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Enogastronomia: al Maiorana di Bari 'Come prendere i turisti per la gola'

(Paolo Marchi)

BARI - Saranno il presidente della Regione Puglia, l’assessore regionale al Turismo e Paolo Marchi cofondatore di “Identità Golose” a dare il via lunedì 9 maggio, ore 9, ad “PUGLIA, IDENTITA’ E STORIE DI GOLA” presso l’I.I.S.S. Maiorana di Bari. Si punta sempre di più a far diventare l’enogastronomia di qualità come motivazione per la scelta della vacanza in Puglia. Una serie di incontri di altissimo livello con protagonisti internazionali della cucina e della sala rivolti ai professionisti della ristorazione e agli allievi degli istituti alberghieri e pensati per rendere sempre più competitivo e attrattivo il prodotto turistico enogastronomico pugliese.

Questo nuovo ed entusiasmante percorso inizierà nella scuola alberghiera Maiorana di Bari alle ore 9, con la registrazione dei partecipanti che si sono registrati nei giorni scorsi. Alle ore 9.30 ci saranno i saluti istituzionali e la presentazione del progetto “PUGLIA, IDENTITA’ E STORIE DI GOLA” con il presidente della Regione Puglia, l’assessore regionale al Turismo, il direttore del Dipartimento Cultura e Turismo Aldo Patruno, il direttore generale di Pugliapromozione Luca Scandale e la partecipazione di Paolo Marchi, cofondatore di “Identità Golose”.--

PROGRAMMA LUNEDÌ 9 maggio 2022

ore 9.00 Accredito

ore 9.30 Saluti istituzionali e presentazione del Progetto con il presidente della Regione Puglia, l’assessore al turismo, il direttore di Dipartimento Cultura e turismo Aldo Patruno, il direttore generale di Pugliapromozione Luca Scandale e il co fondatore di Identità Golose Paolo Marchi

ore 10.30 Paolo Brunelli – Gelateria Brunelli, Senigallia – Ancona

Il gelato contemporaneo

ore 11.15 Paulo Airaudo – Amelia, San Sebastián – Spagna

Sopravvivendo - Una storia di 20 anni

ore 12.00 Fabio Pisani – Il Luogo di Aimo e Nadia, Milano

Territori: il progetto de Il luogo per la valorizzazione delle eccellenze italiane

ore 12.45 Domingo Schingaro – Due Camini Borgo Egnazia, Fasano – Brindisi 2 ricette

ore 14:30 Rosario Didonna – Hostaria U’ Vulesce, Cerignola – Foggia

Food Sud System, la Puglia delle eccellenze

ore 15.15 Severino Salvemini – Docente Università Bocconi, Milano

La ristorazione di alta gamma come azienda

ore 16.00 Umberto Giraudo – Rome Cavalieri A Waldorf Astoria Hotel, Roma

Mise en place e bon ton

ore 16.45 Mattia Spedicato – Geranium, Copenaghen – Danimarca

Il mio viaggio - dalla Puglia a Copenaghen

ore 17:30 Fine lavori


PROGRAMMA MARTEDÌ 10.5.2022

ore 9.30 Accredito

ore 10.00 Mattia Spedicato – Geranium, Copenaghen – Danimarca

Ristorazione Moderna

ore 10.45 Luigi Dattilo – Appennino Food S.p.A., Savigno – Bologna

Vivere local, ma pensare global!

ore 11.30 Franco Pepe – Pepe in Grani, Caiazzo – Caserta

L’evoluzione della mia pizza

ore 12.15 Alessandro Gilmozzi – El Molin, Cavalese – Trento

Il Risotto come contaminazione del territorio dolomitico

ore 14 Forum Professionisti

ore 17 Fine lavori

Sartieri 1931: testimoni di un marchio che porta con sé i valori di un tempo

 


MILANO - Una storia frutto di una grande passione e dell'amore per la propria terra. Sartieri 1931 porta la qualità dei suoi vini in tutto il mondo, con uno sguardo rivolto al futuro.

Il successo attuale di Sartieri non può più essere visto da Vitale, ma la data 1931, anno di nascita di questo grande uomo, al fianco del nome aziendale, rende omaggio alla sua abilità e al suo impegno. Oggi Enrica, Mario e il loro figlio Valerio sono i testimoni di un marchio che porta con sé i preziosi valori di un tempo. 

Tra gli anni ’70 e gli anni ’80 l'azienda degli amici Saviotti si evolve e, in aggiunta, si festeggia il matrimonio tra Mario ed Enrica, i rispettivi figli di Ernesto e Paolino. La svolta decisiva avviene negli anni 2000 quando torna in Oltrepò Pavese Vitale Perucchini, zio di Enrica. La mente imprenditoriale di Vitale, già uomo di successo, assieme all’intraprendenza della nipote, traccia le linee di un importante progetto di ricostruzione dell’azienda, proiettandola verso il futuro. 

I numeri di Sartieri 1931

L’Azienda Agricola Sartieri 1931 può contare su 40 ettari di proprietà, di cui 20 vitati, nel comune di Borgoratto Mormorolo. Le vigne sono state impiantate in periodi diversi, dal 1978 al 2018. I vitigni presenti sono: Barbera, Cabernet Sauvignon, Croatina, Merlot, Pinot Grigio, Pinot Nero, Riesling Renano. Sartieri 1931, riportando il suo anno di nascita, vuole onorare Vitale Perucchini, zio di Enrica Saviotti, titolare dell'azienda, ma soprattutto fondamentale protagonista nel rilancio e rinascita del progetto aziendale, grazie alle sue idee innovative e visione imprenditoriale.

I vini 

Sartieri 1931 offre una gamma di 10 etichette, nate da vinificazioni in purezza, testimoni dell’eccellenza del terroir nel quale sono coltivate le vigne di famiglia, tutte localizzate nel cuore dell’Oltrepò Pavese: a Borgoratto Mormorolo, in località Cà del Sarto. 

Vanto dell’azienda e orgoglio dato dalla lunga tradizione della spumantizzazione del territorio, sono i 2 Spumanti Metodo Classico prodotti da uve pinot nero al 100%: “Première”, dal nome della sarta di haute couture, e “Allure”, un Rosé di assoluto fascino.

È interessante scoprire come l’azienda vinicola abbia dato ai suoi vini proprio i nomi che prendono spunto dalla sartoria, partendo dal ricordo di un’emblematica donna di famiglia, l’abilissima sarta Zia Zelinda, identificata nella Bonarda chiamata “Dama Célinde”. A seguire si trovano riportati in etichetta i nomi “Zefir” e “Madagascar”, un tessuto fresco ed estivo il primo, proprio com’è il Riesling Renano, e una seta grezza con rimandi esotici il secondo, caratteristiche riscontrabili nelle uve di Cabernet Sauvignon. A queste etichette si aggiungono “Caban”, la giacca dal fascino senza tempo che riflette l’armonia del Pinot Grigio, “Suit”, il formale completo giacca e pantalone, ottimo interprete per la Croatina, “Figurino”, il disegno dell’abito che concretizza su carta l’idea creativa, perfetto per i grappoli di Merlot e “Tuxedo”, la giacca da uomo per eccellenza, elegantissima e attillata, da indossare rigorosamente dopo le ore 18, assoluta testimone per il Barbera, vino di punta dell’azienda e disponibile in due versioni, Gold e Red. 

La storia di Sartieri 1931

Come avviene per le grandi realtà vitivinicole, anche la storia di Sartieri 1931 parte da lontano, precisamente negli anni ’20 del secolo scorso, quando Ernesto e Paolino Saviotti, amici da sempre, decidono di unire le loro forze e i loro vigneti – già presenti sul territorio dalla fine del 1800 - per dar vita a un’azienda pronta ad aumentare la produzione e ad allargare il commercio anche al di fuori delle smeraldine colline dell’Oltrepò Pavese. 

