"Don Tonino? Io lo conoscevo bene…". Parla don Gigi Ciardo, parroco di Alessano

di FRANCESCO GRECO - “Don Tonino? E’ stato il mio maestro. Lo conoscevo da prima che diventasse sacerdote. Sono stato suo chierichetto, ...

Commissione Ue: Italia conduca politica di bilancio 'ragionevole'

ROMA -Arrivano i primi moniti dell'Unione europea sulla tenuta economica del nascente Governo M5s-Lega. Il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, ha invitato il prossimo governo italiano a condurre "una politica di bilancio ragionevole".

"La Commissione europea in linea di principio non interferisce con le politiche nazionali - ha osservato Dombrovskis in un'intervista al quotidiano economico tedesco 'Handelsblatt' - ma per noi e' importante che il nuovo governo italiano conduca una politica di bilancio ragionevole", perchè "l'Italia ha il piu' alto debito pubblico nell'area dell'euro dopo la Grecia".

"Non abbiamo visto ancora tutte le questioni, ascolteremo e parleremo con loro, ma sì, ci sono alcuni elementi preoccupanti" nelle idee di politica commerciale del nuovo governo italiano. Così la Commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem.

"Il nuovo governo non è ancora stato confermato quindi non abbiamo ipoteticamente discusso" con nessun interlocutore dell'esecutivo che sarà formato a breve, ha aggiunto la commissaria a chi le chiedeva se avesse avuto contatti con qualche rappresentante di M5S o Lega sulle questioni commerciali.

SALVINI: "STOP A INVASIONI DI CAMPO" - Subito arriva la risposta di Matteo Salvini: "Proseguono le invasioni di campo. Dopo francesi e tedeschi, oggi è il turno del ministro degli Esteri del Lussemburgo Jean Asselborn: "Spero che Mattarella non permetta al nuovo governo italiano di distruggere tutto il lavoro fatto negli ultimi anni in Europa". Confermo: all'estero stiano sereni, agli italiani ci pensiamo noi", ha scritto Salvini su Facebook.
   
L'ALLARME DI FITCH: "ACCORDO M5S-LEGA ACCRESCE RISCHIO PAESE" - "L'accordo politico di coalizione tra i due partiti italiani più populisti ed euroscettici aumenta i rischi per il profilo di credito del Paese, in particolare attraverso un allentamento della disciplina fiscale e un potenziale danno alla fiducia". A lanciare l'allarme un report sull'Italia pubblicato dall'agenzia Fitch secondo la quale "quanto questi rischi si tradurranno in una valutazione di credito più debole è incerto e dipenderà dalla capacità del governo di realizzare il suo programma e da come si risolverà lo scambio tra i diversi elementi".

Governo: Fico e Casellati da Mattarella per l'eurogaranzia sul gialloverde?

di NICOLA ZUCCARO - Dopo aver ricevuto nel pomeriggio di lunedì 21 maggio 2018 le delegazioni del Movimento 5stelle e della Lega, rispettivamente guidate da Luigi Di Maio e da Matteo Salvini, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella riceverà al Quirinale nella mattinata di martedì 22 maggio i presidenti della Camera Roberto Fico, alle 11, e del Senato, Maria Elisabetta Casellati, alle 12.

La convocazione delle due cariche dello Stato consisterà in un'ulteriore consultazione per sciogliere la riserva sull'affidamento dell'incarico relativo alla formazione del nuovo Governo. A tutt'oggi il nome più gettonato resta quello di Giuseppe Conte. Ma la decisione intrapresa da Mattarella induce a pensare che il tasso di garanzia e di affidabilità di un governo gialloverde resti ancora basso, poichè privo di quelle rassicurazioni richieste - in primis - dall'Unione Europea.

Di Maio, pugliese Conte è nome premier


ROMA - Il docente di diritto privato Giuseppe Conte è il nome indicato come premier durante le consultazioni tra M5s-Lega e il Capo dello Stato Sergio Mattarella al Quirinale. Conte è originario di Volturara Appula, in provincia di Foggia. Il nome di Conte era trapelato negli ambienti romani già da alcune ore ed era stato anticipato da Giornale di Puglia.

Giuseppe Conte, 54 anni
"Abbiamo indicato al presidente della Repubblica il nome che secondo noi può portare avanti il contratto di governo. È un momento storico. Ovviamente il nostro obiettivo era ed è migliorare la qualità della vita degli italiani e in questi 80 giorni abbiamo imposto un metodo: prima si discuteva di temi e poi di nomi", ha detto Di Maio subito dopo l'incontro, insistendo sul fatto che "le questioni degli italiani vengono prima di ogni cosa. Sono orgoglioso di aver portato al governo il nostro programma elettorale, ci sono i 5 stelle, ci sono i nostri 20 punti".

