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Tap, Emiliano a Lecce per incidente probatorio: "Tutelare la vita dei pugliesi"


LECCE - Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha partecipato questa mattina a Lecce all’udienza dinanzi al Gip fissata per l'esame dei periti nominati nell'ambito dell'incidente probatorio sul gasdotto TAP. Emiliano è stato presente in qualità di Legale rappresentante della Regione, persona offesa nel procedimento.

“Non capisco perché bisogna andare al risparmio sull'applicazione della direttiva Seveso – ha detto il presidente Emiliano dialogando con i giornalisti al termine dell’udienza - vorrei che i cittadini comprendessero questo. Se a casa vostra dovete montare un impianto che certamente è pericoloso e quindi dovete applicare delle cautele particolari nel caso in cui andasse alla massima potenza, voi che cosa fareste applichereste le cautele superiori o no? Io penso di sì. Non capisco quindi perché lo Stato abbia tanta fretta di chiudere questa partita. Lo Stato dovrebbe pretendere, nei casi limite, l'applicazione della direttiva per il famoso principio di precauzione che è uno degli elementi fondamentali dell'Unione Europea. L’Unione Europea dice che, nel dubbio, non si toglie una cautela ma la si aggiunge”.

“I periti – ha aggiunto Emiliano - stavano tentando di interpretare la legge al posto del giudice, il che è un errore grave, perché i periti avrebbero solo dovuto descrivere la situazione di fatto degli impianti per stabilire se si dovesse importare l'applicazione della direttiva Seveso. Invece si sono lanciati, come noi temevamo, in un tentativo di difendere la struttura del gasdotto. Questa intenzione di difendere il gasdotto probabilmente fa parte di una cultura industriale, della quale essi sono portatori, che sottovaluta i rischi ambientali. Sono dei tecnici di grande fama, non c'è dubbio, ma con un'idea in testa che nessuno gli toglierà mai, e cioè che più industrie si fanno, più pesante è tutto quello che è collegato alla produzione industriale, e meglio è”.

Per il Presidente Emiliano “non è possibile fare quell'impianto in quel punto senza applicare la direttiva Seveso.”

“Questo concetto – ha ribadito il Presidente – è meglio che lo capiscano bene e subito i due ministri, Costa e Di Maio, perché non devono pensare che noi ci fermeremo. E comunque vorrei che una cosa fosse chiara. Sia il Ministro Di Maio che il Ministro Costa possono intervenire, non devono lasciare ai giudici il compito di decidere”.

“Come possono intervenire? Pretendendo l'applicazione della direttiva Seveso,  rivalutando dal punto di vista della VIA tutta la vicenda ed eventualmente introducendo una norma che, data la vicinanza dell'impianto all'abitato, estenda l'applicabilità della Seveso. Anche in questo caso,  basta un decreto esattamente come, mi auguro, quello che faranno per evitare le trivellazioni nel mare. Se per tutelare il mare si può fare un decreto legge, si può fare anche per obbligare il Consorzio a rispettare la direttiva Seveso. Dal momento che non riescono a spostarlo questo gasdotto, almeno così loro dicono, che almeno questo Governo obblighi l'applicazione della direttiva Seveso e non lasci decidere ai giudici o ai periti: la vita dei pugliesi va tutelata anche dal Governo che non può lavarsi le mani.

Se qualcuno si aspetta che ci si fermi, se lo deve proprio scordare. Noi non solo abbiamo depositato le nostre contro relazioni che hanno, secondo me, demolito la tesi dei periti ma soprattutto ne stiamo preparando altre. Noi non molleremo fino a che il buonsenso e l'evidenza non prevarranno.

Non vogliamo che fra vent'anni ci sia un documentario che, raccontando di questa storia dopo un incidente rilevante, possa sostenere la tesi che noi non avevamo fatto tutto quello che eravamo in grado di fare per evitarlo.  Ognuno qui si deve prendere le sue responsabilità ma, ripeto, se qualcuno al Governo pensa che questa vicenda si debba risolvere solo negli uffici giudiziari sta commettendo un errore gravissimo. E noi cercheremo sempre di ricordarlo”.

Ambiente: dimensione della sostenibilità, competitività e imprese


di DONATO FORENZA - Le valenze della sostenibilità ormai assumono importanza per l’implementazione di strategie di ottimizzazione e di interconnessione di risorse energetiche ed umane nella società, nel sistema economico e nell’ambiente. Nel contesto assiomatico della macroeconomia interconnesso con le formulazioni di strategie di impresa, l’armonia fruttuosa con le matrici del territorio ed il paesaggio può consentire minori costi, adeguata tutela delle catene di fornitura, migliori relazioni industriali e creare un contesto socio economico che protegge l’impresa come alleata per lo sviluppo calibrato alle risorse. A cura dell’Associazione degli Industriali Bari e BAT si è svolto recentemente a Bari il Convegno “La sostenibilità conviene - La CSR ambientale e sociale come fattore di competitività”.

L’evento, effettuato preso la Sala Convegni Confindustria Bari e BAT, ha riscosso positivi esiti riscuotendo vivo interessamento dei numerosi partecipanti, di esperti della competitività, docenti e titolari di imprese. Per CSR (Corporate Social Responsibility) s’intende l’impegno dell’impresa ad arricchire le proprie scelte di gestione con considerazioni di natura ambientale, etica e sociale. La green economy costituisce un approccio sistemico promettente per programmare nuovi fattori della crescita sostenibile. La manifestazione è stata strutturata con notevole flessibilità di contenuti e di tematiche innovative alle quali hanno aderito Domenico De Bartolomeo (Presidente Confindustria Bari e BAT), Grammenos Mastrojeni (Diplomatico, docente e scrittore), che ha mirabilmente illustrato le complessità della sostenibilità, creando valide interconnessioni sistemiche, con una rilevante chiarezza. Riteniamo che, tra ambiente e sviluppo, stanno emergendo dimensioni innovative d’impresa e competitività.

Attualmente i sistemi economici, in connubio con le imprese più avanzate, caratterizzate da prestazioni superiori, hanno implementato iter della sostenibilità, correlata ai principi dell’etica e ai fattore della competitività. Hanno partecipato illustri esponenti del settore. Nella fase iniziale, i lavori sono stati introdotti da Teresa Caradonna (Presidente Comitato Piccola Industria Bari e BAT), Agorà Angelo Russo (Docente di Economia e Gestione delle Imprese, Università LUM), Rossana Revello (Presidente della Chiappe Revello – Genova, Presidente Gruppo tecnico RSI Confindustria), Cosimo Franco (General Manager Certiquality S.r.l. Milano, responsabile Sottogruppo RSI Confindustria) e Vincenzo Rutigliano (Corrispondente per la Puglia de Il Sole 24).

Inoltre è stata allestita una Mostra Fotografica di Cinzia Rossi, che ha coronato la giornata. Per CSR (Corporate Social Responsibility) s’intende l’impegno dell’impresa ad arricchire le proprie scelte di gestione con considerazioni di natura ambientale, etica e sociale. E’ meritoria l’opera della Confindustria, che ha saputo coniugare saperi differenti per lo sviluppo armonico e sostenibile di vasti territori, anche in virtù di una preziosa rete di imprese

Bari, grande partecipazione all'evento No Triv


BARI - Grande partecipazione all’incontro promosso dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, con i rappresentanti delle Regioni, dei Comuni e delle associazioni che hanno promosso il referendum No Triv del 2016, che si è tenuto oggi a Bari in Fiera del Levante.

