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Rifiuti: è scontro M5S-Lega. Salvini: "Faremo gli inceneritori"

ROMA - Si inasprisce lo scontro Lega-M5s sui rifiuti con un secco botta e risposta tra il vicepremier Salvini e il presidente della Camera Roberto Fico. "Ho passato ieri la giornata a Napoli ed erano tutti preoccupati per la salute. Devi fare delle strutture; perché in Lombardia ci sono 13 impianti e in Campania uno? Il rapporto non può essere di tredici a uno - ha detto ancora Salvini, prima della registrazione di 'Nemo'".

"Non c'è nel contratto? Vallo a spiegare ai bambini che fra due mesi respirano merda. Un'emergenza? Non lo dico io, ma quando il capo dei vigili mi dice che c'è il rischio di tornare alla situazione di 10 anni fa, devo fare qualcosa".

"E' uno schiaffo forte a questa città e a questa Regione arrivare qui e dire che ci vuole un termovalorizzatore a provincia dopo le lotte che sono state fatte e dopo l'avanzamento delle nuove tecnologie". Così il presidente della Camera Roberto Fico commentando le parole di Salvini. "Ve lo assicuro, non si farà neanche un inceneritore in più ma molti più impianti di compostaggio per la frazione umida dei rifiuti solidi urbani, più differenziata e più impianti di trattamento meccanico manuale dove si ricicla il tutto", ha aggiunto il presidente della Camera.

Ad intervenire sulla vicenda anche il ministro per il Sud Barbara Lezzi che ribadisce: "Non c'è nessun margine di trattativa. Non c'è assolutamente bisogno di nuovi termovalorizzatori", dice il ministro Barbara Lezzi. "I termovalorizzatori sono il passato, non un investimento che guarda al futuro. Sui rifiuti si è fatta tantissima ricerca e noi dobbiamo partire da lì, da una visione virtuosa dell'ambiente che possa finalmente apportare del benessere alla salute dei cittadini".

A Taranto il convegno 'Bonus Verde: applicazioni ed opportunità'

TARANTO - L’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Taranto organizza, in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Taranto, il convegno “Bonus Verde: applicazioni ed opportunità”.

La manifestazione, sostenuta da “Vivai Capitanio” e da “La Gardenia Green Solution”, si terrà alle ore 15.30 di martedì 20 novembre, presso il Salone degli Specchi del Municipio di Taranto.

In occasione di questo importante convegno sarà a Taranto per la prima volta la Dott.ssa For. Sabrina Diamanti, neo eletta Presidente Nazionale del Conaf (Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali).

Il Bonus Verde è la detrazione Irpef del 36%, prorogata all’anno prossimo grazie alla nuova legge di bilancio 2019, che interessa la sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, di impianti di irrigazione e la realizzazione di pozzi, di coperture a verde e di giardini pensili.

Annunciando la manifestazione il Dott. Agr. Gianrocco De Marinis, Presidente Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Taranto, ha spiegato che «per i dottori agronomi e i dottori forestali il Bonus Verde rappresenta una straordinaria occasione per dimostrare le proprie competenze anche in ambito urbano, dove è importante affidarsi a professionisti qualificati per la realizzazione di progetti del verde».

«L’agronomo ed il forestale rappresentano – ha poi detto Gianrocco De Marinis – l’unica figura professionale che, a seconda del contesto urbano, è in grado di seguire la progettazione dalla fase iniziale dell’impianto, fino alla gestione delle piante adulte. Basti pensare all’iniziale importanza nella scelta della specie ed alla disposizione delle piante, nonché alla successiva conduzione dell’area a verde che comprende tra le operazioni più importanti: l’irrigazione, la nutrizione, la difesa e la gestione della chioma».

I lavori del convegno, introdotti e moderati da Dott.ssa For. Sabrina Diamanti, saranno aperti dai saluti di Rinaldo Melucci, Sindaco di Taranto, Dott. Agr. Rosario Centonze, Presidente della Federazione Regionale Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Regione Puglia, Dott. Agr. Gianrocco De Marinis, Presidente Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Taranto, e Dott. Cosimo Latorre, Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti della Provincia di Taranto.

In seguito si entrerà nel vivo con le relazioni: la Dott.ssa Francesca Viggiano, Assessore comunale Ambiente e Salute, che interverrà su “Verde pubblico e privato: un’occasione per la città”; il Dott. Leonardo Capitanio, Presidente dell’Anve, relazionerà su “Opportunità di sviluppo per il settore vivaistico”.

La Dott.ssa Annamaria Portulano, Presidente ANACI della Provincia di Taranto, interverrà su “La progettazione del verde condominiale: il ruolo del professionista”, mentre il Dott. Giuseppe Ribecco, Dottore Commercialista Ordine di Taranto, relazionerà su “Le nuove agevolazioni fiscali previste dalla legge di bilancio 2018”.

Dopo il dibattito, le conclusioni saranno affidate alla Dott.ssa For. Sabrina Diamanti, Presidente Nazionale Conaf.

Il convegno gode del patrocinio del Comune di Taranto, Provincia di Taranto, Conaf (Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali), Fodaf Puglia (Federazione regionale degli ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Puglia) e Anve (Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori).

La partecipazione al convegno è gratuita e ai partecipanti saranno riconosciuti i CFP; segreteria organizzativa e info: Dott.ssa Agr. Marcella Candelli segreteria@agronomitaranto.net.

Ecomondo e Green economy internazionale a Rimini

di DONATO FORENZA - I saloni Ecomondo e Key Energy si sono chiusi da qualche giorno, a Rimini, nell’ambito della 22a Fiera Internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile, registrando una crescita di   presenze professionali. Sulla piattaforma europea,  afferente a Italian Exhibition Group, dedicata alla Green economy e alle energie rinnovabili, per quattro intensi giorni di iniziative sono stati protagonisti  il mercato, le Istituzioni, le imprese e gli esperti. I saloni dedicati a economia circolare e energie rinnovabili sono risultati elementi fondamentali e rappresentativi riferimenti europei, per imprese e istituzioni, nella transizione verso l’unica tipologia di economia che offre nuove prospettive di sviluppo.

