Via della seta, Di Maio: "Italia è arrivata prima". Salvini: "Libero mercato in Cina?"

ROMA - A Villa Madama le firme per il Memorandum d’Intesa tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo della Repubblica Popola...

Quanto costa un trapianto di capelli? Svizzera o Turchia: è la nazione a decidere il trapianto dal portafoglio

Se sognate da anni di veder ricrescere i vostri capelli, ma a farvi paura è il costo, allora la Turchia è la meta migliore per far ricrescere l’erba sul vostro conto in banca dopo il trapianto di capelli

Dai 5000 ai 10.000 euro: la spesa media per un trapianto di capelli in Europa. Solo a sentire questo prezzo, ci vengono i brividi e forse dallo spavento ci cadono ancora più capelli. Ma questa operazione è davvero così cara? Come pagare di meno il trapianto di capelli e realizzare l’ardente desiderio di tornare ad avere una chioma folta e naturale?  Eccovi la risposta.

La Turchia è il posto giusto dove fare un autotrapianto di capelli senza subire un trapianto anche dal portafoglio. E il dottor Balwi di Elithairtransplant è il vostro genio della lampada che farà avverare i 3 vostri desideri: ottenere una nuova capigliatura, ricevere un trattamento d’ eccellenza e pagare il meno possibile.

Ma dove si nasconde la fregatura?

La fregatura si nasconde nel fatto che la pizza ad Istanbul non avrà certo lo stesso sapore di quella della pizzeria sotto casa. E invece della solita gita fuori porta al mare, potrete vedere la capitale della Turchia. Insomma, non ci sono inganni.

Il trucco di Elithairtransplant è quello di avere la propria sede in Turchia, dove appunto i costi della vita sono inferiori, ma ciò non significa rinunciare alla qualità. La clinica LIV, dove opera il dottor Balwi, specialista di Elithairtransplant, ha infatti ottenuto la certificazione JCI, che dimostra il grado di eccellenza della struttura a livello internazionale. Oltre alla clinica, anche le tecniche utilizzate sono di altissima qualità. Prima di tutto il dottor Balwi utilizza il moderno metodo FUE, che consiste nell’estrarre i bulbi da una zona donatrice, solitamente la nuca, per reinnestarli nella parte della testa in cui la capigliatura risulta più diradata. Non ci saranno ovviamente spazi vuoti o segni nella zona di prelievo. L’operazione dura alcune ore e il paziente dovrà passare solo 3 giorni nella splendida Istanbul, giusto il tempo di fare una visita preoperatoria, farsi una dormita prima dell’operazione, sottoporsi al trapianto e riposarsi un’altra notte prima della partenza.

Altre prove della qualità di questo centro?

Prima di tutto l’uso dell’anestesia comfort-in. Con questa tecnica, si usa un particolare tipo di siringa, che è come una piccola pistola ad aria compressa, con la quale si vaporizza l’anestetico attraverso l’epidermide. Ciò permette di evitare l’accumulo di anestetico locale e soprattutto di evitare la sensazione di dolore nel paziente. Un’altra tecnica all’avanguardia consiste nell’uso delle lame dalla punta di zaffiro. L’uso di questa accortezza comporta tempi di recupero dei tessuti più rapidi e riduce il rischio di complicazioni sulla cute. Normalmente nella tecnica FUE vengono utilizzate le lame in acciaio per la creazione dei microcanali, che hanno una forma ad U. Con l’uso delle lame in zaffiro i canali assumono una forma a V. L’apertura a U crea dei canali più ampi che causano maggiore sanguinamento e una densità di capelli inferiore.

Quanto costa il trapianto di capelli in Turchia?

Il costo del trapianto di capelli varia ovviamente da persona a persona. Elithairtransplant fa pacchetti a partire da 1799 Euro, in cui sono compresi anche i vari trasferimenti e le spese di alloggio in un hotel di lusso. Il prezzo dipenderà ovviamente dal numero di bulbi che dovranno essere prelevati e reinnestati nella cute del paziente. Il team del dottor Balwi è sempre disponibile a offrirvi un preventivo gratuito o comunque a fornirvi informazioni sull’operazione. I prezzi sono nettamente più bassi rispetto a quelli europei, ma ciò non comporta la rinuncia ad un trattamento di qualità. Un trapianto efficace e dai risultati sorprendenti, senza danneggiare il conto in banca. Basta scegliere il posto giusto per il vostro trapianto.

