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'We love the sea': i volontari del Rotaract puliscono le spiagge di Bari


BARI - I volontari del Rotaract Club Bari Agorà puliscono le spiagge di Bari invitando associazioni e studenti universitari sparsi nel Mondo a partecipare domenica 15 settembre 2019 al World Cleanup Day! L’appello di solidarietà lanciato lo scorso 31 marzo dal Presidente di Club Paolo Iannone e dalla Commissione “We Love The Sea” raggiunge ogni parte del Mondo.

Si è svolto domenica 15 settembre 2019 il più grande cleanup oceanico della storia, dove il progetto “We Love The Sea – Global Action”, service stortico del Rotaract Club Bari Agorà, è stato parte integrante del “World Cleanup Day!”.

Tutti armati di guanti e buona volontà, come sempre è questo lo slogan promosso, ancora una volta, dai ragazzi del Rotaract Club Bari Agorà che continuano il loro progetto “We Love The Sea”, ma questa volta l’associazione di volontariato ha fatto molto di più coinvolgendo nel loro progetto tutte le associazioni e studenti universitari sparsi nel Mondo. Ed, infatti, il Rotaract Club Bari Agorà si è messo subito a lavoro il 31 marzo scorso per la realizzazione del service mondiale con il suo Presidente Paolo Iannone unitamente a tutta la commissione di Club “We Love The Sea” formata da soci e volontari dell’associazione: Douglas Rambukwella, Fabio Santomauro, Alessia Dalla Serra, Federico Mastroleo, Domenico Posa, Gianfranco Sifanno, Antonella Ventura, Riccardo Perini, Davide Cardilli, Alessia Cafforio e Ruben Sica.

Dopo il successo delle precedenti edizioni, si è rinnovato l'appuntamento per la pulizia della spiaggia cittadina nell'ambito del progetto "We Love The Sea - Global Action" che è stato parte integrante del "World Cleanup Day!". Al riguardo è doveroso evidenziare l’attenzione delle Istituzioni verso un’attività di volontariato di notevole importanza per l’ambiente. Difatti, nel corso della giornata di giovedì 5 settembre, la Giunta Comunale di Bari ha fortemente voluto concedere, con voto unanime dei presenti, il patrocinio all’iniziativa “We Love The Sea - Global Action”, stante la validità e la manifesta rilevanza del progetto portato a termine domenica 15 settembre 2019 nell’ambito del “World Cleanup Day!”.

Numerosissime le adesioni al cleanup mondiale, dallo Sri Lanka all’America, dall’Europa al Sud Africa, dall’Australia al Sud Est Asiatico: tutti hanno partecipato al “World Cleanup Day!” promosso e organizzato dal Rotaract Club Bari Agorà il 15 settembre scorso.

Un Cleanup mondiale senza precedenti, una promozione di tutela dell’ambiente che si è perfettamente concretizzata nella giornata di domenica 15 settembre 2019, con la consapevolezza di poter apportare il cambiamento nella comunità grazie all’unione e alla forza di tutte le associazioni sparse nel Mondo. 

Una lodevole iniziativa dei ragazzi del Rotaract Club Bari Agorà, un’associazione sempre attenta alle problematiche cittadine, i quali sono riusciti a realizzare molto più di un service internazionale: il più grande cleanup oceanico mondiale della storia!

Chiazze a mare a Gallipoli, Confindustria Lecce: "Servono interventi urgenti"

LECCE - “Attendiamo risposte chiare e definitive, non è più il caso di temporeggiare perché a farne le spese è l’intera economia del turismo e la salute dei cittadini”. Ad affermarlo è il presidente di Confindustria Lecce Giancarlo Negro, nel richiamare la grave situazione che periodicamente viene a crearsi, ormai da 17 anni, con le chiazze melmose, maleodoranti, scure e schiumose che sporcano il mare di Gallipoli nei pressi di Rivabella.

“E’ del novembre 2018 – continua il presidente – l’incontro con Regione Puglia, Acquedotto Pugliese, sindaco di Gallipoli e gli imprenditori, durante il quale abbiamo analizzato lo stato dei luoghi e cercato di individuare soluzioni a vantaggio della tutela dell’ambiente e della valorizzazione del turismo, risorsa fondamentale per la Città bella. L’impegno a ritrovarsi a 30 giorni per monitorare l’evoluzione della situazione e programmare insieme le azioni future è stato però disatteso. E, intanto, appare davvero assurdo che dal 2002 ad oggi le problematiche siano sempre le stesse”.

A preoccupare Confindustria Lecce, nonostante le recenti rassicurazioni del sindaco Minerva e dell’Acquedotto a seguito delle segnalazioni del Presidente della Sezione Turismo Giuseppe Coppola, sono le ricadute negative sul territorio e sul comparto turistico locale, già fortemente penalizzato dalla presenza di uno scarico di acque reflue lungo un litorale su cui insistono attività turistiche, con il conseguente divieto di balneazione per oltre un chilometro, come previsto dalle norme e dai regolamenti a tutti i livelli.

Lo scarico in questione, installato nel luglio 2002 in località San Leonardo, rappresenta il punto di confluenza finale delle acque reflue del depuratore consortile di Gallipoli, Alezio, Sannicola e Tuglie ed è stato attivato dal Commissario straordinario dell’epoca. L’autorizzazione allo scarico, concessa dalla Provincia di Lecce, inoltre, era vincolata alla costruzione della condotta sottomarina che Confindustria Lecce auspica venga realizzata a tempo di record.

“Ancora una volta imprese e cittadini pagano lo scotto della burocrazia e della lentezza degli iter – dice ancora Negro. E’ davvero impensabile, infatti, che in un tratto di costa dove insistono oltre la metà dei posti letto messi a disposizione da parte di imprese che investono in servizi, accoglienza e promozione di qualità, venga interdetta la balneazione a causa della presenza del punto di scarico. Il possibile funzionamento altalenante del depuratore, inoltre, causa di fatto un problema enorme alle imprese, con un pesante fardello in termini di promozione turistica e di depauperamento del valore intrinseco dei luoghi. Sono le stesse imprese insediate nella zona ad essere penalizzate, nonostante sforzi e investimenti, con una perdita di valore non da poco”.

“E’ il momento  - conclude il presidente Negro - di trovare una soluzione immediata al problema con la messa in sicurezza delle acque anche attraverso la realizzazione della condotta sottomarina, al fine di salvaguardare un territorio ad alta vocazione turistica che trae il maggior profitto e la ricchezza dall’economia e dall’indotto del turismo”.

Alle Isole Tremiti la prima pulizia dei fondali con non vedenti

CAMPOBASSO - "Tutto è possibile, anche vincere ogni tipo di limite. Attraverso i loro dieci occhi, che sono i polpastrelli delle loro mani, questi ragazzi straordinari riescono a distinguere tutto ciò che noi riusciamo a vedere, molto spesso senza capire". Sono le parole del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che nel pomeriggio libererà dalla plastica i fondali delle Isole Tremiti con dieci sub non vedenti, provenienti da tutta Italia e formati dall’Associazione ALBATROS - Progetto Paolo Pinto. Un modo per celebrare al meglio i Trent'Anni dell'Area Marina Protetta che nei suoi fondali custodisce veri e propri tesori.