All’inaugurazione, il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha definito la poliedrica manifestazione “La grande Expo dell’economia circolare”. E’ emerso un evento irrinunciabile nella transizione verso la green economy; infatti fattori rilevanti quali innovazione, scambi internazionali e contenuti scientifici, hanno caratterizzato gli scenari delle molteplici manifestazioni.

Hanno partecipato importanti operatori internazionali e nazionali. Il Ministro Costa e vari membri del Governo,  interlocutori del sistema industriale e della comunità scientifica, hanno accolto richieste di priorità, nell’agenda delle Istituzioni, al piano nazionale per l’economia circolare, fondato sul partenariato pubblico-privato. Le presenze internazionali, pari al 10% del totale, sono pervenute da 115 Paesi: il 70% dall’Europa, il 9% dal Bacino del Mediterraneo, con partecipazioni di Cina e Federazione Russa. Sono  stati rilevati circa 170 milioni di contatti. Il quartiere fieristico, dotato di 129.000 mq espositivi è stato totalmente  occupato dalle aziende. Innovative proposte tecnologiche e industriali concernenti dimensioni progettuali dell’economia, sono emerse nei differenti eventi. Sono state evidenziate linee paradigmatiche connesse alla Città Sostenibile, e progetti di eccellenza disponibili per la modellistica della smart city.

Gli Stati Generali della Green Economy hanno manifestato che 7-8 miliardi l’anno di investimenti pubblici green, nei prossimi 5 anni, attiverebbero 21,4 miliardi di investimenti privati e 440mila nuovi posti di lavori l’anno. Sono state definite sinergie fra gruppi industriali, per cogliere le opportunità di finanziamenti di organismi europei. Italian Exhibition Group ha trasmesso la valenza del sistema Italia, testimoniata dal Rapporto Conai (67,5% dei rifiuti da imballaggio avviati a riciclo nel 2017) e dall’indice di circolarità, che posiziona l’Italia (seconda in Europa) dopo l’Olanda.

A Ecomondo si è svolto il summit europeo sul fosforo, con programmi di recupero da fanghi di depurazione; l’UE ha presentato attraverso l’agenzia Executive Agency for Small and Medium Enterprise, 38 progetti finanziati da quattro Programmi comunitari; grande attenzione è stata data a business nelle regioni mediorientali, Nord Africa, Africa Sub-Sahariana, al Marocco, e allo sviluppo di eco-professioni in Canada.

Rilevanti le presentazioni di programmi europei su: - ciclo dei rifiuti; - bioeconomia; - energie rinnovabili; - i focus definiti per il 2018: strategia europea sulla plastica, gestione e valorizzazione della risorsa idrica, bonifica di suoli, riqualificazione di siti e aree portuali, prevenzione e gestione del rischio idrogeologico, trattamento e purificazione dell'aria indoor e outdoor, monitoraggio di emissioni, efficienza energetica, ed altri temi correlati.

In generale, si tratta di presenze concretamente rappresentate da grandi aziende, strutture consortili e straordinarie startup che determinano progettualità e iter pregevoli, con metodologie che adottano processi green nella loro modellistica economica operando nel contesto della sostenibilità ambientale.

Green economy: a Torino il Congresso nazionale di Selvicoltura

(Pixabay)
di DONATO FORENZA - Organizzato dall’Accademia Italiana di Scienze Forestali (AISF) con la collaborazione della Regione Piemonte, dell’Università degli Studi di Torino e l’adesione delle più prestigiose istituzioni accademiche e scientifiche italiane, del mondo ambientalista e naturalista, delle principali organizzazioni professionali e del settore produttivo e industriale, si è svolto. il 4° Congresso Nazionale di Selvicoltura, a Torino, dal 5 al 9 novembre 2018. Il Congresso è stato articolato in numerose sessioni scientifiche, tavole rotonde, escursioni congressuali e una ricca serie di iniziative aperte al pubblico.

Nel contesto della Green Economy, il 4° Congresso Nazionale di Selvicoltura si connota in un periodo di notevole rilevanza in cui il Sistema bosco, capitale naturale e maggiore infrastruttura verde del paese, è chiamato anche a confrontarsi con la sfida della sostenibilità e la tutela dell’ambiente. La manifestazione presenta un forum dove esponenti governativi, delle Regioni, delle Università degli studi, degli enti di ricerca, della società civile e del settore pubblico e privato forestale e ambientale, possono scambiare le loro preziose esperienze e proporre nuove idee e attività di sviluppo ed innovazione. Nei poliedrici lavori del Convegno sono state implementate linee guida e conseguenti raccomandazioni a livello regionale e nazionale e programmi operativi al fine di formulare virtuosi connubi tra ambiente e funzioni degli ecosistemi forestali.

E’ opportuno evidenziare la necessità dell’importanza crescente che gli ecosistemi boscati e la Selvicoltura hanno assunto nell’economia delle singole Regioni, con effetti ambientali che si ripercuotono a scala nazionale e costituiscono elementi fondamentali per la sostenibilità. Le foreste, oltre a importanti servizi, determinano apporti indispensabili per rallentare i cambiamenti climatici e contribuire alla prevenzione idrogeologica del territorio. Il 4° Congresso di Selvicoltura ha fatto registrare un successo straordinario con una partecipazione numerosissima di addetti ai lavori, docenti, studenti e associazioni scientifiche e tecniche.

Tra i numerosi obiettivi va menzionata la necessità di pervenire a sintesi interattive, conoscitive, scientifiche e tecniche innovative, proiettate al futuro; inoltre, occorre attuare la piena implementazione della Pianificazione ecologica del territorio e delle foreste in connessione ad un nuovo concetto di Gestione Forestale Sostenibile mediante algoritmi di ottimizzazione delle risorse ambientali. Riteniamo che occorrano programmi integrati di tutela del territorio con Sistemi Sostenibili di Progettazione Ambientale e Forestale (SSPAF) connessi con metodi scientificamente fondati localmente e calibrati con Analisi Ecologico – Territoriali (AET) e valorizzazione sul piano tecnico e programmatico tra territorio e città, con particolare attenzione alla diffusione della «cultura del bosco». 

