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Striscia di Gaza: razzo a nord di Tel Aviv, 7 feriti

GAZA - Torna la paura sulla Striscia di Gaza, a causa di un razzo che ha colpito una casa in una comunità a nord di Tel Aviv, ferendo 7 persone. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, da Washington, ha deciso di tagliare la visita negli  Usa e di tornare in patria dopo l'incontro con il presidente Trump.

Intorno alle 5.20 ora locale (le 4.20 in Italia), il razzo ha colpito una abitazione a Herut, nei pressi di Kfar Saba, nella regione centrale di Sharon, a 35 chilometri a nord di Tel Aviv. La casa è andata a fuoco e i pompieri hanno impiegato quasi un'ora per spegnere le fiamme. Insieme ai 7 feriti, sono stati ricoverate in ospedale anche diverse persone residenti in zona, sotto shock. 

Secondo le informazioni fornite dai soccorritori, un 59enne e una donna di 30 anni sono in condizioni gravi, mentre il marito di lei, e i loro figli, una ragazzina di 12 anni, un bimbo di 3 anni e uno di 6 mesi, hanno riportato lievi ferite. 

Solo dieci giorni fa, due razzi sparati da Gaza caddero su Tel Aviv senza causare danni né feriti: sono stati i primi a cadere sulla città dalla guerra del 2014. Israele ha risposto bombardando un centinaio di obiettivi nell'enclave palestinese.

HAMAS: RAZZO SPARATO PER ERRORE - "Il razzo caduto su una casa in una comunità a nord di Tel Aviv è stato sparato dalla Striscia di Gaza per errore e non è stato un attacco deliberato contro Israele". Lo hanno sostenuto fonti interne ad Hamas, riportate dalla radio israeliana Arutz Sheva. I leader del movimento islamico nell'enclave palestinese hanno promesso all'Egitto, che spesso fa da mediatore tra loro e lo Stato ebraico, che verrà lanciata un'indagine sull'incidente.

La Viking Sky è in salvo

MOLDE - Finisce col lieto fine la disavventura dei 1300 passeggeri della Viking Sky, la nave gioiello di Fincantieri in avaria da ieri nelle acque norvegesi: l'imbarcazione è attraccata nel porto di Molde, a circa 500 km dalla capitale Oslo. A bordo c'era anche un italiano: salvo.

"Isis progetta nuova attacchi in Europa"

LONDRA - Lo Stato islamico sarebbe tutt'altro che morto e starebbe progettando nuovi attacchi in Europa, all'indomani del collasso del 'Califfato' in Iraq e Siria: a renderlo noto il Times, sostenendo di aver ottenuto dei documenti da un'area liberata nel nord della Siria.
  
Gli attacchi, secondo il Times, prevedono il sostegno alle cellule già create in Europa, mentre delle vere e proprie 'squadre di assassini' sono state formate in Siria per colpire i propri obiettivi.

Le rivelazioni del quotidiano britannico trarrebbero spunto da alcuni documenti contenuti in un hard disk abbandonato nel corso di un conflitto a fuoco tra elementi dell'Isis e forze locali.

Il muro repubblicano di Trump: spuntano alcune crepe

di DOMENICO MACERI* - “Questo è un voto per la costituzione e l'equilibrio dei poteri”. Con queste parole Mitt Romney, senatore repubblicano dello Utah e già candidato presidenziale nel 2012, ha spiegato il suo voto che ha contribuito a bloccare la dichiarazione di emergenza al confine dichiarata da Donald Trump il mese scorso. Altri undici senatori repubblicani e tutti i loro colleghi democratici hanno votato contro il presidente per un totale di 59 su 100.

La mozione contro l'emergenza al confine era già stata approvata alla Camera con 241 favorevoli dove 13 parlamentari repubblicani hanno abbandonato il presidente. Nonostante i voti alla Camera e al Senato al momento non vi sarebbero sufficienti consensi per sconfiggere il veto annunciato immediatamente in un tweet da Trump. I democratici dovrebbero convincere una quarantina di colleghi alla Camera e altri 8 al Senato per scavalcare il veto e bloccare definitivamente la dichiarazione di Trump.

