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Lecce, video umiliazioni e violenze contro 17enne

di PIERO CHIMENTI - Un ragazzo di 17 anni ha subito atti di violenze ed umiliazioni che sono state immortalate in un video che è giunto tramite whatsapp da un amico del giovane nel tentativo di aiutarlo. Nel video si vede un compagno di classe che prende a calci la vittima sotto minaccia di una sedia.

Secondo i genitori del giovane, che ha subito violenze, i fatti sarebbero andati avanti da settembre incidendo drasticamente sul rendimento scolastico. Ora sarà compito della Procura, a cui è stata sporta la denuncia, individuare quanti abbiano partecipato a tali vessazioni contro il giovane.

Salute e Salento, "Appello al sindaco Salvemini: tratto pericoloso sulla via Leuca"

LECCE - Riceviamo e pubblichiamo l'appello di 'Salute e Salento' al sindaco di Lecce.

"Caro sindaco Salvemini, molti cittadini di Castromediano (e non solo) le chiedono di eliminare una situazione di grave pericolo per i pedoni, per gli operatori commerciali e per gli stessi veicoli.

Come si può vedere dalla foto allegata, ogni giorno, in via Leuca, al confine fra il territorio di Lecce e quello di Cavallino-Castromediano, un tratto di strada viene sistematicamente occupato da banchetti improvvisati e da camioncini/furgoni che vendono qualcosa. Dai Fiori ai ricci di mare, dalla verdura ai frutti di stagione.

Il tratto in questione, quello dove si svolge l’attività di vendita, appartiene al comune di Lecce. Mentre il tratto a sud, delimitato dal segnale di “fine territorio della Frazione di Castromediano” (vedi foto) appartiene a Cavallino. Su quest’ultimo tratto i venditori occasionali non si fermano perché vi è la presenza costante di un vigile urbano di Cavallino.

Nel tratto «leccese» non esiste alcun segnale di divieto. Né di sosta, né di fermata. Il che rende possibile la presenza contemporanea di più di persone, venditori e acquirenti. Un pedone che voglia percorrere quel tratto di strada è costretto a camminare sulla carreggiata destinata ai veicoli in transito. Mettendo a repentaglio la propria incolumità.

Caro sindaco, è possibile disciplinare e controllare meglio questa pericolosa situazione? Se poi si verifica qualche investimento di pedone o altro incidente, a chi bisogna addebitare la colpa?

In altre città lungo questi tratti pericolosi vengono istallati dei “parapedonali” per garantire un percorso sicuro ai pedoni".

Trittico di Skoda Fabia R5 al comando del 25° Rally Città di Casarano: il primo leader è Marco Timo

(credits: L.D'Angelo)
TORRE SAN GIOCVANNI (LE) – Pubblico delle grandi occasioni e tanto spettacolo al 25°Rally Città di Casarano, gara d’apertura del Campionato Regionale di Puglia, Molise, Abruzzo, Campania e Lazio partita questa sera con la super speciale d’apertura disputata sul Circuito della Pista Salentina di Torre San Giovanni-Marina di Ugento. La classifica è in mano alle Skoda Fabia di classe R5 della Scuderia organizzatrice della manifestazione, la Casarano Rally Team,  che occupano le prime tre posizioni del podio assoluto. Al comando hanno chiuso Marto Timo e Salvatore Invidia che hanno completato i 4,61 km cronometrati col tempo di 4’22”3, precedendo di 3”5 Gianluca D’Alto e Mirko Liburdi e di 7”7 Fernando Primiceri e Cristian Quarta.

Quarto posto e primato in S2000 per la coppia formata da Mauro Adamuccio e Salvatore Tridici su Peugeot 207, che hanno completato la speciale con 9”1 di ritardo dal capoclassifica, mentre quinti a pari merito anch’essi con un distacco sotto i dieci secondi, hanno chiuso Fabrizio Mascia e Martino Rosato su Ford Fiesta R5 e Daniele Timo e Gabriele Passaseo su Peugeot 207 S2000. Più staccato l’altro terzetto di Ford Fiesta R5 che vede nell’ordine Memmi-Cicognini, Di Gesù-Sorano e Laganà-Rapisarda mentre a completare la top ten c’è la prima vettura a due ruote motrici, la Peugeot 306 Maxi K11 di Pepe-Rizzo.

Le sorprese di questo avvio di gara riguardano gli equipaggi Longo-Melcarne su Peugeot 106 K10 che hanno chiuso dodicesimi assoluti, primi di classe e secondi tra le “tuttoavanti” e Garzia-Monteduro, con il pilota di Parabita che è ormai più che una conferma che con la piccola Peugeot 106 di classe N2 si è issato in quattordicesima posizione assoluta ottenendo il primato provvisorio di gruppo N. Tra i due, bravi a mettersi dietro piloti e vetture decisamente più performanti, si sono piazzati De Nuzzo-Iacobelli, primi tra le S1600 con la Renault Clio.

Domani la seconda e decisiva porzione di gara, questo il programma:

Ore 9.00 Uscita Riordinamento e Ingresso Assistenza B (Pista Salentina, Torre San Giovanni-Marina di Ugento),
Ore 9.34 PS Palombara 1 (km12,75),
Ore10.21 PS Punta Ristola 1 (km 6,91),
Ore 11.02 Ingresso Riordinamento 2 (Pista Salentina, Torre San Giovanni-Marina di Ugento),
Ore 11.32 Ingresso Parco Assistenza C (Pista Salentina, Torre San Giovanni-Marina di Ugento)
Ore 12.21 PS Palombara 2 (km12,75)
Ore 13.08 PS Punta Ristola 2 (km 6,91)
Ore 13.49 Ingresso Riordinamento 3 (Pista Salentina, Torre San Giovanni-Marina di Ugento)
Ore 14.19 Ingresso Parco Assistenza D (Pista Salentina, Torre San Giovanni-Marina di Ugento)
Ore 15.08 PS Palombara 3 (km12,75)
Ore 15.55 PS Punta Ristola 3 (km 6,91)
Ore 16.36 Ingresso Riordinamento 4 (Pista Salentina, Torre San Giovanni-Marina di Ugento)
Ore 17.06 Ingresso Parco Assistenza E (Pista Salentina, Torre San Giovanni-Marina di Ugento)
Ore 17.30 Arrivo finale e Premiazione (Piazza San Domenico Casarano)

Campionato Regionale Rally 6^Zona  – 25°Rally Città di Casarano, Classifica (top ten) dopo la 1^ps.
1.Timo M.-Invidia (Skoda Fabia R5) in 4m22.3s 
2.D’Alto-Liburdi (Skoda Fabia R5) +3.5s
3.Primiceri-Quarta (Skoda Fabia R5) +7.7s
4.Adamuccio-Tridici (Peugeot 207 S2000) +9.1s
5.Mascia-Rosato (Ford Fiesta R5)  +9.8s
5.Timo D.-Passaseo G. (Peugeot 207 S2000) +9.8s
7.Memmi-Cicognini (Ford Fiesta R5) +12.2s
8.Di Gesù-Sorano (Ford Fiesta R5) +13.1s
9.Laganà-Rapisarda (Ford Fiesta R5) +13.3s
10.Pepe-Rizzo (Peugeot 306 Maxi K11) +16.4s

De Santis-Marino (Renault Clio S1600)
10.D’Amico C.-D’Amico F. (Lancia Delta Hf A8) +43.3s
Santantonio-De Rosa M. (Peugeot 208 T16 R5) +43.3s

Il programma della seconda giornata, in scena domani, prevede altre 6 prove speciali (due da ripetere tre volte)  per un totale di 58,98 chilometri cronometrati sui restanti 218,58 complessivi. Si partirà con il primo passaggio su Palombara (km  11,15) previsto per le ore 9.35 a cui seguirà alle 10.04 la prova di Torre Vado (km 13,70). Le stesse prove verranno poi ripetute altre due volte alle ore 12.14 e alle 14.53 (Palombara) e alle ore 12.43 e 15.22 (Torre Vado) prima del traguardo finale previsto per le 17.15 in Piazza San Domenico a Casarano. 