Per le Regioni presenti la Basilicata con la vicepresidente e assessore alle politiche della persona, Flavia Franconi e l’assessore all’Ambiente Francesco Pietrantonio, oltre al consigliere regionale Pietro Lacorazza. Per la Calabria, l’assessore all’ambiente Antonella Rizzo. Per le Marche l’assessore all’ambiente Angelo Sciapichetti. Per il Molise l’assessore all’Ambiente Nicola Cavaliere, per il Veneto il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti.

Per la Regione Puglia presenti anche l’assessore Mino Borraccino, i consiglieri regionali Vizzino, Cera, Abaterusso, Longo.

“Lo scopo della riunione – ha detto Emiliano -  è condividere una serie di proposte da rilanciare al Governo. Ricordo che questo è un governo che ha componenti politiche che hanno partecipato al referendum No triv.  Sia la Lega Nord che il Movimento 5 Stelle si erano pronunciati per l’abrogazione delle leggi che consentivano le ricerche petrolifere nel nostro mare. Quindi abbiamo la ragionevole aspettativa che questo Governo sia particolarmente sensibile ad andare oltre i limiti che il movimento No Triv ha trovato nei confronti dei precedenti governi. E quindi oggi mi auguro che si possa trovare insieme una serie di proposte per poter definitivamente chiudere questa vicenda che si ripropone ogni volta che un governo viene varato. Perchè sembra quasi che queste lobby, ogni volta che qualcuno si sieda sulle poltrone del Mise o del Ministero dell’Ambiente, ci riprovino come dei serpenti tentatori per farci dimenticare o per farci abbassare la guardia nel nostro lavoro.

La riunione di oggi serve a dire che non abbassiamo la guardia, che vogliamo rilanciare e, soprattutto, che questo movimento è un movimento orizzontale, fatto di istituzioni, associazioni e popolo e che la guardia non la abbasserà mai.

Questa sospensiva del Governo per le trivellazioni ci fa piacere, ma evidentemente non ci accontenta. Questa della difesa del mare è una materia che è nell’intimo di ogni persona, sia come singolo che come collettività: è una cosa di buon senso e noi stiamo ricordando a questo governo, come abbiamo fatto ai precedenti, che il buon senso deve sempre prevalere”.

“È stata una giornata estremamente positiva - ha detto al termine dell’incontro il presidente Emiliano - la riunione ha dato un ottimo risultato con una totale unanimità di tutti i suoi componenti. Dobbiamo collegare la sospensiva delle ricerche petrolifere ad un atto più importante che si chiama Piano delle aree, ovvero il piano di ricerca effettivo del petrolio nel nostro Paese. E dobbiamo fare in modo che fino a che non sia definito questo piano delle aree non ci siano più concessioni di permessi di ricerca. Dobbiamo tutelare l’ambiente  - questa è la richiesta della Basilicata  - non solo dalle ricerche in mare, ma anche da quelle a terra, perché la Basilicata è purtroppo devastata dalle questioni legate all’eccessivo sfruttamento del suo territorio. In più c’è da parte della regione Calabria una forte polemica – che noi condividiamo – sull’utilizzo dell’Air Gun: è il momento nel quale le due forze di governo, M5S e Lega, entrambe da sempre contrarie all’utilizzo dell’Air Gun varino immediatamente un provvedimento di legge che ne vieti l’utilizzo.

E poi questo vertice ha consentito alle Regioni di passare dalla difesa all’attacco: significa costruire insieme tra le varie regioni interessate un’Agenzia del mare che dimostri qual è il fatturato della Blue Economy, cosa significano turismo, bellezza, pesca, itticoltura, tutte quelle attività legate al mare e che hanno un peso economico secondo noi immensamente superiore a quelle sciocchezze che sono il guadagno che l’Italia riceve dalla ricerca del petrolio e che viene da royalties, che sono peraltro tra le più basse al mondo.

Questi elementi verranno consolidati in un documento comune e portati alla Conferenza Stato Regioni, cioè in quel luogo dove tutti i presidenti delle Regioni italiane definiranno col Governo sia il Piano delle Aree che il provvedimento di sospensiva delle ricerche petrolifere nel nostro mare”.

Trivelle nello Ionio, Mise ferma autorizzazioni. Emiliano: "Resa incondizionata del Governo di fronte ai No Triv"

BARI - “La resa incondizionata del Governo di fronte alla dura presa di posizione del Coordinamento Nazionale No Triv che si convocherà a Bari il prossimo 14 gennaio mi riempie di gioia. Speriamo che non facciano altri pasticci e che sappiano cosa fare per disinnescare la bomba da essi stessi lanciata. Il 14 predisporremo le nostre proposte al Governo per chiedere che la norma blocca trivelle sia definitiva e riguardi tutte le ricerche petrolifere nel nostro mare, entro e oltre le 12 miglia. Col petrolio si arricchiscono solo le società petrolifere private, agli italiani rimangono sempre e solo briciole e danni ambientali incalcolabili.

E comunque se non ci fosse stata la pronta reazione dei comitati noTriv di cui  la Regione Puglia fa parte, avrebbero tranquillamente continuato a fare quello che facevano Renzi e Calenda a danno dei nostri mari”.
Lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nell’apprendere dalla stampa della decisione del Mise di fermare i permessi a cercare petrolio nel Mar Ionio.

“Visto che hanno finalmente scoperto che stanno governando e hanno tutti i poteri per fare le cose - prosegue Emiliano - servono altre due botte di coraggio da parte dei Ministri: un decreto legge urgente che abroghi i 12 decreti incostituzionali Ilva che contengono l’immunità penale e che obblighi a cominciare la decarbonizzazione della fabbrica. Perché è il carbone ad uccidere i tarantini e va urgentemente eliminato. E serve un altro decreto legge che sposti l’approdo del gasdotto Tap, attualmente previsto nella meravigliosa spiaggia di San Foca Melendugno, in una zona più isolata e sicura, meno pregiata dal punto di vista ambientale e turistico, evitando così anche la costruzione di un tratto inutile di gasdotto via terra a carico dei contribuenti italiani”.

Emissioni odorigene a Taranto: Legambiente chiede a Regione ed Arpa rete di monitoraggio e laboratorio olfattivo

TARANTO - Anche nell’anno che si è appena concluso, più volte si sono ripetuti a Taranto episodi di emissioni odorigene, indicatrici di ambienti insalubri, che hanno provocato forti fastidi (bruciori, gonfiori, nausea, mal di testa) e suscitato allarme tra i cittadini. Non si tratta di fatti eccezionali, ma di fenomeni che si ripetono con una certa frequenza e risultano addebitabili agli impianti presenti nell’area industriale del capoluogo jonico, in primo luogo allo stabilimento ENI.

A questo proposito il 7 gennaio 2019 Legambiente ha inviato una nota al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ed al Direttore Generale di Arpa Puglia Vito Bruno, nella quale si richiedeva a Regione ed Arpa l’attivazione a Taranto di una rete di monitoraggio relativamente alle emissioni odorigene ed un laboratorio olfattivo, con l’obiettivo di rimuovere o, quantomeno, minimizzare il fenomeno, prevedendo forme di partecipazione attiva della cittadinanza e modalità di comunicazione coinvolgenti e trasparenti.

