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Ambiente: trovata balena morta con 40 kg di plastica nello stomaco

MANILA - L'elenco, come le foto, è straziante: 16 sacchi utilizzati per imballare il riso, numerosi sacchetti della spesa, bottiglie e addirittura una vaschetta. Complessivamente 40 chili di plastica nello stomaco di una balena a becco di Cuvier trovata morta nelle Filippine. Lo hanno riportato i ricercatori del D'Bone Collector Museum, che hanno recuperato la carcassa del cetaceo all'inizio del mese nelle acque a est di Davao City. In un post Facebook, riporta oggi la Bbc online, i ricercatori hanno scritto che si tratta della quantità di plastica «più grande mai vista in una balena». Il museo ha reso noto che nei prossimi giorni pubblicherà online la lista completa degli oggetti rinvenuti nella carcassa della balena. 

E' l'ennesima terribile e macabra cartolina, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che arriva da un oceano sempre più devastato dall'inquinamento da plastica: sarà l'autopsia a dover decretare come è morta esattamente la balenottera, ma l'impressionante quantità di rifiuti rinvenuti al suo interno fa presupporre la complicità del materiale ingerito nel decesso del cetaceo. Peraltro, in Asia i ritrovamenti di questo tipo cominciano a diventare abbastanza comuni. Da sole le Filippine, sono una della nazioni del continente asiatico che contribuisce di più all’inquinamento degli oceani, secondo Ocean Conservancy.

Friday for future, Pisicchio: "Pagina storica per le politiche ambientali"

BARI - “Le piazze, i colori, gli striscioni e le sfilate di ieri, in ogni angolo del pianeta e della nostra Puglia, ci hanno consegnato una pagina storica per le politiche ambientali, ricordandoci che Greta e i nostri ragazzi vogliono essere i protagonisti di questa battaglia: salvare la bellezza del nostro pianeta. Noi adulti però abbiamo il dovere di non disperdere questo appello globale, dando delle risposte con degli strumenti di azione e un serio cambio di passo nelle politiche di programmazione. A tutti i livelli”. Così l’assessore alla Pianificazione Territoriale e al Paesaggio, Alfonso Pisicchio, sul “Friday for Future”, la giornata internazionale di mobilitazione sui cambiamenti climatici.

“La nostra regione – spiega l’assessore – non a caso si sta dotando della Legge sulla Bellezza, una legge che ci indica le buone pratiche su temi quali la tutela del paesaggio, la riduzione del consumo di suolo, il rispetto degli habitat naturali e l’eliminazione di tutti quegli elementi che deturpano il nostro territorio. Un territorio troppo spesso, e purtroppo, ferito da un clima impazzito. Ecco perché la vera bellezza deve prima partire da ciascuno di noi nella piccola quotidianità con comportamenti virtuosi e rispettosi del nostro pianeta. E non a caso nel tour di partecipazione, che sto conducendo in queste settimane per spiegare la nostra legge e per raccogliere le istanze delle comunità, tantissimi cittadini attivi indicano nei cambiamenti climatici il vero mostro che mette in serio pericolo la nostra bellezza pugliese, le nostre riserve e aree naturali protette, i nostri parchi, i nostri mari, la nostra costa. E ai ragazzi che ieri hanno pacificamente invaso le strade della nostra Puglia dico: nulla è ancora perduto, continuate su questa strada, divulgate e diffondete più che potete questi temi. Ai noi adulti tocca ascoltare e agire”. 

Ex Ilva: via a costruzione copertura parchi minerali

TARANTO - E' stato terminato nello stabilimento ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto il secondo arco della struttura di copertura dei parchi minerali. "A lavori conclusi - si legge in una nota dell'azienda sui suoi profili social - l'opera avrà un ruolo decisivo nel limitare la dispersione di polveri verso la città e in particolare il centro abitato di Tamburi". L'arco è lungo circa 84 metri.

L'azienda friulana Cimolai dovrebbe ultimare la copertura dei parchi minerali entro l'ultimo trimestre 2019 e la copertura del parco fossili entro maggio 2020. Ogni struttura, una volta completata, avrà una lunghezza di 700 metri e una larghezza pari a 254 metri (quindi una luce complessiva di 508 metri).

"Oltre il danno la beffa! Ancelor Mittal non solo inquina come e quanto prima, ma non ha portato nessun beneficio all’economia locale e pugliese: e così i tarantini sono beffati due volte, la prima per le condizioni ambientali e di salute nelle quali sono costretti a vivere a causa dell’inquinamento provocato dall’acciaieria, la seconda dovendo assistere all’arricchimento di aziende del Nord che vengono chiamate anche dalla nuova proprietà per alcuni lavori che devono effettuarsi nel siderurgico. Insomma, privati di salute e di soldi". Così in una nota il consigliere regionale di Direzione Italia, Renato Perrini. 

"Dopo la mia ultima interrogazione - prosegue Borraccino - è apparso a tutti chiaro che i rapporti fra Regione Puglia e Acelor Mittal sono pari a zero, l’assessore allo sviluppo economico, Borracino, è stato chiaro: decarbonizzazione e abbassamento dei livelli di inquinamento, sono le condizioni che vengono poste per intraprendere qualsiasi tipo di contatto". 

"Ma nel frattempo? C’è bisogno di un’azione sinergica che smuova questa stasi che è un danno per tutto il territorio, ma anche per tutta la Puglia. Di qui - conclude Perrini - il mio appello a tutta la politica regionale, alle associazioni di categoria, Confindustria e sindacati in testa, ma anche a tutti i movimenti per attivare qualsiasi azione utile per “costringere” la nuova proprietà dell’ex Ilva a collaborare con le istituzioni e partenariato sociale pugliese".

