Visualizzazione post con etichetta AMBIENTE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta AMBIENTE. Mostra tutti i post

Festa dell’ambiente e del mare a Porto Cesareo


PORTO CESAREO (LE) - L’Area Marina Protetta Porto Cesareo, in collaborazione con i Comuni di Porto Cesareo e Nardò e con il supporto e la sinergia dei volontari della campagna ecologica internazionale “Clean Sea Lfe”, della Capitaneria di Porto Guardia Costiera di Gallipoli, Ufficio Locale Marittimo di Porto Cesareo, della ditta Ecotecnica, di Bianco Igiene Ambientale e di Cascione Costantino srl, organizza per domenica 19 maggio 2019 la terza edizione dell’evento “A pesca di rifiuti”. L’iniziativa di sensibilizzazione e protezione del mare si svolgerà con le stesse modalità delle precedenti edizioni e prevedrà la pulizia della costa con pescatori sportivi, associazioni e liberi cittadini ed anche e soprattutto la pulizia dei fondali marini con esperti sommozzatori ed apneisti.

L'evento si svolgerà dalle ore 9:00 alle ore 13:00 di domenica 19 maggio 2019 in località Torre Squillace Nardò (40°14'8.58"N - 17°54'45.16"E) e Isola dei Conigli e  isole minori di Porto Cesareo (Scalo di Alaggio Porto Cesareo 40°15'44.78"N - 17°53'15.09"E) e Punta Prosciutto Porto Cesareo (40°17'36.64"N -  17°46'0.09"E).

Le attività organizzative sono già partite da giorni: martedì scorso infatti si è svolta presso il Museo di Biologia Marina di Porto Cesareo la riunione organizzativa dell’evento ambientale. Al biefing erano presenti l’Amp, Il Centro di Educazione Ambientale di Porto Cesareo, Ecotecnica, i circoli Legambiente di Porto Cesareo e Nardò, l’ASD CKCS Salento, ASD Porto Cesareo Diving, Ditta Lola&Calipso Escursioni, Comitato di Quartiere Torre Squillace, Ditta Onboard, ditta Il Noleggio che fa per Te, ASD Salento SUB, Italia Nostra Salento Ovest, Coordinamento Ambientalisti Pro Porto Cesareo, ASD Delfin Diving, ASD Ippocampus Diving e tante altre associazione ed aziende che hanno manifestato la volontà di essere parte attive alla manifestazione.

Per chi volesse immergersi e pulire i fondali marini, questo l’elenco dei diving/ASD che hanno aderito. Sito di Punta Prosciutto ASD Ippocampus – Vito 339.4661981. Sito di Porto Cesareo Oltremare Salento – Andrea 328.3718655 e ASD Onda Blu – Antonio 338.3652330. Sito di Torre Squillace ASD Porto Cesareo Diving – Sasà 338.8228056 e ASD Delfin Diving – Andrea 339.3261418. Per chi volesse invece partecipare con la propria canoa può contattare l’ASD Canoa Kayak Salento Piero 349.8139599. Per tutti gli altri che intendono partecipare da riva queste le scelte. Sito “Isola Grande o dei conigli ed Isole minori” appuntamento ore 9 presso lo scalo di alaggio Porto Cesareo, referente Luigi 3391667353 e isole minori Mino 3249070138. Sito Torre Squillace appuntamento ore 9 nei pressi della Pizzeria da Rocco referente Marco 3396096769. Sito Punta Prosciutto appuntamento ore 9 referente Vito 339.4661981. A tutti i partecipanti verrà consegnato un cappellino, sacchi per i rifiuti e guanti. Le ditte Ecotenica e Bianco Igiene Ambientale, rispettivamente responsabili per la gestione Igiene Urbana di Porto Cesareo e Nardò, saranno presenti alla giornata e supporteranno le operazioni di recupero e smaltimento dei rifiuti raccolti e la ditta Cascione Costantino provvederà a recuperare eventuali rifiuti pericolosi individua.

Gestione rifiuti in Puglia: arriva il disegno di legge regionale


BARI - In seguito all'accordo di programma siglato con i gestori delle discariche di Canosa di Puglia (Bleu Srl), Taranto (Italcave Spa), Brindisi (Formica ambiente Srl) e Statte (Cisa Spa), al fine di mettere ordine nelle procedure di conferimento dei rifiuti indifferenziati e dell’umido e fissare tariffe vantaggiose anche nell’ambito del piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Puglia, in corso di approvazione, l’assessore all’Ambiente comunica che a giorni verrà depositato il disegno di legge per l’avocazione dei procedimenti di Aia o di Via/Aia, attualmente di competenza provinciale, relativa agli impianti di smaltimento rifiuti non pericolosi che si trovano sul territorio regionale.

Una serie di impegni saranno assunti dai gestori in particolare sul materiale proveniente dal trattamento dei rifiuti regionali indifferenziati, ovvero dei rifiuti provenienti dal trattamento della frazione umida, parte delle proprie volumetrie residue.

Ma anche in materia, per esempio, di rifiuti non riciclabili provenienti dalle attività agricole, a fronte delle ben note problematiche che investono il comparto.

Si persegue così quanto disposto dall’articolo 177 comma 5 del Tua, che prevede le modalità per conseguire le finalità e gli obiettivi di proteggere l’ambiente e la salute dei cittadini prevenendo e riducendo gli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti. 

Taranto, il dossier di Legambiente


BARI - "Valutazione preventiva del danno sanitario, Bonifiche, Contratto Istituzionale di sviluppo, Risarcimenti: stop a narrazioni e fake news, servono fatti. Il Governo renda obbligatoria la VIIAS per il siderurgico e pubblichi il provvedimento in Gazzetta Ufficiale prima del prossimo incontro a Taranto". Così  Stefano Ciafani,  presidente nazionale Legambiente, ha presentato in conferenza stampa a Taranto, insieme a Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia, e a  Lunetta Franco ed a Massimo Moretti, presidente e vicepresidente di LegambienteTaranto, il Dossier Taranto con le proposte e le richieste dell’associazione relative alla VIIAS (Valutazione preventiva dell’impatto ambientale e sanitario) ed alla Sicurezza e Innovazione tecnologica dello stabilimento siderurgico, alla bonifica delle aree contaminate di competenza dei Commissari straordinari di Ilva in AS, alla bonifica del Mar Piccolo, al CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo) di Taranto, all’utilizzo delle acque reflue dei depuratori Gennarini e Bellavista, al tema dei risarcimenti dei cittadini di Taranto. 

DOSSIER TARANTO

IMPATTO SANITARIO: Subito la Valutazione preventiva dello stabilimento siderurgico

La richiesta di procedere alla VIIAS, la Valutazione preventiva dell’impatto ambientale sanitario e ambientale dello stabilimento siderurgico di Taranto è una richiesta “storica” di Legambiente, rivolta a tutti i governi che si sono succeduti in questi anni. L’abbiamo ripetuta all’attuale Governo con una nostra lettera indirizzata al Ministro dell'Ambiente il 25 settembre dello scorso anno. Da allora sono passati oltre sette mesi in cui si sono susseguiti a Taranto una serie di eventi che, anche in ragione della loro concomitanza, hanno destato grande allarme tra i cittadini senza che venisse adottato dal Governo alcun provvedimento. Abbiamo reiterato la richiesta durante l’incontro con i Ministri Di Maio, Costa, Grillo, Lezzi e Bonisoli e preso nota dell’annuncio dell’adozione in breve tempo di un decreto interministeriale dei Ministeri di Ambiente e Salute che introdurrà una valutazione del danno sanitario in funzione preventiva. A tutt’oggi non c’è traccia di questo provvedimento annunciato.
Taranto è stanca di attendere. Per questo, nei giorni scorsi ha urlato la sua rabbia, il suo dolore, la sua angoscia. E tornerà a farlo: perché non si può chiedere a nessuno di attendere in silenzio che, a posteriori, vengano confermati anche per il Piano Ambientale targato Arcelor Mittal i rischi per la salute evidenziati da Arpa ed Ares Puglia e dalla ASL di Taranto nella Valutazione preventiva del Danno Sanitario effettuata prendendo a riferimento una produzione di otto milioni di tonnellate annue di acciaio ottenuta dal solo ciclo integrale ad A.I.A. del 2012 completamente attuata. Una valutazione che nessuno ha mai confutato, rispetto alla quale continuano a non essere fornite indicazioni concrete su come quei rischi possano essere scongiurati, riferita ad un'A.I.A. sovrapponibile per moltissimi elementi a quanto previsto dall'attuale Piano Ambientale.

Legambiente torna a chiedere di disporre nel più breve tempo possibile l’effettuazione della VIIAS per lo stabilimento siderurgico di Taranto. Al di là dell’eventuale decreto interministeriale, che resta un provvedimento amministrativo, ci sono a nostro avviso tutti i presupposti di necessità e urgenza che giustifichino l'emanazione immediata, da parte del Governo, di un decreto legge che ne disponga l'attuazione.  C'è anche una proposta di legge depositata in Parlamento, ma i tempi del normale iter parlamentare confliggono con la necessità di fornire con urgenza risposte chiare e scientificamente validate alla comunità jonica in merito alle ricadute dell'impianto sulla salute dei cittadini e dei lavoratori.

