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Commissione Ue: Italia conduca politica di bilancio 'ragionevole'

ROMA -Arrivano i primi moniti dell'Unione europea sulla tenuta economica del nascente Governo M5s-Lega. Il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, ha invitato il prossimo governo italiano a condurre "una politica di bilancio ragionevole".

"La Commissione europea in linea di principio non interferisce con le politiche nazionali - ha osservato Dombrovskis in un'intervista al quotidiano economico tedesco 'Handelsblatt' - ma per noi e' importante che il nuovo governo italiano conduca una politica di bilancio ragionevole", perchè "l'Italia ha il piu' alto debito pubblico nell'area dell'euro dopo la Grecia".

"Non abbiamo visto ancora tutte le questioni, ascolteremo e parleremo con loro, ma sì, ci sono alcuni elementi preoccupanti" nelle idee di politica commerciale del nuovo governo italiano. Così la Commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem.

"Il nuovo governo non è ancora stato confermato quindi non abbiamo ipoteticamente discusso" con nessun interlocutore dell'esecutivo che sarà formato a breve, ha aggiunto la commissaria a chi le chiedeva se avesse avuto contatti con qualche rappresentante di M5S o Lega sulle questioni commerciali.

SALVINI: "STOP A INVASIONI DI CAMPO" - Subito arriva la risposta di Matteo Salvini: "Proseguono le invasioni di campo. Dopo francesi e tedeschi, oggi è il turno del ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn: "Spero che Mattarella non permetta al nuovo governo italiano di distruggere tutto il lavoro fatto negli ultimi anni in Europa". Confermo: all'estero stiano sereni, agli italiani ci pensiamo noi", ha scritto Salvini su Facebook.
   
L'ALLARME DI FITCH: "ACCORDO M5S-LEGA ACCRESCE RISCHIO PAESE" - "L'accordo politico di coalizione tra i due partiti italiani più populisti ed euroscettici aumenta i rischi per il profilo di credito del Paese, in particolare attraverso un allentamento della disciplina fiscale e un potenziale danno alla fiducia". A lanciare l'allarme un report sull'Italia pubblicato dall'agenzia Fitch secondo la quale "quanto questi rischi si tradurranno in una valutazione di credito più debole è incerto e dipenderà dalla capacità del governo di realizzare il suo programma e da come si risolverà lo scambio tra i diversi elementi".

Governo: Fico e Casellati da Mattarella per l'eurogaranzia sul gialloverde?

di NICOLA ZUCCARO - Dopo aver ricevuto nel pomeriggio di lunedì 21 maggio 2018 le delegazioni del Movimento 5stelle e della Lega, rispettivamente guidate da Luigi Di Maio e da Matteo Salvini, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà al Quirinale nella mattinata di martedì 22 maggio i presidenti della Camera Roberto Fico, alle 11, e del Senato, Maria Elisabetta Casellati, alle 12.

La convocazione delle due cariche dello Stato consisterà in un'ulteriore consultazione per sciogliere la riserva sull'affidamento dell'incarico relativo alla formazione del nuovo Governo. A tutt'oggi il nome più gettonato resta quello di Giuseppe Conte. Ma la decisione intrapresa da Mattarella induce a pensare che il tasso di garanzia e di affidabilità di un governo gialloverde resti ancora basso, poichè privo di quelle rassicurazioni richieste - in primis - dall'Unione Europea.

Di Maio, pugliese Conte è nome premier


ROMA - Il docente di diritto privato Giuseppe Conte è il nome indicato come premier durante le consultazioni tra M5s-Lega e il Capo dello Stato Sergio Mattarella al Quirinale. Conte è originario di Volturara Appula, in provincia di Foggia. Il nome di Conte era trapelato negli ambienti romani già da alcune ore ed era stato anticipato da Giornale di Puglia.

Giuseppe Conte, 54 anni
"Abbiamo indicato al presidente della Repubblica il nome che secondo noi può portare avanti il contratto di governo. È un momento storico. Ovviamente il nostro obiettivo era ed è migliorare la qualità della vita degli italiani e in questi 80 giorni abbiamo imposto un metodo: prima si discuteva di temi e poi di nomi", ha detto Di Maio subito dopo l'incontro, insistendo sul fatto che "le questioni degli italiani vengono prima di ogni cosa. Sono orgoglioso di aver portato al governo il nostro programma elettorale, ci sono i 5 stelle, ci sono i nostri 20 punti".

Gli esponenti del M5S da Mattarella
Qualora il presidente "dovesse valutare il nome come giusto, il nostro sarà un governo politico, che metterà al centro le questioni politiche", ha chiarito il leader del Movimento. "Sarà un governo magari inaspettato, ma votato - ha aggiunto il leader M5s -. È una grande occasione per l'Italia. Speriamo si possa iniziare questo nuovo percorso per la Repubblica Italiana, adesso nasce la Terza Repubblica". E ha concluso: "All'estero dico: fateci partire, poi criticateci".

