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Andria, le libere associazioni civiche di rappresentanza: "Pausa amministrativa necessaria"

ANDRIA - Una pausa amministrativa gestita da una commissione straordinaria, nominata dal Ministero dell’Interno, sarebbe la soluzione auspicata dai cittadini ma anche da una significativa parte del mondo associazionistico, non poliasservito e indipendente.

Una fase commissariale che, come accaduto in passato, possa anche lasciare segni molto positivi in una città dove non c’è assolutamente nessun processo virtuoso che possa o che rischi di essere interrotto, vista l’assenza pressoché totale di politiche dello Sviluppo, Occupazionali, Amministrative, Turistiche, Culturali e di Opere necessarie alla comunità.

Una fase commissariale che servirebbe a (inter)rompere bruscamente tutto ciò che potrebbe accadere fino al prossimo anno, qualora questa amministrazione comunale decidesse di restare separata in casa a vivacchiare del nulla.

Una fase commissariale che rappresenterebbe non solo un enorme beneficio di risparmio economico per le casse comunali ma soprattutto una riorganizzazione interna di uffici, corpo dirigenziale e revisione logistica, amministrativa e contabile.

Una fase commissariale evidentemente non gradita a chi ancora oggi gode di privilegi al punto che tutte le cartucce da sparare sono ormai in fase di esaurimento.

Andria si ferma per ripartire. Questo potrebbe essere lo slogan che deve accompagnare il senso di responsabilità che, nella serata di mercoledì 17 aprile 2019, di comune accordo ed intesa, consegnerebbe le chiavi di Palazzo San Francesco nelle mani del Prefetto, al fine di evitare anche il consumarsi di una campagna elettorale “di Palazzo” che potrebbe , quella si, devastare ancor di più le condizioni di un Ente che era ed è stato primo in tutto; una città che oggi, invece, viene dichiarata ultimo in tutto, ma sempre ai primi posti in ciò che non dovrebbe esserlo.

Spezza denti a moglie, arrestato 34enne a Barletta

BARLETTA (BT) - Nuove scene di violenza sulle donne dalla Puglia. Con l'accusa di maltrattamenti in famiglia gli agenti hanno tratto in arresto a Barletta un cittadino albanese 34enne, irregolare sul territorio nazionale. L'accusa nei suoi riguardi è di maltrattamenti in famiglia. 

Gli agenti, che hanno eseguito un' ordinanza di custodia in carcere, hanno accertato che l'uomo maltrattava la moglie, 26enne albanese, con continue aggressioni fisiche e verbali, costringendola ad ubbidire a suo comando, picchiandola.

In scena una vera e propria escalation di violenza: una volta l'ha colpita con un pezzo di legno in faccia, spezzandole due denti e in un'altra, quando la donna, dopo i continui soprusi aveva trovato il coraggio di dirgli che voleva divorziare, le legò mani e piedi, e dopo averle infilato un calzino in bocca per non farla gridare, la ferì al palmo di una mano con un coltello. 

La 26enne, assistita dal personale del Centro Antiviolenza "Giulia e Rossella" di Barletta, ha denunciato il marito al Commissariato di Barletta. L'uomo si trova ora rinchiuso nel carcere di Trani.

Castel del Monte, un luogo d'iniziazione?

di PIETRO VITALE* - L’argomento sul quale vi intratterrò, amici lettori del 'Giornale di Puglia' (con questo mio breve lavoro, sintetico, ma pregnante nel suo primario significato, certamente, non tratterò conclusioni definitive circa la costruzione del manufatto, tanti altri appassionati e studiosi di scienze esoteriche seguiranno, immagino, con la scoperta di altri “misteri” che nasconde questa meravigliosa costruzione), riguarda un famoso monumento pugliese, il quale, ancora oggi, non ha svelato tutto il suo mistero ed è attento oggetto di studiosi e di studio. Come avrete certo di già intuito, mi sto riferendo a Castel del Monte, manufatto che pare sia stato commissionato da Federico Ruggero appartenente alla dinastia degli Hoenstaufen, senza dubbio molto più noto come Federico II di Svevia, del tredicesimo secolo.

Prima di addentraci nell’argomento, ritengo sia d’obbligo soffermarsi brevemente sul personaggio che ha legato il suo nome a questa stupenda opera. Federico II di Svevia è nato il 26 dicembre 1194 a Jesi da Enrico IV discendente del mitico Barbarossa e del potente Ruggero II Re di Sicilia, e da Costanza d’Altavilla. Restò orfano a soli tre anni e fu affidato dal padre in punto di morte alla tutela di Papa Innocenzo III. Il  tutore non si occupò molto del piccolo re, il quale crebbe a Palermo in mezzo al popolo apprendendo l’idioma, gli usi ed i costumi. Va ricordato che a quel tempo Palermo, capitale della Sicilia fino all’avvento angioino, era punto d’incontro di tutte le varie culture mediterranee ed in maniera particolare di quella araba, sotto il cui dominio era stata sino all’anno 1072 quando fu conquistata dai Normanni, il che contribuì in maniera determinante alla sua formazione culturale.

Infatti non appena iniziò a regnare, si circondò di illustri studiosi italiani e stranieri quali, per citarne alcuni, il matematico pisano Leonardo Fibonacci, l’astrologo scozzese Michele Scotus, l’ebreo provenzale Jacopo Ben Abbamani, il campano Pier delle Vigne, Bernardo di Casacca, prima arcivescovo di Bari e poi di Palermo, ed Ermanno di Salsa, gran Maestro dell’Ordine Teutonico. Con altri illustri sapienti intrattenne rapporti epistolari, come l’ebreo di Toledo, Giuda Cohen, al quale chiese la soluzione di un problema di geometria. Questo celebre personaggio muore a soli 56 anni, il 13 dicembre 1250 a Castel Fiorentino, presso Foggia, “Sub-flore” come egli era stato predetto dall’astrologo scozzese Michele Scotus.

Un’ultima considerazione: Federico II è nato il 26 dicembre sotto il segno del Capricorno quando il sole inizia la sua ascesa nel cielo e la luce aumenta la sua intensità, ed è morto il 13 dicembre sotto il segno del Sagittario quando il sole sta per avvicinarsi con il Solstizio d’inverno al suo punto più basso e diffondere solo la sua minima luce.

Ed ora dedichiamoci a quella che viene considerata la sua opera. Castel del Monte è costruito sulla collina della Murgia Barese, alta circa m. 540 sul livello del mare a km. 19 a sud di Andria e più precisamente a 41° 5’1 “di Lat. Nord e a 16° 16’8” Long. Est da Greenwich, con conci di tufo calcareo. Una leggenda racconta che in quel posto, nell’antichità, vi fosse un tempio. Davanti a questo tempio vi era una statua, con questa scritta  misteriosa sulla fronte “Ora il mio capo è di bronzo, ma alle calende di maggio sarà d’oro”. Un anno, all’alba, alle calende di maggio, fu scavato nel posto dove il sole proiettava l’ombra della testa della statua e fu rinvenuto un tesoro che fu utilizzato per la costruzione del castello. Per arrivare a Castel del Monte da Bari si percorre la S.S. 98 per Ruvo di Puglia, km. 27 e poi si svolta sulla S.S. 170 ancora per altri 19 km. Mentre ci si avvicina alla meta in alto d’improvviso appare, ancora in lontananza, ben stagliata sull’azzurro del cielo, la sagoma di questa bellissima, misteriosa costruzione. Essa ha l’aspetto di una mitica corona litica imperiale.

Ed ora, cari lettori, entriamo assieme nel “cuore” della costruzione, iniziamo l’analisi di quanto viene scritto su questo manufatto che da tutti viene chiamato castello. Una delle prime considerazioni deve essere dedicata all’uso dei alcuni numeri i quali sono stati impiegati nella progettazione dell’opera. I numeri sono quelli dell’inizio della serie di Leonardo Fibonacci, matematico pisano dell’epoca, nella quale a partire dal 3 numero ogni valore è dato dalla somma dei valori dei due precedenti (1-2-3-5-8-13-21-34-ecc). Ed infatti nell’esame di questo manufatto si incontrano i primi numeri di questa serie.

Uno  - l’edificio
Due  - gli ingressi
Tre   - i portali d’ingresso nel cortile, le finestre sul cortile, i caminetti del 1° piano le torri con le scale a chiocciola, tristili le finestre del 1° piano.
Cinque – le torri con gli stanzini, il numero complessivo dei caminetti, le pareti del cortile senza finestre.
Otto – le torri, le cortine delle torri, le sale al piano terra, le sale al primo piano, le finestre esterne, ed anche gli abachi ed i plinti delle colonne sono a base ottagonale e pure gli scalini della scala a chiocciola i quali sono 104 che si ottiene moltiplicando il n. 8X13.
Tredici – le monfore che si affacciano sul cortile.
Ventuno – i modiglioni nella parte inferiore del frontone, i modiglioni dell’architrave.
Trentaquattro – quadrifogli inframmezzati dai modiglioni del portale (34:21=1,619).

Da quanto sopra è evidente, che il progettista, fra tutti quei valori, ha voluto in maniera particolare privilegiare il numero otto, quindi è necessaria qualche considerazione su questo valore Plutarco nel suo scritto la vita di Teseo ci dice che “l’otto, primo cubo di un numero pari, è il doppio del primo quadrato, bene esprime la salda ed immobile potenza di Dio”.