SICUREZZA e INNOVAZIONE, garanzia per lavoratori e cittadini

Evidenziamo l'esigenza che i nuovi Commissari di ILVA in AS o, direttamente, il Governo, chiedano ad Arcelor Mittal informazioni precise e dettagliate riguardo l'ammontare della spesa effettuata da novembre ad oggi per le manutenzioni ordinarie e straordinarie degli impianti, le somme impegnate fino a fine 2019, la specifica degli impianti su cui sono state o saranno spese tali somme. Le poche notizie che filtrano dalla fabbrica non evidenziano, ad oggi, l'effettuazione di quella cospicua mole di interventi che parrebbe necessaria a fronte di impianti per i quali sono diffusamente richiesti interventi manutentivi.
Nello stesso tempo chiediamo di conoscere a quanto ammontino le somme anticipate da ILVA in AS per permettere un rapido avvio delle opere previste dal Piano Ambientale,  se Arcelor Mittal abbia già provveduto a rimborsarle o a quanto ammonti l’eventuale residuo: è una notizia essenziale sia per sapere se le risorse destinate alla bonifica delle falde e dei terreni inquinati dallo stabilimento siderurgico siano o meno tutte già disponibili, sia per conoscere a quanto ammonti, anche in questo campo, l’investimento finora messo in campo dai Mittal. 
La salute e la sicurezza di chi lavora nell'ex ilva per noi vanno di pari passo con la salute e la sicurezza dei bambini e dei cittadini di Taranto: per questo servono notizie e cifre certe, impegni chiari, trasparenti e verificabili. Le buone intenzioni e la rigorosa applicazione delle normative sulla sicurezza non sono sufficienti se ad esse non si accompagnano anche forti investimenti che consentano di incidere in profondità sullo stato degli impianti e sul loro rinnovamento per abbattere i rischi di incidenti sul lavoro ed evitare incrementi di emissioni connesse al malfunzionamento e i conseguenti rischi per la salute in primis dei lavoratori.

Legambiente ribadisce inoltre di ritenere inadeguato quanto previsto dal Piano Ambientale in vigore per le cokerie, tra le principali fonti inquinanti dello stabilimento, a partire dai tempi di attuazione degli interventi, che risultano oltremodo dilatati rispetto alla vecchia A.I.A., come già evidenziato nelle Osservazioni presentate a suo tempo dall’associazione. Ribadiamo la richiesta di innovazioni tecnologiche volte a eliminare o ridurre l'utilizzo di coke; la necessità di chiudere le batterie più inquinanti, allo scopo di ridurre le emissioni di polveri, IPA e altre sostanze, e del rifacimento completo delle batterie per ottenere maggiore efficienza e minori emissioni; oltre alla rapida implementazione del sistema di monitoraggio tramite l'installazione di nuove centraline in prossimità delle batterie e di videocamere mirate al controllo delle emissioni sia fuggitive che convogliate.
Il futuro dello stabilimento deve prevedere produzioni che non siano più pericolose per la salute e l'ambiente e il governo deve agire senza ricalcare le scelte che negli ultimi 20 anni hanno sempre privilegiato gli interessi dell'industria a scapito di quelli della popolazione. Taranto e l’Italia hanno bisogno di soluzioni innovative e coraggiose, in grado di coniugare la tutela dell'ambiente, la qualità della vita, la salute dei cittadini e il diritto al lavoro.   Noi pensiamo che il futuro dell'acciaio sia in una produzione totalmente "decarbonizzata", capace di abbattere drasticamente le emissioni inquinanti, ma passeranno anni, prima che questo diventi realtà; occorre perciò lavorare per costruire questo futuro e preoccuparci di fare in modo che gli anni che ci separano da esso non siano segnati da danni inaccettabili, da dolori e sofferenze che sarebbe stato possibile evitare.

BONIFICA – I Commissari straordinari passano, le aree contaminate dell’ex Ilva restano

L’ultimo Piano Ambientale relativo allo stabilimento ex Ilva di Taranto, adottato con DPCM del 29 settembre 2017, prevede che gli interventi di messa in sicurezza, bonifica e risanamento ambientale da realizzare nelle aree contaminate rimaste nella titolarità dell’Amministrazione Straordinaria dell’ILVA S.p.A., non oggetto di cessione e quindi esterne al perimetro dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), dovranno essere eseguiti dai Commissari Straordinari nominati dal Governo. Sono aree sostanzialmente destinate in precedenza a discarica dei rifiuti industriali: ex Cava Due Mari, ex cava Cementir, Mater Gratiae, Gravina di Leucaspide, per la cui bonifica i Commissari Straordinari devono formalizzare le proposte di intervento al Ministero dell’Ambiente, attivando le procedure previste per i Siti di Interesse nazionale (SIN). Dal 1° novembre 2018 lo stabilimento ex Ilva di Taranto è passato sotto il controllo di Arcelor Mittal.
Sono 200 i milioni a carico di Arcelor Mittal destinati agli interventi di decontaminazione e bonifica del suolo e delle acque sotterranee, rivenienti dagli impegni assunti dall’azienda con l’Addendum al Contratto di affitto. La messa in sicurezza della falda superficiale e profonda che dalle aree poste sotto lo stabilimento siderurgico finisce per sfociare nel Mar Piccolo di Taranto è, ovviamente, di massima rilevanza. I lavori dovrebbero essere completati entro il 2023. 
Ma a che punto è la bonifica delle aree a carico del pubblico per cui sono nominati i Commissari straordinari? Le risorse non mancano: ammonta a circa 800 milioni di euro la somma riveniente dalla transazione con la famiglia Riva destinata alla bonifica. Il 6 marzo 2019 i Commissari straordinari (nominati a gennaio 2015) sono stati protagonisti di una Audizione alla Camera dei Deputati, Commissione VIII in cui, rispetto agli interventi di bonifica da effettuare hanno fornito solo alcune generiche indicazioni.  A tutt’oggi, i cittadini di Taranto non conoscono le proposte di intervento poste sotto la responsabilità dei Commissari straordinari. Dal 1° giugno Taranto vedrà un nuovo cambio di Commissari Straordinari. Oltre la retorica, ci sarà un cambio di passo? 

Legambiente chiede che si proceda rapidamente e che i nuovi commissari forniscano al più presto una informazione puntuale e dettagliata sull’utilizzo delle risorse di cui sono in possesso unita ad un preciso cronoprogramma degli interventi di bonifica da effettuare.

BONIFICHE - A Taranto la bonifica del Mar Piccolo è sempre in alto mare

Il Mar Piccolo di Taranto, gravato dai veleni riversati negli anni dall'Arsenale Militare, dagli ex Cantieri Navali di Fincantieri e dal siderurgico, è stato inserito sin dal 1990 nelle aree a elevato rischio ambientale e dal 1998 è tra i Siti di Interesse nazionale (SIN). Per la sua bonifica erano stati stanziati 119 milioni di euro. Il primo commissario straordinario alla bonifica di Taranto, l’ingegner Alfio Pini, fu nominato a gennaio 2013. L’attuale commissario, la dottoressa Vera Corbelli, è stata nominata a luglio del 2014. Sei anni di commissariamento e la bonifica del mar Piccolo continua a essere in alto mare. In questi anni il Mar Piccolo è stato oggetto di numerosi studi, dopo la decisione della dottoressa Corbelli di considerare insufficiente quello prodotto da Arpa Puglia ad aprile del 2014, reso pubblico solo dopo 200 giorni. Nello studio Arpa erano state già indicate alcune linee guida da utilizzare per una bonifica di un ecosistema estremamente complesso che necessita di diverse tipologie di interventi. A tutt’oggi la dottoressa Corbelli non ha reso pubblici gli esiti degli studi effettuati, nonostante le nostre reiterate richieste. In concreto, i fondali inquinati del Mar Piccolo sono stati interessati sinora solo da lavori di rimozione e smaltimento dei materiali di natura antropica (veicoli, pneumatici, ecc…), peraltro ancora da completare. Invece, per ciò che attiene il risanamento e la messa in sicurezza permanente dei sedimenti è stato pubblicato in data 01/06/2018 il bando di gara per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva, nonché della realizzazione degli interventi nelle aree prioritarie mediante dimostrazione tecnologica. Il bando prevede preventive sperimentazioni per tre tipologie di interventi che coincidono con quelle a suo tempo evidenziate da Arpa Puglia. 
A distanza di quasi un anno non si conoscono ancora gli esiti del bando. Di concreto, quindi, ancora nulla: a oltre 6 anni dall’insediamento della struttura commissariale una delle aree più importanti di Taranto, sia dal punto di vista identitario per la città che per le attività economiche che vi si svolgono e che vi si potrebbero svolgere, rimane ancora da bonificare E chissà per quanto tempo ancora lo rimarrà, visto che le sperimentazioni devono ancora cominciare, che bisognerà aspettarne gli esiti e valutarli per passare, finalmente, agli interventi veri e propri. Eppure si fa un gran parlare di attività economiche e occupazionali alternative al siderurgico ma nemmeno le bonifiche, che darebbero un po’ di ossigeno in tutti i sensi, riescono a partire. 
Legambiente chiede una decisa accelerazione degli interventi: più che stipulare nuovi protocolli di intesa è necessario cominciare al più presto le sperimentazioni previste e rendere noti gli esiti degli studi effettuati sinora in modo che tutti i cittadini possano averne contezza per poter valutare con cognizione di causa gli interventi che si andranno ad effettuare.

