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Relazione Dia, Congedo: "Dobbiamo tutti tenere alta la guardia contro le mafie"


BARI - La pubblicazione della relazione della Direzione Investigativa Antimafia per il secondo trimestre 2018, tra l'altro in concomitanza con il ventisettesimo anniversario della strage di via D'Amelio, rappresenta un forte monito per tutti noi: a nessuno è concesso abbassare la guardia sul fronte del contrasto alla criminalità organizzata, in tutte le forme che questa è capace di assumere. La lotta alla mafia, alla criminalità, al malaffare non è solo una questione di ordine pubblico, ma riguarda il nostro benessere, lo sviluppo del territorio, la possibilità di vivere in un ambiente sano. Per questo la battaglia per la legalità non può e non deve essere delegata esclusivamente al lavoro generoso della magistratura e delle forze dell'ordine, ma tutti noi siamo chiamati a fare la nostra parte (istituzioni, politica, associazioni, singoli cittadini). D’altronde come ci ricordava Paolo Borsellino, la lotta alla mafia non necessita solo di "… una distaccata opera di repressione, ma di un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni e più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità". Commemorare il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina e Vincenzo Li Muli, significa quindi onorare il loro sacrificio e quello di tutte le vittime cadute per mano della criminalità, sostenere il lavoro di chi combatte quotidianamente il crimine, ricordare a tutti noi il dovere di perseguire i valori di legalità e giustizia anche nella pratica quotidiana. Con questo spirito questa sera partecipo alla commemorazione organizzata dai ragazzi di Gioventù Nazionale Lecce. Così Erio Congedo, consigliere regionale Fratelli d'Italia Puglia.

'Le locazioni turistiche', workshop a Lecce


LECCE - Lunedì 22 Luglio alle ore 15.30 a Lecce presso il Museo Faggiano (Via Ascanio Grandi 56) si terrà il workshop “Le locazioni turistiche”, organizzato dall'Associazione AIR – Agenti Immobiliari Riuniti.

L'incontro, che vedrà la partecipazione del segretario nazionale dell'Associazione, Dr. Andrea Rubino, sarà l'occasione per fare il punto sulla normativa in materia di locazioni turistiche e strutture ricettive extralberghiere. Il settore presenta un quadro legislativo frammentato tra norme nazionali e regionali, essendo la materia turistica demandata alla legislazione regionale.

Durante il workshop, che vedrà come docente l'Avv. Francesco Saverio Del Buono, esperto in materia immobiliare, collaboratore di riviste del settore nonché autore di diversi testi in materia (tra cui “I contratti di locazione ad uso abitativo e locazione breve” ed. Primiceri), saranno illustrate le ultime norme in materia di locazioni brevi con finalità turistiche compresi gli aspetti fiscali introdotti dal Dl 50/2017 (tra cui la cedolare secca e gli obblighi di comunicazione e di ritenuta fiscale da parte degli intermediari che intervengono nella conclusione del contratto), le disposizioni del Decreto Crescita 2019 sulla banca dati delle locazioni brevi e l'introduzione di un codice identificativo degli immobili adibiti a tali usi.

Verrà inoltre esposta la normativa regionale  pugliese, che prevede una classificazione delle strutture turistiche extraalberghiere in base alle caratteristiche quali posti letto, servizi forniti alla clientela, forma in cui l'attività viene (svolta imprenditoriale o non imprenditoriale), e la disciplina specifica relativa ai bed and breakfast (legge 27/2013), nonché le problematiche che possono sorgere allorquando tali strutture ricettive vengono a trovarsi in un condominio, tra divieti ed obblighi da rispettare.

La finalità dell'incontro è quella di informare e formare gli operatori del settore, sia agenti immobiliari cui l'associazione AIR si rivolge, sia ai proprietari di tali strutture o coloro che vogliono intraprendere questa attività, visto il successo che le località turistiche pugliesi stanno riscuotendo a livello internazionale negli ultimi anni.

Partecipazione libera fino ad esaurimento posti (con priorità per agenti immobiliari ed iscritti IAIR).

Calcio: il Lecce interessato a Venuti e a Ciano

di FRANCESCO LOIACONO - Il Lecce è interessato al difensore Venuti il cui cartellino è della Fiorentina. Venuti è stato nella scorsa stagione uno dei protagonisti della promozione in A dei salentini e un suo ritorno sarebbe molto gradito al tecnico Fabio Liverani. Presto il direttore sportivo Meluso contatterà la società toscana per vedere di raggiungere una nuova intesa economica e riportare il calciatore ancora in prestito in Salento. 

Contatti col Frosinone per il regista Ciano. Continua la trattativa con i turchi del Besiktas Istanbul per l’attaccante Burak Yilmaz. Col calciatore c’è l’accordo economico, manca quello col Besiktas. La punta Saraniti potrebbe essere ceduta al Catanzaro in serie C. Il centrocampista Maimone è stato richiesto dalla Sicula Leonzio. E’ iniziato il ritiro precampionato a Santa Cristina Valgardena in provincia di Bolzano in Trentino Alto Adige che terminerà il 28 luglio. Tutto procede bene. I calciatori sono già in grande forma fisica.

Unisalento: Fabio Pollice è il nuovo rettore

LECCE - Il Rettore dell’Università del Salento per il sessennio 2019/2025 sarà il professor Fabio Pollice, ordinario di Geografia economico-politica: lo ha eletto ieri la comunità accademica dell’Ateneo salentino che, dopo le prime tre votazioni la settimana scorsa, è stata chiamata al voto di ballottaggio.

Ha votato l’83,27% degli aventi diritto, e in particolare: 168 (su 210) studenti (80%), 451 (su 546) componenti del personale tecnico-amministrativo e dei collaboratori ed esperti linguistici (82,60%) e 516 (su 607) docenti e ricercatori (85,01%), per un totale di voti espressi di 1.135.

All’esito dello scrutinio, i voti espressi (tenendo conto del voto pesato, sulla base di quanto stabilito dallo Statuto) sono stati i seguenti:

·   professor Michele Campiti: 366,363
·   professor Fabio Pollice: 388,143

Le schede bianche sono state 7, le schede nulle 10.

'Specchia in Opera', c'è Katia Ricciarelli

di FRANCESCO GRECO - SPECCHIA (LE). Politica, economia, finanza, impresa, arte, cultura, tv, cinema, editoria: ci fu un tempo, nemmeno tanto lontano (i ’90 e i 2000), in cui Specchia si trasfigurò in una piccola “capitale” di un Sud che torna protagonista.

Tanti “nomi” di questi scomparti succitati facevano le vacanze, acquistavano e ristrutturavano le vecchie case, qualcuno persino un uliveto: grande fu l’empatia della buona gente del paese con queste star, colpite e conquistate dalla generosità del vicino di casa quando bussava con i fichi freschi, i fichidindia già sbucciati, la frutta di stagione.

Un magnetismo inspiegabile, un’alchimia naturale, una congiunzione astrale favorevole. Si creò un cortocircuito virtuoso, che si tradusse in fidelizzazione. Trasversale al colore politico, in nome di un universalismo che è nel dna dei meridionali. La ricaduta fu enorme: tutti di arricchirono, umanamente e materialmente.

Potevi incontrare Prodi e la moglie Flavia a passeggio nei vicoli del centro storico, Benigni e Nicoletta Braschi a far colazione da “Martinucci” a Piazza del Popolo, Inge Feltrinelli al ristorante “da Coppuledda”, Abatantuono in tutti quelli del paese a tirar tardi davanti ai pezzetti di cavallo, il prof. Carlo Rubbia e signora nella bottega artigiana. Fu una movida continua, funzionò il passaparola: ognuno era testimonial della “dolce vita” di Specchia, che aveva inventato la prima “Notte bianca”, il “Cinema del reale” e tanti altri eventi diventati “cult”, sempre frequentatissimi.

Poi d’improvviso l’incanto finì, e non è questa la sede per spiegarne le ragioni. Specchia entrò in un cono d’ombra, non fu più trendy, visse di ricordi, polvere di stelle. 