Inoltre tutti sappiamo che il quattro rappresenta l’origine terrestre ed il cerchio è l’espressione dell’ordine celeste; perciò l’ottagono, che è la figura intermedia, è un simbolo di rigenerazione. L’otto, il quale ruota di 90° ha significato matematico di infinito, ci ricorda la figura del caducco ermetico, nel quale i due serpenti intrecciati sono il simbolo dell’equilibrio fra forze spirituali e quelle naturali. In una delle figurazioni contenute nell’Azoth dei filosofi di Basilio Valentino si vede una serpe che, in forma di otto , si avvolge intorno al sole ed alla Luna, due impulsi essenziali, solare lunare, i quali debbono essere domati e controllati in perfetto equilibrio.

La pianta di questo manufatto è stata disegnata sul canovaccio di quattro rettangoli sovrapposti a croce di Sant’andrea, ed i lati di questi rettangoli sono in rapporto aureo fra di loro, ossia 1,618. Questo numero il quale fu studiato attentamente sia Euclide che da Pitagora, è definito irrazionale, fu denominato “Divina proporzione” da Fra Luca Paciugo e “sezione aurea” da Leonardo da Vinci. Perché divina proporzione? Perché molte parti del corpo umano sono in rapporto fra loro in questa proporzione: l’altezza dell’uomo da terra all’ombellico moltiplicato per questo numero da l’altezza dell’uomo, così come per la altre parti del corpo umano. Anche il volto dell’uomo è tutto scomponibile in una griglia nelle quali tutti i rettangoli sono in rapporto aureo fra di loro. Ed ora amici lettori, qualche cenno sul punto geodetico che è stato scelto per costruire il manufatto di cui stiamo “indagando”.

Si rivela che il castello si trova quasi perfettamente allineato fra la città di Gerusalemme e la cattedrale di Notre Dame di Chartres costruita in Francia fra il 1194 ed il 1245. Si deve aggiungere che il castello è anche situato alla metà esatta della distanza fra la Cattedrale di Chartres e la Piramide di Cheope a Giza. Quando a Giza sono le ore 13,00 ed a Chartres sono le ore 11,00 a Castel del Monte è mezzogiorno. Alla latitudine di Castel del Monte nel dì equinoziale un ‘ora prima di mezzogiorno il sole ha un’apertura angolare rispetto alla meridiana di 22°33’, e la stessa apertura si riscontra un’ora dopo mezzogiorno per cui sommando i due valori si ottiene 90° che è l’ampiezza dellangolo che divide una circonferenza in otto parti uguali, il che è stato utilizzato per la costruzione dell’edificio.

Abbiamo menzionato che esiste un rapporto fra l’edificio eretto sulla collina pugliese e la piramide costruita nel deserto di Giza. Infatti è interessante leggere le seguenti misure:

                                C. d. M.                 Piramide Rapporto

Lato                       52.33 232.434 4.44
Perimetro 209.32 929.732 4.44
Diagonale 74                         328.72 4.44
Circonferenza 232.434                 1032.51 4.44


Come si nota il rapporto costante fra le misure esposte è di 4.44 ossia quel 444 che cubiti egiziani è la misura del lato della piramide.

L’Abate Moreaux nel suo trattato “La Scienza misteriosa dei Faraoni” scrive che niente ci può far supporre che gli antichi egiziani avessero conoscenza del fenomeno della pressione, della Stella Polare, del peso della terra, della misura dello sferoide terrestre, del volume della terra, della distanza fra la terra ed il sole, della frazione esatta del raggio solare ed ecc…, eppure tutte queste conquiste moderne allo stato di grandezza  naturali misurate e sempre misurabili, avendo soltanto bisogno del significato metrico che portano in se per mostrarci in piena luce, si trovano tutte nella grande piramide.

Ed ora rivolgiamo la nostra attenzione pur senza entrare nel dettaglio al modo con il quale i progettisti di questa opera hanno determinato tutte le misure che sono che sono servite alla realizzazione del progetto. L’architetto Vitruvio, vissuto venti secoli fa, all’epoca di Augusto, nel non libro della sua opera “De Architettura” ci parla della gnonomica che è lo studio delle ombre di un bastone conficcato in terra, ombre che ci consentono di stabilire le ore del giorno, i giorni dell’anno, la latitudine del luogo.

In questo libro Vitruvio ci ha descritto un “analemma” e cioè un disegno geometrico in base al quale è possibile, se conosciamo la latitudine del luogo nel quale il bastone è piantato, determinare la lunghezza delle ombre del bastone alle date in cui il sole entra nei diversi segni zodiacali.
Ed è con questo criterio che sono state determinate le misure per realizzazione di Castel del Monte. Infatti l’altezza del cortile dell’edificio è appunto il bastone dell’analemma di Vitruvio ed ha dato con la proiezione degli angoli le distanze per la misurazione di tutti gli elementi occorrenti alla realizzazione delle diverse parti dell’opera.

Per una comprensione completa di questa realizzazione è necessaria una attenta visualizzazione dei diversi disegni dai quali quando su esposto emerge in maniera chiara.

Invece per completare questo mio lavoro di ricerca, il quale per il tempo in cui deve essere svolto non può scendere in più dettagliate analisi, proseguo sull’aspetto estetico e funzionale della costruzione , aspetto che esclude sia quello di costruzione bellica che quella di luogo di caccia o di piaceri. Domanda: perché non può essere una costruzione di difesa? Perchè non ha fossato intorno al suo perimetro, non ha un ponte levatoio, ha otto finestre esterne molto grandi che ne pregiudicano la difesa, le feritoie non sono abbastanza ampie perché siano usate dagli arcieri, non vi sono scantinati, non vi sono cucine, alloggi per la truppa ed altro, ancora, altra domanda: perché non luogo di piacere? Perché non vi sono come prima cosa, cucine e dispense, camere da letto, una stanza per il trono, stanze per cortigiani, non vi sono scaloni d’onore.

Invece, amici lettori, questo manufatto ha otto sale inferiori e otto al primo piano, tutte comunicanti fra loro. Le stanze del piano terra hanno tutte ad eccezione di quella fra la seconda e la terza, le porte di comunicazioni fra di loro una a destra e l’altra a sinistra della parete che le divide: quasi ad indicare un percorso obbligato.

Terminato il giro delle otto stanze a piano terreno, caratterizzate dalla penombra per la poca luce che filtrava attraverso i portali e le strette finestre, ci accingiamo ad accedere al secondo piano al quale si consiglia di salire per la scala della quarta torre per avere la possibilità di girare tutte le stanze. Arrivati a questo piano, siamo subito colpiti dalla luminosità, per la tanta luce che entra dalle finestre esterne e da quelle che danno sul cortile. Sembra quasi che il visitatore abbia percorso un cammino iniziatici pervenendo alla fine dello stesso alla luce. Anche qui le otto stanze sono tutte comunicanti fra loro ad eccezione della parete fra l’ottava e la prima stanza che è chiusa. L’ottava stanza, al primo piano, è quella che si trova ad oriente sul portale di ingresso. Tutte questa stanze hanno, lungo le pareti, delle panche di travertino chiaro, il che fa pensare che esse fossero utilizzate quali luoghi di riunione e a giudicare dalla progressione delle stanze stesse, a vari livelli.

Da rilevare che i caminetti, costruiti con cappe che somigliano a copricapi di maghi, sono troppo piccoli per riscaldare quegli ambienti e sembra che abbiano, in effetti, più la funzione di bruciatori di aromi ed incensi. Orbene, per finire questo mio lavoro, desidero evidenziare che la costruzione di questo castello è da qualcuno attribuita all’Ordine dei Templari, in considerazione della sua forma ottagonale, forma preferita degli stessi ed utilizzata in varie loro opere come la Cappella di “Le-en Velay”, quella di Lunate in Spagna, la quale è anche circondata da una cinta ottagonale, dall’interno della chiesa di San Giovanni al Sepolcro di Brindisi, dal cortile del “donjon” del Castello di Gisor ed altri. In ultimo, per chiudere, nel quindicesimo secolo in Francia, quale allegoria della distruzione dell’Ordine del Tempio, apparve una stampa raffigurata una torre ottagonale in fiamme.

Bibliografia:
A. Tavolato: Castel del Monte e opere varie
C.A. Willense: Castel del Monte
Vlora-Mongelli-Resta: Il segreto di Federico II

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*Corpo Militare del S.M.O.M., Capitano Commissario (cdo), Cav. Uff. della Repubblica Italiana

Evade dai domiciliari e viene trovato impiccato


di PIERO CHIMENTI - La notizia giunge da Barletta, dove un uomo che si trovava agli arresti domiciliari per maltrattamenti in famiglia è stato trovato morto impiccato all'interno di un'azienda di calzature in cui era divampato un incendio. Sul caso indaga la polizia, in quanto sul cadavere non ci sarebbero stati segni di ustioni causate dalle fiamme.

40 macchine leonardesche in prima assoluta a Trani: un viaggio avvincente tra arte, scienza e tecnica

TRANI (BT) - Parlare di genio proteiforme rimanda immediatamente alla figura gigantesca di Leonardo Da Vinci. A 500 anni dalla sua morte si moltiplicano in tutto il mondo eventi, mostre, tributi al grande genio che rappresenta sicuramente un unicum nella storia universale. Così come un unicum è “IL GENIO. 500 ANNI DI MERAVIGLIA”, il progetto esclusivo che gli renderà omaggio dal 6 aprile a Palazzo delle Arti Beltrani a Trani (BT).