Quindi è arrivato il turno del leader del Carroccio Matteo Salvini, in anticipo rispetto alla convocazione delle 18. Ad accompagnare i due leader le delegazioni di partito, composte per i cinquestelle dai capigruppo di Senato e Camera Danilo Toninelli e Giulia Grillo, mentre per la Lega ci sono Gian Marco Centinaio e Giancarlo Giorgetti. Poco prima di vedere il capo dello Stato, c'è stato, però, un nuovo incontro alla Camera tra i due.


"Abbiamo fatto il nome al Presidente e abbiamo ben chiara la squadra ed il progetto di Paese. Siamo vogliosi di partire per far crescere l'economia del paese", ha detto il leader della Lega, al termine del colloquio con Mattarella. Il governo metterà al centro l'interesse nazionale "rispettando tutto e tutti, rispettando tutte le normative e i vincoli, ma facendo crescere il Paese", ha detto Salvini. "Nel pieno rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica aspettiamo sue indicazioni. Non vediamo l'ora di partire".

L'ALLARME DI FITCH: "ACCORDO M5S-LEGA ACCRESCE RISCHIO PAESE" - "L'accordo politico di coalizione tra i due partiti italiani più populisti ed euroscettici aumenta i rischi per il profilo di credito del Paese, in particolare attraverso un allentamento della disciplina fiscale e un potenziale danno alla fiducia". A lanciare l'allarme un report sull'Italia pubblicato dall'agenzia Fitch secondo la quale "quanto questi rischi si tradurranno in una valutazione di credito più debole è incerto e dipenderà dalla capacità del governo di realizzare il suo programma e da come si risolverà lo scambio tra i diversi elementi".

Conte assente nei registri di New York

di PIERO CHIMENTI - Conte! Chi è costui? Parafrasando i Promessi sposi è quello che avranno pensato quelli dell'Università di New York dove Giuseppe Conte, candidato premier di Lega e 5Stelle, ha dichiarato di aver svolto i propri studi. Come riporta il New York Times, il probabile futuro Capo di Governo non risulta nei registri nè come studente nè come membro della facoltà, così come dichiarato nel suo curriculum, ma il portavoce dell'ateneo statunitense non esclude che possa aver frequentato un programma breve di uno o due giorni di cui non ci sono registri.

Lecce, sciopero dei lavoratori della Comdata. M5S: "La giunta convochi l’azienda per conoscere il futuro della sede"

LECCE - “Le istituzioni non possono restare immobili di fronte ai timori dei lavoratori della Comdata di Lecce, preoccupati dopo l’annuncio da parte dell’azienda di voler chiudere le sedi  di Padova e Pozzuoli. La giunta regionale deve incontrare l’azienda per conoscere il futuro della sede  leccese e salvaguardare gli attuali livelli occupazionali. I lavoratori hanno bisogno di chiarezza”. Così il consigliere del M5S Antonio Trevisi in seguito allo sciopero effettuato venerdì scorso dai lavoratori di tutte le sedi Comdata  per manifestare solidarietà ai colleghi delle due sedi di cui è stata comunicata la chiusura.

“La preoccupazione - continua Trevisi - è quella che le chiusure non si fermino a alle sedi di  Padova e Pozzuoli, ma coinvolgano anche altre sedi italiane. La politica non può restare a guardare, per questo chiediamo alla giunta regionale di far sentire la sua vicinanza ai lavoratori e convocare immediatamente l’azienda: bisogna scongiurare il rischio chiusura e quello di una eventuale riduzione dell’organico. Non è accettabile che vengano violati i diritti dei lavoratori che da un momento all’altro si possono trovare senza un’occupazione. Per colpa del Jobs Act - conclude -  si è avuta come conseguenza la perdita di tutele e garanzie e questo dimostra il fallimento della riforma del mercato del lavoro”.

Tajani, "Il reddito di cittadinanza è un errore clamoroso"

ROMA - "Il reddito di cittadinanza per i giovani mi sembra veramente un errore clamoroso che non aiuta il futuro del nostro Paese. Non credo che ai nostri ragazzi dobbiamo fare l’elemosina, ma dobbiamo metterli nelle condizioni di avere un lavoro. Noi dobbiamo creare un lavoro. La politica deve fare tutto ciò che può per permettere alle imprese, al mondo dell'agricoltura, delle libere professioni, del commercio, di crescere e di svilupparsi" ha dichiarato il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, a margine di un incontro a Catania.

