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Migranti: Papa Francesco dà placet a Global compact

CDV - Il Pontefice appoggia il Global compact. "La settimana scorsa - ha dichiarato Papa Francesco dopo l'Angelus - è stato approvato a Marrakech, in Marocco, il Patto Mondiale per una migrazione sicura, ordinata e regolare, che intende essere un quadro di riferimento per la comunità internazionale. Auspico pertanto che essa, grazie anche a questo strumento, possa operare con responsabilità, solidarietà e compassione nei confronti di chi, per motivi diversi, ha lasciato il proprio Paese, e affido questa intenzione alle vostre preghiere", ha concluso Francesco.

I presepi nelle chiese del centro di Bari

(Prez.Sangue)
di LUIGI LAGUARAGNELLA - Tante sono le luci del Natale per le strade del centro cittadino che accompagnano il passeggio dello shopping e gli eventi culturali e sociali sparsi nelle diverse piazze. Alberi luccicanti spuntano agli angoli di alcune vie e pare che del presepe non ci sia traccia. Evidentemente il simbolo della Natività di Betlemme non è proprio semplice associarlo all’invasione di luci e suoni del centro. E’ più probabile incontrare presepi a Bari vecchia o nella consueta mostra di Spacca Bari.

(Santa Croce)
In centro però sono dislocate alcune parrocchie, che quasi si confondono tra i negozi. Tra una passeggiata e l’altra è consigliabile fermarsi per alcuni istanti in queste chiese per gustare un attimo di silenzio davanti ai presepi allestiti ai piedi dell’altare o in una navata. Quello dei presepi nelle chiese del centro di Bari è un itinerario su una linea che va dal Libertà ed ha il suo culmine nel murattiano, finendo a Madonnella.

(Sacro Cuore)
Si tratta di natività che esaltano maggiormente l’aspetto sacro, il “Mistero” del Natale, senza mai tralasciare l’aspetto della tradizione. Sette presepi di sette parrocchie che per la geografia della diocesi rappresentano il “secondo vicariato”. Partendo da via S. Visconti nella Chiesa del Preziosissimo Sangue in San Rocco animata dai Missionari del Preziosissimo Sangue in fondo alla navata destra si può ammirare una essenziale natività avvolta da cortecce di legno e filagne; due lanterne trasmettono tutto il bisogno di “luce” da custodire e da non disperdere. Legno e luce calda sono in armonia.

(San Giuseppe)
Spostandosi nei pressi dell’Università nella chiesa Santa Croce l’idea è quella di entrare in un presepe: alcune statue di pastori sono disposti in alcune zone della chiesa e accompagnano il visitatore verso l’ampia zona del tabernacolo dove è allestita un presepe con grandi statue attorniate da paglia. Tabernacolo e culla hanno un significato reciprocamente simbolico.

(Immacolata)
Al Sacro Cuore in via Cardassi, vicino corso Cavour il presepe accoglie all’ingresso: spicca il bianco delle case di Betlemme in cui primeggia la Sacra Famiglia; andando nella chiesa di Sant’Antonio dei frati, il presepe è posto proprio nell’atrio di una porta laterale: alcune statue richiamano la tradizione popolare così come la grotta che assomiglia ad un vecchio rudere con un arco; addentrandosi nel quartiere Madonnella un presepe più tradizionale è quello della chiesa di San Giuseppe posizionato nella navata destra: anche qui primeggiano arcate e colonne. Al centro la Sacra Famiglia illuminata da luci rosse ben abbinate al blu del cielo sullo sfondo; ai lati dietro piccoli archi il punto di vista si sposta sulla vista della vita dei pastori attorno all’acqua e al pozzo.

(Sant'Antonio)
Ritornando verso il centro cittadino, ma rimanendo nel quartiere Madonnella nella chiesa dell’Immacolata guidata dai frati cappuccini, una semplicissima Natività ai piedi del presbiterio posta su mattoni rossi è ben visibile da un drappo azzurro che scende dall’altra stella che va a convergere forse sul simbolo che realmente incarna lo spirito di questa festa: appoggiato sulla culla al posto in attesa del Bambino c’è il Vangelo, ossia la Parola fatta carne (alla pagina del prologo del Vangelo secondo Giovanni).

L’ultima chiesa è quella di San Ferdinando in via Sparano: su una base di legno una semplicissima Natività con i Magi cattura l’attenzione del presbiterio. Questi presepi più che la tradizione richiamano fortemente il significato solenne, liturgico e sacro del Natale e apprezzarli nel silenzio messo come parentesi nel chiasso del centro città, aiuta a rallentare un po’ i “soliti ritmi frenetici” di questa festa.

"Al Papa ho portato i saluti di mamma Cosima, 101 anni"


di FRANCESCO GRECO - “Ho portato al Papa i saluti di mia madre Cosima e ho aggiunto che ha appena compiuto 101 anni e gode ottima salute…”. Don Pietro Carluccio, parroco di Montesardo (Lecce), ha vissuto i suoi 5 minuti di gloria lo scorso 1 dicembre, quando Papa Francesco ha ricevuto in udienza privata le comunità delle diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca (Mons. Vito Angiuli) e Molfetta (Mons. Domenico Cornacchia): quella dove don Tonino è nato (Alessano, nel 1935) ed è stato poi vescovo (1982-1993).

