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I Negramaro si stringono intorno al loro 'Lele'

di PIERO CHIMENTI - La band pugliese Negramaro si è stretta intorno al suo chitarrista Emanuele Spedicato, giungendo al Vito Fazzi e riuscendo ad entrare per pochi minuti nella stanza della terapia intensiva in cui è ricoverato. Nella notte in cui era sopraggiunta la notizia, Sangiorgi, frontman dei Negramaro, aveva postato su facebook un pensiero al suo amico Lele: "Resta qui con me, fratello mio".

Monteroni, convegno M5S sui fondi europei. Trevisi: “Grande opportunità per i cittadini”

MONTERONI (LE) - Venerdì 21 settembre alle ore 19 nella Sala della Legalità a Monteroni (LE) (ubicata presso l’area mercatale di fianco agli uffici dei Vigili Urbani), si parlerà di Fondi ed opportunità europee. Rosa D'Amato, europarlamentare del M5S e Antonio Trevisi consigliere regionale del M5S, illustreranno un percorso di opportunità concrete per uno sviluppo del nostro territorio.

Si parlerà di creatività e competenze, che sono le vere opportunità per far crescere il Sud, di come mettere in relazione le tue idee con le risorse. Quali sono le opportunità e gli strumenti a disposizione dei cittadini per realizzare un’idea progettuale con un focus sui fondi europei.

 “L’Italia - dichiara Trevisi - è uno dei Paesi che meno utilizza i fondi europei che costituiscono invece una grande opportunità tanto per gli enti pubblici che per i piccoli imprenditori. A volte questo è causato da lungaggini burocratiche, a volte da una scarsa informazione sull’argomento. Quello che ci ha spinti ad organizzare questo evento è proprio la volontà di dare un contributo, per quanto possibile, per migliorare questa situazione. Nell’incontro del 21 la nostra europarlamentare Rosa D’Amato parlerà proprio di questo importantissimo strumento, delle modalità per richiederlo e degli ambiti in cui si può utilizzare. La nostra azione è improntata a suscitare la curiosità e l’interesse di numerosi cittadini che, mi auguro, accolgano il nostro invito."

Cresce ottimismo per il chitarrista dei Negramaro

di PIERO CHIMENTI - Nonostante la prognosi resti riservata, trapela un cauto ottimismo per le condizioni di Emanuele Spedicato, chitarrista dei Negramaro. Le condizioni di salute del 38enne rimangono monitorate costantemente nel reparto Rianimazione dal personale del "Vito Fazzi" di Lecce, dove è ricoverato dopo il malore nella propria abitazione.

"NOTTE TRANQUILLA, CONDIZIONI STAZIONARIE" - Spedicato ha trascorso una notte tranquilla. Il personale sanitario della Rianimazione dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce sta seguendo costantemente l’evolversi del quadro clinico, con l’ausilio di strumenti diagnostici che consentono una puntuale e approfondita valutazione. Le condizioni di salute del paziente sono attualmente stazionarie e i parametri vitali risultano buoni. La prognosi, in ogni caso, resta riservata.

Lecce, vecchia pineta di San Cataldo: i volontari la ripuliscono e nessuno dell’amministrazione passa a ritirare i rifiuti


LECCE - Volontari ambientalisti del territorio hanno provveduto alla bonifica della pineta di San Cataldo di Lecce a ridosso della Darsena, e tutto quello che hanno raccolto lo hanno depositato ordinatamente in più punti avendo comunicato preventivamente all’amministrazione comunale quanto avrebbero fatto. Una bella notizia il cui epilogo, però, è stato il mancato passaggio al ritiro del comune e della Monteco che si occupa della raccolta dei rifiuti solidi urbani nel capoluogo salentino.

Proprio in questi giorni, dunque, le associazioni impegnate si sono rivolte allo “Sportello dei Diritti”, pur avendo sollecitato l'amministrazione, i vigili urbani e l’azienda appaltatrice che non ha ancora provveduto nella semplice opera richiesta. Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, questi atti di civiltà ed il lavoro degli ambientalisti non possono essere sprecati. Si intervenga, quindi, prontamente a sgomberare l’area che merita la massima attenzione essendo, fra l’altro, uno degli ultimi polmoni verdi nella marina leccese a ridosso del centro abitato.

Lecce, emorragia cerebrale per il chitarrista dei Negramaro

di PIERO CHIMENTI - Il chitarrista dei Negramaro, Emanuele Spedicato, è ricoverato in gravi condizioni presso la Sala rianimazione all'ospedale Vito Fazzi di Lecce dopo che è stato trovato privo di sensi nei pressi della piscina della propria abitazione.

Secondo la testimonianza della moglie, il chitarrista della band leccese, dopo aver ripreso conoscenza, avrebbe avvertito un dolore alla testa per poi svenire nuovamente. Giunto in ospedale gli è stata riscontrata un'emorragia in atto, è gli è stato richiesta con urgenza l'operazione chirurgica.

Lecce, 11 arresti per droga

di PIERO CHIMENTI - Sgominata a Gallipoli una banda italo-albanese che riforniva di droga, soprattutto cocaina, il litorale attorno alla località salentina. I carabinieri del Comando provinciale di Lecce hanno messo a segno 11 arresti, tra cui sei cittadini albanesi e cinque italiani. L'accusa è di associazione e spaccio di sostanze stupefacenti. Tra gli arrestati risulta anche un personaggio di spicco della Sacra Corona Unita.

La tassa di soggiorno in Italia, un focus sulla Puglia


Liligo pubblica una ricerca che analizza nel dettaglio il panorama italiano delle tasse turistiche: il costo medio più basso per la tassa di soggiorno si registra nel Sud Italia, dove l’importo è di circa 1,70 € a notte per persona, segue il Nord con 1,80 € e chiude, con un importo leggermente superiore, il Centro del Paese con circa 1,90 €.

La tassa turistica, o tassa di soggiorno, è un’imposta richiesta ai viaggiatori che soggiornano presso hotel, B&B, campeggi e ostelli, si può presentare come una tassa fissa o calcolata su una percentuale fra il 3% e il 5% del costo totale dell’alloggio e l’Italia è uno dei Paesi europei in cui è più diffusa. 