Gli esponenti del M5S da Mattarella
Qualora il presidente "dovesse valutare il nome come giusto, il nostro sarà un governo politico, che metterà al centro le questioni politiche", ha chiarito il leader del Movimento. "Sarà un governo magari inaspettato, ma votato - ha aggiunto il leader M5s -. È una grande occasione per l'Italia. Speriamo si possa iniziare questo nuovo percorso per la Repubblica Italiana, adesso nasce la Terza Repubblica". E ha concluso: "All'estero dico: fateci partire, poi criticateci".

Quindi è arrivato il turno del leader del Carroccio Matteo Salvini, in anticipo rispetto alla convocazione delle 18. Ad accompagnare i due leader le delegazioni di partito, composte per i cinquestelle dai capigruppo di Senato e Camera Danilo Toninelli e Giulia Grillo, mentre per la Lega ci sono Gian Marco Centinaio e Giancarlo Giorgetti. Poco prima di vedere il capo dello Stato, c'è stato, però, un nuovo incontro alla Camera tra i due.


"Abbiamo fatto il nome al Presidente e abbiamo ben chiara la squadra ed il progetto di Paese. Siamo vogliosi di partire per far crescere l'economia del paese", ha detto il leader della Lega, al termine del colloquio con Mattarella. Il governo metterà al centro l'interesse nazionale "rispettando tutto e tutti, rispettando tutte le normative e i vincoli, ma facendo crescere il Paese", ha detto Salvini. "Nel pieno rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica aspettiamo sue indicazioni. Non vediamo l'ora di partire".

L'ALLARME DI FITCH: "ACCORDO M5S-LEGA ACCRESCE RISCHIO PAESE" - "L'accordo politico di coalizione tra i due partiti italiani più populisti ed euroscettici aumenta i rischi per il profilo di credito del Paese, in particolare attraverso un allentamento della disciplina fiscale e un potenziale danno alla fiducia". A lanciare l'allarme un report sull'Italia pubblicato dall'agenzia Fitch secondo la quale "quanto questi rischi si tradurranno in una valutazione di credito più debole è incerto e dipenderà dalla capacità del governo di realizzare il suo programma e da come si risolverà lo scambio tra i diversi elementi".

Conte assente nei registri di New York

di PIERO CHIMENTI - Conte! Chi è costui? Parafrasando i Promessi sposi è quello che avranno pensato quelli dell'Università di New York dove Giuseppe Conte, candidato premier di Lega e 5Stelle, ha dichiarato di aver svolto i propri studi. Come riporta il New York Times, il probabile futuro Capo di Governo non risulta nei registri nè come studente nè come membro della facoltà, così come dichiarato nel suo curriculum, ma il portavoce dell'ateneo statunitense non esclude che possa aver frequentato un programma breve di uno o due giorni di cui non ci sono registri.

Si lancia da cavalcavia, muore travolto

BOLOGNA - Tragedia stamani sull'A13 Bologna-Padova, dove attorno alle 6.30 si è lanciato da un cavalcavia un 67enne, tra le uscite di Bologna Interporto e Altedo. Secondo i primi accertamenti della Stradale sembra che il 67enne abbia lasciato la sua auto proprio a ridosso del cavalcavia e poi si sia gettato nel vuoto, centrando ancora prima di impattare il terreno un autoarticolato con rimorchio che in quel momento procedeva in direzione Padova.

Per l'uomo non c'è stato nulla da fare, mentre l'autista del mezzo pesante rimasto sotto shock è stato portato all'ospedale di Bentivoglio, nel Bolognese, per accertamenti. Il tratto autostradale è stato chiuso intorno alle 6:30 e poi riaperto.

Rapina a tabaccaio finita in tragedia, 5 arresti ad Asti

ASTI - Sono scattate le manette per cinque persone per la rapina ad Asti del dicembre 2014 in cui rimase ucciso il tabaccaio Manuel Bacco. I carabinieri, dopo più di tre anni, hanno eseguito cinque misure cautelari per omicidio, rapina, detenzione e porto illegale di armi.

Fatale si rivelò l'intervento dell'artigiano 37enne per proteggere la moglie strattonata dai banditi. L'uomo fu centrato al torace da alcuni colpi sparati a bruciapelo.

Le indagini coordinate dal pm Laura Deodato hanno permesso di sgominare la banda entrata in azione quella sera che puntava a compiere una serie di rapine nell'area.

Piazza affari apre in rialzo, +0,19%

MILANO - Apre in rialzo la Borsa di Milano. L'indice Ftse Mib avanza dello 0,19% a 23.135 punti.

Samantha de Grenet: «Da piccola sognavo di diventare una veterinaria, lo spettacolo è entrato nella mia vita in modo casuale»

di NICOLA RICCHITELLI – Dalla veterinaria passando per la biologa marina fino ad arrivare alla cameriera sui pattini, sognava tutto questa Samantha de Grenet da bambina: « sognavo di diventare veterinaria, biologa marina, cameriera sui pattini, insomma lo spettacolo non era nei miei piani ma è entrato nella mia vita in modo casuale e naturale ed è forse per questo che lo affronto come un qualsiasi altro mestiere…», ma è facendo la modella che prende il là la carriera della bella showgirl romana. Tutto inizia con la vittoria del concorso “Fotomodella dell'Anno” nel 1985 – premio che non gli può esserle riconosciuto a causa del mancato compimento del quindicesimo anno d'età – poi arrivano le svariate partecipazioni a tutte le edizioni di “Donna sotto le stelle”.

