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Torna 'Bianca di Puglia', il grande evento dedicato ai vini bianchi pugliesi


BARI - Con un ospite d’eccezione come Michele Placido per l’edizione 2019 tornano i vini bianchi pugliesi per la sesta edizione di “Bianca di Puglia”, la manifestazione organizzata dalla delegazione Ais di Bari (Associazione Italiana Sommelier).

L’evento si terrà domani, domenica 5 maggio a partire dalle 18,00 nel centro storico a Bari all’Auditorium La Vallisa per poi proseguire sulla Terrazza del Fortino Sant’Antonio, proprio alla vigilia dei grandi preparativi per la Festa di San Nicola che come ogni anno accoglie migliaia di pellegrini.

La qualità dei vini bianchi pugliesi è ormai sempre più affermata pur in un territorio di rossi e di rosati. La manifestazione, che ha l’obiettivo di valorizzare i vini bianchi pugliesi e fortemente voluta dal delegato Ais Bari, Cav. Raffaele Massa, con il contributo di AIS Puglia, si avvale del patrocinio della Regione Puglia, (Assessorato alle politiche agricole) e del Comune di Bari (Assessorato alla Cultura).

La sesta edizione dedicata alla viticultura 4.0 prevede ben 200 etichette di vini provenienti da ogni parte di Puglia.

Il programma dettagliato dell’evento inizierà alle 18,00 con un convegno di approfondimento nell’Auditorium La Vallisa intitolato Viticultura 4.0 - la magia di un calice avanzato. All’incontro, moderato dalla sommelier Teresa Garofalo, parteciperanno il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, l’assessore  regionale alle Risorse agroalimentari, Leonardo Di Gioia, l’assessore regionale all’Industria turistica e culturale, Gestione e valorizzazione dei beni culturali, Loredana Capone, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, l’assessore comunale alla Cultura, Silvio Maselli, il Generale di Brigata Aerea della 3^ Regione Aerea dell’Aeronautica Militare di Bari, Paolo Tarantino. Interverranno inoltre i giornalisti Enzo Magistà, direttore del Tg Norba, Michele Peragine del Tgr Puglia e i rappresentanti delle Cantine Rivera, Tormaresca e Cardone. Il convegno affronterà il tema della vitivinicultura e quindi del progresso e degli sviluppi nelle coltivazioni di qualità. Sarà anticipato dall’esibizione della Fanfara dell’Aeronautica militare che suonerà l’inno nazionale.

A seguire sulla Terrazza del Fortino si apriranno i banchi di assaggio con 90 cantine pugliesi a disposizione per le degustazioni che saranno predisposte con specifici banchi suddivisi per zona (Daunia, Castel del Monte, Murgia, Valle d’Itria, Salento) in una sorta di percorso programmato.

Come sempre i vini saranno in abbinamento con alcuni prodotti alimentari curati dallo chef Paolo Priore. Si potranno assaggiare con pizze gourmet farcite in molteplici modi, tra cui i frutti di mare freschissimi. Sono previsti inoltre un banco di degustazione di pane, snack e olio delle varie tipologie con le burrate del Consorzio della burrata di Andria.

Ospite della manifestazione sarà l’attore pugliese Michele Placido, da sempre appassionato di vino di cui è diventato anche produttore in area Daunia con la Cantina Placido Volpone.

I bianchi pugliesi soddisfano svariate esigenze, come aperitivo o per accompagnare i pasti. Le statistiche attestano ormai un loro consumo sempre più crescente e per questo è utile conoscerne le varietà, le particolarità e le caratteristiche.

“Bianca di Puglia” è diventata in questi ultimi anni una delle manifestazioni enogastronomiche più prestigiose nel panorama nazionale. L’elevata offerta di qualità dei prodotti e delle eccellenze enologiche confermano la Puglia terra di vini di grande godibilità per un pubblico sempre più ampio.

Costo partecipazione evento € 20,00

Sei rosati foggiani sul tetto del mondo


FOGGIA – Tra i migliori rosé del mondo ci sono 6 vini foggiani. A decretarlo, a Cannes in Francia, sono stati i giurati del Mondial du Rosé, il più importante e autorevole concorso internazionale riservato ai vini rosati del mondo. Medaglia d’oro e massimo riconoscimento per la Cantina Caiaffa Vini, di Cerignola, col suo Rosato Nero di Troia; doppietta per le Cantine Borgo Turrito di Foggia che ottengono ben due medaglie d’argento con il CalaRosa Nero di Troia e il Terra Cretosa rosé Aleatico; due argenti anche per Terre Bianche di Lucera con il Miros Nero di Troia e il Masserie Nero di Troia. Un risultato prestigioso, perché a decretarlo è l’Unione degli Enologi francesi. “Un risultato straordinario, perché conferma le medaglie e i riconoscimenti ottenuti negli ultimi tre anni da Borgo Turrito e dagli altri colleghi che stanno lavorando bene”, dichiara Luca Scapola, titolare di Borgo Turrito, azienda vitivinicola posta nel cuore di Borgo Incoronata. 

E le “vittorie in trasferta” per i vini foggiani non finiscono col Mondial du Rosé, poiché a Sierakow, in Polonia, vicino alla bellissima città medievale di Cracovia, solo 5 produttori italiani sono stati premiati nell’ambito dell’International Rosé Championship: di quei 5, due sono della provincia di Foggia, Borgo Turrito con l’argento al Terra Cretosa rosé 2018 e Cantina Ariano di Torremaggiore con l’argento al suo rosato Sogno di Volpe. “Risultati simili, fino a cinque-sei anni fa, erano assolutamente impensabili, come impensabile era credere che i rosati pugliesi più premiati potessero provenire dalla provincia di Foggia”, ha aggiunto il titolare di Borgo Turrito. C’è stata ed è tuttora in divenire una crescita importante per qualità, internazionalizzazione, perfezionamento della filiera, strutturazione e consolidamento delle aziende vitivinicole. 

Ed è significativo che tutto questo sia avvenuto, e sia stato in qualche modo favorito, con la voluta riscoperta del Nero di Troia, un vitigno che porta il vessillo della provincia di Foggia in giro per il mondo, legando aromi e gusti dei suoi vini all’identità profonda del territorio, facendosene promotore, attivando percorsi virtuosi di enoturismo e di educazione al consumo qualitativo del vino anche fra le nuove generazioni. “Negli ultimi anni, con grande continuità, quello che stiamo facendo è un lavoro importante”, ha spiegato Scapola. “Borgo Turrito e diverse cantine della Daunia sono presenti alle più importanti rassegne enologiche d’Italia e del mondo, sfidiamo il mercato puntando sulla qualità, ci facciamo promotori di eventi e iniziative che promuovono il valore aggiunto delle nostre produzioni: un territorio straordinario dal punto di vista ambientale, una grande tradizione vitivinicola, un ricambio generazionale che finalmente vede protagonisti donne e giovani”, ha concluso Scapola.  

link: https://mondial-du-rose.com/it/resultats/archives
https://www.rosechampionship.com/kopia-2018-results 

Vinitaly 2019 chiude i battenti: la Puglia del vino è regione leader

VERONA - Si  è conclusa oggi la 53esima edizione del Vinitaly di Verona (7-10 aprile), la più importante fiera internazionale dedicata al vino e ai distillati. Migliaia i visitatori che hanno affollato il Padiglione 11 della Puglia e fatto visita alle 126 aziende che hanno messo in mostra le proprie eccellenze vitivinicole facendo conoscere, proprio attraverso il vino e i luoghi di produzione, una regione che cresce per qualità e quantità di prodotto. Sono state stappate dai sommelier dell’enoteca di Puglia oltre 2 mila le bottiglie di circa  400 etichette di bianchi, rossi e rosati. Ogni giorno i quattro showcooking con prodotti a marchio puglia e abbinati a vini pugliesi hanno accolto circa 200 persone.

Nello spazio istituzionale, allestito con il contributo della Regione Puglia e Unioncamere Puglia, si sono avvicendati, in collaborazione con associazioni, consorzi, media e società di comunicazione specializzate di settore, 24 eventi, tra degustazioni guidate, presentazioni di guide enogastronomiche e concorsi giornalistici dedicati al vino pugliese e alla sua promozione, anche in un‘ottica turistica, convegni e dibattiti. Si tratta di attività collaterali organizzati dalla Regione Puglia con l’obiettivo di contribuire a rappresentare e raccontare al pubblico non solo il patrimonio enogastronomico pugliese, ma anche lo stretto legame che il vino ha con il territorio, con la cultura, le tradizioni, la storia, la musica e l’arte. Un connubio valorizzato anche dal lavoro e l’impegno di soggetti privati e politiche regionali e nazionali attraverso investimenti mirati in promozione.

