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Sri Lanka, Papa: "Vicino a vittime di questo drammatico evento"


CDV - Le toccanti parole di Papa Francesco in occasione della benedizione Urbi et Orbi nella solennità della Pasqua.

Il Venerdì Santo in alcune località italiane

di VITTORIO POLITO - «Tra la Domenica delle Palme e quella della Resurrezione si pone, al centro delle celebrazioni pasquali, la Settimana Santa. Quest’ultima, nata a Gerusalemme, si diffuse poi in Occidente, anche se con caratteristiche diverse, per celebrare, rivedendoli, gli avvenimenti della Passione» (Vito Lozito).

Il Venerdì Santo, ogni regione celebra, secondo le proprie tradizioni, il ciclo e la rievocazione della Passione e Morte di Cristo. Nel tempo della Passione si rievoca il tradimento, la cattura e la crocifissione di Gesù Cristo.

Le rievocazioni della Passione consistono in un solenne corteo in cui sono teatralmente riproposti da gruppi statuari in costume o da personaggi, gli episodi della Passione di Cristo, della cattura nell’Orto del Getsemani e la Crocifissione.

Le manifestazioni religiose sono numerose e suggestive, in alcuni luoghi si svolgono le feste folcloristiche più emozionanti e coinvolgenti del periodo primaverile. In modo particolare in alcune località del Mezzogiorno sfilano in processione i “Flagellati”, incappucciati e armati di fruste di varia foggia, con cui si battono il petto in segno di penitenza.

In alcune zone della Liguria le processioni del Venerdì Santo sono caratterizzate dal fatto che il Crocefisso è rivolto verso la coda del corteo. È una antica usanza che si rifà al tempo delle battaglie navali contro i Turchi, durante le quali i Crocifissi che adornavano le prore delle navi venivano rivoltati affinché gli infedeli, e cioè i Turchi, non potessero vedere il volto di Cristo.

Ad Assisi la Processione del Cristo Morto, è imponente e molto suggestiva. Ha un prologo il giovedì sera, nella Cattedrale di San Rufino, dove si svolge il rito della “scavigliazione” e cioè dello schiodamento della statua lignea dalla croce. Nella mattinata del Venerdì Santo, la statua del Cristo viene trasportata dalla Cattedrale fino al Convento di San Francesco, con tre soste ai Monasteri di Clausura, mentre in serata si svolge la processione vera e propria.

A Chieti, il Venerdì Santo ha luogo la processione più antica d’Italia. Risale infatti alla metà del Cinquecento e da allora la processione si svolge identica, con la partecipazione delle Congreghe, i cui appartenenti indossano il tradizionale saio dei penitenti, che si compone di una tunica nera con mantella grigia. Gli strumenti musicali che accompagnano i canti appartengono all’artigianato tradizionale e tutto il percorso è illuminato da torce poggiate su treppiedi di ferro.

A Valenzano (Bari), dal 1671 si svolge la processione dei Misteri. Una tradizione molto sentita e suggestiva. Inizia dall’Ultima Cena per finire alla Esaltazione della Croce. La processione, che si svolge nelle vie cittadine, è molto seguita, non solo dai valenzanesi, ma da cittadini di paesi e città limitrofe attratti dalla magnificenza dei gruppi scultorei. Curiosità i “misteri”, che sono circa 45, sono di proprietà dei cittadini e da loro stessi custoditi, ad eccezione dell’Addolorata che esce dalla Chiesa.

A San Marco in Lamis (FG) si svolge una spettacolare processione, dove sacro e profano sono un po’ mescolati. Il corteo della processione viene chiamato delle “Fracchie”, e consistono in grossi coni di rami di albero che vengono infuocati per celebrare il “Rito del Fuoco Sacro”.

A Barile, un piccolo centro nella provincia di Potenza, in occasione del Venerdì Santo, si svolge una “Sacra Rappresentazione” animata da personaggi viventi.

Mi piace allegare a questa nota un testo poetico di Gaetano Bucci, docente e scrittore di Corato, frutto di “vissuti di coscienza” e di “immagini mentali” formatisi diversi decenni fa, quando la fede popolare, a Corato come altrove, specie nel sud Italia era permeata di spirito di autenticità unito a delicatezza, umiltà e discrezione. Un mondo anni luce distante dalla fede un po’ consumistica e spettacolarizzata di oggi.

VENERDÌ SANTO
di Gaetano Bucci

La Madonna era coperta di nero.
E nel viso bianchissimo di cera
portava un dolore profondo,
profondo dolore coperto di nero.

Io alla processione, ricordo,
m’incantavo al rullo del tamburo, 
alla luce del mattino, alla croce 
e al mistero di donne piangenti.

Dai balconi a cascata cadevano 
candide lenzuola di paradiso,
mentre la divina purezza dei gigli 
splendeva in marci vasi di latta.

Così la banda andava lenta per strada, 
tutta insieme ondeggiava, e suonava.
E appena suonava, erano lacrime 
bianche e fazzoletti stretti tra mani.

Settimana santa e artigianato: emozionante connubio

MOTTOLA (TA) - Una nuova troccola, nuovi sudari e il restauro delle Croci dei Misteri. La Settimana Santa di Mottola della Confraternita del Carmine si apre con tre grandi novità. La prima riguarda l’artigiano Angelo De Carlo, artista di 78 anni, autore di varie opere intagliate. Nonostante l’età, la sua straordinaria manualità gli ha permesso di realizzare una nuova troccola che ha donato alla Confraternita. Grandi emozioni nella presentazione ufficiale, accompagnata dalla benedizione di don Sario Chiarelli.

E poi ci sono i due sudari, per la Croce dei Misteri e quella della Pietà, cuciti e ricamati a mano da Gabriele Cosma Baldari dell’associazione per la conservazione degli antichi mestieri ‘Ars Aurea Ildegarda di Bingen’ di Avetrana.

Infine, l’altro aspetto degno di grande rilievo riguarda la processione del sabato santo, ormai tra le più note di Puglia. Dopo circa 40 anni e per la prima volta in questa edizione, comparirà il colore originale delle Croci e cioè il nero. Non solo: sarà presente anche la scritta ‘INRI’ orizzontale, anziché in verticale. «Questi dettagli significano molto- spiega il priore Vito Greco- dal momento che sono il frutto di una ricerca nei nostri archivi e di uno studio certosino da parte dei fratelli Buttiglione, restauratori che fanno parte del nostro sodalizio. Grazie alle donazioni, siamo riusciti a regalare ai fedeli qualcosa di unico, che molti non avevano mai visto». Questo tipo di Croci, infatti, era un ricordo dei più anziani. Ma, da quest’anno, saranno visibili a tutti, nel preciso intento di un ritorno alle origini, fortemente voluto dall’intero Consiglio di amministrazione della Confraternita che sta già lavorando per il 2020, in cui ricadranno i 160 anni dei Misteri. Grande fermento nella cittadina della provincia di Taranto che, con le sue processioni, è richiamo per devoti e visitatori.

Il giovedì santo, la messa in Coena domini, la lavanda dei piedi e gli altari della Reposizione. Ad aprire il momento di preghiera sono le paranze che, a coppie, si muovono in pellegrinaggio tra le varie chiese. Quest’anno saranno accompagnate proprio dalla nuova troccola di Angelo De Carlo, che sarà utilizzata anche il giorno successivo durante l’adorazione della Croce e in occasione del venerdì di Passione, quello dedicato all’Addolorata. Il sabato l’attesissima processione dell’alba. Partirà dalla chiesa del Carmine per fare rientro intorno alle 15, nell’abbraccio dei fedeli e dei pellegrini che, per ore, seguono il pio corteo.

Storia dei 'Santini'

di VITTORIO POLITO – Per “Santino” si intende un cartoncino rettangolare stampato, riproducente la figura di un santo o altro soggetto sacro e sull’altro verso una preghiera o, per la prima Comunione, riporta il nome del comunicando con la data della cerimonia.

Santa Teresa d’Avila nel 1566 scriveva nel suo “Cammino di perfezione”: «Cercate di avere un’immagine oppure un dipinto di Nostro Signore e non accontentatevi di portarlo sul cuore, senza mai guardarlo, ma usatelo per “conversare” con Lui».

Il termine “Santino” appare per la prima volta nel 1736. Anche Niccolò Tommaseo nel suo “Dizionario della lingua italiana”, scritto dopo il 1854, propone la definizione di “Santino, immaginetta di Santo, stampata in legno o rame o sovente miniata”.

Per la Chiesa, l’immagine religiosa ha una triplice funzione; quella di ornamento di chiese e luoghi di culto, di insegnamento e di divulgazione e di incitamento alla pietà. La sua diffusione si sviluppò, adattandosi ai cambiamenti delle mentalità, del linguaggio e dei costumi, fra il XIV secolo e la prima metà del XX, proponendo principi di morale, di fede e di amore esaltanti la vita cristiana, adattando schemi che rappresentavano i grandi Misteri, diventando - nei momenti di necessità spirituale - mezzo di conforto, di colloquio con Dio e di intercessione presso i Santi.

