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Incubo terrorismo a Mont-Saint-Michel, si cerca sospetto

Momenti di paura stamani sul celebre isolotto di Mont-Saint-Michel, evacuato dalla polizia francese chiudendo tutti gli accessi al noto sito turistico a causa di una persona sospetta che minaccia di attaccare la polizia. A scriverlo Le Parisien spiegando che non è chiaro ancora se si tratti di un'operazione antiterrorismo. Secondo La Manche Libre l'uomo, che non sarebbe armato ma avrebbe con se' uno zaino, avrebbe gridato di voler "uccidere" i poliziotti.

Il prefetto della Manica, Jean Marc Sabathé, ha detto di aver "setacciato casa per casa" del celebre sito tra le mete principali del turismo francese fosse ancora sull'isolotto. "Per dissipare ogni dubbio - ha spiegato - ho deciso di chiudere l'abbazia, dove si tengono delle funzioni religiose e di fare evacuare il Mont Saint-Michel, ha precisato citato da France Info, mentre un elicottero sorvola la zona. La gendarmeria ha precisato che si tratta di una "misura di precauzione".

Il Mont Saint-Michel - ha spiegato poi - è stato "completamente evacuato. Verso le 11:30 restavano solo cinque o sei persone. Le comunità religiose sono confinate nell'abbazia. Le funzioni religiose sono state annullate". L'uomo sospetto avrebbe tra i 20 e i 30 anni e sarebbe "in corso di identificazione grazie alla videosorveglianza". Sabathé ha aggiunto che "i visitatori, circa un centinaio di persone, sono ormai tutti all'esterno del sito.

Il sito è stato riaperto alle 14. Secondo un giornalista di France 2, la situazione a Mont-Saint-Michel è talmente tranquilla che i turisti stanno cominciando a tornarci già da ora, quindi prima della ufficiale riapertura fissata poco fa dal prefetto di zona.

Siria, scoperta fossa comune Isis: forse sino a 200 corpi

RAQQA - Scoperta a Raqqa, l'ex 'capitale' dell'Isis, una fossa comune che potrebbe contenere fino a 200 corpi: a riferirlo un funzionario della città, Abdallah al-Eriane, secondo quanto riporta Al Arabiya. Secondo al-Eriane circa 50 corpi - tra civili ed estremisti - sono stati recuperati finora. La fossa era stata scavata sotto un campo di calcio, vicino all'ospedale in cui i combattenti dell'Isis si erano trincerati prima di essere cacciati dalla città nell'ottobre del 2017.

Corea del Nord, arriva la svolta di Kim: "Stop ai test nucleari"

Al via nuova fase della storia. La Corea del Nord non effettuerà più test nucleari e missilistici, non ce n'è più bisogno". L'annuncio del leader del regime di Pyongyang, Kim Jong-un giunge a sorpresa, in vista dei due storici summit con il presidente sudcoreano Moon Jae-in, il prossimo 27 aprile, e con il presidente americano Donald Trump nelle settimane successive.

Kim parla al comitato centrale del Partito dei Lavoratori, e il suo intervento segna una vera e propria svolta: "Non c'è più bisogno di test nucleari o di test missilistici, e chiuderemo anche il sito nucleare nel nord del Paese", quello dove sono stati compiuti gli ultimi sei esperimenti atomici, ha promesso Kim rivolgendosi al partito a all'intero Paese. Ora - ha proseguito, secondo quanto riporta l'agenzia di stato nordcoreana Kcna - bisogna cogliere "l'opportunità storica" di un riavvicinamento con gli altri paesi e di un pieno riconoscimento della Corea del Nord da parte della comunità internazionale, concentrandosi - ha sottolineato il leader assoluto di Pyongyang - sulla ripresa economica. La speranza è quella che presto possano essere gradualmente ritirate le sanzioni.

Questa è una notizia molto buona per la Corea del Nord e per il mondo", ha twittato il miliardario dal suo resort della Florida, definendosi "ansioso" di incontrare Kim in occasione dello storico bilaterale in programma entro l'inizio di giugno.

