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Bari, seguire la scia del 7 luglio o continuare nella disgregazione del bene comune?

di LUIGI LAGUARAGNELLA - Non deve passare come un evento bello e passato. Sette giorni fa papa Francesco era a Bari insieme ai capi religiosi della chiesa Ortodossa e cristiana mediorientale. Il capoluogo pugliese si è ritrovato ad essere la pagina di storia di un incontro di preghiera e di dialogo che può scrivere un capitolo nuovo sulla pace, soprattutto in quelle terre dalla Siria alla Palestina che rischiano di essere dimenticate o in uno stato costante di conflitto.

Bari si è fatta trovare pronta a questo grande appuntamento voluto dal pontefice argentino. L’eccellente organizzazione da parte di tutto l’apparato della sicurezza insieme quello dei volontari ha senza dubbio proiettato la città ad un salto di qualità. Questo, come dimostra la giornata del 7 luglio, può avvenire soltanto con uno spirito di collaborazione.

Bari, in quel giorno, ha incarnato davvero il ruolo di ponte tra occidente e oriente e in San Nicola trova i suoi appoggi. Il santo di Myra è il timbro, anzi il murale (come quello che si affaccia su Lungomare), di cui i baresi devono prendere maggiormente coscienza e non solo ricordarlo per il folklore o la festa patronale. San Nicola è simbolo dell’ecumenismo, del dialogo e la città che custodisce le sue reliquie deve mostrarsi all’altezza, deve poter metterci del suo per il dialogo, per il processo di pace, per lo sviluppo. La presenza del papa in questa estate 2018 deve porre domande e deve mettere al lavoro cittadini, intellettuali, lavoratori.

San Nicola è un dono della storia alla città e all’umanità intera ed è giusto che tutti abbiano accesso e sia permesso rispettare e venerare, scoprire e studiare, questo santo e ciò che rappresenta.

Senza sospetto, si può dire che l’incontro per la “pace in Medio Oriente” proietta Bari in una dimensione europea. L’organizzazione dei due momenti su Lungomare e in Basilica, miracolosamente (per una città del sud) non ha riscontrato inefficienze e anomalie. Il flusso dei 70000 fedeli è stato gestito in modo ineccepibile.

A Bari, per la prima volta, si è visto un papa seduto in un pulmino scoperto insieme ai suoi colleghi religiosi.

Finalmente nel capoluogo pugliese si sono riunite non soltanto le intenzioni di pace, ma le forze e le disponibilità dei baresi. E forse occorreva il papa. All’ombra di San Nicola i baresi hanno urlato la parola “unità” per un dialogo religioso. Questa parola i cittadini dovrebbero ricordarsela nei fatti. Quasi ci si dimentica che i baresi, pur essendo un popolo accogliente, raramente tendono a ragionare in un’ottica di aggregazione, di unione. E’ giusto ammetterlo: si tende a fare gli affari propri, difficilmente si percepisce un senso di inclusione, nonostante i tentativi di “fare rete” nei diversi bisogni della società.

Troppo spesso e in tutti i settori da quello lavorativo a quello universitario, da quello associativo fino anche a quello religioso, si tende eccessivamente a guardare il proprio orticello, lasciando fuori la speranza di realizzazione di tanti ragazzi che vogliono mettersi in gioco e cercano spiragli qui. La coesione cittadina è inconsistente. Si guarda sempre al proprio terreno, arricchendo sempre più i suoi componenti e mai offrendo possibilità di distribuzione di talento e ricchezza. La giornata insieme a papa Francesco ha dimostrato che si può essere coesi che ognuno può fare la sua parte solo se si è aperti all’altro che è al fianco.

A Bari molti aspetti emersi dal 7 luglio possono diventare sistemi, possibilità se solo c’è la volontà di crederci, di crescere, di aprirsi, di guardare l’orticello del vicino, non per spettegolare, ma per unire i terreni. Come ha fatto il papa con il suo appello ai vertici delle chiese del Medio Oriente.

Il popolo barese può essere, infatti, lo specchio di ciò che sta accadendo alla sua squadra di calcio che sta andando allo sfascio e addirittura al fallimento soprattutto per mala gestione, mala comunicazione, un non-dialogo e accordo tra diverse teste che si incolpano, anziché collaborare. Il calcio a Bari rispecchia l’indole dei cittadini.

La tendenza è che chi è escluso continua a rimanere tale in campo lavorativo, intellettuale, giornalistico, culturale e religioso. In tale contesto disgregato è inevitabile che ognuno sia costretto ad “arrabattarsi” da solo, ridimensionando sogni e progetti che in fondo sono per il bene comune della città.

Servono sempre le persone dall’esterno per rinsaldare un senso di appartenenza e di coesione, come ha fatto papa Francesco capace di aggregare e coinvolgere naturalmente.

Cosa vogliono fare i baresi: seguire la scia dello spirito di unità del 7 luglio oppure continuare con la disgregazione per interessi del proprio orticello contro il bene comune?

L’eco dell’incontro di Bari nell’Angelus di Papa Francesco

di LUIGI LAGUARAGNELLA - L’eco dell’incontro di preghiera per la pace in Medio Oriente che ha riunito a Bari papa Francesco e i patriarchi e i delegati delle chiese ortodosse e orientali, un rappresentante della chiesa luterana e la presidente del Consiglio delle chiese del Medio Oriente è risuonata anche durante l’Angelus del vescovo di Roma. Francesco, che appare instancabile, esprime gratitudine e per questa  pagina di storia che intende accelerare il processo di pace in molte terre affogate da guerre, divisioni e disperazione:

“Ieri, a Bari, con i Patriarchi delle Chiese del Medio Oriente e i loro Rappresentanti abbiamo vissuto una speciale giornata di preghiera e riflessione per la pace in quella regione. Rendo grazie a Dio per questo incontro, che è stato un segno eloquente di unità dei cristiani, e ha visto la partecipazione entusiasta del popolo di Dio. Ringrazio ancora i Fratelli Capi di Chiese e quanti li hanno rappresentati; sono rimasto veramente edificato dal loro atteggiamento e dalle loro testimonianze”.

