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Regionali, Molise al voto: seggi aperti dalle 7

CAMPOBASSO - Al via dalle 7 le operazioni di voto per le regionali in Molise. Seggi aperti per 331 mila aventi diritto al voto che dovranno eleggere il successore di Paolo Frattura (Pd), presidente uscente. A confrontarsi Greco (M5S), Toma (Centrodestra), Veneziale (Centrosinistra), Di Giacomo (Casapound). Gli elettori molisani eleggeranno un consiglio composto di venti consiglieri più il candidato presidente che risulterà vincitore. I seggi verranno chiusi alle 23.

È stata una campagna elettorale sotto i riflettori quella per le elezioni regionali del Molise di oggi. I leader nazionali degli schieramenti più importanti, complice la concomitante situazione per la formazione del governo, da di Maio a Salvini, da Berlusconi al premier Gentiloni hanno passato buona parte delle ultime due settimane tra Termoli, Campobasso Larino e Isernia nel tentativo di raschiare il barile in un’elezione che rischia di risolversi all’ultimo voto, soprattutto tra Cinquestelle (favoriti) e Centrodestra dai cui due schieramenti uscirà con ogni probabilità, il nuovo governatore del Molise che dovrà succedere al presidente di centrosinistra Di Laura Frattura.

Quattro i candidati governatori e le tante liste in lizza. I candidati e i raggruppamenti di liste che si presentano alle elezioni sono quattro compresa Casa Pound con il candidato Agostino Di Giacomo. La legge elettorale molisana approvata a novembre dall’uscente centrosinistra, è un proporzionale a turno unico con premio di maggioranza e senza voto disgiunto. Un’elezione diretta nella quale vince chi prende anche un voto un più. I membri del consiglio regionale da eleggere sono 21, compreso il presidente della Giunta. Soglia di sbarramento all’8 per cento per le coalizioni (al 3 per le liste).

La coalizione di centrodestra ha come candidato governatore, Donato Toma, presidente dell’ordine dei commercialisti di Campobasso, appoggiato da 9 liste con FI, Lega, FdI, Udc e cinque locali tra cui quelle dell’ex governatore Michele Iorio e dell’eurodeputato Aldo Patriciello (FI). Il candidato del centrosinistra è Carlo Veneziale, appoggiato da cinque liste, tra cui LeU. Sembra favorito invece il candidato dei Cinquestelle Andrea Greco: 33 anni, laureato in giurisprudenza, forte del 44,8% dei voti dei penta stellati che alle recentissime politiche. Si vota oggi dalle 7 alle 23 nella più piccola delle Regioni italiane a statuto ordinario con onta poco più di 313mila abitanti. Gli aventi diritto al voto sono 332.653, di cui 78.025 residenti all’estero. Le sezioni allestite nei 136 comuni saranno 394. Il collegio è unico e corrisponde all’intero territorio della regione. Lo spoglio comincerà subito dopo la chiusura dei seggi.

Sanità, Zullo: "Sostituire i punti di primo intervento con ambulanze medicalizzate? Assurdo, si potenti l'assistenza territoriale"

ROMA - Dichiarazione del presidente del gruppo regionale di Direzione Italia-Noi con l’Italia, Ignazio Zullo. "I Punti di Primo Intervento (PPI) - dichiara Zullo - sono strutture funzionali al sistema di emergenza sanitaria la cui funzione è indispensabile per alleviare i Pronto Soccorso (ormai diradati) degli ospedali da prestazioni correlate ad urgenze minori e per offrire al paziente una prima stabilizzazione nell'alta complessità, al fine di consentire il trasporto nel Pronto soccorso più appropriato.

Se è vero - prosegue Zullo - che il futuro dei PPI è la trasformazione in postazione medicalizzata del 118 entro un arco temporale predefinito, è altresì vero che questa trasformazione deve avvenire con il contemporaneo potenziamento dell’attività sanitaria territoriale al fine di trasferire al sistema dell’assistenza primaria le patologie a bassa gravità e che non richiedono trattamento  ospedaliero secondo protocolli di appropriatezza condivisi tra 118, DEA, HUB o Spoke di riferimento e Distretto, mantenendo rigorosamente separata la funzione di urgenza da quella dell’assistenza primaria.

Nella Puglia di Emiliano e del centrosinistra, purtroppo!, prevale il depauperamento dei luoghi di cura e delle risorse impiegate rispetto al potenziamento della Prevenzione e delle funzioni assistenziali territoriali. Insomma, si chiudono i PPI ma il potenziamento della medicina territoriale è lacunoso ed assente. E in assenza di potenziamento delle funzioni assistenziali territoriali, la chiusura dei PPI è da considerarsi pericolosa per i pazienti. E' sufficiente leggere il D.M. 70/2015, nella parte inerente la rete dell'emergenza-urgenza, per comprenderlo.

