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Tavolo regionale 'PNRR Lavoro', confronto tra Regione e sindacati sul programma GOL


BARI - Si è tenuto oggi, presso la sala Di Jeso della Presidenza della Regione Puglia, il tavolo regionale “PNRR Lavoro”, organizzato dal ViceCapo di Gabinetto, Domenico De Santis alla presenza di CGIL, CISL e UIL, ANCI e UPI.

Il programma GOL, che costituisce il perno dell’azione di riforma e rilancio delle politiche attive per il lavoro del PNRR, rappresenta un’occasione straordinaria di rafforzamento delle modalità di programmazione regionale delle suddette politiche attraverso l’integrazione tra settori del lavoro, della formazione e del welfare.

È una programmazione orientata ai risultati: solo nel 2022, circa 23.500 beneficiari dovranno essere presi in carico dai servizi competenti. Al centro del programma l’erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) che tutti i Centri per l’Impiego della regione dovranno garantire.

“Il lavoro svolto fino a questo momento ha avuto lo scopo di creare le basi della ripartenza e mettere in campo a livello regionale attività ottimali per il territorio.” Questo il punto di partenza dell’assessore Sebastiano Leo che individua la “formazione e l’accompagnamento al lavoro come linee prioritarie e propedeutiche, affinché i due aspetti non siano fini a se stessi”. L’assessore prosegue puntando su una terza necessità che è quella “dell’orientamento non inteso come indirizzamento ma come strada per valorizzare le potenzialità”.

“Questo è un momento importante di condivisione e programmazione”, fa sapere il ViceCapo di Gabinetto, Domenico De Santis. “Il Pnrr – continua – rappresenta un’opportunità da non perdere e che necessita della giusta attenzione affinché non vengano meno gli obiettivi. La Regione e i sindacati continueranno insieme a monitorare, studiare le esigenze dei territori e ottimizzare i risultati”.

“La Puglia con Deliberazione di Giunta Regionale numero 261 del 28 febbraio 2022 ha approvato il Piano di Attuazione Regionale di GOL. Dal 31 maggio siamo in attesa da Anpal del riscontro alla nota di definizione delle prescrizioni ricevute”, sostiene il Direttore del Dipartimento Politiche del Lavoro, Silvia Pellegrini.

“Sono 4 gli obiettivi di medio e lungo periodo – sostiene il Dirigente della Sezione Lavoro, Giuseppe Lella -: rafforzamento della rete territoriale dei servizi, collaborazione strutturale con centri per l’impiego, autorità d’ambito e servizi comunali per la attivazione della equipe multidisciplinare, coinvolgimento degli operatori locali con i centri per l’impiego punto di riferimento per la intermediazione domanda offerta, prossimità dei servizi”.

Sono concordi i tre segretari regionali di CISL, UIL e CGIL nel sostenere che il percorso intrapreso fino a questo momento con l’Assessorato, di dialogo e confronto, ha segnato evidentemente un tracciato da perseguire: “Questo è il momento decisivo per le scadenze imminenti che ci attendono ed è dunque un momento che richiama il senso di responsabilità”.

“Vorremmo che fosse totalmente archiviata la stagione del dire e non fare”, dichiara il segretario UIL Franco Busto. Ritiene fondamentale l’azione di monitoraggio invece, il segretario della CISL, Antonio Castellucci, il quale sostiene “la necessità di verificare che tutti gli step vengano garantiti affinché si raggiungano gli obiettivi”. Parla invece di lavoro femminile e giovani la segretaria CGIL, Filomena Principale: “Le misure che intervengono per donne e giovani devono scaturire dall’analisi dell’impatto di genere e delle necessità e devono essere focalizzate in politiche attive”.

Puglia: pubblicato l’Avviso pubblico #RiParto per promuovere progetti di welfare aziendale che sostengano il rientro a lavoro delle madri


BARI - È stato pubblicato dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia del Consiglio dei Ministri l’Avviso pubblico #RiParto finalizzato alla promozione di progetti di welfare aziendale per sostenere il ritorno al lavoro delle lavoratrici madri dopo l’esperienza del parto, anche attraverso l’armonizzazione dei tempi del lavoro e dei tempi di cura della famiglia. Il finanziamento dedicato è pari a 50 milioni di euro. Possono presentare domanda per il finanziamento dei progetti entro il 5 settembre 2022 imprese, consorzi e gruppi di società collegate o controllate. Lo rende noto l’assessora al Welfare

Le proposte progettuali - come di legge all’art.2 del bando - devono prevedere azioni incluse nelle aree di intervento per il supporto all’assunzione del nuovo ruolo genitoriale in un’ottica di conciliazione della vita privata e lavorativa, comprese iniziative di sostegno psicologico e fisico; incentivi economici finalizzati al rientro al lavoro dopo il parto/adozione; la formazione e l’aggiornamento per l’accompagnamento al rientro al lavoro dopo il parto/adozione. Le proposte progettuali potranno riguardare una o più azioni coerenti tra loro, anche in considerazione delle dimensioni aziendali e del contesto lavorativo di riferimento.

“Ritengo importante - spiega l’assessora al Welfare - dare ampia diffusione a questo Avviso, in modo da favorirne la più ampia partecipazione da parte dei possibili beneficiari. Dobbiamo fare in modo che le donne non siamo più costrette a scegliere tra carriera e famiglia. La crisi dovuta alla pandemia ha purtroppo accentuato i divari di genere per quanto riguarda l’accesso al mercato del lavoro. Il bando #RiParto si inserisce nelle politiche che stiamo portando avanti a tutti i livelli per la conciliazione dei tempi vita - lavoro”.

Costa Crociere cerca cuochi, pasticceri, pizzaioli e casari di bordo: recruiting day online il 14 luglio


GENOVA – Costa Crociere organizza un’intera giornata dedicata alla selezione diretta di nuovo personale che lavorerà nello staff di cucina delle navi battenti italiana della sua flotta.

Il “recruiting day”, realizzato in collaborazione con LavoroTurismo, società che opera nel settore della ricerca e selezione di personale per il settore del turismo e della ristorazione, si svolgerà il 14 luglio in modalità “online”. I posti disponibili per le nuove assunzioni sono circa 100 in totale, per diversi ruoli: cuochi (Commis de Cuisine), pasticceri (Commis Pastry, Demi Pastry, Chef de partie Pastry), pizzaioli e casari.

L’iscrizione al Recruiting Day può essere effettuata attraverso il sito web https://inrecruiting.intervieweb.it/costacrocierespa/it/career. Una volta selezionata la figura professionale di interesse, è possibile allegare il proprio curriculum vitae e inviare la propria candidatura. Lo staff di LavoroTurismo provvederà a una prima selezione delle richieste ricevute, ed effettuerà un primo colloquio video online con i profili ritenuti più idonei. IL 14 luglio, giorno del Recruiting Day, ci sarà il colloquio finale, sempre in modalità online, con i selezionatori di Costa Crociere.

(Costa Toscana)
I requisiti richiesti per le posizioni ricercate variano a seconda delle figure professionali, ma per tutte sono necessari il diploma quinquennale di scuola secondaria superiore, conoscenza minima di inglese B1, disponibilità a lavorare in team, esperienza pregressa in ruoli analoghi a terra, o meglio ancora se maturata a bordo di navi da crociera. In particolare, per i Commis de Cuisine e Commis Pastry servono da 6 a 12 mesi; per i Demi Pastry, 2 anni; per gli Chef de Partie Pastry, esperienza in pasticceria minima di 2 anni, più altri 2 anni in una posizione da supervisor; per i pizzaioli 1 anno, mentre per casari 3 anni.

L’inizio del periodo di imbarco per i canditati che supereranno le selezioni e ai quali verrà offerto un primo contratto di lavoro è previsto a partire da questa estate, al termine delle selezioni, su una delle navi della flotta Costa.

Il Centro per l'impiego lavora per te: cerca e trova lavoro a Barletta in pochi passi

BARLETTA (BT) – Ottimo riscontro di pubblico per l’evento di recruiting "IL CENTRO PER L'IMPIEGO LAVORA PER TE: cerca e trova lavoro a Barletta in pochi passi”, svoltosi ieri a Barletta in via Ildebrando Pizzetti 24.

Sono state infatti più di un centinaio le persone che hanno presenziato all’incontro, con una netta maggioranza di giovani nella fascia di età dai venti ai trent’anni.

Durante l’iniziativa sono state fornite informazioni sull’incontro tra domanda e offerta di lavoro, con un’ampia presentazione di tutte le opportunità presenti sul territorio, suddivise in tre settori: tessile e calzaturiero, ristorazione e turismo, impiegati amministrativi ed edilizia.

I partecipanti hanno ricevuto un kit di orientamento per conoscere tutti i servizi offerti, che sarà disponibile in tutti i centri per l’impiego della provincia; sono state, tra l'altro, presentate le funzionalità di Lavoro per te, l’app e il portale della Regione Puglia dedicati alle offerte di lavoro.