"Io non regalo 800 al mese ai miei figli per alzarsi alle 10 del mattino e non fare nulla perché hanno un reddito. La dignità, lo dice anche Papa Francesco, é il lavoro. Noi dobbiamo fare di tutto perché, come dice la nostra costituzione, che è fondata sul lavoro, noi dobbiamo garantire ai nostri figli la possibilità di lavorare perché è anche un dovere lavorare, dare un contributo alla società. È chiaro che nel Sud c'è un problema grande della disoccupazione giovanile. E la grande sfida, allora, non si risolve continuando con la vecchia politica dei regali perché dopo due, tre, quattro mesi quando non ci saranno più i soldi, non si pagano più gli stipendi ai poliziotti, ai carabinieri, ai finanzieri e ai maestri. Se ci fosse stata una riabilitazione di Berlusconi prima delle elezioni politiche, certamente il risultato sarebbe stato diverso. Noi abbiamo corso di fatto senza candidato premier. Poi io ho accettato la proposta di Berlusconi negli ultimi giorni qualora avesse vinto lo schieramento del Partito Popolare Europeo, a mettermi a disposizione del Paese. Berlusconi é il leader e fondatore del nostro movimento e averlo avuto riabilitato avrebbe significato ottenere un risultato. Forse e le cose sarebbero andate meglio di di come stanno andando ora. La candidatura di Berlusconi a premier? Una proposta che lui ha fatto per rilanciare l'unità del centrodestra in alternativa a un accordo M5S-Lega che non é un accordo del centrodestra e del M5S. É tra una parte del centrodestra e il M5S. Vedremo cosa sapranno fare nell'interesse dell’Italia".

Calenda, "il Pd rischia di finire"

ROMA - "Le cose che si sono viste nell’Assemblea di sabato non hanno nulla a che fare con un grande partito progressista che ha governato bene l’Italia per una legislatura. Cose indecorose per come è la situazione nel Paese. Il Pd rischia di finire. Un partito che diventa la somma di io sto con Renzi, io sto con Orlando, io sto con Martina, io sto con Franceschini, io sto con Y, non è più un partito ma una terza media all’ora di ricreazione. Non restituisco la tessera. Però è chiaro che il Pd così com’è non va da nessuna parte e non basta più" ha dichiarato, in un'intervista a la Repubblica, il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

"Siamo diventati un partito incomprensibile. Avevo già detto che ci voleva una grande segreteria costituente, in cui ci fossero tutte le persone che hanno rappresentato il Pd oggi e ieri. Oltretutto è incomprensibile questa guerra tra persone che sono state al governo insieme. Su cosa ci stiamo dividendo?. Il Pd si spaccherà? Non credo, ma continuerà questa litigiosità, un conflitto a bassa intensità infinito. Sbaglieremmo clamorosamente se volessimo mutare pelle. Siamo già una forza liberal democratica che ha governato bene ma ha perso la rappresentanza perché ha ignorato le paure. Per questo lavoro non ci sono scorciatoie, le alleanze si fanno nella società, non nel Parlamento".

Ilva, Emiliano: "Coinvolgere regione è segnale di cambiamento"

BARI - “Leggere nelle dichiarazioni odierne che c’è la volontà di coinvolgere Regione Puglia e Comune di Taranto sulla vicenda Ilva, così come vedere che c’è attenzione per il progetto di decarbonizzazione avanzato ormai da due anni dalla Puglia, è un segnale di cambio di metodo rilevante.

La Regione Puglia fino a questo momento, è stata estromessa da tutti i tavoli ministeriali, pur possedendo grazie ai suoi Uffici informazioni e risorse fondamentali per tutelare al meglio ambiente, salute e lavoro.

Al Governo spetta scegliere quale sarà il futuro di Ilva, la Regione Puglia alla luce della strategia nazionale collaborerà come sempre ha fatto nell’interesse dei cittadini pugliesi e di Taranto, nel rispetto delle leggi e delle linee programmatiche, che vedono nella tutela della vita, della salute, dell’ambiente, del lavoro, dei livelli occupazionali e delle norme sulla sicurezza dei lavoratori, principi fondamentali.
Principi peraltro affermati anche dall’Unione Europea”.

È il commento del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano con riferimento alle dichiarazioni di Lorenzo Fioramonti (M5S) a margine del tavolo convocato oggi a Taranto con i sindacati.

Zullo: “Ma si chiude o rimane aperta? M5S e Lega si mettano d’accordo” - Il presidente del gruppo regionale di Direzione Italia-Noi con l’Italia, Ignazio Zullo, chiede ai due partiti di governo di fare chiarezza sul caso Ilva.

“Il rischio è che gli unici ad uscire ‘pazzi’ siano i pugliesi se i parlamentari leghisti e quelli grillini parlassero due lingue diverse e alla fine nessuno capirebbe nulla”! L’Ilva sarà chiusa o no? Per il deputato pugliese Rossano Sasso chiuderla ‘è da pazzi’. Per il consulente economico della Lega, possibile futuro ministro, presente oggi a Taranto con i parlamentari del Movimento 5Stelle, la ‘chiusura’ è prevista dal contratto di governo".

"Due forze che intendono governare insieme non possono avere posizioni così divergenti su una delle tematiche più scottanti a livello nazionale. Non ci possono essere equivoci o interpretazioni, forse, anche di comodo per dare un colpo all’incudine e all’altro al martello, magari con l’intenzione di recitare uno la parte ‘buono’ e l’altro quella del ‘cattivo’. Il governo del Paese è una cosa seria e ancora più seria è la situazione socio-economica. Ma qui i meno seri sembrano proprio i futuri governanti", conclude.

