Emiliano prepara il suo cambio di consegne pungendo Nichi


BARI. "Lancio un appello alle energie migliori della destra di questa città affinchè in consiglio comunale le rispettive opposizioni deliberino su importanti provvedimenti, primo fra tutti sulle varianti al Piano Regolatore, non più a colpi di maggioranza. La destra deve rifondarsi e non chiudersi nelle nicchie dei Potentati". Non è stato il solito appello, l'ennesimo, che il sindaco di Bari Michele Emiliano ha lanciato dalla terrazza dell'Ex Albergo delle Nazioni in occasione della conferenza stampa di fine anno tenutasi nella mattinata di ieri. Si è trattato di un suggerimento che il primo cittadino ha dato per esprimere, molto probabilmente e come da egli stesso evidenziato, la propria "solidarietà" all'amico e suo rivale quale candidato a sindaco alle Amministrative del 2004 Luigi Lobuono. Il primo cittadino rilevava che l'ex presidente della Fiera del Levante fu scelto a 45 giorni dal voto per il rinnovo del consiglio comunale non risparmiando frecciate al suo ultimo sfidante - Di Cagno Abbrescia - ritenuto dallo stesso Emiliano il simbolo di un centrodestra che in questi 6 anni non è riuscito a rinnovarsi nella sua classe dirigente. Il verbo rinnovare è stato il filo conduttore di questa mattinata all'insegna del bilancio politico nell'ambito del quale Michele Emiliano non ha risparmiato critiche al centrosinistra pugliese ed in particolare nei confronti del segretario regionale del Pd Sergio Blasi il quale - a suo avviso - aveva rilasciato alla stampa locale una dichiarazione poco carina nei suoi riguardi e per la quale Emiliano non sotterrava l'ascia lanciando la proposta delle primarie per la successione di Vendola. All'indirizzo di costui, Emiliano lanciava la seconda stoccata della mattinata chiedendo - per interposte persone a mezzo dei giornalisti presenti - se Vendola avesse operato nel centrosinistra pugliese quella operazione di rinnovamento della classe dirigente pugliese. Un segnale di guerra ad indirizzo del governatore pugliese sempre più con il corpo e con la mente a Roma, in vista di un eventuale ritorno anticipato alle urne.
Emiliano alla domanda di un collega tagliava corto negando letteralmente questa eventualità mentre si concedeva ad una che lo riguardava direttamente: "Chi sarà il suo successore a Palazzo di Città?". Il primo cittadino rispondeva tracciando quello che in fin dei conti altro non sarà che un passaggio di consegne. Così Emiliano: "Bisognerà convocare, innanzitutto, le primarie per le quali il sindaco uscente quale guida politica dovrà fungere da arbitro senza però condizionare le scelte dell'elettorato del centrosinistra. Oltre ad un volto nuovo ci vorrà un modello di governo nuovo per la città di Bari, e affidarsi al precedente potrà rivelarsi fallimentare nel confronto finale coi candidati degli altri schieramenti.
Ognuno ha il suo modello di governo ed è impossibile omologarsi. Ma questa operazione dovrà essere affiancata dalla continuità nel rinnovamento della classe politica e dirigente del centrosinistra barese che tra consiglio e giunta con gli under e over 40 registra già i suoi primi segnali di rinnovamento". Dunque, un testamento politico quello presentato dal sindaco di Bari che lo ha confermato quale autorevole voce critica del centrosinistra pugliese e di quello barese.

(Nicola Zuccaro)