Già ora con i PPI attivi nelle sale dei pochi Pronto Soccorsi residuati assistiamo al sovraffollamento di pazienti costretti a lunghissime attese anche di 24 ore, figuriamoci cosa potrà avvenire con la chiusura dei PPI in assenza del potenziamento delle funzioni assistenziali territoriali.
Serve una rivoluzione civile e democratica che parta dalla presa di coscienza delle comunità di una Sanità Pugliese fatta di scelte di pianificazione ed organizzazione inaccettabili e dannose di un Presidente-Assessore assente ed inadeguato", conclude Zullo.

Aspettando Mattarella, Fico esploratore o ritorno alle urne?

di NICOLA ZUCCARO - Sarà un fine settimana di meditazione per Sergio Mattarella. I 2 giorni di tempo, secondo quanto comunicato dal Quirinale nella tarda mattinata di venerdì 19 aprile subito dopo il colloquio che lo stesso presidente della Repubblica ha avuto con l'esploratore e presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, sarà sufficiente al capo dello Stato per sbrigliare quella matassa che a tutt'oggi impedisce la nascita di una maggioranza politica, sostenitrice di un Governo?

In attesa di una risposta che perverrà non prima di lunedì 23 aprile, oltre all'ipotesi più volte avanzata in questi giorni e riguardante la nascita di un esecutivo del presidente (per una metà tecnico e per l'altra metà istituzionale), prende corpo la possibilità di conferire un secondo e probabilmente ultimo mandato esplorativo. A ricoprirlo non sarà più Elisabetta Casellati ma il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico.

Riuscirà, la terza carica dello Stato, in virtù della sua provenienza-appartenenza "pentastellata", ad abbattere quel muro contro muro che da giorni, nel dominare la scena politica italiana, contrappone il Movimento 5 Stelle alla Lega, quest'ultima accompagnata dal tandem Forza Italia - Fratelli d'Italia?

E' questa la domanda che più di ogni altra avrà ancora senso porsi, in previsione di un'altra fumata nera e di eventuale rifiuto sia dei Cinque Stelle, della Lega e del centro-destra, di un governo del Presidente, al quale seguirebbe un immediato ritorno alle urne, con buona pace di Luigi Di Maio e di Matteo Salvini.

Ma non dell'intero Paese che per interventi di vitale importanza sul piano occupazionale, sociale, economico e finanziario, avrà bisogno di un esecutivo nel pieno delle proprie funzioni. E con l'auspicio che questa seconda tornata elettorale - indipendentemente dalle storture del Rosatellum - sarà generosa nel dare al Paese quella maggioranza elettorale, autonoma e autosufficiente nei numeri, per la stabilità politica dell'Italia.

Esecutivo, Di Maio: "Con Salvini si può fare un buon lavoro"

ROMA - Il leader del M5S Luigi Di Maio al Salone del Mobile di Milano: "Sono diverse settimane che siamo al lavoro per fare un Governo con il M5S al centro: ci stiamo lavorando dal 4 marzo. Ieri ho incontrato il professor Giacinto Della Cananea, cha ha ultimato il lavoro istruttorio e che ha gia' individuato i punti di contatto fra le forze politiche, ovvero fra noi e Lega e noi e PD. Di piu' non posso dire ma a breve renderemo pubblico il lavoro svolto".

Esecutivo, Berlusconi: "Mai detto Governo col Pd"

ROMA - Silvio Berlusconi torna a parlare dopo le tensioni di ieri con il leader della Lega Matteo Salvini. "Lo stato di salute del centrodestra? Tutto bene. Anche ieri sera ho parlato con Giorgetti e siamo sempre assolutamente convinti che dobbiamo fare un governo: il centrodestra è unito e Matteo Salvini è la persona che deve esprimere il leader", ha detto a Campobasso. Escludendo, tra l'altro, di avere un filo diretto con i Dem. "Non ho mai detto - ha sottolineato - di voler fare un governo coi voti del Pd. Non c'è nessun contatto in atto con il Pd. Ho solo detto che avremo dovuto presentarci in Parlamento con il nostro programma e raccogliere i voti di tutti coloro che non ritenessero cosa buona per l'Italia e per loro andare a nuove elezioni".

Intanto tra i Dem c'è attesa per le decisioni del capo dello Stato. Il segretario reggente Maurizio Martina invita alla calma. "Adesso - dice - noi dobbiamo fare una cosa: aspettare le indicazioni del presidente Mattarella e capire quale sarà lo scenario da lunedì". Ma la minoranza è in pressing. "Il Pd non riesce ad imboccare la strada per una discussione che era già urgente il giorno dopo del voto ed ora diventa drammaticamente urgente. Tutti i modi in cui ci si può confrontare dentro e fuori il partito sono utili: compresa l'ipotesi di un congresso", dice Andrea Orlando.

Stato-Mafia, Berlusconi: "Assurdo accostare mio nome a mafia"

ROMA - "È assurdo e ridicolo il tentativo di accostare il mio nome alla vicenda Stato Mafia. Non abbiamo avuto nulla a che vedere con la mafia o i suoi rappresentanti, i miei governi hanno sempre contrastato fortissimamente la mafia". A dichiararlo il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi a Campobasso. "Credo che l'azione delle Forze dell'Ordine e della Magistratura, che abbiamo continuato a sospingere, abbia dato frutti e nel nostro governo la mafia ha trovato sempre un contrasto fortissimo", ha aggiunto.

