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Bari, Fi: "A Japigia rifiuti ingombranti fuori dai cassonetti ignorati per giorni"


BARI - La città di Bari e l'Amiu: una storia infinita. In via Eraclide a Japigia e non solo numerose sono le segnalazioni accolte dai Giovani di Forza Italia per la presenza di rifiuti ingombranti lasciati fuori dai cassonetti di plastica, carta e inorganico ed ignorati per giorni dal servizio di nettezza urbana, nonostante questi passino per la raccolta quotidianamente.

"Ai cittadini va ricordato che in caso di rilascio, vicino ai cassonetti, di rifiuti come mobili e oggetti ingombranti, tranne apparecchiature elettriche, è loro diritto usufruire del servizio di Prelievo Rifiuti Ingombranti, completamente gratuito, disposto dal Comune di Bari chiamando il numero verde 800 011558 oppure utilizzando il nuovo servizio di prenotazione online presente sul sito di Amiu. Invece, agli operatori dell'Amiu va ricordato che in caso di ritrovamento di rifiuti ingombranti, inadatti ad essere trasportati dagli automezzi che svuotano i cassonetti, è loro dovere comunicare internamente la situazione al fine di organizzare il lavoro di recupero e smaltimento per risolvere celermente il problema. Va ricordato a tutti che ogni tipo di rifiuto lasciato fuori dai regolari contenitori e cassonetti è un potenziale pericolo e fattore di inquinamento per il nostri bambini, per il nostro territorio, per il nostro ambiente." dichiara il coordinatore FIG, Danilo Cancellaro -.

"È assurdo che ormai in questa città si possa fare davvero tutto, ivi compreso smaltire e abbandonare una vecchia moto vicino a dei cassonetti. Possibile che non si sia accorto di nulla nessuno? Auspichiamo in un immediata pulizia della zona", conclude.

Ilva, Peacelink: "Ecco cosa diremo al ministero"

TARANTO - PeaceLink parteciperà all’incontro con il ministro Luigi Di Maio. Due sono le cose che saranno portate a Roma. La richiesta di un nuovo decreto Attendiamo dal Presidente del Consiglio un nuovo decreto di ripristino della legalità per Taranto con cui venga: 1) abrogata l’immunità penale ai commissari ILVA; 2) abrogata l’immunità penale ai nuovi acquirenti dell’ILVA; 3) abrogato il decreto del presidente del consiglio dei ministri Gentiloni (DPCM 29 settembre 2017) che proroga fino al 2023 l’attuazione delle prescrizioni AIA che dovevano essere già state realizzate entro il 2015 dall’ILVA.

In particolare abrogando il DPCM del 29 settembre 2017 scatterebbe automaticamente l’applicazione dell’art. 29 decies del Codice Ambientale (dlgs 152/2006, sanzioni AIA) che prevede la “chiusura dell’impianto, in caso di mancato adeguamento alle prescrizioni imposte con la diffida e in caso di reiterate violazioni che determinino situazioni di pericolo e di danno per l’ambiente”. La legge prevede quindi la chiusura dell'impianto non a norma che produce situazioni di pericolo e di danno. Se non vi fossero stati i decreti salva ILVA, lo stabilimento - dopo le varie diffide ricevute in fase ispettiva - sarebbe stato chiuso in virtù del mancato rispetto proprio dell’art. 29 decies del dlgs 152/2006. In un paese civile sarebbe stata applicata la legge. Dura lex sed lex. Il nuovo governo non dovrebbe fare altro che ripristinare – di fronte alla conclamata situazione di pericolo sanitario e di danno ambientale – quelle norme di legge che i precedenti governi hanno cambiato in peggio e stravolto con decreti pro-ILVA, suscitando la contrarietà della Commissione Europea che ha già avviato una apposita procedura di infrazione per mancato rispetto della direttiva 75/2010/UE.

Il governo attuale - spiega Peacelink - può fare molto in nome della vera legalità. Si tratta solo di ripristinare la norme a difesa dell’ambiente e della vita che i precedenti governi hanno ignominiosamente sospeso. A Taranto i bambini che si ammalano di cancro sono il 54% in più rispetto al dato regionale. Vogliamo che i bambini di Taranto abbiano le stesse tutele dei bambini di Genova. A Genova è stata chiusa l’area a caldo perché non compatibile con la salute e quella produzione è stata trasferita a Taranto. Taranto ha diritto alle stesse tutele di Genova. Per l’ILVA di Taranto - dove è in corso un processo per disastro ambientale - va pertanto fermata l’area a caldo (ancora sotto sequestro) per il semplice motivo che non è stata messa a norma, nonostante tutte le promesse fatte e nonostante tutto il tempo che avevano a disposizione.

B) Una nuova tesi di laurea sulla riconversione di Taranto PeaceLink porterà al ministro Luigi Di Maio una inedita tesi di laurea in Pianificazione Territoriale che, partendo dalla procedura SERA (Security Engineering Risk Analysis), studia con rigore scientifico i processi di resilienza urbana e i percorsi per la riconversione economica di Taranto. La tesi è stata scritta da Cosimo Micelli (Politecnico di Bari, Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio). Nelle prossime ore questa importante ricerca sarà condivisa sul sito di PeaceLink. Riteniamo che tesi come queste dovrebbero diventare la strada su cui fare ricerca uscendo da una diffusa afasia tecnico-scientifica della politica, conclude la nota di Peacelink.

Bonifica Mar Piccolo: 2mila giorni per aprire uno spiraglio. Legambiente: "Finalmente, ma si rendano pubblici studi e sperimentazioni"

TARANTO - Il 4 luglio di quest'anno, dopo 2000 giorni dalla nomina del primo ''Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto'' e a 4 anni da quella dell'attuale Commissario, la dottoressa Vera Corbelli, la bonifica del mar Piccolo finalmente entrerà in una fase più concreta con l'inizio di un processo che speriamo possa portare, nel tempo, al completo risanamento ambientale di un'area di grande valore ambientale, paesaggistico ed economico.

Sarà infatti alle ore 14 del 4 luglio che si terrà la prima seduta pubblica del Seggio di gara nominato dal Commissario alle bonifiche ed avverrà l'apertura dei plichi contenenti le domande di partecipazione alla gara per l'Affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva e della realizzazione degli interventi di risanamento ambientale e messa in sicurezza dei sedimenti nelle aree prioritarie del Mar Piccolo di Taranto seno I mediante dimostrazione teconologica. (disponibile negli Allegati il Disciplinare di gara)

Legambiente ne è particolarmente contenta, anche se è tanto il rimpianto per il tempo trascorso aspettando l'esito di studi che non vengono ancora messi a disposizione della collettività tarantina . Viene l'amaro in bocca a rileggere quello che Legambiente scriveva a marzo del 2016, lamentando che fossero passati –allora- oltre mille giorni senza che si fosse passati dalle parole e dagli studi ai fatti. Ben 27 mesi fa Legambiente affermava:
"... crediamo sia essenziale che si comincino a sperimentare, in aree ristrette e sotto un attento monitoraggio, diverse possibili tecniche di bonifica e che, a tale fine, si invitino esperti e aziende, non solo italiani ma almeno europei, a misurarsi con l'unicum costituito dal Mar Piccolo".
" ... Perché le sperimentazioni richiedono i loro tempi, a volte lunghi, che vanno a sommarsi a quelli degli studi e finiscono per differire ulteriormente il momento dell'inizio della bonifica del Mar Piccolo. Perché pensiamo che anche gli studi commissionati dalla dottoressa Corbelli non saranno in grado di definire una univoca modalità di bonifica: daranno certo utili indicazioni, ma alla loro fine, comunque, occorrerà decidere e assumersi la responsabilità di una scelta. O, forse, della necessità di tecniche diverse a seconda della zona in cui andare a intervenire anche in base agli esiti delle sperimentazioni effettuate."

Da allora, purtroppo, fino ad oggi, è cambiato poco: l'unica attività che abbia conseguito risultati concreti è stata quella volta a ripulire i fondali dall'impressionante serie di oggetti accumulatisi nel tempo; "circa 370 tonnellate di rifiuti tra cui circa 3000 kg di pneumatici, 130 kg di batterie, 1500 kg di fusti, 180 relitti metallici, 100 attrezzi da pesca e 50 automobili " si legge sul sito del Commissario: un elenco allucinante che fotografa l'atteggiamento predatorio e incurante con cui, per troppi anni, si è guardato al nostro mare. La pulizia delle sponde del mar Piccolo - annunciata con il grande risalto dato al Progetto Verde Amico fin dalla firma il 24 giugno 2016 di un primo protocollo di accordo con la Regione Puglia, cui ha fatto seguito un verbale di accordo del 2 febbraio 2017 e un accordo di collaborazione del 24 aprile 17 - continua invece ad essere solo una promessa: nell'area del Galeso e lungo le rive del Mar Piccolo le discariche a cielo aperto continuano a regnare indisturbate.