In Italia, la tassa di soggiorno è stata introdotta nel 1910, abolita nel 1989 e poi inserita nuovamente a partire dal 2009. Ogni comune, a seconda che si tratti di una località di interesse artistico, storico-culturale o turistico, ha la facoltà di decidere in autonomia la tariffa giornaliera, la durata e il periodo in cui è necessario pagare la tassa di soggiorno. 

Dal 2009 a oggi, i comuni che hanno deciso di rendere operativa questa imposta sono passati da 13 a oltre 800, facendo registrare solo nell’ultimo anno un aumento del 13,3% e producendo più di 500 milioni di euro di gettito destinato alla ristrutturazione e alla preservazione del patrimonio culturale delle città italiane.

Come rilevato dalla ricerca di Liligo, nel Mezzogiorno d’Italia la tassa di soggiorno è quella con il costo medio più basso, circa 1,70 €. Fra le città del meridione, soltanto nella città di Napoli è richiesto un importo massimo di 5 € a notte. In Puglia, invece, a Lecce il costo giornaliero va da 1 € a 3 €.

La tassa di soggiorno è in questi giorni, al centro di polemiche e discussioni, con Federalberghi Brindisi che chiede ai Comuni di Fasano, Ostuni e Carovigno di azzerare questo balzello, che può rivelarsi un danno per il comparto turistico, già messo alla prova dalla crisi dovuta a fenomeni come il calo dei consumi, e l’abusivismo. Al nuovo Primo Cittadino di Brindisi, Riccardo Rossi, ad esempio, è stato chiesto di non introdurla.

Tap, Blasi: "Ero, sono e sarò contrario all’approdo a San Foca. Ma la protesta di Potì è strumentale e incoerente"

BARI - Nota del Consigliere regionale del Pd, Sergio Blasi. “Per alcuni - dichiara - la foto che mi ritrae con la bandiera No Tap al fianco del sindaco di Melendugno Marco Potì sarebbe la prova della mia incoerenza riguardo a Tap. Mi viene da ridere e anzi, ringrazio chi l’ha tirata fuori. Ribadisco: ero, sono e sarò contrario all’approdo di Tap a San Foca. Era il 22 ottobre 2013 - prosegue la nota - quando fissai in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno questo concetto, che da allora non è mai cambiato. E mi scivolano, oggi, gli insulti che mi piovono addosso attraverso la scomposta operazione di mistificazione del mio pensiero, che arriva a dipingermi come ‘facilitatore del gas’. Quel che qui ha davvero importanza non è il sottoscritto, ma è la presa in giro che il M5s e il sindaco di Melendugno Marco Potì continuano a perpetrare nei confronti di questo territorio e dei cittadini che in buona fede e legittimamente protestano contro il metanodotto. Potì, in particolare, si sta rendendo complice di quella pagliacciata chiamata ‘analisi costi-benefici’ e della propaganda a cinque stelle, che dice tutto e il contrario di tutto. Cioè niente. Ora, ammesso che questa ‘analisi costi-benefici’ sia davvero in corso (a opera di chi? attraverso quali strumenti? in quali tempi?), mi chiedo: nel caso in cui dovesse venir fuori che i benefici sono maggiori dei costi, il gas di Tap diventa all’improvviso buono? Non più mafioso? Non più di Putin? Non più inutile? Il cambio di registro di Potì e di molti amministratori locali nei confronti di questo governo è il segno tangibile della strumentalità che ha assunto questa protesta, ed è per questo che io oggi ne prendo le distanze. Per coerenza, appunto, come dimostra questa foto. Perché nella genuinità di quella battaglia ci credevo e adesso non più. Ma capisco bene che è difficile oggi recitare la parte del capopopolo prendendo le distanze da questo governo, che gode del gradimento più alto nella storia della Repubblica. Un governo che si professa del cambiamento ma che nei fatti si sta dimostrando bugiardo e incoerente. Lo so, è difficile andare contro corrente, mettere i piedi nel fango, dire la verità anche quando non piace, anche quando è scomoda, anche quando non conviene. Io ci sono abituato, so cosa vuol dire e i rischi che si corrono. Ma è l’unico modo che conosco di fare politica. E allora, invece di dirsi rassicurato dopo il colloquio con Conte a Roma in agosto, perché Potì non ha chiesto al premier del finanziamento di 500 milioni concesso giusto il mese prima dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo a Tap (e se lo ha fatto, non ne abbiamo notizia), per cui anche l’Italia, attraverso Filippo Giansante, nominato nel board della Banca dal Ministero Economia e Finanze, ha dato parere positivo? E perché nessuna bandiera No Tap ha sventolato all’inaugurazione della Fiera del Levante, come negli anni passati? Ebbene, chi è l’incoerente? Chi oggi guarda alla possibilità concreta di liberarsi dal carbone - che uccide, che inquina, che ci fa ammalare - o chi continua a fare il rivoluzionario senza rivoluzione, mentendo sapendo di mentire? Sia chiaro, che la Tap molto probabilmente si farà non lo dico io, lo dice questo governo. Lo dice l’imbarazzo del M5s, che su questo tema, come per tutti i nodi che riguardano le grandi opere, manda avanti Salvini-il-cattivo a dire le cose che loro non sono in grado di dire. Per incoerenza, appunto. Diceva Machiavelli: ‘la colpa sospettata degli altri è quella che si è già commessa per sé’”, conclude la nota di Blasi.

Tap, M5S: "Magistratura indaghi. Melendugno miglior approdo possibile?"

BARI - Alla luce delle recenti dichiarazioni degli ex sindaci di San Donato e Cavallino, secondo cui tutti i sindaci salentini nel 2011 sarebbero stati favorevoli all’approdo del gasdotto Tap a San Foca, il consigliere del M5S Antonio Trevisi chiede che la magistratura indaghi sulla documentazione che ha portato ad individuare Melendugno come miglior approdo possibile.