Ora da qualche tempo c’è un’aria nuova, quella frizzante delle novità, un’energia contagiosa, che potremmo definire “back to future”. Specchia si scuote e tenta di tornare ai fasti del passato prossimo.

E in questa rinnovata coscienza, il primo step è la prima edizione di “Specchia in Opera”, evento (lunedì 22 luglio, ore 21.30, Piazza del Popolo) che mette in rete le migliori creatività del territorio, organizzato da Accademia d’arte Thymós, eccellenza del nostro territorio in ambito di formazione culturale, musicale e teatrale e sostenuto da “Specchiasol”, azienda leader locale che sta con successo sui mercati di tutto il mondo. Fortissimamente voluto da Vincenza De Rinaldis presidente della suddetta associazione Thymós  (che firma la direzione artistica) e Giuseppe Maria Ricchiuto, patron di “Specchiasol”. Con il patrocinio del Comune di Specchia, Regione Puglia e in collaborazione con la Pro Loco di Specchia. 

Madrina della serata sarà Katia Ricciarelli. Con l’Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento “Oles” diretta dal maestro Luca Maria Testa, il coro lirico “Thymòs” (diretto da Vincenza Baglivo), il soprano Cristina Fina, il mezzosoprano Vincenza De Rinaldis (foto), il tenore Massimiliano Pisapia, il baritono Giorgio Schipa.

La serata sarà presentata da Monia Palmieri. Sarà un viaggio nel repertorio operistico più bello, in uno dei borghi più belli d'Italia. Come dicono Tom e Jerry: "Merrie Melodies".

Dal Regno Unito al Salento, il messaggio d'amore arriva dal mare: "Figlia mia, ci rincontreremo"


LECCE - Quello che stiamo per raccontare non esce da una bella penna di un autore di storie romantiche, ma dalla realtà, che in fatto di storie sa come superare di gran lunga ogni più fervida fantasia. Sulla spiaggia di Torre Vado a Morciano di Leuca, in provincia di Lecce, un operaio intento a ripulire il tratto di costa ha trovato una bottiglia che risale all’attentato di Manchester. La bottiglia, con tappo in sughero e chiusa con la cera, conteneva al suo interno il messaggio della madre di una delle vittime dell’attentato. 

Era il 22 maggio 2017 quando Salman Abedi, un 22enne inglese di origine libica, fece esplodere una bomba al termine di un concerto di Ariana Grande, uccidendo 22 persone, sette minori e 15 adulti, e facendo più di cento feriti. A più di due anni di distanza, il mare del Salento ha restituito un ricordo di quella triste serata. Una bottiglia gettata in mare, sigillata ermeticamente con un tappo di cera, contenente l'immagine di una ragazza sorridente, un braccialetto con incisi due cuori e una scritta: «In memoria di Sorrell Leczkowski, 5 febbraio 2003 - 22 maggio 2017». E una lettera, con le parole di una madre tormentata dal dolore. 

«Nell’attimo in cui sei morta, recita il messaggio, il mio cuore si è spezzato a metà. Un lato è pieno di dolore, l’altro è morto con te. Mi sveglio spesso di notte quando il mondo è addormentato e cammino lungo il viale dei ricordi con le lacrime sulle guance. Ricordarsi di te è facile. Lo faccio ogni giorno, ma la tua mancanza è un dolore al cuore, che non se ne va mai via. Ti tengo stretta nel mio cuore e lì rimarrai, fino a quando arriverà il giorno gioioso che ci incontreremo di nuovo. Mamma».

La bottiglia con il suo contenuto, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è stato recuperato questa settimana da un operaio comunale di Morciano di Leuca, intento a ripulire la spiaggia della località balneare di Torre Vado. Il sindaco ha fatto sapere che inviterà i familiari di Sorrell nel Salento e riconsegnare loro quella bottiglia, giunta nel tacco d’Italia dopo avere percorso oltre 2'000 miglia in mare.

Meteo pazzo, Cia Puglia: “Danni anche alle strutture agricole”

BARI - “Per l’agricoltura è un momento nero, come le trombe d’aria e le nubi che stanno danneggiando capannoni agricoli, sradicando alberi e strappando ortaggi e frutti dalle piante. Siamo preoccupati, anche perché non sembra esserci la giusta consapevolezza di quanto sta accadendo: le organizzazioni agricole e gli agricoltori stanno affrontando da soli un’emergenza infinita”. E’ Raffaele Carrabba, presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani, a commentare con parole di grande preoccupazione gli effetti della nuova ondata di piogge torrenziali, trombe d’aria e grandinate che si è abbattuta sabato 13 luglio su tutta la Puglia. Campi allagati e ortaggi strappati dalle piante nel Foggiano, vigneti frustati da vento e acqua nel Barese, uliveti e alberi da frutto sferzati da vento e pioggia nel Leccese, in provincia di Brindisi e di Taranto.

DANNI ANCHE ALLE STRUTTURE - “I danni sono ingenti, con perdite pesanti per tutte le colture stagionali, ma non soltanto ai prodotti. Sono moltissimi i piccoli capannoni, rimesse, caseggiati rurali, stalle e strutture agricole più in generale che hanno subito danni, con lo scoperchiamento dei tetti, in alcuni casi l’abbattimento di muretti, recinzioni, cancelli. Le strutture dei vigneti hanno subito danni evidenti, come abbiamo ampiamente documentato, anche fotograficamente, attraverso le moltissime segnalazioni ricevute dai nostri associati. Danni sono segnalati anche alle strutture agrituristiche, ai lidi in diversi punti delle coste pugliesi”.

UNICO ASPETTO POSITIVO: LE RISERVE IDRICHE - L’unico dato positivo di questa dannosa e inquietante “stagione delle piogge”, con precipitazioni intense e concentrate a confermare la tropicalizzazione del clima (un aspetto che proprio la CIA Puglia ha segnalato per prima), è lo stato delle riserve idriche: le dighe pugliesi hanno accumulato metri cubici d’acqua. In provincia di Foggia, la diga di Occhito, posta al confine col Molise, contiene oltre 180 milioni di metri cubici d’acqua, ben 16 milioni in più dello stesso periodo dello scorso anno; valori positivi anche per gli invasi di Capaccio sul Celone (circa 15milioni di metri cubici), San Pietro sull’Osento (quasi 10milioni di metri cubici) e Marana Capacciotti (circa 36milioni di metri cubici), con un saldo positivo rispetto a luglio 2018 di oltre 17 milioni di metri cubici. 

UN TAVOLO IN 5 PUNTI - Non reggono gli impianti fognari, le strade rurali e quelle urbane si trasformano in torrenti in piena, gli alberi sradicati dal vento diventano un pericolo mortale: la straordinaria violenza degli ultimi fenomeni meteo ha messo in evidenza la fragilità del territorio. Grandinate, piogge torrenziali e raffiche violentissime di vento sono ormai diventati eventi che, periodicamente, sconvolgono la nostra regione da nord a sud, da Foggia alla Bat, dal Barese alle province di Brindisi, Lecce e Taranto. “Serve un piano straordinario per mitigare i rischi derivanti da questi eventi calamitosi. Un piano per il riassetto idrogeologico del territorio. E occorre che, una buona volta, le istituzioni si decidano a prendere di petto una riforma del sistema assicurativo per dare a tutti gli agricoltori la possibilità di stipulare polizze che li tutelino maggiormente dal rischio di perdere tutto. CIA Agricoltori Italiani, anche in Puglia, attraverso la sua proposta su ‘Il Paese che vogliamo’, lancerà una proposta forte per affrontare strutturalmente il problema derivante dall’indebolimento delle difese del territorio rispetto alle calamità. Una proposta in 5 punti per metterci subito al lavoro, tutti insieme, per difendere l’agricoltura, dare una mano agli agricoltori e risollevare questo Paese dal pantano materiale e metaforico che stiamo vivendo”, ha concluso Carrabba.

Il ritorno di Enea, fra Albania e Salento


di FRANCESCO GRECO - SAN DANA (LE). Il viaggio del principe troiano Enea in fuga dalla sua patria distrutta dai Greci, le sue infinite metafore attualizzate al tempo della Grande migrazione, quasi tremila anni dopo.
   