L'indizione della gara per un importo pari a oltre 32 milioni di euro con l'obiettivo di "abbattere o pervenire a una riduzione del livello di contaminazione riscontrato nei sedimenti al di sotto delle soglie di intervento ICRAM 2004" ci fa però sperare che si stia voltando pagina, percorrendo sotto tanti aspetti la strada che indicavamo 27 mesi fa. Il Commissario alle bonifiche ha infatti stabilito nella procedura di gara le tre tecnologie su cui effettuare una verifica di efficacia, previa dimostrazione attraverso più interventi pilota: la prima è l'asportazione selettiva dei sedimenti con relativo recupero, la seconda è il capping con relativa ricostruzione dell'habitat naturale, la terza è la bioremediation in situ. Sostanzialmente esse coincidono con quelle già individuate nello studio di ARPA Puglia del 2014, considerato insufficiente dalla dottoressa Corbelli.

La fase di dimostrazione tecnologica riguarderà un lotto di circa 2000 metri quadri per la asportazione selettiva dei sedimenti, un altro di circa 800 per il capping - con una tempistica, comprensiva del monitoraggio post opera, superiore ai 400 giorni lavorativi per entrambe le tecnologie- e 12 metri quadri per la bioremediation con una tempistica di 635 giorni lavorativi. La fase di realizzazione degli interventi veri e propri riguarderà invece 90mila metri quadri per l'asportazione selettiva dei sedimenti, 45mila metri quadri per il capping e 11mila metri quadri per la bioremediation, da effettuarsi rispettivamente in complessivi 380, 315 e 635 giorni lavorativi.
Tempi lunghi, come d'altronde ci aspettavamo considerata la gravità dell'inquinamento dei sedimenti e la complessità del Mar Piccolo. Oltretutto non c'è certezza che il tutto non si traduca in un nulla di fatto: il Commissario si è infatti riservato la facoltà , qualora nessuna delle offerte ricevute risultasse conveniente o idonea, a non procedere né alla fase della dimostrazione tecnologica né a quella successiva dell'aggiudicazione della gara. E' quindi presto per cantare vittoria; occorrerà verificare tutto l'iter amministrativo e i risultati delle sperimentazioni per poter cominciare a sperare davvero in un futuro diverso per il nostro mare, così come saranno necessarie altre ben più consistenti risorse da dedicare alla sua bonifica, ma finalmente ora ci sono i presupposti per poter conseguire risultati significativi.

Ci auguriamo che questa svolta riguardi anche il rapporto della struttura commissariale con la città, nel segno di una reale disponibilità alla condivisione degli esiti delle ricerche già svolte e delle future sperimentazioni. Siamo ancora in attesa di conoscere i risultati degli studi effettuati in questi quattro anni, su cui abbiamo più volte inutilmente richiesto pubblicamente lumi al Commissario e per i quali torniamo a ribadire che vanno messi a disposizione della collettività anche perché pagati con denaro pubblico. Del resto non si comprende il motivo di tanta riservatezza. Solo quando verranno resi pubblici si potrà valutarne le novità rispetto a quelli effettuati e disponibili dell'ISPRA del 2010, del CNR del 2011, dell'ARPA Puglia del 2014.

Sul sito del Commissario, alla voce relativa agli interventi di risanamento e/o messa in sicurezza permanente dei sedimenti contaminati, leggiamo che sono in fase di completamento le valutazioni relative a possibili interventi da realizzare e che è in corso di completamento la zonizzazione delle aree del mar piccolo ai fini del rischio e dei possibili interventi da realizzare. Ci stupisce il fatto che nel bando di gara non venga indicata l'ubicazione di ciascuna area all'interno della quale testare ognuno degli interventi previsti, rimandandone l'esplicitazione alla comunicazione che verrà effettuata ai soli operatori ammessi alla fase della dimostrazione tecnologica tenuti, in via generale, a "rispettare gli obblighi di non divulgazione delle informazioni riservate eventualmente acquisite".

Legambiente seguirà con grande attenzione l'iter della gara, sperando che, dopo 2000 giorni, la bonifica del Mar Piccolo di Taranto diventi finalmente un po' meno una chimera e un po' più una realtà concreta.

Puglia: nuovo piano regionale rifiuti, al via il processo partecipativo

di REDAZIONE - Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il commissario straordinario dell’Ager, Gianfranco Grandaliano, il direttore del dipartimento Ecologia Barbara Valenzano e la consigliera del presidente per l’attuazione del programma Titti De Simone hanno presentato nella mattinata di giovedì 14 giugno 2018, il documento di proposta del nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani.

Per la prima volta l’adozione del piano sarà integrata con quanto previsto dalla legge sulla Partecipazione (legge regionale 28/17), con l’istituzione di tavoli di confronto sul documento, che si svolgeranno presso la Casa della Partecipazione nella Fiera del Levante di Bari.

Il 26 giugno alle 15 sono state invitate le associazioni ambientaliste, di volontariato e dei consumatori. Il 28 giugno saranno incontrati gli operatori economici, le parti sociali e gli ordini professionali alle 10, alle 15 saranno senti gli enti pubblici e locali.

I tavoli saranno coordinati dai tecnici del dipartimento mobilità qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio e produrranno un report a cura dell’Ufficio partecipazione.

Su www.regione.puglia.it/partecipazione è possibile scaricare integralmente il documento di proposta del piano.

Il piano inquadra la gestione dei rifiuti urbani e del loro trattamenti e quella dei fanghi di depurazione, con l’obiettivo della chiusura del ciclo. Prevede l’aggiornamento dei criteri localizzativi degli impianti di gestione dei rifiuti, comprende l’aggiornamento dei  criteri localizzativi degli impianti di gestione dei rifiuti.

Gli obiettivi sono la riduzione del 5% della produzione di Rifiuti Urbani per unità di PIL al 2020 rispetto al 2010, la riduzione del 10% della produzione pro capite di rifiuti urbani al 2025 rispetto al 2015, riduzione del 30% della produzione di rifiuti alimentari rispetto al 2015 nel 2025.

Le azioni saranno: incentivi ai comuni per la tariffazione puntuale, agevolazioni di carattere fiscale e tariffaria per gli operatori economici, accordi di programma con associazioni di categoria e con la Grande Distribuzione Organizzata, incentivi alla produzione di beni e servizi con marchio Ecolabel e alle imprese dotate di registrazione Emas e certificazioni ISO 14001, estensione ai marchi di prodotto pugliesi esistenti dell’impronta ambientale.

Entro il 2020 si raggiungerà la percentuale minima del 65% di raccolta differenziata, con l’organizzazione dei sistemi di raccolta in maniera tale da consentire la distinzione tra le utenze domestiche e quelle non domestiche.

Saranno organizzati i sistemi di raccolta per minimizzare la presenza di frazioni estranee nella raccolta differenziata.

I comuni saranno incentivati per la realizzazione dei centri comunali di raccolta (CCR), la perimetrazione delle aree omogenee per i sistemi di raccolta, spazzamento e trasporto.

Tra gli obiettivi, l’incremento del riuso, riciclaggio e recupero di materia, con la realizzazione di impianti pubblici per il trattamento e per il recupero ai fini della chiusura del ciclo di gestione, degli imballaggi e l’introduzione dell’obbligo di avvio a recupero dei materiali riciclabili come metalli e plastiche da rifiuti urbani indifferenziati.

Saranno incrementati del 50% in termini di peso entro il 2020 i rifiuti urbani differenziati preparati per il riutilizzo e il riciclaggio rispetto al 2020, il  riciclaggio del 90% della FORSU al netto degli scarti, il raggiungimento entro il 2025 del 70% dei rifiuti ingombranti e dei rifiuti da spazzamento stradali preparati per il riuso ed il riciclaggio; raggiungimento entro il 2025 del 70% in peso dei rifiuti da imballaggio preparati per il riciclaggio e del 5 % dei rifiuti di imballaggio destinati al raggiungimento entro il 2025 delle seguenti percentuali in peso per la preparazione al riuso ed al riciclaggio dei seguenti specifici materiali contenuti nei rifiuti di imballaggio: 60% plastica, 65% legno, 80% metalli, 80% alluminio, 80% vetro, 90% carta e cartone; raggiungimento entro il 2025 della percentuale del 60% rispetto al totale dei rifiuti urbani e assimilati agli urbani prodotti, dei rifiuti preparati per il riuso e il riciclaggio, ivi inclusa una percentuale minima del 3% del totale preparato per il riuso;

Gli obiettivi per lo smaltimento in discarica sono: il mantenimento dell’autosufficienza a livello regionale per lo smaltimento in discarica dei rifiuti urbani e dei rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani

Entro il 2025 raggiungimento del limite massimo del 10% di rifiuti urbani e del trattamento dei rifiuti urbani destinati allo smaltimento in discarica rispetto al totale dei rifiuti urbani prodotti.