“La magistratura - dichiara il pentastellato - oltre al rispetto della normativa Seveso, dovrebbe appurare se le risultanze della VIA, che individua San Foca come miglior approdo possibile, siano frutto di una corretta valutazione tecnico-scientifica o se la destinazione di Tap sia stata piuttosto decisa dalla politica. Da mesi sosteniamo che la cartografia di riferimento, da cui è disceso il parere favorevole della Commissione tecnica di VIA, riporta una evidente e anomala discrepanza con lo stato dei luoghi proprio a largo delle coste di Melendugno e chiediamo di riaprire la procedura di VIA per il gasdotto. È stata la stessa società, oltre ad Arpa Puglia, a riconoscere l’esistenza di praterie di Posidonia e Cymodocea nodosa nei fondali antistanti il Comune di Melendugno. Ora chiediamo  di appurare se ci sia stata una rappresentazione grafica non accurata volta a far sbarcare Tap a San Foca. Bisogna  far luce sui possibili danni ambientali causati ad un territorio e alla comunità locale dalla scelta di un approdo che, invece, dovrebbe essere una zona da tutelare vista la forte valenza naturalistica, paesaggistica e turistica”.

Testimoni di Geova, 'dedicata' la Sala di Alessano


di FRANCESCO GRECO - ALESSANO (LE) - Dei Testimoni di Geova colpisce il sorriso: aperto, cordiale, solare. Di chi ha trovato una sua serenità nella dimensione spirituale dell'esistenza. Sorride l'uomo che ti guida al parcheggio, il ragazzo sul portone, la signora che ti porge il programma. E tutti ti stringono la mano. Un ragazzo ci fa da guida nel farci conoscere la nuovissima "Sala del Regno" adagiata fra gli ulivi della campagna del Salento (via Gonfalone, zona "Matine"): un auditorium con 150 posti a sedere, impianto audio-video, un ambiente dove si traduce in inglese, una biblioteca, il parcheggio, nella hall le pubblicazioni ("Torre di guardia" e "Svegliatevi!"). In tutto 5mila metri quadrati.

L'evento della "dedicazione" ha richiamato ad Alessano "fratelli", "pionieri", "proclamatori", intere famiglie con i bambini da tutta Italia, e ovviamente dai centri del Capo di Leuca (Alliste, Melissano, Taurisano, Montesano, Castrignano, Presicce, Taviano, Casarano, Gagliano, ecc.) dove il radicamento iniziò negli anni Settanta del secolo scorso. Non senza ostacoli: gli anziani "testimoni" Vincenzo D'Amico e Michele Zocco hanno raccontato episodi densi di pregiudizio quando cominciarono il lavoro di proselitismo casa per casa: in particolare a Salve e a Tricase (ci fu anche un processo). I Testimoni di Geova in tutto il mondo sono 8 milioni, le "Sale" 60mila. Quella di Alessano è stata realizzata con l'opera dei volontari (in tutto 200, della zona e da fuori). I lavori del "progetto teocratico" iniziarono nell'ottobre del 2015, durarono otto mesi, a maggio finirono.

L'1 settembre 2016 era pronto. Un ringraziamento particolare dei "Testimoni" è andato agli amministratori comunali dell'epoca, presenti all'evento: il sindaco Osvaldo Stendardo, il dirigente dell'Utc (Ufficio tecnico comunale) Nunzio D'Ambrosio, il direttore dei lavori ing. Pantaleo Antonio Manco. Tutto fu reso veloce e ottimizzato grazie al gran lavoro "diplomatico" di Luca Melcarne. Dal consiglio comunale di Alessano il progetto edilizio fu approvato all'unanimità. Franco Corsano (che ha condotto la preghiera conclusiva, Salmo 127) segue i lavori delle "Sale" (a Taviano da due anni ce n'è un'altra uguale). "Siamo anche impegnati in un lavoro di assistenza spirituale ai migranti", e infatti ce ne sono molti, anche di colore, in sala.

La "dedicazione" è stata condotta da Fausto Peluso, Paolo Scolozzi ("Siamo una famiglia, ci vogliamo tutti bene") ha fatto una breve storia dei luoghi di culto, dall'Arca al Tempio di Salomone. Antonio Florio ha illustrato i vari passaggi del progetto di costruzione della "Sala", cui faranno riferimento Alessano, Montesardo, Gagliano, San Dana, Arigliano, Castrignano, Salignano, Leuca, Patù, Salve, Morciano, Presicce, Acquarica, Tricase, Tiggiano, Corsano, Depressa, Diso, Andrano. Il discorso della "dedicazione" è stato condotto da Stefano Cultrera (rappresentante della filiale dei Testimoni di Geova in Italia): "Complimenti per lo sforzo che avete profuso... Ci aspettano tempi migliori". Fra slide, salmi e canti che i "fratelli" leggevano sui tablet come ormai si fa al tempo 2.0, la "dedicazione" si è conclusa. Finale con ricco buffet preparato dalle ragazze. Tutto in un clima sereno di dialogo e confronto.

Serie B: il Lecce perde 1-0 ad Ascoli

di FRANCESCO LOIACONO - Nella terza giornata di andata di serie B il Lecce ha perso 1-0 ad Ascoli. Decisivo per i marchigiani il gol realizzato al 25’ del secondo tempo da Ardemagni con un tiro di destro su passaggio di Laverone. Nel primo tempo l’Ascoli insidioso. Un colpo di testa di Ninkovic ha centrato la traversa. I pugliesi in contropiede. Un destro di Falco è stato respinto con le mani dal portiere Lanni. Un sinistro al volo di Meccariello è terminato fuori.

Nella ripresa sull’1-0 per i marchigiani l’ex Beretta è andato vicino al raddoppio con un colpo di tacco, sfera di poco a lato. Il Lecce ha sfiorato il pareggio. Un tiro di Petriccione ha visto la valida opposizione del portiere Perucchini, altro ex dell’incontro, subentrato nel secondo tempo sullo 0-0 a Lanni che si è infortunato. Sconfitta immeritata per il Lecce. Sabato 22 settembre la squadra di Liverani dovrà vedersela alle 15 in casa col Venezia. I lagunari sono stati sconfitti 3-2 allo stadio “Penzo” dal Benevento.