Fridays For Future, in migliaia in corteo a Bari

BARI - Sono diverse migliaia di persone, almeno 6mila secondo la questura, che partecipano al corteo appena partito da piazza Diaz a Bari per il Global Strike For Future degli studenti che oggi riempirà le piazza e le strade di tutto il mondo. 

Annunciato da mesi, oggi, 15 marzo 2019, il primo Sciopero mondiale per il Futuro, ad indirlo il movimento Fridays for Future. Il coordinamento barese, già all’attivo con numerosi sit in, scenderà in strada con un corteo a partire dalle 9,30am sino all’1pm. L’appuntamento è in piazza Diaz, l’arrivo in Piazza Libertà. 

In programma prevede anche attività ludiche e artistiche per i più piccoli (scuole elementari e medie) e interventi per i ragazzi e le ragazze più grandi, dibattiti circolari sulla tematica del cambiamento climatico al fine di sensibilizzare un senso critico attivo e ponderato. In fine un piccolo spettacolo realizzato da tre ragazzi del liceo Socrate di Bari, che concluderà la mattinata ma non i Fridays for future, i quali proseguiranno ogni venerdì a venire. 

Tante gli Istituti e Licei che domani rimarranno vuoti per protestare contro l’ingerenza dei potenti ai cambiamenti climatici, molte le associazioni che aderiscono come Wwf Levante Adriatico, Wwf Young Italy, Associazione di volontariato InConTra per i senza fissa dimora e famiglie indigenti, No Triv, ISDE, Lav, Lipu, Greenpeace, SISM, Zero Waste Puglia, Gaia – L’Altritalia Ambiente e ancora altre che stanno continuando a palesare la loro partecipazione sui canali di comunicazione del Fridays for Future barese. 

Sull'onda dei movimenti contro il cambiamento climatico lanciati da Greta Thunberg il #fridaysforfuture, dopo essersi diffusa per tutta l’Europa e non solo, mette radici anche in Puglia, il tutto per dar voce alle nuove generazioni che chiedono politiche ambientali più costruttive e lungimiranti. L’invito a partecipare è aperto ad ogni scuola, associazione, università, o singolo individuo che voglia unirsi alla manifestazione. 

"Gretas fight is our fight!" Con questo motto, vogliamo unirci alla lotta contro il cambiamento climatico lanciata da Greta Thunberg, formidabile e temeraria ragazza, che a soli 11 anni aveva già compreso l'importanza fondamentale di un impegno politico e sociale costante e attivo per la preservazione ambientale del nostro pianeta. Poche settimane fa, Greta ha parlato ai "grandi della terra" durante la Cop 24 in Polonia, senza paura di denunciare l'insufficienza delle politiche poste in campo fino ad oggi e lanciando un monito importante: non abbiamo più tempo! Dobbiamo agire in fretta, con razionalità e intelligenza a lungo raggio. La chiamata di Greta alla difesa della Terra non può restare inascoltata. Vogliamo attivarci unendoci al movimento "Fridays for future", che invita soprattutto i giovani a non restare inerti di fronte all'indifferenza verso questo tema e a chiedere a gran voce, subito, soluzioni politiche ecosostenibili. Ricordiamoci che la Terra non ha bisogno di noi; ma noi abbiamo bisogno di lei. 

Marianna Panzarino, prima a portare ed istituire il movimento FFF nel barese, scrive: “Siamo studenti e studentesse liceali, universitari/e, figli e figlie di una generazione cresciuta all’interno della crisi climatica globale. L'umanità sta attualmente causando la sesta estinzione di massa delle specie e il sistema climatico globale è sull'orlo di una crisi catastrofica. Gli effetti del cambiamento climatico toccano milioni di persone in tutto il mondo. Anche qui. Anche adesso.” 

Ambiente, Stea: "Scoperte nuove discariche a cielo aperto bel Barese"

BARI - Discariche a cielo aperto ai bordi delle strade dove rifiuti di ogni genere campeggiano in bella mostra. A segnalarle sono gli agenti della Polizia ambientale, il corpo di vigilanza istituito con la legge regionale 37 del 2015 con le funzioni di controllo, tutela e rappresentanza del territorio. Gli agenti, distribuiti su tutto il territorio pugliese, pattugliano le aree più idonee all’abbandono di rifiuti per denunciare o accertare illeciti.

L’ultimo atto in ordine di tempo si è verificato nel territorio di Adelfia-Cellamare, nel Barese, dove gli uomini della vigilanza ambientale di Brindisi in servizio esterno, agenti Vincenzo Sbiroli, Quirico Oliva e Michele Chieco, hanno segnalato la presenza di un notevole quantitativo di rifiuti sparsi su un tratto di strada sterrata che collega la provinciale Adelfia-Valenzano con la statale 100. Grazie alla segnalazione del servizio di vigilanza ambientale regionale, gli uomini della Cogeir Costruzioni e Gestioni, azienda che raccoglie i rifiuti differenziati del comune di Casamassima, hanno dato seguito alle attività di rimozione rifiuti abbandonati nel tratto Adelfia – Casamassima - Valenzano, anche provvedendo alla raccolta dei rifiuti sparsi ed in alcuni casi interrati attraverso l'utilizzo di escavatori e un camioncino compattatore. I rifiuti sono stati differenziati per essere poi portato negli appositi luoghi di scarico. E’ stato proprio su impulso dell'assessore all’Ambiente Gianni Stea che è partita l'attività di presidio e controllo del territorio. 

 “Una buona pratica – spiega Stea - quella della Regione Puglia e quella posta in essere dal Comune di Casamassima che ci si augura possa essere seguita, con la stessa sinergia, anche da altre amministrazioni. Spesso infatti, dopo la segnalazione del servizio di vigilanza regionale una delle maggiori difficoltà sta proprio nella impossibilità finanziaria dei Comuni a procedere alla pulizia delle aree con presenza di rifiuti. Su questo si dovrà ragionare e trovare ogni possibile soluzione”.