Le azioni saranno: mantenimento dell'autosufficienza a livello regionale senza ricorrere alla realizzazione di nuovi siti di smaltimento in discarica, Adeguamento degli impianti di TMB, Adeguamento degli impianti di produzione di CSS Introduzione previsione normativa inerente l'inquadramento dell'utilizzo della frazione organica stabilizzata in operazioni di recupero R10, Definizione di tariffe regolate e prestabilite per il ricorso allo smaltimento in discarica autorizzati per il conferimento di rifiuti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani,  aggiornamento dei titoli autorizzativi e introduzione di divieti di conferimento in discarica per specifici CER di rifiuti recuperabili.

La gestione dei fanghi da depurazione e il piano di bonifica dei siti inquinati completano la proposta di Piano.

Per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano “La bozza del Piano dei rifiuti della Puglia che abbiamo presentato oggi è rivoluzionaria rispetto al passato perché centralizza tutta la strategia sugli impianti pubblici. Ovviamente sapevamo della forte opposizione da parte di alcuni grandi imprenditori su questo piano, forse speravano che non avessimo la forza e il coraggio di presentarlo. Ovviamente se c'è una cosa che certamente non ci manca è il coraggio e lo abbiamo dimostrato.

Voglio però dire che questo piano non ha intenzione di distruggere le aziende private che si occupano dei rifiuti in Puglia: vogliamo solo precisare che la strategia la fa la Regione Puglia con i Comuni e che poi i privati debbono obbedire agli interessi generali della popolazione.

E quindi i privati sono benvenuti ma l'epoca in cui erano loro a costruire la strategia di gestione dei rifiuti è finita. Ed è finita credo anche in modo utile per loro perché in questa maniera il mercato sarà più equilibrato, con maggiore concorrenza della filiera del riciclo industriale. Qui servono adesso imprese che dopo la raccolta differenziata, utilizzino i materiali differenziati e ne facciano oggetto di produzione industriale: l'organico per il compost, i reflui da parte dell'acquedotto dovranno essere riutilizzati in agricoltura e tutti gli altri materiali che devono essere differenziati devono essere poi venduti, valorizzandoli ad aziende private che li devono utilizzare in processi industriali”.

“Questo è il compito della legge successiva – spiega Emiliano - che stiamo studiando, quella sull'economia circolare, che tende a prevenire la produzione di rifiuti e ad utilizzare in maniera economicamente apprezzabile tutto ciò che si differenzia da parte dei cittadini.

Colgo l'occasione per ringraziare i pugliesi ,perché in questi due anni di mia presidenza abbiamo fatto un balzo in avanti del 16 per cento nella raccolta differenziata. Questo terrà basse le tasse nei loro Comuni e sta aiutando la Regione Puglia a diventare credibile in Italia sulla questione della gestione dei rifiuti perché fino a pochi anni fa purtroppo eravamo una Cenerentola. Questa bozza di piano viene sottoposta per la prima volta all'applicazione della legge sulla partecipazione, cioè la discussione tecnica non avverrà solo nelle Commissioni o nel Consiglio Regionale ma da parte di tutte le associazioni, i Comuni, i Sindaci che faranno richiesta di partecipare e dare suggerimenti per la modifica del piano. Questo consentirà il miglioramento del piano e il controllo da parte dei cittadini sulla trasparenza delle procedure”.

Secondo il direttore del Dipartimento, Barbara Valenzano inoltre  “La nuova strategia della Regione Puglia sulla gestione dei rifiuti non prevede la realizzazione di nuove discariche e di nuovi impianti di incenerimento. Questa è una novità importantissima. Il nuovo piano riguarda la gestione di tutti i rifiuti, non solo gli urbani ma anche gli speciali, il trattamento dei fanghi, e tutti quelli derivanti dalle attività di bonifica,  quali ad esempio i rifiuti gassosi ed il percolato. Abbiamo ampliato quindi il campo d'azione rispetto al precedente piano.

Prevediamo l'introduzione di nuovi impianti e tecnologie per il recupero di plastica, vetro, carta e cartone, RAEE, imballaggi che nella Regione Puglia non sono attualmente presenti, ed il recupero dell'organico, unitamente ai fanghi, a dare il compost che attualmente viene acquistato fuori regione. E soprattutto, lo ripeto, non prevediamo nuovi inceneritori, ma semplicemente il riefficientamento degli esistenti ai fini del trattamento del Combustibile Solido Secondario 'End of Waste', ossia il combustibile solido secondario 'non rifiuto', nel rispetto delle ultime Bref di settore 2017, ossia prevedendo l'attuazione delle migliori tecniche disponibili ed il rispetto dei limiti BAT, che sono inferiori, di diversi ordini di grandezza, dei limiti disposti dal Codice dell'Ambiente per garantire la massima tutela della salute e degli ecosistemi.

Rispetto al Piano del 2013, grazie alle delibere assunte dall'attuale Amministrazione, negli ultimi due anni siamo passati dal 32% di raccolta differenziata al 48%. Con la realizzazione del nuovo Piano rifiuti e quindi introducendo centri di raccolta, impianti REMAT, impianti di trattamento e recupero di plastica/vetro/cartone, RAE, organico e soprattutto impianti con trattamento meccanico più spinto, riusciremo a breve termine nel 2020 già a raggiungere il 65-70%. Per il 2025 l'obiettivo target è di avere al massimo il 10 per cento dei rifiuti in discarica e trattamento residuale.

Per il commissario dell’AGER, Gianfranco Grandaliano “gli obiettivi del piano sono condivisi con il Dipartimento, perché l’Agenzia è soggetto attuatore delle politiche regionali. Abbiamo già avviato un percorso di realizzazione impiantistica in attesa della revisione del piano, con le manifestazioni di interesse per tre impianti pubblici di compostaggio, uno a Foggia, uno a Pulsano e uno a Soleto per i quali con risorse regionali avvieremo l’iter autorizzativo.

Abbiamo l’obiettivo di realizzare impianti di compostaggio e anche gli impianti pubblici per la frazione secca a servizio di tutte le province. Ci sarà anche un impianto a disposizione delle vetrerie per il recupero del vetro, il primo impianto a livello meridionale. Adeguiamo con questo piano novità a livello di governance, con un ente di livello regionale che consentirà la realizzazione dell’impiantistica prevista dal piano nei tempi previsti, con impianti pubblici”.

“E’ stato un lungo percorso – ha detto la consigliera del Presidente Titti De Simone – per arrivare a questo documento di proposta, grazie al lavoro del dipartimento. Ora apriremo il processo partecipativo ai sensi della legge pugliese sulla partecipazione, la 28 del 2017. Il documento sarà sottoposto a una discussione pubblica, per costruire dal basso il nuovo piano regionale definitivo con i soggetti titolati”.

Rifiuti nelle marine leccesi, Pellegrino: "Urge un patto con cittadinanza per evitare simili scempi"

LECCE - “Lo spettacolo di queste ore su alcuni tratti delle marine leccesi è indecoroso sotto ogni punto di vista causando non solo danni ambientali ma anche d’immagine, a poche settimane dall’avvio della stagione turistica”. Così il presidente de La Puglia con Emiliano, Paolo Pellegrino, commenta le ultime immagini, documentate dai media, sullo stato di degrado del litorale leccese con una grande quantità di rifiuti abbandonati.

“Siamo noi cittadini – sottolinea il consigliere - i primi responsabili di tali scempi urbani e costieri. Siamo noi i custodi delle nostre bellezze naturali e paesaggistiche. Per questo occorrono massicce campagne di sensibilizzazione unite a una seria programmazione di contrasto. Bene le multe, bene le fototrappole, ma siano anche i cittadini a denunciare e segnalare ogni comportamento illecito, ogni gesto di inciviltà. Senza una leale e costruttiva collaborazione con le istituzioni, senza un patto civico, non riusciremo mai a debellare simili fenomeni come l’abbandono indiscriminato dei rifiuti”.

“Mi auguro – conclude Pellegrino – che sia la Regione e sia l’Ager, l’Agenzia regionale per i rifiuti adottino misure intransigenti e rigorose per evitare che simili fenomeni possano ripetersi in altre zone della Puglia e rovinare la stagione balneare”.

Difesa dell'ambiente, a Boston appello di 500 scienziati

(Getty)
di DONATO FORENZA - La difesa dell’ambiente e il miglioramento della qualità della vita negli ultimi trenta anni, costituiscono obiettivi primari. A Boston, recentemente, è stato compiuto un importante evento per la difesa dell’ambiente e del Pianeta. Infatti, è stato sottoscritto, da oltre 500 esponenti internazionali afferenti a rilevanti campi scientifici e leader del mondo della religione di cristiani, ebrei e musulmani, un incisivo appello congiunto per aumentare il grado di consapevolezza della rapidità dei cambiamenti climatici. “Siamo davanti a un’emergenza ecologica e morale che ha un impatto su tutti gli altri aspetti delle nostre vite condivise, e ci impone di lavorare insieme per proteggere la nostra casa comune”, sancisce la dichiarazione dei 500. Il gruppo degli illustri esponenti, composto da scienziati interdisciplinari e leader religiosi è fortemente motivato dalla crisi climatica, che viene considerata scientificamente “irrazionale e moralmente indifendibile”.