Tap, Borraccino: "Salvini conferma che l’opera si farà. Ennesima promessa tradita dal M5S"

BARI - Nota del consigliere regionale di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali, Mino Borraccino. “Le dichiarazioni rese anche ieri dall’uomo forte del Governo giallo-verde, Matteo Salvini, in occasione della sua blindatissima visita a Bari, sull’utilità del gasdotto Tap per far pagare meno l’energia ai pugliesi e agli italiani, dimostra ancora una volta – laddove ve ne fosse bisogno – che la decisione sulla realizzazione di quell’opera è già stata assunta e che si tratta solo di trovare il momento migliore, sotto il profilo mediatico, per comunicarla al Paese e, soprattutto, ai tanti cittadini salentini (e non solo) che avevano creduto alle promesse elettorali del Movimento 5 Stelle sul blocco dell’opera ‘in quindici giorni’. La verità - prosegue Borraccino - è tutt’altra e ormai se ne stanno rendendo conto in tanti: i grillini, una volta arrivati al Governo, si stanno progressivamente ‘rimangiando’ tutti gli impegni assunti con gli elettori in campagna elettorale, dall’Ilva alla Tap, passando per la Tav e, presto, per il reddito di cittadinanza. D’altro canto è a tutti evidente che a dettare l’agenda politica di questo Governo non è né il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, né il capo politico dei 5 stelle, Luigi Di Maio, ma solo il segretario della Lega, Matteo Salvini, che impone la sua linea cui gli alleati pentastellati devono necessariamente adeguarsi. E così - spiega Borraccino - nonostante le roboanti dichiarazioni rese anche di recente dal Ministro Barbara Lezzi sulla contrarietà del Movimento 5 Stelle alla realizzazione del gasdotto Tap, oggi ci ha pensato nuovamente Salvini (dopo il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e il Ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, nei giorni scorsi) a ribadire che l’opera si farà in ragione di una sua presunta (e tutta da dimostrare) utilità al fine di ridurre il costo dell’energia. E così, a dispetto di chi ha creduto in buona fede alle promesse elettorali dei 5 stelle, si prepara un altro profondo tradimento degli impegni assunti con i cittadini, con la conseguenza di produrre una frattura sempre più profonda tra gli elettori, da una parte, ormai sfiduciati nei confronti di una politica che non rispetta gli impegni, e le Istituzioni, dall’altra. Noi crediamo che tutto questo sia gravissimo e il Movimento 5 Stelle, anche a livello regionale, dovrà assumersi la responsabilità del danno enorme che sta producendo alla credibilità stessa delle Istituzioni democratiche. Noi restiamo fermamente convinti che la Tap sia un’opera inutile e dannosa, e continueremo coerentemente la nostra battaglia per impedirne la realizzazione”, conclude Borraccino.

Cinema: quel pane dei profeti che sazia i popoli


di FRANCESCO GRECO - TRICASE (LE). Nello sguardo dei migranti un’ombra di smarrimento: stavolta sono sbarcati al “Ciolo”, incantevole gola sull’Adriatico, dirimpetto all’Albania, fra Otranto e il Capo di Leuca.
 
Ad attenderli, porgere loro un pane caldo, i profeti delle maggiori confessioni religiose del pianeta: Confucio, Buddha, Maometto, Mosè, Cristo.

E se le religioni si unissero per soccorrere l’uomo del nostro tempo, confuso, nel mare tempestoso del relativismo, derubato della sua dignità, ridotto a merce dalla globalizzazione, usato e buttato?

E’ il concept estetico di “The Oven of the Prophets”, delizioso corto del regista Massimo Fersini (dedicato a Papa Francesco), proiettato con successo nella Sala del Trono di Palazzo Gallone, a Tricase (Lecce), nell’ambito della XV edizione del SIFF (Salento International Film Festival), inventato da Gigi Campanile, con un folto pubblico di cinefili, italiani e stranieri.

Una tematica dentro al cuore di tenebra di questo tempo, apprezzata dagli spettatori, che già avevano applaudito “Tulsa” un corto sui massacri razzisti negli USA del 1921 e su una rifugiata siriana in un paese del Nordeuropa pieno di neve. "Il pane assurge a elemento simbolico del bene comune, al di sopra di ogni divisione - spiega Fersini - è l'acme di un ideale sincretismo religioso volto all'aiuto del prossimo, oltre ogni diversità".

L'opera del regista nato a Gagliano (sottotitolata in inglese) aveva già suscitato consensi in un festival per "corti" a Roma nei mesi scorsi.

Fersini è laureato in Storia del Cinema e Critica Cinematografica, ha fatto l’attore il regista teatrale. Poi il successo mondiale con “Totem Blue” (2010), distribuito da Snag-Films di Los Angeles, pluripremiato alle rassegne del cinema indipendente, in Italia e negli USA (Award of Excellence, California 2010; The Accolade Competition, California 2010, Premio Barocco Terra del Sole Award, Gallipoli); Premio "I Diamanti del Cinema", Festival Cinema a Sud, Diamante, Calabria; Menzione speciale miglior film "I' ve Seen Films", Milano 2010; i documentari "In-Tessere Libertà" ambientato negli Istituti per disabili dei Padri Trinitari (2013-2014), trasmesso da Telepace; "Monsignor Di Donna" (2012), vescovo di Andria  anni '40-'50; "Zaffiri" (2008), cortometraggio da un racconto di Max Aub e vari spot per la pubblicità (2009-2017).
 
Interpreti di "The Oven of the Prophets": Matteo Cazzato, Davide Donadei, Franco Diso Pisani, Riccardo Leuzzi, Lucio Lia, Oladipupo Ashaolu. In collaborazione con gli ospiti dei Cas di Gagliano e Castrignano del Capo. Fotografia Cosimo Melcarne, musica Mino Freda, aninamazione-illustrazioni Hermes Mangialardo, costumi Anna Colavita, Maria Iammartino, trucco e parrucco Fernando Maggio, Stefania Serafino, Giulia Donadeo, in collaborazione con S.T.E.P. (scuola di estetica e parrucchieri - Lecce), organizzazione Luigi Palmulli.