Inoltre il pontefice comunica la sua soddisfazione per l’eccellente organizzazione da parte dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto, in una grande macchina organizzativa che non pare aver dovuto riscontrare problematiche: “Ringrazio l’Arcivescovo di Bari, fratello umile e servitore, i collaboratori e tutti i fedeli che ci hanno accompagnato e sostenuto con la preghiera e la gioiosa presenza”.

Bari supera a pieni voti la prova di Ecumenismo

di NICOLA ZUCCARO - Non c'è miglior biglietto da visita che la platea composta da circa 70.000 fedeli raccolta in preghiera presso il lungomare e la rotonda di Largo Giannella per accreditare definitivamente Bari quali centro permanente del dialogo ecumenico e religioso, in virtù dell'affetto che la cittadinanza ha riservato ai Patriarchi (osannati all'uscita dalla Basilica, prima della lettura del messaggio finale, da parte del Papa e, prima ancora, all'uscita dall'albergo che li ha ospitati) e ai capi delle altre Chiese cristiane orientali e occidentali.

Il capoluogo della Puglia come il suo simbolo, la Caravella (donata dal sindaco Antonio Decaro a Papa Francesco, prima del suo rientro in Vaticano, alle 16.05 di sabato 7 luglio), può navigare a vele spiegate, avendo superando a pieni voti l'esame di Ecumenismo. E ciò anche alla luce dell'accoglienza e della generosità profusa dalla macchina organizzativa composta da volontari e messa su dall'Arcidiocesi Bari-Bitonto nel rispondere alle più svariate richieste (informative e materiali) ricevute da cittadini e pellegrini sin dalle prime ore di sabato 7 luglio 2018.

"Su di te sia la pace": il passaggio della lampada della pace dalle mani di una donna al patriarca

di LUIGI LAGUARAGNELLA - Il giorno dopo l'incontro di preghiera vissuto a Bari con Papa Francesco e i patriarchi e delegati delle chiese ortodosse e orientali è ancora carico di emozioni, soprattutto tra la gente. Emozione che prova a descrivere Anna Rita, scelta dall'arcidiocesi tra le venti persone che, durante la preghiera a Largo Giannella, hanno portato le lampade al Pontefice e agli altri capi religiosi: "Ho sentito davvero il peso storico di questo incontro. È un tempo difficile. Speriamo davvero si apra un piccolo varco di speranza".

Chiedendole, per curiosità, a quale rappresentante religioso avesse passato la sua lampada ricorda che in testa portava un paramento bianco. E allora, cercando di riconoscerlo insieme, lo riconduciamo a Hilarion, rappresentante di Kyrill, patriarca di Mosca e di tutta la Russia.

In realtà è solo un pretesto per farle trovare altre parole per descrivere quel breve e intenso momento in cui le mani di Anna Rita hanno sfiorato quelle del capo religioso porgendogli la lampada. Cerca di immortalare quel semplice gesto: "È stato come passare nelle sue mani la mia speranza di pace. Mentre gli andavo incontro, lui mi guardava; nei suoi occhi ho depositato la mia richiesta di pace. Lui mi ha detto: "Grazie".

Ho sorriso e gli ho detto: "Che davvero sia pace". Andando via ho pensato che se lo vogliamo davvero, la pace è possibile! Ieri si è fatta la storia: una storia di pace!". L'impressione di questo incontro ecumenico è che soprattutto tra i partecipanti, comuni cittadini, fedeli o meno, sia nato un impegno concreto per la pace personale e collettivo.

A fest d’à Madonn: prima l’urlo 'N’gud…', poi il via della processione, senza dimenticare il marinaio 'Sparisc'

di NICOLA RICCHITELLI – Lì fuori le luminarie sono accese già da un pezzo, la banda è ben piazzata pronta a suonare la sua marcia trionfale all’uscita dei Santi Patroni, la processione nel frattempo ha iniziato a prendere il largo e costeggia già il castello, c’è il quartiere Santa Maria e una cattedrale chiusa da un bel po’ di tempo, ogni anno ci sono proclami ma le promesse rimandano sempre all’anno successivo, c’è una chiesa e il suo fascino immenso, c’è una chiesa e la sua grande storia, troppo piccola per accogliere una grande storia di devozione, ma quella chiesa è il grande cuore della marineria barlettana, quella stessa marineria che nel 1982 con una rivolta popolare dirottò una processione e che decise che sarebbe stata S.Andrea ad accogliere la Madonna e non la chiesa di San Domenico, vista l’inagibilità della Cattedrale. 

La Madonna è stata fatta scendere dall’altare e le è stato fatto indossare il vestito più bello, quello della festa, messa lì in quella grande e grossa cornice. Monsignore nel frattempo ha impartito la benedizione e profumato l’aria con l’incenso, nel mentre il sindaco si sistema il tricolore, lì sull’altare ci sono degli uomini che indossano dei grossi camicioni bianchi stretti alla vita con dei cordoni celesti, lo stesso colore del manto della Madonna; parlottano, gesticolano, ma c’è uno più di tutti che attira l’attenzione, la sua figura minuta si staglia prepotente in quel groviglio di parole e in quel rincorrersi di gesti e sguardi carichi di tensione aveva la pelle segnata dalla salsedine del mare, e negli occhi aveva le mille e una notte passate sulla barca a cercare di guadagnarsi il pane lì in mezzo al mare, con quella Madonna sulle spalle aveva iniziato a camminarci sin da dentro a quelle foto in bianco e nero per divenire negli anni sempre più a colori, per la marineria era 'Sparisc', chiamato affettuosamente C’cill, per l’anagrafe era Francesco Calabrese. 