Nella nota, firmata da Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia, e Lunetta Franco, presidente Legambiente Taranto, si ricorda che, negli anni passati, Arpa Puglia ha portato avanti un progetto sperimentale di monitoraggio in tempo reale delle emissioni odorigene nella città di Taranto attraverso il sistema Odortel che ha  permesso di ottenere informazioni su dimensione e distribuzione del fenomeno, informazioni che hanno costituito un valido supporto per l’autorità di controllo, contribuendo ad individuare le sorgenti emissive.

Il progetto, non più attivo, si caratterizzava in termini fortemente innovativi, quale esempio di citizen science, per l’ampio coinvolgimento di cittadini che, volontariamente, segnalavano i fenomeni secondo modalità prestabilite e per un approccio trasparente e amichevole nel rapporto tra istituzioni e cittadini, che venivano puntualmente informati, attraverso aggiornamenti email e incontri periodici, degli esiti delle attività di monitoraggio conseguenti alle loro segnalazioni.

Considerata la persistenza del fenomeno e sulla base dei positivi risultati della sperimentazione effettuata, Legambiente ha inteso sollecitare Arpa e Regione affinché Taranto sia dotata di strumenti specifici per la rilevazione ed il contrasto delle emissioni odorigene.

Trivelle, Emiliano replica a Di Maio e Costa: "Sono ancora in tempo per bloccare autorizzazionI"

BARI - “La Regione Puglia ha da sempre una parola sola, continueremo a batterci per proteggere il nostro mare, l’ambiente e l’economia pugliese”. È quanto dichiara il presidente della Regione Michele Emiliano con riferimento alle nuove autorizzazioni rilasciate il 31 dicembre 2018 per la ricerca di idrocarburi nel Mar Ionio: la Regione Puglia impugnerà i suddetti permessi di autorizzazione alla ricerca.

“Sulla questione Trivelle - prosegue Emiliano - la Regione Puglia ha, nel tempo, impugnato i pareri favorevoli di Valutazione di impatto ambientale (VIA) rilasciati dal Ministero dell'Ambiente (MATTM) propedeutici per le autorizzazioni alla ricerca o prospezione di idrocarburi nel mare Adriatico e nel mar Ionio.

Le censure sollevate riguardano la omessa valutazione della effettiva dimensione dell'area interessata dalle operazioni di ricerca o prospezione, la (in)competenza dei membri della Commissione preposta al rilascio dei pareri, nonché gli effetti (negativi) per l’ambiente derivanti dall'uso della tecnica dell’air-gun.

Sino a oggi, il Giudice amministrativo ha rigettato i ricorsi, ritenendo che le scelte effettuate dalle amministrazioni statali coinvolte (MATTM e MISE - Ministero per lo Sviluppo economico) siano sottratte al sindacato giurisdizionale, in quanto frutto dell’esercizio di discrezionalità tecnica, amministrativa ed istituzionale spettante in via esclusiva ai Ministeri competenti.

Di Maio e Costa, i responsabili dei dicasteri coinvolti, hanno recentemente affermato che, una volta intervenuta la VIA favorevole, l’autorizzazione sarebbe un “atto dovuto” e il dirigente, a meno di non compiere un reato, giammai avrebbe potuto negarla. I Ministri, con queste dichiarazioni, trincerandosi dietro una assurda e inesistente ipotesi di reato, hanno volutamente omesso di considerare che, in sede di autotutela, l’amministrazione statale avrebbe potuto disporre il riesame della VIA già rilasciata, sulla base di evidenze scientifiche di segno contrario, peraltro avvalendosi delle competenze e professionalità della rinnovata Commissione VIA.

Del resto, lo stesso ministro Di Maio, riferendosi alla vicenda Trivelle e al lavoro della Commissione VIA, nominata dal precedente Governo, ha dichiarato che il  Ministro  Costa, appena insediato, ha deciso “di sciogliere quella commissione che aveva dato l’ok a questa porcata”.

Ora non solo hanno una nuova Commissione, ma hanno anche il tempo per esercitare l'autotutela. Invece, in modo ipocrita e strumentale, si limitano ad auspicare il blocco delle autorizzazioni da parte dell'autorità giurisdizionale.

Ancora una volta, come in un film già visto con TAP e ILVA,  il ministro Di Maio non ha il coraggio di assumere la decisione che gli compete, lasciando il cerino in mano alla Regione che è costretta ad azionare il contenzioso (peraltro incessantemente sollecitato in Consiglio regionale dal Movimento 5Stelle); contenzioso che con molta probabilità finirà per ribadire che il Giudice Amministrativo non può sindacare le decisioni dello stesso Ministro!

Ancora una volta siamo di fronte al gioco delle tre carte alla faccia degli elettori e dello sbandierato cambiamento!”.

Turco: “Un consiglio regionale a Taranto per fermare questo scempio nello Jonio” - “La Puglia è dalla parte dell’ambiente, della tutela del suo paesaggio e del suo mare. E abbiamo il dovere di difendere le sue posizioni in ogni sede. Anche con un consiglio regionale monotematico da tenersi nella città di Taranto. Da Taranto deve partire un messaggio chiaro al Governo e al ministro Di Maio: si amministra un Paese con il coraggio e la coerenza delle scelte e non rimangiandosi la parola data. Per fortuna i pugliesi, già presi in giro su Ilva e Tap, stanno prendendo consapevolezza di queste continue giravolte romane”.

Lo dichiara il consigliere regionale de La Puglia Con Emiliano, Giuseppe Turco, firmatario assieme ad altri sei colleghi ionici (Borraccino, Liviano, Mazzarano, Morgante, Pentassuglia e Perrini) di una richiesta di consiglio regionale monotematico sulle trivellazioni nel mar Jonio, autorizzate dal Mise lo scorso 31 dicembre.

“Ho deciso di sottoscrivere questa richiesta – spiega Turco – perché credo che il consiglio regionale debba sostenere le azioni già annunciate dal governatore Emiliano per fermare questo scempio ambientale. Non possiamo tollerare delle scelte calate dell’alto, che minano le nostre bellezze naturali. E sono convinto che tutta la provincia ionica si mobiliterà per questa sacrosanta causa. Il nostro mare non si trivella. Il nostro mare non è in vendita”.

Emiliano: "Fermare le trivellazioni nei mari italiani". Costa: "Mai dato autorizzazioni"

BARI - Accogliendo la richiesta del consigliere lucano Piero Lacorazza, al fine di rilanciare la lotta contro la ripresa della campagna di ricerche petrolifere nei mari italiani, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano invita per il prossimo 14 gennaio a Bari le componenti del Comitato Promotore dei Referendum antitrivelle che si è svolto il 17 aprile 2016, nonché tutti i rappresentanti interessati delle Regioni e dei Consigli Regionali che col loro voto chiesero lo svolgimento della consultazione referendaria.

Lo scopo è quello di costruire una nuova iniziativa politica per fermare le trivellazioni nei mari italiani.