La seconda giornata di gara si aprirà con un nuovo parco assistenza poi altre sei prove speciali Palombara e Punta Ristola da affrontare tre volte.  Ogni giro sarà intervallato da un riordinamento e un parco assistenza

Foto di Leonardo D’Angelo: Francesco Rizzello e Fernando Sorano su Ford Fiesta Rs Wrc, equipaggio attualmente in testa alla gara. 

Screening cardiovascolare gratuito a Lecce in piazza Libertini

LECCE - Il Truck Tour della campagna di "Banca del Cuore" approda anche a Lecce. Per tre giorni, da domenica 22 a martedì 24 aprile, dalle 9 alle 19 il piazzale delle Poste, piazza Libertini a Lecce, ospiterà un ambulatorio su ruote attrezzato. Riparte quindi il Progetto Itinerante Nazionale di Prevenzione Cardiovascolare per effettuare screening gratuiti per tutti i cittadini.

Si tratta della seconda volta che il capoluogo leccese ospita questo evento di rilevanza nazionale che già nella scorsa edizione ha registrato un’ampia partecipazione.

I cittadini hanno la possibilità di effettuare un check-up completo di elettrocardiogramma e analisi per la valutazione dello stato di salute del proprio cuore. Durante le "tappe" del Truck Tour, che coinvolge le più belle piazze di 32 città italiane, vengono veicolate informazioni utili in tema di prevenzione cardiovascolare. L’accesso è gratuito ed aperto a tutti, con la possibilità di indirizzare verso una valutazione medica i soggetti che, eventualmente, presentino delle anomalie.

L'elettrocardiogramma effettuato verrà "depositato" in una banca virtuale gestita dalla “Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri”, rappresentata localmente dal dr. Antonio Amico, direttore della struttura complessa di Cardiologia UTIC degli Ospedali di Copertino e Galatina della ASL Lecce. Tale "deposito" si inserisce nell'ambizioso progetto, unico al mondo, di creare una banca dati cardiologica di tutta la popolazione italiana.

Inoltre, in virtù del suo speciale allestimento, nel Truck si svolgono giornalmente incontri divulgativi di prevenzione cardiovascolare rivolti ai cittadini e dibattiti scientifici con i medici locali sul tema della prevenzione cardiovascolare globale.

Il progetto di Prevenzione Cardiovascolare nazionale “Banca del Cuore” nasce nel 2015 ed è un'iniziativa promossa dalla "Fondazione Per il Tuo cuore" per concretizzare nel mondo reale le proprie finalità di formazione e di prevenzione del Rischio Cardiovascolare Globale. Un progetto innovativo e rivoluzionario, ideato dal prof. Michele Gulizia, presidente della “Fondazione Per il Tuo cuore”.

Lecce, 24enne individuato come autore scritte 'No Tap'

di PIERO CHIMENTI - Le telecamere site al Palazzo di Giustizia di Lecce hanno individuato un giovane di 24 anni dei centri sociali mentre imbrattava le mura dell'istituto d'arte Pellegrini. Per il ragazzo è scattata l'accusa di deturpamento ed imbrattamento di cose altrui ed è stato deferito all'autorità giudiziaria.

25° Rally Città di Casarano: ufficializzato l'elenco dei partenti

TORRE SAN GIOVANNI (LE) – Sono sempre meno le ore che mancano al via ufficiale del 25°Rally Città di Casarano manifestazione che scatterà alle 19.30 di questa sera da Piazza San Domenico e che per tutta la mattinata odierna ha animato il popoloso centro salentino. La città che dà il nome alla manifestazione ha infatti ospitato presso la Concessionaria Guglielmo De Nuzzo le operazioni preliminari di verifica sportiva e tecnica portate a termine da 47 equipaggi sui 51 iscritti.
Nell’elenco ufficiale dei partenti spicca l’assenza del numero 12 Francesco Rizzello, uno dei favoriti nonché colui che detiene il maggior numero di successi in questa gara ben 6, costretto alla defezione per via di un problema di natura meccanica che ha reso indisponibile la Skoda Fabia S2000 con la quale avrebbe dovuto partecipare.

Oltre a Rizzello mancheranno all’appello gli equipaggi numero 32 Tau-Carlà su Renault Clio N3, il numero 39 Monaco-Monaco su Renault Clio di classe RS2.0 e il numero 46 Martina-Martina su Peugeot 106 Rallye di classe N2. Da segnalare inoltre la variazione dei secondi conduttori per i concorrenti numero 5 Maurizio Di Gesù che correrà con Fernando Sorano in sostituzione di Stefano Ottino, del numero 9 Fabrizio Mascia che avrà al suo fianco Martino Rosato al posto di Giorgio Caroli e del numero 27 Santo Siciliano che sarà navigato da Antonio Passaseo in sostituzione di Rocco Armando Leone.

Altre variazioni rispetto all’elenco iscritti riguardano tutte le 10 vetture dei gruppi Produzione Evo e Produzione di Serie che sono stati inseriti nei rispettivi gruppi di appartenenza in origine (gruppi A e N). Da pochi minuti presso il Circuito della Pista Salentina di Torre San Giovanni-Marina di Ugento si è anche concluso regolarmente lo Shakedown, ovvero la sessione di prove non cronometrate, in preparazione alla disputa della prova spettacolo che si terrà sullo stesso tracciato (ma in configurazione diversa rispetto al test pre gara) a partire dalle ore 20.00. Allo shakedown hanno preso parte una trentina di equipaggi tra cui tutti i più accreditati alla vittoria.

Foto allegata (di Marco Verri): Francesco Laganà e Ilaria Rapisarda su Ford Fiesta R5, durante le fasi dello Shakedown.