Pittore, scultore, architetto, ingegnere e scienziato, non vi è parte dello scibile che egli non abbia indagato. Giorgio Vasari, il grande storico dell’arte del Rinascimento, lo descrive benissimo nelle sue “Le vite dei piú eccellenti pittori, scultori e architetti”, cogliendo gli aspetti che lo consacreranno a mito universale: “E la fama del suo nome tanto s'allargò, che non solo nel suo tempo fu tenuto in pregio, ma pervenne ancora molto piú ne’posteri dopo la morte sua”. Una letteratura sconfinata, tantissimi gli studi che evidenziano la grandezza di questo “omo sanza lettere”. E proprio un libro avuto in dono sulla figura di questo grande dà l’abbrivio ad un ingegnere salentino, Giuseppe Manisco, per cominciare la sua incredibile avventura. La folgorazione sulla via di Damasco avviene infatti con la lettura di “Le macchine di Leonardo da Vinci” di Marco Cianchi, a cui sono seguite altre letture assieme ad uno studio “matto e disperatissimo” per carpire i segreti dei codici leonardeschi, ivi compresa la scrittura speculare, di questo grande uomo del Rinascimento, antesignano di scoperte impensabili per l’epoca, come quella del cannocchiale, 100 anni prima di Galileo Galilei. Notizia della scoperta, quest’ultima, che ha fatto il giro del mondo, da attribuirsi proprio all’ing. Manisco. 

40 opere inedite mai realizzate, la maggior parte a dimensione reale, non in scala, costruite esattamente come Leonardo le aveva disegnate e progettate (dai disegni dei suoi scritti raccolti nei Codici, tra cui il Codice Atlantico), eseguite addirittura con le tecniche della sua epoca, come quella della forgiatura. 

Il Centro Culturale Polifunzionale della città di Trani di Palazzo Beltrani con grande onore ospita questa collezione riguardante le più suggestive macchine progettate da Leonardo in “prima assoluta” in quanto alcune opere in mostra sono state realizzate appositamente per la location ospitante e saranno presentate al grande pubblico dal loro stesso autore, Giuseppe Manisco. “Un’operazione incredibile e unica”, così sintetizza Niki Battaglia, promotore della mostra e direttore di produzione di Palazzo delle Arti Beltrani. “In seguito al grande successo riscosso l’anno scorso dalla Mostra 'Il Genio. A Trani. L’arte della guerra: cosa bestialissima' sempre a Palazzo delle Arti, esposizione interamente focalizzata sull’Arte della guerra, ho voluto fortemente le macchine leonardesche dell’ingegner Manisco a Trani perché solo vedendole realizzate si può comprendere ancor più la grandezza di un genio che incarna appieno lo spirito rinascimentale e cogliere la meraviglia che il suo ingegno suscita in chi lo ammira”. 

La mostra, organizzata dall’Associazione Delle Arti in collaborazione con CREATTIVAmens e con il Centro Culturale Polifunzionale della città di Trani di Palazzo Beltrani, gode dei patrocini della città di Trani, Teatro Pubblico Pugliese, Festival internazionale Castel dei Mondi, Ordini degli Ingegneri e Architetti della BAT, e vede la partecipazione del Liceo Artistico Federico II Stupor Mundi di Corato e l’IISS Aldo Moro di Trani. 

L’intero progetto espositivo è stato concepito per rendere omaggio al più grande Genio di tutti i tempi e alla sua Arte, ancora attualissima, mettendone in evidenza le scoperte più salienti e gli aspetti ancora poco noti. La mostra propone una nuova e molto più complessa esposizione su tutte le macchine del Genio, non solo quelle della guerra, con l’obiettivo principale di diffondere la cultura leonardesca in tutte le sue forme. Il fine è diffondere una conoscenza approfondita di una delle menti più geniali di tutti i tempi, dando rilievo al lato professionale più tecnico dell’artista, spesso meno considerato se rapportato alle grandi opere pittoriche, con un viaggio avvincente tra arte, scienza, tecnica, filosofia, architettura e ingegneria. Figura di statura mastodontica e irripetibile, infatti, Leonardo affascina ormai da mezzo millennio chiunque entri in contatto con la sua “arte”, con la sua capacità speculativa, alimentando sempre più l’enigma sul suo genio e sulla sua vita. Lo stesso mistero che avvolge anche molte delle sue opere, alcune delle quali fanno parte del “mindscape pop” dell’umanità intera, dalla Gioconda all’Uomo Vitruviano, dagli studi sul volo alle macchine da guerra appunto. 

La mostra sarà fruibile dal 06 aprile al 30 giugno dalle ore 10.00 alle ore 18.00 con orario continuato.

Sabato 6 aprile alle ore 20 è prevista una presentazione della mostra con un cicerone d’eccezione. 

Puglia: catturata la banda che assaltava i portavalori

BARI - Sono cinque le persone fermate dalla Polizia stradale, in collaborazione con lo Sco, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani. L'accusa è di essere gli autori dell'assalto ad un portavalori della Cosmopol compiuto sulla A14 il 20 novembre 2018, all'altezza di Canosa di Puglia, nella Bat. Quel giorno una decina di persone, travisate e armate, dopo aver esploso numerosi colpi di arma da fuoco, si impossessarono di valori e altri oggetti. Il fermo è stato ordinato perché si ritiene che i cinque fossero pronti ad assaltare un altro fugone portavalori e a fuggire.
   
Secondo la Procura di Trani i cinque fermati, tutti con precedenti penali, fanno parte di un sodalizio criminoso dedito alla commissione di rapine in danno di furgoni portavalori in transito lungo le arterie autostradali pugliesi.

LOSACCO (PD): COMPLIMENTI A POLSTRADA BARI - “Complimenti alle forze dell’ordine per l’operazione che ha portato all’arresto della banda autrice di rapine a portavalori sulle strade della Puglia.” Lo scrive in una nota il deputato barese del PD, Alberto Losacco.

“Sono più volte intervenuto in Parlamento – prosegue Losacco – per sensibilizzare su un fenomeno criminale che ha conosciuto diversi episodi, con il blocco degli automezzi su arterie principali e aggressioni che hanno messo gravemente a rischio l’incolumità delle guardie giurate e dei malcapitati automobilisti. 

Questi assalti ricordano sinistramente gli anni della lotta al contrabbando, quando le strade della Puglia conobbero scontri e drammatici incidenti. 

Per questo – conclude Losacco – è importante però non abbassare la guardia, bisogna fare tutto il possibile per reprimere questi fenomeni criminali e garantire così la massima sicurezza delle strade della nostra regione.”

Barletta, UniBat: "Arriva il salasso"

BARLETTA - Lo scorso 15 gennaio veniva presentata in pompa magna l’attivazione del Portale Telematico per l’inoltro delle pratiche SUAP nel comune di Barletta. In realtà un servizio che a Barletta è partito con enorme ritardo; non come i tredici anni di ritardo che il comune ci ha impiegato per approvare un minimale Piano del Commercio, rimasto pure inapplicato, ma comunque con enorme ritardo.

Senza infierire e senza voler girare il coltello nella piaga – affermano da UniBat – ci preme invece sottolineare che l’attivazione del Portale Telematico non è altro che l’adesione, a partire dallo scorso primo febbraio, ad una convenzione “completamente gratuita” sottoscritta tra la C.C.I.A.A. e il comune quindi l’adesione al Portale chiamato “Impresa in un Giorno” che altri comuni, anche il più piccoli ed i più sperduti d’Italia, già utilizzano da anni. Invece di chiedere scusa ad utenti e professionisti che fino allo scorso gennaio addirittura neppure per Pec potevano inviare le pratiche in quanto il comune ritardatario pretendeva ancora il cartaceo, roba da quarto mondo, il comune di Barletta rincara la già pesantissima dose accanendosi contro il piccolo commercio credendo di poter continuare a beneficiare della buona sorte rappresentata dai silenzi di chi, pur dichiarandosi “rappresentativo e sedendosi in solitudine sui tavoli regionali della spartizione, continuano a tacere. Poiché il mondo è abitato, fortunatamente, anche da chi in silenzio non sa stare né tantomeno ha obblighi di riconoscenza di alcuna specie verso la politica, avendo altresì rinunciato a fruire di denaro pubblico, anche del comune di Barletta, o a creare associazioni polisindacali con i comuni vessatori, ecco che anche in questa circostanza sono le due Associazioni di base, Indipendenti, Unimpresa e CasAmbulanti a farsi sentire, forte, fortissimo.

Il Presidente UniBat e Coordinatore CasAmbulanti, Savino Montaruli, non la manda a dire e dichiara: “lo scorso anno evidenziammo quanto il comune di Barletta si stesse accanendo contro il piccolo commercio ormai indifeso da chi beneficia di enormi fondi pubblici millantando rappresentanza che, in quella forma, non ha neppure lontanamente, e lo dicono i dati ufficiali delle Camere. Infatti nella città della Sfida la giunta passata, ugualmente inutile e senza senso, deliberò in data 28 febbraio 2017 con deliberazione nr. 22, poi in Consiglio comunale con deliberazione nr. 21 del 27 marzo 2017, l’applicazione di un tariffario ammazza imprese trincerandosi dietro causali tipo “diritti di istruttoria”, giungendo chiedere il pagamento di gabelle che arrivavano anche a cento euro 100 euro per pratiche di aperture, trasferimenti, ampliamenti o riduzioni di superfici di vendita, subingressi; per il commercio ambulante altri 100 euro per nuova attività ed addirittura anche per subingresso introducendo una nuova tassa che altrove non è dovuta! Sorvolando su tutte le altre mannaie predisposte ad hoc per abbattersi anche sui  pubblici esercizi quindi bar – ristoranti – pizzerie ed esercizi similari di somministrazione di alimenti e bevande, mentre si attendeva che la semplificazione degli adempimenti, grazie alla generosità della Camera di Bari con l’adesione ad “Imprese in un Giorno” avesse anche ripercussioni positive sul dissanguamento comunale nei confronti dei commercianti, ecco l’ennesima sorpresa che sta mandando in bestia gli ambulanti. 