L'evento, unico in Italia, è organizzato dal Parco Nazionale del Gargano (Gestore della Riserva marina) e dall'Associazione  ALBATROS presieduta da Angela Costantino con cui l'Ente ha avviato da tempo una collaborazione per la formazione delle guide sub per non vedenti e disabili motori.

"Teniamo tanto alla pulizia del nostro mare - ha dichiarato ieri in conferenza stampa Carmela Strizzi, direttrice dell'Ente Parco. Nei mesi di luglio ed agosto i fondali delle Isole Tremiti sono stati costantemente ripuliti, sia grazie all’attività del ‘battello spazzamare’ donato dal Ministero dell’Ambiente, sia grazie a #CLEANUP2019, l’iniziativa che abbiamo affidato al laboratorio del Mare Marlin Tremiti che ci ha consentito, grazie alla colloborazione di turisti e sub provenianti da tutta Italia, di raccogliere tantissimi rifiuti. Oggi con questa speciale pulizia mandiamo un messaggio molto forte di sensibilizzazione ambientale, ma anche di coraggio e speranza".

All'immersione di questo pomeriggio, denominata "Non far finta di non vedere", parteciperà anche Vladimir Luxuria già testimonial e sub brevettata dell’Associazione dedicata alla memoria del grande campione Paolo Pinto. "Non possiamo ignorare che esiste un problema enorme, aggiunge Luxuria. Ci sono milioni di tonnellate di plastica che vengono riversate nei nostri mari e che poi ci ritroviamo a tavola. Ecco perchè oggi sono molto contenta di partecipare a questa immersione che lancia un doppio messaggio: che si può vedere anche con il cuore e con il tatto, e che non si può far finta di non vedere quello che i nostri meravigliosi mari sono costretti ad accogliere".

Rifiuti, Trevisi (M5S): “Dopo 4 anni di legislatura siamo ancora fermi alle buone intenzioni di costruire nuovi impianti”

BARI - “A ‘soli’ quattro anni dall’insediamento della Giunta, il Direttore dell’Ager Grandaliano parla della realizzazione di nuovi impianti per garantire alla Puglia l’autosufficienza nella gestione dei rifiuti. Ci chiediamo in tutto questo tempo cosa è stato fatto dall’Agenzia e dai diversi assessori all’Ambiente che si sono succeduti. Settembre è il mese per eccellenza dei buoni propositi, ma a fine legislatura queste dichiarazioni suonano come una presa in giro nei confronti dei pugliesi.  A quest’ora avremmo dovuto raccogliere i risultati della programmazione regionale, non parlare ancora di emergenza. A questo punto mi chiedo: come sono stati impiegati questi anni? L’Ager, Agenzia Regionale per i Rifiuti, a cosa è servita?”. Lo dichiara il consigliere del M5S Antonio Trevisi, che torna a chiedere la convocazione di un consiglio monotematico sui rifiuti in cui avere risposte dal Presidente Emiliano e dall’assessore all’Ambiente Stea sulla situazione emergenziale in Puglia.

“A fine legislatura si avvia l’iter per la costruzione di nuovi impianti di compostaggio - continua il pentastellato - che, se tutto va bene, saranno pronti fra quattro anni, eppure il fabbisogno impiantistico era noto da tempo. Una situazione che negli anni continua a peggiorare, portando vantaggi solo ai privati che gestiscono impianti di trattamento e discariche con enormi guadagni. Al danno si aggiunge la beffa della mancata partenza della raccolta dell’umido in alcuni ARO a causa della mancanza di impianti dove poterlo conferire. Una scelta che porterà ad aumenti dell’ecotassa e quindi ad aggravi sulla TARI a causa del mancato raggiungimento dei livelli di differenziata previsti, così vanificando l’impegno dei cittadini. Degna di 'Chi l'ha Visto?' anche lo scomparsa del piano rifiuti, in nome del quale Stea ha bocciato la nostra proposta di legge che avrebbe contribuito ad introdurre misure concrete per trasformare il rifiuto in risorsa. Invece, il piano adottato dalla Giunta e più volte annunciato non è mai arrivato in Consiglio. Chissà se riusciremo a discuterlo entro la fine dell'anno. Ciò che ci rassicura è che il tempo sta per scadere e almeno non potranno essere fatti altri danni”. 

Abbandono di rifiuti, Trevisi: “I beneficiari del reddito di cittadinanza svolgano attività di controllo e pulizia”

BARI - “Per contrastare l’abbandono dei rifiuti, una piaga che purtroppo affligge tutta la nostra splendida regione, i beneficiari del reddito di cittadinanza potrebbero svolgere, con l’aiuto dei Comuni e della Regione, un’attività di controllo e pulizia delle aree protette e demaniali. Un problema, quello dell’abbandono dei rifiuti che, purtroppo, in Puglia, si verifica anche nei luoghi con un ecosistema prezioso e fragile: da Torre Inserraglio a Torre dell’Orso e da Porto Cesareo alle Cesine, sempre più spesso anche siti protetti e delicati non vengono risparmiati dal ‘lancio’ del sacchetto”. La proposta parte dal vicepresidente della Commissione regionale ambiente del M5S, Antonio Trevisi che più volte ha presentato esposti per denunciare la presenza di discariche a cielo aperto anche in luoghi naturali e protetti, chiedendo il potenziamento dei controlli, anche attraverso l’installazione di sistemi di videosorveglianza. 

“I beneficiari del reddito di cittadinanza nella nostra regione sono più di 82mila e in provincia di Lecce sono oltre 15mila - spiega Trevisi - una forza lavoro che potrebbe essere impiegata per le attività di tutela del territorio, nonché per la prevenzione di un grave fenomeno come l’abbandono di rifiuti, causato spesso da inciviltà e scarso controllo. Incrementare i controlli permetterebbe di monitorare gli accessi ai luoghi da tutelare a sostegno di una conservazione dell’ecosistema e del paesaggio circostante. La situazione dei rifiuti in Puglia è disastrosa - conclude il pentastellato - la Giunta Emiliano ha fallito sulla gestione e ha bocciato in Commissione la nostra proposta di legge, l’unica che avrebbe dato un valore ai materiali contenuti nei rifiuti: un modo concreto per contrastare il fenomeno dell’abbandono, rendendolo antieconomico rispetto ad un corretto conferimento. I provvedimenti adottati finora dalla Regione si sono rivelati un flop, serve un deciso cambio di passo per preservare il nostro splendido territorio”. 