Lecce Tattoo Fest, l'assessore all'ambiente Carlo Mignone replica agli organizzatori

LECCE - In relazione alle dichiarazioni rilasciate ieri agli organi di stampa dal signor Zecca del Lecce Tattoo Fest, l'assessore all'Ambiente del Comune di Lecce, Carlo Mignone, replica: “Mi sorprende la polemica del signor Zecca del Lecce Tattoo Fest, manifestazione che si è svolta nella nostra città la scorsa settimana. Mi sorprende perché contiene delle imprecisioni: come testimoniano le conversazioni via mail tra gli organizzatori dell'evento e l'ufficio ambiente, abbiamo provveduto - come richiesto - a potenziare il servizio di raccolta differenziata con un totale di 12 bidoni e non 4 come dice Zecca. Lo abbiamo fatto nell'ottica della collaborazione e non per dovere giacché l'evento, per accedere al quale occorreva pagare un biglietto d'ingresso, si svolgeva in luogo privato. Gli organizzatori, che come mi hanno detto hanno sottoscritto una convenzione con una ditta privata per lo smaltimento di rifiuti speciali, avrebbero dovuto fare lo stesso per il ritiro continuo e lo smaltimento dei rifiuti semplici, sapendo già che la manifestazione richiama moltissimi partecipanti e necessita quindi di un ritiro frequente dei rifiuti. Monteco ha provveduto ad effettuare il ritiro nei giorni prestabiliti e non su richiesta, come avviene per ogni cittadino. Non era né compito nostro né della ditta effettuare un ritiro nei giorni non previsti. Mi sembra che fare polemica sui giornali non sia il modo più opportuno per instaurare un dialogo e una collaborazione che, da parte nostra, eravamo certi di aver avviato e concretizzato”.

Papa Francesco a Alessano: "Don Tonino ha seminato questa terra…"

(credits: Luigi Calsolaro)
di FRANCESCO GRECO - “Lo auspichiamo ardentemente…”, aveva detto il Vescovo della diocesi di Ugento-S. Maria di Leuca, Monsignor Vito Angiuli. Tema: la causa di beatificazione di don Tonino Bello. Ma da Papa Francesco nessuna news, e forse non poteva che essere così.
 
E’ uno degli aspetti prevalenti di una giornata radiosa, storica: un’ora e mezza di grande pathos popolare, in cui i cammini del vescovo pugliese “artigiano di pace” e del Papa “venuto da lontano” si sono intrecciati nella preghiera mesta su un sepolcro scavato nella nuda terra.

E’ notte alta quando il popolo di Tonino (“gli invisibili”, autodefinizione) già affolla Macurano, la mitica area archeologica sulla via per il mare di Novaglie (Adriatico): qui c’è il Cimitero che guarda il Castello dei Baroni Romasi di Montesardo.
 
La giornata è bella, l’aria trasparente, pura, proprio come quel giorno di 25 anni fa: corsi e ricorsi. La primavera è esplosa nei colori, profumi, odori. Tra le foglie nuove sussurra una leziosa tramontana unta di sale e fra la gente si coglie un mood inafferrabile, come una prossimità col mistero, di un estenuato abbandono a un abbraccio rassicurante, ma anche di incredulità: un Papa in queste terre povere e desolate, “avare e sitibonde”, dove regna il silenzio dei gechi e la sapienza dei ragni e da secoli si parte per una sorte meno matrigna di quella scritta per noi che ci siamo nati. Dna barocco, prismatico.
 
Saranno 30mila, il sole è già caldo, sguardo al cielo luminoso, orecchie tese a percepire il ronzio, il Papa arriverà da nord. Alle 7 e 25 un falso allarme: c’è un elicottero, la gente si zittisce, ma non è Francesco. Il coro di Alessano (diretto dal maestro Sergio Filippo) dà il meglio del suo repertorio, don Stefano Ancora distilla i minuti con filmati e citazioni (“Non armarsi, ma amarsi…”. Un giorno andò dal Papa polacco e disse: “Sono venuto a trovare Pietro”, e Giovanni Paolo II: “Un giorno Pietro verrà a trovare te…”).
 
Nel parterre la maestra Carolina Schillaci, vedova dello storico Antonio Caloro (amico di don Tonino) e il chirurgo Luigi De Blasi: 2 settembre 1992, operò il tumore assassino.

Reduce da una veglia di preghiera, don Luigi Ciotti riempie l’attesa: “Mi colpì la sua umiltà e semplicità, il sorriso disarmante. Ricordo la sua amarezza quand’era combattuto all’interno della Chiesa… Si impegnò per la liberazione dell’uomo e la pace. Il Papa va a pregare sulla sua tomba perché egli è
vivo”.   

Piccolo ritardo sul programma. A Galatina l’aereo arriva alle 8 e 32, alle 8 e 44 l’elicottero bianco appare sul cielo di Macurano (agro di Montesardo), sfavilla sulle nostre teste. La folla è colta da un fremito, c’è chi piange per l’emozione. Un’energia dolce si posa su quest’area dove 50 anni fa c’era una vigna di uve dolcissime (Bianco d’Alessano il vitigno autoctono).
 
All’entrata nord del Cimitero, il Vescovo e la sindaca Francesca Torsello salutano l’ospite. Più formale il primo, emozionata la seconda che gli sussurra qualcosa, un “grazie” per il “dono” che potrebbe cambiare le vite e il futuro di questa terra “finestra di speranza sul Mediterraneo” (il Papa) antica e fiera, babele di popoli, confessioni religiose, contaminazioni, sedimentazioni all’ennesima potenza.
 
(credits: Luigi Calsolaro)
Il vento fa volar via lo zucchetto, qualcuno lo raccoglie. Papa Francesco ha in mano una corona di fiori, la depone sulla tomba (realizzata dall’ing. Agostino Laganà) e mentre il vento fruga fra gli ulivi e agita le bandierine “pace”, prega emozionato, assorto. La folla tace, la sosta orante dura 10 minuti, poi l’applauso. Palloncini colorati riempiono il cielo come alle feste di paese. I maxischermi qui a “Frisi” danno il saluto ai famigliari in attesa tra i viali, i fratelli, Marcello e Trifone, il presidente della Fondazione Giancarlo Piccinni e la moglie Tiziana Campanile, ecc. Lo zoom di Tv2000 trova la sindaca commossa. 
 
Confida Trifone Bello (fratello minore): “E’ un bel giorno, per lui e per tutto il paese”. “L’ho visto molte volte a Roma, ma qui, nella nostra terra è più bello”, dice una signora. “Quanta gente ha mosso don Tonino…”, sorride Luigi Nicolardi, ex sindaco. “Speriamo che per Alessano sia un inizio…”, afferma Francesco Marzo (Casa della Pasta Fresca). Aggiunge Antonio I. Piscopello, direttore della Biblioteca Comunale Antonio Caloro: “Don Tonino era un grande comunicatore,  stavi ore ad ascoltarlo, non metteva soggezione…”. Ognuno ha un ricordo, un aneddoto, un incontro che ha cambiato la sua vita.
 
Il vento afferra la mantellina del Papa mentre in tempo reale i whats-app scagliano le foto in tutto il mondo. Giungono anche nei villaggi dell’Africa dove vivono quelli più “ultimi” di noi, e dove don Bello (che era Terziario Francescano) ha dato il nome a molte missioni.
 
Sono le 9 quando Bergoglio appare sull’entrata principale, sale sulla papamobile, imbocca via Macurano. Sul palco si ferma davanti al quadro della Madonna di Leuca (lo ha portato in dono per la Basilica omonima). “Grande è la nostra gioia, oggi è un giorno memorabile – esordisce Angiuli – questo evento lascerà un segno indelebile nella nostra storia”. Poi le criticità di questa terra: “Il flagello della xylella, il mare che vorrebbero deturpare, il lavoro che manca, l’immigrazione…”.
 