Il comune di Barletta chiede che venga versato un diritto di ben 50 euro per ciascuna istanza di partecipazione alle feste e fiere cittadine. Avete capito bene. Non un solo diritto da 50 euro per partecipare a tutte le manifestazioni, bensì 50 euro per ciascuna di esse. Tutto questo senza alcun preavviso e comunque in modo contraddittorio vista l’entrata in vigore della “semplificazione”. Nel comune di Barletta, infatti, si svolgono, nel corso dell’anno, ben 11 eventi di questa natura che sono: Santa Rita, San Filippo, Sant’Antonio, Cuore Immacolato, San Paolo Apostolo, Festa Patronale, Santi Medici, San Francesco, Sacra Famiglia, Santa Lucia, San Ruggiero e, arrotondando per difetto, accade che l’operatore che voglia partecipare e che di fatto partecipa avendo maturato anzianità di legge, a tutte le manifestazioni, anche a quelle parrocchiali dove si esercita l’attività solo per qualche ora nella giornata, deve chiedere un prestito per pagare i diritti, il suolo pubblico, le marche da bollo e tutte le altre gabelle locali. Un salasso inaudito e vergognoso che non è tollerabile in alcun modo. Si tratta di attività storiche, di tradizione e nella maggior parte dei casi di maestri del torrone, dei dolciumi, della vendita di prodotti alimentari tradizionali e di altre merci. Possibile che un’amministrazione comunale, peraltro afflitta da un costante e perseverante becero fenomeno di abusivismo commerciale che infesta anche il mercato settimanale senza che l’amministrazione sia in grado di abbattere, possa essere così avida, insensibile, distratta, sciattona e assolutamente inadeguata nei confronti dei commercianti in regola? Possibile che a regnare siano i silenzi dei compiacenti in un contesto dove non esistono più  incontri, riunioni, convocazioni e non esiste più alcun rapporto istituzionale rispettoso dei ruoli? Siamo di fronte alla totale disattenzione verso le piccole imprese e questo sta portando alla definitiva distruzione del tessuto economico, sociale, produttivo, culturale della città di Barletta. I politici passano, i polisindacalisti passano con i politici ma resta l’enorme disagio, la frustrazione, l’umiliazione subita da chi ha costruito la storia, anche economica e sociale della città. E’ inconcepibile, intollerabile e vergognoso che tutto questo possa continuare ad accadere.” – ha concluso Montaruli.

Intanto sono stati programmati due incontri di categoria presso le associazioni UniBat e CasAmbulanti con gli Operatori che assumeranno decisioni drastiche a difesa del proprio diritto al lavoro e della propria Dignità.

Protezione civile, Mennea: "Formeremo alla prevenzione dei rischi i ragazzi di tutte le scuole della Puglia"

BARI - “Porteremo la Protezione civile in tutte le scuole della Puglia, perché siamo convinti che la cultura della prevenzione passi attraverso la sensibilizzazione dei ragazzi che sono capaci, più di altri, di comprendere le problematiche ambientali e di rischio e diffonderle in famiglia e nella società”. Lo dichiara il consigliere regionale Ruggiero Mennea, presidente del comitato permanente della Protezione civile Puglia, che insieme all’assessore regionale all’Istruzione, Sebastiano Leo, alla sezione regionale di Protezione civile (rappresentata dal dirigente Antonio Mario Lerario) e all’Ufficio scolastico regionale (rappresentato dal direttore generale Anna Cammalleri) ha organizzano per domani 26 marzo alle ore 10 (sala stampa della Presidenza della Giunta regionale, lungomare N. Sauro 33 a Bari) una conferenza stampa, durante la quale sarà sottoscritto il protocollo d’intesa finalizzato alla diffusione, negli istituti scolastici di ogni ordine e grado della Puglia, di piani di formazione in materia di Protezione civile. 

“Contiamo molto su questa iniziativa – prosegue Mennea - per accrescere il livello di conoscenza dei rischi sull’intero territorio pugliese e, soprattutto, rafforzare la capacità di reagire a questi rischi. E poi vogliamo che tra questi ragazzi ce ne siano tanti che possano diventare futuri volontari della Protezione civile regionale”. 

“La cosa più importante che mi preme sottolineare – rimarca ancora l’esponente del Pd in Consiglio regionale – è che esiste una perfetta sintonia tra quello che stiamo realizzando a livello regionale e quanto stanno facendo il dipartimento di Protezione civile e il Miur, a livello nazionale. Si tratta del più grande progetto pilota di formazione nelle scuole, finalizzato a dare impulso all’accordo sottoscritto a livello nazionale, per introdurre un pacchetto formativo in materia di Protezione civile in tutte le scuole”. 

Il protocollo ha, in sintesi, l’obiettivo di diffondere la cultura della Protezione civile a scuola e 
creare una rete tra scuola e istituzioni preposte alle attività di Protezione civile, anche attraverso percorsi didattici finalizzati alla tutela dell'uomo e dell'ambiente. Ha, inoltre, la finalità di far conoscere le persone, i mezzi e le strutture che intervengono in occasione di eventi straordinari, con particolare attenzione agli aspetti della prevenzione, della pianificazione e dell'attenuazione dei rischi, oltre che del soccorso e del ripristino dei luoghi. E, infine, definire percorsi di apprendimento “dinamici”, in grado di consentire a ciascun soggetto di intervenire in modo adeguato, opportuno e tempestivo in caso di pericolo per noi e il nostro territorio.

Autonomia differenziata, Ventola: "Attuiamo federalismo fiscale approvato 10 anni fa"

ROMA - Il coordinatore e consigliere regionale di Direzione Italia, Francesco Ventola, interviene sulla vicenda della ventilata autonomia delle regioni del Nord Italia. “C’è un errore che non si deve assolutamente fare quando si parla di Autonomia differenziata: creare un fronte Sud contro uno Nord. Strumentalmente o peggio per cavalcare l’argomento in chiave elettorale. Si sarebbe irrispettosi verso altri cittadini, altri italiani, che hanno partecipato a un Referendum per chiedere maggiore autonomia regionale, magari anche pensando di scavare un solco con le Regioni meridionali considerate una sorta di zavorra che impedisce loro di essere maggiormente protagonisti nel Nord-Europa. Ieri il Consiglio regionale ha approvato non una ma due mozioni che impegnano il governo regionale a vigilare perché l’Autonomia non si traduca in un danno per i cittadini pugliesi. In realtà, abbiamo per oltre quattro ore tenuto una discussione anche interessante e condivisibile, ma di fatto inutile, perché come consiglieri regionali non possiamo fare niente, semplicemente perché non è una competenza regionale, ma governativa e parlamentare. E, quindi, sarebbe molto più utile fare pressioni sui parlamentari pugliesi e meridionali affinché sia il Parlamento ad affrontare l’intera questione evitando che si limiti solo a ‘ratificare’ intese tra Governo e Regioni che per così come sono scritte oggi sono pericolosamente immodificabili per dieci anni. Ma c’è altro che possiamo fare: nel 2009, fu approvata una legge (n.42, Federalismo fiscale) proposta da un ministro pugliese, Raffaele Fitto, e da un ministro del Nord, Roberto Calderoni, che non è stata ancora attuata, ma che sull’argomento è decisamente avanti: valorizza, esalta e persegue i principi dei costi standard e dei livelli essenziali prestazionali. Se in questi dieci anni fosse stata attuata avremmo scoperto che il divario fra Nord e Sud è provocato anche da gap strutturali e storici e non solo da cattiva gestione amministrativa. Del resto esattamente a questa legge si faceva riferimento nel programma elettorale del centrodestra dello scorso anno quando si chiedeva un rafforzamento delle autonomie locali attraverso il federalismo responsabile. Quindi nel contratto del Governo del Cambiamento altro non può esserci, perché altro non è stato votato dagli italiani, né in Parlamento può essere violata la Costituzione o forzare la mano su un provvedimento non condiviso dal territorio. E allora il mio appello è che si riparta dalla legge n. 42 del 2009, perché lì ci sono anche le risposte per il nostro Sud, sperando di poter arrivare un giorno nel pretendere pari condizioni. A pari condizioni gareggiamo i 100 metri, i 1.000 e i 10.000. Insomma, tutto quello che vogliamo. Ma a parità di condizioni”./comunicato

Sinisi e Introna a Bisceglie con 'Due uomini in prova'


BISCEGLIE (BT) - Due uomini in prova è uno spettacolo scritto da Pinuccio Sinisi e Marcello Introna, e diretto da Pinuccio Sinisi. Il titolo è la sintesi stessa della rappresentazione, che vede non a caso due attori cimentarsi nelle prove di un presunto spettacolo, verso cui non nutrono alcuna certezza e molti timori.

Commedia in un atto unico della durata di circa un’ora e venti, “Due uomini in prova” riproduce in scala reale un pomeriggio tipo dedicato alle prove, tra sprazzi di commedia Plautina, recitativi troppo aulici, pezzi musicali e scambi personali tra i due protagonisti che finiscono puntualmente a litigare, perché hanno una visione e una concezione della vita profondamente differenti, legate soprattutto alle divergenze generazionali.

Mentre Sinisi si pone giustamente come deus ex machina, legato ad una visione seria e missionaria della dimensione teatrale, Introna lo irrita con le sue continue approssimazioni che mediano attraverso l’onnipresenza dello smartphone e una certa disabitudine all’abnegazione. Ne deriva un contesto comico in cui i due attori si scambiano “gentilezze” ed epiteti sfregianti, salvo poi ritornare al loro pensiero comune, fisso: non fare una figuraccia quando e se ci sarà mai una prima di “Due uomini in prova”.