La distribuzione delle immaginette avveniva durante le celebrazioni e ricorrenze religiose di un certo rilievo e diffuse nelle missioni presenti nei luoghi più sperduti del mondo. Generalmente venivano conservate nei messali, con sentimenti frammisti tra religiosità e scaramanzia, quasi come reliquie dalle potenti proprietà taumaturgiche. Con le nuove tecniche tipografiche i santini, a causa della divulgazione, venivano conservati non solo nei messali ma anche nei taschini delle giacche e nei portafogli, venivano incorniciati per tenerli sul comodino, sulle culle dei bambini, ecc. Grazie a questo piccolo mezzo i fedeli potevano ritrovare nella loro intimità, quella emozione provata nei momenti di maggiore partecipazione religiosa.

Gli autori si sono sbizzarriti nel produrre bellissime immagini di Angeli, Santi, Natività, Passione di Cristo, ornati con pizzi e nastrini, con lo scopo, forse, di riportare indietro nel tempo, alla mai dimenticata ingenuità dell’infanzia, facendo ricordare all’uomo il suo passato e rendergli, forse, un ulteriore colloquio con Dio.

Un capitolo a parte potrebbe essere riservato ai testi e preghiere riportate sul retro delle immaginette, alcuni “propagandistici” e tendenti a “reclutare” aderenti alle varie Opere Pie o Associazioni religiose che, tramite una piccola offerta, davano la possibilità - ai vivi e persino ai defunti - di far parte di un più ampio consesso di fedeli a cui sarebbe stata elargito un particolare privilegio, creando quindi un ininterrotto discorso tra terra e cielo e protraendo oltre la vita gli umani legami. Attualmente i “santini”, non religiosi, vengono utilizzati con il nome di ‘figurine’ peri collezionare le immagini dei giocatori di calcio o per i candidati alle elezioni.

Oggi la frenesia della vita moderna e la mancanza di tempo non consente più di dedicarsi ai pizzi di carta ed ai ricami delle iconografie. Le immaginette odierne sono povere, si rifanno a quelle del passato ma senza il calore di una volta, forse inadatte a trasmettere messaggi che giungano fino all’anima, parlando di Fede, Speranza e Carità.

Probabilmente, per la legge del contrappasso, negli ultimi decenni è iniziata una vera e propria caccia ai santini del passato che, strappati all’indifferenza dei mercanti di carta, delle aste, dei messali di famiglia, sono riapparse negli album dei collezionisti, ancora cariche del primordiale fascino. A Roma è operante una Associazione di Collezionisti di Immaginette Sacre, l’A.I.C.I.S. (Associazione Italiana Cultori Immaginette Sacre - Piazza Campitelli 9 - 00186 Roma info@aicis.org), che raccoglie cultori, studiosi, collezionisti ed anche coloro che si interessano all’argomento sotto il profilo storico, religioso, folcloristico, culturale e artistico.

Su internet è presente anche il sito www.cartantica.it, dedicato al collezionismo cartaceo, in particolar modo alle immaginette, con articoli relativi alle tematiche religiose. Il sito, curato da Patrizia Roca, è ricchissimo di rubriche che trattano varie tematiche: dalla religiosità, alle immagini religiose, Medjugorje, Santi e Patroni, collezionismo, ecc., e si avvale di molti collaboratori volontari tra religiosi, laici, storici, giornalisti, ecc. che pubblicano articoli religiosi attinenti a numerosi argomenti e solo una visita del sito può dare l’idea dei temi trattati. Mi piace essere tra i collaboratori del sito, per il quale scrivo note su vari argomenti come curiosità, folklore, Natale e Pasqua, San Nicola, ecc.

Crispiano, va in scena la Passio Christi del ventennale

CRISPIANO (TA) - Avrà luogo sabato 13 aprile, con inizio alle ore 19, la 20a edizione della Passio Christi di Crispiano, organizzata dall'Azione Cattolica della parrocchia San Francesco d'Assisi. Raggiunge la cifra tonda, quindi, la storica manifestazione religiosa crispianese che quest'anno si incastona nel centenario del conseguimento dell’autonomia del Comune.

La grande novità è il ritorno della parte finale della Passione (crocifissione e deposizione) nelle suggestive Grotte del Vallone, dopo il cambio di location dello scorso anno dovuto ai lavori che avevano interessato la zona. Il percorso comincerà dal viale della scuola elementare “P. Mancini”, dove andrà in scena la scena del Discorso della montagna in cui Gesù si presenta, spiegando quale regno sta instaurando. “Abbiamo voluto inserire questo momento per rendere più fruibile la successiva scena del processo”, spiega il presidente dell'Azione Cattolica parrocchiale Ennio Colucci. La Passio Christi proseguirà poi lungo le seguenti strade del centro cittadino: via 14 Novembre, piazza San Francesco, via Roma, piazza Madonna della Neve, corso Vittorio Emanuele, via della Valle, via Sferracavallo, via Palermo. Vi parteciperanno un centinaio di interpreti, da bambini di 4 anni fino a uomini e donne ottantenni.

“Dalla nuova versione della nostra Passione – spiega Colucci – emerge un Gesù che rifiuta i formalismi, che si scaglia contro il perbenismo; un Gesù che accoglie gli ultimi, i poveri, i rifugiati, gli orfani e le vedove”.

Alcune donne della comunità parrocchiale hanno organizzato nuovamente un laboratorio di cucito per continuare a realizzare altri abiti per gli attori. Inoltre, anche quest'anno, nelle settimane passate gli interpreti principali hanno partecipato a un mini corso di recitazione di base. Così come è stato riproposto il concorso fotografico per professionisti e amatori “Fotografa la Passio”: tra le foto presentate, gli organizzatori sceglieranno la migliore che sarà utilizzata per il manifesto della prossima edizione.

Alla realizzazione della Passio Christi collaborano la Confraternita dell'Immacolata, la Pro Loco di Crispiano e l’amministrazione comunale, nella persona del sindaco Luca Lopomo e del geometra responsabile del progetto di sicurezza Piero Minardi. In caso di maltempo la rappresentazione verrà rinviata a mercoledì 17 aprile. (Vincenzo Parabita)

Taranto: 'Terra Nostra' riaccende i riflettori sulla Passio Christi

(credits: T.Piccione)
FRAGAGNANO (TA) - Domenica 14 aprile 2019 alle ore 18.00, si riaccenderanno i riflettori sulla rievocazione storica itinerante della “Passio Christi Freganianum”, giunta ormai alla cospicua X edizione.  Evento rievocativo legato alla messa in opera degli ultimi momenti trascorsi in vita, da Gesù Cristo. E dopo il grandioso successo avutosi lo scorso anno, presso il Comune di San Giorgio Jonico e il Comune di San Marzano di S. Giuseppe, la #PassioChristiFreganianum ritornerà nel proprio centro urbano d’origine.  

Una performing art condivisa, per le vie e nei luoghi più significativi  del centro storico del Comune di Fragagnano (Ta)  con progetto artistico a cura dell’Ass. Terra Nostra. Fin dalle prime luci dei freddi mesi autunnali, nel cuore del piccolo borgo di Fragagnano (Ta), la macchina organizzativa del meraviglioso e singolare evento rievocativo della Passione Vivente è totalmente in fervore per realizzare e promuovere un evento tragico ma al contempo toccante. Col titulus “Passio Christi Freganianum” si intende concretizzare la sofferenza e l’interminata agonia di Gesù Cristo, che hanno portato alla sua morte. Insieme all’incarnazione e alla successiva risurrezione, scrive uno dei due grandi misteri della storia e della letteratura del Cristianesimo Antico. Le storie della Passione di Cristo, in latino, dunque, Passio Christi traggono, umilmente, origine dai  Vangeli. L’uso sottende la radice etimologica, dal verbo latino “ patior ”,“patire” inteso come “soffrire”. In seguito il termine si è esteso per indicare il racconto del supplizio subìto dai santi martiri della Chiesa.