Borraccino: "La politica discuta seriamente e su concrete tesi economiche e scientifiche" - Dichiarazione del consigliere regionale di Sinistra Italiana/Liberi E Uguali Mino Borraccino.

"In queste ore stiamo assistendo ad uno spettacolo indecoroso sulla pelle di migliaia di lavoratori e sul futuro dell’intero Paese. A Taranto, in questo momento, è in corso la più grande crisi industriale d’Italia e, francamente, non se ne può più di un dibattito che sembra quasi una lite tra tifoserie. Una situazione come quella dell’Ilva (con 14.000 dipendenti, praticamente tutta la quota di produzione dell’acciaio per l’Italia e il diritto alla salute di diverse centinaia di migliaia di persone), merita un dibattito di altissimo profilo scientifico e politico. Siamo di fronte ad una scelta decisiva per l’Italia ed è il momento in cui le decisioni devono essere prese in conseguenza di una discussione che deve coinvolgere istituzioni statali e cittadini nel pieno della consapevolezza. Si tratta di discutere di quello che dovrà accadere nei prossimi, almeno, cinquant’anni, in un settore strategico dell’economia nazionale ed in un territorio vasto e delicato come quello tarantino."

"Tutte le posizioni parziali e legittime devono trovare il modo di giungere ad una sintesi proficua perché, se questo non accadrà, il conflitto rischia di tradursi in una vera e propria fucina di odio sociale. Vorremmo poter confrontare le nostre posizioni con chi ha il compito di governare il Paese in questo momento e discutere di tutte le conseguenze a lungo termine che ogni proposta produrrebbe. Da molti anni continuiamo a ripetere che serve una grande scommessa industriale per rilanciare l’idea che in quel territorio si deve poter produrre acciaio senza offendere la salute dei cittadini e senza calpestare la dignità e la sicurezza dei lavoratori. Il M5S e la Lega, che si apprestano a varare un Governo, dicano se vogliono fare la valutazione dell’impatto e del rischio sanitario per il siderurgico oppure se vogliono lasciare le cose così come sono e continuare a parlare alla pancia dei cittadini, evitando di affrontare la questione dal punto di vista scientifico. Se si continua a discutere senza affrontare la sopracitata questione, ognuno si sentirà legittimato a sostenere la propria posizione su chiusura o su prosecuzione dell’esercizio, così come da accordi fra Governo e Mittal, ma il Paese avrà perso ancora una volta l’occasione di cogliere la sfida dell’innovazione industriale, che è l’unica strada che può condurci verso il progresso".

Lecce, atti vandalici in piazzetta Castromediano: interviene il vicesindaco Delli Noci

LECCE - In merito agli atti vandalici verificatisi nella serata di ieri in piazzetta Castromediano, interviene il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Delli Noci.

“Quello che è accaduto nella centrale piazzetta Castromediano è un fatto molto grave, un danno ingente che, per il suo ripristino, comporterà l'utilizzo di risorse pubbliche che avrebbero potuto essere destinate ad altro. Un fatto che pare sia accaduto intorno alle 19.30 nella totale indifferenza dei passanti che hanno lasciato che alcuni ragazzini - questo è stato riferito - saltassero sulle vetrate finché le stesse non sono andate in frantumi. Abbiamo denunciato quest'atto vergognoso e - con l'aiuto delle telecamere - non appena saranno individuati i responsabili, l’Amministrazione chiederà il risarcimento di tutti i danni subiti. Voglio ricordare che, solo due settimane fa, avevamo provveduto a ripulire l'area archeologica della piazzetta  e subito dopo ad illuminare la stessa con l'obiettivo di valorizzare questo patrimonio culturale della città. L'assessorato al Turismo sta predisponendo con lo stesso obiettivo, apposita segnaletica. Tutto questo non è stato evidentemente sufficiente e tutto questo ci insegna - qualora ce ne fosse bisogno - che ciascuno di noi, secondo le proprie responsabilità - può e deve prendersi cura dei beni comuni, che non sono né pubblici né privati ma di tutti e di cui tutti dobbiamo farci carico. Se vogliamo una città più bella e decorosa ognuno di noi deve metterci del proprio”.

Sicurezza treni, interrogazione di Turco per libera e gratuita circolazione forze di polizia e forze armate

di REDAZIONE - “Per garantire maggiore sicurezza sui treni regionali occorre favorire la libera e gratuita circolazione del personale appartenente alle forze di polizia e alle forze armate. Per questo l’assessore regionale ai Trasporti, Antonio Nunziante ci dica se al momento esistono convenzione attive o se la Regione Puglia intenda stipularne delle nuove”.