Il mare? Non è una discarica ma una risorsa da proteggere e non saccheggiare

di VITTORIO POLITO - I dati ISTAT ci informano che l’80% del pesce consumato sulle nostre tavole viene dall’estero. Nei nostri mari si pescano ogni anno 180 mila tonnellate di pesce, mentre le importazioni ammontano a un milione di tonnellate (compresi prodotti congelati, essiccati), di cui il 40% in arrivo da Paesi extra Unione Europea.

Già nel lontanissimo 37 a.C. Quinto Orazio Flacco descriveva Bari “pescosa” e Armando Perotti nel suo libro del 1907 “Bari Ignota”, nel capitolo “Piscosi mœnia Bari” scriveva che «Se Bari non merita più il nome di ‘pescosa’, la colpa non è dei pesci né sua; è dei governi. Mai come in questo caso calza l’adagio: Piove? Governo ladro! La diminuzione reale, continua, allarmante, della pesca, non solamente nel nostro mare, ma in tutti i mari d’Italia, da Genova a Gaeta, da Livorno a Taranto, da Messina a Venezia, è una delle tante disgrazie che il bel paese sconta per merito di chi la regge. L’indifferenza e l’ignoranza di costoro tollera che esista ancora il concetto primitivo, preistorico, che il mare sia la cosa di tutti, nella quale ognuno può, dove, come, quando crede, raccogliere. Ma appunto perché è la cosa di tutti, essa non è di alcuno; e l’individuo non ha il diritto, dove lo ha la collettività».

Da oltre 30 anni è in vigore una disposizione dell’Unione Europea che disciplina per qualche tempo, in verità brevissimo, il fermo biologico della pesca finalizzato a favorire la riproduzione naturale ed a tutelare il patrimonio ittico del mare. Il fermo biologico varia da Regione a Regione per rispettare le tempistiche di riproduzione dei pesci.

La realtà è una sola, scrive ancora Perotti: «Il mare non rende più, perché lo abbiamo saccheggiato con la più fatale delle imprevidenze, quella di credere che la sua ricchezza non avesse a finir mai. Per prodigiosa che sia la fecondità degli abitanti delle acque, noi abbiamo trovato il mezzo di renderla inefficiente. Le sarde, per esempio, principalissima fra le pesche italiane, e pugliesi, non vengono nient’affatto dal Canale di Suez o dallo stretto di Gibilterra; ma, a primavera, quando la dea madre le muove, ascendono dalle valli abissali, che si aprono a poche miglia dalla nostra costa, e affiorano in banchi innumerevoli, dirigendosi verso terra».

In conclusione va detto che anche per il mare vi sono delle regole da rispettare, innanzitutto buon senso e accortezza a non danneggiarlo ulteriormente con rifiuti, scarichi industriali, liquami, urbanizzazione selvaggia, strutture turistiche invasive, materie plastiche, pesca di frodo, ecc., considerando che il mare non è una discarica e, soprattutto, non è una risorsa da saccheggiare, ma da proteggere e conservare per le generazioni future.

Puglia: giunta regionale approva proroga al fermo per la pesca a strascico

BARI - Di seguito, in sintesi,  le delibere discusse ed approvate dalla Giunta regionale:

Prolungato il periodo di fermo obbligatorio per la pesca a strascico. La Giunta regionale, infatti, ha  stabilito che  l’ulteriore periodo di arresto temporaneo obbligatorio- dal 28/08 al 08/09/2019- successivo a quello obbligatorio previsto dal comma 3 dell’art. 2 del D.M. n. 173/2019, per le navi da pesca iscritte nei Compartimenti marittimi da Manfredonia a Bari e  autorizzate all’esercizio dell’attività di pesca con reti a strascico a divergenti, sfogliare rapidi, reti gemelle a divergenti - ad esclusione delle unità abilitate alla pesca oceanica che operano oltre gli stretti, al fine di garantire un idoneo equilibrio tra le risorse biologiche e l'attività di pesca.

La Giunta regionale ha apportato  alcune modifiche al  Calendario venatorio.  

Nello specifico: • Tra le specie cacciabili l’11 settembre 2019, è stato inserita la specie”Colombaccio”;
Il periodo  di possibile prelievo  della specie “Quaglia” è stato posticipato dal 10 novembre 2019 al 17 novembre 2019;
Il prelievo delle specie “ Cornacchia grigia”, “ Gazza” e Ghiandaia” sarà possibile anche in preapertura  l’8 settembre 2019: potrà essere effettuato nelle stoppie, negli incolti, lungo i corsi d’acqua, lungo i canali alberati, nelle macchie, all’esterno dei boschi, unicamente da appostamento temporaneo.

Incendio Amazzonia: 44 mila soldati per contrastare i roghi

credit: Ansa
BRASILE - Iniziato il dispiegamento degli uomini dell'esercito in Amazzonia, per contrastare gli incendi. Scesi in campo circa 44.000 soldati, affiancati da aerei militari. A renderlo noto sono i ministri della Difesa e dell'Ambiente, che hanno anche illustrato i piani presto in atto per contrastare i roghi.

Grandi sfide globali "investono l'economia, il commercio, la sicurezza, la politica estera, con particolare attenzione allo sviluppo sostenibile, alla lotta ai cambiamenti climatici e alla tutela dell'ambiente. Siamo fortemente preoccupati da quanto sta accadendo in Amazzonia, il polmone verde del mondo, devastata dai roghi". A scriverlo in un post su Facebook è il premier Conte, giunto al G7. "Si tratta di temi che in questi 14 mesi sono stati sempre al centro dei miei interventi e di cui discuteremo nelle prossime ore".

Xylella, Emiliano: "Al via bando per vivai pugliesi"


di REDAZIONE - “Al via il bando del PSR Puglia 2014-2020 che consente ai vivai pugliesi siti in zona delimitata di investire nella messa in sicurezza delle serre necessaria per consentire la commercializzare delle piante nonostante la Xylella. Un bando importante e molto atteso”. Lo comunica il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. 

È in corso di pubblicazione sul Burp il provvedimento dirigenziale (n. 266 del 20 agosto 2019) con il quale l'Autorità di Gestione del PSR Puglia ha adottato l'avviso pubblico per l'attuazione della sottomisura 5.1A dedicato agli 'investimenti finalizzati alla prevenzione della diffusione di Xylella fastidiosa su olivo'. In particolare il bando permette la presentazione delle domande di sostegno per interventi di protezione della produzione vivaistica nelle aree delimitate per la Xylella fastidiosa. Il periodo per presentare le istanze parte dal 18 settembre e termina il 18 ottobre 2019.

"Si tratta di un'ulteriore importante azione a sostegno del comparto vivaistico pugliese ricandente nella zona colpita dalla Xylella – fanno sapere l’Adg Puglia, Luca Limongelli, e il Direttore regionale del Dipartimento Agricoltura, Gianluca Nardone –. Con una dotazione finanziaria complessiva di due milioni e duecento mila euro, le imprese vivaistiche, in forma singola o associata, potranno beneficiare di sostegni per l’adeguamento delle strutture per la produzione secondo gli specifici criteri di certificazione stabiliti in serre a prova di insetto utili al contrasto della diffusione della malattia. 