Il nuovo canale Telegram “Offerte lavoro BAT – LavoroXTE”, a cui è possibile iscriversi al seguente link https://t.me/offertelavoropertebat, è a disposizione per conoscere le offerte di lavoro presenti sul territorio della provincia Barletta-Andria Trani.

I Centri per l’impiego della BAT sono a disposizione per aiutare i cittadini a cercare e trovare il lavoro o l’offerta formativa più adatta alle loro esigenze.

Festa 2 Giugno, Giordano (Ugl): “Momento di riaffermazione e diffusione degli altissimi valori”


BARI - “Anche per quest’anno il difficile momento economico e sociale che il Paese sta attraversando, causa Covid-19 e della guerra in atto, impone un clima di particolare sobrietà nelle celebrazioni istituzionali. L’Ugl Matera in ricorrenza al 76° Anniversario della Festa della Repubblica Italiana, dedica un’attenzione speciale al tricolore e ai suoi significati. La Festa della Repubblica come punto di partenza per preservare ed esaltare concetti e principi basilari per un Paese democratico, repubblicano e unito attraverso la sua carta costituzionale: il verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni così come definito dall’articolo 12 della Costituzione della Repubblica Italiana del 27 dicembre 1947, che simboleggia, con i suoi colori, i valori fondanti dello Stato e ricorda gli episodi storici che hanno plasmato il nostro Paese”. E’ quanto sostenuto da Pino Giordano dell’Ugl Matera a margine delle celebrazioni per il quale, “la Festa sia sempre più vicina al materano e alla cittadinanza del meridione d’Italia. Si voglia ricordare ciò che lega il nostro territorio, il popolo Italiano, la nostra bandiera, ch’è come un ‘bignami’ della storia italiana: in essa sono riassunti e condensati due secoli importantissimi che hanno portato alla creazione della Repubblica. Sono tanti i modi per riscoprire le nostre radici e sono tutti validi se ci ricordano l’opportunità e le responsabilità derivanti dall’essere cittadini italiani in special modo nei giovani di oggi: il giorno del 2 giugno – continua Giordano – per l’Ugl deve sempre far comprendere che, solo attraverso le opportune e mirate forme partecipative e di sensibilizzazione, si può apprezzare il senso profondo e l’altissimo valore etico e storico di una ricorrenza non solo celebrativa, ma intesa quale momento di riaffermazione e diffusione degli altissimi valori di cui la nostra Costituzione e’ portatrice. Oggi più che mai, la celebrazione della Festa della Repubblica Italiana ha un chiarissimo significato simbolico: quest’anno la manifestazione assume particolare valore, poiché si svolge dopo due anni di fermo imposto dal Covid, nel pieno della crisi internazionale causata dalla guerra in Ucraina che ci conferma che la libertà non è acquisita una volta per sempre e che, per essa, occorre sapersi impegnare senza riserve. Questo impegno vale ovunque. In Europa come in Italia: per questo oggi la festa della Repubblica assume un significato ancora più profondo e partecipato. Un ringraziamento particolare dall’Ugl và al Prefetto di Matera Sante Copponi per il gradito invito fatto a partecipare all’evento, e dove l’Ugl ha altamente apprezzato il discorso di alto valore istituzionale. Una festa bellissima con l’alzabandiera e la deposizione di una corona di alloro al Monumento dei Caduti che sono stati i momenti più toccanti e importanti della cerimonia. Il Prefetto della Provincia di Matera ha letto il messaggio del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Riflessioni da parte del Presidente della Consulta Provinciale Studentesca, Stefano Melodia, del Presidente della Provincia di Matera, Avv. Piero Marrese e del sindaco di Matera Domenico Bennardi. Una bellissima manifestazione a cui l’Ugl Matera è stata presente e dove hanno preso parte le Istituzioni, le Autorità locali, le scuole e tantissimi cittadini, parte del cuore pulsante della nostra Costituzione. Un 2 giugno che – conclude Giordano – l’Ugl Matera ritiene essere caratterizzato dal Tricolore che idealmente abbraccia, partendo da Matera, tutti gli italiani”.

Welfare aziendale: il contributo del pugliese Giovanni Assi al Senato della Repubblica

ROMA - La pandemia da Covid-19 ha rivoluzionato il mondo del lavoro e delle imprese, per quel che riguarda la cosiddetta filosofia del “work life balance”, la capacità di bilanciare il lavoro con la vita privata. Soprattutto ha reso evidente alle aziende (di qualsiasi dimensione esse siano) che è impossibile fare profitto a lungo termine senza tutelare la salute e il benessere dei propri dipendenti. A causa dell’esperienza emergenziale del Coronavirus, si è manifestata nel lavoratore una condizione psicologica di precarietà e di incertezza per il futuro.

Gratificazione, benessere e tempo libero hanno iniziato ad assumere rilevanza tanto quanto il mero aspetto economico e retributivo. I lavoratori dipendenti (ben oltre il 50%) sono sempre più disponibili a scambiare parte degli incrementi retributivi con diversi servizi di welfare in azienda. Ciò ha innescato una rapida evoluzione nelle relazioni industriali e sindacali.

Si è compreso che la balance non è uguale per tutti e che essa va ricercata, in maniera concreta, non solo tra lavoro e vita privata, ma anche nell’ambito della propria vita lavorativa, cioè nel “welfare aziendale”.

Nonostante uno stallo sul fronte istituzionale - la Legge di Bilancio per il 2019 segna una battuta d'arresto nei provvedimenti legislativi in materia di welfare aziendale, confermata anche dalle successive Leggi di Bilancio - un recente rapporto del Censis sul welfare aziendale ha scattato la fotografia di un settore in evidente espansione. In aumento i dipendenti coinvolti (non più solo di multinazionali o di grandi aziende, ma anche di piccole e medie imprese), più alto il livello di conoscenza tra i lavoratori, in crescita la consapevolezza del contributo che questo strumento può fornire per una più alta qualità della vita.

Il welfare aziendale è stato al centro di un confronto nei giorni scorsi a Roma, al Palazzo della Minerva del Senato della Repubblica, nell’ambito del convegno “Il Welfare nell'era post-Covid: quali opportunità per le imprese e per i lavoratori”, organizzato da Unimpresa (Unione nazionale delle imprese). Un tema essenziale per la ripresa economica e per il ruolo centrale che, in essa, dovranno svolgere le imprese, specie le piccole e le medie, e i lavoratori, attraverso le loro rispettive rappresentanze, datoriali e sindacali, a livello nazionale e aziendale. L’argomento è stato affrontato con una visione a tutto campo: per quanto riguarda i riflessi sul Servizio sanitario nazionale, circa il ruolo della contrattazione di secondo livello, l’inquadramento nell’ordinamento giuridico italiano e nell’ambito delle relazioni sindacali. Un focus specifico poi è stato dedicato al mutuo soccorso utile per il welfare familiare ed aziendale. Dopo l’intervento introduttivo del segretario generale di Unimpresa, Raffaele Lauro, e i saluti del segretario generale della Confail, Antonio Forcella, nel convegno, moderato dal caporedattore del TgLa7, Frediano Finucci, si sono confrontati i consiglieri nazionali di Unimpresa, Giovanni Assi e Marco Massarenti, il dottore di ricerca in diritto del lavoro all’Università di Bologna, Michele Forlivesi, il presidente di Mbamutua, Luciano Dragonetti. In collegamento video on line anche il sottosegretario al ministero della Giustizia, l’on. Francesco Paolo Sisto, con un illuminante intervento.

«Abbiamo scelto questo tema del welfare aziendale perché crediamo che più di ogni altro rappresenti il cambiamento nel mondo del lavoro nell’era post covid, - commenta Giovanni Assi, consigliere nazionale per welfare e lavoro di Unimpresa - ci siamo interrogati molto su cosa la pandemia in questi ultimi due anni ci ha tolto, e purtroppo l’elenco è corposo. Ora invece è opportuno parlare di cosa questa pandemia ha lasciato in eredità di positivo alle imprese. Essa ha segnato il cambiamento di una nuova epoca, fatta di relazioni sindacali, di cooperazione e di condivisione, in cui gli attori (lavoratori, imprese, sindacati e parti datoriali) sono dalla stessa parte e remano nella stessa direzione, ponendo al centro di tutto la tutela del lavoro nella sua accezione più nobile».

