivo dimissionario. Semplicemente, non ci sono ancora le garanzie necessarie per evitare che il polo siderurgico sia svenduto, che la situazione ambientale di Taranto resti irrisolta, che i livelli occupazionali non siano mantenuti e che le condizioni retributive dei lavoratori subiscano peggioramenti”.

E’ il commento del Coordinatore nazionale Cisal Metalmeccanici, Giovanni Centrella, in merito alla rottura del tavolo di trattativa al Mise sulla bozza di accordo presentata dal governo per la cessione dell’Ilva ad Am InvestCo.

Per il sindacalista “nonostante la mediazione del ministro Calenda, sarebbe stato comunque molto difficile raggiungere oggi un’intesa senza la imprescindibile ed auspicata apertura della società ArcelorMittal sulle principali richieste del sindacato, in primis la garanzia occupazionale e salariale per tutti i 14mila lavoratori dell’Ilva e la continuità lavorativa per l’indotto”.

“L’auspicio – conclude Centrella – è che le forze politiche che formeranno, si spera a breve, il nuovo Governo si impegnino a riavviare al più presto il confronto, perché i mesi di negoziato già trascorsi non possono essere tempo sprecato”.