Il presidente Emiliano dichiara: “È insopportabile la bieca ipocrisia di chi, dopo aver finto di lottare al nostro fianco, appena giunto al Governo del Paese anche grazie ai tanti elettori sensibili a questo argomento, ora assume le medesime condotte dei governi precedenti che si volevano contrastare con la richiesta di referendum antitrivelle.

Tali posizioni esprimono una totale indifferenza per le questioni ambientali e per la tutela dei nostri mari e dei nostri territori senza alcuna reale prospettiva di sviluppo economico.

Ma soprattutto un cinismo spietato e lobbista come già constatato dalla Puglia nei voltafaccia insopportabili sulle questioni Ilva e Tap. La firma dei permessi di ricerca petrolifera con l’Air Gun tra Natale e Capodanno, dà il senso di una delusione grandissima nei confronti di avversari politici con i quali il Governo pugliese aveva lealmente collaborato su queste grandi battaglie senza esitare ad entrare in contrasto con i governi del centrosinistra.”

"LA REGIONE METTERÀ IN CAMPO OGNI AZIONE CONSENTITA DALLA LEGGE PER EVITARE QUESTO SCEMPIO" - In pochi giorni, il Ministro allo sviluppo economico Di Maio ha firmato 15 concessioni di ricerca idrocarburi nei mari italiani di cui tre nello Jonio. Non commento una scelta che, al pari delle decisioni assunte in questi sette mesi dal Governo giallo/verde su #TAP e #Ilva oltre alle parole farneticanti di Grillo sul dramma #Xylella, lascia senza parole. Non useró neppure le invettive che in questi anni hanno caratterizzato l'azione politica dei pentastellati, spero solo nella reazione del popolo pugliese, capace di mettere in campo una mobilitazione spontanea ora più che mai necessaria, per preservare la bellezza del nostro mare. Così in una nota l'Assessore allo Sviluppo economico Mino Borraccino.

COSTA: "MAI DATO AUTORIZZAZIONI A TRIVELLE" - Da quando sono Ministro non ho mai firmato autorizzazioni a trivellare il nostro Paese e i nostri mari e mai lo farò". Lo scrive su Facebook il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa. "Non sono diventato Ministro dell'Ambiente per riportare l'Italia al Medioevo economico e ambientale" chiarisce Costa aggiungendo che "anche se arrivasse un parere positivo della Commissione Via, non sarebbe automaticamente una autorizzazione. Voglio che sia chiaro".

"I permessi rilasciati in questi giorni dal Mise sono purtroppo il compimento amministrativo obbligato di un sì dato dal ministero dell'Ambiente del precedente governo, cioé di quella cosiddetta sinistra amica dell'ambiente" prosegue aggiungendo che "noi siamo il governo del cambiamento e siamo uniti nei nostri obiettivi. Siamo e resteremo contro le trivelle. Quello che potevamo bloccare abbiamo bloccato. E lavoreremo insieme per inserire nel dl Semplificazioni una norma per bloccare i 40 permessi pendenti come ha proposto il Mise. Siamo per un'economia differente, per la tutela dei territori e per il loro ascolto".

Trivelle nel Mar Ionio, Emiliano: "Regione Puglia difenderà il suo mare in ogni sede e con ogni mezzo"

BARI - “Impugneremo le nuove autorizzazioni rilasciate dal Mise a cercare idrocarburi nel Mar Ionio. Ci siamo sempre battuti in difesa del nostro mare, e continueremo a farlo” lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nell’apprendere dagli organi di stampa del via libera alle trivelle dato dal Ministero dello Sviluppo Economico nel mar Ionio; e in particolare della pubblicazione, il 31 dicembre 2018 sul BUIG (bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle geo risorse) di tre nuovi permessi (F.R43-44-45.GM) di ricerca petrolifera su una superficie complessiva di 2200 km/q a favore della società americana Global MED LLC, con sede legale in Colorado, Usa.

“La battaglia contro le trivellazioni nei mari pugliesi continua. Di Maio e Costa come Renzi e Calenda. Con la differenza che almeno Renzi e Calenda erano dichiaratamente a favore delle trivellazioni, mentre Di Maio e Costa hanno tradito ancora una volta quanto dichiarato in campagna elettorale. Avrebbero potuto nel programma di governo e quindi nella legge finanziaria bloccare tutte le ricerche petrolifere in Italia, come avevamo sempre detto di voler fare. La mia solidarietà affettuosa a tutti i militanti del Movimento 5 Stelle della Puglia che purtroppo avevano creduto alle affermazioni su Ilva, Tap, trivellazioni e su tante altre cose che si stanno svelando speranze deluse per sempre. La Regione Puglia non farà un diverso trattamento al Governo Conte rispetto ai governi precedenti, non siamo persone che fanno due pesi e due misure a seconda delle convenienze. La Regione Puglia difenderà il suo mare in ogni sede e con tutti i mezzi disponibili”.

STEA: "ENNESIMO TRADIMENTO DEI M5S" - “In linea con quanto dichiarato dal presidente Michele Emiliano, confermo la volontà della Regione di impugnare le nuove autorizzazioni rilasciate dal Mise per cercare idrocarburi nel Mar Ionio”, è quanto dichiara l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Gianni Stea che attacca il M5S: “Dopo Tap e Ilva siamo di fronte all’ennesimo tradimento da parte di Di Maio, Costa & C ai danni dei pugliesi. Ricordo che nel 2015 con il via libera all’unanimità, da parte del Consiglio Regionale pugliese, alla mozione sulle attività di prospezione, ricerca e coltivazione d'idrocarburi, la Puglia si mostrò compatta per la reintroduzione nello "Sblocca Italia" del Piano delle Aree, lo strumento di pianificazione che consente alle Regioni ed alle comunità interessate di partecipare all'identificazione delle zone di territorio e del mare dove sono consentite le attività di prospezione, ricerca e coltivazione d'idrocarburi. Non potevamo e non possiamo assistere passivamente ai continui tentativi di avviare ricerche petrolifere sottomarine davanti a coste che hanno nel mare la propria ricchezza turistica. Adesso invito tutti i rappresentanti delle istituzioni, tutti gli italiani, tutti i pugliesi alla mobilitazione attiva contro la politica assassina del nostro ecosistema messa in atto da questi dilettanti e falsi ambientalisti grillini. Altro che onestà, onestà. Da parte mia e anche per il ruolo che svolgo in seno alla Giunta della Regione Puglia, confermo la totale determinatezza a non abbassare la guardia a difesa del nostro mare e delle nostre coste, con la determinazione di dar vita ad un confronto serio in materia di tutela dell’ambiente e di rispetto della volontà popolare così come più volte espressa dai territori”.

Bari, stop alla plastica nelle mense scolastiche: dal 7 gennaio al via l'uso di posate compostabili

BARI - Dallo scorso mese di dicembre l'assessorato alle Politiche educative e giovanili, in collaborazione con la Ladisa ristorazione, ditta appaltatrice del servizio di refezione scolastica nelle scuole comunali, ha avviato un confronto finalizzato ad eliminare completamente l'impiego della plastica nelle mense scolastiche cittadine.

Dopo una prima sperimentazione riservata ad alcune scuole, lunedì 7 gennaio, al ritorno sui banchi, i 5300 studenti che usufruiscono del servizio mensa troveranno ad attenderli alcune importanti novità.