Gli ultimi avvenimenti della  “Passio Christi ” vengono ancora oggi celebrati e concretizzati dai cristiani di tutto il mondo nella cosiddetta “Settimana Santa”, settimana che precede la Santa Pasqua.  La sacra rievocazione sarà resa possibile grazie al contributo spontaneo di ogni singolo cittadino e dei diversi partners coinvolti, che come in una grande famiglia allargata,  hanno donato il proprio ausilio, messo in opera dall’associazione di promozione socio-culturale “Terra Nostra ” di Fragagnano, la cui presidenza è affidata alle mani di Orazio Surgo. Come, puntualmente, ogni anno Terra Nostra,  è impegnata in un percorso di promozione del tema legato alla Settimana Santa, finalizzato alla salvaguardia delle molteplici espressioni del teatro a cielo aperto, del messaggio salvifico di Cristo e della Passione, valorizzandone i patrimonio culturale immateriale della comunità locale.  Un progetto toccante, emozionante e soprattutto ben strutturato ispirato, liberamente, ad alcune delle più significanti pellicole cinematografiche, come “Gesù di Nazareth” di F. Zeffirelli, “The Passion” di M. Gibson e “A.D. La Bibbia Continua” di R. Downey e M. Burnett. Da come affermano gli organizzatori, quello di  quest’anno  sarà un progetto molto difficile da portare in scena, proprio perché la battitura, redatta nuovamente, presenta nuove sceneggiature particolari ma soprattutto emozionanti, pronte da incantare con estrema dolcezza gli spettatori. La sacra rievocazione storica, andrà in scena lungo le vie e vicoli del centro storico della piccola provincia ionica, vie non casuali,  che saranno teatro anche della tumultuosa Via Crucis,  la via della croce, che nostro Signore Gesù ha percorso sotto il peso dell’umanità, illuminata suggestivamente da fiaccole, come simbolo della luce divina, che illumina le tenebre della dannazione, luce che Cristo ha sacrificato per il genere umano. La sacra via, terminerà presso una location d’eccezione, l’ancestrale  Monte Santa Sofia, sito archeologico di matrice preclassica, da cui il borgo antico di Fragagnano, trae la propria origine antropologica. 

Su questa location, avverranno scene molto toccanti e significative tra cui il  Dolor Mariae, il Supplicium Christi  e …. tanto altro ancora. Gli organizzatori, per ora non svelano le altre novità.

(credits: T.Piccione)
Quest’anno come sottofondo musicale è ormai consuetudine dell’associazione, riproporre alcune colonne sonore cardine della sacra rievocazione, infatti in una delle scene più suggestive e materne, saranno riproposte le note dell’Adagio di Albinoni, brano indiscusso, dolce ma straziante, reinterpretato dalla cantante Federica Fanelli. Da una nota stampa di Vincenzo Ludovico, responsabile ufficio stampa della macchina organizzativa,  si evince la presenza scenica di  toccanti e suggestive sceneggiature: la “Flagellatio Christi”, basata sul martirio di Cristo, con dialoghi live totalmente in latino, legato, fustigato e flagellato come il peggiore dei malfattori, scena che avrà luogo al cospetto del settecentesco Palazzo Marchesale, sito in pieno centro storico. “Gesù visto dagli occhi dei fanciulli” è il nome della scena che ha riscosso un interessante successo nella scorsa edizione, basata sull’incontro dei giovani fanciulli con il Messia. “La cacciata dei Mercanti dal Tempio”, è il nome della nuova sceneggiatura della X edizione.  Le vie del centro storico del preistorico borgo di Freganianum, saranno invase dalla passione di più di 200 attori non professionisti, che armati di amore, presteranno il loro contributo nel portare in scena codesta rievocazione. Voci fuoricampo, proprio come tour operator, accompagneranno i partecipanti e gli spettatori lungo tutto il percorso facendo da raccordo, commento e narrazione della sacra rievocazione. Un teatro a cielo aperto, dunque, per rivivere l’antico borgo di Fragagnano (Ta), sorto tra la fine del ‘200 e gli albori del ‘300. 

Grande soddisfazione per l’Associazione Terra Nostra che, attraverso 10 anni di esperienza, ha saputo richiamare l’attenzione di gente anche da fuori provincia e la voglia di riscoprire gli antichi usi e costumi ormai dimenticati. «Tale progetto rappresenta una vera e propria prova, nell’esternare la propria fede e il proprio credo che sfociano in fratellanza, amore e gioia, materializzata dalla resurrezione i Nostro Signore Gesù »  – dichiarano gli organizzatori ed ancora: «La Passio Christi, rappresenta un momento di aggregazione socioculturale che identifica in ognuno di noi, un filo conduttore tra aspetto storico-religioso e  aspetto socioculturale. Si apprezza, fortemente, l’impegno di tutta la comunità fragagnanese, che si sta prodigando nella riuscita e all’arricchimento dell’evento » - concludono gli organizzatori.  Da come si è evinto anche dalla tavola rotonda del 13 gennaio, organizzata per la divulgazione della sacra rievocazione, gli insigni relatori presenti: il Prof. Antonio Fornaro - storico delle tradizioni, l’Avv. Mariangela Gigante - penalista del Foro di Taranto e il Dott. Andrea Simone – storico dell’arte, ne hanno riconosciuto l’enorme impatto culturale, storico e turistico che la sacra rievocazione sarà in grado di convogliare. Ed anche in quella occasione, l’Ass. Terra Nostra ha riscosso un importante successo nel panorama organizzativo. Ma gli appellativi “ toccante e struggente ” spettano di diritto alle sceneggiature cardine:  La “Flagellatio Christi ” , scena eseguita dai soldati romani, totalmente in latino, che tortureranno il  povero Cristo accompagnati da struggenti colonne sonore che rievocheranno antichi dolori. La “Crux Affixio Christi ” ossia la Crocifissione, vedrà il concretizzarsi della tanto e sospirata passione di Nostro Signore Gesù, crocifisso assieme ai due ladroni, trafitto dalla lancia del soldato romano Cassio Longinus e supportato dallo straziante dolore di una madre addolorata per la morte del proprio figlio, morto sulla croce per salvare il genere umano. Ma proprio qui, la morte e la vita giocheranno l’estrema battaglia che sfocerà  nella gioia degli spettatori vedendo l’ancestrale resurrezione di Nostro Signore Gesù, che sarà accompagnato dal volo festoso delle colombe. Nel corso degli anni la manifestazione organizzata dall'Associazione Terra Nostra di Fragagnano, è andata migliorandosi, aggiungendo ulteriori sceneggiature dall’Ingresso Gioioso in Gerusalemme sino alla Resurrezione ed in più alcune scene nuove che si intersecano con la storia dei personaggi che, realmente, hanno toccato la Passione di Cristo. Di conseguenza, da circa 20 protagonisti si è passati ad oltre 200 che impegnano tantissime famiglie e che, considerando il numero delle edizioni, è difficile che in una sola famiglia non vi sia o vi sia stato qualcuno, che abbia recitato alla Passio Christi Freganianum, nel corso di 10 anni.  La partitura, quest’anno ha avuto un miglioramento nei tratti recitativi e nei dialoghi che rimangono però sempre fedeli alla matrice evangelica delle Sacre Scritture. 

(credits: C:Ricchiuti)
Nel corso di questi ultimi anni si sono consolidati i rapporti di patrocinio con i diversi organi istituzionali (Comune Provincia e Regione ed altri Enti legalmente riconosciuti, operanti in ambito turistico.) Enti che riconoscono l’alto valore del messaggio salvifico, veicolato mediante codesta rievocazione storica. L’evento vive ed esiste perché la gente locale e non, gli è affezionata. Quanto si realizza non sarebbe possibile se non con il forte contributo di generosità dei partners e dei cittadini che sostengono l’Associazione economicamente e moralmente. La manifestazione ha raggiunto uno standard qualitativo ed organizzativo tale da non considerarsi più un evento circoscritto alla sola cittadina di Fragagnano ed in edizioni passate a Taranto, ma come una espressione viva e vivificante della provincia della terre tarantine, con le sue tradizioni, con la sua storia, con i suoi valori e le sue emozioni. Anche l’Arcidiocesi di Taranto, nella persona di Mons. Filippo Santoro, ha concesso il proprio alto patrocinio, riconoscendo all’iniziativa, alta valenza di religiosità popolare che esprime un forte connubio tra fede, cultura e tradizione. Per via straordinaria e soprattutto a grande richiesta, la sacra rievocazione storica, la scorsa edizione è stata portata in scena presso San Giorgio Jonico e San Marzano di S.Giuseppe. L’edizione decima del 2019, sarà portata in scena, anche quest’anno presso il Centro Storico e le Cave delle Tagghjate a San Giorgio Jonico, mercoledì 17 aprile 2019, con partenza alle ore 17.00. 

La sacra rappresentazione è patrocinata da: Comune di Fragagnano, Provincia di Taranto, Regione Puglia ( Ass. Industria Turistica), Arcidiocesi di Taranto, G.A.L. Terre del Primitivo,  Touring Club Italiano, Puglia Promozione e da Teatro Pubblico Pugliese. Sarà resa possibile grazie al sostegno di alcuni partners: BCC di Avetrana,  Ass. Jonica Donatori Sangue pro Bambini Microcitemici, Igea Farmacia di Capogrosso A. e Massari R. e G. Conad City Si. Co. An s.r.l. Vita Dental di Francesco Vitarelli, Marianna Cerimonia della Famiglia Bizzarro. Ed ancora: Caffè Venere di Eleanna Quaranta, Gioielleria Idee Preziose di Gianfranco Lanzo, The Seven, M.D. Service e Carpe Diem Bar. Partner di progetto:  Mr. Auto Electronic Solutions di Vito Mazza,  Ass. I Trainieri di San Giuseppe, Centro Studi Danza Dream di Donatella Andrisano, DJ Knez by Adriano Cavallo e Gruppo Sbandieratori e Musici Rione San Basilio di Oria.  Media partner è il giornale Extra Magazine di Extra Media Group, società attiva nel settore dell’editoria, della comunicazione istituzionale, sociale e commerciale, e dell'organizzazione di eventi.   