Barriera corallina a Monopoli, "Scoperta unica nel suo genere"

BARI  - “Il banco coralligeno scoperto al largo di Monopoli dai ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università, rappresenta una interessante novità per la nostra costa. Innanzitutto perché potrebbe estendersi ben oltre quel tratto di mare, costituendo un caso unico nel Mediterraneo. Ma anche perché l’area rappresenta senza dubbio l’habitat ideale per numerose specie e organismi marini. Ora quindi, fatta la scoperta, diventa necessario preservarla con la collaborazione non solo delle Istituzioni ma anche dei cittadini e delle categorie dei lavoratori del mare". Così in una nota l'assessore regionale all'Ambiente Stea.

"La giunta regionale - prosegue Stea - sta pensando ad un lavoro di concerto con le Capitanerie affinché si possa avviare l’iter per una nuova area marina protetta. Coinvolgeremo nel progetto anche le marinerie affinché nessuno possa sentirsi penalizzato, ma tutti si contribuisca alla creazione di una nuova visione di tutela ambientale e di un ecosistema che è certamente non diffuso nel Mediterraneo. L'obiettivo, come per esempio avviene per Torre Guaceto, deve essere quello di offrire un modello di sviluppo sostenibile della zona costiera e marina, in un percorso di miglioramento continuo, ma anche con azioni di sorveglianza attiva atte a scoraggiare pesca di frodo e attività che possano danneggiare l’ecosistema. Se si lavora insieme, coinvolgendo come detto i rappresentanti delle attività produttive, sono certo che la strada dei parchi protetti, sia sulla terraferma che in mare, sia la migliore non solo per la più accurata tutela di un territorio per molti aspetti unico al mondo, ma anche per lo sviluppo di un turismo più attento che non potrà che essere di ulteriore spunta allo sviluppo alla Puglia. E’ questa - conclude Stea - la scommessa che voglio portare avanti con i colleghi assessori regionali, ognuno per le proprie deleghe. Certo di trovare sulla stessa linea, e pronti alla collaborazione, anche i Ministeri competenti”.

Mamme a Taranto: "Chiudete l'Ilva, non le scuole"

(credits: La Repubblica-Bari)
TARANTO - Centinaia di cittadini si sono riuniti stamane al Municipio di Taranto, dov'è attualmente in corso il "Presidio contro l'inquinamento". Uno striscione attira l'attenzione dei passanti, recita: "Chiudete l'Ilva, non le scuole". In prima linea a protestare vi sono le madri del rione Tamburi, con i loro figli che inscenano girotondi e partecipano ad attività didattiche improvvisate in strada.

In Municipio ci sono anche gli alunni delle scuole elementari Deledda e De Carolis, chiuse in attuazione dell'ordinanza del sindaco Melucci, in attesa di conoscere i risultati dei controlli in corso ad opera di Arpa ed Asl. Nuove indagini sono state, infatti, commissionate per comprendere i rischi derivanti dalla vicinanza dei suddetti plessi didattici alle collinette ecologiche dell'ex-Ilva, poste sotto sequestro dal Noe in quanto trasformate in discariche di rifiuti industriali.

Rotaract: nasce 'We love the sea international'

BARI - Tutti armati di guanti e buona volontà, come sempre è questo lo slogan promosso, ancora una volta, dai ragazzi del Rotaract Club Bari Agorà che continuano il loro progetto “We Love The Sea” a Gallipoli con il Rotaract Club Nardò e la Surfrider Foundation, quale organizzazione ambientale no-profit statunitense che opera per la protezione e la salvaguardia degli oceani, delle onde e delle spiagge del mondo.

Ma questa volta il Rotaract Club Bari Agorà ha fatto di più. Gli agorini hanno esteso “We Love The Sea” a tutti i Rotaract Club, non solo dei distretti italiani, ma anche dei distretti internazionali.

Numerosissime le adesioni dallo Sri Lanka al Brasile, per poi passare ai club Europei, con ampia partecipazione in Italia e con una massiccia adesione dei Club della Liguria e della costa adriatica.

Ed infatti, come da indicazioni del Rotaract Club Bari Agorà, tutti i Club Rotaract di ogni Paese, domenica 31 marzo 2019 puliranno un tratto di spiaggia o in alternativa un parco o un fiume ribattezzando così “We Love The Sea” come “Global Action”.

«Nasce “We Love The Sea International” – afferma l’avv. Paolo Iannone (Presidente del Rotaract Club Bari Agorà) – una promozione di tutela dell’ambiente che si concretizza in una giornata mondiale di cleaning up. Ebbene, nell'ottica del nostro motto di Club di quest’anno “Together We Are Invincible” ci prepariamo a questo nuovo service con la consapevolezza che uniti, tutti insieme, si può portare il cambiamento nella comunità servendo sempre al di sopra di ogni interesse personale». Quindi servire e non servirsi, queste le parole del Presidente del Rotaract Club Bari Agorà che collaborerà, come sempre, con la Surfrider Foundation, associazione statunitense che concentra principalmente la sua attenzione ed attività sulle tematiche che riguardano la qualità dell'acqua, l'accesso alle spiagge e la loro preservazione al sostegno degli ecosistemi marini e costieri.