Risparmio energetico ed ecosostenibilità, ecco alcuni consigli per ridurre i consumi con lampadine led

(Pixabay)
Ridurre i consumi ed essere sostenibili, è fondamentale per ottenere quel risparmio energetico che è necessario al benessere del nostro Pianeta. Ma non è soltanto questa la concreta motivazione che ci spinge verso alcune soluzioni che permettono di ottimizzare i consumi, visto che la questione etica, ben si concilia con un concreto risparmio economico. Ecco perché con l’arrivo dei primi freddi, sono davvero utili dei consigli su come rendere minimi tutti gli sprechi energetici che ci sono nelle nostre case. Innanzi tutto, le lampadine a LED, al 100 % riciclabili, sono caratterizzate, quindi, da prestazioni ottimali e una massima efficienza. Principalmente, come già detto, vi è un notevole risparmio energetico rispetto alle lampadine prodotte con una tecnologia precedente, che arriva fino a una percentuale del 70%. Diminuiscono così i costi della fattura della luce, che ognuno di noi sostiene.

Innanzi tutto, le lampadine a LED, saranno necessari solo 500 kW per 50.000 ore di illuminazione, che si traduce in una spesa in bolletta di 100€ e 230€. Quindi, è possibile illuminare una stanza per 5 anni e mezzo spendendo soltanto 122€ grazie alle lampadine a LED. Tra le aziende leader sul mercato nel settore della commercializzazione di prodotti di illuminazione a LED, troviamo Greenice, che è uno tra i più importanti shop on line ed e-commerce e il principale come rapporto qualità/prezzo.

Quali altri vantaggi offrono le luci a LED? Fondamentalmente, queste, hanno una durata nettamente maggiore, che può arrivare a 50000 ore di utilizzo, con un’importante riduzione di quelli che sono i costi di gestione dell'impianto. Per quel che riguarda gli elettrodomestici, questi, una volta sostituiti perché non più funzionanti, devono essere sostituiti con nuovi apparecchi ad alta efficienza energetica (A++ o A+++).

Parliamo di televisioni, lavatrici, lavastoviglie. Parlando di illuminazione, invece, per ottenere un consistente risparmio energetico, è oramai obbligatorio sostituire le classiche lampade ad incandescenza, con quelle di nuova generazione, le cosiddette lampade LED, o a risparmio energetico, che producono una quantità di luce che è pari alle classiche lampadine, ma con consumi nettamente minori, e che durano a più lungo rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza. Le lampadine a LED, producendo calore, evitano, poi, che durante il periodo estivo, vi sia un eccessivo surriscaldamento degli ambienti. Inoltre, rappresentano una scelta più ecologica e vantaggiosa anche rispetto alle lampadine a risparmio energetico.

Bando della Regione Puglia per installazione colonnine di ricarica per auto elettriche in abitazioni e condomìni

(Pixabay)
di FRANCESCO SAVERIO DEL BUONO - La Regione Puglia ha pubblicato un bando (sul BU del 25.10.2018) per il finanziamento a fondo perduto dell'installazione di stazioni di ricariche per auto elettriche (cd colonnine) per singole abitazioni e condomìni.

Il finanziamento copre fino all'80% delle spese per l'installazione dell'impianto, per un importo massimo di 1500 euro, come detto a fondo perduto (e cioè senza obbligo di restituzione).

Il sistema di ricarica deve essere connesso ad un impianto di autoproduzione elettrica da energie rinnovabili.

Sono compresi nell'importo finanziabile:
- l’acquisto del punto di ricarica domestica (wall box/colonnina); 
- la prestazione professionale relativa alla progettazione del punto di ricarica domestica (wall box/colonnina); 
- l’installazione di punti di ricarica domestica (wall box/colonnina); 
- piccoli interventi edilizi finalizzati all’installazione del punto di ricarica; 
- l’adeguamento della potenza per garantire l’allacciamento del punto di ricarica domestica (wall box/colonnina) o per l’eventuale installazione del contatore dedicato; 
- Iva, se risulta non detraibile.

Possono partecipare al bando cittadini e condomìni residenti in Puglia che possiedono un autoveicolo elettrico alimentato a batteria, in proprietà, in leasing o in comodato d’uso.

La Regione Puglia ha destinato a tale bando uno stanziamento complessivo di euro 50.000.

Le domande andranno presentate a mano presso: Regione Puglia - Sezione Mobilità Sostenibile e Vigilanza TPL - Via Gentile, 52 - IV PIANO – PLESSO B , 70126 Bari all’ufficio protocollo della Sezione, dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 9:00-13:00.

Sul plico deve essere riportata la seguente dicitura: “Avviso pubblico per l’assegnazione di contributi per l'acquisto e l'installazione di punti di ricarica domestica per veicoli elettrici alimentati da fonte rinnovabile (L.R. 30 dicembre 2016, n. 40, art. 34)”.

Il termine di presentazione delle domande è fissato al 26.11.2018 ore 13.00.

Il bando in forma integrale può essere reperito al seguente link
http://www.regione.puglia.it/documents/10192/19676300/Bollettino+numero+138+-+Ordinario+-+anno+2018/9d473450-12fe-4745-887d-5dddc321dc1b;jsessionid=D357609A3F110B4301B14DFB058B2061?version=1.0

*Articolista, Saggista e formatore in materia condominiale, titolare del blog Tuo Condominio

Rifiuti tossici: "Via gli ecocriminali dalla Puglia"

(Pixabay)
BARI - “Con la scoperta, da parte dei Militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di finanza di Taranto, dell’ennesimo cimitero dei veleni e il sequestro preventivo di alcuni siti, gestiti dall’Ilva, ubicati al confine nord dello stabilimento, per una superficie complessiva pari a circa 530.000 metri quadrati, trasformati in discariche di rifiuti pericolosi, la Puglia deve fare i conti con l’ennesimo disastro ambientale, in una terra già martoriata dai fumi tossici. Ennesimo schiaffo a una regione che vede nelle tutela della natura e dell’ecosistema, la fonte di nuove opportunità di sviluppo turistico, culturale e sociale. Adesso lasciamo lavorare gli investigatori, che ringrazio per la preziosissima attività a tutela della nostra salute, ma credo ci siano ormai tutti i presupposti affinché alle politiche regionali si affianchino interventi urgenti straordinari - come avvenne per la Terra dei fuochi – di carattere nazionale. E in tal senso mi muoverà all’interno del Consiglio regionale, per una mozione affinché le nostre terre possano essere messe in sicurezza sia con le dovute operazioni di sorveglianza per il rispetto delle regole, sia con la bonifica del territorio dai rifiuti, affiancando alle necessarie operazioni di prevenzione, una rigorosa azione di repressione”. E’ quanto sottolinea in una nota il vicepresidente del Consiglio regionale, Peppino Longo.