Papa: "Guerra è colpa di Europa e America che vendono le armi"

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Ancora riti della Settimana Santa: la religione che si sposa col folclore

di VITTORIO POLITO - La Pasqua cattolica si celebra, secondo il decreto del concilio di Nicea del 325 d.C., seguendo criteri astronomici, la prima Domenica di plenilunio dopo l’equinozio di primavera. Ogni anno ha quindi un posto diverso nel calendario. La solennità pasquale rappresenta il momento più importante di tutte le celebrazioni liturgiche, perché si celebra il rito e il mistero della morte e resurrezione di Gesù Cristo. Il triduo, che va da Giovedì Santo a Sabato Santo, a cui si aggiungono la Veglia pasquale e le celebrazioni della Domenica di Pasqua, costituiscono l’evento di maggior importanza per la religione cattolica. 

Il periodo pasquale è preceduto dalla Quaresima, periodo di 40 giorni che comincia con il mercoledì delle ceneri. La Domenica precedente la Pasqua è detta delle Palme e in quel giorno si ricorda l’accoglienza trionfale di Gesù a Gerusalemme fra ali di folla osannante. Nelle chiese vengono distribuiti ramoscelli di ulivo benedetti. La settimana successiva è detta Settimana Santa perché si rivive la passione e la morte e resurrezione di nostro Signore. Numerose le rievocazioni in tutto il mondo cattolico.

A Bari si inizia il Venerdì di Passione con l’uscita della Madonna Addolorata, una delle più belle della città, dal Santuario di Sant’Antonio, percorrendo le vie della città vecchia e nuova, per poi fare ritorno in serata nella propria chiesa. Il Venerdì Santo, si snoda tra le vie cittadine la processione dei Misteri. Questa importante processione esce ad anni alterni da due chiese diverse: dalla Vallisa (gli anni pari) e da San Gregorio (gli anni dispari). Un decreto del 1825 di Mons. Michele Basilio Clary, per evitare frequenti rivalità fra le due confraternite interessate, pose così fine alle continue liti.

Alberobello si anima di suoni, colori e preghiere che fanno rivivere a credenti e turisti uno dei momenti religiosi più intensi dell’anno liturgico cristiano. Non si tratta solo di un’intensa occasione spirituale, ma anche di un suggestivo momento in cui arte e cultura si incontrano nella capitale dei trulli. Qui si svolge una Passione Vivente ambientata tra i trulli e che coinvolge l’intera città nella organizzazione e allestimento di questo importante evento.

Bitonto è coinvolta nelle tradizionali processioni del Venerdì di Passione e del Venerdì Santo. Tra sentimento religioso e folklore, il Venerdì di Passione, l’Addolorata nel suo abito nero si avvia dalla Cattedrale e percorre le vie del centro storico accompagnata dai bambini delle scuole elementari della città. Il Venerdì Santo, in piena notte, dalla quattrocentesca chiesa di San Domenico inizia la Processione dei Misteri. Il rito, tra i più antichi, vede sfilare in processione 8 immagini rappresentanti alcuni momenti della Passione di Cristo.

Anche Molfetta rivive la Passione del Signore con tre importanti appuntamenti. Il Venerdì di Passione, che precede la Domenica delle Palme, si potrà assistere al rito della “Sventurata”, processione in onore della Beata Vergine Addolorata che ha inizio alle ore 17 nel piazzale antistante la Chiesa del Purgatorio. Il Venerdì Santo si svolge la Processione dei Misteri, il più antico rito religioso della città organizzato dall’Arciconfraternita di Santo Stefano, a partire dalle ore 3,00 del mattino dal sagrato della Chiesa di Santo Stefano. Ultimo rito della settimana è la processione della Pietà che si tiene il Sabato Santo, con splendide statue in cartapesta realizzate da Giulio Cozzoli, trasportate a spalla dai confratelli dell’Arciconfraternita della Morte.

A Noicattaro sono numerosi gli appuntamenti per la celebrazione della Passione di Cristo; si inizia la sera del Giovedì Santo con l’accensione dei falò sul sagrato della chiesa della Madonna della Lama. A seguire, sempre nella stessa giornata, la Processione del Primo Crocifero ed il Pellegrinaggio dei Crociferi agli Altari della “Reposizione”. Il giorno successivo si tiene la Processione della Naka: durante la notte il sarcofago di Cristo viene condotto tra le vie del paese a passo lento e grave.

Turismo: Cna, "Per accedere nelle chiese a Lecce si paga?"

LECCE - "La Puglia, in questi ultimi anni, ha avuto un notevole riconoscimento turistico: molti i visitatori che, spesso con sacrificio, giungono a noi e molti, purtroppo, sono quelli che vengono una volta e poi non più per vari motivi che vanno dal solito “troppo cari i prezzi”, ai furbi che considerano il povero turista un “pollo da spennare” o, più semplicemente, per la lontananza, visto che il Salento, “tacco dell'italico stivale” è sempre mal servito da treni ed aerei. Ai nostri visitatori non resta, spesso, che il pullman ed il solito viaggio organizzato". Così in una nota la CNA Puglia  Beni culturali e Turismo.

Poi la nota prosegue: "Nonostante tutto questo, però, l'incremento turistico c'è e chi viene nel Salento non può non visitare Lecce, Otranto, Gallipoli e Santa Maria di Leuca: sono queste, infatti, le prime tappe che un gruppo, per la prima volta nel Salento, richiede.

Qualche giorno fa è successo qualcosa che nessun operatore turistico locale si aspettava: in sordina, la Curia Vescovile di Lecce, in collaborazione con una cooperativa, ha indetto una conferenza stampa per presentare il progetto battezzato “LeccEcclesiae”; si tratta, in sostanza, di introdurre un ticket unico da 10 euro a persona per accedere, dalle 9 alle 21 e per tutto l'anno, a quattro chiese del centro storico: il Duomo, Santa Croce, Santa Chiara e San Matteo oltre al Museo Diocesano. I turisti, sia singoli che in gruppo, attraverso il pagamento del biglietto d'ingresso, avranno la possibilità di accedere in qualsiasi ora e dei depliant per scoprire i siti a loro disposizione.

Da quanto abbiamo potuto apprendere, è possibile acquistare, oltre al ticket cumulativo, anche un biglietto per ogni singolo monumento, con prezzi che variano da 5 a 9 Euro, anche se, dalle informazioni avute, ci è sembrato che i promotori del progetto non avessero ancora ben stabilito questi “dettagli”.

Il ticket, anche qui abbiamo notizie discordanti, avrebbe validità da 15 giorni a 3 mesi e si parla di un “accesso unico” ad ogni sito, ovvero si entra una volta sola nello stesso sito (previa apposizione di un “timbro” sul biglietto?) ed una volta entrati non si può più rientrare se non acquistando un nuovo biglietto per il singolo sito; resta però che il precedente biglietto è valido per usufruire dei siti che restano (quelli non “timbrati”)...

Questa idea ha certamente lasciato molto perplessi gli operatori turistici, che, senza preavviso, devono correre ad aggiornare i contratti già stipulati e, ovviamente, i preventivi già concordati con i clienti non sono più validi.

Ma queste somme a cosa servono? Di preciso non è chiaro, anche se, parlando di soldi, la Chiesa Cattolica può sempre contare sull'8 per mille dell'IRPEF che, considerando i 700 miliardi annualmente versati dai contribuenti, porterebbe ad un introito pari, grosso modo, a 5 miliardi di Euro, equivalente del prodotto interno lordo di paesi come le Maldive o le Barbados, giusto per fare un piccolo confronto.

Tuttavia, secondo quanto affermato da Monsignor Seccia, queste somme servirebbero al recupero del bene anche se, durante la conferenza, si è parlato anche di 25 nuove assunzioni tra le guide turistiche abilitate (affermazione di fatto smentita dopo 30 minuti nella stessa conferenza), per gli addetti alla biglietteria, al controllo del decoro di chi entra in chiesa e per le pulizie dei siti interessati.

Molto interessante è come prenotare, visto che ancora le modalità non sono chiare. Non esiste un sito internet o un telefono: pertanto, la prenotazione è da farsi in un botteghino in Piazza Duomo con preferenza a “chi primo arriva”. Quindi, un gruppo di visitatori arriva a Lecce e corre a far la fila al botteghino per acquistare gli agognati biglietti, magari saltando la visita guidata e forse anche il pranzo. Uno stress… Se “Parigi val bene una messa” figuriamoci Lecce, dove, a questo punto, si spera che almeno quella sia “gratis et amore Dei”.