L’appuntamento con la “Giornata Mondiale del Clearing Up” è fissato per domenica 31 marzo 2019, a partire dalle ore 10:00, presso la spiaggia comunale Rivabella di Gallipoli, dove i volontari dei Club Rotaract Bari Agorà e Nardò  ed in contemporanea con gli altri Rotaract Club in altre spiagge, parchi e fiumi - nel corso del cleaning up - mostreranno ai partecipanti come piccole disattenzioni nella vita di tutti i giorni possano contribuire anche drammaticamente all’inquinamento dei mari e con essi tutto ciò che ne consegue sulla catena alimentare marina e di conseguenza sulla filiera del pescato. Al riguardo, l’avv. Paolo Iannone (Presidente del Rotaract Club Bari Agorà) ha dichiarato:«Ogni anno sempre più ci spinge l’incoraggiamento dei passanti e degli avventori delle spiagge che ringraziandoci per il nostro piccolo impegno civico ci riempiono - sempre - enormemente il cuore dandoci la giusta carica per fare sempre meglio non dimenticando mai il principio base che ci muove: service above self - ovvero - servizio al di sopra di ogni interesse personale».

Una lodevole iniziativa dei ragazzi del Rotaract Club Bari Agorà, da sempre attenta alle problematiche cittadine, i quali sono riusciti ad estendere e promuovere l’iniziativa in tantissimi Paesi del mondo.

Ex Ilva: Verdi choc, "a Taranto +916% diossina"

TARANTO - Il dramma ambientale non accenna a lenirsi a Taranto anche con la nuova gestione dell'Ex Ilva. "In un anno il valore della diossina a Taranto è aumentato del 916%", passando "da 0,77 picogrammi del 2017 a 7,06 picogrammi del 2018, molto vicino agli 8 picogrammi del 2009" quando nella "masseria Carmine furono prelevati 1.124 capi di bestiame per essere abbattuti". A denunciarlo il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, e il consigliere comunale Vincenzo Fornaro, ex allevatore, riportando "i dati di Arpa Puglia". 

Secondo i dati, "nella masseria Carmine si è passati da 0,77 picogrammi per metro quadro 'Die' ad un dato del 2018 pari a 7,06 picogrammi".

Nuova tegola anche sulle scuole del capoluogo jonico, dopo mesi di cosiddetti 'Wind Days': due degli istituti dei Tamburi - il quartiere vicinissimo al siderurgico ex Ilva, adesso Arcelor Mittal Italia - da oggi sono chiuse per 30 giorni con un’ordinanza del sindaco Rinaldo Melucci. Si tratta della Deledda e della De Carolis. Poco più di 700 alunni, bambini e ragazzi, vengono trasferiti in altri edifici scolastici del rione. Il sindaco ha preso tale decisione perché le due scuole sono vicinissime alle collinette ecologiche che l’Italsider pubblica fece costruire negli anni ‘70 per cercare di separare fabbrica e città. Melucci vuole risposte certe.

Chiede che dal ministero dell’Ambiente all’Arpa, l’Agenzia di protezione ambientale della Regione Puglia, gli dicano chiaramente se quelle collinette sono ancora oggi una fonte di pericolo. Per la Procura di Taranto, che ai primi di febbraio ne ha disposto il sequestro per inquinamento, le collinette lo sono, tant’è che è stata sollecitata la loro bonifica da parte dell’autorità giudiziaria.

I Genitori tarantini ad ArcelorMittal: "Stop agli impianti Ex Ilva"

TARANTO - Riceviamo e pubblichiamo la lettera dei Genitori Tarantini indirizzata ai dirigenti della compagnia ArcelorMittal Italia:

"Agli Amministratori Delegati di ArcelorMittal Italia

Non ci è pervenuta da parte vostra alcuna mail in risposta alla nostra, ma siamo venuti a conoscenza delle vostre dichiarazioni attraverso gli organi di informazione. Non saremo certamente noi a censurarvi, se questo è il vostro normale agire, ma ci riproponiamo a voi ancora attraverso una mail.

“Si tratta del piano più ambizioso mai intrapreso in una acciaieria in funzione”, ci fate sapere.

Bene, per far questo, per intervenire in una “acciaieria in funzione”, la Costituzione italiana è stata calpestata, offesa, colpita nel senso di giustizia che si respira in ogni suo articolo. Per fare questo, si è dovuto intervenire a livello legislativo per regalare immunità penale e amministrativa, già concessa ai commissari governativi, anche ai gestori privati, probabilmente unico caso nel mondo e sicuramente unico caso in Europa. Tutto questo con l’unico scopo di garantire quella continuità produttiva altamente inquinante che a Genova fu additata come dannosa per la salute delle persone e l’ambiente e a Taranto, di contro, sembra non sortire effetti, secondo alcuni. Per portare a termine le prescrizioni previste dal “Piano ambientale” si dovrebbero fermare gli impianti, così da non aver bisogno dell’enorme paracadute a voi fornito dai nostri governanti, vecchi e nuovi. Questa è la vera sfida! Questo è il vero passo che chi si sente parte dell’umanità dovrebbe compiere!

Sappiamo benissimo che non siete in possesso di bacchette magiche. Del resto, non abbiamo mai pensato, neppure per un secondo, che voi siate dei maghi. Più semplicemente, voi siete uomini di affari e come tali vi comportate, legati al vecchio quanto detestabile motto “business is business”.

E allora vai con l’inutile copertura dei parchi di minerale (“unica in Europa”, chissà perché) che modificherà in peggio la skyline della nostra città, incuranti delle bonifiche delle falde di superficie e di profondità. Non vedremo probabilmente più il cielo rosso delle giornate di maestrale, non potremo più fotografarlo, ma il Mar Piccolo e il Mar Grande continueranno ad essere inquinati perché “business is business”.

Come ripagare, allora, questa comunità? Vi sarete sicuramente chiesti.

Si vocifera, da qualche tempo, un avvicinamento di ArcelorMittal Italia alla squadra calcistica più rappresentativa del territorio. Non sappiamo se sono voci che resteranno tali, non sappiamo se sono soltanto desideri di qualche industriale locale.