San Ruggero nel frattempo è cumnzo’t a camn’è, la Madonna dello Sterpeto è sulla braccia dei portatori che lentamente volta la navata centrale, dirigendosi verso l’uscita. Fuori si sente la banda, i botti e gli applausi, San Ruggero è già per strada, ora per la Madonna c’è l’uscita da varcare. La grossa cornice è sostenuta da otto portatori ma sono tante le braccia che la tengono su, ognuno fa quello che può, c’è chi la sorregge ai lati, chi da dietro, nel mentre la croce della cornice è a pelo del soffitto e la base radente sfiora il pavimento, poi l’urlo che sapeva di liberatorio di 'Sparisc', «…N’guuud…»: ora la processione poteva partire.

E via ora per le vie della città, con la mano destra appoggiata a quella cornice e con uno sguardo a ordinare il cambio delle squadre, la sua voce si mescolava con il suono della banda, tra un Ave Maria e l’altra, la sua voce si mescolava nel bel mezzo di un Salve Regina.

Questa la fotografia di un momento scattata dagli occhi di un bambino che per anni ha vissuto quei momenti, fotografia che si accoda a tante altre fino a formare un album che sa di una vita e che restano lì nella storia di questa festa, perché 'Sparisc' c’era sempre e c’è sempre stato, attaccato a quel Manto Celeste che era per lui come una seconda pelle; c’era quella sera del 9 luglio del 1996 quando la Madonna tornò nella cattedrale, nel bel mezzo di via Duomo corse fino all’entrata delle stessa per accertarsi che non entrasse prima San Ruggero ma che fosse la Madonna ad entrare per prima.

Per 'Sparisc' la Madonna dello Sterperto era questo: non solo la Mamma, ma un qualcosa di bello da preservare e da difendere, che luccicasse più di ogni altra cosa. C’era sempre 'Sparisc', c’è sempre stato, nelle andate e i ritorni fra città e Santuario, 'Sparisc', la marineria, i marinai, lui C’cill – Francesco Calabrese - era la testimonianza di una tradizione che si faceva devozione, portata avanti con tenacia e orgoglio, rimasta lì tra i contorni di un ricordo.

Ancora qualche ora e la processione uscirà, grida forte da lassù 'Sparisc', «…N’gud…», solo allora la banda potrà suonare e la processione partire. 

"Su di te sia pace": al volo delle colombe è il grido che si innalza dalla Basilica di San Nicola

di LUIGI LAGUARAGNELLA - “Non c’è alternativa alla pace”. Lo dice papa Francesco al termine del dialogo avvenuto all’interno della Basilica di San Nicola insieme ai circa venti patriarchi delle chiese ortodosse e delle chiese cristiane d’Oriente. Al termine della tavola rotonda all’interno dell’edificio romanico i leader religiosi sono usciti sul sagrato per leggere il messaggio finale di questa giornata storica che ha visto riunite diverse confessioni religiose.

Al grido “unità” e “pace” dei fedeli, papa Francesco, partendo da Cristo, ha annunciato il valore della presenza dei cristiani in Medio Oriente: “La presenza dei cristiani in Medio Oriente sarà tanto più profetica quanto più testimonierà Gesù Cristo. Egli non impugna la spada, ma chiede ai suoi di rimetterla nel fodero”.

Allo stesso tempo, per il pontefice e i patriarchi, anche la Chiesa deve mettere nel fodero le logiche di potenza, di guadagno. Si riferisce ancora a Cristo: “La buona notizia di Gesù, giunta nelle terre del Medio Oriente, ha conquistato il cuore dell’uomo perché non legata ai poteri del mondo, ma alla forza inerme della croce”.

Il dialogo avvenuto a San Nicola è stato fraterno, un segno di unità e di incontro che come afferma Francesco “vanno cercati sempre senza la paura della diversità”. E poi il forte monito: “Così pure la pace: va coltivata anche nei terreni aridi delle contrapposizioni, perché oggi, malgrado tutto, non c’è alternativa possibile alla pace, ma la volontà reale di ascolto e di dialogo. Noi ci impegniamo perché all’ostentazione minacciosa dei segni del potere subentri il potere dei segni speranzosi”.

Il tono del Santo Padre diventa sempre più incisivo quando incomincia a riferirsi a quelle situazioni che minano la pace. Implicitamente sono riferimenti alle scelte politiche di molti paesi: “Basta ai tornaconti di pochi sulla pelle di molti! Basta alle occupazioni di terre che lacerano i popoli! Basta al prevalere delle verità di parte sulle speranze della gente! Basta usare il Medio Oriente per profitti estranei al Medio Oriente!”.

Fa riferimento alle guerre, al commercio di armi e soprattutto, prima del volo delle colombe da parte di alcuni bambini, chiede la pace proprio per questi ultimi, quasi a voler lasciare ai fedeli presenti e a tutto il mondo un esame di coscienza: “La speranza ha il volto dei bambini. In Medio Oriente, da anni, un numero spaventoso di piccoli piange morti violente in famiglia e vede insidiata la terra natia, spesso con l’unica alternativa di dover fuggire. Questa è la morte della speranza. Gli occhi di troppi fanciulli hanno passato la maggior parte della vita a vedere maceri anziché scuole, a sentire il boato sordo di bombe anziché il chiasso festoso dei giochi. L’umanità, vi prego, ascolti il grido dei bambini, la cui bocca proclama la bocca di Dio. E’ asciugando le loro lacrime che il mondo ritroverà la dignità”.

Insieme a lui poi l’intera piazza ha urlato “Su te sia pace” ripetutamente, mentre ventuno colombe volavano e papa Francesco con i patriarchi salendo sul pulman scoperto concludevano questa giornata dal bel respiro di unità e speranza che ha reso Bari oltre che un ponte, anche “arca di pace”.