Se il proposito della Curia Leccese era quello di evitare code e resse nelle chiese, poteva prendere benissimo esempio dalla Curia di Taranto che prevede una prenotazione per il controllo dei flussi all'interno della cattedrale e della cripta ed il pagamento in caso si visiti il luogo fuori dall'orario di apertura.

Alle guide turistiche, per evitare pasticci e brutte figure (che faremmo tutti, indistintamente), non resta che spiegare il monumento dalla pubblica strada ed invitare, chi volesse visitarlo dall'interno, ad acquistare il biglietto al termine della visita guidata o limitare gli accessi alle chiese fortunatamente ancora prive del pedaggio di ingresso.

Anche il prezzo - spiega - non è da poco: 10 Euro potrebbero anche pesare su una famiglia di 4 persone, visto anche il periodo non particolarmente florido; per un pullman di 40 persone della classica scampagnata di un giorno solo potrebbe rappresentare la spesa più grande dopo il carburante.

Non possiamo non constatare che l'iniziativa della Curia non aiuta certo il Salento ed i turisti che lo scelgono come meta, non soltanto per il costo quanto per la eccessiva burocratizzazione del metodo per potersi procurare il tanto agognato “biglietto” che, ci teniamo a precisarlo, è a carico anche dei locali che, provenendo da diversa diocesi salentina, saranno costretti a pagarlo per accedere: l'accesso alle chiese, infatti, è gratuito solo ai residenti della diocesi di Lecce (forse chiederanno il documento di identità prima dell'accesso?), ai bambini al di sotto degli 11 anni (altro documento da esibire) e durante le funzioni religiose.

Forse è ancora troppo presto per dire a chi gioverà questa decisione ma, già da adesso possiamo dire chi ci perderà con questa decisione. Sono le agenzie turistiche, i ristoranti, gli hotel, i B&B e tutte le attività commerciali che vivono di turismo in una città come Lecce che ha scoperto che, la cultura, può aiutare a sopravvivere", conclude la nota di CNA Puglia

Papa Francesco: "Cristiani dialoghino sempre"

RABAT - "Il cristiano, in queste terre, impara ad essere sacramento vivo del dialogo che Dio vuole intavolare con ciascun uomo e donna, in qualunque condizione viva". Così papa Francesco incontrando il clero a Rabat. "È un dialogo che - ha aggiunto il Papa - diventa preghiera e che possiamo realizzare concretamente tutti i giorni in nome 'della 'fratellanza umana' che abbraccia tutti gli uomini, li unisce e li rende uguali. In nome di questa fratellanza lacerata dalle politiche di integralismo e divisione e dai sistemi di guadagno smodato e dalle tendenze ideologiche odiose, che manipolano le azioni e i destini degli uomini". 

I riti della Settimana Santa di ieri e di oggi in alcune città della Puglia

di VITTORIO POLITO - La Settimana Santa è il periodo che intercorre tra la Domenica delle Palme e il Sabato Santo, durante il quale il Cristianesimo celebra gli eventi della fede in occasione degli ultimi giorni di vita di Gesù Cristo (passione, morte e resurrezione). I riti religiosi sono celebrati con solennità in tutte le chiese del mondo, mentre in Italia le cerimonie sono particolarmente suggestive ed in molti casi si mescola religione e folclore. Sono da segnalare, in particolare, le manifestazioni che si svolgono in Puglia.

A Taranto, il Giovedì Santo inizia con il pellegrinaggio dei “perdune” (perdoni), i Confratelli del Carmine che escono in coppie, a piedi nudi e incappucciati, percorrendo le strade cittadine, sostando, lungo il percorso, in ogni “sepolcro”, a simboleggiare i pellegrini che si recavano a Roma per il “perdono di Dio”. I “perdune” avanzano lentamente dondolando esasperatamente, che i tarantini chiamano “a nazzecate” (passo tipico dei “perdune”). Il rientro avviene entro la mezzanotte, quando dalla Chiesa di San Domenico parte la processione della Madonna Addolorata. La processione si conclude il pomeriggio del Venerdì Santo per consentire l’inizio della seconda processione, quella dei Misteri, che sfila per la città per rientrare alle sette del sabato mattina.

A capo delle processioni c’è sempre il troccolante (da troccola, una tavola di legno su cui sono installate delle “maniglie” metalliche che percuotendo il legno producono un suono caratteristico), a cui spetta il compito di chiudere i riti tarantini il sabato mattina. Questi, giunto “nazzicando” davanti alla Chiesa del Carmine, bussa tre volte con la punta del suo bastone, detto “bordone”, su una delle ante chiuse, in un’atmosfera di silenziosa e profonda commozione. Questo è uno dei momenti più significativi e affollati di tutta la processione.

Grazia Galante nel suo libro “La religiosità popolare di San Marco in Lamis (Malagrinò Editore), racconta che, la preparazione alla Settimana Santa inizia con la pratica dei sette venerdì dedicati alla Madonna Addolorata. I riti si accentrano nell’arco di meno di una settimana. Il Mercoledì e il Giovedì Santo nella Chiesa dell’Addolorata, i confratelli dell’Arciconfraternita dei Sette Dolori, vestiti con camice, mozzetta e scapolare, cantano “li fruffecicchie” (profezie), rappresentate da 15 Lamentazioni del profeta Geremia, tratti dall’Antico e Nuovo Testamento. Nel passato, quando la Resurrezione si celebrava il Sabato Santo e si “scioglievano” le campane, le giovani mamme stendevano sul selciato una coperta per consentire ai propri bambini di muovere i primi passi, convinte che come si “sciugghiévene li campane” (come si scioglievano le campane), così dovevano muovere i primi passi le gambette dei piccoli (“Li jammicciòle de lli meninne”).

A San Nicandro Garganico, nei tre giorni che precedevano la Resurrezione, si faceva la festa della Croce per chiedere un buon raccolto, lasciando la sera sull’uscio della porta o sul balcone dei secchi pieni d’acqua affinché il Risorto, salendo al cielo, l’avrebbe benedetta e il giorno dopo veniva distribuita ai passanti in devozione.

Molti riti sono di antica origine. Si può assistere, infatti, ai volti incappucciati, ai lamenti, ai canti religiosi, al suono della troccola, alla processione dei Crociferi (Noicattaro), a quella degli otto Santi (Martina Franca), a quella dei cinque Misteri di Molfetta, o alla suggestiva processione della Quarantana a Ruvo di Puglia.

Merita un cenno la processione dei ‘misteri’ che si svolge a Valenzano (BA), perché di spagnoleggiante reminiscenza. Ma ciò che rende, forse, unica la processione è l’alto numero dei Misteri (oltre quaranta). È dal 1671 che il venerdì Santo a Valenzano sfila la processione dei Misteri, una tradizione molto sentita e suggestiva, che inizia dall’Ultima Cena per finire alla Esaltazione della Croce. La processione che si svolge nelle vie cittadine, è molto seguita, non solo dai valenzanesi, ma dai cittadini di paesi e città limitrofi, attratti dalla magnificenza dei gruppi scultorei. L’originalità sta nel fatto che tutti i gruppi statuari sono di proprietà di privati e da loro stessi custoditi. Solo l’Addolorata esce dalla Chiesa Matrice di San Rocco.

Salvatore Pugliese, nel suo libro “La Settimana Santa a Martina Franca nella tradizione popolare” (Schena Editore), ricorda e descrive la molteplicità di celebrazioni e appuntamenti che un tempo davano alla città un senso di dignitosa mestizia. L’incedere dei Confratelli, il crepitio della troccola, la spogliazione degli altari, le croci velate e la lunga lacerante predica delle Tre Ore di Agonia, rappresentano i gesti della fede, il memoriale del Transito del Signore. In queste manifestazioni i cittadini diventano nello stesso tempo attori e protagonisti, manifestando una partecipazione interiore propria delle genti del Sud, vicine alla Passione per antica sofferenza e lontane radici di comunione di dolore.

A Ruvo di Puglia il giovedì Santo si svolge la processione degli “Otto Santi” che sfila tra le due e trenta e la tarda mattinata. Il corteo è composto da: Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, il Cristo morto disteso sul lenzuolo, la Madonna Addolorata, San Giovanni, la Maddalena, Maria di Cleofa e Maria Salomè. La processione che sfila dal 1920, è quella più nota e suggestiva dell’intero ciclo sacro. Tra le tantissime informazioni e immagini che Francesco Di Palo ricorda nel suo libro “Passione e Morte” (Schena Editore), c’è, sempre a Ruvo di Puglia, anche la processione del Risorto e lo scoppio delle Quarantane (fantocci di carta colorata o scherzi pirotecnici), che avviene la Domenica di Pasqua, un momento paraliturgico più significativo della Resurrezione. E per il Venerdì di Passione c’è la “Madònne du vìnde” (Madonna del vento), appellativo popolare con cui viene indicata la “Desolata”, poiché in questo giorno il vento è sempre presente.