Quello che per certo sappiamo è che i tarantini amano Taranto e solo per questa ragione tifano per il Taranto Calcio. Non è mai successo il contrario, né mai succederà".

Taranto, Peacelink: "Ritorna la diossina nella masseria Fornaro"

TARANTO - "Apprendo con stupore che sono stati rilevati nella cosiddetta "zona rossa" che comprende anche la nostra Masseria, Masseria Carmine, valori di diossina equiparabili a quelli di 10 anni fa. Questi dati dovrebbero pervenire dal deposimetro posizionato nel 2008 dall'Arpa sul tetto della nostra azienda. Qualora la notizia, lanciata oggi da Telenorba, si rivelasse vera sarebbe di una gravità inaudita, sarebbero stati cancellati come con un colpo di spugna 10 anni di battaglie. Mi chiedo cosa succederebbe oggi se avessimo portato nuovi animali a pascolare su quei terreni, avremmo forse subito una nuova mattanza, ma soprattutto mi chiedo come si possa affermare di aver risolto il problema Ilva se continuano a venir fuori dati così inquietanti. Ricordo che in quell’azienda ci vivo tuttora con la mia famiglia e la notizia di oggi mi lascia perplesso e preoccupato. Nelle prossime ore farò tutti gli atti consequenziali per approfondire la vicenda". Così in una nota Alessandro Marescotti, presidente di PeaceLink, che riporta la nota di Vincenzo Fornaro, ripresa da diversi media.

Puglia: approvata la proposta del M5S sul reddito energetico

BARI - Approvata oggi all’unanimità nella seduta congiunta di IV e V commissione la proposta di legge del M5S a prima firma del consigliere Antonio Trevisi per l’Istituzione del reddito energetico regionale.

“Siamo orgogliosi - dichiara Trevisi - che la Puglia sia la prima Regione in Italia a dotarsi di una legge per l’istituzione del Reddito energetico e ringrazio i colleghi della Commissione per l’approvazione all’unanimità. Come già detto dal ministro Di Maio durante l’inaugurazione del progetto a Porto Torres, il primo comune italiano in cui è stato sperimentato, auspichiamo che presto questa iniziativa sia replicata anche nelle regioni italiane e a livello europeo. Il reddito energetico coniuga la promozione della cultura delle energie rinnovabili con l’installazione di impianti fotovoltaici e l’inclusione sociale, favorendo principalmente i soggetti meno abbienti”.

La misura del reddito energetico prevede la concessione di contributi da parte della Regione per l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti delle abitazioni delle famiglie meno abbienti. L’utente beneficiario sottoscriverà una convenzione con il Gestore Servizi Energetici (GSE) per l’attivazione del servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta e s’impegnerà a cedere alla Regione i crediti così maturati nei confronti del GSE. In questo modo la Regione potrà ottenere ulteriori risorse per finanziare l’installazione di nuovi impianti, ampliando la platea dei beneficiari. L’iniziativa è stata sperimentata per la prima volta dai cinquestelle nel Comune sardo di Porto Torres. 

“Così facendo non solo daremo un sostegno alle famiglie in difficoltà - dichiara Trevisi - ma contribuiremo anche ad abbattere le emissioni atmosferiche attraverso il progressivo incremento della produzione d’energia elettrica da fonti rinnovabili. Con il reddito energetico vogliamo rendere i cittadini non solo fruitori ma anche produttori di energia, promuovendo un modello di generazione distribuita e favorendo l’autoconsumo. La Puglia è la regione che brucia più carbone in Italia, basti pensare che oltre il 40% del consumo nazionale viene bruciato in una fascia di 70 km tra Brindisi e Taranto. Le fonti rinnovabili e la generazione distribuita - continua il pentastellato - sono l’unica vera prospettiva di liberazione dalla dipendenza energetica dalle fonti fossili, a favore di un sistema caratterizzato da autonomia e partecipazione, volto a realizzare il modello dell’economia solidale nel settore energetico”.

'PuliAmo Bari', domani la presentazione del progetto del Rotary Bari Mediterraneo

BARI - Si terrà domani, giovedì 28 febbraio, alle ore 11, nella sala giunta di Palazzo di Città, la presentazione del progetto di sensibilizzazione ambientale “PuliAmo Bari”, ideato da alcuni studenti del liceo scientifico Fermi e finanziato dal Rotary Club Bari Mediterraneo.

Ad illustrare le modalità e gli obiettivi dell'intervento, in programma domenica 3 marzo nel parco 2 Giugno, una rappresentanza degli studenti promotori alla presenza della dirigente scolastica del Fermi Giovanna Griseta, della docente Luigia Laserra, del presidente del Rotary Club Bari Mediterraneo Jacopo Metta e del consigliere Massimo Maiorano.   

A Turi la differenziata più 'smart' di Puglia: schizza all'82% mentre l'ecotassa scende al minimo storico

BARI - Il comune di Turi si conferma ai primi posti in Puglia per la raccolta differenziata. Il dato di gennaio 2019 registra, infatti, la percentuale più alta mai raggiunta, pari all’ 82,32%, dato ulteriormente in crescita rispetto al trend già positivo del 2018 che ha consentito la riduzione al minimo dell’ecotassa. A Turi, infatti, è applicata l’aliquota minima, pari a 5,17 euro per ogni tonnellata di indifferenziato conferito in discarica.

Tale risultato premia il lavoro di squadra tra il comune di Turi, cittadini e Navita srl, società incaricata del servizio di raccolta rifiuti che negli ultimi due anni ha gestito la differenziata “porta a porta” con l’impiego delle tecnologie più avanzate, consentendo all’ente di diventare uno dei comuni più virtuosi in Puglia.