Appuntamento mercoledì 20 marzo alle 20:30 alle Vecchie Segherie Mastrototaro di Bisceglie in via Porto.

Primavera a Canosa di Puglia tra riti pasquali, natura e archeologia

CANOSA DI PUGLIA (BT) - Al via “Primavera in archeologia ’19” a Canosa di Puglia (BT), la rassegna d’eventi culturali organizzata dalla Fondazione archeologica canosina e dalla “Tango Renato-servizi per l’archeologia e il turismo”, in collaborazione con  l’Associazione promozione turistica e culturale Puglia autentica, Settimana Santa in Puglia, l’Associazione Culturale Settimana Santa Canosa,  Parrocchia San Francesco e Biagio, Associazione Culturale La Passione Vivente Canosa, la Cattedrale San Sabino, con il patrocinio del Comune di Canosa di Puglia.

Una serie di eventi a partire da domenica 24 Marzo  fino al 16 Giugno, con l’arrivo della stagione estiva, in cui avrà inizio “Le Notti dell’archeologia ‘19”. Il tutto si catalizza nel periodo della Settimana Santa, durante il quale migliaia di fedeli e curiosi arrivano da ogni parte del mondo. Ad avere maggiore coinvolgimento, sicuramente, la Processione della Madonna Desolata, la quale si svolge nella ricorrenza religiosa del sabato Santo, per questo unica al mondo e recentemente presentata assieme a tutta la Settimana Santa in Puglia a Valladolid, nella terra di Castilla e León in Spagna. Nella scorsa edizione di “Primavera in archeologia”, il giorno di Pasquetta ha registrato il maggiore numero di partecipanti, grazie alle aperture straordinarie e alle molteplici passeggiate archeologiche svoltesi in mattinata e nel pomeriggio. All’interno del programma ulteriori festività come il 25 aprile, Anniversario della liberazione d'Italia; il 1 Maggio, Festa dei lavoratori; il 18 Maggio, Notte dei Musei e il 2 Giugno, Festa della Repubblica.

Di seguito le iniziative:

Domenica 24 MARZO: “LA CITTÀ DEGLI IPOGEI”, ore 9.30 e ore 15.30, incontro in viale I Maggio, 17, percorso monotematico alla scoperta di Canosa daunia-ellenistica, un'affascinante esplorazione del sottosuolo della città e dei tesori che nascondeva: gli ipogei e i corredi funerari. Gli ipogei sono le dimore ultraterrene dei "principi dauni", tombe interamente scavate nel tufo e risalenti al IV-III sec. a.C. Dagli ipogei provengono straordinari vasi, ori, armi, oggi a Palazzo Sinesi e al Museo Civico (Palazzo Iliceto). I siti visitabili saranno: la Tomba Varrese (tra la fine del IV e i primi del III sec. a.C.), interamente scavato nel banco tufaceo si articola in un dròmos e cinque celle, gli Ipogei Lagrasta (IV-I sec. a.C.), il più importante complesso funerario di Canusium e dell'intera regione; l'Ipogeo D'Ambra (IV-III sec. a.C.), interamente scavato nell'argilla; l'Ipogeo del Cerbero (III sec. a.C.), il quale presenta l'affresco del mitologico cane a tre teste Cerbero e l'Ipogeo di Vico San Martino (V-I sec. a.C.), complesso funerario con diverse tipologie di ambienti.

Domenica 31 MARZO: “RIPERCORRENDO LA VIA TRAIANA”, incontro ore 9.30 e ore 15.30, presso Battistero di San Giovanni, via Giunio Ospitale, il tour archeologico che fa rivivere la magnifica età romana e paleocristiana. I siti che interesseranno il percorso sono: Il ponte romano sull'Ofanto (I-II sec. d.C.), costruito dall'imperatore Traiano nel 114 d.C., ed attraversato dalla via Traiana, asse strategico di collegamento tra Roma e l'Oriente, il Mausoleo Bagnoli (II sec.d.C.), monumento sepolcrale datato al II secolo d.C.; l’Arco di Traiano (II sec.d.C.), monumento onorario posto a circa un chilometro dall'abitato moderno, elemento divisorio tra la città dei vivi e quella dei morti, il Parco archeologico di San Giovanni (VI sec. d.C.)  dove il vescovo Sabino innalzò l'imponente edificio dedicato al Battista e sottopose ad una importante ristrutturazione la Basilica del IV sec. d.C. attribuita al culto della Vergine.

Domenica 7 APRILE:  “ARCHEOTREKKING”, ore 9.30, incontro presso il Parco archeologico di San Leucio. Il percorso abbina la scoperta delle armoniosità naturalistiche e culturali del territorio canosino al trekking e si snoderà per le seguenti tappe: la Necropoli di Pietra Caduta (V e IV secolo a.C) caratterizzata da tombe a monocamera; l’Ipogeo del Cerbero (III sec. a.C.); le Terme Lomuscio (II sec.d.C.); il Tempio di Giove Toro (II sec.d.C.); la Domus romana di Colle Montescupolo e il magnifico Parco Archeologico di San Leucio con gli emblematici capitelli corinzi figurati.

Venerdì 12 APRILE:  La Processione della Beata Vergine Addolorata, nel pomeriggio, apre i riti pasquali a Canosa.“A SPASSO NEL TEMPO”: incontro ore 15.30 presso il Museo archeologico Nazionale (via Kennedy, 18). Attraverso un iter millenario si scopriranno i tesori preziosi e tangibili della secolare storia di Canusium visitando: il Museo Archeologico di Palazzo Sinesi, con le raffinate ceramiche funerarie provenienti dalla Tomba Varrese (IV-III sec. a.C.); la Domus romana di Colle Montescupolo, tipico esempio di dimora d’epoca imperiale (I sec.d.C.-I sec. d.C.); il caratteristico Ipogeo Scocchera B (III-II sec. a.C.); il Parco Archeologico di San Giovanni (VI sec. d.C.), importante edificazione paleocristiana; il Mausoleo di Marco Boemondo d’Altavilla (XII sec.), eroe della I Crociata;

Sabato 13 APRILE: Concerto Stabat Mater presso la Chiesa della Beata Vergine del Carmelo, ore 20.00.“A SPASSO NEL TEMPO”: incontro ore 15.30 presso il Museo archeologico Nazionale (via Kennedy, 18).

Domenica 14 APRILE (Domenica delle Palme): Passione vivente, ore 17, Piazza della Repubblica. “CANUSIUM ROMANA”:  incontro ore 9.30  presso il Museo archeologico Nazionale (via Kennedy,18). Tour immerso in uno dei momenti storici più floridi della Città dal punto di vista politico-amministrativo e di conseguenza artistico e culturale, un periodo vissuto da Canosa prima come Città autonoma (IV-I sec. a.C.), quindi come Municipium (I sec. a.C. - II sec. d.C.), poi come Colonia (II sec. d.C.) e infine come Capoluogo d’Apulia et Calabria (III-V sec.). I siti interessati: il Lapidarium (età imperiale), la Domus romana di Colle Montescupolo, il Tempio di Giove Toro (età antoniana, II sec.d.C.), commissionato dal patronus Erode Attico all’interno del piano di riurbanizzazione cittadina, e il Museo Archeologico civico di Palazzo Iliceto, con la ricca mostra “Tu in daunios”.

Venerdì 19 APRILE (Venerdì Santo): Processione Santi Misteri, ore 19.00, Chiesa della Beata Vergine del Carmelo. “A SPASSO NEL TEMPO”: incontro ore 15.30 presso il Museo archeologico Nazionale (via Kennedy, 18).

Sabato 20 APRILE (Sabato Santo):Processione della Madonna Desolata, ore 9.00, Chiesa Santi Francesco e Biagio,“A SPASSO NEL TEMPO”: incontro ore 16.00 presso il Museo archeologico Nazionale (via Kennedy,18).

Lunedì 22 APRILE (Lunedì dell’Angelo): PASQUETTA ’19:“A SPASSO NEL TEMPO”: incontro ore 10.00 e ore 16.00 presso il Museo archeologico Nazionale (via Kennedy,18). Il Parco Archeologico di San Leucio sarà aperto, indipendentemente dalle passeggiate archeologiche sopracitate, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 15.30 alle 19.00.