Nei primi anni '90 Samantha de Grenet inizia a raccogliere le prime soddisfazioni in ambito televisivo divenendo inviata nella trasmissione di Italia 1 “Modapolis” – senza dimenticare l’apparizione nella sigla di apertura del programma “Svalutation” di Celentano nel 1992 – per poi proseguire la sua carriera con programmi di successo quali Jammin, 8 mm assieme a Paolo Calissano e tanti altri, non disdegnando il cinema – nel 1995 è tra i Ragazzi della notte di Jerry Calà – e quindi la televisione al fianco di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello con cui nel 1997 gira “I misteri di Cascina Vianello” e che la stessa de Grenet ricorda così:« di Sandra e Raimondo ho un ricordo meraviglioso perché  così  come li vedete in tv erano nella realtà.  Una coppia bellissima e tenerissima, due signori...mancano tanto!».   

Samantha, innanzitutto permettimi di ringraziarti per questa chiacchierata e di chiederti come stai?
R:«Ma figurati grazie a te! Sto bene e cerco di fare sempre del mio meglio per godere di ogni giorno... certo i problemi e le piccole difficoltà ci sono, ma cerco sempre di affrontarli con positività...il bicchiere per me è  sempre mezzo pieno».

Il mondo dello spettacolo e della televisione sono stati da sempre e sin da subito i tuoi habitat professionali. Cosa significa fare spettacolo e stare in un tubo catodico?
R:«In realtà il mondo della moda prima e quello della televisione dopo sono mondi ai quali non ho mai pensato quando ero piccola. Da bambina sognavo di diventare veterinaria, biologa marina, cameriera sui pattini, insomma lo spettacolo non era nei miei piani ma è entrato nella mia vita in modo casuale e naturale ed è  forse per questo che lo affronto come un qualsiasi altro mestiere e non ho quella presunzione che hanno in molti di essere migliore di un altro solo perché si lavora in televisione... mi rendo conto di avere più  attenzioni in quanto personaggio pubblico, ma mi interessa di più essere amata come persona e la gente me lo dimostra ogni giorno nel mio quotidiano e questo mi rende felice».

Era il 1992 e sei nella sigla di un programma di un certo Adriano Celentano. Che ricordi conservi dell'incontro con il 'Molleggiato'?
R:«Ero giovanissima e ho avuto la fortuna e l'onore di lavorare con un grandissimo, un artista completo».

Altri mostri sacri della tv con cui hai lavorato sono stati Raimondo Vianello e Sandra Mondaini. Era il 1997 e sei nel cast di I misteri di Cascina Vianello. Ti va di spendere due parole su questi due grandi mostri sacri della tv?
R:«Di Sandra e Raimondo ho un ricordo meraviglioso perché così come li vedete in tv erano nella realtà. Una coppia bellissima e tenerissima, due signori... mancano tanto!».

Importante è il tuo interesse verso il mondo dei bambini. Ricordiamo il tuo blog 'ilovebimbo.com'. Da dove nasce questa attenzione verso il mondo dei più piccoli?
R:«I LOVE BIMBO nasce dalla mia curiosità di mamma. Da quando ho avuto Brando che ora ha 12 anni qualsiasi professionista (pediatri, nutrizionisti, dermatologi, scrittori, maestre, ecc.) incontrassi lo bombardavo di domande perché volevo essere informata su tutto e in maniera naturale ho pensato che questo poteva essere d'aiuto anche a tanti altri genitori, e non solo, come me. I LOVE BIMBO è una sorta di diario/ giornale che affronta diversi temi che possono aiutare, informare o rubare un sorriso... e poi ci sono delle ricette pazzesche! Purtroppo ora è fermo da un po', facendo tutto da sola non ho avuto il tempo al ritorno dall'Isola dei Famosi di dedicarmici, però ci sono comunque degli articoli interessanti e sempre attuali da leggere».

E tu che bimba sei stata?
R:«Una bambina assolutamente tranquilla e serena. La mia più  grande fortuna è  quella di essere cresciuta con dei genitori meravigliosi che hanno saputo trasmettere a me e ai miei fratelli valori e principi. Non sono stati dei genitori severi ma esistevano delle regole di orari e di buon comportamento che dovevano essere rispettati».