Gli investimenti materiali sostenuti al 100% dal bando consentono ai vivai di adeguare strutture già esistenti (ovvero le serre) di protezioni fisiche per il riconoscimento del ‘sito indenne’ utile a garantire l’attività vivaistica nelle zone delimitate, all'interno del quale poter produrre e commercializzare piante specificate, come previsto dal secondo comma dell'articolo 9 della Decisione di esecuzione della Commissione Ue789/2015.

Il provvedimento, quindi, è strettamente dedicato al comparto vivaistico, a differenza del precedente avviso della Sottomisura 5.1A, che interessava esclusivamente gli ulivi monumentali censiti. Il bando, insieme all’attivazione delle operazioni 4.1C e 5.2, rientra in una mirata programmazione degli interventi a sostegno dell’agricoltura pugliese e del territorio colpiti dalla Xylella e finalizzata al contrasto dell’avanzata della fitopatia a valere sulle risorse del Psr Puglia 2014-2020.

L’obiettivo prioritario è quello di affrontare in maniera efficace la diffusione del patogeno intervenendo proprio sul vettore e garantendo agli agricoltori risorse e strumenti finalizzati alla prevenzione e isolamento delle fonti di inoculo".

Incendi estivi, Mennea: “Se vengono contenuti è solo grazie al piano elaborato dalla Protezione civile”


BARI - “L’attività della Protezione civile è continua e costante in estate con i due campi antincendio di Iacotenente e Campi Salentina. Tutto il sistema è mobilitato con i vigili del fuoco e i carabinieri forestali, oltre che con i volontari, e grazie a una serie di attività pianificate e organizzate dalla Protezione civile pugliese si stanno contenendo gli incendi boschivi, dietro i quali purtroppo c’è quasi sempre la mano dell’uomo”. Lo dichiara Ruggiero Mennea, presidente del comitato permanente della Protezione civile regionale, commentando quanto accade anche quest’anno in Puglia a causa delle temperature torride, con incendi che hanno interessato soprattutto la vegetazione della Murgia barese. 
“Proprio perché è importante tutelare il nostro sistema ambientale, la nostra vegetazione e la salute pubblica – prosegue Mennea - chiederò che nel bilancio 2020 ci sia uno stanziamento maggiore per favorire un piano di prevenzione e un rafforzamento del sistema di Protezione civile. Voglio ricordare a qualcuno, che evidentemente non sa come funziona il nostro sistema, che soltanto grazie al piano antincendio boschivo elaborato dalla Protezione civile regionale si possono combattere certi fenomeni e si può trovare anche il modo di rafforzare la prevenzione. Anzi, se qualcuno – sottolinea - ha contributi da dare per la redazione del piano antincendio, può farlo nei tempi giusti e nei modi corretti dal momento che lo stesso viene elaborato e discusso durante tutto l’anno. Mentre chi ha la competenza della vigilanza ambientale si sforzi di attuare quella, piuttosto che occuparsi d’altro. Il controllo, insieme alla prevenzione, è l’unico modo – conclude - per risolvere un problema così grave come quello degli incendi estivi, in Puglia come nel resto del Paese”

"We love the Sea": il 15 settembre uniti per il mare


BARI Domenica 15 settembre 2019 tutti armati di guanti e buona volontà, come sempre è questo lo slogan promosso, ancora una volta, dai ragazzi del Rotaract Club Bari Agorà che continuano il loro progetto “We Love The Sea”.

Ma questa volta gli agorini hanno fatto molto di più coinvolgendo nel loro progetto tutti i Club Rotaract e Interact del Mondo ed, infatti, il Bari Agorà si è messo subito a lavoro il 31 marzo scorso per la realizzazione del service mondiale con il suo Presidente Paolo Iannone unitamente a tutta la commissione di Club “We Love The Sea” formata da soci e volontari dell’associazione: Douglas Rambukwella, Fabio Santomauro, Alessia Dalla Serra, Federico Mastroleo, Domenico Posa, Gianfranco Sifanno, Antonella Ventura, Riccardo Perini, Davide Cardilli, Alessia Cafforio e Ruben Sica

Numerosissime le adesioni al cleanup mondiale, dallo Sri Lanka all’America, dall’Europa al Sud Africa, dall’Australia al Sud Est Asiatico: tutti parteciperanno al “World Cleanup Day!” promosso e organizzato dal Rotaract Club Bari Agorà.

Ed infatti, come da indicazioni del Rotaract Club Bari Agorà, tutti i Club Rotaract e Interact di ogni parte del Mondo, domenica 15 settembre 2019, puliranno un tratto di spiaggia o in alternativa un parco o un fiume, dando piena attuazione al progetto di Club lanciato nell’A.R. 2018/2019 “We Love The Sea – Global Action”.

Un Cleanup mondiale senza precedenti nella storia del Rotaract, una promozione di tutela dell’ambiente che si concretizzerà nella giornata di domenica 15 settembre 2019, con la consapevolezza di poter apportare il cambiamento nella comunità grazie all’unione e alla forza di tutte le associazioni sparse nel Mondo. Tutto questo nell’ottica del motto di Club del Rotaract Bari Agorà “Together We Are Invincible” – “Insieme Siamo Invincibili”. Al riguardo, Paolo Iannone (Presidente del Rotaract Club Bari Agorà) ha dichiarato:«Ogni anno sempre più ci spinge l’incoraggiamento dei passanti e degli avventori delle spiagge che ringraziandoci per il nostro impegno civico ci riempiono – sempre – enormemente il cuore dandoci la giusta carica per fare sempre meglio non dimenticando mai il principio base che ci muove:“Sevice Above Self” – ovvero – “Servizio al di sopra di ogni interesse personale”».



Una lodevole iniziativa dei ragazzi del Rotaract Club Bari Agorà, un’associazione sempre attenta alle problematiche cittadine, i quali sono riusciti a realizzare molto più di un service internazionale: il più grande cleanup oceanico mondiale della storia che sarà parte integrante del “World Cleanup Day!”.

Borraccino: "Il futuro di Taranto. Oltre la monocultura dell’acciaio: il mare, la vivibilità ambientale, il lavoro"

BARI - Stanno maturando le condizioni perché Taranto vada oltre la monocultura dell’acciaio, liberandosi da un destino che sembrava segnato per sempre. Così Mino Borraccino, Assessore Sviluppo Economico Regione Puglia.