RIGENERAZIONE URBANA: Il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) di Taranto
E’ almeno dal 2012, anno in cui il provvedimento di sequestro della magistratura portò alla ribalta la complessa vicenda dello stabilimento siderurgico, che si sprecano le promesse (e i provvedimenti) di sostegno all’economia e all’occupazione della città jonica succube della monocultura dell’acciaio.  Il D.L. n. 1 del 5 gennaio 2015 ha previsto che l’attuazione degli interventi funzionali ad affrontare le situazioni di criticità ambientale, socio-economica e di riqualificazione urbana, sia disciplinata da uno specifico Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS), attivando un Tavolo istituzionale permanente per l’Area di Taranto (TIP). Tale Tavolo, costituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha assorbito le funzioni di tutti i tavoli tecnici istituiti per affrontare l’emergenza con l’incarico di definire il contenuto operativo dello strumento di programmazione e di coordinarne l’attuazione. 

Il tavolo inter-istituzionale del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto (Cis) si è riunito l’ultima volta, presieduto dall’allora ministro per la Coesione territoriale Claudio De Vincenti, il 9 aprile 2018. In quella sede fu fatto il punto sullo stato di avanzamento degli interventi previsti: lavori conclusi per 92 milioni di euro e cantieri aperti per ulteriori 398, pari complessivamente al 57% della dotazione iniziale di 863 milioni di euro, con ulteriori 357 milioni di opere in fase di progettazione. Inoltre, venne ufficializzata l’implementazione delle risorse, che raggiunsero complessivamente 1 miliardo e 100 milioni. Gli interventi dovrebbero interessare principalmente le bonifiche, il recupero della città vecchia di Taranto, il polo museale dell’Arsenale, il nuovo ospedale di Taranto. L’ulteriore integrazione delle risorse riguardò 52milioni di euro stanziati dal Cipe per le bonifiche (di cui 40 milioni per il rione Tamburi); 70 milioni di euro per il progetto di “Ammodernamento tecnologico delle apparecchiature e dei dispositivi medico diagnostici delle strutture sanitarie dei comuni dell’Area di Taranto”, 90 milioni di euro sbloccati dal Cipe per la Città vecchia di Taranto a seguito della conclusione  della fase istruttoria dei progetti esecutivi previsti dal CIS per il centro storico. Da allora c’è stato un cambio di Governo, sono seguite infuocate polemiche sul destino dello stabilimento, ma ci si è dimenticati delle responsabilità delle istituzioni e della politica lasciando che le risorse pubbliche fossero congelate e si accumulassero ritardi nella realizzazione dei progetti.
Finalmente, pochi giorni fa, il 24 aprile, il Ministro dell’Economia Di Maio, accompagnato da ben altri quattro Ministri della Repubblica, è tornato a Taranto per riunire il “Tavolo”. Si è scusato per averci messo tanto tempo ma voleva arrivare ben preparato. I frutti portati dopo otto mesi di “difficile” lavoro di preparazione per lo sviluppo economico della città: la costituzione di tre gruppi di lavoro e la promessa di rivedersi dopo due mesi. Le risorse sono quelle già rese disponibili precedentemente. Lo slogan non cambia: “piena riconversione dell’area di Taranto”.

Legambiente ritiene che si debba recuperare in fretta il tempo perduto dando priorità agli interventi relativi all’approvvigionamento idrico dello stabilimento siderurgico utilizzando i reflui affinati provenienti dagli impianti di depurazione di Gennarini e Ballavista, alla creazione del polo museale dell’Arsenale Militare, che può diventare un grande polo culturale e turistico, affiancando l’esperienza del Mar.Ta, il Museo Archeologico di Taranto, al recupero della Città Vecchia di Taranto, possibile volano di un diverso sviluppo,  patrimonio unico e irripetibile la cui perdita risulterebbe irreparabile e che va salvaguardato con tutte le sue peculiarità, per la quale proponiamo che si apra un grande cantiere di restauro - ripetendo la virtuosa operazione culturale fatta a Matera (non a caso capitale europea della cultura per il 2019) con il recupero dei Sassi - che preveda una certosina opera di conservazione, restauro e recupero del patrimonio edilizio, in grado di restituire nuova vita all'Isola coniugando le moderne esigenze dell'abitare con quelle del restauro e della conservazione. 
Per i tre gruppi di lavoro annunciati dichiariamo la nostra disponibilità come associazione ambientalista tra le maggiormente rappresentative a livello nazionale a partecipare fornendo il nostro apporto di idee e proposte affinché, nella individuazione delle scelte, finalmente siano prese in seria considerazione le ragioni dei cittadini di Taranto.

DEPURAZIONE: La chimera del riutilizzo delle acque depurate a Taranto 

Nel 1994 fu finanziata, e successivamente realizzata con lavori ultimati nel 1997, la condotta che doveva portare le acque affinate degli impianti reflui civili dei depuratori Gennarini e Bellavista allo stabilimento siderurgico di Taranto per essere utilizzate nei processi di raffreddamento degli impianti. In tal modo si sarebbe evitato il prelievo per usi industriali delle acque del fiume Sinni, liberando una portata d'acqua pari a 250 litri al secondo. A valle di questa condotta fu installato un impianto di super affinamento per rendere le acque idonee all'uso industriale. 
Il primo e più importante lotto della condotta costò 17 miliardi di lire e fu progettato quando l'Italsider era ancora di proprietà pubblica e vi era l’accordo sull'uso delle acque reflue per il raffreddamento degli impianti. I Riva, diventati proprietari dello stabilimento di Taranto nel 1995, si rifiutarono di utilizzare quelle acque. L'opera fu manutenuta per alcuni anni per poi essere abbandonata. 
Nell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciata all’Ilva nel 2011 fu inserita una prescrizione che sanciva l’obbligo per  l’azienda siderurgica  di utilizzare prioritariamente le acque affinate dei depuratori Gennarini e Bellavista.
Il Piano Ambientale del 2014 fissò in 24 mesi dalla stipula dei previsti accordi con la Regione Puglia  (necessari per disciplinare ai sensi del DM 185/03 le modalità di gestione degli impianti e la relativa contribuzione annuale fissa al costo di gestione a carico dell’azienda) i tempi di esecuzione dell'intervento. 
L'azienda si è sempre opposta a questa soluzione. Ha anche intentato un ricorso presso il Tar di Lecce, avverso il quale Legambiente si costituì ad opponendum, perdendolo.  L’ormai ex Ilva, oggi ArcelorMittal, per il raffreddamento dei suoi impianti e per necessità di processo, utilizza ingenti quantità di acque prelevate da varie fonti: Mar Piccolo, Tara, Sinni, Fiumicello, ma anche da 32 pozzi.  Di contro le acque reflue trattate dei depuratori Gennarini e Bellavista vengono scaricate a mare. E nella regione, come sottolineato dall’Arpa Puglia, il fenomeno del depauperamento delle risorse idriche sotterranee assume proporzioni preoccupanti: occorre quindi mirare ad una generale riduzione del prelievo da ogni fonte. Le acque dei fiumi Tara, Sinni e Fiumicello, prelevate in ingenti quantità dall’Ilva, risultano sempre più strategiche per garantire l’approvvigionamento idrico per uso civile e agricolo in particolare durante l’estate.

Legambiente ritiene che vada superata ogni resistenza, imponendo l'esecuzione della prescrizione AIA in tempi rapidi, e superando i ritardi nella progettazione dell’adeguamento dell’impianto di depurazione a fini industriali.  Si eviterebbero: le inaccettabili riduzioni della portata del fiume Tara e gli emungimenti praticati dai pozzi interni allo stabilimento, lo spreco di denaro pubblico connesso al mancato utilizzo delle opere già realizzate sinora, si libererebbe la città di Taranto dalle problematiche collegate al malfunzionamento della condotta sottomarina del depuratore Gennarini, ormai in uno stato di grave degrado.

Risarcimenti, un altro diritto negato

Il "combinato disposto" di tutti i decreti "salva Ilva" emessi dai vari Governi che si sono succeduti dal 2012 ad oggi, e che hanno comportato anche sostanziali modifiche alla normativa della amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, e quindi dei decreti di ammissione di tutte le società del gruppo Riva alla procedura di Amministrazione Straordinaria, nonché degli atti delle procedure stesse pendenti presso la sezione fallimentare del Tribunale di Milano, nonché i "patteggiamenti" e le transazioni tra la famiglia Riva e le Procure di Milano e di Taranto, il Governo e gli Amministratori Straordinari delle società del Gruppo Riva, hanno definito un quadro che comporterà per i cittadini di Taranto la sostanziale impossibilità di ottenere un qualsiasi ristoro al danno che essi hanno subito per tutti gli anni di esposizione all'inquinamento ed all'imbrattamento dei propri immobili, ormai definitivamente accertato da sentenze passate in giudicato e da innumerevoli atti degli organi preposti al controllo. Impossibilità di ottenere risarcimenti che risulta ancora più intollerabile se si pensa che sino alla vendita della ex Italsider alla famiglia Riva, e quindi per più di trent'anni, lo stabilimento ha inquinato la città e i cittadini di Taranto, senza che lo Stato Italiano, proprietario di IRI, sia mai stato chiamato a rispondere dei danni causati.

