"Guardate quanto è brutto": maestro indica alunno nero dinanzi a classe

FOLIGNO - "Pare che in una scuola di Foligno, la città in cui vivo, un maestro appena entrato in classe abbia additato un bimbo nero...

Maxi incendio devasta Dacca: almeno 69 morti

(Afp)
DACCA - Un incendio di immani proporzioni ha sconvolto la capitale del Bangladesh, Dacca. A renderlo noto Trtworld.com, citando il capo dei vigili del fuoco. Non sono ancora note le cause dell'incendio e sono molti ancora i corpi in via di identificazione. Decine sono gli edifici andati a fuoco.

Germania: due morti in una sparatoria

MONACO DI BAVIERA - Sono due le persone uccide in una sparatoria a Monaco, in Germania. A riferirlo la polizia dopo aver annunciato una maxi-operazione delle forze speciali nella città.

Messaggia col cellulare nella vasca da bagno: muore folgorata

VIENNA - Stando a quanto reso noto in queste ore, il dramma è avvenuto il 10 febbraio in un appartamento a Dornbirn in Austria. Secondo quanto riferito, una ragazza di 21 anni faceva il bagno nel suo appartamento e allo stesso tempo voleva caricare il suo smartphone, tenendolo attaccato alla presa. Nel frattempo, continuava, a mandare sms e whatsapp alle sue amiche, quando il suo iPhone le è scivolato di mano ed è finito nella vasca. A contatto con l'acqua una potente scossa elettrica si è propagata dal carica batterie folgorandola all'istante. Per la ragazzina austriaca, non c’è stato nulla da fare. La vittima è stata ritrovata morta dai genitori. 

Secondo gli esperti, l'incidente è un caso estremamente raro. Ma mostra quanto possano essere pericolosi i dispositivi elettronici nel bagno. L'ingegnere Willi Brugger, esperto di elettricità, elettromeccanica ed elettromagnetismo, ha dichiarato alla stampa che i telefoni cellulari sono effettivamente innocui in bagno. Le prese non collegate potrebbero essere potenzialmente pericolose in caso di "contatto indiretto". Gli accessori di telefoni cellulari di terze parti prodotti a basso costo potrebbero essere di qualità inferiore e causare scosse elettriche. 

Per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,è l'ennesima tragedia rimbalzata alle cronache che ci lascia increduli e attoniti. Ancora una volta in discussione i rischi connessi all'uso di telefonini e smartphone che sono diventati oggetti insostituibili nella vita di ognuno di noi. Proprio per questo, è necessario che le case produttrici adottino maggiori accorgimenti, anche in termini d'informazione ai consumatori per evitare che si ripetano casi analoghi.Per questo motivo, è importante assicurarsi che i dispositivi siano certificati di conseguenza. Il fabbricante è tenuto a redigere una “dichiarazione CE di conformità, in cui indica le Direttiva applicata e le norme tecniche utilizzate. In questo caso il dispositivo è conforme agli standard europei.

Bimbo trovato morto a Ragusa, disposta autopsia

RAGUSA - La Procura ha disposto l'autopsia sul corpo del piccolo di 6 mesi trovato morto martedì sera in un'abitazione di Comiso, nel Ragusano, dove abitava con la mamma romena e il suo compagno di origini tunisine. Ieri la Tac eseguita nel Policlinico di Catania ha riscontrato la frattura del braccio del bambino. Al momento però non c'è la certezza che sia avvenuta prima o dopo la morte. L'abitazione è stata posta sotto sequestro su disposizione del pm che sta coordinando le indagini seguite dagli agenti della Polizia. Madre e convivente sono stati interrogati per ore.

Diciotti: migranti chiedono risarcimento all'Italia

ROMA - Quarantuno dei migranti che erano a bordo della nave 'Diciotti' hanno presentato un ricorso al tribunale civile di Roma per chiedere al governo italiano un risarcimento per essere stati costretti a rimanere a bordo diversi giorni. 