Dopo due anni di pesanti sacrifici, provocati dalla pandemia e, poi, dagli eventi bellici, una recessione, caratterizzata dalla stagnazione e dall’inflazione, sarebbe devastante, anche per le non prevedibili ricadute sulla stessa tenuta sociale e sull’ordine pubblico del nostro Paese. Come documentato da recenti report e indagini conoscitive di autorevoli istituti di ricerca, in materia di lavoro, sulla rapida evoluzione delle relazioni industriali e sindacali, la questione del “welfare aziendale”, per diventare effettivamente strategica, e non solo contingente, ai fini della ripresa, deve imporre una “rivoluzione” nell’approccio e nella mentalità del mondo imprenditoriale e sindacale, nonché scelte governative di politica sociale e di sostegno concreto, non più derogabili, da inserire nella legge finanziaria 2023 e nei programmi dei partiti per la prossima tornata elettorale della primavera 2023.

Per Unimpresa - e lo hanno evidenziato i consiglieri nazionali relatori, rispettivamente Giovanni Assi per Welfare e Lavoro e Marco Massarenti per Sanità e Welfare, risulta acclarato che ci sia una vera e propria rivoluzione in atto e che il “welfare aziendale” sia in grandissima espansione. La rivoluzione consiste nella collaborazione tra le dirigenze aziendali e le rappresentanze sindacali che ha inaugurato un’epoca nuova, nella quale la tutela del bene-lavoro rappresenta un obiettivo permanente e assoluto. Investire e reinvestire sulla componente lavoro significa garantire anche il futuro dell’azienda e la realizzazione dei suoi progetti industriali. Dal canto loro, le rappresentanze sindacali dovranno allinearsi a questa nuova visione del lavoro, che punta al benessere di tutti i lavoratori e non di una sola parte, da loro rappresentata. Un benessere che è simbiotico a quello dell’azienda e non in contrapposizione ad esso. Per quanto riguarda i costi pubblici il ‘welfare aziendale’ si traduce in un vantaggio, anche fiscale, per i lavoratori e le aziende, con ritorni positivi per le casse pubbliche. Così anche per il ‘welfare sanitario’, nella collaborazione pubblico-privato, si traduce in un vantaggio sul sistema sanitario nazionale, in termini di efficienza e completezza di servizio, sia in sede preventiva che terapeutica.

Nella relazione del dott. Assi “Il Welfare aziendale nelle relazioni sindacali”, in particolare, emerge che quando si parla di welfare aziendale, oggi, non si pensa più solo ed esclusivamente alle grandi aziende multinazionali, sempre più spesso, infatti, le aziende di piccole dimensioni si affacciano a tale istituto. Anzi, spesso, sono state proprio le piccole e medie imprese ad essere in prima linea nello scontro per attenuare l’impatto dell’emergenza coronavirus, ricoprendo pertanto anche una funzione sociale. Oltre il 64% delle Pmi ha superato il livello iniziale, in 6 anni le imprese con un livello di welfare elevato sono più che raddoppiate, passando dal 9,7% del 2016, all'attuale 21%. Grazie alla pandemia si è sviluppata una nuova cooperazione tra i dirigenti aziendali e le rappresentanze sindacali. Il necessario superamento del gioco delle parti mette al centro di tutto la tutela del lavoro, che diventa l’interesse comune e può diventare la chiave di volta per indirizzare percorsi e soluzioni verso il bene collettivo sostenibile.

Il convegno è stata anche un’opportunità per confrontarsi su ciò che accade sul territorio pugliese con i rappresentanti delle istituzioni. «Ho rappresentato le preoccupazioni delle nostre imprese – sottolinea Giovanni Assi - sull'ormai imminente scadenza del Temporary Framework, prevista per il 30 giugno, e che porta con sé la fine di una serie di riduzioni contributive per il nostro territorio, una su tutte la ‘Decontribuzione Sud’ che permette alle nostre imprese di ridurre del 30% il costo del lavoro e che, senza interventi tempestivi, porterà, a partire già dal prossimo mese di luglio, a far schizzare il costo del lavoro alle stelle con gravi conseguenze sulle casse delle nostre imprese e ricadute sull'occupazione. Ho chiesto con fermezza di intervenire e so che il ministro per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna si sta adoperando in tal senso».

Le proposte conclusive di Unimpresa, dal punto di vista normativo e finanziario, per il sostegno alle politiche sociali di ‘welfare aziendale’ saranno portare all’attenzione del governo, dei gruppi parlamentari e delle forze politiche nazionali, per superare lo stallo che si è verificato, dal 2019 ad oggi.

Come presentarsi efficacemente per la promozione della propria azienda, a un colloquio o nel settore dell'accoglienza

(StartupStockPhotos/Shutterstock)

In un contesto come quello attuale dove la concorrenza è aumentata a dismisura, diventa ancora più importante sapersi presentare in maniera efficace per catturare l'attenzione dell'interlocutore, suscitare interesse e riuscire, così, ad acquisire nuovi clienti, ottenere un posto di lavoro oppure far risaltare la propria attività rispetto alle altre.

Sono davvero molte le possibilità per emergere: in questo articolo vogliamo concentrarci su tre aspetti chiave di cui tenere conto per riuscire a presentarsi efficacemente sia come azienda, sia come candidato a un colloquio oppure con i clienti nel settore dell'accoglienza.

L'importanza di Linkedin


Un profilo professionale su Linkedin è uno degli strumenti da tenere in grande considerazione sia come azienda sia come candidato.

I motivi? Sono più di 610 milioni gli iscritti da tutto il mondo, oltre 30 milioni le aziende e il tasso di iscrizione è di 2 nuovi membri ogni secondo.

Per costruire il proprio personal branding sulla piattaforma è importante raccontarsi dal punto di vista professionale, illustrare gli elementi differenzianti rispetto ai competitor e indicare quali sono le competenze più forti che si possiedono.

Lo stile è imprescindibile


Un altro elemento cui prestare particolare attenzione in fase di presentazione è il proprio stile e il modo di porsi.

La cura della propria immagine e dell'abbigliamento sono imprescindibili per fare da subito una buona impressione e instaurare una relazione di fiducia con l'interlocutore, esaminatore oppure cliente.

Con un dress code dal taglio classico e curato di norma non si sbaglia mai.

Ancora, il sorriso aperto e sincero e la semplicità sono due aspetti che non lasciano indifferenti.

I biglietti da visita: perchè sono da considerare


In una società in larga parte improntata sul digitale, potrebbe sorprendere la notevole importanza che riveste ancora oggi il biglietto da visita.

Invece, questo strumento è tuttora utile per diffondere e far conoscere il proprio brand e la propria figura professionale ed è un segno di riconoscimento che mostra quanto l'azienda e il professionista puntino alla valorizzazione di sé.

Creare biglietti da visita con effetto rilievo consente di distinguersi e di rimanere impressi: unici ed eleganti, aumentano infatti il prestigio di ogni attività e sono un mezzo comunicativo di alto impatto.

Pirelli investe in Puglia: il progetto prevede 50 assunzioni entro il 2025


BARI – Pirelli investe sulla Puglia e sulle competenze digitali dei suoi giovani aprendo a Bari un nuovo centro per lo sviluppo di software e soluzioni digitali. Il progetto nasce da un incontro costruttivo tra pubblico e privato e prevede 50 nuove assunzioni entro il 2025 fra neolaureati e manager specializzati nello sviluppo di software, in particolare in computer science, software engineering, data science, intelligenza artificiale, machine learning e smart manufacturing. Le nuove figure professionali andranno ad aggiungersi alle circa 160 persone che oggi lavorano nel team Digital Pirelli in Italia, con l’obiettivo di una maggiore internalizzazione di competenze digitali sulle aree più strategiche e differenzianti della strategia aziendale.

Il nuovo “Digital Solutions Center” di Pirelli è stato presentato oggi a Bari nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Presidente della Regione Puglia, il Vice Presidente Esecutivo e Amministratore Delegato di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, e l’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia. L’incontro ha inoltre visto la partecipazione del Chief Digital Officer di Pirelli, Pier Paolo Tamma, e dei rappresentanti degli atenei baresi, con i quali Pirelli sta attivando programmi di collaborazione nell’ambito del nuovo progetto.

Il centro, per la cui realizzazione è stata presentata una domanda di agevolazione alla Regione, attraverso la misura Contratti di Programma, consentirà a Pirelli di rafforzare le attività di sviluppo di software, altamente strategiche nell’ambito della Digital Transformation da tempo intrapresa dall’azienda, e di valorizzare le competenze di un territorio divenuto oggi uno dei maggiori poli italiani nello sviluppo digitale. Il progetto prevede un investimento pari a 9 milioni tra il 2022 e giugno 2024, di cui una parte potrà essere finanziata dalla Regione Puglia in base ai progetti che Pirelli realizzerà.