L’occasione è stata offerta dal corridoio umanitario aperto dalla Siria dalla Fondazione “Don Tonino Bello” di cui è presidente il cardiologo Giancarlo Piccinni e dalla Comunità di Sant’Egidio che ha portato ad Alessano una famiglia di profughi in fuga dalla guerra (padre, madre e due bambini), che per un anno e mezzo saranno ospitati nei locali della stessa Fondazione. Sia da Alessano e Montesardo che da Molfetta sono partiti i pullman verso il Vaticano.

(credits: G.Carluccio)
L’intento era di ringraziare Papa Francesco per la visita pastorale alla tomba di don Tonino, lo scorso 20 aprile. Il primo dicembre, dunque, la folta delegazione pugliese ha affollato la Sala "Nervi" e il Papa ha salutato tutti: i vescovi delle due diocesi, il clero, la famiglia di don Bello e quella dei siriani. Quando don Pietro (67 anni) è giunto davanti al Sommo Pontefice e ha portato i saluti della mamma Cosima Lecci (nata il 22 novembre 1917), e lo ha informato del fatto che gode buona salute, il Papa ha provato un sentimento di meraviglia e ha chiesto altre news.

Il sacerdote (che ha un fratello, Antonio e una sorella, Maria Immacolata), gli ha spiegato la sua giornata-tipo, il fatto che segue il rosario e la messa in tv, che è una buona forchetta, la sera va a dormire tardi e che recita le preghiere. Il Papa ha ascoltato molto interessato, come a voler apprendere il segreto della lunga vita, e poi ha donato al sacerdote una corona del rosario in regalo per mamma Cosima. Che nel riceverla il giorno dopo ha provato un’intensa emozione.

Ministro Bussetti: "Durante le feste crocifisso a scuola"

ROMA - Il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti ha reso noto che per le festività natalizie negli istituti scolastici dovrebbe essere esposto il crocifisso. "Includere gli altri non significa rinunciare alle proprie tradizioni nascondendosi", ha sostenuto il ministro dal palco della manifestazione della Lega a Roma.

Parolin: "San Nicola figura centrale nell'ecumenismo"

di NICOLA ZUCCARO - "Bari e la Puglia devono riscoprire la loro identità intorno alla figura di San Nicola, centrale nel dialogo ecumenico, per la comune venerazione dei cattolici e degli ortodossi". E' quanto richiamato da Sua Eminenza Cardinale Pietro Parolin durante la solenne e tradizionale concelebrazione eucaristica svoltasi presso la Pontificia Basilica di Bari, nella serata di giovedì 6 dicembre. Dal capoluogo pugliese, in occasione della data riservata alla Festività Liturgica di San Nicola, il Segretario di Stato Vaticano ha esortato i numerosi fedeli presenti all'interno del Tempio Nicolaiano nel vivere l'umile sequela che ha caratterizzato l'apostolato del Vescovo di Myra e Santo Patrono di Bari.

Papa Francesco: "Oggi più schiavi che nel Medioevo"

CDV - "Oggi ci sono più prigionieri di quando fu fondato l'Ordine dei Mercedari". Così Papa Francesco durante un ricevimento in Vaticano di 120 religiosi dell'Ordine di Santa Maria della Mercede, dediti dal 1280 alla liberazione degli schiavi, che affrancavano offrendosi di lavorare al loro posto.

"Vi invito - ha detto loro il Papa - a continuare a essere portatori della redenzione del Signore ai detenuti, ai rifugiati e ai migranti, a quanti cadono nelle reti della tratta di esseri umani, agli adulti vulnerabili, ai bambini orfani e sfruttati... Portate a tutti coloro che sono scartati dalla società la tenerezza e la misericordia di Dio".

"Per favore - ha poi concluso Francesco - vi chiedo di non lasciarvi trascinare dalla tentazione di considerare il vostro sacrificio e il dono di voi stessi come un investimento destinato al profitto personale, per raggiungere una posizione o una sicurezza di vita. No! Questo no. Sforzatevi piuttosto di tradurre in realtà questa oblazione e consacrazione al servizio di Dio e degli uomini, vivendo la gioia del vangelo attraverso il carisma della redenzione".

È San Nicola: quell'irrinunciabile voglia di calore e serenità

di LUIGI LAGUARAGNELLA - Alle 4 di mattina per le strade di Bari vecchia già si sente il profumo proveniente dai bar; sulla via che conduce in Basilica "le signore della Città vecchia" hanno imbandito le tavole di dolci e di pentoloni pieni di cioccolata calda. Sono i primi odori di San Nicola.

Bari vecchia di prima mattina è animata dal popolo pronto a celebrare la giornata del suo Santo che apre le porte delle festività. Le luci attorno alla Basilica riscaldano il freddo mattutino, ma a dare calore è proprio l'atmosfera gioiosa dei baresi che la animano tra tradizione, devozione, preghiera. La corte del Catapano è piena di gente che condivide un momento bello, carico di emozione, mentre non mancano le foto con gli immancabili "sosia" di San Nicola.

La chiesa è piena per la prima messa delle 5: a celebrarla è il priore della Basilica, padre Giovanni Distante, e durante l'omelia ricorda questo giorno proprio come un momento di gioia, di tenere accesa sempre la luce della speranza, di far brillare la propria vita sulla scia di San Nicola, santo dell'accoglienza, del dono, della misericordia.