Ospedale Moscati, Labriola (Fi): "Sanità tarantina amputata pezzo dopo pezzo"

TARANTO - “Dopo il pronto soccorso, tagliato anche il punto di primo intervento, prosegue senza vergogna il processo di smantellamento della sanità tarantina da parte della Giunta regionale pugliese. L’ospedale Moscati sarà ulteriormente depotenziato con la cancellazione del Ppi, stessa sorte subiranno il San Marco di Grottaglie e l’ospedale di Massafra. Ci dica Emiliano, sarebbe forse questa la riorganizzazione virtuosa della nostra sanità? Come fa, caro presidente, a dirsi consapevole della situazione emergenziale della sanità nel capoluogo ionico e al tempo stesso agire irresponsabilmente? Taranto soffre, si ammala, chi governa fa invece finta di nulla. Forza Italia si batte e si batterà per voltare al più presto pagina”. A dichiararlo l’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia.

Lecce Tattoo Fest, l'assessore all'ambiente Carlo Mignone replica agli organizzatori

LECCE - In relazione alle dichiarazioni rilasciate ieri agli organi di stampa dal signor Zecca del Lecce Tattoo Fest, l'assessore all'Ambiente del Comune di Lecce, Carlo Mignone, replica: “Mi sorprende la polemica del signor Zecca del Lecce Tattoo Fest, manifestazione che si è svolta nella nostra città la scorsa settimana. Mi sorprende perché contiene delle imprecisioni: come testimoniano le conversazioni via mail tra gli organizzatori dell'evento e l'ufficio ambiente, abbiamo provveduto - come richiesto - a potenziare il servizio di raccolta differenziata con un totale di 12 bidoni e non 4 come dice Zecca. Lo abbiamo fatto nell'ottica della collaborazione e non per dovere giacché l'evento, per accedere al quale occorreva pagare un biglietto d'ingresso, si svolgeva in luogo privato. Gli organizzatori, che come mi hanno detto hanno sottoscritto una convenzione con una ditta privata per lo smaltimento di rifiuti speciali, avrebbero dovuto fare lo stesso per il ritiro continuo e lo smaltimento dei rifiuti semplici, sapendo già che la manifestazione richiama moltissimi partecipanti e necessita quindi di un ritiro frequente dei rifiuti. Monteco ha provveduto ad effettuare il ritiro nei giorni prestabiliti e non su richiesta, come avviene per ogni cittadino. Non era né compito nostro né della ditta effettuare un ritiro nei giorni non previsti. Mi sembra che fare polemica sui giornali non sia il modo più opportuno per instaurare un dialogo e una collaborazione che, da parte nostra, eravamo certi di aver avviato e concretizzato”.

Governo, Elisabetta Casellati vorrà dire 'fiducia'?

(ANSA)
di NICOLA ZUCCARO - "Sono certa che il presidente saprà individuare il percorso migliore da intraprendere" . Nel ringraziare il Capo dello Stato per la fiducia ripostale e relativa all'affidamento del mandato esplorativo, il presidente del Senato Elisabetta Casellati si è espressa così al termine del colloquio avuto stamane al Quirinale con Sergio Mattarella per riferire sull'operato della 2 giorni di consultazioni il centrodestra ed il Movimento 5 Stelle.

E da quel "sono emersi spunti per una riflessione politica" sarebbero trapelati (il condizionale è obbligatorio, in attesa di ulteriori conferme) secondo il parere del presidente del Senato, dei segnali significativi, per la costruzione di un accordo relativo alla formazione del nuovo esecutivo.

Berlusconi, "I Cinquestelle a Mediaset pulirebbero i cessi"

ROMA - "I 5 stelle sono un pericolo per il Paese, non sono un partito democratico. Sono il partito dei disoccupati. A Mediaset pulirebbero i cessi". Con queste dichiarazioni l'ex premier Silvio Berlusconi brucia tutti i ponti che Matteo Salvini costruisce tra il centrodestra e il Movimento 5 stelle e il leader del Carroccio risponde non nascondendo un certo fastidio: "C'è chi passa il proprio tempo a disfare" quanto messo in cantiere fino ad oggi. "Se qualcuno si tira fuori insultando e guardando a sinistra, tanti auguri. Io non voglio perdere altro tempo. Attendo le prossime ore, ma poi faremo passi avanti perché di tempo ne abbiamo perso anche troppo", ha dichiarato Salvini.

Governo, Giulia Grillo: "a Fi-Fdi chiesto 'non ostilità'"

(LaPresse)
ROMA - Termina con un sostanziale nulla di fatto il nuovo giro di consultazioni con il centrodestra e i Cinquestelle, il cui esito la presidente del Senato Casellati riferirà oggi al capo dello Stato.