Dimostrare la vera volontà di trattare, dopo le tante promesse infrante dalla sua dinastia, è proprio quello che la comunità internazionale ora chiede a Kim, scrive Repubblica. Sia il presidente del Sud Moon Jae-in, che lo incontrerà venerdì prossimo nella zona demilitarizzata al confine tra le due Coree, sia soprattutto Donald Trump, che ha sempre detto di aspettare passi concreti prima di immaginare qualsiasi tipo di accordo (o un alleggerimento delle sanzioni).

Nonostante l’entusiasmo del presidente Usa, alcuni esperti invitano alla cautela perché la mossa di Kim potrebbe essere tattica, cioè a dire volta a mettere sotto pressione l’amministrazione Usa affinché accetti i termini di un’intesa prima che la Corea del Nord rinunci concretamente al suo programma nucleare, sottolinea La Stampa.

Secondo il New York Times, gli analisti della regione sono profondamente divisi sulle motivazioni di Kim. Alcuni sostengono che il voglia solo usare i negoziati per guadagnare tempo e alleviare le sanzioni internazionali, senza mai rinunciare alle sue armi nucleari. Ma altri dicono che potrebbe essere pronto a rinunciare all'arsenale nucleare già disponibile se gli venissero forniti i giusti incentivi, come garanzie di sicurezza,  un trattato di pace e legami normalizzati con Washington, oltre all'aiuto economico di cui ha bisogno per ricostruire l'economia nordcoreana.

Anche Catherine Dill, ricercatrice associata presso il Middlebury Institute of International Studies di Monterey citata dal Guardian, ha sottolineato che la promessa di porre fine ai test missilistici e nucleari "non equivale allo smantellamento dei programmi nucleare e missilistico". "Forse indica che la Corea del Nord è abbastanza fiduciosa nei suoi programmi nucleari e missilistici per fermare i test mentre concede la prospettiva di uno smantellamento verificabile, un processo è che però è complesso e richiede molta più negoziazione e molta più fiducia di quanto non sia in questo momento. A questo punto, anche se sono ottimista, dobbiamo ricordare che la Corea del Nord può facilmente invertire la rotta"

Sul fronte cinese, il governo ha affidato a una nota la propria "soddisfazione" per la decisione di Kim.

Alabama: giustiziato 83enne, detenuto più anziano

di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - In Alabama, all'età di 83 anni, è stato giustiziato il detenuto più anziano da quando sono riprese le esecuzioni della pena capitale, negli anni '70. Walter Leroy Moody Jr è stato ucciso alle 20 e 42 ora locale (le 3 e 42 in Italia), con una iniezione letale, nella prigione di Atmore. Il detenuto era stato arrestato e condannato a morte nel 1989 per aver ucciso con una bomba il giudice federale Robert S. Vance di Birmingham, durante un periodo di forti azioni terroristiche nel sud degli Stati Uniti.

Francia, scontri e molotov in corteo anti-Macron

(reuters)
PARIGI - Momenti di tensione a Parigi a margine della manifestazione contro le riforme del presidente Emmanuel Macron. Una molotov è stata lanciata in direzione delle forze dell'ordine nei pressi della redazione del quotidiano le Monde, sul Boulevarrd Auguste-Blanqui. Poco più tardi, diversi oggetti sono stati lanciati contro gli agenti in Place d'Italie, precisa l'emittente LCI.

A partecipare alla protesta, indetta dalla Cgt e Solidaires, 15.300 persone secondo un conteggio realizzato dal centro studi Occurence, 11.500 secondo la questura, mentre la Cgt non ha ancora comunicato i dati ufficiali della protesta in larga maggioranza pacifica.

Addio all'ex first lady Barbara Bush, aveva 92 anni

NEW YORK - E' morta all'età di 92 anni l'ex first lady barbara Bush. La Bush, che negli ultimi tempi era stata più volte ricoverata, si era aggravata negli ultimi giorni a causa di alcune complicazioni polmonari e cardiache. Aveva deciso di rinunciare a tutte le cure e di tornare a casa dove è spirata circondata dalla sua famiglia.