"Più quantità e più qualità – sostengono dall’Assessorato alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, al termine della manifestazione fieristica -: si è presentata così la Puglia del vino e delle imprese vitivinicole che di generazione in generazione hanno portato avanti tradizioni di raccolta e produzione millenarie mixando innovazione e cogliendo la sfida dei grandi mercati. Quest’anno abbiamo confermato e consolidato il ruolo che la Puglia detiene a livello nazionale. Secondo alcune stime siamo la prima regione per la più alta produzione a livello nazionale dai dati della vendemmia 2018. Su circa 85 mila ettari di superficie vitata, pari al 13% di quella nazionale, il 19% è coltivata a vite biologica e un quarto della produzione totale regionale è DOP o IGP. Molti dei vini pugliesi sono conosciuti in tutto il mondo: il primitivo è tra le etichette più vendute. 

Crescono anche gli investimenti in ristrutturazione e riconversione dei vigneti: con le risorse a valere sul Programma nazionale di sostegno al vitivinicolo sono stati investiti circa 22 milioni di euro per rinnovare gli impianti, adeguare le produzioni alle nuove esigenze del mercato, oltre che per adottare modelli produttivi e sistemi di gestione vitivinicola finalizzati a conseguire risultati sia in termini di qualità dei vini che di valorizzazione del territorio. La strada è tracciata ma si può e deve fare di più nella promozione e nel sostegno delle imprese all'export. Le risorse del PSR Puglia consentiranno di migliorare gli impianti e investire in innovazione. Con la Misura 16.2 del PSR auspichiamo possano trovare accoglimento anche quei progetti pilota e innovativi proposti dai Gruppi Operativi che nel settore vitivinicolo ci permetteranno di migliorare competitività delle imprese e sostenibilità economica".

Il vino, insomma, ha la straordinaria capacità di tenere diversi elementi, culturali, storici, artistici e paesaggistici della nostra regione. Un calice di vino può essere un pretesto per visitare i luoghi di produzione, che in molti casi in Puglia sono diventati luoghi di accoglienza e tappe di un viaggio  da cui partire per tracciare itinerari unici e indimenticabili.

Prima giornata della Puglia al Vinitaly

BARI - La  Puglia del vino sì è presentata al Vinitaly, che ha aperto quest’oggi i battenti, come regione dei grandi numeri. Ha la più alta superficie vitivinicola, pari a circa 85 mila ettari, sopra la media nazionale, di cui oltre 16 mila coltivati a biologico e una produzione che fa concorrenza a regioni da sempre considerate leader come il Veneto nel settore vitivinicolo. Il 2018 è stata un’ottima annata per quantità: è stato stimata una produzione del +20% di ettolitri di vino rispetto al 2017 contribuendo a circa il al 19% della produzione nazionale (dati Assoenologi Puglia e Industry Book Unicredit 2019).  La Puglia è anche tra le regioni italiane che investono maggiormente nella ristrutturazione e riconversione dei vigneti vitivinicola finalizzati al miglioramento della qualità e della competitività del comparto.

Quanto la Puglia dimostri la forza di un comparto che è trainante per l’economia regionale e non solo è stato sottolineato dal Presidente della Regione e  dall’Assessore alle Risorse agroalimentari, oggi a Verona.

 Le centinaia di visitatori che quest’oggi hanno affollato, già dalle prime ore del mattino, il padiglione 11 dedicato alla Puglia, sono una dimostrazione di quanto la Puglia attragga curiosi, operatori, stampa specializzata, buyers. Il vino è uno dei prodotti che meglio rappresenta il territorio pugliese e  Vinitaly non solo è un’occasione per le 126 imprese presenti nel Padiglione 11 di far conoscere etichette e vini di qualità da vitigni autoctoni, ma è anche un’opportunità per promuovere tutta quanta la Puglia, da sempre terra d’accoglienza. Valorizzare lo stretto legame tra vino e turismo è una strategia di sviluppo importantissima per le imprese e per tutta quanta l’economia pugliese.

La prima giornata del Vinitaly, nello spazio allestito dalla Regione Puglia e Unioncamere, si è aperta con l’anteprima di Vino Way Wine Selection  2019, evento dedicato alle migliori etichette di vini nazionali e pugliesi. A seguire una serie di focus degustativi sui vini di Castel del Monte, su ‘Bolle di Puglia’, curato  da Wine Sommelier Puglia, e sullo Sparkling Wine Event a cura di AIS Bollicine. Inoltre sono stati premiati i vincitori del Premio Giornalistico ‘Puglia Press Tour - Nero di Troia di Castel del Monte’ nel corso di una cerimonia di Premiazione organizzata dal Movimento Turismo del Vino Puglia. I vincitori, rispettivamente per le categorie carta stampata e tv, sono i giornalisti Fabio De Raffaele con l’articolo “Nelle Murge alla riscoperta del Nero di Troia” pubblicato sul bimestrale “Cucina & Vini”, Lucia Buffo per il servizio televisivo andato in onda su TG2 – Eat Parade, sulla cultura vinicola dell'area di Castel del Monte. Menzione speciale ad Antonietta Mazzeo per l'articolo pubblicato su La Madia Travel Food dal titolo "Il Nero di Troia di Castel del Monte".

Vinitaly: il premier Conte brinda alla Puglia col Nero di Troia


VERONA – “Viva la Puglia”. Al Vinitaly di Verona, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha brindato ai vini pugliesi sorseggiando un Ciatò Villa Lucia Rosé Brut 2015, uno spumante ottenuto da una selezione esclusivamente di uve Nero di Troia vinificate in rosato. Un metodo classico pugliese, delle Cantine Ciatò di Castelluccio dei Sauri (Fg). Assieme al Premier, a onorare qualità ed eccellenza delle 126 aziende vitivinicole pugliesi presenti al padiglione 11 della 53esima edizione del Salone Internazionale del Vino, c’erano anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia Leonardo Di Gioia. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è stato accolto nello spazio dell'Enoteca Regionale pugliese dalla delegazione AIS di Foggia.

“E’ stato un grande onore vedere scegliere, per un brindisi a tutta la Puglia vitivinicola, uno spumante foggiano, ottenuto da uve Nero di Troia”, ha dichiarato Luca Scapola, presidente dell’Associazione Vitivinicola Dauna. Il settore vitivinicolo pugliese, a Verona, conferma il suo ottimo stato di salute: la Puglia è tra le prime regioni, in Italia, per livelli di produzione e crescita della qualità. Il vitivinicolo è il settore che meglio e prima degli altri è riuscito a integrare agricoltura e turismo, innovazione e tradizione, con un importante ricambio generazionale nel quale le donne e i giovani sono assoluti protagonisti di un cambiamento che significa sviluppo, buona occupazione, valore aggiunto. La produzione pugliese è tra le più significative a livello nazionale: la vendemmia del 2018 ha consentito di incrementare del +20% le produzioni della Puglia rispetto al 2017 (dati Assoenologi Puglia). 

Arte: il live painting con vino di Arianna Greco al Vinitaly

VERONA - Il vino rappresenta uno dei simboli più importanti della cultura italiana e da diversi anni anche pugliese. In generale la Civiltà Mediterranea è segnata dalla coltivazione della vite e dalla produzione di vini di eccellente qualità, una storia che si sussegue già da molto prima dell’Impero Romano. Il vino inoltre è un potente antiossidante e, in piccole quantità, ci protegge dal colesterolo cattivo e migliora la circolazione del sangue. 

Alcuni elementi, presenti soprattutto nel vino rosso, come i polifenoli, i tannini e il resveratrolo, apportano notevoli benefici al nostro corpo.  È così che diventa un valido alleato della oramai famosa in tutto il mondo, Dieta Mediterranea, nel 2011 riconosciuta dall’Unesco Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Gli imprenditori vitivinicoli pugliesi dedicano tante cure e attenzioni alla coltivazione della vite facendo sì che oggi il vino di Puglia venga riconosciuto nel mondo come un’eccellenza.

E’ interessante osservare come le combinazioni vino-cibo sono infinite, perché molteplici sono i tipi di vino così come molteplici sono i vini e i piatti della cucina pugliese. E non solo, il vino è anche un ingrediente della cucina, che riesce a dare quel tocco in più a tante pietanze, sia esso bianco, rosso o rosè.

