PLAY: MUSICA&DINTORNI / Skunk Anansie, Greatest Hits con l'amaro in bocca
di Michele Tedesco
Tre album nel curriculum musicae di una band non sono niente. La maturità, lo stile e la concretezza del sound si vedono molto più in là, anche se c’ è chi sostiene che il primo disco sia sempre il migliore. Nel debutto discografico una band impiega tutte le proprie risorse, l’ entusiasmo e l’ ingenua concretezza di chi ancora non conosce e non è ancora vittima dell’ industria discografica. Fare una raccolta dei propri “successi” a distanza di 3 capitoli dalla propria nascita artistica è un fatto assolutamente privo di senso. Questo vale anche se la band in questione di chiama Skunk Anansie e la front woman del gruppo si chiama Skin. Tre album in pochissimi anni ( “Paranoid & Sunburnt” 1994, “Stoosh” 1996 e “Post orgasmic chill” 1999 ) di purissimo power pop di matrice britannica, che hanno messo in luce la verve di una singer di altissimo livello come Skin e di una band che ha saputo supportarla in maniera più che adeguata. L’ innovazione degli Skunk Anansie stava proprio in questo: nella fusione di una voce così potente e sensuale con il sound granitico di formazione tecnicamente molto valida. Nel 2001 l’ inspiegabile scioglimento. Tornano, a distanza di otto anni, con un gratest hits ( 13 tracce e 2 inediti: “Because of you”, singolo trasmesso attualmente e “Squander” ) e la stessa attitudine di sempre. Ovviamente tra i titoli della tracklist esplodono brani come le romanticissime “Secretely” e “Brazen”, fino ad arrivare alla tostissima “Charlie big potato”. Molto probabilmente, i “puristi” della band avrebbero preferito un lavoro completamente nuovo e non stimolare il loro appetito con 2 inediti, per poi restare a secco di novità, almeno per quel che riguarda una band come questa che della creatività e della fusione tra generi musicali ha fatto uno dei suoi punti di forza. Il retrogusto della manovra commerciale distorce il sapore vero di questo lavoro. Purtroppo.

Tre album nel curriculum musicae di una band non sono niente. La maturità, lo stile e la concretezza del sound si vedono molto più in là, anche se c’ è chi sostiene che il primo disco sia sempre il migliore. Nel debutto discografico una band impiega tutte le proprie risorse, l’ entusiasmo e l’ ingenua concretezza di chi ancora non conosce e non è ancora vittima dell’ industria discografica. Fare una raccolta dei propri “successi” a distanza di 3 capitoli dalla propria nascita artistica è un fatto assolutamente privo di senso. Questo vale anche se la band in questione di chiama Skunk Anansie e la front woman del gruppo si chiama Skin. Tre album in pochissimi anni ( “Paranoid & Sunburnt” 1994, “Stoosh” 1996 e “Post orgasmic chill” 1999 ) di purissimo power pop di matrice britannica, che hanno messo in luce la verve di una singer di altissimo livello come Skin e di una band che ha saputo supportarla in maniera più che adeguata. L’ innovazione degli Skunk Anansie stava proprio in questo: nella fusione di una voce così potente e sensuale con il sound granitico di formazione tecnicamente molto valida. Nel 2001 l’ inspiegabile scioglimento. Tornano, a distanza di otto anni, con un gratest hits ( 13 tracce e 2 inediti: “Because of you”, singolo trasmesso attualmente e “Squander” ) e la stessa attitudine di sempre. Ovviamente tra i titoli della tracklist esplodono brani come le romanticissime “Secretely” e “Brazen”, fino ad arrivare alla tostissima “Charlie big potato”. Molto probabilmente, i “puristi” della band avrebbero preferito un lavoro completamente nuovo e non stimolare il loro appetito con 2 inediti, per poi restare a secco di novità, almeno per quel che riguarda una band come questa che della creatività e della fusione tra generi musicali ha fatto uno dei suoi punti di forza. Il retrogusto della manovra commerciale distorce il sapore vero di questo lavoro. Purtroppo.
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