"Barbara Bush è stata una donna eccezionale. Con grinta e grazia, cervello e bellezza ha difeso la sua famiglia gli amici e gli Stati Uniti d'America", ha commentato la notizia l'ex presidente democratico Bill Clinton, che era rimasto in buoni rapporti con il suo rivale George H.W.Bush dopo le elezioni del 1992.

Russia, tenta strage a scuola: 4 feriti

MOSCA - Attimi di paura in Russia, nella Repubblica di Bashkortostan, negli Urali, dove uno studente armato di coltello ha fatto irruzione nella sua scuola ferendo almeno 4 persone tra cui tre ragazzini. A riportarlo Russia Today, che cita fonti locali secondo le quali il giovane avrebbe tentato di appiccare il fuoco alla scuola dopo aver aggredito diverse persone in una classe. Il giovane aggressore avrebbe anche tentato il suicidio prima di essere arrestato.

"In base alle nostre informazioni, 4 persone ferite, compresi tre bambini, sono stati trasportati all'ospedale a Sterlitamak", ha riferito il ministero della Salute russo.

Esplode motore in volo, paura sull'aereo Southwest Airlines

(ANSA/AP)
NEW YORK - Un aereo è stato costretto a fare un atterraggio di emergenza dopo che uno dei suoi motori si è disintegrato mentre era in volo. Il Boeing 737-700 della Southwest Airlines, che secondo quanto riferito era partito dall'aeroporto LaGuardia di New York, diretto a Dallas, era a oltre 8 mila metri quando è avvenuto l'incidente che ha costretto il pilota a fare una tappa imprevista a Philadelphia. Centoquarantatre i passeggeri a bordo, terrorizzati, oltre 5 membri dell'equipaggio che hanno riferito di aver sentito prima un forte boato e poi tantissime vibrazioni.

Secondo le informazioni diffuse dai media, evidenzia Giovanni D'Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, il motore di sinistra del Boeing è esploso in volo. I frammenti hanno colpito e distrutto un finestrino: una donna, a quanto pare, è stata risucchiata. Si ritiene che la depressurizzazione abbia causato il passaggio del passeggero femminile attraverso l'apertura. Un passeggero, Marty Martinez, ha pubblicato su Facebok un video dei concitati attimi dell'incidente.

(ANSA/AP)
Il giovane, in particolare, ha cercato di trasmettere in diretta i momenti prima dell'atterraggio: «Qualcosa non va con il nostro aereo, sembra che stiamo andando giù. Atterraggio d'emergenza... Volo Southwest da New York a Dallas...».

In un commento sul suo post di Facebook Live, ha scritto: "Gli assistenti di volo hanno richiesto l'aiuto dei passeggeri per aiutarli a coprire il buco mentre si rompevano i finestrini e hanno cominciato a piangere incontrollabilmente e ad apparire inorriditi mentre guardavano fuori". Un video girato in diretta mostra diversi veicoli antincendio che circondavano il jet sull'asfalto. Una grande quantità di liquido è stata vista sotto il lato sinistro dell'aereo.

Siria, smentito nuovo attacco

(ANSA)
Sale ancora la tensione in Siria per un nuovo presunto attacco nella notte. La tv di stato di Damasco ha annunciato un nuovo raid missilistico contro la base aerea di Al Shayrat, nella regione di Homs, dopo quello dello scorso 14 aprile portato avanti dagli Usa insieme a Francia e Regno Unito.

"E' un aggressione", rende noto l'emittente siriana segnalando l'entrata in funzione della contraerea e annunciando di aver abbattuto dei missili. Ma secondo fonti militari siriane, riportate dall'agenzia di stampa tedesca Dpa, si sarebbe trattato di un falso allarme.

E se sui social media reporter locali hanno twittato immagini di missili in arrivo puntando il dito contro Israele, l'Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito di forti esplosioni vicino alla base di Shayrat, la stessa presa di mira lo scorso anno dal raid missilistico ordinato dal presidente Donald Trump in risposta alle armi chimiche usate contro i civili nella città di Khan Sheikhun.