E’ il concept affascinante su cui hanno lavorato per un anno lo psicologo Antonio Biasco e la sua associazione “Ponti non muri” e che sostanzia il programma della III edizione della manifestazione “Salento-Albania: un ponte fra le due sponde” in concomitanza con i festeggiamenti del Santo nato a Valona (Albania) e venerato in Salento dove, giovanissimo, incontrò il martirio. 

Gli albanesi lo hanno “scoperto” grazie al culto secolare che a San Dana hanno per il giovane diacono. 
  
Per tre giorni (5, 6 e 7 agosto), dunque, San Dana tornerà “capitale” del dialogo fra popoli, religioni, etnie: la piccola Davos affacciata al confine fra Oriente e Occidente, la sua piazza, i vicoli del suo cuore antico si riempiranno di persone che all’ombra della chiesa e dei vecchi palazzi discuteranno di pace e coesistenza in tempi in cui prevalgono gli urli sconsiderati, gli slogan più violenti, la propaganda, le fake news. Il sonno della ragione che genera mostri (F. Goya). 

In anticipo sui tempi, qui in Salento a due passi da Leuca hanno intuito che al populismo e alle chiusure va opposta la ricerca della dialettica e la forza della parola, che in futuro si dovrà lavorane su due idee ontologicamente una contenuta nell’altra: l’irenismo (la ricerca della pace) e l’universalismo, la coesistenza pacifica di tutti i popoli della Terra.     
  
L’aspetto religioso come ogni anno sarà curato da un  comitato fatto quasi di sole donne guidato dalla signora Pietrina Cagnazzo e di cui fanno parte: Anna Lecci, Anna Sergi, Lidia Corvaglia, Luigia Cagnazzo, Francesco De Filippis. 
  
Il programma civile della III edizione è ancora in via di definizione, ma qualcosa trapela. Ci sarà una piccola mostra di foto fatte coi droni sui luoghi toccati da Enea: la bellissima Butrinto con le sue rovine d’epoca romana, Leuca e Castro. La docente universitaria leccese Anna Trono con la sua lectio magistralis, un rappresentante del consolato albanese a Bari, tornerà il sindaco di Valona Dritan Leli. 
  
Un gruppo di talentuosi allievi del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce sta intanto componendo un’opera intitolata appunto “Il viaggio di Enea” e che sarà eseguita in piazza in anteprima mondiale.
  
Veloce background: nella prima edizione (2017) guest star fu il cardinale di Scutari Ernest Simoni (classe 1928), che celebrò la messa in piazza dinanzi a una folla commossa e che fu subito “adottato” dalla gente di San Dana che dopo la processione a cui partecipò, lo salutò con affetto in sagrestia. 

Il prelato ricevette poi la cittadinanza onoraria del Comune di Gagliano (di cui San Dana è frazione) con una cerimonia ricca di pathos svoltasi in Municipio.
  
Clou dell’edizione 2018 furono una mostra del grande Luca Turi (“La memoria del vento”), il dibattito in piazza con, fra gli altri, l’addetto del consolato Artur Beu, il concerto del duo Mazzotta-Redi Hasa (albanese) che presentò “Novilunio”, l’intitolazione di una via di Gagliano (vicino piazza San Rocco e la sua bella chiesa) all’eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Scanderberg nei 550 anni della morte (1468-2018) a cui intervennero un emozionato Dritan Leli (“Un giorno  qui tornerà mio figlio a ricordare questo momento di amicizia fra due popoli”) e l’addetta dell’ambasciata albanese Gerarta Zheji Ballo. Al dibattito che seguì partecipò un erede degli Scanderberg.  

A fronte dal successo e del clamore suscitato dalle iniziative di Biasco (che da 40 anni è anche amministratore) e della visibilità del territorio e i suoi protagonisti, religiosi e laici, purtroppo saremmo reticenti se tacessimo che il lavoro di Antonio (un suo articolo uscirà sul prossimo numero della rivista albanese “Prenjet”, Radici) è ancora più faticoso perché aggravato dalla scarsa collaborazione e, a dirla tutta, da un sottile, sottinteso boicottaggio.

Due esempi: il Comune di Gagliano lesina i contributi alle spese, che sono notevoli, ma gira voce che sta spendendo 20mila euro per la notte bianca. Tutta grandeur, superare quella storica di Specchia non è facile. 
  
Il cardinal Simoni vive in Italia con un nipote, ha espresso il desiderio di tornare a San Dana per ritrovare e riabbracciare i suoi amici vecchi e nuovi. Ma si sarebbe frapposto un ostacolo ritenuto insormontabile in una zona di alta densità turistica: udite! udite!: non ci sono posti dove ospitarlo. Eppure la Chiesa in zona ha tante foresterie colme di turisti. 

E poi, una persona che ha sofferto trascorrendo metà della sua vita (oltre 40 anni) nelle terribili carceri del regime comunista, non è una popstar capricciosa tipo Rita Ora (albanese): è aduso a una vita francescana, non chiede una suite extralusso. E se la Chiesa è sold-out, il territorio è pieno di alberghi, palazzi aviti, castelli turriti, sontuose ville patrizie, antiche masserie immerse nel verde…

Nave 'Cavtat': 45 anni dall’affondamento dell’imbarcazione e di quei bidoni tossici al largo di Otranto

LECCE - Un anniversario che non vorremmo mai ricordare quello dei 45 anni dall’affondamento della nave “Cavtat”, il cui ricordo si perde nella memoria di chi ricorda ancora o ha letto le cronache di quel 14 luglio 1974, quando Otranto, si ritrovò nell’incubo generato da una terribile quanto assurda collisione tra navi al largo delle sue coste, perché all’interno del natante, si seppe poco dopo, vi erano 909 bidoni di sostanze tossiche pericolosissime. Contenitori che furono poi oggetto di una delle più importanti opere di recupero del carico che si siano registrate nei mari italiani a seguito della coraggiosa iniziativa dell’allora pretore di Otranto e poi senatore Alberto Maritati.

In un bell’articolo del 05 marzo 2014, il giornalista Gianni Lannes, ricordava che “La Cavtat era partita il 28 giugno dall'Inghilterra, porto fluviale di Manchester. Destinazione: Rijeka-Fiume. 2.800 tonnellate di carico. E in più, duecentosettanta tonnellate di piombo, tetraetile e tetrametile, in 909 bidoni trasportati per metà sopracoperta e per l’altra metà nelle due stive. La Lady Rita [ndr l’altra nave], invece vuota, navigava in senso inverso:destinazione Djela e Casablanca. Di questi, ufficialmente 863 furono recuperati nel 1978.” Ed infine, sempre lo stesso giornalista pose un’inquietante domanda: “Una parte dei veleni è ancora nel relitto della Cavtat?”.

A distanza di qualche anno e dopo aver già riproposto questo quesito pubblicamente senza aver ottenuto alcuna risposta, Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si rivolge ancora una volta al Ministero dell’Ambiente, affinché effettui un’immediata e non più procrastinabile opera di verifica del relitto perché all’appello mancano ancora 46 fusti dei quali, purtroppo, non è stato mai dato conto. Quella nave e il suo contenuto o meglio ciò che ne resta dopo 45 anni, a 93 metri sotto la superficie del mare, infatti, lasciano aperti inquietanti quesiti le cui soluzioni non possono essere più rimandate, specie se si ragiona con le moderne apparecchiature utilizzabili per le ricerche oceanografiche rispetto a quelle di quasi mezzo secolo fa. Non possiamo, quindi, permettere che rimanga il sol dubbio che anche uno ed uno solo di quei bidoni abbia potuto avvelenare il nostro mare e quindi la nostra salute o continui a diffondere il suo carico letale.

Calcio: il Lecce acquista Rossettini e Lapadula


di FRANCESCO LOIACONO - Il Lecce ha acquistato il difensore di 37 anni Luca Rossettini e l’attaccante Gianluca Lapadula di 29 anni dal Genoa. Rossettini arriva a Lecce a titolo definitivo. Lapadula in prestito. Confermati il centrocampista greco Tachtsidis, l’esterno Majer l’attaccante Falco il terzino Lucioni e il portiere Vigorito. Il Lecce è interessato al trequartista del Frosinone Ciano. 