PIANO STRATEGICO PER TARANTO. Ci stiamo dotando di uno strumento importante per delineare la Taranto futura, in ossequio alla Legge regionale speciale per Taranto promossa dal collega Liviano e che naturalmente ho sottoscritto.
Fino al 10 giugno 2019 è stata attiva la consultazione pubblica sul Piano Strategico per Taranto, promossa da Regione Puglia e ASSET - Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio - in collaborazione con Comune di Taranto. In tal modo cittadini, imprese, associazioni, enti e istituzioni hanno potuto esprimersi sul primo documento di analisi e sugli obiettivi strategici per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio tarantino. 
Così, in forma partecipata, si è giunti a formulare i primi elementi di una visione complessiva che punti ad una città di Taranto libera dal carbone, una città che sia porto del Mediterraneo, orientata alla conoscenza, alla cura dell'ambiente, delle persone, al lavoro e allo sviluppo. Gli obiettivi generali sono quelli della rimozione degli ostacoli allo sviluppo socio-economico sostenibile e alla riorganizzazione e diversificazione del tessuto economico per generare nuova occupazione soprattutto per i giovani e per le donne.

PORTO. La Giunta Regionale ha approvato, nello scorso mese di luglio, la variante al PRG del Comune di Taranto per il nuovo Piano Regolatore Portuale, con precisazioni finali relative agli aspetti ambientali, ai vincoli territoriali, agli aspetti paesaggistici e agli aspetti urbanistici.
L’approvazione di questa Delibera riveste grande importanza, anche in considerazione del fatto che dal 30 luglio scorso la società turca Ylport, una delle più quotate al mondo, ha assunto la gestione dell’area portuale. Si tratta, come è noto, del gruppo che, insediandosi sul molo polisettoriale, succederà ad Evergreen riavviando così l’attività dopo un fermo di alcuni anni. Si darà corso così al riassorbimento graduale delle centinaia di lavoratori già dipendenti di Evergreen.
Nella graduatoria internazionale dei terminalisti, Ylport Holding si colloca al tredicesimo posto per volumi di attività ed è proprietaria del 24% di Cma Cgm, terzo vettore marittimo mondiale per il traffico container.
Dopo l’uscita di Evergreen, Taranto era rimasta fuori dal giro dei grandi vettori marittimi. Oggi Yilport Holding prende in consegna un'infrastruttura completamente rinnovata e ammodernata. Grazie a lavori finanziati dal CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo), la banchina è stata riqualificata. I lavori hanno interessato due tranches, ciascuna da 600 metri, e il collaudo è stato effettuato.
In tal modo Taranto diventa davvero centrale per l’economia regionale e del nostro Paese.

La ZES. La ZES Jonica interregionale, istituita con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri i primi di giugno scorso, che coinvolge anche la Basilicata, certamente aprirá importanti scenari di sviluppo economico per il nostro territorio.
Sono previsti infatti benefici fiscali e di semplificazione amministrativa per le imprese che vorranno investire sui 1.518 Kmq dei territori di Taranto, Martina Franca, Massafra, Mottola,Manduria, San Giorgio Jonico,Monteiasi, Statte, Carosino, Faggiano, Francavilla Fontana e Grottaglie, oltre ai comuni della Basilicata. Mentre altri 89 Kmq di territorio saranno assegnati ai Comuni che ne faranno richiesta.
Il Piano di Sviluppo Strategico Z.E.S. Puglia e Basilicata, reso possibile per legge dalla presenza del porto di Taranto e dell'aeroporto di Grottaglie e arricchito dal Centro intermodale di Francavilla Fontana, delinea le prospettive di sviluppo prevedibili per la Puglia, individuando i numerosi settori che ne beneficerebbero, dall’agroalimentare, alla logistica, dalla meccanica e la navalmeccanica al settore aeronautico, dal mobilio al commercio e alle costruzioni. 
Non va sottovalutato, inoltre, lo specifico interesse che può suscitare la Z.E.S. per la Cina e per la cosiddetta “Nuova via della seta”.
E’ stato osservato che il lancio della Z.E.S. interregionale jonica e l’interesse che già manifestano gruppi imprenditoriali nazionali ed esteri per investire in questi territori, non solo nei settori tradizionali dell’industria pesante, della logistica e dell’agricoltura, ma anche del turismo culturale e balneare, che interessa interamente la costa jonica pugliese e lucana, inducono a ripensare completamente la funzione dell’aeroporto di Grottaglie.

L’ AEROPORTO. Indubbiamente lo scalo jonico riveste un ruolo da protagonista per il futuro socio-economico non solo della nostra provincia ma di tutto il Paese.
L’aeroporto “Marcello Arlotta” infatti, dal 2016 è inserito nel Piano Nazionale Aeroporti, nella categoria degli aeroporti di interesse nazionale, è già parte integrante del programma internazionale per la produzione in loco delle fusoliere del Boeing 787, possiede anche tutti i requisiti per diventare definitivamente la piattaforma integrata per la sperimentazione degli aeromobili a pilotaggio remoto. Recentemente abbiamo anche previsto il suo riassetto polifunzionale, finanziato dalla Regione Puglia con ben 7 milioni di euro, che renderà l’aerostazione di Grottaglie fruibile anche dai cittadini con i voli di linea per passeggeri. Questa attività andrà ad aggiungersi a quelle dell’industria aeronautica che a sua volta, alla luce del rilancio delle attività portuali di Taranto, assicurate dalla concessione del terminal container alla grande società turca Ylport, potrà contare sulla crescita quali-quantitativa dei servizi di cargo-logistica, con ottime ricadute occupazionali.
Nello scorso mese di giugno abbiamo partecipato a Parigi alla 53° edizione dell’International Paris Air Show, una delle principali manifestazioni su scala mondiale dedicate all’industria aerospaziale. L’occasione è stata proficua per la Regione Puglia al fine di promuovere le opportunità presenti sul nostro territorio e attrarre, in tal modo, nuovi rilevanti investimenti da parte di soggetti interessati a operare nel nostro territorio.

FIERA dell’AEROSPAZIO. L’appuntamento parigino ha segnato anche un’importante tappa di avvicinamento alla prima Fiera italiana dell’Aerospazio, che si svolgerà presso l’aeroporto di Grottaglie nei primi mesi del 2020, iniziativa alla quale stiamo lavorando di concerto con il Governo centrale, che a partire dal premier Conte e dal ministro Di Maio, ha assicurato il suo convinto sostegno. L’industria aerospaziale rappresenta, oggi, una delle principali voci che concorrono a determinare il P.I.L. della nostra regione, con significativi risultati soprattutto in termini di export che fanno di questo comparto uno dei settori trainanti per la nostra economia.
Ora si tratta di mettere in campo uno sforzo corale per realizzare al meglio le opportunità rese possibili da questa grande novità. Le risorse e le agevolazioni ci sono: gli attori sociali sono chiamati ad approfittarne, sviluppando linee di crescita e opportunità occupazionali. La Regione, e in particolare l’Assessorato allo Sviluppo Economico, darà il suo contributo, mettendo in atto misure di aiuto mirate e cofinanziando le buone iniziative imprenditoriali.