Tra una vendemmia e l’altra però, a un certo punto, gli echi delle battaglie della seconda guerra mondiale si fanno sentire, costringendo Ernesto e Paolino a lasciare la terra che tanto amano. A casa, solo zia Zelinda, la sorella di Ernesto, una donna attenta e scrupolosa (è lei a custodire simbolicamente le vigne in attesa del ritorno dei due protagonisti), dotata del prezioso dono della sartoria. 

Da questa appassionata dedizione della ‘donna di casa’, una volta rientrati in Oltrepò, Ernesto e Paolino, finalmente assieme, prendono spunto per dar vita a quello che si può definire un ‘vino su misura’. 


Un appuntamento speciale attende l'azienda Sartieri: il 14 e il 15 maggio, al Palazzo del Ghiaccio di via Piranesi a Milano, Sartieri 1931 presenterà i suoi vini in occasione della terza edizione di Best Wine Stars, l’importante manifestazione che per il 2022 vedrà la partecipazione di oltre 200 aziende del settore vitivinicolo internazionali, Maisons di champagne e aziende di distillati. Un progetto attraverso il quale viene promossa la cultura del vino e viene raccontata la storia e l’unicità di ogni singola cantina: un’occasione perfetta per Sartieri 1931 per illustrare il suo legame con l’Oltrepò Pavese e per presentare la gamma di etichette, tutte simbolo del territorio sul quale, da circa 100 anni, vengono coltivati i suoi vigneti. L’evento ha anche un altro obiettivo: quello di creare importanti network commerciali. 

“Siamo pronti a far conoscere la qualità dei nostri vini agli appassionati e agli intenditori – affermano Enrica e Valerio Saviotti, titolari della cantina –. Il nostro catalogo custodisce la tipicità delle uve dell’Oltrepò Pavese e vogliamo divulgare la storia delle nostre vigne, la storia di famiglia e i nuovi progetti sui quali, da qualche anno, ci stiamo impegnando. In occasione di Best Wine Stars ci sarà modo di degustare Première e Allure, i due Spumanti Metodo Classico, rispettivamente bianco e rosato, entrambi testimoni della versatilità del pinot nero, vitigno sovrano dell’Oltrepò. In aggiunta Zefir a base di riesling renano 100% e Tuxedo Red, una barbera in purezza affinata in legno. Completano la selezione Suit, una croatina ferma in purezza di grande personalità, e Madagascar, un cabernet sauvignon al 100%.

Un’esperienza esclusiva che offre la possibilità di avere un confronto diretto anche in fatto di nuove tendenze, strategie social e tecnologie emergenti. Inoltre, ci saranno ben 12 masterclass guidate dalla sommelier Adua Villa, supportata da un team di giornalisti e relatori.

“Best Wine Stars sarà un’ottima opportunità per conoscere, ancor più da vicino, anche i vini delle altre aziende partecipanti – Conclude Valerio Saviotti –. Saper osservare e apprezzare il lavoro di realtà diverse dalla nostra è sempre un valore aggiunto. Aspettiamo esperti, appassionati e wine lovers”. 


Azienda Agricola Sartieri 1931 di Saviotti Enrica


Via Milano, 44 – 27045 Casteggio (PV)

www.sartieriwines.it

Vino DiVino: un rosato da mettere subito in fresco: Sellaia


WALTER DENTICO -
Siete alla ricerca di un vino piacevole ed allo stesso tempo salutistico? Niente di più facile! A pochi passi da Gravina di Puglia, nell'oasi del Bosco di difesa Grande sorge Colli della Murgia, una delle prime aziende pugliesi a produrre in regime biologico.

Nei vigneti situati a quasi 500 metri s.l.m. non c è spazio per prodotti chimici in pieno rispetto per la ricca biodiversità ambientale. Il microclima gioca un ruolo fondamentale, difatti parliamo di terreni tipici dell'alta Murgia ovvero fatti di formazioni carsiche, tufacee, con importanti escursioni termiche che danno una chiara impronta ai vini dell' azienda.

Oggi degustiamo il Sellaia ottenuto da uve 100% primitivo, una bottiglia che racchiude tutto ciò che ci si può aspettare da un ottimo rosato, freschezza, piacevolezza, versatilità ed eleganza.

NOME: Sellaia rosato IGP Puglia
AZIENDA PRODUTTRICE: Colli della Murgia
VITIGNO: Primitivo 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 13
CATEGORIA DI PREZZO: 10-15 €

VISTA: Si presenta col tipico rosato color buccia di cipolla
OLFATTO: Al naso presenta note fruttate di frutta rossa fresca, frutti di bosco e ciliegie e. Note floreali di rosa rossa, lievi tracce di sottobosco
GUSTO: In bocca si avverte chiara e marcata l'impronta del territorio murgiano, il sorso è freschissimo, di notevole sapidità , ritornano quei profumi avvertiti al naso e sembra di masticare dei petali di rosa con una eleganza degna di nota. Sicuramente un rosato che lascia il segno

ABBINAMENTO: Salmone marinato, limone, arancia e zenzero
https://youtu.be/S4nd0uuWehY

Puglia al Vinitaly: presentato il portale Pugliawineworld al servizio delle imprese


BARI - La Puglia del mare, dell’artigianato, dei paesaggi mozzafiato in mostra alla Bit di Milano. E la Puglia dei calici di vini bianchi, rossi, rosati e bollicine anche oggi in fermento, nello spazio espositivo del Vinitaly, al Padiglione 11. Migliaia i visitatori, i buyers, anche stranieri, che in questa seconda giornata della rinomata manifestazione internazionale fieristica dedicata al vino hanno fatto visita agli stand delle 110 cantine pugliesi.

“Puglia protagonista alla BIT di Milano ma anche a Verona al Vinitaly”- ha commentato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano -. Abbiamo ottenuto riconoscimenti importanti, anche a Verona, per un’offerta di qualità turistica ed enologica che non ha eguali. A Gianfranco Fino, imprenditore di Manduria, è stato conferito ieri, per il suo impegno da vitivinicoltore lungimirante e di successo, il Premio Angelo Betti, alla presenza del ministro Patuanelli e questo mi inorgoglisce molto. Ci presentiamo con una produzione vinicola di grande qualità, che ha tenuto dal punto di vista quantitativo. Dimostriamo anche una grande capacità di penetrazione commerciale da parte delle imprese pugliesi molto superiore agli anni precedenti, anche nella grande distribuzione. Quindi una Puglia prima in classifica anche in questo importantissimo settore che si lega a quello turistico, ma che rappresenta la spina dorsale l'agricoltura”.

“Tra i banchi di degustazione delle oltre 10 mila etichette pugliesi regionali presenti si sono tenuti incontri, meeting, show cooking, degustazioni di vini e prodotti tipici della tradizione enogastronomia del nostro tacco d’Italia – ha dichiarato a margine l’assessore al ramo, Donato Pentassuglia - e approfondimenti tematici su alcune varietà autoctone vitivinicole. Si tratta di una serie di appuntamenti organizzati da associazioni agricole e di promozione del vino, in collaborazione con l’Assessorato regionale all’Agricoltura, pensati come spunti di riflessione e confronto tra il mondo imprenditoriale e la Regione che, come spesso ribadisco, ha un ruolo fondamentale nel processo di tutela, crescita, sviluppo del comparto vitivinicolo ed enoturistico”.