Frascati, esplosione in villetta: 2 morti

ROMA - Momenti di paura ieri sera, a seguito di un'esplosione, in una villetta a due piani a Frascati, alle porte di Roma. La forte deflagrazione ha causato il crollo di strutture portanti. Ad intervenire sul posto, oltre ai carabinieri e a personale del 118, almeno 4 squadre dei vigili del fuoco di Roma. Due le persone decedute - padre e figlio che risiedevano nel villino - e un ferito, mentre si scava per verificare se ve ne siano altre coinvolte nel crollo.

Qualificazione Europei: l'Italia vince e convince

(ANSA)
di ANTONIO GAZZILLO - Nella prima partita di qualificazione agli europei del girone J, l'Italia, reinventata da Mancini, ha battuto la Finlandia per 2 a 0. La Nazionale azzurra ha vinto e convinto per compattezza e personalità nonostante la presenza di molti giocatori giovani e debuttanti. Infatti il risultato è stato sbloccato al 7' da Barella. Il promettente centrocampista del Cagliari ha battuto con un tiro dalla distanza l'estremo difensore avversario. Il raddoppio è arrivato al 74' con il classe 2000 Kean che, dopo la doppietta in maglia Juventus, ha messo la firma anche in nazionale. Il giovane giocatore italiano ha messo in rete dopo una fantastica azione personale di Immobile. L'Italia sarà nuovamente impegnata martedì contro il Liechtenstain.

Xi Jinping in Italia, firmati accordi su Via della Seta

(Afp)
ROMA - Storica intesa sul commercio tra Italia e Cina. Luigi Di Maio e il presidente della National Development and Reform Commission, He Lifeng, hanno firmato il Memorandum sulla collaborazione nell'ambito della "Via della Seta Economica" e dell' "Iniziativa per una Via della Seta marittima del 21° secolo.

"E' stato un grande successo, ringrazio di cuore il governo italiano". Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping rivolgendosi al sottosegretario Stefani Buffagni prima di salire sull'aereo presidenziale che lo ha condotto poi a Palermo. "Grazie a voi, buon viaggio e buon proseguimento della visita in Italia", ha risposto Buffagni che rappresentava il governo italiano nello scalo di Fiumicino. Xi, prima di salire sul Boeing 747-89 L dell'Air China, ha salutato le forze dell'orine presenti.
GLI ACCORDI SUL TAVOLO - 1) intesa di partenariato strategico tra Cdp e Bank of China siglata dall'ad di Cdp, Fabrizio Palermo e dal presidente di Bank of China, Chen Siqing. 2) Memorandum of understanding sul partenariato strategico tra Eni e Bank of China firmato dall'ad Eni, Claudio Descalzi, e dal presidente di Bank of China, Chen Siqing. 3) intesa di collaborazione tecnologica sul programma di turbine a gas tra Ansaldo Energia e China United Gas Turbine Technology firmata dall'ad Giuseppe Zampini e il presidente Qian Zhimin 4) contratto per la fornitura di una turbina a gas AE94.2K per il progetto Bengang tra Ansaldo Energia, Benxi Steel Group e Shanghai Electric Gas Turbine. 5) Memorandum of understanding tra Cdp, Snam e Silk Road Fund siglato dall'ad di Cdp, Fabrizio Palermo, dall'ad Snam, Marco Alverà, e dal General manager di Silk Road Fund, Wang Yanzhi. 6) Intesa di cooperazione strategica tra Agenzia Ice e Suning.com Group per la realizzazione di una piattaforma integrata di promozione dello stile di vita italiano in Cina. 7) Accordo di cooperazione tra Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale-porti di Trieste e Monfalcone e China Communications Construction Group. 8) Accordo di cooperazione tra il Commissario straordinario per la ricostruzione di Genova, l'autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e China Communications Construction Group. 9) Memorandum of understanding tra Intesa Sanpaolo e il Governo Popolare della città di Qingdao firmato dall'ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, e il vice sindaco, Liu Jianjun. 10) Contratto tra Danieli&C. Officine Meccaniche e China Camc Engineering per l'installazione di un complesso siderurgico integrato in Azerbaijan firmato dal presidente di Danieli, Gianpietro Benedetti, e il presidente di China Camc, Luo Yan.