La mancanza di  azioni specifiche in campo ambientale determina gravi impatti a ecosistemi, animali e all’uomo. La prestigiosa compagine  ritiene, nell’appello, che religioni, scienza, economia, lavoro, governo, istruzione, organizzazioni civiche, comunità e singole persone, debbano adottare, subito, sin da ora, le necessarie attività per la difesa ambientale e per il miglioramento della qualità della vita. Viene ribadito che “….tutti noi dobbiamo fare tutto il possibile per ridurre le emissioni di gas serra e proteggere le nostre comunità dagli impatti catastrofici dei cambiamenti climatici”. Tra i promotori e sostenitori dell’evento si annovera il cardinale di Boston, Sean O’Malley, che ha formulato, nel Centro Pastorale della sua diocesi, la comunicazione della problematica ambientale. Il Centro è un luogo significativo per l’adesione alla campagna sul cambiamento climatico; ricordiamo che entro la fine dell’estate nel Centro Pastorale entrerà in funzione un impianto solare da 1 megawatt, in grado di fornire energia a più di 100 case, e contribuirà alla compensazione annuale di circa 17mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica.

Lo stato del Massachusetts (USA), è caratterizzato da una storia di leadership nazionale nel campo della scienza, della tecnologia e delle politiche pubbliche, e, nel 2008, approvò il Global Warming Solutions Act, che impone allo Stato di ridurre le emissioni di gas serra, in tutti i settori, del 25% entro il 2020, rispetto ai livelli del 1990, e almeno dell’80% entro il 2050. Viene rilanciata decisamente “l’opportunità e l’obbligo di essere leader nella protezione della nostra casa comune; siamo chiamati a essere un faro per la nazione e il mondo. C’è ancora tempo per agire e quel momento è ora”. Si richiamano i rappresentanti politici ad affrontare la crisi climatica con soluzioni innovative e urgenza. Inoltre, emerge un severo monito affinché scienziati e leader religiosi, che spesso si avvicinano alle cose con visioni del mondo diverse, siano uniti sui cambiamenti climatici per l’importanza planetaria. Anche in tal senso si è pronunciato Philip Duffy, fisico, presidente e direttore esecutivo del Woods Hole Research Center, un laboratorio famoso nella ricerca su clima e impatti ambientali derivanti dall’accellerazione del surriscaldamento climatico. Riteniamo rilevante tale appello, in concomitanza con il 5 giugno, di cui richiamiamo l’attenzione per la ricorrenza della Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Puglia, pericolosità per gli incendi boschivi nel 2018: i divieti e le sanzioni

di DONATO FORENZA - 1. La difesa del paesaggio, la tutela del territorio rurale e dei boschi risultano attività prevalenti per il mantenimento della sostenibilità. In osservanza alla Deliberazione n. 585/2018 con la quale la Giunta Regionale della Puglia ha approvato il Piano di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi 2018 – 2020, ai sensi della L. 353/2000, della Legge regionale 7/2014 e della Legge regionale 38/2016, il Decreto del Presidente della Giunta Regionale, n. 266/2018, ha stabilito che nel periodo dal 15 giugno al 15 settembre 2018 è dichiarato lo “stato di grave pericolosità” per gli incendi per tutte le aree boscate, cespugliate, arborate e a pascolo del territorio della Regione Puglia, fatta salva la possibilità, in caso di necessità contingenti, di anticipare al 1° giugno e/o posticipare al 30 settembre lo stato di allertamento delle strutture operative.

2. La Città Metropolitana di Bari ed i Comuni concorrono alla tutela del paesaggio e alla lotta attiva contro gli incendi boschivi, ognuno per la propria competenza. Le Amministrazioni Comunali, nel proprio territorio, su cui insistono aree boscate, ovvero situazioni di rilevante rischio di incendio boschivo o di interfaccia, possono avvalersi delle organizzazioni di volontariato di protezione civile. In questo particolare arco temporale chiunque avvisti un incendio che interessi o minacci aree boscate, cespugliate, arborate e a pascolo, comprese strutture antropizzate poste all’interno delle predette aree, è tenuto a fornire, con urgenza, comunicazione alle competenti Autorità locali e alla Protezione Civile; nella segnalazione è necessario riferire ogni utile notizia e gli elementi territoriali per la corretta localizzazione del focolaio e utili particolari in caso di notevole incendio.

Inoltre, in tutte le aree della regione a rischio di incendio boschivo  e/o immediatamente ad esse adiacenti, è  vietato: - accendere fuochi di ogni genere; - far brillare mine o usare esplosivi; -  usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli; -  usare motori (con l’eccezione di lavori forestali autorizzati), fornelli che producano faville o brace; - tenere in esercizio fornaci, forni a legna, discariche pubbliche e private incontrollate; - fumare, gettare fiammiferi, sigari o sigarette accese; - compiere operazioni che possano indurre pericolo di incendio; - esercitare attività pirotecniche; - transitare con autoveicoli su viabilità non asfaltata in aree boscate; - transitare con mezzi motorizzati fuori dalle strade statali, provinciali, comunali, private e vicinali, ad eccezione dei i mezzi di servizio nel rispetto delle norme; - abbandonare rifiuti nei boschi e in discariche abusive.

3. L’Art. 3 concerne gli  “Interventi di prevenzione incendi boschivi e di interfaccia da realizzare sul territorio regionale”; tali opere devono rispettare le disposizioni emanate dalla Legge regionale n. 38/2016, nonché le Linee guida riportate nel vigente Piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi.

Sono previste severe sanzioni per le trasgressioni ai divieti e prescrizioni previsti nel Decreto 266/2018, che saranno punite a norma della Legge n. 353/2000, con una sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma pari ad un minimo di euro 1.032,91, fino ad un massimo di euro 10.329,14. Invece, alle trasgressioni dei divieti e delle prescrizioni previste dall’ art. 3 del presente Decreto si applicano le sanzioni previste dall’art. 12 della L. R. n. 38/2016.

Ogni altra inosservanza alle disposizioni del presente Decreto, sarà punita a norma dell’art. 10 della L. n. 353/2000. Il Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare, gli Organi di Polizia, nonché gli Enti territoriali preposti per legge, devono vigilare sulla stretta osservanza delle norme del presente Decreto, e sulle leggi e regolamenti in materia di incendi nei boschi e nelle campagne, perseguendo i trasgressori. Le risorse boschive sono indispensabili per la Biodiversità della Regione Puglia e per la Conservazione della Natura e, pertanto, la loro protezione è indifferibile per il miglioramento della qualità della vita.

Blitz dei volontari di Legambiente a Mar Piccolo: rimossi i rifiuti da una spiaggetta di Parco Cimino

TARANTO - Ieri mattina i volontari di Legambiente, a distanza di un mese dalla denuncia dell'associazione sul degrado in cui versano le sponde del Mar Piccolo e sul tappeto di plastica che ne ricopre tanta parte, sono tornati a una delle spiaggette con cui termina Parco Cimino. Come testimoniano le foto, la scena che si è presentata ai loro occhi era semplicemente da incubo: l'arenile era coperto di plastica di ogni tipo e forma: reti da pesca, bicchieri, bottiglie, contenitori per detersivi, cassette, ma soprattutto una miriade di pezzi più o meno grandi di oggetti ormai irriconoscibili.

Una situazione drammatica: nonostante gli appelli e le denunce, le coste del mar Piccolo, l'area delle sorgenti del Galeso e quella della sua foce restano ricettacolo di pericolose discariche a cielo aperto.

"I rifiuti, per la maggior parte plastica, che finiscono nel mare e sulle spiagge costituiscono una emergenza ambientale ben nota" dichiara Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto "Se non si interverrà in maniera decisa, secondo le più recenti proiezioni scientifiche, nel 2050 in mare si saranno più rifiuti di plastica che pesci. E il Mediterraneo è una delle aree più colpite al mondo: ogni giorno finiscono in mare 731 tonnellate di rifiuti. Una particolare attenzione meritano poi le microplastiche, cioè i piccoli frammenti derivati dalla lenta degradazione di oggetti più grandi, che si disperdono nel mare e scambiati per cibo possono essere ingeriti dai pesci che verranno poi consumati sulle nostre tavole. Sono un inquinante responsabile della morte di un numero crescente di animali marini e oggetto di studi per determinarne la pericolosità per la salute delle persone"

La maggior parte dei rifiuti marini infatti (circa il 95%) è composta da plastica (UNEP/MAP 2015) e sempre secondo l'UNEP il Mar Mediterraneo è attualmente una delle sei aree maggiormente invase da marine litter nel mondo: la concentrazione dei rifiuti in alcune aree è comparabile a quella delle cosiddette "isole galleggianti" dell'Oceano Pacifico. Questo è dovuto principalmente alla sua struttura: essendo esso un bacino semichiuso con ridotti scambi d'acqua con l'Oceano Atlantico, accumula al suo interno un enorme quantitativo di rifiuti galleggianti e non. Tartarughe, mammiferi e uccelli marini possono morire per soffocamento dovuto all'ingestione accidentale di rifiuti (in particolare buste di plastica) scambiati per cibo oppure possono restare intrappolati nelle reti da pesca e negli attrezzi di cattura professionale. I principali tipi di impatti causati dai rifiuti marini sulla biodiversità sono infatti l'aggrovigliamento (intrappolamento) – a livello globale, diversi studi indicano che le principali vittime di aggrovigliamento sono gli uccelli marini (35%), pesci (27%), invertebrati (20%), mammiferi marini (circa 13%)e infine rettili (5%) – e l'ingestione. Quest'ultima è stata rilevata in diversi organismi. A livello globale il 40% delle specie di uccelli marini ingerisce rifiuti di plastica, il 100% delle specie di tartarughe e il 50% di mammiferi.