Il Digital Solutions Center - situato in via Mazzitelli, nel quartiere Poggiofranco - andrà ad affiancare e a rafforzare le unità operative Digital Pirelli concentrandosi sullo sviluppo di software e algoritmi di Machine Learning e Artificial Intelligence a supporto delle aree di Sales & Marketing, Sviluppo Prodotto, Smart Manufacturing & Industrial IOT, Integrated Business Planning e abilitando lo sviluppo di nuovi Prodotti e Servizi Digitali per il mondo Tyre. Oggi la funzione Digital di Pirelli conta a livello globale circa 500 persone, distribuite tra l’Headquarters italiano, le diverse unità nelle macro aree in cui è presente l’azienda in tutto il mondo attraverso i suoi 18 stabilimenti in 12 Paesi e il Service Operation Center con copertura worldwide localizzato a Craiova, in Romania.


Bari, un polo universitario di eccellenza


Per valorizzare i giovani talenti del capoluogo pugliese, diventato in breve tempo un bacino di competenze legate a innovative discipline quali Data Science, Intelligenza Artificiale e Cyber Security, Pirelli ha avviato un programma di collaborazione con l’Università di Bari – in particolare con il suo Corso di Laurea in Computer Science e Data Science - e con il Politecnico di Bari – che ha tra i suoi corsi una Laurea in Ingegneria informatica e Trasformazione Digitale - che prevede la realizzazione di progetti di ricerca e sviluppo congiunti e iniziative quali career day, seminari e hackaton, oltre a programmi di stage e tirocini e borse di studio.


Lo sviluppo del nuovo centro consolida i legami tra Pirelli e il mondo universitario e rafforza il suo modello di open innovation che oggi vede l’azienda al lavoro su circa 40 progetti con 12 Università. Le collaborazioni dell’area Digital con il mondo accademico integrano e completano quelle della Ricerca & Sviluppo di Pirelli, con i suoi 13 centri di ricerca interni che occupano oltre 2mila persone a livello mondiale. In Italia, in particolare, Pirelli già collabora attivamente con Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Università Bocconi, Università Cattolica, Università degli Studi di Torino, Università degli Studi di Pisa e Università degli Studi di Milano Bicocca.

Presidente della Regione Puglia, “Marco Tronchetti Provera e la Pirelli sono uno di quei rarissimi punti di riferimento che questo Paese può offrire, da sempre attenti alle innovazioni tecnologiche e capaci di avere le giuste intuizioni su cosa accade nel mondo e di cosa il mondo ha bisogno. Oggi hanno avuto l’intuizione e la voglia di confrontarsi con la realtà pugliese, coinvolgendo lo straordinario capitale umano che sono i nostri studenti, i nostri ragazzi del Sud, spina dorsale del Paese. Siamo sicuri che con questo progetto riusciremo a trattenerli qui, permettendo loro di esprimere le grandi potenzialità e competenze acquisite in una terra che ha nel suo Dna l’innovazione e il rispetto delle regole.”

Marco Tronchetti Provera, Vice Presidente Esecutivo e Amministratore Delegato di Pirelli, “Siamo orgogliosi di presentare la nuova sede di Pirelli a Bari, nel cuore del Sud, in un luogo così fertile di conoscenza digitale e di giovani talenti con voglia di imparare, crescere e fare. Ringrazio la Regione Puglia per il sostegno, certo che questo nuovo centro consentirà all’azienda, così come al territorio, di portare valore in termini economici, culturali e sociali”.

Assessore regionale allo Sviluppo economico, “Si conferma il trend di crescita delle imprese nel settore dell’innovazione che decidono di investire in Puglia e di posizionare qui da noi i loro hub strategici più importanti. Questo importante progetto di un’azienda solida e strutturata come Pirelli, la cui presenza in Puglia è frutto di un lavoro sinergico tra pubblico e privato, conferma la capacità della nostra regione di essere una terra attrattiva e al passo coi tempi”.

Stefano Bronzini, Rettore Uniba, “Pirelli e la Puglia si erano già incontrate sin da quando la nave posa cavi collegò la Puglia con le isole Tremiti. Allora la scommessa del visionario fondatore della ditta Pirelli, erano le telecomunicazioni. Giunse dopo la svolta che ha fatto grande nel mondo la Pirelli. Oggi, dopo quasi 150 anni, sapere che la prestigiosa azienda ha deciso di essere in Puglia è una notizia molto importante. Lo è anche per la nostra Università pronta a emulare lo sguardo visionario che guidò l’ingegnere Giovanni Battista Pirelli per essere protagonista della crescita civile, sociale e economica del Paese. Dopotutto il palazzo in via Garruba, dove si svolgono le lezioni di lingue, è stato un deposito proprio della Pirelli. Siamo sulla buona strada!”

Francesco Cupertino, Rettore Politecnico di Bari “L’investimento di Pirelli a Bari conferma che la Puglia, con le sue molteplici risorse, diventa sempre più attrattiva nei confronti dell’industria. L’automotive, in particolare, rappresenta un settore fondamentale per la nostra regione e il Politecnico di Bari, che è stato istituito per sostenere lo sviluppo del territorio, ha sempre seguito la sua evoluzione, adeguando le competenze dei laureati e la ricerca scientifica. Siamo dunque felici di essere parte di questa evoluzione al fianco di un player di così alto profilo, che ha riposto la sua fiducia in noi”.

Sciopero generale: previsti disagi in tutta Italia per trasporti, sanità e scuola


ROMA - Treni, metro, autobus, ma anche aerei e navi. Il settore dei trasporti aderisce, insieme ai lavoratori di scuola e sanità, allo sciopero proclamato per l'intera giornata di oggi. L'interruzione dei servizi varierà da città a città: ecco tutti i dettagli.

In particolare il settore ferroviario si ferma dalle 21 del 19 maggio fino alle 21 del 20 maggio, mentre per il Trasporto pubblico locale lo sciopero è di 24 ore “con modalità territoriali”.

Trenitalia ha reso noto che circoleranno regolarmente le Frecce e gli Intercity. Saranno inoltre garantiti i collegamenti regionali nelle fasce pendolari (6.00-9.00 e 18.00-21.00). Anche nel resto della giornata, Trenitalia si impegna ad assicurare la quasi totalità dei collegamenti, con possibili leggere modifiche al programma dei treni. Italo Treno ha pubblicato sul suo sito una lista dei treni garantiti il 19 e il 20 maggio.

L’Enac ha comunicato che saranno garantiti i voli dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21, ma ha raccomandato di contattare comunque la compagnia aerea prima di raggiungere l’aeroporto.

Stop di 24 ore, da un’ora prima della partenza, del personale marittimo delle isole maggiori. Per le isole minori, sciopero dalle 00.01 alle 24. Si ferma anche il personale delle autostrade, dalle 22 del 19 maggio alle 22 del 20 maggio.

A Roma l'agitazione interesserà la rete Atac (bus, tram, metropolitana, ferrovie concesse) e le linee periferiche gestite dalla Roma Tpl. Il servizio sarà comunque regolare fino alle 8:30 e dalle 17 alle 20.

A Milano, Atm ha comunicato che le metropolitane sono garantite per tutta la giornata. Potrebbero esserci conseguenze sul servizio dopo le 18. Bus, tram e filobus potrebbero non essere garantiti dalle 8:45 alle 15 e dopo le 18.

Lo sciopero generale è contro "una politica e un'economia di guerra" che "taglia salari e diritti". Nel segno dello slogan "Se non ora quando" ci saranno manifestazioni a Milano, Roma, Palermo, Venezia e molte altre città. Tra i promotori della protesta le sigle Cub, Sgb, Cobas. "La guerra va fermata - dice il segretario nazionale della Cub, Walter Montagnoli -. E' una vergogna e spalanca le porte a una crisi pesante che punisce lavoratori, pensionati, studenti, disoccupati".

Il McDonald’s Job Tour fa tappa a Bari


BARI – Approda oggi a Bari il McDonald’s Job Tour, l’evento itinerante di selezione del personale organizzato per le nuove aperture McDonald’s in tutta Italia. A partire dalle ore 10:00 in Piazza del Ferrarese hanno preso il via i colloqui individuali per coloro che vogliono entrare nel team.

McDonald’s è alla ricerca di 150 persone che abbiano voglia di mettersi in gioco, di lavorare in squadra e a contatto con i clienti, da inserire nei team del ristorante di nuova apertura e dei locali già operativi a Bari e provincia. Le persone selezionate verranno inserite in un percorso di formazione propedeutico alle mansioni che svolgeranno.

McDonald’s Job Tour a Bari


Sono circa 1200 i cv ricevuti per la selezione di Bari e provincia. Ai colloqui individuali di oggi sono stati convocati i candidati che hanno già superato la prima fase di selezione online inserendo il proprio cv e compilando un questionario sul sito mcdonalds.it. Nel corso della giornata i partecipanti avranno la possibilità di incontrare e confrontarsi con i dipendenti degli altri ristoranti della zona che saranno presenti in loco per raccontare e condividere la loro esperienza in azienda.

Lavorare in McDonald’s


Queste nuove posizioni rientrano nel piano di crescita nazionale, che quest’anno prevede l’assunzione di 5.000 nuove persone in tutta Italia. McDonald’s conta ad oggi 640 ristoranti in tutta la Penisola, dove lavorano 27.000 dipendenti, che ogni giorno servono circa un milione di persone.