In primo luogo si è scelto di utilizzare esclusivamente posate, piatti e bicchieri a marchio Ecolabel, che possono essere smaltiti insieme alla frazione umida dei rifiuti.

Inoltre, anziché optare quotidianamente per la distribuzione di 5300 kit composti da posate e tovagliolo monouso in singole buste di plastica, si è preferito optare per le posate sfuse, così da utilizzare durante i pasti solo quelle effettivamente necessarie ed evitare l’utilizzo degli involucri di plastica.

Sempre al fine di tutelare l’ambiente, il servizio di refezione scolastica viene garantito da mezzi di trasporto di categoria Euro 6 - 8 Kangoo elettrici, 4 Fiat Doblò Cargo metano e 2 Fiat Ducato Natural Power - che riducono al massimo le immissioni di inquinanti nell’aria.

“Iniziamo l’anno nuovo con un piccolo grande cambiamento che eviterà l’uso di oltre 600 mila buste di plastica l’anno - commenta soddisfatta Paola Romano -.

Una scelta in linea con quanto stabilito dall’Unione europea, che dal 2021 vieterà l’utilizzo di una serie di oggetti usa e getta non degradabili tra cui piatti, posate e buste. La plastica che produciamo e che immettiamo nell’ambiente è davvero troppa e rischia di soffocare il pianeta, con i mari che presto avranno più plastica che pesci, e il riciclo che da solo non è sufficiente a invertire la rotta.

Per questo, convinti di dover mirare alla sostenibilità, d’accordo con l’azienda Ladisa abbiamo deciso di intraprendere azioni concrete per ridurre l’impiego della plastica monouso, adottando nuovi materiali che siano resistenti, sicuri e al contempo rispettosi dell’ambiente. Il prossimo passo sarà quello di eliminare le bottiglie di plastica dalle mense scolastiche: al momento siamo passati dalle bottiglie da 0,5 a quelle da 2 litri, ma a breve le elimineremo del tutto per passare alle brocche d’acqua.

Inoltre a breve, in collaborazione con Ladisa e Amiu, partiremo con una nuova azione di informazione e sensibilizzazione sui vantaggi della raccolta differenziata nelle scuole, perché i bambini e i ragazzi sono i nostri migliori alleati in questo percorso di civiltà e di rispetto per l’ambiente che ci circonda”.

Emiliano a Taranto con cardinale Parolin: "Decarbonizzazione acciaieria unica strada per conciliare ambiente, salute a lavoro"

TARANTO - “Per la Regione Puglia la decarbonizzazione dell’acciaieria di Taranto resta l’unica strada per conciliare ambiente, salute e lavoro. Devo ringraziare il cardinale Parolin per le sue parole nitide: ha parlato di ecologia integrale, significa non tralasciare nulla di quanto la tecnologia oggi mette a disposizione e applicare ogni rimedio esistente per rendere compatibile la salute e il lavoro. Quindi più di questo non si poteva chiedere. Mi auguro che i nuovi acquirenti di quella che un tempo chiamavamo ILVA rispettino evidentemente questo indirizzo che è coincidente con quello della Regione Puglia che ha chiesto la integrale decarbonizzazione della fabbrica, coincidente con quello del buonsenso, coincidente con il Trattato di Parigi Cop21, con l’enciclica "Laudato sì’", con il convincimento dei principali Paesi civili del mondo. Non c'è ragione per non adeguarsi a quello che chiede l'azienda - se ho capito bene - ovvero che anche il resto del mondo e dell'Unione europea si adatti a queste nuove regole per avere parità di concorrenza. Questo mi pare giusto, perché se ArcelorMittal farà il suo dovere, e noi vigileremo con grande attenzione che lo faccia, è anche giusto che pretenda che gli altri suoi concorrenti facciano la stessa cosa. Noi saremo al fianco di ArcelorMittal perché anche la questione della concorrenza sia risolta, perché non si può chiedere solo a qualcuno e non a tutti di fare un grande cambiamento rivoluzionario come quello che viene oggi richiesto anche dalle parole del cardinale Parolin”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano dallo stabilimento Arcelor Mittal di Taranto, alla presenza del Cardinale Pietro Parolin in occasione del cinquantesimo anniversario della visita di Paolo VI.

Particolato atmosferico: "Il pericolo soprattutto dai batteri trasportati"

LECCE - La nocività del particolato atmosferico è dovuta non solo alla composizione chimica delle particelle che lo compongono, ma soprattutto ai batteri che tali particelle possono trasportare anche per alcune migliaia di chilometri. Lo stabilisce un recente studio dell’Università del Salento, nell’ambito dell’Infrastruttura di Ricerca italiana ed europea ACTRIS e parzialmente finanziato dall’INFN, condotto da un gruppo di ricerca coordinato dalla professoressa Maria Rita Perrone, ordinario di Struttura della Materia presso il Dipartimento di Matematica e Fisica “Ennio De Giorgi”, di cui fanno parte Salvatore Romano, assegnista di ricerca presso lo stesso Dipartimento, e il professor Pietro Alifano, la ricercatrice Adelfia Talà e il dottorando Marco di Salvo del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali.

«I batteri hanno una dimensione di qualche millesimo di millimetro o meno», spiega la professoressa Perrone, «e hanno forme che variano dalle sfere ai cilindretti alle spirali. Essi possono essere presenti nell’aria come cellule individuali, ma molto spesso sono depositati su altre particelle come quelle provenienti dal suolo o dal mare, oppure possono essere trovati come agglomerati di molte cellule. Alcuni di questi batteri possono essere patogeni, cioè dannosi per l’uomo o per l’ambiente, e alcuni di essi contengono anche geni resistenti agli antibiotici. Abbiamo analizzato i batteri presenti in campioni di PM10 (particelle con il diametro minore di 10 millesimi di millimetro) raccolti nell’arco di sei mesi sul tetto della sede del Dipartimento di Matematica e Fisica, e abbiamo potuto osservare che la quantità e il tipo (Phylum) dei batteri raccolti era strettamente dipendente dall’avvezione delle masse d’aria che investono la penisola salentina.

Il nostro gruppo di ricerca ha già dimostrato, in diversi lavori scientifici, che le particelle di particolato presenti nell’aria del Salento sono dovute non solo al contributo delle particelle antropiche e non, di origine locale/regionale, ma anche al contributo di particelle antropiche provenienti dalle aree industrializzate del nord e dell’est dell’Europa, da particelle di origine marina provenienti dal Mar Mediterraneo e dall’Oceano Atlantico e da sabbie desertiche provenienti dal nord Africa. In accordo con tali risultati, abbiamo potuto osservare che anche la quantità e il tipo di batteri monitorati è strettamente dipendente dall’avvezione delle masse d’aria che investono la penisola salentina. In particolare, la quantità e diversità dei batteri monitorati è particolarmente elevata nei giorni in cui la penisola salentina è investita dal trasporto di sabbie dal nord-Africa. Al contrario, sia la quantità che la diversità dei batteri monitorati raggiunge valori minimi quando prevale l’avvezione di masse d’aria provenienti dall’Atlantico: in tali giorni predominano specifici Cianobatteri del genere Calothrix, potenziali produttori di cianotossine.

