Bari, sette persone di un clan barese finiscono in carcere: tre episodi contestati, c’è l’aggravante mafiosa
BARI - Sette persone appartenenti a un clan barese sono finite in carcere nell’ambito di un’indagine su una serie di episodi criminali avvenuti tra settembre 2024 e gennaio 2025. Le accuse, a vario titolo, sono di detenzione e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo, minacce, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, aggravate dal metodo mafioso, oltre a detenzione di arma da guerra e ricettazione.
Gli investigatori hanno ricostruito tre distinti episodi.
Il primo risale al 9 settembre 2024, quando due degli indagati, a bordo di una moto di grossa cilindrata, entrarono nel piazzale di una stazione di servizio. In quella circostanza, il passeggero si sarebbe diretto verso alcuni giovani seduti ai tavoli, puntando contro di loro una pistola e provocando il panico tra i presenti. Soltanto il passaggio di una volante avrebbe impedito che l’azione proseguisse.
Il secondo episodio è avvenuto il 24 novembre 2024, in occasione di un concerto al Palaflorio di Bari. Alcuni degli indagati avrebbero preteso di entrare gratuitamente nella struttura, arrivando a minacciare di morte i poliziotti e i carabinieri presenti. Agli stessi avrebbero anche dichiarato di essere «pronti a fare la guerra».
Il terzo fatto contestato risale al 1° gennaio 2025, quando un uomo si presentò al pronto soccorso del Policlinico di Bari con ferite provocate da colpi d’arma da fuoco. Le sue condizioni erano gravi e venne ricoverato nel reparto di Rianimazione in coma farmacologico.
Per i primi due episodi è stata contestata l’aggravante del metodo mafioso.
I sette destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare, uno dei quali già detenuto e un altro agli arresti domiciliari, sono stati condotti in carcere.
Gli investigatori hanno ricostruito tre distinti episodi.
Il primo risale al 9 settembre 2024, quando due degli indagati, a bordo di una moto di grossa cilindrata, entrarono nel piazzale di una stazione di servizio. In quella circostanza, il passeggero si sarebbe diretto verso alcuni giovani seduti ai tavoli, puntando contro di loro una pistola e provocando il panico tra i presenti. Soltanto il passaggio di una volante avrebbe impedito che l’azione proseguisse.
Il secondo episodio è avvenuto il 24 novembre 2024, in occasione di un concerto al Palaflorio di Bari. Alcuni degli indagati avrebbero preteso di entrare gratuitamente nella struttura, arrivando a minacciare di morte i poliziotti e i carabinieri presenti. Agli stessi avrebbero anche dichiarato di essere «pronti a fare la guerra».
Il terzo fatto contestato risale al 1° gennaio 2025, quando un uomo si presentò al pronto soccorso del Policlinico di Bari con ferite provocate da colpi d’arma da fuoco. Le sue condizioni erano gravi e venne ricoverato nel reparto di Rianimazione in coma farmacologico.
Per i primi due episodi è stata contestata l’aggravante del metodo mafioso.
I sette destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare, uno dei quali già detenuto e un altro agli arresti domiciliari, sono stati condotti in carcere.