Pesca: nuovi fondi per il fermo biologico 2016, in Puglia arrivano altri 160mila euro

BARI - La task force annunciata dal Ministero delle Politiche Agricole inizia a dare i suoi frutti. La Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, in collaborazione con il Reparto Pesca Marittima del Corpo delle Capitanerie di Porto, ha infatti stilato la seconda graduatoria parziale dei soggetti richiedenti ammessi all’aiuto pubblico relativo all’arresto temporaneo delle attività di pesca del 2016. Con il decreto dirigenziale 21460, pubblicato lo scorso lunedì 28 ottobre, il Mipaaft si assume l’impegno complessivo di 3.326.770,60 euro (costituito al 50% da finanziamenti comunitari e fondi nazionali) come aiuto pubblico a valere sui fondi FEAMP (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca). L’obiettivo del ministro Gian Marco Centinaio è quello di provvedere entro la fine di novembre alla liquidazione delle pratiche del fermo pesca biologico relative al 2016, per poi procedere con l’adozione della graduatoria e iniziare i pagamenti dell’arresto temporaneo del 2017.

In Puglia ne beneficiano 5 marinerie per un totale di 83 domande accolte, con un sostegno pari a quasi 160mila euro. Ben 42 i finanziamenti ammessi a Gallipoli per 74.150 euro, a cui segue Taranto con 31 domande e 47.460 euro, Bari con 6 e 16.525,50 euro e Molfetta con 3 domande e 16.650 euro nonché Manfredonia con un finanziamento da 5.106 euro.

“Avevamo promesso risposte concrete ed efficaci alle marinerie nazionali e ci auguriamo che questo rappresenti solo il primo passo di un cambio di rotta radicale – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, esponente M5S della Commissione Agricoltura alla Camera – La differenza col passato la dimostreremo con i fatti e, pertanto, non posso che plaudire al lavoro condotto sinora dal Ministero delle Politiche Agricole e dalla Direzione generale della pesca marittima. L’auspicio è che, entro fine novembre, si concluda l’iter di pagamento del fermo pesca 2016 per passare quanto prima alle domande del 2017. Da parte nostra – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – vi è tutta la volontà di ridare slancio alla pesca italiana e, infatti, siamo al lavoro sulla mia proposta di legge per il riordino e la semplificazione normativa del settore ittico e in materia di politiche sociali nel settore della pesca professionale”.

Per le domande non ricevibili e non ammissibili, il Ministero delle Politiche Agricole sta predisponendo le relative comunicazioni di avvio del procedimento di archiviazione mentre per le istanze non riportate nelle graduatorie, l’iter istruttorio è da intendersi in corso di perfezionamento. I 159.891,50 euro giunti sul territorio regionale pugliese si vanno a sommare alla cifra erogata il 31 maggio scorso, pari a 1.158.874,10 euro per 298 domande accolte relative a 5 marinerie. A guidare la “classifica” Manfredonia con 140 finanziamenti per 509.869 euro, seguita da Bari con 74 domande e 249.510,10 euro; poi Barletta con 52 e 226.540 euro; Molfetta con 30 domande e 168.315 euro e, per concludere, Gallipoli con 2 finanziamenti accordati per 4.640 euro. Pertanto, in totale, sinora le imprese marittime della Puglia per il fermo pesca biologico del 2016 hanno ottenuto la cifra complessiva di 1.318.765,60 euro.

Ecosistema Urbano Legambiente: Lecce guadagna 14 posizioni

LECCE - Passo in avanti per Lecce nella classifica sull'Ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia. Dal 77esimo posto del 2017 (su dati 2016), la città si classifica quest'anno al 63esimo (su dati 2017), guadagnando 14 posizioni. Un piazzamento che non soddisfa, ma che segna un miglioramento significativo del trend di crescita verso una migliore sostenibilità dello spazio urbano.

Verde urbano, raccolta differenziata e minore dispersione nelle rete dell'acqua pubblica i principali indicatori che consentono di risalire la classifica.

I dati sulla mobilità relativi al 2017 raccontano ancora una città ampiamente al di sotto della media nazionale, fatta eccezione per la disponibilità di piste e percorsi ciclabili: pochi passeggeri del trasporto pubblico, insufficiente offerta di bus, tassi di motorizzazione e incidentalità elevati. Un settore nel quale l’amministrazione comunale ha messo in campo risorse e iniziative nel corso del 2018, con l’obiettivo di favorire la mobilità alternativa e ridurre l’incidenza negativa dell’utilizzo esclusivo dell’auto per gli spostamenti urbani sulla qualità della vita dei cittadini.

Il dettaglio dei dati, indicatore per indicatore, è disponibile in infografica all'indirizzo: http://lab24.ilsole24ore.com/Ecosistema-urbano-2018

Avvistato ad Otranto un raro esemplare di Porpita Porpita, il 'bottone blu del mare'

OTRANTO (LE) - Il 19 ottobre è stato avvistato nell’Adriatico meridionale, a circa sei miglia al largo di Otranto, un esemplare di Porpita porpita, noto come il “bottone blu del mare”, una colonia planctonica che fa parte della biomassa che rappresenta la ricchezza del mare aperto. Lo rende noto l'Institute for Marine and Coastal Research of the University of Dubrovnik, sulla sua pagina Facebbok. L'Istituto da anni opera nella salvaguardia e nella diffusione della conoscenza del mare, nello specifico le caratteristiche naturali del Mare Adriatico e dell'area costiera, e in particolare nella ricerca della struttura e dei processi negli ecosistemi. Secondo gli scienziati è il primo avvistamento che avviene in maniera documentata.