Una crescita esponenziale se si guardano i dati degli ultimi due anni: da novembre del 2016 (data di inizio del servizio da parte di Navita) in cui la percentuale di differenziata era al 19,79%, si è passati al 79,45% nel 2017 e all’80,45% nel 2018 (media annua), portando Turi al secondo posto della classifica regionale dei “Comuni ricicloni” di Legambiente. Oltre 4.600 tonnellate di rifiuti sono stati avviati a riciclo, a fronte di poco più di 1.100 tonnellate di indifferenziata.

“Il risultato raggiunto negli ultimi due anni – sottolinea Francesco Roca, amministratore unico di Navita - premia la serietà del nostro lavoro d’intesa con l’amministrazione ma soprattutto dà atto della grande sensibilità dei cittadini. Questi obiettivi si sono potuti raggiungere grazie ad un approccio industriale lungimirante nel settore: i cospicui investimenti nell’innovazione ci hanno permesso di rivestire un ruolo da protagonisti nella tracciabilità dei rifiuti urbani. Gli importanti risultati raggiunti sono solo il punto di partenza del nostro progetto che prevede traguardi sempre più ambiziosi”.

Ottimi risultati sono stati raggiunti anche a Bitetto, annoverata tra le smart green city, che vanta alte percentuali di differenziata (78,66 la media del 2018).

Il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane arriva a Bari

BARI - Quanto è inquinata l’aria delle nostre città? Come le aree urbane possono contribuire a combattere i cambiamenti climatici? L’Italia è pronta alla sfida per ridisegnare le nostre città a favore di una nuova mobilità elettrica, leggera, condivisa? Sono questi i temi al centro della nuova edizione del Treno Verde, la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, che da domani 22 febbraio sosterà a Bari per la seconda tappa di un tour che si concluderà ad aprile a Milano per promuovere un futuro con mobilità a zero emissioni, ridurre l’inquinamento (secondo il principio europeo “chi inquina paga”), puntare sull’intermodalità e sull’elettrico, a partire dai trasporti pubblici e la sharing mobility. 

Domani alle ore 11 ci sarà il taglio del nastro del convoglio ambientalista - in sosta al binario 4 Ovest della stazione centrale di Bari fino a domenica 24 febbraio - e a seguire la premiazione delle best practices sulla mobilità urbana e sostenibilità in puglia. Autorità, cittadini, aziende e start up saranno inoltre invitati a firmare il Manifesto per una mobilità a zero emissioni, dieci impegni per cambiare volto alle aree urbane e dare avvio a questa rivoluzione. Saranno presenti: Mirko Laurenti, Portavoce del Treno Verde;  Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia; Giovanni Giannini, Assessore alla Mobilità e Infrastrutture della Regione Puglia; Bruna Di Domenico, Direttore trasporto regionale Trenitalia Puglia; Pietro Petruzzelli, Assessore all’Ambiente Comune di Bari;  Federico Fusari, Direttore Generale Consorzio Ricrea.

Per responsabilizzare e informare i cittadini sul problema dell’inquinamento atmosferico, come di consueto ad accompagnare il viaggio del Treno Verde ci sarà sia uno speciale monitoraggio scientifico per misurare le polveri sottili (PM1, PM2.5 e PM10) e i flussi di traffico nelle città, anche grazie al progetto di Legambiente Volontari per Natura sulla citizen science (il contributo dei cittadini alla misurazione del livello di inquinamento e alla definizione delle soluzioni). 

Cittadini e studenti, come sempre, potranno salire a bordo del Treno Verde per visitare la mostra didattica e interattiva, allestita all’interno delle quattro carrozze, che permetterà di toccare con mano le sfide che abbiamo di fronte per segnare la fine dell’era delle fonti fossili e per dare una risposta efficace alla drammaticità dei mutamenti climatici. La mostra, il cui ingresso è gratuito, sarà visitabile da lunedì a mercoledì dalle 8:30 alle 14 per le scuole prenotate e dalle 16 alle 19 per tutti i visitatori.

Nella prima carrozza saranno approfonditi i rischi dell’inquinamento atmosferico e acustico, ma anche come i trasporti incidono sulle nostre vite e sul clima. Nella seconda carrozza, invece, saranno esplorate soluzioni innovative a zero emissioni ed intermodalità con le buone pratiche delle città italiane ed estere. Sempre in questa carrozza sarà presente Play Mobility, il progetto educativo del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane a disposizione di tutte le classi che visiteranno il Treno Verde. La terza carrozza del convoglio è, invece, tutta dedicata alla filiera del recupero e riciclo dei Pneumatici Fuori Uso (PFU) di Ecopneus, partner principale del Treno Verde. 

Infine nella quarta carrozza - dove come ogni anno saranno ospitate conferenze, dibattiti e laboratori - sarà possibile riflettere su come promuovere questo cambiamento in prima persona, attraverso la sharing mobility e le buone pratiche di condivisione della mobilità. 

Tra i Partner sostenitori che accompagneranno il treno nel suo viaggio fino a Milano c’è Enel X, un'azienda globale che guida la trasformazione del settore dell'energia. Enel X per quanto concerne la mobilità elettrica sta cercando di guidare quella che chiama “eMobility Revolution”. Alla base di questa rivoluzione c’è la creazione di un’infrastruttura di ricarica pubblica e privata che faccia superare le barriere all’ingresso, creando valore sostenibile e condiviso tra tutti gli stakeholder della filiera. Si batte fortemente per cancellare i “falsi miti” relativi alla mobilità elettrica e investono costantemente in innovazione (soprattutto legata alle batterie) e sistemi di connettività tra i veicoli.