"Lecce città chiesa, il progetto di Foresio che non esiste"

LECCE - "I consiglieri Guido, Russi e Monticelli chiedono spiegazioni ma l’assessore Foresio non si presenta in Commissione. L’assessore Foresio questa mattina non si è presentato innanzi alla Commissione Controllo il cui OdG prevedeva come unico punto una richiesta di chiarimenti sul progetto Lecce Città Chiesa". Così in una nota Andrea Guido, consigliere comunale città di Lecce.

"Questa Giunta - prosegue Guido - continua a snobbare le Commissioni Consiliari: l’altro giorno l’assessore Patrizia Guida, oggi l’assessore Foresio. Per quanto tempo ancora pensano di poter andare avanti senza confrontarsi con l’opposizione?
Lecce Città Chiesa, il progetto ideato e realizzato da The monuments People, associazione di promozione sociale composta da guide turistiche professioniste abilitate, grazie al quale è stata data la possibilità di effettuare visite guidate all'interno di quattro capolavori del Barocco a fronte di un contributo alla stessa associazione e di cui si è abilmente appropriato, facendolo suo, l’assessore Foresio, sulla carta non esiste. Non è mai esistito.
Eppure si leggeva nel comunicato dello scorso giugno promosso dallo stesso assessore che tale progetto e la convenzione sottoscritta con The Monuments People avevano comportato un “lungo lavoro”.
Ebbene, con una nota dello scorso mese, il dirigente competente ha specificato formalmente che agli atti del Comune non esiste nessuna documentazione inerente l’iniziativa in questione. Nessuna traccia di prenotazioni o impegni di spesa per l’annunciato finanziamento da parte del Comune in favore dei parroci. Nessuna traccia dell’ipotetica convenzione con l’associazione di guide e niente di niente sul materiale informativo con tanto di logo della città che è stato stampato e diffuso forse a spese e su iniziativa della stessa associazione.
Ennesimo proclama di Foresio a cui è seguito il nulla. Non entriamo nel merito della riuscita dell’iniziativa - da noi ritenuta ad ogni modo meritevole - che, a quanto pare, è stata realizzata, sebbene forse un po’ abusivamente. Ma ancora una volta rileviamo un modo di fare poco cristallino e senza dubbio in antitesi a quelli che sono stati finora i cavalli di battaglia proclamati da questa Amministrazione, quali la trasparenza e l’assoluta e dichiarata - spesso urlata - legalità in ogni aspetto della sua azione. Ora dovrebbe spiegare il buon Paolo come intende rinvenire le somme a posteriori e, soprattutto, in assenza degli opportuni provvedimenti adottati per tempo, conclude Guido.

TAP, Trevisi (M5S): "La realizzazione del gasdotto non comporterebbe nessuna riduzione in bolletta"

BARI - "È assolutamente priva di ogni fondamento la dichiarazione del ministro dell’Interno  Matteo Salvini secondo cui il Tap (Trans Adriatic Pipeline) ridurrebbe del 10% il costo delle bollette del gas per tutti  gli italiani". Lo dichiara il consigliere del M5S ed Energy Manager Antonio Trevisi.

 “I numeri citati da Salvini non trovano nessun riscontro nel mondo reale - continua il consigliere pentastellato - tanto che anche il Viminale ha confermato che non esiste alcuna documentazione che confermi una qualsiasi riduzione dei costi in bolletta. La materia prima gas, infatti, incide solo per il 40% sul costo definitivo, in quanto la restante parte sono canoni, oneri accessori per la rete, spese di trasporto, accise e iva. La realtà è che la quantità di gas che TAP porterà in Europa non sarà sufficiente ad influenzare in modo significativo il prezzo di mercato. L’Italia nel 2017 ha consumato 75 miliardi di metri cubi di gas, di cui 5,5 milioni prodotti e il resto importati. I gasdotti già esistenti - continua il pentastellato - hanno una capacità superiore al loro impiego: potrebbero infatti, a pieno regime, importare circa 110 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Il Tap aggiungerà subito altri 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno di capacità, di cui massimo 8 saranno destinati all’Italia e la fornitura potrà in futuro raddoppiare arrivando a 20 miliardi di metri cubi di gas. Pure ipotizzando che di questi 20 miliardi di metri cubi di gas, 16 restino in Italia (ipotesi estrema per verificare il massimo della copertura dei fabbisogni), potremmo coprire con il gas di TAP meno di un quarto dei nostri consumi. Pertanto per abbattere il costo delle materia prima del 25% e il costo finale delle bollette del 10%, TAP dovrebbe in pratica regalare il proprio gas all'Italia, una ipotesi che appare “altamente improbabile”. È molto più probabile il contrario, ossia che a causa di TAP il costo delle bollette aumenti per gli italiani, in quanto la realizzazione del gasdotto nel tratto italiano sarà completamente scaricato sulle bollette dei cittadini”.

‘Diffamazione a mezzo stampa. Evitarla e difendersi’

OTRANTO (LE) - Giovedì 13 settembre, alle 20.30, al Lungomare degli Eroi di Otranto, si svolgerà il Workshop "Diffamazione a mezzo stampa. Evitarla e difendersi", nell’ambito del Festival dei Giornalisti del Mediterraneo, giunto alla 10a edizione.

Interverranno: Nicola Triggiani (ordinario di Diritto processuale penale nell’Università di Bari “Aldo Moro”); Zouhir Louassini (RaiNews24), Francesca Bellini (Rai Radio 3), Luciana Borsatti (esperta di Iran e Medio Oriente).

A moderare il dibattito, Vittorio Ricapito (La Gazzetta del Mezzogiorno).

La normativa italiana in materia di diffamazione a mezzo stampa, al momento, non rispetta i parametri fissati dalla Corte di Strasburgo sulla base dei princìpi contenuti nella Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Infatti, continua a prevedere la pena detentiva; e poco importa che essa possa in concreto non essere applicata. Il problema, come ha sottolineato la Corte europea dei diritti dell’uomo, è costituito dalla sanzione astrattamente comminabile a monte che può risultare ‘dissuasiva’.