L'inquilino della Casa Bianca sembrerebbe dunque di averla fatta franca con la sua dichiarazione  di emergenza ma il fatto che Mitch McConnell, l'astuto presidente del Senato, non sia riuscito a bloccare il voto, ci indica che la pazienza dei repubblicani con Trump non è infinita. McConnell, infatti, ha fatto pochissimo per convincere i senatori repubblicani al Senato come avrebbe fatto in altre situazioni. Il messaggio per Trump è che si trattava di una sconfitta annunciata.

Allo stesso tempo però è chiaro che il 45esimo presidente non può contare sul supporto unanime dei legislatori del suo partito, erodendogli il potere. Da aggiungere ovviamente il controllo della Camera dei democratici. Se in passato Paul Ryan, lo speaker repubblicano, non avrebbe mai permesso un voto sull'emergenza al confine, adesso con Nancy Pelosi al timone, la musica è cambiata.

I dodici senatori al Senato che hanno votato contro il loro presidente hanno giustificato la loro decisione in termini di principi costituzionali anche se alcuni hanno aggiunto di essere preoccupati su possibili abusi di dichiarazioni di emergenza da futuri presidenti. In effetti, hanno interpretato la dichiarazione di Trump come una forzatura costituzionale.

Trump avrebbe preferito di non dovere fare uso del suo veto, il primo della sua presidenza, ed ha cercato di convincere personalmente alcuni senatori a non abbandonarlo. In particolar modo, l'attuale inquilino della Casa Bianca ha consultato direttamente il senatore Rand Paul, repubblicano del Kentucky, senza però riuscire a convincerlo. Inoltre, il vicepresidente Mike Pence ha consultato parecchi senatori, cercando almeno di limitare i danni. Questi sforzi avranno avuto dei frutti poiché solo Susan Collins, senatrice del Maine, che ha votato contro Trump, deve affrontare la rielezione nel 2020. Gli altri 11 hanno poco da preoccuparsi dalle minacce poco celate di Trump di incoraggiare candidati a lui più fedeli a sfidarli alle primarie. In uno dei tanti tweet il 45esimo presidente ha infatti lodato i senatori a lui fedeli dichiarando che quando ritorneranno ai loro Stati gli elettori li “ameranno” più di prima. Traduzione: avete il mio supporto.

Il fatto che solo dodici senatori e tredici parlamentari abbiano abbandonato Trump sulla questione dell'emergenza non sarebbe un grosso allarme ma altri recenti voti ci confermano che la sua nave ha cominciato a fare acqua sul serio. Il Senato ha recentemente votato (54-46) per mettere fine al supporto delle brutali azioni militari dell'Arabia Saudita nello Yemen. In questo caso 7 senatori repubblicani hanno votato a favore della mozione, suggerendo che il supporto americano per la politica dei sauditi, amici di Trump, in parte per ragioni economiche, sta erodendo.

C'è da aggiungere che la Camera ha anche votato in maniera schiacciante bipartisan (420 Sì, zero No) una risoluzione che renderebbe pubblico il rapporto di Robert Mueller, procuratore speciale sul Russiagate, non appena sarà completato. La risoluzione non è vincolante ma il fatto che tutti i parlamentari repubblicani abbiano votato a favore (eccetto 4 che si sono astenuti votando semplicemente “presente”) vuol dire che anche i repubblicani desiderano trasparenza.Trump non si è opposto al voto ed ha infatti dichiarato che il rapporto dovrebbe essere reso pubblico. La decisione spetterà al nuovo procuratore generale William Barr recentemente confermato dal Senato. Trump potrebbe ovviamente mettere pressione per renderlo pubblico ma se lo metterebbe in cattiva luce potrebbe facilmente cambiare idea.