FIERA NAUTICA. Ad ottobre prossimo, terremo a Taranto la Fiera del mare con l’obiettivo di sostenere e valorizzare il processo di trasformazione del tessuto socio-economico jonico, le risorse locali, le filiere produttive artigianali, industriali e agro-alimentari legate anche alla Blue Economy e attrarre così investimenti esterni e favorire l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese pugliesi.
Fondamentale altresì è l’aspetto della formazione per i nostri giovani che devono avere più possibilità per completare i loro studi. Come Regione Puglia stiamo lavorando per questo anche grazie alla proposta emendativa del collega Liviano approvata dal Consiglio regionale. 

UNIVERSITÀ A TARANTO. Dal prossimo anno accademico partiranno a Taranto nuovi corsi universitari come quello per la Laurea in Medicina e Chirurgia, e quello Magistrale di Scienze e Tecniche dello Sport. Il mio personale impegno mi vedrà attivo per un’altra buona novità per Taranto: la costruzione della Casa dello studente, importante per favorire quel fermento culturale di cui sono portatori straordinari le nostre giovani generazioni.

Per favorire lo sviluppo di Taranto e della sua provincia, occorre sfruttare in maniera coordinata tutte le potenzialità sopra descritte. Serve una visione di lungo respiro e una grande coerenza nel mettere in campo iniziative e investimenti per superare le attuali condizioni di emergenza (bonifiche, ambientalizzazione, riqualificazione ambientale), per migliorare la qualità della vita, per diversificare l’economia e l’occupazione (economia circolare, ricerca e sviluppo, valorizzazione degli eco-sistemi), per promuovere uno sviluppo urbano sostenibile (qualità dell’ambiente urbano, energia, ciclo dei rifiuti) e per ridare fiato al turismo culturale, che ha nel Museo Archeologico Nazionale un fulcro centrale, e a quello balneare, che interessa tutta la costa jonica/salentina, conclude Borraccino.

Bari, peggiora qualità frazione organica raccolta in città

BARI - Nella mattinata di lunedì 5 agosto 2019 l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli ha convocato la stampa presso il centro di raccolta di Amiu, in viale di Maratona, per lanciare un allarme sulla qualità della frazione organica raccolta in città. Infatti, a fronte di un dato medio relativo alle impurità (frazione estranea all’organico, quindi non compostabile) che si è sempre attestato intorno al 2%, nelle ultime settimane si è superato l’8%. Una circostanza che determina un problema non solo in termini ambientali ma anche economici: infatti, se dovesse consolidarsi questo peggioramento della qualità della frazione organica, il rischio è quello di passare dagli attuali 118 euro a tonnellata sostenuti per lo smaltimento dell’organico presso l’impianto di compostaggio a 157 euro.

“Se si considera che in città si raccolgono circa 300 tonnellate di rifiuti organici a settimana e si moltiplica il dato per le 52 settimane che compongono un anno, questo potrebbe significare un maggior esborso per circa 600mila euro l’anno, con inevitabili ricadute sulle tasche dei cittadini - ha dichiarato Pietro Petruzzelli -. Siccome vorremmo evitare questo scenario, da un lato andremo incontro alle esigenze dei cittadini sostituendo già nei prossimi giorni circa 300 carrellati della frazione organica malridotti o con la serratura rotta nelle strade cittadine, dall’altro doteremo tutti i carrellati dell’organico nelle zone servite dal porta a porta di un lucchetto con chiave universale per scongiurare che i cassonetti vengano utilizzati in maniera impropria. Parallelamente continueremo con i controlli affidati alla Polizia locale e agli operatori ambientali di Amiu, che dall’inizio dell’anno sono fortemente impegnati sul fronte del rispetto delle regole, tanto da aver elevato circa 3.000 sanzioni. Quindi oggi siamo qui per chiedere ai media di diffondere queste informazioni e di sostenerci in questa campagna di sensibilizzazione rivolta sia ai cittadini sia alle utenze non domestiche, queste ultime meno attente alla differenziazione dei rifiuti in questo particolare periodo dell’anno. Ricordo che il valore delle sanzioni è fissato per 100 euro per le utenze domestiche e 200 per quelle non domestiche. Come sempre il mio invito è quello di utilizzare il buon senso anche nella corretta separazione dei rifiuti, ricordando che nell’organico va conferito tutto ciò che ha un’origine naturale, oltre agli scarti da cibo, mentre non vi si può gettare imballaggi estranei, come ad esempio involucri di plastica, carte oleate per il forno o carta stagnola. Ricordo anche che la frazione organica va conferita sempre in sacchetti biodegradabili, pena la sanzione”.

L’assessore ha, quindi, dato una dimostrazione pratica di ciò che gli operatori trovano abitualmente all’interno dei sacchetti dell’organico: bottiglie di birra in vetro, vasetti di plastica, racchettoni da spiaggia, lattine, buste di plastica non biodegradabili e tanto altro materiale improprio.

Corretto smaltimento del rifiuto organico: oggi conferenza dell'assessore all'ambiente Petruzzelli

BARI - Lunedì 5 agosto alle ore 11 presso il centro di raccolta di Amiu, in via Napoli, (con accesso da Via Maratona n. 5), l’assessore all’Ambiente, Pietro Petruzzelli, illustrerà alcune criticità relative alla raccolta della frazione del rifiuto organico nella città di Bari.

L’incontro con la stampa sarà utile a veicolare tutte le informazioni ai cittadini e a sensibilizzarli sulla corretta differenziazione del rifiuto per scongiurare sanzioni e aumento dei costi del procedimento di conferimento. In quella occasione gli operatori dell’Amiu svolgeranno un’analisi merceologica dimostrativa.

Strage di delfini nei mari italiani

(Pixabay)
Nei mari italiani, Adriatico e Tirreno, è in corso una vera strage di delfini, tra cui il Turpsios Trumcatus, detto delfino a naso di bottiglia per la particolare conformazione del muso. Questa particolare specie sembra la vittima predestinata dell'anomala e misteriosa moria di animali, un fenomeno che negli ultimi mesi sta rimbalzando dall'Adriatico al Tirreno, senza ragioni apparentemente evidenti. Il numero degli animali ritrovati spiaggiati e morti lungo le coste dei due mari è insolitamente alto: sul versante tirrenico, considerato il paradiso dei cetacei, e in particolare in Toscana, 34 delfini sono morti da gennaio a oggi, di cui tre solamente negli ultimi tre giorni.

Secondo i ricercatori potremmo trovarci di fronte a "un'epidemia provocata da un agente patogeno proliferato in seguito ai picchi di temperatura oppure alle piogge molto abbondanti che potrebbero avere abbassato il livello di salinità nelle zone costiere", oppure, seconda ipotesi, sarebbero morti a causa di un "importante inquinamento acustico subacqueo, che potrebbe avere alterato il sistema di ecolocalizzazione di questa specie".