Francesco ascolta attento, conosce il peso delle parole. “Sono pellegrino in questa terra che ha dato i natali a don Tonino Bello, e che egli ha seminato…”. Parla per 15 minuti. Di Chiesa “non mondana ma nel mondo”, di “Mediterraneo non arco di guerra ma arca di pace”, di “poveri ricchezza della Chiesa”, di uomo, lavoro, dignità, giustizia sociale, di “guerra che causa la povertà, povertà che causa guerre”. Don Tonino? “Un testimone, dono e profeta dei nostri tempi”, “innamorato di Dio, appassionato dell’uomo”, “allergico a titoli e onori, si liberava dei segni del potere per coltivare il potere dei segni”.

Non c’è bisogno di decodificazioni né metafore: solari le sovrapposizioni fra i concept dell’uno e l’altro.       
 
Poi lo scambio di regali, il saluto dei sacerdoti (don Gigi Ciardo, parroco di Alessano, commosso, don Giuseppe Martella, ecc.), i disabili, i vecchi, i migranti, i bambini, i selfie con la gente di un Papa che ha abituato all’improvvisazione. Alle 10 e 15 risale sull’elicottero, vola verso Molfetta.
 
Da domani tutto sarà nuovo, diverso, una sorta di anno zero, incombono “grandi responsabilità” ebbe a dire Angiuli il filosofo (“Dopo non c’è il nulla…”) che ama il creato. Si apre un file pregno di sfide. Nel nome di questo prete di paese, nato a “Finibus Terrae” (Janua Coeli), terra “tumara” (arida), che aveva il dono della parola profetica, onirica (“parlava in trance”, ebbe a dire Monsignor Michele Mincuzzi, arcivescovo di Lecce, al suo funerale a Alessano), che se n’è andato ancora giovane (1935-1993), nel vigore delle energie fisiche e intellettuali, dopo aver detto parole importanti, cui ha ridato semantica ripulendole dai relativismi, che hanno toccato il cuore di tanti, folgorato le menti, spesso cambiato i percorsi delle loro vite.
 
Piaceva ai credenti e ai laici, finanche agli scettici, che condividevano le sue passioni, coltivavano le sue utopie: si era inventato una koinè originale, fascinosa e magmatica, incantata, sintonizzato col respiro della Chiesa Universale, le ansie e le speranze dell’uomo di oggi e di domani. Aveva avuto intuizioni, visioni scagliate nel tempo, con cui – pur nella breve parabola - è riuscito a fecondarlo, incuriosendo gli uomini di buona volontà, al di là di fede, etnia, ceto sociale. Aveva la sua password originale, un algoritmo segreto. 
 
Era di poche parole, un pò Peter Pan, amava la vita (suonava la chitarra e la fisarmonica, tifava Juventus, gli piaceva il mare). Faceva sentire tutti unici (“personalizzava i rapporti”, dice don Gigi, forse l’uomo che lo conosceva meglio), e ha incuriosito un Pontefice per la solarità e la fragranza della sua parola: l’immagine della “Chiesa del grembiule”, “ospedale da campo”, “l’etica del volto”, dev’essere piaciuta a questo Papa che pure viene da terre lontane e aspre come le nostre, dalla “fine del mondo”. Chissà, anche per questo ha deciso di affacciarsi al balcone di “Finibus Terrae”.
 
20 aprile 2018, un venerdì di primavera: si chiude una pagina, si passa alla successiva nel grande libro della Storia dell’uomo e dell’umanità. E, a ben vedere, se Madre Teresa fu “la matita nelle mani di Dio”, don Tonino potrebbe essere la penna, di quelle ordinarie, però, che costano poco ma con cui si possono scrivere grandi capolavori.

Il Papa in Puglia, "Don Tonino Bello profeta di speranza"


LECCE - Visita del Papa nei luoghi di don Tonino Bello. L'elicottero di Papa Francesco è atterrato questa mattina intorno alle 8.40 ad Alessano, nel Leccese, nei pressi del cimitero dove riposa il vescovo di Molfetta morto 25 anni fa e del quale è in corso il processo di beatificazione. Al suo arrivo è stato accolto da monsignor Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, e dal sindaco Francesca Torsello.

"Il Mediterraneo, storico bacino di civiltà, non sia mai un arco di guerra teso, ma un'arca di pace accogliente". Lo ha detto papa Francesco, in visita in Puglia per celebrare i 25 anni della morte di don Tonino Bello.

Nel suo discorso ai fedeli ad Alessano, in Salento, paese natale del sacerdote, Bergoglio ha sottolineato che "se la guerra genera povertà, anche la povertà genera guerra. La pace, perciò, si costruisce a cominciare dalle case, dalle strade, dalle botteghe, là dove artigianalmente si plasma la comunione", ha aggiunto.

Di don Tonino Bello, papa Francesco ha evidenziato "il desiderio di una Chiesa per il mondo: non mondana, ma per il mondo". "Una Chiesa non mondana! - ha quindi ribadito - Che il Signore ci dia questa grazia: non mondana, ma al servizio del mondo". "Una Chiesa monda di autoreferenzialità ed 'estroversa, protesa, non avviluppata dentro di sé' - ha spiegato - non in attesa di ricevere, ma di prestare pronto soccorso; mai assopita nelle nostalgie del passato, ma accesa d'amore per l'oggi, sull'esempio di Dio, che 'ha tanto amato il mondo'".

La tomba di Don Tonino Bello ad Alessano
"Cari fratelli e sorelle, in ogni epoca il Signore mette sul cammino della Chiesa dei testimoni che incarnano il buon annuncio di Pasqua, profeti di speranza per l'avvenire di tutti - ha concluso il suo discorso papa Francesco - Dalla vostra terra Dio ne ha fatto sorgere uno, come dono e profezia per i nostri tempi. E Dio desidera che il suo dono sia accolto, che la sua profezia sia attuata. Non accontentiamoci di annotare bei ricordi, non lasciamoci imbrigliare da nostalgie passate e neanche da chiacchiere oziose del presente o da paure per il futuro - ha aggiunto - Imitiamo don Tonino, lasciamoci trasportare dal suo giovane ardore cristiano, sentiamo il suo invito pressante a vivere il Vangelo senza sconti". "È un invito forte rivolto a ciascuno di noi e a noi come Chiesa. Ci aiuterà a spandere oggi la fragrante gioia del Vangelo", ha concluso il Papa.

Dopo la sosta nel cimitero di Alessano, la preghiera sulla tomba di don Tonino Bello e il saluto ai familiari, papa Francesco è salito su una piccola 'papamobile' elettrica per recarsi nel piazzale antistante dove incontra i fedeli. Oltre ventimila le persone presenti, che lo hanno accolto calorosamente, con applausi e ovazioni, grida "Viva il Papa" e sventolii di bandiere.

Alessano è tappezzata di cartelli di benvenuto al Papa e di bandiere della pace. 
Imponente il dispositivo di sicurezza approntato dalle forze dell'ordine.