L’attaccante La Mantia uno dei protagonisti della promozione in A del Lecce, è stato richiesto dalla Salernitana ma quasi sicuramente rimarrà in Salento. Continua la trattativa col Besiktas Istanbul per ingaggiare l’attaccante turco Burak Yilmaz. Il giocatore vorrebbe venire a Lecce, da definire l’intesa economica col Besiktas. Sicuramente il difensore Cosenza e l’attaccante Saraniti andranno via dal Lecce, hanno richieste da squadre di serie B e C.

Saviano a Nardò per il Salento Book Festival

(credits: B.Ledda)
NARDO' (LE) - Sabato 13 luglio appuntamento a Nardò con Roberto Saviano che presenta il suo libro "In mare non esistono taxi" (Contrasto), una riflessione sui temi dell’immigrazione, una raccolta di fotografie dei più grandi autori internazionali che hanno documentato il tema, selezionate e commentate dall’autore. Il festival prosegue domenica 14 a Galatina con lo scrittore Lorenzo Marone

Sabato 13 luglio il SBF continua a Nardò (Le) ma spostandosi in Piazza Cesare Battisti. Alle ore 21.00 Roberto Saviano presenta "In mare non esistono taxi" (Contrasto). La nona edizione del Salento Book Festival, organizzato dall’associazione culturale Festival Nazionale del Libro presieduta dall’ideatore e organizzatore Gianpiero Pisanello, con la direzione artistica di Luca Bianchini, prosegue poi a Galatina domenica 14 luglio si torna a Galatina (Le) dove in Piazzetta Orsini alle ore 21 Lorenzo Marone presenta "Tutto sarà perfetto" (Feltrinelli).

Il libro di Roberto Saviano, pubblicato da Contrasto, è anche il primo in cui l’autore dialoga con la fotografia come testimonianza della realtà. La collana “in parole” ospita la sua riflessione sui temi dell’immigrazione. Saviano sceglie e commenta le immagini, intervistando quattro grandi fotografi, analizzando il loro lavoro, quello degli operatori e di tutti gli attori nel campo. 

“Questo libro è una testimonianza”, questo è l’incipit del volume: un ragionamento sul fenomeno migratorio e sulle esperienze di chi questo dramma lo vive, lo osserva, lo documenta. Così, pagina dopo pagina, troviamo una carrellata di immagini dei fotografi che hanno seguito il tema da vicino nelle sue varie accezioni con i commenti di Saviano: le rotte, le traversate nel mar Mediterraneo e, prima, nel deserto del Sahara, i centri di detenzione in Libia e altrove, la permanenza in Italia, i salvataggi in mare ad opera delle ONG e della Guardia Costiera italiana.

Una raccolta di fotografie dei più grandi autori internazionali che hanno documentato il tema si intreccia con il racconto di Saviano che a sua volta le contestualizza con i suoi commenti, analizzando anche in dettaglio i casi più significativi che sono stati pubblicati sulla stampa. Da Alan a Josefa, passando per il racconto del caso Diciotti. Da dove partono i migranti? Perché sono costretti a fuggire da alcune regioni dell’Africa passando per la Libia, dove vengono trattenuti a forza nei centri di detenzione, e costretti a pagare cifre vertiginose per potersi imbarcare alla volta dei paesi europei? Questi viaggi sono sempre molto estremi, i barconi sono vecchi e sovraccaricati, le condizioni disumane. Un ruolo fondamentale dal punto di vista umanitario è svolto proprio dalle ONG, definite colpevolmente “taxi del mare” e allontanate dal mare dove la loro presenza era un soccorso fondamentale, unico. Saviano dà spazio anche ai volti degli operatori di Medici Senza Frontiere che salvano le persone in mare, con i loro ritratti sul campo. Così nel libro troviamo anche una conversazione con Irene Paola Martino, infermiera della nave Bourbon Argos. La voce di Roberto Saviano, con le sue lucide riflessioni, accompagna il lettore attraverso questo percorso visivo e umano dando la parola in particolare anche a quattro grandi interpreti della fotografia internazionale che si sono distinti per il loro lavoro sul tema dell’immigrazione: Paolo Pellegrin, Giulio Piscitelli, Olmo Calvo e Carlos Spottorno. In mare non esistono taxi è dedicato ad Alessandro Leogrande.

Il libro di Lorenzo Marone narra una storia intima e universale, di grande potenza narrativa, che racconta con ironia e dolcezza quel fragile universo "imperfettamente perfetto" che è la famiglia. Un'ambientazione dal forte immaginario letterario: Procida. “Eravamo io e lui ai piedi del Tirreno, con tutta l'isola, la nostra isola, e con il nostro passato, alle spalle.” La vita di Andrea Scotto è tutto fuorché perfetta, specie quando c'è di mezzo la famiglia. Quarantenne single e ancora ostinatamente immaturo, Andrea ha sempre preferito tenersi alla larga dai parenti: dal padre Libero Scotto, ex comandante di navi, procidano, trasferitosi a Napoli con i figli dopo la morte della moglie, e dalla sorella Marina, sposata, con due figlie e con un chiaro problema di ansia da controllo. Quando però Marina è costretta a partire lasciando il padre gravemente malato, tocca ad Andrea prendere il timone. È l'inizio di un fine settimana rocambolesco, in cui il divieto di fumare imposto da Marina è solo una delle tante regole che vengono infrante. Tallonato da Cane Pazzo Tannen, un bassotto terribile che ringhia anche quando dorme, costretto a stare dietro a un padre ottantenne che non ha affatto intenzione di farsi trattare da infermo, Andrea sbarca a Procida e torna dopo anni sui luoghi dell'infanzia, sulla spiaggia nera vulcanica che ha fatto da sfondo alle sue prime gioie e delusioni d'amore e tra le case colorate della Corricella scrostate dalla salsedine. E in quei contrasti, in quell'imperfetta perfezione che riporta a galla ferite non rimarginate ma anche ricordi di infinita dolcezza, cullato dalla brezza che profuma di limoni, capperi e ginestre o dal brontolio familiare della vecchia Diane gialla della madre, Andrea troverà il suo equilibrio.

Appuntamenti in programma fino al 29 luglio. Un solo evento per il mese di agosto, lunedì 26, a Galatina, con Stefano Benni.

Piazze, castelli, sagrati, vicoli e corti diventano teatro per occasioni di discussione e confronto attorno ai libri, su scenografie di pietra leccese e carparo o di azzurro mare, a confermare il legame profondo della manifestazione con il territorio.

Il Salento Book Festival è finanziato dall’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia nell'ambito del FSC 2014-2020 e con il contributo del Comune di Aradeo, Comune di Corigliano d’Otranto, Città di Galatina, Comune di Galatone, Comune di Gallipoli e Città di Nardò. L’evento è patrocinato da Provincia di Lecce, Università del Salento, Pugliapromozione e Ordine dei Giornalisti di Puglia.

Il Salento Book Festival sostiene Tria Corda Onlus, associazione nata per aiutare i bambini malati del Salento e le loro famiglie. Fondata nel febbraio del 2012, con l’intento di dare un’organizzazione razionale ed efficiente all’area pediatrica salentina, l’associazione ha per obiettivo l’unificazione degli intenti di organi politici, enti pubblici, comunità locali e di privati sostenitori, al fine di realizzare il Polo Pediatrico del Salento per migliorare le condizioni della sanità pediatrica del territorio.

Moda e rock, le 'visioni' di Marisa

di FRANCESCO GRECO - UGENTO (LE). Moda e rock: le contaminazioni sono infinite, i due mondi contigui, le sovrapposizioni ontologiche, naturali. Rihanna, per esempio, è una star del pop e testimonial di linee di outfit.

Ma senza andare negli USA, la creatività è anche qui, in casa nostra. E grazie ai mezzi telematici che rendono il mondo un piccolo villaggio globale, può farsi conoscere in ogni angolo del pianeta.

La giovane fashion design, modellista e fotografa Marisa Causo (23 anni), ha dilatato esteticamente la passione per il rock per creare un mood stilistico originale e sorprendente.