"Ieri abbiamo chiarito che non pretendevamo che la Lega facesse un parricidio - ha dichiarato la capogruppo M5s alla Camera, Giulia Grillo ad Omnibus, su La7 -, ma almeno che stringesse un armistizio con Fi per una fase durante la quale fosse contemplabile un accordo tra noi e la Lega".

"In politica quando si parla di appoggio esterno si parla di voti per la fiducia; invece per noi questi voti non sono necessari perché M5s e Lega in quanto a numeri sono autosufficienti. Non si può insomma parlare di appoggio esterno ma, come diciamo noi, di "non ostilità" del M5s ad un appoggio" di Fi e Fdi ad un governo di programma tra M5s e Lega.

Giulia Grillo ad Agorà su La7 ha quindi ribadito: "Non è un appoggio esterno, perché quello sarebbe un appoggio necessario a far partire un governo: mentre noi abbiamo comunque i numeri". 

Nomina nuovo direttore scientifico ARPA Puglia. Trevisi: "Ritardi inspiegabili. La Regione pubblichi l’elenco degli idonei"

BARI - “Ad oggi, nonostante la pubblicazione dell’avviso pubblico riguardante la nomina del nuovo Direttore Scientifico di Arpa Puglia risalga ad aprile 2017 e nonostante siano già state recapitate, a gennaio 2018, le lettere ai candidati ritenuti non idonei, non risulta ancora essere stato pubblicato l’elenco dei candidati ritenuti idonei e nominato il nuovo Direttore Scientifico, tanto che l’incarico al Dott. Nicola Ungaro è stato ulteriormente prorogato (con Deliberazione del Direttore Generale n. 293 del 31.05.2017) sino all’espletamento della procedura di nomina.” lo dichiara il consigliere regionale M5S Antonio Trevisi che ha già presentato una interrogazione in merito indirizzata alla Giunta regionale.

L’incarico di Direttore Scientifico è conferito dal Direttore Generale, con provvedimento motivato, che sceglie fra i nominativi che rivestano i requisiti rilevati dalla Commissione, senza formazione di alcuna graduatoria.

“E’ opportuno - prosegue Trevisi - garantire che il procedimento di nomina si basi unicamente su criteri di merito e sia espletato in modo trasparente, visto l’importante ruolo di terzietà che il Direttore riveste nell’ambito dell’Agenzia. Pretendiamo dunque di sapere quando è prevista la pubblicazione dell’elenco degli idonei e quali siano i motivi dei ritardi nella nomina del nuovo Direttore scientifico dell’ARPA”./comunicato

Bari, villaggio neolitico di Palese. M5S: "Riconoscerne il valore per poterlo tutelare"

BARI - “Bisogna riconoscere il valore paesaggistico dell’area archeologica di Palese perché la politica possa tutelarla”. Lo dichiarano i consiglieri del M5S Antonella Laricchia e Gianluca Bozzetti a margine delle audizioni in VI Commissione Consiliare Cultura richieste dal M5S in merito ai resti di un villaggio neolitico in località Palese (frazione di Bari) su cui c’è il rischio che sorga un complesso di villette.

“Nonostante l’assenza del sindaco Decaro che avevamo convocato in audizione in qualità di presidente della Città Metropolitana, si è trattato di un incontro positivo nel quale, finalmente - continuano i pentastellati - abbiamo avuto modo di mettere attorno a un tavolo tutti gli enti coinvolti per avere un quadro dettagliato della situazione e capire se esista la possibilità di realizzare una sinergia tra Comune e Area Metropolitana al fine di realizzare progetti di valorizzazione del villaggio. Fondamentale sarebbe anche la redazione del Piano Urbanistico Generale da parte del Comune di Bari per avere uno strumento aggiornato per tutelare anche aree come questa. Tra le informazioni emerse, inoltre, durante la seduta ci sarebbe la volontà dell’impresa edile di avviare una trattativa con l’amministrazione e trovare un giusto compromesso. Per cogliere appieno questa opportunità il nostro consigliere comunale Sabino Mangano, presente oggi in commissione, si è impegnato a chiedere al più presto una convocazione in Comune, della Soprintendenza e dell’Impresa costruttrice così da favorire la costituzione di questo tavolo di confronto. Continueremo ad approfondire la questione, coinvolgendo il Comune di Bari e tutta l’Area Metropolitana. Abbiamo tra le mani un tesoro straordinario e bisogna cercare una soluzione con il proprietario del terreno per far sì che su questo patrimonio non sorgano delle ville”.