L'aver iniziato così giovane a fare questo lavoro quanto ha tolto alla tua adolescenza?
R:«Ho iniziato a lavorare a 15 anni, ma ad una condizione: che i miei voti scolastici non ne risentissero… non è stata una passeggiata di salute ma mi sono diplomata e la mia carriera è andata alla grande. Certo, ho dovuto faticare con la mentalità  ottusa di qualche professore che non vedeva di buon occhio il fatto che lavorassi ed invece di premiarmi mi puniva per le assenze... diverso sarebbe stato se avessi fatto un altro mestiere...».

Samantha, parliamo dell'Isola dei Famosi. Innanzitutto perché hai scelto di vivere un'esperienza così estrema?
R:«Prima di tutto non è stata una scelta facile e mai sarei partita se mio figlio non fosse stato d'accordo. È Brando il motore della mia vita. Le motivazioni che ti fanno scegliere di partire per un reality così estremo possono essere diverse: il desiderio di fare un'esperienza  di vita unica, la voglia di mettersi in gioco e superare i propri limiti, il compenso, perché ovviamente  non si va lì a titolo gratuito, e la speranza che dopo ti possa arrivare altro lavoro».

Che idea ti sei fatta sul caso Weinstein e su tutto ciò che ne è scaturito dopo in Italia?
R:«La molestia e la violenza sulle donne sono tematiche molto delicate e le vittime di queste azioni aberranti meritano il rispetto di tutti sempre e comunque. La cosa a cui bisogna stare attenti però è la differenza tra una molestia ed un approccio maldestro o maleducato... la linea è sottile ma si evince quando una donna si ritrae e dice no. Non entro nel dettaglio della vicenda di nessuna in particolare, non mi permetterei mai, ma denunciare il 'mostro' dopo aver ricevuto lavoro in cambio per anni mi fa orrore e soffro invece per tutte quelle donne che hanno urlato 'No' e avranno per sempre i segni di una violenza sul corpo e nell'anima... se è andata 'bene'!».

Il tuo percorso nel mondo dello spettacolo ha dovuto affrontare ostacoli di questo tipo?
R:«Credo che un certo tipo di 'approccio' fisico avvenga nel momento in cui si intravede una possibilità di riuscita... io non ho mai dato quell'idea o ho avuto atteggiamenti che facessero pensare il contrario o forse anche perché  ho avuto la fortuna di incontrare persone serie. Solo un paio di volte ho rifiutato degli inviti a cena e ho perso due programmi... magari la mia carriera avrebbe preso una piega diversa, ma allo specchio mi posso guardare senza vergogna!».

In quali progetti professionali ti vedremo impegnata nell'immediato futuro?
R:«Ci sono progetti di vario tipo ma finché non si firma...».

CONTACTS:

https://www.facebook.com/samantha.degrenet.10/

"Don Tonino? Io lo conoscevo bene…". Parla don Gigi Ciardo, parroco di Alessano

di FRANCESCO GRECO - “Don Tonino? E’ stato il mio maestro. Lo conoscevo da prima che diventasse sacerdote. Sono stato suo chierichetto, poi, in Seminario, a Ugento, per quattro anni, fu il mio insegnante di Italiano, Matematica, Latino e Greco. Sono cresciuto con lui, sono un suo discepolo. Un rapporto di intenso, personalizzato, come era nel suo modo di fare. Nel 1975 lui era parroco a Tricase e io qui, ad Alessano. Gli fui vicino nel settembre ’82, quando fu nominato Vescovo. Ogni volta che tornava era un dono, per me e per tutta la gente del paese…”.
 
Ora che l'evento del 20 aprile 2018 è uscito dalla cronaca per entrare nelle pagine di Storia, don Tonino Bello rivive nelle parole e nei ricordi di don Gigi Ciardo, parroco di Alessano, la persona che forse lo conosceva meglio di tutti.
 
Ne parla commosso, misura le parole una a una, come se facesse lo spelling, sceglie solo quelle necessarie. Non c’è sacerdote più operativo: “legge” i segni nel territorio e nell’animo della gente e si mette al lavoro, punta deciso all’obiettivo.

Sa motivare, non teme ostacoli, relativismi. Gran diplomatico, piccolo Richelieu. Al paese ha dato una casa di riposo, un centro di aggregazione giovanile, un altro per accogliere i migranti e tante opere “minori”. Stessa frontiera del suo “maestro”, di cui ha ottimizzato gli insegnamenti: gli “ultimi”, militante della “Chiesa del grembiule”, “ospedale da campo”, “etica del volto”.
 
Il post-evento è un momento topico per una città dal passato magnifico, da protagonista, piccola “capitale” del Capo di Leuca: borghesia vivace, intellettuali fecondi, professionisti geniali, imprenditori illuminati. Che ora ha un’altra opportunità per rinascere. E poi per il Salento, la Puglia, il Sud smarrito, quasi in estinzione. Andato via Papa Francesco, si respira l’aria dolce e quieta dell’attesa, delle grandi occasioni, tutti ne sono coscienti.

E dunque, don Gigi vs don Tonino Bello: Goethe direbbe affinità elettive. Che, in parallelo, si sono intrecciate, hanno fatto sistema in quasi mezzo secolo sotto l’aspetto pastorale e umano, in perfetta osmosi, un sodalizio fertile, segni profondi.