Risuona il ricordo dell'incontro di papa Francesco con i patriarchi per ricordare che i baresi, gli amministratori della città e della Regione (Decaro ed Emiliano sono presenti alla celebrazione) hanno il compito di far risaltare tutta la positività di custodire e venerare un Santo del genere.

Fuori le fiaccole della "marcia nicolaiana" illuminano il sagrato. Il buio della notte e le luci della piazza convivono rendendo tutto affascinante. La gente e gli amministratori della città condividono questo momento "dei baresi". Decaro si concede ai giornalisti, presenta velocemente come Bari si prepara alle feste di dicembre, e poi si rivolge alla gente.

Continuano le messe in Basilica. Nel pomeriggio sarà presente anche il Segretario di Stato Vaticano il Cardinale Pietro Parolin; stasera verrà acceso l'albero di Natale in piazza del Ferrarese e a seguire un concerto al teatro Petruzzelli per rievocarne la sua riapertura avvenuta proprio il 6 dicembre di dieci anni fa.

È la festa di San Nicola dei baresi, ma aperto a tutti, al prossimo, perché tutti meritano di essere toccati da quella serenità e gioia che proprio questa mattina sa donare.

Emiliano: "I pugliesi nel mondo a Bari nel giorno di San Nicola per rinsaldare il legame"


BARI - “La giornata di San Nicola, patrono della Puglia e non solo di Bari, una giornata simbolica per noi tutti, è stata destinata alla costituzione del Consiglio dei Pugliesi nel mondo. E stasera festeggeremo anche i dieci anni della ricostruzione del Teatro Petruzzelli, evento al quale tutto il Consiglio è invitato, e stabiliremo questa regola, che il Consiglio si ritroverà, sia a maggio che a dicembre, a Bari in Puglia proprio in occasione delle celebrazioni di San Nicola”.
Così il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo questa mattina a Bari, presso la sede della Regione in via Gentile, all’insediamento del nuovo Consiglio generale dei Pugliesi nel Mondo.

“Noi siamo una delle comunità più attive a livello internazionale – ha proseguito Emiliano -  siamo presenti in tutti i continenti, Australia, Sud America, Nord America ed Europa. I Pugliesi nel Mondo sono coinvolti in tutte le nostre attività di internazionalizzazione. Abbiamo standardizzato il calendario non solo delle partecipazione alle fiere ma di tutti gli eventi internazionali collegati al turismo o alla promozione delle attività economiche italiane all'estero. Stiamo insomma riattivando un settore che era stato, tra gli altri, fortemente deprivato, dopo i tagli alla spesa pubblica, di ogni sostegno. Ora stiamo utilizzando i fondi per l’internazionalizzazione delle imprese, non per finanziare a pioggia queste organizzazioni ma per affidare loro dei compiti di promozione turistica e di sviluppo economico”.

Per quanto riguarda il ruolo di PugliaPromozione, Emiliano ha sottolineato quanto questa Agenzia “stia diventando uno strumento generale di comunicazione dell'identità della Puglia”.

“Abbiamo scoperto – ha continuato il Presidente - che, al di là del suo lavoro strettamente tecnico legato al turismo che ovviamente Pugliapromozione continua a fare, serve anche costruire un'immagine che dica con chiarezza chi siamo e quali sono i nostri obiettivi. Sta diventando inoltre anche un soggetto di supporto agli uffici di internazionalizzazione delle nostre imprese”.

“Pugliapromozione ha dato vita ad un bel progetto sul turismo della memoria – ha continuato Emiliano – un progetto che intende organizzare gite formative nei luoghi della Resistenza pugliese. La Puglia è stato uno dei luoghi dove è cominciata la lotta di Resistenza, mi riferisco al giorno dopo l'8 settembre a Bari, e ci sono stati un'infinità di altri luoghi dove la Resistenza ha preso le mosse e Bari è stata anche la città del Comitato di liberazione nazionale. Questo turismo, che mira a spiegare le nostre radici ai nostri concittadini all'estero, è un turismo molto importante anche dal punto di vista economico, perché ci sono oggi generazioni di pugliesi nel mondo che non hanno mai visto la Puglia e che sarebbero interessatissimi a tornare”.

La Regione Puglia rilancia in maniera importante il ruolo dell’associazione Pugliesi nel Mondo. E lo fa annunciando due progetti che mirano a rafforzare i legami culturali, turistici ed economici della Puglia con l’estero attraverso questa grande rete.

Sono migliaia le donne e gli uomini emigrati dalla Puglia in tutti i continenti che, nell’avvicendarsi delle generazioni, hanno fatto crescere famiglie ed imprese, e che desiderano impegnarsi per mantenere vivo un rapporto con la loro terra d’origine.

A loro, ai Pugliesi nel Mondo, che nella loro vita quotidiana svolgono le più varie attività e hanno una miriade di relazioni, la Regione chiede collaborazione per promuovere la sua immagine a livello internazionale. Da qui l’idea, con PugliaPromozione, di sostenere progetti di valorizzazione che partano proprio da loro: immaginate, stando all’estero, di entrare in un ristorante pugliese e trovare materiale turistico con le proposte culturali per invogliare i clienti a fare un bel viaggio nella nostra regione. Oppure di andare a un evento professionale in qualche grande capitale e trovare del buon vino accompagnato da cibo pugliese, ascoltando musica tradizionale, per conquistare l’attenzione e il gradimento dei partecipanti. Con un investimento iniziale di 200mila euro, Pugliapromozione finanzia singoli progetti sino a 15mila euro che puntino proprio a far conoscere le bellezze pugliesi oltre i confini, attraverso iniziative capillari e dirette.