Non è certamente facile trovare un punto di equilibrio tra interesse pubblico, diritto all’informazione, diritto alla ‘privacy’ e diritto alla tutela della reputazione di una persona: nella scorsa legislatura, nonostante un lungo dibattito parlamentare, non si è riusciti a varare una riforma organica della materia, che sarebbe necessaria per scongiurare soprattutto il pericolo che le sanzioni previste (di carattere penale e civile) possano costituire per il giornalista e la testata per la quale lavora un serio deterrente nella pubblicazione di notizie di pubblico interesse. 

Ai giornalisti partecipanti all’evento saranno riconosciuti 4 crediti deontologici.

Il Festival, ideato e diretto da Tommaso Forte, si concluderà con la cerimonia di premiazione domenica 16 settembre.

'Edipo re' vince il 'Premio Leuca'


di FRANCESCO GRECO - S. MARIA DI LEUCA (Le). L’Oracolo di Delfi ha parlato: the winner is… “Edipo re”, l’immortale tragedia scritta da Sofocle (496-406 a. C.) nel V secolo a. C., ha vinto la X edizione del prestigioso “Premio Leuca” dedicato al teatro. Migliore regia: Giuseppe Miggiano (“Edipo re”), miglior attore, Antonio D’Aprile (“Coppia aperta, quasi spalancata”, di Dario Fo e Franca Rame), migliori attrici ex-aequo Patrizia Miggiano (“Edipo re”) e Sara Pascali (“Coppia aperta, quasi spalancata”).
 
Il lavoro della giuria presieduta dal magistrato Oronzo Fersini (con Antonio Romano, Annalisa Marino, Pamela Licchelli, Franco Diso-Pisani, Francesco Greco, Rosaria Piscitelli, Mimma Maruccio) non è stato facile: gli spettacoli erano tutti di buon livello, con punte di eccellenza.
 
Un po’ di background. Il premio nacque nel 1987 e andò avanti per ben 9 edizioni riempiendo le serate di turisti e villeggianti e suscitando consensi. Alcune edizioni ebbero la direzione artistica di Salvatore Gervasi e della sua “Specimen”. Oltre a quelle del territorio, a Leuca giunsero anche le compagnie nazionali, grandi attori come Giorgio Albertazzi, Mario Scaccia, Aldo Giuffrè, Paolo e Lucia Poli, Paola Pitagora, Roberto Bisacco, ecc. Alcuni tennero anche dei seguitissimi e riuscitissimi laboratori. Molto teatro d’autore: Garcìa-Lorca, Moliére, Pirandello. Oltre a spettacoli di balletti di compagnie provenienti dall’Est europeo, di musica etnica dall’America Latina e dall’Africa. Si rappresentarono inoltre celebri opere liriche. Il livello qualitativo elevato ne decretò il successo. 
 
Poi il percorso si interruppe per 15 anni, prima di riprendere grazie alla Pro Loco e al suo dinamico presidente Vincenzo Corina, che ha assunto la guida tre anni fa e che da allora, estate e inverno, con i suoi preziosi e infaticabili collaboratori (del direttivo fanno parte: Pierpaolo Galati, vicepresidente, Erminia Licchelli, Mimina Sergi, Vito Cassiano, Roberto Cavallo, Isacco Margarito) vivacizza e valorizza la vita culturale e sociale di Leukòs proponendo tematiche di alto spessore e contenuti (la Giornata della Memoria, per esempio), coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni per provocare le loro riflessioni.
 
Sulla scia del passato, dell’ottimo livello culturale e artistico, questa X edizione ha avuto un enorme successo, con la deliziosa Piazza Asti sempre colma di spettatori attenti e coinvolti, che hanno applaudito tutti gli spettacoli in scena.
 
Citiamoli: 12 luglio, “…e all’ottavu criò la socra!”, di William Fiorentino, “Compagnia ti Santa Lucia” (Galatone), regia di Rossana Carpentieri; 26 luglio, “Sarto per signora”, di Geroges Feydeau, Compagnia “Makaria” (Squinzano), regia di Marco Antonio Romano; 2 agosto, “Coppia aperta, quasi spalancata”, di Dario Fo e Franca Rame, Compagnia “Diversamente Stabili” (Gagliano); 23 agosto, “Edipo re” (da Sofocle), regia di Giuseppe Miggiano, Compagnia “La Calandra” (Tuglie), 29 agosto, “Siparietto Napoletano”, da un’idea di Liliana Putino, regia di Marco Antonio Romano, Compagnia “Gli Indisciplinati” (Taviano) e il 2 settembre, “Il Tartufo” di Moliére, regia di Vito Pascariello, Compagnia “Teatro in libertà” (Brindisi).   
 
Occorre ripetere che il livello delle compagnie è stato alto, come anche degli attori e attrici e delle maestranze (scenografie, musiche, trucco, ecc.). Che nella selezione degli spettacoli ogni genere è stato tenuto in considerazione: classico e moderno, vernacolo e brillante, ecc.
 
Ora la Pro Loco lavora già all’XI edizione, con qualche probabile cambiamento del format: le location, per esempio, potrebbero essere itineranti. 

(Ph credits Roberto Vergari)

Lecce, Guido replica a Foresio: studi bene Regolamento comunale

LECCE - L’assessore Foresio, come al solito, è bravo a recitare i principi generali che regolano giuridicamente un argomento, dando per scontato che noi tutti cittadini siamo degli stupidi e che non sappiamo che dietro l’operato degli uffici ci sono sempre gli atti di indirizzo dei politici amministratori, come lui in questo caso. Così in una nota il consigliere comunale Andrea Guido.

Ma la sua - prosegue Guido - è sempre una conoscenza approssimativa, e ciò vale per ogni materia alla quale si approccia. Dovrebbe invece studiare bene il Regolamento comunale per l’utilizzo delle palestre, delle strutture e dei locali scolastici di proprietà comunale in orario extra-scolastico. Nel caso in cui le richieste pervenute risultano in numero eccedente rispetto a quelle degli spazi disponibili, l’assegnazione avviene secondo un preciso ordine di priorità che non mi pare sia stato rispettato. È il criterio utilizzato da lui o dagli uffici ai quali sovraintende o ai quali dovrebbe sovraintendere – visto che sostiene di lasciarli agire in piena autonomia, con grande disinteressamento verso quelli che dovrebbero essere suoi specifici compiti – che noi vogliamo conoscere. Non interessava a nessuno ciò che lui pensa della mia persona o quali siano le sue congetture sulle categorie del mio pensiero. La risposta, ad ogni buon conto, non è pervenuta, conclude Guido.