Londra, accoltellamento mortale di un 18enne

Notte di cieca violenza a Londra dove è morto un diciottenne, accoltellato ieri sera nell'ennesimo agguato registrato dall'inizio dell'anno nella capitale britannica. Teatro dell'omicidio questa volta è stata Chestnut Avenue, nella zona di Forest Gate, settore est della metropoli. La polizia è intervenuta per prestare soccorso, ma non c'è stato nulla da fare: il ragazzo è spirato dopo poco più di un'ora e mezzo.
 
Il numero delle vittime di accoltellamenti in città si avvicina ormai a quota 40 nel solo 2018, con una sessantina di omicidi totali. In 11 occasioni, inoltre, a perdere la vita sono stati minorenni, sullo sfondo di episodi che si incrociano spesso con la piaga delle gang giovanili, dilagante soprattutto in alcuni quartieri, e che colpiscono spesso persone di minoranze etniche. 

Trump, ex direttore Fbi: "Ci sono prove che abbia ostacolato la giustizia"

WASHINGTON - Ci sono "le prove" che il presidente americano Donald Trump abbia ostacolato la giustizia. A renderlo noto nell'intervista all'Abc l'ex direttore dell'Fbi, James Comey. L'ex direttore del Fbi ha detto che il presidente potrebbe aver ostacolato la giustizia quando gli ha chiesto di interrompere un'indagine sull'ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn. "Forse, voglio dire, sono certamente alcune prove di ostruzione della giustizia", ha detto Comey.
 
Intanto il presidente statunitense ed i suoi aiutanti hanno contrastato il blitz mediatico di Comey, attaccando la sua gestione dell'inchiesta sulle e-mail di Hillary Clinton. Comey ha riconosciuto nell'intervista della ABC che la sua convinzione che Clinton sarebbe stata eletta presidente "è stato un fattore" nella sua decisione di riaprire la vicenda di e-mail 11 giorni prima delle elezioni americane, uno sviluppo che secondo la Clinton ha portato alla sua sconfitta a sorpresa.

"Non ricordo di averne parlato, ma era una cosa che doveva essere fatta: se fosse stata eletta presidente e avessi nascosto questa faccenda al popolo americano, lei sarebbe diventata illegittima per l'elezione, nel momento in cui sarebbe venuto fuori", ha aggiunto Comey.

Sottomarino Usa che ha colpito in Siria era nel porto di Napoli

(ANSA)
ROMA - Sarebbe stato presente nella rada di Napoli il sottomarino nucleare statunitense Uss John Warner, di cui il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha lamentato la presenza in rada lo scorso 20 marzo. Il sommergibile risulta essere uno degli assetti americani che ha partecipato all'attacco missilistico in Siria.

Il canale You tube Air Source military, che raccoglie filmati relativi alle attività delle forze armate statunitensi, ha infatti pubblicato un video che risalirebbe a sabato, il giorno dell'attacco, e che mostra il lancio di un missile Tomahawk da un sottomarino indicato appunto come il John Warner (SSN 765) dislocato nel Mar Mediterraneo. La presenza del sottomarino a Napoli, in rada, risale al 20 marzo, quindi settimane prima del sospetto attacco chimico a Duma, che è del 7 aprile.

Il sottomarino nucleare, sempre da canali YouTube specializzati in questioni militari, risulta essere salpato dal porto di Gibilterra il 5 aprile.

In merito alla situazione generale in Siria, l'Aula della Camera sarà convocata per domani alle 15.30 per l'informativa del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. E' già convocata per domani alle 12 la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. All'intervento di Gentiloni seguirà un dibattito cui interverranno i gruppi parlamentari.

Russia, giallo sulla morte di un giornalista

di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - È morto precipitando dal balcone del suo appartamento al quinto piano di un palazzo di Ekaterinburg il giornalista russo Maxim Borodin. L'incidente è avvenuto giovedì, però in ospedale le sue condizioni sono peggiorate ed è deceduto ieri. La polizia non ha ancora ben chiara la dinamica dell'accaduto, si pensa all'ipotesi di suicidio, anche se la direttrice del giornale Novy Dan per cui scriveva il report ha dichiarato di non condividere tale ipotesi.