Un ambiente inclusivo che garantisce a tutti le medesime opportunità di crescita: il 62% dei dipendenti è rappresentato da donne che sono il 50% degli store manager, mentre il 55% dei dipendenti ha meno di 29 anni e il 32% è studente. Un’opportunità di lavoro stabile e concreta, dove il 92% delle persone è assunto con contratto stabile.

Grazie ad un programma di formazione da un milione di ore all’anno, McDonald’s garantisce a tutte le sue persone un percorso strutturato, volto a valorizzare i propri talenti e a fornire tutti gli strumenti necessari per permettere a ciascuno di crescere in azienda.

Taranto, startup competition e attestati agli alunni dei 'Laboratori Digitali'


TARANTO - Una due giorni per riflettere e far fruttare le competenze acquisiste dagli alunni e dalle alunne nel campo tecnologico e per consegnare gli attestati a chi ha partecipato ai “Laboratori Digitali” che si sono svolti nelle scorse settimane. Il primo ciclo dei “Laboratori Digitali” promossi a Taranto dall’associazione Europa Solidale grazie al progetto “Rob.in – Robotica educativa inclusiva per minori con Bisogni Educativi Speciali” – promosso da ESCOOP e selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, si conclude ufficialmente con due appuntamenti che mettono al centro del percorso gli studenti e la loro creatività. Si inizia lunedì 16 maggio, a partire dalle ore 14.30, con una “Startup competition” che vedrà studenti e studentesse immaginare, programmare e ideare una startp up tecnologica da presentare nel corso del workshop in programma nei locali dell’I.P.S. “Cabrini” di Taranto.

Si prosegue martedì 17 maggio, alle ore 10.00, nell’aula magna dell’I.P.S. “Cabrini” di Taranto (Via Dante Alighieri 119) con la presentazione delle startup a cura dei gruppi di studenti e studentesse e con la consegna degli attestati ai 53 alunni ed alunne che hanno preso parte ai “Laboratori Digitali”. Il gruppo vincitore potrà trascorrere una giornata di formazione al FabLab dell’associazione Europa Solidale. Dopo i saluti di Angela Santarcangelo, dirigente scolastico dell’I.P.S. “Cabrini” di Taranto, e di Vito Caccia, presidente di Europa Solidale, seguirà la presentazione del progetto a cura dell’ingegner Giuseppe Cavallo, community manager del progetto “Rob.in”, e la consegna degli attestati. Coordina i lavori la professoressa Maria Giovanna Russo, responsabile dell’Orientamento allo studio per il progetto “Rob.in".

I Laboratori Digitali sono stati organizzati come corsi formativi interattivi in cui i giovani studenti sono stati coinvolti in prima persona, alternando lezioni tradizionali con attività pratiche, workshop e sessioni hands-on. Le lezioni frontali hanno affrontato temi quali progettazione e stampa 3D, disegno tecnico e disegno artistico 3D, making, robotica attraverso l’utilizzo di arduino e raspberry, principi di coding, programmazione app in ambiente Android/iOS. Inoltre, al termine delle sessioni tecniche, sono stati realizzati dei seminari rapidi in cui ai ragazzi sono stati forniti elementi di business, startup, business planning, fundraising. Nel corso delle attività, studenti e studentesse hanno seguito con attenzione le lezioni, imparando a creare con la tecnologia divertendosi, partecipando in modo attivo e propositivo a tutte le fasi del percorso, consapevoli che stavano acquisendo competenze professionali utili da poter spendere nel mercato del lavoro e per approcciarsi all’universo digitale da un punto di vista più responsabile.

Il progetto, infatti, ha l’obiettivo di implementare una rete regionale di Laboratori sociali in forma di FabLab nei centri di Taranto, Cerignola e San Giovanni Rotondo composta da enti del terzo settore, enti locali, enti ecclesiastici, aziende, scuole, centri di ricerca. “Rob.in”, infatti, nasce per contrastare la povertà educativa minorile mettendo in campo metodologie innovative, come quella della robotica, finalizzate ad intercettare minori a rischio di abbandono scolastico.

l FabLab si sono svolti negli orari pomeridiani in due spazi diversi a seconda delle attività programmate: nell’aula di Informatica dell’istituto “Cabrini” e nella sede dell’associazione Europa Solidale in via Cavallotti 103. Tre gli esperti coinvolti nelle attività: Michele Grieco, Matteo Peluso, Angelo Iaia. L’azione complessiva prevede la realizzazione di dieci “Laboratori Digitali” da 33 ore ciascuno. I restanti cinque Laboratori si svilupperanno nel corso del prossimo anno scolastico per concludersi entro giugno 2023, con l’intento di coinvolgere un massimo di 120 ragazzi e ragazze dell’istituto.

La rete di “Rob.in” sostenuta da Con i Bambini è composta da ESCOOP – European Social Cooperative – Cooperativa Sociale Europea – sce (ente capofila del progetto); Associazione Europea Solidale ONLUS; Cantieri di innovazione sociale impresa sociale Società cooperativa sociale; ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile; I.C. “Melchionda-De Bonis” di San Giovanni Rotondo; I.P.S. “Cabrini” di Taranto; I.C. “Don Bosco Battisti” di Cerignola; Iress Soc. Coop; Naps Lab srls, Comune di Cerignola.

Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL Sud. www.conibambini.org.

A Putignano nasce 'E' peccato': sostenibilità ambientale per favorire crescita e occupazione

PUTIGNANO (BA) - Mercoledì 18 maggio 2022 alle ore 18.00, presso la sala conferenze della Biblioteca Comunale sita in via Castello, 26 (2° piano) – Putignano (BA), sarà presentato il progetto ‘È Peccato – proteggi il tuo pezzo di pianeta’. Si tratta di un evento promosso da dall’associazione ‘Trullando’ in piena sinergia con Anpit (Associazione Nazionale Per l’Industria e il Terziario) e in collaborazione con i partner ‘Ambiente & Rifiuti s.r.l.s.’, ‘InPlay’ cooperativa sociale e ‘Lavori dal Basso Aps’.

Alla conferenza stampa, moderata da Anita Gentile, parteciperanno Luciana Laera Sindaca di Putignano, Lorenzo Netti Sindaco di Sammichele di Bari, Gianni Mignozzi VicePresidente nazionale Anpit, Maurizio Verdolino Presidente Fondazione Carnevale di Putignano, Isa Romanazzi Assessore all’Ambiente Comune di Putignano, Antonio Spinelli Assessore all’Ambiente Comune di Sammichele di Bari, Maria Rosaria Mangiatordi di Navita s.r.l., Luciano Pallara di ‘Meridionale Servizi Ambientali’, Vito Laforgia di ‘Ambiente & Rifiuti’, Stefano Mastrangelo di ‘InPlay’, Giuseppe Mongelli di ‘Lavori dal Basso Aps’, Vito Sabatelli e Gianfranco Losito dell’Associazione ‘Trullando’.

‘È Peccato’ nasce dall’idea di porre in essere azioni sostenibili, partendo dai territori di Putignano e Sammichele di Bari, attraverso iniziative di promozione e valorizzazione culturale e turistica. Il progetto si basa su una sorta di ‘baratto sostenibile’, con l’obiettivo di stimolare la sensibilità ambientale in cambio di visibilità al fine di diffondere la ‘green reputation’ di ogni soggetto aderente, che sia ente, azienda o singolo cittadino.

Informare, sensibilizzare, coinvolgere e responsabilizzare verso le buone pratiche per limitare gli sprechi, la produzione di rifiuti e le emissioni di CO2 a beneficio del luogo vissuto quotidianamente. Molte le iniziative previste, tra cui eventi pubblici e attività didattiche.

In quest’ottica, il bene in disuso da sottrarre alla discarica ricopre un ruolo importante, non solo nel raggiungimento degli obiettivi sostenibili ma anche per creare solidi presupposti di crescita ed espansione sotto il profilo sociale.

‘È Peccato’ è un progetto virtuoso, ispirato agli stili di vita di un tempo dove nulla si buttava e tutto era riutilizzabile, che rivaluta gli antichi mestieri come percorsi d’integrazione e occupazione a vantaggio dei soggetti deboli - disabili, meno abbienti e stranieri - e dei giovani che sempre più spesso sono costretti a lasciare la propria terra.

Firmato il 'Protocollo d’intesa per il Rafforzamento della Sicurezza sui Luoghi di Lavoro nella provincia di Lecce'


LECCE - È stato sottoscritto questa mattina, nel Salone degli Specchi della Prefettura di Lecce, il “Protocollo d’Intesa per il Rafforzamento della Sicurezza sui Luoghi di Lavoro nella provincia di Lecce”.