Lo afferma il consigliere regionale de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco nell’apposita interrogazione sui protocolli d’intesa tra Regione e Trenitalia.

“Nell’anno 2010 – ricorda Turco – fu stipulata una convenzione che, dal 1 gennaio al 31 dicembre del 2011, consentiva la libera e gratuita circolazione sui treni regionali della società Trenitalia SpA al personale permanente in servizio di P.G., a condizioni ben precise, sia in divisa, sia in abiti civili. Bene, quel protocollo aveva una nobile finalità: contrastare ogni forma di vandalismo a bordo dei treni, combattere l’evasione tariffaria e garantire maggiore sicurezza ai pendolari soprattutto nelle fasce serali. Tema quanto mai di stringente attualità in un momento storico così delicato per la minaccia del terrorismo”.

“Ora – aggiunge Turco – di quel protocollo non sappiamo più nulla. Non sappiamo se è stato poi prorogato, se è ancora in vigore o se, in caso contrario, la giunta regionale intenda farsi promotrice di un’altra sottoscrizione con Trenitalia. In ciascuna delle diverse ipotesi, chiedo all’assessore Nunziante di estendere la libera e gratuita circolazione anche agli appartenenti alle forze armate, alle stesse condizioni degli appartenenti alle forze di polizia, sul modello delle convenzioni già attive in altre Regioni come Campania, Lazio e Lombardia”.

“Tale intesa – conclude Turco – avrebbe il merito di centrare un doppio obiettivo: garantire sicurezza e tranquillità a bordo dei treni regionali e ridurre sensibilmente i danni quotidiani al materiale rotabile ferroviario”.

Governo: Lega-M5S, chiuso accordo premier e squadra

ROMA - Nuovo incontro ieri mattina tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il capo politico M5s e il leader della Lega hanno avuto un faccia a faccia durato circa due ore, dalle 11 fino alle 13.

Il colloquio si è tenuto in un luogo che viene definito "privato", lontano da giornalisti e telecamere.

"Stamattina - ha detto Matteo Salvini durante un comizio a Fiumicino e parlando dell'incontro avuto in mattinata con Luigi Di Maio - abbiamo chiuso l'accordo sul premier e sulla squadra di ministri. Speriamo che nessuno metta veti su una scelta che rappresenta la volontà della maggioranza degli italiani".

Il segretario leghista aveva garantito sabato che a Palazzo Chigi non andranno né lui né il capo politico dei M5s. Ma "abbiamo delle idee" su una figura 'terza' ai partiti, ha spiegato dopo aver votato, a Milano, in uno dei mille gazebo che - dice - hanno accolto oltre 100 mila persone nel referendum sul contratto di governo.

Monito al futuro Governo italiano dal ministro francese dell'economia, Bruno Le Maire, che mette in guardia dal rischio che la stabilità della zona euro sia "messa a rischio" dal nuovo governo. "Se il nuovo governo non rispetterà i suoi impegni sul debito, sul deficit, ma anche sul consolidamento delle banche, l'intera stabilità finanziaria della zona euro sarà minacciata", ha avvertito nel corso di una trasmissione televisiva.

Governo: Giuseppe Conte premier pugliese all'orizzonte

di NICOLA ZUCCARO - Dopo Aldo Moro, un altro pugliese potrebbe fare il suo ingresso a Palazzo Chigi. Si tratta del 54enne Giuseppe Conte, originario di Volturara Appula, in provincia di Foggia. E' quanto trapela da ambienti vicini al Movimento 5 Stelle a poche ore dalla convocazione del rispettivo leader Luigi Di Maio al Quirinale e di quello della Lega, Matteo Salvini. Entrambe, nel pomeriggio di lunedì 21 maggio, potrebbero proporre al presidente della Repubblica questo nome. Giuseppe Conte attualmente insegna Diritto privato all'Università di Firenze.

Mattarella riprende consultazioni alle 17.30 - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riprenderà oggi le consultazioni. Alle 17.30 vedrà la delegazione M5s: Danilo Toninelli e Giulia Grillo e Luigi Di Maio. Alle 18.00 quella della Lega: Gian Marco Centinaio, Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini.

Ultime trattative tra Lega ed M5s per il governo M5S-Lega - Il leader del Carroccio Salvini, durante un comizio a Fiumicino, in merito all'incontro avuto in mattinata con Luigi Di Maio, ha dichiarato: 'Abbiamo chiuso l'accordo sul premier e sulla squadra di ministri. Speriamo che nessuno metta veti su una scelta che rappresenta la volontà della maggioranza degli italiani".

Il faccia a faccia, avvenuto domenica 20 maggio e durato poco più di un'ora, è terminato all'ora di pranzo ed è stato tutto incentrato, si apprende in ambienti politici, sul nodo del premier e sulla squadra di governo. Nel corso della giornata i due leader hanno avuto anche una serie di contatti telefonici.