Papa Francesco da Bari: "In Medioriente le radici delle nostre stesse anime"

(credits: Ladisa)
di LUIGI LAGUARAGNELLA - Il monito del Papa all’inizio della preghiera ecumenica con i patriarchi in largo Giannella è un vero e proprio incitamento alla pace, a guardare al Medioriente, perché “lì c’è un tesoro da custodire con tutte le nostre forze, lì ci sono le radici delle nostre stesse anime”.

Il Pontefice ha continuato: “Da lì si è propagata nel mondo intero la luce della fede. Lì sono sgorgate le fresche sorgenti della spiritualità e del monachesimo; si conservano riti unici e ricchezze inestimabili dell’arte sacra e della teologia”.

Accenna, poi, a quello che il Medioriente sta vivendo: “Su questa regione si è addensata, una fitta coltre di tenebre: guerre, violenze, distruzioni e forme di fondamentalismo, migrazioni forzate e abbandono e abbandono, il tutto nel silenzio di tanti e la complicità di molti”. In modo deciso afferma: “Un Medioriente senza cristiani non sarebbe Medioriente”.

La preghiera di questa giornata, continua Bergoglio, “è luce divina che diradi le tenebre del mondo. I cristiani sono luce del mondo, non solo quando tutto intorno è radioso, ma anche quando nei momenti bui della storia non si rassegnano all’oscurità che tutto avvolge e alimentano lo stoppino della speranza con l’olio della preghiera e dell’amore. Perché quando si tendono le mani in preghiera e quando si tende la mano al fratello senza cercare il proprio interesse, arde e risplende il fuoco dello Spirito”.

E conclude: “Su di te sia pace: è il grido dei tanti Abele di oggi che sale al trono di Dio. Vogliamo dare voce a chi non ha voce, a chi può solo inghiottire lacrime, perché il Medioriente tace, piange e soffre, mentre altri lo calpestano in cerca di potere e ricchezze”.

Habemus Papa Francesco a Bari

(credits: E.Giua)
di NICOLA ZUCCARO - Alle 8.15 di stamane, con l'atterraggio dell'elicottero papale in piazzale Cristoforo Colombo, è iniziata l'intesa giornata di Papa Francesco a Bari. Accolto dall'Arcivescovo di Bari-Bitonto Mons.Francesco Cacucci, dal Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, dal prefetto della Provincia di Bari Marilisa Magno e dal sindaco di Bari Antonio Decaro, il Pontefice ha raggiunto in auto la Basilica di San Nicola.

Qui, sul cui sagrato ha accolto i Patriarchi e i capi religiosi delle Chiese Orientali con i quali ha fatto il suo ingresso nel tempio nicolaiano dove, prima di scendere nella cripta per la venerazione delle reliquie di San Nicola e l'accensione della lampada uniflamma, è stato accolto dai frati domenicani, custodi dal 1951 della Basilica Pontificia.


ORE 9.27: Il papa insieme ai patriarchi, dopo l'accensione della fiamma uniflamma, salgono sul pulmino per andare a largo Giannella.

ORE 9.52: EMILIANO, “PER BARI E LA PUGLIA UNA GIORNATA STORICA, CHE RIMARRÀ NELLA MEMORIA PER SEMPRE” - “Papa Francesco è arrivato in Puglia, per pregare per la pace con tutti i patriarchi cristiani d'Europa e del Medioriente. È un evento storico: non accadeva da centinaia di anni che tutti questi uomini di chiesa si riunissero dopo le divisioni del passato. E quindi si apre così per Bari e per la Puglia una giornata che rimarrà nella memoria per sempre”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano all’arrivo di Papa Francesco a Bari.

"IN MEDIORIENTE LE RADICI DELLE NOSTRE STESSE ANIME" - Il monito del Papa all’inizio della preghiera ecumenica con i patriarchi in largo Giannella è un vero e proprio incitamento alla pace, a guardare al Medioriente, perché “lì c’è un tesoro da custodire con tutte le nostre forze, lì ci sono le radici delle nostre stesse anime”.

Il Pontefice ha continuato: “Da lì si è propagata nel mondo intero la luce della fede. Lì sono sgorgate le fresche sorgenti della spiritualità e del monachesimo; si conservano riti unici e ricchezze inestimabili dell’arte sacra e della teologia”.

Accenna, poi, a quello che il Medioriente sta vivendo: “Su questa regione si è addensata, una fitta coltre di tenebre: guerre, violenze, distruzioni e forme di fondamentalismo, migrazioni forzate e abbandono e abbandono, il tutto nel silenzio di tanti e la complicità di molti”. In modo deciso afferma: “Un Medioriente senza cristiani non sarebbe Medioriente”.

(credits: Ladisa)
La preghiera di questa giornata, continua Bergoglio, “è luce divina che diradi le tenebre del mondo. I cristiani sono luce del mondo, non solo quando tutto intorno è radioso, ma anche quando nei momenti bui della storia non si rassegnano all’oscurità che tutto avvolge e alimentano lo stoppino della speranza con l’olio della preghiera e dell’amore. Perché quando si tendono le mani in preghiera e quando si tende la mano al fratello senza cercare il proprio interesse, arde e risplende il fuoco dello Spirito”.

E conclude: “Su di te sia pace: è il grido dei tanti Abele di oggi che sale al trono di Dio. Vogliamo dare voce a chi non ha voce, a chi può solo inghiottire lacrime, perché il Medioriente tace, piange e soffre, mentre altri lo calpestano in cerca di potere e ricchezze”. (L.Laguaragnella)

ORE 10.41: È in corso il dialogo a porte chiuse nella Basilica San Nicola tra papa Francesco e i numerosi patriarchi delle chiese orientali.