Un organismo raro nel Mediterraneo, che variano tra i 0,5 ai 2 cm, di un colore blu brillante, con il corpo centrale molto simile all'iride di un occhio, dotato di tentacoli sottilissimi e ramificati che si lascia trasportare dalle correnti marine, non avendo la capacità, al pari di tutti gli altri esseri planctonici, meduse incluse, di nuotare contro corrente. Appartiene alla famiglia delle meduse, ma in realtà è un idrozoo coloniale della famiglia Porpitidae, una colonia di polipi, zooidi, che si organizzano formando una struttura rotondeggiante, chitinosa, chiamata pneumatoforo. La straordinarietà’ dello pneumatoforo, è di esser composto da piccolissime camere d’aria collegate tra loro che incamerano e rilasciano aria in modo da poter far affondare o galleggiare l’animale. Intorno a questo disco chitinoso si possono ammirare i tentacoli blu armati di nematocisti, piccole cellule che contengono dardi urticanti.

Come le sue Vellelle, le più strette parenti, anche la porpita porpita attacca le prede che stordisce con un veleno urticante. La porpita porpita, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è tipica dei mari tropicali, ma ultimamente sempre piú presente nel Mediterraneo ed adesso anche nell'Adriatico meridionale dinanzi alle coste della Puglia. Fortunatamente il suo potere urticante è molto basso, cioé si può prendere in mano, ma facendo attenzione poi a lavarci bene le mani e a non toccarsi inavvertitamente le parti sensibili della nostra cute, come palebre, occhi, bocca.

Risorse idriche e Giornate Fai d’Autunno, convegno a Bari

di DONATO FORENZA - Presso il prestigioso palazzo dell’Acquedotto pugliese, in Bari, si è tenuto un Convegno, nell’ambito delle manifestazioni del Fondo Ambiente Italia (FAI), per celebrare il ruolo fondamentale delle risorse idriche nello sviluppo della Puglia e della sostenibilità. L’importante Seminario, afferente alla multifunzionalità, e al  ruolo  polivalente dell’acqua , che  ha  anche svolto il ruolo di prologo alle Giornate d’Autunno del Fai, registrando una notevole partecipazione di addetti ai lavori e di studiosi . L’acqua come limite, ma anche come risorsa fondamentale, richiede strategie oculate. In armonia con la Campagna #salvalacqua la meritoria delegazione di Bari (coordinata da Rossella Ressa), tra le varie ed interessanti manifestazioni nazionali, ha sancito, proprio nell’AQP, la giornata FAI di studi sul tema " Acqua bene comune", un'occasione interdisciplinare con presenze di esperti (Dino Borri, Umberto Fratino ed altri illustri relatori), che hanno trattato interessanti aspetti delle risorse idriche.

Sono emerse attente riflessioni e approfondimenti sulla comune consapevolezza di quanto sia importante salvaguardare questa risorsa unica. Hanno aderito con un concerto la pianista Adriana De Serio e la Nuova Armonia Band; mentre, in connubio,  il paesaggista-ecologo Donato Forenza ha presentato un documentario su “Paesaggi dell’acqua e valorizzazione dell’ambiente”. La Puglia è circondata dal mare, ma al tempo stesso è stata da sempre assetata di acqua, considerando  la scarsezza di sorgenti e fiumi sul proprio territorio. Non è un caso che il tema centrale delle giornate d’autunno del Fai, l’importanza dell’acqua, sia orientato particolarmente in Puglia, con un convegno nella sede dell’ Acquedotto pugliese, che fa da prologo al weekend dedicato alla riscoperta del patrimonio artistico e culturale.

Quest'anno il FAI ha lanciato la “Campagna #salvalacqua” per sensibilizzare le persone in merito alle valenze della preziosa risorsa idrica, che incomincia a diventare insufficiente. Nel corso degli iter scelti dalla Campagna sono stati definiti  siti visitabili in riferimento ai temi idrici, tra i quali, acquedotti, mulini, dighe, cisterne e depuratori. Nel foyer del Teatro Margherita in Bari è stata progettata una mostra di foto, curata da Anna Gambatesa, in collaborazione con Pietro Marino; sono allestite foto di torri e serbatoi d'acqua presenti sul territorio pugliese e nel Salento; questi manufatti tecnici caratterizzati da peculiari elementi architettonici, sembrano raccontare la storia della conquista dell'acqua in territori siccitosi. E’ stata implementata l’apertura del Teatro Margherita al pubblico in occasione delle "Giornate Fai d'Autunno 2018". L'evento di sensibilizzazione e raccolta pubblica di fondi, presente su tutto il territorio nazionale, è stato presentato a Palazzo di Città dal capo delegazione FAI (Fondo Ambiente Italiano) di Bari, Rossella Ressa, e collaboratori, alla presenza di Silvio Maselli,  Micaela Paparella, e altre autorità. Agli eventi hanno partecipato numerosi studenti, afferenti ai progetti istituzionali.

Tap, Costa: "Procedura chiusa salvo novità"

LECCE - La procedura sulla Tap è chiusa e non può riaprirsi mettendo in discussione l'opera, salvo che emergano novità rilevanti e impreviste. A renderlo noto il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. “Dal punto di vista giuridico-amministrativo - ha spiegato Costa - il procedimento sarebbe chiuso, ma se ci sono delle insorgenze nuove, che noi non possiamo immaginare, siamo pronti a fare delle verifiche. Stiamo valutando se i documenti presentati dal sindaco di Melendugno contengono elementi nuovi e se effettivamente possono cambiare lo scenario. Essendo una procedura incardinata e definita, per poterla riaprire devono esserci delle novità particolarmente evidenti, tali da dimostrare che la procedura precedente non era corretta, illegittima se non addirittura illegale”.

Costa, parlando del progetto del gasdotto Tap e dei documenti depositati al ministero dell’Ambiente dal sindaco di Melendugno, Marco Potì, ha evidenziato: “Questa verifica ha una valenza esclusivamente tecnica, giuridica e amministrativa, non c’è nulla di politico. Non ci puó essere nulla di politico su una procedura chiusa. Detto questo io farò un appunto alla presidenza del Consiglio perché è una vicenda che non riguarda solo il ministero dell’Ambiente, come è giusto che sia e in maniera molto trasparente”, ha dichiarato Costa.