Via della seta, Di Maio: "Italia è arrivata prima". Salvini: "Libero mercato in Cina?"

ROMA - A Villa Madama le firme per il Memorandum d’Intesa tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo della Repubblica Popolare Cinese sulla collaborazione nell’ambito della “Via della Seta Economica” e dell’“Iniziativa per una Via della Seta marittima del 21° secolo”. La cerimonia è avvenuta alla presenza del presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping e del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Il vicepremier leghista, Matteo Salvini, fa però polemica con il M5S. Ed è nuova tensione con l'altro vicepremier Luigi Di Maio. "Non mi si dica che la Cina è un paese con il libero mercato": ha dichiarato il responsabile del Viminale al Forum di Confcommercio a Cernobbio, aggiungendo comunque di essere contento della visita del presidente cinese e dell'apertura dei mercati "a parità di condizioni".  

"Noi vogliamo essere assolutamente cauti quando c'è in ballo la sicurezza nazionale" ha precisato. Ma arriva la replica di Di Maio: "Salvini ha il diritto di parlare, io come ministro del Mise ho il dovere di fare i fatti e i fatti sono la firma di accordi per 2,5 miliardi".

Pianoforti che si spostano e soffitti che crollano: terrore a bordo della Viking Sky

OSLO - La paura si taglia a fette a bordo della Viking Sky, la nave in avaria nelle acque di Hustadvika, in Norvegia: pianoforti e piante che si spostano, membri dell’equipaggio aggrappati alle colonne e passeggeri trascinati per metri.

Sono le impressionanti choc dalla nave in balia delle onde in Norvegia con 1300 persone a bordo, registrate da una passeggera. Le operazioni di recupero, con l’ausilio di due elicotteri, andranno avanti tutta la notte.

Viking Sky alla deriva e in balia del vento davanti alle coste della Norvegia: 1300 passeggeri in corso di evacuazione

(ANSA)
OSLO - Un nuovo caso di Costa Concordia potrebbe verificarsi al largo della Norvegia, quando i motori della Viking Sky, la meganave da crociera varata da Fincantieri due anni fa, si sarebbero improvvisamente spenti, mentre la nave era nel pieno della navigazione in mezzo a forti venti con raffiche a 70 km/h e a una violenta grandinata nelle acque di Hustadvika. Così il comandante del colosso del mare, in balìa delle onde e delle correnti, è stato costretto a dare il via alle operazioni di evacuazione dei 1.300 passeggeri. Sul posto elicotteri e navi.

L'imbarcazione si starebbe dirigendo velocemente e senza controllo contro la terra ferma e le unità di soccorso stanno cercando di portare a terra tutti i viaggiatori compreso i membri dell'equipaggio. Il comune di Fræna che sarebbe il più vicino al gigante oceanico, ha istituito un’unità di crisi. 

Non è ancora dato sapere se tra i crocieristi vi siano italiani, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, per una vicenda che comunque ci fa ricordare le premesse di quanto accadde al "Giglio" e che sicuramente costituisce un monito e un precedente importante, che sicuramente avrà spinto il comando della Viking Sky ad una tempestiva evacuazione come quella in atto.

Cinque persone evacuate dalla nave sono state trasferite in ospedale dopo il loro arrivo al centro sportivo di Farstad dove si sta organizzando l'accoglienza dei passeggeri man mano che vengono evacuati. Lo riferisce il capo dei vigili del fuoco, Jens Petter Husoy, ai media locali senza precisare quali siano le loro condizioni. La nave da crociera appare intanto sulle immagini delle tv norvegesi ancora in balia delle onde nell'area di fronte a Hustad, nota come una delle più pericolose della costa norvegese. Secondo il sito MarineTraffic, aggiunge la Bbc, la Viking Sky era in rotta da Tromso a Stavanger, nel sud della Norvegia.
PIANOFORTE CHE SI SPOSTA E SOFFITTI CHE CROLLANO - La paura si taglia a fette a bordo della Viking Sky: pianoforti e piante che si spostano, membri dell’equipaggio aggrappati alle colonne e passeggeri trascinati per metri.