Il Papa ad Alessano (Le). ANSA
IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE EMILIANO - Di seguito il messaggio del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano in occasione della visita in Puglia di Papa Francesco. "È con viva emozione che la comunità pugliese accoglie Papa Francesco, Pastore della Chiesa Universale, uomo di pace, saldo riferimento contro ogni forma di violenza, sopraffazione e degrado morale. La Puglia che accoglie Papa Francesco è una Puglia che continua a coltivare l’ambizione ad essere una terra di frontiera, una finestra aperta sul mondo, un angolo di Europa al centro del Mediterraneo che non rinuncia ad essere crocevia di culture differenti, snodo millenario di arrivi e partenze, di emigrazioni e di immigrazioni. Una Puglia consapevole che la lotta alla povertà non può che incarnarsi in politiche e cultura dell’accoglienza, dell’inclusione e dell’inviolabilità dei diritti umani. Santo Padre, benvenuto nella terra di Don Tonino Bello! Un uomo mite, umile, semplice, che è riuscito ad incarnare la Chiesa della prossimità, dell’accoglienza e del servizio. Un figlio del Sud, che non si è mai stancato di saldare la Terra al Cielo; di far vivere la sua dimensione spirituale anche nelle pieghe dell’impegno civile quotidiano, promuovendo la giustizia sociale, praticando una pace mai disincarnata e trascendentale, ma sempre vissuta come impegno concreto a favore della giustizia, della salvaguardia dell’ambiente, della solidarietà".

(credits: E.Giua)
"Credo che la lezione più importante di don Tonino risieda in una frase che amava spesso ripetere: non andiamo verso la fine, ma verso un nuovo inizio. Don Tonino ci ha insegnato ad aver fiducia, a coltivare la speranza, a guardare avanti insieme. Ci ha lasciato in eredità la responsabilità dell’impegno condiviso. Non ci può essere vero cambiamento se rinunciamo a guardare il mondo dalle vette dei nostri sogni comuni, contentandoci di sbirciarlo dalle feritoie di miseri desideri personali. Ci ammoniva di liberarci dai nostri egoismi, dai nostri calcoli, dalle nostre vanità e, soprattutto, dalle nostre paure: “...paure del vicino di casa, paura di chi mette in crisi le nostre polizze di assicurazione. Di chi mette in discussione, cioè, i nostri consolidati sistemi di tranquillità, se non di egemonia. Paura dello zingaro. Paura dell’altro. Paura del diverso. Paura dei marocchini. Paura dei terzomondiali”... ma anche “paura di non farcela. Paura di non essere accettati. Paura di non essere più capaci di uscire da certi pantani nei quali ci siamo infognati. Paura che sia inutile impegnarsi. Paura che, tanto, il mondo non possiamo cambiarlo noi...”. E invece, il mondo possiamo cambiarlo. Insieme. Ognuno facendo la sua parte".

(credits: E.Giua)
MOLFETTA: FEDELI CANTANO PREGHIERA DON TONINO - "Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un'ala soltanto. Possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche Tu abbia un'ala solo. L'altra la tieni nascosta: forse per farmi capire che anche Tu non vuoi volare senza di me. Per questo mi hai dato la vita: perché io fossi tuo compagno di volo". Inizia così la preghiera di don Tonino Bello, musicata da Felice Spaccavento e cantata da lui e da Elvira Zaccagnini, cantata oggi a Molfetta in occasione della visita del Papa. 

Spaccavento, primario di rianimazione all'ospedale di Corato, e Zaccagnini, che è stata con lo stesso don Tonino e con l'ex sindaco di Molfetta Guglielmo Minervini, una dei fondatori della casa editrice La Meridiana, sono due dei tanti ragazzi che quando erano poco più che ventenni seguivano il presule. Come 25 anni fa al passaggio del feretro di don Tonino, l'hanno cantata, insieme alle migliaia di molfettesi, alla fine della cerimonia

Il Papa sulla tomba di don Tonino Bello, "Fu profeta di speranza"

(Repubblica.it)
di PIERO CHIMENTI - Il Papa, arrivato in Puglia, si è recato ad Alessano dove ha fatto visita alla tomba di Don Tonino Bello, dove dopo essere rimasto in preghiera ha posto un mazzo di fiori bianchi e gialli, dopodiché ha salutato i parenti di chi fu vescovo di Molfetta per recarsi nella piazza della cittadina leccese, dove è stato accolto da un bagno di folla che ha sventolato le bandierine al grido di 'Viva il Papa'.

"Il Mediterraneo, storico bacino di civiltà, non sia mai un arco di guerra teso, ma un'arca di pace accogliente". Lo ha detto papa Francesco, in visita in Puglia per celebrare i 25 anni della morte di don Tonino Bello.

Nel suo discorso ai fedeli ad Alessano, in Salento, paese natale del sacerdote, Bergoglio ha sottolineato che "se la guerra genera povertà, anche la povertà genera guerra. La pace, perciò, si costruisce a cominciare dalle case, dalle strade, dalle botteghe, là dove artigianalmente si plasma la comunione", ha aggiunto.

Di don Tonino Bello, papa Francesco ha evidenziato "il desiderio di una Chiesa per il mondo: non mondana, ma per il mondo". "Una Chiesa non mondana! - ha quindi ribadito - Che il Signore ci dia questa grazia: non mondana, ma al servizio del mondo". "Una Chiesa monda di autoreferenzialità ed 'estroversa, protesa, non avviluppata dentro di sé' - ha spiegato - non in attesa di ricevere, ma di prestare pronto soccorso; mai assopita nelle nostalgie del passato, ma accesa d'amore per l'oggi, sull'esempio di Dio, che 'ha tanto amato il mondo'".

"Cari fratelli e sorelle, in ogni epoca il Signore mette sul cammino della Chiesa dei testimoni che incarnano il buon annuncio di Pasqua, profeti di speranza per l'avvenire di tutti - ha concluso il suo discorso papa Francesco - Dalla vostra terra Dio ne ha fatto sorgere uno, come dono e profezia per i nostri tempi. E Dio desidera che il suo dono sia accolto, che la sua profezia sia attuata. Non accontentiamoci di annotare bei ricordi, non lasciamoci imbrigliare da nostalgie passate e neanche da chiacchiere oziose del presente o da paure per il futuro - ha aggiunto - Imitiamo don Tonino, lasciamoci trasportare dal suo giovane ardore cristiano, sentiamo il suo invito pressante a vivere il Vangelo senza sconti". "È un invito forte rivolto a ciascuno di noi e a noi come Chiesa. Ci aiuterà a spandere oggi la fragrante gioia del Vangelo", ha concluso il Papa.

Reato di omicidio stradale: il laboratorio del 'Fazzi' in prima linea per gli accertamenti sull’assenza di tossicodipendenza

LECCE - Il laboratorio analisi del «Fazzi» è il riferimento unico per le due Asl di Lecce e Brindisi per eseguire in qualsiasi ora del giorno e della notte le analisi sui campioni di sangue prelevati ai conducenti dei veicoli coinvolti in incidenti stradali gravi, gravissimi o mortali. L’esclusività delle analisi affidate al laboratorio del «Fazzi» è dovuta ad un protocollo di intesa del 2016 fra la Procura della repubblica e la Asl di Lecce. La Asl di Brindisi si è associata perché non dispone dell’attrezzatura necessaria.