Reporter senza Frontiere ha chiesto delle indagini indipendenti per scoprire la verità. Borodin, a marzo, aveva scritto del ritrovamento di alcuni corpi in Siria, probabilmente mercenari russi inviati in Medio Oriente da una società russa finanziata da Prigozhin, accusato febbraio dagli Usa di aver costruito la "fabbrica dei Troll" (disturbatori in rete) ed incriminato per avere influenzato le elezioni americane del 2016.

Siria, Trump chiama e ringrazia Macron e May

Donald Trump dopo il raid in Siria chiama gli alleati Macron e May ringraziandoli per il sostegno nell'attacco ai presunti arsenali di armi chimiche di Assad. Quindi la Casa Bianca ha reso noto che i tre hanno convenuto sul fatto che i bombardamenti "hanno avuto successo" ed erano necessari per indebolire il programma di armi chimiche di Damasco, e hanno ribadito come la priorità in Siria sia quella di sconfiggere definitivamente l'Isis. Restano alte le tensioni con il Cremlino, che sostiene che l'azione siriana non potrà non avere ripercussioni.

Intanto in Siria sono arrivati gli ispettori dell'Opac per vigilare sul rispetto dei trattati. "Gli esperti dell'Opac stanno continuando il loro lavoro e presto raggiungeranno i luoghi dell'attacco, spero non incontrino ostacoli per la loro strada". A dichiararlo il Segretario generale dell'Onu Antonio Manuel de Oliveira Guterres aprendo i lavori del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, convocato d'urgenza in seguito agli attacchi condotti da Stati Uniti in Siria. Guterres ha chiesta "una soluzione politica e non militare".

Il premier italiano Gentiloni invoca soluzioni diplomatiche, conferma la linea italiana contraria a ogni intervento militare e auspica che non si inneschi una escalation. E ci  sarebbero almeno 20 vittime nell'attacco aereo sferrato ieri sera contro una importante base iraniana a sud di Aleppo, in Siria. A riferirlo l'agenzia russa Tass, che cita media turchi. L'esplosione ha colpito un campo di addestramento iraniano. Aerei sono stati visti sorvolare la zona, ma "la loro identità è sconosciuta".

L'azione in Siria per il momento si tratta di un 'one-time shot', come l'ha definita a caldo il numero uno del Pentagono James Mattis, un'azione unica. A cui però potranno seguirne altre se Damasco farà nuovamente ricorso ai gas: "Abbiamo dato alla diplomazia chance su chance. Ora il tempo delle parole è finito, e se la Siria userà ancora i gas gli Stati Uniti hanno il colpo in canna e sono pronti a sparare", ha minacciato senza mezzi termini l'ambasciatrice Usa all'Onu Nikki Haley durante la riunione del Consiglio di sicurezza convocata d'emergenza al Palazzo di Vetro di New York.

Attacco Usa, Gb e Francia ai siti chimici di Assad. Mosca, 'ci saranno conseguenze' (video)

(ANSA/AP)
Sarebbero oltre cento i missili lanciati da Usa, Francia e Gran Bretagna contro tre siti chimici del regime siriano, ma "un numero considerevole" sarebbe stato "intercettato e abbattuto" dai sistemi di difesa di Damasco. E i jet militari russi "stanno pattugliando lo spazio aereo" siriano. "L'attacco è stato eseguito perfettamente. Missione compiuta", ha commentato il presidente americano Donald Trump esprime soddisfazione su Twitter per i raid in Siria. Sono almeno 65, secondo le stime dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, ong vicina all'opposizione con base in Gran Bretagna, i missili distrutti dalla contraerea di Damasco. Mosca in precedenza ne aveva contati 71.