Legambiente chiede di affrontare, senza intaccare le risorse destinate alla bonifica, il tema dei risarcimenti della città e dei cittadini di Taranto, in particolare quelli del quartiere Tamburi, i più esposti alle emissioni inquinanti dello stabilimento siderurgico, prevedendo l'apertura di un percorso in sede amministrativa, coinvolgendo la procedura di A.S. e il nuovo gestore dello stabilimento, per garantire un ristoro concreto ai danneggiati che non potranno ricevere soddisfazione dalla procedura concorsuale.

Puglia: approvata proposta per la promozione del car sharing elettrico


BARI - Approvata all’unanimità in V Commissione la proposta di legge del M5S a prima firma del consigliere Antonio Trevisi “Promozione della mobilità condivisa e sostenibile nei Comuni pugliesi”.

“La proposta - spiega Trevisi - nasce per  promuovere l’uso del car sharing elettrico, in modo da abbassare i livelli di traffico e inquinamento,  e andare incontro alle esigenze degli utenti che scelgono la mobilità elettrica. In particolare, il provvedimento prevede l’introduzione di misure che contribuiscano ad aumentare le postazioni di ricarica nelle nostre città, le cosiddette ‘colonnine elettriche’. Ringrazio i componenti della Commissione per la sensibilità dimostrata su questo tema”.

Nel dettaglio, il provvedimento stabilisce che i Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti prevedono, in sede di formazione degli strumenti urbanistici generali e di programmazione territoriale,  che almeno il 3% dell’intera superficie delle aree a parcheggio pubblico sia destinata all’installazione di impianti di ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica ad uso collettivo (car sharing elettrico), da dislocarsi preferibilmente nelle aree a parcheggio pubblico situate in prossimità di attività commerciali, terziarie, produttive, turistiche e interessate dalla presenza di punti di scambio intermodale. La PDL fornisce proposte e indicazioni ai comuni sulle modalità di attivazione del servizio di car sharing. I comuni, attraverso avvisi pubblici, potranno attivare, anche in via sperimentale, il servizio di car sharing a spese degli operatori affidatari del servizio. 

“Il servizio di car sharing attivato dai Comuni potrà prevedere che agli impianti di ricarica - continua il pentastellato - potranno avere accesso anche i veicoli privati registrati al servizio. Le postazioni di ricarica potranno, inoltre, essere utilizzate come access point di una rete wireless gratuita oppure essere corredate da totem con pulsante SOS e vani contenenti defibrillatori o ancora prevedere l’accesso a servizi di informazione turistica e culturale. In questo modo daremo anche maggiori servizi a tutta la comunità. Solo prevedendo in modo strutturale e diffondendo a livello locale la realizzazione delle infrastrutture di ricarica di veicoli ad uso condiviso sarà possibile modificare le abitudini degli utenti, promuovendo la mobilità verde. Vogliamo tutelare l’ambiente e la salute pubblica e permettere alle nostre città di tornare finalmente a respirare”.

Rifiuti, M5S: "Chiuse 7 discariche abusive al Sud, grazie a Costa risparmiate multe Ue per 3mln di euro"


BARI - "Il ministero guidato da Sergio Costa ha messo a segno un altro successo sul fronte ambientale e della tutela della salute dei cittadini. Sanare 7 discariche abusive che ammorbavano il Sud da tempo ed evitare così multe da parte dell'Ue del valore di ben 3 milioni di euro è una grande successo". Lo dice l'eurodeputata del Movimento 5 Stelle Rosa D'Amato. 

"In tutto - continua - i siti bonificati sono 8 (ma su uno c'è bisogno di ulteriori approfondimenti): in Campania 'Loc. Lame' a Pescosannita (Bn), 'Loc. Marruccaro' a Puglianello (Bn) da revisionare; in Abruzzo 'Loc.Ricoppo' a Balsorano (Aq), 'Loc. Colle freddo' a Penne (Pe), 'Loc. Caprareccia' a Pizzoli (Aq), 'Loc. Il Fossato' a San Valentino in Abruzzo Citeriore (Pe); nel Lazio 'Loc. San Baccano' a Oriolo Romano (Rm); in Calabria 'Loc.Vasi' a Davoli (Cz)". 

"Dal ministro Costa arriva un altro grande risultato dell'azione del governo e di tutto il M5S, da Bruxelles a Roma passando per i territori, nel nome dell'ambiente e della salute dei cittadini", conclude.

Bari, presentata la quarta edizione del 'Festival Ambiente Puglia'


BARI - Si terrà dal 4 maggio al 13 giugno, nei luoghi più rappresentativi della città, il Festival Ambiente Puglia. Organizzato e promosso dall’associazione Ambientepuglia, l’evento è stato presentato oggi a Palazzo di Città dal maestro Paolo Lepore, presidente, insieme ai rappresentati dell’associazione.

Il Festival, giunto quest’anno alla quarta edizione, prosegue il suo percorso di approfondimento sui temi fortemente connessi con le fragilità ambientali.

“Anche quest’anno - ha spiegato Paolo Lepore - la nostra associazione promuove e organizza questo festival. Partiamo il 4 maggio con il Premio Ambiente Puglia che sarà consegnato a due personalità riconosciute della nostra regione, il giornalista Duilio Giammaria e l’imprenditore agricolo Onofrio Spagnoletti Zeuli. A seguire, l’11 maggio sarà inaugurata la mostra d’arte “Il piacere della Rovina” presso la Galleria La Vernice, e poi tutti gli altri eventi presenti nel calendario. In chiusura, il 21 giugno ci sarà la “Festa della Musica” sul sagrato della chiesa San Ferdinando. La nostra è un’attività dedicata all’ambiente e sono anni che la svolgiamo con molto amore. Inventiamo molte macchine che distruggono e recuperano la plastica, però dobbiamo insegnare ai giovani che siamo noi a non dover utilizzare la plastica, poiché l’impegno di ogni singola persona può salvare il mondo”.

Questo il calendario completo delle iniziative in programma:

sabato 4 maggio

Consegna del Premio Ambiente Puglia, Auditorium La Vallisa, ore 19.30

sabato 11 maggio

Mostra d’Arte “Il piacere della Rovina”, Galleria la Vernice, ore 10.00

giovedì 16 maggio

Conferenza “La luce e la colonizzazione della notte, cioè: da quando la civiltà ha scoperto la luce”, Caffè d’arte, ore 19.30

sabato 18 maggio

Visita Guidata opere David Tremlett, via Pier l’Eremita 25/b, ore 11.00

martedì 28 maggio

Conferenza “Puglia: il mare da proteggere”, Circolo Barion Bari, ore 19.30

sabato 1 giugno

Flash Mob “Abbracciamo gli alberi”, piazza Umberto, ore 11.00

domenica 2 giugno

Concerto per la Festa della Musica, Castel del Monte, ore 11.00

lunedì 3 giugno

Vedere l’invisibile: il dono della luce, Ateneo di Bari Salone degli Affreschi, ore 17.00

martedì 4 giugno

Saluto al Sole, Torre Quetta, ore 19.30

giovedì 6 giugno

La Festa dell’Albero Festa d’Estate, Corte di Torre Longa , ore 21.00

domenica 9 giugno

Rappresentazione teatrale “Serata Omicidio”, Palazzo Verrone, ore 20.00

giovedì 13 giugno

Mostra d’Arte “Luci sull’acqua”, Sala Convegni Acquedotto Pugliese, ore 11.00

Per ulteriori informazioni www.ambientepuglia.it, facebook ambientepuglia, tel. 380 3010300. 

Bari, al via la distribuzione dei kit per servizio porta a porta nella zona 2


BARI - Da domani, martedì 23 aprile, prenderanno il via le operazioni di distribuzione dei kit e del materiale informativo in vista dell’imminente estensione alla Zona 2 (San Paolo, Stanic – Villaggio del Lavoratore) del servizio di raccolta dei rifiuti Porta a Porta, che coinvolgerà circa 35mila cittadini.

Sono circa 12.300 le utenze domestiche interessate (11mila a San Paolo e 1300 Stanic – Villaggio del Lavoratore), mentre quelle non domestiche saranno 193 al San Paolo e 221 a Stanic – Villaggio del Lavoratore, di cui i no food 144 al San Paolo e 206 a Stanic – Villaggio del Lavoratore.

Si comincerà da Stanic – Villaggio del Lavoratore per coprire poi il resto del territorio interessato.

Materiali e kit saranno distribuiti dagli informatori ambientali ovvero personale preventivamente formato che sarà riconoscibile dalla pettorina e da uno specifico tesserino. Se gli informatori non dovessero trovare gli utenti in casa, lasceranno una cartolina con le indicazioni per il ritiro dei materiali nell’ufficio della Start-up che sarà aperto a partire dal 26 aprile nella sede del Municipio 3 di via Vincenzo Ricchioni, 1, secondo i seguenti orari: dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19.