Il vino e il cibo pugliese di qualità e a marchio costituiranno pertanto il filo conduttore di questa serata che si svolgerà presso un elegante ristorante situato in pieno centro  a Verona: L’Orologio, in Corso Porta Nuova, a poche centinaia di metri dai luoghi simbolo della città. Un locale carico di magia che farà sentire gli ospiti in un’atmosfera fuori dal tempo. In questa prestigiosa location, mercoledì 10 Aprile alle 19:30,  sarà organizzata una cena a base di prodotti di eccellenza del territorio pugliese con l’abbinamento di altrettanti eccellenti vini, raccontati con eleganza e garbo da uno storyteller esperto in  materia di food&wine e da un altrettanto esperto sommelier. La cena sarà solo uno dei tanti momenti coinvolgenti di questa serata. 

Appuntamento quindi a Mercoledì 10 Aprile alle 19,30 in Corso Porta Nuova a Verona, per info e contatti www.tasteandtourinmasseria.it.

Vino in Puglia: Regione al top in Italia la produzione vinicola e nel settore biologico

BARI - Un settore che prosegue nella propria dinamica di crescita e che conferma, con risultati apprezzabili, il processo di riposizionamento su uno scacchiere mondiale in continua e rapida evoluzione. Una regione, la Puglia, che si conferma ai vertici nazionali per la produzione totale e nel settore dei vini biologici.

Questa è, in estrema sintesi, la fotografia del mondo del vino italiano e di quello della Puglia resa dall’Industry Book 2019, lo studio che UniCredit conduce annualmente su tendenze, dinamiche competitive e prospettive di sviluppo e crescita del variegato comparto vitivinicolo nazionale.

Dichiara Elena Goitini, Direttore Regionale Sud di UniCredit: “La versione 2019 dell’Industry Book sul Vino conferma l’immagine della filiera vitivinicola della Puglia come un comparto d’eccellenza non solo per l’economia del Territorio, ma anche in ambito nazionale. UniCredit, con il suo network di banche leader nei propri 14 mercati strategici e una presenza consolidata in altri 18 Paesi in tutto il mondo, conferma il proprio impegno a sostegno del vino italiano nel mondo. Un’azione che, grazie a una forte focalizzazione con specialisti e servizi dedicati, ci ha permesso nel 2018 di raddoppiare in Puglia le nuove erogazioni a favore del settore. In prossimità del principale evento fieristico del settore, il Vinitaly, con cui peraltro ha rinnovato quest’anno la propria storica partnership, UniCredit fornisce agli addetti ai lavori una fotografia, la più completa e realistica possibile, dei trend in atto nel settore e delle loro possibili evoluzioni. Con questa ricerca andiamo ad arricchire e completare un quadro di interventi a favore del comparto vitivinicolo senza pari, che spazia dal sostegno alla filiera, con interventi di Reverse Factoring, a finanziamenti realizzati per l’invecchiamento del prodotto, realizzati ad hoc sulle esigenze delle aziende vinicole”.

Industry Book 2019 di UniCredit - Focus Puglia

L’Industry Book 2019 di UniCredit mostra che la Puglia ha chiuso il 2018 in 2a posizione (seconda soltanto al Veneto) quanto livelli di produzione vinicola, con circa 9,5 milioni di ettolitri, corrispondenti al 19% della produzione nazionale.

Il report ha poi evidenziato come, in linea con la crescente domanda di vini biologici, anche in Puglia sia proseguita l'espansione della coltivazione biologica della vite. In Regione la superficie di vigne a coltivazione biologica ha superato i 16.300 ettari, che collocano la Puglia al 2° posto in Italia con una crescita del 2% tra 2016 e 2017 e con il 19% della superficie coltivata a vite biologica.

Sul fronte della qualità, i vini della Puglia sono in forte sviluppo: nel 2018 una bottiglia su 4 (il 25% della produzione regionale) sono vini DOP o IGP, per un totale di oltre 2.400 mila ettolitri di prodotto. Se al Sud si realizzano i 2/3 della produzione nazionale di vini da tavola, la Puglia con il 75% del totale della produzione regionale è la prima Regione in Italia.

Industry Book 2019 di UniCredit - Focus Italia

Il report, partendo da dati “macro” su fenomeni inerenti i consumi e la produzione di vino su scala mondiale, individua, dati alla mano, numerose tendenze ed evidenze a livello nazionale e regionale e traccia un quadro prospettico su dinamiche cruciali come l’andamento dei flussi di export.

Fatturati: In Italia il settore del vino conta circa 2 mila imprese industriali e fattura oltre 11 miliardi di euro, l’8% circa del fatturato nazionale del settore Food&Beverage. Le cooperative (cantine sociali e consorzi) valgono circa il 40% del fatturato settoriale e il 60% della produzione in volume. L’intero comparto denota una propensione all’export elevata, con un valore di 6,2 miliardi di euro generato sui mercati esteri. (il 54% del fatturato totale, in aumento rispetto al 51% del 2017). Su questo versante picchi di eccellenza si registrano nei segmenti dei vini DOP/IGP e degli spumanti, con una propensione all’export  che si attesta, rispettivamente, al 58% e al 63%.

Volumi di produzione: Nel 2018 la produzione di vino in Italia è stata molto abbondante; con una produzione globale di 50,4 mln di hl sono stati superari del 10,5% i livelli dell’anno precedente.  L’Italia si conferma così, per il quarto anno consecutivo, il primo produttore mondiale di vino, con un contributo di circa il 17% dalla produzione mondiale. In particolare è aumentata la produzione di vino DOP (+21,7% anno su anno, di cui +23,4% rossi e +20,5% bianchi) mentre l’IGP ha registrato un aumento più contenuto (+2,5% anno su anno).

Vini DOP e IGP: Con 523 prodotti certificati, l'Italia detiene il primato mondiale dei vinici certificati IG (DOP e IGP). 1 vino certificato su 3 in ambito europeo viene prodotto in Italia (Francia seconda con “soli”435 vini),  tanto da far sì che ben il 68% del vino prodotto in Italia nel 2018 sia DOP o IGP, con un “peso specifico” maggiore rispetto all’anno precedente (+3%).

Consumi: Nell’arco degli ultimi 15 anni i consumi globali di vino sono aumentati del 6,6% annuo, attestandosi, a fine 2017 a 243 mln di hl (Fonte: OIV). Continua il processo di redistribuzione dei consumi mondiali: la crescita della domanda è sostenuta principalmente dalle economie emergenti sudamericane e asiatiche, con la Cina che ha più che raddoppiato i suoi consumi. Gli Stati Uniti risultano a fine 2017 il primo mercato mondiale, con oltre 32 milioni di hl che pesano per il 24% dei consumi totali. L’Italia è in terza posizione per consumi, con oltre 22 milioni di hl, in crescita dello 0,9% rispetto all’anno precedente e rappresentanti il 9,3% della domanda mondiale.

Scambi internazionali e export Italia: Nel 2018 le vendite mondiali di vino hanno superato i 30 miliardi di euro, in crescita dello 0,8% rispetto all’anno precedente e a dispetto della contrazione dei volumi globali (-6,7% a/a). Sul fronte delle importazioni si registra un grado di concentrazione relativamente moderato con i primi 10 paesi importatori in grado di intercettare solo 67% degli scambi globali. Gli Stati Uniti si confermano primo mercato mondiale ma buone dinamiche di crescita si registrano per mercati  “maturi” come Belgio (+2,7%), Germania (+1,9%) e Paesi Bassi (+1,3%). Viceversa i paesi esportatori sono molto concentrati, tanto che i primi 3 paesi UE esportano il 60% dell’export mondiale.

In questo quadro l’Italia detiene una quota del 19,8% del totale export in valore, con 6,2 mld € di vendite sui mercati esteri. Dall’analisi emerge come nell’ultimo decennio le esportazioni italiane di vino abbiano puntato sempre più sulla qualità, come rivela la rapida crescita delle vendite in valore (+5,2% medio annuo nel periodo 2007/2018) rispetto ai volumi esportati, rimasti invece quasi invariati (+0,3% nello stesso periodo). Tale tendenza si è confermata anche nel 2018, con il valore dell’export in crescita del 3,3% sull’anno precedente nonostante il calo dei volumi (-7,8% a/a). Gli USA rimangono il primo mercato di sbocco, seguiti da Germania e Regno Unito. Questi 3 mercati insieme assorbono più della metà (53,6%) dell’export italiano globale. Tra i mercati di destinazione che crescono di più rispetto al 2017 si segnalano la Francia (+10,1%), la Svezia (+7,5%)  e i Paesi Bassi (+5,6%).

Outlook e prospettive: Per il prossimo quinquennio l’OIV stima un fatturato mondiale del settore vino in crescita dell’1,5% annuo, tale da superare nel 2023 i 350 miliardi di dollari. Anche per l’Italia l’outlook si conferma moderatamente positivo, grazie soprattutto alla domanda estera mentre per i consumi interni le stime rimangono più caute.