Don Gigi gli è stato vicino sino all’ultimo, presenza discreta, viva: una citazione del “Cristo deposto dalla Croce” del Mantegna.
 
In questa intervista formatta leggende metropolitane sorte in 25 anni (che ha in animo di raccontare) e svela particolari inediti sugli ultimi giorni del Vescovo di Molfetta, Ruvo di Puglia, Terlizzi e Giovinazzo (Alessano, 18 marzo 1935 – Molfetta, 20 aprile 1993), facendoci entrare in quella stanza spartana dove il moribondo ha un sorriso e una parola viva per tutti, pregna di speranza e di futuro, per chi vi s’approssimava ricacciando il pianto.
 
La Chiesa Collegiata SS. Salvatore mette soggezione per la maestosità slanciata verso il cielo blu cobalto come una preghiera accorata, disperata, che rivela un passato di grandezza, di splendore, potere: fino all'800 fu sede vescovile (Alexanensis- Leucandesis, ad Alessano c'è chi ha nostalgia e vorrebbe ripristinarla). Certe cose restano nel dna, il tempo non cancella la nobiltà.
 
E’ una bellissima giornata di primavera, don Gigi mi aspetta, la sagrestia è grande, invasa di luce fresca. Ha poco tempo da dedicarmi: da Botrugno sta arrivando una corriera di pellegrini cui farà da “cicerone” al Cimitero. Mi dona un numero speciale della rivista in cui parla chi ha conosciuto don Tonino.

Si ammalò di tumore allo stomaco, luglio ’91, subì un intervento chirurgico (il bisturi di Luigi De Blasi, coadiuvato da un’équipe venuta da Bari) il 3 settembre, al “Daniele-Romasi” di Gagliano.
 
Saliamo sul Calvario, ma l’aria non è mesta, semmai escatologica: in questi giorni hanno detto che il sepolcro è vivo, che don Tonino è fra di noi. 

DOMANDA: Perché proprio quell’ospedale?
R. “Volle operarsi come i nostri poveri, quelli che non possono permettersi un viaggio della speranza. Fece la convalescenza in paese, poi a ottobre tornò a Molfetta. La sua situazione era complicata, lui lo sapeva: era un uomo di grande realismo, e tuttavia riprese in pieno la sua missione”.
D. Poi il “male” si riaffacciò?
R. “Dopo l’intervento non fece la chemioterapia, ma a settembre ’92 il male si ripresentò. Fece la chemio. Veniva a riposare qui al suo paese”.
D. Nonostante tutto, a dicembre ’92 era a Sarajevo, sotto le bombe…
R. “Partì da Ancona alla testa di 500 pacifisti, arrivò e disse: Quello che non voleva fare l’ONU dei ricchi lo fa l’ONU dei poveri. Ci fu una cena cui parteciparono persone di ogni nazione, credo religioso, razza: la convivialità delle differenze. La notte dormì in una palestra”.
D. Uomo instancabile, generoso…
R. “Da presidente di Pax Christi, il primo gennaio ’93 a Molfetta guidò la Marcia della Pace. Da Alessano intervenne un folto gruppo”.
D. Il “dies natalis” si avvicinava?
R. “Sempre a gennaio, accompagnato dai fratelli Marcello e Trifone, fece un consulto a Parigi. Tornò e al Policlinico Gemelli a Roma dissero che la situazione era precaria…”.
D. Veniva spesso ad Alessano?
R. “A due appuntamenti non mancava mai: l’ultima domenica di luglio, festa di San Trifone, protettore, dove celebrava l’Eucarestia e lasciava un messaggio adeguato ai tempi e poi il pellegrinaggio la notte della Madonna Assunta con la comunità di Alessano e dintorni: celebrava sul piazzale della Basilica di Leuca, troppo piccola per contenere la folla.
Fino a novembre ’92 tornava a riposare e celebrare in Chiesa Madre, finché le forze glielo hanno permesso”.
D. Lo dicono un uomo pudico, timido, carismatico…
R. “Con i famigliari non parlava mai della malattia. Quando si aggravò, a Molfetta pensarono che avrebbe finito qui i suoi giorni. Stava male, concelebravamo a casa sua… Andavo a trovarlo 2-3 volte a settimana e gli raccontavo di quel che mi aveva insegnato, come uomo e cristiano.
Il 14 febbraio volle tornare a Molfetta. Don Tommaso Tridente trovò una persona che lo accudisse, guarda caso, era originaria di Alessano: Suor Piera Ferraro, discreta, disponibile…
Il Giovedì Santo gli dissi: Ci vorrebbe un miracolo. Lui capì e rispose che aveva un desiderio: morire a Molfetta, essere sepolto ad Alessano…
Quando il Signore mi chiamerà, portatemi ad Alessano, disse… Un Vescovo è un padre che deve stare tra i suoi figli sino alla fine, tornare alle radici, in mezzo alla gente… La stesse parole le ripeté a don Luca Murolo, a don Salvatore Palese e ad altri… Aveva dolori fortissimi, chiese che gli portassi Gesù. Era sereno”.
D. Il suo popolo gli fu vicino sino all’ultimo… 
R. “Lo disse chiaramente: voleva che tutti, proprio tutti, giovani, vecchi, ragazze, madri di famiglia, sacerdoti, seminaristi, potessero entrare nella sua stanza. Così fu fino all’ultimo giorno: un viavai di gente. Personalizzava il rapporto con ogni individuo”.
D. Cosa accadde il 18 marzo, suo 58mo compleanno?
R. “L’atrio dell’Episcopio era stracolmo di ragazzi che cantavano Freedom. Lui implorò: Fatemi salire, fatemi uscire… Volle un megafono, lo portammo alla finestra: Se Dio mi darà vita – disse - non vorrò essere davanti a voi o dietro di voi, ma in mezzo a voi. Un momento commuovente, drammatico…”.
D. Ma l’addio era prossimo, 20 aprile 1993…
R. “Nella stanza c’ero io, i fratelli, i famigliari. Alle 13 e 30 gli parlai per l’ultima volta. Alle 15 e 27 si addormentò serenamente, per sempre…”.