Due le tipologie di kit in distribuzione per le utenze domestiche: per i condomini fino a otto unità abitative, ciascun nucleo familiare sarà dotato di:

-           un bidoncino areato “sottolavello” di colore marrone per la raccolta domestica della frazione dell’organico
-           un bidoncino da 20 litri di colore marrone per l’esposizione della frazione dell’organico
-           una fornitura annuale di sacchetti per la raccolta dell’organico
-           un bidoncino da 40 litri grigio per la raccolta della frazione non riciclabile
-           un bidoncino da 40 litri con il coperchio azzurro per la raccolta della carta
-           un bidoncino da 40 litri con il coperchio verde per la raccolta del vetro
-           una fornitura annuale di buste gialle per la raccolta di plastica e metalli

Per i condomini con più di otto unità abitative, invece, i kit non conterranno il bidone marrone per l’organico da 20 litri e nei condomini saranno sistemati i bidoni carrellati per la raccolta di ciascuna frazione.

Ai nuclei familiari con bambini molto piccoli e/o persone allettate sarà fornito un bidone speciale per la raccolta dei tessili sanitari (pannolini e pannoloni), basterà inoltrare domanda all’ufficio della Start-up.

Il kit conterrà inoltre, il materiale informativo per una corretta raccolta ovvero un abecedario con le indicazioni in ordine alfabetico per il conferimento dei singoli materiali e prodotti, un dépliant e un calendario.

GLI ORARI DI CONFERIMENTO:

I contenitori delle utenze domestiche dovranno essere esposti dalle ore 21 alle 24 del giorno precedente al passaggio di raccolta mentre le utenze non domestiche seguiranno un calendario differente.

IL NUOVO CALENDARIO DELLA ZONA 1: A partire dal giorno 29 aprile, inoltre, nella Zona 1, già interessata da tempo dal Porta a Porta (San Girolamo, Fesca, San Cataldo, Villaggio Trieste, Santo Spirito, Palese, San Pio e Catino) cambia il calendario di distribuzione: la plastica sarà raccolta il martedì e il giovedì mentre la carta solo il venerdì.

Puglia Plastic free. Conca (M5S): “Giunta riporti cucine negli ospedali. Risparmio 80 milioni pezzi di plastica all'anno”


di REDAZIONE - “Ben vengano forum, striscioni e manifesti per dire “No alla plastica”, peccato però che la Giunta regionale pur potendo fare azioni concrete rimanga ferma alle buone intenzioni. Se riportassimo le cucine negli ospedali, come ad esempio è stato fatto al Sant’Orsola di Bologna, elimineremmo almeno 80 milioni di pezzi di plastica all'anno isorisorse, dando allo stesso tempo un pasto di qualità ai pazienti per i quali il buon cibo è parte integrante della terapia”. Lo dichiara il consigliere del M5S Mario Conca.

“Mentre in Puglia - continua Conca - ci si è arenati sulla gara centralizzata per la ristorazione ospedaliera da 320 milioni di euro, in Emilia Romagna si è tornati alle cucine interne con prodotti a km zero, che oltre ad essere plastic free garantiscono una maggiore qualità dei pasti. La scusa usata finora dal nostro assessore alla Sanità è che non sia possibile adottare quel modello perché molte cucine ospedaliere non sono utilizzabili non avendo l'agibilità. Com’è possibile? Vuol dire che dobbiamo dichiarare inagibili tutti gli ospedali che le ospitano? Purtroppo la verità sembra essere un’altra: si pensa più al business che si potrebbe fare con i centri cottura, che alla sostenibilità ambientale, alla gradevolezza dei cibi e alla salute dei pazienti in corsia e dei lavoratori. Ogni anno si registrano in Puglia all'incirca 500 mila ricoveri ospedalieri che, moltiplicati per 7 giorni di degenza media, equivalgono a 10,5 milioni tra colazioni, pranzi e cene. Quanta plastica potremmo ridurre? Iniziative come quella di stamattina sono utili, così come tutti gli eventi per sensibilizzare al rispetto dell’ambiente e per dire no alla plastica, ma la politica deve far seguire i fatti seri alle parole roboanti”.

Al Bano, la politica e le Università: uniti contro la plastica. In Albania il prossimo ecoforum


di REDAZIONE - Bicchieri di carta in Aula consiliare e borracce al posto delle bottigliette d’acqua: il Consiglio regionale della Puglia mette al bando la plastica monouso. È l’impegno assunto dal presidente Mario Loizzo, in apertura del forum “No alla plastica”, nella nuova sede in via Gentile a Bari, secondo appuntamento dell’iniziativa plastic free lanciata dall’Associazione culturale “L’Isola che non c’è” di Latiano, presidente e fondatore il giornalista Franco Giuliano. 
Quella contro la plastica, che invade sempre più l’ambiente, è una campagna ecologica che sta crescendo rapidamente (solo un mese fa il primo incontro, a Brindisi, il 22 marzo) e vuole estendersi dalla Puglia alle altre regioni, al Mediterraneo e all’Europa. 
Sono ambizioni grandi, quanto il problema che il pianeta deve affrontare. È un tema “assolutamente cruciale”: per il presidente Loizzo “occorre spendere tutte le energie per sottrarre i nostri territori e i nostri mari alla condanna di dover convivere per sempre con la plastica”. 
Per degradare un contenitore occorrono cinquemila anni, mille per un banale sacchetto. E la classica bottiglietta in pvc si riduce col tempo in granuli praticamente indistruttibili. Guerra dichiarata perciò, alla plastica e “all’inciviltà di chi deturpa le strade di campagna abbandonando rifiuti di ogni genere, a danno dei cittadini che rispettano le regole e l’ambiente”, ha fatto presente il presidente Loizzo. 
L’impegno quotidiano della Regione Puglia, le misure assunte, le strategie per fare argine agli agenti inquinanti e le iniziative per educare e sensibilizzare nelle scuole, sono stati illustrati dagli assessori Gianni Stea (ambiente), Alfonsino Pisicchio (assetto del territorio) - presente anche Mino Borraccino (sviluppo economico) - e dal direttore del Dipartimento ecologia Barbara Valenzano. La Puglia può fare da battistrada, hanno detto, da apripista in tutta Italia e nel Mediterraneo. 
Il presidente della Scuola di Medicina del Policlinico, Loreto Gesualdo, ha portato l’adesione dei rettori dell’Ateneo e del Politecnico baresi ed ha messo in risalto i danni arrecati dalla plastica alla salute umana, insistendo sull’esigenza di adottare comportamenti virtuosi che riducano l’impatto sull’ambiente. 
A nome dei tanti testimonial che hanno “messo la faccia” sul manifesto #noallaplastica, l’ex presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna si è detto “felice e orgoglioso dei risultati della Regione”. Il Consiglio è stato accanto a “L’isola che non c’è” in tutte le campagne, tanto più in questa battaglia di civiltà contro la plastica. Non c’è tempo da perdere, visto l’esempio dei sette anni di ritardi sulla xylella che avanza. I Comuni si affrettino a dichiarare i propri territori “zona a plastica zero”. 
Ambasciatore della campagna e sostenitore da sempre delle iniziative dell’Associazione latianese, Al Bano Carrisi ha chiesto di passare dalle parole ai fatti. “Oltre al dire il passo importante è il fare”, ha detto il cantante di Cellino San Marco, “abbasso la plastica, uniamoci tutti contro questo rifiuto che assedia le piazze e le strade, per colpa della stupidità di qualcuno”. 
In conclusione, ha incontrato il consenso del mondo universitario e della Regione, col sì del presidente Loizzo, l’appello di Franco Giuliano a promuovere entro settembre a Bari “una sorta di G20 ‘NO alla plastica’, per avviare una strategia di formazione ed educazione delle Università del bacino mediterraneo, da estendere alla politica dei rispettivi Paesi”. 
Appuntamento per tutti al prossimo forum in Albania e poi si si andrà a Sarajevo.

D’Amato: M5s prima forza in Ue per lotta a dissesto idrogeologico


di REDAZIONE - “La Lega la smetta di fare campagna elettorale con argomenti pretestuosi e palesemente falsi, come l’accusa rivolta al ministro Costa sui fondi per il dissesto idrogeologico. La verità è che i 900 milioni previsti per i prossimi tre anni per il Sud sono stati sbloccati proprio grazie al grande lavoro del ministro, che è riuscito a chiudere gli accordi di programma con ben 6 Regioni ( Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna). Inoltre, grazie al decreto Cantiere Ambiente varato sempre da Costa con il sostegno del M5s, consentirà di velocizzare i tempi di esecuzione dei lavori del 70 per cento. Invece di sollevare fake news, la Lega faccia mea culpa per aver cercato di ostacolare in tutti questi anni a Bruxelles e a Strasburgo le misure Ue a favore dell’ambiente. Da eurodeputata, ricordo bene i no dello stesso Salvini a testi come la Direttiva Ue sulle emissioni nazionali, che avrebbe consentito di ridurre le morti per smog in Italia. Del resto, in questa legislatura europea, la Lega è il partito italiano che più si è opposto ai progressi normativi sul fronte ambientale. Il M5S, al contrario, è stata la prima forza a battersi a favore dell’ambiente, della lotta al cambiamento climatico e al dissesto idrogeologico”. Lo dice l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, in merito alle polemiche sui fondi nazionali per la lotta al dissesto idrogeologico.