A trainare i fatturati sarà la spesa globale per il consumo di vino: il progressivo ampliamento del reddito disponibile e della classe media nei paesi emergenti, unito al maggiore orientamento verso i vini di qualità in Europa, porterà ad un’accelerazione rispetto agli ultimi 5 anni , con un tasso medio di crescita per il periodo 2018-2023 del 3,8%.

Guardando ai singoli Paesi, secondo un’elaborazione UniCredit su dati NOMISMA WINE MONITOR i mercati più interessanti per l’export di vino italiano nel 2020 saranno:

-          per i vini fermi: la Cina, dove sono previste volumi di vendite in aumento dell’11,9%, il Canada (+6,5%) e e il Giappone (+4,2%)
-          per gli spumanti: conferme per Canada, USA e Cina, dove si dovrebbe registrare una crescita rispettivamente del 18,4%, del 14,6% e del 12,2%

Da segnalare le stime al ribasso per la Germania, partner commerciale storico in cui si dovrebbe assistere a una contrazione dei consumi, sia nel comparto dei vini fermi (-0,1%), che negli spumanti (-0,8%).

Performance economico-finanziaria: L’analisi UniCredit su un campione di 685 imprese produttrici di vino che hanno depositato il bilancio negli ultimi 5 anni conferma le buone performance del settore nel periodo 2013-2017, con una crescita del fatturato ad un tasso medio annuo del 3,9%. La classificazione delle imprese per fatturato segnala un andamento migliore delle imprese con fatturato superiore a 5 mln € rispetto a quelle con fatturato inferiore a tale soglia, confermando che in questo settore la dimensione conta favorendo un migliore posizionamento sul mercato, soprattutto grazie a reti di vendita più articolate e alla capacità di andare all'estero.

I margini del settore nel quinquennio sono aumentati ad un tasso medio annuo del 5,8% riflettendo il progressivo posizionamento delle imprese su una tipologia qualitativa migliore. Anche qui si rileva la migliore performance delle imprese con fatturato superiore a 5 mln €, mentre le piccole riflettono una sensibilità maggiore all'andamento della domanda.

Presentato 'Vin in Puglia', i migliori vini pugliesi al Vinitaly 2019

BARI - Dalla Puglia a Verona con orgoglio e competenza. Fondazione Italiana Sommelier di Puglia sarà l’ambasciatrice dei vitigni pugliesi al Vinitaly 2019. Un’occasione unica ed importante per Fondazione Italiana Sommelier Puglia che durante la prossima edizione della più grande manifestazione dedicata al mondo del vino avrà il compito di raccontare le migliori produzioni della nostra terra e conquistare le migliaia e migliaia di visitatori che ogni anno partecipano all’evento.

Si chiama “Vin in Puglia” il progetto che, grazie ad un bando della Regione Puglia, Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambientale, animerà dal 7 al 10 aprile lo spazio istituzionale della Regione Puglia. Il progetto e tutto il programma sono stati illustrati a Bari durante la conferenza stampa tenutasi presso la sala convegni dell’assessorato Agricoltura della Regione Puglia.

Ogni giorno degustazioni, masterclasses, seminari e dibattiti che trasmetteranno tutta la qualità dei vini pugliesi, che rappresentano la storia e l’identità di una terra e le intuizioni e la continua ricerca di grandi produttori. Momenti d’incontro e di confronto, di condivisione e di conoscenza che di volta in volta saranno dedicati ad un’area vitivinicola pugliese diversa, con la degustazione di sei vini. E per rivelare l’essenza di grandi etichette sarà fondamentale la straordinaria guida dei relatori Bibenda,  il racconto dei produttori e la presenza delle istituzioni, delle associazioni di categoria, giornalisti, buyer nazionali ed internazionali, influencer e professionisti della ristorazione. Un bel progetto che Fondazione Sommelier Puglia porterà avanti con la sua squadra di Sommelier, in trasferta per portare nelle giornate intense del Vinitaly, tutta la cultura che da anni trasmette agli appassionati e ai winelovers. Una cultura che arricchisce la nostra terra, ma che ha anche il compito di viaggiare nel mondo. 

“La mission di Fondazione Italiana Sommelier di Puglia, al Vinitaly 2019, - precisa il presidente Giuseppe Cupertino - sarà quella di trasferire con le sue masterclasses valore, qualitá e maggior attenzione verso la nostra regione e i nostri vini anche passando attraverso una comunicazione mirata, emozionale e professionale, per un pubblico sempre più preparato ed esigente. Questa è la strategia vincente. Da sempre abbiamo l’obiettivo di dare grande valore alla nostra terra e lo facciamo anche oltre i confini regionali portando le storie, le persone, i vitigni, ma soprattutto i luoghi in cui questi vitigni vengono coltivati e offrono il meglio della loro produzione. Pertanto siamo orgogliosi di farlo con i più grandi comunicatori Bibenda”.

Seminario sul primitivo in Puglia

di DONATO FORENZA - Presso la sede del Circolo unione in Bari, il Rotary Club Bari (Presidente Giorgio Salvo) ha organizzato un seminario, sul tema “Storia inedita del Primitivo”, di cui è stato protagonista il giornalista enogastronomo Pasquale Porcelli, che ha effettuato una relazione di notevole valenza interdisciplinare. Porcelli ha dedicato alla fenomenologia del vino la propria vita professionale, quale Consigliere nazionale ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino), Direttore Editoriale Guida dei vini online “Prosit”, componente delle Commissioni Ministeriali per l’approvazione di “DOC” e “DOCG”, giornalista collaboratore, per l’enologia, per le testate “Corriere del Mezzogiorno-Corriere della Sera”, “Pugliastyle”, “Millevigne”, “winesurf.it”, coautore di importanti volumi riguardanti vini e ristoranti in Puglia. Attualmente la superficie vitata a Primitivo, in Puglia, si quantifica intorno a oltre 11 mila ettari, con un sensibile incremento; nelle aree più vocate, sono allocati peculiari vigneti storici di eccezionale pregio, coltivati prevalentemente con il metodo ad alberello. 

Il vino “Primitivo” è uno straordinario vitigno, caratterizzato da un’antica origine, interconnessa con la storia del popolo degli Illiri, e commercio con i Fenici; l’ingresso in Puglia risale alla seconda metà del 1700, poichè don Francesco Filippo Indellicati, primicerio della chiesa di Gioia del Colle, rilevò che, tra alcuni vitigni esistenti nei propri vigneti, uno di essi maturava prima degli altri, producendo uva nera caratterizzata dal piacevole gusto dolce, che era possibile vendemmiare nel mese di agosto. Il Primitivo di Manduria, nel corso del tempo, si rivelò, rispetto al Primitivo di Gioia del Colle, più alcolico, corposo, e con un appetitoso colore vellutato rosso violaceo; i francesi scelsero il Primitivo di Manduria quando, alla fine degli anni ’80, la fillossera distrusse i vigneti del Roussillon, la regione che forniva vino da taglio alla Francia. 

Nacque, così, la vocazione al taglio del Primitivo di Manduria; fu possibile, in tal modo, per i nuovi acquirenti francesi, incamerare lauti guadagni. Per il primitivo pugliese, nuove redditizie vie del commercio internazionale si erano avviate. Nella seconda metà del Novecento la storia del vino Primitivo si amplia con nuove acquisizioni. I fattori supportanti la vocazione di differenti territori alla produzione vitivinicola si qualificano in riferimento soprattutto a caratteristiche pedoclimatiche, conferenti al vino peculiarità che ne determinano la tipicità e l’unicità. A tal proposito, è opportuno ricordare l’esistenza di differenze tra il Primitivo di Gioia del Colle e di Manduria. In vigneti di Primitivo si possano ottenere due distinte vendemmie, la prima in agosto/metà settembre, la seconda tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre. Il Primitivo può fornire concentrazione e gradazioni zuccherine e alcoliche molto elevate, sino a 18 gradi. I “racemi”, invece, si caratterizzano per gradazioni alcoliche inferiori, ma acidità superiori, e tradizionalmente costituivano un notevole correttivo nelle annate sfavorevoli per il vino. 

Al “Primitivo di Manduria Dolce Naturale", prodotto da vigneti costituiti, nella composizione ampelografica, dal 100% di Primitivo, è stata meritoriamente attribuita, nel 2011, la DOCG (Denominazione di origine controllata e garantita). Il vino D.O.C. “Primitivo di Manduria” può essere commercializzato dopo il 31 marzo successivo alla vendemmia. Il vino D.O.C. “Primitivo di Manduria” con la menzione “Riserva” può essere commercializzato dopo due anni dal 31 marzo successivo alla vendemmia; infatti, tale vino deve essere sottoposto ad un periodo di affinamento di 24 mesi, di cui almeno 9 mesi in botti di legno, a partire dal 1° di novembre dell’anno di raccolta delle uve. L’evento ha riscosso postivi consensi. A conclusione della conferenza, il relatore Porcelli ha illustrato le due tipologie di vino “Primitivo di Manduria” che ha offerto, per la degustazione, al pubblico di ascoltatori.

