Ex Ilva, la Cassazione si riserva la decisione sullo stop all’area a caldo. Turco: «Chiarezza su possibili conflitti di interesse»


ROMA
– I giudici delle Sezioni Unite civili della Corte di Cassazione si sono riservati di decidere sul possibile stop dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto. Nel corso dell’udienza di oggi, 20 ottobre, l’avvocato generale della Cassazione ha chiesto di accogliere parzialmente i ricorsi, sollecitando un bilanciamento tra il diritto alla salute e la continuità della produzione industriale.

Lo scorso luglio, la Corte d’Appello aveva ordinato lo spegnimento delle aree a caldo dello stabilimento siderurgico. La decisione della Cassazione sarà notificata alle parti una volta depositata.

Turco (M5S): «Chiarezza sulla posizione di Birritteri»

Sulla vicenda interviene il senatore Mario Turco, vicepresidente e delegato alle politiche economiche e fiscali del Movimento 5 Stelle, che ha depositato un’interrogazione parlamentare al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per chiedere chiarimenti sulla posizione dell’avvocato generale della Cassazione Luigi Birritteri, intervenuto nel procedimento relativo all’ex Ilva.

Al centro dell’iniziativa parlamentare vi sono possibili profili di incompatibilità o ragioni di astensione che, secondo Turco, meritano di essere verificati dagli organi competenti.

«Secondo quanto riportato dalla stampa, Birritteri ha ricoperto importanti incarichi al Ministero della Giustizia durante il mandato di Angelino Alfano, oggi socio dello studio legale BonelliErede, al quale appartengono alcuni degli avvocati che assistono Ilva nel procedimento davanti alla Cassazione», afferma il senatore.

Turco richiama inoltre la nomina di Birritteri a capo del Dipartimento per gli Affari di Giustizia, avvenuta su proposta dello stesso Nordio durante il Governo Meloni, prima del ritorno in Cassazione nell’aprile 2026.

Il parlamentare precisa di non voler mettere in discussione l’autonomia della magistratura né formulare accuse preventive, ma ritiene necessario chiarire se siano state valutate eventuali ragioni di astensione, anche alla luce della segnalazione presentata dai legali dei cittadini di Taranto.

Con l’interrogazione, Turco chiede quindi al ministro Nordio di chiarire, nei limiti delle proprie competenze, se siano state effettuate verifiche da parte degli organi competenti e quali iniziative istituzionali si intendano eventualmente assumere per garantire il rispetto dei principi di imparzialità.

«La salute dei cittadini non può essere subordinata alla produzione»

«Su una vicenda che coinvolge il diritto alla salute di un’intera comunità, la sicurezza dei lavoratori e il futuro ambientale e industriale di Taranto, non possono rimanere dubbi irrisolti», sottolinea Turco.

Il senatore ribadisce infine la necessità che ogni decisione sia assunta nel pieno rispetto dell’indipendenza e della trasparenza delle istituzioni.

«La salute dei cittadini non può continuare a essere subordinata alle esigenze della produzione. Taranto ha già pagato un prezzo altissimo. Merita verità, giustizia e garanzie, non altre zone d’ombra», conclude.