Il ricorso, secondo quanto si apprende da fonti del Viminale, è stato presentato da uno studio legale a nome di 41 migranti, tra cui un minore, che erano a bordo della nave e che ora chiedono al premier Giuseppe Conte e al ministro dell'Interno Matteo Salvini un risarcimento tra i 42mila e i 71mila euro. 

Dei 41 migranti che si sono rivolti allo studio legale, dicono ancora le fonti del Viminale, 16 risultano essere nati l'1 gennaio. Dopo esser scesi dalla Diciotti, gli stranieri si erano poi rifugiati presso le strutture di Baobab Experience.

Chiama per anni finocchio un suo dipendente: condannato il figlio di Giovanni Rana

ROMA - Ha chiamato per un anno un ex dirigente della azienda del padre, il celebre Pastificio Rana, con l'appellativo di "finocchio", anche in pubblico. Per questo Gian Luca, figlio di Giovanni Rana, re di tortellini e pasta fresca, e ad dell'azienda di famiglia, è stato condannato e dovrà ora risarcire il manager dopo aver arrecato "concreto e grave pregiudizio alla dignità del lavoratore nel luogo di lavoro, al suo onore e alla sua reputazione". È quanto si apprende nella sentenza definita emessa nelle scorse ore dalla Corte di Cassazione, che ha confermato il verdetto della Corte di Appello di Venezia, che a sua volta aveva ribadito la condanna emessa dal Tribunale di Verona, a causa della "condotta vessatoria" dell'Ad

I giudici hanno accertato che per anni Gian Luca chiamava pubblicamente «finocchio» un suo manager, che una volta risolto il rapporto di lavoro lo ha denunciato. Secondo la Cassazione «dare ripetutamente e pubblicamente del “finocchio” a un dipendente arreca concreto e grave pregiudizio alla dignità del lavoratore nel luogo di lavoro, al suo onore e alla sua reputazione». L’industriale si era difeso sostenendo che si trattava «solo dell’espressione di un clima scherzoso nell’ambiente di lavoro».

I legali di Gian Luca Rana sostengono dal canto loro che «il carattere scherzoso degli epiteti con cui il legale rappresentante dell’azienda era solito apostrofare il dipendente, in presenza di altri colleghi e in un clima cameratesco, sarebbe stato giustificato «dalla mancata reazione del manager» alle ingiurie». Di qui, secondo il Pastificio Rana, «l’irrilevanza e l’inoffensività della condotta datoriale». 

Secondo la Cassazione tuttavia on c’era nulla di scherzoso nella condotta del legale rappresentante per la Corte territoriale anzi l’atteggiamento rivelava una grave mancanza di rispetto e di lesione della personalità morale del lavoratore. 

Il ragionamento del giudice di appello non fa una piega ad avviso del Palazzaccio che conferma il risarcimento. La Corte d’appello ha riprodotto le allegazioni contenute nel ricorso introduttivo di primo grado e «ha dato atto di come gli specifici episodi descritti non fossero stati dimostrati ma come, invece, fosse stata comprovata la protratta condotta offensiva di parte datoriale, pure allegata dal lavoratore, e relativa alla presunta omosessualità del lavoratore, sistematicamente apostrofato col termine finocchio». Sbaglia la società a criticare la sentenza impugnata per non aver colto «il carattere scherzoso degli epiteti con cui il legale rappresentante era solito apostrofare il dipendente, in presenza degli altri colleghi e in un clima cameratesco». 

La Corte di merito, infatti, ha rilevato il danno non patrimoniale subito dal lavoratore dagli elementi probatori raccolti sul contenuto delle offese, «sulla reiterazione, sulle modalità e contesti in cui le stesse venivano arrecate, sulla difficoltà di reazione per essere il destinatario lavoratore subordinato; ha ritenuto che le offese, ripetute nel tempo, avessero arrecato, tra l’altro, concreto e grave pregiudizio alla dignità del lavoratore nel luogo di lavoro, al suo onore e alla sua reputazione, per il fatto che gli epiteti spregiativi erano ripetuti alla presenza dei colleghi e in situazioni nelle quali il destinatario non era in condizioni di reagire».