Costa Crociere in aiuto dei più poveri

di PIERO CHIMENTI - È stato presentato sulla Costa Deliziosa il progetto di Costa Crociere a sostegno della associazione Onlus Fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano di Bitonto. La compagnia di crociera donerà i pasti avanzati la domenica quando la nave attraccherà nel porto di Bari, dopo aver provveduto a conservarli in contenitori alimentari in alluminio che conserveranno perfettamente gli alimenti.


'Vasco Non Stop', cresce a Bari attesa per tour

BARI - C’è un “prima” e un “dopo” Modena Park. Il più grande raduno rock della musica italiana, del 1 luglio scorso, è l’inevitabile spartiacque.

Che per Vasco vuol dire aver chiuso un ciclo – i suoi primi 40 anni di palco -  ed entrare in una nuova dimensione della sua vita artistica.  Con ritrovata energia, voglia di mettersi in gioco e di sperimentare. Non è proprio il tipo da sedersi sugli allori e, soprattutto, non ama ripetersi.  Forte delle sue canzoni (può contare su un cospicuo numero di brani “condivisi” da più generazioni contemporaneamente) e oggi “liberato da vincoli e libero di fare quello che ho voglia di fare”. Cioè, andare in giro e “portare un po’ di gioia”.

Da quest’anno è Vasco Non Stop, riparte dalle sue canzoni e dagli stadi, da nord a sud: doppi stadi a Torino (debutto il 1 giugno), Padova, Roma e Bari, per concludere il tour a Messina, un importante ritorno molto atteso in Sicilia. Più, naturalmente, la data 0 a Lignano dove si scaldano i motori.

I biglietti sono praticamente esauriti, dobbiamo tenerne un pugno, 2/3000, da vendere all’ultimo momento per l’ormai nota policy contro il secondary ticket.

Vasco sta per arrivare in città con il suo show che “rotola giù perfettamente”, per due ore e mezzo circa di puro godimento. Il “guaio” è che non ci stanno mai tutte, solo una 30ina ma “quelle giuste” che le rappresentano tutte.

Messaggio forte e chiaro con la botta iniziale di “Cosa succede in città”, brano di grande attualità, scritto nel 1985 dopo un lungo periodo di turbolenze e kaos. Qui è rivisitato in chiave metal industrial come l’altro brano ripescato dai favolosi anni ’80: “Fegato spappolato”, in omaggio e con una citazione ai Metallica (“Enter sandman”).

Concerto rigoroso e duro, suoni compatti, momenti di hard rock e ballate struggenti, come “Adesso che tocca a me” e “Stupido hotel” pilastro del 2001, che non si sentivano da un po’.  I medley sono 3: Rock (con il mashup di “Delusa”), Elettro-Dance e Acustico.

Vasco sperimenta includendo nella line up una figura certamente oltre e stimolante come Beatrice Antolini, postmoderna artista polistrumentista che davvero sa suonare percussioni, chitarra, basso e pianoforte e … sa anche cantare.

“I musicisti che mi seguono dal vivo sono sempre tra i migliori nel loro “ruolo” proprio come in una squadra di calcio sono perfettamente affiatati e nel tempo hanno sviluppato quel suono perfetto e compatto che certamente non ha eguali nel mondo. Quando registriamo i concerti dal vivo suonano già perfetti come in un disco.

Quest’anno Con l’aiuto, l’entusiasmo e l’energia di Vince Pàstano e lo spirito di Guido Elmi dentro al cuore, sto mettendo a punto la scaletta perfetta per il VascoNonStop Live 2018.