ORE 11.10: Mons.Cacucci rilascia un commento sull'incontro con il Papa: "Non si è mai verificato nella storia un evento che abbia visto tanti capi di chiese cristiane insieme" come quello odierno.
ORE 13.01: Folla in attesa del messaggio di papa Francesco, all'esterno della Basilica il caldo non ferma i fedeli.


ORE 13.20: “Non c’è alternativa alla pace”. Lo dice papa Francesco al termine del dialogo avvenuto all’interno della Basilica di San Nicola insieme ai circa venti patriarchi delle chiese ortodosse e delle chiese cristiane d’Oriente. Al termine della tavola rotonda all’interno dell’edificio romanico i leader religiosi sono usciti sul sagrato per leggere il messaggio finale di questa giornata storica che ha visto riunite diverse confessioni religiose.

La preghiera ecumenica: tante lingue per una sola pace

di LUIGI LAGUARAGNELLA - Il libretto della preghiera ecumenica che papa Francesco e i patriarchi ortodossi e delle chiese cristiane d’oriente vivranno insieme a migliaia di fedeli alle 9.30 è stato pubblicato dall’Ufficio delle Comunicazioni Sociali dell’arcidiocesi di Bari-Bitonto. Le preghiere che saranno lette dai diversi capi delle chiese presenti contengono lo spirito ecumenico e di condivisione.

Tra le pagine è possibile notare questa pluralità, una “convivialità di differenze” proprio dalle numerose lingue presenti: oltre all’inglese, al francese, verranno lette preghiere in armeno, russo, greco, in assiro, siriano e anche arabo. Invocazioni e preghiere si alterneranno ai canti. Verranno poi, proclamate le letture dal vangelo di Matteo, le lettere di San Paolo agli Efesini e ai Romani. Le tre letture hanno un unico filo conduttore: la pace.

L’arcivescovo Cacucci: "Bari città di mediazione"

di LUIGI LAGUARAGNELLA - Durante il momento del dialogo a porte chiuse nella Basilica di San Nicola tra Papa Francesco e i patriarchi della chiesa d’Oriente, Mons. Francesco Cacucci in tribuna stampa ha lasciato alcune dichiarazioni. Ha ripreso una frase del patriarca Kirill definendo “Bari città di mediazione”.

Anche in passato Bari è stata protagonista di occasioni simili come quello odierno. L’arcivescovo della Diocesi di Bari-Bitonto ha parlato anche del Mediterraneo come mare di pace. Questo momento di dialogo e di preghiera, secondo Mons. Cacucci, deve essere un’invocazione di aiuto per le tante persone del Medio Oriente.

Infine parla di “globalizzazione dell’amore e della carità” in un periodo storico in cui stanno crescendo idee localistiche. Nel video, l’intervista completa.

Simboli e doni dell’incontro di preghiera ecumenica per la Pace in Medio Oriente

di LUIGI LAGUARAGNELLA - L’incontro di dialogo e di preghiera ecumenica che porterà papa Francesco e numerosi patriarchi e capi delegazione della chiesta Orientale è ricco di simboli e segni. Essi custodiscono una valenza fortemente incisiva. Non solo la preghiera tra cristiani e ortodossi in cripta davanti le reliquie di San Nicola, il santo dalla pelle scura venerato nell’est Europa, che riunisce due fedi religiose; non solo il luogo di questo incontro storico che dà una spinta nel processo di pace in Medioriente: Bari è città denominata “ponte tra oriente e occidente”; non solo il mare che caratterizza il capoluogo pugliese e che è simbolo di quel Mediterraneo ultimamente troppo spesso ridotto a cimitero, che però continua a portare migliaia di migranti lontano da terre di guerra, fame e disperazione.

Anche le colombe che verranno fatte volare dai capi delle chiese che parteciperanno al dialogo e alla preghiera in Basilica  hanno una valenza simbolica, soprattutto biblica, come anche la fiamma “uniflamma” che verrà accesa, simbolo dello spirito di unità.

Ma in occasione di questo incontro per la pace in Medioriente i patriarchi e i rappresentanti della chiesa Ortodossa e dei cristiani d’Oriente riceveranno altri doni, simboli della terra pugliese: un ramoscello di ulivo realizzato in legno: rappresenta uno simboli principali della Puglia oltre ad avere una simbologia biblica essendo presente in alcune pagine della Bibbia e sacramentale (vedi il Sacro Crisma); una bottiglietta d’olio d’oliva: il frutto e la ricchezza della Puglia che fa parte di quella vita contadina e arcaica. Un segno che certamente potrebbe far pensare agli ulivi del Salento distrutti dalla Xylella; infine una terracotta raffigurante San Nicola e un dvd video della fondazione “Frammenti di luce” del loro concerto meditazione dal titolo “Nikolaos… tra Oriente e Occidente”.

Papa a Bari, Decaro ringrazia volontari e macchina organizzativa

BARI - A termine dell’evento che si è svolto a Bari, sabato 7 luglio 2018 a Bari con la visita di Papa Francesco e dei Patriarchi delle chiese cristiane del medioriente il sindaco Antonio Decaro esprime un ampio ringraziamento a tutti i volontari che hanno contribuito alla buona riuscita dell’iniziativa.

“Grazie alla passione, al cuore, alle braccia e alle gambe di tutti i volontari delle parrocchie che dalle prime ore della mattinata di di sabato 7 luglio 2018,  hanno lavorato in tutta la città - commenta Decaro – per l’organizzazione e la gestione di questo straordinario evento, questa giornata è stata indimenticabile.