Giovedì 25 APRILE (Festa della Liberazione): “LA CITTÀ DEGLI IPOGEI”, ore 10.00 e ore 16.00, incontro in viale I Maggio, 17;

Domenica 28 APRILE (Festa delle primizie): Processione della Madonna della Fonte, ore 12.00, Cattedrale San Sabino,“A SPASSO NEL TEMPO”: incontro ore 9.30  presso il Museo archeologico Nazionale (via Kennedy, 18);

Mercoledì 1 MAGGIO (Festa dei lavoratori): “ARCHEOTREKKING”,ore 9.30, incontro presso il Parco archeologico di San Leucio e “ A SPASSO NEL TEMPO” incontro ore 10.00 e ore 16.00 presso il Museo archeologico Nazionale (via Kennedy,18);

Domenica 5 MAGGIO: “TRA BIZANTINI E CROCIATI”:  incontro ore 9.30 e ore 15.30 presso il Museo archeologico Nazionale (via Kennedy, 18) iter alla scoperta di Canosa tardo antica e medievale. Oltre la Concattedrale Basilica di San Sabino (VI sec. d.C.), il Mausoleo di Boemondo d’Altavilla, la Domus romana di Colle Montescupolo e il Parco Archeologico di San Giovanni, sarà oggetto di visita il Parco Archeologico di San Leucio (IV a.C. -VI sec. d.C.) con i singolari capitelli corinzi figurati unici al mondo ed i resti della Basilica sabiniana;

Domenica 12 MAGGIO: “LA CITTÀ DEGLI IPOGEI”,ore 9.30 e ore 15.30, incontro in viale I Maggio, 17;

Sabato 18 MAGGIO: “LA NOTTE DEI MUSEI”, incontro ore 20.00 presso il Museo archeologico Nazionale (via Kennedy, 18). Il percorso interesserà: il Museo archeologico di Palazzo Sinesi, con la splendida collezione Varrese (IV sec. a.C.) composta da oltre 450 reperti di cui i prestigiosi vasi policromi plastici unici al mondo; il Museo civico di Palazzo Iliceto, con la magnifica sezione romana (capitelli, fregi, epigrafi) e la mostra “Tu In daunios” composta da monili in bronzo, armi da battaglia, monete e innumerevoli reperti coroplastici e il Museo del Parco archeologico di San Leucio.

Domenica 26 MAGGIO: “RIPERCORRENDO LA VIA TRAIANA”, incontro ore 9.30 e ore 15.30, presso Battistero di San Giovanni, via Giunio Ospitale, il tour archeologico che fa rivivere la magnifica età romana e paleocristiana. I siti che interesseranno il percorso sono: Il ponte romano sull'Ofanto (I-II sec. d.C.), costruito dall'imperatore Traiano nel 114 d.C., ed attraversato dalla via Traiana, asse strategico di collegamento tra Roma e l'Oriente, il Mausoleo Bagnoli (II sec. d.C.), monumento sepolcrale datato al II secolo d.C.; l’ Arco di Traiano (II sec. d.C.), monumento onorario posto a circa un chilometro dall'abitato moderno, elemento divisorio tra la città dei vivi e quella dei morti, il Parco archeologico di San Giovanni (VI sec. d.C.)  dove il vescovo Sabino innalzò l'imponente edificio dedicato al Battista e sottopose ad una importante ristrutturazione la Basilica del IV sec. d.C. attribuita al culto della Vergine;

Domenica 2 GIUGNO (Festa della Repubblica): “ARCHEOTREKKING”, ore 9.30, incontro presso il Parco archeologico di San Leucio e “A SPASSO NEL TEMPO” incontro ore 10.00 e ore 16.00 presso il Museo archeologico Nazionale (via Kennedy, 18);

Domenica 9 GIUGNO: “CANUSIUM ROMANA”:  incontro ore 9.30 e ore 15.30 presso il Museo archeologico Nazionale (via Kennedy, 18);

Domenica 16 GIUGNO: “LA CITTÀ DEGLI IPOGEI”, ore 9.30 e ore 15.30, incontro in viale I Maggio, 17.

Per partecipare agli eventi o richiedere informazioni è possibile contattare il seguente numero telefonico 3338856300 o inviare una mail a info@canusium.it. É inoltre possibile usufruire di menù convenzionati partecipando alle passeggiate archeologiche.

Per ulteriori informazioni rimandiamo al sito www.canusium.it e alla pagina Facebook Fondazione Archeologica Canosina (https://www.facebook.com/canusium.it/) su Instagram (fac_canusium) e su TripAdvisor. (Ilenia Pontino)

Andria, il 16enne Cristian Roberti vince la mediofondo 'dei grandi'

ANDRIA – Così come per il parco dell’Alta Murgia, del quale è imperiale corona sul più nobile dei suoi Colli, anche per la mountain bike pugliese il Castel del Monte è una felice sineddoche. Basta solo citare il maniero federiciano per scatenare nella mente degli appassionati di ciclismo in fuoristrada adrenalina e passione, tecnica e velocità, divertimento e tradizione. Una parte per il tutto, insomma, si scrive Castel del Monte e si pronuncia mountain bike. Per la Puglia è così, è sui sentieri murgiani che è nato tutto, per questo anche quest’anno ha riscosso un ampio successo di pubblico e di atleti l'edizione della Medio Fondo Castel del Monte, giunta alla sesta edizione con la cura organizzativa della New Bike Andria, patrocinata dal Parco Nazionale dell'Alta Murgia nella persona del vice presidente Cesareo Troia e dall’assessorato allo sport della città di Andria.

UNA VITTORIA STRAORDINARIA - In 250 hanno preso il via alla seconda tappa dell’Iron Bike 2019, disegnata dal team di Gennaro Volturno su una distanza di 49 chilometri e scarsi 1000 metri di dislivello, attraversando in un batter di ciglia alcuni tra i più significativi scenari dell’Alta Murgia, sia sotto il profilo ciclistico che quello paesaggistico. Dopo un’attività di preparazione e di avanzamento che getta le origini sin dal termine della scorsa edizione, passando per una accurata generosa e volontaria ripulitura del tracciato da depositi illeciti di rifiuti, la New bike Andria e l’Iron Bike hanno proposto un evento e rinnovato nella sua forma ma immutato nel suo spirito. E il Castel del Monte ci ha messo del suo regalando lo scettro a una delle giovani promesse più interessanti di Puglia.
A vincere ai piedi del monumento Unesco (presso il CAT di Giovanni Basile, sede della logistica), per la prima volta assoluta nella sua carriera, è stato lo juniores Christian Roberti. Non ancora diciassettenne è tesserato nella corazzata Cicli Sport 2000 di capitan Paolo Colonna e la sua vittoria scrive un capitolo nuovo, senza mezzi termini, nelle pagine della storia ciclistica pugliese e dell’Iron Bike, del quale è il più giovane vincitore di sempre. Tarantino di Statte, è alla sua prima stagione da juniores, con pochissima esperienza ciclistica alle spalle. Ha trovato terreno fertile nella squadra di Capitan Colonna e ha subito gettato profondo radici.

GARA INCERTA SINO ALL’ULTIMO – A dirla tutta il capitano era proprio l’assente a della gara andriese, ma il suo luogotenente Mino Ceci è stato bravissimo a coordinare il team composto di soli giovani, guidando una intensa rimonta durata quasi tutta la gara. A seguito di una svista nelle prime fasi di gara, infatti, la testa della corsa era stata presa dal locale Giacomo Scardigno, corridore di Ruvo di Puglia tesserato per la New bike Andria, che fa del Castel del Monte il suo terreno di caccia preferito. Scardigno che quasi certamente ha dovuto sconvolgere i piani di battaglia si è trovato a spingere in testa per tutta la gara sfiorando una vittoria certamente meritata, cedendo le gambe più che la testa soltanto sullo strappo finale, definito non a caso “Lo Spacca-gambe". All'arrivo è una parata per il duo della Cicli Sport Ceci e Roberti, con il secondo che transita quasi incredulo a braccia al cielo, celebrando una vittoria storica per il movimento giovanile pugliese. A soli 30 secondi giunge un ottimo Scardigno (1° degli ELMT, fascia dai 19 ai 39 anni), tra l'ovazione generale del pubblico che aveva seguito a distanza la sua impresa grazie anche al percorso public-fiendly, con notevoli punti di osservazione.

Degna di nota anche la prestazione dello juniores Angelo Tagliente, giunto quarto al traguardo a soli 47 secondi dal vincitore, di Gianfranco Bongermino (5° e 1° degli M2 – 35-39 anni), dell’andriese Vincenzo Pietrangelo (6° e vincitore della fascia M3 dai 40 ai 44 anni) e del leader della fascia 2 dell’Iron bike, Alessandro Fittipaldi (7° e capofila degli M4). Gaetano Soriano porta a casa il successo neIla M5, mentre Luigi Di Cosola quello nella M1. Pasquale Piemontese sale sul gradino più alto del podio tra gli M6, mentre gli M7 sono ad appannaggio di Giuseppe Lazzazera e gli M8 di Tommaso Barbaro, tornato alle gare tra un’ovazione generale dopo un lungo infortunio. In campo femminile l'ha spuntata la leader della generale Zeila Ruggiero, categoria Donne Elite, precedendo un'ottima Simona Quarta (1° delle donne master) dopo un intenso duello a distanza. Completa il podio Miriana di Rutigliano. Particolarmente toccante la dedica della Ruggiero, originaria della Valle D'Itria, al suo conterraneo Leo Colucci, per il quale lo scorso anno tanti restarono in apprensione per settimane e che oggi è in netta fase di ripresa.
Importanti, in chiave assoluta, anche gli altri risultati degli atleti New Bike, con Antonio Notarpietro 8° e Antonio Giaconella 10°, dopo una lunga porzione di gara con Tagliente.

RETE FRA LE ASSOCIAZIONI DEL TERRITORIO – Ampia la rete di collaborazione della New Bike Andria per garantire l’assoluta sicurezza sul percorso, completamente in sicurezza e presidiato da 50 volontari, distribuiti nei punti critici e nei punti ristoro, un particolare non da poco che ha contribuito alla serenità della giornata e che ha raccolto consensi tra i biker. Dalla Misericordia a un’associazione di maratoneti, per arrivare a una palestra e a un gruppo scout. La rete delle associazioni fa sistema per sostenere una delle manifestazioni sportive più legate al territorio. E ad essi si aggiunge l’opera delle forze dell’ordine, la Polizia Municipale di Andria e Corato, la Polizia Provinciale e i Carabinieri Forestali.