Bari, al via al 4° Splash Festival: il beverage incontra la ristorazione

BARI - Al via domenica 10 marzo alla 4ª edizione di “Splash - Beverage & Hospitality Festival”. L’evento dedicato alla cultura del bere e dell’accoglienza si svolgerà all’interno di Levante Prof, nella Fiera del Levante di Bari, fino a mercoledì 13 marzo. Tanti appuntamenti e tantissimi ospiti, dal campione russo di flair bartending Vitaly Kolpin, al mastro distillatore norvegese Stig Bareksten, all’esperto italiano di merceologia e miscelazione Fulvio Piccinino. E poi la Stir It Up 2019, gara di coffee-mixology in cui 35 professionisti si sfideranno a colpi di cocktail; le “Conversazioni liquide”,  dibattiti sul mondo del beverage con bartender, chef stellati, gestori di locali ed esperti di comunicazione; le esposizioni con 17 aziende di tutta Italia coinvolte. Tutte le informazioni sul sito www.splashfestival.it.

Lo Splash Village troverà casa nel nuovo padiglione della Fiera del Levante e sarà una vero e proprio “villaggio nella fiera”, animato da esposizioni, degustazioni, esibizioni, dibattiti, attività esperienziali. Le parole chiave saranno ancora una volta Cultura del bere, innovazione e accoglienza: le stesse di Barproject Academy, scuola di formazione barese che organizza l’evento in collaborazione con l'associazione “Splash – Beverage & Hospitality”. Si può accedere alla Fiera dal 10 al 13 marzo, dalle 10.00 alle 18.30; chiusura alle 19.00. Per ulteriori informazioni: www.splashfestival.it/partecipa/visita.

Il tradizionale appuntamento dell’estate pugliese quest’anno anticipa di qualche mese e approda nella Fiera barese grazie a una partnership con Levante Prof. E proprio per suggellare la collaborazione con la rassegna biennale dedicata all’agroalimentare, Splash 2019 avrà come tema “Il beverage nella ristorazione”. Come accompagnare un pasto con un buon cocktail? Quali sono le nuove frontiere del mondo della miscelazione? Quanto siamo capaci di accogliere i clienti con un servizio di qualità?  Nello Splash Village, allestito con 14 stand, un’area business, un’area experience, tavoli da degustazione e un palco, si darà risposta a queste e altre domande attraverso dibattiti, educational, workshop e speech di ospiti internazionali. Ma non solo: il food sarà protagonista anche della “Stir It Up”, la competizione di coffee-mixology in cui i migliori bartender si sfideranno per vincere un viaggio formativo “liquid experience” all’estero.

Splash Festival si svolgerà per il secondo anno consecutivo a Bari, dopo le edizioni di Molfetta e Monopoli. L’evento è realizzato grazie al contributo delle aziende partner che credono e investono nel progetto: Bonaventura Maschio, Elektra, Morettino, Merak, Orsini, Living Web Studio, Ascoli,  Pietregiovani, Fervere, Caput Ursi, Tassoni, Gamondi, Molinari, Distilleria Marzadro, Spirits & Colori, Velier e The Spiritual Machine. Gode inoltre del patrocinio del Comune di Bari e di Puglia Promozione. 

Radici del Sud 2019: il salone del vino si fa digitale

BARI - La quattordicesima edizione di Radici del Sud prende forma e si preannuncia ricca di novità. Dal 4 al 10 giugno 2019 il Castello di Sannicandro di Bari ospiterà il Salone dei vini e degli oli del Sud Italia, che quest'anno vedrà la presenza di MEMORvINO, il bicchiere che prende nota del vino bevuto, e una partecipazione ancora più ampia di buyer e giornalisti italiani e stranieri, che saranno coinvolti negli incontri B2B con i produttori e comporranno la giuria di Radici del Sud.

"L'edizione 2019 del Salone – spiega Nicola Campanile, organizzatore dell'evento – sarà caratterizzata da una serie di iniziative digitali innovative che rendereranno ancora più completa l'esperienza dei partecipanti. Un esempio è l'utilizzo ai banchi d'assaggio di MEMORvINO, un “bicchiere intelligente” che crea una relazione coinvolgente e interattiva fra produttore e visitatore tramite la profilazione dei dati relativi ai vini assaggiati, aiutando professionisti e appassionati a non perdere nessuna informazione sulle degustazioni".

Anche quest'anno saranno inoltre disponibili le edizioni digitali delle Guide di Radici, dedicate ai migliori vini, ristoranti e pizzerie del Sud Italia, che saranno disponibili tramite un'applicazione scaricabile sugli smartphone. 

Durante Radici del Sud sarà inoltre attivata la formula Taste&Buy, servizio di matching B2B che il 10 giugno agevolerà l'incontro tra vignaioli e visitatori: il pubblico potrà infatti ordinare i vini scelti e il produttore provvederà alla loro spedizione al termine dell'evento.

Le conferme sono già arrivate dall'Australia con Justin Dry, dagli Stati Uniti con Francesca Farina e dal Canada con Mark Briand, che saranno affiancati da Ahrens Ulf dalla Svezia, da Geir Haug della Norvegia, da Wernher Hillebrand, Anja Schröder, Jan Kiegeland, Paul Lewin Knittel, Aleksandar Thiel, Torge Thies assieme ad alcuni colleghi svedesi, inglesi, cinesi, canadesi e polacchi. Assieme a loro, a comporre la giuria ci saranno anche importanti nomi del giornalismo nazionale e internazionale: Kelly Mitchell (The Wine Sirene), Liza Zimmerman (Forbes), Kevin Gagnon (SnarkyWine), Kate Maciejewska Serra (Magazine WINO), Laura Donadoni(The Italian Wine Girl), Mike Madaio (VinePair), Kurtis Kolt (Wine Enthusiast, Decanter), Li Valentine (The Wining Hour), Drew Lambert (Wine Wankers), Robin Kick MW (Decanter), Cathrine Todd (Forbes), Sue Tolson (#ukwinehour), Robin Swan Shreeves (Wine & Wonder), Heidi Jaksland Kvernmo (Iglasset), Sofia Ander(Forbes), Carla Capalbo (Decanter). 

Anche in questa edizione Radici Del Sud ospiterà il press tour dedicato ai giornalisti, che si concentrerà sui territori di Basilicata, Puglia, Cilento e Irpinia. Il Salone si svilupperà inoltre nell'arco di più giornate: durante il 4 e 5 giugno si terrà il concorso fra i vini del Sud suddivisi per vitigno, il 6 e 7 giugno ci saranno gli incontri tra buyer nazionali e internazionali con i produttori e lunedì 10 sarà dedicato al banco d'assaggio aperto al pubblico.

Le iscrizioni per i produttori che vogliono partecipare al Salone sono aperte fino al 31 marzo a questa pagina.

RADICI DEL SUD 2019 - Salone dei vini e degli oli del Sud
Dove: Castello Normanno Svevo di Sannicandro di Bari (BA)
Apertura al pubblico: 10 giugno 2019
Orario: dalle 11.00 alle 21.00
Ingresso: kit di degustazione €15 (comprensivo di bicchiere, sacca portabicchiere e quaderno di degustazione)
Parcheggio: disponibile

I minorenni non pagano l’ingresso e non possono effettuare degustazioni.

A Lecce concluso 'EGO Enogastro Orbite'

LECCE - Tre giornate intense. Congressi, masterclass, degustazioni, confronti serrati ed emozionanti. Ventisei gli incontri che hanno fatto arrivare nelle sale allestite nel Chiostro dei Domenicani 3500 persone che hanno seguito alternativamente le lezioni degli chef, dei pizzaioli, degli uomini e delle donne di sala, dei bartender; più di 1000 i calici consegnati per degustare la selezione di metodo classico italiano e degli champagne arrivati a Lecce. Immancabili i bicchierini per gli Spirits e per gli oli. Il tutto in un’atmosfera unica e irripetibile che ha messo in evidenza il tanto acclamato fattore umano ripreso anche nella mostra fotografica firmata dal fotografo Andrea Moretti e che ha voluto raccontare il mondo della ristorazione, dalla sala alla cucina passando per il mondo della comunicazione, che è stato colto nei momenti off nell’umana leggerezza,  al di là dei classici ruoli istituzionali. 