A bordo ci saranno le migliori esperienze italiane impegnate sul fronte della sostenibilità ambientale, oltre ad Ecopneus ed Enel X, sarà presente l’altro Partner sostenitore  Ricrea; i partner Bosch, Iterchimica, Montello, Valorizza (brand di Sma e Gemmlab); i partner tecnici Con.Tec, Ecoplus, 100% Campania - Formaperta e come le esperienze dei partner start up Lime e Movecoin. Media partner del tour del convoglio ambientalista sono la Nuova Ecologia e QualEnergia. Gli allestimenti delle carrozze sono stati curati, invece, dall'Accademia delle Arti e nuove tecnologie di Roma.

"In Puglia 5000 morti per amianto"

(ANSA)
BARI - Secondo l'Osservatorio Nazionale Amianto in Puglia sono "circa 5.000 i morti causati o concausati dall'esposizione all'amianto nel periodo 1993/2015. Dunque circa 220 l'anno, per le sole patologie asbesto correlate. E statisticamente i tumori polmonari sono circa il doppio dei mesoteliomi, a cui vanno aggiunte le altre patologie causate dalla diossina e dagli altri inquinanti". A rendere note le cifre i responsabili dell'Osservatorio in due convegni organizzati oggi a Taranto e Bari.
"I morti per mesotelioma nella città di Taranto - ha osservato il presidente dell'Ona Ezio Bonanni - tra il 2006 e il 2011 sono la metà di quelli censiti nell'intera Puglia dal Registro regionale. Centoventuno morti solo di mesotelioma, di cui 99 uomini e 22 donne. A Taranto ci sono 25 casi di mesotelioma l'anno, con un'incidenza superiore di quattro volte ai dati di attesa". Secondo l'Ona "400% in più di casi di cancro tra i lavoratori impiegati nello stabilimento ex Ilva".

Giornata mondiale delle Zone umide


di DONATO FORENZA - La celebrazione internazionale del 2 febbraio è stata designata, fin dal 1996, quale “Giornata mondiale per le zone umide”. In tale data, nel 1971, è stata istituita la Convenzione Internazionale per le Zone Umide nella città di Ramsar, in Iran. Tra gli scopi vi sono quelli di sensibilizzare e aumentare la valenza dei territori da tutelare.

L'atto viene siglato nel corso della "Conferenza Internazionale sulla Conservazione delle Zone Umide e sugli Uccelli Acquatici", promossa dall'Ufficio Internazionale per le Ricerche sulle Zone Umide e sugli Uccelli Acquatici (IWRB- International Wetlands and Waterfowl Research Bureau) con la collaborazione dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN - International Union for the Nature Conservation) e del Consiglio Internazionale per la protezione degli uccelli (ICBP - International Council for bird Preservation).

La Convenzione si pone come obiettivo la tutela internazionale delle zone umide mediante la loro individuazione e delimitazione, lo studio degli aspetti caratteristici, in particolare dell'avifauna, e la messa in atto di programmi che ne consentano la conservazione degli habitat, della flora e della fauna. Nella Convenzione di Ramsar sono analizzate la varietà di zone umide, caratterizzate da ecosistemi: aree acquitrinose, paludi, torbiere, oppure zone naturali o artificiali d'acqua, permanenti o transitorie, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, comprese le zone di acqua marina; sono inoltre comprese anche alcune zone rivierasche, fluviali o marine, adiacenti alle zone umide, ed altre aree peculiari descritte nella Convenzione.

Si tratta di ecosistemi con altissimo grado di biodiversità, habitat vitale per gli uccelli acquatici. Il tema del 2019 è “Wetlands for Disaster Risk Reduction”; opportunamente individuato, tende ad evidenziare: - l’importanza, nel mondo. delle aree umide nella riduzione degli impatti sulle comunità di eventi climatici (inondazioni, siccità e cicloni); - il contributo che queste zone forniscono per aumentare la resilienza. Le zone umide svolgono importanti sevizi ecosistemici per la regolazione del regime delle acque e come habitat per la flora e per la fauna.  L’Italia è dotata di 65 Zone umide, pari a 82.331 ettari (dati Ministero Ambiente Tutela Territorio e Mare) e risultano tra gli ecosistemi più a rischio; infatti, pressione antropica e riscaldamento globale causano gap agli equilibri biologici. Si stima (fonte ISPRA) che nell'ultimo secolo, circa il 64% delle zone umide siano estinte.

La Giornata Mondiale delle Zone Umide, che si celebra in tutto il mondo il 2 e 3 febbraio,  è un’occasione da non perdere per conoscere e visitare questi ambienti straordinari che accolgono la più grande biodiversità della Terra. Sono state formulate manifestazioni in Puglia presso Masseria Le Cesine e Margherita di Savoia. In tutto il mondo e in Italia, per la celebrazione di questa ricorrenza, da Enti ed associazioni, sono stati organizzati seminari, visite guidate per scoprire le ricchezze naturalistiche del territorio, educare alla preservazione e conservazione;vari eventi sono stati previsti in Parchi nazionali, scuole, Oasi ed altre località sensibili.

Arpa Puglia: Emiliano firma i contratti a tempo indeterminato per i precari

BARI - Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha partecipato oggi alla firma di 43 contratti a tempo indeterminato per il personale precario dell’Arpa Puglia, agenzia regionale protezione ambiente.

Si tratta di giovani specialisti tra i quali ingegneri, chimici, fisici che rappresentano l’ossatura dell’Agenzia, strategica per i controlli ambientali previsti dalla legge.

 Questa mattina era presente anche il direttore generale di Arpa, Vito Bruno.

“Siamo riusciti a completare la stabilizzazione di questo personale grazie anche ai conti in ordine della Regione e dell’Arpa - ha detto il presidente Emiliano - rafforziamo l’Arpa e le assunzioni di oggi preludono a quelle che stiamo per iniziare nell’area di Taranto che potenzieranno la capacità della Regione di fare controlli sulla qualità dell’aria, dell’acqua, del sottosuolo e del terreno. Sono buone notizie sia per la Puglia che continua a crescere che per i lavoratori che per tanti anni hanno contribuito a servire la regione  nonostante il precariato”.