“La presentazione del portale regionale Puglia Wine World (https://pugliawineworld.it/), che si è tenuta oggi nel nostro padiglione, - insieme al presidente di Assoenologi, Massimo Tripaldi, e Alessandro Regoli, fondatore e direttore di WineNews - rappresenta proprio un pezzo rilevante di questa strategia promozionale al servizio delle imprese vitivinicole – ha aggiunto l’assessore -. Si tratta di un progetto che, come regione, abbiamo promosso al sol fine di valorizzare le produzioni vitivinicole pugliesi in Italia e all’estero attraverso un portale web. Una piattaforma, già attiva, che mira ad essere un hub unico di visibilità per il territorio e di contatto e aggregazione di tutte le aziende di settore”.

“Il sito – ha proseguito l’assessore - offre infatti, gratuitamente, a tutte le cantine pugliesi l’opportunità di farsi conoscere e accedere ai mercati esteri, oltre che a quello nazionale”

Il portale ha una sezione istituzionale che presenta la filiera attraverso informazioni tecniche sulle peculiarità dei prodotti e sulle cultivar, racconta la bellezza e la magia del territorio dai vitigni ai territori, dagli itinerari turistici alle ricette tipiche della nostra tradizione gastronomica abbinate ai vini.

Una seconda sezione del sito web è, invece, costituita dal database delle aziende di settore. Le imprese vitivinicole, catalogate rispetto alle diverse tipologie di prodotti e di produzioni, sono ospitate in una scheda individuale che contiene le principali caratteristiche, il link al proprio sito istituzionale e al proprio eventuale sito di e-commerce.

“Ad oggi sono censite sul portale già 180 aziende. Anche attraverso una campagna di comunicazione digital su target mirati, quali operatori commerciali stranieri, ristoratori e wine lovers, proveremo a sostenere quel salto di qualità in termini di internazionalizzazione che meritano le nostre imprese, la qualità dei loro prodotti e le nostre terre feconde e accoglienti, che ogni anno attraggono migliaia di turisti che vogliano coniugare cibo, arte, cultura, agricoltura, storia, mare e cultura. Lo stiamo dimostrando alla BIT di Milano: abbiamo come Regione una ricchezza che viene apprezzata e riconosciuta a livello internazionale. E questo lo dobbiamo anche a tutto un comparto imprenditoriale che, diversificando le proprie attività, offre un tipo di turismo esperienziale, come l’enoturismo, difficile da non vivere e, piuttosto, da replicare nel tempo”.

Coldiretti, Vinitaly: da annacquato a frutta, le sorprese in bottiglia

ROMA - Dal vino dealcolato a quello zuccherato, dal vino in polvere a quello alla frutta ma anche il finto rosato o il vino annacquato. Sono solo alcune delle ultime clamorose pratiche enologiche che si stanno diffondendo nel mondo, al centro della prima mostra “Non chiamatelo vino” organizzata a casa Coldiretti, favorite dall’estensione della produzione a territori non sempre vocati e senza una radicata cultura enologica che con la globalizzazione degli scambi colpisce direttamente anche i consumatori di Paesi con una storia del vino millenaria come l’Italia.

Un esempio è la scelta della Ue di autorizzare nell’ambito delle pratiche enologiche l’eliminazione totale o parziale dell’alcol anche nei vini a denominazione di origine. In questo modo viene permesso ancora di chiamare vino un prodotto – sottolinea la Coldiretti – in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell’uva in mosto e quindi in vino.

Si tratta di un precedente pericoloso che apre la strada all’introduzione di derive che mettono fortemente a rischio l’identità del vino italiano, che è la principale voce dell’export agroalimentare nazionale” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “è in atto una demonizzazione indiscriminata, pilotata da alcune multinazionali, che punta ad affermare un nuovo modello alimentare e culturale che danneggia il settore e mette in discussione storia, cultura e valori fortemente radicati nel cibo e nei vini made in Italy, la dieta mediterranea stessa, patrimonio Unesco e il consumo moderato e responsabile che contraddistingue il vino in Italia”.

Ma tra le pratiche discutibili c’è anche lo zuccheraggio del vino – spiega la Coldiretti – che è ad esempio permesso nell’Unione Europea ad eccezione di Italia Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta e in alcune aree della Francia che rappresentano però circa l’80% della produzione comunitaria.

Negli Stati Uniti – riferisce la Coldiretti – è addirittura consentita l’aggiunta di acqua al mosto per diminuire la percentuale di zuccheri secondo una pratica considerata una vera e propria adulterazione in Italia. Miscele di vini da tavola bianchi e rossi per produrre un “finto rosè” vietate in Europa sono possibili invece in Nuova Zelanda e in Australia. L’Unione Europea però – continua la Coldiretti – ha dato il via libera anche al vino senza uva con l’autorizzazione alla produzione e commercializzazioni di vini ottenuti dalla fermentazione di frutti diversi dall’uva come lamponi e ribes molto diffusi nei Paesi dell’Est.

L’ultima frontiera dell’inganno – continua la Coldiretti – è nella commercializzazione molto diffusa, dal Canada agli Stati Uniti fino ad alcuni Paesi dell’Unione Europea, di kit fai da te che promettono il miracolo di ottenere in casa il meglio della produzione enologica Made in Italy, dai vini ai formaggi. Si tratta di confezioni che grazie a polveri miracolose promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Lambrusco o Montepulciano. Il problema non è legato solo all’utilizzo delle pregiate denominazioni del Belpaese poiché in base alla normativa europea del vino, non è possibile aggiungere acqua nel vino o nei mosti.

Ma a pesare sono anche i rischi legati alle richieste di riconoscimento di denominazioni che evocano le eccellenze Made in Italy – ricorda Coldiretti – come nel caso del Prosek croato, un vino dolce da dessert tradizionalmente proveniente dalla zona meridionale della Dalmazia, contro la cui domanda di registrazione tra le menzioni tradizionale l’Italia ha fatto ricorso, in virtù del fatto che potrebbe danneggiare il Prosecco.

Quello dei falsi resta comunque un mercato molto florido dove i rischi riguardano l’utilizzo delle stesse o simili denominazioni o simili per indicare prodotti molto diversi. Dal Bordolino argentino nella versione bianco e rosso con tanto di bandiera tricolore al Kressecco tedesco, ma ci sono anche il Barbera bianco prodotto in Romania e il Chianti fatto in California, il Marsala sudamericano e quello statunitense tra le contraffazioni e imitazioni dei nostri vini e liquori più prestigiosi che – conclude la Coldiretti – complessivamente provocano perdite stimabili in oltre un miliardo di euro sui mercati mondiali alle produzioni Made in Italy.

“Occorre uno stop alla contraffazione internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini e denominazioni che si richiamano all’Italia per vini taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “a far esplodere il falso è stata paradossalmente la “fame” di Italia all’estero con la proliferazione di imitazioni low cost”.

Coldiretti: il 10 aprile apre il primo Vinitaly con tutti i colori del vino

VERONA - Per la prima volta il Vinitaly apre con l’esposizione di tutti i colori del vino portati a Verona dalle diverse regioni nell’esclusivo salone creato dalla Coldiretti per scoprire la più grande diversità cromatica del mondo offerta dal  vino Made in Italy, frutto della combinazione della più ricca varietà di cultivar a livello mondiale e delle profonde differenze pedoclimatiche del territorio lungo tutta la Penisola. L’appuntamento è a partire dalle ore 9,30 di domenica 10 aprile nella Casa Coldiretti di fronte all’ingresso della struttura fieristica (Ingresso Cangrande), con il presidente nazionale Ettore Prandini.

Un viaggio esclusivo nella progressiva gradazione di colori dei grandi bianchi, rosati e rossi nazionali, con caratteristiche e consistenze curate dal sapiente lavoro di generazioni di viticoltori che garantiscono quelle proprietà uniche ed irripetibili dalla vigna alla tavola.