Allieva della “Calcagnile Academy”, la storica scuola di moda di Lecce che da decenni forma le migliori professionalità del settore, che poi “emigrano” presso i marchi nazionali, Marisa ha intitolato “Disorder” la sua collezione, prendendo spunto dalla musica di un gruppo post-punk, “per dare sfogo ai movimenti del corpo e dell’anima”.

Risposta: "Nella Calcagnile Academy mi son trovata bene sin da subito. Insegnanti come spiriti guida, capaci nel far rivelare e mandare avanti ogni predisposizione. Come hanno fatto con me e ho trovato grande sintonia con la mia cifra stilistica".

D. Il rock più trasgressivo ispira la tua arte: segue da sempre il punk e che gruppo è?
R. "Purtroppo non suono, ma cerco di riportare sempre qualcosa di quello che mi lasciano i live e i concerti. Nell'ultima collezione la presenza del rock è spudorata. Disorder (disturbo) è una canzone dei Joy Division ed è il titolo della collezione. Non è prettamente ispirata a loro ma al genere".

D. Creazioni quindi espresse da un’idea di movimento? 
R. "Le creazioni sono in movimento perché messe su soggetti che si scuotono e fanno scuotere. Movimenti che servono a scomporsi e a ricomporsi". 

D. Oltre all’ecopelle, che altri materiali usa?
R. "L'ecopelle in questi casi la fa da padrona come i jeans e le reti. Ho introdotto anche del neoprene e della lana per creare consistenze diverse e diverse emozioni".

D. Cavi elettrici e piatti della batteria finiscono sui vestiti, come reagisce la gente?
R. "La collezione è ispirata a un target di giovani amatori del rock\punk che non hanno paura di osare, di esibirsi, ma anche di esporre per strada la loro arte, come se fosse un marchio di riconoscimento. Abbastanza lontano dall'abbigliamento anni '70, rivisitato insieme al genere che si rinnova".

A Lecce la terza giornata di 'Vive le Cinéma'

LECCE - Sino a domenica 14 luglio, nel centro storico di Lecce, prosegue "Vive le Cinéma". Il Festival di cinema francese, promosso dalla Regione Puglia - Assessorato Industria Turistica e Culturale e prodotto da Fondazione Apulia Film Commission - Apulia Cinefestival Network, ideato e diretto da Alessandro Valenti, Angelo Laudisa e Brizia Minerva, approda alla sua quarta edizione, sempre più ricca e sempre più articolata. Cinque giorni con proiezioni di corti, documentari e lungometraggi, masterclass, incontri, presentazioni di libri, musica, installazioni artistiche, dj set, una summer school.  Scenario principale del festival e delle proiezioni, per il secondo anno, è,  grazie alla collaborazione con il Polo BilioMuseale di Lecce e il Museo Castromediano, il chiostro della Biblioteca Provinciale "Nicola Bernardini" del Convitto Palmieri.

Venerdì 12 luglio la terza giornata del festival prenderà il via alle 9 nelle sale del Convitto Palmieri con le lezioni della summer school "La critica cinematografica" a cura della rivista Fata Morgana Web, promossa da Dipartimento di Beni Culturali e Dams dell'Università del Salento, Centro Studi della Fondazione Apulia Film Commission e Vive le Cinéma, con la direzione scientifica di Roberto De Gaetano. Gli studenti della summer school assegneranno anche un premio speciale, "Rotary Club Lecce Sud", al miglior giovane cineasta del Festival. Dalle 18:30 (ingresso libero) per Cinema e libri, in collaborazione con Liberrima - All'Ombra del Barocco, la libreria di Corte dei Cicala ospiterà la presentazione "Biografie della nazione. Vita, storia, politica nel biopic italiano" di Giacomo Tagliani (Rubbettino. 

Dalle 20 prima delle proiezioni dei film in concorso, nel Chiostro della Bernardini, appuntamento con la masterclass, condotta da Luca Bandirali e Bruno Roberti, con il produttore Jean Brehat, fondatore, alla fine degli anni ’80, assieme a Rachid Bouchareb, della 3B Productions. Dalle 21 al via le proiezioni con il cortometraggio "Nefta Football Club" di Yves Piat. Nel sud della Tunisia, al confine con l'Algeria, due fratelli tifosi di calcio si imbattono in un asino perso in mezzo al deserto. Stranamente, l'animale indossa un auricolare audio sopra le orecchie. A seguire il lungometraggio "Amin" del regista Philippe Faucon. Amin parte dalla Mauritania per raggiungere la Francia in cerca di fortuna. Le cose vanno abbastanza bene, quello che riesce a guadagnare lo invia alla sua famiglia: alla moglie Aisha e i suoi tre figli. Finché un giorno Amin incontra Gabrielle. La serata proseguirà poi con "La Mangeuse d'Hommes", cortometraggio di di Baptiste Drapeau che racconta la storia di Jeanne, una poliziotta incorruttibile e ambiziosa, che si ritroverà trascinata in una buia segreta tra il suo superiore, il commissario capo Paul Belmart, e i fratelli Gutowski, pedine della mafia che hanno appena rubato cinquantamila franchi. In chiusura "L'ordre des médecins" di  David Roux. Simon, 37 anni, è uno pneumologo che ogni giorno si confronta in ospedale con i bisogni e le aspettative dei pazienti. Tutto procede nei binari di una professionalità consolidata fino a quando sua madre viene ricoverata nel reparto oncologico per il riacutizzarsi di una forma tumorale. Da non perdere, dalle 23 al Cafffè Letterario, "Spazi aperti della visione" a cura di Lorenzo Madaro e Brizia Minerva con la proiezione dei lavori di video screening di Luca Coclite, Romina De Novellis e Loredana Longo. 

Vive le cinéma è finanziato da Regione Puglia - Assessorato Industria Turistica e Culturale - a valere su risorse FSC Puglia 2014-2020 - Patto per la Puglia - e prodotto dalla Fondazione Apulia Film Commission - Apulia Cinefestival Network in collaborazione con Polo BilioMuseale di Lecce e Museo Castromediano in partnership con Provincia di Lecce, Comune di Lecce, Unifrance, Dams (Discipline delle arti della musica e dello spettacolo) dell'Università del Salento, Fata Morgana Web, Ama - Accademia mediterranea dell'attore e Rotary Distretto 2120 Club Lecce Sud.

Xylella: M5S presenta lo studio per la ricostruzione del paesaggio dell’olivo in Salento


BARI - Il gruppo consiliare del M5S ha presentato questa mattina in conferenza stampa lo “studio per la prefigurazione di scenari territoriali futuri nella ricostruzione del paesaggio dell’olivo”, commissionato e autofinanziato dal gruppo. 

Lo studio, concluso nel mese di maggio 2019, ha posto l’attenzione sul contesto territoriale salentino per individuare regole rigenerative e criteri d’intervento per la ricostruzione del paesaggio storico dell’olivo. Infatti, attraverso l’analisi strutturale e funzionale di questo paesaggio, si assume come obiettivo quello di orientare le pratiche del reimpianto dell’olivo verso un “progetto territoriale di paesaggio” che sappia riconoscere e ricostruire le specificità dei caratteri persistenti di lunga durata, che denotano l’individualità dei paesaggi dell’olivo nel Salento. 

“Il lavoro - hanno spiegato i cinquestelle - esamina le condizioni strutturali e la rilevanza funzionale dell’olivo in modo da individuare regole di riproducibilità e criteri d’intervento propedeutici alla prefigurazione di scenari territoriali futuri nella ricostruzione di questo paesaggio. Sono stati evidenziati i fattori chiave del problema, per individuare opportune politiche e strategie d’ intervento e definire operativamente i progetti territoriali con i quali sperimentare la ricostruzione sociale del paesaggio rurale”

Lo studio pone il problema di guardare al futuro del territorio salentino attraverso  un vero e proprio “progetto territoriale di paesaggio”, per garantire non solo la ricostruzione delle potenzialità produttive, ma anche la riproducibilità dei caratteri strutturali del territorio, la funzionalità e la razionalità ambientale del paesaggio rurale.