La sua dichiarazione di emergenza al confine però, salvata dal suo veto, deve affrontare il sistema giudiziario. Parecchie denunce la hanno sfidata e si prevede  che alla fine la Corte Suprema dovrà fare da arbitro. I due voti contrari in entrambe le Camere potrebbero però essere considerati dalle deliberazioni dei giudici come desiderio della legislatura di non spendere soldi per il muro al confine. I giudici dovranno decidere se la costituzione concede veramente alla legislatura il potere di stanziare i fondi o il potere del presidente gli permette di raggirare le leggi.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

I motori si riaccendono: riparte la Viking Sky


OSLO - La nave da crociera Viking Sky è ripartita, sfuggendo così ad un epilogo che era sembrato inevitabile sino a ieri. Sono stati circa 300 su 1.300 i passeggeri evacuati al largo della Norvegia. Per gli altri crocieristi non è stato necessario il trasbordo. Ora la nave da crociera si sta dirigendo verso il porto norvegese piú vicino, quello di Molde, a circa 500 chilometri a nord della capitale Oslo, assistita da un rimorchiatore oceanico.

Secondo i programmi di navigazione avrebbe dovuto raggiungere oggi domenica 24 marzo il Porto di Stavanger, nella parte sud occidentale del Paese. I soccorritori hanno lavorato duramente, come il personale di macchina della Viking Sky che a fatica è riuscito appunto a riavviare i propulsori. Per la "concitazione" e la paura dei primi momenti, ci sono stati circa 10 feriti, tutte persone che si erano gettate in mare temendo il naufragio della meganave da crociera.

TERRORE A BORDO - Ieri la paura si era tagliata a fette a bordo della Viking Sky, la nave in avaria nelle acque di Hustadvika, in Norvegia: pianoforti e piante che si spostavano, membri dell’equipaggio aggrappati alle colonne e passeggeri trascinati per metri.

Sono le impressionanti immagini dalla nave per ore in balia delle onde in Norvegia registrate da una passeggera. Le operazioni di recupero, con l’ausilio di due elicotteri, sono andate avanti tutta la notte, sino al fortunato epilogo.

Viking Sky, ancora 1100 passeggeri da evacuare: terrore a bordo

OSLO - Proseguono le operazioni di evacuazione della Viking Sky, nave gioiello di Fincantieri in avaria dinanzi alle coste norvegesi. Sinora sono stati tratti in salvo circa 180 passeggeri sugli oltre 1.300 a bordo della nave. A renderlo noto i soccorritori. 

E il Centro di coordinamento di salvataggio della Norvegia meridionale (Jrccsn) assicura che non vi è alcun pericolo per le persone ancora a bordo della nave e che il ponte aereo messo in atto potrà accoglierle tutte. I soccorritori hanno aggiunto che le operazioni accelereranno appena ci sarà più luce e migliorerà il tempo.

TERRORE A BORDO - La paura si taglia a fette a bordo della nave in avaria nelle acque di Hustadvika, in Norvegia: pianoforti e piante che si spostano, membri dell’equipaggio aggrappati alle colonne e passeggeri trascinati per metri.

Sono le immagini choc dalla nave in balia delle onde in Norvegia con 1300 persone a bordo, registrate da una passeggera.

Pianoforti che si spostano e soffitti che crollano: terrore a bordo della Viking Sky

OSLO - La paura si taglia a fette a bordo della Viking Sky, la nave in avaria nelle acque di Hustadvika, in Norvegia: pianoforti e piante che si spostano, membri dell’equipaggio aggrappati alle colonne e passeggeri trascinati per metri.

Sono le impressionanti immagini dalla nave in balia delle onde in Norvegia con 1300 persone a bordo, registrate da una passeggera. Le operazioni di recupero, con l’ausilio di due elicotteri, andranno avanti tutta la notte.

Xi Jinping in Italia, firmati accordi su Via della Seta

(Afp)
ROMA - Storica intesa sul commercio tra Italia e Cina. Luigi Di Maio e il presidente della National Development and Reform Commission, He Lifeng, hanno firmato il Memorandum sulla collaborazione nell'ambito della "Via della Seta Economica" e dell' "Iniziativa per una Via della Seta marittima del 21° secolo.