Sono le impressionanti choc dalla nave in balia delle onde in Norvegia con 1300 persone a bordo, registrate da una passeggera. Le operazioni di recupero, con l’ausilio di due elicotteri, andranno avanti tutta la notte.

Serie B: nel recupero il Lecce vince 7-0 in casa con l'Ascoli

di FRANCESCO LOIACONO - Nel recupero della terza giornata di ritorno di serie B il Lecce ha vinto 7-0 in casa contro l’Ascoli. Nel primo tempo al 3’ la squadra di Liverani è passata in vantaggio con Tabanelli, tiro al volo su passaggio di testa di La Mantia dopo un cross di Mancosu. Al 15’ ha raddoppiato Petriccione di sinistro su assist di Mancosu. Al 18’ è andato a segno La Mantia di destro su appoggio di Calderoni. Per l’attaccante La Mantia dodicesima rete in questo torneo. Al 24’ quarto gol dei salentini con Mancosu, tiro da pochi metri su passaggio di La Mantia. Al 32’ la quinta realizzazione, Falco su rigore dato per un fallo di Andreoni su La Mantia.

Nel secondo tempo al 14’ sesto gol del Lecce realizzato da Tabanelli di destro su passaggio di Falco. Al 20’ la settima rete dei pugliesi realizzata da Mancosu, tiro rasoterra. Successo importante del Lecce. E’ terzo in classifica con 48 punti, ad un punto dal Palermo che è secondo, e a due punti dalla solitaria capolista Brescia. Domenica 31 marzo i salentini giocheranno alle 21 in casa col Pescara.

Il muro repubblicano di Trump: spuntano alcune crepe

di DOMENICO MACERI* - “Questo è un voto per la costituzione e l'equilibrio dei poteri”. Con queste parole Mitt Romney, senatore repubblicano dello Utah e già candidato presidenziale nel 2012, ha spiegato il suo voto che ha contribuito a bloccare la dichiarazione di emergenza al confine dichiarata da Donald Trump il mese scorso. Altri undici senatori repubblicani e tutti i loro colleghi democratici hanno votato contro il presidente per un totale di 59 su 100.

La mozione contro l'emergenza al confine era già stata approvata alla Camera con 241 favorevoli dove 13 parlamentari repubblicani hanno abbandonato il presidente. Nonostante i voti alla Camera e al Senato al momento non vi sarebbero sufficienti consensi per sconfiggere il veto annunciato immediatamente in un tweet da Trump. I democratici dovrebbero convincere una quarantina di colleghi alla Camera e altri 8 al Senato per scavalcare il veto e bloccare definitivamente la dichiarazione di Trump.

L'inquilino della Casa Bianca sembrerebbe dunque di averla fatta franca con la sua dichiarazione  di emergenza ma il fatto che Mitch McConnell, l'astuto presidente del Senato, non sia riuscito a bloccare il voto, ci indica che la pazienza dei repubblicani con Trump non è infinita. McConnell, infatti, ha fatto pochissimo per convincere i senatori repubblicani al Senato come avrebbe fatto in altre situazioni. Il messaggio per Trump è che si trattava di una sconfitta annunciata.

Allo stesso tempo però è chiaro che il 45esimo presidente non può contare sul supporto unanime dei legislatori del suo partito, erodendogli il potere. Da aggiungere ovviamente il controllo della Camera dei democratici. Se in passato Paul Ryan, lo speaker repubblicano, non avrebbe mai permesso un voto sull'emergenza al confine, adesso con Nancy Pelosi al timone, la musica è cambiata.

I dodici senatori al Senato che hanno votato contro il loro presidente hanno giustificato la loro decisione in termini di principi costituzionali anche se alcuni hanno aggiunto di essere preoccupati su possibili abusi di dichiarazioni di emergenza da futuri presidenti. In effetti, hanno interpretato la dichiarazione di Trump come una forzatura costituzionale.