Una delle rappresentazioni più importanti e spettacolari, ma nello stesso tempo singolare, soprattutto per i forestieri, è quella nota come “La Madonna che scappa” o “La Madonna che corre in piazza” che si svolge la Domenica di Pasqua a Sulmona. Una dimensione fortemente teatrale e scenica rimane assai evidente in alcune manifestazioni paraliturgiche che scandiscono la Quaresima e la Settimana Santa in Puglia.

E, per finire, non manca il capitolo dedicato ai cibi rituali di Pasqua: uovo, agnello e scarcella, alimenti legati intimamente al rito pasquale, definiti da alcuni studiosi di tradizioni popolari “alimentazione rituale”.

Da segnalare l’importante ruolo delle Congreghe e delle Confraternite che partecipano a questi eventi come viva espressione di fede, anche se contrastate da certe organizzazioni turistiche che tendono a sottovalutare le espressioni della pietà popolare.

Papa Francesco: "Un'ingiustizia bloccare le navi di Open Arms"

CDV - "Tenere ferma la nave è un'ingiustizia. Perché lo fanno? Per farli annegare?". E' la replica di Papa Francesco al giornalista spagnolo Jordi Evole alla domanda se sapesse che "nel porto di Barcellona è stata bloccata la nave di Open Arms". Evole - riporta il sito Avvenire.it - lo ha incontrato il 22 marzo a Roma. Nel colloquio di oltre un'ora il Papa ha risposto sugli abusi sessuali di religiosi, il ruolo delle donne nella Chiesa, la memoria storica, la disuguaglianza, i migranti e rifugiati. L'intervista andrà in onda domenica 31 marzo sulla tv spagnola laSexta.

Papa: "Roma non si degradi"

(ANSA)
ROMA - Incontro stamani nel Campidoglio tra il Papa e la sindaca di Roma Virginia Raggi. Roma "è un organismo delicato, che necessita di cura umile e assidua e di coraggio creativo per mantenersi ordinato e vivibile, perché tanto splendore non si degradi, ma al cumulo delle glorie passate si possa aggiungere il contributo delle nuove generazioni, il loro specifico genio, le loro iniziative, i loro buoni progetti". Così il Pontefice nel suo discorso all'Amministrazione capitolina. 

"Questa peculiare identità storica, culturale e istituzionale di Roma postula che l'Amministrazione capitolina sia posta in grado di governare questa complessa realtà con strumenti normativi appropriati e una congrua dotazione di risorse", ha aggiunto il Papa. 

"Formulo perciò i migliori auspici affinché tutti si sentano pienamente coinvolti per raggiungere questo obiettivo, per confermare con la chiarezza delle idee e la forza della testimonianza quotidiana le migliori tradizioni di Roma e la sua missione, e perché questo favorisca una rinascita morale e spirituale della Città", ha concluso il Papa. 

Spagnoli stregati dai riti pugliesi della Settimana Santa in trasferta a Valladolid

VALLADOLID - Si sono innamorati della Puglia, e vorranno presto visitarla, le migliaia di visitatori spagnoli che hanno scoperto i forti legami tra le tradizioni pasquali pugliesi e quelle di Valladolid, dove nello splendido Palazzo Reale si è chiusa con grande successo la mostra fotografica al centro del progetto itinerante «Plenilunio di Primavera» promosso dalla cooperativa FeArT e dall’associazione Puglia Autentica in collaborazione con la Regione Puglia e Pugliapromozione. Un’iniziativa per favorire gli scambi e il turismo culturale e religioso che, nelle prossime settimane, con il progetto di co-branding regionale, farà tappa a Bitonto (5-12 aprile), Molfetta (14-24 aprile) e, successivamente, a Vico del Gargano e Lecce (città - quest’ultima - con la quale Valladolid è gemellata), con l’allestimento della mostra fotografica presentata nella città castigliana, comprendente scatti dei riti pasquali pugliesi e di Valladolid, insieme a una serie di qualificate iniziative.

La stessa tappa spagnola, seguita con grande interesse dei media locali, ha visto la Puglia protagonista anche sul fronte musicale, nella chiesa del Convento de los Agustionos Filiponos, dove si sono esibite le Voci delle Confraternite di Vico del Gargano e la Banda Davide delle Cese di Bitonto in un florilegio di musiche sacre e marce funebri pugliesi. Momenti che hanno reso ancor più significativa quest’importante trasferta, finalizzata a rinsaldare e rilanciare, sul piano delle relazioni culturali, un antico legame tra due terre nelle quali i riti della Settimana Santa hanno antichissime e comuni radici. Elementi identitari che il progetto «Plenilunio di Primavera» si propone di valorizzare e promuovere all’interno della strategia di sviluppo del turismo religioso della Regione Puglia e di Pugliapromozione.

L’esposizione comprende immagini che, dal Gargano al Salento, raccontano la Settimana Santa di Andria, Bisceglie, Molfetta, Bitonto, Ruvo di Puglia, Corato, Canosa di Puglia, Conversano, Noicattaro, Valenzano, Francavilla Fontana, Troia, Vico del Gargano, San Marco in Lamis, Gallipoli, Taranto e Pulsano. Immagini a confronto con quelle dei riti di Valladolid, con le sue processioni caratterizzate da magnifiche sculture lignee realizzate da importanti artisti del Barocco spagnolo, presentate in una serie fotografica messa a disposizione da José Luis Alonso Ponga, direttore del Centro Internazionale degli Studi sulla Settimana Santa dell’Università di Valladolid, partner dell’iniziativa «Plenilunio di Primavera» curata dal direttore scientifico Gaetano Armenio.

Info www.settimanasantainpuglia.it

Papa: "Famiglia fondata su matrimonio ha importanza essenziale"

CDV - "Nella delicata situazione del mondo odierno, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un'importanza e una missione essenziali. È necessario riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l'insostituibilità a servizio della vita e della società". A dichiararlo il Pontefice nel suo discorso sul sagrato del Santuario di Loreto, rivolgendosi ai fedeli presenti sottolineando come la Santa Casa sia anche "la casa della famiglia". 

"Nella casa di Nazareth - prosegue Francesco -, Maria ha vissuto la molteplicità delle relazioni familiari come figlia, fidanzata, sposa e madre. Per questo ogni famiglia, nelle sue diverse componenti, trova qui accoglienza, ispirazione a vivere la propria identità. L'esperienza domestica della Vergine Santa sta a indicare che famiglia e giovani non possono essere due settori paralleli della pastorale delle nostre comunità, ma devono camminare strettamente uniti, perché molto spesso i giovani sono ciò che una famiglia ha dato loro nel periodo della crescita. Questa prospettiva ricompone in unitarietà una pastorale vocazionale attenta ad esprimere il volto di Gesù nei suoi molteplici aspetti, come sacerdote, come sposo, come pastore".

Bari, con l’uscita dell’Addolorata dal Santuario di Sant’Antonio iniziano i riti della Settimana Santa

di VITTORIO POLITO - I riti della Pasqua barese iniziano il Venerdì, detto anche di Passione, prima della Domenica delle Palme (quest’anno il 12 aprile), con la solenne processione della Vergine Addolorata in uscita dal Santuario di Sant’Antonio di Bari per snodarsi lungo le vie della città ‘visitando’ nel percorso alcune chiese del quartiere Libertà e del centro storico di Bari.  

L’Addolorata, accompagnata dai fedeli e dalle bande che intonano musiche sacre e marce funebri, se ne va fra la gente che piange, con il fazzolettino bianco fra le mani ed il suo abito nero che rendono ancor più struggente il dolore.

L’itinerario, come per gli scorsi anni, prevede la sosta della Madonna nella Cattedrale di Bari (ore 12-15) per poi riprendere il cammino, dopo la cerimonia eucaristica, per rientrare in serata nella ‘sua’ casa, il Santuario di Sant’Antonio.

Con l’occasione ricordo qualche notizia sulla storia del Convento-Parrocchia che ospita l’Addolorata.

I padri Francescani vennero a Bari nel XVII secolo ed iniziarono la costruzione del Convento e della Chiesa nell’anno 1617 terminando i lavori nel 1622. In seguito al terremoto del 1831, per le gravi lesioni riportate, la chiesa crollò nel 1834. Negli anni 1836-1839 la chiesa venne riedificata ed ampliata e dedicata a Sant’Antonio di Padova. Nel 1866, in seguito alle disposizioni relative alla soppressione degli ordini religiosi, il Convento fu occupato dalla truppe garibaldine ed adibito a caserma. Nel 1887 nella Chiesa venne eretta la Vicaria Capitolare con il titolo di Sant’Antonio, rimasta in funzione fino al 1930. In quel periodo in tutto il quartiere non c’era alcuna chiesa secolare da destinare a parrocchia.

Il 21 maggio 1936 fu posta la prima pietra per la costruzione del Convento e nel 1937 i lavori per l’ampliamento della Chiesa con il Battistero, che terminarono dopo tre anni.

Nel 1956 l’Arcivescovo di Bari Enrico Nicodemo istituì una nuova Parrocchia e la Chiesa di Sant’Antonio divenne per la prima volta parrocchia, retta da padre Bernardo Elia.