La legge sull’omicidio stradale (n. 41 del 23 marzo 2016) prevede che i prelievi vengano fatti con modalità particolari. I campioni di sangue (e non di urine) devono essere raccolti in tre provette (vedi foto), sigillati da striscette firmate e controfirmate dagli operatori per assicurare la cosiddetta “Catena di custodia” e devono garantire l’inviolabilità.

«Non si fanno sulle urine, ma sul sangue – spiega il dr. Giovambattista Lobreglio, direttore dell’unità di Anatomia patologica del “Vito Fazzi” – perché nelle urine si possono trovare tracce di stupefacenti assunti la settimana prima. Mentre la presenza nel sangue vuol dire che sono stati assunti al momento».

Al laboratorio del «Fazzi», dove sono previsti turni H24 di operatori e tecnici di laboratorio, arrivano i campioni da ogni parte della provincia di Lecce e Brindisi. Di giorno e di notte.

«Ogni giorno mediamente, analizziamo 7-8 campioni di sangue provenienti anche dai Pronto soccorso di Copertino, Gallipoli. – fa sapere il dr. Lobreglio - D’estate, con le discoteche in piena attività e i flussi turistici aumentati ne arrivano molti di più».  I risultati delle analisi sono immediati. Anche di notte, gli organi di polizia che hanno portato il campione sigillato, attendono il tempo necessario alla centrifugazione del campione e nel giro di poco tempo sono in grado di conoscere il risultato. E quindi possono procedere all’adozione di ulteriori provvedimenti che l’autorità giudiziaria adotterà.

“Caro Amoroso, ti scrivo…”, firmato Stephen Hawking

di FRANCESCO GRECO - WARENDORF (Germania). “Dear Mr. Amoroso, thank you for your letter and the score for Contrazione ed espansione togheter whit the tape…”, firmato Stephen Hawking. Allegato, come ringraziamento, un racconto (short story) autobiografico, titolo “My Experience Whit ALS”.

La lettera proveniva dalla University of Cambridge, Department of Applied Mathematics and Theoretical Physics. Dove l’illustre scienziato insegnava.
 
Il maestro Antonio Amoroso, pugliese di nascita (Alessano, Lecce) ma trapiantato in Germania (Warendorf) da molti anni, aveva letto “Il Big Bang e i buchi neri”, best-seller mondiale, ne era rimasto colpito e aveva buttato giù un brano dal titolo, appunto “Contrazione ed espansione”. Che a Hawking era piaciuto. Tanto che gli aveva inviato due brevi capitoli del suo libro in lavorazione: “I was be born on January…”.

L’astrofisico è morto il 14 marzo scorso, si è sposato due volte e ha avuto tre figli. “E’ stata una mente brillante e straordinaria”, ha detto la premier britannica Theresa May.

Quella lettera il musicista e compositore pugliese la custodisce gelosamente fra le sue cose più care. E’ la prova di uno dei passaggi più emozionanti della sua carriera di percussionista e compositore.

Che partì dal suo paese in silenzio, all’avventura, in cerca di fortuna e di spazi di espressione. Una valigia colma di sogni e di speranze, come tutti gli emigranti. 

Aveva studiato solfeggio al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce e si era affacciato a Montesardo, alla “cantina” dei fratelli Calignano (Biagio, percussioni e tastiere, Franco, chitarra basso, Mario chitarra solista), che in quegli anni voleva dire il top, tanto che gli storici del rock più attenti oggi li considerano innovatori e rivoluzionari.
 
Con l’autostop arrivò in Germania. Dalle parti di Warendorf, una bella ragazza bionda gli diede un passaggio. Era Irmgard, che poi divenne sua moglie. Lì studio composizione presso la Musikhocshule di Munster con Harry Hofer e Theo Hegenkotter.

Si appollaiò sulle spalle dei giganti. Partì dal rock e dai suoi mèntori più intiriganti: i Deep Purple e i Pink Floyd, i Colosseum e i Jethro Tull, i Genesis e i King Krimson, ecc. Poi scoprì la musica classica e contaminò il rock con ”maestri” erano Stravinskj e Messian, Bela Bartok, Tchaikovskj. 
 
In tutta umiltà, Amoroso cominciò a comporre. La sua musica piena di luce e di forza maieutica piacque subito ai tedeschi. La passavano alla radio nazionale, la suonavano ai concerti. Il “Trio chitarristico di Roma” ieri (“Gitarrentrio”), il “Quatuor de Saxophone” oggi (sax soprano Walter Sergi, Gallipoli, sax contralto Antonio De Palma, Ginosa, sax tenore, Mirko Miccoli, Copertino, sax baritono, Luigi Reho, Matino), “Perpetuo” (eseguita con successo nell’area archeologica di Vaste, Poggiardo). Una composizione di 8 minuti solcata dalla mediterraneità che è nel dna del compositore.

Mentre “Colibrì” (altra composizione, 5 minuti e mezzo, lui alle percussioni), vola su Facebook. Una metafora leggera come il volo del passerotto, in cui si può intravedere quello del “maestro”, la sua favola, il mito. Volerà ancora chissà per quanto tempo: “Non scrivo musica per me, ma per farne dono agli altri…”.
 
Il suo pubblico gradisce e gli è riconoscente. Il colibrì continua a volare sospeso fra i boschi e le cattedrali tedesche e la terra rossa del Sud e il mare di Novaglie...

Lecce Nord, tre giorni senz'acqua: "Ormai Aqp è diventata storia di poltrone e disservizi"

LECCE - "Su quest’asse si muovono le cronache che hanno come protagonista una delle società più importanti della Regione Puglia: quello delle “poltrone” che attiene a cronache meramente politiche, con il nostro presidente Michele Emiliano impegnato ad utilizzare l'importante ente per regolare le vicende e gli scontri all’interno della sua maggioranza, magari andando a pescare nel centrodestra con la speranza di poter acquisire nuovi pezzi che amplino la sua coalizione: quello dei “disservizi”, meno al centro del dibattito ma prioritario per i cittadini, quello che vede la rete idrica e le sue condotte che dovrebbero erogare un bene pubblico come l'acqua, ridotte ad un vero e proprio colabrodo". Così il consigliere regionale di Direzione Italia-Noi con l’Italia, Luigi Manca.

"Un fatto gravissimo - prosegue Manca - che si ripete da anni con costante puntualità. Questa volta è ritoccato a diversi comuni del Nord Leccese, che per ben tre giorni sono rimasti senza acqua registrando gravissimi disservizi, sopratutto per anziani e bambini. A Squinzano, dove il sindaco a ragione ha chiuso anche le scuole, poi Trepuzzi, Novoli ed addirittura nella zona industriale di Lecce, la situazione fino a ieri sera era davvero pesante e seria, nonostante le rassicurazione dei dirigenti di Aqp giunte dopo 48 ore e con il problema che ieri sera era ancora irrisolto".

"Non c'è molto da aggiungere e commentare, il presidente Emiliano, anche in qualità di titolare della delega ai Lavori Pubblici, tragga  le conclusioni su questa ennesima annosa vicenda regionale. Io in queste ore, le confesso che mi sono sentito a disagio come consigliere regionale seppur di minoranza della massima istituzione pugliese", conclude Manca.