Esecutivo: secondo giro consultazioni. Di Maio: "Governo possibile solo con M5S e Lega"

ROMA - Ancora un nulla di fatto nel secondo giorno di consultazioni con la Casellati. Nel tardo pomeriggio la delegazione del M5s guidata da Di Maio va dalla presidente del Senato. "Con tutta la buona volontà a collaborare nulla per me è perduto e nulla si chiude ma non possiamo andare oltre certi limiti", ha detto il capo politico M5S Luigi Di Maio al termine delle consultazioni sottolineando che "se poi mi si chiede di sedermi a un tavolo con tre forze politiche, Di Maio, Salvini, Berlusconi e Meloni per concordare un programma di governo e personalità che vengono dalle singole forze politiche, voi capirete che è molto complicato per noi digerire questo scenario". "Con molta onestà vi dico: andremo avanti ma senza pensare a colpi di scena a Di Maio al tavolo con quattro partiti a trattare sui ministri, a Di Maio al governo senza essere alla presidenza del Consiglio, immaginatevi se M5s potrebbe essere disponibile a ciò".

"Con Matteo Salvini abbiamo avuto sintonia su vari temi. E' chiaro che ci sia disponibilità a discutere su programmi", ha detto ancora Di Maio. "Ce la stiamo mettendo tutta ma oltre determinate barricate non possiamo andare, ho detto chiaramente che c'era disponibilità a firmare un contratto con Matteo Salvini a formare un governo. Sulla base di quel governo ho detto a Matteo Salvini che siamo disposti ad accettare che quel contratto e quel governo firmato con lui fosse sostenuto da Fi e Fdi, ma era chiaro ed evidente che l'interlocuzione è tra noi due", ha spiegato ancora Di Maio. "Se poi mi si chiede di sedermi a un tavolo con tre forze politiche, Di Maio Salvini, Berlusconi e Meloni per concordare un programma di governo e personalità che vengono dalle singole forze politiche voi capirete che è molto complicato per noi digerire questo scenario".
(ANSA)
SALVINI: "OK A DIALOGO M5S MA CADANO VETI" - A palazzo Giustiniani Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. "Nutriamo la fondata speranza che si riesca finalmente a superare la politica del no che in molti hanno portato avanti fino a oggi", ha detto al termine delle consultazioni con la Casellati, Matteo Salvini. "Confidiamo che il secondo partito superi i veti e accetti finalmente di sedersi al tavolo parlando di programmi e non dai posti". "Per noi è improponibile un governo con chi ha perso", ha detto ancora il leader della Lega. "E' l'ultimo appello alla responsabilità si parli di temi e non di posti e spero che questo venga consegnato alla presidente Casellati".

"Sì, ci sono dei segnali di novità dal M5S, confidiamo oggi in quel che dirà Di Maio", ha detto Salvini all'uscita di Palazzo Giustiniani. "Ieri siamo usciti di qui con gli schiaffoni, se oggi usciamo con i sorrisi metà dell'opera è fatta, il resto lo facciamo la prossima settimana. Speriamo che oggi sia il giorno buono: confidiamo che si possa fare un governo di chi ha vinto le elezioni. Se cadono i veti, se cadono i 'no' si può iniziare a lavorare". "Se oggi si parte? Parlatene con il presidente Casellati, speriamo di averle consegnato un buon lavoro - ha aggiunto -. Oggi si può partire, finalmente si può costruire qualcosa". "L'accordo con i cinquestelle è di parlare di cose da fare. Se cadono i veti si parte, si parla di programmi. Noi siamo disponibilissimi a farlo, come Di Maio chiede da tempo", ha detto ancora Salvini.

M5S: MATRIMONIO CON LEGA MA SENZA BERLUSCONI - "Fosse per M5s questo 'matrimonio', cioè patto di governo, con la Lega sarebbe gia' fatto ma senza Silvio Berlusconi". A sottolinearlo a Rtl 102.5 il capogruppo 5 stelle al Senato, Danilo Toninelli, rispondendo alla domanda se il matrimonio M5s-Lega s'ha da fare.

"Purtroppo Salvini continua a restare con quel centrodestra che e' un'ammucchiata. Noi non staremo mai con Berlusconi. Domani Salvini dovrà decidere se restare aggrappato alla restaurazione o no" ha concluso.

SECONDO GIRO CASELLATI NEL POMERIGGIO - La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, sta lavorando all'agenda del secondo giro di consultazioni. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, nel pomeriggio la Casellati riceverà la delegazione unica del centrodestra, presumibilmente intorno alle 14, mentre il Movimento 5 stelle dovrebbe essere convocato intorno alle ore 17.30.

Molti leader di partito sono impegnati in queste ore con la campagna elettorale in Molise. Berlusconi ieri ha annunciato il rinvio del suo tour, mentre Giorgia Meloni pare confermare la sua partenza per il Molise.

di NICOLA ZUCCARO - All'ultimatum "Salvini decida entro una settimana", proveniente da Luigi Di Maio, la replica del leader della Lega con un "fai un passo di lato come me" documenta l'inizio in salita per Elisabetta Casellati del mandato esplorativo affidatogli nella mattinata di mercoledì 18 aprile 2018 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

E, in vista di un secondo incontro previsto per giovedì 19 aprile, a prendere le distanze è Forza Italia che per voce di Silvio Berlusconi nell'affermare che non sono mai stati messi dei veti da nessuno, conferma lo stallo emerso dopo il secondo giro delle consultazioni al Quirinale dello scorso 13 aprile. Un buon motivo per consentire al Capo dello Stato di proporre un "suo Esecutivo".