Il protocollo fa seguito alle intese intercorse in sede di Tavolo tematico sulla Sicurezza del Lavoro ed è stato siglato dalle firme del Prefetto Rosa Trio, dell’assessore al Lavoro della Regione Puglia, del Presidente della Provincia di Lecce, dei Direttori Generali di Asl, Inail e Inps, dei componenti datoriali e sindacali della provincia di Lecce.

Lo scopo del protocollo, è quello di istituire un Osservatorio permanente che monitori il mondo del lavoro sulle aree a rischio e ne riporti i dati con cadenza temporale prestabilita affinché si possa procedere verso un sistema di prevenzione degli infortuni sul lavoro. Nello stesso tempo, anche attraverso il sostegno della Regione Puglia, rafforzare l’attività di formazione per gli operatori del settore.

“Non vi è - ha dichiarato l’assessore al Lavoro della Regione Puglia - una soluzione semplice ed immediata ad un problema così complesso che riguarda l’insieme delle istituzioni nelle sue diverse articolazioni, il mondo datoriale ed imprenditoriale e gli apparati sindacali. Ma esiste un metodo che vede collaborare insieme gli attori chiamati alla risoluzione di queste problematiche, occorre un rapporto strutturato tra politica, istituzioni, associazioni datoriali e forze sindacali per tutelare il lavoro e renderlo sicuro, consapevole e dignitoso. È questo il senso profondo del protocollo firmato oggi. Bisogna, inoltre, avere uno sguardo lungo, investire nella formazione delle nostre ragazzi e dei nostri ragazzi prima che si diventi lavoratori o lavoratrici. È necessario – continua l’assessore – formare alla sicurezza già dal periodo scolastico, far comprendere il significato e il valore della legalità e della sicurezza come forma di tutela in primis per loro stessi e per il loro futuro, con percorsi e moduli formativi concordati con prefetture, sindacati, USR, datori di lavoro e ragazzi.

Alla luce dei dati e degli incidenti degli ultimi giorni, questo protocollo è una risposta necessaria che deve avere un’anima e una continuità e un costante monitoraggio nel tempo, al fine di apportare tempestivamente gli opportuni correttivi.
Oggi è solo l’avvio di un processo virtuoso che deve adeguarsi alle diverse esigenze del mondo del lavoro, crescere e diventare sempre più efficace perché non accada mai più di dover piangere morti sul lavoro ma neanche lungo tragitti verso o di ritorno dal lavoro. È evidente - conclude l’assessore - che questi non possono essere considerati incidenti casuali ma che molto spesso e purtroppo sono legati alla stanchezza dopo turni frenetici. Bisogna dunque lavorare nella direzione della prevenzione e non del solo controllo”.

Ucraina, Bellomo (Lega): "Occupazione in Puglia lontana da media Ue, comunità internazionale sostenga economie"


BARI - “La Puglia è tra le cinque regioni d’Europa con il minor numero di occupati. Un tasso del 46,7 % ben lontano dalla media del 68,4 che si registra nei Paesi della Ue. Una situazione che il conflitto bellico russo-ucraino può solo accentuare. C’è qualcuno che gioca da più di due mesi un Risiko dalle conseguenze letali per l’intera umanità, e la nostra economia sta subendo giorno dopo giorno effetti che non potranno non impattare anche sull’occupazione. Mentre la mia coscienza e la mia fede mi portano a ritenere che nessun diritto, neppure il più nobile, può giustificare l’aggressione militare di uno Stato sovrano, mentre mi risulta difficile non fare distinzioni tra l’invasore e l’invaso, che va sempre e comunque aiutato, mentre sono molto preoccupato per la leadership di un presidente americano che sembra uscito da un film di Peter Sellers, mi chiedo quali misure la comunità internazionale prenderà anche per sostenere le economie più colpite, e tra queste quella pugliese. E’ facile fare a distanza i paladini della giustizia a geometria variabile, ma occorre che i costi di queste scelte non ricadano esclusivamente sui Paesi e sulle regioni più fragili. Mi auguro che il tema venga affrontato per tempo e nelle sedi competenti. La Puglia non può consentirsi altri passi indietro in termini di occupazione. Sostenere gli imprenditori e le famiglie in questo nuovo drammatico momento deve essere l’impegno di tutti”. Lo dichiara Davide Bellomo, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Puglia.

1° maggio, Damascelli: “Le istituzioni si impegnino per tutelare lavoro e contrastare disoccupazione”


BITONTO (BA) - Il mio pensiero in questa giornata particolare va ai tanti cittadini che un lavoro non ce l'hanno e lo vorrebbero; a chi ce l'ha ma è precario; a chi ogni giorno non ha certezze per il futuro. Questa situazione porta i giovani a scappare via dalla nostra terra per le insicurezze e la poca stabilità: contrarre un mutuo, acquistare una abitazione o metter su famiglia diventa una vera impresa. Così in una nota il consigliere regionale Domenico Damascelli.

Non a caso - prosegue Damascelli - il nostro Sud ha un tasso di natalità bassissimo e la nostra città ha la percentuale più alta di disoccupazione rispetto all'intera provincia (secondo i dati elaborati da Infodata https://bit.ly/3vX1jES). Una piaga sociale verso cui le istituzioni hanno il dovere di porre la massima attenzione.

Per questo, dobbiamo tornare a stare con e tra tutti i lavoratori, autonomi e dipendenti. Avere dei dati certi su quanti bitontini sono coinvolti nelle ben 39 vertenze che vedono interessata l’area Barese: il compito di una amministrazione comunale sensibile è quello di stare al loro fianco e di essere in contatto con la task force regionale sul lavoro e con le parti sociali, per far sentire la propria voce sui tavoli istituzionali.

Bisogna comprendere - spiega - come verrà trasformata la vicinissima area industriale Bari-Modugno e se sarà coinvolta in una vera transizione ecologica, che consentirà di mantenere posti di lavoro per i dipendenti impegnati all’interno di aziende multinazionali.

Dobbiamo, inoltre, rimettere al centro tutti gli operatori dell’artigianato locale, gli agricoltori, gli esercenti e i commercianti, per dar loro la possibilità di trovare una città che accoglie, rende possibili nuove opportunità, offre nuove prospettive di crescita. Questi giorni, infatti, ho incontrato questi lavoratori che hanno fatto sacrifici per permettere ai propri figli di avere un futuro nella nostro territorio: a Bitonto, Mariotto e Palombaio.

L’articolo 1 della nostra Costituzione recita: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Il compito della politica, è quello di fare in modo che si creino le condizioni giuste per far sì che tutto questo corrisponda alla effettiva realtà, conclude Damascelli.

Concorso unico regionale infermieri: la Asl Bari assume 127 vincitori


BARI – La ASL Bari assume gli infermieri vincitori del Concorso unico regionale. La firma del contratto a tempo indeterminato, per i 127 infermieri che hanno optato per la ASL Bari, si terrà venerdì mattina 29 aprile 2022, nell’auditorium “Arcobaleno” dell’ex CTO (Lungomare Starita, 6 Bari), sede della Direzione generale dell’azienda sanitaria.

Interverranno:

- il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano
- l’assessore regionale alla Sanità, Rocco Palese
- il Direttore generale, Antonio Sanguedolce

Per l’occasione è previsto un punto stampa alle ore 10,30 nell’atrio dell’ex CTO, ingresso principale.

Ucraina: 56mila giovani tornano alla terra

ROMA - Quasi 56mila giovani in Italia hanno scelto di costruirsi un futuro da imprenditori agricoli investendo nella terra, dalla coltivazione all’allevamento, dall’agriturismo alle vendite dirette fino alle bioenergie e all’economia green, tanto che nascono in media 18 nuove imprese giovani al giorno.  E’ quanto emerge dall’analisi di Coldiretti, sulla base del rapporto del Centro Studi Divulga, in occasione degli Oscar Green, il salone dell’innovazione per salvare il clima, combattere gli sprechi e inventarsi il lavoro, alla vigilia della Giornata mondiale della Terra.

“La pandemia prima e la guerra in Ucraina stanno spingendo uno storico ritorno delle nuove generazioni nelle campagne dove esprimere creatività e portare un contributo al Paese in un momento in cui per le speculazioni, gli accaparramenti e limiti alle esportazioni è importante garantire l’approvvigionamento alimentare dei cittadini” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare “la necessità di sostenere il sogno imprenditoriale dei giovani per investire nel futuro in un Paese come l’Italia che per troppo tempo ha pensato di poter fare a meno della propria agricoltura”.

Le aziende guidate da under 35 sono aumentate del 2% in Italia negli ultimi cinque anni e – sottolinea Coldiretti – hanno una superficie superiore di oltre il 54% alla media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più. Un vantaggio per il Paese anche grazie alla rivoluzione tecnologica e digitale in atto in Italia con investimenti in droni, gps, robot, software e internet delle cose che – continua Coldiretti – valgono già 1,6 miliardi nell’ultimo anno, secondo l’Osservatorio Smart Agrifood.