“Siamo convinti - hanno continuato - che una politica territoriale che intenda contribuire alla riqualificazione o alla ricostruzione del paesaggio rurale salentino, non possa tenere distinti i due principali aspetti del problema: quello socio-economico-produttivo e quello paesaggistico-ambientale. Siamo consapevoli, inoltre, che una politica tesa a integrare i diversi fattori in gioco non possa che partire dal presupposto che il paesaggio, oltre ad essere un bene pubblico, sia soprattutto una produzione collettiva, nella quale intervengono a diverso titolo una moltitudine di attori. Per questo risultano poco incisivi gli interventi spot praticabili dalle singole aziende agricole con il reimpianto dell’olivo: in questi casi, infatti, è importante orientare l’azione su aree valutate e pianificate a questo scopo, in cui  solo una visione integrata dei problemi può rendere percepibile il raggiungimento di un duplice obiettivo: quello di riabilitare l’economia legata a un settore produttivo strategico, come quello dell’olivicoltura salentina, e, allo stesso tempo, quello di migliorare la qualità paesaggistica e ambientale dei luoghi devastati dal disseccamento degli olivi. Auspichiamo che il governo regionale, le associazioni di categoria e le diverse rappresentanze territoriali, prestino particolare attenzione alla necessità di integrare politiche settoriali e politiche territoriali per la ricostruzione della campagna contemporanea nel Salento. Crediamo, infatti, che il paesaggio rurale si configuri come una vera e propria risorsa economica sulla quale un territorio può basare la sua valorizzazione e promozione, per ricostruire o accrescere la sua reputazione e per incrementare o affermare la sua attrattività turistico-culturale. La sfida per i prossimi decenni è quindi quella di innescare nuovi percorsi di sviluppo, integrando l’economia dell’impresa agricola multifunzionale con le politiche territoriali per il paesaggio rurale”.

Maltempo: crolla un palo, sfiorata la tragedia a Lecce


LECCE - Un palo della luce che cade all’improvviso finendo fragorosamente al suolo. Tragedia sfiorata questa sera, poco dopo le 19.00 in via A. Vespucci, di fronte agli stabilimenti balneari in territorio di Vernole. Solo per uno strano scherzo del destino a quell’ora non vi erano auto in transito o pedoni di passaggio. Un’auto però è stata danneggiata, e sarebbe potuto davvero accadere il peggio. A provocare la caduta del lampione della pubblica illuminazione sarebbero stati le forti raffiche di vento delle ultime ore e la vistosa ruggine che ha corroso nel tempo il palo minandone la stabilità.

Sul luogo, avvertiti da alcuni residenti, sono intervenuti prontamente gli uomini della polizia municipale che hanno subito contattato l’Enel e i tecnici del Comune di Vernole per mettere in sicurezza l’area in attesa che il palo fosse rimosso dal terreno. Il palo, proprio a causa delle precarie condizioni in cui si trovava, si è staccato dalla base occupando la carreggiata. I passanti increduli hanno atteso l’arrivo dei tecnici dell’Enel impedendo ad altre autovetture di percorrere via Germanico intralciando le operazioni di messa in sicurezza della zona. Purtroppo non è la prima volta che pali della pubblica illuminazione o cartelli pubblicitari cadono rovinosamente sull’asfalto a causa del maltempo o per le precarie condizioni in cui si trovano. 

A San Cataldo di Lecce sono tantissimi i lampioni della luce che avrebbero bisogno di un immediato intervento di restyling e numerose sono le segnalazioni rivolte agli enti preposti da Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. Gran parte degli episodi che si sono verificati negli ultimi tempi sono dovuti infatti, oltre che al maltempo, allo stato di trascuratezza dei pali.« Poteva davvero farsi male qualcuno se l’episodio fosse avvenuto nelle prime ore della mattinata quando questa strada è frequentata da tantissimi bagnanti.

Leuca, sversamento liquami in mare. Trevisi (M5S) incontra Aqp: "Prime soluzioni in attesa del rifacimento della rete fognaria"


BARI - Il consigliere del Movimento 5 Stelle Antonio Trevisi,  assieme  al consigliere comunale Roberto Calabrese ha incontrato nei giorni scorsi la dirigente Francesca Portincasa e il gruppo progettazione di Acquedotto Pugliese per visionare il progetto di rifacimento della rete fognaria e per cercare soluzioni per evitare nuovi  casi di sversamenti di liquami in mare a Leuca, dopo l’esplosione delle condutture fognarie a fine giugno

“Si è pensato - dichiara Trevisi - ad un sistema di telecontrollo e di saracinesche per evitare che si ripeta la situazione di emergenza vissute in passato.  Purtroppo il problema può essere risolto definitivamente con il rifacimento di tutta la rete fognaria vecchia di 20 anni fatta da una tubazione scadente in ferro che non regge più le sollecitazioni delle pressioni. È necessario procedere al rifacimento completo di quattro chilometri di rete fognaria. Un processo non semplice, in una zona soggetta a vincoli paesaggistici stringenti per la presenza in area parco, per cui la procedura autorizzativa è molto lunga. Pertanto è plausibile che prima di due anni non si possa avere una soluzione definitiva. Tuttavia - dichiara il pentastellato - siamo riusciti a definire una serie di soluzioni tampone che almeno eviteranno nuovi sversamenti di liquami fognari. Già da domani sarà attivo, infatti, un sistema di telecontrollo che comunicherà con Aqp in tempo reale, in modo da monitorare costantemente e intervenire immediatamente nel caso in cui si registrassero nuovi sversamenti. Non solo, saranno montate delle saracinesche che bloccheranno il getto non appena verrà registrato il segnale ed impediranno sversamenti in mare e in strada. Inoltre, sono saranno ridotti i giri delle pompe in modo da evitare una sollecitazione eccessiva sui tubi. In attesa di procedere con il rifacimento della rete, questi sistemi riusciranno a impedire che si verifichino nuovamente disagi alla popolazione e danni all’ambiente come quelli di qualche settimana fa”. 

Serie A: Lecce interessato a Farias e Rogel


di FRANCESCO LOIACONO - Il Lecce è interessato all’attaccante del Cagliari Farias. C’è però da superare la concorrenza del Genoa e del Sassuolo. Contatti col Krylla Sovetov Samara per il difensore uruguaiano Rogel. Trattative con l’Empoli per il terzino Silvestre. Contatti col Frosinone per il regista Ciano e il centrocampista Paganini. Interesse per l’attaccante del Genoa Lapadula e il difensore dei liguri Rossettini. Entrambi potrebbero arrivare a Lecce in prestito, da trovare però l’intesa economica sull’ingaggio e l’accordo col Genoa. 

Continua la trattativa col Besiktas Istanbul per la punta turca Burak Yilmaz il quale è stato operato al metatarso del piede destro per evitare traumi all’arto. Con Yilmaz ci sarebbe accordo sull’ingaggio. Da definire l’intesa col Besiktas. Il difensore Marino è stato ceduto al Venezia che sarà ripescato in B al posto del Palermo non iscritto per seri problemi economici. L’attaccante Saraniti è stato richiesto in serie C.

Mons. Seccia (intervista): «Nessuno può togliere la devozione dei barlettani verso la Madonna dello Sterpeto e San Ruggero»

 
di NICOLA RICCHITELLI – E’ il giorno dei Santi Patroni qui a Barletta, in cui in tanti dal Santuario dello Sterpeto alla città percorreranno a piedi un bel po’ di chilometri per accompagnare la Sacra Effige della Madonna dello Sterpeto fin dentro alla cattedrale di Santa Maria Maggiore, non prima di aver prelevato il busto argenteo di San Ruggero in vista dei festeggiamenti in programma il prossimo 13-14 e 15 luglio qui a Barletta.

Con immenso piacere quest’oggi pubblichiamo la chiacchierata avuta con il mons. Michele Seccia, oggi Arcivescovo metropolita di Lecce, già Arcivescovo nelle diocesi di Teramo – Atri e San Severo, originario di Barletta: «Un sacerdote, un vescovo resta sempre con le radici piantate nel proprio paese… Ogni qual volta vengo a Barletta, prima di prendere la strada statale per recarmi a Lecce, quasi sempre passo silenziosamente al Santuario a salutare la Madonna… la mia Madonna».  

