Dall'intuizione Laringe al colpo Da Silva, la Serie C del Barletta ha il DNA dell’ex DS Savino Daleno


NICOLA RICCHITELLI –
Mentre la città smaltisce l’ebbrezza per un ritorno tra i professionisti atteso undici anni, l’analisi tecnica del successo impone un passo indietro. Se il campo ha premiato il lavoro di mister Paci, la cronaca sportiva deve dare merito a chi quella squadra l’ha pensata e costruita: l’ex DS Savino Daleno.

Il mosaico vincente parte da lontano. È di Daleno la firma sulla struttura portante che ha dato certezze al gruppo. Parliamo della leadership difensiva di Manetta, dell’esperienza di Coccia e di un centrocampo tutto dinamismo retto dal duo Piarulli-Cancelli. In questo scacchiere, spiccano due mosse chiave: l’intuizione Laringe, vera spina nel fianco delle difese avversarie, e il "colpo" Da Silva, l’uomo del destino che con i suoi gol ha scardinato gli equilibri del Girone H, quello stesso Da Silva di cui molti ricorderanno i mugugni iniziali del "Puttilli" proprio davanti alle prime prestazioni opache. Eppure, la lungimiranza della scelta tecnica ha vinto sulla diffidenza iniziale della piazza: il brasiliano si è trasformato da oggetto misterioso a trascinatore, dimostrando che la programmazione richiede tempo e fiducia.

Su questa base solida, la società ha poi innestato pezzi da novanta. Gli arrivi di Alma e, soprattutto, di un bomber del calibro di Malcore hanno trasformato il reparto offensivo in una vera macchina da goal. La profondità della rosa è stata poi garantita da innesti chirurgici: da Franco a Malagnino, passando per Martano a Ragone, mentre l’esperienza di Bizzotto ha blindato la difesa nei momenti di massima pressione. Profili che si sono incastrati alla perfezione nel tessuto tattico di Paci, permettendogli di gestire con autorità il rush finale.

Il ritorno in Serie C dopo undici anni è dunque il frutto di una programmazione lungimirante. Se la mano dell’ex direttore sportivo Savino Daleno è stata determinante nel tracciare la rotta e scegliere i primi pilastri, il completamento dell’opera con giocatori di assoluto valore ha garantito quella profondità di rosa necessaria per resistere alle pressioni della piazza e alle insidie della Serie D.