Figlia ambasciatore Corea, Salvini: "Non c'entro nulla"

ROMA - "Chiedetelo al ministero degli esteri, è una questione di ambasciate. Io non ne sapevo nulla, non c'entro nulla". Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha risposto a 'Radio Anch'io' ad una domanda sulla vicenda della figlia dell'ex ambasciatore nord coreano a Roma che è stata rimpatriata dopo la diserzione dei genitori.

Salvini ha sottolineato che non andrà dunque a riferire sulla vicenda in Parlamento, come chiesto da diversi esponenti dei Cinquestelle. "Se c'è una ragazza che è voluta tornare dai nonni nel suo paese - ha detto - ha preso un aereo di linea arrivando tranquillamente in aeroporto, superando i controlli di polizia e facendo il check in senza dire nulla, cosa c'entra il ministro dell'Interno?". 

Dunque "è un problema di rapporto tra ambasciate" e la questione va posta al ministro degli esteri. "Io vado a riferire su quello che è di mia competenza e di mia conoscenza - ha concluso Salvini - Qui non ne sapevo un accidente e non c'entravo un accidente. Cosa vado a riferire?"

Berlusconi chiama Renzi: "Gli ho detto che mi dispiace"

ROMA - "Ho telefonato a Renzi, gli ho detto che sono dispiaciuto per quanto accaduto. Ha preso atto della mia vicinanza umana". Così il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi a Otto e mezzo in onda stasera su La7.  "Salvini e Renzi si sono dichiarati vittime della giustizia, ma in confronto a me sono dei dilettanti", ha continuato Berlusconi.

"Se gli elettori rinsaviranno, noi andremo oltre il 20 per cento alle Europee. sarò candidato in tutte le Circoscrizioni tranne nel Centro, dove correrà Tajani", ha continuato Berlusconi, "il partito degli italiani cattolici è Forza Italia. Andrò presto a parlare con la Cei e gli illustrerò il mio programma. Sono sicuro che ci appoggeranno. Anche ai cattolici italiani dico 'svegliatevi'".

"Sono convinto che molto presto le cose cambieranno. Non negozio con Salvini, non pongo aut-aut. Saranno i fatti che faranno cadere questo governo", ha aggiunto l'ex premier, "Salvini mi snobba? Non direi proprio, non mi risulta. Stiamo insieme alle Amministrative e alle Regionali, e le abbiamo vinte". "Io ogni tanto faccio qualche telefonata e chiedo 'è caduto il governo?'. Mi dicono di no, sarebbe bello se succedesse a ore", ha ironizzato infine il Cav.

Zingaretti da Bari recita il mea culpa per il Pd

di NICOLA ZUCCARO - "Se c'è stato un limite in questo partito è quello di aver litigato molto e discusso poco". Quanto affermato a Bari nel corso del suo intervento concomitante con la presentazione del libro scritto da Marco Minniti "Sicurezza è libertà", e non solo per gli applausi ricevuti dalla numerosa platea presente all'Hotel Exelcior nella serata di mercoledì 20 febbraio, non è una rilevazione come le altre, se pronunciata da Nicola Zingaretti. 

Nel capoluogo della Puglia, l'attuale Governatore del Lazio, a fianco del suo omologo pugliese Michele Emiliano, ha colto l'occasione non soltanto per promuovere la propria candidatura a segretario nazionale del Pd in vista delle Primarie del 3 marzo, ma anche per recitare a nome del Partito Democratico quel mea culpa, motivato dagli errori commessi nel passato recente e lontano dalla classe dirigente del medesimo soggetto politico. 