Nel giorno di apertura sarà presentato nello stand della Coldiretti lo studio con la top ten delle denominazioni che hanno avuto il maggior incremento dei consumi in Italia, esposte per l’occasione insieme allo studio Coldiretti sui colori del vino.

Un momento importante sarà dedicato alle degustazioni che inizieranno domenica 10 aprile alle 14,30 con un grande appuntamento dedicato ai “big” delle eccellenze italiane, a cura del Comitato di supporto alle politiche del vino promosso da Coldiretti coordinato da Riccardo Cotarella, che riunirà alcune delle cantine più prestigiose del Vigneto Italia con la presenza del Ministro per le Politiche Agricole Stefano Patuanelli.

Lunedì 11 aprile, alle ore 9,30, spazio all’approfondimento con un incontro in programma all’Auditorium Verdi, con la presenza, tra gli altri, del presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, del ministro alle Politiche agricole Stefano Patuanelli. All’iniziativa prenderanno parte anche il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo, Roberto Weber, presidente Centro Studi Divulga, Riccardo Cotarella, coordinatore del comitato di supporto alle politiche di mercato del vino della Coldiretti, Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere, Sergio Cimino, RC&Consulting, Mario Pezzotti, Fondazione Edmund Mach – Università di Verona Silvano Brescianini, Presidente del Consorzio Tutela del Franciacorta, Gianluca Lelli, Capo Area Economica Coldiretti.

Nei quattro giorni del Vinitaly sono organizzati dalla Coldiretti momenti dedicati ai nuovi trend del mondo del vino, dalla produzione ai consumi, con una particolare attenzione all’internazionalizzazione e alla sostenibilità ma anche curiosità con la presentazione di indagini, ricerche ed esposizioni mirate.

Vino: giù i prezzi nel carrello ma è boom costi

ROMA - In controtendenza rispetto all’andamento generale calano dello 0,4% al dettaglio i prezzi di vendita del vino mentre i costi di produzione a carico delle cantine balzano a causa dei rincari della bolletta energetica e di vetro, carta, sughero, legno e trasporti. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat dell’inflazione a febbraio 2022 che evidenziano una grave criticità per il settore, unico a scendere nella spesa alimentare, che cresce del 5,7% a livello generale. Gli effetti della guerra in Ucraina, con l’esplosione dei costi, si sommano infatti – sottolinea Coldiretti – a quelli delle politiche commerciali adottate al dettaglio, con sottocosto e promozioni, scatenando una tempesta perfetta sulle cantine italiane.

Una situazione insostenibile per il vino tricolore che – sottolinea la Coldiretti – deve affrontare anche le difficoltà della ristorazione che rappresenta un canale privilegiato di vendita. Il crollo delle attività di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi travolge a valanga interi settori dell’agroalimentare Made in Italy con vino e cibi invenduti per un valore stimato in quasi 5 miliardi nel 2021, secondo l’analisi della Coldiretti. In alcuni settori come quello vitivinicolo la ristorazione – precisa la Coldiretti – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato.

E’ necessario dunque un adeguamento dei listini – continua la Coldiretti – per sostenere un settore determinate dell’agroalimentare Made in Italy che dalla vendemmia alla tavola offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia per quelle impiegate in attività connesse e di servizio.

“L’Italia che è il principale produttore ed esportatore mondiale di vino deve difendere in Europa il proprio patrimonio enologico che rappresenta un elemento di traino per l’intero sistema agroalimentare” ha sottolineato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

Vini: medaglia d'oro mondiale allo stornarese 'Marilina Rosè'


STORNARA (FG) - Il Marilina Rosè ancora sul tetto del mondo. Il vino delle Cantine Spelonga di Stornara, in provincia di Foggia, si è infatti aggiudicato ancora una volta la medaglia d'oro al Mondial du Rosé, il Campionato Mondiale dei Rosè, che si svolge a Cannes. Vincere con un rosato italiano in Francia la dice lunga sulla qualità di questo igp ricavato da Nero di Troia. 

L'annata 2021 è particolarmente buona, poiché al già celebrato sapore del Marilina, quest'anno è più ampio e variegato il bouquet sia olfattivo che gustativo. Un vino che esprime eleganza e delicatezza, con una piacevole freschezza. Il Marilina prende il nome dalla sua produttrice, Marilina Nappi, giovane imprenditrice delle cantine Spelonga, nel cuore del Tavoliere delle Puglie. 

Presenta un colore rosa corallo sfavillante. Bouquet vario e fine, regala note di ciliegia, lampone, gelso rosso e petali di rosa. Sorso ricco, denso e magnificamente fresco. Elegante al palato. Questo nettare pregiato made in Puglia si era già aggiudicato, nel 2018, la medaglia d'oro al Mondiale del Rosè, una riconferma che premia la costanza e la professionalità di Marilina Nappi e della sua azienda a conduzione familiare, ma nota in tutta Europa, dalla Germania ai paesi dell'Est, dalla Francia a tutto lo Stivale, che di vini se ne intende e che ogni anno conferisce numerosissimi riconoscimenti al vino stornarese.

La classifica dei vini e delle bollicine più venduti nella distribuzione moderna nel 2021


BARI - I vini più venduti nei punti vendita della Puglia - L’anticipazione della ricerca “IRI per Vinitaly” che verrà presentata l’11 aprile a Vinitaly – Nel 2021 crescono le bottiglie a denominazione d’origine e le bollicine 

I vini più venduti nel 2021 nei punti vendita della Distribuzione Moderna in Puglia, nell’ordine: Primitivo (Puglia), Negroamaro (Puglia), Lambrusco (Emilia Romagna, Lombardia), Sangiovese (Toscana, Emilia Romagna, Puglia), Rosato del Salento (Puglia). Il Primitivo è uno dei vini più venduti in Itali con più di 4 milioni e mezzo di litri, dati IRI (Iper, Super, Libero Servizio Piccolo).

Il mercato del vino nella Distribuzione Moderna nel 2021 a livello nazionale ha fatto registrare trend positivi: il vino a denominazione d’origine è cresciuto dell’1,8% a volume e del 5,9% a valore, con un prezzo medio di 5,55 euro (Docg, Doc, Igt, bottiglia 0,75; totale Italia, Discount, E Commerce, dati IRI). L’intero mercato del vino vale 700 milioni di litri per un valore di 2 miliardi e 269 milioni di euro (che arriva a 3 miliardi di euro con l’aggiunta delle bollicine). Il totale vino ha accusato una vistosa flessione dei formati diversi dalla bottiglia da 0,75 (bottiglioni, brik, plastica, bag in box, e altro) che ha influenzato il dato generale: +2,1% a valore, - 2,2% a volume. Notevole la performance delle bollicine che crescono a volume del 17,9% e a valore del 20,0%. Le vendite di vino nella Distribuzione Moderna (DM) nel 2021 hanno beneficiato di un primo bimestre segnato ancora da un semi lockdown e quindi da una posizione di vantaggio dei punti vendita della DM rispetto ad altri canali.

La classifica dei vini più venduti vede ai primi posti la tradizionale triade Chianti, Lambrusco, Montepulciano d’Abruzzo, con ogni tipologia che vende tra i 10 e i 15 milioni di litri, ma con una flessione del Lambrusco (- 6,7% a volume e – 5,7% a valore) e un buono spunto del Chianti (+3,7% a volume e + 5,4% a valore). E’ impressionante la crescita del Vermentino che si piazza al 5° posto con una crescita del 21,9% a volume e del 25,5% a valore. Il pugliese Primitivo aumenta a volume del 5,2% e dell’11,0 a valore, l’emiliano Pignoletto del 5,6% a volume e del 2,6% a valore, e il veneto Valpolicella del 15,9% a volume e del 16,9% a valore (incluso il Valpolicella Ripasso).