Ecologia del paesaggio: 10° Congresso mondiale a Milano

(Pixabay)
di DONATO FORENZA - La notevole partecipazione di esperti e cultori, al decimo Congresso Mondiale International Association  Landscape Ecology (IALE), che si è svolto in luglio 2019 a Milano, ha evidenziato l’importanza della complessità dei temi della natura e della società di fronte all'Antropocene.  Il congresso, che ha riscosso positivi consensi, si è rivelato quale importante opportunità di incontri internazionali per studiosi che operano nei vari settori dell'Ecologia del Paesaggio. 

La scienza dell’ Ecologia del Paesaggio svolge interconnessioni interdisciplinari e integra conoscenze e metodi delle scienze biologiche, geografiche, socio-economiche ed altre aree scientifiche per affrontare, anche in modo innovativo, le differenti problematiche correlate alla ricerca di base e applicata. Riteniamo  fondamentali effettuare ulteriori ricerche risultanti da interazione tra uomo, natura e clima da implementare con relazioni con settori di:  sostenibilità, pianificazione, ecologia, conservazione, aspetti del progetto, gestione e monitoraggio di paesaggi assunti quali sistemi interconnessi di ecosistemi. 

 Tra i numerosi organizzatori del decimo Congresso segnaliamo: Emilio Padoa-Schioppa, presidente del congresso, Christine Fürst, presidente IALE, e Gioia Gibelli, presidente SIEP - Italia. Molti studi di ecologia del paesaggio (in Italia S.I.E.P.) sono caratterizzati da alcuni metodi e valenze strumentali in grado di evidenziare relazioni tra le differenti configurazioni dei mosaici di paesaggio e i processi ecologici che le sottendono, al variare delle dimensioni spazio-temporali. I vasti temi della scienza Ecologia del Paesaggio riguardano principalmente: pattern ambientali dei paesaggi, sia naturali che antropogenici; relazioni tra pattern e processi nei paesaggi; effetti delle scale ambientali e gap sul paesaggio; cause e conseguenze di dinamiche fra uomo e sistemi di paesaggio; altri aspetti correlati ai cambiamenti climatici.

Il decimo Congresso Mondiale IALE 2019 è stata un'eccellente opportunità per conoscere le ultime novità in Landscape Ecology, per discutere con persone di tutto il mondo, condividere il proprio lavoro e conoscere nuove sfide climatiche. Hanno aderito partecipanti di vari paesi: è nata una simbiosi di idee ed energie, con il proponimento di costruire una rete pertinente tra gruppi ambientali, associazioni varie, università, autorità locali e istituzioni.

Erosione costiera: 56 lidi balneari di tutta la Puglia collaborano con il Progetto Stimare

BARI – Sono 56 sinora, distribuiti da nord a sud, lungo la dorsale jonica-adriatica, i lidi balneari pugliesi che collaborano con il Progetto di ricerca Stimare, dedicato allo studio del fenomeno dell’erosione costiera. 

Concepito dal Politecnico di Bari e dall’Università di Bologna e finanziato con 340 mila euro dal Ministero dell’Ambiente, il progetto vede il diretto coinvolgimento del Comune di Margherita di Savoia in Puglia (comune in cui il fenomeno è fortemente avvertito); Cervia e Riccione in Romagna. Di durata biennale, avviato sul finire del 2018, il progetto assicura essenzialmente tre aree di ricerca: opere innovative di protezione dei litorali, sistemi di monitoraggio costiero e metodi di valutazione del rischio.

Il progetto (che copre solo le spese di studio e ricerca) ha indotto le due università a sviluppare necessarie sinergie con il territorio e con gli stakeholders per la realizzazione di impianti pilota e l’acquisto di attrezzature al fine di valutarne l’efficacia. E al progetto-studio infatti, hanno fornito, successivamente, la collaborazione altri centri costieri pugliesi.

Sull’impianto pilota di Margherita di Savoia, sono stati discussi con la Regione Puglia i dettagli operativi e a breve saranno avviate le attività sul campo mentre i test di laboratorio delle opere previste (simulazione con canale di moto ondoso) sono già a buon punto di avanzamento. Oltre all’impegno del Comune di Margherita e della Regione Puglia, sono in atto altre iniziative a cui il Poliba partecipa con finalità di studio del fenomeno erosivo costiero, tra questi quella avviata nel Comune di Monopoli, in due distinti luoghi: presso lido “Pantano”, a nord della città e la spiaggia pubblica di “Cala Porta Vecchia”, a sud, all’esterno della cinta muraria. 

Gli interventi consistono nella ricostruzione della spiaggia mediante una tecnica fin qui poco usata che consiste nel prelievo di sabbie da bassi-medi fondali mediante aspirazione e nel successivo rilascio dei sedimenti sulla spiaggia emersa. A differenza dei ripascimenti artificiali, eseguiti con prelievi in acque profonde e con notevoli quantità di sabbie, l’intervento proposto punta a movimentare modiche quantità di sedimenti, senza alterare in modo significativo i fondali.

In definitiva, è una sorta di azione di “manutenzione” delle spiagge, con costi contenuti e ripetibile periodicamente. Operativamente si tratta di “pettinare” i fondali asportando gli strati superficiali del fondale e, successivamente di pompare la sabbia aspirata sul bagnasciuga, aumentando così la superficie di spiaggia fruibile. I tempi di lavorazione sono piuttosto contenuti e, con alcuni accorgimenti operativi, è possibile intervenire anche durante la stagione balneare senza arrecare particolari disturbi alla operatività turistica dei lidi.

Nel caso di Monopoli, lido “Pantano”, dove il lavoro è stato già completato ha visto con un incremento della spiaggia di circa 20 m mentre i lavori della spiaggia libera di “Cala Porta Vecchia”, sono in fase di conclusione.

Fra le azioni di monitoraggio post-opera previste, è stata già installata una webcam per analizzare gli spostamenti della linea di riva. La tecnica utilizzata, già sviluppata dai ricercatori del Politecnico e sperimentata con l’Autorità di Bacino in altri siti pugliesi, verrà presumibilmente utilizzata su altri lidi, con il contributo economico dei concessionari demaniali che, già interpellati, hanno dato il loro assenso a sostenere l’iniziativa di monitoraggio della linea di riva. I dati raccolti saranno messi in rete (costituzione di un Osservatorio) con il supporto del Politecnico di Bari.

Il sondaggio. Alle attività di ricerca e sperimentazione si aggiunge quella legata alla percezione del rischio erosione da parte dei cittadini e degli operatori di settore. Tale percezione infatti, risulta utile al fine di comprendere ambiti e peculiarità territoriali e fornire, conseguentemente, una corretta informazione sul rischio erosione e suggerire gli utili comportamenti che mirano ad una maggior tutela dell’ambiente marino costiero. Per queste ragioni è in corso sulle spiagge pubbliche e lidi pugliesi aderenti un sondaggio sul rischio percepito dai cittadini e balneari. Curato dal Poliba, con il supporto dalla società Troisi ricerche, specializzata in ricerche di mercato, sociali e di opinione, ha l’obiettivo, mediante interviste ai turisti, ai residenti delle aree costiere e ai titolari degli stabilimenti balneari della Puglia, di comprendere se i privati cittadini conoscono il fenomeno dell’erosione costiera e, se sì, che percezione ne hanno, a partire dal grado di rischio. 