Lo studio ha anche dimostrato che l’avvezione di masse d’aria provenienti dal nord e dall’est dell’Europa, spesso associata a valori di PM10 piuttosto elevati, trasporta particolari gruppi di batteri psicrotolleranti (tolleranti nei confronti della bassa temperatura) e radio-resistenti appartenenti ai generi Brevundimonas, Roseomonas, Hymenobacter, Geodermatophilus e Rubrobacter», conclude la docente, «molti dei quali sono anche resistenti a elevate concentrazioni di inquinanti ambientali (metalli pesanti, policlorobifenili e idrocarburi policiclici aromatici)».

Per ulteriori informazioni è possibile contattare la professoressa Maria Rita Perrone al numero (riservato alle/ai giornaliste/i) 347 5511893

Paesaggio, vino e connubio di sostenibilità

di DONATO FORENZA - Tra gli elementi principali del convegno dedicato ai temi del vino e dell’ambiente, afferenti agli aspetti esperienziali, ai rischi, opportunità e valenze poliedriche, svoltosi recentemente a Roma, sono emersi la promozione integrata della qualità dei vini e la tipicità dei loro luoghi di produzione. Occorre una interconnessione tra il terroir che li accoglie, i paesaggi e il territorio in cui si inseriscono i luoghi e gli itinerari correlati che riflettono peculiarità  specifiche (siti identitari, beni culturali e naturali, paesaggi storici, monumenti della storia locale, tradizioni, etc.). E’ stato implementato un mirabile quadro innovativo sugli elementi fondamentali concernenti le regole del connubio virtuoso tra vino. Paesaggio e Sostenibilità, formulando una serie di indicazioni programmatiche.

Tali elementi possono costituire grafemi della tessitura nella quale vive il riconoscimento che contribuisce all’arricchimento polisensoriale dei vini ivi prodotti. I turisti eno-gastronomici devono essere rispettosi per i luoghi e per il lavoro che ha determinato la produzione dei vini che degustano, esercitando, con intelligenza, un turismo sostenibile e responsabile. Riteniamo al riguardo che la Sostenibilità e la Green economy devono essere assunte quali criteri generali di guida nell’armonia tra Sistemi del Paesaggio e Sistemi del vino. Il valore culturale e sociale dei vigneti per la rigenerazione del paesaggio può essere elevato in rapporto agli insediamenti residenziali, in particolare nei progetti per quartieri della periferia e di molte aree rurali.

Crediamo indifferibile e necessario: - valorizzare le peculiarità dei luoghi di produzione motivando i visitatori delle zone a vocazione vitivinicola, che deve essere dotata di esperienza di alta qualità; - promuovere, in connubio con i vini, anche alimenti associati, prodotti secondo tradizione, privilegiando produzioni biologiche locali; - promuovere i vini, coinvolgendo anche i prodotti locali, calibrando i benefici derivanti all’economia locale dal turismo del vino e dei suoi paesaggi; - facilitare acquisti dei fruitori e visitatori verso prodotti locali di qualità: cibi e bevande, articoli di artigianato e prodotti agricoli tradizionali. Le aziende coinvolte devono ottimizzare la qualità dei vini prodotti, evitando gravi impatti ambientali derivanti da: - attività produttive; - sostanze potenzialmente pericolose; - rifiuti; - traffico. In primis vanno tutelate le risorse correlate a natura, acqua, energia, paesaggio, suoli e tradizioni. 

Altro elemento fondamentale consta nell’assioma che tutti i soggetti interessati devono poter contribuire: - aziende vitivinicole e organizzazioni di settore; - società del turismo eno-gastronomico; - enti dell’ambiente e del paesaggio; - istituzioni, con ruoli complementari ai fini di una valorizzazione dei prodotti. Inoltre, deve essere ricercata, l’importanza del rapporto identitario dell’ agricoltura per gli abitanti delle aree urbane e periurbane. 

Il raggiungimento di risultati positivi rispetto agli obiettivi indicati passa anche attraverso una migliore conoscenza delle qualità presenti, sia enologiche che paesaggistiche ed ambientali. A loro volta, le conoscenze devono poter essere tradotte in consapevolezze e condivisioni da parte dei vari soggetti coinvolti. Bisogna migliorare il sistema di informazione e di comunicazione per fornire utili notizie interdisciplinari sui luoghi per poter essere messi in condizione di apprezzare le zone ed i paesaggi di origine. Si devono a tal fine promuovere le offerte di informazioni ed emozioni anche attraverso gli elementi che accompagnano il vino al di fuori dei luoghi, di produzione (etichette, packaging, opuscoli, pubblicazioni, cultura).

Va osservato che la scenografia del paesaggio  coniuga le relazioni tra produttori e fruitori, creando un ruolo notevole nelle attività dei cittadini. Le persone informate contribuiscono alla formazione di una “società sostenibile”, concorrendo al miglioramento della qualità della vita mediante comportamenti virtuosi di difesa dell’ambiente nel perseguimento dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, in particolare dell’Obiettivo 2 (migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile) e dell’Obiettivo 15 (Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre). Aumentare le conoscenze, le consapevolezze e le condivisioni significa premiare la sostenibilità e la salute umana.

I Genitori tarantini alla manifestazione No-Tap

MELENDUGNO - I 'Genitori tarantini' saranno presenti in delegazione alla manifestazione organizzata per oggi, 8 dicembre, a Melendugno.

"Contro le multinazionali supportate da governi italiani vecchi e nuovi, per la Giustizia, per lo sviluppo eco-compatibile del territorio, per l’ambiente e la salute (diritti inalienabili e fondamentali dell’individuo e interesse della collettività), in difesa dei più deboli, a cominciare dai bambini. A Melendugno, Taranto ci sarà", si legge in una nota del comitato.

Puglia: consegnati i primi ulivi Xylella-resistenti

BARI - "Oggi è una giornata importante e di speranza per la nostra agricoltura, ma soprattutto per la rinascita di un territorio, quello salentino, duramente colpito in questi anni dalla Xylella fastidiosa”. Lo hanno detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Leonardo di Gioia, commentando la prima consegna a 160 produttori di circa 11 mila piante di ulivo della varietà Favolosa, la cultivar FS17 geneticamente resistente alla Xylella.

“Le piante consegnate quest’oggi – sottolineano – rappresentano una speranza di rigenerazione della nostra terra e sono l’emblema di un lavoro che pubblico e privato, insieme al mondo scientifico, hanno svolto insieme. Un lavoro di studio, sperimentazione e controllo che ha coinvolto in maniera proattiva il sistema della ricerca, la Regione e, naturalmente, gli agricoltori. Difatti questi esemplari, provenienti dal Consorzio Oliveti d’Italia della Terra di Bari, sono stati coltivati e rigidamente controllati dal Centro di ricerca, sperimentazione e formazione in agricoltura ‘Basile Caramia’ e dal nostro Osservatorio Fitosanitario regionale”.

“Il nostro ringraziamento – concludono – va agli agricoltori e a tutto coloro che, facendo sistema, difendono l'olivicoltura e restituiscono nuova vita al nostro territorio”.