Dalle ore 3.30 del mattino, oltre 500 volontari, di cui alcuni giovanissimi, erano pronti a gestire insieme alla Prefettura, alla Questura, alla Protezione Civile regionale, alla macchina comunale e della Città metropolitana, al personale sanitario e alle Forze dell’ordine, le migliaia di fedeli che si sono riversati sul lungomare e in tutta la città. Sono rimasto colpito dal garbo discreto del loro impegno offerto come un dono alla nostra città. Questo spirito di partecipazione è la testimonianza più forte che la nostra comunità potesse offrire al Santo Padre e il miglior auspicio per il futuro di noi tutti”.

Papa a Bari, il monaco francese Taizé Fr. Alois esprime la gioia ecumenica

di LUIGI LAGUARAGNELLA - Anche dalla comunità monastica di Taizé nel sud della Francia arrivano giudizi di gioia per questo incontro storico tra papa Francesco e i patriarchi delle chiese ortodosse e delle chiese cristiane d’Oriente.

L’incontro di dialogo e di preghiera per la pace in Medioriente di Bari è una pagina fondamentale per l’unità e la pace. Al nostro giornale, il priore Freré Alois e tutti i fratelli di questa piccola comunità francese fondata da Freré Roger Schulz, in una nota alla nostra redazione esprime la positività di questa giornata:

L’incontro di Bari di questo sabato mi riempie di gioia. Conoscendo quella città, Bari questo giorno è il pont tra l’occidente e l’oriente, tra le tradizioni cristiane dell’occidente e dell’oriente e questo a noi di Taizé ci tocca particolarmente. Questo sabato, con 2500 giovani presenti nella nostra comunità dall’inizio dell’estate, pregheremo in comunione con tutti coloro che si stanno incontrando a Bari – papa Francesceo il patriarca Bartolomeo e tutti i leader delle Chiese ortodosse, d’oriente, romano cattoliche dell’ovest, le chiese protestanti. La preghiera per la pace in Medioriente è di una necessità urgente- il raduno di Bari manifesta tutta la sua forza a tutto il mondo.

The meeting in Bari this Saturday makes me rejoice. Knowing that this city of Bari is on the occasion of this day a bridge between the West and the East, between the Western and Eastern traditions of Christianity, particularly touches us in Taizé. This Saturday, with 2500 young people present here at the beginning of summer, we will pray in communion with all those who meet in Bari - Pope Francis, Patriarch Bartholomew, all the Church leaders of the Orthodox, Oriental, Roman Catholic of Eastern Rite, Protestant Churches. Praying for peace in the Middle East is an urgent necessity - may this gathering in Bari manifest it strongly to the whole world.

I monaci di Taizé da oltre trent’anni radunano migliaia di giovani di tutte le confessioni cristiane in quello spirito di unità, semplicità e preghiera. E’ una fonte di pace, di speranza e di dialogo per tutto il mondo: questi monaci girano il mondo per portare il messaggio di Cristo, abbattendo ogni tipo di barriera.

Fr. Roger, il fondatore, insieme a Giovanni Paolo II è stato il promotore delle Giornate Mondiali della Gioventù.

Francesco per la terza volta in Puglia, la prima a Bari

di NICOLA ZUCCARO - Non c'è due senza tre anche per Jorge Maria Bergoglio che torna per la terza volta in Puglia, a 4 mesi di distanza dalla sua ultima presenza risalente allo scorso 20 aprile, in occasione del 25mo anniversario della morte di Don Tonino Bello.

Prima di questa data onorata con la visita ad Alessano alla tomba del già Vescovo della Diocessi Ruvo-Molfetta-Terlizzi, e seguita dalla celebrazione della Santa Messa in quel di Molfetta, la prima volta di Papa Francesco in Puglia risale al 17 marzo 2018 con il pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo in occasione del centenario dell'apparizione delle stimmate permanenti di San Pio da Pietrelcina e a mezzo secolo dalla sua morte.

E' morto il cardinal Tauran: annunciò l'elezione di Francesco

di NICOLA ZUCCARO - E' deceduto alla vigilia della presenza a Bari di Papa Francesco il Cardinal Tauran. Il 75enne porporato, sofferente da tempo del morbo di Parkinson, la sera del 13 marzo 2013, introducendo con l'espressione "Habemus Papam", annunciò l'elezione al soglio pontificio dell'attuale Santo Padre.

Papa e patriarchi a Bari, rafforzata la vigilanza in mare

di NICOLA ZUCCARO - Proseguono a ritmo serrato lungo le strade del centro cittadino i preparativi legati alla delimitazione delle zone di sosta e Me delle aree pedonali per consentire l'accesso ai circa 50.000 fedeli che assisteranno all'incontro di preghiera per la pace in Medio Oriente, alla presenza di Papa Francesco, dei Patriarchi e dei capi religiosi delle Chiese orientali.

Alla definizione dei dettagli precedentemente menzionati, si aggiungono gli ultimi ritocchi del palco collocato presso la rotonda Giannella, dove dalle 9.30 alle 10.30, si terrà il momento di preghiera aperto alla cittadinanza e a quanti giungeranno a Bari dal resto della Puglia ed il rafforzamento dei dispositivi di sicurezza. Si prevede un apparato di vigilanza di gran lunga superiore rispetto a quello messo in campo durante il G7 del maggio 2017. Non solo telecamere e droni.

A garantire il sereno e sicuro svolgimento dello storico evento, ci saranno anche dal mare le unità navali della Guardia Costiera delle altre Forze di Polizia. Esse, impegnate nella vigilanza sin dal pomeriggio di giovedì 5 luglio lungo lo specchio d'acqua antistante il lungomare Cristoforo Colombo, hanno supportato nella mattinata odierna il Nucleo sommozzatori della Polizia di Stato nelle operazioni di bonifica dei fondali confinanti con il Fortino di S.Antonio.