La classifica dei vini “emergenti”, cioè che hanno fatto registrare nel 2021 un maggior tasso di crescita a volume vede sul podio il Lugana (Veneto/Lombardia) con aumento del 34%, l’Amarone (Veneto) del 32%, il Valpolicella Ripasso (Veneto) del 26%. Buona la performance del Nebbiolo (Piemonte/Lombardia) con + 22%, del Ribolla (Friuli V. Giulia) con +19%, del Sagrantino (Umbria) +16%, e del Brunello di Montalcino (Toscana) +13% (vedi tabelle allegate).

Interessante anche la classifica delle bollicine con maggior tasso di vendita a volume: il primo posto va al Moscato, che cresce del 29%; non cessa di aumentare il Prosecco con +22%; il Fragolino spunta un buon +16%; il Muller Thurgau il 15%, l’Asti il 14%; il Brachetto il 12%.

Queste le anticipazioni della ricerca “IRI per Vinitaly” che verrà presentata lunedì 11 aprile e commentata da rappresentanti di Conad, Coop, Carrefour, Federvini, Unione Italiana Vini, nel corso della 18° edizione della tavola rotonda su vino e DM a Vinitaly.

IRI presenterà anche i dati del mercato del vino nella DM relativi al primo bimestre e alla prima metà di marzo 2022. Dati che si annunciano in territorio negativo, solo per via del confronto con un primo bimestre 2021 ancora molto influenzato dalla emergenza pandemica. Sarà anche illustrato l’andamento dei prezzi della bottiglia che nel primo bimestre non ha mostrato scostamenti significativi, ma andranno valutate le conseguenze degli aumenti dei costi energetici e delle materie prime e del conflitto ucraino.

I Golden Wine Awards di Food and Travel Italia debuttano in Puglia


MESAGNE (BR) - I migliori vini italiani saranno protagonisti della prima edizione pugliese dei Golden Wine Awards di Food and Travel Italia, in programma il prossimo 21 marzo a Tenuta Moreno a Mesagne (Brindisi). Dopo il grande successo internazionale a Lavello (Potenza), lo scorso primo ottobre, degli Awards di Food and Travel Italia, edizione italiana del magazine internazionale edito in 18 Paesi sul tema dell’enogastronomia e dei viaggi gourmet, un nuovo prestigioso evento enologico, ideato per premiare le aziende italiane produttrici che brillano per qualità, riunirà in Puglia l’Italia intera in un format capace di valorizzare il vino e l’enoturismo.

A decretare i vincitori, che saranno annunciati durante la serata di gala degli Awards, sono state le valutazioni di due giurie di esperti del settore e delle redazioni di Food and Travel Italia e Wine and Travel, in aggiunta ai voti dei lettori. I Golden Wine Awardssaranno presentati dall’editore di Food and Travel Italia, l’imprenditrice astigiana di origini salentine Pamela Raeli, dal senatoreDario Stefàno (sue le leggi sull’enoturismo e sull’olioturismo) e dal Presidente Mondiale degli Enologi Riccardo Cotarella. Sei le categorie per i riconoscimenti da assegnare: Vini rossi, Vini bianchi, Vini rosati, Vini dolci, Bollicine e la categoria dei “Top dei Top pugliesi”, in onore della regione che ospiterà l’evento.

“La manifestazione promuove un prodotto che ci rende unici in tutto il mondo. Ho scelto il claim della serata utilizzando una frase di Luca Bianchini, ovvero “La bellezza ha sempre bisogno di poche parole”, perché sono convinta che il vino buono si faccia appunto con la bellezza”, spiega Pamela Raeli, “ovvero la bellezza di un territorio, dei suoi paesaggi, delle sue autoctonie – e i vitigni lo sono per de nizione – ma anche delle persone che lo abitano, e che sono capaci di rendere un vino unico, inimitabile ed indimenticabile. Ed è il messaggio che ci piacerebbe trasmettere con questo evento: come sia la bellezza a rendere buono un vino, come lo “spirito” contenuto in una bottiglia sia in realtà il genius loci di un territorio e della gente che ci vive. E la Puglia, ormai è noto, è da questo punto di vista bellezza allo stato puro. Ho voluto al mio anco il senatore Dario Stefàno per il suo grande impegno nel settore dell’enoturismo e Riccardo Cotarella per la sua lunga storia, fatta di successi e battaglie”.

“Abbiamo sempre più bisogno di eventi di qualità legati al vino”, commenta Dario Stefàno, “capaci di mettere in luce il lavoro, le storie, i valori che si celano dietro a una etichetta. Ma che ci aiutino anche rinvigorire l’orgoglio identitario di una grande tradizione produttiva che è storia e cultura che unisce idealmente il nostro Paese, da Nord a Sud. E sono felice di essere stato coinvolto in questa nuova avventura, in questo nuovo appuntamento che - sono certo - sarà per la Puglia enologica una vetrina di bellezza e contenuti, e per i produttori l’occasione per raccontarsi e per raccontare questo straordinario prodotto, il vino, che ci rappresenta e ci identi ca in tutto il mondo”.

Il commento di Riccardo Cotarella: “Pamela, lo dico sempre, è come un Primitivo pugliese, un vitigno di grande carattere, inconfondibile con altri, che esprime l’orgoglio di un’identità e di una forza uniche, proprio come lei. Anche per questa coincidenza, non casuale, sono certo che si tratterà di un evento memorabile perché sarà specchio dell’entusiasmo e della passione sanguigna di chi l’ha ideato. E sono orgoglioso del fatto che lei mi abbia voluto al suo anco”.

Ed è proprio il legame con il territorio il l rouge che lega i Golden Wine Awards a Tenuta Moreno, iconica struttura salentina che vede la famiglia Argentieri impegnata a difendere e promuovere i valori di un territorio conosciuto per la sua unicità in termini di bellezza, e a perseguire – tra i primi non solo in Puglia ma a livello nazionale – una loso a sostenibile anche in termini economici e sociali. “Siamo stati i primi” raccontano Antonio Argentieri, visionario capostipite della famiglia e presidente della Moreno spa, e Pierangelo Argentieri, direttore della Tenuta e Presidente di Federalberghi Brindisi, “a scommettere su Mesagne ed il suo territorio, non solo attraverso investimenti molto consistenti ma anche puntando sulle sue potenzialità in termini di vocazione turistica e impegnandoci nell’offrire servizi di altissimo livello”.

Gli ospiti attesi per la serata sono gli attori Lorenzo Adorni e Marco Aceti, il giornalista Rai Giuseppe Di Tommaso, la voce di “Decanter” Rai Radio2 e volto di “È sempre mezzogiorno” (Raiuno) Andrea Amadei, il patron di Miss Universo Italy Marco Ciriacie le modelle Linda Taddei, Tanya Convertini e Antonella Caruso. Così commenta la sua presenza Marco Ciriaci: “Felice e onorato di essere presente ad un evento tanto prestigioso che ripercorre e rende omaggio alle eccellenze vitivinicole italiane. Sarà la giusta vetrina per presentare con Pamela Raeli il format televisivo di Miss Universo Italia che rappresenta al meglio la bellezza della nostra Italia, unendo moda, wine, food e travel”.

PrimitivoWineTour® day: vino, cibo, tradizioni e paesaggi, per promuovere il territorio


MANDURIA (TA) - Ricerca di prodotti genuini, vino e cibo del territorio, attenzione ed interesse verso tradizioni e cultura dei luoghi, relax e ritmi tranquilli: sono questi i principali motivi ed elementi di soddisfazione per turisti stranieri ed italiani che viaggiano sempre più la nostra Regione. Turismo Rurale quindi, che si afferma con le degustazioni di prodotti tipici e le visite in vigne e Cantine, grazie anche alla qualificazione e allo sviluppo dell’enoturismo. Il vino è un’attrattiva per i turisti italiani e stranieri diretti in Puglia ed interessa soprattutto un target medio alto, informato e sensibile al paesaggio, alla gastronomia tipica ed all’arte. 