Stanno nascendo cose interessanti, c’è la voglia di sperimentare, le canzoni su cui lavorare sono tante e sono pronto a scommettere che anche i più scettici si divertiranno … d’altra parte è sempre stato così, il vecchio fan magari fa fatica ad accettare i cambiamenti sulla carta, per cambiare immediatamente idea quando li vive. Il bello è rischiarli sul palco, una scommessa ogni volta, e poi vedere l’effetto che fa... ".

Il cambiamento di pelle nella line up è iniziato oltre vent’anni fa, prima con l’arrivo della chitarra di Stef Burns, un mito, poi con quel geniale musicista che è Frank Nemola, fino all’ultima e felice entrata, Vince Pàstano, tra i più interessanti chitarristi di oggi.  Il cambiamento prosegue in linea con la scelta fatta con Guido Elmi già da tempo, e nasce dall’esigenza di non annoiarsi.

E a questo punto la band “migliore al mondo” è così composta:

Basso Claudio Golinelli, Il Gallo -  Batteria Matt Laug -  Chitarra Stef Burns -  Chitarra Vince Pàstano -  Tastiere Alberto Rocchetti -  Tastiere, Tromba Frank Nemola -  Cori, Percussioni, Pianoforte, Chitarra … Beatrice Antolini.

Lecce, sciopero dei lavoratori della Comdata. M5S: "La giunta convochi l’azienda per conoscere il futuro della sede"

LECCE - “Le istituzioni non possono restare immobili di fronte ai timori dei lavoratori della Comdata di Lecce, preoccupati dopo l’annuncio da parte dell’azienda di voler chiudere le sedi  di Padova e Pozzuoli. La giunta regionale deve incontrare l’azienda per conoscere il futuro della sede  leccese e salvaguardare gli attuali livelli occupazionali. I lavoratori hanno bisogno di chiarezza”. Così il consigliere del M5S Antonio Trevisi in seguito allo sciopero effettuato venerdì scorso dai lavoratori di tutte le sedi Comdata  per manifestare solidarietà ai colleghi delle due sedi di cui è stata comunicata la chiusura.

“La preoccupazione - continua Trevisi - è quella che le chiusure non si fermino a alle sedi di  Padova e Pozzuoli, ma coinvolgano anche altre sedi italiane. La politica non può restare a guardare, per questo chiediamo alla giunta regionale di far sentire la sua vicinanza ai lavoratori e convocare immediatamente l’azienda: bisogna scongiurare il rischio chiusura e quello di una eventuale riduzione dell’organico. Non è accettabile che vengano violati i diritti dei lavoratori che da un momento all’altro si possono trovare senza un’occupazione. Per colpa del Jobs Act - conclude -  si è avuta come conseguenza la perdita di tutele e garanzie e questo dimostra il fallimento della riforma del mercato del lavoro”.

Parata di stelle nella notte del 'Maestro'

(Afp/Getty)
di PIERO CHIMENTI - Finisce 7-7 la sfida tra i team Blue Star e White Star, composti da campioni del passato come Nesta, Ronaldo, Baggio e Gattuso per rendere omaggio ad Andrea Pirlo nel suo addio al calcio.

L'ex centrocampista di Brescia, Reggina, Milan, Inter, Juventus e New York non è andato in rete, ma ha ispirato le segnature dei bianchi.

Mattatore della serata è stato Filippo Inzaghi, autore di tre gol, l'ultimo dei quali a Buffon. Anche nelle panchine non sono mancate le stelle con la presenza di allenatori come Conte, Ancelotti, Tassotti e Donadoni, oltre alla presenza di Maldini.

Bari, sopralluogo di Galasso a 'Pezze e Cicorie' sul lungomare di San Giorgio


BARI - Nella mattinata di lunedì 21 maggio 2018, l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso, accompagnato dal consigliere e vicepresidente del Municipio I Lorenzo Leonetti e dai tecnici comunali dei settori Strade e Impianti, ha effettuato un sopralluogo a “Pezze e Cicorie”, località sul lungomare di strada detta della Marina a San Giorgio, tra Baia San Giorgio e Torre a Mare. Si tratta di una vasta area che allo stato si presenta pianeggiante e completamente incolta con erba alta, e che sarà sistemata attraverso uno spianamento e poi coperta con materiale inerte stabilizzato, come già fatto per l’area  parcheggio adiacente il mercato di via Pitagora a Japigia. Si tratta della prima lavorazione che sarà eseguita nell’ambito del  nuovo appalto per le manutenzioni ordinarie, in fase di consegna, e che si stima di poter eseguire entro la fine di giugno.

