Baby gang e criminalità giovanile, Perrini (FdI): «Subito un'audizione in Commissione Antimafia e sblocco della proposta di legge»
BARI - La criminalità giovanile e il fenomeno delle baby gang tornano al centro del dibattito politico in Puglia. Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Renato Perrini chiede un'immediata audizione in Commissione Antimafia e lo sblocco della proposta di legge sul contrasto al disagio minorile, elaborata nel 2023 e ancora ferma per la mancanza della necessaria copertura finanziaria.
«La devianza e la criminalità giovanile non rappresentano più un'emergenza episodica o circoscritta, ma una vera e propria piaga sociale che in Puglia richiede una risposta istituzionale immediata», afferma Perrini, ricordando il lavoro svolto durante il suo mandato da presidente della Commissione regionale di studio e d'inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia. Da quell'attività era nata una proposta di legge sottoscritta trasversalmente dalla quasi totalità dei consiglieri regionali.
«Da Bari a Taranto, da Foggia a Barletta fino al Salento, continuiamo ad assistere a gravi episodi di violenza commessi da gruppi di giovanissimi, spesso affiancati dall'uso incontrollato dei social network come cassa di risonanza o strumento di emulazione», sottolinea il consigliere.
Perrini richiama anche i dati emersi dalla recente operazione nazionale della Polizia di Stato, che ha portato a 644 arresti e 1.695 persone denunciate, con migliaia di minorenni coinvolti o sottoposti a controlli anche in Puglia.
«Non possiamo limitarci a intervenire quando un reato è già avvenuto. La certezza della pena e il presidio del territorio devono essere affiancati da una strategia di prevenzione e recupero, capace di intercettare il disagio prima che si trasformi in devianza criminale», dichiara.
Audizione con Regione, magistratura e forze dell'ordine
Per affrontare il fenomeno, Perrini ha chiesto la convocazione in audizione del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, dei vertici delle Questure pugliesi e della Direzione distrettuale antimafia, dei procuratori e dei presidenti dei Tribunali per i minorenni, del direttore del Centro per la Giustizia minorile, dei Servizi sociali territoriali, dell'Ufficio scolastico regionale e dell'assessore al Welfare.
Tra gli obiettivi dell'incontro c'è la ripresa dell'iter della proposta di legge del 2023, intitolata “Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del disagio, devianza e marginalità minorile”.
Il testo, spiega Perrini, è il risultato di mesi di approfondimenti e audizioni con magistrati, forze dell'ordine, psicologi, assistenti sociali e rappresentanti del mondo della scuola. La proposta punta a costruire una rete integrata di prevenzione tra Regione, istituti scolastici, famiglie e Servizi sociali, attraverso l'istituzione di un tavolo tecnico permanente di coordinamento, percorsi di formazione specialistica per docenti ed educatori, iniziative di sostegno alla genitorialità e progetti educativi dedicati alla cittadinanza e alla legalità.
La proposta di legge ferma per la copertura finanziaria
Il provvedimento, tuttavia, non ha ancora completato il proprio percorso. Secondo Perrini, nonostante i ripetuti solleciti, da ultimo dopo la brutale aggressione ai danni di un ragazzo con disabilità a Galatina nel 2025 e l'audizione congiunta delle Commissioni III e VI nel luglio 2026, la proposta resta bloccata per l'assenza delle risorse economiche necessarie.
«È arrivato il momento che la Giunta e l'assessorato al Welfare facciano la propria parte, individuando le risorse economiche necessarie per attuare questo provvedimento. Non c'è più tempo da perdere: dare risposte concrete ai nostri giovani e sottrarli alla criminalità deve essere una priorità assoluta per la nostra regione», conclude il consigliere regionale di Fratelli d'Italia.