“E’ un impegno che abbiamo mantenuto - ha aggiunto il DG Vito Bruno - utilizzando la legge Madia, dando stabilità ai lavoratori e all’agenzia che utilizza risorse che si erano già formate su settori delicati e specialistici”.

Rifiuti in Puglia da Roma, "Non siamo la discarica della Capitale"


BARI - “La Puglia non è la discarica della sindaca di Roma, Virginia Raggi”. E’ il messaggio che l’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Stea invia al ministero dell’Ambiente che ha annunciato di voler impugnare davanti alla Consulta la norma inserita nell’ultimo bilancio della Regione che prevede un sovrapprezzo del 20% sulla tariffa di stoccaggio dei rifiuti provenienti da fuori.

“Qui non c’entra nulla una nuova tassa né misure atte ad ostacolare la libera circolazione delle cose e delle persone, ma si tratta di un equo compenso di solidarietà a titolo di compensazione e a tutela delle nostre comunità.

Infatti la maggiorazione del 20% è destinata alla costituzione di un fondo per il miglioramento ambientale del territorio interessato dai carichi extra di rifiuti. Un provvedimento del resto che è stato votato all’unanimità e quindi anche da 5Stelle pugliesi.

Invito il ministro Costa, di cui pure più volte ho apprezzato le iniziative a tutele dell’ambiente, a rinunciare al ricorso davanti alla Consulta che suona esclusivamente come un regalo, a spese dei pugliesi, alla sindaca Raggi per porre rimedio alla sua totale incapacità a far fronte all’emergenza rifiuti che da mesi ormai stringe d’assedio la capitale”.

Stea ricorda che la Puglia ha concesso a Roma di accogliere nei propri impianti 4.500 tonnellate di spazzatura raccolta nelle strade della Capitale nel mese di giugno.

Ma da allora, continuano ad arrivare qualcosa come 250 tonnellate al giorno di rifiuto trattato, che va direttamente in discarica.

“La nostra Regione ha al primo posto delle politiche in atto la tutela dell’ambiente e si sta lavorando senza sosta per chiudere il ciclo dei rifiuti. Peraltro se – come annunciato dalla Raggi – Roma non vuole discariche, impari a rispettare i cittadini delle altre regioni e smetta questo approccio arrogante e impositorio. La Puglia non è il ricettacolo dell’immondizia che altri – mare di promesse a parte – non sanno o non riescono a smaltire correttamente. Chi ci chiede aiuto metta in conto il contributo al risanamento dei territori interessati. E i grillini pugliesi per una volta almeno facciano sentire la propria voce di dissenso da ordini impartiti dall’alto”.

Economia globale e cambiamenti climatici a Davos


di DONATO FORENZA - Si è concluso da pochi giorni, a Davos, in Svizzera (patria del green) il Forum Mondiale Internazionale (FMI) sui temi della situazione economica mondiale, correlati con i complessi sistemi ambientali e sociali caratterizzati da vaste articolazioni intersettoriali: la globalizzazione 4.0, con domande sul futuro della Terra nell’età della Quarta Rivoluzione industriale.

A Davos è stato presentato il report delle università degli studi di Yale e Columbia che ha stilato una classificazione di 180 Paesi del Pianeta analizzati in relazione di 24 indicatori determinanti 10 subcategorie, concernenti alcuni parametri strategici tra i quali  la salute ambientale e la vitalità degli ecosistemi. Tale prezioso dossier è pubblicato con periodicità costante. La Sizzera è la nazione più green, definita dall'Environmental Performance Index, EPI, presentato al World Economic Forum di Davos.  In Europa ai primi posti sono situati anche Francia, Danimarca, Malta e Svezia, mentre Norvegia e Belgio arretrano, con l'Italia (16a) per la qualità dell'aria urbana e dei trasporti pubblici; seguono Olanda (18a), Canada (25a), Stati Uniti (27a) e Brasile (69a).

A causa delle pressioni sull'ambiente, dell'aumento demografico, della rapida crescita economica e dell'inquinamento atmosferico che risulta una notevole minaccia ambientale per la salute pubblica, due importanti paesi occupano posizioni finali: India (177) e Cina (120). Mentre, vi sono nazioni che sono afflitti da problemi rilevanti (disordini civili, riduzione delle emissioni dei gas, perdita di biodiversità, pulizia dell'aria)  che occupano gli ultimi posti (Nepal, Repubblica democratica del Congo, Bangladesh) e, ultimo, Burundi.

A Davos è emerso che è proprio nell’ambiente che va rilevato il rischio più pericoloso del 2018. Si ritiene che tra i 30 rischi globali sono preminenti cinque rischi ambientali tra i quali: condizioni meteorologiche estreme, collasso dell’ecosistema, disastri naturali, disastri causati dall’uomo, e il fallimento della mitigazione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici; naturalmente essi sono stati classificati in ordine di probabilità che si verifichino.

Vanno anche segnalati tra i rischi mondiali per il 2018, i notevoli problemi e conflitti derìvanti dalla disuguaglianza sociale. Inoltre, secondo esponenti (i più illuminati) del capitalismo internazionale, «è tempo di negoziare un nuovo contratto sociale»; mentre al primo posto tra i rischi più rilevanti per il business va registrato la disoccupazione-sottoccupazione e poi la “profonda instabilità sociale”. È opportuno far rilevare che la categoria dei rischi ambientali del 2018 prevalgono per il secondo anno consecutivo, dopo la rilevazione effettuata l’anno scorso: eventi climatici estremi, crisi idriche, disastri naturali, fallimento nella mitigazione e adattamento al cambiamento climatico.

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