"E' stato un grande successo, ringrazio di cuore il governo italiano". Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping rivolgendosi al sottosegretario Stefani Buffagni prima di salire sull'aereo presidenziale che lo ha condotto poi a Palermo. "Grazie a voi, buon viaggio e buon proseguimento della visita in Italia", ha risposto Buffagni che rappresentava il governo italiano nello scalo di Fiumicino. Xi, prima di salire sul Boeing 747-89 L dell'Air China, ha salutato le forze dell'orine presenti.
GLI ACCORDI SUL TAVOLO - 1) intesa di partenariato strategico tra Cdp e Bank of China siglata dall'ad di Cdp, Fabrizio Palermo e dal presidente di Bank of China, Chen Siqing. 2) Memorandum of understanding sul partenariato strategico tra Eni e Bank of China firmato dall'ad Eni, Claudio Descalzi, e dal presidente di Bank of China, Chen Siqing. 3) intesa di collaborazione tecnologica sul programma di turbine a gas tra Ansaldo Energia e China United Gas Turbine Technology firmata dall'ad Giuseppe Zampini e il presidente Qian Zhimin 4) contratto per la fornitura di una turbina a gas AE94.2K per il progetto Bengang tra Ansaldo Energia, Benxi Steel Group e Shanghai Electric Gas Turbine. 5) Memorandum of understanding tra Cdp, Snam e Silk Road Fund siglato dall'ad di Cdp, Fabrizio Palermo, dall'ad Snam, Marco Alverà, e dal General manager di Silk Road Fund, Wang Yanzhi. 6) Intesa di cooperazione strategica tra Agenzia Ice e Suning.com Group per la realizzazione di una piattaforma integrata di promozione dello stile di vita italiano in Cina. 7) Accordo di cooperazione tra Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale-porti di Trieste e Monfalcone e China Communications Construction Group. 8) Accordo di cooperazione tra il Commissario straordinario per la ricostruzione di Genova, l'autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e China Communications Construction Group. 9) Memorandum of understanding tra Intesa Sanpaolo e il Governo Popolare della città di Qingdao firmato dall'ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, e il vice sindaco, Liu Jianjun. 10) Contratto tra Danieli&C. Officine Meccaniche e China Camc Engineering per l'installazione di un complesso siderurgico integrato in Azerbaijan firmato dal presidente di Danieli, Gianpietro Benedetti, e il presidente di China Camc, Luo Yan.

Cina, bus turistico va in fiamme: 26 morti

PECHINO - Dramma nella Cina centrale, dove un bus turistico è andato in fiamme incendio mentre percorreva un'autostrada: 26 le vittime e 30 i feriti, secondo quanto riferito oggi dalle autorità locali. L'incidente è avvenuto ieri pomeriggio a Changde, nella provincia dello Hunan.

Presenti sul mezzo 56 persone: 53 passeggeri, una guida turistica e due autisti. Questi ultimi sono entrambi detenuti, mentre le autorità investigavano sulla causa dell'incidente. Foto della scena mostrano l'interno dell'autobus da 59 posti completamente carbonizzato, a indicare che probabilmente l'incendio sarebbe scaturito da materiale a bordo.

Orrore in Svizzera: 54enne abusa di un’anziana di 101 anni

WINTERTHUR - I casi di violenza sulle donne riempiono le cronache qui come all'estero, anche con una brutalità senza limiti. Una violenza cieca immune a qualunque tipo di freno inibitore neppure nei confronti delle donne ultracentenarie. Una malvagità che lascia senza parole. Eppure è potuto succedere: uno svizzero di 54 anni è stato convocato per comparire davanti al Tribunale distrettuale di Winterthur (ZH), giovedì, per aver aggredito 15 donne tra maggio e settembre 2017. La particolarità, in questo caso, sta nel fatto che la maggior parte delle sue vittime aveva più di 80 anni, scrive il TagesAnzeiger. La più anziana aveva addirittura 101 anni. 