Nel 1987 la zona absidale è stata dotata di un bellissimo Crocifisso ligneo del 1600 che la domina ed ai fianchi i mosaici che rappresentano i quattro evangelisti. Nel 1995 la grande statua in gesso di Sant’Antonio viene collocata nel vecchio Battistero, divenuto “Cappella del Santo”.

Il Santuario di Sant’Antonio ha ospitato fin dal 1925 la Pia Associazione di Sant’Antonio ed il 19 marzo 1931 fu dichiarata dall’arcivescovo Augusto Curi “Confraternita di Maria SS. della Pietà e di Sant’Antonio” e dal 10 gennaio 1962 elevata ad Arciconfraternita.

Nell’anno 2011, per iniziativa e sotto la guida di padre Giammaria Apollonio, parroco pro-tempore, la Chiesa è stata totalmente restaurata, tornando così a nuovo splendore.

L’8 dicembre 2015 la Chiesa di Sant’Antonio da Padova di Bari è stata elevata, dall’Arcivescovo di Bari-Bitonto, Monsignor Francesco Cacucci, alla funzione di Santuario.

Da qualche anno il Santuario è retto da padre Vito Dipinto.

Dalla Puglia alla Spagna per la Settimana Santa

VALLADOLID - Nella splendida Iglesia del Convento de Los Augustinos Filipinos a Valladolid, nella terra di Castilla e León, oltre 30 tra cantori e banda pugliesi e spagnoli hanno chiuso ieri sera l’evento spagnolo di Plenilunio di Primavera con un concerto molto suggestivo, “Cantantes de dolor”. La musica della tradizione della Quaresima in Puglia è stata rievocata dai cantori di cinque confraternite pugliesi rappresentate dai priori: l’Arciconfraternita orazione e morte, la Confraternita cinturati sant' Agostino e Santa Monica, la Confraternita di San Pietro, la Confraternita dei Carmelitani scalzi e dell’Arciconfraternita del SS Sacramento.

L’ iniziativa itinerante di scambi culturali, promozione identitaria e turismo religioso tra le due regioni, legata al tema della Passione, ha debuttato a Valladolid  il 15 marzo, con l’inaugurazione di una mostra a Palazzo Reale che resterà aperta fino al 24 marzo; venti scatti sulla Settimana Santa pugliese, racconto per immagini che introducono il visitatore in un percorso di fede e religiosità carico di emozioni e restituiscono il senso di questi antichi riti che, gelosamente conservati dalle confraternite locali, rivivono nelle tradizionali processioni.

I riti spagnoli, affini per storia ed origini a quelli pugliesi, sono presentati, a loro volta, in un’altra sezione tematica comprendente venti immagini della Settimana Santa di Valladolid, l’antica città della Spagna nordoccidentale nella quale i numerosi eventi culturali legati ai giorni della Passione ogni anno attraggono numerosi turisti da tutta la Spagna e dal resto del mondo. Ma per i visitatori spagnoli la mostra a Palazzo Reale è anche l’occasione, grazie alla presenza di Pugliapromozione, per scoprire i suggestivi itinerari della Puglia, nella quale l’azzurro del mare contrasta con i paesaggi segnati dagli ulivi, dai vigneti e dalle masserie.

Settimana Santa: i riti di diciassette città pugliesi dal 15 al 24 marzo a Valladolid

(ph: Concellòn)
VALLADOLID - Il tempo sospeso. E il dolore che da intimo diventa pubblico, al cospetto del pianto muto dell’Addolorata e di fronte al Cristo sanguinolento, ricurvo sotto il peso della croce, mentre il suono delle marce funebri si fa strada tra il silenzio della folla ammutolita, assiepata ai lati delle processioni, nelle quali sfilano a passo rallentato i confratelli in abito penitenziale. Rappresentazioni iconiche della Passione tratte dalla Settimana Santa pugliese, che in omaggio ai rapporti secolari con la Spagna, venerdì 15 marzo, vengono presentate a Valladolid, dove è altrettanto forte la tradizione dei riti pasquali. Accade con l’inaugurazione, a Palazzo Reale, di un’importante mostra fotografica, tra gli appuntamenti dell’iniziativa itinerante «Plenilunio di Primavera» promossa dalla cooperativa FeArT e dell’associazione Puglia Autentica, in collaborazione con la Regione Puglia e Pugliapromozione, per favorire gli scambi e il turismo culturale e religioso.

L’esposizione comprende immagini che, dal Gargano al Salento, raccontano la Settimana Santa di Andria, Bisceglie, Molfetta, Bitonto, Ruvo di Puglia, Corato, Canosa di Puglia, Conversano, Noicattaro, Valenzano, Francavilla Fontana, Troia, Vico del Gargano, San Marco in Lamis, Gallipoli, Taranto e Pulsano. Immagini a confronto con quelle dei riti di Valladolid, con le sue processioni caratterizzate da magnifiche sculture lignee realizzate da importanti artisti del Barocco spagnolo, presentate in una serie fotografica messa a disposizione da José Luis Alonso Ponga, direttore del Centro Internazionale degli Studi sulla Settimana Santa dell’Università di Valladolid, partner dell’iniziativa «Plenilunio di Primavera» curata dal direttore scientifico Gaetano Armenio.

(ph. Concellòn)
La mostra verrà presentata alla stampa iberica il giorno dell’inaugurazione, venerdì 15 marzo, e resterà aperta sino al 24 marzo, mentre sabato 16 marzo il programma prevede un concerto nella chiesa del Convento de los Agustionos Filiponos delle Voci delle Confraternite di Vico del Gargano e della Banda Davide delle Cese di Bitonto, che eseguirà una selezione di marce funebri pugliesi. Si tratta di formazioni provenienti da due dei centri pugliesi (gli altri sono Molfetta e Lecce) dove la mostra di «Plenilunio di Primavera» farà tappa nelle prossime settimane accompagnata da ulteriori iniziative, tutte finalizzate - spiega Armenio - «a porre il viaggio come momento di confronto e di scambio con le realtà culturali europee, di analisi, riflessione ed esplicitazione degli elementi comuni, delle diversità e delle contraddizioni presenti in queste terre nelle quali confluiscono culture e tradizioni diverse eppure unite dalla stessa civiltà, quella che ha visto nascere e fiorire i popoli del bacino del Mediterraneo».

Impreziosita da un elegante catalogo in lingua spagnola, la mostra restituisce momenti, simboli e gesti della Settimana Santa pugliese, a partire dalle suggestiva processione dell’Addolorata di Taranto e da quella di Bitonto, dove la Madonna peregrina circondata da decine di candele in una città completamente al buio. Tra le immagini, l’accensione del falò di Noicattaro, la processione della Deposizione di Ruvo di Puglia, quella delle catene di Troia e la processione dei Cinque Misteri di Molfetta. E, ancora, scatti che ritraggono i Misteri di Gallipoli e i riti di Vico del Gargano, con le Madonne del Venerdì Santo e del Cristo Morto, le “fracchie” accese di San Marco in Lamis, la Processione della Desolata di Canosa di Puglia e molte altre ancora.

Info www.settimanasantainpuglia.it

A Fragagnano torna 'Il Rito dei Santi'

FRAGAGNANO (TA) - Domenica 17 marzo si rinnova a Fragagnano, in occasione della festa in onore di San Giuseppe, il “Rito dei Santi”. È un antico rituale le cui origini sono da ricercare nei culti aviti del mondo pagano, riplasmati con l’avvento della dottrina evangelica; corrispondenze con tale rito, inoltre, si ritrovano nella liturgia tramandata dai monaci basiliani e, ancora, nelle tradizioni delle comunità ebraiche e in quelle italo-albanesi arbëreshë.

Il Rito dei Santi è organizzato dal Comune di Fragagnano e dalla locale Pro Loco e, in questa dodicesima edizione, si avvale della collaborazione dell’Associazione delle Città del Ss. Crocifisso, guidata da Alesio Valente e avente in Giuseppe Semeraro il motore della sua macchina organizzativa, e dell’Associazione musicale-culturale “AEDE”; media partner è Studio100TV.

Il Rito dei Santi è inserito nel progetto Radices realizzato dall'ATS del Comune di Maruggio, Carosino, Fragagnano e Monteiasi, con il contributo dell'Avviso sullo spettacolo dal vivo e le residenze artistiche (art. 45 del D.M. 1° luglio 2014) - ambito teatro.

Il “Rito dei Santi” inizierà, alle ore 10.00 di domenica 17 marzo, con la Santa Messa presso la Chiesa Madre Maria Ss. Immacolata di Fragagnano; dopo la concelebrazione eucaristica si snoderà il corteo che rievoca la fuga in Egitto della Sacra Famiglia che, accompagnato dal Gran Concerto Bandistico Città di Fragagnano, raggiungerà la Chiesa della Beata Vergine del Carmine.