Governo, Salvini: "Il premier? Un professionista incontestabile"

ROMA - Tentativi d'intesa tra M5S e Lega sul premier, il cui nome - almeno è questo l'obiettivo - potrebbe esserci lunedì. Ai giornalisti che gli chiedono quando si rivedrà con il leader dei 5Stelle, il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, risponde: "Entro domani".

L'obiettivo del leader del Carroccio è quello di andare con il nome del presidente del consiglio lunedì al Quirinale. Ma, aggiunge, "devo ancora sentire Di Maio".

Salvini vuole a Palazzo Chigi "un professionista" di altissimo profilo: "Ne' io ne' di Maio premier? Questo mi sembra chiaro fin dall'inizio", ha risposto il leader del Carroccio ai giornalisti dopo aver votato al referendum sul contratto di governo in un gazebo della Lega a Milano.

La figura che indicheremo come presidente del Consiglio sarà, ha aggiunto il segretario leghista, "una figura che vada bene a entrambi, con esperienza professionale incontestabile e che condivida e abbia contribuito alla stesura del programma".

No Tav, Di Maio: "Diremo alla Francia che non serve"

ROMA - Nel contratto di governo tra Movimento 5 Stelle e la Lega "c'è il blocco di un'opera che è inutile. Andremo a parlare con la Francia e gli diremo che la Torino-Lione poteva valere trent'anni fa, ma non più oggi. Non serve più". A dichiararlo il leader pentastellato, Luigi Di Maio, che a Ivrea ha dato inizio al tour per illustrare l'accordo di governo con il Carroccio.

Il leader politico M5S, durante il suo intervento a Ivrea, ha definito quella contro la Tav "una battaglia storica, che molti anni fa ha dato inizio a tutto questo".

Intanto migliaia di persone si sono radunate in bassa Valle di Susa per partecipare al corteo No Tav da Rosta a Avigliana. Vi sono anche alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle e consiglieri comunali pentastellati di Torino tra i presenti. Hanno aperto il corteo i sindaci di diversi paesi della valle.

FRANCIA: 'ITALIA RISPETTI IMPEGNI O EUROZONA A RISCHIO' - A stretto giro di posta monito all'Italia dal ministro francese dell'economia, Bruno Le Maire, che mette in guardia dal rischio che la stabilità della zona euro sia "messa a rischio" dal nuovo governo. "Se il nuovo governo non rispetterà i suoi impegni sul debito, sul deficit, ma anche sul consolidamento delle banche, l'intera stabilità finanziaria della zona euro sarà minacciata", ha avvertito nel corso di una trasmissione televisiva.

Emiliano a Altamura con Don Ciotti

ALTAMURA (BA) - “Sono tanti anni, nelle varie funzioni che ho svolto nella mia vita, che ho avuto modo di lavorare e riflettere con don Luigi Ciotti. Questa comunità è stata capace di resistere a un evento terribile, la morte di Domenico Martimucci, giovane vittima innocente di mafia. Abbiamo partecipato insieme al processo, la Regione Puglia si è costituita parte civile ed ero presente alla lettura del verdetto in aula, a guardare in faccia gli imputati condannati in primo grado. Tutto può essere migliorato, ma se guardiamo indietro negli anni, a quanta strada abbiamo fatto, superando tanti momenti terribili, ci rendiamo conto che l’alternativa sociale dell’antimafia era ed è centrale. Le indagini sono importantissime, così come la confisca dei beni, un lavoro faticoso, artigianale, che porta via tantissima energia, si tratta di attività difficili. Ma quello che cambia le sorti della partita è il messaggio di don Luigi: lo Stato siamo tutti noi e abbiamo bisogno di stringerci, società civile, istituzioni, parrocchie, senza disperarci, senza prendercela sempre con qualcun’altro, ma assumendoci noi la responsabilità, una parola che don Ciotti ci ha insegnato a declinare in ogni contesto. Noi possiamo influenzare tutto ciò che accade e possiamo, tutti insieme, cambiare le cose”. Lo ha detto oggi il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ad Altamura, nella Chiesa del Redentore, alla presenza di don Luigi Ciotti, intervenendo all’evento “Dopo Domi... Noi siamo Domi, legalità e impegno, la nostra scelta”.

Pd: no a congelamento dimissioni Renzi

(ANSA)
ROMA - E' arrivata oggi l'ufficializzazione della fine del segretariato di Matteo Renzi. La sua proposta di congelare le dimissioni non è stata accolta dall'assemblea del partito che ha invece preso atto delle sue "dimissioni irrevocabili". È stato deciso di rinviare a una nuova Assemblea la decisione se eleggere il nuovo segretario in questa stessa assise o in un congresso. Questo il primo risultato della votazione tra i mille delegati dem. Respinta, dunque, anche l'ultima offerta di mediazione arrivata da Matteo Renzi: 'congelamento' delle dimissioni e avanti con Martina fino a nuova Assemblea.