Pinna Nobilis, a Porto Cesareo si studia l’agente patogeno e si lavora perchè la specie sopravviva

PORTO CESAREO (LE) - Il 17 giugno 2008 è stata emanata la Direttiva Quadro sulla Strategia per l’ambiente marino (la cosiddetta Marine Strategy) (2008/56/CE), successivamente recepita in Italia con il D.lgs.190/2010. La Direttiva si basa su un approccio integrato e si propone di diventare il pilastro ambientale della futura politica marittima dell’Unione Europea, avendo come obiettivo di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale (GES, “Good Environmental Status”) per tutte le acque marine. La Direttiva prende in considerazione tutte le problematiche legate alla qualità del mare (biodiversità, inquinamento, pesca, ecc.) in un approccio ecosistemico. La Marine Strategy ha previsto il monitoraggi di diversi bioindicatori, tra i quali appunto la Pinna nobilis, il più grande mollusco bivalve del Mediterraneo e specie protetta.

L’Amp durante il monitoraggio della “Pinna nobilis” nella propria area di competenza nell’ambito della Marine Strategy ha assistito, nella scorsa primavera, alla moria di massa a causa di un fenomeno naturale dovuto ad un patogeno. A tal proposito propio l’Amp Porto Cesareo ha continuato a monitorare periodicamente la propria popolazione di Pinna nobilis ed a confrontarsi con i superiori enti, primo tra tutti il Ministero dell’Ambiente relativamente al fenomeno. Alcuni campioni di tessuto di un esemplare rinvenuto vivo sono stati prelevati ed è stato possibile isolare l’agente patogeno ed in questo periodo si sta eseguendo il sequenziamento per il riconoscimento della specie. Il rinvenimento in questi giorni di alcuni esemplari di Pinna nobilis in vita nell’insenatura de La Strea lasciano sperare ad una possibile salvezza della specie nell’area. Gli operatori scientifici subacquei afferenti all’Amp Porto Cesareo stanno eseguendo le biometrie e monitoraggio gli esemplari vivi e nei prossimi giorni verrà inoltrato un report dettagliato al superiore Ministero dell’Ambiente.

Giornate FAI d’autunno, Occhito: "La riscoperta di un patrimonio da vivere"

FOGGIA - Grande successo  per le  giornate FAI d’Autunno,  la diga di Occhito gestita dal Consorzio per la bonifica della Capitanata ha fatto registrare un affluenza inaspettata,  considerato che si tratta di un sito non proprio facile da raggiungere.

Tantissimi visitatori, da tutta la Puglia: Foggia, Bari e Bat, ma anche da fuori regione Campania Lazio e Molise, 70 nella giornata  di sabato 13 e 260 circa domenica 14 ottobre hanno potuto  apprezzare le bellezze paesaggistiche del luogo e la visita guidata vero e proprio fulcro delle giornate legate a doppio filo alla campagna del FAI #salvalacqua  che, a detta dei visitatori,  sono state  un’esperienza  interessante di approfondimento e conoscenza del territorio.

Un particolare ringraziamento alla delegazione del FAI  di Foggia nelle persone di Saverio Russo e Gloria Fazia, afferma  il Presidente del Consorzio, Giuseppe De Filippo, che ci ha offerto l’occasione per far conoscere le infrastrutture e con esse anche le attività collegate,  con un occhio di riguardo alle problematiche che affliggono il nostro territorio legate all’acqua.

L’interesse dei visitatori registrato in queste giornate, riferisce il Direttore Generale Francesco Santoro, unitamente alla richiesta proveniente da tante associazioni e comuni cittadini ci  spinge ad  una maggiore apertura verso iniziative di fruizione degli impianti che cercheremo di assecondare compatibilmente con le esigenze tecniche degli impianti stessi.  

Bari, assessore riconsegna bustone di immondizia al proprietario

BARI - A seguito del ritrovamento da parte degli operatori di Amiu Puglia di un sacco dei rifiuti della raccolta porta a porta in strada Torre di Brengola a Palese, all’altezza dell’innesto sulla tangenziale 16 bis, questa mattina l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli ha deciso di riconsegnarlo al proprietario, residente nella zona. Nei prossimi giorni il cittadino, individuato proprio attraverso il controllo dei suoi stessi rifiuti abbandonati, riceverà anche una sanzione per mancata differenziata e abbandono selvaggio sul territorio.

“Si tratta di un sacco di quelli forniti nell’ambito del servizio porta a porta - ha commentato l’assessore Petruzzelli -. Ovviamente i rifiuti non erano stati differenziati e quindi il cittadino in questione ha pensato bene di abbandonare il bustone per strada. Perciò, sulla scorta di quanto fatto qualche giorno fa dal sindaco di Piombino Dese, stamattina ho voluto riportare il sacco a casa di colui che lo ha gettato per strada e che ha contribuito a inquinare le campagne nei pressi della tangenziale. Purtroppo, per colpa di pochi incivili, si mette in discussione il lavoro prezioso e puntuale portato avanti dalla stragrande maggioranza dei cittadini che, invece, rispettano le regole del porta a porta. I servizi dell’Amiu, in particolare lo spazzamento delle strade, devono essere migliorati, non a caso ieri ho partecipato a un incontro con i capi zona di Amiu chiedendo loro un maggior impegno in questa fase, anche nel controllo sugli operatori. Ma, allo stesso tempo, saremo intransigenti nei confronti di coloro che continuano a disprezzare la legge e la bellezza del nostro territorio. Per questo, in una delle prossime giunte, porteremo un provvedimento relativo all’inasprimento delle sanzioni in materia di rifiuti”.

Intanto prosegue su tutta la città l’attività di controllo del territorio e di contrasto al fenomeno dell’abbandono selvaggio dei rifiuti da parte della Polizia locale. Negli ultimi giorni, in particolare, sono state elevate molte sanzioni. Si tratta di cittadini ed esercizi commerciali che conferiscono materiale ingombrante, rifiuti indifferenziati e fuori orario in modo errato e senza rispettare le regole. Solo nella mattina di ieri sono state effettuate circa 30 multe dagli agenti municipali. 