“A Lecce si è creata un’atmosfera di rara energia per un congresso – commentano da Enogastro Hub l’associazione ideatrice del Festival - in una complicità trasversale che è stata promotrice di una serie di contenuti dall’alto valore. Dalle lezioni di marketing a quelle di management per la ristorazione, dalla comunicazione al confronto del food cost tra uno stellato e una trattoria di provincia, dall’accoglienza alla tutela della qualità, e poi ancora il futuro per gli chef, per i pizzaioli e per la sala italiana”. Grande appeal per il salone del  metodo classico italiano, degli champagne e degli spirits intorno ai quali sono state costruite delle masteclass molto interessanti.

Il Festival è stato realizzato in co-branding con Pugliapromozione e Viaggiare in Puglia. Nella due giorni, Lecce ha segnato il tutto esaurito con un over booking dei B&b nel centro storico, con più di 200 notti vendute solo attraverso il canale di Enogastro Hub e nell’occupazione dei ristoranti. Un successo per Lecce e per la Puglia.

“Eventi come Ego Enogastro Orbite consentono ad un pubblico italiano e internazionale di apprezzare l’enogastronomia pugliese e la cultura che ruota intorno al cibo in Puglia. La Regione con Pugliapromozione e con gli operatori del settore sta lavorando alla costruzione del prodotto enogastronomia perché il mix di tradizione, autenticità e insieme innovazione che rende la Puglia una destinazione interessante, si esprime molto bene proprio nell’enorme patrimonio enogastronomico pugliese – commenta l’Assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone -  D’altronde il trend del turismo enogastronomico è in crescita: un turista italiano su due viaggia per enogastronomia, secondo il Rapporto elaborato dalla World Food Travel Association. La Coldiretti da parte sua annuncia un record per la spesa turistica a tavola nel 2018 con un impatto economico che supera per la prima volta i 30 miliardi di euro, divisi tra turisti italiani e stranieri che scelgono l’Italia come meta delle vacanze anche per i primati enogastronomici. Da questo punto di vista, la Puglia ha un grandissimo potenziale, presentando una ampia varietà di esperienze diverse, in primis una cucina tipica diffusa.  La Puglia è la prima regione italiana per numero di aziende con vite e per numero di frantoi, ben 902 (pari al 20% del totale). La vite e l’olivo sono elementi caratterizzanti il paesaggio e la cultura della Puglia, e rappresentano di per sé uno stimolo alla visita dell’intero territorio. È grazie a questa ricchezza che la regione figura tra  le migliori mete enogastronomiche: è la terza regione italiana preferita dai turisti enogastronomici dopo Sicilia e Toscana”.

Spenti i riflettori sull’edizione 2019, gli organizzatori lanciano già le date per EGO Enogastro Orbite 2020 che tornerà dal 16 al 18 febbraio prossimi.

Il bartender pugliese Giacomo Fiume firma il cocktail 'Charme rouge' di Sanbittèr

MILANO - “Il rosso è un colore che abbellisce moltissimo.” E’ questo il credo di Valentino Garavani uno degli emblemi del mondo della moda italiana. Dal pattern tartan di Philipp Plein a quello animalier di Alexander Wang passando per i glitter di Aniye By. Le passerelle e le sfilate meneghine dedicate alle tendenze autunno inverno 2019/2020 si colorano di rosso. Sanbittèr, vero e proprio ambasciatore dell’Arte dell’Aperitivo, rende omaggio al colore della passione e alla moda con un cocktail fresco e raffinato: Charme Rouge. Autore di questa speciale creazione è il bartender originario di Monopoli Giacomo Fiume, consulente di miscelazione e ideatore della pagina Instagram The World Of Distillery che oggi conta più di 70 mila follower.

Elegante e delicato, emblema del minimalismo raffinato Charme Rouge è un drink che fa rivivere i toni caldi del rosso che ha già conquistato le runway internazionali e che si accinge a dominare anche le passerelle milanesi. La sua consistenza soffice, data dalla presenza dell’albume d’uovo, ricorda la morbidezza dei tessuti come il velluto o ancora filati voluminosi, eco montoni ed eco pellicce. Ideale da sorseggiare dopo cena, questo drink agrumato dai sentori floreali, è perfetto per chi ama i sapori aromatici che si contrappongono piacevolmente alla dolcezza della marmellata.

Ma come si prepara? Giacomo Fiume spiega che basta versare in uno shaker 1 oz di Gin, ½ oz di Vermouth infuso ai fiori di sambuco, 1 oz di succo di pompelmo fresco, uno splash di sciroppo al bergamotto e un cucchiaino di marmellata all’amarena. Mescolare, inizialmente, con un bar spoon in modo da diluire per bene la marmellata e per iniziare anche a testare il sapore del drink. A seguire, aggiungere un albume e shakerare dando così una sferzata all’uovo che tenderà a fare una bella schiuma e a diventare spumoso. Aggiungere il ghiaccio e dare una nuova shakerata. Versare il tutto in un tumbler basso, lasciar raffreddare e aggiungere on top il Sanbittèr Rosso.

E se le tendenze per il prossimo autunno-inverno richiedono un dettaglio che cinge la vita per rendere unico e ricercato qualsiasi look e per dare ancora più risalto al punto vita, Charme Rouge non è da meno. In linea con i trend internazionali infatti, Sanbittèr e Giacomo Fiume hanno pensato di decorare la base del bicchiere con un raffinato fiocchettino rosso, ancora meglio se di velluto.. proprio come le sfilate insegnano.

Vico, la paposcia e l’enogastronomia per il turismo d’inverno

VICO DEL GARGANO (FG) – Un successo oltre ogni più rosea aspettativa: il press tour su “San Valentino e il cuore del Gargano”, dal 12 al 17 febbraio, ha interessato e coinvolto migliaia di persone sui social. Sono state particolarmente apprezzate le tipicità enogastronomiche e agroalimentari: dalle arance all’olio extravergine d’oliva di Vico del Gargano, dai dolci tipici alla cucina proposta dai ristoratori vichesi. Un vero e proprio trionfo per la paposcia, il pan focaccia tipico di Vico, protagonista – assieme alla marmellata di agrumi - di un meraviglioso educational tour in un suggestivo aranceto del paese, condotto magistralmente da Francesco e Giovanni Canestrale. Ha suscitato emozioni e ammirazione l’arte di Maria Voto, una delle ultime tessitrici della Puglia a utilizzare gli antichi telai in legno. 

Le chiese del borgo, Palazzo della Bella, il centro storico di Vico, le tradizioni della Settimana Valentiniana, i laboratori e i mercatini di Terrarancia sono stati il cuore di un press tour durante il quale, in sei giorni, blogger e giornalisti arrivati da tutta Italia sono stati accompagnati a visitare anche Peschici, Carpino e Ischitella. Il press tour, promosso dal Comune di Vico del Gargano, è stato finanziato dal Programma operativo Regionale FESR-FSE 2014-2020 “Attrattori culturali, naturali e turismo”, Asse VI-Tutela dell’ambiente e promozione delle risorse naturali e culturali – Azione 6.8 Interventi per il riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche. In poco meno di una settimana, la pagina facebook ufficiale dell’evento (https://www.facebook.com/sanvalentinopresstour) ha ottenuto oltre 1300 follower, raggiungendo 53mila utenti, con più di 25mila interazioni tra commenti, like e condivisioni (14mila su twitter), riuscendo a promuovere il borgo e le località visitate attraverso foto e video. 

I COMMENTI DI BLOGGER E GIORNALISTI - Qual è l’immagine di Vico del Gargano che blogger e giornalisti presenti al tour promuoveranno nei loro articoli? “Noi ricorderemo un borgo romantico e le persone dal gran cuore che lo popolano! Grazie per questi giorni felici”, hanno commentato i blogger di “Untrolleyperdue”, che attraverso i loro account ufficiali hanno raccontato la settimana valentiniana minuto per minuto. Roberta Isceri, di “Italiaterapia”: “Abbiamo particolarmente apprezzato il centro storico, vero e proprio gioiello, le eccellenze culinarie, il Castello e il trappeto. Indimenticabile il profumo delle arance di Vico”. Andrea Assenza, di Happily on the road: “Ricorderò la bellezza del centro storico, ma anche e soprattutto le persone che abbiamo incontrato”. 

Tra i blogger, anche il racconto eccentrico e originale di “Rivoglio la barbie”: “Il profumo degli agrumi è una sensazione davvero inebriante, difficile da descrivere, ma stupenda da vivere”. Blogger e giornalisti hanno assistito alla processione della statua del Patrono di Vico del Gargano, San Valentino, per poi visitare il Vicolo del Bacio, gli stand della festa, le mostre e gli allestimenti all’interno di Palazzo della Bella, i produttori di arance e di olio di un paese che ha nel comparto agroalimentare una delle sue eccellenze riconosciute in tutto il mondo. Non solo Rai Uno, le tv regionali e quelle provinciali, anche i social hanno raccontato l’evento. Su Twitter, Facebook e Instagram tantissimi utenti hanno rilanciato le foto scattate e le emozioni provate.