"Ho ordinato l'attacco" contro il contro il regime di Assad. L'annuncio choc del presidente statunitense Donald Trump è giunto alle 21 di Washington (le 3 di notte in Italia) dalla Casa Bianca mentre i missili stavano già colpendo impianti collegati alla produzione di armi chimiche, compreso un centro di ricerca a Damasco.
(ANSA/AP)

L'operazione è stata portata avanti "congiuntamente" con Francia e Regno Unito contro "obiettivi mirati", a Homs e nella capitale: non per rovesciare il regime ma per inviare un chiaro messaggio al presidente siriano Bashar al Assad, reo di aver usato il gas nervino contro la sua gente. "La sorte di Assad e' nelle mani del popolo siriano", ha spiegato Trump mentre il Pentagono ha precisato che sono state volutamente evitate le basi russe in Siria e minimizzati i rischi per i civili. 

Poco dopo che il presidente Usa ha finito il suo discorso, sono state segnalate esplosioni a Damasco e sui social media sono rimbalzati video e foto dei missili in arrivo. La tv di stato siriana ha fatto sapere che il regime stava rispondendo "all'aggressione" ma il ministro della Difesa Usa, James Mattis, ha escluso vittime tra gli americani. Dura la risposta di Mosca che, tramite l'ambasciatore a Washington, Anatoly Antonov, ha definito l'attacco un "inammissibile" schiaffo al presidente Vladimir Putin che "non restera' senza conseguenze".

DAMASCO CONDANNA AGGRESSIONE: "BRUTALE E BARBARICA" - Il ministero degli Esteri siriano ha definito "un'aggressione barbara e brutale" l'attacco di Stati Uniti, la Francia, la Gran Bretagna contro installazioni militari, condotto nella notte. Con un comunicato diffuso dall'agenzia di stampa statale SANA, il regime ha aggiunto che gli attacchi puntano a ostacolare l'inchiesta dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche a Duma. L'attacco "mira a ostacolare il lavoro della missione e precludere i suoi risultati", dice la nota citando una fonte del ministero degli Esteri siriano.

(ANSA/AP)
NATO SOSTIENE ATTACCO - La Nato sostiene l'attacco di Usa, Gran Bretagna e Francia contro i siti di armi chimiche del regime siriano. Lo dichiara il segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg in una nota. L'azione di stanotte "ridurrà la capacità del regime di condurre ulteriori attacchi contro il popolo siriano con armi chimiche", aggiunge Stoltenberg, ribadendo come sia "inaccettabile" l'utilizzo dei gas.

GENTILONI IN CONTATTO CON I VERTICI MILITARI - Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è stato costantemente informato questa notte degli sviluppi degli attacchi militari in Siria, mantenendosi in contatto con i ministri Esteri e Difesa e con i vertici militari. Nelle prossime ore e' prevista una sua dichiarazione presso la Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi.

Poche ore prima il ministero della Difesa russo aveva affermato di avere la prova di un coinvolgimento diretto della Gran Bretagna nell'organizzazione della "provocazione" del presunto attacco chimico nella Ghuta. E il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov aveva dichiarato: "Abbiamo dati inconfutabili" sul fatto che l'attacco chimico di Duma, in Siria, è stato organizzato". "I servizi speciali di un paese, che ora sta cercando di essere nelle prime file della campagna russofoba, sono stati coinvolti in questa messa in scena", ha aggiunto il reponsabile della diplomazia del Cremlino.

CHIAMATA TRA PUTIN E MACRON - Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo francese Emmanuel Macron hanno avuto ieri una telefonata. Alla domanda se i due leader avessero discusso della situazione in Siria, ha detto: "sì, la conversazione ha toccato questo argomento". Vladimir Putin ed Emmanuel Macron nel corso della loro telefonata hanno deciso di dare mandato ai rispettivi ministri della Difesa e degli Esteri di mantenere uno "stretto contatto" per una "de-escalation" della situazione in Siria. Lo fa sapere il Cremlino. Entrambi i leader hanno poi espresso "soddisfazione" per l'arrivo degli esperti dell'Opac a Damasco. Putin ha sottolineato che serve un'indagine "oggettiva" prima della fine della quale conviene evitare "accuse infondate" contro "chiunque".