Trump avrebbe preferito di non dovere fare uso del suo veto, il primo della sua presidenza, ed ha cercato di convincere personalmente alcuni senatori a non abbandonarlo. In particolar modo, l'attuale inquilino della Casa Bianca ha consultato direttamente il senatore Rand Paul, repubblicano del Kentucky, senza però riuscire a convincerlo. Inoltre, il vicepresidente Mike Pence ha consultato parecchi senatori, cercando almeno di limitare i danni. Questi sforzi avranno avuto dei frutti poiché solo Susan Collins, senatrice del Maine, che ha votato contro Trump, deve affrontare la rielezione nel 2020. Gli altri 11 hanno poco da preoccuparsi dalle minacce poco celate di Trump di incoraggiare candidati a lui più fedeli a sfidarli alle primarie. In uno dei tanti tweet il 45esimo presidente ha infatti lodato i senatori a lui fedeli dichiarando che quando ritorneranno ai loro Stati gli elettori li “ameranno” più di prima. Traduzione: avete il mio supporto.

Il fatto che solo dodici senatori e tredici parlamentari abbiano abbandonato Trump sulla questione dell'emergenza non sarebbe un grosso allarme ma altri recenti voti ci confermano che la sua nave ha cominciato a fare acqua sul serio. Il Senato ha recentemente votato (54-46) per mettere fine al supporto delle brutali azioni militari dell'Arabia Saudita nello Yemen. In questo caso 7 senatori repubblicani hanno votato a favore della mozione, suggerendo che il supporto americano per la politica dei sauditi, amici di Trump, in parte per ragioni economiche, sta erodendo.

C'è da aggiungere che la Camera ha anche votato in maniera schiacciante bipartisan (420 Sì, zero No) una risoluzione che renderebbe pubblico il rapporto di Robert Mueller, procuratore speciale sul Russiagate, non appena sarà completato. La risoluzione non è vincolante ma il fatto che tutti i parlamentari repubblicani abbiano votato a favore (eccetto 4 che si sono astenuti votando semplicemente “presente”) vuol dire che anche i repubblicani desiderano trasparenza.Trump non si è opposto al voto ed ha infatti dichiarato che il rapporto dovrebbe essere reso pubblico. La decisione spetterà al nuovo procuratore generale William Barr recentemente confermato dal Senato. Trump potrebbe ovviamente mettere pressione per renderlo pubblico ma se lo metterebbe in cattiva luce potrebbe facilmente cambiare idea.

La sua dichiarazione di emergenza al confine però, salvata dal suo veto, deve affrontare il sistema giudiziario. Parecchie denunce la hanno sfidata e si prevede  che alla fine la Corte Suprema dovrà fare da arbitro. I due voti contrari in entrambe le Camere potrebbero però essere considerati dalle deliberazioni dei giudici come desiderio della legislatura di non spendere soldi per il muro al confine. I giudici dovranno decidere se la costituzione concede veramente alla legislatura il potere di stanziare i fondi o il potere del presidente gli permette di raggirare le leggi.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

Cina, bus turistico va in fiamme: 26 morti

PECHINO - Dramma nella Cina centrale, dove un bus turistico è andato in fiamme incendio mentre percorreva un'autostrada: 26 le vittime e 30 i feriti, secondo quanto riferito oggi dalle autorità locali. L'incidente è avvenuto ieri pomeriggio a Changde, nella provincia dello Hunan.

Presenti sul mezzo 56 persone: 53 passeggeri, una guida turistica e due autisti. Questi ultimi sono entrambi detenuti, mentre le autorità investigavano sulla causa dell'incidente. Foto della scena mostrano l'interno dell'autobus da 59 posti completamente carbonizzato, a indicare che probabilmente l'incendio sarebbe scaturito da materiale a bordo.