Bibenda 2019: i Cinque Grappoli di Puglia


BARI - Ogni anno rappresenta il momento più emozionante e celebrativo per la nostra terra. L’evento che premia con orgoglio la produzione vitivinicola pugliese, consegnando nelle mani di grandi produttori “I Cinque Grappoli”, il più alto riconoscimento che la storica Guida Bibenda, la più autorevole nel settore con oltre 25 mila vini recensiti, consegna a chi ha saputo distinguersi e a chi continua a scrivere la storia di questo Paese, conquistando il mondo. E la Puglia sta dando uno straordinario contributo. Così, dopo la celebrazione nazionale avvenuta a Roma, Fondazione Italiana Sommelier Puglia dedica ai nostri produttori un evento proprio nella loro terra. Sono 26 le aziende e 27 i vini premiati con il massimo riconoscimento, un numero importante perché in crescita rispetto lo scorso anno.

Il 16 febbraio prossimo, quindi, alle ore 18.00 presso Borgo Egnazia avverrà la cerimonia di premiazione, moderata dalla giornalista Monica Caradonna e la degustazione dei migliori vini di Puglia, a cura di Massimo Billetto, docente di Fondazione Italiana Sommelier e storico redattore della Guida Bibenda.  Per l’occasione lo chef Domingo Schingaro dedicherà un piatto ai vini de I Cinque Grappoli di Puglia.

Sarà un’occasione importante che andrà oltre la premiazione, perché vedrà tutti i produttori presenti in sala confrontarsi tra loro e il mondo della comunicazione. Così come spiega Giuseppe Cupertino, presidente di Fondazione Italiana Sommelier Puglia: “È quello su cui lavoriamo costantemente da anni, ovvero la valorizzazione e la promozione dei nostri vini che rappresentano oggi la storia e il futuro del nostro territorio. È un grande investimento per Fondazione Italiana Sommelier Puglia, una mission importante da portare avanti nel mondo del vino e in quello dell’olio. E’ proprio grazie ai produttori che conosciamo le problematiche ma anche i punti di forza e, soprattutto, gli aspetti futuri della produzione pugliese. Insieme a loro possiamo portare la nostra terra a diventare grande ”.

Una serata quindi di premiazione, di confronto e di grande orgoglio pugliese, in una location d’eccellenza, Borgo Egnazia, e con la possibilità per pochissimi appassionati, di tastare i 27 vini in un’unica serata, accompagnati da uno dei piú grandi esperti nel mondo della  comunicazione del vino quale Massimo Billetto è.

ELENCO AZIENDE PREMIATE:
Cantele, Tormaresca, Rivera, Schola Sarmenti, Gianfranco Fino, Centovignali, Polvanera, d’Araprì, Severino Garofano, Albea, Carvinea, Conti Zecca, Feudi di Guagnano, Petra Nevara, Cosimo Taurino, Tenute Al Bano Carrisi, Candido, Trullo di Pezza, Masca del Tacco, Vespa Vignaioli per Passione già Futura 14, Morella, Leone De Castris, Masseria Li Veli, Cantine Due Palme, Cantine Risveglio, Tenute Rubino.

L’evento è su prenotazione (posti limitati)

EGO: Lecce per tre giorni capitale dell'enogastronomia italiana

LECCE - Sala, cucina, lievitati e pizze, comunicazione e story-telling, ma ancora Champagne, Metodo Classico e Spirits. Tutto questo per la seconda edizione di EGO il festival dell’enogastronomia che per tre giorni, dal 17 al 19 febbraio, renderà la Puglia capitale italiana del gusto.

L’antico Chiostro dei Domenicani (Via S. Pietro in Lama, 27 a Lecce), che grazie a un restauro conservativo si appresta a diventare la più bella dimora storica nel cuore della città Barocca, ospiterà 24 chef tra cui 4 grandi pizzaioli, 9 uomini di sala, 16 giornalisti, più di 70 aziende italiane che producono metodo classico con una importante rappresentanza dell’Istituto Trento D.o.c., quindici aziende di champagne con una delegazione di 8 vignerons provenienti dalla Francia e ancora 10 aziende di Spirits. Sono venticinque le masterclass previste con al centro l’obiettivo di contribuire alla formazione e all’arricchimento professionale del mondo della ristorazione e degli appassionati che vorranno vivere in pieno l’esperienza del Festival EGO.

Il Festival dell’Enogastronomia nasce con l’obiettivo di donare al territorio un contribuito in termini di formazione professionale, portando case history in questa parte di Sud che ha voglia di un upgrade nei servizi di sala e ristorazione.  Uno scambio di esperienze tra chi opera in Puglia e chi ha fatto altri percorsi professionali. Per la prima volta ai fuochi si ritroveranno due chef ai fornelli, ciascuno con un background diverso in uno scambio generazionale in uno spettacolo che si snoderà intorno a una stessa materia prima o un piatto della tradizione per capire come e quanto il proprio percorso in toque bianca incida sul risultato nel piatto. Una grande occasione per i giovani cuochi ma anche per chi lavora in sala.

Il vino rosè pugliese nella classifica dei migliori vini per rapporto qualità-prezzo di Wine Spectator

Spesso, quando si parla di low cost, la mente non produce un’associazione positiva: è giusto diffidare dei prodotti economici, ma alle volte si può anche fare un’eccezione. Questo è un discorso che può essere applicato facilmente ai vini: la classifica dei Top Values stilata da Wine Spectator ha premiato i migliori vini per rapporto qualità-prezzo, tra cui figura una lunga lista di cantine italiane. Nello specifico, il podio è stato deciso analizzando in primis la qualità dei vini in concorso, insieme ovviamente al prezzo, che non poteva superare i 20 dollari a bottiglia.

I migliori vini italiani low cost
La classifica di Wine Spectator non è stata una sola, considerando la presenza di diverse categorie di vini, come ad esempio i bianchi, i rossi e i rosè. Per quanto riguarda la bandiera tricolore, le etichette made in Italy sono riuscite a vincere ben tre categorie, ovvero la metà di quelle in concorso. Si parla nello specifico della classifica dei vini rossi eleganti, di quella dei grandi rossi e degli spumanti: a conti fatti si tratta di un risultato davvero positivo, dato che le etichette italiane hanno fatto incetta di premi. Adesso conviene capire quali sono stati questi vini meritori di corona: nella classifica degli spumanti ha dominato il Lambrusco Emilia (totale di 89 punti), mentre nella classifica dei grandi rossi ha primeggiato Alberghiera, Bolgheri, Poggio ai Ginepri. Si chiude con i rossi eleganti, con il primo posto assegnato al vino Castello di Monsanto Toscana Monrosso.

Dove acquistare i vini top
La classifica stilata da Wine Spectator ha premiato quei vini che, a dispetto della loro eccellente qualità, risultano essere alla portata di tutti: non a caso, si parla di bottiglie con un prezzo medio che si aggira intorno ai 18 euro. Va poi specificato che si parla di etichette che possono essere reperite un po’ ovunque, compresi i supermercati telematici dove si può trovare un’ampia selezione di bottiglie di vino online (come su questo sito della Coop). A dispetto dei cliché e dei luoghi comuni, infatti, oggi Internet si pone come un canale ottimale per acquistare vini di eccellente qualità, scegliendo tra una notevole varietà di prodotti ed evitando di incollarsi bottiglie pesanti grazie alla consegna a domicilio.

Il primato pugliese è nel Rosato
La classifica dei Rosè non ha visto un vino italiano primeggiare, ma poco importa: è bastata la sola presenza del Rosato pugliese per chiarire tutto il peso del made in Italy anche in questa categoria, alla luce dei suoi 89 punti. Allora vale la pena di parlare nel dettaglio di questo vino pugliese, prodotto dalla cantina Tormaresca-Antinori (una garanzia, considerando una storia di 6 secoli alle sue spalle). Le caratteristiche di questo vino sono le seguenti: si tratta di un rosato fermo, lasciato poco a contatto con le bucce, dunque in grado di puntare moltissimo sulla profumazione. È un vino equilibrato, soprattutto se si parla della sapidità e dell’acidità, oltre ad essere fresco e piacevole al palato.

In conclusione, il vino italiano ha saputo farsi strada anche nella classifica degna di nota delle etichette migliori per rapporto qualità-prezzo.