Secondo il quotidiano, l’uomo si muoveva sempre nello stesso modo: iniziava la conversazione con le sue future vittime facendo loro un complimento, poi, all’improvviso, sollevava le loro gonne e le toccava fra le gambe o al petto. A volte, mostrava loro il suo sesso chiedendo alle donne di toccarlo. L’aggressione più grave è avvenuta ai danni di una 76enne. Quando il cinquantenne si è ritrovato con lei in un ascensore dell'EMS di Winterthur, le ha tirato giù i pantaloni e le mutandine e le ha toccato pesantemente le parti intime. Poi se ne è andato come se nulla fosse successo, una volta che le porte si sono aperte al terzo piano dell'edificio. 

Interpellato sui motivi delle sue azioni, l'imputato ha detto: «Non so cosa è successo». In base a una perizia psichiatrica, l'uomo soffre di un disturbo della personalità, ma questo non ha influenza sui reati. La Corte, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, lo ha condannato a 20 mesi di carcere, a una pena pecuniaria sospesa di 60 ammende giornaliere a 50 franchi e a una multa di 3.000 franchi per coercizione sessuale, molestie sessuali, atti osceni e violazione di domicilio.

Cina, esplode impianto chimico: vittime salgono a 62

(Afp)
YANCHENG - Dramma a Yancheng, nella provincia orientale cinese del Jiangsua, dove 62 persone  (il bilancio si è aggravato nelle ultime ore) sono morte e 90 ferite a causa di un'esplosione avvenuta in un impianto chimico. Il presidente cinese, Xi Jinping, in queste ore in Italia in visita di Stato, ha chiesto alle forze impegnate nei soccorsi tutti gli sforzi possibili per salvare il maggiore numero di vite umane. 

Secondo i dati del Ministero della Gestione delle Emergenze, finora sono state soccorse 88 persone, e i feriti sono stati ricoverati presso l'ospedale di Xiangshui, a circa trecento chilometri a nord di Shanghai.

L'esplosione è avvenuta ieri all'impianto chimico della Tianjiayi: alcune immagini dell'incidente mostravano una palla di fuoco levarsi dalla fabbrica in fiamme, e una colonna di fumo alta decine di metri.

Dopo l'esplosione, secondo dati diffusi nella serata di ieri, sono accorsi sul posto 176 camionette dei vigli del fuoco e oltre novecento pompieri per domare le fiamme. 

Cade dal traghetto a Maiorca durante la traversata: ancora nessuna traccia del passeggero

PALMA DI MAIORCA - Sono proseguite per tutto il giorno al largo della costa spagnola di Magaluf nella baia di Palma a Maiorca le ricerche di un passeggero del traghetto Hypatia de Alejandria della compagnia Balearia, caduto in mare a 15 miglia dall'isola di Tagomag. 

Questa mattina verso le 5, riferiscono fonti della Società nazionale del salvataggio in mare spagnola (Maritime Rescue), due navi della guardia costiera Caliope e Acrux, un elicottero della Guardia Costiera spagnola Helimer 215, un elicottero della Guardia Civil, un aereo dell'aeronautica spagnola e un aereo francese. hanno perlustrato il tratto di mare in cui il passeggero, un cittadino inglese di 30 anni, sarebbe caduto fuori bordo. 

L'uomo si accompagnava con la madre. Non è ancora stato chiarito se la caduta sia stata accidentale o volontaria. Attualmente, sempre secondo fonti di polizia, le ricerche sono in corso. La Hypatia de Alejandria, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” è di proprietà della società spagnola Balearia Group. Oggi era partita da Ibiza ed era diretta a Maiorca. La nave è stata costruita quest'anno in Italia e trasporta circa 880 passeggeri e 166 auto. Costata circa 200 milioni di euro (171 milioni di sterline) è stata varata a febbraio.