Senza puntare, direttamente, l'indice contro i suoi predecessori, Zingaretti ha evidenziato nello stesso tempo che a provocare le sconfitte del Pd è stata l'invasione di modelli che non sono stati quelli "nostri". Una disamina, quella stilata da Zingaretti, utile per sottolineare che il tracollo del Pd non è stato determinato dall'inerzia nella risoluzione dei vari problemi del Paese, fra i quali quello della sicurezza. Quest'ultimo, secondo Nicola Zingaretti, deve tornare ad essere al centro dell'azione democratica da poter ripristinare nella politica italiana, in linea con la Costituzione repubblicana.

"Guardate quanto è brutto": maestro indica alunno nero dinanzi a classe

FOLIGNO - "Pare che in una scuola di Foligno, la città in cui vivo, un maestro appena entrato in classe abbia additato un bimbo nero e abbia chiesto alla classe se fosse brutto. Non contento, poi, lo avrebbe costretto a stare tutto il tempo rivolto verso la finestra, per non guardarlo. Avrebbe fatto la stessa cosa con la sorellina, che frequenta un'altra classe dello stesso istituto". A denunciarlo in un post sulla sua pagina Facebook il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni di LeU.

Il bambino - secondo quanto anticipato dal sito Tuttoggi.info - sarebbe poi stato fatto mettere davanti alla finestra, con le spalle alla classe. Il maestro si sarebbe quindi giustificato sostenendo di avere messo in atto un esperimento sociale.

"Siamo stati informati di questo presunto caso e stiamo predisponendo tutti gli accertamenti necessari": è il commento della dirigente dell'ufficio scolastico regionale Antonella Iunti, che ha spiegato quanto sarebbe successo in una scuola elementare del folignate dove un maestro supplente avrebbe indicato ai compagni un alunno di colore dicendo "guardate quanto è brutto".

Né la dottoressa Iunti né la dirigente della scuola hanno voluto entrare nel merito della vicenda. Questa sarebbe stata segnalata anche con un post su Facebook, poi rimosso, di uno dei genitori degli alunni.

Roberta Pedrelli (intervista): «In ogni mio outfit non deve mai mancare il sorriso: puoi conquistare il mondo»

di NICOLA RICCHITELLI – Ha il cuore giallorosso e lo Stadio Olimpico come seconda casa. Per lei la Capitale non è solamente una città, ma «è vita, è le mie radici…».

Ospite quest’oggi nel nostro salotto virtuale dedicato alle interviste la showgirl e giornalista romana Roberta Pedrelli.

Roberta, innanzitutto grazie per essere qui quest’oggi ospite di questo nostro spazio dedicato alle interviste. Vorrei iniziare questa chiacchierata da Roma e dai colori giallorossi. Che posto occupano la città di Roma e i colori giallorossi nella tua vita?
R:«Roma per me non è solo la mia città: è vita, è le mie radici. I colori giallorossi mi accompagnano da sempre. Fino all’età di 9 anni ho vissuto a Trigoria e mio padre spesso mi portava a vedere gli allenamenti di quella che era ed è la sua squadra del cuore che irrimediabilmente è diventata anche la mia: l’AS Roma.

Cosa rappresenta per te lo Stadio Olimpico?
R:«Lo Stadio Olimpico rappresenta la mia seconda casa e la mia passione. Quando mi siedo in tribuna e mi guardo attorno vedo gli altri tifosi e vedo la mia “famiglia”. L’atmosfera che si respira su quegli spalti è qualcosa che non si può spiegare».

Una partita che vorresti rivivere un’altra volta?
R:«Come non scegliere Roma-Barcellona? Ero con mio figlio che mi accompagna. Al goal di Manolas è successo il delirio. Sono stata una settimana senza voce e nei giorni a seguire sono stata appellata come la nuova Ferilli. Un sogno».