Cambiamenti climatici, forestazione urbana e resilienza delle città

di DONATO FORENZA - L’Associazione Nazionale Coordinamento Agende 21 Locali Italiane ha organizzato pochi giorni or sono la Conferenza internazionale “Forestazione urbana e resilienza delle città: come adattarsi ai cambiamenti climatici”. L’importante manifestazione è stata implementata in collaborazione con il Comune di Mantova e con l’Università IUAV di Venezia, in occasione dell’evento FAO “1st World Forum on Urban Forests – Changing the nature of cities: the role of urban forestry for a green, healthier and happier future” (Mantova, 28 novembre – 30 novembre 2018). L’evento è organizzato nell’ambito dei progetti LIFE co-finanziati dalla Commissione Europea sui cambiamenti climatici: LIFE MASTER ADAPT e LIFE Veneto ADAPT. I complessi lavori del Convegno si sono svolti interamente in lingua inglese e sono stati strutturati in due poliedriche Sessioni, alle quali hanno aderito illustri esponenti del mondo accademico ed esperti di varie nazioni ed enti.

La Sessione 1 concernva l’inquadramento, di carattere internazionale, della tematica della forestazione urbana come strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, partendo dal livello globale/internazionale, al livello europeo, nazionale, per analizzare i fenomeni regionali. Invece, la Sessione 2 trattava esemplificazioni concernenti le esperienze delle reti e delle città: confronto, scambio e condivisione di esperienze e buone pratiche su piani, progetti, azioni ed interventi di forestazione urbana come strategia di adattamento ai cambiamenti climatici a livello urbano.

E’ seguita la discussione di addetti ai lavori dei temi della resilienza di alcune città italiane, tra le quali: Bologna, Mantova, Modena, Milano, Padova, Prato, Roma e Torino che hanno illustrato aspetti ed elementi utili alle problematiche emerse nei lavori interconnessi ai cambiamenti climatici, forestazione urbana e resilienza della città in esame. La programmazione dell’evento, per la sua complessità, ha registrato notevole partecipazione, riscuotendo postivi consensi. Ha chiuso i lavori il Ministro Costa dell’Ambiente sottolineando la valenza della intensa manifestazione per la difesa della qualità della vita e la necessità di interventi adeguati.

Per la sua importanza, inoltre, la giornata tecnica e scientifica è stata realizzata in collaborazione con Ordine degli Architetti PPC di Mantova, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Mantova, Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Mantova.

Paesaggio e cultura: l'arte dei muri a secco

di DONATO FORENZA - Tra i modelli di sviluppo sostenibile grande importanza rivestono le iniziative tendenti alla valorizzazione, sensibilizzazione e alla tutela del paesaggio con muretti a secco e con terrazzamenti come patrimonio culturale dell'abitare il territorio rurale e i centri abitati. Si tratta di preservare le valenze poliedriche della preziosa eredità della civiltà contadina, e dell’arte di costruzioni secolari, con l’intelligenza dell’uso delle pietre. I muri a secco meritano di essere rilanciati come sistema ecologico futuro e attuale. I paesaggi con muri a secco e quelli terrazzati si prestano a molteplici funzioni: - ecosistemiche, - economiche, difesa della proprietà e produttive, - naturalistiche, incrementando la biodiversità, - ambientali e idrogeologiche, preservando i versanti dall'erosione e regolando i deflussi idrici.

Notevole rilevanza va data all’aspetto estetico che conferisce una peculiare tessitura identitaria ai sistemi del territorio e del paesaggio. Recentemente, pertanto, l'Unesco ha definito l’Arte dei muri a secco «il più importante modello di organizzazione del paesaggio dell'area del Mediterraneo». I muri e i muretti a secco rappresentano un patrimonio identitario per tutta l'Italia, per il Mediterraneo e per la Puglia, in particolare. La Regione Puglia che è stata promotrice, insieme ad altre regioni, della candidatura. La Puglia, dal Salento alla Capitanata, è incastonata dai muri a secco, antiche opere che valorizzano il lavoro dei contadini e di tutti i cittadini custodi rispettosi del paesaggio, che mantiene intatta la sua autenticità nel tempo.

La difesa del suolo e della proprietà di vasti territori, mediante il sistema dei muretti a secco e con i terrazzamenti, ha protetto siti di rilevanza mondiale. Un bene al quale è necessario pensare in dimensioni multidisciplinari: - aspetti antropologici del vivere in campagna e in montagna; - Atlante dei paesaggi con muri a secco e terrazzati come risorsa per il futuro; - valorizzazione turistica integrata con progetti pilota; - funzioni e ruolo dei paesaggi con muri a secco e terrazzati; - esperienza di collina, alta montagna di muretti a secco, - nuove linee di gestione in ambienti mediterranei. L'Arte dei muretti a secco è stata inserita nella lista degli elementi immateriali dichiarati Patrimonio dell'umanità, poiché essi rappresentano una relazione armoniosa fra l'uomo e la natura. L'Italia aveva presentato la candidatura insieme a Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera. Tra le regioni promotrici della candidatura c'era proprio la Puglia per tutelare una tradizione che ha uno dei suoi punti di forza in Puglia, ma che caratterizza tutto il paesaggio italiano.

La pietra è un elemento della tradizione mediterranea che identifica i luoghi della memoria e che si tramanda di generazione in generazione. Ricordiamo i sistemi con muretti a secco della Costiera amalfitana, quelli della Liguria, di Pantelleria, etc.). Va rilevato che i sistemi territoriali con muretti a secco e a terrazzamenti sono importanti per i fattori: paesaggistico, idrogeologico, delle colture, della tutela del territorio e della bellezza e da molteplici aspetti antropologici da analizzare. Al crescente interesse dei muretti a secco e ai terrazzamenti collinari e montani, l’Architettura del paesaggio e la Difesa del suolo in connubio all’Ecologia del territorio è necessario rivolgere notevole attenzione e partecipazione per la sostenibilità ambientale e per la Green economy.

Puglia: Regione finanzia intervento di bonifica al Tamburi di Taranto

TARANTO - Una nota dell’assessore allo sviluppo economico, Mino Borraccino: “Con Atto Dirigenziale n. 280 del 15 novembre 2018, la Regione Puglia ha approvato la graduatoria attraverso la quale verranno finanziati progetti di bonifica di aree inquinate. “Nello specifico sono stati ammessi a finanziamento gli interventi di messa in sicurezza e bonifica della ex Discarica rsu del Comune di Monopoli, in Contrada “Caramanna”, e di un rilevato di Rifiuti nel Quartiere “Tamburi” di Taranto.

“I due progetti ammessi ammontano, rispettivamente, a 2.380.000,00 ed a 1.900.000,00, e sono finanziati - spiega la nota - attraverso il P.O.R Puglia FESR FSE 2014-2020, ASSE IV – Azione 6.2 - Avviso per la presentazione di domande di finanziamento di interventi per la bonifica di aree inquinate, adottato con D.D. n. 202 del 2017.

“Con l’approvazione della graduatoria e quindi dei progetti ammessi a finanziamento, la Regione Puglia produce Atti concreti finalizzati al recupero di aree ricadenti in territori inquinati. Ringraziando il Settore Rifiuti e Bonifiche per il lavoro svolto, chiedo all’Assessore Stea, dando atto del suo continuo impegno, di proseguire in questo lavoro di miglioramento ambientale al quale la Regione Puglia è votata sin dal 2005. “Taranto ha bisogno di questi Atti concreti e dell’impegno costante da parte delle Istituzioni”, conclude Borraccino.