Violenze e abusi: bimbo di 7 di 7 anni pugnalato a morte in mezzo alla strada

BASILEA - Un crimine terribile quello accaduto si è verificato oggi attorno alle 12.30 a Basilea, in Svizzera. Un bambino di sette anni, stava tornando a casa, da solo, dopo scuola quando è stato aggredito da una sconosciuta che l'ha pugnalato mentre camminava sul marciapiede. La sua insegnante, che pure stava rientrando dalle lezioni, lo ha trovato gravemente ferito a terra e ha immediatamente allertato i soccorsi. Trasportato d'urgenza al Pronto soccorso dell'Ospedale pediatrico universitario, il bambino è morto poco dopo a causa delle ferite riportate, informa il Pubblico ministero di Basilea Città in un comunicato. 

Secondo i primi elementi dell'indagine, l'autore del reato è una cittadina svizzera di 75 anni che è stata vista allontanarsi dalla scena del crimine. La donna e si è costituita poco dopo l'aggressione, confessando il suo gesto. L'inchiesta non ha però ancora determinato l'esatta dinamica e i motivi del gesto della donna. La polizia cerca eventuali testimoni. La vicenda, che ha suscitato orrore nell’opinione pubblica, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, deve servire a sensibilizzare le istituzioni pubbliche per l’attivazione di campagne contro le violenze sui bambini.

Aereo s’incendia in fase di atterraggio all'aeroporto Mehrabad

(twitter)
TEHERAN - Un aereo ha preso fuoco all’aeroporto iraniano di Mehrabad, a Teheran. Lo riferisce l'agenzia di stampa Fars con un messaggio postato su Twitter, aggiungendo che ci sono circa 50 passeggeri ancora a bordo del velivolo, che avrebbe preso fuoco durante la fase di atterraggio. L’incidente è avvenuto alle 21 ora locale, le 18.30 in Italia. Non sono segnalati feriti. 

Dieci le ambulanze arrivate sul posto, secondo quanto riferiscono le agenzie locali. Il capo del dipartimento di emergenza iraniano, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha aggiunto che l’aereo aveva a bordo circa 100 passeggeri, la metà dei quali è stata evacuata.

Spari su un tram a Utrecht, tre vittime. Killer in fuga

(Afp)
UTRECHT - Attimi di terrore in Olanda, dove diverse persone sono rimaste ferite in una sparatoria nella città di Utrecht. Il dramma si è consumato a bordo di un tram in piazza 24 ottobre. Sono intervenute sul posto le unità antiterrorismo e la polizia ha reso noto in un tweet di prendere in considerazione l'ipotesi che a sparare sia stato un commando terrorista. Tre le persone rimaste uccise, molti i feriti.

I passeggeri del tram sono stati fatti scendere e portati via su furgoni della polizia. Un elicottero sorvola l'area e un'eliambulanza è atterrata sulla piazza per trasportare i feriti. I servizi di emergenza hanno chiesto a tutti gli ospedali di sgomberare i pronto soccorso anche se non è stato comunicato di quante vittime si dovranno occupare.  Alcuni testimoni hanno raccontato di aver sentito diversi spari e di aver visto persone gettarsi a terra.

Sempre secondo quanto riferiscono media locali, l'autore della sparatoria è ancora in fuga. La polizia sta cercando una Renault Clio rossa.

Domenica l'Isis aveva fatto sapere con una serie di messaggi diffusa su Telegram di voler vendicare la strage di musulmani compiuta da un suprematista bianco australiano in due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda. 

Aereo in fase di decollo: si sente un botto tremendo e un odore di cherosene

IL CAIRO - Come riportato dal quotidiano austriaco "Krone", mentre il Boeing 737-800 sta decollando ad un certo punto si è sentito chiaramente un botto e odore di cherosene. Panico a bordo, il comandante per ragioni di sicurezza torna indietro ed effettua un atterraggio di emergenza all'aeroporto di partenza e per oltre 200 vacanzieri, la maggior parte austriaci, diretti a Graz in Austria inizia l'odissea dell'attesa in aeroporto. Dalla paura alla rabbia, succede tutto domenica 17 marzo all'aeroporto di Hurghada, in Egitto, dove il volo FT 3043 della compagnia FlyEgypt diretto a Graz non è mai più arrivato.