Ma c’è un secondo progetto che la Regione propone su un aspetto molto caro ai Pugliesi nel Mondo, così legati alle loro origini. Il progetto riguarda il cosiddetto Turismo delle Radici e della Memoria, che mira a valorizzare il patrimonio storico e culturale, specialmente legato ai luoghi della memoria, che si intende valorizzare attraverso la creazione di una offerta di percorsi di conoscenza che coinvolga tutti, dalle comunità all’estero, alle associazioni, fino ovviamente alle scuole.

Anche la Seduta di insediamento del Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo, che si riunisce oggi a Bari, diviene un’occasione per rinsaldare i legami con le comunità all’estero. Presieduta dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, al Consiglio partecipano oltre 40 delegati provenienti da tutti i continenti. La data del 6 dicembre non è stata una scelta casuale: il presidente Emiliano ha voluto coinvolgere il Consiglio nei tanti appuntamenti in corso a Bari legati alle celebrazioni di San Nicola, con tutti gli eventi pubblici in programma, e nel decennale della ricostruzione del Petruzzelli.

Il culto di San Nicola a Cipro


di VITTORIO POLITO - Recentemente il domenicano colto della Basilica di San Nicola di Bari e direttore del Centro Studi Nicolaiani, padre Gerardo Cioffari o.p., ha dedicato due numeri del suo “St Nicholas New”, un foglio che invia ai suoi “amici di tutto il mondo” per aggiornarli sulla cultura del Santo più noto al mondo. Questa volta il n. 122 ci informa e aggiorna sul “Culto di San Nicola a Cipro”, illustrando i recenti restauri recentemente eseguiti alla celebre icona del Santo di Kakopetrià.

Si tratta di un’opera molto celebre fra i cultori di iconografia bizantina, proveniente da una chiesa a 50 chilometri da Nicosia, Kakopetrià, appunto, restaurata dall’Istituto Superiore per Conservazione e il Restauro di Roma. Si tratta di “San Nicola del Tetto” (tis Stegis), esistente in una chiesa esternamente sobria ma internamente di grande ricchezza pittorica.

La realizzazione del restauro è frutto della collaborazione tra l’Italia e Cipro che si è conclusa con la benedizione dell’arcivescovo-primate di Cipro, Crisostomo II. Il lavoro è stato pubblicato ed illustrato in un volume bilingue, greco e italiano, “Cipro e l’Italia al tempo di Bisanzio. L’icona grande di San Nicola tis Stegis del XIII restaurata a Roma (Edizione del Museo Bizantino della Fondazione Arcivescovo Makarios III di Nicosia 2009).

A Cipro le icone con scene come quella di Kakopetrià non sono molte, tra queste meritano attenzione quella della demolita chiesa di Palodia e quelle di San Nicola a Tsakkistra e quella della Vergine Chrysaliniotissa di Nicosia.

La chiesa di San Nicola del Tetto a Kakopetrià, sui Monti Trodos, è certamente una delle più belle del Santo, sede di un monastero (katholikòn) dell’XI secolo poi scomparso, mentre la chiesa rimase meta di pellegrinaggi e, nel 1985, è entrata a far parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, insieme ad altre chiese della regione.

L’icona restaurata a Roma si trova in tutti i libri di arte bizantina e lo studioso Ioannis Eliades ne ha fatto uno studio approfondito, e a pag. 91-97 del citato testo, si possono visionare i particolari e le tecniche dell’opera.

Grazie a padre Gerardo Cioffari che con i suoi studi ci “regala” sempre nuove notizie e curiosità sul Santo di Mira, anzi di Bari, che mirano ad arricchire la storia di Nicola, il santo di tutte le genti.

La Manna di San Nicola

di VITTORIO POLITO - San Nicola, patrono di Bari, rappresenta un punto di riferimento non solo per i baresi e gli italiani, ma anche per molti Paesi stranieri, soprattutto per la Russia, mentre alla Manna spetta il primo posto tra le devozioni nicolaiane.

La presenza a Bari delle reliquie di San Nicola, e quindi del miracoloso “sacro licor” (manna o myron nel mondo greco o miro per i russi), ha influito non solo sulla storia della città, ma ha alimentato notevolmente l’interesse, la devozione ed il pellegrinaggio verso la Tomba del Santo, sia da parte dei baresi e degli italiani, sia da parte del mondo ortodosso e soprattutto del popolo russo, che riconosce in Nicola “il Santo”.

San Nicola, come tutti sanno, è protettore del mare, dei bambini, degli operatori commerciali, e quindi della Camera di Commercio. In sostanza, il Santo di Mira (anzi di Bari) rappresenta per la nostra città, e non solo, un punto di riferimento per l’incontro tra i popoli, per gli scambi culturali, commerciali e per l’ecumenismo. San Nicola è anche motivo di avvicinamento della Chiesa cattolica a quelle Ortodosse, come testimoniato il 7 luglio 2018 dallo storico incontro di Bari tra Papa Francesco, accolto da una popolazione in festa, ed i rappresentanti delle Chiese orientali, salutati uno per uno e ringraziati per aver accettato il suo invito. Al termine del saluto ai patriarchi, è entrato in chiesa ed ha salutato uno per uno i padri della comunità domenicana che custodisce le reliquie del santo taumaturgo di Mira, retta oggi da padre Giovanni Distante o.p.