Incontro ecumenico con il Papa: dialogo in Basilica, la preghiera in Largo Giannella

di LUIGI LAGUARAGNELLA - Domani 7 luglio papa Francesco atterrerà nuovamente in Puglia. Poco dopo le 8 l’elicottero dal Vaticano giungerà a Bari, precisamente sul piazzale Cristoforo Colombo e inizierà ufficialmente l’incontro di preghiera ecumenica per la pace in Medioriente. Bari sarà concretamente quel ponte tra oriente e occidente. Bergoglio sarà accolto dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, dal sindaco di Bari Antonio Decaro, dall’arcivescovo Mons. Francesco Cacucci.

Introno alle 8.30 raggiungerà la Basilica di San Nicola dove lo attenderanno circa venti capi e patriarchi della chiesa ortodossa, della chiesa cristiana in Medioriente e insieme vivranno un momento di venerazione davanti la cripta del santo di Myra e verrà accesa una lampada uniflamma. A San Nicola papa Francesco e i patriarchi torneranno alle ore 11 per un dialogo a porte chiuse per alle 9.30 vivranno un momento di preghiera insieme ai cittadini e ai fedeli (si stimano 50000 presenze) a largo Giannella (la “Rotonda).

Al termine del loro dialogo a porte chiuse in Basilica, sul sagrato verranno fatte volare delle colombe, simbolo di pace e papa Francesco leggerà il messaggio conclusivo della giornata. Successivamente presso l’Arcivescovado si vivrà il pranzo, poi si congederà con i Patriarchi e alle 16 ripartirà per Roma.

7 luglio 2018, Bartolomeo I pregherà con Papa Francesco

di NICOLA ZUCCARO - Un parterre ecumenico di alto livello quello che sabato 7 luglio 2018 a Bari animerà la giornata di preghiera per la pace in Medio Oriente a partire dalle 8.30, presso la Basilica di San Nicola. Pregheranno e dialogheranno con Papa Francesco il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I (per lui un ritorno a Bari nel tempio nicolaiano, dopo la visita del 5 dicembre 2016) e il Metropolita Hilarion, in rappresentanza del Patriarcato di Mosca.

Ai massimi esponenti dell'ortodossia si uniranno 7 tra Patriarchi e Metropoliti delle Chiese cattoliche di rito orientale e uno del Concilio delle Chiese del Medio Oriente. E' prevista, inoltre, la presenza di un rappresentante della Chiesa luterana e di un altro per la Chiesa anglicana per la comune ascendenza cristiana con cattolici e ortodossi.

Informazioni utili in tempo reale con il sistema BariAllerta - Per consentire a tutti i coloro i quali vorranno partecipare all'incontro di preghiera di Papa Francesco con i Patriarchi delle Chiese del Medio Oriente di ricevere informazioni il più possibile capillari sulla logistica dell'evento, a margine della riunione odierna del COC - Comitato operativo comunale si è stabilito di attivare il sistema di BariAllerta per diffondere notizie utili in tempo reale.

BariAllerta è stato ideato per inviare contemporaneamente informazioni di allerta connotate geograficamente su diversi canali di comunicazione a disposizione dell'amministrazione comunale:

· sistemi di messaggistica istantanea (WhatsApp e Telegram);
· social network (pagina Facebook e account Twitter);
· app social (notifiche push su BaRisolve e BARInforma);
· portale istituzionale.

Il cittadino, a seconda del canale prescelto, potrà accedere alle informazioni di BariAllerta nei seguenti modi:

· su Facebook, mettendo “Mi piace” alla pagina ufficiale del Comune di Bari;
· su Twitter, diventando un follower dell’account ufficiale del Comune di Bari;
· effettuando il download dell’app mobile BARInforma e/o BaRisolve e dando il consenso alla ricezione delle notifiche push;
· via mail, effettuando la registrazione sul portale istituzionale, accedendo successivamente nella sezione “Profilo utente” del portale e selezionando la spunta di adesione alla ricezione di messaggi Bariallerta;
· su WhatsApp, inviando un messaggio con scritto “Bari” al numero 3669013563 (NOTA: il servizio non prevede alcun feedback in caso di domande);
· su Telegram, cercando il canale “Bariallerta” e registrandosi autonomamente.

Papa Francesco a Bari: il dono istituzionale di Comune e Città Metropolitana

BARI - In vista dell’appuntamento del prossimo 7 luglio, quando il Santo Padre sarà in visita nella città di Bari per partecipare all’incontro "Cristiani insieme per il Medioriente" a cui parteciperanno i Patriarchi delle Chiese cristiane, il Comune di Bari e la Città metropolitana di Bari hanno realizzato un dono istituzionale da offrire ai Patriarchi e a tutti i Capi delegazione.

Il dono intende offrire un ricordo della nostra terra e si compone di un cofanetto che contiene: 

-          DVD VIDEO Frammenti di Luce

Concerto Meditazione realizzato nella Basilica di San Nicola

“ Nikolaos… tra Oriente ed Occidente”

Concerto-Meditazione, pensato e ideato sulla figura di San Nicola, è un omaggio alla città di Bari e a tutti coloro che, nel mondo d’Oriente e di Occidente, venerano San Nicola da Mira, testimone di pace, solidarietà e dialogo ecumenico: tematiche sociali e religiose, queste, che si prestano a rappresentare la città di Bari come “messaggera” universale di tutti quei valori che il santo stesso esprime e che i canali dell’arte possono valorizzare in maniera privilegiata.

Il Concerto Meditazione “Nikolaos-tra Oriente ed Occidente”, un’opera d’amore che Frammenti di Luce ha voluto donare con la sua passione per l’evangelizzazione, attraverso i molteplici canali dell’arte, la musica, la danza, l’immagine, le voci recitanti.

La Fondazione Frammenti di Luce, nasce nella città di Bari ed è formata da consacrati, musicisti, artisti, da un coro di 50 giovani, che hanno realizzato più di 150 Concerti Meditazione in Italia e all’estero.