Sul piano produttivo – precisa la Coldiretti – emerge come la maggioranza dei giovani imprenditori risulti impegnato nella coltivazione di ortaggi (13% del totale) ma una quota importante risulta anche ricoperta dal settore delle coltivazioni agricole associate all’allevamento di animali (12%) e a seguire il settore vitivinicolo (10,5%). Le imprese giovani hanno di fatto rivoluzionato il mestiere dell’agricoltore impegnandosi in attività multifunzionali che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale per l’inserimento di disabili, detenuti e tossicodipendenti, la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

E’ soprattutto grazie a questa svolta green che l’Italia è diventata leader in Europa per numero di giovani imprese agricole, che sono peraltro anche più brave dei colleghi Ue se si considera che – sottolinea Coldiretti – il valore della produzione generato dagli under 35 nostrani è pari a 4.964 euro ad ettaro, oltre il doppio dei giovani agricoltori francesi (2.129 euro/ettaro). Ancor più marcata la differenza con la Spagna (2.008 euro/ettaro). Dietro anche i tedeschi (3.178 euro a ettaro). Nel complesso – continua Coldiretti – la produzione standard generata per ettaro coltivato dai giovani in Italia è poco meno del doppio della media europea (2.592 euro a ettaro), secondo gli ultimi dati Eurostat.

Un fenomeno che rischia ora di essere messo all’angolo dall’esplosione dei costi alimentata dalla guerra, con un giovane agricoltore su quattro (25%) che nell’ultimo mese – spiega Coldiretti – ha ridotto la produzione a causa dei rincari energetici aggravati dalla guerra in Ucraina. Nelle campagne – continua la Coldiretti – si registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio con incrementi dei costi correnti di oltre 15.700 euro in media ma con punte oltre 47mila euro per le stalle da latte e picchi fino a 99mila euro per gli allevamenti di polli. Una stangata aggravata dagli altri costi di produzione – continua la Coldiretti – come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi. Per non parlare dell’emergenza siccità che costringe quest’anno ad aumentare il ricorso all’irrigazione con i costi energetici alle stelle.

“Occorre sostenere il ritorno alla terra dei giovani e la capacità dell’agricoltura italiana di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale superando gli ostacoli burocratici che si frappongono all’insediamento” afferma la leader dei giovani della Coldiretti Veronica Barbati nel sottolineare la necessità di “superare le tensioni internazionali, ristabilire la pace e investire su un settore strategico per far ripartire l’Italia e l’Europa grazie anche a una nuova generazione di giovani attenti all’innovazione e alla sostenibilità.

Adecco: aperte le selezioni per 50 giovani per una nuova opportunità lavorativa

(pixabay)

BARI - Adecco, società specializzata di The Adecco Group che sviluppa e valorizza il capitale umano, seleziona 50 giovani laureandi o neolaureati alla prima esperienza lavorativa per Banca Sella, da inserire nelle filiali sul territorio di riferimento. Le figure prescelte svilupperanno attività di acquisizione e gestione della clientela, consulenza personalizzata su prodotti e servizi, iniziative di retention e gestione delle operazioni bancarie.

L’inserimento lavorativo avverrà con contratto di apprendistato professionalizzante della durata di due anni, abbinato a un percorso di formazione che alterna training on the job, affiancamento e corsi on-line.

Ai candidati che ambiscono a diventare consulenti di filiale si richiede particolare impegno nel raggiungimento degli obiettivi, intraprendenza, voglia di mettersi alla prova, ma anche capacità di ascolto e orientamento al cliente e disponibilità a spostamenti nel territorio di riferimento.

Tra i requisiti per gli operatori di banca telefonica, ci sono, invece, capacità di ascolto, precisione, chiarezza e velocità con un approccio multitasking, nonché intraprendenza e motivazione a lavorare su tematiche complesse e a diretto contatto con il cliente.

Le candidature sono disponibili a questo link: 

https://www.adecco.it/aziende-che-assumono/banca-sella

Perché scegliere l'abbigliamento da lavoro personalizzato


La scelta dei capi di abbigliamento da lavoro personalizzato riveste un ruolo importante nella politica aziendale sia dal punto di vista estetico che pratico.

Come vedremo, infatti, un abbigliamento ben strutturato nei tagli, nel tessuto e nei colori diventa un biglietto da visita potentissimo per le aziende, fornendo pubblicità costante e grande visibilità.

Per i grandi brand internazionali, gli abiti da lavoro personalizzati sono una costante pur se negli anni possano variare alcuni particolari come:

● le linee dei vestiti;
● il taglio dei pantaloni;
● l’abbottonatura delle camicie;
● il materiale dei bottoni.

In via generale, però, i colori, lo stile e il genere della divisa non mutano mai per mantenere quell’associazione mentale tra dress code e azienda, che è l’anima della pubblicità e il vero segreto del successo.

Non si può negare, infatti, il piacere estetico che danno impiegati, operai e responsabili quando indossano gli stessi abiti da lavoro: un senso di ordine, professionalità e igiene che resta fisso nella mente dei clienti, lasciandoli piacevolmente impressionati.

Senza dubbio un cliente sarà più propenso a richiedere nuovamente quel servizio se ha avuto una buona esperienza e se è stato colpito dall’armonia e dalla compostezza del team di lavoratori, qualunque siano le mansioni svolte.

Vedremo nel corso dell’articolo che anche per gli stessi lavoratori diventa essenziale il senso di appartenenza all’azienda, l’acquisizione di una mentalità di gruppo che induce alla collaborazione e alla cooperazione finalizzata al raggiungimento di obiettivi comuni.
 

Come scegliere l’Abbigliamento da Lavoro Personalizzato


L’abbigliamento da lavoro personalizzato rappresenta il biglietto da visita di un’azienda, diventa quel quid che lo rispecchia e lo descrive più di quanto sia possibile immaginare.

Stiamo parlando di:

● giacche;
● felpe;
● t-shirt;
● polo;
● pantaloni;
● berretti.

Collaboratori e dipendenti saranno contenti di indossare gli stessi capi, purché siano pratici da indossare e comodi da indossare per un’intera giornata.ù

Per questo la scelta del capo deve essere ragionata e valutata in base a diversi fattori: il primo elemento di valutazione è sicuramente il comfort.

Un abbigliamento da lavoro deve essere realizzato in tessuto traspirante per il periodo estivo e caldo per quello invernale; non deve mancare una percentuale di elastam per consentire massima libertà di movimento a chi lo indossa.

Non è possibile pensare a un capo bello esteticamente, ben tagliato ma di una texture rigida che non consente di muoversi e lavorare.

Scegliere un capo confortevole, infatti, significa mettere a proprio agio chi lavora, e, facendolo sentire libero e comodo, lo si mette nelle condizioni di svolgere bene le sue mansioni e ad essere anche più disponibile con la clientela.

In termini pratici, questo significa che bisogna bandire capi troppo stretti o in tessuto scadente, che impaccia i movimenti rendendo goffo chiunque lo indossi.

Un’altra importante discriminante ha come oggetto lo stile: qualunque sia il tipo di attività bisogna sempre rispettare il principio di sobrietà per i capi di abbigliamento da lavoro.

Questo significa che è bene prediligere abbinamenti di colore non eccessivamente sgargianti e tocchi di stile che non cadano mai negli eccessi.
 

Esempi di scelta di Abiti da Lavoro Personalizzati


Il taglio, lo stile ed il tipo di capo deve essere adatto a specifiche mansioni. Se, ad esempio, il dress code riguarda cuochi, aiuto cuoco, camerieri o figure professionali di altri settori simili a questo, è bene scegliere colori in grado di nascondere le macchie e lo sporco della giornata, con tessuti resistenti, facilmente lavabili in lavatrice anche ad alte temperature e che si asciughino rapidamente.

Se, invece, la divisa deve essere indossata dalle risorse di un hotel o di strutture che si occupano di turisti, è necessario puntare anche sull’eleganza, scegliendo colori sobri con accostamenti di tonalità stilose, che attraggano l’attenzione lasciando il segno nell’osservatore: via libera perciò al tailleur per le donne con camicie monotinta e al classico abito da uomo.

Quando infine si preferisce la praticità, meglio optare per camicia e cardigan in lana con la cravatta e la classica polo in estate.

In questi casi, il colore riveste un ruolo fondamentale, perché deve essere abbinato al marchio evocando la professionalità dell’azienda, la serietà e l’efficienza.

Niente rosa confetto, dunque, o total yellow, ma colori che identifichino il brand puntando dritti al successo e alla notorietà.

Molti, ad esempio, pensano che il nero sia una tinta da evitare perché simbolo di oscurità, ma il mercato dei capi da abbigliamento da lavoro insegna che anche i colori più scuri possono dare risalto all’azienda, purché vengano spezzati da colori diversi e più frizzanti, per dare il senso dell’eleganza.