(twitter)
Un Governo a breve termine che consenta oltre al ritocco della legge elettorale, con l'introduzione del premio di maggioranza, la piena operatività per i prossimi impegni economico-finanziari (varo del Dpef) e per i prossimi appuntamenti internazionali (Consiglio d'Europa del 28-29 giugno), per poi consentire un ritorno alle urne fra ottobre-novembre 2018 (prima, l'8 e il 9 luglio, il Parlamento dovrà eleggere in seduta comune gli 8 componenti laici e di propria competenza del Consiglio Superiore della Magistratura) ed il febbraio 2019.

Salvini, "L'Italia non può aspettare"

ROMA - "L'Italia non può aspettare" ha dichiarato il leader della Lega, Matteo Salvini dopo il sostanziale nulla di fatto di ieri del mandato esplorativo della presidente del Senato, Casellati.

"Non c'e alcuna novità: se tutti continuano a rimanere fermi sulle loro posizioni si creano situazioni che non hanno risposta. Vedo se riesco a inventarmi qualcosa di più rispetto al tanto che già come Lega abbiamo ipotizzato per fare partire un governo superando i no, i litigi e i bisticci. Io ultimatum non ne pongo, vediamo se riesco a convincere gli altri".

Lecce Nord, tre giorni senz'acqua: "Ormai Aqp è diventata storia di poltrone e disservizi"

LECCE - "Su quest’asse si muovono le cronache che hanno come protagonista una delle società più importanti della Regione Puglia: quello delle “poltrone” che attiene a cronache meramente politiche, con il nostro presidente Michele Emiliano impegnato ad utilizzare l'importante ente per regolare le vicende e gli scontri all’interno della sua maggioranza, magari andando a pescare nel centrodestra con la speranza di poter acquisire nuovi pezzi che amplino la sua coalizione: quello dei “disservizi”, meno al centro del dibattito ma prioritario per i cittadini, quello che vede la rete idrica e le sue condotte che dovrebbero erogare un bene pubblico come l'acqua, ridotte ad un vero e proprio colabrodo". Così il consigliere regionale di Direzione Italia-Noi con l’Italia, Luigi Manca.

"Un fatto gravissimo - prosegue Manca - che si ripete da anni con costante puntualità. Questa volta è ritoccato a diversi comuni del Nord Leccese, che per ben tre giorni sono rimasti senza acqua registrando gravissimi disservizi, sopratutto per anziani e bambini. A Squinzano, dove il sindaco a ragione ha chiuso anche le scuole, poi Trepuzzi, Novoli ed addirittura nella zona industriale di Lecce, la situazione fino a ieri sera era davvero pesante e seria, nonostante le rassicurazione dei dirigenti di Aqp giunte dopo 48 ore e con il problema che ieri sera era ancora irrisolto".

"Non c'è molto da aggiungere e commentare, il presidente Emiliano, anche in qualità di titolare della delega ai Lavori Pubblici, tragga  le conclusioni su questa ennesima annosa vicenda regionale. Io in queste ore, le confesso che mi sono sentito a disagio come consigliere regionale seppur di minoranza della massima istituzione pugliese", conclude Manca.

Cessione Ilva, Labriola: "Segretezza su piano ambientale inaccettabile, i cittadini devono sapere"

ROMA - “Roma continua a mantenere secretati i contratti relativi alla cessione di Ilva ad Arcelor Mittal, negandovi l’accesso anche alla Regione Puglia. Il presidente Emiliano é dunque il benvenuto tra coloro che chiedono da tempo al Mise, al governo tutto, assoluta trasparenza sulla vicenda. Sul piano industriale, e ancor peggio su quello ambientale, regna infatti il buio più nero. E’ oltre un anno che denuncio pubblicamente la vendita a porte chiuse dell’acciaieria più grande e inquinante d’Europa, e questo mentre Taranto e i tarantini continuano a respirare veleno, ad ammalarsi e a morire". Così in una nota l'on.Vincenza Labriola (Fi).

"Nel febbraio dello scorso anno - prosegue Labriola - , rispondendo a un mia domanda in un question time in commissione Ambiente alla Camera, il sottosegretario Velo affermo’ che i contenuti dei piani sarebbero stati resi pubblici solo al termine della procedura di gara, e individuato l’aggiudicatario, cosa invece mai avvenuta. Per affrontare responsabilmente il nodo ambientale rappresentato da Ilva, e per potere accedere agli atti di vendita, Forza Italia ha anche presentato la proposta di legge per l’istituzione di una commissione d’inchiesta che affronti questa ed altre questioni spinose. La politica ha il dovere di tutelare la salute dei cittadini, partendo proprio da coloro che vivono in una situazione di grave pericolo”, conclude Labriola.

Sanità, liste d’attesa: la proposta del Gruppo Dit/Nci presentata alla stampa

BARI - Come contenere il grave problema delle liste d’attesa per le prestazioni sanitarie in ambito ospedaliero e territoriale? Per i consiglieri di Direzione Italia/NCI non si può prescindere da nuove assunzioni, perché esiste una carenza strutturale di medici.