Si è svolta alla fine la conta, non sul segretario però, come invocavano i sostenitori di Maurizio Martina, ma sull'opportunità di continuare a discutere del partito piuttosto che di affrontare il tema del governo Lega-M5s. E i numeri sono stati 397 a 221. Che, tradotto, potrebbe suonare maggioranza per Renzi. Ma in realtà il risultato finale certifica che la maggioranza a disposizione dell'ex segretario è scesa da circa il 70 per cento di un anno fa al 57 per cento, come confermano anche fonti dell'area Renzi.

L'ex segretario si è poi detto "contento" che l'assemblea nazionale "abbia deciso di evitare divisioni: ha vinto la linea di chi, come lui, Gentiloni e Minniti, chiedeva di congelare il dibattito interno. L'unità raggiunta sulla pace interna è un risultato importante". Lo dicono fonti vicine all'ex segretario, a margine dell'assemblea Pd. Per sottolineare questo risultato, spiegano le stesse fonti, i renziani voteranno la relazione di Maurizio Martina.

Con l'ordine del giorno modificato così come è stato letto dal presidente Martina è caduta anche la possibilità di un intervento in apertura di Matteo Renzi, che avrebbe di fatto avviato il congresso.

FRONTE DEMOCRATICO (PD): "ASSEMBLEA PD DI OGGI E' SEGNO DEBOLEZZA EX MAGGIORANZA RENZIANA" - "L'approvazione della relazione di Maurizio Martina, che ha chiesto all'assemblea un mandato pieno a guidare il partito fino al congresso e il rinvio dell'ordine del giorno, è un segno di debolezza della ex maggioranza renziana. Oggi si è plasticamente rappresentata una nuova maggioranza in assemblea. Auguriamo un buon lavoro al segretario che ha ricevuto il 97 per cento del consenso su una linea di discontinuità e cambiamento. Renzi oggi, anziché confrontarsi in assemblea come hanno fatto tutti, ha preferito andar via, sottraendosi al voto e al confronto". A dirlo, una nota di Fronte Democratico, l'area Pd vicina a Michele Emiliano.

Lecce, M5S visita il Conservatorio Tito Schipa. "Risorse umane eccellenti, va garantita una struttura adeguata"

LECCE - Questa mattina una delegazione del Movimento 5 Stelle ha fatto visita al Conservatorio Tito Schipa di Lecce. Alla visita hanno partecipato la consigliera regionale Antonella Laricchia, il consigliere comunale Fabio Valente, il senatore Iunio Valerio Romano e il deputato Michele Nitti, musicista e direttore d’orchestra del Conservatorio Tito Schipa.

I portavoce del Movimento 5 Stelle hanno incontrato il Presidente Biagio Marzo, il direttore Mº Giuseppe Spedicati, insieme ai rappresentanti del consiglio accademico, del consiglio di amministrazione, alla consulta degli studenti e al personale docente e amministrativo, affrontando diverse tematiche legate al Conservatorio che offre Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM). “È emerso - spiegano i pentastellati - come il sistema AFAM nella politica della Pubblica Istruzione sia purtroppo considerato di serie B rispetto ad altri e per questo decisamente trascurato, nonostante il suo indiscusso valore culturale, economico e sociale. Manca perfino una definizione univoca degli organismi di partecipazione politica in cui esercitare l’attività interlocutoria e contrattuale. La problematica centrale - continuano i cinquestelle - è l’inadeguatezza della struttura attuale, troppo piccola, priva di sale adeguate alle attività e soggetta alle infiltrazioni di acqua piovana e umidità. Questo a fronte della sede originale inutilizzata, donata al Conservatorio proprio da Tito Schipa, e che si vorrebbe finalmente acquisire ma della quale da troppo tempo si attende la conclusione della ristrutturazione, nonostante un finanziamento dalla Regione Puglia gestito dalla Provincia di Lecce. Inoltre c’è una lunga attesa dal 2005 dei decreti interministeriali per sbloccare l’approvazione della pianta organica (docenti e altro personale) della sede staccata di Ceglie Messapica che non permette l’erogazione degli stipendi, nonostante lo stanziamento dei fondi nazionali, e non garantisce la totalità dell’offerta formativa in loco. A questo si deve aggiungere che gli studenti componenti delle consulte nazionali chiedono da tempo di essere ascoltati dal Ministero dell’Istruzione, con il quale avrebbero diritto a un incontro una volta al mese ma che non riescono a organizzare da 4 anni”.

I rappresentanti del M5S si sono impegnati a portare nelle sedi istituzionali i problemi del Conservatorio e dell’alta formazione, in modo da trovare al più presto delle soluzioni. La consigliera Antonella Laricchia ha annunciato la richiesta di audizione in VI Commissione regionale cultura dell’Assessore Capone, degli organi rappresentativi del conservatorio di Lecce, della Provincia e Comune di Lecce, mentre il deputato Michele Nitti si occuperà proprio di portare le istanze dell’ AFAM nella Commissione Cultura di cui è componente, per ottenere quel superamento della politica delle mance del Ministero nei confronti dell’Alta Formazione nonostante l’equiparazione di questo comparto a quello universitario.