«L'aereo ha iniziato a decollare raccontano i testimoni quando ad un certo punto si è sentito chiaramente un botto. Qualcuno ha cercato subito lo sguardo delle assistenti di volo ed ha iniziato a gridare. Subito dopo l'aereo ha rallentato ed è arrivato un messaggio in arabo del comandante che in pochi hanno capito: per problemi tecnici dovevamo rientrare». Dopo l'atterraggio di emergenza, i passeggeri sono stati fatti scendere dall'aereo e accompagnati in una sala del terminal in costruzione. Dopo aver atteso per ore, solo oggi lunedì 18 marzo, i passeggeri sono stati fatti salire su di un altro Boeing per prendere il volo di ritorno. 

L'episodio secondo gli esperti, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, riporta delle “analogie con l’incidente sia di 5 mesi fa, quando un altro Boeing 737 Max che era decollato da Jakarta, in Indonesia, e che precipitò in mare tredici minuti dopo e lo schianto di un Boeing 737 Max 8 in Etiopia, in cui 159 persone hanno perso la vita. Anche in questo volo i problemi sono sorti immediatamente dopo la partenza.

Nuova Zelanda: Tarrant comprò le armi online

WELLINGTON - Si arricchisce di nuovi agghiaccianti particolari la carneficina di Brenton Tarrant, il 28enne australiano autore della strage alle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda. Il giovane killer aveva comprato armi on line, ma non quella in seguito utilizzata per gli attentati costati la vita a 50 persone. A rivelarlo David Tipple, proprietario del negozio di armi Gun City, durante una conferenza stampa. 

Tarrant ha acquistato quattro tipi di armi e munizioni, in tre o quattro transazioni diverse tra il dicembre 2017 e il marzo 2018. Le armi erano di categoria A, ossia semiautomatiche ma con un massimo di sette colpi, in base alla legge attuale neozelandese, che la premier Jacinda Ardern punta a riformare nei prossimi giorni.

"Non abbiamo notato nulla di straordinario nell'ordine. Era un nuovo cliente, con una nuova licenza", ha detto Tipple. Il suo negozio non aveva invece in dotazione fucili da assalto di tipo militare come quello usato per l'attentato, ha proseguito, perché il suo negozio vende solo armi di categoria A.

L'arma usata per la strage sembra essere un AR-15, l'equivalente 'civile' dell'M-16 in dotazione alle forze armate di diversi Paesi.

Ambiente: trovata balena morta con 40 kg di plastica nello stomaco

MANILA - L'elenco, come le foto, è straziante: 16 sacchi utilizzati per imballare il riso, numerosi sacchetti della spesa, bottiglie e addirittura una vaschetta. Complessivamente 40 chili di plastica nello stomaco di una balena a becco di Cuvier trovata morta nelle Filippine. Lo hanno riportato i ricercatori del D'Bone Collector Museum, che hanno recuperato la carcassa del cetaceo all'inizio del mese nelle acque a est di Davao City. In un post Facebook, riporta oggi la Bbc online, i ricercatori hanno scritto che si tratta della quantità di plastica «più grande mai vista in una balena». Il museo ha reso noto che nei prossimi giorni pubblicherà online la lista completa degli oggetti rinvenuti nella carcassa della balena. 

E' l'ennesima terribile e macabra cartolina, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che arriva da un oceano sempre più devastato dall'inquinamento da plastica: sarà l'autopsia a dover decretare come è morta esattamente la balenottera, ma l'impressionante quantità di rifiuti rinvenuti al suo interno fa presupporre la complicità del materiale ingerito nel decesso del cetaceo. Peraltro, in Asia i ritrovamenti di questo tipo cominciano a diventare abbastanza comuni. Da sole le Filippine, sono una della nazioni del continente asiatico che contribuisce di più all’inquinamento degli oceani, secondo Ocean Conservancy.