Ecco perché il 15 marzo 2022 -dalle ore 10 alle ore 18 - la Cantina Produttori di Manduria ha organizzato PrimitivoWineTour®day, una giornata destinata solo ad imprenditori ed operatori del comparto turistico, ovvero i primi veri promoters del territorio. La giornata permetterà ai partecipanti di approfondire la conoscenza delle proposte della Cantina e dell’annesso Museo della Civiltà del Vino Primitivo, vivendo personalmente una ‘giornata –tipo’, presentando un’offerta di ospitalità rurale da promuovere e proporre agli ospiti migliorando e completando la qualità dei servizi dedicati al turista.

“Per la valorizzazione del nostro territorio – dichiara Anna Gennari, P.R.& Hospitality Manager della Cantina - tutti gli attori, pubblici e non, hanno un ruolo importante: l’intento è quello di creare in sinergia un circuito virtuoso di informazioni, che possa consentire agli operatori di arricchire la propria offerta turistica con i contenuti naturali, storici, enogastronomici e culturali della nostra terra, specialmente in periodo post pandemia, che tutti vediamo come nuova opportunità ”. All’invito hanno aderito in tanti, tra operatori turistici, receptionist e titolari di strutture alberghiere ed extralberghiere, titolari di masserie e agriturismi, operatori di info-point e sportelli informativi. 

Un progetto semplice, ma ambizioso al tempo stesso, condiviso con successo insieme ai Partner (#AstrolabioSlowTour, #BoscoCuturi, #DestinazionePrimitivoPorscheOnly,#EcoTrekSegnavia, #Masseria Stella #Messapiatrek, #ProfiloGreco, #RiserveNaturalidelLitoraleTarantinoOrientale, #SpiritoSalentino) che, con la loro specifica professionalità e competenza, hanno arricchito le esperienze dei partecipanti alla giornata, tesa all’attivazione di una collaborazione enoturistica/culturale/naturalistica, in cui il territorio diventa occasione di promozione e di sviluppo economico.

I numeri 2021 del Primitivo di Manduria


MANDURIA (TA) - Oltre 23 milioni di litri (+ 2 milioni rispetto al 2020) che equivalgono a più di 30 milioni di bottiglie (+ 2 milioni rispetto al 2020) con un fatturato di 195 milioni di euro (+ 12 milioni rispetto al 2020).

Sono questi i numeri dell’anno 2021 per il Primitivo di Manduria (+7,2% rispetto al 2020).

“Il Primitivo di Manduria è un brand riconosciuto in tutto il mondo. – afferma soddisfatta Novella Pastorelli, Presidente Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria - E’ un vino che non conosce crisi, soprattutto all’estero, con un exploit importante su tutti i mercati nazionali ed internazionali. Ed è proprio l’essere così amato all’estero che il Primitivo di Manduria è il prodotto sul quale maggiormente si concentrano quotidianamente fenomeni di imitazione e contraffazione. Questo è uno degli scopi principali che persegue Consorzio di Tutela, ovvero combattere condotte illecite intervenendo con massicce azioni legali in ogni parte del mondo, mirate a contrastare opere di contraffazione ed emulazioni dove si tenta di registrare marchi che evocano il Primitivo di Manduria e che ne usurpino l’avviamento commerciale anche in vista di continui aumenti della produzione”.

In quest’ottica il Consorzio di Tutela ha attivato procedure processuali per bloccare moltissimi marchi ingannevoli presenti in tutto, sia marchi figurativi che marchi denominativi.

Ogni giorno nuove azioni di repressione si vanno ad aggiungere, quindi, alle sessantaquattro azioni legali già intraprese dal Consorzio di Tutela per difendere il Primitivo di Manduria.

Trentacinque le battaglie vinte (le altre sono ancora in corso) fino ad oggi: due in Cina, una in Cile, cinque in Spagna, tredici in Italia, una in Sud Africa, una in Germania, una in Portogallo, una in Francia ed è stata sospesa la commercializzazione in Europa di 8 marchi depositati presso l’Euipo (l'invalidity division dell'Ufficio dell'Unione europea per la Proprietà intellettuale). Inoltre, è stato acquistato dal Consorzio di Tutela un dominio con la dicitura primitivodimanduria. Tante sono le novità e i progetti in cantiere sia per incrementare la valorizzazione e la promozione del Primitivo di Manduria che, al contempo, per combattere, ulteriormente, la contraffazione della nostra preziosa denominazione.

“Abbiamo anche inibito la produzione e la commercializzazione di prodotti alimentari che utilizzavano in modo non autorizzato la dop Primitivo di Manduria. – conclude il Presidente Novella Pastorelli - Con l’Erga Omnes il Consorzio di Tutela è diventato il nodo delle decisioni e del coordinamento esclusivo di tutte le politiche di valorizzazione e di tutela della dop Manduria”.

Vino diVino: nel cuore del Salento per un rosato che sa di primavera

WALTER DENTICO - Questa settimana andiamo a degustare il Metiusco rosato dell'azienda Palamá,storica azienda della nostra regione. Innumerevoli sono i riconoscimenti ricevuti negli ultimi anni dai loro vini, che prendono vita dai vigneti situati fra Cutrofiano e Matino, immersi nel profondo territorio salentino fatto di mare sole e vento.

I vini sono ottenuti infatti da vitigni autoctoni propri del Salento, Negroamaro, Primitivo, Malvasia Nera, Malvasia Bianca e Verdeca, vinificati in purezza o in blend

Il vino viene prodotto con il classico metodo del salasso, durante le prime ore della vinificazione in rosso delle uve di Negroamaro. In seguito viene svinato e fatto maturare per 6 mesi in acciaio. Il risultato è un rosato con maggior carattere, piú corposo e da molti ritenuto come una delle migliori espressioni del Rosato da uve negroamaro ed in passato già premiato tra i migliori vini rosati dell'intero panorama nazionale

NOME: Metiusco Salento Rosato IGP
AZIENDA PRODUTTRICE: Palamá
VITIGNO: Negroamaro 100%
GRADAZIONE ALCOLICA: 13
CATEGORIA DI PREZZO: 10-17 €

VISTA: Rosa cerasuolo, vivace e limpido
OLFATTO: Al naso emergono note fruttate molto intense, che vanno dall' amarena,alle fragole ed ai frutti di bosco, e poi sentori floreali di rosa canina. Note salmastre che ci riportano in mente il cristallino mare del Salento completano il complesso quadro olfattivo
GUSTO: In bocca emerge tutta la sua personalità: buona freschezza, persistenza e intensità importanti, grande equilibrio. Il finale è morbido con un retrogusto di frutti rossi. Un vino che vi farà scoprire una nuova veste del vino in rosa

ABBINAMENTO: Abbinamento regionale con una ricetta tipicamente pugliese ovvero quella dei pomodori al forno

Ddl enoturismo, Stefàno: "non aiuterà a qualificare offerta in Puglia"

BARI - "Finalmente, anche in Puglia, viene definito un testo che consente di valorizzare lo sforzo del legislatore nazionale, confermando tuttavia appesantimenti e bizantinismi amministrativi che saranno purtroppo una zavorra e non un volano ad uno straordinario strumento di differenziazione economica per i produttori del vino": lo dichiara il senatore Dario Stefàno, Presidente della Commissione Politiche dell'Unione europea e "padre" della norma nazionale sulla disciplina dell'enoturismo, dopo il via libera agli emendamenti alla proposta di legge sul turismo del vino in consiglio regionale della Puglia.