Qui avrà luogo, con inizio alle ore 11.00 circa, il Rito dei Santi che sarà presentato dalla giornalista Nicla Pastore. La celebrazione vedrà protagonisti Nicola Dattesi, Ilaria Reggio, Angelo Bucci e Francesca Palumbo, nonché alcuni ragazzi dell’Istituto De Amicis; verranno così declamate letture e preghiere, mentre gli astanti potranno degustare i 13 piatti tipici della tradizione, ognuno dei quali allusivo di simbologie apotropaiche.

Quest’anno il Rito dei Santi si colloca nell’ambito del “2019 Anno Nazionale del Turismo Lento” che mira a tutelare e riproporre in modo innovativo luoghi, memorie e conoscenze che fanno del nostro Paese un luogo unico. Al Rito dei Santi, inoltre, sarà presente anche la Città di Matera, Capitale Europea della Cultura 2019.

A seguire il Comune d Fragagnano sottoscriverà il protocollo di adesione all’Associazione Città del Ss. Crocifisso; questa è una grande comunità alla quale aderiscono ben 26 Comuni di 6 Regioni dell’Italia meridionale: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna, con Comune capofila la città di Gravina in Puglia.

Quest’anno la concelebrazione eucaristica del Rito dei Santi sarà presieduta da Don Santo Guarino, parroco di Fragagnano, Don Beniamino Cirone, parroco di Brienza e Ass. Ecclesiastico dell’Associazione Città del Ss. Crocifisso, Don Giancarlo Ruggieri, parroco di San Giorgio Jonico, Don Michele Gramegna, parroco di Gravina di Puglia e Don Pasquale Laporta, parroco di Talsano.

La regia della dodicesima edizione de Il Rito dei Santi è stata affidata ad Alfredo Traversa, attore e regista grottagliese, fondatore della Quarta Espressione con Daniela Ardini. Ha dapprima lavorato per le sedi RAI di Bari, Roma e Napoli, poi in teatro. Elabora progetti di teatro-civile, coinvolgendo (primo in Italia) gli extracomunitari e i rifugiati in Italia con il Ministero dello Spettacolo, il Comune e l'Università di Siena per uno spettacolo su Dante Alighieri in lingue diverse. Significativa è la sua attività per il recupero di spazi per il teatro, e l'attività filmica, che lo porta ad occuparsi di P. P. Pasolini e W. Chiari. In Puglia, ha ideato il Teatro di Fantiano e il Teatro della Fede.

Settimana Santa: a Valladolid immagini dei riti pugliesi

(ph: Concellòn)
VALLADOLID - La Settimana Santa pugliese, con il suo patrimonio di suggestioni sacre, vola in Spagna, a Valladolid, nella terra di Castilla e León. E la Spagna arriva in Puglia con i suoi antichi riti pasquali. I secolari e stretti rapporti tra le due regioni, legati al tema della Passione, sono al centro di un’importante iniziativa itinerante di scambi culturali, promozione identitaria e turismo religioso che debutterà a Valladolid (15-24 marzo), dove le processioni con le magnifiche sculture lignee di epoca barocca vantano una lunghissima e consolidata tradizione, affine a quella pugliese. L’appuntamento spagnolo precederà le tappe in programma a Bitonto (2-12 aprile), Molfetta (14-24 aprile) e, successivamente, a Vico del Gargano e Lecce, città - quest’ultima - con la quale Valladolid è gemellata. Sono le città che ospiteranno la mostra fotografica dedicata alla Settimana Santa pugliese con scatti dei riti di Valladolid, Molfetta, Bitonto, Taranto, Pulsano, Ruvo di Puglia, Noicattaro, Troia, Francavilla Fontana, Gallipoli, Vico del Gargano, San Marco in Lamis, Corato, Valenzano e Canosa di Puglia.

Il progetto, dal titolo Plenilunio di Primavera. Gli eventi pasquali della Settimana Santa tra Puglia e Spagna, promosso dalla cooperativa FeArT e dall’associazione Puglia Autentica in collaborazione con la Regione Puglia e Pugliapromozione e il sostegno di alcuni prestigiosi partner istituzionali, è stato presentato nella Mediateca Regionale di Bari da Aldo Patruno (dirigente del Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia), Claudia Nicolamarino (Pugliapromozione), Paola de Pinto (Presidente di FeArT), Gaetano Armenio (Presidente di Puglia Autentica) e Pedro Garcia Gonzalez (Università di Valladolid). Sono intervenuti anche Michele Sementino (sindaco del Comune di Vico del Gargano), Rocco Mangini (assessore al Marketing Territoriale, Festival ed Eventi culturali, Turismo, Governo Partecipato e Polizia Municipale del Comune di Bitonto) e Sara Allegretta (vicesindaco del Comune di Molfetta)

(ph: Concellòn)
Il Plenilunio di Primavera si articolerà con una serie di iniziative comprendenti, per l’appunto, una mostra fotografica itinerante sui riti delle Passioni pugliese e spagnola e concerti di musica sacra con formazioni provenienti da entrambe le regioni. L’iniziativa, curata dal direttore scientifico Gaetano Armenio, presidente di Puglia Autentica, associazione che dal 2008 porta avanti il progetto Settimana Santa con un progressivo allargamento della rete di partner e attività, si propone di preservare e salvaguardare il patrimonio religioso della Puglia attraverso la conservazione, valorizzazione e promozione delle identità culturali e storiche delle tradizioni popolari, anche con un forte impulso all’innovazione e nell’ottica di un potenziamento del circuito del turismo culturale e religioso, con una particolare attenzione alla sostenibilità e alle politiche di destagionalizzazione.

Sono questi gli obiettivi prioritari del progetto, che pone il viaggio come momento fondamentale di confronto e di scambio con le realtà culturali europee, momento di analisi, di riflessione e di esplicitazione degli elementi comuni, delle diversità e delle contraddizioni presenti in queste terre nelle quali confluiscono culture, tradizioni, diverse eppure unite dalla stessa civiltà, quella che ha visto nascere e fiorire i popoli del bacino del Mediterraneo.

Il Plenilunio di Primavera debutterà a Valladolid venerdì 15 marzo, nel Palazzo Reale, con la presentazione del progetto alla stampa iberica e l’inaugurazione di una mostra fotografica comprendente oltre quaranta scatti.

Da un lato l’esposizione include foto sulla Settimana Santa pugliese, racconto per immagini che intende introdurre il visitatore in un percorso di fede e religiosità carico di emozioni e restituire il senso di questi antichi riti che, gelosamente conservati dalle confraternite locali, rivivono nelle tradizionali processioni. Ma per i visitatori sarà anche l’occasione per scoprire i suggestivi itinerari di una terra nella quale l’azzurro del mare contrasta con i paesaggi segnati dagli ulivi, dai vigneti e dalle masserie.

I riti spagnoli, affini per storia ed origini a quelli pugliesi, saranno presentati, a loro volta, in un’altra sezione tematica comprendente immagini della Settimana Santa di Valladolid, l’antica città della Spagna nordoccidentale nella quale i numerosi eventi culturali legati ai giorni della Passione ogni anno attraggono numerosi turisti da tutta la Spagna e dal resto del mondo. Gli scatti, molti dei quali messi a disposizione da José Luis Alonso Ponga, direttore del Centro Internazionale degli Studi sulla Settimana Santa dell’Università di Valladolid, mettono in evidenza il paesaggio urbano, le meraviglie scultoree, le tradizioni delle confraternite e quello delle musiche legate ai riti. E raccontano di come la secolare religiosità conviva con il contemporaneo attraverso il movimento delle persone nelle chiese e per le strade, i sapori e il cibo come momento di condivisione e i riti iniziatici con i quali i bambini vengono introdotti alla tradizione dai genitori.

La parte espositiva della mostra sarà accompagnata dall’esecuzione dei canti e dei cori polifonici che tradizionalmente accompagnano i riti della Passione, sia in Puglia che a Valladolid. Sabato 16 marzo, nella Chiesa del Convento de los Agustinos Filipinos, si esibiranno le Voci delle confraternite di Vico del Gargano ed un ensemble della Banda di Bitonto “Davide delle Cese”, beneficiaria di un contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri col progetto “Parole e musica. Dalla cinquecentina al manoscritto musicale”,  che per l’occasione eseguirà un florilegio di marce funebri pugliesi.

I diversi aspetti dell’intero progetto saranno raccolti in un catalogo fotografico corredato da testi in due lingue di presentazione delle feste, dei riti e delle tradizioni pugliesi e spagnole, e descritti sia nelle cartoline e nei segnalibro promozionali che nel photobook della mostra, nel quale sono raccolti tutti gli scatti esposti.

Infine, l’evento di Valladolid verrà anticipato da un video trailer promozionale in rotazione sui canali social di Pugliapromozione, Puglia Autentica, FeArT e Museo Diocesano di Molfetta, mentre al termine del progetto un video-racconto testimonierà le varie fasi dell’intero Plenilunio di Primavera.

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