SI CONTINUA CON ALTAMURA – Con la sesta Medio Fondo Castel del Monte si è aperto un trittico tutto murgiano per l’Iron Bike, che domenica prossima tornerà a calcare il territorio carsico con un’altra Medio Fondo, quella della città di Altamura e l'ultima domenica del mese pedalerà invece sotto le fronde del bosco di Bitonto. La stagione di ciclismo in fuoristrada, cominciata nel gelo di Alberobello 2 settimane fa e proseguita ieri tra i mandorli in fiore e gli asparagi pronti a spuntare, vivrà proprio sul territorio dell'alta Murgia una delle sue fasi clou con tante classiche concentrate in poco tempo in un breve lasso di tempo.

Ad Altamura i biker troveranno la calorosa accoglienza del team Orme Bike, da anni impegnata alla diffusione della MTB, con escursioni, organizzazione di eventi culturali e sportivi. Punto di riferimento nel panorama dell'attività fuoristrada dell'Alta Murgia, riesce a proporre anche quest’anno tante novità sul percorso, con una diffusione capillare nei territori più belli delle colline Pugliesi, transitando accanto a luoghi della storia come la grotta dell’uomo di Altamura e il Pulo. Il percorso di gara è lungo 46 km con 860 metri di dislivello. Disponibile anche un percorso non agonistico per la pedalata dei cicloturisti sulla distanza di 29 km. Le iscrizioni sono aperte sul portale Icron e su quello federale Fattore K (ID gara: 147815). Il costo, per i soli atleti master, è di € 30,00 più 5 € di noleggio chip sino a sabato sera alle 18:00.

Andria, discarica 'Ex F.lli Acquaviva'. Di Bari: "Delibera va ritirata e rielaborata prevedendo soltanto chiusura e bonifica del sito"

BARI - “L'audizione ha confermato che non ci siamo inventati nulla, ma ci siamo solo limitati a leggere la delibera di Giunta e ad informare i cittadini sull’intenzione di utilizzare i 763mila metri cubi di spazio libero della discarica “Ex F.lli Acquaviva” di Andria per smaltire i rifiuti”. Lo dichiara la consigliera del M5S Grazia Di Bari a margine delle audizioni in V Commissione per fare chiarezza sul futuro del sito. “Peccato - prosegue - non fosse presente il Presidente Emiliano, che fino a ieri continuava ad accusarci di diffondere fake news. Saremmo stati curiosi di capire se avrebbe smentito il suo stesso assessore, pur di continuare a fare quello che gli riesce meglio: mentire ai pugliesi”. 

“Soltanto grazie alle denunce del M5S - incalza Di Bari - l’assessore Stea si è impegnato a riportare la delibera in giunta e a discuterne con Emiliano. Peccato che la delibera sia stata ieri pubblicata sul Burp, il bollettino ufficiale della Regione Puglia, quindi ora quell’atto deve essere ritirato e rielaborato, prevedendo soltanto la parte riguardante la bonifica e la chiusura della discarica (tra l’altro in infrazione), stralciando quella che riguarda il riempimento dei 763mila metri cubi di spazio libero. Al contempo, se la Giunta non dovesse ritirare e riscrivere la delibera, chiedo al sindaco Nicola Giorgino di impugnare la stessa davanti al Tar, se davvero vuole tutelare la salute dei cittadini andriesi. Lui stesso oggi ha confermato la presenza alla riunione del 3 dicembre con Ager e Regione Puglia in cui si è parlato anche della discarica “Ex F.lli Acquaviva”, salvo poi in audizione disconoscere la parte finale di quel verbale. In caso contrario le sue resteranno solo parole e quelle, si sa, se le porta via il vento”.

Politica, Santorsola: "La sinistra non ha tempo da perdere, servono serietà e lungimiranza per obiettivi comuni"

BARI - Il consigliere Mimmo Santorsola commenta l'assemblea del centrosinistra pugliese 'Prima le idee'. "Mi è sembrato un tuffo nel passato, un momento piacevole per il quale ringrazio Michele Laforgia per le energie spese nella preparazione e nella attuazione di questa grande assemblea della sinistra pugliese che si è svolta nei padiglioni della Fiera di Bari con un nome promettente: “Prima le idee”.

L’obiettivo - prosegue Santorsola - è quello di ripartire insieme, tutti, lasciandoci alle spalle le divisioni per futili motivi, i puntigli interpretativi e la ricerca affannosa di primogeniture  che ci hanno portato a non essere più rappresentativi delle istanze delle fasce più deboli della popolazione e dei ceti medi illuminati.

I compagni presenti, fatta eccezione per gli “osservatori” esterni, sono le persone per le quali, in età non più verde, mi sono affacciato alla politica, le persone dalle quali ho ascoltato le motivazioni di una lotta alle disuguaglianze ed alla ostilità per il nuovo ed il diverso, le persone che ho eletto a miei leaders nella difesa dei diritti fondamentali della società, di tutta la società, senza discriminazioni.

È stato bello partecipare ed è stato bello vedere vecchi e nuovi compagni, qualcuno anche giovanissimo, sorridere alla speranza di un cammino che riprende e di idee che si rimettono in moto.

La Giusta Causa di Trani è stata rappresentata da Francesca, una giovane e coraggiosa compagna che ha gridato il dolore e le difficoltà di una scuola abbandonata da anni al precariato ed alla improvvisazione ed esposta al rischio di una autonomia regionale sconsiderata e dis-livellante.

Gli interventi, tutti, hanno toccato temi fondamentali, hanno sottolineato errori irripetibili, hanno parlato di obiettivi irrinunciabili ma, tra tutti, due parole mi hanno colpito per la semplicità e la verità che rappresentavano: smarrimento  e metodo

Lo smarrimento è quello in cui si è trovata una intera classe politica all’indomani del febbraio 2013, lo smarrimento è quello che hanno vissuto tanti compagni che si sono ritrovati senza una bandiera, senza una casa comune su cui piantare quella bandiera, senza un leader che omogeneizzasse le azioni ed i pensieri e che difendesse quelle azioni e quelle idee nelle sedi di confronto e di decisione, con azioni e pensieri sempre più difformi da quelli da cui era scaturita la sinistra .

I “leader”, ed i presunti tali, sono stati tanti ma tutti, prima o poi, hanno abbandonato il posto di comando per necessità, per comodità, per incapacità o per volontà superiore, come è successo per Guglielmo Minervini, una persona che anche dal letto di ospedale ha condiviso le ansie delle scelte che ci siamo trovati a fare.

Quello smarrimento ha reso la sinistra facile preda di una politica organizzata ed ha reso più deboli le nostre istanze.

Oggi non abbiamo più tempo da perdere e non possiamo perderci dietro falsi leader: chi si propone oggi alla guida deve farlo con serietà e lungimiranza per perseguire obiettivi comuni; il contrario, l’occasionalità delle scelte, sarebbe presto sbugiardato e ci consegnerebbe in maniera definitiva al qualunquismo.

L’altra parola chiave, coerente con il mio vissuto, è metodo: è inutile essere contro qualcuno o qualcosa, è dannoso perseguire il proprio pensiero senza condividerlo e modificarlo con gli altri, illusorio pensare di poter vincere senza gli altri; il metodo per vincere, facendo mie le parole del sindaco di Taranto,è viaggiare insieme se vogliamo andare lontano.

Chiedo perciò a Michele, a Nico, a Dario, a Niki ed a chiunque voglia candidarsi alla guida di questa sinistra ritrovata di dimostrare che le nostre ansie, le nostre paure, le nostre fatiche, le nostre rinunce non siano soltanto armi per raggiungere fini personali ma strumenti per raggiungere, insieme,obiettivi comuni. 

Di primo acchito potrebbe sembrare solo un revival nostalgico ma sono sicuro, invece, che si tratti di un tuffo nel futuro", conclude Santorsola.

Bari choc: quinta tartaruga Caretta Caretta trovata decapitata

BARI - Nuovo ritrovamento choc sul litorale del Nord Barese. Una quinta carcassa di tartaruga Caretta Caretta è stata rinvenuta nel giro di poche settimane. Sul caso interviene l’assessore regionale Stea. “La Regione Puglia - dichiara - raccoglie e fa propria la denuncia che arriva da Pasquale Salvemini, responsabile del Centro recupero tartarughe marine Wwf Molfetta dopo il ritrovamento della quarta carcassa di tartaruga Caretta Caretta nel giro di poche settimane: tutti gli animali erano stati selvaggiamente decapitati".

“Ricordo - prosegue Stea - che si tratta di una specie protetta e ad altissimo rischio di estinzione e che ci troviamo davanti a reati penali. Se corrispondono al vero le voci che si tratterebbe di riti messi in atto da pescatori e legati a insopportabili e arcaiche superstizioni sarebbe, se possibile, ancora più grave".

 “Confido nell’operato delle forze dell’ordine e della magistratura affinché si possa fare luce sugli autori di questi barbari reati appellandoni anche alla stragrande maggioranza dei pescatori che affrontano il proprio mestiere con enorme spirito di sacrificio e con grande rispetto per l’ambiente marino, affinché collaborino con le autorità preposte. E annuncio che se il reato sarà accertato e i colpevoli individuati chiederò che la Regione possa costituirsi parte lesa”, conclude Stea.