Orrore in Svizzera: 54enne abusa di un’anziana di 101 anni

WINTERTHUR - I casi di violenza sulle donne riempiono le cronache qui come all'estero, anche con una brutalità senza limiti. Una violenza cieca immune a qualunque tipo di freno inibitore neppure nei confronti delle donne ultracentenarie. Una malvagità che lascia senza parole. Eppure è potuto succedere: uno svizzero di 54 anni è stato convocato per comparire davanti al Tribunale distrettuale di Winterthur (ZH), giovedì, per aver aggredito 15 donne tra maggio e settembre 2017. La particolarità, in questo caso, sta nel fatto che la maggior parte delle sue vittime aveva più di 80 anni, scrive il TagesAnzeiger. La più anziana aveva addirittura 101 anni. 

Secondo il quotidiano, l’uomo si muoveva sempre nello stesso modo: iniziava la conversazione con le sue future vittime facendo loro un complimento, poi, all’improvviso, sollevava le loro gonne e le toccava fra le gambe o al petto. A volte, mostrava loro il suo sesso chiedendo alle donne di toccarlo. L’aggressione più grave è avvenuta ai danni di una 76enne. Quando il cinquantenne si è ritrovato con lei in un ascensore dell'EMS di Winterthur, le ha tirato giù i pantaloni e le mutandine e le ha toccato pesantemente le parti intime. Poi se ne è andato come se nulla fosse successo, una volta che le porte si sono aperte al terzo piano dell'edificio. 

Interpellato sui motivi delle sue azioni, l'imputato ha detto: «Non so cosa è successo». In base a una perizia psichiatrica, l'uomo soffre di un disturbo della personalità, ma questo non ha influenza sui reati. La Corte, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, lo ha condannato a 20 mesi di carcere, a una pena pecuniaria sospesa di 60 ammende giornaliere a 50 franchi e a una multa di 3.000 franchi per coercizione sessuale, molestie sessuali, atti osceni e violazione di domicilio.

Cittadinanza, Salvini: "Rami vuole Ius soli? Si faccia eleggere"


ROMA - “Cittadinanza ai bambini? Stiamo facendo le verifiche del caso, questa è una scelta che potrà fare quando verrà eletto parlamentare, la legge sulla cittadinanza rimane così com'è”. Lo ha detto il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini, a Cernobbio per il Forum di Confcommercio.

Sy: gip convalida arresto

MILANO - Il gip di Milano, Tommaso Perna, ha convalidato l'arresto di Ousseynou Sy, l'uomo che il 20 marzo scorso ha dirottato un bus con a bordo una scolaresca di Crema e poi gli ha dato fuoco. L'atto di convalida è stato depositato stamattina: il magistrato ha disposto la custodia cautelare nel carcere di San Vittore. Il gip ha confermato le accuse di strage, incendio, sequestro di persona e resistenza con finalità di terrorismo.

LA TESI DELLA DIFESA - Sy squilibrato mentale, e quindi incapace di intendere e volere il disegno omicida dei 51 bimbi sul bus a cui si prestava a dare fuoco? E' la tesi perorata dall'avvocato difensore che vuole giocare la carta dell'infermità mentale,  come si evince dalle dichiarazioni rese al termine dell'interrogatorio di garanzia, mentre secondo il giudice per le indagini preliminari l'uomo non avrebbe dato segno di squilibrio. 

“A mio giudizio ha dato seri segni di squilibrio e la maniera che ha avuto il gip di portare avanti l’interrogatorio è stata volta a verificare questo aspetto” ha dichiarato Davide Lacchini, avvocato difensore di Sy. “A lui non interessava il riflesso nazionale, ma l’impatto di livello internazionale che la sua azione poteva avere”, ha aggiunto.

Di parere contrario il magistrato, al quale i giornalisti hanno chiesto se Sy abbia mostrato segni di squilibrio. "Non mi e' sembrato" ha detto il gip di Milano, Tommaso Perna uscendo da San Vittore.

Bologna, ragazzini cadono da ottavo piano: morti sul colpo

BOLOGNA - Tragedia a Bologna, dove due ragazzini, di 10 e 14 anni, di origine kenyana, sono deceduti dopo essere precipitati dall'ottavo piano di un palazzo. Il dramma si è consumato alle 10 di oggi in Via Quirino di Marzio, alla periferia della capoluogo emiliano. Ad intervenire sul posto il 118 e la Polizia con alcune volanti per accertare l'accaduto.