Rissa su volo Ryanair: pilota costretto ad un atterraggio fuorirotta

GLASGOW - Momenti di paura a bordo di un volo Ryanair partito ieri da Glasgow Prestwick alle 06:10 e diretto a Tenerife, dove si è scatenata l'ira di due passeggeri aggressivi, tanto da causare la deviazione del volo. Due uomini hanno iniziato a litigare e a prendersi a pugni coinvolgendo altri passeggeri, di fronte a famiglie e bambini terrorizzati. Nella baruffa, uno dei due è stato ferito al naso riportando una violenta epistassi che gli ha coperto il volto e ha imbrattato i sedili vicini e gli armadietti sopra la testa dei passeggeri. 

Il comandante dell'aereo, seguendo il protocollo d'emergenza, ha dovuto dirottare il volo presso l'aeroporto più vicino, a Madrid. Su indicazione dei passeggeri e delle assistenti di volo la polizia ha arrestato due persone, acquisendo il video girato da alcuni passeggeri. Il volo è poi ripartito alla volta dell'aeroporto Malaga, raggiungento la sua destinazione con un'ora di ritardo. La compagnia di volo ha successivamente diramato il seguente comunicato: "Non tollereremo comportamenti indisciplinati o turbative in qualsiasi momento e la sicurezza e il comfort dei nostri clienti, dell'equipaggio e dei velivoli è la nostra priorità numero uno".

Episodi del genere non sono nuovi alla cronache a causa di passeggeri turbolenti che si comportano in modo deplorevole e aggressivo una volta sull'aereo, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti", qualcosa che non può e non deve essere tollerato. Solo nel 2017 gli assistenti di volo hanno denunciato 8731 liti a bordo degli aerei, nate per i motivi più disparati ma per le quali l'Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata) ha chiesto di alzare la soglia di attenzione anche perché, come spiegato dal direttore degli Affari esterni Tim Colehan a Ginevra, non tutte le compagnia sono associate alla Iata, facendo pensare che il numero dei litigi sia decisamente superiore. 

Il problema principale è rappresentato dai passeggeri in stato d'ebbrezza ma anche dal poco spazio a bordo dei velivoli che porta ad un aumento delle tensioni tra le persone, così come il non rispetto delle regole minime di sicurezza. I vettori aerei accusano la libera vendita di alcolici in aeroporto come la causa madre di questo dal momento che molti passeggeri si presentano a bordo già ubriachi aumentando così il rischio che da un minimo accenno di tensione si scateni una rissa, costosa anche per le compagnie perché i piloti hanno l'obbligo di far rientrare a terra l'aereo. Atterraggi di emergenza che hanno un loro costo visto che portano a dei ritardi rispetto agli orari schedulati causando richieste di rimborsi da parte delle persone a bordo. I compagni di viaggio e le famiglie che viaggiano per lavoro o una meritata vacanza non dovrebbero essere sottoposti a questo comportamento. E' ora che si intraprendano ulteriori azioni a sostegno dell'equipaggio per garantire che i responsabili siano ritenuti responsabili delle loro azioni per far sì che i clienti possano volare in un ambiente sicuro e senza problemi. Ora, comunque, il responsabile dovrà sborsare 25 mila euro per ripagare i danni alla compagnia aerea.

Alluvione in Papua: oltre 50 vittime

GIACARTA - Sono oltre una cinquantina le persone morte e altre 59 quelle rimaste ferite a causa di piogge torrenziali che nella provincia indonesiana orientale di Papua hanno causato inondazioni improvvise e frane nei villaggi di montagna.
   
Secondo il portavoce dell'Agenzia per la gestione dei disastri, Sutopo Purwo Nugr oho, acqua alta e fango hanno travolto centinaia di case nel distretto di Jayapura; distrutto strade e ponti, ostacolando gli sforzi dei soccorritori.

Tra le vittime anche tre bambini, morti annegati. In tutto gli sfollati sono oltre 4mila.

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