Il sondaggio (si concluderà a settembre) vede all’opera 16 studenti del PoliBa, afferenti agli ultimi anni del corso di laurea in ingegneria civile ed ambientale di Bari e Taranto. Gli studenti, coordinati dalla Troise ricerche, muniti di tablet e relativo riconoscimento, propongono due distinti questionari di venti domande ai fruitori delle spiagge pugliesi e ai gestori. In totale saranno raccolte un migliaio di interviste ai cittadini-fruitori delle spiagge e circa 50 ai gestori balneari. Ciò permetterà al Politecnico di Bari e al Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica di comprendere se la percezione del rischio da parte di non addetti ai lavori è amplificata o ridotta rispetto al rischio reale e di avviare, sulla base dei risultati raccolti tramite le interviste, delle campagne informative. L’intento è quello di spiegare alla cittadinanza cosa sia il fenomeno dell’erosione costiera, quali siano gli strumenti adottati dai tecnici per mitigarlo e come tale fenomeno impatti sullo sviluppo non solo ambientale, ma anche urbanistico, economico e sociale dei territori. Ciò mira a promuovere l’adozione di comportamenti virtuosi che, se messi in atto da ciascun individuo nel proprio quotidiano, sono in grado di mitigare tale rischio.

Medesime finalità hanno le interviste ai titolari degli stabilimenti balneari, che in virtù della loro attività hanno un punto di vista privilegiato sul fenomeno.

Clima, ambiente ed energia. M5S: "Con le nostre proposte la Puglia può essere una regione all’avanguardia a livello mondiale"


BARI - “La Puglia può essere la prima regione d’Italia ad approvare leggi all’avanguardia per iniziare un percorso d’innovazione sociale e tecnologica. Un primo passo è stato fatto con l’approvazione della legge per istituire il reddito energetico, a cui si sono già interessate altre regioni, ora auspichiamo che si proceda all’esame delle proposte di legge su moneta complementare, comunità energetiche, mobilità condivisa, contrasto ai cambiamenti climatici ed economia circolare che permetteranno d’introdurre nel sistema economico e sociale pugliese i principi dell'economia sostenibile e solidale”.  Così il consigliere del Movimento 5 Stelle Antonio Trevisi vicepresidente della commissione Ambiente, ribadendo l’urgenza di discutere il prima possibile le numerose proposte di legge, da lui presentate e da mesi approvate nelle commissioni referenti.

“Per aiutare il territorio a fronteggiare l’emergenza dei cambiamenti climatici che sempre più spesso generano eventi estremi, abbiamo presentato una proposta di legge che permetterebbe alla Regione di analizzare gli scenari futuri ed i rischi per l’ambiente e definire le strategie di intervento più opportune. La proposta di legge - spiega il consigliere - ha l’obiettivo di individuare le vulnerabilità rispetto ai cambiamenti climatici, in particolare, nei settori dell’agricoltura, dell’energia, delle risorse idriche, delle infrastrutture, dei trasporti e dei rifiuti per indirizzare le scelte politiche regionali verso una strategia climatica che renda la nostra Regione sempre più resiliente, cioè capace di adattarsi ai cambiamenti”.

La misura per promuovere l'istituzione delle Comunità Energetiche ha l’obiettivo di favorire la produzione e lo scambio di energia da fonti rinnovabili e abbattere i costi energetici per cittadini e imprese, superando così l’utilizzo delle fonti fossili. Con la “moneta complementare” s’introduce, invece, uno strumento di scambio non monetario volontario creato dal basso, che risponde alla necessità delle comunità di dotarsi di strumenti meno esposti al rischio in cui incorre la moneta ufficiale, soprattutto nei periodi di crisi economica. 

Tutela dell’ambiente e promozione della mobilità sostenibile e condivisa sono, invece, gli obiettivi della proposta di legge sulla promozione del car sharing elettrico.

“Vogliamo contribuire ad aumentare le postazioni di ricarica nelle nostre città, le cosiddette ‘colonnine elettriche’, attraverso l’adeguamento degli strumenti urbanistici comunali prevedendo standard infrastrutturali comuni. In questo modo, sarà possibile fidelizzare l’utenza all’utilizzo del car sharing elettrico. Infatti, l’introduzione di misure che contribuiscono a creare una stabile infrastruttura per la ricarica di veicoli alimentati ad energia elettrica ad uso collettivo può favorire l’accettazione da parte degli utenti di tale forma di trasporto, stimolandone la domanda. Il nostro obiettivo è ridurre l’utilizzo delle fonti fossili e andare verso l’uso delle rinnovabili. Dalla Puglia può partire una rivoluzione culturale ed economica e ci batteremo perché questo avvenga. Una battaglia che stiamo portando avanti anche per superare l’emergenza rifiuti: per questo chiediamo che la nostra proposta di legge che permetterebbe di trasformare il rifiuto in risorsa venga esaminata in aula pur essendo stata bocciata in commissione. Emiliano, che anni fa aveva parlato dell’esigenza di una legge sull’economia circolare deve motivare a noi e ai pugliesi il parere negativo della Giunta. Sperando la scusa non sia quella del piano rifiuti, annunciato da mesi, ma di cui non c’è alcuna traccia in Consiglio”.

Pisicchio: "Buon lavoro a Francesco Tarantini"


BARI - “Auguri di buon lavoro a Francesco Tarantini, nuovo presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Sono convinto che grazie al suo costante impegno sulle tematiche dell’ambiente e della tutela del paesaggio, la Regione Puglia troverà un validissimo interlocutore per pianificare progetti e interventi di valorizzazione. Il Parco rappresenta per noi un sito naturalistico di inestimabile importanza nelle politiche di promozione della Puglia in Italia e all’estero. Non a caso è stato già coinvolto a febbraio scorso, con la sigla di un apposito Manifesto, nel percorso sulla Bellezza pugliese, la legge che nei prossimi mesi doterà la Regione di uno strumento unico e innovativo nella pianificazione del nostro territorio e nella sua salvaguardia”. Così l’assessore regionale alla Tutela del Paesaggio, Alfonso Pisicchio.

Bari, analisi positive dell'Arpa: revocato il divieto e consentita la balneazione sulla costa sud


BARI - Visti gli esiti degli ultimi prelievi delle acque effettuati da Arpa Puglia nella giornata di ieri, che hanno evidenziato valori in linea con quelli previsti dalla legge (d. lgs. 116/08) in tutti i punti di balneazione campionati, questa mattina l’amministrazione comunale ha adottato l’ordinanza di revoca al divieto di balneazione lungo la costa dall’argine sud del Torrente Valenzano, nel tratto che va dalla spiaggia di Torre Quetta fino a 300 metri circa prima del lido Il Trullo (che non rientrava nel precedente divieto di balneazione).

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