Domanda “tecnico/tattica”: quale il tuo parere su questa Roma lontana parente della Roma che la scorsa stagione arrivava in semifinale?
R:«La Roma dello scorso anno sembra  un lontano ricordo. La pesante sconfitta subìta con la Fiorentina mi aveva lasciata senza parole. Fortunatamente nelle ultime gare, sia di Campionato (Chievo e Bologna) che di Champions (Porto) la squadra ha ritrovato un po’ di brillantezza e compattezza anche grazie a prestazioni come quelle di Zaniolo o El Shaarawy. A vederla da fuori veniva da immaginare che ci fosse un distacco tra mister e team, una mancanza di fiducia, ma spero che la situazione sia rientrata. La grandezza di una squadra si vede anche da come si risorge da momenti no. Sono anni poi che rosa subisce grosse perdite. Sono andati via dei pilastri e quando si rimescolano quasi tutte le carte in tavola, c’è sicuramente un periodo di assestamento. Da tifosa mi auguro che quest’anno con il calciomercato non si vedano partire nuovamente campioni e giovani promesse. C’è bisogno di certezze e bandiere. Si è evinto da quando si aspettasse il rientro di De Rossi e da come, dopo pochi match, si parli di dare la maglia n.10 a Zaniolo. Il calcio in generale e la Roma per me nello specifico sono pura passione, ma ci si rende sempre più conto di come siano lontani i tempi di Franco Sensi e si sia lasciato sempre più spazio al business».

Da anni oramai conduci su TeleRoma 56, “Il processo dei tifosi”. Come nasce questa esperienza?
R:«L’esperienza a IL PROCESSO DEI TIFOSI nasce quasi per caso. Ero stata invitata da Max Leggeri e Federica Afflitto come opinionista, e da lì, nel giro di qualche settimana, mi è stato proposto di sostituire un ragazzo presente insieme a loro in ogni puntata e così sono velocemente passati 8 anni!».

A contribuire alla crescita della tua popolarità ci ha pensato Instagram: da dove nasce la decisione di farti conoscere sul noto social network?
R:«I social ormai fanno parte della vita di ognuno di noi e con l’arrivo di Instagram sono diventati anche uno strumento di guadagno. Sono poi un valido metodo per stare vicino alla gente che mi segue da tanti anni. Per il lavoro che svolgo non potevo farne a meno».

Cosa piace di te ai tuoi followers? 
R:«Cerco sempre di rispondere personalmente a tutti e questo fa sì che le persone mi riconoscano nella ragazza della porta accanto. Per me è importantissimo. Ricevo moltissimi sms di complimenti sulla mia semplicità, ironia e sull’impegno che metto nel cercare di essere un’ottima mamma. Questo mi rende orgogliosa. Avere una fisicità come la mia può essere un grande ostacolo nel far emergere tutto il resto che sono. Soprattutto su una piattaforma social, dove siamo tutti vittime dell’apparenza e dell’apparire».

Cosa non deve mancare in un tuo outfit?
R:« In ogni mio outfit quello che mai deve mancare è il sorriso. Sta bene su tutto. Puoi conquistarci il mondo e sconfiggere qualsiasi "nemico”».

Roberta, in quali progetti ti vedremo impegnata nell’immediato futuro?
R:« Mi vedrete ovviamente ancora a IL PROCESSO DEI TIFOSI - in onda ogni venerdì h21:30 su Teleroma56 - e continuerò anche su RadioItaliaAnni60Roma - FM100.5 - con GLI INASCOLTABILI contenitore ideato da Nicola Caprera. Nel 2019 saranno in uscita 2 film. Il primo APPLAUSI sulla storia drammatica di Elisa Claps dove ho avuto l’onore di lavorare con artisti del calibro di Beppe Servillo, Cristina Donadio, Lino Musella e Achille Lauro, diretta da Paolo Sassanelli e Angelo Calculli. Il secondo invece è un lungometraggio comico dal titolo COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI. Una delle esperienze più divertenti che io abbia mai avuto accanto al duo PINO&GLIANTICORPI (duo composto dai fratelli Michele e Stefano Manca), diretta da Igor Biddau. Da sempre, poi, sono una grande appassionata di moda e finalmente sono pronta con una mia linea di costumi. Ho inoltre aperto una collaborazione con HEROE’S, marchio in forte ascesa di abbigliamento sportivo per padel e beach tennis. Sono entusiasta! Un’altra grande novità che bolle in pentola è un nuovo programma di cui ancora non voglio e posso parlare, dove il calcio sarà comunque protagonista. Insomma, il mio 2019 si prospetta molto impegnativo ed interessante. Sarà un anno di vera e propria crescita professionale. Fatemi un sincero in bocca al lupo!».