Nel corso di una conferenza stampa il capogruppo Ignazio Zullo ed i consiglieri Luigi Manca, Renato Perrini e Francesco Ventola, hanno presentato la loro controproposta legislativa a quella del consigliere del Partito democratico Fabiano Amati.

Zullo ha spiegato che l’iniziativa di Amati ha un sapore demagogico e punitivo nei confronti dei medici, perché la sospensione dell’attività libero professionale intramuraria dei medici non risolve il problema delle liste d’attesa.

Zullo e glia altri consiglieri del Gruppo Dit, ringraziano Amati per aver posto all’attenzione del Consiglio regionale questo tema. “siamo disponibili a collaborare” – ha detto Zullo – senza però dare i medici in pasto all’opinione pubblica”.

Luigi Manca, medico chirurgo senologo, ha sottolineato che è necessario porsi il problema delle liste di attesa non solo per quanto riguarda la diagnostica, ma anche per l’interventistica. “È ingiusto immaginare di puntare il dito contro i medici – ha detto – che lavorano tantissime ore con il rischio di abbassare il livello della prestazione per stanchezza fisica”. Manca ha anche suggerito che in talune circostanze sarebbe opportuno che il pubblico, laddove necessario, chiedesse aiuto al privato.

Renato Perrini ha ricordato che nel suo territorio, in particolare a Taranto, sono stati investiti 70 milioni per macchinari, ma manca il personale: “questo è scandaloso” – ha detto – a Taranto c’è una emergenza totale”.

Francesco Ventola ha sottolineato che è stata depositata da tempo una interrogazione su questa materia ma non è mai arrivata una dal presidente/assessore alla sanità. “Mi arrivano continuamente messaggi da cittadini che sono in difficoltà – ha detto – in particolare uno degli ultimi mi ha comunicato che per fare una mammografia dovrà aspettare febbraio del 2019. Non è accettabile. Questo fa saltare qualunque ragionamento sulla necessità di fare prevenzione”.

Con questa proposta di legge di Dit, si accende il faro sul ruolo dei direttori generali che devono per propria competenza monitorare la situazione delle liste d’attesa sul proprio territorio di competenza, utilizzando le prestazioni e l’attività oltre che delle aziende ospedaliere universitaria, degli IRCCS pubblici e privati, delle strutture sanitarie dipendenti da Enti ecclesiastici e delle strutture sanitarie private e accreditate.

In caso di mancato rispetto dei tempi di attesa i direttori generali hanno quattro opzioni:

La ridefinizione qualitativa e quantitativa dei volumi di attività e della tipologia delle prestazioni delle strutture pubbliche e private accreditate mediante rivisitazione dell’accordo contrattuale;

La riprogrammazione delle ore di medicina specialistica interna;

Mediante prestazioni richieste in via eccezionale e temporanea ad integrazione dell’attività istituzionale delle aziende ai propri dirigenti allo scopo di ridurre le liste d’attesa o di acquisire prestazioni aggiuntive, soprattutto in presenza di carenza in organico ed impossibilità anche momentanea di coprire i relativi posti con personale in possesso dei requisiti di legge;

Attraverso l’applicazione della legge che prevede che in caso di mancato rispetto dei tempi di attesa, l’assistito può chiedere che la prestazione venga resa nell’ambito dell’attività libero-professionale intramuraria, ponendo a carico dell’azienda unità sanitaria locale di appartenenza e dell’azienda unità sanitaria locale nel cui ambito è richiesta la prestazione, in misura eguale, la differenza tra la somma versata a titolo di partecipazione al costo della prestazione e l’effettivo coso di quest’ultima, sulla scorta delle tariffe vigenti. Nel caso in cui l’assistito sia esente dalle predetta partecipazione, l’azienda unità sanitaria locale di appartenenza e l’azienda unità sanitaria locale nel cui ambito è richiesta la prestazione, corrispondono, in misura uguale, l’intero costo della prestazione.

Zullo chiede il confronto con Amati per lavorare in sintonia, pur partendo da idee diverse, per affrontare e risolvere questo problema molto importante per i nostri cittadini.

Tempa Rossa, M5S: "La salute dei cittadini non si scambia con gli sponsor"