Leuca, i 152 anni del Faro tra storia, arte e poesia


di FRANCESCO GRECO - S. MARIA DI LEUCA. Visto da lassù, lo skyline è una morbida curva che si perde all’infinito evocando il mistero di altri mondi, popoli, culture, galassie. 254 scalini per ubriacarsi di bellezza e armonia, un’emozione unica, che turba l’animo, spinge al silenzio. Sotto il suo sguardo discreto transitano più della metà delle ricchezze del pianeta. Alla sua ombra che si fonde con quella della Basilica della Madonna di Leuca, sul Promontorio Japigio, scorre l’acqua benedetta delle opere terminali di AP (1939) che purifica corpo e mente, prima di confondersi nel mare dei titani e delle ninfe.

152 anni (6 settembre 1866, accensione della lanterna), ma non li dimostra, anzi, approfitta della festa che gli hanno fatto in una giornata memorabile fatta di luce abbagliante e pura e di ricordi in b/n, di arte e poesia (“Ut pictura poësis”, Orazio), di sconfinata dolcezza, per rimodulare il suo futuro al tempo del byte, raccontare “culàcchi” sospesi tra storia e leggenda alle nuove generazioni. News: faro di primo ordine, è alto 47 metri, portata 35 miglia (il raggio in cui può essere visto), circa 130 m. slm, start dei lavori 1864, “capicanale” (fine cantieri) e accensione nel 1866, un anno dopo l’inaugurazione. Un’opera d’arte, innalzata dove c’era una torre del sistema difensivo ideato da Carlo V a difesa dalle incursioni saracene, dialoga con la Torre dell’Omomorto e la Basilica. Costo: 140.500 lire, 70.000 la struttura, altrettanto per i macchinari. Altri tempi, altra Italia, altri italiani (news su “Il Faro di Leuca”, di Giuseppe Carlone e Nicola Martinelli, foto Nicola Amato, Editore Adda, Bari 2016).

Ma torniamo all’intensa giornata che si è sviluppata in due momenti: la mattina la visita guidata di comitive da 15 persone organizzata da un consorzio di cinque Pro Loco: Leuca (che ha il ruolo di capofila, presidente il brillante Vincenzo Corina), Patù (Giovanni Brigante), Castrignano (Michele Petracca), Torre Vado (Marco Cavalera), Gagliano (Franco Scozzafava). Per le visite future stanno cambiando le regole: forse nascerà il CUN (Centro unico di prenotazioni). E poi un premio di pittura estemporanea, soggetto il mitico Faro, a cui hanno partecipato gli alunni della media “De Blasi” di Gagliano (ma anche ex studenti) in memoria del poeta Cosimo Russo (“Per poco tempo”, Manni Editore, Lecce 2017) e voluto fortissimamente (con premi in denaro) dalla famiglia.

Ecco gli artisti in erba che hanno partecipato (assistiti dal prof. Davide Cordella, Antonella Sergi, Gina De Blasi, Donatella Gargasole): Giulia Barnaba, Karola Buccarello, Daniele Chiave, Francesca Chiffi, Elisa De Blasi, Rachele De Blasi, Chiara Ferilli, Gabriele Ferraro, Riccardo Fersini, Giulia Larcinese, Asia Mighali, Valeria Milo, Sofia Nobile, Giorgia Peri, Antonio Prontera, Danilo Protopapa, Silvana Protopapa, Dalila Stefanelli, Maria Celeste Stendardo, Alessandra Passaseo. A sera il convegno nella Sala- Conferenze della Basilica Minore della Madonna di Leuca (condotto con garbo da Mimina Sergi), in cui il prof. Carlone ha ripercorso la storia del Faro (“luce di accoglienza”, “avamposto culturale nel Mediterraneo che nasce per regolare il traffico nel Canale di Suez”).

Dai combustibili fossili all’acetilene ai pannelli solari e le batterie e i led. Fra poco saranno manovrati a distanza. La Marina Militare gestisce dal 1911 questi “simboli identitari delle comunità” (CF Giulio Carafa, Zona Fari, Taranto). Intanto c’è un piano nazionale per farli rinascere a nuova vita: potrebbe divenire una struttura turistica di accoglienza e ristorazione (come in Sardegna, Gran Bretagna, ecc.). Alla fine la giuria presieduta dalla dirigente scolastica Pamela Anna Luigia Licchelli e composta da Lucia Ciardo Russo (moglie del poeta), Valentina Di Lorenzo, Sara Valentina Maruccia, Mauro Zaminga, Anna Catia D’Amico, Annalisa Marino, Antonella Sergi, Davide Cordella) ha premiato i due vincitori assoluti: prima Dalila Stefanelli con l’opera “Il Faro all’alba” (questa ragazza è anche un talento nella musica); secondo Antonio Prontera.

La festa si è chiusa con l’apertura della Cascata Monumentale, uno spettacolo di luci e acqua che ogni volta regala un brivido di emozione, per la gioia dei turisti armati di ogni strumento digitale per immortalare i mille riflessi dell’acqua che scende al mare. Ci si rivede nel 2019, stessa location: all’ombra rassicurante del Faro che accudito dal farista reggente Antonio Maggio (responsabile anche dei fari di Torre San Giovanni e Gallipoli) e dall’aiutante Antonio Giaquinto, in silenzio continua il suo prezioso lavoro.