SOCIAL: 
https://www.instagram.com/robertapedrelli/

Vittima di bullismo a Brindisi, Emiliano: "Approvare subito legge contro omofobia"

BARI - Ci tenevo moltissimo ad essere presente oggi qui per ringraziare una scuola che, dal punto di vista dell'integrazione, dovrebbe costituire un esempio per tutta la Puglia. Questo Istituto rappresenta un bene enorme per la comunità di Brindisi e per la regione. E per questo voglio congratularmi con il sindaco della città, che è anche presidente della Provincia, con gli studenti di questa scuola meravigliosa e con i docenti e il dirigente scolastico che hanno evidentemente seminato molto bene, tanto da costruire le cose belle che oggi sto vedendo qui”.
Queste le parole del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che questa mattina si è recato a Brindisi, all’Istituto alberghiero Sandro Pertini, per incontrare studenti e docenti che nei giorni scorsi si sono mobilitati a sostegno di un allievo dell’Istituto scolastico, vittima di bullismo omofobico.

“Ho immediatamente avuto un moto di orgoglio per questi ragazzi e queste ragazze – ha aggiunto Emiliano – perché quando ho visto in che modo hanno reagito ad una cattiveria grande che era stata compiuta nei confronti di un loro compagno, ho pensato che qualcuno, in particolare una istituzione, dovesse congratularsi con loro. Loro sono la nostra speranza per il futuro. Certo, sarebbe stato meglio forse che a felicitarsi con loro fosse stato il ministro della pubblica istruzione, ma non fa niente. Io sono con il Sindaco di Brindisi che rappresenta il mio orgoglio perché si sta battendo come un leone in questa situazione molto difficile”.

“Sono emozionato – ha continuato il Presidente - perché il Preside mi ha appena raccontato tutto quello che fanno qui. Siamo in una scuola che abbraccia tutti, anche le persone meno forti, più deboli e fragili. Siamo in una scuola del Sud dove le persone si impegnano moltissimo, siamo in una provincia del Sud, quella di Brindisi, dove ricordo da magistrato, che all’indomani della strage di Capaci questi ragazzi, i loro genitori, vennero sotto la Procura della Repubblica per dirci che la morte di Falcone, della sua scorta e di sua moglie, non avrebbero dovuto fermare l'azione di ripristino della legalità”.

Emiliano ha poi parlato di “un bellissimo progetto di legge, quello contro l’omofobia e la transfobia, all’esame del Consiglio regionale, che mira a mettere tutta la pubblica amministrazione e in particolare le scuole, nella condizione di conoscere cosa fare, come fare e come poter scambiare esperienze”.

“Un disegno di legge che serve alle famiglie e che certamente non è contro di loro. Dobbiamo solo imparare a capire che ci sono dei momenti in cui le istituzioni non possono tacere. Se ad esempio il Preside di questa scuola, e la scuola nella sua interezza, avesse taciuto, semplicemente perché non sapeva cosa fare, sarebbe stato un danno gravissimo. Invece oggi stiamo facendo un gesto di amore collettivo. Queste pareti sono piene di striscioni che inneggiano all'amore in tutte le sue forme, e questo è un bene che le Istituzioni devono riconoscere anche con una legge. Ecco perché io mi auguro che questo disegno di legge venga approvato in fretta”.