La rivista “Nicolaus – Studi storici”, diretta da padre Gerardo Cioffari o.p., realizzata da Levante Editori per il Centro Studi Nicolaiani, riporta nel n. 28, 2004, un interessante capitolo dello stesso padre Cioffari, storico della Basilica, nel quale tratta della devozione per la “La Manna di S. Nicola”, attraverso testimonianze storiche, riferendo nelle sue note alcune curiosità. San Nicola, ad esempio, non è l’unico Santo a cui è connessa la devozione della manna (il liquido variamente designato, è in realtà “un’acqua quasi pura”). Prima di lui fu celebre San Menas, un soldato romano di stanza in Palestina e in Siria, che rimase folgorato dall’insegnamento di Gesù e si convertì al cristianesimo; ma con l’avanzare della devozione nicolaiana, cedette il passo a San Nicola considerato il “Santo per eccellenza”. Le testimonianze in tal senso non si contano e vengono da molto lontano e certamente l’attrattiva della sua figura, come sostiene padre Cioffari, è legata proprio a questo fenomeno.

Cioffari sostiene anche che il termine “manna”, da tempo in uso nella chiesa occidentale e specificatamente riferito a San Nicola, è alquanto fuorviante. Il pensiero va, infatti, a quel cibo leggero piovuto dal cielo per salvare dalla fame gli Israeliti che in fuga dall’Egitto erano diretti alla Terra promessa. Il domenicano colto parla anche della manna nel mondo greco, come fattore trainante per i pellegrinaggi, dell’antica liturgia ed anche di alcuni componimenti poetici sull’argomento.

Non va dimenticato che la manna, spesso, rappresenta l’ultima ancora a cui i malati ricorrono dopo l’esaurimento dei metodi della medicina scientifica, «prescindendo dal problema se si tratti di miracolo o meno, quest’acqua ha le caratteristiche della reliquia. Il fedele nel berla o nell’ungere la parte malata del corpo, crea una vicinanza del proprio corpo a quello di San Nicola. A questo punto tutto passa in secondo piano, scienza, arte, letteratura, per fare spazio alla fede; non la fede cristiana in quanto tale, che non viene messa in discussione dal credere o meno ai miracoli connessi alle reliquie, ma la fede come fiducia nell’aiuto del Santo». E i miracoli sono una risposta alla richiesta di aiuto.

Va precisato, infine, che l’acqua che viene distribuita in boccettine nella Sala delle Offerte non è totalmente l’acqua che si è formata nella tomba del Santo durante l’anno. Infatti, normalmente si raccoglie una quantità media di qualche decilitro, e quindi su migliaia di devoti se ne potrebbero accontentare ben pochi. Quella che viene distribuita proviene da grandi boccioni di acqua benedetta, in cui è stata versata la “manna” raccolta il 9 maggio di ogni anno.

Il padre domenicano Pio Scognamiglio, nel 1925, fece analizzare la Manna dal prof. Riccardo Ciusa, direttore pro tempore del Laboratorio di Chimica Generale dell’Università di Bari, consegnando due campioni, del 1810 e del 1925, dai quali risultò che la composizione era pressoché simile, come si può rilevare dal sottostante certificato.

Papa innamorato del mare della Puglia: "Mare più azzurro che abbia mai visto in vita mia"

(credits: Giua)
di PIERO CHIMENTI - Ha lasciato il segno il viaggio in Puglia che il Papa ha effettuato lo scorso 20 aprile, in occasione delle celebrazioni per don Tonino Bello. In un incontro con la diocesi ed i pellegrini di Ugento-Santa Maria di Leuca, e di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, il Santo Padre ha ammesso che il mare della Puglia è il più azzurro che abbia mai visto. Papa francesco, infine, pare abbia gradito anche il dono che ha ricevuto dai fedeli per mano di 3 bambini, una forma di pane locale.

Chiesa: Santa Maria De Mattias, le sue reliquie in viaggio verso le scuole baresi

di LUIGI LAGUARAGNELLA - Bari da qualche giorno sta ospitando le reliquie di una santa, forse non ancora molto conosciuta ma che senza dubbio, scoprendo quali importanti istituti guidano le suore, lascerà stupefatte non poche persone.

L’urna di Santa Maria De Mattias, fondatrice delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo, giunta da Roma, è custodita presso la parrocchia del Preziosissimo Sangue in San Rocco per vivere una settimana di preghiera particolare guidata soprattutto dal valore dei suoi scritti.

E’ la donna santa a cui si deve la presenza delle sue suore, in particolar modo in due scuole familiari ai baresi: A Bari il “Borea” in piazza Garibaldi è un esempio: dai primi anni del novecento non sono pochi i baresi e soprattutto le baresi che in passato hanno frequentato questa scuola, lo storico istituto magistrale. E poi l’istituto Preziosissimo Sangue in via Scipione l’Africano nei pressi del Policlinico continua a formare ed educare bambini e ragazzi con proposte didattiche di ottimo livello. L’istituto (IPS), nel tempo ha ricevuto numerosi riconoscimenti confermando la sua missione nel territorio per corrispondere alle sfide della società complessa, post moderna, multietnica e multiculturale.

