Ex Ilva, cassa integrazione a zero ore per un numero crescente di dipendenti: coinvolta anche Taranto
TARANTO – Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria starebbe comunicando a un numero crescente di dipendenti la sospensione dal lavoro con collocamento in cassa integrazione a zero ore. A riferirlo sono fonti sindacali, secondo cui le prime comunicazioni avrebbero interessato la sede di Milano, per poi estendersi al personale dello stabilimento di Taranto.
Intanto, i dipendenti del centro ricerche ionico si trovano in ferie imposte dall’azienda da circa una settimana. La misura potrebbe anticipare un nuovo ricorso alla cassa integrazione straordinaria. L’attuale autorizzazione riguarda 4.500 lavoratori del gruppo, di cui 3.800 impiegati a Taranto.
Impianti al minimo e prospettive incerte
Sul fronte produttivo, a Taranto l’altoforno 2 è stato portato al regime minimo, mentre l’acciaieria 2 resta ferma. Sulla situazione pesano diversi fattori: il provvedimento della Corte d’Appello di Milano relativo alla fermata degli impianti, la carenza di materie prime e le difficoltà finanziarie della società.
Le prospettive occupazionali restano limitate anche alla luce dell’arrivo di 350mila tonnellate di bramme acquistate dall’azienda, una parte delle quali è già sbarcata. Il materiale dovrebbe consentire la ripresa del treno nastri 2 a novembre.
La riattivazione, tuttavia, dovrebbe coinvolgere soltanto una quota contenuta dei dipendenti, mentre rimangono le incertezze sul futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento siderurgico tarantino.