Ieri i volontari di Legambiente hanno voluto dare un segnale concreto per affermare che è possibile intervenire e, dopo alcune ore di lavoro, hanno ripulito dalla plastica una spiaggetta di Parco Cimino. Anche in questo caso sono le foto (scaricabii dagli allegati) di un habitat finalmente sgombro dai rifiuti a mostrare il risultato del lavoro svolto. E i grandi sacchi di immondizia pieni di plastica di ogni tipo, che i volontari hanno portato fuori dal Parco e segnalato all'AMIU affinché provveda allo smaltimento, danno la dimensione del "bottino" raccolto.

In tre ore di lavoro sono stati riportati alla normalità circa 50 metri di spiaggia e raccolti 25 grandi sacchi di rifiuti, a dimostrazione che intervenire non solo è possibile, ma non richiede, in questo come in molti altri casi, chissà quali capacità o attrezzature.

"Con le nostre iniziative vogliamo tenere alta l'attenzione e promuovere comportamenti civili e responsabili di cittadini, pescatori e mitilicultori " conclude la presidente di Legambiente Taranto "Spiagge pulite ci ha permesso negli anni di raccogliere migliaia di rifiuti abbandonati, ma non solo. Con metodo scientifico abbiamo studiato e catalogato in tutta Italia i rifiuti spiaggiati grazie all'indagine sul marine litter che da alcuni anni portiamo avanti e che abbiamo presentato anche alla conferenza mondiale Onu sugli oceani svoltasi l'anno scorso a New York.
È urgente mettere in atto azioni concrete puntando, sempre di più, su politiche di prevenzione e sensibilizzazione, su una corretta gestione dei rifiuti e coinvolgendo cittadini e giovani generazioni.

L'impegno delle associazioni e dei cittadini più sensibili non può però sostituire l'azione delle istituzioni cui torniamo a rivolgere ancora una volta l'invito pressante a fare la propria parte".

Paesaggio, foreste e filiere forestali: in vigore il nuovo Testo unico

di DONATO FORENZA - Nel Bel paese il paesaggio costituisce uno straordinario patrimonio, riconosciuto anche dall’UNESCO, dotato di mirabile biodiversità e di ricchezza di beni architettonici. Boschi e foreste rappresentano una superficie forestale di oltre un terzo del territorio italiano. E’ opportuno evidenziare che da alcuni giorni è entrato in vigore il Decreto Legislativo 3 aprile 2018, n. 34, recante "Testo unico in materia di foreste e filiere forestali", (G.U. del 20 aprile 2018).

Il decreto implementa norme fondamentali finalizzate a garantire l'indirizzo unitario e il coordinamento nazionale in “Materia di foreste e di filiere forestali”, in connessione con gli impegni europei ed internazionali. Sono previsti programmi nazionali tendenti a riconoscere il ruolo sociale e culturale delle foreste, di tutelare e valorizzare il patrimonio forestale, il territorio e il paesaggio nazionale, rafforzando le filiere forestali e garantendo, con Piani poliennali, numerose valenze tra le quali: la multifunzionalita' e la diversita' delle risorse forestali, la salvaguardia ambientale, la lotta e l'adattamento al cambiamento climatico. Risultano fattori determinanti anche lo sviluppo socio-economico delle aree montane e interne dell’Italia.

Le disposizioni del decreto, pertanto, sono finalizzate a: - salvaguardia di boschi e foreste (estensione, distribuzione, ripartizione geografica, diversita' ecologica e bio-culturale); - gestione attiva e razionale del territorio forestale nazionale per garantire funzioni (ambientali, economiche e socio-culturali); - promuovere e tutelare l'economia forestale, l'economia montana, le filiere produttive; sviluppare le attivita' agro-silvo-pastorali attraverso la protezione e il razionale utilizzo del suolo e il recupero produttivo delle proprieta' fondiarie frammentate e dei terreni abbandonati, sostenendo lo sviluppo di forme di gestione associata delle proprieta' forestali pubbliche e private. Oltre a tali elementi si prevedono direttive per: - proteggere i sistemi boscati promuovendo la prevenzione da rischi naturali e antropici; difesa idrogeologica, difesa dagli incendi e dalle avversita' biotiche ed abiotiche, di adattamento al cambiamento climatico, di recupero delle aree degradate o danneggiate, di sequestro del carbonio; - erogazione di servizi ecosistemici generati dalla gestione forestale sostenibile. Occorrono, pertanto: - principi generali e linee guida nazionali per la tutela e la valorizzazione del patrimonio forestale e del paesaggio rurale, con riferimento anche agli strumenti di intervento previsti dalla politica agricola comune; - sviluppi della strategia forestale europea e delle politiche ad essa collegate; - monitoraggi del patrimonio forestale dei suoi ecosistemi, e delle funzioni di indirizzo politico; strumenti di formazione e aggiornamento degli operatori e delle imprese.

Con questo provvedimento si tende a promuovere, in Italia, la tutela e la gestione razionale del bene bosco, rafforzando il coordinamento istituzionale tra Stato e Regioni, indirizzare enti locali competenti in materia forestale, formulando linee gestionali tra Regioni e ministeri per ottimizzare, nel territorio nazionale, risorse e metodi in armonia con direttive europee. Riteniamo che occorre soprattutto la creazione di nuovi profili professionali, Corsi di Laurea interdisciplinari e promuovere l'attività' di ricerca, sperimentazione e gestione del territorio. Occorrono soluzioni innovative di attività ingegneristiche, promuovere la Cultura forestale, l'Educazione Ambientale Integrata con nuovi master ad hoc e creare nuovi manager per l’Ambiente. La ricchezza del patrimonio forestale nazionale è un pregevole bene capitale naturale di rilevante interesse pubblico e quindi necessita di tutela e di valorizzazione per la stabilita' del territorio, per gli equilibri biologici, per il benessere di persone e generazioni future

Ambiente: Bari premiata per la raccolta differenziata degli imballaggi in acciaio

BARI - Barattoli e scatolette, bombolette spray e tappi corona, latte, fusti, fustini e chiusure: in questi giorni gli imballaggi in acciaio sono protagonisti in Piazza della Libertà con il tour Capitan Acciaio, un’iniziativa promossa da Ricrea, il Consorzio Nazionale senza scopo di lucro per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio, per informare i cittadini sulle qualità degli imballaggi in acciaio ed educarli a una corretta raccolta differenziata.

“Nell’ultimo anno la raccolta differenziata degli imballaggi in acciaio in Puglia ha registrato una crescita a doppia cifra: +11% - spiega Federico Fusari, direttore generale di RICREA -. Un risultato eccellente, che testimonia l’impegno di istituzioni, operatori e cittadini nella raccolta differenziata. Rispetto alla media regionale, Bari si è dimostrata ancora più virtuosa: i dati registrati dal gestore AMIU Puglia a fine 2017 segnano un aumento del +16% degli imballaggi in acciaio raccolti rispetto all’anno precedente. Il nostro obiettivo come Consorzio è di migliorare ulteriormente i risultati raggiunti, informando i cittadini sulla ‘convenienza ambientale’ della raccolta differenziata degli imballaggi in acciaio. L’acciaio è un materiale permanente che si ricicla al 100% all’infinito ed è importante che non vada sprecato finendo in discarica”.

Per l’impegno nella raccolta differenziata degli imballaggi in acciaio al Comune di Bariè stato conferito questa mattina uno speciale riconoscimento dal Consorzio Ricrea.

“Ringrazio il direttore di Ricrea per aver portato a Bari il progetto di Capitan Acciaio - dichiara l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli - e aver riconosciuto l'impegno dell'amministrazione comunale sulla crescita della raccolta differenziata in città. I dati ci dicono che le percentuali raggiunte nella zona del porta a porta sono risultati strepitosi avendo ormai superato l'81%, e a trarne giovamento è stata tutta la città che si è assestata stabilmente oltre il 40% di raccolta differenziata. Ma il vero merito è dei cittadini che hanno dimostrato di essere pronti e disponibili al cambiamento. L'introduzione del porta a porta ha anche migliorato significativamente la qualità della raccolta stessa.