"Se al primo tentativo si era registrato un trasversale disappunto per diversi stravolgimenti - prosegue Stefàno -, tanto che la norma approvata ad agosto fu immediatamente rispedita in commissione agricoltura, oggi mi trovo ad esprimere un consenso parziale, perchè alcuni aspetti sono migliorati, tornando omogenei alle linee nazionali. Continuo però a non comprendere nè a condividere lo scarico di incombenze riguardo ai controlli sui Comuni così come l'inserimento tra gli operatori enoturistici di chi non coltiva neanche un acino d'uva. Una legge, dunque, che temo non aiuterà a qualificare l'offerta in Puglia come invece si potrebbe”.

Puglia: sì del Consiglio alle modifiche alla disciplina dell'enoturismo

BARI - Anche allo scopo di recepire le indicazioni del Ministero della Salute, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un disegno di legge contiene alcune modifiche alla legge regionale di disciplina del’enoturismo.

Le indicazioni del Ministero si riferiscono al rispetto delle regole (nell’ambito delle attività di enoturismo), delle Linee guida per una sana alimentazione, revisione del 2018, del Centro ricerca alimenti e nutrizione.

L’assessore Pentassuglia ha spiegato che “le modifiche riguardano altresì, la necessitò di recepire le osservazioni presentate da parte dell’intera filiera regionale del vino, tese allo snellimento delle procedure previste, in linea con i bisogni e le istanze del mondo vitivinicolo pugliese”.

Enogastronomia: la cantina San Giorgio ottiene la certificazione Equalitas


FAGGIANO (TA) - Sostenibilità nel mondo vitivinicolo significa lavorare nel rispetto dell’ambiente in vigna, ma anche tutelare i diritti dei lavoratori, investire in formazione e creare una solida rete di relazioni con il territorio circostante e la comunità locale.

È quanto afferma lo standard Equalitas, certificazione di sostenibilità “made in Italy”, ottenuta dalla cantina San Giorgio - Vini nobili del Salento di Faggiano (Ta), di proprietà del gruppo Tinazzi.

Riconosciuta dall’Ente Certificatore CSQA, Equalitas rappresenta l’adesione a un approccio integrato alla sostenibilità del settore basato su tre pilastri: ambiente, economia e società. Gli aspetti trattati dallo standard sono molteplici: dalla tutela della biodiversità all'impronta carbonica dell'azienda, dal packaging al benessere dei lavoratori, passando per l'adozione di una comunicazione corretta nei confronti dei consumatori.

”Siamo molto orgogliosi di aver completato questo ulteriore passo – afferma Francesca Tinazzi, responsabile Business Control del gruppo – che ci permette di parlare di sostenibilità a 360°, abbracciando tutti gli aspetti della vita aziendale. La scelta mirata di aderire a Equalitas nasce dall’esigenza di analizzare gli impatti generati verso l’ambiente e verso la società che ospita la nostra realtà aziendale, per poter diventare ancora più responsabili nell’uso delle risorse naturali e dei beni comuni”.

Ottenere questa certificazione vuol dire lavorare nel rispetto dell’ambiente in vigna, ma anche tutelare i diritti dei lavoratori, investire in formazione e creare una solida rete di relazioni con il territorio circostante e la comunità locale, garantendo ai propri clienti come a tutti i portatori di interesse un continuo miglioramento dei propri standard di sostenibilità.

San Giorgio si inserisce nell’elenco delle circa 60 aziende vinicole che hanno ottenuto il riconoscimento e presenta la prima edizione del Bilancio di Sostenibilità, avviando, così, un processo di rendicontazione degli aspetti ambientali, sociali ed economici dell’azienda, e ponendo obiettivi chiari da raggiungere per migliorare continuamente le performance nel rispetto dell’ambiente

SAN GIORGIO VINI NOBILI DEL SALENTO - La cantina San Giorgio è stata fondata dalla famiglia Tinazzi nel 2011 a San Giorgio Jonico, in provincia di Taranto. L’obiettivo principale è stato quello di stimolare la produzione vinicola locale valorizzando le potenzialità dei vitigni autoctoni. Dal 2020, per dare maggiore impulso alla produzione vinicola pugliese, Tinazzi ha trasferito la sede della cantina nel comune limitrofo di Faggiano. Nella moderna struttura viene lavorata e imbottigliata la produzione pugliese di Tinazzi. Nell’area della cantina è stato recentemente scoperto un sito archeologico.

Consumi: mai così tanto cibo e vino italiani all’estero

(Pixabay)
ROMA - E’ record storico per l’export agroalimentare italiano che nel 2021 fa segnare un valore di 52 miliardi, il massimo di sempre, con un aumento del 9% rispetto all’anno precedente. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sui nuovi Istat definitivi relativi al commercio estero nel periodo gennaio-dicembre dello scorso anno che evidenziano un trend positivo importante per la ripresa del Paese.

Per l’alimentare si tratta di un successo ottenuto – sottolinea la Coldiretti – dalla ricerca di gratificazione a tavola nonostante le difficoltà degli scambi commerciali e i lockdown della ristorazione che hanno pesantemente colpito in tutti i continenti. L’emergenza sanitaria Covid – precisa la Coldiretti – ha provocato anche una svolta salutista nei consumatori a livello globale che hanno privilegiato la scelta nel carrello di prodotti alleati del benessere come quelli della dieta mediterranea.

In testa alla classifica delle esportazioni agroalimentari nazionali – continua la Coldiretti – c’è il vino che nel 2021 sfonda per la prima volta il muro dei 7 miliardi di euro in valore con un vero boom per gli spumanti italiani che fanno registrare una esplosione delle richieste dall’estero con un aumento addirittura del 23% in valore.

Tra i principali clienti del tricolore a tavola ci sono gli Stati Uniti che si collocano al secondo posto con un incremento del 15% ma positivo l’andamento anche in Germania che si classifica al primo posto tra i Paesi importatori di italian food con un incremento del 9%, e in Francia (+8%) che è stabile al terzo posto mentre al quarto c’è la Gran Bretagna dove però le vendite sono stagnanti a causa delle difficoltà legate alla Brexit, tra le procedure doganali e l’aumento dei costi di trasporto dovuti a ritardi e maggiori controlli. Fra gli altri mercati – evidenzia la Coldiretti – si segnala la crescita del 16% nonostante le tensioni internazionali in quello russo e del 27% su quello cinese.

Alla base del successo del Made in Italy c’è un’agricoltura che è diventata la più green d’Europa con – evidenzia la Coldiretti – la leadership Ue nel biologico con 80mila operatori, il maggior numero di specialità Dop/Igp/Stg riconosciute (316), 526 vini Dop/Igp e 5.333 prodotti alimentari tradizionali e con Campagna Amica la più ampia rete dei mercati di vendita diretta degli agricoltori. Il Belpaese – continua la Coldiretti – è il primo produttore Ue di riso, grano duro e vino e di molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi. E anche per quanto riguarda la frutta primeggia in molte produzioni importanti: dalle mele e pere fresche, dalle ciliegie alle uve da tavola, dai kiwi alle nocciole fino alle castagne.

“Per sostenere il trend di crescita dell’enogastronomia Made in Italy serve ora agire sui ritardi strutturali dell’Italia e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo” sottolinea il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’importanza di cogliere l’opportunità del Pnrr per modernizzare la logistica nazionale. Una necessità di fronte ai rincari energetici che colpiscono anche benzina e gasolio per i trasporti riducendo la competitività delle imprese Made in Italy sui mercati esteri. Basti ricordare – conclude Coldiretti – che l’Italia ha un costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante pari a 1,12 euro/chilometro, più alto di nazioni come la Francia e la Germania, ma addirittura doppio se si considerano le realtà dell’Europa dell’Est, secondo l’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga.