Clima: miliardi di danni per economia Usa

(Pixabay)
NEW YORK - L'amministrazione Trump lancia un allarme sul cambiamento climatico che potenzialmente può costare all'economia statunitense centinaia di miliardi di dollari, riducendola drasticamente, fino al 10%, entro il 2100 a meno che non si agisca già nei prossimi anni. Lo si apprende in un rapporto governativo che, pur non offrendo ricette su come procedere, scatta una fotografia preoccupante.

Il cambiamento climatico ''sta trasformando dove e come viviamo'' si legge nel documento che si pone in forte contrasto con i dubbi di Trump. I tempi per muoversi sono stretti: più si aspetta più salgono i costi, già elevati. Entro la fine del secolo, le morti legate all'eccessivo caldo costeranno 141 miliardi di dollari, mentre i costi per far fronte all'innalzamento del livello del mare e per le infrastrutture saranno pari a 118 e 32 miliardi.

Inaugurata la V edizione del Festival della Ruralità

GRAVINA IN PUGLIA (BA) - Il taglio del nastro del presidente vicario del Parco Nazionale dell’Alta Murgia Cesare Troia, con il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini e i sindaci dei tredici Comuni del Parco ha dato ufficialmente il via alla quinta edizione del Festival della Ruralità, in corso alla Fiera di San Giorgio a Gravina in Puglia fino al 25 novembre.

Un festival completamente rinnovato in cui lo spazio espositivo è interamente dedicato ai Comuni del Parco Nazionale dell’Alta Murgia e ai prodotti tipici che vanno a comporre il nascente Paniere del Parco.

Ed è ancora il territorio protagonista in avvio dei lavori con la sottoscrizione del Patto Ambientale siglato tra i sindaci dei Comuni del Parco, il PNAM e la Città Metropolitana di Bari: «è la dimostrazione di quanto sia importante la sinergia tra Enti, Associazioni e Aziende del territorio - ha affermato Francesco Tarantini in apertura - utile alla valorizzazione del capitale naturale e ambientale del Parco che, in tal senso, si pone diversi obiettivi».

«Un momento importante - ha aggiunto Cesare Troia - a dimostrazione di come il Parco voglia costruire la più grande infrastruttura sociale che è rappresentata dalla sua Comunità. Il Patto contiene dodici linee fondamentali per il territorio e rappresenta uno strumento propedeutico per la realizzazione di alcune azioni che l’Ente vuole mettere in atto».

La prima delle premiazioni previste in questo Festival della Ruralità è stata per i vincitori del premio per Tesi di Laurea in memoria di Marco Pietralongo e Jacopo di Bari, assegnato dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia, su proposta della Consigliera, membro dell’ISPRA, Cecilia Natalia, alla salernitana Rosangela Addesso, laureata in scienze ambientali con una tesi sulla biospeleologia, al sardo Luca Deiana, laureato in scienze e tecnologie per l’ambiente con una tesi sulla cartografia degli habitat della rovya poligama, e a Maria Grazia Mastronardi, di Alberobello, laureata in gestione e sviluppo sostenibile dei sistemi rurali mediterranei con una tesi sui lepidotteri nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

A seguire spazio al divertimento con i sindaci dei tredici Comuni del Parco che si sono sfidati “ai fornetti!” preparando pizze con i prodotti tipici del proprio Comune, nell’iniziativa curata da Legambiente Puglia e organizzata dall’Associazione Pizzaioli Professionisti in collaborazione con Cibo Academy e Spirito Contadino, con la brillante conduzione di Antonio Stornaiolo. La migliore pizza, per la cronaca, è stata quella del sindaco di Santeramo in Colle, preparata con polpette di carne di cavallo e cardoni.

In chiusura, le allegre note de U’munacidde hanno riscaldato il pubblico.

Il Festival entra oggi nel vivo con i laboratori didattici curati dall’associazione Multiversi e la premiazione dei ragazzi che hanno partecipato al progetto di alternanza scuola-lavoro nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

Alle 9:00 si comincia con gli incontri: “Presidi, Comunità e Città Slow: le nuove geografie del CIBO BUONO, PULITO E GIUSTO” apre la seconda giornata del Festival della Ruralità che proseguirà, alle 10:30 con la presentazione dei bandi dei GAL del Parco nel segno delle sinergie per lo sviluppo sostenibile. Alle 11:30, poi, verrà sottoscritta la “Carta per la Legge sulla Bellezza della Regione Puglia” tra l’Assessorato all’Assetto del Territorio della Regione Puglia, l’UniBa e il Parco Nazionale dell’Alta Murgia durante l’incontro “Dal Patto Ambientale al P.P.E.S. azioni e strumenti”.

Nel pomeriggio, alle 16:00, si parla di idee che vale la pena di diffondere, verso #AltaMurgia2020 con il racconto dell’esperienza di tre influencer nel campo dei green jobs per la presentazione di “La Puglia dei Green Jobs”, pubblicazione del progetto “Go Green Apulia, GO!” di Legambiente Puglia, sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. A seguire verranno premiati i vincitori della Maratona delle Idee - Green Jobs nelle Aree Protette.

“I colori della Murgia", talk show con cooking show e degustazione affidata allo chef Antonio Sgarra (scuola di cucina "Anice Verde") e focus sulla comunità dei produttori di legumi dell'Alta Murgia e presentazione del progetto di recupero del Cece Rosso di Cassano delle Murge, organizzato dal Slow Food alle 19:30, chiuderà gli appuntamento della seconda giornata del Festival della Ruralità prima del concerto dei Camera Soul.

La Giornata nazionale degli Alberi compie 5 anni

(Pixabay)
di NICOLA ZUCCARO - Il 30 dicembre 1923 con il Regio Decreto n.3267 (Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani) veniva ufficialmente istituita la Festa degli Alberi. Quanto recitato nell'art.104 del relativo testo legislativo, ovvero "Essa sarà celebrata ogni anno nelle forme che saranno stabilite d'accordo tra i Ministeri dell'Economia nazionale e dell'istruzione pubblica", individuava nell'albero quel simbolo germogliante per ciascun altro settore della vita italiana.

Trattasi di un dettaglio storico di non poco conto che, pur fondamentalmente interessando l'allora Regno d'Italia, sia per la forma legislativa, sia per la relativa dimensione geografica, richiamava attraverso gli alberi quei cavalli di battaglia del vigente Regime Fascista quali la potenza e la fertilità.

Elementi che, 90 anni dopo, non hanno condizionato i legislatori dell'Era Repubblicana. Essi, con Legge del 14 gennaio 2013, n.10 (Norme per lo Sviluppo degli Spazi Verdi Urbani), indicavano il 21 novembre quale "Giornata nazionale degli alberi" ma con finalità pertinenti lo sviluppo delle politiche ambientali, in linea con l'attuazione del protocollo di Kyoto.

L'ampia descrizione storica annovera questa ricorrenza a 95 anni di distanza dalla sua prima istituzione in veste festiva e a 5 anni dal provvedimento legislativo precedentemente menzionato quale giornata di riflessione da parte dell'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali sui temi della vivibilità degli insediamenti urbani, attribuendole un rilevante valore etico, culturale e sociale.

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