In merito all'acciaio, nel 2017 la città di Bari ha avviato a riciclo ben 255 tonnellate di imballaggi in acciaio ma siamo convinti di poter e dover ancora migliorare. Stiamo lavorando per estendere progressivamente il porta a porta in altri quartieri della città, anche con l'aiuto di Ricrea e degli altri consorzi che, attraverso il Conai, ci stanno supportando con la progettazione del servizio di raccolta”.

Fino a domenica 13 maggio in Piazza della Libertà il supereroe Capitan Acciaio è a disposizione per aiutare i cittadini a scoprire i vantaggi della raccolta differenziata e il valore del riciclo dell’acciaio, il materiale più riciclato in Europa. Negli ultimi 20 annil’Italia ha avviato a riciclo complessivamente 5,6 milioni di tonnellate di imballaggi in acciaio, un quantitativo sufficiente per realizzare le carrozze di un treno lungo da Roma a Parigi composto da 50.700 vagoni, o 56.300 Km di binari ferroviari, pari ad oltre il doppio dell’intera linea ferroviaria italiana, con percentuali di riciclo sull'immesso al consumo che dal 2009 hanno superato quota 70%.

Maggiori informazioni su Capitan Acciaio in tour sulla pagina Facebook dedicata: facebook.com/CapitanAcciaio

Il paesaggio delle ville venete e l'arte dei giardini

di DONATO FORENZA - La vasta attività di tutela del paesaggio che incomincia a diffondersi anche in Italia, in connubio a iniziative pubbliche e private, tra cui la formulazione di piani paesaggistici comunali in corso di redazione, stanno sensibilizzando, sebbene con difficoltà e con incongruenze, un importante patrimonio, dotato di  valenze poliedriche che sono in grado di svolgere progetti di Rigenerazione del paesaggio e di riqualificazione dei giardini.

In un recente Convegno “Il paesaggio delle ville venete” tenutosi in sede accademica, ad Agripolis, (Pd) recentemente,  sono state illustrate le strategie delle “Ville venete”, che per il loro numero, la durata, la capillarità delle presenze nel territorio, costituiscono un mirabile esempio di Scienza del Paesaggio e della riqualificazione sociale ed economica della Repubblica veneta.

La Serenissima, per mutati processi storici, fu costretta a transitare dal fiorente commercio a nuove forme di agricoltura e riqualificazione sociale. Fu adottato un sistema, tramite apposite magistrature (con vertici della nobiltà veneziana), di controllo diretto sulla gestione oculata del territorio; furono attivate varie ed efficaci misure tra le quali: la difesa, il controllo delle acque e dei boschi, la formazione universitaria e la produzione economica delle campagne. Il centro delle aziende agricole diventa, secondo Palladio, un originale modello di villa.

L’architettura reinventa nuovi valenze multifunzionali per le produzioni agricole, per l’impiego dell’acqua, e produce un insieme pianificato di relazioni ottimizzanti. Tali progettualità sono inserite nei vari siti che le ville occupano sul territorio, in armonia con cospicui progetti di bonifiche che la Repubblica di Venezia, dotata di straordinaria organizzazione, aveva messo in cantiere. In tali trasformazioni rurali, i giardini diventano elementi fondamentali per la bellezza della natura, e conquistano una preziosa transizione tra ville e spazi rurali, correlati ad una nuova visione di architettura del paesaggio, creando dimensioni strutturali e ecologiche innovative che rinveniamo attualmente quali semiologia di attività antropiche.

Si noti come in provincia di Verona e Treviso vi siano oggi importanti siti di prodotti agricoli di eccellenza e vini di alta qualità. Le composizioni edili delle ville, con ambiti interni e spazi agricoli, innovano disegni di territori in Veneto e nel Friuli, determinando progetti di differenziati insediamenti, nuovi sistemi ambientali, creando una neo-urbanizzazione di zone rurali. In tale contesto metodologico, la villa assume forma quale “città piccola”, e determina un fattore di rilievo del paesaggio. La strategica diffusione capillare e l’organizzazione sistematica consente l’implementazione della riqualificazione del paesaggio e la rinascita dell’economia.

L’evento ha riscosso positivi consensi per le tematiche di interesse interdisciplinare. Riteniamo che Giardini e Ville possano costituire elementi di notevole considerazione per il territorio del Mezzogiorno nella dimensione della Cultura della Bellezza; alcuni elementi del paesaggio risultano fattori poliedrici di opportunità culturale nel contesto del turismo, anche in connessione alla qualità dell'abitare e della sostenibilità.

Taranto, gli studenti dell’I.C. Moro lanciano il gadget della città: nasce la 'Hemp Bag', la borsa completamente eco

TARANTO - Si è appena concluso il progetto RivogliAMO Taranto… in startup: Taranto ha il suo gadget sostenibile da presentare ai turisti e alle scuole di G.R.E.E.N. in Europe.

Una borsa ecosostenibile realizzata interamente in canapa e contenente una piantina con le più belle attrazioni della città di Taranto: è il gadget che un gruppo di studenti dell’ I.C. Renato Moro ha realizzato in occasione del progetto “RivogliAMO Taranto… in startup”, che si inserisce nel percorso ERASMUS Plus, “G.r.e.e.n. in Europe”, di cui la scuola è capofila e che sta coinvolgendo Italia, Bulgaria, Gran Bretagna e Spagna.

G.r.e.e.n. in Europe – Green Entrepreneurial Education Network in Europe – è l’innovativo ed entusiasmante percorso formativo, durato quasi tre anni e fortemente sostenuto dalla DS della Renato Moro, Loredana Bucci, che si concluderà la prossima settimana con un meeting finale a Taranto.

Il progetto è nato con l’obiettivo di scambiare e diffondere tra i docenti e gli alunni di alcuni Paesi della Comunità Europea le “buone pratiche” di vita sana e di sviluppo economico sostenibile, capaci di contagiare, disseminare, diffondere iniziative, percorsi e prassi didattiche volti a far acquisire alle giovani generazioni, e quindi ai futuri cittadini del mondo, le conoscenze e le competenze fondamentali per maturare uno stile imprenditoriale e uno stile rispettoso dell’ambiente, a partire proprio dalla scuola del primo ciclo.

Il principale obiettivo del primo anno è stato lo scambio delle “buone pratiche” nel campo del Green lifestyle, della green economy e dello sviluppo sostenibile fra i tre Paesi partner: Paesi Baschi (Bermeo/Bilbao), Galles (Gilwern) e Bulgaria (Sofia).

L’altro obiettivo è stato la formazione e l’autoformazione dei docenti e degli alunni sui concetti di sostenibilità per mezzo di  scambio di risorse o documenti utili e di risorse via web.

Da qui la necessità di acquisire e maturare competenze tecnologiche certificate attraverso un percorso mirato di formazione realizzatosi nel kich off meeting svoltosi a Taranto nel novembre 2016.

Questa opportunità formativa ha permesso di superare le distanze fisiche tra le varie scuole e gli attori coinvolti, favorendo la collaborazione online.

Alla base di queste buone pratiche è stato indispensabile maturare e implementare, nel corso dell’attività curricolare, competenze tecnologiche, linguistiche (inglese), di comunicazione pubblicitaria, di spirito di iniziativa e di imprenditorialità attraverso la stesura di semplici business plan.

Ed è proprio dal business plan che gli studenti coinvolti nel progetto “RivogliAMO Taranto… in startup” sono partiti per la creazione della HEMP BAG – questo il nome della borsa ecosostenibile –; borsa che, oltre a rappresentare l’esempio perfetto di imprenditorialità “green”, è un messaggio positivo per la città di Taranto.

Fondamentale è stato il supporto dei professori Luca Battista, Lucia Renò e Margherita Tagliente che – affiancando l’esperta, Stefania Ressa – hanno accompagnato per mano i ragazzi.

Perché la canapa? La canapa è una fibra tessile coltivata a Taranto; è una fibra potente che ha la capacità di ripulire l’aria dagli agenti inquinanti.

Sulla borsa – che sarà presentata durante la settimana dell’Erasmus dal 14 al 18 maggio alla presenza delle delegazioni di docenti degli alunni baschi, del Galles e bulgari e delle istituzioni locali – è stato cucito, inoltre, il logo stampato in 3D.

Per realizzare questo compito, gli studenti sono stati divisi in gruppi; a ciascun gruppo è stato assegnato un ruolo professionale ben definito.

Il logo di HEMP BAG è stato creato dal “gruppo design”, che ha inventato il nome e l'identità del marchio. Il “gruppo commerciale” si è occupato della definizione dei costi del prodotto e degli obiettivi di redditività.

Il “gruppo social media” ha creato una strategia per lanciare la borsa di canapa sul mercato attraverso i principali social network: Facebook e Instagram, soprattutto.