-          TERRACOTTA RAFFIGURANTE SAN NICOLA

San Nicola di Bari 2018, terracotta policroma su fondo grafico.

Pezzo realizzato esclusivamente a mano da CarteM Studio di Meo Castellano.

-          RAMOSCELLO D’ ULIVO

Un ramoscello d’ulivo che simboleggia la terra di Puglia oltre ad evocare scenari delle scritture sacre:

RIGENERAZIONE… calmatosi il diluvio universale, una colomba portò a Noè un ramoscello d’ulivo, per annunciargli che la terra e il cielo si erano riconciliati;

PACE… fine del castigo e riconciliazione di Dio con gli uomini;

CRISTO… l’“Unto”, con il suo sacrificio, diventa strumento di riconciliazione e di pace per l’umanità;

CRISMA… dal suo frutto, le olive, viene ricavato l’olio che si trasforma in Crisma, olio usato nel battesimo e nell’estrema unzione, nel Sacramento della Cresima e nella Consacrazione dei nuovi sacerdoti;

RIGENERATORI di pace, “re della pace”, tessitori di rapporti umani limpidi e carichi di tenerezza;

SCOMMETTITORI di pace per diventare uomini nuovi;

CRISMATI per portare a tutti la luce, la speranza, la gioia, il “buon profumo” di Cristo.

Il ramoscello è stato realizzato a mano, in legno, da Raffaella Campanale, con la tecnica a rilievo con piallacci di essenza d’ulivo per il ramo, e di essenza toulipier e acero per le foglie e le olive.

-          BOTTIGLIETTA CON OLIO D’OLIVA

L’olivo racchiude la bellezza e il mistero dei paesaggi agrari di Puglia, alberi monumentali che, se potessero parlare, con ogni probabilità racconterebbero la storia emozionante dell’umanità. Hanno visto passare davanti ai loro occhi secoli di storia, hanno sentito sui loro corpi l’avvicendarsi delle stagioni, delle intemperie, delle vicissitudini che ne hanno forgiato forma e carattere.

Un rapporto millenario, simbolico e arcaico quello tra l’olivo e l’uomo.

Un binomio indissolubile tra natura ed essere umano, un patto di alleanza e fedeltà che si suggella con la tortuosità di un tronco intricatissimo, robusto, che porta in alto, eleva, fino ai rami ricchi del prezioso frutto, o forse ancora oltre, fino all’astrazione concettuale di un dio.

Un racconto che si snoda tra queste suggestive sculture della natura che testimoniano un antico sodalizio con l’uomo.

L’olio è stato prodotto da una masseria didattica della terra di Bari.

Il dono è stato realizzato anche grazie al contributo dell’Orchestra metropolitana di Bari e di Amgas srl.

Ecco i rappresentanti della chiesa Ortodossa e della chiesa cattolica Orientale che pregheranno a Bari con il Papa

di LUIGI LAGUARAGNELLA - Ad attendere papa Francesco davanti la Basilica di San Nicola per la giornata di preghiera e di riflessione per la pace ci saranno circa una ventina di capi delle chiese Mediorientali. Patriarchi e rappresentanti che ricoprono una carica simile a quella del vescovo di Roma.

Per questo Bari il 7 luglio vivrà un momento storico e unico, probabilmente l’occasione propizia e da decenni attesa in quell’ottica dell’ecumenismo.

E’ assolutamente un grande ed ennesimo segno di apertura quello del vescovo di Roma di richiamare i fratelli ortodossi e i cristiani del Medioriente per il processo di pace. Papa Francesco spesso ha mostrato preoccupazione per la situazione mediorientale in Siria come in Terra Santa. In queste e altre terre i cristiani convivono con problemi che non li rendono liberi. La preghiera ecumenica del 7 luglio è un passo deciso verso l’unità dei cristiani. E’ necessario che i cristiani, di qualsiasi rito e confessione puntino all’unità per procedere poi al passo più grande che è il dialogo con le altre fedi.

In realtà il percorso di dialogo e collaborazione è iniziato già con la chiesa ortodossa: non a caso saranno presenti il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, il Patriarca della chiesa greco ortodossa di Alessandria e di tutta l’Africa, Hilarion rappresentante di Kirill Patriarca di Russia, Vasilos rappresentante di Chrysostomos arcivescovo di Nea Giustiniana e di tutta Cipro, Nektarios rappresentante di Theophilos III Patriarca greco ortodosso di Gerusalemme. Oltre a questi cinque autorità che rappresentano la chiesa Ortodossa Bizantina, sarà presente anche la chiesa Ortodossa Orientale con Tawadros II Papa di Alessandria e Patriarca della Sede di San Marco, Ignatium Aphrem II Patriarca Siro Ortodosso di Antiochia e tutto l’Oriente, ci sarà un rappresentante di Karekim II Patriarca Supremo degli Armeni, Aram I Catholicos di Cilicia degli Armeni. Inoltre sarà presente Gewargis II Patriarca della chiesa Assira.

Al complesso e variegato mondo ortodosso si devono aggiungere i rappresentanti delle chiese cattoliche orientali che storicamente non sempre sono stati ben accettati dai fratelli fede ortodossa. Esse professano la religione cattolica appunto, ma applicano un rito orientale: saranno presenti sette capi religiosi tra cui il Patriarca dei copti e di Alessandria, il Patriarca di Antiochia e di Siria, il rappresentante della chiesa cattolica armena, oltre che a Pizzaballa Amministratore Apostolico del Patriarcato di Gerusalemme.

Inoltre sarà presente anche il vescovo della chiesa evangelica luterana in Giordania e Terra Santa.

E’ un panorama complesso quello della chiesa in Medioriente che addirittura rischia di sparire per cause politiche, per leisituazioni di conflitti. E’ necessario perciò tornare a respirare l’unità dell’essere cristiani di qualunque confessione, professione e rito per rendere più concreta la pace.