Medicina nucleare: al 'Dimiccoli' di Barletta arrivano le due nuove Gamma Camere

BARLETTA - “Le implementazioni tecnologiche che abbiamo presentato oggi sono molto importanti e ci restituiscono la consapevolezza di quanto abbiamo investito, e stiamo ancora investendo, sull’ospedale di Barletta affinchè diventi punto di riferimento per le eccellenze nella sanità. Insomma stiamo facendo tutti i giorni il nostro dovere”.
Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che questa mattina ha presentato a Barletta, presso l’Ospedale Dimiccoli, insieme con il direttore generale ASL Bt Giovanni Delle Donne e il direttore dell’unità operativa di Medicina Nucleare Pasquale Di Fazio, le due nuove Gamma Camere presso l’unità operativa di Medicina Nucleare, in uso da gennaio. Si tratta di apparecchiature di ultima generazione (costo complessivo di circa 2 milioni e 300mila euro) che permettono tempi di diagnosi più rapidi e con minor dose di radiazione.

“Naturalmente – ha proseguito Emiliano - non si può pensare che in tre anni qualcuno riesca a realizzare quello che nei trent'anni precedenti è stato fatto in modo approssimativo. Ma stiamo facendo il percorso più veloce possibile. La velocità peraltro è quella consentita dalle leggi, dobbiamo fare gli appalti, rispettare  termini e la parità delle condizioni. Avere ospedali più grandi, con più medici e con più attrezzature è di fondamentale importanza”.

Emiliano poi ha ribadito quanto sia stato importante attuare il Piano di riordino.

“Vorrei ribadire – ha aggiunto il presidente - che se non fossi riuscito ad attuare il piano di riordino tanto odiato (perché ha riconvertito alcuni ospedali in luoghi di lungodegenza o di gestione delle malattie croniche) non avrei potuto procedere alle assunzioni di nuovi medici e operatori. Assunzioni che erano bloccate dal 2001. I cittadini pugliesi devono sapere che purtroppo noi non siamo una Regione libera perché me l'hanno consegnata in piano di rientro; questo significa che il Ministero dell'economia e finanze mi deve autorizzare ogni assunzione che facciamo. E, ripeto, se oggi possiamo finalmente fare le assunzioni è solo perché abbiamo attuato il Piano di riordino. Stiamo andando nella strada giusta”.

Infine Emiliano ha ricordato di quanto siano migliorati i nostri Lea, livelli essenziali di assistenza, perché ora la Puglia è a 179 punti “il livello più alto mai raggiunto nella storia della nostra regione”.

LA STRUTTURA - Il reparto è dotato di due nuove Gamma Camere, una ibrida con Tac e una dedicata all’attività cardiologica: le due nuove apparecchiature hanno un costo complessivo di circa 2 milioni e 300mila euro e sono state acquistate con fondi Fesr 2014-2020.

La Gamma Camera è una apparecchiatura utilizzata in Medicina Nucleare per l’acquisizione delle immagini scintigrafiche: queste rappresentano infatti visivamente la distribuzione nel corpo umano della radioattività emessa dai radiofarmaci iniettati nel corpo del paziente a scopo diagnostico o terapeutico.

La Gamma Camera ibrida incorpora una Tac e come tale permette una valutazione sia funzionale (relativa al modo in cui funziona un organo) che strutturale: in questo modo è possibile proiettare l’immagine dell’iperaccumolo della sostanza radiottivasulla informazione strutturale della Tac. Questo consente una maggiore precisione nella valutazione del medico. 

La nuova Gamma Camera ibrida permette inoltre un tempo di diagnosi molto più rapido rispetto al passato: un esame effettuato in passato in circa 50 minuti, oggi viene effettuato in 15 minuti.

La nuova Gamma Camera cardiologica consente, rispetto al passato, di effettuare esami diagnostici in un tempo molto ridotto e con minor dose di radiazione: l’esame che in cardiologia nucleare convenzionale viene eseguito in 4-5 ore ora viene portato a termine in una sola ora.

L’apparecchiatura in uso permette un’alta precisione diagnostica per tutte le patologie cardiache (ischemie e necrosi) e consente anche di valutare l’evoluzione della patologia.

“L’investimento in alta tecnologia risponde alla precisa volontà di dare risposte sempre più efficaci – dice Alessandro Delle Donne, Direttore Generale Asl Bt – abbiamo utilizzato i fondi europei per garantire una maggiore precisione diagnostica e maggiore comfort ai pazienti. L’ospedale di Barletta va verso una sempre maggiore attenzione alle patologie tumorali e dobbiamo essere in grado di migliorare sempre di più le risposte di diagnosi e cura che riusciamo a dare. Abbiamo le competenze, ed è volontà ferma di questa Direzione Strategica di offrire le apparecchiature migliori”.

“Sono molto fiero dei risultati che abbiamo raggiunto fino ad oggi – dice Pasquale Di Fazio, Direttore Medicina Nucleare Barletta – le competenze del nostro personale, la collaborazione sviluppata nel tempo con le altre professionalità e apparecchiature all’avanguardia ci permetteranno di fare un ulteriore importante salto di qualità, a vantaggio dei pazienti del nostro territorio e non solo”.

Puglia: quasi 124mila auto a Gpl, Bari provincia con più auto


BARI - Assogasliquidi/Federchimica ricorda che i veicoli a GPL sono esclusi dai blocchi della circolazione nelle città. Con un’auto a GPL si spende mediamente quasi il 50% in meno rispetto alla benzina e le emissioni di particolato e ossidi di azoto sono molto ridotte. In Puglia quasi 124 mila vetture circolanti a GPL (pari al 65% delle alimentazioni alternative): Bari la provincia con più auto e distributori GPL, Taranto quella con la maggior incidenza.

Il territorio pugliese dispone di una buona rete di punti vendita GPL, con 272 distributori.

Assogasliquidi/Federchimica ricorda che i veicoli alimentati a GPL (gas di petrolio liquefatto) sono esclusi dai provvedimenti restrittivi alla circolazione dei mezzi di trasporto, applicati in numerose città italiane con l’obiettivo di ridurre i livelli di emissioni inquinanti.

Il GPL, impiegato come carburante per auto, oltre ai notevoli vantaggi economici per gli automobilisti e all’ampia disponibilità su tutto il territorio nazionale – grazie ad una rete che conta più di 4.100 punti vendita stradali e autostradali, diffusi su tutto il territorio nazionale, asservita ad oltre 2,3 milioni di veicoli in circolazione - consente di ottenere sostanziali benefici ambientali, dal momento che i gas di scarico prodotti da tali vetture presentano emissioni di particolato e di ossidi di azoto molto ridotte, oltre ad un contenimento di quelle di CO2.

Per questo la Commissione Europea, con la Direttiva 2014/94/UE, ha riconosciuto le potenzialità del GPL come carburante alternativo su cui puntare per lo sviluppo di una mobilità sostenibile.

La convenienza economica del GPL è calcolabile in base ai prezzi alla pompa e ai consumi: a parità di modello di auto e ipotizzando una spesa di 10 euro per il rifornimento, con il GPL è possibile percorrere 207 chilometri, a fronte dei 156 chilometri del diesel (-25%) e dei 107 chilometri dell’alimentazione a benzina (-49%). È inoltre possibile la conversione della propria auto da benzina a GPL, con costi medi una tantum relativamente contenuti connessi alla sola installazione dell’impianto.

Nella Regione Puglia, inoltre, le autovetture e gli autoveicoli ad uso promiscuo omologati per la circolazione esclusivamente con alimentazione a GPL o gas metano sono soggetti ad una riduzione del 75% della tassa automobilistica prevista per i corrispondenti veicoli a benzina. In più, altre agevolazioni sono previste per i veicoli a doppia alimentazione benzina/GPL.

Le vetture alimentate a GPL circolanti in Puglia nel 2017 sono state 123.851, rappresentando così, a livello regionale, il 65% delle auto con alimentazioni alternative (GPL, metano, elettrico ed ibrido) e il 5% dell’intero parco vetture. A livello di singole Province, a Bari si registra il maggior numero di auto a GPL in circolazione (40.230), seguita da Lecce con 31.826 e Taranto con 16.225, e nella Provincia di Taranto si riscontra la maggior incidenza del GPL (78%) rispetto al totale delle alimentazioni alternative.

Nel 2018, inoltre, in Puglia sono state registrate 5.261 immatricolazioni di auto a GPL e 3.862 conversioni da benzina a GPL.

In termini di punti vendita di GPL, Bari si aggiudica il gradino più alto del podio con 78 distributori su un totale di 272 distributori presenti sul territorio regionale. Segue Lecce, con 68 punti vendita, mentre al terzo posto si classifica Foggia con 52 distributori.

Il riepilogo delle singole province è:


PROVINCE
Punti vendita (ottobre 2018)
Auto a GPL circolanti
(2017)
Peso del GPL sul totale alimentazioni alternative
Bari
78
40.230
60%
Barletta-Andria-Trani
15
8.792
76%
Brindisi
26
11.810
68%
Foggia
52
14.968
56%
Lecce
68
31.826
70%
Taranto
33
16.225
78%
Tot. Regione
272
123.851
65%

“Scegliere un’auto a GPL rappresenta una scelta vincente perché consente una serie di vantaggi. Anzitutto ambientali, visto che si tratta di un carburante pulito che può fornire un aiuto all’Italia e alle nostre città nel raggiungere gli obiettivi europei di riduzione dell’inquinamento atmosferico, che provoca pesanti conseguenze dal punto di vista sanitario”, ha commentato il Presidente di Assogasliquidi-Federchimica, Francesco Franchi. “Proprio per questo motivo, le auto a GPL possono circolare liberamente anche durante le giornate dei blocchi, rappresentando così un vantaggio in termini di libertà di movimento”.

“A questo si aggiunge poi la rete di distributori capillarmente diffusa su tutto il territorio nazionale. Infine – ha sottolineato Franchi – benefici anche dal punto di vista economico, dal momento che un’auto a GPL consente un risparmio di circa il 50% rispetto ad una alimentata a benzina”.

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