In occasione della presenza delle reliquie della fondatrice, dichiarata santa nel 2003 da Giovanni Paolo II, l’urna farà visita in queste strutture che lega molti baresi alla loro infanzia, al loro percorso educativo (eccellente). Dopo aver fatto tappa agli istituti di Carbonara e Ceglie, il 29 novembre raggiungerà i due istituti scolastici storici della città che per decenni hanno formato numerosissimi giovani alla cultura e all'amore verso il caro prossimo per vivere de momenti di preghiera e di incontro con i ragazzi e le famiglie insieme al vescovo di Melfi, Venosa, Rapolla, Mons. Ciro Fanelli, mentre nel pomeriggio l’arcivescovo della diocesi di Bari-Bitonto, Mons. Francesco Cacucci, presiederà la celebrazione eucaristica nella chiesa del Preziosissimo Sangue in San Rocco.

La fondatrice delle suore, vissuta nell’800, ispirata dal Preziosissimo Sangue che il missionario Gaspare del Bufalo faceva conoscere al popolo, è la figura, a suo modo, moderna per la sua epoca. Maria De Mattias, infatti, difendeva ed esaltava tutte le qualità dell’essere donna, è diventata in qualche modo un esempio della femminilità. Tutto questo espresso attraverso l’impegno educativo verso le donne stesse e verso i bambini.

Animata dall’amore profondo per il Sangue di Cristo fonda scuole, si fa missionaria verso tutti, soprattutto i poveri in quella parte del suo Lazio, dove ad Acuto fonderà la sua prima casa. Le Suore Adoratrici in tutto il mondo sono missionarie della promozione umana e della cultura, vanno incontro alle piaghe della società moderna animate dalla devozione del Sangue di Cristo che le lega in ogni angolo del pianeta.

Cardinale Bassetti: "Violenza su donne è sacrilegio"

CDV - “Chi maltratta una donna rinnega e sconfessa le proprie radici perché la donna è fonte e sorgente della maternità. È una specie di sacrilegio massacrare una donna. La violenza contro le donne sta diventando sempre più un’emergenza anche a livello nazionale che va combattuta a vari livelli”. A dichiararlo il presidente della Conferenza episcopale italiana, il card. Gualtiero Bassetti, in un videomessaggio su Tv2000 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che si celebra domenica 25 novembre

Accoglienza, dalla Siria al paese di don Tonino

di FRANCESCO GRECO - ALESSANO (LE). Dalla Siria insanguinata, devastata da una guerra assurda, interminabile, che nessuno dei potenti della Terra sa (o vuol) fermare, ad Alessano, profondo sud Italia, porta sul Mediterraneo.

Nel solco profondo tracciato (“seminato” direbbe Papa Francesco) da don Tonino Bello, la sua opera complessa, scagliata nel tempo, l’idea rivoluzionaria di “convivialità delle differenze” (etnie, confessioni religiose, ecc.), densa di semantica e di cui l’accoglienza è primaria articolazione, premessa essenziale e militante, postulato forte per la pace fra tutti i popoli della terra.

Un principio per cui il vescovo di Molfetta, Terlizzi, Giovinazzo e Ruvo di Puglia si spese con generosità di energie e vastità di orizzonti, nella sua pur breve parabola.

E ha quasi il valore di una “provocazione” nel tempo ispido e insulso in cui la parola “accoglienza” è stata svuotata di senso, relativizzata, letta quasi come una brutta patologia del presente, per ramazzare facile (ma non duraturo) consenso, per corrompere l’anima dei popoli.

Arriverà venerdì 30 novembre a Roma-Fiumicino, e sarà accolta dalla Comunità di Sant’Egidio, la Fondazione don Tonino Bello e la sua famiglia (i fratelli Marcello e Trifone con figli e nipoti) una famiglia siriana: padre, madre, figli.
 
“E’ il nostro regalo di Natale a Papa Francesco  - sorride commosso il cardiologo Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione, che ha lavorato intensamente per tale obiettivo  – per ringraziarlo della storica visita del 20 aprile sulla tomba di don Tonino“.
 
Il giorno dopo, sabato 1 dicembre, tutti: la Fondazione, i siriani, la Comunità di Sant’Egidio, i parenti del prelato pugliese e le delegazioni delle due diocesi coinvolte, Molfetta, dove don Bello fu vescovo dall’ottobre1982 all’aprile 1993 e Ugento-S. Maria di Leuca (nella cui giurisdizione ricade Alessano), saranno ricevute in Vaticano, dal Santo Padre, in udienza privata.
 
Si tratta, è bene precisarlo, di un ritorno, dacché la delegazione di Alessano fu ricevuta nel novembre 2013 (Bergoglio era asceso al soglio di Pietro a marzo dello stesso anno).
 
In questi giorni, Fondazione e famiglia di don Tonino stanno lavorando alacremente per metter su l’appartamento dove la famiglia sarà ospitata. E’ uno dei locali al piano sopra la sede della Fondazione, che affaccia sulla piazza principale della cittadina (intitolata a don Tonino) e la Collegiata San Salvatore e dove ha sede un Museo di Arte Mariana (secondo in Italia): le opere saranno spostate nella vicina Scuola di Pace (accanto al Vescovado e l’edicola DR) per accogliere i siriani.
 
