Minori nel circuito penale, La Ghezza (M5S): «Servono formazione e nuove opportunità di lavoro»


La capogruppo del Movimento 5 Stelle chiede un nuovo confronto in Commissione Criminalità per verificare le risorse europee e definire un piano condiviso. Tra gli obiettivi coinvolgere anche ARPAL e garantire percorsi di autonomia ai giovani detenuti.

BARI – Rafforzare l’offerta di formazione professionale per i minori e i giovani adulti coinvolti nel circuito penale in Puglia, verificando le risorse europee disponibili e costruendo percorsi concreti di reinserimento sociale e lavorativo. È il tema affrontato dalla Commissione di studio e inchiesta sulla criminalità organizzata in Puglia, al termine della quale la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Maria La Ghezza, ha chiesto di aggiornare l’audizione per coinvolgere tutti i soggetti interessati.

«In Commissione Criminalità abbiamo approfondito un tema delicato: l’offerta della formazione professionale per i minori e i giovani adulti coinvolti nel circuito penale in Puglia. Una questione su cui continueremo a confrontarci», ha dichiarato La Ghezza.

La consigliera ha sottolineato la necessità di verificare le risorse europee stanziate per i corsi di formazione e di definire un piano d’intervento condiviso, coinvolgendo anche l’ARPAL nella fase di orientamento e nella mappatura delle competenze.

Alla seduta erano presenti il direttore del Dipartimento Politiche del Lavoro e Formazione, Francesco Cupertino, il direttore dell’Istituto penale per i minorenni di Bari, Nicola Petruzzelli, e la dirigente del Centro per la giustizia minorile per la Puglia e la Basilicata, Dorella Quarto.

La Ghezza ha chiesto di proseguire il confronto tra 15 giorni, ascoltando anche l’Autorità di gestione dei fondi comunitari, ARPAL, i Garanti regionali dei minori e delle persone detenute, Ludovico Abbaticchio e Piero Rossi, e il Dipartimento Welfare.

Formazione e reinserimento, il ruolo del Reddito di Dignità

Nel suo intervento, la capogruppo M5S ha richiamato anche il Reddito di Dignità per l’area penale minorile, attraverso il quale è già stato avviato un intervento rivolto ai giovani coinvolti nell’area penale esterna.

Il programma prevede progetti personalizzati che possono comprendere tirocini, formazione professionale, tutoraggio, sostegno psicologico e accompagnamento verso l’autonomia.

L’obiettivo, secondo La Ghezza, è estendere opportunità analoghe anche ai ragazzi che si trovano all’interno degli istituti penali minorili, garantendo loro strumenti utili per costruire un futuro diverso.

«Dobbiamo garantire le stesse opportunità anche a chi si trova all’interno degli istituti penali minorili. Un lavoro e una prospettiva di autonomia possono dare ai giovani l’opportunità di una nuova vita», ha concluso.

Il percorso punta quindi a rafforzare il collegamento tra formazione, servizi territoriali e reinserimento, affinché i giovani coinvolti nel circuito penale possano acquisire competenze e sviluppare prospettive concrete di autonomia.