Il “gruppo stampa” ha lanciato l'annuncio a giornali, blog, radio e canali online e offline. Il gruppo “web designer”, infine, si è occupato della creazione del sito web.

In sintesi, possiamo affermare di avere a Taranto la prima startup fatta integralmente da studenti della scuola media.

'Bari fa la differenza', da ieri 10 eco-animatori impegnati nella sensibilizzazione sulla differenziata nei nei luoghi della Sagra


BARI - Come annunciato qualche settimana fa, il progetto “Bari fa la differenza” entra nel vivo. Ieri pomeriggio, in occasione delle celebrazioni in onore di San Nicola, i 10 eco-animatori, selezionati e formati attraverso la collaborazione di Conai e degli altri consorzi di filiera, hanno distribuito materiale informativo sui temi della raccolta differenziata ai tanti cittadini accorsi nel centro cittadino per la festa patronale. I ragazzi hanno così potuto discutere presso il Villaggio del Gusto, in largo Giannella, con i baresi sui metodi adeguati per effettuare una corretta raccolta, a partire dalle buone pratiche di separazione, recupero e riciclo degli imballaggi. Grazie al supporto dei 5 T-ricicli messi a disposizione dal progetto hanno potuto raggiungere anche altre aree del lungomare Nazario Sauro e Imperatore Augusto.

Si tratta del primo grande evento scelto dall’amministrazione comunale, in collaborazione con Amiu Puglia e i consorzi di filiera, per attivare momenti di animazione territoriale e coinvolgere i cittadini, in un momento di festa, al fine di sensibilizzarli sulla differenziazione degli imballaggi. Le attività di animazione proseguiranno fino a domani, mercoledì 9 maggio.

“Parallelamente al controllo sul territorio cittadino svolto dagli agenti di Polizia locale e dagli ispettori ambientali sul conferimento dei rifiuti - ha dichiarato l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli - stiamo portando avanti più azioni di sensibilizzazione creando le condizioni affinché i cittadini rispettino maggiormente le regole. Questo è solo il primo di una lunga serie di eventi in città a cui hanno presenziato gli eco-animatori con gli Ape e T-ricicli. Il 14 maggio partiremo con un’altra azione fondamentale per il raggiungimento del nostro obiettivo, che consiste nel coinvolgimento delle scuole e, quindi, dei bambini, che sono i veri agenti del cambiamento in questo grande processo di trasformazione delle nostre abitudini in cui tutti siamo impegnati”.

Ilva: convocato tavolo regionale il 9 maggio

TARANTO - A seguito della richiesta dei sindacati in data odierna il Presidente della Regione Michele Emiliano ha convocato per mercoledì 9 maggio ore 9.00 il tavolo istituzionale regionale Ilva presso la sala riunioni del plesso di Via Gentile cui sono invitati tutti i sindacati richiedenti, i deputati, i senatori, i consiglieri regionali, i sindaci direttamente interessati alla vicenda. Alle ore 12 dello stesso giorno sono convocate le associazioni di impresa e la ditta acquirente il complesso aziendale Arcelor Mittal.

Bari, dal 10 al 25 maggio il festival Ambiente Puglia 2018

BARI - Si terrà dal 10 al 25 maggio, nei luoghi più rappresentativi della città, il Festival Ambiente Puglia. Organizzato e promosso dall’associazione Ambientepuglia, l’evento è stato presentato nella mattinata di venerdì 4 maggio 2018 a Palazzo di Città dal maestro Paolo Lepore, presidente dell’associazione ambientale, alla presenza dell’assessore alle Culture Silvio Maselli.

Il festival, giunto quest’anno alla terza edizione, prosegue il suo percorso di approfondimento sui temi fortemente connessi con le fragilità ambientali.

“Anche quest’anno - ha spiegato Paolo Lepore - la nostra associazione promuove e organizza il Festival Ambientepuglia. Chi segue e conosce la nostra associazione sa che è stata costituita a Bari per volontà di un gruppo di amici con cui da anni condivido una forte passione per la nostra meravigliosa e ricca terra, la Puglia, per la quale continuiamo ad impegnarci mettendo a disposizione le nostre specifiche competenze e abilità. Ed è così che abbiamo dato vita a questa meravigliosa esperienza che è ormai giunta al suo terzo compleanno. Lo scopo generale della rassegna è quello di fornire un contributo a una riflessione condivisa e partecipata su temi fortemente connessi alle fragilità ambientali, attraverso la sperimentazione di diverse tecniche e strumenti che l’arte, la musica ed il design mettono a disposizione. Nello specifico, questa terza edizione ha poi come focus tematico il mare, ed è per questo che il nostro hashtag è #nostromare, per mettere al centro questa nostra importante risorsa”.

“Ad Ambientepuglia va il sentimento di gratitudine dell’amministrazione comunale che in questo momento rappresento - ha dichiarato Silvio Maselli - per essersi impegnati a coniugare due aspetti, quello culturale e quello ambientale, che spesso sono confinati in ambiti specialistici. Perché l’ambiente non è solo materia degli esperti, biologi marini, tecnici dell’igiene: per i latini era l’habitat, cioè il luogo e lo spazio in cui ciascuno sviluppa se stesso. Prendersi cura dell’ambiente non è solo un fatto tecnico ma richiede lo sforzo massimo che una generazione deve fare per amore della successiva, educando al rispetto del proprio habitat. E non esiste strumento per educare e trasferire valori che non sia di ordine culturale. Per questo sono importanti le iniziative come questa, che tiene insieme mondi diversi con mostre, convegni e concerti. AmbientePuglia mette insieme sensibilità e pubblici differenti provando ad integrarli trasversalmente dentro un unicum con l’hashtag #ilnostromare”. Maselli ha poi rivolto un particolare ringraziamento all’Accademia di Belle Arti, all’istituto “De Nittis - Pascali”, alla scuola media statale “Carducci “e al convitto Cirillo per la loro partecipazione attiva all’evento.

L’edizione 2018 del Festival Ambientepuglia si aprirà giovedì 10 maggio con la mostra d’arte “Mare Mostrum”. Si tratta di un’esposizione collettiva di opere realizzate da Federica Soldani, Rossana Spadavecchia, Francesca Vancheri, Francesca Ruggieri, Alice Di Nanna, Rosita Grimaldi e Antonio Pellegrino, tutti studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bari e Davide Mangione. Nei giorni a seguire, in programma concerti, incontri e convegni.

Amati a Monopoli all’incontro informativo sulla legge regionale sul gas radon

BARI - Oggi, venerdì 27 aprile alle 17,00 nella Sala Eventi della Biblioteca civica “Rendella” di Monopoli si terrà un incontro informativo, aperto ai tecnici e agli esercenti di attività di esercizio al pubblico, sugli aspetti applicativi della normativa regionale in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon in ambiente chiuso (L.R. n.30/2016), dal titolo “Gas Radon. Incontro informativo sulla L.R. n. 30/2016”.

All’incontro parteciperà il presidente della Commissione bilancio Fabiano Amati, proponente della stessa legge.

L’evento, organizzato dal Comune di Monopoli con il supporto della Sezione Studio e Documentazione del Consiglio regionale della Puglia, è patrocinato da Arpa Puglia e Asl BA.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Monopoli, ing. Emilio Romani, ci saranno gli interventi dell’architetto Ilaria Morga (Delegata alle pari opportunità e all'arredo urbano – Comune di Monopoli), della dott.ssa Samantha Cornacchia (Dirigente Fisico, Asl BAT e Segretario Nazionale dell’Associazione Nazionale Professionale Esperti Qualificati in Radioprotezione), del dott. Vito Ricci (Dirigente della ASL Bari, Dipartimento di Prevenzione), dell’ing. Amedeo D’Onghia (Dirigente Area IV Edilizia e Urbanistica – Comune di Monopoli) e dell’avv. Fabiano Amati (Consigliere Regione Puglia – Presidente Commissione Bilancio).

Assunzioni Arpa, M5S interroga Emiliano: "Che fine hanno fatto?"

BARI - Lo scorso dicembre Emiliano annunciava, con una certa enfasi, il potenziamento di Arpa Puglia, Agenzia regionale per la Protezione Ambientale, attraverso 146 nuove assunzioni destinate alla provincia di Taranto. Il Movimento 5 Stelle pugliese ha depositato una interrogazione diretta allo stesso Emiliano e agli assessori competenti, chiedendo a che punto sia questo piano di potenziamento.

“Nonostante il Piano per l’assunzione del personale ARPA Puglia sia stato approvato l’anno scorso con deliberazione n. 1830/2017 seguito dai soliti proclami in pompa magna da parte del Presidente Emiliano, ad oggi tale Piano non sembra essere stato realmente attuato. Per queste ragioni abbiamo depositato un’interrogazione - spiegano i consiglieri Laricchia, Casili, Bozzetti firmatari della stessa - nella quale, nello specifico, chiediamo di sapere quali siano state le attività poste in essere al fine di dare concreta attuazione alla delibera e quali risorse economiche siano state messe a disposizione. Chiediamo inoltre di sapere se l’ARPA Puglia abbia provveduto alle assunzioni di personale a tempo indeterminato così come disposto dalla Tabella 1 della suddetta delibera e se siano state espletate le procedure sulla mobilità del personale delle province.”