Mons.Seccia, cosa ci può raccontare dei festeggiamenti legati ai Santi Patroni qui a Barletta? 
R:«I festeggiamenti sono una cosa che mi hanno interessato relativamente, però posso dirti che la devozione alla Madonna dello Sterpeto, così come anche a San Ruggero, è un qualcosa che si trasmette – e qui concedimi una piccola battuta – quasi con il biberon, perché è bello vedere i bambini in braccio ai genitori anche se oggi c’è un limite delle natalità. Ricordo un’espressione del cardinale Francis Arinze – originario della Nigeria – che venne a Barletta nel lontano 1987 – durante l’anno Mariano - il quale mi disse testuali parole…”Sono commosso in questa processione nel vedere la scala generazionale, la scala umana…”. Cosa intendeva? La sua era una commozione nel vedere questo lungo corridoio umano, che iniziava con i bambini, a seguire le sorelle e i fratelli più grandi che mantengono portano per mano i bambini, e quindi i genitori – magari con qualche pargolo in braccio – scene che dal teatro Curci e quindi lungo Corso Vittorio Emanuele e non solo, sono rimaste ben impresse nella memoria del cardinale Arinze, una cosa che mi ripeteva ogni qual volta ci siamo incontrati a Roma». 

C’è qualcosa che il tempo ha cambiato nel rapporto tra i barlettani e la Madonna dello Sterpeto?
R:«Credo che il tempo in fondo non ha cambiato poi più di tanto le cose; anche oggi basta vedere l’arrivo della Sacra Effige della Madonna dello Sterpeto – così come anche il ritorno – perché se la festa patronale con le sue luminarie, le bancarelle, rappresenta un momento di gioia, un momento per fare festa insieme, il momento devozionale è ancora più intenso. Basta affacciarsi in cattedrale durante le celebrazioni del mese di Maggio, durante la celebrazione del Pontificale la domenica mattina, giorno della festa, nonostante il caldo, questo per dire che non si può togliere la devozione a Maria e a San Ruggiero ai barlettani, perché è un qualcosa che fa parte del proprio DNA, una cosa che ho sperimentato personalmente, che sono convinto durerà nel tempo, anche se i giovani sembrano essersi allontanati un po’, ma vedere l’esempio dei genitori è un qualcosa che rimane per sempre nella vita se noi sappiamo mantenere vivi questi momenti».

A lei cosa è rimasto di quei momenti?
R:«A me di questi momenti sono rimasti dei ricordi permanenti, dei ricordi forti, di preghiera, di quel Rosario recitato ad alta voce – in tempi in cui i megafoni ancora non esistevano – la preghiera non è semplice manifestazione pubblica… è preghiera».

Le manca un po’ vivere quei momenti?
«Chiaro che mi manca… un sacerdote, un vescovo resta sempre con le radici piantate nel proprio paese… Ti confesso un’altra cosa: ogni qual volta vengo a Barletta, prima di prendere la strada statale per recarmi a Lecce, quasi sempre passo silenziosamente al Santuario a salutare la Madonna… la mia Madonna. La Madonna è Unica… ma dire la Mia Madonna significa dire la Madonna verso il quale io ho pregato sin da quando ero bambino, poi da sacerdote, poi da vicario, lì dentro quel Santuario».

Come spiega l’esodo dei barlettani durante i giorni della festa?  
R:«Purtroppo questa è una cosa che c’è sempre stata, c’è chi crede che andando via snobba questi momenti caotici. È vero che c’è caos, ma è anche vero che festeggiare i Santi Patroni è un qualcosa che fa parte del nostro patrimonio culturale e religioso. Scommettiamo che chi non sopporta il caos della festa patronale si ritrova poi dinanzi al corteo storico della Disfida?».

Lecce, domani al via il Festival del Cinema francese

LECCE - Cinque giorni con proiezioni di corti, documentari e lungometraggi, masterclass, incontri, presentazioni di libri, musica, installazioni artistiche, dj set, una summer school: da mercoledì 10 a domenica 14 luglio nel centro storico di Lecce torna "Vive le Cinéma". Il Festival di cinema francese, promosso dalla Regione Puglia e prodotto da Fondazione Apulia Film Commission - Apulia Cinefestival Network, ideato e diretto da Alessandro Valenti, Angelo Laudisa e Brizia Minerva, approda alla sua quarta edizione, sempre più ricca e sempre più articolata. Scenario principale del festival e delle proiezioni, per il secondo anno, sarà il chiostro della Biblioteca Provinciale "Nicola Bernardini" del Convitto Palmieri. Una scelta coerente con la strategia regionale di investire sulle Community Library come luoghi di nuove socialità. In questa strategia si inserisce, dopo l'intesa tra Regione e Provincia, il nuovo corso della gestione del Museo Castromediano e della Biblioteca Bernardini. 

Novità di quest'anno, la summer school "La critica cinematografica" a cura della rivista Fata Morgana Web in collaborazione con Dipartimento di Beni Culturali e Dams dell'Università del Salento, Centro Studi di Apulia Film Commission e Vive le Cinéma. La presidente della giuria dei lungometraggi, composta dalla regista Laura Bispuri e dai produttori Remi Burah e Muriel Merlin, sarà l'attrice Alba Rohrwacher. I cortometraggi e i documentari saranno invece valutati dal produttore Jean Brehat, dall'attrice Tea Falco, dai registi Mattia Epifani e Ayat Najafi e dalla curatrice e storica d'arte Daria Khan. Dal 2016 "Vive le Cinéma" porta in Puglia il meglio della cinematografia francese per consolidare i legami creativi con il Sud Italia e segnare il primo passo verso un vero e proprio “patto culturale” tra la Puglia e la Francia, prima industria cinematografica Europea e terza al mondo con quasi 300 film prodotti ogni anno con oltre 200 milioni di spettatori.

La giornata inaugurale di Vive le cinéma, mercoledì 10 luglio, prenderà il via alle 10:30 nella Biblioteca Nicola Bernardini con un incontro d'apertura riservato alla stampa con la partecipazione di Loredana Capone (assessora all'industria Culturale e Turistica della Regione Puglia), Simonetta Dellomonaco (presidente Apuglia Film Commission), Stefano Minerva (presidente della Provincia di Lecce), Carlo Salvemini (sindaco di Lecce), Francesco Ceraolo (Fata Morgana Web e DAMS dell'Università del Salento), Stefania Mandurino (Rotary Club Lecce Sud), Angelo Laudisa, Alessandro Valenti, Brizia Minerva (direttori artistici Vive le Cinèma), Paolo Pisanelli (direttore artistico Festa di Cinema del Reale) e gli altri partner coinvolti. 

Dalle 20:30 la serata partirà con "Salento senza tempo live 2019" dei Nidi d'Arac (che poi suoneranno anche alle 23:30). La musica del gruppo di origine salentina, guidato dal musicista, cantante e compositore Alessandro Coppola, che da anni vive e lavora tra la Francia e l'Italia, è un incrocio tra riflessioni sulla tradizione ed elettroniche accelerazioni metropolitane. "Salento senza tempo" è un album della band uscito oltre dieci anni fa, riproposto per Vive le cinéma. Alessandro Coppola (voce, chitarra e percussioni) sarà affiancato da Edoardo Targa (basso), Federico Leo (batteria), Sebastiano Forte (chitarra e piano), Lucia Cremonesi (viola) e dall'ospite Redi Hasa (violoncello). A seguire la presentazione delle giurie e del programma del festival e la proiezione dei primi film in concorso: il corto "Les petites mains" di Rémi Allier, il lungometraggio "Amin" di Philippe Faucon e il documentario "Le grand ball" di Leatitia Carton. Nei giorni successivi sullo schermo "Sasha" di Till Leprêtre, "C'est ça l'Amour" di Claire Burger, "Yasmina" di Claire Cahen e Ali Esmili e "Maguy Marin. L'urgence d'agir" di David Mambouch (giovedì 11), "Nefta Football Club" di Yves Piat, "L'amour flou" di Romane Bohringer e Philippe Rebbot, "La Mangeuse d'Hommes" di Baptiste Drapeau e "L'ordre des médecins" di  David Roux (venerdì 12), "Des Fleurs" di Baptiste Petit-Gats, "Une intime conviction" di Antoine Raimbault,  "Vilaine fille" di Ayce Kartal Avec e "Ni juge ni soumise" di Yves Hinant e Jean Libon (sabato 13). Domenica 14 luglio, la serata di chiusura, dopo la cerimonia di premiazione, proporrà il documentario "Varda par Agnès" di Agnès Varda. La proiezione, che nasce dalla collaborazione tra Vive le cinéma e Festa di Cinema del reale (che si terrà a Corigliano d'Otranto dal 16 al 20 luglio), sarà preceduta da una introduzione di Paolo Pisanelli e dalla visione di una intervista tra la regista/ fotografa, scomparsa pochi mesi fa, e Cecilia Mangini, pioniera del cinema documentario in Italia.