Xylella, 27 aprile: Tavola rotonda “X-Files 2” a Sternatia (Le)


di REDAZIONE - Mentre il Decreto-legge Emergenza in Agricoltura è all’esame delle Camere, si fa sempre più forte il coro di protesta di quanti denunciano l’irragionevolezza di una governance della Xylella che non favorisce la ricerca scientifica, ma fa leva sull’espianto degli olivi, sull’impiego massiccio di diserbanti e insetticidi e sulle sanzioni applicabili a chi volesse opporsi a queste misure.

Come evidenziato dai firmatari dell’appello presentato oggi in Parlamento, il Decreto in questione costituisce l’ennesimo esempio di asservimento degli interessi del pubblico a quello dei grandi poteri corporativi, compiuto senza consultare i cittadini, e prospetta uno scollamento tra politica, stakeholder e società civile destinato ad acuirsi ulteriormente, in mancanza di interventi correttivi.

Delle misure fitosanitarie imposte dalla normativa sulla Xylella, della loro fondatezza scientifica e delle loro implicazioni in termini di conservazione della biodiversità, di tutela della salute umana e di salvaguardia dell’economia e del paesaggio locali si parlerà sabato 27 aprile 2019 a Sternatia (Lecce), in occasione della Tavola rotonda “X-Files 2” organizzata dalla Cattedra Jean Monnet Ad Personam "EULab" della Commissione europea, dall'Institut Ethique Histoire Humanités dell'Università di Ginevra e dall’European Centre for Science, Ethics and Law.

Alla Tavola rotonda parteciperanno relatori provenienti dal mondo scientifico, accademico e istituzionale, tra cui: Luca Marini, già Vice presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica; Andrea Carlino, docente di storia della medicina nell’Università di Ginevra; Francesco Bandarin, già Vice direttore Generale alla Cultura dell’UNESCO; Marco Nuti, batteriologo della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Giorgio Galleano, giornalista di Rai 3.

Al convegno interverranno anche protagonisti del mondo dell’arte, della cultura e dello spettacolo in grado di riprendere e rilanciare i risultati della Tavola rotonda.

Mediterraneo plastic free: domani secondo eco-forum "NO plastica" nei mari


di REDAZIONE - Il Mediterraneo mai mare di plastica: domani, giovedì 18 aprile, alle 12, l’Aula consiliare della nuova sede del Consiglio regionale in via Gentile 52 a Bari ospiterà il secondo forum “No alla plastica”. La campagna ecologica, promossa dall’Associazione culturale “L’Isola che non c’è” di Latiano, si rivolge in particolare al mondo accademico pugliese, per indurlo ad avviare una strategia comune, di formazione ed educazione, tra le Università del bacino mediterraneo, da estendere alla politica dei rispettivi Paesi. 
All’incontro di domani, che segue quello del 22 marzo già tenuto a Brindisi, interverranno i Presidenti della Regione Michele Emiliano e del Consiglio regionale, Mario Loizzo, gli assessori regionali Gianni Stea (ambiente) e Alfonsino Pisicchio (assetto del territorio) col direttore di Dipartimento (ecologia) Barbara Valenzano. Per le Università saranno presenti i rettori dell’Ateneo barese Antonio Uricchio, del Politecnico Eugenio Di Sciascio e il presidente della Scuola di Medicina del Policlinico Loreto Gesualdo. Parteciperà Al Bano Carrisi “ambasciatore” della campagna per l’ambiente. 
I lavori saranno moderati dal presidente e fondatore dell’Associazione latianese, il giornalista Franco Giuliano, che lancerà una “provocazione positiva” ai presidenti Emiliano e Loizzo, invitandoli a promuovere con i vertici del mondo academico pugliese “una sorta di G20 ‘NO alla plastica’”.

PeaceLink chiede una biobanca per Taranto: "Non si perdano le prove di quanto sta avvenendo a causa dell'inquinamento"

TARANTO - L'Istituto Superiore di Sanità ha reso noto lo studio sul biomonitoraggio svolto in collaborazione con la ASL di Taranto sulle concentrazioni dei vari tipi di diossina nel latte materno delle mamme della provincia jonica e del capoluogo. Tale studio era previsto dal Riesame AIA del 2012 a carico dell'Ilva. Così in una nota il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti. 

Il risultato - prosegue Marescotti - registra un aumento di diossine pari al 28% nel latte delle donne che risiedono a Taranto e Statte rispetto a quelle che abitano in provincia. Si tratta di concentrazioni statisticamente rilevanti. L'ISS ritiene che vi siano basse probabilità di effetti avversi per la salute. Questa conclusione non ci lascia tranquilli in quanto non si escludono affetti dannosi.Le donne sono esposte anche ad altri inquinanti ed è risultato ad esempio che sia stata trovato il naftalene nelle urine in quantità significativa (febbraio 2017) e sarebbe importante sapere dalla ASL se la principale fonte emissiva industriale, ossia la cokeria (con oltre tre tonnellate annue di naftalene diffuse nell'ambiente anche ad AIA completata), sia stata assolta oppure no. Inoltre le analisi sugli allevatori a Taranto indicano che le concentrazioni di diossina nel loro sangue aumenta man mano che ci si avvicina all'area industriale. Sono tutti indicatori che non ci possono far archiviare l'eccesso di diossine nelle donne di Taranto come un problema comune ad altre aree urbane, in considerazione del fatto che a Tarano ben si conosce qual è la fonte emissiva principale di diossina. E' sbagliato rassegnarsi ad un fatale destino di maggiore diossina per le donne e il loro latte materno. Lo studio in questione è stato reso noto dopo quasi sette anni dal Riesame AIA ILVA e fornisce dati importantissimi per i decisori. La scienza dice che la diossina passa nei bambini che vengono allattati al seno e non è accettabile neanche una piccola quantità, se vogliamo tutelare le generazioni future. L'emissione di diossina non è cessata nel 2012 e anzi, dopo un calo iniziale, è ritornata a salire nei deposimetri. I dati del deposimetro nella masseria Carmine, resi pubblici a febbraio, testimoniano che il problema va affrontato con rinnovata attenzione. Dal 2012 sono state concesse all'Ilva proroghe e deroghe con ben dodici decreti e la priorità di tutelare la salute a Taranto non è stata inserita nell'agenda di nessun governo, neppure di questo.

Chiediamo - conclude Marescotti - che venga creata a Taranto una biobanca (sangue, urine, cordone ombelicale, latte materno, liquido amniotico, capelli, tessuti) che mantenga la traccia di tutto quello che sta avvenendo, a partire dalle donne. Una biobanca che riguardi anche i lavoratori ILVA, a loro tutela. Non vogliamo essere trattati come cavie da laboratorio. E tuttavia va fatta questa biobanca affinché non si perdano le prove di quanto sta avvenendo in questo drammatico e prolungato esperimento sulla salute di un'intera comunità.

Genitori tarantini: lettera aperta alle massime cariche dello Stato

BARI - Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta dei 'Genitori tarantini' a tutte le massime cariche dello Stato italiano:

"A tutti voi, a vario titolo, avete giurato sul sacro libro della Costituzione italiana. Tutti voi - prosegue la nota - avete accettato di rispettare e tutelare ogni suo articolo.
Tuttavia, per quanto riguarda Taranto, il gip Benedetto Ruberto ha sollevato questione di legittimità costituzionale sui diversi provvedimenti emessi dai vari Governi per salvare lo stabilimento siderurgico attualmente denominato ArcelorMittal.
Ben sette sono, a detta del giudice Ruberto, gli articoli della Costituzione italiana violata dai decreti salva-Ilva (artt. 3, 24, 32, 35, 41, 112 e 117). Di questi, gli artt. 3, 32 e 41 sono quelli da sempre richiamati dall’Associazione Genitori tarantini in ogni lettera e ad ogni incontro avuto con le Istituzioni, sia a livello nazionale che a livello regionale e locale.
Ogni articolo della Costituzione italiana è intriso di senso della Giustizia; ogni parola scritta contribuisce a fare della “Costituzione italiana” il libro per eccellenza.
Decine di migliaia di italiani, di ogni regione, senza distinzione di sesso e condizione sociale, sono morti affinché la nostra terra diventasse una Repubblica democratica retta su doveri e diritti ben riconosciuti e mai ci saremmo aspettati, ancora negli anni 2000, di dover lottare per il riconoscimento dei nostri diritti. 
Tra questi diritti, quelli riconosciuti come “fondamentali” per l’individuo sono la salute (“tutelata” -quindi difesa, protetta, garantita, salvaguardata -, recita l’art. 32, “dalla Repubblica, anche come interesse della collettività”) e l’ambiente salubre. 
Ogni parola del testo sacro della Repubblica italiana è stata soppesata per dare il giusto valore ad ogni articolo in esso elencato. Quindi, dichiarare “fondamentali” alcuni diritti ci fa capire come questi servano da base per tutti gli altri. Senza questi, tutti gli altri diritti crollano, perdono la loro importanza.
Nell’art. 41 si legge che “l’iniziativa economica privata è libera”, ma questa “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.
A differenza del sindaco di Taranto, noi non chiediamo di sapere se l’inquinamento è aumentato oppure no; noi sappiamo che, pur restando nei parametri previsti, l’inquinamento ambientale prodotto dagli insediamenti industriali è la principale causa di malattie e morte dei cittadini di Taranto, a partire dai più piccoli. Per percentuali di inquinamento molto meno significative, l’area a caldo di Genova venne chiusa per sempre perché rappresentava un pericolo sanitario per la popolazione. Per noi valgono gli studi epidemiologici commissionati dal Ministero della Sanità e dalla Regione Puglia. Questi ci presentano un quadro di percentuali insopportabili, se confrontate con il resto della Puglia e dell’Italia, di malattie, morbilità e morte.
Il gip Patrizia Todisco, nel 2012, indicò nell’area a caldo dello stabilimento Ilva la principale causa dell’inquinamento ambientale e sanitario di Taranto, ordinandone il sequestro senza facoltà d’uso, scatenando in questo modo quella inumana gara al massacro prodotta da 12 decreti legge mirati non solo a garantire la continuità produttiva, ma anche a tutelare dal punto di vista penale ed amministrativo dapprima i commissari del Governo e in seguito anche i nuovi gestori privati dell’industria.
Ci preme, inoltre, ricordare a tutti voi la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che, in data 24 gennaio 2019, ha riconosciuto lo Stato italiano colpevole di non aver tutelato il diritto alla vita privata e famigliare dei cittadini di Taranto e di aver impedito loro, proprio attraverso l’emanazione dei decreti salva-Ilva, il diritto ad un ricorso effettivo davanti ad un’istanza nazionale. Lo Stato italiano è stato condannato a porre rimedio alla situazione ancora vigente nel più breve tempo possibile. Nessun cenno a riguardo è giunto a tutt'oggi dalle Istituzioni interessate.
Non riusciamo, quindi, a comprendere come lo Stato italiano, attraverso l’opera dei suoi Governi degli ultimi anni, avallata dai Presidenti della Repubblica, possa essersi accanito così violentemente contro lo stesso libro che garantisce lo svolgersi democratico della vita dei propri cittadini.
Non esiste, secondo il nostro modo di vedere, una produzione che possa essere dichiarata strategica, se questa procura danni all’ambiente e alla salute dei cittadini; non esiste che uno Stato democratico possa fondare parte della sua ricchezza sulle malattie e sulla morte di migliaia di italiani. Non crediamo che tutto questo sia contemplato nelle nostre regole democratiche.
Cambiate la Costituzione, dunque, se questo vi rende più tranquilli; ma fino a che questa Costituzione è in vigore, valgono gli articoli in essa contenuti.
Quello che mai potrete fare è cambiare anche di una sola virgola la prima parte del testo che regola la nostra nazione.
L’articolo 3 recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge...”
TUTTI i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge. Sono eguali davanti alla Giustizia. 
Che Giustizia sia fatta, dunque, anche se i cieli cadono. Giustizia al di là di qualsiasi conseguenza. Giustizia, come scrissero i padri costituenti, affinché tutti i cittadini siano eguali.
Senza questa, citando Fabrizio De Andrè, potrete anche ritenervi assolti, ma sarete per sempre coinvolti. Associazione Genitori tarantini - Ets".

Bari, domani pic nic senza plastica al parco Gargasole

BARI - Domani, sabato 6 aprile, appuntamento nel parco Gargasole per una mattinata in compagnia scandita da attività, laboratori e giochi organizzati. All’ora di pranzo spazio al gusto e alla creatività con un grande pic-nic senza plastica che prevede premi per le tovaglie più belle.

Per l’occasione, attraverso un varco, sarà possibile accedere in anteprima a una porzione della seconda area del parco, di prossima apertura al pubblico, che è stata ripulita e transennata a tutela della sicurezza dei partecipanti.

Secondo le direttive approvate dalla giunta comunale, il parco Gargasole sarà infatti ampliato in modo da proseguire nel percorso di rigenerazione creativa affidata alla partecipazione che, già nella prima porzione del parco, ha dato vita a pratiche innovative di cura e di gestione di questo spazio pubblico.

L’area di ampliamento, contigua all’attuale parco nella parte ad est (sul lato più corto), si estende per circa 4.000 mq.

Clima: Enve approva parere Regione Puglia

BRUXELLES - È stato approvato oggi a Bruxelles dalla Commissione ambiente del Comitato delle Regioni (Enve) il parere "Un pianeta pulito per tutti – una visione strategica europea a lungo termine per un’economia prospera, moderna e competitiva e senza impatto sul clima”, presentato dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano con una sua relazione. Un grande riconoscimento per la Regione Puglia e per il suo incessante impegno sui temi della tutela dell’Ambiente e della diffusione della cultura della decarbonizzazione. 

Il parere, la cui redazione è iniziata lo scorso dicembre, ha affrontato numerosi aspetti, tra essi: la difesa dell’ecosistema, la transizione verso un’economia a basse emissioni di Co2, l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050, la costruzione di un quadro normativo globale in materia di clima ed energia che contempli gli aspetti sanitari, ambientali, economici e sociali.

L’Unione europea è essenziale nell’attuazione degli accordi sul Clima sottoscritti a Parigi nel 2015 e per questo, lo scorso novembre, la Commissione UE ha elaborato la Strategia di lungo termine per la riduzione delle emissioni di gas serra. 

Tutti sono chiamati a contribuire al raggiungimento di questi obiettivi e il ruolo degli enti locali e regionali è cruciale in questo ambito, proprio come sottolinea il parere approvato oggi.

L’adozione definitiva del parere è prevista per fine giugno, in occasione della Sessione Plenaria del Comitato.

Il Presidente della Regione Puglia ha sottolineato che questo primo importante passaggio è avvenuto con particolare soddisfazione perché nella sostanza tutte le proposte avanzate sono state accolte. 

Bari, "Degrado a ciel sereno in via Lattanzio"

BARI - Nel cuore del quartiere San Pasquale e precisamente in via Lattanzio l'operato dell'Amiu risulta essere del tutto assente. Le continue lamentele dei cittadini circa la non adeguata collocazione delle isole ecologiche, l'accumulo continuo di rifiuti ingombranti, il non quotidiano smaltimento dei rifiuti organici, oltre alla oggettiva sporcizia delle strade, rende davvero difficile la vita dei cittadini residenti.

Ciliegina sulla torta è un contenitore dell'indifferenziato, ad angolo con via Michele De Napoli, che è stato completamente bruciato e che nonostante risulti essere inutilizzabile e bucato nella parte inferiore, non viene sostituito.

A farsi portavoce di tutte queste lamentele è l'associazione Sos Città che ha effettuato un sopralluogo nei giorni scorsi documentata da una diretta video pubblicata sulla loro pagina Facebook.

"In seguito ad un sopralluogo effettuato con i cittadini ci siamo subito resi conto che la situazione non è delle migliori e che potrebbe essere davvero risolta con un po di accortezza" spiegano Danilo Cancellaro e Dino Tartarino -. "Come al solito non riusciamo a spiegarci i criteri di sostituzione dei contenitori danneggiati. È assurdo pensare che ci siano quartieri di serie A e quartieri di serie B. Qui non si sta chiedendo la luna, ma soltanto di sostituire un contenitore che è visibilmente ed oggettivamente danneggiato ed inutilizzabile. La parte inferiore in particolare è completamente erosa finendo per far depositare sull'asfalto il percolato che è una sostanza altamente pericolosa per l'ambiente e per le persone se non correttamente trattata. Nonostante le decine di segnalazioni, qui nessuno fa niente!", attaccano i due. 

"Inutile sottolineare lo sgradevole odore che sono quotidianamente costretti a sopportare i cittadini residenti e le attività commerciali lì presenti. Chiediamo pertanto ad Amiu e all'Assessore Petruzzelli di intervenire innanzitutto per sostituire il contenitore e sanificare l'area, ma anche di meglio organizzare e potenziare la raccolta differenziata, soprattutto dell'organico dal momento in cui l'estate è alle porte e le elevate temperature non possono che peggiorare la situazione e favorire il proliferare di insetti e soprattutto blatte, altro drammatico problema del quartiere", concludono Cancellaro e Tartarino.

Ex Ilva: Peacelink, inquinanti in aumento

TARANTO - L'ex Ilva continua ad inquinare: anche nel mese di marzo 2019, così come accaduto nei mesi di gennaio e febbraio, si è registrato un aumento di emissioni non convogliate nella cokeria dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal (ex Ilva) di Taranto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A sostenerlo il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti, sottolineando che "sono dati della centralina Arpa-Ispra" pubblicati online sul sito di Arpa Puglia. 

"Su sette parametri - dichiara Marescotti - sei sono in aumento. A marzo fa eccezione solo il benzene, che scende del 4%. Ma tutti gli altri inquinanti salgono". I dati, secondo il presidente dell'associazione ambientalista, "dicono che sta avvenendo il contrario di ciò che ci aveva promesso il governo attuale".

Ex Ilva, istanza Riesame Aia. Il direttore del dipartimento: "Dov'è programma nazionale di controllo inquinamento?"