Puglia: la Dop Economy vale 623 mln


BARI - Il Rapporto Ismea-Qualivita 2021 sulla Dop economy italiana descrive un settore da 16,6 miliardi di euro e riporta l’impatto che questa ha nei territori italiani, ovvero il ritorno economico delle filiere agroalimentari e vitivinicole dei prodotti DOP IGP nelle regioni e nelle province di tutto il Paese. In Puglia si contano 60 prodotti DOP IGP e il settore nel suo complesso genera un impatto economico pari a 623 milioni di euro nel 2020 (+24,0% sul 2019) grazie al lavoro di 16.074 operatori. Le prime province per impatto economico sono Taranto (199 mln €), Lecce (140 mln €), Foggia (103 mln €) e Brindisi (83 mln €).

Il comparto Vino conta 38 filiere che generano un valore alla produzione di 597 milioni di euro nel 2020, per un +27,6% rispetto al 2019. La regione è 4° in Italia per valore economico generato e il comparto coinvolge 11.509 operatori. Le denominazioni con il maggiore ritorno economico in regione – e con un grande incremento di produzione certificata nel 2020 – sono Puglia IGP, Primitivo di Manduria DOP e Salento IGP.

Il comparto Cibo conta 22 filiere che generano un valore alla produzione di 26 milioni di euro nel 2020, per un -25,2% rispetto al 2019, a causa del crollo di produzione certificata nel 2020 per il Terra di Bari DOP. La regione è 14° in Italia per valore economico generato e il comparto coinvolge 4.565 operatori. Le denominazioni che partecipano maggiormente al valore economico in regione sono il Terra di Bari DOP, il Caciocavallo Silano DOP, la Mozzarella di Bufala Campana DOP e la Burrata di Andria IGP.

Vino, Bellomo: "Ha prevalso il buon senso"

BARI - “Ha prevalso il buon senso. La decisione assunta dall’Europarlamento, che elimina l’ipotesi illogica di inserire il riferimento al cancro dalle etichettature del vino, va nella direzione auspicata. Non era poi così difficile capire che c’è differenza tra il consumo moderato di bevande alcoliche e l’abuso nocivo per la salute. La modifica alla relazione sul Piano di azione anti-cancro sgombra il campo da ogni effetto letale su un settore vitale per l’export della Puglia e dell’intero Paese. Con un fatturato complessivo di 12 miliardi e 1 milione e 300 mila occupati. L’allarme lanciato dai consorzi pugliesi e dalla Coldiretti e l’impegno dei nostri europarlamentari hanno contribuito a scongiurare un pericolo basato su infondate evidenze scientifiche e che avrebbe fatto pagare alla Puglia un prezzo altissimo in termini di economia del territorio. Mi auguro che il presidente Emiliano, scampata la minaccia di una ingiusta decisione, voglia cogliere l’occasione per prevedere significative misure di sostegno a un comparto che rappresenta una nostra eccellenza nel mondo. Per un prodotto il cui uso, senza abuso, giova alla nostra salute e crea posti di lavoro. Con buona pace di qualche burocrate europeo, sobrio solo in apparenza”. Lo dichiara Davide Bellomo, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Puglia.

Inarrestabile Primitivo: il Feudo Croce Imperio 2019 di Tinazzi tra i 50+1 Wines of The Year per Decanter


FAGGIANO (TA) - La migliore annata di sempre quella del 2019 per Imperio LXXIV, che si aggiudica il riconoscimento di Wine of The Year di Decanter, la rivista enologica internazionale che stila ogni febbraio una classifica dei 51 migliori vini al mondo assaggiati durante l’anno.

Il vino del gruppo Tinazzi è anche l’unico Primitivo nella lista e quindi unico rappresentante della Puglia.

Con un punteggio di 95 il Primitivo di Manduria di Feudo Croce entra così a far parte della rosa di quella che è stata definita dalla prestigiosa rivista “una delle migliori degustazioni che Decanter abbia mai fatto”.

Un premio importantissimo per le qualità espresse da questo vino, la cui potenza e facilità di beva hanno conquistato il trio di giudici composto dalla Master of Wine Michelle Cherutti-Kowal, dal Master of Wine Matt Walls e dal Master Sommelier Stefan Neumann, che ha assegnato all’ Imperio rispettivamente 97, 94 e 95 punti.

“Sentori di lavanda aromatica, aneto, lamponi cotti e concentrato di mirtilli. Speziato al palato, con incantevole equilibrio ed energia. Molto piacevole e di buona beva, con una nota persistente di finocchio sul finale”: queste le motivazioni che hanno permesso al primitivo di Feudo Croce di posizionarsi al 46esimo posto tra i migliori vini dell’anno.

Prodotto a Feudo Croce, Imperio LXXIV è il frutto della lungimiranza e della visione di Gian Andrea Tinazzi, che 20 anni fa si innamorò della Puglia e comprese immediatamente la potenzialità dei vitigni autoctoni locali.

«L’importante riconoscimento di una tra le più famose riviste del settore enologico – ha commentato Gian Andrea Tinazzi – dimostra come la nostra visione della Puglia e i continui investimenti su ricerca e sviluppo, uniti a un grande lavoro di squadra, portino ad ampi consensi sia a livello italiano sia internazionale».

FEUDO CROCE - Feudo Croce è uno splendido casale situato a Carosino, nell’Alto Salento: la Puglia vinicola per eccellenza. La famiglia Tinazzi ha acquistato la tenuta nel 2001 e nel corso degli anni sono stati impiantati i vigneti ed è stata costruitala masseria. Qui si coltivano le uve tradizionali del territorio, allevate a spalliera e ad alberello, principalmente Primitivo, Negroamaro, Malvasia Nera e Malvasia Bianca. La tenuta è a disposizione per visite, degustazioni e ulteriori attività diaccoglienza. Il museo fotografico illustrante l’iter di produzione del vino rende Feudo Croce anche un’interessante meta didattica.

TINAZZI - I Tinazzi, nell'antica tradizione veronese, erano recipienti simili a botti dove si metteva l'uva pigiata a fermentare: una famiglia legata al vino persino nell'origine del nome. Non può che cominciare con questo curioso aneddoto la storia di Tinazzi, che inizia alla fine degli anni Sessanta a Cavaion Veronese (Vr), grazie all’impegno e alla passione di Eugenio Tinazzi. Gian Andrea Tinazzi, figlio del fondatore, all’epoca ancora diciottenne, segue subito il padre nella conduzione dell’impresa e allarga progressivamente gli orizzonti dell’azienda sia in termini di produzione che di mercati. Animato da uno spirito vivace, intraprendente e proattivo, trasforma negli anni l’azienda di famiglia da una realtà locale, che vende vini veneti DOC a piccole realtà del lago di Garda, all’attuale importante Gruppo esteso tra Veneto e Puglia, regione di grande carattere e dalle crescenti potenzialità qualitative, in cui i Tinazzi sono presenti dal 2001. Sotto la sua guida il gruppo produce vini d’alta qualità, venduti in 55 Paesi nel Mondo. Un'intuizione che ha portato l'azienda a diventare una delle più interessanti realtà della viticoltura italiana, con oltre 100 ettari di vigneti di proprietà e un'ampia proposta di iniziative legate alla cultura contadina e all'accoglienza. Gli importanti premi internazionali, come i riconoscimenti di rinomate riviste come Wine Spectator, Wine Enthusiast e Decanter sono solo l'ultimo tassello della storia dei vini.
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