Se si ama il bianco, invece, si intende trasmettere un messaggio di igiene, ordine e raffinatezza, soprattutto per cuochi e camerieri: nessuna tonalità è in grado di rappresentare meglio tali valori meglio del bianco, smorzato da qualche ricamo sul colletto o sulle tasche.
 

I vantaggi di un Abbigliamento da Lavoro Personalizzato


I vantaggi di un dress code da lavoro sono davvero tanti e riguardano sia la sfera pratica che quella psicologica di chi li indossa e di chi entra a contatto con i lavoratori, sia come fornitori che come clienti.

Il primo vantaggio che si ottiene riguarda l’acquisizione del senso di appartenenza al gruppo, promuovendo il lavoro di squadra.

Quando le risorse indossano abiti da lavoro personalizzato, infatti, si sentono parte di un gruppo in cui prevale il senso di uguaglianza, identità e di conseguenza armonia nello svolgimento del lavoro.

Per questo è importante fornire divise personalizzate con l’indicazione dello stemma e della ragione sociale: ciò consolida il senso di unità e uniformità dei dipendenti.

In secondo luogo, il dress code è un modo per fare branding: si tratta di un aspetto centrale che valorizza l’azienda, aumentando le sue potenzialità.

Ciò rappresenta un requisito valido sia per le piccole attività, sia per quelle di medie e di grandi dimensioni; in particolare per le aziende di piccole dimensioni l’abbigliamento in comune assume il ruolo di volano, per far conoscere il proprio marchio più rapidamente.

Per questo motivo la personalizzazione dei capi di abbigliamento professionali rappresenta uno strumento di marketing efficace ed incisivo, i cui risultati si vedono nel medio e lungo periodo.

Infine, gli abiti da lavoro professionali comunicano la professionalità dello staff e dell’intero brand, creando una differenza tra l’azienda che rappresentano e gli impiegati di aziende attigue.

Spesso infatti è possibile trovare in uno stesso ambiente lavoratori appartenenti a diverse aziende: pensiamo ad esempio a un centro di ristorazione dove operano diverse realtà professionali.

In queste situazioni, il dress code diventa un’importante differenziazione tra un brand e l’altro, con l’opportunità di far conoscere a tutti le proprie peculiarità e la professionalità che contraddistingue rispetto alle altre realtà presenti.

Secondo uno studio elaborato in America su diverse aziende che utilizzano uno specifico dress code nelle ore di lavoro, è emerso che i lavoratori che utilizzavano divise confortevoli e che consentivano movimenti liberi, realizzate in tessuti caldi in inverno e freschi e traspiranti in estate, avevano una resa maggiore a lavoro, maggiore energia e propensione a svolgere bene tutte le mansioni.

Si tratta di un principio semplice che non deve essere mai trascurato: se si sta bene con ciò che si indossa, si sta meglio con sé stessi e si riesce a lavorare in modo ottimale, dando anche una buona prospettiva ai clienti.
 

Valorizzare il brand tramite gli Abiti da Lavoro Personalizzati


Una volta compresa l’importanza di dotare le proprie risorse di abiti personalizzati da indossare durante le ore di lavoro, vanno considerati successivamente alcuni elementi secondari per dare massima evidenza al brand.

Nello specifico ci riferiamo a:

● modello del capo di abbigliamento;
● apposizione della ragione sociale;
● dimensioni della stampa
● dimensione e stile del carattere che meglio evidenzi la scritta.

Per non sbagliare nella scelta di questi elementi, il cliente dovrà affidarsi all’esperienza dell’azienda che fornisce i capi di abbigliamento.

L’azienda farà una valutazione specifica del brand, tenendo conto di:

● servizio offerto;
● settore commerciale;
● tipo di clientela;
● ambiente in cui opera.

Quello dell'abbigliamento da lavoro, dunque, non è una questione solo formale, ma un requisito di professionalità importantissimo, che valorizza le competenze, esalta le abilità e mette in evidenza gli ambiti di lavorazione.

Aperta la call per 30 giovani neet di Taranto


TARANTO - Al via “TarGET - le mani sulla Città”, il progetto portato avanti dal Comune di Taranto in collaborazione con Programma Sviluppo e Associazione Obiettivo Borgo Antico Taranto e realizzato con il contributo di Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Giovanili e ANCI.

Il Comune di Taranto è tra le 10 città risultate vincitrici del bando “Fermenti in Comune”, ottenendo così un finanziamento di poco più di 180 mila euro.

Il progetto si pone l’obiettivo di stimolare la capacità giovanile di riappropriazione fisica e sociale del territorio urbano di Taranto attraverso l’organizzazione di laboratori formativi e artistici, processi di comunicazione partecipativa e creazione multimediale.

“TarGET - le mani sulla Città” chiama a raccolta i giovani tarantini di età compresa tra i 18 e i 35 anni, con particolare attenzione ai Neet, disoccupati e inoccupati, per la realizzazione di idee e strategie di valorizzazione e rilancio di alcuni quartieri specifici della città, segnati da una condizione di marginalità diffusa dal punto di vista sociale, economico e urbanistico: Tamburi, Città vecchia e Salinella. In questi quartieri i ragazzi beneficiari verranno coinvolti in processi di rigenerazione urbana.

Sul sito del Comune di Taranto è stato pubblicato un avviso pubblico per la selezione dei 30 ragazzi tarantini suddivisi equamente tra le fasce d’età 18-26 e 27-35, ai quali saranno corrisposti 750 euro ciascuno, quale contributo per la partecipazione al progetto. La call per l’individuazione dei beneficiari è stata strutturata per raccogliere una porzione di popolazione giovanile il più possibile diversificata. La graduatoria darà la priorità ai residenti nei quartieri interessati dagli interventi oggetto del progetto e ai giovani non occupati.

Per partecipare alla selezione è necessario compilare la domanda e inviarla, entro e non oltre le ore 13 del 26.04.2022, unitamente al curriculum vitae e copia del documento di identità in corso di validità, esclusivamente attraverso una delle seguenti modalità:

- posta elettronica certificata (PEC) all'indirizzo attivitaproduttive.comunetaranto@pec.rupar.puglia.it con oggetto: “Domanda di candidatura Neet -progetto TarGET”; - lettera raccomandata con avviso di ricevimento a: Comune di Taranto - Direzione Sviluppo Economico e Produttivo – Marketing - SUE e SUAP - Controllo Partecipate – Grande

Eventi. Via Scoglio del Tonno, 6 – 74121 Taranto, con dicitura sulla busta: “Domanda di candidatura NEET al progetto TarGET”; - consegna a mano presso la Direzione Sviluppo Economico e Produttivo -Marketing - SUE e SUAP Controllo Partecipate – Grandi Eventi. Via Scoglio del Tonno, 6 (Taranto), con dicitura sulla busta: “Domanda di candidatura NEET al progetto TarGET”. Una commissione nominata dal Comune di Taranto valuterà le candidature e individuerà i ragazzi ammessi a partecipare al progetto.

Diverse le azioni che verranno messe in campo per il trasferimento di competenze, la co- progettazione e la realizzazione di interventi di urbanismo tattico nei luoghi chiave dei quartieri periferici coinvolti.

Il progetto rivolge una particolare attenzione al linguaggio digitale, per comunicare le varie fasi del progetto e attivare una sinergia con la società civile tarantina. Tutte le attività saranno infatti accompagnate dallo sviluppo di uno storytelling che attraverso i social network darà la parola ai partecipanti che racconteranno in prima persona i progressi del lavoro svolto e sveleranno le dinamiche di progettazione partecipata.

"Siamo entusiasti di portare avanti insieme al Comune di Taranto un progetto che coinvolge in prima persona i giovani del territorio spesso sfiduciati nei confronti delle istituzioni. – dichiara Silvio Busico, Direttore generale di Programma Sviluppo - Sentiamo la responsabilità di sviluppare, attraverso questa azione culturale, una maggiore partecipazione dei giovani alla vita cittadina e alla trasformazione del territorio. Il progetto TarGET - le mani sulla Città – spiega Busico - vuole promuovere il protagonismo giovanile per favorire la socializzazione e contrastare il rischio di isolamento. Sarà un’esperienza stimolante e costruttiva. Auspichiamo una grande partecipazione da parte dei ragazzi della città".

Per richiedere informazioni è possibile rivolgersi allo sportello Orientagiovani ubicato presso la Biblioteca Comunale “Pietro Acclavio”, oppure tramite il numero di telefono 099.7352514 o l’indirizzo info@tarantotarget.it.

Il progetto verrà raccontato sui canali social (Facebook e Instagram) e vedrà il coinvolgimento attivo della comunità locale.

Per leggere l’avviso pubblico e scaricare la domanda di partecipazione visita il sito internet www.tarantotarget.it
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