Questa mattina è stato proiettato anche lo spot “Rompi il silenzio” che la Fondazione Apulia Film Commission ha contribuito a realizzare nell’ambito del programma #teen explorer, un progetto di promozione della salute per la prevenzione dei pericoli del web, come l'adescamento on line e il cyber bullismo. Erano presenti per l’Apulia Film Commission la presidente Simonetta Dellomonaco, con Antonio Parente, Cristina Piscitelli e Fabrizio Stagnani.

Regione: il 'benvenuti' del presidente Loizzo nella nuova sede consiliare

BARI - “Benvenuti nell’Aula consiliare del nuovo Consiglio regionale. Finalmente anche la Puglia, forse l’ultima Regioni in Italia, si è dotata di una sede propria”. È stato un breve saluto beneaugurale quello del Presidente Mario Loizzo, in avvio della prima seduta consiliare nel plesso di via Gentile, a Bari, il primo vero “Palazzo” dell’Assemblea legislativa pugliese dall’istituzione delle Regioni a statuto ordinario, 49 anni fa. 

Ci sarà nelle prossime settimane, “un momento molto sobrio di carattere inaugurale, d’intesa con la presidenza e il Governo regionale”, completati i lavori interni e di piantumazione esterna.

Il presidente del Consiglio regionale ha ringraziato le massime dirigenti delle strutture regionali per l’impegno che hanno assicurato negli ultimi due mesi. Hanno affrontato e superato difficoltà enormi, di ogni genere. “Un lavoro massacrante, per cercare di arrivare nelle migliori condizioni possibili al risultato di oggi”. E per le stesse ragioni, un grazie è andato anche al responsabile unico del progetto e al suo staff. 

I giudizi sull’opera sono disparati, secondo la sensibilità di ciascuno, ha notato il presidente Loizzo, ma l’auspicio è che la funzionalità dell’edificio e la localizzazione in un quartiere facilmente accessibile dall’esterno possano favorire più efficienza nell’attività consiliare, un’efficace sinergia con gli Assessorati – alcuni adiacenti – e una migliore qualità del lavoro per amministratori, dirigenti e personale.

'Energia da rifiuti cancerogeni', sequestrato impianto a Gioia del Colle

BARI - Ancora reati ambientali in Puglia. E' stato eseguito dai Carabinieri del Noe e militari della Capitaneria di Porto di Bari il sequestro preventivo dell'Impianto Isotherm Pwr di Gioia del Colle, nel Barese, per smaltimento illecito di rifiuti, anche pericolosi, tra i quali materiale cancerogeno, miscelazione non autorizzata di rifiuti mediante macinazione con acqua e diffusione in atmosfera, emissioni gassose potenzialmente pericolose. 

L'impianto, della capacità di 5 MWt, gestito dalla società 'Itea spa' e situato all'interno dell'insediamento "AC Boylers spa" (ex Ansaldo Caldaie spa), veniva utilizzato per la verifica e test di nuove applicazioni industriali e "prometteva, nelle intenzioni, - spiega la Procura di Bari - di poter trasformare in maniera innocua qualsiasi tipo di rifiuto in energia pulita". 

Le indagini hanno consentito di accertare la presenza "di pericolosi fanghi acidi, residui di reazioni chimiche industriali, e tutta una serie di composti chimici cancerogeni e mutageni del feto materno".

"Ciao Alessano, andiamo in Germania…"

di FRANCESCO GRECO - “Goodbye Alessano, qui non ci troviamo bene, partiamo per la Germania…”. Siriani, brava gente! E’ durato poco più di due mesi il soggiorno della famiglia siriana (il marito Fadi, la moglie Jima e due bambini, Simon di 8 anni e Hadi 4) che con un corridoio umanitario, il 1 dicembre 2018, passando da Roma, sono arrivati ad Alessano grazie al lavoro sinergico della Fondazione don Tonino Bello, la Comunità di Sant’Egidio, la Fondazione delle Chiese Evangeliche in Italia e la Tavola Valdese. 