Lecce, torna il Doctor Jazz Salentum Festival

LECCE - Sabato prossimo 21 aprile alle ore 20,00 a Calimera, nell’atrio di Palazzo Sabella Tommasi, in Piazza del Sole, si svolgerà questa nuova edizione con il cantante e chitarrista brasiliano Rodrigo Amaral, che si esibirà in duo con il sassofonista milanese Mirko Fait.

I due artisti proporranno lo spettacolo che stanno portando in tour in tutta Italia, intitolato Brazilian Mood, La voce graffiante del cantante brasiliano Rodrigo Amaral, abilissimo polistrumentista, si fonde con la calda e profonda voce dei sassofoni di Mirko Fait. I due artisti sono fra l’altro i conduttori della più nota trasmissione nazionale di jazz, “Jazz Wave” sulla milanese “Like Radio”.

Lo spettacolo è’ organizzato dal Comune di Calimera in collaborazione con Daria Vernaleone e con la direzione artistica di Elisabetta Guido e Romualdo Rossetti.
L’ingresso è’ gratuito

Lecce, stato di avanzamento dei lavori della darsena di San Cataldo

LECCE - Nel pomeriggio di ieri a Palazzo Carafa, il Vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Alessandro Delli Noci e i tecnici del Comune di Lecce hanno incontrato i responsabili della ditta Igeco Costruzioni SpA, per fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori nel cantiere della Darsena di San Cataldo e stilare un cronoprogramma degli interventi.

Come da accordi tra le parti, da qui alla fine di giugno, si darà una forte accelerazione alle opere edili e stradali, anche in considerazione del miglioramento delle condizioni climatiche che, nei mesi scorsi a causa delle piogge e del conseguente innalzamento della falda, avevano condizionato la tabella di marcia. I lavori previsti riguardano: la ricostruzione della recinzione perimetrale dell’area, la ricostruzione del fabbricato per servizi agli utenti, lo spianamento del piazzale, la sistemazione del lungomare Fratelli d’Italia con realizzazione di 3 passerelle di accesso alla spiaggia e del parapetto frangivento al margine della strada, la messa in sicurezza del punto di passaggio sul canale di collegamento tra i due bacini e della relativa viabilità di accesso e il conferimento presso impianto di compostaggio della posidonia già prelevata e salpata in banchina.

Inoltre, nei prossimi 15 giorni, la ditta completerà la documentazione indispensabile per l’ottenimento delle autorizzazioni suppletive ritenute necessarie per lo svuotamento del bacino della Darsena da inviare alla Regione Puglia.

"Ho voluto incontrare i responsabili di Igeco SpA - dichiara il vicesindaco Alessandro Delli Noci - perché mi fornissero un elenco dei lavori da concludere prima dell'inizio della stagione estiva. La Darsena è un progetto che tutti aspettiamo da anni e monitorare i lavori è per noi indispensabile. Dobbiamo poter rendere la marina di San Cataldo - che ha enormi potenzialità - fruibile a tutti i cittadini, ai pescatori in primis ma anche ai turisti per un reale sviluppo dell'area. Per questa ragione, monitoreremo affinché questo progetto strategico, atteso da anni, sia consegnato alla città nei 580 giorni previsti dal contratto".

Teatro: l'amore dentro l’autismo, Zigulì

di SANDRA LEO - GALATINA (LE). Una parola che fa paura, ma dentro la quale ci sono storie di coraggio e di amore profondo. Per conoscere l’autismo, il primo passo è il ri-conoscersi nelle vite degli altri, in chi porta i segni di questa esperienza.
 
Anche per questo la Cooperativa Sociale “L’Adelfia”, con sede in Alessano, realtà che da quarant’anni è nella trincea del disagio psichico, ha voluto portare nel Salento “Zigulì”, lo spettacolo che la compagnia Teatrodilina ha tratto dall’omonimo libro di Massimiliano Verga, che racconta la sua esperienza con il figlio Moreno, nato sano e diventato gravemente disabile nel giro di pochi giorni.
 
Moreno non è un bambino autistico, ma lo abbiamo scelto come testimonianza di quanto l’amore per un figlio possa spingere un padre ad affrontare tutti gli ostacoli, ma anche di come la solidarietà non sia mai abbastanza.
 
L’appuntamento è per il 19 aprile 2018, alle ore 21, presso il Cinema Teatro Tartaro di Galatina. Ed è l’ultimo atto di un intenso calendario di iniziative organizzate nel mese che ospita la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo.
 
“La sensibilizzazione sul tema e la divulgazione delle conoscenze - spiega la vicepresidente de L’Adelfia, Sandra Leo - sono da noi avvertite come un bisogno che viene dalla missione che da sempre ci siamo prefissati: abbattere i muri della diffidenza, del pregiudizio, dell’indifferenza e costruire ponti di solidarietà, che conducano sulle sponde del futuro”.
 
Lo spettacolo è anticipato, mercoledì 18 aprile, alle ore 17, da “Emozioni a confronto - La mia vita dolceamara con un figlio disabile”, presso il Centro Diurno Socio Educativo “Scarpenuove”, a Castiglione d’Otranto. Massimiliano Verga incontrerà le famiglie e gli ospiti de “L’Adelfia”.
 
Il 19 aprile, invece, dalle 17.30 alle 18.30, l’autore sarà ospite di “Tutti matti per la radio”, la trasmissione radiofonica, gestita dai pazienti della Comunità Riabilitativa Psichiatrica “Le Zagare” sita in  Galatina in  collaborazione con  Inondazioni.it, in onda ogni giovedì su Reteotto Happy Days (105 fm).
 
“Zigulì”, per la regia di Francesco Lagi, è uno spettacolo vincitore del Premio In-box 2013 e del Festival Troia Teatro (Video integrale dello spettacolo: http://www.youtube.com/watch?v=_96t6XqvfZo&feature=youtu.be).
 
Il protagonista, profondamente interpretato da Francesco Colella, è “un uomo smarrito che si rapporta a suo figlio e alla sua disabilità con stupore, rabbia e ironia. L’azione si svolge in uno spazio domestico ma notturno, un luogo che non è più una casa ma è il campo di battaglia dove si svolge la loro lotta quotidiana”.
 
Al centro del racconto, non c’è il mondo del figlio e della sua disabilità, che non è dato conoscere, ma quello che lui mostra di sé, contagiando l’esistenza di suo padre.
 
In scena, dunque, il diario intimo di un’esperienza estrema di paternità, ciò che il testo di Verga restituisce, senza appigli per trame o drammaturgie articolate, fatto com’è di spunti e frammenti, di cocci e slanci emotivi, tra pensieri, testate, spinte, morsi, graffi tra gli abbracci ed esplosioni di risate. E, qualche volta, baci. “Perché in questa storia, che è soprattutto una storia d’amore, tutto accade disordinatamente – dicono dalla compagnia Teatrodilina – senza nessun galateo sentimentale”.
 