BARI - “Vorrei rassicurare tutti coloro che in queste ore se lo stanno chiedendo. La Regione Puglia ha il suo piano di qualità dell’aria, con i relativi aggiornamenti risalenti al 2012, 2013, 2014 e 2017”. 
Lo dichiara il direttore del dipartimento di Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia della Regione Puglia che con una nota inviata al Ministero dell’Ambiente, ha risposto in maniera puntuale alla nota di ieri del Ministro che subordina la richiesta di revisione dell’Aia dello Stabilimento siderurgico Arcelor Mittal (ex Ilva) avanzata dalla Regione Puglia, ad un Nuovo Piano di Risanamento della qualità dell’aria lasciando intendere che senza quest’ultimo presupposto, non potrà esserci alcun riesame di autorizzazione per il siderurgico di Taranto. 

“Il ministro – aggiunge a margine il direttore del Dipartimento - non ha tenuto conto dell’obbligo che aveva di elaborare, entro il 30 settembre del 2018, il Programma di Controllo dell’Inquinamento Atmosferico che avrebbe dovuto fornire i limiti nazionali per l’emissione in atmosfera di determinati inquinanti, come previsto dalla direttiva europea del 2016 che l’Italia ha recepito, ao sensi del D.Lgs. 81/2018”.   

Quanto alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo citata dal Ministro, la nota del Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche Ecologia e Paesaggio fa rilevare, dunque, come “lo stato di criticità ambientale e sanitaria provocato dallo stabilimento siderurgico di Taranto, nonché la responsabilità dello Stato Italiano nel perdurare di tale condizione, sono stati riconosciuti dalla già citata sentenza della Cedu del 24 gennaio 2019 che ha chiaramente sancito l’evidenza che le autorità nazionali non hanno adottato tutte le misure necessarie per assicurare la protezione effettiva del diritto delle persone interessate al rispetto della loro vita privata”.  

Per tutte queste ragioni – continua il direttore del Dipartimento – la Regione Puglia invita il Ministero, e non il Ministro, a rispondere puntualmente nel merito e a chiarire la posizione del Ministero stesso sugli impegni nazionali in materia di riduzione delle emissioni, a rispondere nel merito alla richiesta della Regione Puglia di Riesame dell’Aia e a chiarire se la nota del Ministro, che sembra avere solo una connotazione politica, sia da intendersi come un rigetto della richiesta di riesame dell’Autorizzazione di Impatto Ambientale perché, se così fosse la Regione Puglia si riserverebbe la facoltà di impugnarla. È evidente – conclude il Direttore – che sulla base di questi chiarimenti e delle direttive ministeriali in materia di riduzione delle emissioni e di lotta all’inquinamento la Regione Puglia procederà alla elaborazione di un nuovo piano di qualità dell’aria”.

Il Programma ancora non definito dal Ministero Ambiente infatti, obbligherebbe alla individuazione delle pertinenti funzioni assegnate alle autorità nazionali, regionali e locali anche con riferimento alla attuazione dei programmi di riduzione delle emissioni, nonchè la valutazione dei progressi ottenuti attraverso le politiche e le misure vigenti, incluse quelle previste dai piani di qualità dell'aria di cui al decreto legislativo n. 155 del 2010, del relativo grado di conformità agli obblighi nazionali ed europei e dell'evoluzione prevista qualora tali politiche e misure non fossero modificate. Probabilmente proprio quello che non si intende fare”.

Taranto: Legambiente chiede ad Ispra e al Ministero i risultati delle ultime ispezioni al siderurgico

TARANTO - L'Illustrazione degli esiti delle attività ispettive effettuate da ISPRA presso lo stabilimento siderurgico di Taranto nel mese di dicembre 2018 e nel mese di marzo 2019, la certificazione del completamento degli interventi  previsti  al 31 dicembre 2018 nel Piano Ambientale ArcelorMittal,   l'esito dei sopralluoghi specifici richiesti dal Ministero dell'Ambiente il 5 febbraio di quest'anno, informazioni sulle attività di biomonitoraggio poste in essere in attuazione della prescrizione n. 93 dell'AIA 2012. Lo rende noto Legambiente Taranto.

Sono queste le informazioni che Legambiente Taranto ha chiesto  ad ISPRA, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ed al  Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, chiedendo  la trasmissione in via telematica della relativa documentazione.

Le informazioni richieste da Legambiente fanno riferimento alla riunione  convocata  per le ore 10 del giorno 28 marzo 2019 dell'Osservatorio permanente per il monitoraggio dell'attuazione del Piano ambientale ex art. 5, comma 4, del DPCM del 29 settembre 2017 per lo stabilimento siderurgico di interesse strategico nazionale di Taranto ArcelorMittal Italia S.p.A. (ex ILVA S.p.A. inA.S). con particolare riguardo ai punti 2 e 3 del relativo ordine del giorno, relativi appunto alla:

- Illustrazione da parte di ISPRA degli esiti delle attività ispettive effettuate nel mese di dicembre 2018 e nel mese di marzo 2019, con particolare riferimento alla certificazione del completamento degli interventi al 31 dicembre 2018 e ai sopralluoghi specifici chiesti con nota 2506/DVA del 5/2/2019;
- Illustrazione da parte di ISPRA sulle attività di biomonitoraggio poste in essere in attuazione della prescrizione n. 93 dell'AIA 2012.

La riunione dell'Osservatorio ha peraltro diversi punti da esaminare,  relativi sia alla Conclusione delle attività dell'Osservatorio per l'anno 2018 che  alla Apertura delle attività  per l'anno 2019.

Nei giorni scorsi Legambiente ha chiesto al Governo che si proceda rapidamente ad istituire e mettere a disposizione di tutti i cittadini un portale in cui vengano indicati, prescrizione per prescrizione, in maniera chiara e di facile lettura, gli interventi previsti, le scadenze (correlate da avvisi che ne segnalino l'approssimarsi), le date delle visite ispettive previste, i risultati e le eventuali prescrizioni collegate alle ispezioni, tutti i dati dei monitoraggi in corso, aggiornati a scadenze prestabilite e messi in relazione sia con la quantità di acciaio prodotta che con i dati dei monitoraggi riferiti ai periodi precedenti, con i limiti previsti dalla normativa e con quelli ritenuti accettabili dall'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in poche parole tutto quanto è utile per monitorare in ogni momento l'effettivo rispetto degli impegni assunti da Arcelor Mittal e la situazione ambientale interna ed esterna allo stabilimento.

Speciale

Gdp Tv

150° Unità d'Italia AGRICOLTURA AGROALIMENTARE AMBIENTE Animali Annunci Approfondimento Arredamento Arte Attualità Auto e motori Avviso Pubblico Aziende Bari Bari 2014 Bari 2019 Bat Bifest 2011 Bifest 2014 Bifest 2015 Bifest 2016 Bifest 2017 Bifest 2018 Bifest 2019 Brasile2014 Bricolage Brindisi Calcio Casinò Chiesa cinema Columbus Day COMMENTO Comunicati Stampa Concerti Concorsi Corsi CROCIERE CRONACA CRONACA LOCALE CULTURA DOVE SEI? Cultura e Spettacoli Design Diari da Kinshasa Dimmi come scrivi Discoteche Donna del Giorno Economia Elezioni 2011 Enogastronomia Esoterismo Estate Esteri Eventi Expo 2015 F1 Festival del cinema di Roma 2010 Festival del cinema di Roma 2011 Festival del cinema di Roma 2012 Festival del cinema di Roma 2013 Festival del cinema di Roma 2014 Festival del cinema di Roma 2015 Festival del cinema di Roma 2016 Festival di Venezia '13 Festival di Venezia '14 Festival di Venezia '15 Festival di Venezia '16 Fiera del Levante Filastrocca film Flash Foggia Food Experience Foto Frodi Fumetti Gallery Gastronomia Gdp Junior Ghost Hunters Puglia Giochi Giubileo Gossip Grafico Hot IL MIO AVVOCATO Il Principe Azzurro Inchiesta Intervista Intrattenimento Islam isola dei famosi 5 L'Angolo della Poesia LA CURIOSITA' LA RECENSIONE Latitudeslife LAVORO Lecce Lettera al direttore Libri Link LIVE Lotterie Matera METEO milano Miss Italia MODA Mostre Motociclismo musica Necrologi NOTIZIE DAL MONDO novità musicali Oroscopo Paranormale Perle di storia pugliese photogallery PLAY: MUSICAEDINTORNI Politica Politica locale Potenza PRIMO PIANO Protezione civile Psicologia Pubblica Amministrazione Puglia Punto e a Capo Regionali 2015 Reportage ricerca Ricette Rio 2016 Roma Russia 2018 Salute e benessere Sanità Sanremo 2015 Sanremo 2016 Sanremo 2017 Sanremo 2018 Sanremo 2019 Scheda Scienza e tecnologie Scuola Sentenze europee Sessualità Silent Key Spazio Spazio Emergenti Speciale Speciale 21 dicembre Speciale amministrative 2012 Speciale Amministrative 2014 Speciale Euro 2012 Speciale Fiera Speciale Politiche '13 Spetteguless Sport Storia Taranto Tennis Territorio TICKER Top Tra scienza e fede Trasporti Turismo Tv UE Università e formazione Us version Vacanze Viabilità Viaggi Video Videogiochi Vignetta Vino diVino Voli Web Zootecnia