Da giorni non si sa più nulla della famiglia Alnaser. Missing. Spariti in un buco nero. Pare abbiano lasciato un biglietto in cui salutano la città di don Tonino e Papa Francesco e se ne va in Germania, dove c’è una folta comunità siriana ben integrata, a cui Frau Merkel “aprì” qualche anno fa: gli analisti sostengono che lì iniziò il suo declino. E dove, probabilmente, gli Alnaser hanno qualche parente o conoscente che ha aperto loro una strada nel mondo del lavoro. E dove, si spera, stiano meglio… 

Strana storia quella dei siriani di Alessano. Col suddetto “corridoio” arrivarono a Roma il 30 novembre scorso, accolti a Fiumicino da una delegazione partita da Alessano, guidata dal cardiologo Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione don Tonino Bello e i fratelli del vescovo di Molfetta, Terlizzi, Ruvo di Puglia e Giovinazzo. 

Il 1 dicembre, un venerdì, accompagnati dalla suddetta comitiva (infoltita da alcune corriere partite da Alessano, Montesardo, ecc.), il vescovo della diocesi Ugento - S. Maria di Leuca Mons. Vito Angiuli, una delegazione proveniente da Molfetta e dintorni guidata dal vescovo, Mons. Domenico Cornacchia, furono ricevuti in Vaticano (Sala Paolo VI) in udienza privata. Era il ringraziamento del “dono” dell’evento storico del 20 aprile. 

Poi il viaggio verso la Puglia, la Terra d’Otranto (a Bergoglio piacque molto il nostro mare, “è il più azzurro che ho visto nella mia vita”), destinazione Alessano e una comunità accogliente e generosa che, nel nome di don Tonino e la sua “convivialità delle differenze”, si impegnò in una commovente gara di solidarietà accogliendo gli Alnaser – in fuga da guerra e fame, con una casa diroccata dalle bombe alle porte di Aleppo - a braccia, e cuore aperto, condividendo con slancio il poco che ha. 

E’ il caso di ricordare che si è fatto tutto in loco, nel senso che non c’era alcuna copertura finanziaria: ha cominciato la sindaca del Comune di Alessano, Francesca Torsello, offrendo un bel contributo e a seguire i componenti della Fondazione, i famigliari di don Tonino e tutti i cittadini portando ogni giorno cibo caldo, vestiti, gasolio da riscaldamento, e poi piccole donazioni per le spese ordinarie, i testi scolastici per i bambini, l’aspetto sanitario, la burocrazia, ecc. 

L’appartamento era di per sé prestigioso e simbolico: era stato preparato nella sede della Fondazione, in piazza don Tonino Bello, spostando i quadri del Museo mariano nella vicina “Scuola di Pace”. Il soggiorno, secondo i dettami del progetto, sarebbe dovuto durare un anno e mezzo. Sufficiente a favorire l’integrazione dei siriani, con l’obiettivo finale dell’autonomia attraverso un’occupazione stabile, che certamente sarebbe arrivata. 

Nel frattempo i bambini avrebbero frequentato la scuola e gli adulti un corso di lingua italiana (ma, volendo, anche corsi di musica, pittura, artigianato, ecc.): un format già sperimentato, e con successo, nella vicina Tiggiano da don Lucio Ciardo. Ma se “natura non fecit saltus”, gli Alnaser al contrario avevano fretta. 

E se la gratitudine è merce preziosa e rara, il paese non se l’aspettava affatto ed è rimasto basito apprendendo la notizia della “fuga”: gli Alnaser da giorni non si affacciano più dal balcone della casa di don Tonino accanto al bar dell’Orologio, all’ombra della Chiesa Madre, il Vescovado e l’edicola di Davide e del loro passaggio ora resta solo un bigliettino spiegazzato di addio scritto in fretta e furia in un italiano maccheronico. I land tedeschi saranno più accoglienti e ospitali delle fertili terre “seminate” dal “servo di Dio” don Tonino e Papa Francesco? Siriani, brava gente!

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