Si sperimenta, dunque, nel paese di don Tonino, e in un momento sterico in cui razzismo e xenofobia prosperano come gramigna malefica, un format nuovo di accoglienza, che potrebbe essere adottato ad altre latitudini.

Le spese dell’accoglienza saranno sostenute dalla Fondazione: vitto, arredamento, riscaldamento, bollette di luce, acqua, schede telefoniche, istruzione, ecc.
 
I siriani infatti faranno un corso di italiano, i bambini andranno a scuola, mentre si cerca un mediatore culturale che conosca l’arabo e che faccia da interprete per i primi tempi.
 
Tutto durerà 18 mesi, alla fine la famiglia si pensa raggiungerà l’autonomia, integrata nel tessuto sociale ed economico e quindi procederà da sola verso il futuro, rinfrancata, dopo tanti orrori e sofferenze patite.
 
Dalla follia della guerra, le bombe, i massacri, le macerie, la casa distrutta, a un futuro da costruire con le proprie mani, dando un senso all’esistenza: è la sfida condivisa fra la Comunità di Sant’Egidio e Alessano.
 
Intanto l’artista Alfredo Alvini continua a lavorare alla sua opera: una statua di don Tonino ad altezza naturale, mentre martedì sera al Cimitero, per il ciclo “20 alle 20”, è stata inaugurata l’opera di Roberto Buttazzo “Ala di riserva” (presentazione prof. Franco Ventura, letture dei testi di don Tonino dell’attore Donato Chiarello, musiche del maestro Sergio Filippo, voce di Francesca Profico), che andrà a collocarsi in una nicchia sul viale dove già sono insistono, a partire dallo scorso 20 giugno, altre opere donate da artisti di fama e ispirate alle sue parole: Giovanni Morgese (La terra), Ilaria De Marco (La speranza), Adam Cinquanta (Volti e rivolti), Vincenzo Congedo (Chiesa del grembiule) e la palestinese Rima Almozayyen (Convivialità delle differenze).

Papa Francesco: "Grido dei poveri sovrastato dal frastuono di pochi ricchi"

CDV - Il Pontefice nella Giornata Mondiale dei poveri offre un pranzo a 3mila indigenti rinnovando il suo appello alla solidarietà, con parole che suonano come un monito: "Il grido dei poveri - ha scandito il Papa - diventa ogni giorno più forte, ma ogni giorno meno ascoltato, sovrastato dal frastuono di pochi ricchi, che sono sempre di meno e sempre più ricchi. Il credente tende la mano, come fa Gesù con lui".

Il Papa ha poi esortato: "Davanti alla dignità umana calpestata spesso si rimane a braccia conserte oppure si aprono le braccia, impotenti di fronte all’oscura forza del male. Ma il cristiano non può stare a braccia conserte, indifferente, o a braccia aperte, fatalista, no".

Papa Francesco ha sottolineato che "il grido dei poveri è il grido strozzato di bambini che non possono venire alla luce, di piccoli che patiscono la fame, di ragazzi abituati al fragore delle bombe anziché agli allegri schiamazzi dei giochi. È il grido di anziani scartati e lasciati soli. È il grido di chi si trova ad affrontare le tempeste della vita senza una presenza amica. È il grido di chi deve fuggire, lasciando la casa e la terra senza la certezza di un approdo. È il grido di intere popolazioni, private pure delle ingenti risorse naturali di cui dispongono. È il grido dei tanti Lazzaro che piangono, mentre pochi epuloni banchettano con quanto per giustizia spetta a tutti. L’ingiustizia è la radice perversa della povertà", ha sostenuto il Pontefice.

Bari, Basilica San Nicola sigla convenzione con Accademica Cittadella nicolaiana

BARI - È stata siglata ieri mattina la convenzione tra la Basilica di San Nicola e l’Accademia Cittadella Nicolaiana. L’importante accordo per il rilancio e la valorizzazione del Museo di San Nicola è stato sottoscritto dal Priore Padre Giovanni Distante e dal direttore del Museo Nicolaiano Padre Gerardo Cioffari con il Presidente dell’Accademia Cittadella Nicolaiana, l’onorevole Alberto Losacco. 

L’Accademia della Cittadella Nicolaiana è un’associazione senza scopo di lucro, che avrà il compito di gestire e valorizzazione in chiave turistica e culturale il Museo di San Nicola e l’intero complesso della Cittadella Nicolaiana. 

Nei prossimi giorni si definirà la platea dei soci fondatori, enti ed organizzazioni, in grado di contribuire fattivamente allo sviluppo delle attività che, accanto a quelle tipiche Museali, si caratterizzeranno in momenti di formazione e ricerca, mostre, concerti, convegni e tutto quello che sarà utile per una piena valorizzazione della Cittadella Nicolaiana.

“La Cittadella Nicolaiana – dice Losacco - è il cuore del cuore di Bari. In questi anni è molto cresciuta in termini d’attenzione turistica e di centralità religiosa e culturale grazie alla sensibilità e all’impegno di Padre Giovanni. Il compito dell’Accademia sarà quello di contribuire nel proseguo di questo percorso. Le reliquie del Santo in Russia, la visita di Papa Francesco, la presenza sempre più nutrita di turisti religiosi o culturali, ci ricordano l’importanza assoluta del nostro Santo nel dialogo interreligioso e per la pace tra i popoli.