Margherita di Savoia, Stea: "Bomba ecologica alle Saline"

BARI - “Un vertice con i rappresentanti delle Istituzioni, enti locali, forze dell’ordine e tecnici, affinché al fianco delle sacrosante indagini della magistratura e dei Carabinieri del Noe - che ringrazio per la continua attività a tutela dell’ambiente - ci si possa attivare immediatamente per la bonifica e messa in sicurezza dell’intera area, zona umida che vanta un ecosistema unico, perché rappresenta un habitat eccezionale atto ad ospitare una grande varietà e quantità di uccelli acquatici migratori”.
È quanto annuncia l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Gianni Stea a proposito delle indagini del Noe culminate con il sequestro di un'area di un chilometro nei territori di Trinitapoli e Margherita di Savoia. Una vera e propria bomba ecologica che avrebbe provocato la colorazione di rosso delle acque del canale a margine dell'impianto di produzione del sale delle Saline di Margherita di Savoia.

“Ricordo che al fine della protezione ambientale la salina ha ottenuto numerosissimi riconoscimenti internazionali – aggiunge Stea – ed è compito fondamentale dell’assessorato che mi è stato affidato, svolgere una continua attività a difesa di queste oasi naturalistiche che rappresentano patrimoni unici e dal valore straordinario per l’intera comunità pugliese, ma che purtroppo, sovente, entrano nel mirino degli ecocriminali”.

Clima: Onu, 12 anni per arginare catastrofe

NEW YORK - "Il cambiamento climatico corre molto più in fretta di noi. Siamo in ritardo, non c'è tempo da perdere". Sono le parole choc di Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, a commento del rapporto sull'ambiente pubblicato dall'Intergovernmental Panel on Climate Change, l'agenzia Onu intergovernativa che monitora scientificamente i cambiamenti climatici. Secondo questo studio, l'umanità ha a disposizione solo 12 anni per correre ai ripari e mantenere il riscaldamento globale ad un massimo di 1,5 gradi.

Lo studio sottolinea inoltre come anche mezzo grado in più potrebbe provocare danni devastanti e peggiorare ulteriormente la situazione innalzando il rischio di siccità, inondazioni, calore fuori controllo. Tutti fattori che provocherebbero una catastrofe, causando povertà per milioni di persone.

L'allarme dell'IPCC è arrivato dalla Corea del Sud, dove si è tenuto un summit a cui hanno partecipato scienziati e amministratori da tutto il mondo. Per il numero uno del Palazzo di Vetro si tratta di un "campanello di allarme per il mondo" .

'10.000 per l’Ambiente': un gesto concreto offerto dalle persone di Heineken Italia alla comunità tarantina

MASSAFRA (TA) – Ha fatto tappa anche nel birrificio di Massafra il progetto “10.000 per l’Ambiente”, l’iniziativa supportata da Legambiente con cui le persone di HEINEKEN Italia decidono di donare il proprio tempo all’ambiente e alle comunità in cui operano.

Donare le ore del proprio tempo a una causa sociale, questo è il concetto alla base del progetto che vede le persone del Gruppo HEINEKEN Italia dedicare una giornata del proprio lavoro al recupero di aree da riqualificare, per un totale di 10.000 ore, in un percorso di 15 tappe che coinvolgerà la sede di Milano, i birrifici e i depositi Partesa fino al 12 ottobre.

“10.000 per l’Ambiente è una grande iniziativa che vedrà coinvolto il Gruppo HEINEKEN in tutta Italia. Il numero, alto e ambizioso, sta a indicare le ore che dedicheremo a questa attività”. – spiega Søren Hagh, Amministratore Delegato di HEINEKEN Italia – “Abbiamo scelto di utilizzare il tempo come misura perché non c’è cosa più preziosa del tempo che possiamo dedicare a qualcuno o a qualcosa. In questo caso, lo dedicheremo a una causa molto importante che sta a cuore alla nostra Azienda. Questa iniziativa costituisce un nuovo importante passo all’interno del progetto di sostenibilità che il Gruppo porta avanti da diversi anni con impegno e passione”.

“Ideato e realizzato completamente in Italia, “10.000 per l’Ambiente” è un progetto che rappresenta nel concreto gli impegni presi con il programma Brewing a Better World, il piano integrato di Sostenibilità lanciato nel 2010 a livello globale e locale”. – commenta Alfredo Pratolongo, Direttore Comunicazione e Affari Istituzionali di HEINEKEN Italia – “Il principio alla base del progetto è il coinvolgimento attivo e volontario delle persone di HEINEKEN. Per la prima volta nella storia della nostra Azienda, tutti insieme daremo un’ulteriore dimostrazione degli impegni presi da parte di HEINEKEN, verso l’ambiente, le persone e le comunità in cui operiamo”.

Il progetto si avvale di un importante e prestigioso partner, Legambiente, che, nell’ambito della sua attività di Volontariato aziendale a beneficio del territorio e per la promozione della responsabilità sociale d’impresa in chiave ecosostenibile, affiancherà l’iniziativa nel suo corso su tutto il territorio nazionale, nei centri in cui HEINEKEN è presente con sedi, birrifici, depositi.

Il calendario delle attività individuate copre un mese di incontri, iniziati il 17 settembre a Comun Nuovo (BG), che proseguiranno fino al 12 ottobre con gli altri birrifici di HEINEKEN Italia, la sede di Sesto San Giovanni e 10 tra i depositi Partesa. Lunedì 1° ottobre è stato il turno di Massafra (TA), dove 120 dipendenti del birrificio, guidati da una decina di volontari di Legambiente, hanno dedicato un’intera giornata lavorativa alla riqualificazione del rione "Gesù Bambino", nel centro storico del Comune coadiuvati dal Comitato di Gesù Bambino.

Nelle 960 ore complessivamente dedicate, i volontari hanno raccolto 100 sacchi di rifiuti, per un totale di 550 chili tra plastica, vetro, lattine e indifferenziato. Tutti i materiali sono stati collocati nei punti di raccolta di Universal Service, la municipalizzata di Massafra.