Novità di questa quarta edizione la summer school "La critica cinematografica" a cura della rivista Fata Morgana Web, promossa da Dipartimento di Beni Culturali e Dams dell'Università del Salento, Centro Studi della Fondazione Apulia Film Commission e da “Vive le Cinéma”, con la direzione scientifica di Roberto De Gaetano. Orientata alla formazione di studenti universitari, dottorandi, dottori di ricerca e post-doc, ma anche professionisti di altri ambiti disciplinari, la Summer School prevede nei giorni del festival, tra il Convitto Palmieri e altri luoghi del centro storico, lezioni mattutine, laboratori pomeridiani di scrittura critica, presentazioni di volumi dedicati al cinema e master class. Tra i docenti Emiliano Morreale, Daniele Dottorini, Alessia Cervini, Luca Venzi, Pietro Masciulllo, Bruno Roberti, Francesco Ceraolo, Luca Bandirali mentre i docenti-tutor del workshop saranno Alessandro Canadè, Massimiliano Coviello, Deborah De Rosa, Angela Maiello, Nausica Tucci. Cinema e libri è un'altra novità, nell'ambito della Summer School, in collaborazione con Liberrima - All'Ombra del Barocco. 

La libreria di Corte dei Cicala ospiterà dalle 18:30 alle 19:30 un fitto programma di presentazioni di libri. Si parte con la rivista quadrimestrale FM Web (Pellegrini) sul tema “Infanzia” (giovedì 11) e si prosegue con "Biografie della nazione. Vita, storia, politica nel biopic italiano" (Rubbettino) di Giacomo Tagliani (venerdì 12), "A distanza ravvicinata. L’arte di Mario Martone" (Pellegrini) di Bruno Roberti (sabato 13) per chiudere con Ecrits complets (Macula) di André Bazin (domenica 14). Da giovedì a sabato alle 20 nel Chiostro della Bernardini le serate inizieranno con le masterclass con l'attrice e presidente di giuria Alba Rohrwacher (giovedì 11), il produttore Jean Bréhat (venerdì 12) e il regista Philippe Faucon (sabato 13). Gli studenti della summer school assegneranno anche un premio speciale "Rotary Club Lecce Sud", al miglior giovane cineasta del Festival (info sulla summer school fatamorganaweb.redazione@gmail.com).

Tra gli eventi collaterali da non perdere "Spazi aperti della visione" a cura di Lorenzo Madaro e Brizia Minerva. Una rassegna di Video Screening dedicata al dialogo tra il cinema e il pensiero artistico che vedrà la proiezione, su alcuni muri del centro storico, dei lavori di Luca Coclite, Romina De Novellis e Loredana Longo. Il primo appuntamento è giovedì 11 luglio alle 23 negli spazi esterni della Libreria Liberrima con la presentazione degli artisti, la proiezione dei video e una festa con le selezioni musicali di Dubin, Federico Primiceri e Zanca. Ospite speciale della presentazione Daria Khan, fondatrice e curatrice di Mimosa House. Venerdì 12 appuntamento al Caffè Letterario e sabato 13 da Enogastronomia Povero.

Vive le cinéma è finanziato da Regione Puglia - Assessorato Industria Turistica e Culturale - a valere su risorse FSC Puglia 2014-2020 - Patto per la Puglia - e prodotto dalla Fondazione Apulia Film Commission - Apulia Cinefestival Network in collaborazione con Polo BilioMuseale di Lecce e Museo Castromediano in partnership con Provincia di Lecce, Comune di Lecce, Unifrance, Dams (Discipline delle arti della musica e dello spettacolo) dell'Università del Salento, Fata Morgana Web, Ama - Accademia mediterranea dell'attore e Rotary Distretto 2120 Club Lecce Sud.

Ufficio Stampa Fondazione Apulia Film Commission
Nicola Morisco - ufficiostampa@apuliafilmcommission.it
mobile: 3477853538

Teatro: Premio Leuca 2019, buona la prima

di FRANCESCO GRECO - S. MARIA DI LEUCA. Fatale besciamella. E’ noto anche a chi non guarda e non partecipa a “Masterchef” che è blasfemo metterla nel patè d’oca, che al contrario chiede la salsa rosa. Invece Lella Mastrapasqua ha commesso l’insano gesto e va a confessarsi a don Remigio, e da lì, fra paradossi, bigottismo e pruriti di peccatori di provincia,  muove la bella e originale commedia di Tonio Logoluso (Compagnia “dei Teatranti” di Bisceglie), dal titolo “Tre preti e una  besciamella”. Con due preti che, esauriti, cambiano continente e il terzo, fattosi furbo, al manicomio ci manda la penitente.
  
E’ iniziata sotto una buona stella l’XI edizione del prestigioso “Premio Leuca”. Piazza Asti era stracolma di turisti e villeggianti, accorsi al tradizionale appuntamento dell’estate a S. Maria di Leuca organizzato dalla Pro-Loco (presidente Vincenzo Corina) con la collaborazione del Comune e delle aziende turistiche del territorio.

Nei mesi scorsi, Corina e il direttore artistico, la regista  Teresa Scappaviva, hanno selezionato otto compagnie, che da qui sino a settembre, ogni giovedì porteranno in scena i loro spettacoli, che saranno giudicati da una giuria guidata dal giudice onorario Oronzo Fersini e di cui fanno parte: Annalisa Marino, Pamela Licchelli, Gino Meuli, Vincenzo Pirelli, Oronzo Russo, Francesco De Nuccio, Rosaria Piscitelli, Chiara Vantaggiato, Rosalba Caruso, Tina Ciardo, Anna Gloria Monsellato. 
Supplenti: Antonio Romano, Antonella Bernotti, Roberto Calabrese, Mimma Maruccio. Segretario Vito Cassiano. Con la preziosa collaborazione di Vera Bleve, studentessa all’Università di Pescara, che alla Pro-Loco sta seguendo uno stage in mediazione culturale.


Dopo lo spumeggiante esordio della compagnia barese, seguirà “La ‘uardia”, di Raffaele Protopapa (Compagnia “de lu ‘ntartieni” di Cellino San Marco), seguirà “Muttura”, di Walter Prete, della Compagnia Alibi (Artisti liberi indipendenti), poi “La cena dei cretini”, di Francis Veber, compagnia “Diversamente Stabili”, “Il penultimo scalino”, di Samy Fayard, compagnia “Makaria”, “4 di cuori, +1”, di Giuseppe Miggiano, compagnia “La Calandra”, “La poltrona”, di Marco Antonio Romano, “Temenos Recinti Teatrali”, “Liolà”, di Pirandello, “Lupi in Fabula”.   

L’edizione scorsa fu vinta da “Edipo Re”, della compagnia salentina “La Calandra”. Nelle passate edizioni hanno calcato il palcoscenico di Leuca compagnie di fama nazionale e attori famosi, fra cui quella di Giorgio Albertazzi, Mario Scaccia, Paolo Poli, Lucia Poli, Roberto Bisacco, Paola Pitagora, ecc. Molto balletto e teatro d’autore: Molière, Pirandello, Garcìa-Lorca, Sofocle, ecc.

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