“La nostra idea - commenta l’assessore Galasso - è quella di sistemare l’area a parcheggio facendo in modo che nella parte centrale, di circa sette metri di larghezza (pari a due corsie di marcia da 3,5 metri cadauna), si possa continuare a transitare con doppio senso di marcia, e nelle parti laterali si possa parcheggiare in maniera ortogonale le autovetture, per una capienza stimata di circa 200 posti auto considerata l’ampiezza complessiva dell’area. Nel sopralluogo odierno sono stati coinvolti anche i tecnici del settore Impianti a rete perché, nell’ambito dell’appalto relativo alla sostituzione di tutti i corpi illuminanti di strada detta della Marina, recentemente aggiudicato e di prossima contrattualizzazione, con avvio lavori previsto entro fine giugno, contiamo di installare 5 nuovi pali in più per illuminare la nuova area parcheggio, così da renderla sicura per quanti ne usufruiranno. Le lavorazioni per realizzare le fondazioni dei pali avverranno contestualmente alla posa dello stabilizzato mentre quelle per il posizionamento dei pali e dei corpi illuminanti saranno eseguite nel corso dell’estate durante gli interventi per la sostituzione dei corpi illuminanti sul lungomare di San Giorgio. Questo intervento costituisce una risposta concreta alla forte domanda di parcheggi necessari al quartiere per soddisfare l’enorme flusso di autovetture che specialmente nel periodo estivo si riversa sulla costa”.

Calcio femminile, Serie A: la Pink Bari vince 3-2 lo spareggio col Ravenna e disputerà i play out

di FRANCESCO LOIACONO - A Montesilvano nello spareggio di serie A di calcio donne la Pink Bari ha vinto 3-2 contro il Ravenna e disputerà i play out. Nel primo tempo al 15’ in vantaggio le pugliesi con Jenny Piro su rigore. Al 20’ ha raddoppiato Angelica Parascandolo. Al 45’ le romagnole hanno riaperto la partita con un gol realizzato dalla Baldini.

Nel secondo tempo al 7’ il terzo gol della Pink Bari realizzato da Noemi Manno. Al 16’ secondo gol del Ravenna segnato dalla Pugnali. Il Ravenna retrocede in serie B insieme all’Empoli che era già retrocesso. La Pink Bari giocherà sabato 26 o domenica 27 maggio i play out contro la Res Roma o la Pro San Bonifacio. Se vincerà di nuovo riuscirà a salvarsi.

Bari, decimo furto nella sede del Centro servizi per le famiglie di Japigia

BARI - Nella notte fra domenica 20 e lunedì 21 maggio 2018, il centro per le famiglie di Japigia, in via Giustina Rocca 9, è stato nuovamente danneggiato nel corso di un furto messa a segno da sconosciuti, che hanno rubato un videoproiettore (appena ricomprato), i megafoni utilizzati per gli eventi pubblici,  le attrezzature per i laboratori artigianali, scassinato gli armadi, le serrature e le porte e devastato gran parte dell’immobile.

Si tratta del decimo furto, tra la sede di Japigia e quella decentrata di Torre a Mare,  messo a segno da gennaio ai danni di un presidio importante del welfare cittadino, che lavora con gli adulti e i minori dei due quartieri portando avanti progetti di grande valore.

“Nessuna minaccia, violenza o intimidazione può fermare l’impegno del Welfare, della rete delle realtà associative e degli operatori sociali impegnati nelle aree periferiche della città - commenta l’assessora Francesca Bottalico -. Un altro furto, si tratta del decimo dall’inizio dell’anno. Una violenza commessa nei confronti di tutti, di un bene pubblico. Un’offesa grave alla quotidianità di tanti minori e famiglie che trovano nei servizi un luogo accogliente, sicuro, dove rifugiarsi per sfuggire alle logiche e alla dimensione di disagio, spesso vissuto nelle proprie case, specialmente in un quartiere complesso come Japigia. I ladri che hanno depredato il centro, mettendo a soqquadro gli arredi, distruggendo i disegni dei bambini, violando le lettere custodite gelosamente dagli operatori e donate dalle famiglie in questi mesi e rubando persino i biscotti e le merendine  non l’avranno vinta. Il welfare non è solo speranza, desiderio, cura e fiducia, ma anche tenacia, passione, coraggio e denuncia. Non saranno i furti, i pregiudizi, l’intolleranza, l’illegalità, gli atti vandalici o le provocazioni a fermarci. Andiamo avanti circondati dall’affetto di quanti conoscono il nostro lavoro e convinti a non arretrare di un solo passo rispetto alla cattiveria,  all’ignoranza e alla violenza di chi impiega le proprie energie per distruggere anziché costruire”.

Nel corso dei diversi furti, in questi mesi al centro sono stati sottratti:

·        attrezzature per i corsi musicali e piccole feste di quartiere strumenti, casse, materiali vari
·        video proiettore e materiale per i cineforum
·        attrezzature per corsi di informatica per adulti e minori
·        colori e piccoli attrezzature per laboratori artistici
·        lavagna multimediale per i corsi didattici
·        telefoni cellulari e apparecchiature telefoniche
·        macchine fotografiche per i corsi e i laboratori di narrazione

Sono stati inoltre danneggiati i distributori automatici di alimenti e scassinati gli schedari.