I soccorritori hanno tentato di rianimarli, ma si e' subito capito che non c'erano speranze. Ancora ignote le cause della tragedia: sul posto sono al lavoro numerose volanti della Polizia per ricostruire quanto accaduto.

Emilia Romagna: forte sciame sismico nel Cesenate

CESENA - Trema di nuovo la terra in Emilia Romagna. Una sequenza sismica sta interessando da ieri sera il territorio di Meldola, in provincia di Forlì-Cesena. Non si segnalano al momento danni a persone o cose. 

L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha registrato 12 lievi scosse dalle 22:18 a 00:25, la più forte delle quali di magnitudo 2.6 alle 23:30.

Xylella, Emiliano a Lecce al presidio degli olivicoltori: "A Conte chiediamo un piano triennale da 500 mln"

LECCE - “Siamo partiti alle 5:30 da Bari e questo ovviamente perché anche fisicamente gli agricoltori salentini devono sapere che noi non li lasceremo mai soli”. Così il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano giunto questa mattina a Lecce, per partecipare al presidio permanente degli agricoltori salentini.

Decine i trattori ed i mezzi agricoli che sin dall’alba sono giunti in piazza Mazzini per manifestare il proprio disagio a causa del drammatico problema relativo alla xylella.

Si tratta, ha spiegato Emiliano di “una mobilitazione di tutta la regione Puglia che non può più accettare l'indifferenza dell'Unione Europea e del Governo rispetto ad una tragedia che sta cambiando la vita di migliaia e migliaia di persone e sta rendendo impossibile la sopravvivenza di tantissime famiglie”.

“Noi - ha continuato il Presidente della Regione - abbiamo lanciato una proposta: un piano triennale da 500 milioni di euro che ricostruisca il paesaggio del Salento e restituisca all'olivicoltura salentina una speranza e un futuro. Non si tratta di una somma enorme per la Repubblica italiana, in altre aree del paese al Nord sono state stanziate risorse anche superiori. Quindi è uno sforzo che si può fare e si deve fare”. 

“Si tratta di una richiesta - ha evidenziato Emiliano - che ovviamente diremo al Presidente del Consiglio Conte in visita domani qui a Lecce e che riceverà una delegazione degli olivicoltori. Noi non lasceremo questo presidio fino a che queste richieste non verranno accolte. Si tratta davvero di qualcosa di importante. È una vicenda che riguarda tutto il popolo pugliese e tutto il popolo salentino: gli agricoltori stanno combattendo non solo per se stessi ma per la loro terra”. 

“La Regione Puglia - ha concluso Emiliano - sta facendo uno sforzo enorme, abbiamo messo a disposizione in questi tre anni 110 milioni di euro. Mi auguro che il Governo nazionale faccia la stessa cosa e accetti questo piano di ricostruzione del Salento e dell'olivicultura salentina”.

FITTO: "EMILIANO SUL TRATTORE, AL PEGGIO NON C'E' MAI FINE" - Il vicepresidente del gruppo europeo ECR-FDI, on. Raffaele Fitto commenta: “#Xylella Quando pensavi di aver visto di tutto di più...ti rendi conto che al peggio non c'è mai fine: #Emiliano sul #trattore a difesa di quell'agricoltura che lui ha distrutto Se non fosse una situazione tragica saremmo alle comiche finali Che degrado!”

Brindisi, schianto nella notte: morti 3 giovanissimi

di PIERO CHIMENTI - Terribile schianto nella notte, avvenuto sulla provinciale brindisina che collega San Pietro Vernotico a Cellino San Marco, dove cinque giovani d'età compresa tra i 17 e i 19, in viaggio su una Fiat Punto, dopo aver perso il controllo del mezzo, andando a sbattere contro il muro, hanno finito la loro corsa in uno schianto fatale contro una Chevrolet guidata da un 72enne, rimasto illeso. 

Le vittime sono tre, mentre gli altri ragazzi sono ricoverati in gravi condizioni ma non rischierebbero la vita.

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