Con il disegno sonoro di Giuseppe D’Amato, la musica originale di Alessandro Linzitto, la scenografia di Salvo Ingala e l’aiuto regia di Leonardo Maddalena, sul palco del Teatro Tartaro approdano le pagine di Zigulì, “il senso del vivere accanto a un disabile grave (la rabbia, lo smarrimento, l’angoscia), i pensieri molto duri, ma talvolta anche molto ironici, su una realtà che per diverse ragioni (disagio, comodità, pietà) tutti noi preferiamo spesso ignorare. E che forse, proprio perciò, nessuno ha mai raccontato nella sua spietata interezza”. Sipario ore 21. Durata: un’ora. Costo del biglietto: 10 euro.

Info: 393/9028748

Gallipoli, bomba contro albergo sul lungomare

di PIERO CHIMENTI - Un'esplosione è avvenuta nella notte nei pressi di un cantiere di un albergo acquistato all'asta da una società di Lecce. La struttura, sita nel lungomare San Giovanni a Gallipoli, in passato di proprietà della Cis tour, ha riportato danni ingenti come il crollo del solaio e parte dei muri.

Il Premio Apollonio 2018 a Helen Mirren

LECCE - Premio Apollonio 2018 al Premio Oscar Helen Mirren. La notizia è stata annunciata ufficialmente durante il cocktail musicale di presentazione della quattordicesima edizione del riconoscimento tenutosi ieri sera a Palazzo dai Pre’, nel centro storico di Verona, dove si sta concludendo la cinquantaduesima edizione del Vinitaly. Alla serata hanno preso parte il direttore artistico e conduttore della manifestazione Neri Marcorè, il cantante Pacifico, il mago Walter di Francesco.

Il Premio verrà consegnato il prossimo 12 luglio a Lecce, nel Rettorato dell’Università del Salento. L’attrice inglese, come è noto, vive infatti per buona parte dell’anno nel Salento, dove ha acquistato una masseria, si autodefinisce “una contadina salentina” e si è spesso distinta per iniziative che hanno promosso lo spirito e la cultura del Salento.

Il Premio Apollonio è nato nel 2005 da un’idea dei fratelli Marcello e Massimiliano Apollonio per  omaggiare i pugliesi che hanno dato lustro alla loro terra in campo artistico, letterario, cinematografico, giornalistico e fashion. Il riconoscimento è stato assegnato nel 2017 a Domenico Procacci, nel 2016 a Lunetta Savino, nel 2015 a Ennio Capasa e ancora, andando indietro nel tempo, a Renzo Arbore, Antonio Caprarica, Sergio Rubini, Caparezza, Ferzan Ozpetek (cittadino onorario di Lecce per il film “Mine vaganti”), Emilio Solfrizzi, Giuliano Sangiorgi, Gianrico Carofiglio, al duo Corrado Nuzzo – Maria Di Biase, a Marcello Sambati.

Nutrito, nel corso degli anni,  anche l’elenco degli ospiti illustri: Marco Presta e lo staff del “Ruggito del coniglio”, Stefano Cenci e la “Radio 2 Social Band”, Luca Barbarossa, Bungaro, Francesco De Gregori, Marcello Masi, Virginia Raffaele, Banda Osiris, Franco Battiato, Lillo e Greg, Francesca Reggiani, Trio Medusa, Dario Vergassola, Max Paiella, Andrea Perroni, Catena Fiorello, Erica Mou, Simone Colombari, Alessandro Quarta, Roy Paci.

Lecce, dodicenne si taglia i polsi per lo smartphone

di PIERO CHIMENTI - Una ragazzina di 12 anni si è tagliata i polsi a Lecce dopo un litigio col padre seguito da uno schiaffo per l'uso smodato dello smartphone. Il giorno successivo l'insegnante, vedendo i cerotti sui polsi della sua alunna, dopo aver ascoltato la sua spiegazione, ha denunciato i fatti al Tribunale dei minori di Lecce che ha affidato la ragazzina ad una struttura gestita da suore, denunciando il genitore per maltrattamenti.

Mostre: al Carlo V di Lecce Elliott Erwitt Personae

LECCE - Dal 21 aprile al 9 settembre nelle sale del Castello Carlo V di Lecce sarà allestita la mostra Elliott Erwitt Personae, la prima grande retrospettiva, a cura di Biba Giacchetti, delle immagini in bianco e nero e a colori del fotografo nato a Parigi nel 1928. I suoi scatti in bianco e nero sono ormai diventati delle icone della fotografia, esposti con grande successo a livello internazionale, mentre la sua produzione a colori è quasi del tutto inedita. Il percorso espositivo mette in evidenza l’eleganza compositiva, la profonda umanità, l’ironia e talvolta la comicità del grande fotografo americano, tutte caratteristiche che rendono Erwitt un autore amatissimo e inimitabile, non a caso considerato “il fotografo della commedia umana”.

Marilyn Monroe, Che Guevara, Sophia Loren, John Kennedy, Arnold Schwarzenegger, sono alcune delle numerose celebrità colte dal suo obiettivo ed esposte in mostra. Su tutte Erwitt posa uno sguardo acuto e al tempo stesso pieno di empatia, dal quale emerge l’ironia e la complessità del vivere quotidiano. Con lo stesso atteggiamento, d’altra parte, Erwitt rivolge la sua attenzione a qualsiasi altro soggetto. Con il titolo Personae si allude proprio a questa sua adesione alla vita concreta degli individui e, nello stesso tempo, a un senso della maschera e del teatro, che si manifesta soprattutto in alcune foto che sono una dissacrante parodia del mondo dell’arte contemporanea.

«Questa mostra apre una stagione nuova per il Castello di Lecce che intendiamo rendere una tappa fondamentale per visitatori e turisti», sottolinea il sindaco di Lecce, Carlo Salvemini. «Scegliamo di partire dalla fotografia, con uno dei più celebri artisti del Novecento, punto di riferimento per i tanti, giovani e meno giovani, che praticano l'arte fotografica o semplicemente ne apprezzano la potenza espressiva. Gli scatti di Erwitt sono entrati nella nostra cultura e tutti possono riconoscerli, per questo consideriamo la mostra una occasione per invitare i leccesi a visitarla e con essa entrare nella più grande opera fortificata di Puglia di cui siamo fortunati custodi. Lecce si apre alle grandi mostre, lo merita per la sua ambizione di città d'arte, lo meritano i tantissimi che attraversano il Salento e la Puglia alla ricerca di esperienze indimenticabili».

Curata da Biba Giacchetti con il progetto grafico di Fabrizio Confalonieri, la mostra comprende oltre 120 scatti, che Erwitt ha selezionato personalmente con la curatrice, nel suo studio di New York, traendoli dal suo vastissimo archivio. Le foto (nel formato di 70x100 e 100x140 cm) sono stampate con particolare cura e allestite con cornici fine art e vetro antiriflesso. Un’accurata audioguida in italiano e in inglese sarà disponibile per tutti i visitatori, inclusa nel biglietto di ingresso. La mostra è peraltro accessibile con un biglietto unico (10 euro – ridotto 8 euro – ridotto speciale 5 euro), che comprende tutti gli spazi visitabili del Castello Carlo V.

Elliott Erwitt Personae è promossa dal Comune di Lecce ed è prodotta da Civita Mostre con la collaborazione di SudEst57 e di Theutra. Media Partner: Radio Monte Carlo e Coolclub.

Info www.mostraerwitt.it