(Ph credits Orazio Coclite)

Duemila interventi, protesi hi-tech e Rete traumatologica: così l’Ortopedia del 'Vito Fazzi' di Lecce fa scuola

LECCE - Oltre 1700 interventi chirurgici nel 2017 e un trend che toccherà quota 2mila nel 2018. Sono i grandi numeri del reparto di Ortopedia e Traumatologia del “Vito Fazzi” di Lecce, diretto dal dr. Giuseppe Rollo da 12 anni. 36 posti letto attorno ai quali ruota un’équipe formata da 10 medici e 32 infermieri, sempre col paziente al centro di ogni attività. E poi la capacità di fare rete, a tutti i livelli: tra i medici, con i reparti del “Fazzi” impegnati sul fronte dei grandi traumi (Chirurgia, Neurochirurgia, Rianimazione ecc.) e con gli altri Ospedali del territorio.

Un “modello” che dall’inizio dell’anno ha prodotto 3722 prestazioni in sala gessi (medicazioni o immobilizzazioni), con una media di 37,83 pazienti al giorno accolti in ambulatorio (fra con-trolli e prime visite) e 26 pazienti che affluiscono dal Pronto Soccorso, con picchi di 40 nel periodo estivo. Un impegno costante che, ad oggi, ha consentito di realizzare 1315 interventi di chirurgia media e maggiore, con una media di 164,37 interventi al mese e il suo massimo toccato a luglio, con 174 operazioni. Per un totale di 2300 interventi chirurgici effettuati nel 2017, compresi quelli realizzati a Galatina, e una curva che nel 2018 salirà verso i 2mila, solo a Lecce.

Un patrimonio di attività e d’esperienza costruito nel tempo e condiviso con la comunità scientifica, come testimoniano i 15 articoli pubblicati su riviste internazionali negli ultimi mesi. Pubblicazioni che raccontano di tecniche chirurgiche d’avanguardia, come la cosiddetta Gri-ka, una metodica di artroplastica chiamata così in onore della Grecìa salentina. Oppure dell’associazione tra la tecnica di Ilizarov e iniezioni di teriparatide, impiegata per le ricostru-zioni di gamba, perdite di sostanza, infezioni ecc., così come la tecnica denominata S.A.R.A., usata per il reimpianto dell’osso omologo (dello stesso paziente) nel trattamento delle fratture esposte di femore, omero e tibia.

L’Ortopedia di Lecce, del resto, è stata la prima in Puglia a ricostruire il legamento crociato posteriore con una tecnica mini-invasiva ed è centro di riferimento per il trattamento delle non consolidazioni o ritardi delle ossa di qualsiasi distretto.  Inoltre, in collaborazione con l’Università di Perugia il reparto sta lavorando per migliorare la tecnica I.O.L.E., una nuova metodica di trattamento della frattura di femore in pazienti pediatrici. Rilevante, poi, il capitolo hi-tech legato all’affinamento della tecnica che prevede la realizzazione di protesi su misura in titanio nelle revisioni difficili dell’acetabolo, con il ricorso ai più moderni ritrovati della bio-tecnologia e l’impiego di Tac 3D.

L’Ortopedia e Traumatologia del “Fazzi” è poi entrata a pieno titolo nel disegno della Rete Traumatologica Regionale che prevede la definizione di tre sistemi integrati di assistenza al trauma (SIAT). Il SIAT 3 (Area Salento) individua come Centro Traumatologico di Alta Specia-lità (CTS) l’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, mentre gli Ospedali di Gallipoli e Scorrano svolge-ranno il ruolo di Centro Traumatologico di Zona (CTZ). Il sistema sarà completato dagli O-spedali di Copertino e Casarano, che avranno funzioni di presidi di Pronto Soccorso per Traumi (PST), così come in parte Galatina, poiché senza posti letto dedicati. Un sistema di vasi comunicanti che, in funzione della gravità, attiverà il percorso migliore: dal piccolo trau-ma gestito localmente nei PST, ai traumi di media entità con stabilizzazione del paziente nel DEA di I livello (il CTZ) sino al trauma severo e al politrauma da centralizzare nell’HUB di II livello ad alta specialità.

Con numeri che già oggi parlano chiaro. Il “Vito Fazzi”, infatti, è il primo ospedale di Puglia per traumi severi dimessi: 198 nell’ultimo anno, secondo il rapporto Agenas. E con risultati sovrapponibili rispetto ai livelli del Niguarda di Milano, che è centro di riferimento nazionale, e addirittura superiori per alcune fasce d’età, come nel caso dell’anziano (14,8% di decessi contro 17,24) e del grande anziano over 80 (35%  contro 41,79).

Va nella direzione del miglioramento continuo anche la scelta di istituire il Dipartimento di Or-topedia e Traumatologia aziendale. Un passaggio importante per dare concreta attuazione ai percorsi di umanizzazione delle cure e alla centralità del paziente, per applicare trattamenti omogenei e multidisciplinari, oltre che per razionalizzare le risorse e ottimizzare le prestazio-ni. L’Ospedale di Copertino, ad esempio, avrà un’Area di Ortogeriatria dove saranno concen-trate le competenze ortopediche e quelle geriatriche, a Casarano, oltre all’attività traumatolo-gica, si effettuerà la chirurgia ortopedica degli arti superiori e inferiori, mentre il “Fazzi” di Lecce potrà dedicarsi ancor più alla chirurgia maggiore e alla grossa traumatologia.

L’immediato futuro si chiama Trauma Center, vero e proprio pilastro portante della Rete Traumatologica. All’interno del nuovo DEA di Lecce, ormai prossimo alla consegna, sarà uno dei punti di forza: il luogo in cui arriveranno pazienti politraumatizzati e polifratturati. Il valore aggiunto sta nella “Shock room”, il percorso rosso individuato nel piano zero adiacente al Pronto Soccorso, dove il paziente con traumi severi troverà un canale terapeutico preferen-ziale, dotato di quattro sale operatorie già pronte per interventi in urgenza.

L’obiettivo, come racconta il dr. Rollo, è alla portata: «La rete serve a generare efficienza, che per noi vuol dire salvare quante più vite umane, a patto che ogni passaggio sia funzionale ai minuti da guadagnare. La golden hour, non va dimenticato, è l’ora d’oro in cui dobbiamo rientrare per salvare il paziente. Nel DEA tutto questo ci sarà e potremo vincere la nostra sfida quotidiana».