Paesaggio: 'Soluzioni per i paesaggi dell'Antropocene'

di DONATO FORENZA - Il recente convegno strutturato in due giornate sul tema SOLUZIONI PER I PAESAGGI DELL’ANTROPOCENE, programmato in Bergamo da associazioni scientifiche e professionali (SIEP, AIAPP, CONAF e collaboratori) ha riscosso esiti positivi. L’evento si caratterizza come un seminario in previsione del World Congress IALE che si svolgerà a Milano dal 1 al 5 luglio 2019, dal titolo “Nature and Society facing the Anthropocene - Challenges and perspectives for Landscape Ecology”.

Le due giornate hanno lo scopo di presentare al mondo dei Maestri del Paesaggio l’Ecologia del Paesaggio e le sue poliedriche potenzialità nei confronti della progettazione e della governance del Paesaggio e di discutere tematiche dell’Antropocene, alle sfide interdisciplinari e alle possibili azioni. Sono emerse novità di progettazione e pianificazione del paesaggio urbano e rurale che la società riuscirà a utilizzare. Occorre proporre nel periodo attuale dell’Antropocene, importanti interazioni tra soggetti e tematiche alquanto diverse, tra le quali le Green Infrastructures, e le Nature Based Solutions, tra cui la Forestazione Urbana, in modo multidisciplinare attraverso confronti tra attori diversi.

Hanno partecipato studiosi, progettisti e pianificatori, amministratori, operatori provenienti da settori diversi, ma coinvolti nei temi della progettazione e della governance alle diverse scale. Essi hanno dibattuto elaborando nuovi obiettivi con l’intento di integrare conoscenze, problematiche e proposte. Particolare importanza, tra le numerose tematiche affrontate, riveste il ruolo della Foresta urbana e i confronti tra attori diversi sui temi correlati con la Selvicoltura urbana, volta a massimizzare il coinvolgimento dei partecipanti.

Hanno aderito Gioia Gibelli Pres. Siep-Iale, ANCI – Bruno Cignini, CATAP – Sergio Malcevschi, CNAAPC - Alessandro Marata, FONDAZIONE CARIPLO - Sonia Cantoni, INU – Luca Imberti, ODAF BG – Davide Giurini, SIA - Stefano Bocchi, SItE - Elisa Anna Fano, WFUF – Marco Marchetti, SIEP – Riccardo Santolini, AIAPP – Luigino Pirola, CONAF - Sabrina Diamanti ed altri illustri relatori che hanno fornito interessanti contributi alla gestione del territorio.

Taranto, 'Tamburi Combattenti' chiede trasferimento alunni e annuncia esposto in Procura

TARANTO - Si è svolta nel pomeriggio del 28 settembre in piazza Masaccio la conferenza stampa indetta dal gruppo Tamburi Combattenti sul gas radon rilevato in tre scuole del quartiere Tamburi. Genitori e cittadini hanno chiesto l'immediato trasferimento, in via temporanea, di alunni e personale scolastico in sedi più idonee. Come proposto anche prima dell’avvio dell’anno scolastico, il nostro gruppo ritiene necessaria l’attivazione di un servizio navetta, a spese del Comune di Taranto, che prelevi dai rispettivi plessi scolastici gli alunni, e li riporti negli stessi luoghi dopo aver effettuato ore di lezione altrove. Così in una nota il gruppo dei 'Tamburi combattenti'.

Tale provvedimento, dovrebbe terminare solo dopo la fine dei lavori per l’abbattimento di gas radon nelle suddette scuole e solo successivamente ad ulteriori misurazioni che garantiscano la salubrità dei luoghi in modo da garantire sia il diritto alla salute che quello allo studio.

Il gas radon - prosegue la nota - si lega agli agenti presenti nell'aria e, a contatto con l'organismo, rilascia radioattività nelle cellule. La sua pericolosità per la salute è ben nota da decennni. Un documento elaborato nell’ambito del progetto dell’OMS "International Radon Project" a cui hanno partecipato oltre 100 esperti di 35 Paesi di diversi continenti, propone un “livello di riferimento di 100 Bq / m3 per ridurre al minimo i rischi per la salute”.

Il radon, aggiungendosi agli inquinanti presenti nel quartiere, aggrava una situazione già a rischio per la salute dei cittadini, soprattutto nelle giornate di wind days in cui vengono riversate sulla comunità polveri di minerali, di rifiuti speciali e di amianto. E proprio questo assurdo binomio, come facilmente prevedibile, ha generato una situazione di ambiguità e contraddizione: da un lato, la necessità di tenere le finestre chiuse per impedire lo spolverio nelle classi, dall’altro la necessità di arerare i locali per far diminuire il gas radon. Ne è risultato che il 25 e 26 settembre la maggior parte dei genitori hanno scelto di non mandare i propri figli a scuola. Il diritto alla salute ed il diritto allo studio, sono stati negati ulteriormente ai figli cresciuti ai piedi della fabbrica.

Trattandosi del quartiere Tamburi, già fortemente compromesso dalle industrie, stiamo valutando di richiedere modifiche alla legge della regione Puglia 30/2016 e di proporre, altresì, un nuovo disegno legge regionale, al fine di avere una normativa dettagliata e più cautelativa sul tema wind days che ad oggi è regolato in maniera superficiale da due ordinanze sindacali che anziché limitare l’inquinatore, limitano i diritti inviolabili dei cittadini.

Entro pochi giorni - spiega la nota - presenteremo alla Procura della Repubblica un accurato esposto a cui allegheremo le firme di chi vorrà aderirvi affinchè si faccia piena luce su questo caso. Insieme al nostro gruppo, hanno già aderito associazioni come Peacelink, Comitato di quartiere Tamburi, Giustizia per Taranto, LiberiAmo Taranto, Genitori Tarantini ed altre si uniranno a breve. Illustreremo alla Procura la narrazione dei fatti accaduti sino ad oggi ed allegheremo i documenti ottenuti tramite gli accessi atti al fine di rilevare eventuali responsabilità.

Infine ci offriamo di tutelare, coadiuvati da avvocati che si sono già resi disponibili gratuitamente per tali scopi, di tutelare i genitori degli alunni qualora dovessero essere raggiunti da eventuali provvedimenti riguardanti le assenze scolastiche avvenute in queste settimane, conclude la nota dei 'Tamburi combattenti'.

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