"Abbiamo la prova che la settimana scorsa sono state utilizzate armi chimiche in Siria da parte del regime": ha detto ieri il presidente francese, Emmanuel Macron, intervistato in diretta da TF1. E sempre ieri Angela Merkel ha escluso una partecipazione tedesca ad un intervento militare in Siria. Lo ha detto in conferenza stampa con il premier danese.

NESSUN VELIVOLO DECOLLATO DALL'ITALIA - Non sono state utilizzate basi italiane per l'attacco aereo congiunto Usa, Gb e Francia, effettuato in Siria, alle 3 del 14 aprile. E' quanto prontamente comunicato da fonti di Palazzo Chigi nella mattinata odierna, a poche ore di distanza dall'operazione militare.

Siria: Usa, previsti nuovi attacchi

(ANSA/EPA)
di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - In merito agli attacchi di questa notte su Damasco, l'amministrazione Usa di Donald Trump ha annunciato: "Non è finita qua. Quello che avete visto stanotte non è la fine della risposta degli Stati Uniti". Fonti certe del Pentagono hanno riferito che il piano di attacco Usa è molto "flessibile" e che sono previsti ulteriori bombardamenti sulla base di quello che è stato colpito stanotte.

Gli Stati Uniti, sicuri del loro forze e arsenale, sono però preoccupati per la notevole capacità della Russia (rispetto all'anno scorso) di difesa antimissilistica e antiaerea.

I raid non intimidiscono la Siria, Assad: "Attacco fallimento dell'Occidente"

di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - Il raid di stanotte in Siria da parte degli Usa, Regno Unito e Francia, non ha intimidito il presidente siriano Bashar al Assad. Tramite l'account di Telegram della presidenza ha trasmesso un video in cui ha dichiarato: "l'attacco occidentale contro obiettivi militari del governo di Damasco renderà la Siria e il suo popolo ancora più determinati a continuare a combattere e a schiacciare il terrorismo in ogni angolo del Paese, centimetro dopo centimetro".

Parlando con il suo alleato Hassan Rohani, presidente dell'Iran, ha aggiunto "I raid dimostrano il fallimento dell'Occidente nel raggiungere i loro reali obbiettivi in Siria, dopo la sconfitta dei terroristi".

Rohani, dal canto suo, ha risposto che l'Iran continuerà a sostenere il regime siriano.

Siria: nessun velivolo è decollato dall'Italia

ROMA - Non sono state utilizzate basi italiane per l'attacco aereo congiunto Usa, Gb e Francia, effettuato in Siria, alle 3 del 14 aprile. E' quanto prontamente comunicato da fonti di Palazzo Chigi nella mattinata odierna, a poche ore di distanza dall'operazione militare.

Siria: Gentiloni, "deve essere il momento della diplomazia"

(ANSA/AP)
di NICOLA ZUCCARO - "Non deve essere il momento dell'escalation militare, ma quello della diplomazia e bisogna trovare una soluzione alla crisi in Siria". E' quanto esortato e auspicato da Paolo Gentiloni a poche ore di distanza dall'attacco congiunto delle forze aree di Usa, Francia e Regno Unito, durante la convocazione d'urgenza della stampa a Palazzo Chigi, resa necessaria nella mattinata odierna per consentire al premier incaricato per gli affari correnti di poter rilasciare le prime e ufficiali dichiarazioni in rappresentanza del Governo italiano.

Gaza, oltre 600 manifestanti feriti

GAZA - Sono almeno 528 i manifestati palestinesi, feriti o intossicati da gas lacrimogeno negli scontri in corso con l'esercito israeliano lungo la barriera difensiva tra Gaza e lo stato ebraico. A renderlo noto Ashraf al-Qidra, portavoce del Ministero della Sanità, citato dalla Maan: tra questi "anche 14 membri dello staff medico e giornalisti".

Secondo l'esercito israeliano ordigni esplosivi e bombe incendiarie sono state lanciate dai manifestanti palestinesi durante gli scontri in corso con l'esercito lungo la barriera difensiva tra Gaza e lo stato ebraico. "Sono migliaia di manifestanti lungo la barriera", ha spiegato il portavoce militare.