Sono grato al Priore per l’attenzione e la fiducia che hanno voluto porre al progetto dell’Accademia come strumento per tutti i baresi che vorranno collaborare attivamente per la cura, la tutela  e la valorizzazione di questo straordinario patrimonio di storia e di valori.”

Nucleare: Papa Francesco fa appello agli scienziati

CDV - "Come fecero San Paolo VI e San Giovanni Paolo II chiedo agli scienziati l'attiva collaborazione al fine di convincere i governanti della inaccettabilità etica di tale armamento a causa dei danni irreparabili che esso causa all'umanità e al pianeta". A dichiararlo il Pontefice nel discorso rivolto oggi alla Pontificia Accademia delle Scienze ribadendo "la necessità di un disarmo di cui oggi sembra non si parli più a quei tavoli intorno ai quali si prendono le grandi decisioni".

"Che anch'io - ha sottolineato Papa Francesco - possa ringraziare Dio, come fece San Giovanni Paolo II nel suo testamento, perchè nel mio pontificato è stata risparmiata al mondo la tragedia immane di una guerra atomica. I cambiamenti globali sono sempre più influenzati dalle azioni umane".

Agli scienziati di tutto il mondo, il Pontefice ha chiesto anche "risposte adeguate per la salvaguardia della salute del pianeta e delle popolazioni, una salute messa a rischio da tutte quelle attività umane che usano combustibile fossile e deforestano il pianeta".

"La comunità scientifica - ha aggiunto Francesco - così come ha fatto progressi nell'identificare questi rischi, è ora chiamata a prospettare valide soluzioni e a convincere le società e i loro leader a perseguirle".

Ossa nella Nunziatura, Parolin: "Prematuro collegarle al caso Orlandi"

CDV - E' prematuro collegare il ritrovamento delle ossa alla Nunziatura alla vicenda Orlandi. Lo dice in una intervista al Messaggero il cardinale Pietro Parolin a proposito del ritrovamento di resti umani sotto il pavimento dell'edificio. "Da parte nostra - spiega - c'e' la massima disponibilità e la massima collaborazione con l'Italia a risolvere questo caso".

Il cardinale sostiene di aver "seguito questa vicenda sin dall'inizio ma sulla connessione tra il ritrovamento e la Orlandi non è che ci sia tanto da dire: francamente non so chi abbia potuto mettere in relazione quei poveri resti con la vicenda della piccola Manuela. Non saprei. È stata una sorpresa anche per me. Tutti stiamo aspettando che finiscano le operazioni scientifiche in corso per avere risposte".

In merito poi all'affidamento delle indagini alle autorità italiane, il cardinale spiega che è stato fatto per "ragioni di trasparenza. Abbiamo deciso che era la strada migliore per evitare che un domani potessero nascere eventuali recriminazioni, alimentando il ritornello che la Santa Sede ha tenuto nascosto qualcosa. Abbiamo scelto la strada della massima apertura possibile e della trasparenza. Questo ci ha convinto che potevamo affidarci agli esperti di parte italiana, la magistratura, la scientifica e tutti coloro che sono impegnati su questo caso".

Chiesa: a Lecce il corpo di Santa Maria Goretti

LECCE - Dal 7 al 9 novembre sarà esposto alla pubblica venerazione a Lecce il corpo di Santa Maria Goretti, la giovane martire uccisa a dodici anni a seguito di un tentativo di stupro da parte di un suo vicino di casa che da lei prima di morire ricevette anche il perdono. Fu canonizzata da Pio XII nel 1950. I fatti avvennero nel 1902 ma la tragica fine di Maria Goretti sembra essere proprio una storia scritta ai nostri giorni.

La reliquia giungerà in città direttamente da Nettuno dove è ordinariamente conservato. Un segno da cogliere soprattutto per le nuove generazioni vista la giovane età della martire, proprio all’indomani del Sinodo sui giovani: Marietta - come la chiamavano tutti - è un esempio concreto di santità semplice: la purezza e la dignità al di sopra di tutto.

Secondo il programma dell’evento, mercoledì 7 alle 17 le spoglie della santa saranno accolte presso la parrocchia di S. Giovanni Battista e, dopo la processione verso la parrocchia di S. Massimiliano Kolbe l’arcivescovo mons. Michele Seccia celebrerà l’eucaristia . Alle 20 Padre Giovanni Alberti, maggior biografo della santa, guiderà la veglia di preghiera intitolata “Notte di guardia a Marietta”. L’8 novembre, alla celebrazione eucaristica delle 9, seguirà “Marietta incontra gli studenti”.

Le scuole della città faranno visita alle reliquie. Alle 15,45 Padre Alberti farà memoria del beato Transito della santa. Alle 19 dopo la messa vespertina un corteo accompagnerà il corpo presso la parrocchia S. Maria Goretti a Frigole, dove il 9 novembre si terrà alle 9 la celebrazione eucaristica e alle 10 l’incontro con gli ammalati. Dopo l’Adorazione Eucaristica, alle 18 i resti mortali della santa ripartiranno per il Santuario di Nettuno. Per due giorni i confessori saranno a disposizione nella “Tenda del Perdono” allestita a San Massimiliano Kolbe.

Caso Orlandi, Fittipaldi: "Vaticano non ha collaborato"

ROMA - Roma, riaccende il mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi il giornalista Fittapaldi spiega come l'antica inchiesta sia a un punto morto…

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