“Il Conservatorio è un’istituzione aperta alla società e la sua produzione musicale, culturale e artistica - concludono i cinquestelle - è un’attività da valorizzare e che ora si regge solo sull’impegno e l’altissima professionalità delle risorse umane che ne fanno parte, dal personale all’amministrazione, agli studenti, che con tanta passione vi si dedicano ogni giorno. Non possiamo e non vogliamo lasciarli soli: queste persone hanno bisogno di una struttura adeguata che consenta loro di poter lavorare e studiare al meglio”.

Governo: Casaleggio, Di Maio premier ideale

ROMA - Secondo Davide Casaleggio il premier ideale "è Luigi Di Maio". A dichiararlo ad Ivrea dove ha partecipato ad un incontro con lo stesso Di Maio. A chi gli chiedeva se è possibile che questo si concretizzi, Casaleggio ha risposto:"Non lo so, non mi sto occupando di questo tema".

Governo: M5S, via libera iscritti a contratto

ROMA - Consta di trenta punti elencati in 57 pagine il “Contratto per il governo del cambiamento” pubblicato oggi da Lega e M5s. Il contratto ha come incipit il “funzionamento del governo e dei gruppi parlamentari” e si chiude con Università e ricerca. Tra i temi che sono toccati ci sono il conflitto di interessi; debito pubblico e deficit; flat tax; “immigrazione: rimpatri e stop al business”; lo “stop alla legge Fornero”; i campi nomadi; l’Unione europea.

“Il presente contratto di governo – si legge nella premessa – è valido per la durata della XVIII legislatura repubblicana” e “le parti si impegnano ad attuare questo accordo in azioni di governo, nel rispetto della Costituzione Repubblicana, dei principi di buona fede e di leale cooperazione e si considerano responsabili, in uguale misura, per il raggiungimento degli obiettivi concordati”. “I contraenti – si legge ancora – si impegnano a tradurre questo contratto in una pratica di governo e sono insieme responsabili di tutta la politica dell’esecutivo”. Inoltre “stabiliranno insieme il lavoro in ambito parlamentare e governativo e si adopereranno per ottenere il consenso rispetto a questioni relative a procedure, temi e persone”.

Via libera - dichiara il leader politico M5S di Maio in un post sul blog - da parte di più del 94% degli iscritti. "C'è stata una grande partecipazione - sottolinea il leader M5s -durante tutta la giornata. Come certificato dal Notaio che ha garantito la regolarità del voto hanno partecipato alla votazione su Rousseau 44.796 persone che ringraziamo una ad una. 42.274 hanno votato sì e 2.522 no. Il MoVimento 5 Stelle approva il Contratto per il Governo del Cambiamento".

Il leader M5S sottolinea che “in questo contratto non ci sono solo delle proposte, non c’è solo un’idea di Paese, non ci sono solo le nostre battaglie storiche. In questo contratto ci sono le persone che ho incontrato in campagna elettorale”, “ci sono gli italiani in questo contratto. Ci sono io in quanto cittadino italiano. Ci sei tu qui dentro. Leggi questo contratto e sentiti parte di questa ondata di cambiamento che sta per infrangersi sulle speranze di chi voleva che tutto restasse così com’era e sentiti orgogliosamente italiano oggi perchè una nuova era sta per cominciare. La cosa più bella è che ognuno di voi, come me, oggi possa dire: #IoSonoNelContratto”.

Di Maio, "Nei prossimi giorni scioglieremo i nodi sul premier"

ROMA - "Credo che domani il contratto sarà messo al voto online degli iscritti, penso proprio che sia domani”. A dichiararlo ai cronisti il leader del M5S Luigi Di Maio rientrando alla Camera dopo la pausa per il pranzo.

Sul programma, ha spiegato, “sono stati sciolti tutti i nodi” e non sono previsti altri vertici con il segretario leghista Matteo Salvini su questo tema. Nei prossimi giorni, ha aggiunto Di Maio, “scioglieremo il nodo sul premier”.


SALVINI: "FUTURO PREMIER? UNA PERSONA SERIA" - "Lunedì o si chiude oppure abbiamo fatto un enorme lavoro, in pochissimo tempo, del quale qualcuno ci sarà grato, ce l'abbiamo messa tutta - ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, a margine di un appuntamento elettorale ad Aosta -. E la parola tornerà al presidente Mattarella. Altro tempo non ne vogliamo portare via. Sono ottimista per natura ma bisogna essere anche realisti. Ci sono scelte che dipendono da noi e altre scelte che dipendono da altri".

"L'identikit del futuro premier? Una persona seria", ha spiegato Salvini. "Se ci sarà, il premier firmerà il contratto, assolutamente, sarà il garante dell'attuazione del programma, non diamo pacchetti chiusi a nessuno. Chiunque sia, sarà protagonista o magari è già protagonista, della stesura di questo programma".