BARI - "Dopo anni di lotta, scontro politico, pareri avversi, dibattiti accesi, mozioni, delibere, ricorsi e confronti, il Comune di Taranto mette una pietra tombale su una fase socio politica importante e coerente su un punto: basta carichi inquinanti sulla popolazione. Oggi alle 15 il sindaco firmerà un protocollo di intesa con la joint venture del progetto Tempa Rossa. Per noi questo progetto significa solo maggiore inquinamento su Taranto, scarsa ricaduta occupazionale, aumento del rischio di incidenti. Melucci è responsabile della salute dei tarantini. Spero abbia riflettuto a lungo prima di avallare. Che Tempa Rossa avvii una fase di sponsorizzazione e supporto di attività cittadine a noi non interessa. Non ci affascina. Non ci convincerà mai. Non ci silenzia. L’obolo non fa parte della cultura di chi combatte sul serio per il bene di una comunità".
Lo dichiara l'eurodeputata del Movimento 5 Stelle Rosa D'Amato, che aggiunge: "Vale la pena ricordare che è soltanto grazie all’azione combinata dei cittadini attivi e di chi ha portato la loro voce in Europa che è stato possibile sollevare questioni fondamentali sia per il progetto Tempa Rossa, nello specifico come nell’intero ciclo produttivo della raffineria di Taranto: durante la visita della Commissione nel luglio 2017 finalmente sono state portate alla luce le modalità con cui la fase autorizzativa ha tenuto lontane le osservazioni dei cittadini e il reale impatto di quest’opera per il nostro territorio. Una domanda va fatta: il progetto per la raffineria era esclusivamente 'per lo stoccaggio e la movimentazione del greggio proveniente dal giacimento denominato Tempa Rossae, quindi un semplice deposito, ma quale è stato l’iter autorizzativo affinché ne fosse permessa anche la raffinazione a Taranto? Riesame dell’AIA, modifica sostanziale oppure il solito provvedimento ad hoc? Una variazione di questa portata, qualora realizzata, inciderebbe nel quadro ambientale tarantino e, ancora una volta, i cittadini sono tenuti all'oscuro di tutto e magari vengono distratti di proposito dalle 'sponsorizzazioni'".

Servizio mense ospedaliere, Borraccino: "Prosegue la nostra battaglia a difesa dei lavoratori"

BARI - “Noi di Sinistra Italiana ribadiamo con convinzione il massimo sostegno ai tre lavoratori della ditta Ladisa sospesi ingiustamente dal lavoro in via cautelare”. È quanto ha detto il consigliere regionale Cosimo Borraccino, durante la conferenza stampa indetta per fare il punto sulla vicenda del procedimento disciplinare avviato dalla società, che gestisce il servizio di ristorazione presso l’ospedale di Taranto, nei confronti di tre suoi dipendenti, per aver condiviso su facebook la dichiarazione di un dirigente sindacale in merito alla salvaguardia dei livelli occupazionali.

In merito a ciò Borraccino ha annunciato di aver presentato un’interrogazione rivolta al presidente della Regione, nonché assessore alla sanità Michele Emiliano, chiedendo un suo intervento in qualità di uomo di legge e di magistrato in aspettativa e di verificare la legittimità di un’azienda a reagire in questo modo, colpendo con provvedimenti disciplinari dei lavoratori rei solo di aver espresso una libera opinione.

Nel corso dell’incontro con la stampa il consigliere Borraccino è ritornato ad affermare la sua netta contrarietà rispetto all’ipotesi che circola in relazione alla pubblicazione della gara per l’affidamento del servizio di ristorazione nelle strutture ospedaliere pugliesi.

“L’ipotesi della gara unica – ha evidenziato l’esponente di SI – determinerebbe la chiusura di numerosi centri di cottura ospedalieri esistenti, per preferire i pasti preparati con il metodo “cook and chill” e potrebbe mettere a repentaglio le condizioni occupazionali dei lavoratori attualmente occupati nel settore per i quali, invece, chiediamo che venga avviato il percorso dell’internalizzazione del servizio, che risulterebbe utile ai fini di un notevole risparmio per le casse della Regione e di una maggiore tranquillità per i lavoratori. Soprattutto se si considera che oggi questi lavoratori guadagnano non più di 700 euro al mese e non potrebbero permettersi di sopportare anche le spese aggiuntive di trasporto per raggiungere il capoluogo barese, provenendo dalle varie province pugliesi”.

“Per questo - ha concluso Borraccino – continueremo la nostra battaglia su questo tema, chiedendo al presidente Emiliano di cambiare radicalmente percorso. Pertanto, alla luce di quanto accaduto e della riunione avvenuta il 13 aprile tra il capodipartimento Ruscitti e le organizzazioni sindacali, chiederò da subito l’audizione in Commissione sanità per avere chiaro il quadro della situazione, auspicando anche la presenza del presidente Emiliano”.

Durante la conferenza stampa sono intervenuti anche il segretario regionale di SI Nico Bavaro e il dirigente dell’USB Francesco Rizzo (autore del post sulla piattaforma di facebook), i quali hanno espresso tutto il loro sostegno ai tre dipendenti della Ladisa e a tutti i lavoratori preoccupati per il loro futuro occupazionale, annunciando di proseguire in ogni sede la loro battaglia a difesa della qualità dei pasti e delle condizioni lavorative.

A margine dell’incontro, è intervenuto anche l’avvocato Mario Sorge, difensore dei lavoratori sospesi, che ha inquadrato la questione sotto il profilo giuridico, preannunciando che se non si dovesse giungere al ritiro del provvedimento disciplinare, ci sarà una battaglia legale contro chi voglia ledere il diritto all’informazione.