Lecce: ecco il barolo, re dei vini italiani

LECCE - Una serata con Sua Maestà il Barolo. L’Associazione Italiana Sommelier di Lecce, guidata da Amedeo Pasquino, apre alla grande il 2019:  appuntamento dopodomani, domenica 13 gennaio (ore 19, Gran Hotel Tiziano di Lecce), con la serata “I mille volti del Barolo”.

 Undici Comuni, 170 Menzioni Geografiche Aggiuntive, un solo grande vitigno; il Barolo ha storia, carattere, infinita eleganza, ed è frutto di un territorio generoso e straordinario. In una serata d’eccezione condotta da Fabio Gallo, presidente di AIS Piemonte, si potranno infatti apprezzare alcune delle migliori espressioni di questo grande vino italiano, più che mai alla ribalta internazionale.

In degustazione 7 etichette personalmente selezionate da Fabio Gallo:

1.      Barolo Monvigliero Riserva 2010 Castello di Verduno   
2.      Barolo Dagromis 2010 Gaja                                               
3.      Barolo Villero 2011 Giuseppe Mascarello                           
4.      Barolo Percristina 2008 Clerico                                           
5.      Barolo Margheria 2011 Massolino                                     
6.      Barolo del Comune di Barolo 2011 Scarzello                             
7.      Barolo Cerequio 2006 Beni di Batasiolo

Il wine-tasting si concluderà con l’abbinamento del Barolo al brasato di vitello al Barolo con patate di Racale e pastinache di Tiggiano  degli chef Giulia Tramis e Matteo Romano , e mousse al cioccolato fondente al 72% con pere al Barolo e spezie  realizzata dalla pasticcera Martina Tramis del ristorante “Lilith” di Masseria Copertini (Vernole, strada provinciale Strudà-Vanze).

Per prenotare occorre contattare Giovanni Bruno, responsabile eventi di AIS Lecce, inviando email a avvgiovannibruno1963@gmail.com o un sms al 347.4847606, attendendo riscontro.

Enogastronomia: +30% per l’export del vino foggiano

(Pixabay)
FOGGIA – Più 30% di export, per i vini Borgo Turrito, con una produzione, trasformazione, promozione e packaging 100% made in Foggia. C’è una città che le classifiche le scala per il verso giusto. E lo fa non solo in forza di un’eccellenza produttiva, ma anche grazie a maestranze, tecnici e management che, per oltre il 90%, sono giovani, foggiani, formatisi sul campo, negli studi e nelle Università di Foggia e della Puglia.

“Stiamo ottenendo i risultati per cui abbiamo lavorato tanto, costruendo un circuito virtuoso di collaborazioni e integrazione di filiera con altre aziende agricole e vitivinicole che esprimono la nostra stessa filosofia”, ha spiegato Luca Scapola, giovane imprenditore di Borgo Incoronata che dei vini Borgo Turrito ha fatto una bandiera della Foggia che funziona, che viene riconosciuta come eccellenza e che è capace di vincere anche fuori casa, per usare una metafora calcistica.

LA SQUADRA - L’equipe di Borgo Turrito è composita. Il front office dell’azienda, con il grazioso e ampio show room che accoglie i clienti, è tutto al femminile. Anche l’immagine grafica coordinata così come la cura del packaging sono frutto di professionalità al femminile. La coltivazione e la cura dei vigneti, che la pagina facebook aziendale racconta giorno per giorno dando anche una declinazione mediatica al concetto della tracciabilità totale, è gestita da una squadra che ha acquisito le proprie competenze con anni di studio e di esperienza diretta. Stesso discorso per la raccolta stagionale delle uve e per tutto il percorso che va dalla cura della pianta alla raccolta dei grappoli, fino alla loro trasformazione, all’imbottigliamento e all’etichettatura.

FARE CULTURA, ESPRIMERE UN MODELLO - “L’esempio di Borgo Turrito non è l’unico, naturalmente”, ha aggiunto Luca Scapola. “Da anni collaboriamo con professionisti e realtà imprenditoriali foggiane che smentiscono il quadro generale, lo contraddicono con i fatti, facendo cultura, esprimendo un modello che funziona, che crea buona occupazione, fa formazione ed è capace di fare sistema, cioè mostra una via possibile perché attuata e sperimentata ormai da anni con successo”, ha fatto rilevare Scapola. Stiamo parlando di un processo in atto da ormai diversi anni, che concretizza parole d’ordine a volte abusate come innovazione, sostenibilità, valorizzazione della filiera corta, formazione sul campo, buona occupazione per i giovani foggiani, perfino integrazione per quei migranti, la maggior parte, che intendono vivere e lavorare onestamente. “E’ per questo motivo che, in modo professionale e facendoci dare una mano da chi fa comunicazione, raccontiamo il ruolo e la storia dei lavoratori di Borgo Turrito. Persone, parti integranti di un progetto che, negli ultimi anni, ha fatto educazione e cultura anche attraverso educational, percorsi di alternanza scuola-lavoro, manifestazioni e iniziative per far vivere la campagna, la cultura e il paesaggio rurali a centinaia di bambini, giovani, famiglie. “Foggia è un grande laboratorio verde con potenzialità enormi. Noi ci abbiamo creduto, ci crediamo e continueremo a farlo anche nel 2019. Il nostro futuro è la nostra città”. 

Il Due Mari WineFest protagonista al Pitti Uomo


TARANTO - Dall'8 all'11 gennaio il Due Mari WineFest, festival dedicato alle eccellenze enogastronomiche pugliesi e italiane, organizzato da Stefania Ressa, Andrea e Fabio Romandini e diventato un punto di riferimento a Taranto e in Puglia, sarà al Pitti Uomo a Firenze nello spazio di Armata di Mare.

Pitti Uomo è la piattaforma più importante a livello internazionale per le collezioni di abbigliamento, accessori uomo, per il lancio dei nuovi progetti sulla moda e sarà, quest'anno, un'occasione per promuovere le eccellenze enogastronomiche pugliesi.

La collaborazione tra il Due Mari WineFest e il brand d'abbigliamento, che coniuga la passione per il mare alla moda, fa luce sulle forze positive del territorio tarantino; forze che remano nella stessa direzione: promuovere Taranto e tutto ciò che di bello la caratterizza. Sì, perché a rappresentare Armata di Mare al Pitti Uomo – oltre a Facib, azienda proprietaria del marchio – ci sarà Pierpaolo Pulpito, imprenditore tarantino e distributore del marchio per Puglia, Calabria e Basilicata, oltre che proprietario del primo store monomarca aperto in Italia e situato in viale Liguria a Taranto.

“Siamo contenti di collaborare con Pierpaolo Pulpito e il suo staff – dichiarano gli organizzatori del Due Mari WineFest – perché si è creata una bella sinergia e perché siamo convinti che questa liaison non può che essere valore aggiunto. La partecipazione del Due Mari WineFest al Pitti non fa che confermare la nostra voglia di crescere anche al di là dei confini locali.”

Il tema “fashion” sarà così legato a quello del “wine”. Quello tra le aziende luxury e il vino, tra l'altro, è un binomio considerato strategico da molti brand per l'esaltazione del Made in Italy. Da qui l'idea avanzata dal Due Mari WineFest di portare in degustazione al Pitti la linea "Fashion Edition" di una delle più rinomate cantine pugliesi: Varvaglione.

L'azienda si è lasciata ispirare dei tessuti classici – pied de poule, spigato, pois, classico gessato – che hanno fatto del nostro paese un brand sinonimo di eleganza e ricercatezza; così è nata la linea di vini 12emezzo Fashion Edition. Chi sceglie la collezione vini Fashion Edition beve il Made in Italy due volte: nel vino e nell’estro creativo del grande design. Lo scopo è offrire un’esperienza sensoriale da cui la vista non può essere esclusa, neanche prima che la bottiglia venga aperta e il vino versato.

Non solo vini al Pitti. Infatti, con la collaborazione di Masseria Savoia Resort – sponsor dell'iniziativa e gioiello incastonato tra Basilicata, Puglia e Calabria, per la precisione a Ginosa, e oasi di pace e tranquillità - il Due Mari WineFest abbinerà al vino i taralli di Bontà Pugliese: azienda del massafrese, che vanta una storia fatta di profumi di farina, di olio, spezie e zucchero, che miscelandosi danno origine ai prodotti tipici del nostro territorio: i taralli, le frise e le orecchiette. Territorio, che si farà spazio ancora una volta nella culla del Rinascimento rafforzando ancora di più quel gemellaggio ormai noto tra la Puglia e la Toscana nel segno dell'enogastronomia e del quale il Due Mari WineFest si fa portavoce da 2 anni.

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