Bari, in piazza contro l'inceneritore

BARI - Una manifestazione organizzata nei minimi dettagli che ha registrato una massiccia partecipazione di cittadini, esponenti del mondo politico e istituzionale e associazioni ambientaliste. Sabato pomeriggio 21 aprile 2018 la città di Bari si ribella e dice No alla realizzazione di un inceneritore.

Un grido forte, fortissimo che si è alzato da Piazza della Libertà per poi percorrere il cuore cittadino in un lungo cordone umano composto da adulti, bambini,  genitori, nonni. Tutti contro l’autorizzazione concessa dalla Regione Puglia  alla società Newo per realizzare il contestato inceneritore a Bari, a ridosso del territorio di Modugno. Un inceneritore che avrebbe le caratteristiche di un impianto di trattamento e coincenerimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.

Tanti i rappresentanti del mondo istituzionale presenti: il sindaco di Bari Antonio Decaro e gli altri sindaci Nicola Magrone per Modugno, Giuseppe Delzotto per Binetto, Fiorenza Pascazio per Bitetto, Giuseppe Giulitto per Bitritto, Anna Zaccheo per Palo del Colle, insieme a rappresentanti politici regionali quindi Giuseppe Longo, Mario Conca e Domenico Damascelli.

Il mondo associazionistico ambientalista pugliese ha fatto sentire forte la sua voce mediante la partecipazione del Presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini.

Non sono mancate altre presenze significative come ad esempio quella del Rappresentante del mondo associazionistico barese ma anche e soprattutto andriese nella sua qualità di componente eletto della 4^ Consulta Ambiente della città di Andria, il signor Savino Montaruli il quale ha rilasciato numerose interviste agli organi di informazione presenti e soprattutto, insieme agli organizzatori della manifestazione, in particolare l’instancabile Donato Cippone, si è alternato alla guida del corteo analizzando al microfono la questione ambientale anche nel territorio della provincia Bat dove l’emergenza è massima e ben oltre il limite di tolleranza. Anche su aspetti prettamente sanitari e il rappresentante andriese ha fatto precisi riferimenti a quanto sta accadendo sul territorio.

Giornata Mondiale della Terra 2018: le iniziative in Italia e in Puglia

di DONATO FORENZA - La Giornata Mondiale della Terra o Earth Day è stata proclamata nel 1970 dal segretario generale delle Nazioni Unite, Maha Thray Sithu U Thant (diplomatico birmano), e da John McConnell (attivista e pacifista). In questi giorni anche in Italia e in Puglia sono state organizzate importanti manifestazioni. Le celebrazioni ufficiali in Italia sono organizzate da Earth Day Italia insieme al Movimento dei Focolari. Tra gli eventi principali citiamo quello che si svolgerà all’interno del Villaggio per la Terra allestito a Roma, presso il Galoppatoio di Villa Borghese.

In questi giorni, lo scopo cardinale degli incontri della Giornata della Terra è quello di sensibilizzare la formazione della consapevolezza per la Difesa del patrimonio ambientale mondiale, iniziando dalla Protezione dell’ambiente in cui si vive. Il focus principale dell’edizione 2018 della Giornata Mondiale della Terra concerne gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, gli “SDGs” (Sustainable Development Goals) fissati dall’ONU nell’Agenda 2030. Nel Paese sono stati previsti programmi di appuntamenti scientifici, culturali, ludici, artistici, sportivi, e concerti, per tutti i cittadini e i bambini.

A Genova si svolgerà un evento sulla salvaguardia del territorio con temi idrogeologici e paesaggistici. A Bari, presso il Porto si è svolto un importante convegno “U.N. Earth DAY” , con collegamenti con le Università, in USA, di Chicago Illinois e Washington, sui temi Change Mentality “Anthropogenic Global Effects” Earth Day, a cura del Club per l’UNESCO di Bisceglie e di altri enti. Gli interventi degli illustri relatori riguardano problematiche correlate a fenomeni connessi ai cambiamenti climatici; al convegno hanno aderito anche studenti di alcune scuole superiori (“G. Galilei” di Monopoli, “G. dell’Olio” di Bisceglie e “G. Salvemini” di Bari). A Ronciglione (VT) è invece organizzata la Giornata Ecologica Lago di Vico, con pulizia della Riserva Naturale del lago. A Palermo l’appuntamento è all’Orto Botanico, con attivazione di workshop, proiezioni e dibattiti.

A Torino è stato progettato un percorso enogastronomico (Langhe Roero Monferrato), architettonico e culturale, riservato ai soli veicoli elettrici, per diffondere la mobilità elettrica. A Napoli, presso il Museo Madre, si prevede di sensibilizzare l’opinione pubblica sul rispetto per la Terra attraverso l’Arte. A Milano, l’attenzione si focalizzerà sul mercato economico insostenibile in confronto a quello basato sulle risorse, con introduzione alla permacultura.

La Giornata della Terra 2018 è una preziosa opportunità per farsi ambasciatori di buoni Consigli per l’ambiente. L’impiego idrico deve essere sempre ridotto al minimo (uso di miscelatori e opportuna chiusura di rubinetti quando ci si lava); - bisogna ridurre l’impronta ambientale di CO2 ; - prevedere l’impiego di bicicletta o spostarsi a piedi, - usare i mezzi di trasporto pubblico; - ampliare la diffusione di veicoli elettrici; - alimentarsi con frutta e verdura stagionali e prodotti a chilometro zero: - potenziare la raccolta differenziata con i benefici di ridurre i rifiuti e riutilizzare materie; - ridurre al massimo e ottimizzare l’uso della plastica; - applicare l’economia circolare e il riutilizzo degli oggetti: - dare a vecchi vestiti nuova vita; - utilizzarne i tessuti per altri usi; - regalare oggetti non ritenuti interessanti; - valutare caso per caso la sostenibilità dei comportamenti.

A nostro avviso, inoltre, occorre sempre valutare il fattore “Life Cycle Assestment”, cioè effettuare la "Valutazione del Ciclo di Vita", un metodo che analizza le interazioni che un prodotto o un servizio ha con l'ambiente e l'impatto ambientale (positivo o negativo) derivante da tali interazioni. Riteniamo che Earth Day possa costituire l’inizio di nuovi iter indifferibili per cambiare stili di vita nel proprio agire quotidiano e nella società, in connubio con Programmi scientifici internazionali di sostenibilità, di Forestazione Urbana e di Green Economy.

Giornata Mondiale della Terra: FlixBus premia l’impegno di chi sceglie di viaggiare a impatto 0 e raddoppia le donazioni di CO2

BARI - In occasione della Giornata Mondiale della Terra, FlixBus, che con un sistema di compensazione delle emissioni di CO2 tramite donazione consente da sempre ai suoi utenti di viaggiare a impatto zero, intende ridurre ulteriormente il proprio impatto ambientale, compensando 3.000 km di CO2 solo nella giornata di domenica.

Per raggiungere l’obiettivo, premiare la responsabilità ambientale dei propri passeggeri e incentivare un orientamento sostenibile alla mobilità, FlixBus raddoppierà, solo per il 22 aprile, tutte le donazioni sui viaggi in partenza da Bari.

«Per una società come FlixBus, che già opera ai massimi livelli di efficienza, la compensazione delle emissioni di CO2 è un ulteriore modo di minimizzare l’impatto sull’ambiente. Per questo motivo, in occasione della Giornata Mondiale della Terra abbiamo deciso di incentivare e di premiare la responsabilità dei nostri passeggeri, raddoppiando l’importo di compensazione donato» ha affermato Andrea Incondi, Managing Director di FlixBus Italia.

L’opportunità di viaggiare CO2- free - FlixBus, che conta una flotta di mezzi moderna con un’età media inferiore a tre anni e con un livello di emissione minimo di gas serra, è da sempre molto attenta al proprio impatto ambientale, ed è la prima società del settore a permettere ai propri passeggeri di viaggiare a impatto zero compensando del tutto le emissioni di CO2 della propria corsa e contribuire in questo modo a finanziare i progetti di protezione del clima certificati a livello internazionale dell’organizzazione Atmosfair: www.flixbus.it/azienda/sostenibilita

Un impegno alla sostenibilità ambientale, che l’azienda continua a perseguire con la messa in strada dei primi Flix-E-Bus. I primi autobus completamente elettrici impiegati da FlixBus sono stati testati ad aprile in Francia tra Parigi e Amiens. Dall’estate 2018, inoltre, l’azienda prevede di estendere il test anche alla Germania, aggiungendo un ulteriore Flix-E-Bus tra le regioni dell’Assia e del Baden-Württemberg.